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anno III n. 5 dicembre 

Checcarini

in caso di desiderio brand

Talento Italiano

il non finisce mai

gemmologia

Tormalina

apoteosi del colore

speciale

Calendario Preziosa 2011 il gioiello tatuato

Bijoux

Firenze

by ALESSANDRO FANFANI

Vicenza Oro “First”, “Charm”, “Choice” | Macef Milano

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editoriale

“Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore” In questi giorni, il mondo dell’alta finanza mondiale ha annunciato l’ultimo record in salita del prezzo delle materie prime. Secondo gli analisti, la causa di quest’ulteriore impennata è da attribuirsi principalmente al perdurare dello stato di debolezza della moneta americana, ma anche ad altri fattori di finanza internazionale che poco hanno a che vedere con la produzione della gioielleria mondiale. Un caso per tutti l’India, dove il metallo nobile continua ad essere una delle principali forme d’investimento della popolazione media. Secondo una precisa analisi de “Il Sole 24 ore”, un terzo del 30 per cento del risparmio indiano va in oro: tra il settembre 2009 e ottobre 2010 la domanda della “tigre asiatica” ha sfiorato il 21 per cento di quella mondiale. Attualmente l’oro in possesso dell’India è di circa 18mila tonnellate per un controvalore monetario di 800 miliardi di dollari, pari a circa il 50 per cento del prodotto interno lordo. Tutto questo fa capire come negli ultimi anni, soprattutto a

cavallo della recente crisi, in maniera più o meno dichiarata, il mondo dell’alta finanza ha completamente o quasi abbandonato settori di investimento storici, quali quello immobiliare o industriale e quelli più recenti “new economy” (internet farm, software house, ecc.) a favore di beni rifugio come le materie nobili: primi fra tutti oro, argento, rame. Viene da sè che osservando il grande circo mondiale delle produzioni orafe la risposta più efficace a sostenere la presenza sul mercato sono sostanzialmente due. La prima è la qualità assoluta: realizzare prodotti sempre più unici e di fattura dove il valore intrinseco sia dato solo in parte dalla quantità di metallo ma soprattutto dalla sua elaborazione. L’altra invece è quella di proporre monili realizzati con materiali meno nobili ma che per fattura ed elaborazione vicini, ad esempio, al mondo della moda. Volendo scomodare il filosofo Nietzsche verrebbe da dire “Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”.

www.preziosamagazine.com anno III / n. 5 / dicembre 2010 Spedizione in abbonamento postale Reg. Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008 iscrizione al ROC n. 17658 del 10 ottobre 2008 tiratura 10.000 copie

sommario rubrica

Golden Agency srl via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli

p.18

écrit sur du vent apologia del diverso, elogio della bellezza p. 14

Giovanni Micera direttore@preziosamagazine.com

parole di pietra comprare le pietre per affare p. 16

Maria Rosaria Petito petito@preziosamagazine.com

Luigi Esposito

aste & mostre p. 18

grafici@preziosamagazine.com

Artemisia Comunicazione

eventi

artemisiacomunicazione.com

via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli tel. 081 2471142 fax 081 0782962

p. 20

brand

redazione@preziosamagazine.com

Officine Grafiche Francesco Giannini & Figli S.p.A. (NA)

p.42

p.34

Fratelli Dinacci il segreto è una squadra vincente p. 26

responsabile commerciale: Mila Gambardella ph. +39 331 6892296 gambardella@preziosamagazine.com

design Gioielli scomodi p. 28

p.28

brand Checcarini Preziosi, in caso di desiderio p. 30 Verdi Gioielli, tradizione ed evoluzione p. 32

Il Talento Italiano non finisce mai p. 34 Mattia Mazza l'eclettica p. 36 d’elia. L’intramontabile bellezza delle perle p. 38 Checcarini Gioielli

www.checcarinipreziosi.com

I Gioielli del Sole. Croci e delizie per oscurare la crisi p. 40 Linea Diana. Un anello tira l’altro, è TU:U p. 41

referenze fotografiche: si ringraziano tutti coloro che hanno gentilmente messo a disposizione il materiale iconografico L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate Proprietà letteraria e artistica riservata. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza autorizzazione dell’editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Golden Agency srl garantisce la massima riservatezza delle informazioni custodite nel suo archivio. Gli indirizzi verranno utilizzati, oltre che per l’invio della rivista, anche per l’invio di proposte commerciali. Ai sensi della legge 675/96 è nel diritto degli interessati richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati. Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori.

Pilar Cabo Coin. I valori di una manager di successo p. 42 IL Diamante, dove l'acquisto diventa un piacere p. 44 Bijoux Vintage. Gioielli che corteggiano le donne p. 47 Papitolindo. Eleganza senza tempo p. 51

p.41

My Star. Un messaggio d’amore p. 54 www.preziosamagazine.com

Martino Belmanto Gloria Belloni Marco Cantarella Mario Didone Chiara Di Martino Cristiana Giordano Federica Longobardi Iaia Mito Maridadomenica Santamaria Alberto Scarani Maria Rosaria Petito Lucia Venino

p.56

p.60

Il gotico secondo Giorà p. 56 Gemmarium Italia. La ricerca c'è e si vede p. 58 Lucebianca. Un successo dei fratelli Verde p. 60 Flò Accessories. Idee molto chiare in fatto di originalità p. 62 L’ineguagliabile CieloGioielli Milano p. 64 Nardi. Bello e Italiano p. 67 Gold Planet. L’accessibilità di un gioiello per celebrare la donna p. 70 A Capri la dimensione del mito di Sar Gioielli p. 73 Beads & Co. gioca con gli argenti p. 75

p.75

p.70

Calendario Preziosa 2011 p. 79 Tormalina apoteosi del colore p. 92 Inchiesta Compro Oro: subito una normativa p. 96

p.92

Oro usato: quali regole? p. 98 Un consorzio per rilanciare la gioielleria italiana p. 103 Troglodita a chi? p. 106

orologi Breguet. Il RĂŠveil Musical p. 110

breaking news

p. 114

p.114 p.110

rubrica

écrit sur du vent

Maria Rosaria Petito

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Elogio della bellezza Marylin e la venere di Willendorf differenti ideali di incanto

Prima di dedicarsi ai miei capelli Sasy deve completare l’extension ad una biondina tutta chiacchiere e mi toccherà aspettare almeno un paio d’ore. Un ragazzo mi porge il camice e per ingannare l’attesa una rivista, di quelle da coiffeur, appunto, che ritraggono un certo mondo femminile. In copertina qualche scatto furtivo spiattella brutalmente la cellulite di una vip mentre a caratteri cubitali un titolo, che oscura l’ennesimo caso di stupro, recita: “Martina G. raggiante per la sua nuova sesta”. Non so esattamente chi sia costei ma vorrei tanto capire cosa spinga a desiderare due tette grosse come meloni. E nuova perché? Ha forse rottamato le precedenti? Squilla il cellulare e, in tema alle mie riflessioni, la voce felice di Claudia mi confida “Per le vacanze mi regalerò un profilo alla Uma Thurman”. Mi congratulo per la scelta ma tengo per me l’ammirazione per quel naso difettoso. Mi guardo allo specchio e più mi avvicino più scopro vizi che meriterebbero un’aggiustatura; forse più di una, ma va bene così, con la mia seconda, con la mia bocca sottile a dispetto della tipa di fianco dallo sconveniente sorriso alla Donald Duck, con le mie rughe che, come dice ruvida la mia amica Giuliana, se non si muore prima, vengono a tutti. Questo inseguire a tutti i costi l’omologazione, che alcuni credono perfezione, mi sconcerta.

Al di là delle naturali virate in fatto di gusti (i nostri antenati verosimilmente avrebbero preferito la venere di Willendorf alla nera Campbell), la bellezza resta un concetto universale e si riconosce in condivisi archetipi che esulano da ogni ipotetica contestazione, come l’Annunciata di Antonello da Messina o il Taj Mahal, Marylin o un tramonto d’estate. Sì, d’accordo, ma l’imperfezione, il diverso, lo strano ha tutto un altro fascino, e sa essere molto più intrigante. Basta lanciare lo sguardo poco più in là per scoprire che un difetto, una mancanza, un vizio, una sproporzione può dar vita a cose sublimi - l’Opera n. 9 per mano sinistra di Skrjabin sa magnificamente raccontarlo, come non sanno essere da meno i gioielli di Alidra Alić -. Straordinarietà da non correggere, dunque? Eppure Agnolo Firenzuola sosteneva che “La bellezza è il dono più grande concesso da Dio all’umana”. Sarà, ma in quel lontano ‘500 l’ideale di bellezza doveva essere indubbiamente di tutt’altra schiettezza.

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Comprare le pietre per affare G rubrica parole di pietra di Paolo Minieri

randi affari. Il gioielliere di solito è ancora sedotto dal richiamo dell’acquisto “per affare”. Una chimera irresistibile che ammalia recando profumi di viaggi fortunati in esotici paesi poco sviluppati dove non si conoscerebbero i minerali che vi si producono. Miti e leggende dure a morire anche nel terzo millennio, quello della globalizzazione e dell’informazione. Vai a capire perché ancora tanti operatori, dal fare pratico e diffidenti con tutti, si lascino poi incantare da personaggi nebulosi e scaltri oppure, se in buona fede, ignari del prodotto e del tutto impreparati gemmologicamente.

Io lo dichiaro ufficialmente: nella mia carriera commerciale non ho mai fatto “il grande affare”. Ho compiuto decine e decine di viaggi in molti continenti incontrando professionisti capaci, ho stipulato accordi vantaggiosi, ho portato a casa acquisti a volte ben congegnati e convenienti. Ma “il grande affare”, quello, non l’ho mai fatto. Statisticamente non avrei dovuto farne almeno uno? No. Mai. Se chi mi legge scarterà l’ipotesi, che doverosamente ammetto legittima, che io sia

stato sfortunato o del tutto incapace di fiutare “il grande affare”, quando avrei potuto realizzarlo, ecco allora che mi permetto di suggerire molto modestamente alcune domande che vi potreste porre. Mettiamo che vi si presenti sul banco un rubino di oltre 10 carati, ben saturo di colore, ben tagliato, d’apparenza naturale (o certificato in modo anonimo come tale). Diciamo al prezzo di 100 euro al carato. Ma il presunto affare potrebbe essere un diamante in cartina o uno smeraldo. Poniamoci dunque qualche domanda.

Da quanto tempo in bottega non mi capita una rivista di gemmologia? Trovo il tempo di spulciare notizie sulle novità nel campo delle gemme magari navigando in rete? “Il grande affare” spesso è infatti nient’altro che il primo sciagurato incontro con un trattamento migliorativo o con un’imitazione. Chi è costui che mi sta mostrando la presunta gemma? C’è dietro di lui un’azienda riconoscibile, con una reputazione commerciale? Perché c’è lotta per spuntare qualche punto in meno sul

16 Rapaport e l’affare mi arriva comodamente in casa? La gemma mi è fornita con uno straccio di certificato? Che attendibilità ha l’eventuale documento? Posso verificare l’attendibilità del certificato? Il prezzo conveniente non potrebbe essere conseguenza di ricettazione? Il fatto che io abbia di fronte a me con uno smeraldo un cittadino d’indubitabile provenienza colombiana attesta inequivocabilmente che la gemma sia uno smeraldo? Il diamante è naturale. Lo abbiamo appurato. Posso sincerarmi che il suo prezzo molto conveniente non derivi da traffici opachi legati alle forniture di armi in Africa centromeridionale (diamanti da conflitto)? In conclusione “i grandi affari” aumentano in diretta relazione all’affacciarsi di prodotti con trattamenti inediti o nuovi tipi di sintetici. Ne sanno qualcosa quelle agenzie di pegno che non molto tempo fa acquisirono moissaniti credendole diamanti. Esiste un periodo buio tra l’introduzione di un prodotto trattato o sintetico e la sua piena divulgazione. Ma a ben pensarci “il grande affare” lo feci anch’io. A Tucson, in occasione della fiera dei minerali che si tiene in Arizona. Un messicano aveva accettato di vendere grezzi di opale al mio prezzo, molto vantaggioso per il sottoscritto. Quando me ne andai, d’un tratto capii e tornai in fretta senza trovarlo. Coi miei soldi era andato a mangiare.

Faraone e Raspini inaugurano a Milano Riapre a Milano la storica gioielleria Faraone che dopo 10 anni di assenza da via Montenapoleone vi ritorna grazie all’impegno di Cesare Settepassi. Aperto nel 1945 da Raffaele Faraone e poi amministrato dalla famiglia Settepassi, il negozio per anni ha risposto al gusto raffinato di una platea nazionale ed internazionale. La boutique, curata dall’architetto Massimo Iosa Ghini, è studiata per moduli e realizzata in materiali ricercati: legno, vetri ambrati, ottone e bronzo. Attenzione anche ai giovani, con le collezioni Lotus, Labyrinth e Heart Lock. Lo stile milanese ha conquistato anche Giovanni Raspini, che vi ha aperto una nuova boutique a pochi passi da Brera (in corso Garibaldi 51). Chiaroscuri eleganti e sofisticati che moltiplicano l’offerta dello showroom di via Margutta a Roma, per mettere a proprio agio anche la clientela del capoluogo lombardo.

Alba Cappellieri racconta il Novecento dell’Alta Gioielleria Presentato a Milano l’ultimo lavoro di Alba Cappellieri “Gioielli del Novecento. Dall’Art Nouveau al design contemporaneo in Europa e negli Stati Uniti”. L’iter del gioiello da prodotto d’élite, destinato a nobili, re, regine e ricca borghesia, a prodotto industriale, il gioiello del Novecento è sapientemente raccontato nel suo libro. Alba Cappellieri, professore associato presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, infatti, parla del gioiello come qualcosa di più di un monile, ne fa il fil rouge di un’epoca, dei suoi cambiamenti, della società, della sua cultura. Pubblicato dalla Skira editore, in 248 pagine raccoglie ben più di 340 foto di veri capolavori diversi per tecniche, idee e materie. Un cammino dall’Europa al Nuovo Continente per avvicinarsi all’arte orafa.

Federdettaglianti: giro di nomine

foto by Anna Cino

Cambi al vertice per molte organizzazioni territoriali. Confermato Giovangiuseppe Lanfreschi alla guida della Federazione orafi campani. La Foc, aderente alla Federazione nazionale dettaglianti orafi Confcommercio, ha così scelto per la continuità: attenzione all’intero territorio regionale, formazione e internazionalizzazione, questi gli obiettivi del rieletto Lanfreschi. Una scelta a favore dei giovani arriva invece da Trapani, dove si è ricostituita l’Associazione Orafi Gioiellieri di Trapani in ambito Federdettaglianti-Confcommercio. Presidente, l’imprenditore 34enne Danilo Gianformaggio, impegnato anche a livello nazionale nella tutela e nel rilancio della categoria. Sempre al Sud, rinnovo delle cariche dell’Arco, l’associazione regionale calabrese orafi in quota Federdettaglianti. A Siracusa, invece, designato Dimitri Fontana Del Vecchio al vertice del Sindacato Provinciale Orafi Gioiellieri. Con lui, i vicepresidenti Giovanni Conigliaro e Francesco Lao, e i consiglieri Salvatore Zimmitti, Grazia Cammisa, Stefania Midolo e Natale Calafiore. Tre i principali obiettivi del nuovo consiglio direttivo: la ricostituzione effettiva del sindacato, la professionalizzazione attraverso la formazione e la stipula di convenzioni vantaggiose per gli associati. Infine, nuovo cda per Oromare, il centro produttivo di Marcianise che riunisce circa 200 aziende del comparto orafo di Torre del Greco. Antonio Sticco è il nuovo presidente, affiancato in Consiglio da Grazia Mazza, Francesco Mennella, Antonino Conte e Gennaro Buonocore.

Tarì Design School,

performance nel cuore di Napoli Design, musica ed alta moda. Corpi di uomini e donne adornati di abiti e gioielli disegnati e realizzati dagli allievi del corso in Design della Moda e del Gioiello del Tarì Design School, nelle vetrine della boutique di Mario Valentino a Napoli. “L’amour est un oiseau rebelle”: questo il nome della performance di vetrine viventi ispirata alla Carmen di Bizet, iniziativa che ha richiamato centinaia di persone nella piazza più chic del capoluogo partenopeo.

