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www.gazzetta.it lunedì 4 febbraio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero numero 29 Anno

SEI NAZIONI DEBUTTO TRIONFALE ALL’OLIMPICO DAVANTI A 60 MILA SPETTATORI (23­18)

IMPRESA ITALRUGBY Che vittoria sui maestri francesi

MARTUCCI, VALENTI PAGINE 27­37 3 Fabio Fognini, 25 anni AFP

3 Sergio Parisse, 29 anni, vince la touche con la Francia IPP

IL POSTICIPO IL CENTRAVANTI IN CAMPO DALL’INIZIO PER UN INFORTUNIO DI PAZZINI

CICLONEBALO Il Milan batte l’Udinese solo con un rigore inventato allo scadere Ma l’esordio di Super Mario è devastante: 2 gol e Inter agganciata

Matri top player e la Signora ritorna in testa

ilCommento

RILANCIO SCUDETTO?

«Non mi accontento di fare la riserva». Napoli rispedito a ­3

di ALBERTO CERRUTI

CECERE, GRAZIANO, OLIVERO ALLE PAGINE 12­13­14

LE ALTRE BOLOGNA OK GILA NON SI FERMA

Lazio, scivolone col Genoa Toni­Jo Jo: la Viola riparte ALLE PAGINE 21­22­23­25

Serie A / 23ª GIORNATA

3 Mario Balotelli, 22 anni. Prima partita in rossonero: doppietta

Colpo dell’Atalanta a Palermo

L’ARTICOLO A PAGINA 27

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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Terribile vendetta della Francia battuta dall’Italia a rugby. Domani rimpatriano Carla Bruni.

JUVE PRIMA

3 Euforia Matri abbracciato dai compagni IPP

BOCCI, CENITI, DELLA VALLE, GARLANDO, PASOTTO, VELLUZZI, VERNAZZA DA PAG. 6 A PAG. 10

La domenica bianconera si apre bene con il ritor­ no al successo della Ju­ ventus sul campo del Chievo, prosegue benis­ simo con il triplete del Sie­ na contro l’Inter, ma si conclu­ de male con la sconfitta del­ l’Udinese, colpita e beffata a San Siro dalla prima esaltante doppietta di Balotelli. E così al­ la fine, ma proprio alla fine do­ po quel discusso rigore, chi gode di più è il rilanciatissimo Milan che raggiunge la truppa allo sbando di Stramaccioni.

Fognini decisivo Azzurri nei quarti della Davis Italia avanti dopo 15 anni: ora c’è il Canada

Orquera disegna, Parisse e Castrogiovanni vanno in meta battuti i vicecampioni del mondo: «Abbiamo capito di essere forti» BATTAGGIA, BUONGIOVANNI, MELILLO, PASTONESI PAG. 2­3­5­27

TENNIS ELIMINATA LA CROAZIA (3­2)

BUCO NERAZZURRO SQUADRA SENZA GIOCO I NUOVI ACQUISTI SI PERDONO

L’INTER STRAMAZZA A SIENA E’ CRISI : 6 PUNTI IN 7 PARTITE 3 Andrea Stramaccioni, 37 anni IMAGE SPORT

ELEFANTE, TAIDELLI, VERNAZZA ALLE PAGINE 18­19­20

PARTITE Venerdì ROMA­CAGLIARI Sabato TORINO­SAMPDORIA NAPOLI­CATANIA Ieri CHIEVO­JUVENTUS FIORENTINA­PARMA GENOA­LAZIO MILAN­UDINESE PALERMO­ATALANTA PESCARA­BOLOGNA SIENA­INTER

2­4 0­0 2­0 1­2 2­0 3­2 2­1 1­2 2­3 3­1

CLASSIFICA JUVENTUS 52 NAPOLI 49 LAZIO 43 MILAN 40 INTER 40 FIORENTINA 39 CATANIA 35 ROMA 34 UDINESE 33 PARMA 31

TORINO (­1) 28 CHIEVO 28 ATALANTA (­2) 26 BOLOGNA 25 SAMP (­1) 25 CAGLIARI 24 GENOA 21 PESCARA 20 SIENA (­6) 17 PALERMO 17

Tra parentesi i punti di penalizzazione.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

RUGBY SEI NAZIONI

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

UNA GIORNATA STORICA

L’inno cantato da 366 ex azzurri Una festa indimenticabile, dall’inizio alla fine. Aperta dai 366 ex azzurri che al mattino avevano ricevuto il cap (il cappellino che è una tradizione ottocentesca del rugby e che rappresenta la presenza in un test internazionale) e che prima

della partita erano a bordo campo, a cantare l’inno. Una suggestione in più in una giornata storica, visto che per decenni la Francia è stata un avversario imbattibile. I transalpini sono, dopo la Romania, i rivali contro cui l’Italia ha giocato più spesso. Anche se dal 1967 al 1995 si sono rifiutati di schierare la Nazionale ufficiale: dopo il 60-13 di Tolone nel 1967 ci opposero selezioni minori.

Trionfo: l’Italia è d Francia demolita: trema l’Olimpico ANDREA BUONGIOVANNI ROMA

Che vittoria! Che squadra! Che giornata! L’Italia batte i maestri francesi per la seconda volta nelle ultime tre sfide, riconquista il trofeo Garibaldi ed entra definitivamente in una nuova dimensione. Nella domenica in cui il movimento celebra con commozione la propria storia, consegnando il cap a 366 ex azzurri, miglior avvio di Sei Nazioni non potrebbe esserci. Jacques Brunel, il francesissimo Jacques Brunel, in meno di un anno e mezzo, ha trasformato la Nazionale. Le ha dato un gioco, un’anima, un’impronta. E i frutti, figli di una nuova mentalità, stanno arrivando. Roma giubila, l’Olimpico esplode dopo una partita-thriller. Gli azzurri, nell’occasione in maglia bianca, possono tenere il campo contro chiunque. Lo avevano dimostrato in novembre,

ITALIA FRANCIA

Incredibile a Roma: due anni dopo gli azzurri battono ancora i vicecampioni del mondo con una sicurezza mai vista. La spinta dei 60.000 tifosi. Orquera disegna le due mete di Parisse e Castrogiovanni

con due prove super contro All Blacks e Australia. Lo confermano adesso, superando con una prestazione magistrale i vice campioni del mondo, per molti i favoriti del Torneo. Da non credere, soprattutto pensando ai tanti bocconi amari dovuti mandar giù in passato, quando le sfide ai Galletti erano missioni impossibili. Occorre ricordare che i transalpini avevano vinto 31 di 33 precedenti? Alle gemme di Grenoble 1997 e del Flaminio 2011, se ne aggiunge una splendida. Vai Orquera L’Italia, solo due vol-

te su tredici, aveva cominciato il Torneo con un successo: nel 2000, all’esordio, contro la Scozia e nel 2003, contro il Galles. E ora le vittorie totali sono dieci (su 66 incontri). Questa resterà tra le più suggestive. Per come è maturata e per il gioco espresso dagli

azzurri, capaci di annichilire una Francia reduce da quattro successi, compresi quelli ampi su Australia e Argentina. Due mete per parte, a far la differenza è la qualità del possesso e la maggior intensità dei padroni di casa. Un uomo su tutti, Luciano Orquera, che si fa perdonare l’errore dalla piazzola che a Firenze, in autunno, costò il pareggio con gli Wallabies. La piccola apertura è un gigante al piede e alla mano. Organizza la manovra con lucidità, non sbaglia un calcio, smista ovali puliti, predispone i compagni al gioco al largo, come predica Brunel. L’Italia - con un n. 10 così - impone, non subisce. E nel ruolo, per la prima volta, si può non rimpiangere Diego Dominguez.

e si invola fino a consegnare a Parisse il pallone della marcatura, la decima in Nazionale per il capitano che, per calmare il pubblico, fa il segno del silenzio col dito sulla bocca. L’Italia, per una mezzora nonostante subisca una meta da Picamoles - è in cattedra. Orquera, con estrema freddezza, trova anche un fantastico drop e un bel piazzato: valgono il 13-5. Non c’è sudditanza: la difesa dei Bleus è in affanno. Il Tmo gela Huget, ma poi la Francia si sveglia e alza il mirino: Michalak accorcia (13-8), Fall sfrutta il lavoro dei suoi centri e firma il sorpasso (13-15 all’intervallo). Volata L’Italia fatica pure

a inizio ripresa: Michalak realizza

Film Le mete azzurre nascono da sue genialate. L’italoargentino, a inizio match, dopo un’azione avviata da un recupero di McLean, raccoglie a metà campo, fa il buco

23 18

MARCATORI: p.t. 5’ m. Parisse tr. Orquera, 12’ m. Picamoles tr. Michalak, 15’ drop Orquera, 18’ c.p. Orquera, 28’ c.p. Michalak, 33’ m. Fall tr. Michalak; s.t. 10’ c.p. Michalak, 17’ m. Castrogiovanni tr. Orquera, 28’ drop Burton. ITALIA: Masi; Venditti, Benvenuti (31’ s.t. Canale), Sgarbi, McLean; Orquera (24’ s.t. Burton, 39’ s.t. Ghiraldini), Botes (15’ s.t. Gori); Parisse, Favaro (23’ s.t. Derbyshire), Zanni; Minto, Geldenhuys (71’ s.t. A. Pavanello); Castrogiovanni (22’ s.t. Cittadini), Ghiraldini (15’ s.t. Giazzon), Lo Cicero (15’ s.t. Alb. De Marchi). All. Brunel. FRANCIA: Huget (31’ s.t. Trinh-Duc); Fofana, Fritz (22’ s.t. Bastareaud), Mermoz, Fall; Michalak, Machenaud (22’ s.t. Parra); Picamoles (28’ s.t. Chouly), Ouedraogo, Dusautoir; Maestri, Papè (18’ s.t. Taofifenua); Mas (26’ s.t. Ducalcon), Szarzewski (12’ s.t. Kaiser), Forestier (12’ s.t. Debaty). All. Saint-Andrè. ARBITRO: Owens (Galles). NOTE: p.t. 13-15, spett. 57.547. Gialli: 39’ s.t. Giazzon. Calci: Orquera 3 su 3 (7 p.), drop 1 su 1; Burton drop 1 su 1; Michalak 3 su 5 (8 p.). Mischie: Ita 8 (perse 2); Fra 10 (perse 0). Touche: Ita 9 (persa 1); Fra 15 (perse 29. Penalità concesse: Ita 4, Fra 10. Possesso: Ita 54%; Fra 46%. Offload: Ita 14, Fra 7. Uomo del match: Orquera.

SEI NAZIONI La situazione PRIMA GIORNATA GALLES-IRLANDA 22-30 INGHILTERRA-SCOZIA 38-18 ITALIA-FRANCIA 23-18 CLASSIFICA Punti V N P F S INGHILTERRA 2 1 0 0 38 18 IRLANDA 2 1 0 0 30 22 ITALIA 2 1 0 0 23 18 FRANCIA 0 0 0 1 18 23 GALLES 0 0 0 1 22 30 SCOZIA 0 0 0 1 18 38 SECONDA GIORNATA SCOZIA-ITALIA sabato, ore 15.30 FRANCIA-GALLES sabato, ore 18 IRLANDA-INGHILTERRA domenica, ore 16 TERZA GIORNATA ITALIA-GALLES sabato 23, ore 15.30 INGHILTERRA-FRANCIA sabato 23, ore 18 SCOZIA-IRLANDA domenica 24, ore 15 QUARTA GIORNATA SCOZIA-GALLES sabato 9/3, ore 15.30 IRLANDA-FRANCIA sabato 9/3, ore 18 INGHILTERRA-ITALIA 10/3, ore 16 QUINTA GIORNATA ITALIA-IRLANDA sabato 16/3, ore 15.30 GALLES-INGHILTERRA sabato 16/3, ore 18 FRANCIA-SCOZIA sabato 16/3, ore 21

La meta di Martin Castrogiovanni, 31 anni, al 17’ s.t. dopo uno splendido riciclo di Orquera LIVERANI

LE REAZIONI

«Oh merde»: il twit di Chabal dice tutto Francesi scatenati sul web. «Pronti a perdere con la Spagna». L’Équipe: «Italia tra i grandi» SIMONE BATTAGGIA

«Oh merde». È stato il primo twit di Sébastien Chabal, d’impeto, subito dopo la fine della partita. L’orco non ha più giocato in Nazionale dalla sconfitta del Flaminio nel 2011. Fu uno degli epurati. La sua reazione di-

ce tutto su cosa significhi per un francese perdere contro l’Italia. C’è solo una cosa che lo umilia di più: perdere contro l’Italia due volte. Così la frustrazione dei tifosi invade i blog ovali e il sito di Midi Olympique — la piazza del rugby transalpino — esplode: qualcuno ironizza, molti criticano Saint-André, molti fanno i complimenti agli azzurri e a Brunel. Ora gli spagnoli «Non resta che farsi battere dagli spagnoli» punge afgandu22. «Degli zombie contro dei morti di fame», offende Legogougne. Più sottile un altro let-

Giovanbattista Venditti, 22 anni, trequarti ala, ieri al 10 cap azzurro INSIDEFOTO

tore. «Gli italiani non guardano agli inglesi, giocano la loro partita e basta. Dobbiamo fare il nostro lavoro quando è il momento. L’Italia non si è mai considerata una grande squadra, LEI». «Sento Michalak parlare dagli spogliatoi... in settimana guarderanno il video per capire! Ma se hanno passato tutto il match a guardare il video!». Nono, tifoso tolonese, guarda il lato positivo. «Castro al Tolone l’anno prossimo. Questo mi consola un po’». Tra le grandi Per i siti specializzati la vittoria dà un’altra dimensione agli azzurri. L’Équipe: «L’Italia prova che è diventata una grande nazione del rugby europeo». I lettori di Midol. «Ora sono curioso di vedere come proseguono il Torneo». Jipep2: «L’Italia è diventata una nazione da non prendere più alla leggera e Psa (Saint-André, ndr) deve fare le valigie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TwitTwit

I CINGUETTII DEL GIORNO

Bravi italiani. Che cuore. Sono andati a cercarla. Sono stati migliori di noi. Congratulazioni.

SÉBASTIEN CHABAL 2ª-3ª linea, Francia @sebchabal

Congratulazioni Italia. Creativi in attacco, precisi e gran resistenza in difesa. Tutte qualità di una grande

JONNY WILKINSON Apertura, Inghilterra @JonnyWilkinson

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TIFOSO FRANCESE GRAVISSIMO Un tifoso francese di 55 anni si è sentito male in tribuna Monte Mario un’ora prima della partita. Ha avuto un malore dopo aver bevuto una birra ghiacciata e ha perso conoscenza. Soccorso, il suo cuore è tornato a battere (senza riprendere conoscenza) dopo l’uso del defibrillatore e un prolungato massaggio cardiaco. Portato al Gemelli, è in condizioni disperate.

diventata grande 4 un calcio (13-18) e ne sbaglia un altro. E’ Orquera a propiziare la svolta. Si è vicini alla linea di meta dei Coqs: con una finta trova il pertugio giusto, viene placcato, ma con un offload enorme, riesce a servire Castrogiovanni, a segno in azzurro per la dodicesima volta. Controsorpasso e 20-18. C’è la solita girandola di cambi: entra anche Burton: l’oriundo australiano, dopo 5’, si inventa una drop-magia da una trentina di metri e l’Italia allunga (23-18). Il finale, con lo stadio in escandescenze, non è per deboli di cuore.

Il trionfo L’Italia dimostra una te-

nuta fisica sconosciuta. Venditti ha un paio di fiammate. Poi inevitabilmente si finisce negli altri ventidue. Sono fasi convulse. A un minuto dalla fine c’è un giallo per Giazzon (mani nella ruck). Brunel scende a bordo campo, fa forzatamente rientrare Ghiraldini e toglie Burton. La Francia potrebbe piazzare. Ma sceglie la mischia. L’Italia è un muro (alla fine dieci placcaggi per Parisse, nove per Sgarbi e Geldenhuys). L’azione si sposta nell’angolo destro. Poi sul fronte sinistro. E’ Fall a essere spinto fuori dalla linea di touche e a decretare il trionfo azzurro. La decima forza del ranking mondiale batte la quarta. Senza rubato alcunché. Anzi, meritando tutto. Per la gioia di (anche) di Alfredo Gavazzi, al debutto nel Torneo da presidente federale e dei 366 ex. La dedica è per loro. Adesso, verificate le condizioni di Sgarbi e Ghiraldini (caviglie acciaccate), c’è la Scozia. Ma l’eco dell’impresa non si spegnerà in fretta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I PROTAGONISTI BRUNEL: «VINCERE IL TORNEO? UN GIORNO, SE CONTINUIAMO COSÌ...»

Parisse: «Abbiamo capito 12 di essere forti, finalmente»

I NUMERI

I reduci dal 2011 Dei 23 azzurri in campo ieri, 12 erano stati protagonisti del trionfo del Flaminio nel 2011: Masi, Canale, Benvenuti, Orquera, Parisse, Zanni, Castrogiovanni e Lo Cicero come titolari, Burton, Derbyshire, Geldenhuys e Ghiraldini dalla panchina

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I francesi del Flaminio Sono 6 i francesi battuti due volte dall’Italia: due anni fa al Flaminio c’erano Huget, Trinh-Duc, Parra, Dusautoir, Mas e Ducalcon

Castrogiovanni: «Nell’ultima mischia anche in 100 non sarebbero passati» NICOLA MELILLO ROMA

Nell’Italia più bella di sempre in meta ci sono andati due dei leader. Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni sono «figli» di John Kirwan, che li fece debuttare a 19 e 20 anni in Nuova Zelanda incassando un 64-10 dagli All Blacks. In quella estate del 2002 il c.t. appena arrivato lanciò una nidiata di ragazzini «per farne i punti di riferimento del futuro». Eccoli qua, il capitano e il fuoriclasse della prima linea, dare fuoco a un Olimpico già preda delle fiamme. Due amici inseparabili, insieme marcatori nel giorno più bello. Switch on Per Parisse una soddi-

sfazione doppia, lui che a Parigi gioca, ha una moglie e una bimba: «So bene cosa si aspettavano da noi i francesi. Hanno sempre parlato di rispetto, ma giustamente avevano grande fiducia. Io stesso avevo detto che la Francia era la favorita per la vittoria del Torneo. Però… È strano, è scattato qualcosa nella nostra testa. Inconsciamente, con serenità, tutto il gruppo ha acquisito la consapevolezza di essere forti. Si è acceso qualcosa. Dopo i buoni test di novembre volevamo confermarci.

Di noi s’è parlato tanto, delle nostre ambizioni. Ma sapete che c’è? Resta il risultato. E allora da capitano dico che oggi siamo felici di aver reso orgogliosi i nostri tifosi, che si sono sentiti spesso ridere in faccia quando dicevano che s’era perso giocando bene. Ma la cosa bella è che ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire. Battere la Francia davanti a quasi 400 ex azzurri lì davanti è stato ancora più bello». Una meta, la decima in Nazionale, dopo 4 minuti, e quel dito rivolto alle tribune. «Nessu-

S Sergio Parisse Dopo la meta chiede al pubblico di non esaltarsi troppo: è solo il 4’, davanti c’è la Francia. Ci sarà tempo per festeggiare INSIDE

na polemica — sorride Parisse —. Volevo solo dire a tutti di stare calmi, la strada era lunga». Talismano E adesso? «Adesso piedi per terra e testa alla Scozia» dice Martin Castrogiovanni, con due tifosi speciali in tribuna: «C’era la mia Giulietta (la compagna, ex azzurra di sci, Candiago, ndr) e mio papà Umberto. Verrà anche in Scozia, poi dovrebbe andare via. Ma quasi quasi non lo faccio partire più». Il c.t. Brunel è su di giri: «La capacità di giocare quasi per 80 minuti a certi livelli e avere la forza di reagire e tornare avanti era una sfida da vincere. La forza, il coraggio e lo spirito sono giusti. Vincere il Sei Nazioni? Serve continuità. Ora pensiamo a vincere in Scozia. Poi, un giorno, se continuiamo così…». E luce fu Castrogiovanni, che

dall’estate lascerà il Leicester per il Tolone di Wilkinson, Michalak e Giteau conferma: «Vediamo di non spegnere questa luce. La consapevolezza è arrivata contro All Blacks e Australia, stavolta siamo entrati decisi a vincere. Ma ora umili e testa bassa. La mia meta? L’abbiamo voluta. Dovevamo a tutti i costi tornare avanti. Io ho solo preso l’ultima palla. Jacques vuole che attacchiamo e noi ci divertiamo a farlo. Il piacere nel giocare è la prima cosa. Il riuscirci ti dà la capacità di fare meno errori. Alla fine vince chi ci ha creduto di più. Vista la mischia nell’ultimo minuto a un metro dalla linea di meta? Potevano essere in cento. Non si passava». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

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RUGBY SEI NAZIONI 3 vittorie in 34 match

MARCO PASTONESI ROMA

Ha naso. E si vede. Un naso più da montagna che da mare, più da contadino che da cittadino, più da rugbista che da calciatore, più da avanti che da trequarti. Un naso antico, solenne, anche nobile. Poi, a conoscerlo, si scopre che ha soprattutto testa e piede: testa per capire il gioco, e dirigerlo, e piede per variare gli schemi, e centrare i pali. Pony Luciano Orquera è stato

22/3/1997: GRENOBLE FRANCIA-ITALIA 32-40

12/3/2011: ROMA ITALIA-FRANCIA 22-21

Magico Pony Ora Dominguez ha un erede Il n. 10 in miniatura (1.71 per 79 kg) è esploso con Brunel: «Sento fiducia, se sbaglio non cambia nulla» Il c.t: «Sembrava che camminasse sulle acque»

«

E’ tranquillo, simpatico, timido E soprattutto gioca sempre per la squadra ALESSANDRO ZANNI TERZA LINEA

«

E’ un compagno perfetto, anche in stanza. Io russo e lui non protesta mai SERGIO PARISSE CAPITANO AZZURRO

quillità, la sua simpatia e anche la sua timidezza, il fatto che gioca sempre per la squadra e mai per se stesso, e che con quel fisico lì — piccolo e con il baricentro basso — quando ha il pallone, è come se fosse in cassaforte» (Alessandro Zanni, terza). «L’apertura — spiega Kris Burton, che in Nazionale si disputa con lui il ruolo di titolare — deve fare, in una frazione di secondo, la scelta giusta: aprire, bucare, calciare a scavalcare, calciare a liberare, fare un drop. Ci vuole raziocinio e fantasia. E uno stato di grazia». «È un compagno perfetto — aggiunge Sergio Parisse — anche in camera: io russo, e lui neanche protesta». «E non è vero che non sia forte in difesa — dice Luigi Troiani, manager dell’Italia —. È un buon placcatore. Solo che,

con quel fisico lì, certi giganti se lo portano a spasso». Speciale «È stata una partita speciale — confida Orquera —. Sentivo tranquillità, fiducia, armonia. E sapevo che, se avessi fatto una scelta sbagliata, questo clima non sarebbe cambiato». Lo scorso novembre Pony aveva avuto, al piede, la possibilità di scrivere la storia portando l'Italia al pareggio con l’Australia: ma il calcio non finì dentro. «Ci ho pensato e ripensato per un mese, poi finalmente la delusione è evaporata». Ieri sembrava che ci fosse un incantesimo. «Anche nelle due mete. Nella prima eravamo in superiorità numerica e ho passato a Parisse. Nella seconda mi sono infilato fra due avversari, e quando mi hanno sepolto, ho intravi-

sto i capelli di Castrogiovanni al vento e gli ho passato, sulla fiducia». Spontaneo Orquera dice che, se

ha un pregio, è «la spontaneità», e quanto ai difetti, «nei calci non ho il 100%». La perfezione, si sa, non è di questo mondo, anche se come sostiene Brunel, «Orquera camminava sulle acque». «A me sembrava di essere a una festa — confessa Orquera —. Sarà stato che ogni partita ha una sua musica. E se tante volte è stato un tango, che è amore e anche dolore, stavolta era una musica da ballo, da piazza, da discoteca». «E dopo una partita così — azzarda Iannone — Orquera sembra più bello di Tom Cruise». Naso compreso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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3/2/2013: ROMA ITALIA-FRANCIA 23-18

l’uomo del match. Trentun anni, italiano — per via della nonna materna — ma di Cordoba, Argentina, città di aerei e computer, di gesuiti e anche di calciatori (Pastore, Bergessio, Campagnaro), ma soprattutto di rugbisti (Dominguez, Pez, altri due n. 10 italiani d’Argentina). «Ho cominciato a giocare a quattro anni — racconta —. Era un gioco, cioè divertimento e piacere». Primo club, il Palermo Bajo, «dove non c’è solo rugby, ma anche hockey, nuoto, tennis, calcio e bocce». Primo campionato, quello di Cordoba, «ogni partita un derby, guerra-e-pace, dentro-o-fuori, amici-nemici». Poi Orquera ha cominciato il suo vagabondaggio ovale, saltando qua e là fra Italia e Francia, fra Mirano e Padova, fra Auch e Brive. L’anno scorso agli Aironi e adesso nella franchigia delle Zebre, lui che, in campo, sembra più un anatroccolo: 1,71 per 79, misure e dimensioni poco appariscenti. I compagni lo chiamano non solo Lucio, ma anche Pony. Il bello di Orquera è «la sua capacità di guidarci» (Tommaso Iannone, ala), «i suoi calci, che ci danno il tempo di respirare» (Michele Rizzo, pilone). Il segreto di Orquera è «la sua tran-

Il personaggio LUCIANO ORQUERA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

23a GIORNATA

MILAN

UDINESE

2

1

(4-3-3)

(4-4-1-1)

1 Amelia; 20 Abate, 25 Bonera, 17 Zapata, 21 Constant; 16 Flamini (dal 40’ s.t. 12 Traoré), 18 Montolivo, 8 Nocerino (dal 23’ s.t. 22 Bojan); 19 Niang (dal 35’ s.t. 7 Robinho), 11 Pazzini, 92 El Shaarawy. PANCHINA 32 Abbiati, 61 Petkovic, 81 Zaccardo, 76 Yepes, 77 Antonini, 23 Ambrosini, 4 Muntari. ALLENATORE Allegri. CAMBI DI SISTEMA dal 23’ s.t. 4-2-3-1. ESPULSI nessuno. AMMONITI Montolivo per gioco scorretto.

25 Padelli; 75 Heurtaux, 5 Danilo, 11 Domizzi, 34 G. Silva; 8 Basta, 66 Pinzi (dal 35’ s.t. 52 Merkel), 3 Allan, 21 Lazzari; 24 Muriel (dal 23’ s.t. 37 Pereyra); 10 Di Natale. PANCHINA 40 Favaro, 51 Scuffet, 4 Angella, 6 Faraoni, 22 Campos Toro, 94 Zielinski, 77 Maicosuel, 13 Ranegie. ALLENATORE Guidolin. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Pinzi, Domizzi, Lazzari, G. Silva, Heurtaux per gioco scorretto.

MARCATORI Balotelli (M) al 25’ p.t.; Pinzi (U) al 10’, Balotelli (M) su rigore al 49’ s.t. ARBITRO Valeri di Roma. NOTE paganti 11.195, incasso di 280.430 euro; abbonati 23.957, quota di 706.824,89 euro. In fuorigioco 1-1. Angoli 8-1. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

POSSESSO PALLA MILAN 54,7%

PASSAGGI TOTALI UDINESE 45,3%

TIRI IN PORTA

UDINESE 362

TIRI FUORI

IIIIII MILAN 6

MILAN 423

I IIIIIIII UDINESE 1

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 1’ Subito Balotelli dopo poco più di 30 secondi: dribbling e diagonale a fil di palo. 8’ Balotelli libera Niang, Padelli para in uscita. GOL! 25’ El Shaarawy da sinistra, Balotelli gira in rete. 28’ Destro a giro di Balotelli da fuori area, Padelli salva con la punta delle dita.

BARICENTRO MEDIO 54,3 metri

MILAN 8

IIIII UDINESE 5

SECONDO TEMPO 7’ Lancio di Lazzari, Di Natale al volo oltre la traversa. GOL! 10’ Ripartenza di Lazzari, Muriel assiste Pinzi che supera Amelia. 24’ Constant da sinistra, Balotelli mette alto. 33’ Terrificante traversa al volo di Niang. 41’ Punizione di Balotelli, Padelli copre il proprio palo: angolo. GOL! 49’ Rigore di Balotelli per fallo di Heurtaux su El Shaarawy.

BARICENTRO MEDIO 53,3 metri

BALO BALO M

Mario si presenta con due gol Aggancio all’Inter con rigore Pazzini si fa male nel riscaldamento, il nuovo acquisto debutta in rossonero da titolare e firma la vittoria sull’Udinese. Ma sul 2-1 c’è una svista arbitrale LUIGI GARLANDO MILANO

Una sceneggiatura diabolica: aggancio all’Inter al 4˚ posto, grazie a due gol dell’ex interista e debuttante Balotelli (l’ultimo su rigore discusso da un’Udinese furiosa in pieno recupero!), nel giorno in cui l’Inter crolla in casa dell’ultima in classifica. E 3˚ posto Champions a soli 3 punti. Neppure nei suoi più arditi sogni da ultrà Galliani era riuscito a immaginarsi un copione simile, reso ancora più eccitante dal colpo di scena dell’ultimo minuto. Pazzini durante il riscaldamento si tocca un muscolo con una smorfia. Accorre il dottor Tavana. Non ce la fa. I più cattivi insinuano che il Pazzo abbia somatizzato l’arrivo del Balo; i più creativi che il popolo voglioso di Mario abbia piegato il muscolo del Pazzo con la forza del pensiero. «Contrattura intelligente», taglierebbe corto Capello. Gran Balo Balotelli spacca il suo guscio di panchinaro e si riscalda come un titolare mentre una scossa percorre il Meazza. Dopo 38 secondi Mario ha già sparato a fil di palo una palla-gol; dopo 8’ spalanca la porta a Niang; al 25’ rovescia in rete con agilità da karateka, alla Ibra, un cross di El Shaarawy. Niang-Balotelli-El Shaarawy: tutte al centro della cronaca le

creste del Diavolo. Al 28’ Mario cerca l’incrocio da 20 metri con un destro a giro come amava Ibra. Notato che abbiamo citato Ibra due volte in poche righe? È voluto. Il valore dell’arrivo di Balotelli non va pesato solo sulle giocate, ma anche sull’impatto che ha sui compagni, in termini tattici (dà peso all’attacco, assiste le imbucate, spende fisicità anche in copertura) e di carisma: trasmette sicurezza, entusiasmo induce le altre giovani creste all’emulazione. Nel primo tempo la sensazione era nitida: come se il Milan avesse ritrovato Ibra. Si sentiva forte dei muscoli e della classe di Super Mario come un tempo dello svedese. Milan al Max Ma se il Milan nelle ultime 10 giornate ha recuperato 13 punti a Inter e Fiorentina, 5 a Juve e Lazio e 3 sul Napoli, non può essere merito di Balotelli che non c’era. Primo artefice è Allegri che lavorando duro nella tempesta che stava per travolgerlo ha rimodellato oggetti incompresi (Constant), maturato giovani (Faraone, Niang), fatto scelte decise e dotato il Milan di una solida identità tattica. L’impaurito diavoletto dei primi mesi, orfano di Thiago Silva e Ibra, senza forma né anima, è un lontano ricordo. È bella questa squadra giovane che per un tempo allarga il campo e, in fase passiva, si raccoglie

per regalare spazi alle tre creste che li ricoprono di corsa. Montolivo dirige con autorità crescente. E il Milan attacca senza scoprirsi, con equilibri costati mesi di lavoro. L’Udinese non tira in porta.

