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GIUSEPPE MITI ZANETTI

GIUSEPPE MITI ZANETTI (Modena 1859 - Milano 1929)

OPPOSITE

ANTICO MODERNO Via Trieste 43 f/g 25121 Brescia tel: 030 2400584 info@opposite.it www.opposite.it

A cura di Eugenio Baresi Artwork e Fotografie: Alberto Baresi Albrici Stampa: Arti Grafiche Trassini Vimercate

Š 2010 OPPOSITE Tutti i diritti di riproduzione anche parziale sono riservati per tutti i paesi.

Il piacere di una Venezia molto intima, visitata cautamente per cogliere l’anima della bellezza racchiusa in un’atmosfera rarefatta e silenziosa. In effetti Venezia è così, non certo quella dell’oggi, ma la città che vive sull’acqua è proprio così, avvolta nella morbida atmosfera che la circonda, attutita nei suoni, liberata nei silenzi che sfuggono di fronte a tanta eleganza e composta ricchezza. Giuseppe Miti Zanetti, in questo piccolo gruppo di acqueforti, quasi miniature, ci fa proprio rivivere questa Venezia per noi sconosciuta. E certamente anche il suo essere malinconico, insoddisfatto e inquieto contribuisce a narrarci un paesaggio che diventa il protagonista di uno stato d’animo. Un artista sofferente e inappagato, precipitato, ancor giovinetto, nelle ristrettezze economiche a causa dell’improvvisa morte del padre, avvocato e politico modenese. Il giovane Giuseppe certo della sua vena artistica, ma incerto nell’accettare il percorso che la cultura borghese della sua famiglia indicava, è in fondo capace di acquisire insegnamenti e indirizzi, di innalzare il suo cammino ad arte, chiara ed emozionante. Raggiunge Venezia e qui trova stimolo e passione, coinvolgimento. Trova la “sua” città e la descrive con semplice linearità, la disvela con immediata comprensione. E’ piacevole scrutare così Venezia, quasi di nascosto, per non disturbare, ma così protagonisti da sentire gli odori e gli umori di una città mai ferma, tranquilla, ma sempre accarezzata dal dolce suono dell’acqua. Non ci sono colori nelle acqueforti, solo contrasti, ombre, chiaro scuri... c’è però una vita luminosa che si percepisce, una forza quotidiana che emerge, una briosità che pur nella introversa riflessione manifesta il suo vigore. La magnificenza della Basilica, l’equilibrio del ponte che scavalca un piccolo rio, la immensa visione della laguna, tutto contribuisce a consegnarci una vita che oggi si è persa, ma ancor più è preziosa ed unica. Sono queste immagini forse più che le fluorescenti “Venezie” a farci rivivere l’intima natura della città, certo ricca, ma soprattutto signorile; certo immaginifica, ma innanzitutto concreta; certo florida, ma prima di tutto composta. Ed è un contrasto in questo piccolo gruppo il forte impatto del Duomo di Milano, forte appunto, svettante, determinato, quasi a testimoniarci l’operosità dell’oggi. Una Milano contrastata, prorompente e convinta del suo innato potere. Giuseppe Miti Zanetti sa cogliere il profondo di una città, testimone e anticipatore di storie ed esperienze ci consente di poter affermare la sua dote artistica ed umana. Può sembrare esagerato tutto ciò per un piccolo gruppo di acqueforti, esagerato se non si coglie il sentimento dell’artista, l’intensa presenza della città, l’irripetibile atmosfera che ci è consegnata. Forse è presuntuoso affermare così importanti certezze, sono convinto che il coraggio delle proprie sensazioni non debba essere nascosto. Gli artisti, noti e alcune volte ignoti, e Giuseppe Miti Zanetti è indubbiamente noto, sanno cogliere sensazioni particolari ed irripetibili che sta a noi svelare. Questo piccolo omaggio all’artista è anche un omaggio alla città, ai suoi uomini, alla sua storia. Un omaggio che offre la quotidianità della vita attraverso immagini immote e silenziose. Trasmetterlo è la forza di una storia dei tanti sconosciuti che hanno vissuto quei paesaggi.