MIRABILIA CORALII

Manifatture in corallo a Genova, Livorno e Napoli tra il XVII e XIX secolo Torre del Greco, capitale dell’arte del corallo, ospita ancora una volta una mostra che s’inscrive nel ciclo tematico dedicato alle “Vie del Corallo” e intitolata alla memoria di Antonino de Simone Presidente della Banca di Credito Popolare, che è mancato improvvisamente poco prima dell’avvio della manifestazione. Gli oggetti in mostra, a cura di Cristina Del Mare presso la Banca di Credito Popolare a Palazzo Vallelonga dal 12 dicembre al 30 gennaio, presentano storie, avvenimenti e opere intrecciati alla memoria collettiva del territorio campano. Il corallo appare come un “passaporto rosso del Mediterraneo” e traccia le rotte delle relazioni tra Genova, Livorno e Napoli, tra XVII e XIX secolo, risplendendo in più di 150 oggetti provenienti da importanti istituzioni museali e collezioni private. Sono tre le città legate dal “filo rosso” del corallo: Genova, nota soprattutto per paternostri e collane, ma anche per le curiose mattonelle realizzate con le spuntature del corallo di Sciacca. Livorno, piazza principale delle contrattazioni, ma anche di una produzione raffinata al punto da attrarre importanti committenti come

la famiglia Medici. Un anello di corallo intagliato con le armi dei Medici e dei Cappiello, della prima metà del Seicento e proveniente dal Museo degli Argenti e delle Porcellane di Firenze, ne è un’importante testimonianza. Infine, nel Regno di Napoli è Torre del Greco a distinguersi a partire dal 1400 nella pesca e dal 1800 nella trasformazione della materia corallina in capolavori di oreficeria. Esempio ne è la spada di gala donata a Napoleone Bonaparte dalla sorella Carolina Murat, tempestata di cammei in corallo prodotti dalla “Real Fabbrica de’ Coralli”, primo opificio corallino a Torre del Greco. Manifatture che sedussero la corte napoleonica tanto da suscitare una moda del “gioiello da giorno” in corallo, come dimostra il diadema e pettine in argento dorato e corallo rosa, appartenuti a Letizia Murat, oggi al Museo Napoleonico di Roma. E ancora il cammeo ovale, di collezione privata, raffigurante tre amorini nella fucina di Cupido in corallo giapponese, insieme alle parure in stile neoclassico o floreale, pregevoli esempi delle manifatture napoletane degli anni centrali dell’Ottocento, anch’essi presenti in mostra.

aste&m ostre a cura

di Cris tiana G iordan o

“I Tesori del Montenegro” in mostra a Venezia

La mostra, “Tesori del Montenegro: gli ex-voto di Perasto e delle Bocche di Cattaro” organizzata dall’Ambasciata del Montenegro presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta presenta i tesori artistici del Montenegro, in particolare gli exvoto (gioielli e tabelle d’argento) dell’età barocca provenienti dalle Bocche di Cattaro risalenti all’epoca in cui questa provincia faceva parte della Repubblica Veneta. Il nucleo più interessante delle opere esposte fino al 6 gennaio 2011 nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia proviene dal Santuario della Madonna dello Scarpello presso Perasto, a questo si affiancano oggetti donati alle chiese di Dobrota, Scagliari, Mula, Perzagno e Stolivo, centri minori delle Bocche di Cattaro. Diverse centinaia di oggetti, riflettono non solo l’opulenza di questa provincia ma anche le diverse componenti storiche ed artistiche che la videro crocevia di popoli e culture, essendo stata terra di frontiera tra Venezia e l’Impero Turco.

Importanti orologi e gioielli all’asta da Blindarte

Sabato 11 dicembre dalle ore 16.30 presso la casa d’aste Blindarte a Napoli verranno messi all’incanto importanti orologi e gioielli. Circa 80 orologi provenineti da collezioni private tra cui il Rolex Daytona ref. 6264 “Paul Newman” con cassa in acciaio e fondello a vite, bracciale jubilee, ghiera in bachelite con scala tachimetrica, raro quadrante “Paul Newman” nero tre colori, funzione cronografo a 3 contatori con tasti a pompa. Movimento meccanico a carica manuale, stimato euro 65000/75000, ed il Patek Philippe Cronografo ref. 5960, cassa in platino, cinturino in pelle con deployante in platino Patek Philippe, quadrante grigio con indici applicati. Funzione cronografo Cal. CH 28-520 IRM QA 24H 33 rubini, stimato euro 53000/58000. Tra i 280 gioielli preziosi spicca una collana con smeraldo a goccia in oro bianco a catena piatta semirigida con brillanti a pavè, smeraldo, stimata euro 50000/60000. Una collana di perle tipo australia a gradazione con fermezza in oro bianco e piccoli brillanti, stimata 15000/20000. Tra i gioielli firmati va segnalato un particolare anello Buccellati in oro giallo, onice centrale sfaccettato con incastonato al suo interno un brillante taglio vecchio contornato da brillanti. stimato 14000/18000 euro.

Torino esposti i Gioielli Fantasia

Si può visitare a Palazzo Madama - Sala del Senato in Piazza Castello a Torino fino al 23 gennaio la mostra Gioielli Fantasia da una collezione torinese, promossa dalla Fondazione Torino Musei. La rassegna, a cura di Enrica Pagella, prevede l'esposizione di circa 500 esemplari di Gioielli Fantasia provenienti dalla Collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore attraverso la produzione di bijoux realizzati negli Stati Uniti tra gli anni '30 e gli anni '70, con alcuni esemplari anche degli ultimi anni. Saranno esposte grandi collane, coloratissimi orecchini, spille stravaganti, bracciali eccentrici.

Rolex. Battuto all’asta per 11.000 euro

Durante gli anni ’70, la Rolex produce alcune variazioni dei propri modelli su ordinazione dei Corpi militari di diverse nazionalità. Il primo di questi è il Submariner ref. 5513 per l’esercito e la marina inglese, modificato secondo le esigenze derivanti dall’uso militare. A Firenze, in occasione dell'asta “Argenti, monete, goielli, orologi da polso”, nella sede storica della Casa d'aste Pandolfini di Palazzo Ramirez Montalvo in Borgo Albizi, 26, è stato battuto all’asta uno di questi capolavori, e precisamente il Rolex Oyster Perpetual Submariner British Royal Navy, Ref. 5513, seriale 3.764.732, anno 1974 circa, in acciaio. Presenta cassa con fondello e corona a vite, lunetta zigrinata girevole calibrata per 60 unità, barretta per l’alloggio del cinturino fisse, fondello inciso con la “broad arrow”, codici NATO di assegnazione indicativi rispettivamente il Corpo di assegnazione, il Reparto ed il modello dell’orologio e doppio anno di assegnazione, rispettivamente 1974 e 1975. Quadrante nero con indici triangolari, puntiformi ed a bastone luminescenti, lancette gladio con inserto al trizio, secondi al centro; ad ore sei sopra l’indicazione di profondità T maiuscola entro cerchio indicante la presenza di trizio come materiale luminescente. Movimento a carica automatica cal. 1520. Cinturino militare in nylon. Diam. mm 40. Valore stimato, euro 9.000/15.000. È stato aggiudicato a euro 11.000.

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Milano Il “Fil rouge” di Daniela De Marchi Tanta allegria nell’elegante atelier di Daniela De Marchi in via dei Piatti a Milano. Un Fil rouge ha messo insieme quattro diverse personalità, Barbara Granetzny, Mary Heidrich, Carolina Guabello ed, ovviamente, Daniela De Marchi per una artigianalità tutta femminile. Un hand made che tanta bella gente ha potuto ammirare attraverso la tecnica dropage di Daniela, il soffice cachemire premium di Barbara, gli originali pellami di Mary e Carolina.

Napoli Atmosfere giapponesi nella boutique di Ileana della Corte Sta tutto nel nome, anzi, nel buon nome. Ileana e Carla della Corte hanno confermato la classe di sempre con la loro ultima collezione autunno-inverno Asia, protagonista il 26 ottobre scorso nella storica boutique di via Calabritto a Napoli. Le padrone di casa hanno accolto gli ospiti in un’atmosfera orientale tra sushi e gioielli che del Sol Levante hanno rubato l’eleganza del bianco e nero in orecchini ed anelli in onice e madreperla.

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Verona Misis. Un brindisi per la nuova collezione Grande festa in casa Misis a Verona. Nel negozio di Corso Porta Borsari, in pieno centro storico, un brindisi per i successi dell’anno che sta terminando e per presentare la nuova collezione. I titolari dell’azienda Alberto e Claudia Piaserico si sono intrattenuti a lungo con amici e clienti del brand: intorno a loro, le creazioni fashion del marchio, prodotti in materiali semplici come l’argento, pietre e zirconi e curati con attenzione dai numerosi laboratori artigiani del distretto vicentino.

Milano La Vendemmia. Vino e lusso nelle boutique di Damiani e Rosato Vino e lusso, un connubio esportato da Parigi a Milano, dove si è svolta la prima edizione italiana dell’evento “La vendemmia”, organizzata dall’associazione di Via Montenapoleone con il patrocinio del Comune di Milano e della regione Lombardia. Nelle boutique che hanno aderito all’iniziativa, accanto ai prodotti di lusso del “made in Italy”, la tradizione vinicola lombarda per una serata che ha dato luce e vita alla via dello shopping anche oltre l’orario di chiusura. Quale migliore sinergia che quella tra vino e gioielli? Da Damiani, il patron Guido Damiani ha offerto ai propri ospiti, tra i quali il sindaco di Milano Letizia Moratti, una selezione di vini della cantina Olmo Antico. Dai calici alle vetrine, dove sono stati esposti gli ultimi gioielli della collezione Paradise: diamanti e pietre preziose, a griffe e incastonati, per un effetto da cielo stellato. Folla anche nella boutique Rosato, al numero 1 di via Montenapoleone: tra le collezioni per l’autunno inverno il brand ha “incastonato” il gusto del Camperchi Merlot e del Camperchi Sangiovese.

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Roma Una festa per i 65 dell’Associazione regionale romana orafi Compleanno importante per l’Arro, l’associazione regionale romana orafi aderente alla Federazione nazionale Dettaglianti orafi Confcommercio: 65 candeline per festeggiare altrettanti anni di impegno nella tutela della categoria. L’Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni ha ospitato la festa dell’associazione alla presenza del presidente Paolo Paolillo che ha accolto, tra gli altri, il presidente della Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi, l’assessore alle Attività Produttive del Campidoglio Davide Bordoni e il collega regionale Pino Cangemi, il presidente degli albergatori romani Giuseppe Roscioli e il presidente di Federabbigliamento Roberto Polidori. Sul maxischermo, l’eccellenza della millenaria arte orafa della capitale.

Bari Aquilino. Una preziosa storia Un anniversario da 150 candeline per la gioielleria Aquilino di Bari. Dal 1860 lo storico negozio porta avanti la tradizione culturale del gioiello, celebrata anche attraverso la pubblicazione di un volume, “Una preziosa storia”, curato da Vinicio Coppola e realizzato da Artemisia Comunicazione, presentato alla Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” in via Pietro Oreste. A festeggiare la famiglia Aquilino, numerosissimi clienti, amici e rappresentanti delle associazioni territoriali aderenti alla Federazione nazionale dettaglianti orafi Confcommercio. Una giornata sulla tradizione orafa ed oltre una settimana di festeggiamenti nella gioielleria di via Sparani, dove è stata esposta la collezione disegnata per il 150o anniversario.

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Marcianise (CE) Creatività e bellezza. I gioielli sfilano a Oromare Gran soirée al centro orafo di Marcianise, “Oromare Moda” gioielli e moda. Lo scorso week end si è chiuso in bellezza al centro produttivo di Marcianise - una filiera di oltre duecento piccole e medie imprese specializzate nella lavorazione di oro, corallo e cammei -, con la sfilata delle migliori produzioni delle aziende consorziate Alla soirée che si è aperta con i saluti del Presidente Oromare Promogest, Pietro Celiento, hanno partecipato oltre duecento titolari delle migliori gioiellerie campane. Nato per l’interessamento di Mario Labriola ma voluto fortemente dalle aziende insediate, l’evento, presentato da Miriam Candurro, ha visto indossati gli splendidi gioielli di Adrenaline, AP Coral, Asako by Caravecchia, Bisou Bijoux, Buonocore Gioielli, Dino Costa Gioielli, Fantasia G.N., Fuoco Capri, Generoso Gioielli, Gerardo Palladino, Gio Monaco distribuito da Airone, Gioielli Catalano, Giovanni Amatista, Giovanni Zirollo, Liberty Gioielli, Mario Labriola, Mediterraneo, Mennorafa by Mennella, Ori Antichi, Prestige Gold Celiento e Silver Gold di Antonio Scapolatello.

Nuoro Magie d’Inverno. Il mercato luxury tra affari, musica e solidarietà Nuoro: gioielli, orologi e… solidarietà. Grande successo per l’edizione 2010 di “Magie d’inverno”, dell’evento espositivo biennale ideato dalla gioielleria Rosas 1945 di Nuoro. Presso il Museo regionale etnografico della città sarda, un vero marketplace del mercato luxury isolano: 23 espositori e 3mila acquirenti. Presenti le autorità regionali e cittadini accolti dalla testimonial Barbara Chiappini e dai “padroni di casa” dell’evento, Fabio e Piera Rosas. Premio a Luca Uliana per il nuovo logo e un riconoscimento Montblanc - la Reiter edition - che da quest’anno accompagnerà Magie d’inverno. Altra grande novità, il gala musicale a scopo benefico svoltosi nel pomeriggio conclusivo: nell’auditorium si sono esibiti il coro femminile Ilune, Alessandro Catte, direttore artistico della manifestazione nonché direttore del coro Ilune, accompagnato da Franco Persico, e il chitarrista di Olbia Marino De Rosas. Il ricavato del gala è stato devoluto all’associazione nuorese Artemide, che si occupa di ricerca contro il cancro.

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Roma Una nuova boutique del gioiello targata Hausmann Grande evento al centro di Roma, in occasione della nuova apertura del negozio Hausmann &Co. L’azienda fondata nel 1794 che rappresenta le marche più prestigiose dell’orologeria internazionale ha inaugurato una nuova sede in via del Babuino, nello storico Palazzo Fabri Saraceni. Si tratta del terzo negozio, progettato dall’arch. Paula O’Neil, con la Engineering Solutions e, per gli interni, l’azienda Arthema International. Il risultato è un ambiente raffinato che rimanda alle persone che lo hanno visitato, circa ottocento gli invitati all’evento, un’immagine di eleganza proprio come i gioielli che vi sono esposti. Il pubblico, accolto dal rappresentante della più antica famiglia di orologiai della Capitale Francesco Hausmann, ha potuto ammirare una selezione di orologi di fama mondiale proposti grazie anche al supporto di soluzioni tecnologiche estremamente sofisticate. In questa occasione è stata presentata la nuovissima linea di gioielli “Infinito” che si presentano come oggetti da tramandare fuori dalla corsa dell’effimero e transitorio per entrare nell’Eternità.

Roma Presentata la nuova collezione di Roberto Coin La nuova collezione di brillanti di Roberto Coin presentata al Jet set. Il jet set si è incontrato all’Hotel Locarno a Roma in occasione della presentazione della nuova collezione di diamanti di Roberto Coin. Insieme alla madrina della serata, la bella Sarah Felberbaum, i padroni di casa Roberto Coin e sua moglie Pilar, hanno accolto i numerosissimi ospiti al cocktail Glitz & Glamour. Tra gli abbaglianti brillanti e i tanti flash un brindisi è stato levato anche per festeggiare il compleanno di Maria Pia Fanfani. Bruno Vespa, Anna Falchi, Janet De Nardis, Deborah Bettega solo alcuni tra le centinaia di nomi intervenuti al raffinatissimo rendez-vous.

Fratelli Dinacci 26

Stimata Azienda orafa da oltre un secolo, la Fratelli Dinacci con la sua specializzazione in montature per gioielleria, saggio e recupero metalli preziosi, ha saputo conquistare il mercato ed è diventata un’importante firma apprezzata in tutto il mondo. Ed è grazie alla serie continua di consensi e risultati positivi che l’Azienda, prima nel settore semilavorati e montature, ha ottenuto nel 2009 il marchio di certificazione 100% Made in Italy, rilasciato dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani. Numerosi e prestigiosi sono i riconoscimenti all’Azienda ed al suo Amministratore, non ultima la nomina di Flavio Dinacci, eletto all’unanimità Consigliere della F.O.C. (Federazione Orafi Campani), importante organizzazione di rappresentanza del settore orafo in Campania che ha lo scopo di far circolare

notizie ed esperienze ed aiutare gli operatori sul campo affinché possano accrescere la loro competenza e responsabilità. Un segno di stima per Flavio Dinacci, lusingato da questo incarico che arriva dopo oltre trent’anni di esperienza, quasi a coronamento di una carriera cominciata in giovanissima età che lo ha portato ad appena 19 anni ad essere l’amministratore della sua Azienda. L’interesse per le questioni del settore orafo accompagna da sempre l’attività della Fratelli Dinacci anche

con il sostegno diretto: l’azienda è infatti sponsor della A.R.R.O. (Associazione Regionale Romana Orafi) che ha come finalità la tutela della categoria nonché l’esame e la soluzione delle diverse problematiche che interessano le attività delle aziende associate. Oggi, pur rimanendo strutturata come una piccola azienda con quindici dipendenti, tutti con specifiche competenze, grande esperienza e soprattutto passione per il proprio lavoro, la Fratelli Dinacci è una

delle più solide realtà nel settore orafo e può vantare oltre 3000 clienti su tutto il territorio nazionale ed all’estero, principalmente in America e Medio Oriente. Il segreto del costante successo sta nell’abilità di Flavio e Tiziana Dinacci che hanno saputo creare un team di lavoro affiatato in cui ognuno ha un ruolo importante ed è pronto ad affrontare nuove sfide, sicuro di contribuire ogni giorno alla crescita dell’Azienda.

il segret oè 27

una squadra vincente

Tutti ne condividono la filosofia e ne portano avanti i valori, impegnandosi in prima persona anche durante le fiere che si svolgono durante l’arco dell’anno a cui la Dinacci partecipa con successo. Merito anche dell’ottimismo contagioso di Flavio che, da buon sportivo, è abituato a non demordere mai ed a trasformare le eventuali difficoltà in uno stimolo in più per raggiungere i propri obiettivi. E sono proprio lo spirito competitivo e la determinazione che hanno spinto Tiziana e Flavio Dinacci ad affiancare il proprio nome ad un team sportivo, tutto al femminile, impegnato con successo in sfide di carattere nazionale. La Dinacci è infatti sponsor, insieme a Marianna Guerriero e La Maison della Tenda, dell’Arzano Volley, squadra che oggi milita in B2 nel campionato nazionale di pallavolo. Come Flavio Dinacci con il suo ottimismo e la sua dinamicità ha saputo dar vita ad un team affiatato e vincente, con la stessa energia il presi-

dente Raffaele Piscopo ha messo su una squadra di tutto rispetto e ha affidato le sue atlete ad un qualificato staff tecnico guidato dall’allenatore Antonio Piscopo, che è riuscito a portare qualche anno fa la squadra arzanese dalla serie C alla serie A1, trionfando per ben cinque campionati di seguito. Intervistato sull’argomento, l’allenatore si è detto entusiasta della Dinacci, definendo Flavio un trascinatore in grado di motivare le ragazze. E proprio due atlete, Annamaria Totaro ed Elisabetta Piscopo, hanno dichiarato a nome della squadra, di essere entusiaste del supporto della Dinacci e di voler sbalordire Flavio, la società e i tifosi raggiungendo il prima possibile le 10 vittorie in campionato, obiettivo fissato dallo sponsor per il conseguimento di un premio che sia da ulteriore stimolo per le ragazze che promettono di superare ogni aspettativa conquistando le 10 vittorie consecutivamente!