L’esultanza di SuperMario, con le braccia larghe alla Ibrahimovic AP

Sberla Pinzi Guidolin ha sfalsato la mediana con una logica precisa: Allan staccato dietro per cercare di intercettare gli incroci delle punte rossonere e le

IL TESTA A TESTA TRA LE MILANESI

GDS

incursioni dei centrocampisti; Pinzi avanzato a ridosso delle due punte, come usava ai tempi di Chievo, per disturbare l’impostazione di Montolivo e proporsi sulle seconde palle. Per un tempo il piano fa acqua perché il Milan di Balotelli rischia di dilagare e Amelia invece prende solo freddo. Al di là di Lazzari, non si capisce chi possa creare. Ma al 10’ della ripresa, aiutato dalla maldestra lettura della difesa rossonera che attacca una palla scoperta, eccolo Pinzi che va in gol, imbeccato da Muriel, come aveva premeditato Guidolin. Il pareggio è una sberla che il giovane spirito del Milan fatica ad assorbire. L’ultima da titolare di Balotelli risale al 9 dicembre (derby di Manchester). Logico che accusi stanchezza, oltre allo sconforto. L’Udinese fiuta l’impresa e infila sull’arco altre ripartenze, anche se Di Natale è un fantasma. Finale giallo Fa bene Allegri a da-

re una frustata tattica: 4-2-3-1 con Bojan per Nocerino. Avanti tutta in omaggio a Berlusconi, arrivato con il Milan già in vantaggio e con l’effetto non esattamente di un quadrifoglio. Tra due occasioni del solito Balotelli, cade la terrificante traversa di Niang. Entra anche Robinho. C’è il sospetto di un rigore di Domizzi su Balotelli. Valeri decide di fischiarlo in pieno recupero, quando Heurtaux in scivolata toglie la palla al Faraone e poi lo travolge. L’Udinese ha buone ragioni per lamentarsi, ma un punto sarebbe stato esagerato per quanto osato e per l’unico tiro in porta. A innescare El Shaarawy è stato Balotelli che raccoglie la palla e imbuca gelidamente dal dischetto i 3 punti dell’aggancio all’Inter, un migliaio di giorni dopo il suo ultimo gol nerazzurro. Poi allarga le braccia. Come Ibra. Ma lo svedese all’esordio milanista aveva perso a Cesena e il rigore lo aveva sbagliato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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D l’episodio chiave numeri& STATISTICHE

25’ primo tempo La girata vincente Mario Balotelli si presenta così al Meazza rossonera: mezza girata di sinistro e primo gol da milanista PHOTOVIEWS

IL PENALTY DEL 2-1

Su El Shaarawy il fallo è inesistente Valeri frana al 93’ Abbaglio dell’arbitro: Heurtaux in scivolata prende il pallone L’Udinese contesta la designazione per i precedenti negativi col fischietto di Roma, chiamato a sostituire il collega Massa

FRANCESCO CENITI

MILAN clic L’ULTIMA GARA GIOCATA PER 90’ RISALE A NOVEMBRE CON IL CITY

Il gol di Balotelli contro il Wigan del 28 novembre AFP Mario Balotelli non giocava una gara intera dal 28 novembre scorso. Vestiva la maglia del Manchester City ed era impegnato in trasferta sul campo del Wigan, per la quattordicesima giornata della Premier League. La squadra di Mancini vinse 2-0 e Balotelli segnò il primo gol. La gara fu chiusa dal centro di Milner.

Il veleno è nella coda. Minuto 93: El Shaarawy s’invola sulla sinistra sul lancio di Balotelli, in chiusura c’è Heurtaux che decide di entrare in scivolata. Si prende un rischio, ma sceglie bene il tempo perché il pallone è prima toccato dal milanista, ma dopo è messo in calcio d’angolo dal difensore. Valeri ci pensa un attimo, poi decide da solo (l’addizionale Ciampi è dall’altra parte) di fischiare un rigore inesistente. L’arbitro è circondato dai giocatori dell’Udinese, ma le proteste non portano a nulla (c’è anche il giallo beffa per Heurtaux a causa del presunto fallo). Balotelli scelto Massa d’Imperia, poi bloccato da problemi fisici. A quel punto si è deciso per Valeri (perché non Orsato, ieri giudice di porta?). L’Udinese ha ricordato con parole pacate di non essere «fortunata» quando incrocia Valeri. Così il d.s. Larini: «All’andata con la Juve il rosso a Brkic e il rigore (nel dopo gara il presidente Pozzo definì Valeri inadeguato per la A e pericoloso, ndr), due anni fa, nel 4-4 col Milan, il gol di Ibra al 93’ viziato da un fallo su Benatia e la squalifica pesante di Inler dopo la sfida con il Parma. Lo ricusiamo? No, speriamo solo di ritrovarlo più sereno...».

Proteste del Milan per un contatto tra Domizzi e Balotelli: giusto non intervenire completa la sua serata di festa trasformando dal dischetto a gara finita (triplice fischio dopo il tiro). Il dopo match è ancora più ad alta tensione: le proteste salgono d’intensità e nel tunnel che conduce agli spogliatoi i nervi saltano a parecchi giocatori. C’è pertanto un rischio squalifica, molto dipenderà dal referto del direttore di gara e da cosa hanno ascoltato quelli della Procura Federale. Di sicuro l’Udinese si sente defraudata e non «tutelata» da Valeri, già contestato durante questa stagione (e anche in quelle precedenti). Tra l’altro il fischietto di Roma non era stato designato per questa sfida: Braschi aveva

Qui sopra, in un’immagine da SKY, l’intervento di Heurtaux sul pallone: El Shaarawy cade e ottiene il rigore che Balotelli (in alto) trasforma per il 2-1. E i friulani protestano con l’arbitro Valeri (accanto al titolo) IPP/ANSA

Altri episodi E pensare che Valeri prima del rigore non aveva diretto male. Giusto, ad esempio, non intervenire sul duello in area tra Domizzi-Balotelli. Regolare il pari dell’Udinese (non c’è fuorigioco). Ok le altre 5 ammonizioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SERIE A IL POSTICIPO DELLA 23a GIORNATA CHE DEBUTTO PRIMO GOL AL BACIO E TRIO DI CRESTE IN FESTA

COME IN NAZIONALE

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1 L’esultanza con bacio di Mario Balotelli dopo il suo primo gol rossonero. Non segnava a San Siro da Inter-Chievo del 9 maggio 2010, stagione del Triplete nerazzurro 2 El Shaarawy-Niang-Balotelli: il trio con la cresta esulta a fine gara sotto la Curva Sud

Le esultanze gemelle El Shaarawy-Balotelli: in alto ieri con l’Udinese, qui sopra con l’Italia al Tardini in un test con la Francia a novembre AFP/ANSA

INFOPHOTO/LAPRESSE

Mario, tutti in piedi! «A chi non mi credeva da Milan» Gol e feste: San Siro applaude Balotelli, che alla prima uscita risponde agli scettici ALESSANDRA BOCCI MILANO

È una favola di quelle vere, con un tocco di gotico. C’è di tutto nel debutto di Mario Balotelli: il gol sfiorato dopo 38 secondi, poi la gioia, poi il panico, e l’accento noir finale con un rigore che rigore non è, ma intanto Valeri fischia e allora Mario parlotta con Robinho, gli prende il pallone e va sul dischetto. A tempo scaduto, non sbaglia. All’esordio a Cesena, Ibrahimovic il suo rigore lo aveva fallito e il Milan aveva perso, ma era solo l’inizio. Alla fine era arrivato lo scudetto. Mario per ora deve accontentarsi di portare il Milan alla pari con l’Inter e a ridosso della zona Champions. Lo scudetto è lontano. Non ci sono cose semplici se ti chiami Balotelli. Il club dei vincenti Capita tutto

un po’ per caso, anche se caso e destino certe volte sono la stessa cosa. Balotelli era pronto per la panchina, Pazzini per giocare. Durante il riscaldamento Pazzini saluta con una imprecazione (definizione edulcorata) una fit-

ta all’adduttore, e sempre imprecando si infila la tuta. Mario non fa una piega. «Doveva giocare il Pazzo, ma sinceramente ero pronto». Come direbbe un suo celebre predecessore, Mario è nato pronto. E raggiunge Kakà e Ronaldo nella ristretta cerchia dei divi vincenti all’esordio con la maglia del Milan. Fu pareggio per Inzaghi, sconfitta per Sheva (in Supercoppa italiana) e Ronaldinho, pareggio per Beckham. Mario ha timbrato due volte il cartellino del successo. Difficile trovare precedenti di doppiette così pesanti all’esordio. Attese D’altra parte è stato preso per questo: per tornare in alto. Mario è l’ascensore per una risalita già avviata da una squadra giovanissima, che comincia a ra-

35.000

gli spettatori presenti (11.195 paganti più 23.957) ieri a San Siro per il debutto di Balotelli col Milan.

gionare con la mente di una grande. Mario è la scintilla che ha infiammato i tifosi all’arrivo a Milano, anche se allo stadio non si è visto molto calore in più. Circa undicimila biglietti staccati, nessun grande striscione ma qualche coro per il nuovo arrivato, e una specie di perenne senso di attesa, una passione composta. Gli ultrà si sono dedicati a mandarsi sms via striscione, che forse è più economico: auguri e complimenti e promesse per Willy, Tommy, Roby (boh), non una parola per il più mediatico dei giovani. Il pubblico però capisce subito che Mario è quello giusto: il primo scatto è bruciante e il pallone accarezza il palo, il quarto pallone giocato è già buono per Niang che nella sua infinita giovinezza scaraventa l’occasione addosso al portiere. Niang, ecco: Mario e il suo doppio, il Balotelli che decide le partite e il Balotelli che sarà. Due ragazzi diversi fisicamente, ma secondo El Shaarawy già uniti da una straordinaria forza fisica. E il feeling è immediato: Mario ama passare il pallone a Niang, Mario viene assaltato dai compagni dopo il primo gol, ma aspetta Niang per

IN BRASILE

Esordio col Corinthians e subito gol per Pato SAN PAOLO (m.can.) Pato mantiene la tradizione: esordisce al Corinthians con un gol. L’ex attaccante milanista segna l’ultima rete della goleada sull’Oeste (5-0 il risultato finale) nella quinta giornata del Pato, 23 anni AFP campionato paulista. Il Papero entra al 25’ della ripresa e segna addirittura al 28’. Riceve da Paulinho, obiettivo di mercato dell’Inter per la prossima estate, tira di destro, il portiere respinge e sul rimbalzo segna di sinistro. «Ero ansioso», ammette Pato dopo la partita. «Ho cercato di fare il meglio che potevo. Con il Milan, contro il Barcellona, avevo segnato dopo appena 24 secondi», ricorda il Papero a proposito dei suoi gol più rapidi. Nel 2006 con l’Internacional contro il Palmeiras; nel 2007 con il Milan in amichevole con la Dinamo Kiev e nel 2008 contro il Napoli in campionato; nel 2008 con la nazionale brasiliana contro la Svezia: Pato ha sempre segnato nei suoi debutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

una esultanza speciale. Niang è già diventato il fratello più piccolo, quello al quale offrire i palloni migliori, perché El Shaarawy sa già cercarseli da solo.

MARIO BALOTELLI 22 ANNI ATTACCANTE

GOL

2 IN CAMPO

94’ TIRI

8 DRIBBLING

2

Peso e leggerezza Il Milan nel

LANCI OK

primo tempo viaggia e quando arriva Berlusconi la partita sembra già archiviata. Ma non c’è nulla di facile se ti chiami Balotelli. Poco dopo l’arrivo del presidente, l’Udinese pareggia. Mario continua a macinare palloni, protesta per un rigore non dato, alla fine il rigore arriva e Mario può dedicare doppietta e successo alla famiglia e al procuratore Raiola. «Siamo forti. Ho ancora le gambe pesanti, ma lavorerò per tornare al top. È stata una bella emozione, ora devo proseguire così. Meritavamo di vincere e alla fine siamo stati fortunati, è una buona cosa aver raggiunto l’Inter, ora puntiamo al terzo posto. Alla faccia di chi pensava che io non fossi un giocatore da Milan». Non c’è nulla di facile se ti chiami Mario, ma se ti chiami Balotelli la strada è segnata. Basta saperla riconoscere.

2/4 PASSAGGI

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LE CONVOCAZIONI DI PRANDELLI MERCOLEDÌ L’AMICHEVOLE AD AMSTERDAM CON L’OLANDA (ORE 20.30 SU RAIUNO)

Oggi Balo in azzurro, c’è Marchetti dopo oltre 2 anni Bonucci fuori dopo il caos post-Genoa In attacco ci sono anche Gilardino ed El Shaarawy SEBASTIANO VERNAZZA

Fuori Bonucci, punito dal codice etico, e dentro Marchetti, che ritorna in Nazionale due anni e mezzo dopo il Mondiale sudafricano. Le convocazioni di Cesare Prandelli per l’amichevole di mercoledì contro l’Olanda confermano le indiscrezioni della vigilia. Leo Bo-

nucci, difensore della Juve, paga le intemperanze del dopo partita con il Genoa, le eccessive e reiterate proteste per il rigore negato all’ultimo secondo dall’arbitro Guida. Il codice etico «prandelliano» è implacabile, il c.t. non ammette comportamenti violenti o anti-sportivi. Federico Marchetti, portiere della Lazio, si è invece guadagnato il ritorno in azzurro con una serie di grandi prestazioni.

que, perché coinvolto come Bonucci nella «caciara» del dopo Juve-Genoa. In attacco Gilardino ha vinto lo sprint con Pazzini. Il milanista, per giunta, si è pure infortunato nel riscaldamento prima della partita di ieri sera contro l’Udinese. Presente nella lista azzurra Mario Balotelli che farà di nuovo coppia con El Shaarawy. In difesa l’esclusione di Bonucci ha fatto rientrare nel giro il sampdoriano Gastaldello.

Tanti infortunati Prandelli deve rinunciare agli infortunati Maggio, Balzaretti, Marchisio, Destro e Chiellini, anche se quest’ultimo probabilmente non sarebbe stato chiamato comun-

Programma I convocati si ritro-

vano oggi a Coverciano entro le ore 12. La partenza per l’Olanda è fissata per martedì pomeriggio dall’aeroporto di Firenze. L’amichevole si gio-

cherà ad Amsterdam mercoledì 6 alle 20.30 (diretta su Raiuno), con rientro in Italia nella notte (scali a Malpensa e a Fiumicino). Questa la lista dei convocati. Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Marchetti (Lazio), Sirigu (Paris St. Germain). Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Barzagli (Juventus), Gastaldello (Sampdoria), Peluso (Juventus), Ranocchia (Inter), Santon (Newcastle). Centrocampisti: Candreva (Lazio), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Florenzi (Roma), Giaccherini (Juventus), Montolivo (Milan), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus), Verratti (Pars St. Germain). Attaccanti: Balotelli (Milan), El Shaarawy (Milan), Gilardino (Bologna), Giovinco (Juventus), Osvaldo (Roma).

Federico Marchetti, 29 anni, portiere della Lazio dal 2011 ANSA

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SERIE A IL POSTICIPO DELLA 23a GIORNATA le Pagelle

DI MARCO PASOTTO

8 h il migliore Balotelli

MILAN

6

MONTOLIVO OK NOCERINO DA RIVEDERE

E pensare che avrebbe dovuto partire dalla panca. In pratica, fa tutto lui: i gol riusciti e quelli sfiorati, più il passaggio a El Shaarawy nell’azione del rigore.

Il vecchio vizio dei rossoneri non se ne va: un’altra partita a due facce. TIRI 8 DRIBBLING OK 2/3 SPONDE 6

UDINESE

6

6,5

Il tiro di Pinzi è sporcato da Zapata, e questo non lo agevola. Non ci può fare granché. Per il resto, un paio di sbavature che non producono conseguenze.

È il primo della lista di rivitalizzati dal Balo. Diagonali misurate col centimetro, sovrapposizioni, cross in quantità. In calo nella ripresa.

PARATE 0 RINVII 17 USCITE 2

CONTRASTI OK 3/4 LANCI 0 PASSAGGI OK 36/41

Amelia

Abate

5

GRINTA PINZI DI NATALE GIRA A VUOTO

7 h il migliore Padelli Se l’Udinese resta a galla fino ai minuti di recupero è grazie a lui. Tre gli interventi decisivi, due su Balotelli e uno su Niang.

Mancano idee a centrocampo e pericoli per i portieri avversari. PARATE 7 RINVII 20 USCITE 5

5

6

Heurtaux

Danilo

Quando El Shaarawy lo punta, riesce a contenerlo di rado. Nell’azione del rigore tocca senz’altro la palla, che infatti cambia direzione.

Nonostante El Shaarawy e SuperMario gli si presentino davanti spesso e volentieri, riesce a mantenere un minimo sindacale di lucidità.

CONTRASTI OK 5/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 30/34

CONTRASTI OK 6/8 LANCI 3 PASSAGGI OK 33/35

Zapata

Bonera

5,5

6,5

Constant

Flamini

6

7

5,5

Nocerino

Domizzi

5,5

5,5

5,5

6

5

Allan

Lazzari

Si ritrova preso in mezzo in occasione del gol. Muriel e Pinzi lo puntano, Cristian riesce solo a tentare un’inutile ultima barriera.

Sbaglia i tempi di uscita sul contropiede che manda in rete l’Udinese. E lascia da solo Zapata. Per il resto, rientro soft: in avanti i friulani sono nulli.

Ogni partita che passa aumenta l’autostima. Ora siamo arrivati persino ai tunnel. E si sta anche disciplinando tatticamente.

Allegri sta ritrovando la mezzala concreta e ruvida che conosceva. Non chiedetegli giocate di lusso, ma sostanza: lui la darà.

In copertura è diventato una specie di Gattuso con gli occhi azzurri. E innesca l’azione del primo gol. Valeri gli sventola il giallo: addio Cagliari.

L’influenza di Boateng gli spalanca la mediana dopo un bel po’ di panchine. Sbaglia troppi appoggi nel momento più delicato.

Balotelli alla prima in rossonero davanti al suo pubblico è il peggior cliente possibile. E se gli si lascia quello spazio sul primo gol...

Per spingere, spinge. È sempre alto. A volte altissimo. Ma non basta piazzarsi là: servirebbe qualche cross in più. E con Niang fa fatica.

È costretto ad aiutare spesso Heurtaux, andando al raddoppio su El Shaarawy. Così viene a mancare spesso la fase offensiva.

Si sgancia spesso e volentieri dalla linea mediana e gironzola dietro le punte. Per un’ora lo fa a vuoto, fino alla zampata vincente.

Vertice basso rispetto a Pinzi, dovrebbe proteggere la difesa e soprattutto far ripartire l’azione, ma non gli riesce né l’una né l’altra cosa.

Là in mezzo è l’unico a cercare di farsi venire in mente qualche idea. In più deve passare gran parte del tempo a rincorrere Niang. Ammonito, salterà il Torino.

CONTRASTI OK 5/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 20/22

CONTRASTI OK 5/7 LANCI 0 PASSAGGI OK 11/11

CONTRASTI OK 6/10 LANCI 5 PASSAGGI OK 45/50

TIRI 1 PASSAGGI OK 25/32 RECUPERI 5

TIRI 1 PASSAGGI OK 60/68 RECUPERI 18

TIRI 0 PASSAGGI OK 19/23 RECUPERI 2

CONTRASTI OK 4/5 LANCI 2 PASSAGGI OK 20/23

CONTRASTI OK 2/6 LANCI 1 PASSAGGI OK 16/19

TIRI 2 PASSAGGI OK 32/40 RECUPERI 8

TIRI 1 PASSAGGI OK 16/24 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 46/55 RECUPERI 7

TIRI 0 PASSAGGI OK 19/31 RECUPERI 10

6

Montolivo

Silva

Basta

Pinzi

6,5 6,5

Niang

El Shaarawy

6,5

5

s.v.

Robinho

Traoré

Dopo quel siluro di sinistro la traversa balla ancora. È una bella scoperta, ma si pappa un gol e perde la palla che avvia il contropiede bianconero.

Il cecchino dell’Udinese (3 gol nelle 3 sfide precedenti) va a salve. Ma la firma nella partita c’è eccome: assist per il primo gol e rigore procurato.

Lo spaccapartite questa volta tradisce Allegri. Cerca di divaricare la difesa friulana con i suoi scatti, ma ottiene solo confusione e imprecisione.

Anche questa volta passerella troppo breve per riuscire a lasciare il segno. Momento molto complicato, con una rosa tornata a sei punte.

Si butta a capofitto verso l’area bianconera nel pressing finale.

TIRI 4 DRIBBLING OK 2/3 SPONDE 2

TIRI 3 DRIBBLING OK 1/5 SPONDE 4

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/1 SPONDE 0

TIRI 0 DRIBBLING OK 2/3 SPONDE 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 1/1 RECUPERI 0

Bojan

s.v.

l’allenatore Allegri Se d’ora in poi riuscirà a mantenere il ritmo del primo tempo, il Milan non si fermerà più. Atto di coraggio quando inserisce Bojan e passa al 4-2-3-1. Premiato.

5,5

4,5

5

Pereyra

Merkel

Il dialogo con Di Natale è quasi inesistente e lui non riesce a trovare spazi per inserirsi. Manda in porta Pinzi con un tocco preciso.

L’unica palla che gli arriva presenta un coefficiente di difficoltà altissimo. E finisce in gradinata. Per il resto, non pervenuto.

Schierato al posto di Muriel, galleggia a metà fra Di Natale e il centrocampo. Il risultato è che tocca solamente pochissimi palloni.

Debutto in maglia bianconera senza lasciare il segno. Ha una palla buona in area, ma El Shaarawy lo anticipa di un soffio.

TIRI 0 DRIBBLING OK 1/3 SPONDE 3

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/1 SPONDE 4

TIRI 0 PASSAGGI OK 2/6 RECUPERI 2

TIRI 0 PASSAGGI OK 4/7 RECUPERI 1

Muriel

Di Natale

s.v.

6

4

IL NUMERO

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Le sconfitte dell’Udinese con il Milan in 38 precedenti di campionato giocati a Milano

ARBITRI VALERI 5 Sull’intervento di Heurtaux su El Shaarawy il difensore impatta prima sul pallone. Domizzi su Balotelli in area: corretto lasciar correre. Maggiani 6-Iannello 6; Orsato 6-Ciampi 6.

5 l’allenatore Guidolin Decide di irrobustire la difesa, come all’andata, piazzando una linea a quattro che però fatica moltissimo contro il tridente delle creste. E più avanti, il gioco latita.

10

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

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SERIE A IL POSTICIPO DELLA 23a GIORNATA cedeva solo 11 giornate fa. La forza dell’allenatore è sempre stata la capacità di mantenere la calma anche quando tutto andava a rotoli. La squadra che ha battuto l’Udinese è solo una lontana parente di quella che eravamo abituati a vedere qualche mese fa. Più veloce, più tonica, con più spirito di sacrificio. Un Milan che ha fatto 33 punti nelle ultime 15 giornate. Così Allegri: «Berlusconi si è complimentato con i ragazzi, i successi di questa squadra sono merito suo e di Galliani. Ora non bisogna esaltarsi, il campionato è lungo e quando parti da -10 è difficile rimontare. La squadra però ha fatto un ottimo primo tempo, nel secondo siamo stati un po’ leziosi. Siamo giovani e dobbiamo migliorare, non possiamo rischiare di pareggiare una partita così». E sul rigore è sincero: «Un rigore così non si può dare». Massimiliano Allegri, 45 anni, è al terzo successo consecutivo in campionato: Udinese, Atalanta e Bologna ANSA

Silvio: «Che culo» Galliani: «Milan, somigli al Barça» A Berlusconi scappa la battuta. L’ad si esalta Ma Allegri: «Un rigore così non si può dare» FABIANA DELLA VALLE MILANO

Il leader non corre, è fermo a bordocampo con il cappotto e le mani in tasca. Massimiliano Allegri urla, beve e non esulta dopo il primo gol di Balotelli. Come al solito non ha visto il rigore, era già nel tunnel, però adesso può guardare la classifica con soddisfazione. E magari ripensare a quando il Milan era nella parte destra, lontano anni luce dalle zone nobili. La rimonta non è ancora completata, ma a questo punto sembra solo una questione di tempo. In pochi ci credevano,

Allegri invece non ha mai smesso di avere fiducia nella sua squadra. «La classifica la guarderò a febbraio», era il suo ritornello nei mesi difficili. Adesso che il Milan ha agganciato l’Inter al quarto posto (anzi, è davanti per la differenza reti) ed è a meno tre dalla zona Champions, fa tutto un altro effetto. Ci vuole pazienza Aveva ragione lui, Allegri, quando ripeteva che la squadra aveva solo bisogno di tempo. Aveva ragione anche quando diceva convinto: «Questi ragazzi vi sorprenderanno». Adesso sembra impossibile che il Milan sia stato a 13 punti dall’Inter, invece suc-

Come il Barcellona Adriano Gal-

liani invece è in evidente stato di grazia: «Vi sembrerò pazzo, ma questo Milan in attacco somiglia al Barcellona. Noi non abbiamo Messi ma abbiamo Supermario Balotelli. Non ho visto né il fallo né il rigore, sono andato negli spogliatoi e non ho visto la tv. Siamo a tre punti dalla Champions, finalmente il Milan è tornato nelle posizioni in cui è sempre stato. Da 15 giornate stiamo facendo meglio dell’anno scorso, marciamo a un ritmo scudetto. Berlusconi era molto contento. La rincorsa continua. I tre attaccanti hanno 60 anni in tre, in futuro avrò poco da fare...». Max resta Berlusconi è arrivato

allo stadio in tempo per godersi la vittoria e uscendo, dopo essersi intrattenuto un quarto d’ora nello spogliatoio con la squadra, ha confessato a un tifoso: «Balotelli mi è piaciuto, ma che culo!». Di sicuro non si sarà pentito di aver rinnovato la fiducia ad Allegri tre mesi fa dopo la sconfitta con la Fiorentina, quando tutti davano l’allenatore per spacciato. Ora dovrà blindarlo dall’assalto della Roma, che lo vorrebbe per il prossimo anno. «Allegri è nostro e ce lo teniamo stretto», ha chiuso Galliani. «Io sono contento di restare, questa squadra è pronta per aprire un ciclo e nei prossimi 5-6 anni può fare bene in Italia e in Europa», ha aggiunto Allegri.

Silvio Berlusconi, 76 anni AFP

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LA POLEMICA LA DIRIGENZA DEI FRIULANI NON SI DA’ PACE DOPO LA SCONFITTA SU RIGORE

Pozzo si infuria: «Il solito Valeri, è inadeguato per arbitrare in A» Il patron contesta un’altra volta il direttore di gara: «Con lui l’Udinese sempre perdente» FRANCESCO VELLUZZI MILANO

Sempre lui. L’arbitro Valeri contro l’Udinese. Che lo aveva attaccato duramente per bocca del patron Gianpaolo Pozzo quando, nel torneo 2010-2011, cacciò Inler col Parma. Pozzo andò giù pesante: «Questo non può arbitrare in A». Valeri si era ripetuto alla seconda in Udinese-Juventus espellendo Brkic dopo 14 minuti e dando un rigore alla Juve che poi spostò la partita in una direzione. E Pozzo ribadì: «Valeri è scarso». Ieri il nuovo episodio sull’interven-

Francesco Guidolin, 57 anni LAPRESSE

to in scivolata di Thomas Heurtaux su El Shaarawy. Valeri non ha avuto dubbi e ha indicato il dischetto. E Pozzo ha tuonato ancora: «Siamo sfortunati. Inizialmente avevano designato un altro arbitro (Massa). Questo fa parte di quei 2-3 fischietti che sono tecnicamente

inadeguati a fare il loro lavoro. Già in passato mi ero espresso sul suo operato. Non ha equilibrio per arbitrare in serie A. Con lui è sempre una lotteria e in questa lotteria noi siamo sempre perdenti. E ricordo gli episodi negli anni precedenti con Parma, lo stesso Milan e all’andata con la Juve. Per noi è una sciagura. Non ha equilibrio nelle decisioni fondamentali. Anche oggi ha fatto un regalo alla squadra avversaria, decisivo per le sorti dell’incontro. Se la classe arbitrale escludesse fischietti come questo migliorerebbe la situazione della categoria. Perché i nostri arbitri, tranne in alcuni casi, sono i migliori al mondo». Silenzio La squadra ha deciso di

restare in silenzio. «Meglio evitare. I ragazzi, che si sentono defraudati, avrebbero fatti altri danni e potrebbero, quindi, subire ancora di più», spiega il d.s. Fabrizio Larini. Che conti-

nua con parole simili a quelle di Pozzo, ma più soft: «Con noi questo arbitro è sfortunato. Già quando è arrivata la sua designazione al posto di Massa c’erano segnali premonitori. Ricordiamo quel che ci ha fatto a Parma due anni fa e con la Juve in casa quest’anno». Il clima dentro lo spogliatoio è immaginabile: non basta la buona partita, il secondo gol di Pinzi (dopo quello di Napoli e finì anche lì 2-1), il debutto di Merkel. L’Udinese così perde il treno per l’Europa sul quale ha dimostrato di poter salire un’altra volta. Solo Guidolin smorza le polemiche: «Sono cose che succedono. Ero in panchina, non ho bisogno di rivederlo. Non è la prima volta che mi capita di venire qui e giocare alla pari con le milanesi. Peccato, stavamo conquistando un punto prezioso e credo che l’avremmo meritato. Nella seconda frazione abbiamo sistemato la squadra al meglio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

Zupping

I NUMERI

5

Le vittorie casalinghe consecutive per il Milan. Quello di ieri sera contro l’Udinese è il terzo 2-1 di fila dopo quelli contro Siena e Bologna.

22

I gol di Balotelli in A Venti con l’Inter e due con il Milan.

9

Le doppiette di Balotelli con le squadre di club: le precedenti sono equamente divise tra Inter e Manchester City; a San Siro aveva segnato due reti alla Roma (1/3/2009) e al Palermo (29/10/2009).

10

I gol su rigore per Balotelli, una a testa con Inter e Milan e otto con il Manchester City. Finora non ha ancora sbagliato dal dischetto.

0

Le sconfitte dell’Inter quando Mario ha segnato: la storia riprende col Milan.

di VINCENZO CITO

La Juve vince, il TgUno non lo sa Gianluca Di Marzio (Sky) «E’ cominciata Torino-Sampdoria, una partita che ci regalerà sicuramente un’ora e mezza di spettacolo!». Risultato finale: 0-0 Gianni Cerqueti commenta Genoa-Lazio per «Novantesimo minuto» (Rai Due) «Interviene così Matuzalem su Brocchi, brutto colpo al piede. Cartellino giallo per Ledesma ma poteva starci anche il rosso». E perché, povero Ledesma? Marco Nosotti (Sky) presenta il posticipo «Di Natale cerca il gol numero 150 contro l’Udinese» «Attenzione Juventuuuuus! La parata di Marchetti, reteeeeeeeee!....La palla termina fuori» (Giuseppe Bisantis, Radiorai, Lazio-Juventus di coppa Italia) Convinto di trovare facili sponde nei suoi interlocutori, così Marco Cattaneo (Sky) presenta Napoli-Catania appena finita Torino-Sampdoria «Ventura, cosa le ricorda la data del 26 settembre 2004?» Ventura «Niente». Cattaneo (sorpreso) «Ma come? Il suo debutto in C1 col Napoli. E sa chi allenava il Cittadella, sua avversaria quel giorno?». Ventura «Non lo so». Cattaneo (deluso) «Presidente Pulvirenti, lo chiediamo a lei». Pulvirenti «Mi faccia un’altra domanda». Cattaneo (sconfortato) «Ma è Maran, suo attuale allenatore...». «Anvedi che autogol Goicoechea! Mamma mia, Goicoechea che ha fatto!» (Carlo Zampa, telecronista tifoso Mediaset Premium, Roma-Cagliari) Parte il TgUno delle 13.30, così la conduttrice Francesca Grimaldi «Il Napoli ha vinto ieri sera, in attesa della risposta della Juventus che sta giocando a Verona». La risposta l’aveva già data segnando due gol nel primo tempo. Comincia la ripresa, il Chievo riapre la partita col gol di Thereau, ecco il puntuale aggiornamento del TgUno alle 13.55 «Siamo in attesa del risultato finale di Chievo e Juventus, ancora in campo». Quello parziale lo sapevano tutti: televisioni private, radio, siti di informazione, tifosi in giro con la radiolina o con il telefonino, quelli a casa con Premium e Sky, quelli allo stadio e fuori allo stadio, lo sapeva Televideo. Impermeabile alle pressioni del mondo, il TgUno è riuscito a conservare il segreto... twitter@VincenzoCito © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino LEGA

Statuto e politica federale nel primo nuovo Consiglio È convocato per le 12.30 il primo Consiglio di Lega della «nuova» presidenza Beretta. In via Rosellini a Milano si discuterà del bilancio preventivo, della riforma dello statuto e delle proposte in materia di politica federale. Sono convocati Galliani (Milan, vice presidente), i consiglieri Cairo (Torino), De Laurentiis (Napoli), Ghirardi (Parma), Guaraldi (Bologna), Lo Monaco (Palermo), Percassi (Atalanta), Pozzo (Udinese), Preziosi (Genoa), Lotito (Lazio) e Pulvirenti (Catania), questi ultimi due in qualità di consiglieri federali. Mancheranno Juventus, Inter e Roma, gli sconfitti delle elezioni del mese scorso.