Eugenio Baresi

OPERE

Basilica di San Marco Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra. cm. 5,5 x 7,7

Palazzo della Zecca Acquaforte – Immagine speculare alla realtà firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 3,7 x 7,2

Piazza San Marco, orologio Acquaforte – immagine speculare alla realtà firmata G. Mitizanetti – Venezia 1910 circa Timbro a secco in basso a destra. cm. 8 x 11

Isola di San Giorgio Acquaforte firmata G.Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 5 x 7

Chiesa della Salute Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 5,5 x 8

Rio Albrizzi Acquaforte firmata Venezia G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm.7,5 x 5,5

Rio Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 8,7 x 5,6

Santa Fosca Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 7,5 x 11,5

Verso San Giuliano Acquaforte firmata G. Mitizanetti – Venezia 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 3 x 8,6

Ponte dei Gesuiti (fantasia) Acquaforte firmata G. Mitizanetti – Venezia 1910 circa Timbro a secco in alto a destra (non visibile) cm. 8 x 12,3

Cannaregio Acquaforte firmata G.Mitizanetti – Venezia 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 7 x 9

Burano Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in basso a sinistra (non visibile) cm. 8 x 5,1

Burano Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra (non visibile) cm. 3,8 x 5,4

Duomo di Milano Acquaforte firmata G. Mitizanetti 1910 circa Timbro a secco in alto a sinistra cm. 7,1 x 5,9

BIO G R A F I A

Giuseppe Miti Zanetti nasce a Modena nel 1859, il padre ricco avvocato e politico muore precocemente precipitando la famiglia in una povertà, dignitosa, ma accentuata dalla rigidità della condotta materna. Il giovane Giuseppe ne soffre, si discosta quasi dalla realtà, accettando con difficoltà il crescere dei giorni e favorendo quegli aspetti malinconici e introversi del suo già complesso carattere. Nel 1873 si iscrive all'Accademia di Modena che presto lascia per Bologna, ma in entrambe le esperienze la sua disaffezione all'impegno non fanno emergere particolari applicazioni. Già a vent'anni si impiega in uno studio d'arte e qui trova l'occasione per visitare Venezia. La città gli resta nel cuore e lì si trasferisce nel 1884. Emerge la sua passione, la sua curiosità, il suo inserirsi nei luoghi, vagando, osservando comprendendo. Tutta la laguna diventa oggetto della sua analisi, malinconica e romantica trova espressione nelle sue opere. Il paesaggio diventa protagonista e vita. Trasferitosi a Milano, coglie in un altro paesaggio, quello alpino, quella rigorosa compostezza che mantiene nella essenzialità dei colori e dei toni. Proprio a Milano si dedica con impegno assiduo all'incisione nelle sue varie forme in questo incitato e stimolato da Mariano Fortuny che con lui intrattiene una profonda amicizia. La vita gli riserva un'ulteriore dramma con la morte del suo primo figlio che acuisce la sua depressione tanto faticosamente controllata. E' un artista assai apprezzato in Italia ed all'estero. Partecipa alle più importanti esposizioni Nazionali e Internazionali: espone a Parigi all'Internazionale del 1899, a Monaco nel 1902, ininterrottamente all'Internazionale d'Arte di Venezia dal 1895 al 1924. Sue esposizioni si segnalano fra le altre a Modena, Bologna, Milano, Genova, Torino, Firenze, Barcellona, Chicago, Buenos Aires. E' nominato Accademico di Modena e Venezia. La sua vita si conclude Milano nel 1929.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE M. Pilo, G.Miti Zanetti, Milano 1917; G. Nascimbeni, in “Emporium”, ott. 1919 pp.188-198; V. Moschini, in “Encicl. Treccani”, XXIII (1934), p.472; U.Galletti-E. Camesasca, op.citata 1951, pp. 1690-1691; L. Servolini, op.cit. 1955, p 539, A.M. Comanducci 1936, pp. 438-439, Dizionario Enciclopedico Bolaffi, Torino1975, VII, p. 412; Lando Landini,Miti Zanetti Giuseppe, Reggio Emilia 1970; Michele Fuoco, Gli Artisti Modenesi alla Biennale di Venezia, Modena, Artioli 1993; L.Frigeri Leonelli, Pittori Modenesi dell’Ottocento, 1986, p. 275; E. Benezit, Parigi 1999, IX, p. 681

Finito di stampare nel mese di Luglio 2010 dalle Arti Grafiche Trassini, Vimercate


G. Miti Zanetti