E dopo la settima vittoria consecutiva del 28 novembre a Lavello e il primo posto in classifica dall’inizio del campionato, siamo sicuri che manterranno la promessa… Anche il Presidente dell’Arzano Volley, Raffaele Piscopo, ha voluto ringraziare Flavio e Tiziana per il sostegno alla squadra e per il forte interessamento alla riapertura del Palazzetto di Arzano, personalmente richiesto da Flavio e dal Presidente Piscopo durante un incontro col sindaco della città. Sarebbe un grande risultato che andrebbe ad aggiungersi a quelli, già ottimi, conseguiti sul campo, frutto della passione e della forza di un gruppo unito. La Dinacci e l’Arzano Volley non possono che condividere, perché hanno fatto proprio mettendolo in atto, il pensiero di un grande campione, Roberto Baggio: “Quando sei in una squadra, quando vivi in un ambiente, “quella” è la tua maglia. E cerchi sempre e comunque di onorarla”.

GIOIELLI SCOMODI, PERCHÉ OGNI CREAZIONE È UN’OPERA D’ARTE INDIPENDENTE

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Le nuove interpretazioni coinvolgono il rapporto con il corpo

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di Lucia Venino Un gioiello dovrebbe essere bello da vedere e comodo da indossare, ma le proporzioni, l’estetica, le funzionalità possono essere alterate senza limitazioni. Sembra un controsenso, ma il gioiello è un’opera d’arte indipendente. Imme Van Der Haak si diverte a costringere il corpo in gioielli tutt’altro che comodi mettendo in evidenza i difetti che ci si affanna a nascondere. Più ironica Carolina Vallejo che offre un’interpretazione dei gironi danteschi creando gioielli per condannare le debolezze umane o esaltarne le virtù. La perfezione delle forme vegetali e delle corazze degli animali è la principale fonte d’ispirazione per Salima Thakker. Aurorisa Mateo, invece, ne crea come se fossero estensioni del corpo che fuoriescono dalle estremità del corpo. A metà tra meraviglia e grottesco, dalle mani di Andi Velgos nascono grovigli in rame e resina che si sviluppano sul corpo come organismi naturali. Ad un mondo sommerso e surreale si ispira Kathy Vones, che ricrea le forme e le texture di flora e fauna sottomarina in gioielli che crescono attorno al corpo. Anche la fedina è terreno di sperimentazioni. Sonia Morel le racchiude in una rigida gabbia metallica e le lascia penzolare da un’asta. Jieun Park rivela un inaspettato groviglio di catene e pendenti da racchiudere nella mano. Sarah Keay ricrea fiamme con fasci d’oro e smalto, rendendo impossibile avvicinare la mano al viso senza trafiggersi un occhio. Sproporzionati, contorti, ingombranti: gioielli che esplorano nuovi modi di utilizzo, che mettono in luce lati nascosti.

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01: Carolina Vallejo, “Compassion” (dalla collezione “Gesture of the Virtues), oro e argento / 02: Andi Velgos, “Human | Nature”, spilla in rame e resina / 03: Sarah Keay, anello in oro 9 ct e smalto / 04: Carolina Vallejo, “Envy”, argento / 05: Kathy Vones, “Earconch”, orecchino in argento e silicone / 06: Imme Van Der Haak, ornamento per il sopracciglio, ottone placcato oro / 07: Imme Van Der Haak, ornamento per l'orecchio, ottone placcato oro / 08: Andi Velgos, “Human | Nature”, collana in rame e resina / 09: Carolina Vallejo, “Pride”, argento placcato oro e velluto / 10: Andi Velgos, “Human | Nature”, anelli e bracciale in rame e resina

Dino Costa Gioielli

oromare 81025 Marcianise (CE) strada provinciale, 22 km 1,750 showroom 105/106 tel. +39 0823 1643702 fax +39 0823 1643700

www.dinocosta.it serena.costa@hotmail.it

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Tra tutte le forme ha scelto la sfera è uno stile di vita, è una filosofia. Senza sforzarsi di cercare chissà cosa, chissà dove, La sobrietà Checcarini detta una moda più timida, meno appariscente, assoluta. E sceglie la sfera che da sé racchiude tante idee, tutte le idee, in primis quella della perfezione. E le regala colori cupi, caldi, autunnali direi, perché la sua eleganza è così, è schiva ai primissimi piani eppure sa starci, con piacere e gradevolezza. Le tiene insieme con lacci di argento che chiude, completa, spezza con questi pregiati vetri di Murano sfaccettati, lucidissimi o dall’effetto satinato proprio come quelli che il mare abbandona sulle spiagge dopo averli consumati nella furia delle onde. Ma all’argento novecentoventicinque sa dare anche altre figurazioni creando girocolli, orecchini e bracciali avvolti e ritorti che ricordano la lavorazione degli spaghi; singoli o multifilo; a tubogas; quadrati ma particolarmente leggeri che quasi paiono cordoncini intrecciati all’uncinetto. La linea “Orchidea” è una delle tantissime proposte della Checcarini Preziosi con gioielli che non snaturano la personalità di chi li indossa ma che, anzi, la completano addizionandola di una presenza silenziosamente trascinante. (MRP) Checcarini Jewels Sobriety is a lifestyle, a philosophy. Checcarini creates simple but perfect jewels. Dark colors to be elegant and pleasing. Silver laces and fine Murano glasses multi-faceted and shiny or glazed that look like those that you can find on the beach. Necklaces, earrings and interlaced bracelets made of silver 925, squared and light. “Orchidea” (orchid) is one of the collections that demonstrate Checcarini’s philosophy.

Checcarini Preziosi,

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Checcarini Preziosi 52100 Arezzo, Italy Via Don Luigi Sturzo, 204 ph. +39 0575 353436 fax +39 0575 20207 email info@checcarinipreziosi.it web www.checcarinipreziosi.it

in caso di desiderio

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Verdi G

I

O

I

E

L

L

I

dove si incontrano la tradizione e l’evoluzione dell’arte orafa di Federica Longobadi

d

a l 1971 Ve rd i h a i n i z i ato u n a

miseria creativa il loro vessillo, Verdi è

nella materia e nella forma. Sempre in

n u ova tr ad i z i o n e con gioielli che

una bellezza ascensionale e sa c o me

cerca di bellezza, in continuità con il

possiedono ben altri attributi dalle

e mo z i on ar e toccando vertici di

suo stile, Ve rdi h a re ali zz ato la li ne a

suggestioni classiche.

perfezione che spesso accolgono un

Ell i sse” - che si completa con anelli in “E

Le pietre preziose e l’oro abbagliante,

entusiasmante range di colori.

parure -, dove ora il calore dell’oro rosa

indagati con grande raffinatezza, sono

Ill de si gn s qu i s i tam e n te é l i tar i o d i

incontra in primissimo piano una

solo un mezzo per evidenziare uno

Gi o van n a P r otti conferma quanto

progressiva moltiplicazione di brillanti

s tr ao rd i n ar i o va l or e ar ti s ti c o dietro

anche la più sfrenata emancipazione

monocromi a taglio misto.

il quale è possibile leggere il coraggio

femminile non sappia rinunciare al

Nella nitida scansione degli spazi il

di ripensare, addirittura cancellare

classico. Per questi stilemi di eleganza e

gran de vu oto va a vantaggi o di un

un’idea quando il risultato non riesce a

di grande raffinatezza tecnica i canoni

i nte res sante amp io intre c ci o di

raggiungere i sensi. Perché è c os ì c h e

sono quelli tipici dell’impeccabile made

fl ui de orbi te, che si allacciano tra

s i c om un i c a i l ve r o va l or e .

in Italy ma mossi da una sofisticata

lucentezza e pavé per avvolgere il polso

Se tanti fanno della opprimente

rivoluzione che trova piena condivisione

con eccitante fascinazione.

G. Verdi & C. 15048 Valenza (AL) Via XXIX Aprile, 8 ph. +39 0131 927254 fax +39 0131 924464 email info@verdigioielli.com web www.verdigioielli.com

Verdi Jewels. Where tradition meets the goldsmith’s art evolution In 1971 Verdi gave birth to a new tradition creating a new kind of classic jewels. Verdi uses precious stones and dazzling gold as he knows how to touch through perfection and a fantastic range of colors. Giovanna Pirotti’s design demonstrates that even women’s emancipation can’t renounce to classic. Each jewel follows Italian canons but its materials and shapes are revolutionary. Verdi has created “Ellisse” collection: parure made of pink gold and monochrome mixed-cut brilliants.

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Ellisse, gioielli per lasciarsi ammirare

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Talento Italiano

il

non finisce mai È

irresistibile creatività. Lo dimostrano anche le nuove collezioni, Ricami e Spighe, all’altezza delle aspettative come tutte le creazioni della maison. Ispirate alla classica lavorazione milanese del traforo, si sviluppano in geometrie e simmetrie ordinate e lineari. Tanti piccoli cerchi sapientemente accostati nella collezione Ricami, trame che rimandano inevitabilmente a forme naturali in Spiga. In entrambe emergono le ultime tendenze della gioielleria contemporanea che punta sul rodio colorato, diamanti ice, brown e neri. I volumi sono quelli tipici della Talento Italiano, generosi ma incredibilmente ergonomici. In poche parole bellissime, leggere ed eleganti, come è nello stile del creativo Antonio Sartori, patron dell’azienda. Quindici anni di continua crescita si arricchiscono ora di una nuova sede e di un nuovo punto vendita a Legnano un centro stile che saprà ispirare l’architetto per altre fantasie-, e di un nuovo progetto, il concorso “Donne di Talento”, indetto nelle università milanesi e che premierà il talento delle laureande che meglio sapranno esprimerlo. Ancora una bella idea! Ma sappiamo che continuerà a sorprenderci con gioielli sempre belli e desiderabili.

Talento Italiano (Italian Talent) Ricami (embroideries) and Spighe (ears) are the new collections by Talento Italiano, inspired to the classic Milanese fretwork. Ricami collection proposes a lot of little circles put together, Spighe recalls natural shapes. They both are made of colored rhodium and ice, brown and black diamonds. Two beautiful, light and elegant collections invented by Antonio Sartori, company manager. His company has been growing over the last 15 years. They have just opened a new shop in Legnano and a new project, “Donne di Talento” (talented women), will reward the final year students in Milan who better express it.

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Talento Italiano srl 20014 Nerviano (MI), Italy Piazza della Vittoria, 13 ph. +39 0331 415632 fax +39 0331 587036 email info@talentoitaliano.it web www.talentoitaliano.it

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elegante contemporaneitĂ 

Mattia Mazza srl 80059 Torre del Greco (NA) Via Marconi, 70 ph +39 081 8814866 fax +39 081 8497544 email info@mattiamazza.it web www.mattiamazza.it

MATTIA MAZZA 37

l’eclettica

C

on la nuova collezione della Mattia Mazza il gioiello non è più lo stesso, niente oro e pietre preziose. È il fiore il motivo ornamentale, il nuovo protagonista nella sua ultima linea “PEAU FLEURIE” che presenta creazioni al confine tra gioielleria e design. Gioielli biomorfi assai tattili, perfetti accessories che vedono sospesi a strutturate collane fiori sbocciati in un sovrapporsi di petali. Una nuova immagine di artigianalità che si è distaccata dal classico e si è fatta fashion affidandosi al potere dei colori e all’anticonvenzionlità di materiali quali il python e pregiati pellami naturali nelle tonalità calde del mauve, delicate del rosa cipria o di un pale green, terrose del dark brown accostato all’orange; e costruisce stra-

Mattia Mazza Eclectic people Thanks to Mattia Mazza’s new collection, jewels have changed. No more gold and precious stones. Flowers are the new protagonists of his latest line “PEAU FLEURIE” that blend jewels and design. Very tactile jewels and perfect accessories inspired to the nature. New handmade and fashionable products different from classic, colored and new materials such as python and natural pink, pale green and dark brown skins put together with colored gems such as smoky grey quartz, pearls and tiger eye. The result is exclusive. Bracelets made of root of ruby, onyx, pearls and tiger eyes; monochrome or multicolored necklaces. Variegated colors make a bon ton style be odd.

ordinarie scenografie fatte di morbidi e vaporosi castoni per gemme colorate scelte tra quarzo fumé, perle e occhio di tigre. E il risultato è esclusivo. In originale fusione con radice di rubini e onice, insieme a perle ed occhi di tigre su corno modellato per i bracciali a tutto polso; o nelle collane, che si sviluppano su di un solo lato a doppio filo monocromo, variegato o giocato con semi trasparenze di forme tonde e romboidali. Colori screziati e disposizioni diverse per un romantico stile bon ton che non perde lo smalto della stravaganza. (MB)

d’elia 38

1790 Il gioiello ideale

L’intramontabile bellezza delle perle

Si

parla di movimenti ondivaghi e sguardi luminosi, di incedere altero e chiome fluttuanti, di figure esili ed indelebile charme. Con D’Elia si parla di donne, di alcune donne. Di quelle che lasciano il segno, di quelle che attraversano gli anni come cigni sullo sporco asfalto. Si parla di Jacqueline Lee Bouvier e Audrey Kathleen Ruston, passate alla storia come Jacquelin Kennedy e Audrey Hepburn; due creature brillanti, un po’ feline e un po’ cerbiatte, entrambi grandi personalità che non sanno farsi dimenticare. È a loro che la D���Elia si è ispirata per la sua ultima collezione intitolata “I Miti”, appunto, ricca di gioielli che non vogliono più saperne di quel bon chic che fa tanto cipria sulle guance delle signore di una certa età, perché sono giovani e trasformisti, indispensabili per non mancare di eleganza anche nell’indossare uno sdrucitissimo jeans. Sarà che le cose importanti non necessitano di molto per farsi notare che le perle non chiedono forme speciali per regalare quell’allure di femminilità, e anche quando le sai chiuse nel cassetto provi quel sottile piacere di saperle tue, perfette per la prossima occasione. Con le eterne perle non si sbaglia mai e basta un filo per distinguersi. La collezione I Miti si accompagna ad un accessorio must, creduto forse un pò retrò ma che ha saputo riprendersi quel posto che non aveva perso mai: foulard, in tante fantasie con un solo comune denominatore, le perle, disegnate fra colori accesi in geometrie dalle atmosfere di un giardino all’inglese. Tutti realizzati in esclusiva dalla D’Elia, in pura seta italiana. (MRP) D’Elia 1790. The ideal jewel.The timeless beauty of pearls D’Elia talks about some women. Those who leave their mark. We are talking about Jacqueline Lee Bouvier and Audrey Kathleen Ruston, known as Jacquelin Kennedy and Audrey Hepburn, two extraordinary women that can’t be forgotten. D’Elia has been inspired by their beauty for its latest collection called “Myths”, whose jewels are young and changeable, necessary to be elegant even when wearing a torn jeans. Important things , such as pearls, are always perfect wherever you go. Wearing pearls you know you’ll never be wrong and an only one string of pearls is enough to make the difference. The new collection “Myths” gives silk foulards a new life, together with pearls, inventing new geometries as if it were an English Garden.

D’Elia Company 80059 Torre del Greco (NA) Via E. De Nicola, 15 ph +39 081 8811797 fax +39 081 8811908 email info@deliacompany.it web www.deliacompany.it

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37030 Lavagno (VR) | Via Monti Lessini, 10/12 | ph. fax +39 045 8980700 | www.vintagebijoux.com

I Gioielli del Sole 40

croci e delizie per oscurare la crisi

Gaetano Cardola come un vero leader ha saputo guidare al meglio la sua azienda facendo che il suo nome divenisse un marchio riconosciuto in Italia e all’estero. Dal ’97 è dominato dall’eleganza della linea e la purezza dei materiali, lo specchio del successo. I suoi gioielli sono declinati in tre linee tutte belle come dame di corte: Trilogy, classica, Eclisse, più giovane, e la magnifica I Gioielli del Sole. Vincente l’idea di posizionare corner in diverse aree commerciali per promuovere il brand con vere vetrine di esposizione, e la partecipazione alle principali fiere orafe. I Gioielli del Sole, una luminosa parabola. Gioielli del Sole Being a great leader, Gaetano Cardla has been able to lead in his business the best possible way, turning his name into a brand known all over Italy and abroad. Since 1997 it has been characterized by the elegance of the line and the purity of the material used, the mirror of success. His jewels are available in three different lines, all as beautiful as ladies-in-waiting: Trilogy, classical; Eclipse, younger; and the wonderful I Gioielli del Sole. The idea of placing corners in various commercial areas was a happy one: they promote the brand as if they were actual display cases. He is also participating in goldsmith expositions such as the one in Taormina or the one of Il Tarì in May.