TORNEO DI VIAREGGIO

Alle 11.30 la presentazione a Torre del Lago Oggi alle ore 11.30 è in programma la presentazione della 65a Viareggio Cup, presso il gran teatro Puccini di Torre del Lago. Il torneo prevede 87 partite, delle quali 17 in diretta Rai sui due campi base che sono Viareggio e San Giuliano Terme (Pisa). Alla conferenza stampa sarà presente anche Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B, che da questa edizione è partner del torneo.

CALCIO A 5

Asti senza freni: ok a Rieti La Marca cade a Genzano Ieri si sono giocati tre posticipi della 17 giornata: Rieti-Asti 2-3, Genzano-Marca 4-1, Verona-Napoli 2-2. Classifica (prime): Asti 45; Lazio 36; Luparense 31.

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LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

SERIE A 23a GIORNATA le Pagelle

CHIEVO ANDREOLLI SBAGLIA TUTTO ACERBI E’ OK Primo tempo deficitario, si rianima un po’ nella ripresa cambiando l’assetto.

5,5 6 l’allenatore Corini Lucido nel rivoluzionare la sua squadra all’intervallo. L’assetto della ripresa, con la difesa a quattro, convince di più e preoccupa la Juve.

h 7

6

5

5

6,5

5,5

il migliore Thereau

Puggioni

Sampirisi

Andreolli

Dainelli

Cesar

Jokic

Sui gol non può farci niente: due esecuzioni perfette. Per il resto non viene impegnato severamente e quindi neutralizza i tiri che deve parare.

Anche lui si fa trovare fuori posizione dal lancio di Vidal per Matri. E avrebbe dovuto presidiare la zona destra dell’area pure in occasione del raddoppio: Andreolli si trova contro due bianconeri.

Lascia troppo spazio a Matri in occasione dell’1-0 facendosi bruciare sullo scatto. Anche la rete del raddoppio bianconero nasce nella sua zona, però lì ha minori responsabilità.

Devia una terrificante bordata di Vidal destinata in fondo al sacco. Appare ancora più a suo agio quando si passa a quattro.

Trasmette un costante senso di insicurezza anche se non gli si può rimproverare una specifica defaillance. Fatto sta che Corini toglie lui quando decide di modificare l’assetto della linea arretrata.

Favorisce l’assist di Vidal. Subisce il dinamismo di Lichsteiner. Supporta la manovra d’attacco con puntualità, però al momento del cross spreca tutto il lavoro fatto per arrivare fin là. Impreciso

PARATE 4 RINVII 20 USCITE 1

CONTRASTI VINTI 2/2 LANCI 2 PASSAGGI OK 14/16

CONTRASTI VINTI 3/5 LANCI 2 PASSAGGI OK 27/30

CONTRASTI VINTI 2 LANCI 2 PASSAGGI OK 22/23

CONTRASTI VINTI 0 LANCI 1 PASSAGGI OK 12/15

CONTRASTI VINTI 0 LANCI 3 PASSAGGI OK 30/38

5,5

6

6

5,5

6

6

6

Cofie

Rigoni

Hetemaj

Paloschi

Acerbi

Seymour

Pellissier

Tanta buona volontà, un certo vigore fisico e un incessante andirivieni ai quali manca la decisiva stampella della precisione nei passaggi.

Una regia diligente, dinamica, pur se priva di acuti e illuminazioni. Non cade nella tentazione di aggredire il dirimpettaio Pirlo: fatica risparmiata.

Alla fine strappa la sufficienza in virtù di quell’appoggio volante a Thereau (1-2) e del carattere combattivo. Ma quanti tocchi fuori misura.

Un diagonale corto e fiacco nel primo tempo, molti appoggi imprecisi, una volontà incessante non sorretta da spunti degni di tal nome nella ripresa.

Tornato alla base dopo la fugace esperienza in rossonero entra nella ripresa per riequilibrare tatticamente una squadra in netta difficoltà.

Pure a lui Corini riserva il secondo tempo, quello in cui il Chievo si oppone meglio alla capolista riuscendo a riaprire praticamente da subito la sfida.

Entrato nel finale quando l’allenatore tenta il tutto per tutto pur di arrivare al pareggio. Cerca di darsi da fare ma la squadra non l’aiuta.

TIRI 1 PASSAGGI OK 17/23 RECUPERI 6

TIRI 1 PASSAGGI OK 38/39 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 33/37 RECUPERI 4

TIRI 1 DRIBBLING 1 SPONDE 2

CONTRASTI VINTI 1 LANCI 3 PASSAGGI OK 23/25

TIRI 1 PASSAGGI OK 15/17 RECUPERI 2

TIRI 0 PASSAGGI OK 2/2 RECUPERI 0

Al di là della rete che dà un senso alla ripresa, appare il più continuo e battagliero nell’inseguire il possibile pareggio. TIRI 4 DRIBBLING 2 SPONDE 6

5

GLI ARBITRI: BERGONZI 6 Gli sfugge un controllo galeotto di Lichtsteiner nell’area avversaria: un mani che poteva produrre il giallo. Per il resto accompagna una gara cavalleresca. Niccolai 6 - Grilli 6 - Rocchi 6 - Tommasi 6.

LA JUVE RIPARTE Matri colpisce da fuoriclasse Conte rimane a +3 sul Napoli I bianconeri reagiscono dopo la frenata con il Genoa: faticano, ma battono il Chievo e tornano soli in testa. All’uno-due contribuisce anche Lichtsteiner DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE VERONA

Chiamatelo Matrix, forse servirà a placare i molti lamenti da top player. Emessi da coloro che, nel popolo bianconero, si dolgono per il mancato arrivo di un attaccante di chiara fama, naturalmente straniero. Beh, a costoro l’italianissimo Alessandro Matri ha dedicato ieri un gol di alta scuola, degno di un cannoniere di razza: lungo spiovente di Vidal da destra a sinistra, il centravanti della Juve, bruciando l’avversario diretto, si va a collocare laddove il pallone terminerà la sua corsa e al momento giusto lo colpisce al volo di collo sinistro, spedendolo in diagonale sul palo lontano. Fiducia e scetticismo Per spettacolarità e tecnica siamo ai livelli dei Boninsegna e Riva, o, per restare ai grandi bianconeri, Platini e Zidane: classe allo stato puro. Però molti juventini si dichiarano da tempo orfani del Grande Attaccante, dimentichi che per gli attaccanti la fiducia dell’ambiente è fondamentale perlomeno quanto i ri-

IL FILM DELLA SFIDA 1

fornimenti che ricevono e la continuità dell’impiego. Matri, con Quagliarella, Vucinic e Giovinco, da mesi deve misurarsi con questo scetticismo ambientale e con un minutaggio risicato... Da ieri anche con un certo Anelka, applauditissimo dagli spalti gremiti non appena ha accennato una corsetta di riscaldamento. E sì che i gol realizzati dalla Juve, tornata da sola al comando, sono 48: secondo miglior attacco. Un dato che non giustifica i rimpianti per il mancato supercolpo di mercato. Le assenze Partendo in vantag-

2

3

1 La prodezza di sinistro di Alessandro Matri, 28 anni: per la Juve la gara col Chievo comincia nel modo migliore. 2 Il raddoppio di Stephan Lichsteiner, 29 anni 3 Il gol di Cyril Thereau, 29, all’inziio della ripresa. Il Chievo torna a sperare AP-IMAGE-ANSA

gio grazie alla precoce prodezza (10’) la squadra dello squalificato Conte ha allontanato con disinvoltura malumori e preoccupazioni emersi in conseguenza del turbolento pareggio casalingo col Genoa e della rocambolesca eliminazione dalla Coppa Italia, stroncando con calma ed efficacia i tentativi di rimonta del Chievo nonostante la difesa lamentasse le assenze di Bonucci e Chiellini. Se poi Matri spedisce Giovinco davanti alla porta per due volte con precisi assist, beh significa che è proprio la sua giornata. E Conte,

giustamente, alla fine gli concederà la standing ovation. Assist Il citato Giovinco riesce

a sbagliare il 2-0 da pochi metri (20’), poi però si fa perdonare mandando, di tacco, a bersaglio un super dinamico Lichsteiner a conclusione (42’) di una prima frazione di gioco di chiara marca bianconera. Troppo isolato Paloschi, troppo frenati i suoi compagni: il Chievo si ritrova 0-2 senza aver mai impegnato Buffon. La Juve, ben diretta da Pirlo, non fa sfracelli però impone muscoli e cervello a un avversario che sembra rassegnato e che comunque non attacca mai con decisione. Mosse Corini nell’intervallo capisce che per evitare la mattanza deve cambiare atteggiamento. E allora modifica anzitutto l’assetto difensivo, che

24

le reti di Matri con la Juve con la quale ha esordito il 2/2/2011. Quando ha segnato, i bianconeri non hanno mai perso

passa a quattro e a centrocampo inserisce una figura più propositiva, Seymour, rinunciando al giovane terzino Sampirisi. La duplice mossa quasi viene ancor più esaltata dal lampo che porta in gol Thereau (7’) ridando sapore al piatto del mezzogiorno domenicale. Con una quarantina di minuti a disposizione, il Chievo si sente di nuovo nel match. Forza mentale Ed è qui che la

Juve dà una dimostrazione di saldezza anzitutto mentale che non avrà fatto piacere agli osservatori... napoletani. Pur arretrando più spesso il raggio di azione, il terzetto di mezzo formato da Vidal, Pirlo e Pogba riprende ben presto la gestione delle operazioni lasciando al Chievo ripartenze sempre problematiche grazie a un lavoro in pressing accentuato dall’ingresso di Quagliarella al posto di Giovinco. Congelamento A dispetto di un sole estivo, la Juve riesce a congelare il risultato senza concedere ai veneti nemmeno una chance di pareggio. Marrone, il più giovane tra i difensori, non mostra incertezze; Caceres, che pure aveva sporcato il tiro vincente di Thereau, non sbaglia un intervento, Barzagli si concede persino qualche sgroppata in avanti mentre Lichsteiner, in condizioni atletiche smaglianti, fa disperare la panchina perché proprio non ne vuol sapere di... rientrare. Il Chievo, che ricorre pure a Pellissier, con orgoglio prova fino in fondo a impensierire Buffon. Ma non ce la fa. La capolista porta a casa i tre punti in modo limpido, meritato. Anche se il meglio lo ha concentrato nel primo tempo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di NI.CE.

JUVENTUS LICHTSTEINER ARA LA FASCIA CLASSE PIRLO Primo tempo autoritario, poi una lieve flessione. Ma senza patemi

h

7,5

6

6

6

6

7

7

il migliore Matri

Buffon

Barzagli

Marrone

Caceres

Lichsteiner

Vidal

L’unico vero intervento lo fa di piede, precedendo in tackle scivolato, con ottima scelta di tempo, quel Paloschi sbucatogli davanti.

È il superstite del terzetto titolare e si mantiene diligentemente al coperto per un’ora abbondante. Poi si concede anche qualche scorribanda.

Il giovanotto gioca semplice, presidia con puntualità la sua zona, non indugia nei disimpegni. Insomma dà una confortante prova di maturità.

C’è del suo nel gol di Thereau, una deviazione peraltro inevitabile visto che i due arrivano assieme sul pallone. La prestazione è valida.

Un freccia rossa sulla corsia destra capace pure di andare a bersaglio cambiando a sorpresa fascia. Persino troppo arrembante: devono toglierlo.

Un assist al bacio, il classico passaggio con i giri contati. E poi tanta sostanza, pressing, nerbo agonistico. Ciò che serve per non subire.

PARATE 2 RINVII 12 USCITE 4

CONTRASTI VINTI 0 LANCI 3 PASSAGGI OK 47/49

CONTRASTI VINTI 1 LANCI 2 PASSAGGI OK 36/40

CONTRASTI VINTI 4 LANCI 0 PASSAGGI OK 61/64

TIRI 5 PASSAGGI OK 23/30 RECUPERI 1

TIRI 5 PASSAGGI OK 53/55 RECUPERI 10

Realizza un gol di altissima scuola incrociando al volo il cross profondo di Vidal. Gestisce al meglio il contropiede del 2-0: gran protagonista. TIRI 3 DRIBBLING 0 SPONDE 0

6,5 6,5 L’allenatore Alessio Raccoglie un successo limpido, meritato, confermandosi un portafortuna. Va a finire che Conte sceglierà di stare sempre in tribuna...

6,5

6

6

6

6

s.v.

s.v.

Pirlo

Pogba

De Ceglie

Giovinco

Quagliarella

Padoin

Isla

Una buona prova sia dal punto di vista dinamico che della direzione della manovra. La Juve del primo tempo si ritrova compatta attorno al suo regista

Più controllato del solito, nel senso che non cerca giocate ad effetto, iniziative personali. Mette i muscoli al servizio dei compagni.

Anche lui si preoccupa anzitutto di non lasciare spazi agli avversari. Poi quando se la sente cerca di alimentare la manovra esterna.

Alla fine strappa la sufficienza grazie al tacco con cui libera al tiro Lichsteiner (2-0). Prima però aveva sbagliato un gol facile facile.

Gioca la seconda parte, quella che vede la Juve prudentemente attestata a difesa del vantaggio. Riceve scarsa assistenza. Si batte, comunque.

Una decina di minuti per serrare meglio le fila davanti a Buffon visto che Lichsteiner, in giornata di grazia, continuava a spingere.

Con uno stadio stracolmo di juventini (almeno diecimila) entra al 90’ per consentire a Matri di raccogliere la sacrosanta standing ovation.

TIRI 3 PASSAGGI OK 64/70 RECUPERI 9

TIRI 1 PASSAGGI OK 40/45 RECUPERI 5

TIRI 2 PASSAGGI OK 27/32 RECUPERI 2

TIRI 4 DRIBBLING 0 SPONDE 1

TIRI 1 DRIBBLING 0 SPONDE 2

CONTRASTI VINTI 5 LANCI 1 PASSAGGI OK 6/6

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 0

D

numeri& STATISTICHE

IL DUELLO JUVENTUS E NAPOLI NELLE ULTIME 7 GIORNATE

il personaggio ALESSANDRO MATRI

Magia con dedica «Gol per chi vuole il top player...» L’attaccante: «Così rispondiamo subito al Napoli E io non mi accontenterò di fare la riserva»

GDS

CHIEVO

la sfida LUCA RIGONI 28 ANNI CHIEVO

ANDREA PIRLO 33 ANNI JUVENTUS

TIRI

2

3

PASSAGGI OK

38

64

LANCI OK

2

0

PALLE RECUPERATE

5

9

FALLI SUBITI

3

1

2

(5-3-1-1)

(3-5-2)

1 Puggioni; 17 Sampirisi (dal 1’ s.t. 7 Seymour) 3 Andreolli, 2 Dainelli, 12 Cesar (dal 1’ s.t. Acerbi), 13 Jokic; 14 Cofie (dal 29’ s.t. Pellissier), 16 Rigoni, 56 Hetemaj; 77 Thereau; 43 Paloschi PANCHINA 18 Squizzi, 88 Ujkani, 4 Spyropoulos, 5 Guana, 21 Frey, 25 Vacek, 26 Farkas, 33 Papp, 39 Stoian ALLENATORE Corini ESPULSI nessuno AMMONITI Cesar e Cofie per gioco scorretto CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 4-4-2; dal 29’ s.t. 4-3-1-2

1 Buffon; 15 Barzagli, 30 Marrone, 4 Caceres; 26 Lichsteiner (dal 34’ s.t. 20 Padoin), 23 Vidal, 21 Pirlo, 6 Pogba, 11 De Ceglie; 32 Matri (dal 44’ s.t. 33 Isla), 12 Giovinco (dal 13’ s.t. 27 Quagliarella) PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 13 Peluso, 18 Anelka, 24 Giaccherini ALLENATORE Alessio (Conte squalificato) AMMONITI De Ceglie per gioco scorretto CAMBI DI SISTEMA 4-5-1 dal 44’ s.t.

11

CONTRASTI VINTI

5

JUVENTUS

MARCATORI Matri (J) al 10’, Lichsteiner (J) al 42’ p.t.; Thereau (C) al 7’ s.t. ARBITRO Bergonzi di Genova NOTE paganti, incasso, abbonati e quota non comunicati. Angoli 0-4. In fuorigioco 0-7. Recuperi 0’ p.t., 3’ s.t. POSSESSO PALLA CHIEVO 44%

PASSAGGI TOTALI JUVENTUS 56%

TIRI IN PORTA

3

312

454

TIRI FUORI

III

IIIIII III

CHIEVO 3

JUVENTUS

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO GOL! 10’ Perfetto cross di Vidal sul secondo palo dove Matri incrocia superbamente al volo di sinistro. 20’ Giovinco sbuca in area sulla destra ma da pochi passi fallisce il bersaglio 23’ Diagonale di Paloschi, non forte: Buffon ci arriva. 30’ Il portiere di piede anticipa Paloschi. GOL! 42’ Contropiede di Matri che spedisce sulla sinistra dove sono liberi Giovinco e Lichsteiner: l’attaccante libera di tacco il tiro inesorabile dello svizzero.

BARICENTRO MEDIO 51,7 metri

CHIEVO 3

IIIIIII JUVENTUS 7

SECONDO TEMPO GOL! 7’ Thereau arriva in corsa sul retropassaggio di Hetemaj e calcia forte dal limite: la palla incoccia in Caceres e s’infila imparabile nell’angolino.

BARICENTRO MEDIO-ALTO 55,3 metri

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO VERONA

In fin dei conti il bello viene adesso: volata scudetto, in mezzo il doppio confronto con il Celtic, poi chissà... E Alessandro Matri, che fra tutti, là davanti, è quello che finora se l’è presa più comoda (almeno gol alla mano), fa un deciso scatto nelle gerarchie offensive di Conte. Ora i vari Vucinic, Giovinco, Quagliarella e naturalmente Anelka inseguono, con la magra prospettiva di giocarsi in quattro una maglia appena per il primo atto degli ottavi di Champions. Ieri, a Verona, il bello di Sant’Angelo Lodigiano ha timbrato il quinto centro stagionale, obiettivamente una miseria per una prima punta, ma a certificare il cambio di marcia sono gli ultimi quattro gol, realizzati dal 21 dicembre 2012 in poi: sette le gare disputate da allora (fuori per febbre contro il Genoa e la Lazio nel ritorno di Coppa), appena due quelle iniziate e concluse. «Non mi sono mai sentito trascurato dal mister — dice Matri —, ultimamente ho sempre giocato, e quando non l’ho fatto era per motivi di salute. In attacco siamo tanti e bravi, vorrei sempre giocare, è normale, e allora ogni volta che mi chiamano in causa faccio di tutto per mettere in difficoltà il mio allenatore. Io non mi accontento di fare la riserva». «Ma quale top player...» Matri si gode «il più bel gol della mia carriera, lo dedico alla mia ragazza (l’ex velina Federica

S Alessandro Matri è nato a Sant’Angelo Lodigiano il 19 agosto 1984. E’ alla Juventus dal gennaio 2011: 23 reti (tutte in serie A) in 68 partite

Nargi)», poi gonfia il petto: «Non mi sono mai sentito sul mercato. Il top player? Siete soprattutto voi (la stampa, ndr) a chiederlo, a volerlo. Qui è la squadra tutta il top player. Sento parecchie critiche all’attacco della Juve, ma a volte ignorate il grande lavoro che facciamo durante la gara. Qui lavoriamo di gruppo, facciamo gol e facciamo fare gol. Non voglio dire che le critiche siano sempre sbagliate, però mi sembra che il nostro lavoro abbia comunque portato a vincere molto». Via qualche sassolino dalle scarpe, ma con il sorriso e la solita educazione. In questo, Matri non va mai in fuorigioco. «I favoriti siamo noi» Come Con-

te, pure il «32 bianconero» non vuol sentir parlare di crisi superata, «perché crisi non c’è mai stata. In passato abbiamo giocato gare peggiori, solo che alla fine facevamo punti lo stesso. Diciamo che è stato un momento un po’ sfortunato. E questi tre punti servono al morale e a rispondere subito al Napoli». Insomma, servono a ribadire certe gerarchie. «I favoriti siamo noi, non ci nascondiamo, è su campi come questo che si vincono gli scudetti. In ogni modo, credo davvero che sarà una lunga volata, soprattutto con il Napoli, ma ancora non taglierei fuori la Lazio». Dei biancocelesti, a dire il vero, Matri parla prima del k.o. di Genova, ma il concetto non cambia: «Ci sarà da lottare fino alla fine». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SERIE A

Buffon: «Giocare sotto pressione ci esalta e basta» «Momento difficile e tante assenze: quindi questa vittoria ha un significato particolare»

valore, invece per chiunque lo vincerà sarà un’enorme soddisfazione. A noi tra l’altro piace avere un avversario diretto: un mese fa sembrava che giocassimo contro noi stessi, adesso è più bello e ci sono quegli stimoli che magari inconsciamente erano mancati nelle ultime partite, in cui comunque tutto ci è girato storto. Ci esalta giocare sapendo che non possiamo sbagliare». C’è un aspetto della prestazione della Juve col Chievo che è piaciuta particolarmente a Gigi: «Siamo stati intelligenti nell’interpretare la gara senza farci prendere dalla frenesia». L’aspetto negativo della giornata è il gol preso nell’unico vero tiro in porta del Chievo: «E’ un periodo che va così - sorride amaro Buffon -, ma se si vince non c’è problema. Il tiro di Thereau è stato deviato: era centrale, ma è finito all’angolino». Terzino-goleador Non ha avuto

bisogno di deviazioni, invece, Stephan Lichtsteiner che è giunto a quota cinque gol nella Juve e nessuno è stato banale: con i due casalinghi ha segnato la prima rete stagionale delle due stagioni di Conte e con i tre in trasferta ha timbra-

« «

L’unica cosa negativa è il gol preso nell’unico tiro in porta dei nostri avversari Sono convinto che la Juve e il Napoli siano oggi alla pari nella corsa al titolo

Gigi Buffon, 35 anni, portiere e capitano della Juventus campione d’Italia IPP DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO VINOVO (Torino)

Un giorno di maggio, magari, questo lunch-match di Verona avrà un significato diverso da quello, pur importante, che gli viene attribuito oggi. Gigi Buffon in carriera ne ha vissute di tutti i colori e le partire speciali le riconosce da lontano: «Eravamo in emergenza, per la Juve era un momento difficile. Però siamo stati molto bravi, abbiamo condotto l’incontro col Chievo dal 1’ al 90’ mostrando personalità e intelligenza. Questa vittoria ha un significato particolare». La rivale Ed è anche un messaggio recapitato direttamente nello spogliatoio del Napoli, anche se Buffon non si sbilancia: «Abbiamo tre punti di vantaggio, ma dobbiamo giocare

al San Paolo. Quindi credo che noi e loro abbiamo 50 possibilità su 100 di vincere lo scudetto, anche se magari la terza e la quarta hanno la possibilità di rientrare. Il Napoli è in un momento di grande crescita, positività, convinzione; ha acquisito secondo me la maturità giusta. Il gruppo di Mazzarri gioca insieme da tanto tempo, ha un’organizzazione consolidata, ha le carte in regola per vincere lo scudetto, ma noi non staremo a guardare». Piu’ stimoli Buffon, poi, offre

un’interessante chiave di lettura dei problemi recenti della Juve spiegando anche perché la vicinanza del Napoli non crea preoccupazione, ma solo maggiore concentrazione: «In fondo è bello che il campionato si decida a maggio: sembrava chiuso a fine dicembre e magari per qualcuno non aveva

EURORIVALE

Il Celtic fatica poi dilaga in casa del Raith GLASGOW Il Celtic fatica un tempo, poi rompe il ghiaccio con Commons su rigore e nel finale dilaga con Forrest e Mulgrew. Prosegue in Coppa di Scozia l'avventura dei Bhoys, prossimi avversari in Champions della Juventus, che si impongono per 3-0 in casa del Raith e si qualificano per i quarti di finale. La sfida per gli ottavi di finale di Champions League si giocherà il 12 febbraio a Glasgow e il 5 marzo allo Juventus Stadium di Torino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CHIEVO PARLA IL TECNICO DEI VENETI

Corini: «Grande Juventus E’ la favorita per lo scudetto» DAL NOSTRO INVIATO

VERONA

Non ci vuole un genio per ipotizzare che, tra le varie raccomandazioni, Eugenio Corini avrà detto ai suoi giocatori di evitare accuratamente di prendere gol nei primi minuti. Altrimenti la Juve avrebbe trovato fiducia e per il Chievo sarebbe stato difficile rimontare. La grande giocata di Vidal e Matri, però, ha scombinato i piani del tecnico gialloblù che riconosce onestamente la superiorità degli avversari: «Mi aspettavo una grande Juve,

noi nel primo tempo siamo stati troppo attendisti e loro hanno giocato molto bene. Siamo cresciuti a inizio ripresa, ma poi la Juve è riemersa. Per me resta la favorita per lo scudetto, anche se il Napoli sta facendo un ottimo campionato». I giocatori Ieri ha indossato nuovamente la maglia gialloblù Francesco Acerbi: «Qui c’è l’ambiente ideale per crescere. Mi è dispiaciuto lasciare il Milan, non ho dato tutto quel che potevo un po’ per colpa mia e un po’ perché ero in un ambiente nuovo. Non ha funzionato quasi niente. Devo migliorare

to le vittorie di Bergamo nel 2011-12 (con il titolo d’inverno) e di Palermo e Verona in questo campionato. Nel finale è uscito stremato dalle mille discese, il gol è stato solo una delle belle azioni della sua partita: «Poco a poco miglioro anche nell’area avversaria e sono contento di aver segnato e vinto: il Napoli è un’ottima squadra, come Lazio e Inter, ma noi dobbiamo pensare a fare il nostro dovere. Le critiche sono normali e non devono diventare un problema. Noi dobbiamo essere più bravi a gestire la partita. A gennaio abbiamo perso troppi punti anche per sfortuna. A Verona contro il Chievo pur soffrendo di nuovo, soprattutto nel secondo tempo dopo il 2-1, abbiamo ottenuto una vittoria importante». Quanto importante, lo scopriremo. Magari a maggio.

caratterialmente, sono impulsivo e dico quello che penso in faccia a tutti. In una grande squadra non va bene, devo smussare questo lato del mio carattere». Cyril Thereau, intanto, ha confermato le sue qualità: «Peccato per il primo tempo in cui siamo stati troppo timidi, forse abbiamo avuto un rispetto eccessivo per la capolista. Se alla Juve lasci il totale controllo della gara, prima o poi ti punisce. Nella ripresa, pur senza creare tanto, abbiamo tenuto la partita in bilico nella speranza di avere un’occasione per pareggiare. Sono contento del gol e della prestazione: l’allenatore mi lascia libero di muovermi e io cerco di ripagare la sua fiducia. L’obiettivo è la salvezza del Chievo. Poi spero di andare in una grande squadra». Se continua così, potrebbe riuscirci. gb.o.

Eugenio Corini, 42 anni LAPRESSE

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4

I NUMERI

6

le vittorie della Juventus nei dieci confronti di campionato in casa del Chievo. Nelle ultime tre trasferte aveva raccolto due pareggi e perso una volta, l’ultimo successo era il 2-0 del 9 novembre 2008.

26

i punti in trasferta della squadra di Conte, gli stessi di quelli in casa; come la Juve anche il Cagliari, le altre 18 squadre hanno conquistato più punti in casa che in trasferta.

3

le reti in campionato per Lichtsteiner che stabilisce il nuovo primato personale da quando è in Italia: nel 2009-10 con la Lazio e nella scorsa stagione con la Juve aveva realizzato 2 reti

BOTTA E RISPOSTA

Briatore: «Senza Conte più calmi» Alessio: «Falso!» DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO VERONA

Finisce Chievo-Juve e Flavio Briatore, tifosissimo bianconero, affida a Twitter la sua interpretazione della gara: «Juve brava, Matri bravissimo, senza Conte in panchina meno stressati... Bravi tutti». Beh, piuttosto ingeneroso nei confronti dell’artefice numero uno della rinascita juventina, ieri fra l’altro sereno e divertente anche prima del match, mescolato fra i giornalisti, osannato dai tifosi del Chievo e disponibilissimo pure con chi ci metteva un quarto d’ora per scattargli una foto. Probabilmente, il Mou italiano aveva fiutato in anticipo la riscossa dei suoi ragazzi. «Juve più tranquilla? No, assolutamente — dice Alessio, vice dello squalificato Conte —. Anzi, chi era vicino alla panchina sa benissimo quanta tensione ci fosse oggi. Anche i ragazzi erano tutti più attenti, svegli e cercavano di dare una mano proprio per l’assenza di Antonio. L’allenatore è sempre lui, noi siamo dei collaboratori e cerchiamo di dare il nostro meglio in ogni occasione, provando a fare ciò che Antonio ci chiede». Quella di ieri è stata la nona panchina in campionato di Angelo Alessio: sei vittorie, un pareggio e due sconfitte il bilancio personale. La partita «Siamo contenti del risultato, ma anche nelle altre partite la prestazione c’è sempre stata — continua Alessio —. E’ un periodo che costruiamo tantissimo, magari non concretizziamo a dovere, ma alla prima occasione subiamo gol. Un po’ come oggi contro il Chievo. Siamo consapevoli della nostra forza, è un momento difficile, delicato. I ragazzi si sono messi a disposizione, hanno capito l’importanza della situazione, e con l’assenza di Antonio in panchina si sono stretti ancora di più. Volevamo la vittoria e ci siamo riusciti, oltretutto su un campo complicato. Juve tosta, pronta a controbattere il Napoli, la nostra vera avversaria». © RIPRODUZIONE RISERVATA

il tecnico ai box

1a

sconfitta casalinga per Corini al nono incontro: finora il bilancio era stato di 4 vittorie e 4 pareggi.

5

le reti di Thereau in febbraio su un totale di 12 gol in A, 1 nel 2011 e 2013 e 3 nel 2012.

E Conte torna in tribuna... Squalificato due giornate per le proteste dopo la gara col Genoa, Antonio Conte (nella foto Sky all’ingresso dello stadio) ha visto la partita in tribuna col d.g. Marotta, inibito. Non è una novità: vedere la gara dall’alto è stata la normalità nella prima parte della stagione.

Gazzetta.it Gazza

Tvf

SINTESI E GOL DELLA A E VIDEOINTERVISTE DOPO MILAN-UDINESE Vuoi rivedere i gol della Juve o della Fiorentina? Hai perso il debutto di Balotelli nel Milan? Vai su Gazzetta.it e apri il nostro canale video: troverai gli highlights di A e B e le videointerviste al termine di Milan-Udinese

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Toni fa festa dopo il gol

Sul sito rosa ampio spazio anche al calcio internazionale, con i gol del Psg e gli highlights delle partite giocate da Real Madrid e Barcellona. Il lunedì è anche il giorno della rubrica Extra Time, condotta da S. Cantalupi

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SERIE A

Napoli in missione scudetto L’unico decorato è Pandev In Italia soltanto il macedone ha vinto il titolo con l’Inter. Anche Cavani, Zuniga, Dzemaili e Inler hanno trionfato, ma nei campionati esteri

identiKit & CARRIERA

v

MIMMO MALFITANO NAPOLI

L’illusione è durata lo spazio di una notte, giusto il tempo per godere di un primato raggiunto dopo aver battuto il Catania. Poi, ieri, all’ora di pranzo, la Juventus ha nuovamente ristabilito le gerarchie di questo campionato, vincendo a Verona. Beh, Napoli c’è rimasta male, perché ha voluto crederci, convinta com’era che la crisi di risultati della capolista potesse durare ancora per un po’. Invece, la classifica non ha subito grandi variazioni per le prime due posizioni, mentre le sconfitte di Lazio e Inter hanno reso ancora più sostanzioso il vantaggio di Juventus e Napoli sulle dirette inseguitrici.

