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Alessandro, Olav e “Carducci”, tre nomi accomunati da un unico tragico destino: una morte prematura in giovane età. Vite spezzate, che vengono però proposte come paradigma di un epilogo naturale e ineluttabile. E’ il titolo stesso che esplicita questa realtà: la morte è innestata dentro l’albero della vita, esito inevitabile del proprio contrario. E’ così anche per le morti più incomprensibili, di chi si è appena affacciato alla vita. Un filo conduttore insolito, duro, che fa riflettere e suscita sgomento. L’autore ha però una sua risposta per ciò che ai più sembra inspiegabile: la pietà.

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