I Gioielli del Sole Centro Orafo “Il Tarì” - mod. 226 81025 Marcianise (CE) ph. +39 0823 513244 fax +39 0823 514888 email info@igioiellidelsole.com web www.igioiellidelsole.com

Un anello tira l’altro, è TU:U 41

il camaleontico della linea Diana

di Iaia Mito

L’amore cambia e TU:U (un italiano dalla pronuncia inglese) cambia con lui, e se l’amore non c’è TU:U porta il buon umore con i mille colori dell’arcobaleno. Il classico anello si è fatto capriccioso ed ogni momento è quello giusto per vestire un colore diverso o per far brillare i tanti zirconi incastonati. È l’anello dalle tante possibilità che Diana, l’azienda di Domenico Giannotti, ha vestito di originalità. Un gioiello per svelare il nostro umore che sa adattarsi ad ogni circostanza. Con un semplice movimento, infatti, è possibile sostituire la fascia centrale inventandone di nuovi a piacimento. Il trucco? Averli tutti e alternarli quando ci piace o quando è l’occasione a suggerirlo. Niente di così complicato, ogni confezione contiene ben quattro diverse varianti; non resta che provarli. E indossarli sciolti è ancora una possibilità per non cadere nella monotonia, magari più di uno nei tanti colori degli smalti, dell’oro o in purissimo argento.

Diana 52100 Arezzo via Pievan Landi, 8/A ph +39 0575 902320 fax +39 0575 902398 email diana@dianapreziosi.com web www.dianapreziosi.com

One ring leads to another, it’s TU:U The chameleon collection by Diana line. Love changes and TU:U (Italian words pronounced in English) changes together with it. When there isn’t love, TU:U brings happiness thanks to its colors.Domenico Giannotti’s company has created Diana, the new line that proposes the reversible gold or silver ring where zircons are set. In fact you can change its central strip to invent a new ring the way you like. It’s very easy, as each packaging includes four different rings that can be worn separately.

Coin 42

PilarCaboCoin Dal Manzanarre e dal Reno i valori di una manager di successo L’etica del settore? Ai posteri l’ardua sentenza di Gloria Belloni

Nata in Spagna e cresciuta in Svizzera, Pilar Cabo Coin ha iniziato la sua carriera a Ginevra nel settore bancario, arrivando a ricoprire incarichi di responsabilità. Per amore di Roberto Coin, titolare dell’omonima azienda orafa, lascia tutto e si trasferisce in Italia. Si specializza in gemmologia al GIA e oggi, oltre a sovrintendere a tutte le attività aziendali legate all’acquisto e all’utilizzo delle gemme, è responsabile marketing e comunicazione. Presiede la neo-nata Women’s Jewelry Association Italia, parte di un’organizzazione già attiva negli Stati Uniti.

Da sinistra: Irene Pivetti, Vicepresidente WJA Italia, Cristina Salvi, Segretario, e Pilar Coin.

Dal mondo della finanza a quello orafo. Sempre manager ma... Cambia il settore, ma non cambia la sostanza, soprattutto in questi anni in cui il sistema economico e industriale italiano è sempre più coinvolto in una sfida globale che ci ha costretti a ripensare i consolidati modelli del fare e dell’agire ed a ricercare “break-through” innovativi. Un manager deve saper riconoscere le intuizioni corrette, pure se maturate in settori differenti e saperle applicare nel proprio, attuale contesto; in questo modo si esce da una fase di sviluppo singolo per consentire una fase di crescita sostenuta da precisi riferimenti manageriali. Essere manager dipende quindi dall’esperienza, ma altrettanto dipende dalla “persona” che sta dietro al manager, dalla sua capacità di gestire un gruppo e di condividere gli obiettivi; a questa

parte di me dedico, da sempre, particolare attenzione. Responsabilità sociale, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Parlando di aziende, nel mondo della gioielleria siamo solo all’inizio? All’inizio no, ma la strada è lunga e non solo nel mondo della gioielleria. Siamo tuttavia ad una svolta storica e mi fa piacere prenderne parte. C’è sempre più attenzione nei confronti di questi temi e cresce il numero delle persone consapevoli che non si tratta di una moda e nemmeno di un gesto isolato: la sostenibilità si può scegliere ed è un elemento necessario per il futuro sviluppo economico mondiale. Questo periodo di crisi - conseguente anche ad una serie di comportamenti spregiudicati - ha reso il pubblico più Collezione Haute Couture Anello in oro bianco con zaffiri rosa, tormaline e diamanti

43 Collezione Fantasia Fireworks Anello in oro giallo con peridoto, topazio verde e diamanti Anello in oro bianco con iolite, zaffiri blu e diamanti Anello in oro giallo, topazio mandarino e diamanti

attento alle iniziative sostenibili e meglio predisposto nei confronti delle aziende che condividono un pensiero etico legato all’ambiente e al sociale. Le aziende devono avvalersi di questa particolare sensibilità collettiva sia per contribuire ad offrire un prodotto etico sia per avere positive ricadute di immagine e conseguentemente di profitto. Ritiene che i consumatori di gioielli e prodotti preziosi, più in generale, siano già sensibili a questi temi, o che una sorta di attività di educazione culturale debba riguardare anche loro? Assolutamente sì. Anche se è necessario condividere il percorso verso la sostenibilità con tutti gli anelli della filiera, ritengo che il consumatore finale sia in particolar modo quello più strategico da sensibilizzare. È lui il maggior protagonista del sistema economico, delle mode a volte ispiratore a volte succube, ma sicuramente arbitro indiscusso e vero responsabile di successi ed insuccessi. Penso tuttavia ad un nuovo modello di consumatore, più informato e consapevole della responsabilità della sua scelta. Modernità e marketing. Le nuove tecnologie ‘aiutano’ anche il mondo del lusso in termini di comunicazione? Farei una distinzione tra mercati emergenti e mercati maturi perché se in quel-

li emergenti i marchi del lusso continuano a seguire logiche di mercato particolari, in quelli maturi il ruolo delle nuove tecnologie è fondamentale. Esse hanno consentito alle aziende di ottenere una comunicazione più capillare, ma hanno permesso anche al singolo consumatore di farsi un’opinione molto precisa del prodotto e dell’azienda che lo produce. Si è creata quindi l’esigenza di intrecciare più di un semplice rapporto tra produttore e cliente. Per un’azienda, questo significa rivedere la propria comunicazione ed investire in altri valori come la propria cultura d’impresa. Mettendo in luce la propria storia, il legame con il territorio e l’etica delle proprie scelte, l’azienda permette al cliente finale di operare una scelta consapevole. Settore e tendenze. La crisi è forte. Ritiene che creatività e Made in Italy siano le nostre carte vincenti? Quali, a suo avviso, le priorità su cui intervenire? Sono italiana di adozione e sono ben consapevole del forte appeal dell’Italia sugli altri paesi del mondo. Tuttavia, dobbiamo essere molto attenti perché la convinzione di questo primato non giochi alla lunga a nostro sfavore. Il resto del mondo corre veloce, chi non sta al passo rischia di venire escluso dal gioco e se l’Italia non inizia a presentarsi all’estero come Sistema Paese, rischiamo grosso

Women’s Jewelry Association Italy Verrebbe da dire: etica e responsabilità sociale sono argomento da quote rosa? L’obiettivo principale dell’associazione è quello di creare una rete tra le donne che operano nell’industria del gioiello italiano, un luogo virtuale e reale dove incontrarsi, scambiarsi esperienze, opinioni e consigli. Il programma prevede inoltre un profondo impegno per la formazione di giovani talenti e risorse, l’organizzazione di seminari e tavoli di confronto sui temi del lavoro, dell’impresa, della creatività, dei significati culturali del gioiello e soprattutto sul tema del Gioiello Etico. È risultato quindi spontaneo affiancare il nostro vicepresidente - l’on. Irene Pivetti - nel suo progetto finalizzato a garantire la trasparenza della filiera del gioiello, dall’estrazione della materia prima al cliente finale. Abbiamo unito le forze per individuare una serie di buone prassi condivise dall’intera filiera produttiva e farle diventare norme del mercato orafo. È una sfida importante, ma ci sono buoni margini di riuscita.

IL DIAMANTE 44

SRL

DOVE L’ACQUISTO DIVENTA UN PIACERE Giovanni Cutuli, la massima qualità nelle pietre preziose

luce più abbagliante sta nella purezza e nella genuinità delle gemme, una qualità che Il Diamante srl da sempre certifica con garanzia riconosciuta a livello internazionale (G.I.A., H.R.D., I.G.I.), principalmente per diamanti sotto il carato e quasi tutte le gemme di grandezze superiori, fidelizzando così la sua selezionatissima clientela con un servizio non necessariamente vincolato alla vendita. Se a questo si aggiunge poi l’assoluta estraneità agli illeciti finanziamenti di guerre intestine dei Paesi di origine, così come vuole il «Processo di Kimberley», allora l’acquisto diventa un vero piacere. Quella di Giovanni Cutuli, infatti, è una passione, il mondo delle pietre preziose, che sceglie personalmente, non ha segreti per lui e la ventennale esperienza acquisita la condivide di cuore con chi sceglie Il Diamante srl per i suoi acquisti, per richieste di valutazioni e perizie. Perché Giovanni Cutuli sa quanto la scelta di un diamante o di una pietra di colore sia un momento impegnativo e viene incontro ai mille dubbi, alle incertezze, alle preoccupazioni con sincera collaborazione trasformando ogni acquisto presso il suo ufficio - dove tratta esclusivamente uno stock di qualità medio e alta -, in un momento di scambio e di condivisione consigliando il taglio, il colore, i carati più adatti alle esigenze del cliente. Le 4C sono il suo pane quotidiano ed affidarsi a Il Diamante srl ed al suo staff di provata professionalità è sinonimo di sicurezza. (FL)

LA

Il Diamante SRL (the diamond) Purity and genuineness make gems gleam, that’s why Il Diamante srl always certifies them, above all one karat diamonds or less, and many bigger stones, through international guarantees (G.I.A., H.R.D., I.G.I.) offering its customers a further service not saleoriented. Then, they are not linked to their origin countries wars, the way “Kimberly” process wants. Precious stones are Giovanni Cutuli’s passion and he shares it with those who choose Il Diamante srl to buy precious stones or to estimate them. In his office, where he sells middle-high quality products, he meets his customers giving advice and suggestions to make you feel safe.

Il Diamante srl Centro Orafo “Il Tarì” - mod. 81 81025 Marcianise (CE) ph. +39 0823 513100 fax +39 0823 514170 email gianni.cutuli@alice.it web www.ildiamante.info

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J E W E L L E R Y

numero verde 800 864 799

www.joystone.it

la semplicità è la forma della vera grandezza

Il Tarì, mod. 045 Edificio Perla | Marcianise (CE) | tel. 0823 513118 | www.muzzicogioielli.com

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Vintage È

un passo indietro, anzi, una splendida passeggiata in stile ’800 quella che Cosmo Petrone e Beatrice Luperini ripropongono con gran capacità di variazione. Ed è tutta un’altra storia, quasi un revival, un repechage, una gouache attentamente descritta. Han scavato nel passato per realizzare queste collezioni dal lieve sapore contemporaneo. Vintage Bijoux è così, è una combinazione di tante declinazioni diverse dalla grande forza evocativa. Con una lavorazione tutta manuale assembla pietre preziose e d’antan in uno sviluppo di intrecci e sovrapposizioni che accendono una seduzione di evidente ispirazione

Vintage Bijoux 37030 Lavagno (VR) Via Monti Lessini, 10/12 ph. fax +39 045 8980700 email info@cosmovintage.it web www.vintagebijoux.com

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QUALCOSA DI NUOVO? UN GIOIELLO IN STILE LIBERTY, L’ULTIMA TENDENZA

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gioielli che corteggiano le donne

di Maria Rosaria Petito

Liberty dai tratti moderni. E se i dettagli fanno il gioiello qui se ne scoprono tanti da perdersi. Eccentricamente sfarzosi stanno insieme gemme, smalti, miniature, motivi di una lussureggiante vegetazione immaginosamente sintetizzata, ciondoli come grossi sigilli, filigrane e cammei su conchiglia o in biscuit (che vantano a rovescio embranchement che nasconderli è una sofferenza) per bracciali snodati o rigidi, anelli, orecchini e collane in cui il metallo -una lega di ottone e bronzo spazzolata a mano, ma per i più esigenti anche una più nobile versione in oro 18 carati-, si veste di un colore hot, perfetto per accogliere il carosello di chiaroscuri delle gemme. E usa tutti i registri, dalle tonalità pastello alle più passionali iridescenze, contrastando i viola, i granati, i profondi blu ed i verdi delle gemme semipreziose che spesso circondano quelle grandi e piccole perle naturali che danno tanta luce. Chi è in cerca delle introvabili bellezze che hanno caratterizzato il passaggio tra il XIX ed il XX secolo ora può chiedere di più, può scegliere tra queste mille gioie apprezzate anche in Francia, Spagna, Russia, Stai Uniti, Giappone e Brasile dove, appunto, Vintage Bijoux esporta garantendo il meglio grazie all’accuratezza di esecuzione, ai minuziosi controlli ed all’assoluta assenza di procedimenti galvanici.

Vintage. Anything new? An art-nouveau jewel is the latest fashion trend. Jewels that flatter women Cosmo Petrone and Beatrice Luperini’s collections can be considered both vintage and contemporary. Vintage Bijoux puts together many different styles. Each stone is gathered by hand. Gems, enamels, miniatures, floral motifs, pendants reproducing big seals, biscuit filigrees and cameos assembled on shells to make articulated or rigid bracelets; rings, earrings, and necklaces made of brass and bronze alloys although it is possible to have them made of 18-carat gold, too. Pastel or iridescent colors, deep violet, garnets, deep blue and green semiprecious gems often surrounding big and little natural bright pearls. Such jewels are appreciated in France, Spain, Russia, United States, Japan and Brazil where Vintage Bijoux is sold after detailed checks and the absence of galvanic procedures.

o p o etm d n a z i n e l s o a z t n i a g p e l aE D 51

P

di Cristiana Giordano

Papitolindo 73011 Alezio (LE) Via Mariana Albina, 25 ph +39 0833 282455 fax +39 0833 1930200 email info@papitolindo.com web www.papitolindo.com

ria da n , ge eg la Siria l la o n er lung re la di u p i o ge a do nd , po iun tratt lin ra a o g s to as Ege rag n si api a ra p n o P a r o sc l ma fino re. N ati ra u u m etr a de nia, ultu li fir fattu o l l i l c o po , iso lla I e e ioie man o z g o p nte de az ei ro an Za tica oli, r a d a lo t m ell lon ica ia p al oet e as i po mpo o n e p gion via d l te con re oce o ne dis cr ggi usto via e c ch

te ell’ar he d i t e ntic segr 52 da ai ne verso a ndi n a m o i che r l’ispirazio ione di m a z z e z l bel edu prio ria, e la s ine a Etru , a. Pro e antic il fascino g , to ori ia: le nuov à a t l d i v o i c yr nn lli by aeS e ni ha lonta Mari, Joni ni di gioie rivive nell o , tà i Zante ide collez il passato luminosi i d la u splen lindo, in c monile e tico l o e a t ’ i d l el n Pap sinuose ora d si, in cui il f a t e e zio form tallo è m ielli e tti pre ne… I gio lezio e m g l g e o O d A eduzi dore. de ad splen io è vera s da con se i anni sul ic n gl detta lindo, azie ltre quind lizzati o r te a o Papit esente da e, sono re l’antica a o l r (LE) p io naziona o, second discono n r t a o s t o. m u o te r r i nte a ntieri, e c o purissim e m a inter estri arge ll’argent vanici di l e a , dei m leganza d a bagni ga e il rodio e a m ’ z l tutta lindo utiliz metalli co donano un o po. tà e che Papit quali nero are nel tem a o i m i d s o dur altis ama e il r ata a e per chi 24Kt n te i t o r s e o r ’ l resen iet àd t P p i . s e e l o r lumin ide anche ce di colo onali del c d a zi Splen arsi di go ti fiere na offert ’ n u d d n n circo iù importa do punta a amma di p n i e L ta g l nel apito n una vas icati, P e r o lif e, ma co s e tt e qua iente final c a ta , i i t f i a s n r al cl rie e dive ti selezio solo t o n do, lle d o o n r p gioie proponen osi a d o n t e t rivolg e soprattu rtigianali, ciò che a o e anch ori orafi e zioni, tutt one di t e l a l r a o o z zi lab sue c leta realiz e l l a omp oltre alla c osi. e v r e s zi tti pre e g g o

Quando la tecnica artigianale scopre lo splendore dell’arte antica PAPITOLINDO. TIMELESS ELEGANCE Papitolindo Jewels contain the Etruscan story going through the legendary Isle of Zante, and along Jonia till Syria. The new collections by Papitolindo make the past live again through beautiful jewels and bright metals. Precious captivating objects. Papitolindo is a company from Alezio (LE) that has been present in Iatly for over fifteen years. Each silver jewel is hand-made according to ancient traditions. Papitolindo uses high-quality galvanic baths and metals such as rhodium, 24-carat gold and black rhodium to give a never-ending brightness. They produce splendid stones, too, if you want to be surrounded by color drops! Papitolindo is always present at the most important national fairs to offer a large range of selected and qualified products directed both to its final customer and, above all, to jeweler’s shops and laboratories proposing, apart from its collections, everything they can need to make precious objects.