Nuova emozione La sta vivendo

con compostezza, l’ambiente napoletano. Lottare per lo scudetto è un qualcosa d’inedito per i ragazzi di Walter Mazzarri e per lo stesso allenatore, tranne per uno: Goran Pandev che lo ha vinto con l’Inter. Ognuno di loro, non ha alle spalle storie importanti, tutti sono arrivati a Napoli in silenzio e con umiltà, aprendo a una crescita costante che ne ha perfezionato pure il talento. Ed è questa voglia di vincere che potrebbe fare la dif-

L’ANTICIPO DI VENERDÌ

MAI Totti non basta IN ITALIA Il poker del Cagliari

«licenzia» Zeman ROMA-CAGLIARI

S Edinson Cavani 25 anni attaccante del Napoli e dell’Uruguay, ha vinto il campionato uruguaiano con il Danubio nel 2006-2007

2-4

MARCATORI Nainggolan (C) al 3’, Totti (R) al 35’ p.t.; autorete di Goicoechea (R) al 1’, Sau (C) al 9’, F. Pisano (C) al 26’, Marquinho (R) al 49’ s.t. ROMA (4-3-3) Goicoechea 3; Piris 5, Burdisso 4,5, Marquinhos 5, Dodò 4; Bradley 5, Tachtsidis 5 (dal 14’ s.t. De Rossi 5), Florenzi 5 (dal 14’ s.t. Marquinho 5,5); Lamela 5,5, Osvaldo 4, Totti 6. ALLENATORE Zeman 4. AMMONITI Tachtsidis, Piris e Lamela per gioco scorretto CAGLIARI (4-3-1-2) Agazzi 6,5; F. Pisano 6, Rossettini 6,5 (dal 32’ s.t. Perico s.v.), Astori 6,5, Avelar 6; Ekdal 6,5, Conti 7 (dal 36’ s.t. Casarini s.v.), Nainggolan 7; Ibarbo 7; Thiago Ribeiro 6,5 (dal 43’ s.t. Cossu s.v.), Sau. ALLENATORE Pulga-Lopez. AMMONITI Nainggolan e Avelar per gioco scorretto. ARBITRO Romeo di Verona.

L’ANTICIPO DI IERI / 1

Poche emozioni

S Juan Zuniga, Torino e Samp 27 anni, colombiano, esterno di centrocampo, ha conquistato tre titoli nazionali del campionato colombiano con l’Atletico Nacional

Fame di scudetto La contesa, in

ogni modo, resta viva. Da queste parti la fame è tanta, si vuole vincere. D’altra parte, nessuno tra dirigenti, tecnici e giocatori ha mai provato l’emozione di vincere lo scudetto. Un progetto al quale Aurelio De Laurentiis sta lavorando sin dal primo giorno che ha rilevato la società dalla Fallimentare. Da quel momento, la crescita è stata esponenziale, come la qualità dei risultati. Nella sua breve storia, il nuovo Napoli è stato in grado di raggiungere obbiettivi stagione dopo stagione. E oggi è pronto al grande salto. La determinazione non manca e la vittoria di sabato sera ne è la dimostrazione. Se non segna Cavani, ci pensa Marek Hamsik, che con l’uruguaiano rappresenta il grande tesoro che De Laurentiis custodisce gelosamente.

A

S L’attaccante macedone Goran Pandev, 29 anni, ha vinto uno scudetto con la maglia dell’Inter nella stagione 2009-2010

ferenza nel testa a testa con la Juve. Sul piano tecnico, le due squadre si equivalgono o quasi e, dunque, potrebbero essere determinanti le motivazioni oltre che la bravura. E quelli del Napoli ne hanno parecchie.

ilDietrofront

Momenti diversi Sono quelli che

hanno vissuto alcuni tra i protagonisti di questo Napoli. Gli stranieri, soprattutto, che in epoche remote hanno vinto il titolo nei rispettivi Paesi. E’ il caso di Inler e Dzemaili che con lo Zurigo hanno ottenuto 2 titoli svizzeri; di Zuniga che ha conquistato lo scudetto colombiano con il Nacional e di Cavani che ha vinto con il Montevideo (Uruguay). Ma, in Italia, vantano soltanto la Coppa Italia, conquistata lo scorso anno. «La Serie A è tutt’altra roba, vincere lo scudetto immagino che possa essere qualcosa di impagabile. E farlo col Napoli credo che sia il massimo per un giocatore», ha detto Edinson Cavani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Blerim Dzemaili, 26 anni, centrocampista svizzero di origini libanesi, ha vinto due Super League con lo Zurigo nel 2006 e nel 2007

non si fanno male TORINO-SAMPDORIA

TORINO (4-2-4) Gillet 6; D’Ambrosio 6,5, Glik 6,5, Rodriguez 6,5, Masiello 6; Brighi 6, Gazzi 7; Cerci 6,5, Meggiorini 5,5 (dal 19’ s.t. Bianchi 5,5), Barreto 5,5 (dal 43’ s.t. Jonathas s.v.), Santana 5,5 (dal 40’ s.t. Birsa s.v.). ALLENATORE Ventura 6,5 AMMONITI Gazzi per gioco scorretto. SAMPDORIA (3-5-2) Romero 6; Gastaldello 6, Palombo 6,5, Costa 6; De Silvestri 7, Munari 6, Krsticic 6, Poli 6, Estigarribia 5 (dal 36’ s.t. Poulsen s.v.); Icardi 5,5, Eder 5,5 (dal 26’ s.t. Soriano 5). ALLENATORE Rossi 6,5 AMMONITI De Silvestri per proteste. ARBITRO Rizzoli di Bologna.

L’ANTICIPO DI IERI / 2

Hamsik-Cannavaro mettono il turbo Il Catania va k.o. NAPOLI-CATANIA

La Russa sulla sciarpa «Chiedo scusa alla Juve» Ha suscitato polemiche la foto (ANSA) di Ignazio La Russa, parlamentare e tifoso interista, dietro una sciarpa anti Juve, con Marcello Taglialatela, assessore regionale campano. La Russa ha spiegato: «Mi sono trovato dietro la sciarpa, aperta da un tifoso in modo goliardico. Chiedo scusa ai tifosi della Juve. Anche nella mia famiglia ci sono tanti sostenitori bianconeri».

S Gokhan Inler, 28 anni, centrocampista del Napoli e della Nazionale svizzera, ha conquistato due titoli nazionali con la maglia dello Zurigo

0-0

2-0

MARCATORI Hamsik al 31’, Cannavaro al 44’ p.t. NAPOLI (3-4-1-2) De Sanctis 6; Grava 5, Cannavaro 7, Gamberini 6,5; Mesto 6,5, Behrami 6 (dal 18’ s.t. Inler 6), Dzemaili 6,5, Zuniga 6 (dal 39’ s.t. Armero s.v.); Pandev 6, Hamsik 7,5 (dal 31’ s.t. L. Insigne 6); Cavani 6. ALLENATORE Mazzarri 8. AMMONITI Behrami, Grava e Dzemaili per gioco scorretto. CATANIA (4-3-3) Andujar 5,5; Bellusci 5, Spolli 6, Rolin 5,5, Capuano 5,5; Izco 5,5, Lodi 5,5 (dal 42’ s.t. Doukara s.v.), Biagianti 5,5 (dal 26’ s.t. Almiron 5,5); Barrientos 6,5, Bergessio 5, Gomez 5. ALLENATORE Maran. AMMONITI Spolli per proteste. ARBITRO Calvarese di Teramo.

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SERIE A 23a GIORNATA

il Film Emeghara, esordio e gol L’illusione di Cassano e il capolavoro di Sestu Chiude il rigore di Rosina 20’ primo tempo Il contropiede dell’1-0 Contropiede Siena: da Rosina a Rubin che se ne va sulla destra, cross per Emeghara che non sbaglia LAPRESSE

22’ primo tempo Arriva subito il pareggio Cassano da sinistra piazza un cross, Nagatomo (nella foto) non tocca il pallone che finisce nell’angolino: 1-1 ANSA

10’ secondo tempo Rosina spiazza Handanovic Chivu atterra Emeghara solo in area: rigore e cartellino rosso per il difensore. Rosina trasforma e fa 3-1 LAPRESSE

24’ primo tempo Il gol di Sestu, la rabbia di Zanetti Gran gol di Sestu, che si libera al limite e lascia partire un tiro «alla Del Piero» che si infila in rete ANSA

Sprofondo Inter a confondere le idee e a togliere certezze. Per giunta il temporaneo 1-1 di Cassano è stato casuale, un cross rotolato in porta per inerzia. Impressiona che in questo campionato l’Inter, tra andata e ritorno, abbia lasciato sei punti al Siena. Non è tutto, per la prima volta i nerazzurri escono battuti dalla Monte Paschi Arena, campo in cui hanno festeggiato degli scudetti.

si è disinteressato dell’azione, è rimasto a guardare e a boccheggiare, e nessun compagno si è preoccupato di contrastare Sestu. In quella zona e in quella fase anche Zanetti ha avuto pesanti responsabilità. A quarant’anni non ci si inventa mediani. Il capitano interista può funzionare in corsia, nel suo territorio, perché alla faccia dell’età conserva una bella falcata, ma in mezzo ci vuole altro, serve gente che riconquisti il pallone e faccia ripartire l’azione. All’intervallo fuori Schelotto e dentro l’atteso Kovacic. Cambio di sistema, dal 3-4-1-2 di partenza al 4-3-1-2 o 4-3-3, a seconda che Guarin si muovesse in fascia o dietro le punte. Kovacic si è sistemato sul centrosinistra, con Kuzmanovic davanti alla difesa. L’atteso «Kova» ha cercato di fare il suo, giocate semplici in un contesto complicato. «Kuz» ha proseguito sulla falsariga del primo tempo, si è mosso con lentezza, ma ha ragionato su ogni pallone. La «K2» ha diritto ad altre possibilità, merita che gli si costruisca attorno uno scenario più sensato.

I nuovi L’innesto di Schelotto in fascia destra non è riuscito e non tutte le colpe sono addebitare all’argentino. Schelotto non stava in piedi, non aveva nelle gambe la mitica corsa per cui è stato acquistato: Stramaccioni, nei giorni scorsi ad Appiano, non se ne è accorto? I primi due gol del Siena sono arrivati da lì, dal settore di Schelotto. Sull’1-0 - bruciante ripartenza senese - l’ex atalantino ha perso Rubin, che è volato via a velocità tripla. Sul 2-1

Le colpe Troppi cambiamenti confondono i ragionamenti. Come col Torino una settimana fa, a Siena l’Inter si è specchiata nell’avversario. In avvio sistema 3-4-1-2, speculare al 3-4-2-1 di Iachini. Insistiamo: possibile che l’Inter debba «parametrarsi» su formazioni di livello inferiore, senza offesa per alcuno? Il calcio «parametrico» è tipico delle provinciali, di chi deve lottare per sopravvivere. L’Inter ha il dovere di imporre un suo gioco. La

Strapazzata dal Siena Adesso è crisi vera: in 7 partite solo 6 punti Nerazzurri confusi: Schelotto boccheggia, 1-1 di Cassano, poi il crollo. Kovacic entra nella ripresa, rosso per Chivu DAL NOSTRO INVIATO

SEBASTIANO VERNAZZA SIENA

Se questa è una squadra. Inter in piena involuzione, strapazzata dal Siena ultimo in classifica. Numeri orribili, impermeabili a qualunque alibi. Nelle ultime 7 partite, la formazione di Stramaccioni ha incassato sei punti sui 21 a disposizione. Media da retrocessione. Così non si va da nessuna parte, altro che Champions. Un’unica vittoria, a San Siro contro il derelitto Pescara, poi tre pari e tre sconfitte. Non vale aggrapparsi al fuorigioco che ha inquinato l’1-0 senese e al presunto mancato rigore verso la fine del primo tempo (Belmonte su Cassano). Gli episodi sono poca cosa rispetto alla prestazione, che è stata scadente e che si può riassumere in tre mancanze: fiato corto, deficit motivazionale e solito girandola di sistemi di gioco

Tutta la disperazione di Antonio Cassano, 30 anni ANSA

correzione dell’intervallo - il 4-3-1-2 di cui si parlava prima - è stata vanificata in avvio di ripresa. È bastato un lancio ben calibrato di Sestu ad aprire la difesa dell’Inter come una scatoletta. Chivu ha abbattuto Emeghara ed è stato espulso, Rosina ha trasformato il rigore del 3-1. A quel punto, in 10 contro 11, la «messa» dell’Inter è finita. Stramaccioni ha arrabattato un 4-3-2 e quando ha tolto Cassano per inserire Rocchi si è avuta l’impressione che alzasse bandiera bianca. Un 35enne come primo cambio d’attacco, data l’indisponibilità di Milito e la cessione di Livaja. Anche Marco Branca, responsabile del mercato, ha la sua fetta di colpe.

Ora Siena ci crede Agganciato il Palermo a quota 17 punti, il Siena non è più ultimo in solitaria. Contro l’Inter, prova esemplare per intensità e astuzia tattica. Aspettare e ripartire, lanciarsi nei vuoti d’aria creati dai giocatori di Stramaccioni. Sulla sinistra dell’attacco senese, il fianco destro dei nerazzurri, ha preso forma una sorta di triangolo delle Bermuda. Lì l’Inter è stata inghiottita, risucchiata e non è più tornata indietro. Rubin, Sestu ed Emeghara hanno squassato l’asse formato da Zanetti, Schelotto e Ranocchia. Qui a Siena hanno altri più gravi problemi da fronteggiare, lo scandalo Mps ha tramortito tutti. «Città ferita, ma non doma», ha scandito lo speaker prima del via. Ieri il Siena ha dimostrato di non essere una squadra alla deriva. I «derivati» sono altri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SIENA

INTER

3

1

(3-4-2-1)

(3-4-1-2)

25 Pegolo; 17 Belmonte, 24 Paci, 18 Felipe; 6 Angelo, 8 Vergassola, 14 Della Rocca, 33 Rubin; 27 Rosina (dal 24’ s.t. 7 Valiani), 77 Sestu (dal 34’ s.t. 36 Bolzoni); 10 Emeghara (dal 37’ s.t. 81 Bogdani). PANCHINA 12 Farelli, 3 Uvini, 88 Terlizzi, 16 Verre, 23 Agra, 70 Mannini, 86 Teixeira, 91 Reginaldo, 9 Paolucci. ALLENATORE Iachini. CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno. AMMONITI Paci e Belmonte per gioco scorretto.

1 Handanovic; 23 Ranocchia, 26 Chivu, 40 Juan Jesus; 7 Schelotto (dal 1’ s.t. 10 Kovacic), 4 Zanetti, 17 Kuzmanovic, 55 Nagatomo; 14 Guarin (dal 40’ s.t. 21 Gargano); 99 Cassano (dal 28’ s.t. 18 Rocchi), 8 Palacio. PANCHINA 27 Belec, 77 Di Gennaro, 6 Silvestre, 24 Benassi, 11 Alvarez, 31 Pereira, 42 Jonathan. ALLENATORE Stramaccioni. CAMBI DI SISTEMA 4-3-1-2 dal 1’ s.t.; 4-3-2 dall’11’ s.t. ESPULSI Chivu al 10’ s.t. per gioco scorretto. AMMONITI Guarin per gioco scorretto.

MARCATORI Emeghara (S) al 20’, Cassano (I) al 22’ e Sestu (S) al 24’ p.t.; Rosina (S) su rigore al 10’ s.t. ARBITRO Doveri di Roma. NOTE paganti 5.261, incasso di 104.314,34 euro; abbonati 6.869, quota di 47.386,25 euro. In fuorigioco 2-2. Angoli 4-8. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

POSSESSO PALLA

il tema PERIODO NERO

Scelte sbagliate, limiti di gioco Così Strama è senza sicurezze È mancata persino una risposta di carattere della squadra. Per Moratti un’altra domenica da dimenticare, tra delusione e rabbia. Siena: 6 punti contro l’Inter DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE SIENA

PASSAGGI UTILI

Gioco latitante Altre meditazio-

LA NOTA POSITIVA BUON DEBUTTO DEL CROATO MINUTI

SIENA 31%

INTER 69%

TIRI IN PORTA

IIIII SIENA 5

SIENA 71%

INTER 83%

TIRI FUORI

IIIIIII IIIIIIII INTER 7

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 2-1 GOL! 20’ Della Rocca per Rubin sulla sinistra, cross dell’esterno e Emeghara appoggia in rete. GOL! 22’ Cross di Cassano da sinistra, né Nagatomo né Belmonte toccano e la palla finisce in rete sul secondo palo. GOL! 24’ Gran gol di Sestu da sinistra. Un tiro alla Del Piero, sull’altro palo. 29’ Tiro di Kuzmanovic, deviazione: palla fuori di poco 37’ Nagatomo per Schelotto che di testa gira, ma il pallone finisce su Pegolo in uscita.

BARICENTRO MOLTO BASSO 48,5 metri

clic E IL RACCATTAPALLE DICE A CASSANO DI FARE DA SOLO... SIENA (l.t.) Storie di raccattapalle. Eden Hazard in Swansea-Chelsea ci ha perso la testa, rimediando rosso e maxi squalifica. Ieri Antonio Cassano ha dimostrato grande autocontrollo quando, al 35’, il ragazzino di turno non gli ha dato il pallone, anzi lo ha invitato a prenderselo da solo. Cassano ha velocizzato la ripresa, ma alla sosta successiva ne ha dette un paio al «monello». Capitan Vergassola ha risolto tutto, spiegando al ragazzo che era lì per fare appunto il raccattapalle.

SIENA 8

IIIIII INTER 6

SECONDO TEMPO GOL! 10’ Chivu abbatte Emeghara davanti ad Handanovic. Espulsione e rigore, trasformato da Rosina. 13’ Gran parata di Pegolo su punizione di Guarin. 14’ Traversa di Cassano con tiro dalla sinistra. 24’ Sestu ci riprova alla Del Piero: stavolta la palla esce. 29’ Kuzmanovic da fuori, conclusione centrale. 38’ Palacio, solo davanti a Pegolo, calcia al volo, ma il pallone va alto.

BARICENTRO ALTO 54 metri

1

vittoria casalinga del Siena sull’Inter che in otto precedenti aveva concesso solo due pareggi ai padroni di casa

3

le reti realizzate ieri pomeriggio dal Siena: è la prima volta che succede in questo campionato

1

punto raccolto dall’Inter nelle ultime 8 trasferte ufficiali. Aveva iniziato la stagione vincendo di fila le prime 10

Una tranquilla domenica da incubo, di quelle che Moratti ingoia davanti alla tv, di pomeriggio e come se non bastasse anche la sera, dopo aver masticato prima stupore e poi rabbia. Di quelle che Stramaccioni così scosso alla fine non si era ancora mai visto. Un incubo accorgersi di essere la squadra contro la quale nulla è impossibile, per tutti, anche per il Siena, che magari retrocederà ma dopo l’omaggio di un en plein da 6 punti su 6 gentilmente offerto dall’Inter. Un incubo i trend da 13 punti in 12 partite, una vittoria nelle ultime sette (contro il Pescara), un punto nelle ultime sei trasferte e gol subìti fuori casa senza soluzione di continuità dal 28 ottobre.

48 TIRI

0 DRIBBLING

2 PASSAGGI

45 SPONDE

1 RECUPERI

4

Non solo classifica Un incubo la

classifica: è vero, come Stramaccioni ha insistito a dire ieri anche nello spogliatoio, che l’Inter è ancora lì, in corsa per il 3˚ posto, ma è verissimo che frenate, anzi franate, così si pagano e vedono anche alla distanza, mica per forza subito. Un incubo, soprattutto, il fatto che l’aspetto più grave della sconfitta di ieri non sia la classifica. Perché una caduta così raffredda sul nascere gli entusiasmi faticosamente ritrovati dopo l’impennata in extremis sul mercato; toglie consapevolezze ad una squadra che in una partita di transizione fra il pre e il post rafforzamento aveva bisogno solo di vincere anche senza convincere, non di un ulteriore passo indietro dopo risposte desolanti; non rafforza Stramaccioni, che pure si sentiva (si sente, ha detto ieri) rafforzato da parole ed opere della società. I nuovi acquisti Non lo rafforza

non significa che l’allenatore rischia: i nomi di possibili successori per luglio, come sem-

Il nuovo acquisto nerazzurro, Mateo Kovacic, 18 anni ANSA

Trend da incubo: 13 punti in 12 partite, 1 vittoria nelle ultime sette gare (col Pescara) Quanto manca Milito: la squadra gioca come se davanti ci fosse lui e non Palacio pre accade in certi casi, cominciano a circolare, ma al meno di cataclismi non è quella l’aria, non solo perché il recentissimo mercato è stato fatto con lui e per lui. Però significa che la partita di ieri impone meditazioni e il farsi delle domande. Anzitutto sulle sue ultime scelte, certo: non dei nuovi acquisti in sé, perché giudicare dopo 90’ e per questi 90’

gente arrivata da 3-4 giorni, che ha appena iniziato ad allenarsi alla Pinetina, sarebbe pretestuoso e comunque due rinforzi su tre (Kuzmanovic e Kovacic) hanno fatto meglio di diversa gente che è all’Inter da più tempo di loro; ma semmai sulla decisione di far giocare subito titolare uno Schelotto così, che ha tradito tutta la ruggine del suo ultimo mese da separato in casa Atalanta, salvo poi dover ridiscutere tutto nella ripresa, atteggiamento tattico e uomini, sistemando i 18 anni di Kovacic non su un comodo scivolo, ma sulla scomoda cattedra del cambiapartita. Detto a posteriori, e visto soprattutto nel primo tempo Guarin (che non a caso era dato non al meglio), forse valeva la pena giocarsi subito il ragazzino e lasciare ancora per una partita Nagatomo a destra, dove poi è comunque tornato ad inizio ripresa.

LA STRANA COPPIA Il NIGERIANO NATURALIZZATO SVIZZERO E IL CENTROCAMPISTA CHE NON SEGNAVA DAL 2009: È STATA LA LORO GIORNATA

Emeghara-Sestu: ora i toscani ci credono Gioia Mezzaroma: «Non compriamo delle figurine». Iachini: «Ecco la gara perfetta» DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI SIENA

L’Inter di questi tempi è un bell’antidepressivo per molti. Ma il Siena ci mette molto del suo e si ribella a una classifica carogna. Senza la vittoria del Genoa sulla Lazio all’ultimo secondo sarebbe stata festa completa. Bravi tutti, ma gli

acuti sono della strana coppia Sestu-Emeghara. Svizzero salvezza Il primo eroe

è nato nel 1989 in Nigeria, ma ha il passaporto svizzero: Innocent Emeghara, sconosciuto fino a 15 giorni fa, già uomo della salvezza per qualcuno. Il d.s. del Siena Antonelli l’ha pescato nel Lorient, nonostante in questa stagione non avesse praticamente mai giocato, e con l’Inter il ragazzo ha procurato rigore ed espulsione ammazza match e firmato il suo primo gol in Italia. Il tutto alla prima gara da titolare dopo l’esordio nel finale di Udine. Sarà il piccoletto, peraltro già convocato nella nazionale svizzera, il trascinatore

della squadra di Iachini da qui alla fine? Per il momento Siena se lo coccola, a partire dal presidente Massimo Mezzaroma. «Emeghara ha dimostrato di avere qualità — ha detto il numero uno del Siena —, ma noi già lo sapevamo. Forse qualcuno pensa che compriamo giocatori a caso, invece non guardiamo all’album delle figurine. Credo che dopo questa partita il Siena e la città tutta abbiano la possibilità di tirare fuori di nuovo l’orgoglio, quello per una squadra che per una volta ha insegnato calcio ad una grande. Non abbiamo fatto niente in realtà, la classifica è cambiata all’ultimo minuto per la vittoria del Genoa, pensiamo solo a

far punti con tutti». Sestu. Anzi, Secondu L’altro eroe

di giornata è Alessio Sestu. In naftalina la scorsa stagione (solo cinque presenze in un campionato), quest’anno ha scalato le posizioni fino a ritrovare la maglia da titolare e, soprattutto, il gol in Serie A: non segnava dal 1 marzo 2009 con la maglia della Reggina nell’1-1 con la Fiorentina. Era rimasto l’unica realizzazione in A, dopo quattro anni è arrivato il bis con una rete «alla Del Piero»: destro a rientrare dal vertice dell’area di rigore. «È stato un gol importante — ha detto al termine della partita Sestu, autore anche del lancio da cui è

ni e altre domande, su un bandolo che Stramaccioni deve trovare in fretta: il gioco tuttora stenta a decollare, con rivisitazioni tattiche e cambi di modulo difensivo, più o meno obbligati ma reiterati, a gara in corso; le soluzioni offensive sono più che altro ipotesi, proprie di una squadra che continua a giocare per Palacio come se davanti avesse Milito, il cui ultimo gol, contro il Napoli, è stato lo spartiacque prima di un declino da 6 punti su 21, a dimostrazione del fatto che un centravanti vero serve, eccome; la squadra continua ad amplificare, invece che mascherare, certi limiti difensivi e poi finisce per patire se, come ieri, vanno in apnea anche gli uomini che ultimamente l’hanno tenuta faticosamente a galla: Guarin, Palacio e Handanovic, che pare aver perso la formula dell’incantesimo dei rigori parati. Facile dire feeling Ma la sconfitta di ieri, più in particolare, non rafforza Stramaccioni proprio perché troppa gente ha giocato sotto standard, la squadra è crollata dalle fondamenta con il capitano fra i primi ad affondare e ha dato più dopo aver subìto il terzo gol che prima, e questo non va bene. Sono questi i momenti in cui il feeling con l’allenatore tanto decantato da tutti i giocatori ai tempi d’oro va confortato, e la maniera giusta per dimostrarlo non solo a parole non è prendere il 2-1 due minuti scarsi dopo aver pareggiato e metterci più di mezzora (e un altro gol subìto) per avere almeno un’impennata di rabbia e d’orgoglio. Un girone fa eravamo qui a fare più o meno gli stessi discorsi, ma a questo punto, per credere che il Siena possa rappresentare come allora una svolta, servirà molto di più di una semplice professione di fede. © RIPRODUZIONE RISERVATA

nato il rigore —. Lo dedico a Virginia, mia figlia, ma soprattutto a Giorgio, il nostro preparatore a cui siamo tutti molto legati (D’Urbano, ricoverato in ospedale dopo un malore, a cui è stata dedicata anche una maglietta indossata da alcuni membri dello staff a fine gara, ndr.). Sono felice perché da alcune settimane è cambiato qualcosa. A Torino e Udine abbiamo perso immeritatamente. Ci crediamo». Iachini E ci crede Beppe Iachini:

«Puniti da episodi nelle ultime giornate, abbiamo fatto la gara perfetta. Malgrado la classifica, i casini col "Monte" e una rosa stravolta dal mercato, i ragazzi mi seguono. E’ giusto dare più meriti al Siena che demeriti all’Inter». (ha collaborato Alessandro Lorenzini) Innocent Emeghara, 23 anni ANSA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

20

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

SERIE A 23a GIORNATA

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Ansia Strama: «Sono a rischio? Ora è normale...»

LA SERIE NEGATIVA Nelle ultime 7 partite, l’Inter di Stramaccioni ha ottenuto soltanto 6 punti, frutto di una vittoria e tre pareggi. Ecco la serie.

«Capisco che possano girare certe voci dopo alcuni risultati. Ma il 3˚ posto è sempre vicino» DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI SIENA

Lo vedi arrivare davanti a telecamere e taccuini pallido come un fantasma e con lo sguardo assente. Ti viene il dubbio che abbia mollato anche lui. Invece Andrea Stramaccioni ci mette la faccia, incassa le critiche, ma ruggisce. Sperando che il suo messaggio arrivi a una truppa apparsa allo sbando. Perché se il gioco era un optional già da un po’ di tempo, a Siena per la prima volta non si è visto nemmeno il carattere. Bivio e fuoco Come l’anno scor-

so col Novara, l’Inter regala sei punti a una squadra in piena lotta per la salvezza. «Una brutta sconfitta, che fa rabbia anche perché con Pescara, Bologna e Roma sembravamo aver ritrovato la continuità, invece con Torino e Siena c’è stata un’involuzione — esordisce Strama, il primo tecnico nerazzurro a perdere al Franchi — Però in questo campionato così strano rimaniamo a 3 punti dall’obiettivo terzo posto, e siamo in corsa nelle due coppe.

«Mi sento il fuoco dentro, ancor più visto il k.o. Serve lo spirito di qualche mese fa» «Non cerco alibi, però sull’1-0 c’era fuorigioco e su Cassano c’era un fallo da rigore» Se qualcuno pensa che dopo questi passi falsi possiamo deprimerci si sbaglia. A me questa sconfitta lascia un fuoco dentro difficile da spiegare. Ora siamo a un bivio. O ci mettiamo a piangere e ci rammarichiamo o voltiamo pagina e raddoppiamo l’impegno. Io scelgo la seconda strada. E, anche se questa volta è mancata la solita rabbia dopo i gol presi, gli stessi ragazzi hanno provato a dare tutto e ci credono ancora». Rabbia e rigori Lo spera anche

Massimo Moratti, che in que-

sto stadio ha vinto due scudetti ma ieri ha avuto l’intuito di non presentarsi, malgrado i freschi sforzi sul mercato. I senesi avevano più fame e arrivavano prima sul pallone. Strama prova a difendere la truppa: «Non eravamo partiti male, malgrado la grande ingenuità sul primo vantaggio, a prescindere dal fuorigioco. Dopo il pari di Cassano ero convinto che l’inerzia girasse a nostro favore, invece è arrivato il bellissimo gol di Sestu. Lì abbiamo accusato il colpo. Nel secondo tempo siamo rientrati in campo convinti. Ma quell’espulsione ci ha tagliato le gambe». Qui Strama si incarta un po’, perché ripete che non cerca alibi ma poi gli sfugge un «potrei parlare del primo gol in fuorigioco, del rigore su Cassano e della traversa. Sarà un caso, ma dal match con la Samp (31 ottobre) non abbiamo un rigore a favore...». Ma è davvero un mini sfogo dopo che lo tirano per la giacchetta. Non cade nella provocazione sugli spifferi di possibile esonero (per il futuro già girano i nomi di Petkovic, Mazzarri, Simeone, Blanc...) e va al nocciolo:

LAZIOINTER 1-0 INTERGENOA 1-1 UDINESEINTER 3-0 INTERPESCARA 2-0 ROMAINTER 1-1 La delusione di Andrea Stramaccioni, 37 anni: la sua Inter non vince dal 12 gennaio FORNASARI

«Quando le cose non vanno bene è normale che girino certe voci. E le cose non vanno bene perché rispetto alla sconfitta dell’andata c’è l’aggravante che nel frattempo avevamo dimostrato di essere da prime posizioni. Dobbiamo invertire un trend negativo, amaro, brutto. Ritrovare l’Inter che era a un punto dalla capolista e la rabbia per centrare la Champions. Senza alibi. Perché siamo gli stessi di ottobre e anzi nell’ultimo mercato ci siamo rinforzati. E’ sbagliato dare colpe a Schelotto. Kovacic ha grande personalità, peccato che abbia esordito nella

che avrebbe anche Guarin, smarrito però nelle ultime uscite e sicuro assente domenica col Chievo, dopo aver cercato in tutti i modi il giallo che facesse scattare la squalifica per la prossima gara. «Sconfitta pesante — ammette — Bisogna rialzare la testa e ricordarci che in tante gare abbiamo dimostrato di meritare una posizione alta. Per fortuna anche le altre perdono punti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

RIECCO FELIPE FRECCIA RUBIN NUMERI ROSINA L’ultima in classifica umilia la «grande» Inter (si fa per dire). Siena mps, che sta per «molto più squadra».

6,5

di SEBASTIANO VERNAZZA

7,5 h il migliore Sestu

7,5

SIENAINTER 3-1

Guarin, caccia al giallo Quelle

le Pagelle

SIENA

INTERTORINO 2-2

gara più difficile. Presto metterà in campo le sue enormi qualità».

Iscritto d’autorità al concorso per il più bel gol della giornata. Un tiro «delpierato», a girare, che plana all’incrocio. Da Sau a Sestu: è il weekend dei sardi con le ali.

TIRI 4 PASSAGGI OK 14/17 RECUPERI 6

6 h il migliore Kovacic

INTER

6,5

6,5

L’Inter, in special modo Guarin, lo chiama al lavoro con tiri dalla distanza e Pegolo risponde con parate belle e scenografiche.

Va giù duro e qualcosa rischia, per esempio il rigore su Cassano. Non ha una faccia conciliante e sembra che Palacio gli giri al largo.