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un dono prezioso senza tempo

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g o l d p l an e t s rl via Zamenhof, 92 36100 Vicenza - Italy

c u s t o m er s e r v i c e ph. 0444 914439 - info@goldplanet.it

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un messaggio d’amore

Non è un nome a caso quello scelto dalla designer Graziella Paletta per il suo brand: “MY STAR” è il nome con cui chiamo il mio Amore - racconta -,mi affascinano le stelle, l’Astronomia; Lui è la mia “Stella”, ed ho voluto dedicargli le mie linee di gioielli che hanno come tema una stella speciale. Nel crearli non li ho pensati solo come semplici oggetti con una forma esteticamente bella, ma come un mezzo per comunicare emozioni e condividere i sentimenti veri che li hanno ispirati. Un gioiello è sempre un regalo significativo, un gioiello “MY STAR” è qualcosa di più, è un messaggio d’amore, chi lo dona dice alla persona cara: “Sei la mia Stella”. E “MY STAR” non è una stella qualunque, ha una sua forma particolare che la rende unica. Un sentimento prezioso merita un gioiello prezioso, come l'oro di cui sono fatti questi gioielli, anche con pietre preziose nei modelli più importanti. Sono gioielli personalizzabili, come il cuore con stella pendente inserita su cui si può incidere il nome della “Stella” del proprio cuore, appunto. I modelli vengono realizzati in Italia da maestri orafi, seguiti personalmente da Graziella Paletta. Il design italiano è apprezzato nel mondo e Graziella Paletta, artista sensibile ed eclettica, con un’importante formazione cuturale in campo artistico ed una lunga esperienza nel settore della gioielleria, ne è una eccellente ambasciatrice. MY STAR a LOVE MESSAGE “My star”, in other words “My love”. That’s how the designer Graziella Paletta translates these English words. “I like stars and he is my Star - she says - because my jewels come from a deep passion, that’s why they are loaded with meaning. My Star jewels, she says, can’t be given to anyone, but to the Star of your heart, only. Gold jewels with or without precious stones which can be personalized, made in Italy by master goldsmiths and followed step by step by Graziella Paletta, an artist who has an important cultural and artistic background and is experienced in jewels.

Graziella Paletta Designer 15121 Alessandria Via Vassallo Giarola, 8 ph. fax +39 0131 507220 email info@graziellapaletta.com web www.graziellapaletta.com

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Giorà by Giovanna Raspini 52100 Arezzo (AR) Via G. Ferraris, 238 ph. +39 0575 984075 fax +39 0575 383142 web www.giorariflessi.it email info@giorariflessi.it

secondo Giorà di Federica Longobardi

Belli, alla moda, originali, divertenti. Ma da vicino sono tutta 57 un’altra cosa, sono very very glamour. Hanno un’attrattiva che a descriverla risulta difficile perché Giovanna Raspini sa mettere quel pizzico di originalità in ogni collezione presentandole sempre funzionali e di facile indossabilità. Ha fatto nuovo anche il più antico dei monili, l’intramontabile slave bracelet che da millenni fa impazzire le donne di tutto il mondo, e non è cosa da poco. Si mettono in mostra, si fanno notare perché suonano, tintinnano, che è il lato più spassoso in un gioiello. Altrimenti perché indossarli! Ogni nuovo modello, tutto italiano e realizzato a mano, è un dialogo con le ultime tendenze, quasi uno scambio di informazioni che personalizza ora con l’addizione di sirene, ora di pelle scamosciata, qualche volta con cristalli colorati o una infinità di medagliette in maxicatene veri jingling jewels, quasi una derivazione araba ma con radici metropolitane.

L’ultimo successo Giorà lo ha ottenuto con “Le Magie di Giorà by Giovanna Raspini”, un leggero gotico in cui ha fatto spazio a ragni, gufi, ranocchi e teschi; seducenti simboli esoterici anche come ciondoli o in fila indiana su grandi orecchini a cerchio, tutti su di un metallo dal singolare tono polveroso. Esaltano, invece, una

sofisticata internazionalità quelle polsiere che portano incisi i nomi delle cities più charmantes. È intorno

alla forma che ruotano i gioielli di questa linea che si propone in eclettiche soluzioni elastiche realizzate alcuni con baguette micro fuse lisce - o bombate come esotiche ceste -, altri con intarsi vuoti o pieni assemblati a mano in satinato oro e palladio. E cuori, tanti cuori da indossare con passione, gioia, magia e amore. The Gothic according to Giorà Giovanna Raspini’s jewels are beautiful, fashionable, original, pleasant but, first of all, very very glamour. She has made even an old jewel, such as the slave bracelet, new. Her jewels tinkle in order to be noticed, that’s why women like wearing them! Each new jewel is hand made in Italy and she personalizes them adding little sirens, leather, crystal and small medals. Her latest collection “Le Magie di Giorà by Giovanna Raspini” (Giorà’s enchantments by Giovanna Raspini) has been successful. Spiders, owls, frogs and skulls make each gold or palladium jewel original and gothic. And if you like hearts…there are so many to be worn with passion, happiness and love!

GEMMARIUM ITALIA 58

L’amore per il bello, l’armonia delle forme, la ricerca di nuovi elementi, sono alla base del legame profondo che Gemmarium intrattiene con il mondo dell’arte. La passione per la Perfezione, l’attenzione alla Qualità, il Design senza tempo, sono i suoi valori. È Francesco Massari che attraverso innovazione e creatività libera la bellezza delle pietre dure naturali, esaltandole a ruolo di Gioiello. L’ebano verde né è una espressione ed è elemento portante della prossima collezione Primavera - Estate 2011. Dagli inizi degli anni ’90 una continua evoluzione sempre contemporanea con una perfezione che dura nel tempo, caratterizza le sue collezioni. Fissa uno stile dal rigore raffinato commentato da tocchi di follia, quelli che acutamente si aprono al mondo della moda, che fanno del gioiello un piacere da vivere. E con queste premesse, il sogno imprenditoriale della Gemmarium continua ad evolversi esprimendosi nelle sue collezioni, con quella scrupolosità sartoriale che qualifica “il Fascino Unico dei Gioielli fatti a Mano”. Lo abbiamo incontrato a Bari, nella sua “fabrica”. Abbiamo trovato uno spazio unico, di creatività e sperimentazione, luogo di “Incontro tra Testa e Cuore”. Amabile il rigore monocromo del quarzo cloudy a rivière delle perle grigie e della ematite che compongono il girocollo. Il logo, non un banale marchio, ma un oggetto che né caratterizza il brand certificando l’originalità del gioiello. In ogni collezione Gemmarium Italia, moda ed innovazione percorrono un immaginario binario che si fonde in uno stile unico ed affascinante. Sono gioielli contemporanei nei quali, Gemmarium esprime la sua identità, il cui valore va oltre la materialità, ricchi di una attenta lavorazione artigianale italiana, che mantiene fede alle più antiche tradizioni.

Gemmarium Italia 70121 Bari Strada Privata Muciaccia, 21 ph. +39 080 5543484 email info@gemmarium.com web www.gemmarium.com

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LA RICERCA C’È E SI VEDE Gemmarium loves beauty, harmonious shapes, and new elements, as well as art does. Gemmarium’s values are: perfection, quality and timeless design. Francesco Massari turns stones into jewels through innovation and creativity. Green ebony is the main element for his spring - summer collection 2011. From the beginning of the 90s he has been making his collections better and better. His style is strict but a bit extravagant, to make jewels a pleasure to be lived. Gemmarium keeps on highlighting the unique charm of handmade jewels. We met Francesco Massari in Bari, at his “fabrica”. It is a unique space rich in creativity and experimentation, place of contact between “mind and heart”. The necklace made of monochromatic cloudy quartz, grey pearls and hematite is very valued. Its logo is not a banal mark but an object that characterizes the brand and certificates its jewel’s originality. Gemmarium Italia’s collections are both fashionable and innovative to create a unique and charming style. Contemporary handmade jewels that make Gemmarium express its identity, whose value goes over materiality keeping ancient traditions.

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l’amore addosso

lucebianca un successo

Lucebianca 81025 Marcianise (CE), Italy Il Tarì, mod. 247/248 ph. +39 0823 513145 fax +39 0823 513148 email info@lebebegioielli.com web www.lebebegioielli.com

dei fratelli Verde di Maria Rosaria Petito

Lucebianca, nata nel 2007, ha ereditato l’arte orafa dell’antico Borgo degli Orefici di Napoli e ne perpetua quelle qualità che riaffiorano prepotentemente anche a distanza di anni… e di qualche chilometro. Lucebianca, infatti, è insediata a Il Tarì di Marcianise ed è amministrata dai tre fratelli Fabrizio, Paolo e Mariana Verde, rispettivamente responsabile produzione, marketing e gestione generale. È il prodotto di una intesa perfetta in cui la qualità e la professionalità fanno da trait d’union rafforzando oltre l’impensabile l’immagine di un’azienda che vede il proprio fatturato crescere ogni anno del 90% , con 85 mila pezzi venduti (solo nel 2010), una penetrazione sul territorio con oltre 1200 gioiellerie in Italia ed una crescita esponenziale del 120% annuo. In soli tre anni. L’apertura, poi, a Capri del monomarca della nota linea leBebè ne è una limpida testimonianza, come pure i preannunciati numerosi altri opening a Cortina, Porto Rotondo, Porto Cervo, Ischia, Portofino, Alassio, Forte dei Marmi, Gaeta, Iesolo, Riccione, Gallipoli, Milano Marittima ed ancora altri. Se tutto questo è possibile è perché la filosofia aziendale di Lucebianca punta costantemente al posizionamento dell’immagine ed al supporto della clientela (gioiellerie) nella presentazione del brand attraverso attività dirette presso le stesse gioiellerie, principalmente in momenti salienti come la festa della mamma, il Natale e i tre appuntamenti con Vicenzaoro. Ad esempio, in questo periodo prenatalizio, per la linea leBebé è in corso un’attività di partnership con il gruppo La Rinascente, e di marketing nei punti vendita di Milano, Roma, Cagliari e Palermo. È un brand che coccola il mondo della mamma in attesa e del bam-

bino, quasi un concept dell’amore; ma se le proposte di maschietti e femminucce non hanno più bisogno di parole, confermandosi i gioielli più venduti e più apprezzati, adesso è in scena anch e “ Vera” un anello con doppia fascia, di cui una removibile, che ha saputo trasformare il più inviolabile emblema d’amore, la fede appunto, personalizzandolo e con le iniziali della persona amata e con il simbolo del primo importante traguardo di ogni coppia, i “25” anni di unione. Manco a dirlo, una sfida vinta in partenza visto il successo subito ottenuto. Sarà che le sorprese piacciono proprio tanto che Lucebianca ne ha in serbo ancora una rendendo sempre più fitto il suo ventaglio di proposte, e l’imbarazzo della scelta è inevitabile. In anteprima dal 6 al 12 dicembre presso la Rinascente di Milano, Roma, Cagliari e Palermo, infatti, sarà presentata ancora un’altra linea, deliziosa quanto le sorelle maggiori, ma il suo ingresso in società lo farà a Vicenzaoro First 2011. Che sofferenza non poterne sapere di più, ma l’attesa, siamo certi, non deluderà. Per ogni collezione prodotta da Lucebianca è vastissima la scelta di forme, dimensioni, colori dell’oro, quanto capillare la distribuzione grazie ad una fitta rete di gioiellerie concessionarie. E chissà quanto saprà regalere la new entry! Per risultati così lusinghieri è facilmente immaginabile un imprescindibile lavoro di squadra al quale Anna Mercurio, responsabile comunicazione leBebè, partecipa brillantemente con idee e buon gusto. Ancora un contributo, dunque, per trasmettere quell’eccellente profilo dell’azienda, oramai riconosciuto a livello nazionale.

Lucebianca (white light). A success by Verdi brothers Lucebianca was born in 2007 after LeBebè and Vera, bringing the goldsmith’s art of Antico Borgo Orefici of Naples to Marcianise at Il Tarì. Lucebianca is a company run by three brothers: Fabrizio, production manager; Paolo, marketing manager and Mariana Verde, management. The firm’s turnover increases 90% a year having sold 85 thousand jewels in 2010 only. It has more than 1200 jeweler’s shops in Italy and has grown 120% a year in three years only. The new opening of a shop selling leBebè in Capri, that is going to be followed by Cortina, Porto Rotondo, Porto Cervo, Ischia, Portofino, Alassio, Forte dei Marmi, Gaeta, Iesolo, Riccione, Gallipoli, Milano Marittima and others testifies such a phenomenal success. Lucebianca has always paid attention to its image showing its collections during the most important periods of the year, such as Christmas and the three Vicenzaoro fairs. They are for instance working together with La Rinascente Group in Milan, Rome, Cagliari and Palermo during these days preceding Christmas. Such a brand is a sort of love concept, a pregnant woman and her baby, but a new collection is being very successful: Vera. A ring made of two strips, one of which can be removed, that transforms the wedding ring itself, by adding the initials of one’s beloved and the symbol of the first important love success: 25 years of marriage. A new immediate success. From 6th to 12th December at La Rinascente in Milan, Rome, Cagliari and Palermo a new collection will be presented although it will be shown at Vicenzaoro First 2011. We don’t know anything else about it, but certainly it won’t disappoint anybody! Each collection by Lucebianca offers different shapes, gold colors and a widespread distribution. Anna Mercurio, LeBebè advertising manager, proposes her brilliant ideas and taste. That’s why it is such an excellent company.

FLÒ 62

ACCESSORIES Idee molto chiare in fatto di originalità

E anche una catena sa stare in primo piano Flora Meglio vive, sogna e crea a Napoli, e il suo atelier, FLO’ ACCESSORIES, è un vivaio di vitalità in continua evoluzione. Anche nel logo, che ha scelto di far camminare in parallelo con la Flò Jewels, la sua linea preziosa… ma questa è tutta un’altra storia. A chi dice che non c’è nulla di nuovo in un gioiello risponde con le sue collezioni dimostrando che fondamentalmente è il modo in cui si san mettere insieme gli elementi. Questione di emozioni. Che sia la materia a suggerire la forma o viceversa poco importa, è il risultato finale che conta. Per lei, infatti, un gioiello deve essere denso di contraddizioni per farsi intrigante, deve oscillare tra classico e futurismo, tra materiali conosciuti ed eccentrici, tra colori morbidi e fluo. Ed ha le idee molto chiare per generare questa geniale confusione. Anche se le sue non sono mai trovate estreme, ma semplice buon gusto; perché, in fondo, la griffe è tutta qui.

Cerca uno stato d’animo per legare, annodare, fissare e non si pone limiti. Sembra non avere altra regola se non la piena libertà guidata dall’intuito; è flessibile ad ogni novità e nei suoi modelli c’è posto per tutto, perché tutto è indossabile anche il pitone, tra le ultime entrée della Flò Accessories, che trasforma in versatili handbags o in grandi maglie di particolari collane che accendono un look luxury. E mette esperienza e fantasia anche in fatto di perle spezzando la successione di bianco con inserti coloratissimi o di metallo luccicante. A volte semplifica le forme altre volte le complica riuscendo a spettacolarizzare perfino una catena. Passata una collezione si aspetta già la prossima perché con Flò nulla è mai lo stesso, nulla è quello che sembra: legno come pietra, tele della de Lempicka come medaglioni, charms screziati come simil animalier. In poche parole, non è il valore materico che fa il gioiello, e Flora lo sa, molto bene. (MRP)

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Flo accessories. Clear ideas about originality. Flora Meglio lives, dreams and creates in Naples, at her atelier FLO’ ACCESSORIES. Each jewel is a contradictory emotion fluctuating between classic and futurism, well-known and new materials, soft and fluorescent colors. She thinks everything can be worn as well as python that is used to make versatile handbags or particular necklaces to invent a luxury look. She puts colored or glittering metals among white pearls and knows how to make spectacular a chain, too. Flò makes things never be what they are: wood as if it were stone, de Lempicka cloths as lockets, charms as animalier. Flora knows that is not the material that makes jewels precious.