PARATE 6 RINVII 21 USCITE 4

CONTRASTI VINTI 3/4 LANCI 0 PASSAGGI OK 8/13

Pegolo

Belmonte

4

CHIVU SBANDA DA KOVACIC BUONE COSE Troppo brutta per essere vera. Ci deve essere una via di mezzo tra la vittoria a casa Juve e il «Titanic» di ieri.

Il ragazzo è timido, però la qualità si intravede. Palloni giocati con bella semplicità, che è la virtù dei forti. Si prega di non buttare via il bambino con l’acqua sporca.

TIRI 0 PASSAGGI OK 44/49 RECUPERI 4

5,5

4,5

Non benissimo sul primo gol (uscita un po’ «farlocca»). E il panorama lo ha depresso a tal punto che ha smesso di essere un para-rigori.

Casello di uscita dell’autostrada che il Siena trova a sinistra. «Rano» tiene la sbarra alzata e non impone pedaggi a nessuno.

PARATE 3 RINVII 18 USCITE 4

CONTRASTI VINTI 7/8 LANCI 4 PASSAGGI OK 39/41

Handanovic

Ranocchia

Paci

Felipe

6,5

6,5

7

7

7

4

Chivu

Juan Jesus

6

4

4,5

5,5

4,5

Grande capo della difesa, con licenza di spingersi in avanti sui calci piazzati. Vigilante: gli interisti si marcano quasi da soli.

E’ ritornato in sé, ha smesso di errare alla ricerca del bel difensore che fu (a Udine). Ci mette personalità e tempismo.

Iachini gli ordina di tenere a bada gli istinti offensivi e lui esegue con disciplina insospettabile in un brasiliano. Guardingo.

Trecento di questi Vergassola. Non poteva festeggiare meglio le 300 col Siena. Va di corsa e di esperienza. Trottolino prezioso.

Nuovo acquisto subito utile. Avvia l’azione dell’1-0, si insinua, taglia e cuce sul centro-sinistra. Equilibrista ed equilibratore.

Freccia Rubin sulla sinistra. Un dubbio però ci angustia: dove finiscono i suoi meriti e dove cominciano le colpe di Schelotto?

Passa da uno sbandamento all’altro, fino allo sciagurato attimo in cui falcia Emeghara e viene espulso. Aspettando che torni Samuel.

Forza e reattività sono le sue doti e le fa valere. Quest’Inter è friabile, facile da sgranocchiare. Juan Jesus è l’unico osso.

Voto da condividere con chi ha deciso di mandarlo in campo. E’ in condizioni pietose, ne combina di ogni. Non gli hanno fatto dei test?

Lì nel mezzo serve continuità di rendimento, non basta traccheggiare con esperienza. Meglio che Zanetti ritorni a svernare in fascia.

E’ compassato, però smista palloni logici, per nulla presuntuosi. Peccato per l’errore che dà il via all’azione del rigore.

Non gli riesce più un cross, neppure per sbaglio. Per andare, va, ma quando arriva sul fondo gli vengono fuori dei traversoni orripilanti.

CONTRASTI VINTI 1/2 LANCI 0 PASSAGGI OK 6/6

CONTRASTI VINTI 1/2 LANCI 0 PASSAGGI OK 11/15

TIRI 1 PASSAGGI OK 16/18 RECUPERI 2

TIRI 0 PASSAGGI OK 25/29 RECUPERI 4

TIRI 2 PASSAGGI OK 20/25 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 14/19 RECUPERI 7

CONTRASTI VINTI 1/1 LANCI 1 PASSAGGI OK 25/26

CONTRASTI VINTI 3/8 LANCI 2 PASSAGGI OK 55/57

TIRI 1 PASSAGGI OK 10/11 RECUPERI 1

TIRI 1 PASSAGGI OK 61/64 RECUPERI 7

TIRI 2 PASSAGGI OK 88/94 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 40/42 RECUPERI 3

7

Angelo

Vergassola

Della Rocca

Rosina

Emeghara

7,5

6,5

s.v.

s.v.

Rieccolo, con i suoi numeri da sudamericano d’Italia. E poiché l’avversario è l’Inter e non il Toro, sul dischetto non si impappina.

E questo chi è? Un nigeriano naturalizzato-svizzero, che sarà bene tenere d’occhio. Finto centravanti che sa cogliere i momenti giusti.

Dentro a metà ripresa, perché ci sono da gestire vantaggio e superiorità numerica. E Valiani si industria nelle due fasi.

Chiamato in causa nell’ultimo quarto d’ora, per fare argine ed evitare che l’Inter con un golletto riapra la partita.

La sua entrata permette a Emeghara di godersi una «standing ovation», onore riservato anche a Sestu.

TIRI 3 PASSAGGI OK 13/17 RECUPERI 5

TIRI 2 DRIBBLING 1 SPONDE 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 5/5 RECUPERI 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 6/7 RECUPERI 3

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 0

Valiani

Bolzoni

Bogdani

Rubin

Schelotto

Zanetti

Kuzmanovic

Nagatomo

7,5

4

l’allenatore Iachini

l’allenatore Stramaccioni

Fa quel che deve, ordina ai suoi di restare «bassi» ad attendere l’onda giusta. L’Inter abbocca agli ami e il Siena tira su la lenza. Lezione di praticità a «Strama».

4,5

5,5

4,5

5

s.v

Si vede al tiro per due volte (bravo Pegolo), per il resto è lontano dai suoi standard. Guarin non è guarito e però gioca: perché?

Gol fortunoso, un assist che nessuno raccoglie e si infila in buca. Rimane la traversa colpita. Tra i meno peggiori, non tra i migliori.

Dura fare il centravanti di una squadra che procede per tentativi. Palacio periferico, depresso e verso la fine anche sciupone

A suo modo l’emblema della decadenza interista. Ci si può rafforzare col 35enne Rocchi? No, e i suoi 20 minuti a Siena lo dimostrano.

Col senno di poi viene da pensare che la sua corsa sarebbe stata utile. Più di Zanetti ha attitudine alla media, questo è sicuro.

TIRI 5 PASSAGGI OK 27/34 RECUPERI 1

TIRI 2 DRIBBLING 2 SPONDE 13

TIRI 2 DRIBBLING 0 SPONDE 9

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 3

TIRI 0 PASSAGGI OK 11/12 RECUPERI 0

Guarin

Cassano

Palacio

Rocchi

Gargano

Continui cambiamenti, aggiustamenti, dietrofront. La duttilità è un valore, ma genera confusione, se viene portata all’estremo. A febbraio l’identità deve essere forte.

GLI ARBITRI DOVERI 5,5 Resta il dubbio del possibile rigore su Cassano: le immagini non fanno chiarezza. I primi due gol viziati da fuorigioco di difficile rilevazione. Marrazzo 5,5-De Pinto 5,5 Castrignano 6-Celi 6

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 23a GIORNATA

lapolemica SABATO LA SFIDA

Andrea Della Valle «Con la Juve rapporti nulli» L’affare Berbatov e il pressing per Jo-Jo restano due ferite aperte Il presidente: «Non ci sono relazioni» FIORENTINA PARMA

GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

Le prime volte del nuovo anno si sprecano, al Franchi. Vale per le vittorie, come per i gol di Jovetic e Toni. A proposito di volte però, non è ancora quella buona per far pace, sportivamente parlando, con la Juventus. Interpellato sull’argomento, il patron viola Andrea Della Valle risponde così: «Rapporti con loro? Sono quelli che vedete. Ovvero, non ci sono rapporti dal punto di vista calcistico. Quella degli Agnelli è una famiglia di tutto rispetto, non serve nemmeno che lo dica io. Ma ripeto, calcisticamente non ci sono relazioni. Poi ne riparleremo in estate». Chiusura netta, decisa. L’affare Berbatov da queste parti non è stato dimenticato. Anche il pressing su Jovetic non è piaciuto. Smentite che piovono, da parte della società viola, anche su eventuali trattative recenti per portare a Firenze Matri oppure Quagliarella.

rebbe parlare solo dei tre punti ritrovati dopo un gennaio magrissimo, che aveva portato come unico risultato positivo il pareggio interno contro il Napoli. Ma quella appena iniziata non è una settimana come le altre. Alle 18 di sabato prossimo, a Torino, è in programma Juventus-Fiorentina. E di quella gara già si discute abbondantemente. «Non sarò allo stadio — prosegue Andrea Della Valle —, in trasferta non vado da un bel po’ di tempo. Partita dell’anno? No, quella è quando giochiamo in casa. E nel match d’andata i bianconeri riuscirono per poco a portar via un punto dal Franchi. Sabato faremo finta sia una gara come tutte le altre». Sbloccato Il nono gol in campio-

nato, primo dell’anno solare, ha restituito il sorriso a Jovetic. Nonostante un primo tempo fatto di dribbling tentati e mai riusciti. Senza vere conclusioni verso la porta. Qualche brusio

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Toni al 27’ p.t.; Jovetic al 5’ s.t.

FIORENTINA (3-5-2) Viviano; Roncaglia, Gonzalo Rodriguez, Savic; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero (dal 42’ s.t. Llama), Pasqual; Toni (dal 34’ s.t. Larrondo), Jovetic (dal 26’ s.t. El Hamdaoui) PANCHINA Neto, Lupatelli, Tomovic, Compper, Romulo, Capezzi, Wolski, Ljajic. ALLENATORE Montella CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO ALTO 55,1 METRI ESPULSI nessuno AMMONITI Migliaccio per gioco scorretto

PARMA (4-3-3) Mirante; Rosi (dal 12’ s.t. Coda), Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes (dal 22’ s.t. Mariga), Parolo; Biabiany, Belfodil (dal 12’ s.t. Amauri), N. Sansone. PANCHINA Pavarini, Bajza, Benalouane, Mesbah, Morrone, Strasser, Ninis, Palladino ALLENATORE Donadoni CAMBI DI SISTEMA 3-4-3 dal 22’ s.t.; 3-5-2 dal 37’ s.t. BARICENTRO MEDIO 51,4 METRI ESPULSI nessuno AMMONITI Rosi, N. Sansone, Marchionni per gioco scorretto

Jovetic batte Mirante per il 2-0: è il gol numero 9 del montenegrino in campionato SESTINI

Toni più Jovetic: prima gioia del 2013 per la Fiorentina I viola non vincevano da dicembre: col 2-0 sul Parma si riportano a - 4 dalla Lazio. Emiliani al 2˚ k.o. di fila DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI FIRENZE

Sarebbe stato ripugnante, per l’orgoglio viola, presentarsi davanti alla rivale più detestata con l’affanno di oltre un mese senza vittoria. Così la Fiorentina, che sabato va a casa Juve dopo «la giornata perfetta» (parole di Montella), metterà un po’ più di strizza nell’anima bianconera: questa è la sola Viola che conta perché, stendendo il Parma, è riuscita a ripulire le sventure di inizio 2013, le cinque partite, coppa inclusa, con un solo punto, la dieta di Jovetic, che non aveva più segnato dall’ultimo successo, il 22 dicembre a Palermo. Un ambiente non più depresso e che

La gioia di Andrea Della Valle SESTINI

proveniente dal pubblico lo ha percepito pure lo stesso Jo-Jo. Anche se gli applausi di incoraggiamento sono stati abbondanti. E giunti decisamente prima rispetto al piattone vincente del 2-0. «Dedico la rete ai tifosi, sono felice di aver segnato», ha detto il montenegrino a fine gara. Prima di tuffarsi sul match contro la Juventus: «Tutti tengono a quella gara, sarà una sfida delicata. Daremo tutto. Vo-

to il senso della gara, se il Parma fosse stato spietato sulle tre occasioni in contropiede sullo 0-0: il rientrante Viviano e gli errori di mira hanno evitato i danni, poi Luca Toni a un certo punto si è stufato di mille azioni deliziose, con passaggi squisiti cui mancava però la capacità di tirare. Su un cross anche scontato di Cuadrado, il centravanti è diventato una montagna impossibile da scalare per Paletta, Rosi e il mucchio in area: 1-0 e la dimostrazione del teorema della concretezza. Non cerchiamo di segnare come il Barcellona, ma da rudi italiani di alta classifica. Un dato, per capire che aria tirava: 4 corner viola nei primi 10’, nessuna conclusione. Dopo il vantaggio, l’estetica, pur non rinnegata, ha lasciato spazio alla concretezza.

2 0

ARBITRO Russo di Nola (Napoli) NOTE paganti 7.036 (82.850 euro); abbonati 12.636 (176.703 euro). Tiri in porta 8-4. Fuori 4-5. Fuorigioco 5-2. Angoli 9-4. Recupero 1’ p.t.; 4+1’ s.t.

gliamo fare una grande prestazione e come sempre andremo per vincere. La Juve è fortissima, ma non staremo a guardarli giocare». Prima di chiudere sul futuro, ripetendo: «Ho un contratto lungo, qui sto bene».

Sabato di fuoco Della Valle vor-

IL TECNICO BATTUTO

Donadoni amaro: «Niente reazioni dopo il raddoppio» FIRENZE (g.s.) Tutti d’accordo, partita a due facce. E sconfitta che ci sta. «Per 50 minuti abbiamo giocato alla pari dei viola — dice Donadoni — ma dopo il raddoppio di Jovetic è mancata la reazione. Abbiamo dato il segnale di una squadra che non ci credeva più, mentre dovevamo avere una determinazione diversa». «Il 2-0 ci ha tagliato le gambe» dice il d.g. Leonardi.

ritrova anche l’indignazione quando in tv chiedono all’allenatore se si «porterà Cuadrado quando andrà in una grande squadra da scudetto». Tifosi furibondi, siti roventi: ma come, non siamo già noi una grande? Può darsi, ultimamente non si era visto, almeno come risultati, però il pieno di ieri ha riportato la Fiorentina a 4 punti dalla Lazio, terza. Per la risposta completa attendere comunque fino al viaggio a Torino. I motivi Perdere senza

meritare sembrava il titolo del gennaio appena trascorso. Stavolta poteva finire in egual maniera, o almeno cambiare subi-

Toni applaude dopo l’1-0 ANSA

I due compari Fra i segnali incoraggianti, sempre in ottica Juve — qui si pensa solo a quella trasferta e a ogni fallo viene l’ansia da ammonizione — anche la rete di Jovetic. La crisi non può essere finita definitivamente e per tutta la prima parte il montenegrino non sembra rinato, si muove con imbarazzo inquietante. Dopo l’intervallo, prova a tirare e il pallone va così largo che la gente applaude ugualmente per compassione, o amore folle. Funziona. Il raddoppio è immediato. Ma forse basta soltanto il rientro di Pizarro a spiegare i tre punti: il cileno aveva saltato 4 gare, commette anche uno sbaglio vistoso ma per il resto è un festival di lanci al bacio (9), passaggi esatti (60) e recuperi. Parma fase calante Seconda sconfitta consecutiva per Donadoni, dopo cinque risultati utili di fila. Soltanto due punti nel ritorno, ma il Parma non ha noie di classifica: l’Europa sarebbe una seccatura, la linea della retrocessione è lontana. Come per la Fiorentina, nessun nuovo acquisto subito in campo, poi entrano Coda e Mariga, ma non sono loro che dovevano riaccendere la compagnia. Troppa sofferenza sui lati perché il 4-3-3 iniziale mette in difficoltà (e in inferiorità) anche gli interni di centrocampo Parolo e Marchionni. Nel secondo tempo tentativi di linea a quattro in mezzo, le tre punte che restano tali con Amauri per Belfodil. Ma gli sbagli del Parma sono all’inizio, quando la Fiorentina sembrava ancor quella bella e dannata di gennaio, non un ciurma che adesso andrà a Torino sentendosi di nuovo all'altezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Soddisfatto Senza voce, ma soddisfatto, Montella ha l’aria di quelli che dicono «Ve l’avevo detto». Anche perché lo aveva detto davvero. «Non ero preoccupato, nonostante il mese difficile dal punto di vista dei risultati. Abbiamo vinto meritatamente, anche se il Parma nel primo tempo ci ha messo in difficoltà. Nella ripresa potevamo chiudere, ma va bene così». Fondamentale il rientro di Pizarro. «Ci dà qualità e sicurezza, è un valore aggiunto: in estate ero titubante sul suo acquisto, sapendo che in caso di assenza ne avremmo sentito troppo la mancanza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle DI P.F.A.

PIZARRO, UNA CERTEZZA MIRANTE NON BASTA FIORENTINA 6,5 VIVIANO 6,5 Otto partite a guardare, due interventi determinanti nel primo tempo. RONCAGLIA 6,5 Pure lui in ripresa: uno scivolone all’inizio ma non ne risente e viaggia tranquillo. G. RODRIGUEZ 6 Nel primo tempo il Parma arriva prima, in area: poi ripristina la tranquillità. SAVIC 6 Bruciato un paio di volte da Biabiany, costringe Mirante alla prima vera parata. CUADRADO 6,5 Il solito: talvolta incontenibile, altre da prendere a male parole. Però prevalgono le scene belle, tipo il servizio del vantaggio. MIGLIACCIO 6,5 È il vice Aquilani o colui che tiene il posto a Sissoko: ci mette tanta volontà e un assist per il 2-0. Salterà la Juve per un giallo discusso. PIZARRO 7 Un ritorno che dà fiducia: una palla persa quasi manda in gol il Parma, ma è l’unica macchia fra tanti squarci da applausi. B. VALERO 6,5 Pure lui parte con un regalo ai rivali che fa nascere un contropiede infuocato. Ma non perde la consueta saggezza tattica (Llama s.v.). PASQUAL 6,5 Libero a sinistra, mette subito cross a ripetizione (16). Una stupidata quasi fa segnare Sansone, si rifà disegnando l’azione del raddoppio.

h

IL MIGLIORE

7 TONI 7

A secco dal 16 dicembre, nell’ultimo successo in casa prima di questo. Arriva a quota 7, «protegge» il cross del raddoppio. Presenza fisica costante (Larrondo s.v.). JOVETIC 6 Sembrava crisi continua, invece ritrova il gol, il nono: è l’unica immagine positiva, ma forse gli farà salire la convinzione. EL HAMDAOUI 6 Poco tempo, una fiondata parata. ALL. MONTELLA 6,5 Il cambio in porta, seppur obbligato, porta benefici. Come il rientro di Pizarro.

PARMA 5,5 IL MIGLIORE 6,5 MIRANTE 6,5 h Toni la piazza sul palo, Lucarelli fa passare Jovetic: lui ferma Savic, Cuadrado e El Hamdaoui. ROSI 5 Corridoio destro aperto come un’autostrada con i casellanti in sciopero. Salterà il Genoa per squalifica. CODA 6 Debutta a partita andata: pochi errori. PALETTA 5,5 Prevale in alcuni duelli con Toni ma quelli che perde sono fondamentali, vedi anche l'1-0. LUCARELLI 5 Sul 2-0 pare faccia velo, ma per Jo-Jo. GOBBI 5 Dalla sua parte imperversa Cuadrado. Sarà anche mal protetto, però soccombe troppo. MARCHIONNI 5,5 Copertura sul centro destra non ottimale. Nella ripresa più centrale e meno a disagio. VALDES 5,5 Non deve braccare Pizarro nella trequarti ma cercare di interrompere il palleggio viola. Quando gli riesce sono ripartenze velenose, però accade solo nella prima parte. Cambiato al 22’ s.t. MARIGA 6 Metà ripresa per riabituarsi al Parma. PAROLO 5,5 Cambia settore nella seconda parte, ma pure sul centrodestra va in affanno. BIABIANY 6 Fra i migliori nel primo tempo, quando sprinta in contropiede, cala dopo. BELFODIL 6 Inviti sporchi o facili, ci arriva sempre. Impaurisce Viviano, esce per scelta tattica. AMAURI 6 Un paio di codate, ma il Parma non c’è più. N. SANSONE 5,5 Usa la velocità per sfondare, non gli riesce spesso. ALL. DONADONI 5,5 Disegno tattico fragile a centrocampo. Nella ripresa cambia qualche posizione, ma non basta. Il Parma non rimaneva senza gol dall’11 novembre. GLI ARBITRI RUSSO 6 Due reti annullate giustamente, ma quella del Franchi, per lui, non si rivela una giornata troppo impegnativa. Viazzi 6 - Liberti 6,5 - Giacomelli 6 - Cervellera 6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

SERIE A 23a GIORNATA le Pagelle

UN’ALTALENA DI CINQUE GOL

di FA.BI.

KUCKA SUPER FLOCCARI UN GUERRIERO RADU INSICURO GENOA 7 FREY 6 Disoccupato di lusso nel primo round, impotente nel secondo contro Floccari e Mauri. GRANQVIST 6,5 Il rilancio dell’azione è compito suo. Anche negli anticipi e di testa va forte. PORTANOVA 6 Fa a zuccate con Klose e Kozak e vince ai punti. Un po’ statico a centro area ma anche per gli ordini impartiti MANFREDINI 6 Perde Floccari sul gol, ma sono tante le occasioni in cui anticipa o recupera. Pimpante. CASSANI 6 Gioca, benino, poco più di 20 minuti. Poi si fa male. FERRONETTI 6 Esordio per un giocatore sfortunato (sempre k.o.). All’inizio tiene basso Lulic, poi lo subisce. Alla prima gara ci sta. ROSSI 6 Il capitano lottatore corre e tampona fin quando può. Gli anni si fanno sentire, ma è prezioso. RIGONI 6,5 L’hombre involontario del partido. Complimenti per i riflessi sul gol. E prima fermato solo da una prodezza di Marchetti. MATUZALEM 6,5 Un uomo chiamato ordine. Con lui il Genoa è più quadrato. Ma quel fallo a Brocchi era da rosso.

h

IL MIGLIORE

7 KUCKA

Juraj il samurai. È dappertutto, colpisce e imposta. Nella sua area di testa le prende tutte. MORETTI 6,5 Gran bella partita. Puntuale nelle scorribande sulla fascia, attento dietro. Tra l’altro, il fallo laterale del 3-2 è suo. BERTOLACCI 6,5 Quando ha voglia, somiglia a un fenomeno. Gol stupendo e pure lo zampino nell’1-0. Poi finisce idee e benzina. OLIVERA 6 Anche lui non s’arrende al pari. BORRIELLO 6,5 Che sveltezza sul gol: marchio del bomber. Che ingenuità quando cintura Cana: difetto degli attaccanti in difesa. All. BALLARDINI 6,5 Il suo Genoa è corto e quadrato, ma ha il difetto di sedersi quando prende gol. Poi esce il carattere.

LAZIO 6,5 MARCHETTI 6,5 Fa una sola parata ma da urlo, su zuccata di Rigoni. Anzi da Batman. Forse su Bertolacci non è impeccabile. CIANI 6 Quando è in difficoltà spazza. Senza un punto di riferimento preciso a volte si perde. Ma non combina guai. CANA 6,5 Gara da leader: messo davanti alla difesa, trascina tutti. Peccato che sui gol di Borriello e Rigoni ci sia lui nei paraggi. RADU 5,5 Signor tentenna su Bertolacci-gol. Altre insicurezze KONKO 6 Timido all’alba della sfida, ritrova vitalità e spinta. GONZALEZ 6,5 Tiene su il centrocampo, zompettando su palloni e caviglie. Lavoro oscuro e non. LEDESMA 5 Fuori ritmo e fuori dai giochi. Capita anche a un califfo come lui. Pektovic lo cambia. BROCCHI s.v. Che iella: entra e esce subito urlando di dolore. PEREIRINHA 6 Numeri e piedi dolci. Esordio promettente. MAURI 6 Non combina granché, ma rimette in pista la Lazio col rigore. LULIC 6,5 Deludente, poi prorompente. Cross a ripetizione. KLOSE 5,5 Il totem spennato. Non stava bene, si fa male. Sostituito. KOZAK 6 Ci mette il fisico per fare da torre e da spalla ai compagni.

h

Genoa-Lazio 1-0 BORRIELLO Al 16’ pt Borriello segna un gol di potenza, da centravanti vero ANSA DAL NOSTRO INVIATO

FABIO BIANCHI twitter @fabiowhites GENOVA

Come un film. Di quelli cult. Di quelli che magari partono svogliati, poi prendono un ritmo che non stacchi più gli occhi. E alla fine ti sorprendono di brutto. I film che hanno tanti ingredienti succosi e poi ti stendono con il colpo di teatro. Genoa-Lazio è stato questo. Un mix di destino (o cabala, se volete), attori di classe e registi che ti cambiano la sceneggiatura per deviare il corso del racconto. E poi il colpo di teatro dell’ultimo respiro: il protagonista disattento. Il Grifo parte forte e ti sorprende. Poi la Lazio lo riagguanta quando pensi che non ce la può fare. Infine vince il Genoa quando hai appena detto: ha sprecato la chance. Il gol vittoria Siamo sul 2-2 e

nei 5 minuti di recupero. Su cross di Matuzalem, il neo acquisto ex Chievo Rigoni dà una zuccata a botta sicura. La respinta di super Marchetti è come un gol. L’azione prosegue e mentre Moretti batte un fallo laterale, Rigoni è lì che vaga in area maledicendo Marchetti, di spalle all’azione. Si gira e s’accorge del pallone prolungato da Granqvist, ci dà un’altra testata d’istinto e stavolta Marassi esplode. Gol vittoria al 50’, davvero l’ultimo respiro. E Genoa dopo tanto tempo un passo fuori dalle sabbie della retrocessione. Avercene, di Lazio Tutto som-

mato, questi 3 punti il Genoa se li meritava. Per quello che ha mostrato nel primo round. E per la rabbia del finale. E poi davanti aveva la Lazio, una vittima predestinata. L’anno scorso gli ha preso sei punti su sei contro. Fondamentali per la salvezza. Quest’anno pure (con Borriello matador). Vuoi vedere che la storia si ripete? Intanto la trama è giusta: con Ballardini in panchina un pari e una vittoria contro la prima e la terza in classifica. Mica

Genoa-Lazio 2-1 FLOCCARI Al 13’ st il Floccari implacabile di questi tempi non sbaglia mira LAPRESSE

Genoa-Lazio 2-2 MAURI Al 37’ st fallo da rigore di Borriello: e Mauri non sbaglia dal dischetto ANSA

È un Genoa a lieto fine Lazio da 0-2 a 2-2 Ma Rigoni la beffa al 50’ della ripresa Il neo-acquisto firma il gol decisivo nel finale dopo l’ennesimo miracolo in porta di Marchetti Finale da brivido: premiata la rabbia degli uomini di Ballardini nel cercare i tre punti male. La squadra è corta. È compatta. Gioca semplice. Gioca bene. C’è da dire che la Lazio senza Hernanes, Candreva, Biava e Dias e con Klose malconcio, aveva i suoi problemi. Ma è rimasta a guardare e nel giro di 20 minuti ha preso due gol. Uno bello, di Borriello, da centravanti di razza. Uno bellissimo, di Bertolacci, da giocatore con qualità enormi che mette in mostra una volta sì e due no. Dribbling a Radu e tiro da paura nell’angolo. Reazione? Zero. Come certi paradossi che solo nel calcio esistono, la formula a due punte produceva zero tiri in porta. E il centrocampo assortito di cinque uomini te-

neva male il campo. La mossa Bertolacci tra le linee ha fatto male alla banda di Pektovic. In questo caso l’assenza più grave è stata quella di Biava, l’unico in grado di uscire veloce dall’area per braccarlo. Bertolacci si è procurato anche il corner che ha portato al gol firmato da Borriello. Lazio rivoluzione Sembrava fat-

ta per il Genoa. Invece no. È intervenuto il regista a cambiare la sceneggiatura, pardon il sistema. Nel secondo round Petkovic ha abbandonato il 3-5-2 e le paure. Squadra con quattro difensori che in realtà erano due perché ha fatto spingere come forsennati Konko e Lulic. E centrocampo a rombo con Cana davanti alla difesa a mettere pezze su Bertolacci e non solo (diventa il trascinatore), più Mauri libero di muoversi dietro le punte. Un 4-3-1-2 molto personalizzato. Ha funzionato. Lulic fin lì nullo ha confezionato il cross per

il gran gol di Floccari. E il difetto antico del Genoa è saltato fuori: quando prende gol si siede. La Lazio ha continuato a macinare e il Grifo non riusciva più a ripartire. Ballardini ha provato a rianimarlo con Rigoni per Rossi. Bene. E poi Olivera per Bertolacci. Un po’ meno bene. Noi avremmo messo un Immobile pronto a scattare negli spazi sui lanci lunghi, visto che la Lazio si sbilanciava spesso. Ma forse il tecnico aveva a sua volta paura di lasciare troppo campo. La Lazio è arrivata al pareggio con il rigore di Mauri, per l’ingenuità di Borriello che ha cinturato Cana. Finità lì? Macché. Il film non era completo. Ci voleva il colpo di teatro di Rigoni. Che ha regalato al Genoa morale e convinzione. Sì, salvarsi si può. Ma la Lazio non esce ridimensionata. Ha un carattere da Champions. E un tecnico che sa cambiare volto alle partite come pochi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GENOA LAZIO

3 2

PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Borriello (G) al 16’, Bertolacci (G) al 22’ pt; Floccari (L) al 13’, Mauri (L) su rigore al 37’, Rigoni (G) al 50’ st

GENOA (3-5-1-1) Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani (24’ pt Ferronetti), Rossi (23’ st Rigoni), Matuzalem, Kucka, Moretti; Bertolacci (29’ st Olivera); Borriello. PANCHINA Tzorvas, Donnarumma, Ferronetti, Pisano, Tozser, Nadarevic, Jorquera, Immobile. ALLENATORE Ballardini ESPULSI nessuno. AMMONITI Manfredini e Matuzalem per g.s., Moretti per proteste CAMBI SISTEMA nessuno BARICENTRO MOLTO BASSO 47,4 metri

LAZIO (3-5-2) Marchetti; Ciani, Cana, Radu; Konko, Gonzalez, Ledesma (dal 19’ st Brocchi, dal 26’ st Pereirinha), Mauri, Lulic; Klose (dal 1’ st Kozak), Floccari. PANCHINA Bizzarri, Strakosha, Stankevicius, Cavanda, Rozzi. ALLENATORE Petkovic ESPULSI nessuno. AMMONITI Ciani e Lulic per gioco scorretto CAMBI SISTEMA dal 1’ s.t. 4-3-1-2 BARICENTRO MEDIO 54 metri ARBITRO Tagliavento di Terni NOTE paganti 1.661, incasso 32.457 euro; abbonati 16.755, quota 178.705 euro. Tiri in porta 5-4. Tiri fuori 1-3. In fuorigioco 4-1. Angoli 3-6. Recuperi: 2’ pt, 5’ st

EUFORIA ROSSOBLU’ RIGONI: «UN GOL INCREDIBILE»

Ballardini: «È dura, ma possiamo salvarci» Il tecnico genoano: «Non ho segreti, forse sono entrato in sintonia con i miei giocatori»

IL MIGLIORE

7 FLOCCARI

Si sbatte come un cercatore di diamanti quando la Lazio arranca. Poi trova il gol. Quanto corre.