Flò Accessories 80122 Napoli Via Mergellina, 13 email info@floaccessories.it web www.floaccessories.it

un bracciale della collezione Qb

NUO FOR VE D’ESME PRE SSIO NE

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CieloGioielli Milano 20121 Milano, Italy Piazza Duomo, 21 ph. +39 02 89281818 fax +39 02 8690946 email info@cielogioielli.com web www.cielogioielli.com

A

rte e design dal 1914 si incontrano divenendo comune denominatore delle rinomate linee CieloGioielli Milano, Celeste e Qb che trasformano in realtà i desideri delle donne. Forme seducenti evocate dalla superba creatività dell’abile designer Riccardo Cielo che insieme ai suoi fratelli vanta l’esperienza di un team di professionisti che trasmette i valori di una secolare tradizione familiare attraverso splendide creazioni. Uno straordinario estro che contempla la presenza del nobile metallo nelle sue varianti di colore e la purezza materica di pietre preziose in un linguaggio maestoso e contemporaneo. Come nell’ultima collezione della linea classica Diamanti Fancy in cui i protagonisti definiscono forme fantasiose. Un omaggio alla regalità dei diamanti bianchi, neri e brown per abbracci sofisticati che svelano la più recondita femminilità. Il design, sintesi di esperienza e artigianalità, rappresenta invece il cuore di Celeste. Oro, diamanti e pietre preziose affiancati a quarzo, agata, ebano e perle in un equilibrio creativo. Una linea giovane e innovativa ideata per chi ama ornarsi di accessori attuali. Più accessibile e vivace Qb che rispecchia le tendenze del tempo rivelando con notevole originalità strutture insolite. Particolari monili in argento spesso arricchite da bagni galvanici in oro rosso e bianco che richiamano lo stile gotico ed etnico donando uno charme che distingue. Nuove ed inedite fogge per un brand in continua espansione che ha saputo imporre la sua immagine anche oltre oceano grazie a importanti fiere e a una ricca distribuzione in Thailandia, Cina, Messico e Stati Uniti con lo scopo di far ammirare le sue esclusive creazioni.

L’ineguagliabile CieloGioielli Milano

di Mariadomenica Santamaria

Inimitable CieloGioielli Milano Art and design met in 1914 to give birth to CieloGioielli Milano, Celeste and Qb to make women’s dreams come true. Riccardo Cielo is the designer who, together with his brothers and a professional team, makes splendid jewels releasing the values of a secular family tradition. His latest collection is called Fancy Diamonds: white, black and brown diamonds to create fantastic shapes. Gold, diamonds and precious stones together with quartz, agate, ebony and pearls represent Celeste’s style. Qb is easier and lively. Silver jewels often enriched with red and gold galvanic baths to recall a charming gothic and ethnic style. New shapes that have always permitted such a brand to be present at the most important fairs across the ocean and a good distribution to Thailand, China, Mexico and United States in order to make its creations be appreciated.

BELLO e ITALIANO 67

un look maschile che piace tanto anche alle donne “È la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente. Niente.” Recitava così una battuta di Humphrey Bogart che, stranamente, sembra essere stata scritta per un personaggio a noi molto più vicino in ordine di tempo: Fabrizio Corona. Ribelle, indisciplinato, sfrontato, intollerante alle regole, per qualcuno addirittura scomodo, ma di gran carisma tanto da dividere in due come una torta le opinioni della gente. Nel bene e nel male il suo fascino maledetto gli ha regalato una notorietà che ha fatto di un caso giudiziario il gossip più seguito del momento. Il più famoso bad boy d’Italia, il nuovo idolo dei giovani continua

Nardi

L’ULTIMA PROVOCAZIONE DI

Bello e Italiano by Nardi srl 52010 Arezzo, 68Italy Via Todaro, 4 ph. +39 0545 959 635 fax +39 0545 949 669 email sales@belloeitaliano.it web www.belloeitaliano.it

ad essere il testimonial di un’attualissima linea in argento, non esclusivamente for man, che dal suo debutto alla scorsa fiera di Vicenzaoro Choice ha mietuto un successo dopo l’altro. E chi meglio del re dei paparazzi poteva esprimere in maniera così approfondita le caratteristiche di questo nuovo brand “Bello e Italiano” by Nardi. Ancora una conferma per la nota azienda aretina che continua a puntare sul fatto a mano e sulle qualità di pietre,

argento, cuoi e pelli pregiate: materie naturali che lascia rielaborare esclusivamente da esperti artigiani.“Bello e Italiano” è una ricca collezione di bracciali e collane, un ricercato passepartout che sta andando alla grande. Vanta un design audace che rispecchia brillantemente il macho più discusso ed invidiato, più criticato ed imitato; sono gioielli che sanno raccontare quel look maschile che piace tanto alle donne. (MB)

Bello e Italiano. “it’s press, dear. And there’s nothing you can do about it” said Humphrey Bogart, although it seems to be written for a more modern character: Fabrizio Corona. Rebel, undisciplined, impudent, intolerant of rules, difficult according to somebody, but very charismatic, too. His charm has made him and his affair famous and followed. The most famous Italian bad boy, idol of young people, keeps on being the testimonial for a very modern silver collection, not only for men, that has been successful after its launch at Vicenzaoro Choice. Nobody but the king of paparazzi could represent such a new brand “Bello e Italiano” (beautiful and Italian) by Nardi. The company from Arezzo stakes on handmade jewels and stones, silver, leather and hide quality. “Bello e Italiano” is a collection of bracelets and necklaces. A daring design to reflect the most criticized and imitated “macho”. Jewels that can tell the men’s look that women like so much!

lo staff della Nardi con Fabrizio Corona

artemisiacomunicazione.com

www.floaccessories.it

Gold Plan 70

l’accessibilità di un gioiello per celebrare la donna

Il

loro segreto è la creazione di gioielli ultralight, senza nulla togliere alla preziosità e al forte impatto estetico: sono alla portata di tutti le creazioni Gold Planet. Dallo spirito imprenditoriale e determinazione della prima generazione orafa della famiglia Capparotto, attiva nel settore dagli anni ’70, nasce a Vicenza nel 1999 con il figlio Andrea ed il cugino Enrico, oggi direttore di produzione, la nuova realtà produt-

tiva Gold Planet SRL. Sempre orientati verso prodotti dal gusto tipicamente italiano, per rendere accessibile a tutti queste gioie per gli occhi l’azienda vicentina mira a coniugare leggerezza e valore. Tre le collezioni di punta per la nuova stagione: Colore, oro e pietre naturali nei colori moda, Perla, modelli classici ed eleganti, e Pavè, sobrie creazioni evergreen con zirconi. I gioielli in oro Gold Planet

nascono dalla collaborazione artistica con una selezione di designer orafi. Sono un dono raffinato e senza tempo, carico di valore intrinseco e del sentimento con il quale ogni uomo vuole stupire la propria donna, per coccolarla nei momenti importanti della loro vista assieme: compleanni, anniversari, maternità o semplicemente, perché non c’è piacere più grande di renderla felice e importante.

Gold Planet. The accessibility of a jewel to celebrate a woman. Gold Planet’s creations are ultra light, precious and beautiful. Capparotto family started making jewels in the 70s and in 1999 Andrea and his cousin Enrico, production manager, gave birth to Gold Planet srl in Vicenza. Next season’s collections are “Colore” (color): gold and colored natural stones; “Perla” (pearl): classic and elegant; Pavè: sober and evergreen jewels with zircons. Gold Planet gold jewels are created together with some goldsmith designers. Such jewels are refined and timeless to amaze women during their life when there’s something to celebrate or simply because there’s nothing better than making them happy.

anet

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Golden Planet 36100 Vicenza, Italy Via Zamenhof, 92 ph. +39 0444 914439 fax +39 0444 239495 email info@goldplanet.it

www.ildiamante.info

Il Diamante artemisiacomunicazione.com

un valore che cresce nel tempo

Il Diamante srl Centro Orafo “Il Tarì” - mod. 81 | 81025 Marcianise (CE) | ph. +39 0823 513100 fax +39 0823 514170 gianni.cutuli@alice.it

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A Capri la dimensione del mito di SAR Gioielli di Chiara Di Martino

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arà perché sono prodotti a Capri, ma i preziosi di SAR Gioielli sono davvero diversi da tutti gli altri. Le emozioni che l’isola campana suscita in tutto il mondo sono trasfuse nelle creazioni di Rosario Severino, titolare del brand, a partire dall’ultimo prodotto: un girocollo da uomo in salomite con fibbia centrale in oro e diamanti, realizzato nel laboratorio di Anacapri. Dal 2007 SAR Gioielli parla alla sua clientela, principalmente concentrata nel centro sud Italia, con un linguaggio semplice e sofisticato, perché i suoi preziosi non siano confusi tra mille.

Sar Gioielli made in Capri 81025 Marcianise (CE), Italy Il Tarì, mod. 169 - int. 825 ph. fax +39 0823 513842 email info@sargioielli.it web www.sargioielli.it

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E se per la stagione fredda SAR Gioielli ha tracciato la collezione adornata della rara pietra nera indiana, la dinamicità del brand già pensa al ritorno dell’estate, il periodo che rende Capri ancora più viva e animata. Nel laboratorio dell’isola, infatti, “la mia compagna ed io, stiamo già disegnando i modelli di una collezione primaverile esuberante e vivace dichiara Rosario Severino - tutta ispirata all’incanto caprese che affonda le proprie radici nella storia romana e greca”. Quella che lo scrittore Raffaele La Capria ha chiamato, a ragione, «la dimensione del mito». The Dimension of Myth in Capri, by Sar Jewels SAR Jewels products are quite different from the others. You can feel the emotions coming from the Isle of Capri through the creations of the owner of the firm, Rosario Severino. His latest creation is a necklace for men made of salomite with a central gold and diamonds buckle made in his laboratory in Anacapri for next winter collection. Since 2007 SAR Jewels has been creating simple and sophisticated jewels for its customers, coming above all from the South Centre Italy. The rare Indian black stone will mark out SAR Jewels’ winter collection but they are already thinking to the summer coming, when Capri will be even more animated. In the laboratory of the Island, in fact, “my girlfriend and I are already drawing a new lively spring collection -says Rosario Severino- completely inspired by the Roman and Greek origins of the Island”. What the writer Raffaele La Cparia called, with good reason, “the Dimension of Myth”.

Beads & Co. 75

con gli argenti

È

stato il precursore del gioiello componibile, soprattutto quando a “mettere insieme i pezzi” sono i gioiellieri

che offrono alla clientela le proprie creazioni artigianali. È il marchio “Beads & Co.” dell’azienda aretina di semilavorati Semar srl., che da 7 anni mette in commercio componenti preziosi di alta qualità e inimitabile design. Una sezione del sito dove sono in vendita i prodotti è infatti dedicata proprio ai dettaglianti, a prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli destinati al pubblico

finale. È il gioielliere, dunque, il cliente d’elezione di Beads & Co. Cinquanta persone lavorano per garantire la produzione di oltre 3mila articoli, da componenti tecnici e ornamentali a pietre preziose e Swarovski, ma anche caucciù, rigorosamente italiano, e cuoio. I pezzi in argento 925 possono essere realizzati con diversi bagni galvanici: naturale, rodiato, bagnato in oro giallo o oro rosa, ma sempre con 1 micron di spessore, perché resista bene all’uso continuato degli oggetti.

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SemAr 52100 Civitella Val di Chiana (AR), Italy Via di Pescaiola, 21- Badia al Pino ph. +39 0575 416201 fax +39 0575 497887 email info@beadsandco.it web www.beadsandco.it

Per accedere all’area riservata ai dettaglianti è necessario registrarsi una sola volta, inviando alla società la visura camerale per poter accedere alle condizioni favorevoli a loro destinate. Poi non resta che scegliere: non ci sono minimi di acquisto e la spedizione è immediata, perché la merce è a magazzino, così che gli ordini possano essere ripetuti ogni volta che lo si vuole, anche tutti i giorni. Beads and Co. Plays with silver. They invented modular jewels. “Beads & Co” by Semar srl is the brand from Arezzo that has been selling high quality semi finished jewels for 7 years. On their web site there’s a section dedicated to the retailers to make them buy products on favourable terms, in comparison with those destined to the jewelers. Fifty people work in order to produce over 3 thousand products, such as technical and ornamental components, precious stones and Swarovski, Italian caoutchouc and leather. Different galvanic baths are used to make silver 925 products: natural, rhodium, dip in yellow and pink gold; but always 1 micron thick to make it last. You need to enter the page only once, sending the company your fiscal data. Afterwards you must only choose: there is not a minimum expense and the expedition is immediate because the products are always available in order to make you buy them whenever you want, even every day.

1 1 20 nel

oiarbbef

il nudo ruba la scena

La storia di Preziosa parla di un lavoro d’equipe dedicato a soluzioni raffinatamente originali che sbocciano in proposte sempre nuove, proprio come il calendario di quest’anno. E se la precedente edizione è stata incentrata su uno still life, scenografato da una surreale natura morta dove legni fossili hanno fatto da sfondo a gioielli di ogni fattura e colore, questa volta è il nudo a rubare la scena, ma leggero, soffice, sottilmente casto per lasciare tanto all’immaginazione.

ozram onguig

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elirpa

Parafrasando un film di Daniel Mann potremmo intitolarlo il gioiello tatuato perché il tema è proprio questo, il body painting, che fa del gioiello qualcosa di indelebile, di intimo, di molto personale. Un succedersi di mesi come tele in bianco e nero magnificate dall’arte di Luciano D’Inverno che ad ogni scatto ha saputo dare un’anima viva e pulsante. (MRP)

erbotto

oianneg erbmevon o i l g u l oiggam erbmettes erbmecid otsoga

www.lebebegioielli.com

gennaio le bebĂŠ by lucebianca

ciondoli in oro giallo e oro bianco

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febbraio my star by graziella paletta

ciondolo in oro rosa e diamanti

www.qbcielo.com

marzo qb cielo

girocollo, argento e zirconi

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aprile verdi gioielli

bracciale, oro e diamanti

www.sakigioielli.it

maggio saki gioielli

bracciale, argento

www.ambrosinimilano.com

giugno ambrosini gioielli

orecchini, oro rosa e zaffiri rosa

www.novecentonovantanove.com

luglio novecentonovantanove

bracciale, oro e diamanti

www.mattiamazza.it

agosto mattia mazza

orecchini snake, oro, diamanti e ametista

www.giorariflessi.it

settembre giorĂ  by giovanna raspini

polsiera, bronzo, bengal a maglie elastiche satinato in oro

www.gemmarium.com

ottobre gemmarium italia

pendente, cristallo, ematite e corallo

novembre studio morelli

bracciale, agata nuvolata, perle barocche, foglia argento

www.amle.it

dicembre amlĂŠ

collana, corno, argento, pietre e perle

TORMALINA di Alberto Scarani*

osa vi viene in mente se dico Paraiba?

CProbabilmente solo fino a qualche anno

fa molti avrebbero pensato ad un nuovo cocktail caraibico, oggigiorno saranno pochissimi tra di voi quelli a cui questo nome non farà venire subito in mente la splendida tormalina varietà elbaite contenente un alto tasso di rame che dal 1982 viene estratta nei dintorni di Sao Jose’ da Batalha, stato del Paraiba, appunto. Il boom commerciale di questa splendida tormalina che, nella tonalità maggiormente apprezzata esibisce un azzurro elettrico molto intenso è stato talmente improvviso ed inarrestabile da far schizzare le quotazioni a vette una volta impensate anche per gemme tradizionalmente più blasonate: una gemma di 3 carati di ottima qualita’ può oggi spuntare 3000 dollari per carato e più. Questo fenomeno commerciale piuttosto inconsueto e la possibilità di disporre di materiale dei toni cromatici più disparati sono tra i fattori alla base della rapidissima

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diffusione della tormalina come gemma tra le più apprezzate al giorno d’oggi. Il mercato è costantemente alla continua ricerca di gemme che possano soddisfare le più svariate esigenze cromatiche dell’esercito di designer che giornalmente si combattono sull’aspro terreno della concorrenza, in molti casi ci si spinge oltre il limite proponendo materiali che non hanno caratteristiche di durevolezza e stabilità adeguate ad un uso quotidiano del gioiello e non stupisce che, grazie anche alla disponibilità di più di 100 toni di colore la tormalina stia caratterizzandosi come una delle più apprezzate opportunità per gli operatori di disporre di una pietra versatilissima da molti punti di vista. In più, fatto salvo il caso della sunnominata paraiba, le quotazioni di cristalli anche relativamente grandi sono tutto sommato abbordabili. Particolarmente apprezzata la varietà rubellite che, grazie all’ampia disponibilità di toni che vanno dal rosa al rosso vivo ha trovato immediatamente una sua stabile

collocazione di mercato. Similmente ad altre gemme meno “tradizionali” anche la tormalina sta faticando un pò ad imporsi sul nostro mercato, principalmente a causa della clientela italiana, tendenzialmente molto conservativa quando si tratta di colore. Fortunatamente a dar manforte ai pochissimi piccoli operatori che stoicamente si sforzano di educare gli acquirenti ad apprezzare anche altre pietre che non siano i soliti rubino, smeraldo e zaffiro, giungono alcuni grandi marchi da sempre alle prese con la spasmodica concorrenza resa recentemente ancor più dura dal fenomeno della globalizzazione. E allora anche il cliente che maggiormente si fa influenzare dalle scelte dei brand di riferimento inizia a prendere coscienza che una splendida cromo tormalina può rivaleggiare dal punto di vista dell’aspetto con uno smeraldo di buona qualità. Il successo crescente si deve anche in parte alle caratteristiche fisiche e di resistenza della tormalina che grazie al buon

apoteosi del colore 93

grado di durezza e stabilità consente alle maestranze coinvolte nella creazione del gioiello una maggior versatilità di utilizzo. Parlare di quotazione della tormalina è praticamente un nonsenso, grazie infatti alla sterminata varietà di materiale disponibile i prezzi possono variare da pochi euro alle decine di migliaia per carato richiesti (e pagati) per le paraiba più belle; esclusi gli estremi tuttavia, per le pietre più comunemente apprezzate ed utilizzate si pagano mediamente dai 30-40 ai 2-300 euro per carato. Carta d’identità della Tormalina La Tormalina è una vasta famiglia di borosilicati complessi che, grazie alla presenza di numerosi elementi in tracce può esibire il più ampio spettro di colorazioni disponibili in ambito gemmologico. Cristallizza nel sistema trigonale e delle diverse specie facenti parte del gruppo l’elbaite è quella senz’altro di maggior

importanza, ad essa appartengono infatti la stragrande maggioranza delle tormaline qualità gemma. Tra le varietà più apprezzate ricordiamo la Rubellite, di colore rosso o rosa (a causa del Ferro e del Manganese), l’Indicolite, di colore blu (a causa del ferro), la Verdelite, di colore verde (a causa del Ferro e del Titanio), La Paraiba, dalle accese colorazioni azzurre (a causa del Rame e del Manganese). Si tratta di un minerale birifrangente con indici di rifrazione di 1,620 e 1,640 che però possono variare tra pietre di colori differenti; la birifrangenza, solitamente attorno a 0,019, ma che può assumere valori tra 0,014 e 0,039 è sufficiente per consentire l’osservazione dello sdoppiamento delle faccette anche con la sola lente a 10 ingrandimenti. Ha un peso specifico medio di 3,05, lucentezza vitrea e Il fattore di durezza Mohs di 7.5 ne consente un vastissimo utilizzo in gioielleria. Altra caratteristica peculiare del minerale è la piroelettricità che si manifesta ingenerando

carica elettrica a seguito riscaldamento o anche a seguito di un semplice sfregamento (piezoelettricità). Gli olandesi, che introdussero per primi la tormalina in Europa conoscevano già questa sua caratteristica prima che venissero condotti studi scientifici a riguardo e se ne servivano per “aspirare” la cenere dalle pipe. Un’altra peculiarità piuttosto comune è quella di esibire differenti colorazioni nel medesimo cristallo, molto diffuse sono le tormaline a 2 o 3 colori, una delle più conosciute ed apprezzate è la cosiddetta varietà “watermelon” che, tagliata perpendicolarmente all’asse C in fette più o meno spesse ricorda la caratteristica colorazione del cocomero. Grazie al suo dicroismo sottili strati di tormalina scura venivano anticamente utilizzati come filtri polarizzatori. I giacimenti di tormalina sono diffusi in tutto il mondo, persino in Italia (il nome elbaite deriva per l’appunto dall’isola d’Elba dove fu scoperta nel 1913); la fonte