ALESSIO DA RONCH GENOVA

All. PETKOVIC 7 Giù il cappello. Con tanti infortunati e sotto di 2 gol, cambia sistema e manda all’arrembaggio la squadra. ARBITRI TAGLIAVENTO 6 Rigore ok: Borriello cintura Cana. Ma è generoso il fallo a Granqvist per la punizione da cui deriva il rigore. Da rosso Matuzalem. Di Fiore 5,5 - Giordano 6 Velotto 6 - Manganiello 6

Genoa-Lazio 2-0 BERTOLACCI Al 22’ pt strepitoso tiro da fuori di Bertolacci che supera Marchetti LAPRESSE

Davide Ballardini, 49 anni LAPRESSE

L’attimo a volte non fugge per niente, anzi, ti cerca, ti insegue, ti vuole a tutti i costi. Marco Rigoni lo scopre all’improvviso nel giorno dell’esordio dei sogni. Moretti effettua la rimessa laterale da sinistra, lo fa talmente a sorpresa che Ri-

goni, che ha appena sfiorato la rete del vantaggio e sta imprecando, è distratto, guarda verso la metà campo, inebetito, mentre intorno a lui gli altri corrono elettrizzati. Granqvist spizzica, Rigoni si gira, fa un passo, tocca di testa e il Genoa vince. «Incredibile — racconta il centrocampista appena arrivato al Genoa dal Chievo —, ci ho pensato subito. L’azione è stata così veloce che mi ha sorpreso, forse gli altri sono stati ingannati dalla mia disattenzione, ma non era falsa, non cercavo di sorprendere i difensori. È successo per caso, ma è stato bellissimo. Uno alla vigilia di un esordio così importante pensa al modo più bello, a un gol

fantastico. Farlo nella realtà, però, è diverso, regala brividi particolari. E questa vittoria è fondamentale per la nostra classifica». Simpatia La classifica Davide

Ballardini preferisce non guardarla, perché in fondo essere a -2 dalla salvezza o a +1 fa freddo lo stesso. Il tecnico si presenta con un colpo di tosse, chiede scusa e indossa il cappello di lana. Il suo malanno, come quello del Genoa, va meglio ma non è passato: «È ancora lunga e ricca di insidie, però oggi abbiamo giocato un gran primo tempo e, soprattutto, abbiamo reagito con rabbia, ma anche con tecnica, al 2 a 2 della Lazio. Ab-

biamo cercato di fare delle cose studiate a tavolino, come l’azione del secondo gol, come la rimessa laterale che ha portato al terzo. Purtroppo nel momento migliore degli avversari noi non siamo stati capaci di uscire con la palla come potremmo fare viste le nostre qualità. Comunque questa squadra ha tutte le possibilità di centrare la salvezza. Come ho fatto a rivitalizzarla? Non ci sono segreti, a volte uno riesce a entrare in sintonia con i giocatori, altre volte no. Magari sono simpatico: questo pubblico a volte è commovente, riesce a trascinarti in avanti, dobbiamo esaltarlo con la nostra voglia di vincere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

Genoa-Lazio 3-2 RIGONI Al 50’ st l’incredibile 3-2 firmato di testa dal neo-acquisto Rigoni APP

PANCHINE 9 CAMBI

Sannino (Palermo) alla 3a giornata sostituito da Gasperini Ficcadenti (Cagliari) alla 6a giornata sostituito da Pulga Di Carlo (Chievo) alla 6a giornata sostituito da Corini De Canio (Genoa) all’8a giornata sostituito da Delneri Stroppa (Pescara) alla 13a giornata sostituito da Bergodi Ferrara (Samp) alla 17a giornata sostituito da Delio Rossi

«Noi stanchi, ma c’era chi pensava alle nazionali» Petkovic: «Qualcuno era distratto dagli impegni» Caso Matuzalem per il fallo durissimo su Brocchi DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI GENOVA

Una sconfitta che brucia. Lo dice Vladimir Petkovic, lo pensa tutta la Lazio. Del resto, quando il gol che decide una gara arriva all’ultimo dei 5’ di recupero non può essere altrimenti. Ma è l’intero pomeriggio genovese che lascia l’amaro in bocca ai biancocelesti, incappati nella seconda sconfitta consecutiva in campionato, un filotto negativo che quest’anno era successo una sola volta e anche in quel caso c’era di mezzo il Genoa (all’andata la Lazio perse in casa coi rossoblù, poi fu sconfitta pure nella successiva sfida di Napoli). Problema mentale Allora la squadra di Petkovic seppe poi rialzarsi, anche stavolta il tecnico è sicuro che accadrà lo stesso. «Saremo capaci di risollevarci e riprendere il cammino», assicura Petko. Che però non risparmia critiche alla sua squadra. «Abbiamo sbagliato l’approccio mentale in varie fasi della partita. In particolare dopo il primo gol del Genoa, quando abbiamo staccato la spina fino all’intervallo. E poi di nuovo nel finale quando abbiamo consentito al Genoa di cercare e trovare il terzo gol. Sicuramente abbiamo pagato pure la stanchezza per l’impegno di Coppa Ita-

L’allenatore della Lazio Vladimir Petkovic, 49 anni, ex calciatore croato naturalizzato svizzero. Ha tre cittadinanze: bosniaca, croata e svizzera ANSA

lia con la Juve, ma credo che il calo sia stato soprattutto mentale». Anche perché, sostiene Petko, qualcuno dei suoi giocatori era un po’ distratto. «Sì, in settimana ci sono le partite delle nazionali e qualcuno, magari inconsciamente, si è fatto condizionare da questi impegni». Sul banco degli imputati, i biancocelesti in procinto di rispondere alle convocazioni delle nazionali. Compreso Klose, che peraltro sarà costretto a saltare Francia-Germania: ha infatti rimediato una sospetta distorsione a un ginocchio. È comunque volato in Germania per farsi controllare dallo specialista di fiducia. Matu che hai fatto? Ma c’è

un infortunio che preoccupa ancora di più in casa Lazio. È quello subito da Brocchi, costretto a uscire appena una decina di minuti dopo essere entrato in campo per un duro intervento di Matuzalem. «Meritava qualcosa di più del giallo», protesta Petkovic. Brocchi è uscito in barella, si è fatto male allo stesso piede che si fratturò un anno e mezzo fa e che lo costrinse a stare lontano dai campi per dieci mesi. L’ex laziale Baronio su twitter adombra sospetti sui motivi della brutta entrata di Matuzalem, che fino a un mese fa era un giocatore della Lazio: «Nasce da questioni personali tra i due». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Garanzia Spalletti

Con Zeman sono 9 gli allenatori finora esonerati in serie A (l’anno scorso a questo punto i cambi erano stati 12). Ecco gli altri 8 esoneri:

DELUSIONE LAZIO IL TECNICO CRITICA I SUOI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Cosmi (Siena) alla 17a giornata sostituito da Iachini Ballardini (Genoa) alla 21a giornata sostituito da Delneri

«Roma, dai fiducia ad Andreazzoli» L’ex tecnico giallorosso sul «traghettatore»: «Lo conosco, può avere soluzioni per il rilancio» LUCA CALAMAI

Ora c’è un vecchio amico sulla panchina che gli è rimasta nel cuore. Luciano Spalletti è in Turchia per gli ultimi giorni di ritiro pre-campionato. Tra poco alla guida dello Zenit ripartirà a caccia di un doppio obiettivo: scudetto in Russia ed Europa League. Ma prima c’è da commentare il terremoto in casa giallorossa. E la promozione di Aurelio Andreazzoli, il suo vice dei tempi d’oro nella Capitale, al posto di Zdenek Zeman. «Faccio una premessa: sono dispiaciuto per quello che è successo alla Roma. Molto dispiaciuto. Da romanista l’idea di Zeman di nuovo sulla panchina aveva entusiasmato anche me». Ora tocca al suo amico Andreazzoli.

«Un uomo che vive da molti anni la Roma e ha incarnato lo spirito giallorosso». Perché non lo ha portato con lei a San Pietroburgo?

«Quando sono andato in Russia allo Zenit gli ho proposto di seguirmi ma lui, potendo scegliere, ha scelto di rimanere a Trigoria». Come giudica la scelta di affidargli il posto di Zdenek Zeman?

«Andreazzoli ha maturato esperienze importanti vivendo storie di campo e di spogliatoio senza però avere le pressioni che, a volte, stritolano l’allenatore in prima. Ora può avere le giuste soluzioni per rilanciare la Roma». Tipo un nuovo modulo?

«Il 4-2-3-1 Andreazzoli lo conosce come le proprie tasche. Ha la capacità e i mezzi per propor-

Allenamento della Roma 2009: Spalletti dietro il vice Andreazzoli BARTOLETTI bra «a tempo».

«Conosce a memoria il 4-2-3-1 Lo volevo allo Zenit ma lui ha preferito Trigoria» lo immediatamente. A proposito, vi racconto un piccolo segreto».

«Aurelio merita di avere a disposizione la possibilità e il tempo di lavorare senza l’assillo di dover lasciare il posto a qualcun altro. Lo ripeto, ha tutta la mia stima. Come la hanno i dirigenti e i giocatori della Roma». E se qualche dirigente giallorosso bussasse alla sua porta?

«Siccome sono solito sottoporre ai miei collaboratori le idee tattiche che ho intenzione di sviluppare, quando proposi di passare al 4-2-3-1 Aurelio fu subito convinto di quel progetto».

«Nessuno mi ha chiamato. E se anche qualcuno, e parlo in generale, lo facesse risponderei che ho ancora tre anni di contratto con lo Zenit e che ho intorno tante persone che mi vogliono bene. Quindi io rimango a San Pietroburgo». Tifando per la Roma e per l’amico Andreazzoli.

La soluzione Andreazzoli sem-

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Prego.

OGGI AL VIA IL NUOVO STAFF SPAZIO PER MUZZI E FORSE PANUCCI

Tifosi al fianco di Zeman Il boemo: «Smettere? Dovrebbero spararmi» ANDREA PUGLIESE ROMA

Ieri si è chiuso in una stanza con Sabatini a programmare le linee di salvataggio della Roma, oggi pomeriggio guiderà la sua prima seduta da allenatore. Verrà presentato? Non ce n’è bisogno, Aurelio Andreazzoli è uno del gruppo, anche se la dirigenza compirà un passo ufficiale, parlando anche alla squadra. La società, del resto, ha praticamente deciso, il dopo-Zeman sarà lui fino al termine della stagione. La Roma, infatti, ha provato a convincere Blanc fino alla fine, senza però riuscirci. E allora sa-

rà Andreazzoli fino al 19 maggio, a meno di ulteriori clamorosi disastri. E nel suo staff ci sarà spazio anche per Roberto Muzzi (fino a ieri allenatore dei Giovanissimi Regionali giallorossi) e forse per un ritorno di Christian Panucci. Sfogo Intanto Zdenek Zeman

si è sfogato così con un gruppo di tifosi che l’hanno aspettato sotto casa sabato notte: «A me questo esonero dispiace anche più di voi, che non c’entrate niente con tutto questo. La situazione non era irrecuperabile. Ho altri pensieri, potevamo fare meglio. Qualche giocatore mi ha telefonato. Smettere di allenare? Piuttosto mi devo-

no sparare». Ieri, poi, sempre sotto casa del boemo sono stati esposti due striscioni: «Daje Zeman, Roma ti ama» e «Unico vero romanista in una società falsa e laziale. Grazie mister». Zeman ha incassato anche la solidarietà di Pjanic, che su facebook si è espresso così: «Auguro il meglio al mister, di certo per la nostra dirigenza non è stata una decisione facile. Ma ora cambiamo pagina, tutti uniti per riportare normalità e uscire da questa situazione». Pallotta Intanto il patron della Roma ha spronato tutta la dirigenza ad andare avanti compatta, nonostante gli insulti e la fiducia ai minimi storici da parte della tifoseria. «Conto su di voi, non mollate ora, c’è un trofeo come la Coppa Italia da vincere e l’Europa da portare a casa», è il succo dello scambio di mail tra Usa e Italia. Baldini e Sabatini andranno avanti, poi a giugno si tirerà una riga. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

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LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 23a GIORNATA le Pagelle

le Pagelle

DI F.C.

DI A.TO.

GARCIA FLOP ILICIC SPENTO BONAVENTURA È OVUNQUE

D’AGOSTINO OK DIAMANTI SUPER KONE FIRMA IL SORPASSO

PALERMO 5

PESCARA 5,5

SORRENTINO 6 I suoi interventi non bastano ad evitare la resa. MUNOZ 5,5 Si fa bruciare da Denis sul secondo gol. DONATI 5 Si fa buggerare da Bonaventura, poi Parra spreca. GARCIA 4,5 Una giornataccia, lo sorpassano un po’ tutti.

German Denis, 31 anni, realizza di destro il gol del momentaneo 2-0 LIVERANI

Festa Atalanta Il Palermo e Gasperini nel baratro

IL MIGLIORE 6 NELSON h Trova il gol che tiene viva la gara fino al 90’. BARRETO 5,5 Si perde come gli altri col passare dei minuti. FAURLIN 6 Debutto tutto sommato non disprezzabile. DOSSENA 6 Qualcosa sulla fascia combina, poi Gasperini lo cambia. DYBALA 5,5 Non riesce ad entrare in partita, poco incisivo. ILICIC 5 Spento e prevedibile, andava cambiato prima. MALELE 6 In 16 minuti non ci si poteva aspettare chissà che. FABBRINI 6 Per essere alla prima apparizione, promette bene. FORMICA 6 Fa quel che può. BOSELLI 6 Un solo tiro (di testa) ben neutralizzato da Consigli. All. GASPERINI 5 Non gestisce al meglio i cambi.

Il tecnico trema: idee Marino e Malesani ATALANTA 7 E se salta Lo Monaco torna Perinetti CONSIGLI 6,5 Una sola parata PALERMO ATALANTA

1 2

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Carmona (A) al 9’, Denis (A) al 27’, Nelson (P) al 38’ s.t.

PALERMO (3-4-2-1) Sorrentino; Munoz, Donati, Garcia; Nelson, Barreto, Faurlin, Dossena (dal 12’ s.t. Dybala); Ilicic (dal 33’ s.t. Malele), Fabbrini (dal 23’ s.t. Formica); Boselli. PANCHINA Benussi, Brichetto, Anselmo, Kurtic, Sanseverino, Rios, Morganella, Goldaniga. ALLENATORE Gasperini. CAMBI DI SISTEMA Dal 12’ s.t. 4-2-3-1. BARICENTRO MOLTO ALTO 58,7 ESPULSI nessuno. AMMONITI Formica per gioco scorretto.

ATALANTA (4-3-3) Consigli; Scaloni (dall’11’ s.t. Raimondi), Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Radovanovic (dal 20’ s.t. Cazzola), Biondini; Giorgi, Parra (dall’8’ s.t. Denis), Bonaventura. PANCHINA Polito, Frezzolini, Liavaja, Cigarini, Contini, De Luca, Moralez, Budan. ALLENATORE Colantuono. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MOLTO BASSO 48,1 ESPULSI nessuno. AMMONITI Scaloni, Radovanovic gioco scorretto; Cazzola comportamento non regolamentare. ARBITRO Damato di Barletta. NOTE Spettatori paganti 14.024 incasso 89.350 euro; abbonati 9.286 quota 127.387 euro. Tiri in porta 7-7. Tiri fuori 9-3. In fuorigioco 3-2. Angoli 4-2. Recuperi p.t. 0’; s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO PALERMO

Si fa dura per il Palermo precipitato all’ultimo posto in classifica e da oggi in ritiro a Roma. Dovremmo dire per il nuovo Palermo, visto che contro l’Atalanta sono scesi in campo 7 giocatori arrivati a gennaio. Facile pensare che sia troppo presto per poter giudicare elementi appena giunti e una formazione inedita. Ma il tempo a disposizione comincia a scarseggiare. Oggi potrebbe accadere qualcosa di importante. Al bivio Gli scenari sono due: o

salta Lo Monaco e torna Perinetti che era stato liquidato proprio per l’ex a.d. del Catania arrivato il 27 settembre, e in quest’ipotesi Gasperini potrebbe anche avere un’altra chance. Oppure rimane immutato l’attuale assetto dirigenziale, cambia la panchina e

al posto del tecnico piemontese potrebbe arrivare uno tra Marino (in pole) e Reja, mentre legato all’arrivo di Perinetti è lo scenario che prevede uno tra Malesani (favorito) e Giampaolo in panchina. Ieri sera il presidente Zamparini ha diramato un comunicato per dire che nonostante la situazione sia piuttosto grave confida nella «salvezza del Palermo perché la squadra è forte e io voglio prendere una notte di tempo per decidere cosa sia meglio per il Palermo». E’ più facile immaginare una notte d’azione (e già ieri il patron è arrivato a un passo da un ribaltone totale), piuttosto che di riflessione. Ritorno alla vittoria Chi di sicuro

ha passato una notte di tutto riposo è l’Atalanta, che con il 3˚ successo esterno della stagione si porta a 6 lunghezze dalla zona rossa. La prima vittoria del 2013 per la squadra nerazzurra giunge con merito: anche se la palla la tiene il Palermo le redini della gara sono in mano all’Atalanta. Che pure dal mercato ha più perso che guadagnato: via Peluso, Schelotto e Manfredini. Morale: se esistono un progetto di gioco e una base sicura, tutto il resto è contorno. Nel primo tempo gli ospiti costruiscono un paio di opportunità con Bonaventura e Parra. Il Palermo un tiro nello specchio con Fabbrini respinto da Consigli. Quando Colantuono inserisce Denis, l’Atalanta cresce e passa. E’ il nuovo entrato che dà indietro a Radovanovic il cui tiro sporcato da Muñoz finisce sulla traversa, riprende di testa Carmona e segna. Gasperini cambia modulo, con l’ingresso di Dybala per Dossena arretra Nelson in difesa e passa al 4-2-3-1. Ma è ancora Denis a fare la differenza con il contropiede del 2-0. Una decina di minuti dopo il Palermo accorcia con Nelson in mischia deviando in porta un cross dalla destra di Formica. Con il solo risultato di tenere viva la gara fino al 94’. L’Atalanta non vinceva alla Favorita dal 15 ottobre del 2006 e sulla panchina nerazzurra c’era Colantuono, che l’anno dopo fu ingaggiato da Zamparini al posto di Guidolin. Altri tempi e altro Palermo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

determinante per salvare i 3 punti. SCALONI 6 Buon debutto, sostituito nel finale. RAIMONDI 6 Un innesto che non modifica gli equilibri. STENDARDO 6,5 Bene dietro e decisivo nel raddoppio di Denis. CANINI 6 Più di una sbavatura, compreso il gol che riapre la gara. DEL GROSSO 6,5 Prima prova che lasciano ben sperare. CARMONA 7 Non solo il gol, molto lavoro in mezzo al campo. RADOVANOVIC 6 Buon volume di gioco, dal suo tiro nasce il 1˚ gol. CAZZOLA 6 Giova alla causa. BIONDINI 6 Partita altalenante con pregi e sbavature. GIORGI 6,5 È una spina nel fianco sinistro della difesa rosanero. PARRA 5 Sbaglia due opportunità per segnare, la seconda enorme. DENIS 6,5 Spacca la gara, che mette in ghiaccio col gol del 2 a 0. IL MIGLIORE 7 BONAVENTURA Uomo ovunque, un pericolo costante per gli avversari.

h

All. COLANTUONO 6 Scelta discutibile far riposare Denis, poi corregge il tiro e vince. GLI ARBITRI DAMATO 6,5 Nessuna decisione complicata, gestisce bene l’ordinaria amministrazione. Petrella 6,5 - Marzaloni 6,5; Guida 6 - Di Paola 6

ROSANERO IN SILENZIO

Colantuono: «Denis escluso? Doveva riposare» PALERMO La situazione del Palermo impone il silenzio in attesa delle decisioni delle prossime ore. Sorride invece Colantuono che s’è aggiudicato lo scontro diretto coi rosanero facendo bottino pieno tra andata e ritorno. «La partita era dura, sapevamo che ci avrebbero aggredito e così è stato — ammette Colantuono —. Poi nella ripresa abbiamo creato le situazioni per passare in vantaggio e abbiamo raccolto quanto seminato. Denis fuori? Doveva riposare, pensavo di inserirlo dopo, se non ci fosse stato bisogno sarebbe rimasto in panchina». Fabrizio Vitale

Panagiotis Kone, 25 anni, firma in spaccata il 3-2 decisivo LIVERANI

Il Bologna vola Pescara caos: 4˚ k.o. di fila e contestazione

PERIN 6 Para bene su Diamanti, non esce su Kone. ZANON 5 La sua amnesia costa il rigore del momentaneo 1-1. BIANCHI ARCE 5,5 Non dimostra di sapere guidare questa difesa. COSIC 5,5 Perde Gila nello stacco del 2-2, mai sicuro nelle chiusure. MODESTO 5 Fuori posizione sul gol di Kone. CASCIONE 5,5 A destra non trova il suo gioco (Abbruscato s.v.). D’AGOSTINO 6 Illumina e segna finché ha autonomia. BJARNASON 5,5 Ha gamba ma non fosforo. RIZZO 6 Al debutto da titolare, fa la sua parte. IL MIGLIORE 7 WEISS h Procura due rigori, infila il primo, sfiora il 3-3. SFORZINI 5,5 All’esordio dalla B, paga il cambio di categoria. VUKUSIC 5 Corre molto a vuoto, solo un tiro fuori bersaglio. CELIK 5,5 Il suo ingresso è inutile alla causa. All. BERGODI 5,5 Al quarto k.o. di fila vede le streghe come il suo predecessore, ma con questa difesa non può fare miracoli.

Tifosi abruzzesi negli spogliatoi a fine gara Gila-gol: 156 in A con Riva, Inzaghi e Mancini BOLOGNA 7 PESCARA BOLOGNA

2 3

PRIMO TEMPO 2-1 MARCATORI Weiss (P) su rigore al 30’, Diamanti (B) su rig. al 34’, D’Agostino (P) su rigore al 45’ p.t.; Gilardino (B) al 5’, Kone (B) al 21’ s.t.

PESCARA (4-3-1-2) Perin; Zanon, Bianchi Arce, Cosic, Modesto; Cascione (dal 34’ s.t. Abbruscato), D’Agostino (dal 25’ s.t. Bjarnason), Rizzo; Weiss; Sforzini, Vukusic (dal 26’ s.t. Celik). PANCHINA Pelizzoli, Capuano, Zauri, Bocchetti, Togni, Caraglio, Caprari. ALLENATORE Bergodi. CAMBIO DI SISTEMA 4-2-3-1 dal 25’ s.t., 4-2-4 dal 34’ s.t. BARICENTRO BASSO 50,2 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI D’Agostino, Sforzini, Cascione, Zanon per gioco scorretto.

BOLOGNA (3-4-2-1) Curci; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Motta (dal 31’ s.t. Garics), Perez, Taider, Morleo; Diamanti (dal 34’ s.t. Moscardelli), Kone; Gilardino (dal 42’ s.t. Pasquato). PANCHINA Agliardi, Stojanovic, Krhin, Guarente, Christodoulopoulos, Abero, Pazienza, Carvalho. ALLENATORE Pioli. CAMBI DI SISTEMA 3-4-3 dal 34’ s.t. BARICENTRO MEDIO 54,3 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Pasquato per c.n.r. ARBITRO De Marco di Chiavari. NOTE paganti 3.265, incasso 27.789 euro; abbonati 6.165, quota 113.002 euro. Tiri in porta 2-6. Tiri fuori 4-10. In fuorigioco 2-1. Angoli 4-5. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI PESCARA

La prodezza vincente di Panagiotis Kone, il jolly greco capace di segnare solo gol belli e difficili, spariglia l’equilibrio lanciando il Bologna alla terza vittoria esterna stagionale, la prima sul campo di una diretta concorrente per la salvezza. Pioli esce da una settimana difficile e piena di polemiche contro la dirigenza, con accuse implicite rivolte anche alla guida tecnica, sul mancato acquisto di un portiere battezzando Curci come nuovo titolare e la cabala lo ripaga perché con l’ex romanista tra i pali la sua squadra vince sempre. Sull’altro fronte il collega Bergodi rimane prigioniero della crisi del suo Pescara, costretto al quarto k.o. di fila, piombato al terzultimo posto in classifica e a fine gara contestato dai tifosi che entrano negli spogliatoi per chiedere spie-

gazioni ai giocatori biancazzurri reduci dallo 0-6 di Genova costato un lungo ritiro più improduttivo che punitivo. «Una dozzina di nostri sostenitori hanno chiesto un confronto — spiega il presidente Sebastiani —. Li ho fatti entrare per parlare. Sono adirati con la squadra, non con la società. Hanno chiesto ai giocatori più impegno in allenamento e meno vita serale per evitare di ripetere brutte figure. Tutto qui». Non bastano ai padroni di casa due rigori e il vantaggio del primo tempo per interrompere la striscia perdente. Tris d’assi Il Bologna rinnova al-

l’Adriatico i successi di Roma e Napoli nel girone d’andata, vincendo in rimonta con lo stesso punteggio (il 3-2 ormai non è più quotato), sempre col tris d’assi Diamanti-Gila-Kone. Il fantasista toscano infila il penalty della prima parità poi innesca con la sua solita punizione tagliata il gol di Gilardino che firma il 2-2 tornando in doppia cifra dopo due anni e raggiungendo a quota 156 tra i cannonieri assoluti in serie A campioni del calibro di Gigi Riva, Pippo Inzaghi e Roberto Mancini. Da ultimo, arriva il gollissimo di Kone che in spaccata converte alle spalle di Perin un perfetto cross di Morleo. L’ex bresciano è diventato il valore aggiunto di una squadra fortissima dalla cintola in su, come certificano gli 11 gol delle ultime quattro uscite. Inerzia negativa Il Pescara conti-

nua a leccarsi le ferite. Il vantaggio conquistato nel primo tempo con due rigori generati da abbagli difensivi (falli gratuiti di Antonsson e Taider) e conquistati con tenacia dall’ottimo Weiss che realizza il primo, viene sprecato nella ripresa per un brutto calo generale. Gli innesti di mercato Rizzo e Sforzini non cambiano l’inerzia negativa mentre il faro D’Agostino, autore del secondo gol dal dischetto, si spegne alla distanza. Ora tutti aspettano il rientro di Quintero per rincorrere la salvezza ma la fiducia non è più quella di un mese fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CURCI 6,5 Voto alla cabala: con lui in campo solo vittorie, 3 su 3. ANTONSSON 5,5 Provoca il primo rigore con un fallo gratuito. SORENSEN 6,5 Il suo salvataggio su Weiss nel finale è decisivo. CHERUBIN 6,5 Guadagna con astuzia il penalty del primo pareggio. MOTTA 6 Bene come sponda, il resto è rivedibile (Garics s.v.). PEREZ 7 Conquista mille palloni, irriducibile e imprescindibile. TAIDER 5,5 Combina il guaio del secondo rigore, da rivalutare. MORLEO 6,5 Lui crossa, Kone sigilla e il Bologna vince. DIAMANTI 7 Un gol e un assist, a tratti immarcabile (Moscardelli s.v.). IL MIGLIORE 7,5 KONE h Jolly vincente con un altro gol spettacolare. GILARDINO 6,5 Tocca la doppia cifra raggiungendo il mito di Riva (Pasquato s.v.). All. PIOLI 7 Azzecca il turn over del portiere centrando la prima vittoria sul campo di una diretta avversaria. L’attacco lo premia. GLI ARBITRI DE MARCO 6 Giusti i tre rigori, non punisce un contatto dubbio su Sforzini. Faverani 6 - Altomare 7; Mazzoleni 6 - Roca 7.

ALLARME DIFESA

Bergodi pensa a Diamoutene Kasami, si può? PESCARA Per rinforzare la peggior difesa del campionato (48 gol subiti in 23 giornate), la società valuta la possibilità di tesserare Souleymane Diamoutene, 31 anni, ex Roma, Bari e Lecce, che si allena col gruppo di Bergodi da 3 mesi ed è svincolato. Al momento è extracomunitario, ma da marzo diventerà comunitario e potrà tornare in biancazzurro (già in B con Di Francesco). Attesa oggi la risposta della Lega per il tesseramento di Kasami, arrivato fuori tempo massimo: le chance sono poche, ma il club spera nel miracolo. Orlando D’Angelo

26

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

SERIE A 23a GIORNATA la Situazione RISULTATI

CLASSIFICA

CHIEVO-JUVENTUS 1-2 Matri (J), Lichtsteiner (J), Thereau (C) FIORENTINA-PARMA 2-0 Toni (F), Jovetic (F) GENOA-LAZIO 3-2 Borriello (G), Bertolacci (G), Floccari (L), Mauri (L) rigore, M. Rigoni (G) MILAN-UDINESE 2-1 Balotelli (M), Pinzi (U), Balotelli (M) rigore NAPOLI-CATANIA 2-0 Hamsik (N), Cannavaro (N) PALERMO-ATALANTA 1-2 Carmona (A), Denis (A), Nelson (P) PESCARA-BOLOGNA 2-3 Weiss (P) rigore, Diamanti (B) rigore, D'Agostino (P) rigore, Gilardino (B), Kone (B) ROMA-CAGLIARI 2-4 Nainggolan (C), Totti (R), Goicoechea (R) aut., Sau (C), Pisano (C), Marquinho (R) SIENA-INTER 3-1 Emeghara (S), Cassano (I), Sestu (S), Rosina (S) rigore TORINO-SAMPDORIA 0-0

MARCATORI PARTITE

SQUADRE

PUNTI

IN CASA

RETI

FUORI

G.

V.

N.

P.

G.

TOTALE

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

RIGORI

IN CASA

FUORI

TOTALE

F.

S.

F.

S.

F.

S.

DIFF. RETI

FAVORE

CONTRO

T.

R.

T.

R.

PUNTI POSIZIONE 2011-2012 STAGIONE E DIFF. 2011-2012

JUVENTUS

52

12

8

2

2

11

8

2

1

23 16

4

3

25

8

23

8

48 16

+32

7

4

4

4

47 (+5)

1

NAPOLI

49

12

9

2

1

11

6

2

3

23 15

4

4

30 11

15

9

45 20

+25

5

4

0

0

34 (+15)

7

LAZIO

43

12

9

1

2

11

4

3

4

23 13

4

6

22 10 12 15 34 25

+9

5

4

5

2

42 (+1)

3

MILAN

40

12

8

0

4

11

4

4

3

23 12

4

7

20 11

41 29

+12

6

5

3

3

47 (-7)

1

INTER

40

11

6

3

2

12

6

1

5

23 12

4

7

18 14 18 14 36 28

+8

3

3

3

3

36 (+4)

5

FIORENTINA

39

12

8

3

1

11

3

3

5

23 11

6

6

24

CATANIA

35

12

8

2

2

11

2

3

6

23 10

5

8

20 10

ROMA

34

11

5

3

3

12

5

1

6

23 10

4

UDINESE

33

11

6

4

1

12

2

5

5

23

8

9

PARMA

31

11

6

4

1

12

2

3

7

23

8

7

TORINO (-1)

28

11

4

3

4

12

2

8

2

23

6

CHIEVO

28

12

5

4

3

11

3

0

8

23

ATALANTA (-2)

26

11

5

2

4

12

3

2

7

23

BOLOGNA

25

11

4

4

3

12

3

0

9

PROSSIMO TURNO

SAMPDORIA (-1)

25

11

4

2

5

12

3

3

6

24ª GIORNATA sabato 9 febbraio JUVENTUS-FIORENTINA ore 18 LAZIO-NAPOLI ore 20.45 domenica 10 febbraio, ore 15 PARMA-GENOA ore 12.30 ATALANTA-CATANIA BOLOGNA-SIENA CAGLIARI-MILAN PALERMO-PESCARA SAMPDORIA-ROMA UDINESE-TORINO INTER-CHIEVO ore 20.45

CAGLIARI

24

11

3

3

5

12

3

3

GENOA

21

12

3

3

6

11

2

3

PESCARA

20

12

4

1

7

11

2

1

SIENA (-6)

17

12

5

3

4

11

1

PALERMO

17

11

3

4

4

12

0

(0-0) (0-3) (1-1) (1-2) (0-1) (0-2) (0-1) (1-1) (0-0) (2-0)

GAZZA OFFSIDE

Corsa scudetto e debutto di Balo Diretta alle 9.45

Juve o Napoli, chi ha le carte migliori al tavolo dello scudetto? Crisi Inter, ecco cosa può succedere alla panchina di Stramaccioni. E poi il lato nascosto di Balotelli, svelato da Marco Materazzi. la corsa alla zona Champions e quella per restare in serie A. Questo ed altro in Gazza Offside, in onda dalle 9.45 su Gazzetta.it. Come ogni lunedì ci saranno i gol più belli, i servizi sulle partite i retroscena dei temi caldi della giornata. In più i numeri sulla flessione della Lazio di Petkovic e il focus dedicato alle statistiche di rendimento della Magic +3, con il commento di Alberto Cerruti e Nino Morici

9

21 18 17

41 27

+14

7

4

5

3

29 (+10)

12

11 20 31 30

18

+1

2

1

2

2

31 (+4)

8

9

26 19 23 23 49 42

+7

4

3

3

3

35 (-1)

6

6

20 12 14 21 34 33

+1

4

4

8

5

41 (-8)

4

8

18 10 12 21 30 31

-1

5

3

7

3

29 (+2)

12

11

6

14 14 13 12 27 26

+1

3

2

7

4

in B

in B

8

4

11

14 12 10 24 24 36

-12

5

4

0

0

27 (+1)

14

8

4

11

12 14

9

19 21 33

-12

2

2

3

1

27 (-1)

14

23

7

4

12 21 14

11

23

7

5

11

6

23

6

6

6

23

5

6

8

23

6

2

8

23

4

8

23

19 32 33

-1

5

4

3

3

26 (-1)

16

14 10 14 19 28 29

-1

5

4

6

5

in B

in B

11

11

-15

6

3

5

2

30 (-6)

10

12

17 23

8

14 25 37

-12

3

1

3

3

30 (-9)

10

2

15 12 22

7

26 19 48

-29

3

2

7

5

in B

in B

6

5

12 12 13

11 20 23 33

-10

5

2

7

4

23 (-6)

17

3

8

12 15 16

5

-17

1

1

5

5

31 (-14)

8

16 14 24 25 40

21 20 37

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) maggior numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B.