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storicamente più antica è lo Sri-Lanka, da cui proviene il nome che dal singalese “Tura mali” si traduce in “pietra dai colori misti”, di particolare importanza le miniere brasiliane ed africane (Nigeria, Zimbabwe, Kenya, Tanzania, Mozambico, Sud Africa e Madagascar) da cui recentemente proviene un flusso veramente consistente di materiale di ottima qualità, vanno ricordate inoltre le miniere afgane, pakistane, australiane, cinesi, quelle canadesi (in attività dal 1994) ed anche le statunitensi, situate principalmente nel Maine ed in California. Trattamenti Fortunatamente a tutt’oggi la tormalina è una delle poche gemme che non è ancora stato possibile sintetizzare in laboratorio. Il trattamento più comunemente diffuso è il riscaldamento effettuato a temperature piuttosto basse se paragonate a quelle raggiunte nel caso del corindone, di solito mai oltre i 700° C. Il risultato è un generale schiarimento della gemma che consente di ottenere materiale molto attraente da cristalli

grezzi troppo scuri e di basso valore commerciale. A causa delle temperature non molto elevate che raramente producono modificazioni morfologiche delle inclusioni, gli effetti del riscaldamento sono difficilmente osservabili al microscopio. Più recentemente si sono riscontrati trattamenti per irraggiamento nelle rubelliti e indicoliti, meno frequentemente in gemme dalle tonalità giallo/arancio. In alcuni casi, per gemme di minor valore ci si può imbattere in materiale trattato per impregnazione ed infiltrazione con sostanze colorate. Per quanto riguarda il mercato, tormaline riscaldate ed irraggiate sono in realtà la maggioranza e non sembra che a tutt’oggi, anche a causa dei rilevanti costi di certificazione la loro separazione dal materiale non trattato sia commercialmente rilevante; diverso il caso del materiale tinto o impregnato, l’instabilità di questi trattamenti ha incontrato una certa diffidenza nei tradizionali canali commerciali. La collezione Bruce A. Fry Ne sono passati di anni dal 1962, quando nella mente di Bruce Fry, tagliatore professionista, inziò ad insinuarsi un’ossessione: possedere un campione di ogni singola tonalità disponibile di tormalina, a cominciare dalle più inusuali e meno diffuse… all’epoca. Da allora non si è più fermato: per decenni ha instancabilmente

cercato, acquistato e personalmente tagliato cristalli grezzi di tormalina provenienti da ogni angolo del pianeta, è stato uno dei primi professionisti a rendersi conto delle straordinarie potenzialità dell’elbaite contenente tracce di rame, o “copper bearing” che solo anni dopo irromperà nell’olimpo con il nome di Paraiba. E ancor oggi, nonostante quasi mezzo secolo sia trascorso e la sua collezione conti ormai più di mille straordinari esemplari quel sacro fuoco è ben lungi dall’essersi spento. “Ho tagliato ogni pietra privilegiando le corrette proporzioni in modo consentire la miglior resa del colore possibile. La collezione è un contributo a questa gemma affascinante che ha ancora molto da dire, fortunatamente gli ultimi giacimenti africani stanno producendo cristalli eccezionali e spero proprio che sempre più persone potranno apprezzarne la straordinaria bellezza”. Gli splendidi esemplari che fanno da sfondo a questo articolo rappresentano approssimativamente un decimo dalla sua collezione (Foto: Jeffrey R. Smith). * gemmologo IGI di Anversa Risorse consultate “Gemme” - Robert Webster, ed. Zanichelli (1994) “L’abbellimento artificiale delle gemme” - Kurt Nassau, ed. IGI (1989) www.gemologyproject.com www.mindat.org www.webmineral.com

1. Due esemplari di toramlina bicolore, rispettivamente di 1,85 e 3,16 ct. Minas Gerais, Brasile (foto Barbara Voltaire) / 2. Tormalina rubelite africana di 3,11 ct. Prima (sopra) e dopo (sotto) il trattamento termico.. Il campione è stato tagliato e fotografato da Peter Torraca® (www.torraca.net) / 3. Tormalina watermelon, fetta tagliata dal cristallo grezzo perpendicolarmente all’asse C. Notare la distribuzione concentrica del colore e la caratteristica sezione che ricorda il Triangolo di Reuleaux (Foto Barbra Voltaire – www.gemologyonline.com).

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inchiesta

Compro Oro: subito una normativa di Chiara Di Martino

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Si

stima che siano oltre 5mila su tutto il territorio nazionale, ma un dato più preciso non può essere delineato dal momento che, per loro, non esiste una categoria specifica (nella stragrande maggioranza dei casi usufruiscono della medesima licenza dei gioiellieri per “vendita di preziosi”). Sono i “Compro oro”, un fenomeno che, pur esistendo da sempre, ha vissuto un vero e proprio boom nell’ultimo biennio, provocando un vivace confronto nella categoria. È di novembre l’allarme lanciato dalla Federazione nazionale dettaglianti orafi: pur nel rispetto di chi vende e compra oro usato in modo corretto, è però indubitabile che il fenomeno spesso si associ ad episodi criminosi. Serrata è la lotta delle forze dell’ordine - guardia di finanza, polizia e carabinieri - per contrastare i reati legati a questa sfera di attività, anche se di difficile individuazione. Secondo i dati della Guardia di Finanza, i sequestri di pietre preziose nei settori di falso, truffa, contraffazione, usura, ricettazione e violazione delle leggi di pubblica sicurezza ammontano (anno 2009 e primi dieci mesi del 2010) a oltre due milioni di euro, e vicini alla stessa cifra sono quelli relativi alla minuteria e ad oggetti di gioielleria. Cifre non particolarmente significative, anche perché oggetto di attività collaterali alle principali “mission” delle forze dell’ordine.

“Occorrono controlli sistematici, non sporadici commenta Domenico Minervini, del Consiglio direttivo di Asso-Oro Confcommercio di Bari - ma deve intervenire il legislatore in tal senso. Ed è necessario agire subito quando c’è un sospetto, causato molto spesso da quantitativi non compatibili con la vendita da parte di un privato”.

A Bari sono circa 40 i negozi che acquistano oro usato (l’osservatorio regionale sulla legalità ha rilevato che dove proliferano i Compro oro si registra un’impennata del 70% di furti, scippi e rapine; “un fenomeno pericoloso”, lo ha definito il prefetto del capoluogo pugliese, Carlo Schilardi); a Napoli si stima che siano aumentati del 30% in due anni. La difficoltà di indagine su eventuali reati connessi sta proprio nella natura “ibrida” di questi esercizi

Oro usato: quali regole? di Marco Cantarella

Qual’è il corretto trattamento fiscale ed amministrativo dell’oro usato (siano essi gioielli o rottami) acquistato o preso in consegna da privati e avviato alla trasformazione? Vediamo alcuni casi concreti. Acquisto di rottami da privati da avviare alla fusione Poniamo il caso di un gioielliere che acquista da privati, ovviamente senza IVA, rottami d’oro o gioielli da non riutilizzare, per poi avviarli alla fusione o trasformazione presso un laboratorio terzo. Possono darsi due alternative: se l’oro viene venduto ad un grossista o un fabbricante, riguardo all’IVA si potrà adottare il sistema del “reverse charge”. In pratica il gioielliere emetterà nei confronti del cessionario fattura senza applicazione di IVA con l’indicazione “art. 17 comma 5 DPR 633/72”, mentre il cessionario dovrà applicare il meccanismo del “reverse charge” che “impone al cessionario l’obbligo di integrare la fattura emessa senza addebito dell’imposta con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta, nonché di annotarla nei registri delle fatture emesse o dei corrispettivi (art. 23 e 24 del DPR n. 633 del 1972) entro il mese di ricevimento, ovvero anche successivamente, ma, comunque, entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese, e in quello degli acquisti (art. 25) per esercitare il diritto alla detrazione (Risol. Agenzia delle entrate 375/E/2002). Ciò in quanto l’Agenzia delle Entrate, nella medesima risoluzione, ha chiarito che la vendita di gioielli e rottami in oro destinati alla trasformazione equivale alla cessione di semilavorati ed è soggetto al medesimo regime fiscale. Se invece l’oro viene consegnato in conto lavorazione ad un laboratorio, esso dovrà essere accompagnato da un Documento di Trasporto (Ddt) indicante il destinatario, la natura dei beni e la causale “conto lavorazione”. Il laboratorio fatturerà con IVA al committente il solo costo della manifattura. In entrambi i casi descritti, i pezzi acquistati da privati dovranno essere annotati nell’apposito registro di P.S. ed occorrerà attendere i dieci giorni previsti dalla legge prima di cederli o trasformarli.

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Oro usato: quali regole?

commerciali: attualmente, non esiste una normativa specifica a parte le norme dettate dalla L. 7/2000, relative, in particolare, ai cosiddetti rottami (vedi articolo di Marco Cantarella alla pagina seguente). “Nel capoluogo partenopeo non abbiamo registrato un significativo incremento - precisa Massimo Sacco, vicequestore aggiunto, responsabile della sezione Reati contro il patrimonio della Squadra mobile di Napoli - anche se l’attenzione è molto alta. È evidente che, oltre alla nostra attività di contrasto a fenomeni come i furti e la ricettazione, operiamo anche su segnalazione di eventuali abusi. Basta una telefonata o una lettera, anche anonime, per comunicarci eventuali sospetti”. Per porre l’accento sulle problematiche relative alla sicurezza, incluse quelle della diffusione dei compro oro, la Federazione orafi campani ha recentemente incontrato il prefetto di Napoli Andrea De Martino, cui ha consegnato un’ampia documentazione riguardante i rischi di riciclaggio di merce rubata e di evasione fiscale collegati a tale attività. Chiesti maggiori controlli sul territorio, specie nel periodo natalizio, ma anche un monitoraggio su quegli esercizi. Fruttuoso l’incontro: il Prefetto si è impegnato a definire con la Guardia di Finanza un programma di monitoraggio e controllo sui compro-oro ed a concordare con le forze dell’ordine un’attività mirata di sorveglianza e di prevenzione (nonché l’organizzazione di corsi di formazione sulla sicurezza e sulle modalità di reazione ad eventuali aggressioni, che saranno tenuti da funzionari di polizia). “Seri sono i problemi legati all’evasione iva quando l’oggetto viene rivenduto, la registrazione non conforme e la sopravvalutazione del metallo - dichiara Giovangiuseppe Lanfreschi, presidente della Foc recentemente rieletto - ma la causa è il vuoto normativo. Dovremmo fare come in America, dove il fenomeno è più antico: i gioiellieri della 47esima a New York hanno saputo fare cartello e affrontare il problema con regole comuni che garantissero la propria professionalità ai clienti. Questo intendiamo perseguire: un codice di buona condotta dei gioiellieri anche per i casi in cui il consumatore voglia vendere o permutare preziosi”. “Stiamo monitorando il fenomeno ma i dati sono difficili da estrapolare - spiega Pierluigi Sforza, presidente del sindacato Orafi, Gioiellieri, Orologiai e Argentieri Ascom Bologna -, anche se nella nostra area non abbiamo registrato un aumento dei reati, anzi, l’attenzione delle istituzioni è molto forte. Va comunque compreso il perché della proliferazione di tanti Compro oro, molto oltre le potenzialità del mercato”. Stessa difficoltà di censimento è segnalata da Massimo Cicala, vicepresidente dell’Associazione Orafi di Genova aderente a Federdettaglianti e vicepresidente vicario a livello nazionale: “Ciò che manca è il monitoraggio - spiega - ma la presenza dei compro oro non va criminalizzata tout court. Entrano in concorrenza con i gioiellieri nel momento in cui rivendono: e comunque nessun problema nasce se lo fanno nel rispetto delle regole. Piuttosto, per il consumatore, un gioielliere con esperienza e competenze può essere la garanzia che il proprio oggetto venga valutato correttamente”. Tirando le somme, dov’è il danno? E cosa chiede la categoria dei gioiellieri? «Che si configuri a livello legislativo una licenza ad hoc e che il rilascio di tali licenze sia effettuato con estrema accortezza», sintetizza il presidente nazionale della Federazione nazionale dettaglianti orafi Giuseppe Aquilino. “Ci preoccupa il danno di immagine per la nostra categoria nel momento in cui i compro oro si legano a fenomeni criminali. Senza nulla togliere agli imprenditori di tali negozi quando operano con serietà: la professione di gioielliere, però, è spesso un’altra cosa”.

Presa in consegna di oro usato da privati per la realizzazione di gioielli nuovi Se un privato commissiona a un gioielliere la realizzazione di un nuovo oggetto utilizzando oro usato di proprietà del primo, il gioielliere dovrà: 1. annotare con precisione sul registro di P.S. le caratteristiche, soprattutto il peso, dell’oro ricevuto in consegna; 2. una volta realizzato l’oggetto, emettere scontrino solo per l’importo della manifattura e delle materie prime eventualmente necessarie a completare l’oggetto, in aggiunta all’oro apportato dal privato. Vendita di gioielli usati, restaurati e rivenduti Se un gioielliere acquista da un privato un bene che poi intende rivendere, dopo le opportune riparazioni o trasformazioni, dovrà innanzitutto assolvere agli obblighi dettati dalle Leggi di Pubblica Sicurezza: annotazione sul registro, identificazione del venditore, termine di 10 giorni prima di avviarlo alla trasformazione o alla vendita. Per quanto riguarda l’IVA, essa si calcola non sull’intero prezzo di vendita, bensì sulla differenza tra quest’ultimo ed il costo di acquisto dal privato maggiorato dell’eventuale costo della riparazione. Ad esempio, se un dettagliante acquista un oggetto da un privato per 1000 Euro e ne spende 300 per ripararlo o trasformarlo, rivendendolo poi a 2000 Euro, l’importo su cui calcolare l’IVA sarà di 2000 - 1300 = 700 Euro (Decreto Legge 23 febbraio 1995, convertito in legge dalla L. n. 85 del 22 marzo 1995.

“Il fenomeno esiste ed è allarmante commenta Vincenzo Buscemi, presidente dell’Associazione provinciale gioiellieri di Ragusa e della Commissione Formazione di Federdettaglianti - perché involontariamente ha impoverito i nostri clienti e i loro “tesori personali”. Il prezzo dell’oro poi ha dato una mano a questi negozi non sempre trasparenti: nella nostra provincia il fenomeno non è particolarmente sentito perché ancora esiste la fiducia tra il negoziante e il cliente, ma il problema è più generale. Spesso la loro pubblicità è ingannevole: i prezzi indicati su volantini e cartelloni non sempre corrispondono al vero e nascondono postille e clausole che il cliente non comprende”.