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Matuzalem era da rosso Ok il rigore della Lazio Oggi incontro tra Braschi, capitani e allenatori Il giorno dei chiarimenti. Tecnici e regolamentari. Stamani a Milano il designatore Braschi incontrerà allenatori, capitani e dirigenti delle 20 squadre di A. Sarà l’occasione per spiegare molte decisioni degli arbitri e dare interpretazioni sui casi più complicati (su tutti i falli di mano dopo i fatti di Juve-Genoa, ci sarà alla riunione anche Antonio Conte). Ieri, intanto, giornata positiva per i fischietti. Almeno fino al minuto 93 di Milan-Udinese... CHIEVO-JUVENTUS 1-2 Bergonzi di Genova Gara tranquilla, ma c’è un errore nel primo tempo (siamo già 1-0) quando Lichtsteiner controlla con il braccio un passaggio di Pirlo e poi calcia addosso al portiere da buona posizione. In precedenza, errata anche una segnalazione di fuorigioco sempre su Lichtsteiner lanciato verso la porta del Chievo. FIORENTINA-PARMA 2-0 Russo di Nola Annullato un gol alla Fiorentina: giusto

L’entrata a tenaglia di Matuzalem su Brocchi: solo giallo, era da rosso ANSA

perché Mirante perde il pallone dopo uno scontro con Migliaccio. Regolari le posizione di Toni e Jovetic nei due gol.

occasione da gol per la distanza dalla porta (40 metri) e il rientro di altri giocatori laziali.

GENOA-LAZIO 3-2 Tagliavento di Terni Gara tosta e difficile. Tagliavento se la cava anche se grazia Matuzalem. Nel primo tempo sono pretestuose le proteste del Genoa per un presunto mani di Radu (non c’è). Nella ripresa qualche protesta sul gol di Floccari: in fuorigioco (di pochissimo) c’è Mauri che forse disturba la difesa genoana. Nel dubbio l’indicazione è di non alzare la bandierina. Al 24’ Matuzalem si rende protagonista di un’entrata killer su Brocchi: tenaglia da dietro senza possibilità di prendere il pallone. E’ un rosso diretto solare, ma l’arbitro sbagliando lo derubrica a giallo. Giusto, invece, concedere il rigore alla Lazio: ingenua e netta la cravatta di Borriello su Cana. Semmai si può discutere sulla punizione che genera il penalty: Granqvist prende palla e piede di Kozac. Nel finale corretta l’ammonizione di Lulic: steso Olivera in contropiede, ma non è una chiara

PALERMO-ATALANTA 1-2 Damato di Barletta Tutto semplice per l’arbitro. Punita con il giallo una inutile simulazione di Cazzola. PESCARA-BOLOGNA 2-3 De Marco di Chiavari Tre rigori, due molto evidenti. Quelli del Pescara se li procura Weiss al rientro dopo una squalifica per due gialli presi per simulazione. E il primo episodio conferma la sua tendenza a cadere un po’ troppo facilmente: bel dribbling su Antonsson, ma poi finisce

Il designatore darà spiegazioni sul regolamento. E Conte chiederà del caso Granqvist

a terra per un leggero contatto (tra l’altro cercato). Netto, invece, il calcione rifilato da Zanon a Cherubin (appena dentro l’area) e il pestone dato da Taider sulla caviglia del solito Weiss (decisivo il giudice di porta). Negato per questione di centimetri (fuorigioco) un gran gol di Gilardino. SIENA-INTER 3-1 Doveri di Roma Da annullare il primo gol del Siena per un fuorigioco millimetrico di Emeghara sul cross di Rubin. Certo, praticamente impossibile da vedere a velocità normale. Forse viziato pure il pari dell’Inter perché Nagatomo partecipa all’azione anche senza toccare la palla e forse è davanti a tutta la difesa (anche qui roba di pochi centimetri). Dubbi di rigore su un contatto in area tra Belmonte e Cassano: la palla si sposta, ma non è da escludere un colpo sulla gamba dell’interista. Corretta nel secondo tempo la doppia decisione dell’arbitro: rigore per il Siena e rosso diretto a Chivu che stende Emeghara negandogli la chiara occasione da gol. (Milan-Udinese a pagina 6)

Sono 33 le reti realizzate nel 23˚ turno, è la nona volta in questo torneo che si supera quota 30; questa la classifica marcatori: 18 RETI Cavani (3) (Napoli) 15 RETI El Shaarawy (Milan) 14 RETI Di Natale (4) (Udinese) 11 RETI Osvaldo (2) (Roma) 10 RETI Gilardino (Bologna); Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan); Lamela (Roma) 9 RETI Jovetic (1) (Fiorentina); Hamsik (Napoli) 8 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Milito (3) (Inter); Hernanes (1) (Lazio); Totti (1) (Roma) 7 RETI Bergessio (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Palacio (Inter); Quagliarella (Juventus); Belfodil (Parma); Icardi (Sampdoria); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Diamanti (3) (Bologna); Cassano (Inter); Giovinco (1) (Juventus) 5 RETI Gabbiadini (1) (Bologna); Gomez (Catania); Rodriguez (2) (Fiorentina); Immobile (Genoa); Matri, Pirlo, Vidal (2) e Vucinic (1) (Juventus); Ilicic e Miccoli (1) (Palermo); Amauri (1) (Parma) 4 RETI Bonaventura (Atalanta); Kone (Bologna); Barrientos, Castro e Lodi (1) (Catania); Pellissier (1) e Thereau (Chievo); Aquilani (Fiorentina); Guarin (Inter); Marchisio e Pogba (Juventus); Candreva (1) (Lazio); Inler, Insigne e Maggio (Napoli); N. Sansone (Parma); Weiss (1) (Pescara); Destro (Roma); Calaiò (Siena); Muriel (Udinese) 3 RETI Nené (1) (Cagliari); El Hamdaoui e Roncaglia (Fiorentina); Bertolacci e Jankovic (Genoa); Cambiasso (Inter); Lichtsteiner (Juventus); Floccari e Mauri (1) (Lazio); Bojan (Milan); Dybala (Palermo); Valdes (2) (Parma); Celik (Pescara); Florenzi (Roma); Eder (2), Maresca (1) e Maxi Lopez (Sampdoria); Reginaldo (Siena); Cerci (Torino); Angella (Udinese) 2 RETI Carmona e Cigarini (Atalanta); Dessena, Nainggolan, Pinilla (2) e Thiago Ribeiro (Cagliari); Almiron e Legrottaglie (Catania); Andreolli e Stoian (Chievo); Savic (Fiorentina); Kucka e M. Rigoni (1 con il Chievo) (Genoa); Asamoah (Juventus); Balotelli (1), Montolivo, Nocerino e Robinho (1) (Milan); Pandev (Napoli); Giorgi e Rios (Palermo); Parolo e Rosi (Parma); Abbruscato e Terlizzi (Pescara); Marquinho e Pjanic (Roma); Munari e Poli (Sampdoria); Bogdani, Paci, Paolucci, Rosina (1), Valiani e Vergassola (Siena); Brighi, D'Ambrosio, Gazzi, Meggiorini e Santana (Torino); Danilo, Maicosuel, Pereyra e Pinzi (Udinese) 1 RETE De Luca, Moralez, Peluso, Raimondi e Stendardo (Atalanta); Cherubin, Guarente, Pasquato, Portanova, Soerensen e Taider (Bologna); Casarini, Conti, Ekdal e Pisano (Cagliari); Marchese, Paglialunga e Spolli (Catania); Cofie, Cruzado, Di Michele e Luciano (1) (Chievo); Borja Valero, Cuadrado, Ljajic, Migliaccio, Pasqual, Pizarro (1) e Romulo (Fiorentina); Granqvist, Merkel, E. Pisano e Said (Genoa); Chivu, Coutinho, Pereira, Ranocchia, Samuel e Sneijder (Inter); Caceres e Giaccherini (Juventus); Biava, Ederson, Gonzalez, Konko e Ledesma (1) (Lazio); Boateng, De Jong e Emanuelson (Milan); Cannavaro, Dzemaili, Gamberini e Mesto (Napoli); Brienza, Budan e Nelson (Palermo); Biabiany, Galloppa, A. Lucarelli, Marchionni, Palladino e Zaccardo (Parma); Bjarnason, Caprari, Cascione, D'Agostino (1), Jonathas, Quintero, Togni e Vukusic (Pescara); Bradley, Burdisso, Castan, Lopez, Perrotta e Tachtsidis (Roma); Costa, Estigarribia, Gastaldello, Krsticic, Obiang e Pozzi (1) (Sampdoria); Emeghara, Neto, Sestu e Ze Eduardo (1) (Siena); Basha, Birsa, Glik, G. Sansone, Sgrigna e Stevanovic (Torino); Basta, Domizzi, Lazzari, Pasquale e Ranegie (Udinese) AUTORETI Astori (Cagliari) pro Inter; Bovo (Genoa) pro Sampdoria; Garcia (Palermo) pro Inter; Rodriguez (Fiorentina) pro Sampdoria; Abbruscato e Jonathas (Pescara) pro Milan; Sardo (Chievo) pro Torino; Brivio (Atalanta) pro Lazio; Brkic (Udinese) pro Fiorentina; Canini (Atalanta) pro Cagliari; Mexes (Milan) pro Bologna; Cannavaro (Napoli) pro Parma; Goicoechea (Roma) pro Cagliari RETI In questo turno 33 (6 rigori, 1 autorete). Totali 633 (60 rigori, 13 autoreti, 3 a tavolino)

SERIE B LA STORIA

Paura Gentsoglou finito fuori pista Il giocatore del Livorno coinvolto nell’incidente aereo di Roma FRANCESCO FORESI LIVORNO

Tanta paura ma fortunatamente nessuna conseguenza per il centrocampista greco del Livorno, Savvas Gentsoglou, 22 anni (sotto nella foto Liverani) che si trovava sul vo-

lo Az1670 Pisa-Roma che è finito fuori pista sabato sera all’aeroporto di Fiumicino. Dopo la partita vinta in casa contro la Pro Vercelli, il centrocampista del Livorno, rimasto in panchina, era salito su quell’aereo per fare scalo nella capitale e quindi andare a trovare la famiglia in Grecia. Il calciatore era in permesso e sarebbe dovuto rientrare a Livorno domani pomeriggio per la ripresa degli allenamenti. Così in effetti sarà, visto che il ragaz-

zo sta bene e dopo l’incidente è riuscito a salire su un altro aereo che l’ha portato a casa. Appena la notizia si è diffusa in città si è sparsa subito una certa apprensione, ma ci hanno pensato i dirigenti amaranto a rassicurare gli sportivi sulle condizioni del ragazzo. «Ho sentito Savvas poco fa e sta bene - ha spiegato il responsabile dell’area tecnica, Attilio Perotti -, è casa in Grecia e rientrerà per la ripresa». «Grazie a tutti» Su Facebook

che Twitter, hanno cominciato ad apparire post sulla pagina del centrocampista del Livorno. «Grazie a tutti - ha scritto il greco -, sto bene. Solo un grande spavento». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

IL POSTICIPO ORE 20.45

Sassuolo in vetta Verona, è derby

Ascoli carico per i playoff

La situazione dopo 24 giornate: Sassuolo p. 52; Livorno 51; Verona 47; Varese (-1) 39; Juve Stabia ed Empoli (-1) 34; Brescia 33; Modena (-2) e Padova (-2) 32; Ascoli* (-1) e Cittadella 31; Spezia e Ternana 29; Cesena 27; Crotone (-2) 26; Lanciano, Bari (-7), Novara (-4) e Reggina (-2) 25; Vicenza 19; Pro Vercelli 16; Grosseto (-6) 15. (*una gara in meno). Venerdì (ore 20.45): Cesena-Ternana (0-0). Sabato (ore 15): Bari-Varese (2-2), Crotone-Grosseto (0-1), Juve Stabia-Novara (1-1), LancianoCittadella (0-1), Modena-Reggina (2-2), Padova-Brescia (0-0), Pro Vercelli-Sassuolo (1-2), Spezia-Ascoli (0-2), Verona-Vicenza (3-2). Lunedì 11 (ore 20.45): Empoli-Livorno (2-4).

La 24a giornata viene completata stasera da Ascoli-Lanciano: se i bianconeri vincono entrano in zona playoff (ore 20.45, andata 1-1). Qui Ascoli Silva deve fare a meno di Fossati, convocato con l’Under 20, e Morosini che è indisponibile per un problema all’adduttore. Il tecnico può contare su Faisca. In porta Maurantonio dovrebbe spuntarla su Gomis. C’è anche Loviso. Feczesin o Soncin con Zaza. Squalificati nessuno. Diffidati Fossati, Morosini, Pasqualini, Russo, Scalise e Zaza. Qui Lanciano Di Cecco resta a casa insieme a Ceccarelli e Falcone. In porta Aridità o Casadei. Il nuovo arrivo Plasmati dal 1’. Squalificati Minotti. Diffidati Leali, Paghera, Casadei, Volpe, Turchi e Almici.

ASCOLI LANCIANO ASCOLI (3-5-2) 22 MAURANTONIO 5 PRESTIA 26 PECCARISI 6 FAISCA 2 SCALISE 7 RUSSO 18 LOVISO 23 CAPECE 21 PASQUALINI 30 FECZESIN 10 ZAZA All. SILVA

LANCIANO (4-3-3) 12 CASADEI 27 ALMICI 2 AQUILANTI 6 AMENTA 3 MAMMARELLA 17 VASTOLA 20 PAGHERA 10 VOLPE 5 PICCOLO 25 PLASMATI 19 FALCINELLI All. GAUTIERI

PANCHINA 1 Gomis, 13 Ricci, 20 Conocchioli, 8 Di Donato, 16 Colomba, 9 Soncin, 11 Montalto

PANCHINA 1 Aridità, 15 Rosania, 26 Scrosta, 23 D’Aversa, 4 Spinazzola, 7 Turchi, 9 Fofana

ARBITRO Abbattista di Molfetta GUARDALINEE Manna-Valeriani PREZZI da 13 a 65 euro TV Sky Calcio 1 HD, Mediaset Premium e B Tv

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

di ANDREA SCHIANCHI

he il mercato di gennaio abbia un senso non lo dice il gol di Balotelli: troppo facile. Che SuperC Mario sia un potenziale fenomeno lo sappiamo

noscevano l’esistenza. E aggrappandosi al nuovo acquisto il Siena rialza la testa e prende una boccata d’ossigeno. Esattamente come fa il Genoa, in coda a una partita pazzesca. Dal 2-0 al 2-2, incredibile. E tutti i tifosi rossoblù a imprecare per l’occasione sprecata. Poi, proprio quando la speranza si sta esaurendo, l’assalto decisivo e la zuccata dell’ultimo arrivato: Marco Rigoni, ex Chievo, prima apparizione con il Genoa, prima gioia per Ballardini. Non sempre, però, cambiare la squadra in gennaio è positivo. L’esempio dell’Inter è lampante. Ha investito su Kovacic, Schelot-

da tempo e che il Milan, con lui, sia destinato soltanto a migliorare è un dato di fatto. Quello che forse non sapevamo (perlomeno fino a ieri), è che anche un certo Innocent Emeghara (foto LaPresse), nigeriano di nascita e svizzero di passaporto, è in grado di cambiare il volto di una squadra. Il Siena, per la precisione. Un gol e un rigore conquistato (con annessa espulsione di Chivu): è il biglietto da visita di Emeghara. Mica male per uno del quale pochi co-

ilRugby

laVignetta

PERCHÉ LA VITTORIA CON LA FRANCIA HA SEMPRE UN GUSTO PARTICOLARE rugby fa traslocare il calcio dalle prime tre della Gazzetta perché l'Italia ha sconIfittolpagine la Francia, come dire che David ha battuto Golia, e siccome è la terza volta nella storia, non è più un caso e neanche un miracolo. Perché ogni volta che l'Italia supera la Francia, sarà una vicinanza geografica, sarà una parentela spirituale, ma c'è sempre un gusto particolare. Perché i francesi ci sono rimasti malissimo, e questo, una volta tanto, ci fa stare benissimo. Perché il c.t. dell' Italia è un francese, un francese che, la prima cosa che ha fatto, è stata andare a lezione di italiano, e adesso, se non fosse per l'accento, sembrerebbe più italiano di noi. Perché non solo la Nazionale maschile, ma anche quella femminile ha battuto la Francia, e c'è mancato poco che vincesse anche la Nazionale giovanile, ma sarà per la prossima volta. Perché si giocava all'Olimpico di Roma. Perché all'Olimpico di Roma c'erano 60 mila spettatori, senza gabbie, senza ghetti, senza risse, senza tifo contro. Perché c'era anche la polizia, ma nessuno se n'è accorto. Perché c'erano anche 400 rugbisti che avevano già giocato per l'Italia, costruendone la storia anche a forza di sconfitte, ed è come

L’Italia festeggia e i francesi piangono LAPRESSE

se in mischia o touche giocassero ancora. Perché dentro e fuori dallo stadio si poteva bere una birra senza trasgredire un decreto di ordine pubblico. Perché il rugby in Italia non è più solo l'eredità di un nonno o di un padre, ma uno sport cercato, scelto, voluto. Perché il rugby viene riconosciuto per la lealtà e il rispetto, per le regole non scritte, per il senso di appartenenza. Perché adesso sono le mamme a spingere i figli a giocare a rugby. Perché quando Parisse è volato in meta, e quando Castrogiovanni è sprofondato in meta, sembrava di essere tornati tutti bambini ai giardini. Perché anche nel rugby si esaltano i grandi e grossi, i belli e muscolosi, gli eroi e i gladiatori, e poi la partita te la fa vincere uno che, a occhio, potrebbe sembrare un impiegato. Perché non è che poi siamo così male. Perché il rugby è anche casa nostra. Perché non è che nel rugby sono tutti santi e beati, ci sono anche i mascalzoni e i cialtroni, ma i conti si regolano sul campo. Perché il rugby italiano non è solo la Nazionale italiana, ma soprattutto il Logaritmo di Messina e il Montevirginio e il Rho e lo Spilimbergo, e sono quei club lì a sostenere i Lo Cicero e gli Zanni, e non il contrario. Perché nonostante le sconfitte il numero dei praticanti è sempre aumentato, e non solo bambini. Perché il rugby in Italia è diventato, se non una materia, almeno un'attività scolastica, e anche carceraria. Perché il rugby, con tutta quella fisicità, è educazione, dunque conoscenza, dunque integrazione. Perché il rugby è una terapia collettiva e corale, psicologica e sociale. Perché la fisicità del rugby è spirituale, o forse la sua spiritualità è fisica, ma per capirlo bisogna respirarlo. Perché anche nel rugby esiste il professionismo, ma non ne ha modificato lo spirito e neanche la cultura. Perché chi gioca a rugby, rimane rugbista tutta la vita. Perché il rugby è lo sport di squadra. Perché il rugby è sostegno, e un giocatore, da solo, non va da nessuna parte. Perché nel rugby il pallone si può passare soltanto indietro, e questo è il senso della vita. Perché non si vive di solo pallone rotondo, ma c'è anche quello ovale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilTennis

L’ITALIA GRUPPO SOLIDO E AFFIATATO IN DAVIS PUÒ FARE LA DIFFERENZA cosa di più. Invece nel match dei match, Cilic l’ha cancellato troppo rapidamente dal campo. La vittoria con la Croazia, comunque, ci regala come una bella favola: l’uomo che non ti una squadra maschile che finalmente sembra aspetti, Fabio Fognini, 25 anni da Arma di aver cambiato passo. Non abbiamo fenomeni, Taggia, genio e sregolatezza del nostro tennis, ma giocatori di buon livello che in una competiha trascinato l’Italia ai quarti della coppa Davis zione a squadre dura come la Davis possono fadove incontreremo il Canada. Non accadeva re la differenza. Corrado Barazzutti con paziendal lontano 1998 quando gli azzurri arrivarono za certosina ha assemblato un gruppo solido dove vive l’affiatamento e l’amicizia e nel quale sino alla finalissima, persa a Milano con la anche un 31enne come Paolo Lorenzi ha dimoSvezia. Fognini è forse il braccio migliostrato di poter dare, all’occorrenza, un buon re del tennis azzurro. La classifica moncontributo. Di Fognini abbiamo detto. Seppi al diale non gliene rende merito (è n˚44) top è una garanzia, il doppio Fogniperché il suo talento fino ad oggi ha funni-Bolelli può diventare la vera arzionato a orologeria: pochi acuti da ma in più. fuoriclasse alternati a troppe prestaLa Nazionale azzurra, insomma, zioni da dimenticare. non è più solo quella dipinta di roA Torino nonostante l’influenza che sa. Che pure nel tennis di casa nostra regli ha fatto saltare il primo singolare, il sta un colore molto di moda. Ci avviciragazzo ligure ha portato all’Italia due niamo al primo turno di Fed Cup che punti su tre. Prima ha vinto il doppio in copsi giocherà a Rimini il prossimo week pia con Bolelli. Poi, ieri, ha piazzato il colpo end, con la finale raggiunta (e perdel ko definitivo battendo Dodig e sopratsa) da Sara Errani a Parigi e l’ennesitutto la tanta pressione che aveva sulle mo successo in doppio assieme alspalle. Una prova di maturità (speriamo l’amica Roberta Vinci. Gli Stati Unidefinitiva), che rende meno amara la ti senza le Williams e la Stephens prestazione del leader della squadra, Fabio sembrano essere poca cosa. AvanAndreas Seppi. E’ vero, anche nel suo Fognini ti allora, senza scherzi. caso ci ha messo lo zampino un virus ANSA capriccioso, ma ci attendevamo qual© RIPRODUZIONE RISERVATA di GIANNI VALENTI

È

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DA SUPER MARIO A EMEGHARA E RIGONI IL MERCATO CHE CAMBIA GLI EQUILIBRI

loSpunto

di MARCO PASTONESI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

di VALERIO MARINI

to e Kuzmanovic, eppure è tornata da Siena con tante polemiche e zero punti dentro la valigia. Certo, non si può mica dare la croce addosso ai tre neoacquisti per questa ennesima sconfitta nerazzurra, soprattutto se a far loro da scudieri ci sono ancora Zanetti e Chivu, perché non dev’essere facile inserirsi in un meccanismo che da un po’ di tempo non funziona. Credere che i problemi di una squadra (l’Inter, appunto) possano all’improvviso essere risolti da un ragazzino di 18 anni (Kovacic) comprato in fretta e furia è un’illusione che si scontra con la logica. A gennaio si può correggere qualcosa, ma non riscrivere la storia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dallaPrima

E’ tornato il Milan ma per lo scudetto è solo Juve-Napoli? I bianconeri sotto pressione hanno mostrato orgoglio. Inter in retromarcia

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

FERNANDO ALONSO Pilota della Ferrari

I giocatori rossoneri salutano il pubblico di San Siro LAPRESSE di ALBERTO CERRUTI

4:10h bici - 116km. Molto vento. Ora è il momento del pranzo!!! @alo_official

MIRCO BERGAMASCO Gioca in Francia nel Racing Mètro

Domanda per @MasterChef_it ...i galletti sono stati cucinati a dovere? #Ita23Fra18 #6nations2013 @MircoBergamasco

ipseDIXIT

«

La sconfitta ha una sola giustificazione: il Siena ha avuto più fame di noi ANDREA STRAMACCIONI ALLENATORE INTER

Appagamento naturale. Con i nostri 40 punti siamo già salvi a febbraio. Abbiamo tra l’altro un margine rassicurante sulla 9ª: di questo passo la qualificazione diretta agli ottavi della prossima coppa Italia non ce la toglie nessuno VINCENZO CITO

a domenica bianconera si L apre bene con il ritorno al successo della Juventus sul campo del Chievo, prosegue benissimo con il triplete del Siena contro l'Inter, ma si conclude male con la sconfitta dell’Udinese, colpita e beffata a San Siro dalla prima esaltante doppietta di Balotelli. E così alla fine, ma proprio alla fine dopo quel discusso rigore, chi gode di più è il rilanciatissimo Milan che raggiunge la truppa allo sbando di Stramaccioni e per la prima volta si porta ad appena tre punti dal terzo posto, con vista Champions, della Lazio. Il secondo kappaò consecutivo contro il trasformato Genoa, dopo quello interno contro il Chievo, allontana la squadra di Petkovic dalla corsa allo scudetto. E mai come nell’ultima settimana tutti, a cominciare da Conte, avevano già capito che soltanto il Napoli può strappare quel triangolino tricolore dalle maglie della Juventus. Per questo era importante vedere come avrebbero reagito i campioni d'Italia, non soltanto all'aggancio in classifica dei loro rivali, ma anche alla loro serie più nera che bianconera del 2013, in cui avevano vinto soltanto una partita su quattro in campionato. La reazione è stata positiva per almeno tre motivi. Perché la Juventus ha vinto, segnando due gol nel primo tempo, come il Napoli contro il Catania. Perché le reti del successo sono arrivate da azioni che hanno coinvolto quattro giocatori (Vidal e Matri nell'1-0, Giovinco e Lichtsteiner nel 2-0) e non sono state il frutto di altrettanti tiri dalla distanza di Pogba, come nel provvisorio 2-0 sull’Udinese. E infine perché, a parte la squalifica di Conte, mancavano per motivi

diversi Bonucci e Chiellini in difesa, Marchisio e Asamoah a centrocampo, Vucinic in attacco. E' vero che il gol di Thereau ha ringalluzzito il Chievo, in partita fino al fischio finale, ma i campionati si vincono dimostrando di avere nervi saldi nei momenti più delicati e anche da questo punto di vista la Juve ha reagito bene, senza la necessità di sottolineare gli errori degli arbitri per mascherare i propri. Con un Napoli così determinato, sempre a più 15 rispetto a un anno fa, ripetersi non sarà facile, come riconosce Conte, ma il discorso può essere rovesciato. Con una Juventus così orgogliosa, non sarà facile strapparle lo scudetto. Proprio questo è il bello che ci aspetta, prima e forse anche dopo lo scontro diretto del primo marzo al San Paolo. Mentre il Milan, che continua a correre più della Juventus e del Napoli, tenendo a distanza la Fiorentina, va di fretta anche nel calendario perché giocherà il derby nella domenica precedente, con questo scatenato Balotelli in più, per il sorpasso decisivo ai cugini. Ma se l'Inter continua a suicidarsi così, viaggiando in retromarcia alla media-salvezza di 9 punti nelle ultime 8 partite, in cui soltanto contro il tenero Pescara non ha subito gol, in quella serata di elezioni toccherà a Stramaccioni inseguire Allegri e non viceversa, cercando nuovi voti per la rincorsa Champions. O forse soltanto per salvare la propria panchina, perché tre mesi esatti dopo aver illuso tutti con quel meritato 3-1 a casa Juventus, non si può perdere con quel meritato 1-3 in casa dell’ultima in classifica. Proprio nel giorno in cui Balotelli scopre gli applausi dei suoi nuovi tifosi a San Siro e riprende la sua vecchia Inter a tre passi dalla Champions. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

MONDO INGHILTERRA

SPAGNA

Bale trascinatore Il Tottenham va e sale al 4˚ posto

L’Atletico corre: battuto il Betis La vetta è a -9

25a GIORNATA Sabato Qpr-Norwich 0-0; Arsenal-Stoke 1-0; Everton-Aston Villa 3-3; Newcastle-Chelsea 3-2; Reading-Sunderland 2-1; West Ham- Swansea 1-0; Wigan-Southampton 2-2; Fulham-Manchester Utd 0-1. Ieri: West Brom.-Tottenham 0-1; Man. City-Liverpool 2-2. CLASSIFICA Man. Utd 62; Man. City 53; Chelsea 46; Tottenham 45; Everton 42; Arsenal 41; Liverpool 36; Wba, Swansea 34; Stoke, West Ham 30; Sunderland 29; Fulham, Norwich 28; Newcastle 27; Southampton 24; Reading 23; Aston Villa, Wigan 21; Qpr 17.

22a GIORNATA Sabato Osasuna-Celta 1-0, Valladolid-Athletic Bilbao 2-2. Getafe-Deportivo 3-1, Espanyol-Levante 3-2, Granada-Real Madrid 1-0. Ieri Malaga-Saragozza 1-1, Siviglia-Rayo 2-1, Valencia-Barcellona 1-1, Atletico-Betis 1-0; Real Sociedad-Maiorca 3-0. CLASSIFICA Barcellona 59; Atl. Madrid 50; Real Madrid 43; Malaga 36; Betis 35; Rayo, Valencia 34; Levante, Real Sociedad 33; Siviglia, Valladolid e Getafe 29; Ath.Bilbao 26; Espanyol 25, Saragozza 24; Granada 23; Osasuna 21; Celta 20; Maiorca 17; Deportivo 16.

L’urlo di Steven Gerrard, 32 anni, dopo il gol del 2-1 del Liverpool REUTERS

Lo sconforto di Leo Messi, 25 anni, dopo il vantaggio del Valencia AFP

maniano. Rovesciando le parti, il mercato ha rinforzato i Reds: l’acquisto di Sturridge è una delle migliori operazioni in assoluto della fiera di gennaio. L’ex attaccante del Chelsea non ha solo firmato un gol di potenza con una legnata da lontano, ma ha creato problemi al City in lungo e largo. Se Suarez si fosse espresso ai suoi livelli abituali, il Liverpool avrebbe potuto vincere.

+16 sul Madrid. Però nelle ultime 6 uscite tra coppa e campionato i catalani hanno vinto solo 2 volte, con 3 pari e una sconfitta. Da 7 partite prendono sempre almeno un gol, 10 in totale.

City fermato dal Liverpool Ride lo United: Mancini è a -9 Grande partita dei Reds a Manchester E il tecnico se la prende con l’arbitro: «Noi penalizzati, ma non è ancora finita» MANCHESTER CITY LIVERPOOL

2 2

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Dzeko (MC) al 23’, Sturridge (L) al 29’ p.t.; Gerrard (L) al 28’ s.t., Aguero (MC) al 34’ s.t.

MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Hart 5,5; Zabaleta 6,5, Nastasic 5,5 (dall’11’ s.t. Kolarov 5,5), Lescott 6, Clichy 6,5; Garcia 5, Barry 5,5 (dal 43’ s.t. Nasri sv); Milner 6, Aguero 6, Silva 5,5 (dal 28’ s.t. Maicon 6); Dzeko 6. PANCHINA Pantilimon, Rodwell, Sinclair, Tevez. ALLENATORE Mancini 6. AMMONITI Dzeko per proteste, Garcia per gioco scorretto.