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torniamo a far innamorare i nostri clienti dell’oreficeria

Raccogliere fondi per una campagna a favore del gioiello 103

Un consorzio per rilanciare la gioielleria italiana di Chiara Di Martino

“T

orniamo a far innamorare i nostri clienti dell’oreficeria”. È la filosofia alla base del Progetto PUBLIORI Consorzio Promotore Pubblicità Oreficeria Italiana, espressa dalle parole di uno dei quattro soci fondatori, Marco Dalla Bona. Con lui, Andrea Capparotto, Gabriella Centomo e Gianfranco Malagoli. Imprenditori orafi che hanno deciso di non restare con le mani in mano e di dedicarsi all’azione per ridare al comparto quel vigore che sembra aver perso negli ultimi anni. L’idea è quella di raccogliere fondi provenienti dagli operatori per attuare una campagna di

comunicazione destinata al consumatore finale che torni a stimolare il desiderio di acquistare il gioiello in oro facendo leva sulle sue componenti emozionali. “Sono quote minime diversificate a seconda del livello della filiera - spiega Gabriella Centomo - così, con un piccolo contributo, si può diventare protagonisti di un progetto. Ci sembra questo il fattore vincente: è un’iniziativa che per la prima volta nasce dalla base”. “La pressione ci è arrivata proprio dai negozianti racconta Marco Dalla Bona - e finora ha già riscosso molto interesse, l’aggregazione funziona. La crisi

dell’oreficeria non è dovuta solo al prezzo dell’oro, ma anche a una carenza di comunicazione e visibilità”. “Abbiamo dato all’acciaio il passaporto di gioiello - chiarisce Gianfranco Malagoli -: non abbiamo nulla contro questo metallo, ma non bisogna confonderne il valore con quello dell’oro. Torniamo tutti alla professionalità di un tempo”. “Il consumatore negli ultimi anni ha dirotatto i suoi acquisti verso altri prodotti - analizza Andrea Capparotto - e l’obiettivo della campagna pubblicitaria è quello di ridare notorietà/visibilità al gioiello in oro inventandosi magari uno slogan

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Lo step di partenza è una prima forma di comunicazione per raggiungere il più ampio numero di operatori, con l’obiettivo di ottenere l’adesione di 34.000 aziende. Intanto, è partita la costituzione del comitato promotore, composto da 23 operatori che gestiscano il consorzio, la raccolta fondi per lo start-up e la nomina del coordinatore operativo: a garanzia di trasparenza, l’incarico è ricoperto da un consulente esterno. I fondi saranno raccolti fino a febbraio, e a quel momento saranno scelte le agenzie di pubblicità che cureranno la pianificazione dei mezzi. Naturalmente saranno valutati i mezzi più idonei ad ottenere la maggiore efficacia, non escludendone alcuno tra televisione, radio, riviste rivolte al largo pubblico di consumatori e consumatrici. L’obiettivo è che la Campagna Pubblicitaria 2011 sia solo il primo di una lunga serie di campagne annuali.

COME ADERIRE 1. Versare la quota libera, minimo di € 250,00 per Dettaglianti e minimo di € 1.000,00 per Grossisti, Produttori e altri Operatori con Bonifico Bancario sul Conto Corrente presso: Banca Popolare di Vicenza IBAN IT49 E057 2811 8040 1357 0750 059 intestato a PUBLIORI - CONSORZIO PROMOTORE PUBBLICITÀ OREFICERIA ITALIANA | causale PUBLIORI

Solo un vero Gioiello è in grado di racchiudere la preziosità dei metalli nobili e delle pietre preziose coniugandola con l’esclusività della produzione artigiana, con la forza della tradizione e con l’innovatività del design italiano, e poi non possiamo dimenticare la disaffezione nei confronti del gioiello come oggetto di regalo a causa della sua sostituzione con oggetti tecnologicamente avanzati. Queste le premesse e numerose le motivazioni: - nei momenti di contrazione del mercato solo la Pubblicità può dare nuovo ed efficace stimolo al consumo; - grazie all’adesione di un folto numero di operatori potranno essere sostenuti i costi di una Campagna Pubblicitaria impattante, coinvolgente ed efficace; - aderendo al Consorzio si potrà far parte dell’ampio numero di dettaglianti, grossisti e produttori che davvero hanno fatto qualcosa di efficace e costruttivo per il rilancio del mercato dell’oro in Italia; - - maggiore sarà il numero degli aderenti, maggiori saranno i fondi a disposizione per una Campagna Pubblicitaria che con ampiezza e frequenza adeguate faccia tornare i Consumatori e le Consumatrici Italiane in Gioielleria; - senza l’impegno di tutti non si può sperare che il trend dei consumi, che oggi vede altri oggetti essere scelti, si modifichi a favore dei Gioielli Preziosi venduti in Gioielleria; - con una spesa molto limitata, a partire da 250 €, si può contribuire a cambiare le sorti di un mercato che da tempo si sta contraendo e che rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro, anche delle generazioni future.

Perché aderire

Come aderire

fortunato. È importante che tutti gli operatori del settore partecipino dimostrando responsabilità e coesione soprattutto in un momento così difficile. L’importo richiesto è sicuramente alla portata della stragrande maggioranza degli operatori ed è da considerarsi, se vogliamo, come un biglietto della lotteria che, se verrà estratto, ci consentirà di trarre una bella boccata di ossigeno e magari qualcosa di più”. Oltre 20, già nei primi giorni di vita del progetto, gli aderenti: le quote di partecipazione sono libere, a partire da un minimo che per i dettaglianti è 250 € e 1000 per grossisti, fabbricanti e altri operatori.

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I Gioielli del Sole srl 81025 Marcianise (Ce) Centro Orafo “Il Tarì” showroom 226, 228 tel. +39 0823 513244 fax +39 0823 514888

Produzione e commercializzazione gioielleria e pietre preziose

www.igioiellidelsole.com

SKIP INTRO*

di Gloria Belloni**

TROGLOD 106

Per la serie: i complimenti fanno sempre piacere

Scarsa propensione a comunicare col proprio pubblico; nei casi più lusinghieri, lentezza nell’adeguarsi ai nuovi modi di dialogare con il consumatore e snobismo culturale. Tra le ultime testimonianze in tal senso, L2, un ‘think tank’ statunitense sull’innovazione digitale, ha pubblicato lo scorso ottobre il secondo Digital IQ Index annuale del settore lusso. Il rapporto assegna un punteggio alla presenza online dei marchi in base a una serie di parametri qualitativi e quantitativi, tipo: validità dei siti web, marketing digitale, presenza nei social media e iniziative per il mobile. Cito testualmente: “La categoria Watch & Jewelry sembra del tutto paralizzata (....). Marchi icona come Rolex, Chopard e Cartier non solo non hanno migliorato l’offerta commerciale nel corso del 2010, ma hanno completamente ignorato i social media”. Risultato: categoria ultima in classifica con impietosi giudizi tra il ‘fiacco’, il ‘rimandato’ e qualche ‘nella media’. I diretti interessati annuiscono. Miglioreremo. Ma forse non è tutto qui.

Il mio mal di testa è diverso dal tuo È facile ribadire che il rapporto del settore con la comunicazione è sempre stato in qualche modo difficoltoso: perché ora dovrebbe funzionare diversamente? Risulta, tuttavia, difficile pensare che si sia trattato solo di ritardo culturale. E anche le teorie che vogliono i marchi del lusso altezzosi al punto da permettersi di considerare cheap e di basso profilo una visibilità di massa non convincono appieno. È però credibile che la specificità del settore inviti all’elaborazione di strategie per così dire ‘proprie’ che richiedono periodi di osservazione del fenomeno e gestazione più lunghi.

Bravi, i primi della classe, ma veniamo a noi Il mondo dei preziosi non è fatto solo di marchi indimenticabili. Per chi non è superbrand, la comunicazione online pone alcune sfide ancor più significative rispetto ai grandi nomi. Questioni diverse si trovano poi ad affrontare i punti vendita, per i quali la presenza in internet dipende ancor di più dalla volontà, dalla disponibilità e anche dalla personalità dei titolari e

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Perché Skip Intro? È la funzione che ci consente di entrare direttamente nel sito evitando filmati e lunghe animazioni, caratteristiche dei siti d’immagine e considerate obsolete dagli esperti web di tutto il mondo. Però belli e che, quindi, possono avere ancora un senso nel definire scelte d’immagine nel settore preziosi. A costo di sembrare contro tecnotendenza. Per noi: un modo di dire ‘dritti al punto’.

responsabili. Su queste pagine ci piacerebbe affrontare, con l’aiuto di esperti, alcuni concetti di carattere operativo. Eccone qualcuno, a titolo di esempio.

Pensieri e parole Per dirne una, ‘lusso accessibile’ è uno splendido ossimoro che può funzionare nella comunicazione tradizionale. Ma come sostenere il concetto in rete?

Free è cheap? Un po’ sì... Per chi si occupa di prodotto prezioso, a qualunque livello, anche l’utilizzo dei social media è una scelta che implica un costo, talvolta elevato. O in termini economici, o di tempo e impegno personali.

La consumatrice-anguilla Da una recente ricerca Astra presentata da Enrico Finzi, emerge che la consumatrice si muove tra online e offline con disinvoltura quasi schizofrenica, ma di sicuro consapevole: guarda in internet, poi visita il negozio, verifica il prezzo sul sito, commenta sui forum, poi torna nel punto vendita e paga. Nuove professionalità o solo nuove etichette? La scelta dei fornitori, compagni di viaggio nell’affrontare il ‘nuovo mondo’, è anch’essa un momento strategico. Non è facile capire cosa sta esattamente dietro alle ‘qualunquecosaagency’.

** Come ricercatrice presso il dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, si è occupata di nuove tecnologie di comunicazione dalla metà degli anni’90 in progetti nazionali e internazionali dedicati alla cura di disturbi psicologici. Tecnologie di comunicazione, quindi, viste da una prospettiva di ‘non solo marketing’. Si considera al di qua della rivoluzione digitale, nel senso che quando sente parlare di engagement pensa prima di tutto alla parola ‘fidanzamento’. Laureata in Lettere Moderne e in Scienze e Tecniche Psicologiche, lavora in un’agenzia di comunicazione milanese, Studio EffeErre, dal 2000.

DITA A CHI? Si dice in giro

Si è svolto a Milano, il 3 e il 4 Novembre il Forum dell’Advertising Interattivo. Oltre 10.000 i partecipanti. Tra i dati più significativi citati da Roberto Binaghi, presidente di IAB Italia, un aumento del 15% in Italia di investimenti pubblicitari online rispetto al 2009 e si arriva così a un miliardo di Euro. Poi, nel corso del convegno (dato SEAT Pagine Gialle), apprendiamo però che solo il 35% delle aziende italiane è online. Italia, seconda in Europa per connessioni mobile; prima per smartphone venduti. Gli utenti sono disponibili a ricevere offerte personalizzate via SMS e a comprare tramite telefonino. L’e-commerce vivrà una nuova primavera. Ancora una volta, tra le case histories, troviamo solo grandi brand.

Qualche battuta di relatori e pubblico in tema di comunicazione: • “Credo nel keyword advertising (pubblicità su web basata su parole chiave e legata ai motori di ricerca), ma anche nel fermare le persone per strada, ma anche citofonargli o telefonargli di notte”. Bernardo Lecci, Benetton Group • “Da ieri Facebook è cambiato. Avere solo una pagina non basta più, bisogna impostare un intero ecosistema”. Sylvain Quernè, Nokia • Tweet dal pubblico: “Ma Apple non fa niente di tutto questo. Non sarà il caso di fare buoni prodotti, invece che fan?” • Jane Reeve JWT/RMG Connect presenta la campagna viral Heineken. Messaggio Tweet dal pubblico: “Online e offline sempre più inscindibili”. • “Quanto diciamo di noi online, persiste più di quanto si creda” Barchiesi, reputazioneonline.it (A proposito degli espositori allo IAB Forum). • Messaggio Tweet di un visitatore: “non ho capito cosa sta cercando di vendere il 70% degli espositori. Qualcuno ha il mio stesso problema?”

novità in rete: Amlé rinnova il suo look

Il sito Amlé si rinnova. Nuova grafica, nuovi colori e soprattutto le nuove ed accattivanti immagini della collezione più recente. Nato dalla volontà di rinnovare e di seguire la naturale e costante crescita di questo brand che riscuote sempre nuovi apprezzamenti. Realizzato da Artemisia Comunicazione è incentrato sulla collezione che è tutta da scoprire attraverso una galleria fotografica scorrevole, dove la foto di ogni creazione è zummabile, per lasciar scoprire la bellezza e i dettagli dei materiali adoperati. C'è la sezione degli appuntamenti e quella dell'advertsing su cui sono sempre aggiornati i riferimenti fieristici e le ultime campagne pubblicitarie. Nell'area "design e filosofia" è tracciato il pensiero della designer del brand Marisa Angelucci. Infine, nell'area riservata consente l'accesso ai clienti per scegliere attraverso lo sterminato catalogo tutti i preziosi acquistabili. www.amle.it

Parlare con i clienti e non più ai clienti

Abbiamo chiesto a Carlo Galimberti, docente esperto di psicologia della comunicazione e nuovi media, il suo punto di vista. “Partiamo dal concetto che l’azienda è un soggetto, come una persona. La sua identità si costruisce e si modifica attraverso un continuo confronto con gli altri. Entro certi limiti è sempre possibile evitare questa ‘messa in gioco’ continuando a parlare dall’alto, ma se decidiamo di affrontare la rete, la vecchia logica deve essere messa da parte”. Qualche considerazione più specifica: • La comunicazione deve farsi sempre più simile alla conversazione naturale: ascolto, appropriatezza, cortesia. Parlare ‘con’ i clienti e non più ‘ai clienti’. Occorre semplicità, non necessariamente informalità. • La reputazione di un’azienda è in mano alla sua capacità di costruire mondi ed esperienze intorno al consumatore. Per affrontare la rete, bisogna essere armati di buone storie e argomenti per sostenerle. Non sono sufficienti gli slogan. • Atteggiamento competente. Procedere per ‘tentativi e orrori’ non è ammesso. Da aziende eccellenti, l’utente si aspetta eccellenza nel linguaggio e nel padroneggiare gli strumenti di comunicazione. Anche la tecnologia, se questa è la strada scelta. Carlo Galimberti è Professore ordinario all’Università Cattolica di Milano. Insegna Psicologia sociale della comunicazione presso la facoltà di Psicologia; Psicologia sociale e Media e processi simbolici presso la facoltà di Lettere.

Il Réveil Musical Breguet

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di Mario Didone

Il luogo scelto per l'occasione era Il Parco della Musica a Roma, l’opera ( in forma di concerto) che si rappresentava era il Guglielmo Tell di Rossini la direzione affidata ad Antonio Pappano, il coro e l'orchestra di Santa Cecilia, tutto questo per rendere omaggio ad una straordinaria creazione della Manifattura Breguet: il Réveil Musical. L'impegno profuso dalla storica Maison Svizzera era quello di creare non un semplice orologio musicale ma un qualcosa di veramente eccezionale che avesse una differenza con quelli già realizzati da Breguet, ed ecco che, dopo mesi di intenso lavoro fatto dai geniali maestri orologiai, nasce dall’unione di un movimento di alta orologeria e di una scatola musicale questo capolavoro denominato Réveil Musical, un omaggio al “papà” di Breguet Nicolas G. Hayek che tanto amava questa manifattura e la musica. Sentirlo suonare a comando o all’ora della sveglia è come essere immersi per 20 secondi in un teatro dell’opera tanto è vero e reale il diffondersi della melodia, questo perché alcune delle soluzioni adottate rendono ciò possibile. Una per tutte la membrana di vetro in “liquidmetal” (lega di vetro metallica) posta sotto il movimento che consente per le sue caratteristiche di diffondere il suono in maniera ottimale, e a sua protezione un fondello in oro forato in più parti.

Da vedere è il quadrante - numerato e firmato Breguet - che al suono della melodia inizia a ruotare su se stesso essendo collegato al disco a coppiglie della scatola musicale (nelle scatole musicali il disco a coppiglie è il tipico cilindro metallico). In questa fase Breguet ha sviluppato un sistema che non fa scattare la rotazione del quadrante qualora la riserva di marcia risultasse insufficiente. Molto bella l’esecuzione sul bordo della cassa delle note musicali al posto della classica decorazione Breguet, a tal proposito la cassa è disponibile sia in oro giallo che bianco. Gli appassionati di questa “Sveglia Musicale” potranno scegliere tra 5 differenti melodie, e magari il loro pensiero andrà al favoloso mondo della musica che vede Breguet particolarmente impegnata in eventi quali il Lucerne Festival Im Sommer, il Geneva International Music Competition e The Singapore Symphony Orchestra. Concludo descrivendo lo spettacolare scrigno che racchiude tanta bellezza di orologio: è fatto di legno di Picea, che si trova nella foresta del Risoud nella Vallèe de Joux - sede della Maison Breguet - legno usato da centinaia di anni da famosissimi liutai per la realizzazione delle casse armoniche degli strumenti a corde, data la sua incredibile caratteristica di amplificarne il suono.

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trovare senza. n facciamoci no ra lo al … cono lla Medusa, fa miracoli, di e il sangue de ia m id co degli angeli. nv le l’i na o tr io ss Con do incarnato lli pa quegli il e È il corallo, pa m co nno cavare da delicato , sa ro ri ne lla o ra im co ss stri al mare. il rari rme che i mae nobile come ciuti in fondo fo es lle cr de lli e re , re be al colo è breve Questione di anelli il passo i gl su si is ab Dagli mmei. acciali br i o in mirabili ca ti in imponent , en llo nd co pe ro gi hi i fili di un bouton, in lung come nei tant i orecchini a gl sto ne , he oc br a veste, ione di farlo vi nz te in o in eleganti ha né te in una nuov a, en m od te m di en ot ai de de fruits. a prep Non passa m a golosa sala agione ritorn st un e ni m og co ad te e ch etre colora tantissime pi da solo o con

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