LIVERPOOL (4-3-3) Reina 5; Johnson 6, Carragher 6, Agger 6, Enrique 6,5 (dal 30’ s.t. Skrtel sv); Downing 6, Gerrard 6,5, Leiva 5,5; Sturridge 7 (dal 46’ s.t. Allen sv), Suarez 6, Henderson 6. PANCHINA Jones, Wisdom, Shelvey, Sterling, Borini. ALLENATORE Rodgers 6,5. AMMONITI Henderson, Carragher e Gerrard per gioco scorretto, Sturridge per comportamento non regolamentare. ARBITRO Taylor 5. NOTE spettatori 47.000. Tiri in porta: 5-9. Tiri fuori: 4-7. Angoli 9-10. In fuorigioco: 0-1. Recuperi: 2’ p.t.; 5’ s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI MANCHESTER (Inghilterra)

Il paradosso è che tocca al nemico storico del Manchester United, il Liverpool, consegnare mezzo titolo al grande avversario: il 2-2 dopo aver subito a lungo i Reds condanna infatti il City a scivolare a meno 9 dalla banda di Ferguson. In quattro giorni, la squadra di Mancini ha perso 4 punti rispetto allo United e il fatto che sia accaduto proprio in concomitanza dell’addio di Mario Balotelli, vorrà pur dire qualcosa. Il mercato ha indebolito il City: il resto sono chiacchiere e distintivo. Liverpool ok La nostalgia di Mario si è consumata ieri tra i commenti dei tifosi e un’immagine del maxischermo, con un ragazzo che sventolava la famosa maglietta «Why always me?». Estraneo a ricordi e suggestioni, il Liverpool ha mostrato la bontà del calcio di Brendan Rodgers: un 4-3-3 decisamente meno scriteriato di quello ze-

Polemiche I Reds hanno messo

alle corde il City sul piano del ritmo, dell’aggressività fisica e della copertura degli spazi. Dzeko ha portato avanti i suoi con un tocco di piatto su cross di Milner, ma a stretto giro di posta è arrivato il pareggio di Sturridge, con l’ombra di un fallo commesso un minuto prima su Dzeko. «L’arbitro doveva fischiare il fallo di Agger, invece ha lasciato proseguire. Non siamo fortunati: anche contro il QPR ci è stato negato un rigore», accusa Mancini. «L’arbitro ha detto ai miei giocatori di non fermarsi. E poi l’infortunio di Dzeko non era così grave da richiedere l’interruzione», ribatte Rodgers. Epilogo Il Liverpool è ripartito alla carica a inizio ripresa. E la legnata di Gerrard è stata la logica conseguenza. Mancini ha stravolto la squadra inserendo Maicon e Kolarov sulle corsie esterne, con il dirottamento di Clichy al centro della difesa. Aguero ha riportato in quota il City con un diagonale millimetrico dal fondo, punendo un’uscita folle di Reina. «Il Liverpool ha giocato meglio nel primo tempo e merita il pareggio, ma possiamo ancora riprendere lo United. Sarà decisivo il derby», racconta Mancini. Rodgers è lapidario: «Siamo stati superiori e dovevamo vincere».

Toh, il Barça non vince più Al Valencia va stretto il pari Un rigore di Messi e le parate di Valdes salvano i catalani dal k.o.: nelle ultime sei uscite stagionali solo due successi VALENCIA BARCELLONA

1 1

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Banega (V) al 33’, Messi (B) su rigore al 39’ p.t.

VALENCIA (4-2-3-1) Guaita 5,5; Joao Pereira 5, Rami 6,5, Ricardo Costa 6,5, Cissokho 7; Víctor Ruiz 6, Tino Costa 6,5; Bernat 6 (dal 25’ s.t. Piatti 6), Banega 6,5 (dal 19’ s.t. Canales 6,5), Guardado 7 (dal 41’ s.t. Jonas 6,5); Soldado 6,5. PANCHINA Diego Alves, Barragan, Albelda, Valdez. ALLENATORE Valverde 7. AMMONITI Cissokho, Soldado e Guardado per gioco scorretto.

BARCELLONA (4-3-3) Victor Valdes 8; Dani Alves 6,5, Piqué 6, Mascherano 5,5 (dal 10’ s.t. Puyol 6,5), Jordi Alba 7,5; Xavi 6 (dal 46’ s.t. Thiago s.v.), Busquets 6,5, Fabregas 6 (dal 27’ s.t. Villa 5,5); Pedro 5,5, Messi 6, Iniesta 6,5. PANCHINA Pinto, Adriano, Song, Sanchez. ALLENATORE Roura 6. AMMONITI Mascherano per gioco scorretto. ARBITRO Gonzalez Gonzalez 6,5. NOTE spettatori 35.000 circa. Tiri in porta 6-2, tiri fuori 5-4, angoli 6-4, in fuorigioco 0-1. Recuperi 1’ p.t. e 3’ s.t.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Non vogliamo creare false aspettative né accendere entusiasmi infondati a chi pensa rossonero, però questo Barça non è la macchina da guerra di qualche tempo fa. Può essere un calo di zuccheri, c’è sicuramente un calo d’interesse per una competizione, la Liga, già vinta. Molto può aver a che fare con la rinnovata assenza dell’allenatore e la prolungata preoccupazione per le condizioni di salute di Tito Vilanova, a New York per sedute di radio e chemioterapia e non in panchina con la sua squadra. Due vittorie su sei Certo è che

ieri a Valencia il Barça ha infilato il secondo 1-1 consecutivo dopo quello del Bernabeu in Copa del Rey, risultato salvato da una parata straordinaria di Valdes all’89’ e che comunque serve per andare a

FRANCIA IL ROMENO DELL’AJACCIO TRASCINA I SUOI CON UNA DOPPIETTA

GERMANIA

Mutu, favore all’amicone Ibra: stende il Lione e lancia il Psg

Il Dortmund non si arrende 3-2 in casa del Leverkusen Ma il Bayern è lontano: +12

ALESSANDRO GRANDESSO AJACCIO

E ora la strada è libera. Grazie ad Adrian Mutu. Il romeno affonda il Lione con una doppietta (3-1 in rimonta) che spinge il Psg dell’amico Zlatan Ibrahimovic al primo posto solitario a +3. Per la squadra di Gourcuff un passo falso indotto forse dalle tensioni di un mercato destabilizzante. Errori sul mercato Colpa dei transfert mancati di Lopez alla Juve e Briand al Monaco, assenti ieri. Ma anche della ces-

sione di Bastos, subito in eurogol con lo Schalke 04, che ha impoverito un Lione in vantaggio con una bella volée di Lacazette. Di Belghazouani il pareggio, prima del raddoppio di Mutu di testa su assist di Saad che al 41’ provoca un rigore, che Gomis sbaglia. Dal dischetto non sbaglia invece l’ex viola che al 47’ punisce Vercoutre e incita il Psg alla fuga. Nelle altre sfide di giornata, successo interno del Montpellier (3-1) sul Reims. Il Marsiglia invece non approfitta della sconfitta del Lione e cade clamorosamente in casa con il Nancy. Fatale un’autore-

te di André Ayew, una delle stelle dell’Olympique, nel secondo tempo. 23a GIORNATA Venerdì: Tolosa-Paris St. Germain 0-4. Sabato: Lorient-Rennes 2-2; Bastia-Evian 0-0; Bordeaux-Valenciennes 2-0; Brest-Nizza 0-2; Lilla-Troyes 1-1; Sochaux-St. Etienne 1-2. Ieri: Ajaccio-Lione 3-1; Montpellier-Reims 3-1; Marsiglia-Nancy 0-1. CLASSIFICA Paris St. Germain 48 punti; Lione 45; Marsiglia 42; Bordeaux e Nizza 38; Rennes, St.Etienne 37; Lorient e Montpellier 35; Tolosa e Lilla 31; Valenciennes 30; Bastia 26; Ajaccio 25; Brest 24; Sochaux ed Evian 22; Reims 20; Nancy 18; Troyes 17. © RIPRODUZIONE RISERVATA

20a GIORNATA. Successo esterno del Borussia Dortmund che si impone per 3-2 a Leverkusen con Lewandowski, Blaszczykowski e Reus. Gli uomini di Klopp scavalcano così le «aspirine» al 2˚ posto e salgono a -12 dal Bayern. Nell’altro match di ieri il Norimberga ha superato 2-1 il Borussia Moench. Venerdì: Werder-Hannover 2-0. Sabato: Fortuna-Stoccarda 3-1; Hoffenheim-Friburgo 2-1; Mainz-Bayern 0-3; Schalke 04-Greuther Furth 1-2; Wolfsburg-Augsburg 1-1; Amburgo-Eintracht 0-2. Ieri: Norimberga-Borussia Moenc. 2-1; Leverkusen-Borussia Dortmund 2-3. CLASSIFICA Bayern 51; Borussia Dortmund 39; Leverkusen 37; Eintracht 36; Mainz 30; Borussia Moenc., Schalke 04 29; Friburgo, Amburgo 28; Hannover 26; Stoccarda, Werder 25; Fortuna 24; Wolfsburg 23; Norimberga 21; Hoffenheim 16; Augsburg 14; Greuther Fürth 12.

Il cambio Stiamo parlando del-

la squadra che ha chiuso il girone d’andata della Liga facendo 55 dei 57 punti disponibili, da qui la differente prospettiva apertasi negli ultimi tempi in chiave Champions. Qualcosa si è inceppato. Il gioco non scorre più fluido come prima. Le occasioni da gol diminuiscono, così come la percentuale di realizzazione. Il possesso resta alto, figurarsi, però è più sterile, fine a se stesso. Il palleggio, a tratti mirabolante, funambolico, non serve più per assediare la porta di un avversario stordito. Le vittorie non arrivano più di default. Pari stretto Il Valencia ha mes-

so alle corde il Barça con passione, disciplina, cuore, unità, buona difesa e contropiede rapidi. È andato in vantaggio con Banega, talento con poca testa che l’altro ieri è arrivato tardi all’allenamento e pare non in grandissime condizioni, si è visto rimontare 6 minuti dopo da un rigore di Messi per stupido fallo di Joao Pereira su Pedro, ci ha provato fino alla fine e avrebbe meritato la vittoria. Messi ha allungato il proprio record, segna da 12 turni di Liga di fila, ha fatto gli stessi o più gol (34) di 17 squadre del campionato, è a 45 reti stagionali, però ha perso una marcia. E se Leo abbassa il ritmo la squadra ne risente, tanto da dover ricorrere a Valdes, decisivo nel finale su Canales e Soldado. Il Barça sta rifiatando o è in difficoltà? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino AMICHEVOLI

Defoe e Xabi Alonso ko Il weekend dei campionati complica i piani dei ct in vista delle amichevoli di mercoledì. Roy Hodsgon, dovrà fare a meno di Jermain Defoe e Michael Carrick per il test di lusso col Brasile, complici gli infortuni rimediati con Tottenham e Manchester United. Vicente del Bosque, che con la Spagna affronterà l'Uruguay, deve invece fare a meno di Xabi Alonso, alle prese con un problema agli adduttori. Al suo posto Mario Suarez.

OLANDA

Psv a valanga Risultati della ventunesima giornata in Olanda: Waalwijk-Heerenveen 0-1, Az Alkmaar-roningue 0-1, Roda-Heracles 3-3, Breda-Zwolle 3-0, Psv Eindhoven-La Haye 7-0, Nec Nimègue-Vitesse Arnhem 2-1, Venlo-Ajax Amsterdam 0-3, Twente-Utrecht 2-4, Willem-Feyenoord 1-3. CLASSIFICA: Psv 46, Ajax 43, Twente 42, Feyenoord 41, Utrecht 39, Vitesse 38, Nijmegen 30, Den Haag 25, Heracles e Az Alkmaar 24, Waalwjk, Groningen e Breda 23, Heerenveen 22, Roda 20, Zwolle 19, Venlo 15, Willem 13.

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO COPPA D’AFRICA

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La Costa D’Avorio affonda La Nigeria elimina Drogba

VERSO LA FINALE

S

Ivoriani condannati dalle papere di Barry e la scarsa forma di Didier Va in semifinale una nazionale giovane, trascinata da Emenike e Mba DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDÒ RUSTENBURG (Sudafrica)

È finita. La generazione d’oro della Costa d’Avorio, quella di Drogba, Kolo Toure e Zokora, chiude il suo ciclo senza portare a casa una sola Coppa d’Africa. È possibile che il Mondiale ormai vicino convinca i vecchiacci a un ultimo hurrà, e che il sangue un po’ più fresco di Yaya Toure e Gervinho riesca a sostenerli fino al 2014: ma questa sconfitta di Rustenburg, più larga nel gioco di quanto dica il punteggio, segna molto chiaramente la fine di una generazione e, forse, un passaggio di consegne. La Nigeria gioca benissimo e lo fa con un’energia platealmente superiore: è una nazionale giovane, composta in parte da ragazzi che giocano ancora in patria e che hanno la fame di chi vuole conquistarsi una chiamata europea come i loro fratelli appena maggiori. L’intensità con la quale il tecnico Keshi lo fa interpretare rende il 4-2-3-1 di prammatica (ormai giocano quasi tutti così) una blindatura difensiva e allo stesso tempo uno scivolo verso la porta avversaria. Il giocatore più esperto, il mediano del Chelsea Obi Mikel, è il metronomo che detta i tempi degli inserimenti. A turno attaccano tutti, dai terzini Ambrose e Echiejile (molto bravo) alle efficacissime ali Emenike e Moses, al trequartista Mba che malgrado suoni come un mugolio perplesso è quello che mette il punto esclamativo sulla partita con l’azionissima del 2-1. Drogba c’è e non c’è Celebrati i

vincitori, che ora però dovranno portare a casa il torneo per instaurare il nuovo regno delle Superaquile, e già in semifinale contro il Mali non sarà una passeggiata, va raccontato però il malinconico tramonto degli sconfitti, perché nell’autopsia del sogno svanito ci sono cose che riguardano anche noi. Didier Drogba, per esempio, in questo momento non è più un campione. Può darsi che la lunga inattività combinata con l’età non più verde lo condizio-

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IL NUMERO

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le coppe d’Africa giocate da Didier Drogba con la maglia della Costa D’Avorio. Il centravanti ivoriano non è però mai riuscito a laurearsi campione. Con la nazionale ha preso parte anche a 2 Mondiali

S Didier Drogba Ancora una cocente delusione con la maglia della nazionale per Didier Drogba, 34 anni AP

ni, e che un mese di allenamenti in Turchia possa bastare a restituirgli una forma adeguata alle ambizioni. Può darsi, noi abbiamo imparato che da Drogba ci si deve aspettare di tutto: però non diamo più torto alla Juve per non aver investito dieci milioni su di lui, decisamente troppi per un attaccante che vive ormai solo di trucchetti e malizie. Lamouchi, che nella seconda gara del girone gli aveva mandato un avviso tenendolo in panchina, sceglie di colare a picco con lui, ed è una decisione che non ci sentiamo di censurare: dopo un primo tempo disastroso, chiuso 0-1 per la sassata di Emenike su punizione che passa fra le mani dell’incapace Barry (ma si può?), è proprio Didier a riempire i dieci minuti migliori della Costa d’Avorio.

IL FILM DELLA PARTITA NIGERIA IN FESTA 1

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BURKINA FASOTogo 1-0 (d.t.s.) Sabato GHANACapo Verde 2-0 SudafricaMALI 1-1 (2-4 ai rigori)

S SEMIFINALI Mali-Nigeria (mercoledì a Durban) Burkina FasoGhana (mercoledì a Mbombela)

S FINALE 3˚ POSTO Sabato a Mandela Bay

Papere e parate Si guadagna

una punizione fasulla con un gran ruzzolone, la batte di precisione sulla testa di Tiote per l’1-1, suona la carica per cercare il colpo del k.o., conscio di possedere un’autonomia limitata. Il colpo non arriva perché l’altro grande ivoriano, il meno bolso Yaya Toure, fisicamente non pare adeguato a una battaglia in un forno a 30 gradi: siccome non c’è verso di fare gioco se lui non si abbassa a prender palla, nella fase a cavallo dei due tempi il regista del City si adegua muovendosi lungo l’asse centrale da un’area all’altra, in verticale. Lo sforzo, però, lo manda in debito d’ossigeno dopo un’ora di gioco, e allora Yaya si adegua ad aspettare palloni che non arrivano all’altezza di Drogba. In realtà uno, al minuto 22, riesce a scagliarlo in porta con perentoria violenza, ma la risposta di Enyeama è da campione. A dimostrazione che la differenza risiede anche nei portieri: la Nigeria domina il resto della gara fino al meritatissimo 2-1, ma è ancora uno strambo posizionamento di Barry a consentire il gol. Crudele tweet serale di Mido, l’egiziano che ha vinto tre Coppe d’Africa a spese della generazione d’oro ivoriana: «Dio benedica quel portiere, gli dobbiamo tutto».

QUARTI DI FINALE Ieri Costa D’AvorioNIGERIA 1-2

S 2

3

1 La festa della Nigeria al gol partita segnato da Mba a 12 minuti dal termine 2 L’esultanza di Tiene, autore del momentaneo pareggio della Costa D’Avorio a inizio ripresa 3 La gioia di Emenike dopo la punizione che sblocca la gara nel primo tempo AFP

COSTA D’AVORIO

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NIGERIA

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PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Emenike (N) al 43’ p.t.; Tiote (C) al 5’, Mba (N) al 33’ s.t.

COSTA D’AVORIO (4-2-3-1)

NIGERIA (4-2-3-1)

Barry; Eboue, Zokora, Bamba, Tiene; Tiote, Romaric (dal 38’ s.t. L.Traore); Kalou (dal 24’ s.t. Max Gradel), Yaya Toure, Gervinho; Drogba. PANCHINA Yeboah, Sangare, Boka, Kolo Toure, I. Traore, Lolo, Razak, Arouna Kone, Bony, Ya Konan. ALLENATORE Lamouchi. AMMONITI Yaya Toure, Kalou e Bamba.

Enyeama; Ambrose, Omeruo, Oboabona, Echiejile; Onazi, Obi Mikel; Emenike, Mba, Moses (dal 45’ s.t. Yobo); Brown Ideye. PANCHINA Ejide, Agbim, Egwueke, Oshaniwa, Obiorah, Gabriel, Ogude, Uzoenyi, Igiebor, Musa, Uche. ALLENATORE Keshi. AMMONITI Onazi e Enyeama.

ARBITRO Djamel (Algeria). NOTE spettatori 20 mila.

FINALE Domenica a Johannesburg

TOGO FUORI DOPO 120’

La favola Burkina Faso continua Adebayor no MARCO GUIDI

Non è giornata per i grandi attaccanti del continente nero. Dopo Didier Drogba, anche Emmanuel Adebayor saluta la Coppa d’Africa. Il suo Togo ha ceduto al sorprendente Burkina Faso del ct belga Put dopo una battaglia di 120 minuti. Decisivo il gol di Jonathan Pitroipa (ala del Rennes ed ex Amburgo) sul finire del primo tempo supplementare. Ride soprattutto il favoritissimo Ghana, che non dovrà preoccuparsi di mettere il guinzaglio al cannoniere del Tottenham, ma in semifinale sfiderà quella che è la grande rivelazione di questa edizione del torneo, insieme al simpatico Capo Verde, fatto fuori ai quarti proprio da Asamoah e compagni. Una coppa da sogno Nessuno alla vigilia avrebbe pronosticato gli uomini di Put tra le prime quattro d’Africa. Nella sua storia il Burkina Faso era arrivato in semifinale appena una volta. Prima di ieri, prima del colpo di testa vincente di Pitroipa, ora già un eroe nazionale, insieme agli altri quattro della «legione francese» (Kabore, Alain Traore, Bakary Kone e Djakaridja Kone). Ma ben prima della rete decisiva il Burkina Faso aveva dimostrato di avere qualcosa in più del Togo. Traore, miglior marcatore della manifestazione con il nigeriano Emenike, si era mangiato in almeno un paio di occasioni il gol del vantaggio. Scena muta Mentre dall’altra parte Adebayor offriva una prova abulica, spenta. Il Togo disputava per la prima volta i quarti di finale e forse ha pagato l’inesperienza. Ma i suoi tifosi confidavano nel bomber, soprattutto dopo quanto era successo in Angola tre anni or sono. Lui c’era nella strage di Cabinda, dove persero la vita tre persone della comitiva togolese, aggredita a colpi di mitra da guerriglieri locali. Sembrava una sceneggiatura da film: il Togo torna in coppa d’Africa e magari la vince, dimostrando che lo sport non cede alla violenza e alla morte. Non è stato così, ma Adebayor si consoli: in fondo anche quella del Burkina Faso è una bella favola. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

NICOLA CECERE

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LE PAGINE SONO 160

È in edicola da oggi a 12,99e il libro de La Gazzetta dello Sport «Ronaldo. La vera storia del Fenomeno» 12 CAPITOLI più prefazione (qui a lato) firmati dai giornalisti della Gazzetta che hanno seguito il brasiliano negli anni, per raccontare gol ed esaltanti vittorie, ma anche lacrime e infortuni. Dal PSV Eindhoven al Barcellona, all’esordio interista con Djorkaeff, Zanetti e Recoba, la Coppa Uefa e il Pallone d’Oro. E ancora: la finale dei Mondiali del 1998, il malore, e il trionfo al Mondiale 2002. Il passaggio al Real Madrid e il ritorno a San Siro, nel Milan, l’intesa con Kakà e i 7 gol in 14 partite LA TECNICA Al centro del libro anche il doppio passo e le serpentine che hanno rivoluzionato il modo di fare l’attaccante, incantando milioni di tifosi

S Il 30 gennaio 2007 Ronaldo lascia il Real Madrid per il Milan, aiuta a suon di gol i rossoneri a qualificarsi per la Champions League ma la stagione successiva è segnata dagli infortuni AP

Secondo Leo Messi è stato il più grande di tutti i cannonieri che lo hanno preceduto e seguito. Quindi più grande di Pelé, Zico, Maradona e via elencando. Il «centravanti perfetto». Occhio, lo sostiene un argentino, quattro volte Pallone d’oro, per giunta, l’attaccante «in» del momento, e l’investitura è diretta a un brasiliano... Sono paragoni impossibili, certo, come si fa a definire il re dei re nell’universo pallonaro popolato da tantissimi fuoriclasse, direte... Eppure Ronaldo Luis Nazario de Lima nell’arco della quindicina d’anni (con troppe pause forzate) della sua carriera da big ha conquistato proprio tutti. Col suo modo di giocare e con la sua storia, anche. Che alterna ricchezza economica e successi a lacrime di dolore o dispiacere: «Quanto è umano, lei!» lo avrebbe elogiato Fracchia - Paolo Villaggio. Mogli&figli Sì, Ronnie ci ha esaltato non soltanto sul terreno di gioco. Ci siamo appassionati alla sua vita da Beautiful, affollata di donne fatali, modelle, o aspiranti attrici, persino calciatrici, come la fidanzata con la quale sbarcò in Italia, Susana, e la prima moglie e madre di Ronald, una meteora di nome Milene. Fanciulle che gli cadevano ai piedi al primo sorriso, non esclusivamente ma preferibilmente brasiliane. E figli, anche non voluti, arrivati in fretta a popolare stanze di case enormi, insieme con i videogiochi, gli amici-scrocconi e gli amici veri, mamma Sonia e papà Nelio, che lo raggiungevano in periodi alterni, purtroppo. In questo lavoro che la Gazzetta manda in edicola da oggi, abbiamo raccolto un po’ tutti gli ingredienti di questa avventura umana e sportiva decisamente singolare, per ricomporre un mosaico di immagini in un unico libro. Ci sono foto mozzafiato o particolarmente significative, disseminate in 160 pagine nelle quali chi di noi giornalisti rosa lo ha visto giocare in tante circostanze o chi lo ha frequentato in privato ma pure in pubblico, racconta una storia nelle sue linee generali nota ma nel dettaglio non

«

È Ronaldo, il brasiliano, il più grande cannoniere di sempre LEO MESSI ARGENTINO

Ronaldo segreto Quello che non avevamo scritto I giornalisti della Gazza lo raccontano da vicino Oggi in edicola il libro con fatti e foto inedite ancora scritta. Sì, siamo scesi in profondità, in maniera tale che il lettore possa appendere alle pareti del salotto un quadro completo. Non solo milanesi E’ una iniziati-

Il 25 luglio 1997 Ronaldo arriva in Italia per la gioia dei bambini interisti (e non solo). Vince subito la Coppa Uefa segnando alla Lazio il 3-0. Nel 2002 passa al Real Madrid e in Corea vince il Mondiale col Brasile

va che si rivolge all’appassionato di calcio in genere. Perché campioni di tale livello appartengono a chi è anzitutto un estimatore di questo sport così popolare. Dunque non solo interisti o milanisti, i suoi due club italiani, si recheranno in edicola. Possono accostarsi a questo libro napoletani e juventini, romanisti e laziali, torinisti e genoani... Chiunque voglia approfondire il vissuto di un personaggio amatissimo dai bambini: ricordate le feste fattegli a San Siro dai giovani interisti nel giorno della presentazione ufficiale? Vi accompagneremo fra le sue imprese, sviscerandole, e fra i suoi crack. Dolorosissimi, crudeli: tutti prodigiosamente superati. Persino l’ultimo, patito con la maglia rossonera addosso, che pareva dovesse porre fine alla carriera di questo Fenomeno. E invece un Ronaldo a quel punto in costante lotta con i chili di troppo che accumulava a causa della tiroide e di uno stile di vita non più in linea (è il caso di dirlo) con le esigenze del calcio di alto livello, ha saputo stupirci una volta di più regalandosi un finale di partita nel suo Brasile. Con la maglietta del Corinthians, il club paulista più ricco e ben disposto verso i ritorni dei ragazzi brasiliani partiti per avere successo in Europa. L’ultimo si chiama Pato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA VERA STORIA DEL FENOMENO

L’INIZIATIVA la Prefazione di ANDREA ELEFANTE

Il mio amico Ronnie Tra le fortune racchiuse nel grande privilegio di aver conosciuto Ronaldo, aver lavorato con lui, aver visto il meglio del calciatore e diverse età dell’uomo, averlo ascoltato e fatto finta di non sentire, confessato, studiato, capito e contraddetto, ce n’è una che rappresenta tutt’ora un’emozione di quelle che ti porti dentro incancellabili. Oggi, come dieci anni fa. Ero a casa sua la mattina in cui Ronaldo faceva le valigie per lasciare la prima volta Milano, la Milano dell’Inter, e di quelle due ore ricordo gli occhi, più che le sue parole, o i gesti, o le lacrime trattenute, sì anche quelle: i suoi occhi riassumevano perfettamente tutto quello che stava succedendo. Tutto quello che in fondo è sempre stata la sua vita fatta di splendide contraddizioni. Dunque la curiosità di vivere qualcosa di nuovo, ma anche il timore per quello che stava decidendo di lasciare (e nella vita si è lasciato e continua a lasciarsi alle spalle un sacco di cose, Ronaldo). La sicurezza di sentirsi speciale e la fragilità di non essere in grado di governare quel suo essere di più, dunque diverso. La frenesia del non sapersi accontentare mai di nulla e la pigrizia come tentazione quotidiana. La capacità di fare di ogni momento un motivo per divertirsi e l’incubo di andare a sbattere contro momenti consegnati alla noia. Tutto questo, in fondo, è stato anche il Ronaldo calciatore, quello che ha calpestato prati di tutto il mondo come faceva con la sabbia delle sue spiagge: un sacerdote sconsacrato della religione del pallone; uno che ha rivoluzionato il modo di fare l’attaccante senza conoscere il significato della parola sforzo ma semmai quello della parola sofferenza; che ha fatto del suo ruolo anche una questione estetica, rendendo facile tutto quello che faceva in campo, almeno quanto era difficile per gli altri comprendere come lo facesse. Tutto e il contrario di tutto, e lo si capisce bene leggendo questo libro: dall’alba del concetto di Fenomeno al tramonto anche un po’ triste di un numero uno diventato troppo ex per essere vero. E però amato anche quel giorno come il primo, di un amore senza maglie, bandiere, colori. Un destino senza appartenenza, perché in fondo Ronaldo è stato di tutti e lui per primo non si è mai sentito solo suo. Glielo leggevi negli occhi che viveva per il gol, ma il gol non era la sua sola vita: se lo guardi negli occhi oggi, dieci anni dopo, capisci che ci campa ancora, con quel segreto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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PRIMA DIVISIONE GIRONE A 21a GIORNATA Il mercato di gennaio (e la sosta) è come l’imbianchino che dà una rinfrescata alle pareti di casa e la fa sembrare nuova. Apriamo la porta e la troviamo più bella e luminosa, pronta per la festa finale. Con 43 gol in 15 partite (un solo 0-0) il torneo è vivo. Torna al comando il Lecce, rivisto soprattutto nella guida tecnica e nella veste tattica. Il Latina va in fuga, con i gol

l’Analisi di NICOLA BINDA twitter@NickBinda

Il bello e il brutto del mercato

della vecchia guardia e i nuovi califfi pronti a dare un sostanzioso contributo. Nocerina, Perugia e Pisa agitano il girone B anche grazie ai rinforzi. Cremonese e Benevento, rinnovate a fondo, adesso splendono. Sì, per quello che riguarda gli innesti, il mercato è stato ben sfruttato. Lo spettacolo ne guadagna, la corsa alla B e ai playoff adesso è più divertente che mai. Bene.

Il nuovo Lecce sa soffrire e torna in testa Subito 2 gol, poi Jeda sbaglia un rigore E Chevanton va in porta negli ultimi 16’ LECCE

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TREVISO

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MARCATORI Bogliacino (L) al 3’, Giacomazzi (L) al 27’ p.t.; Tarantino (T) su rigore al 9’ s.t. LECCE (4-2-4) Benassi 5,5; D’Ambrosio 5,5, Esposito 6, Di Maio 6, Tomi 5; Giacomazzi 6,5, Memushaj 6; Chiricò 5,5 (dal 18’ s.t. Falco 6), Jeda 5 (dal 25’ s.t. Chevanton 6), Bogliacino 6,5, Pià 6 (dal 28’ s.t. De Rose 6). (Petrachi, Vinicius, Vanin, Drame). All. Toma 6. TREVISO (4-1-4-1) Merlano 5,5; Brunetti 5,5 (dal 1’ s.t. Madiotto 6), Zammuto 5,5, Stendardo 6, Cernuto 5,5; Spinosa 6; Tarantino 6,5, Rosaia 5,5 (dal 40’ s.t. Allegretti s.v.), Fortunato 6, Piccioni 6; Strizzolo 5,5 (dal 17’ s.t. Semenzato 5,5). (Tonozzi, Burato, Dal Compare, Toppan). All. Ruotolo 5,5. ARBITRO Verdenelli di Foligno 5,5. NOTE paganti 1.609, abbonati 2.878, incasso di 33.014,54 euro. Ammoniti Tomi, Esposito, Piccioni, Zammuto, Fortunato, Bogliacino e Chevanton. Angoli 7-4.

GIUSEPPE CALVI LECCE

Vince, per un tempo convince, si riprende la vetta della classifica (+1 sul Trapani) e alla fine si stringe attorno a Javier Chevanton, portiere per caso per 16 lunghissimi minuti. Il nuovo Lecce targato Toma rica-

de nei soliti errori difensivi, soffrendo anche contro il Treviso, ultimo della classe. Sul 2-0 dopo 27’, la squadra giallorossa non riesce a stendere definitivamente l’avversario, che nella ripresa si rimette im partita e spera sino in fondo di battere Chevanton, passato in porta dopo l’infortunio di Benassi (già effettuate le tre sostituzioni), trasportato all’ospedale dove gli accertamenti hanno evidenziato l’infrazione della decima costola dell’emitorace destro. Ballo uruguagio Prima di arriva-

re all’insolita esibizione di Cheva-portiere — comunque neppure una parata — sono stati altri due uruguaiani a firmare il successo. Da schema preparato dal nuovo allenatore su fallo laterale, già dopo 124 secondi il Lecce sblocca il risultato, con Bogliacino lesto a sfruttare di testa un cross dalla sinistra. Incursioni degli esterni offensivi, ricerca immediata della verticalizzazione e inserimento a sorpresa dei centrocampisti: così al 27’ Giacomazzi, con perfetta scelta di tempo, fa centro con un’incornata. Toma intravede

Il mercato però è fatto da due fasi e quella più difficile riguarda le cessioni. Una categoria che propone decine e decine di giovani attendeva questo mese come controprova. Ne vale la pena? Funziona questa politica? Le serie superiori se ne accorgono? La risposta è disarmante. I giocatori saliti di categoria si contano sulle dita di due mani. Bisogna riflettere.

Detto che la serie A è sempre più attratta dall’estero, detto che le regole Covisoc hanno messo il bavaglio a qualche club, detto che non tutti potevano investire, bisogna anche riconoscere che le proposte della Lega Pro non sono state così interessanti. Siamo sempre lì: non è con la quantità che si crescono i talenti, ma con la qualità. Servirà questa lezione? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cuore Cremonese Il Carpi è furibondo

Chevanton, portiere per 16’ DAPRESS

la squadra che vorrebbe. Anche Memushaj prova il tiro, però lì davanti manca l’attaccante che finalizzi. E la difesa concede qualche varco a Strizzolo e Tarantino (al 20’ è bravo Benassi). Lecce, che calo In avvio di ripre-

sa, Tomi «riapre» la sfida, provocando un rigore con un ingenuo fallo su Strizzolo: dal dischetto, come all’andata, segna Tarantino, che aveva realizzato l’ultimo gol del Treviso in trasferta, a Trapani il 16 settembre. Il Lecce potrebbe riallungare subito ma Jeda si fa parare il rigore (2˚ errore del brasiliano, 4˚ per i giallorossi) da Merlano. La formazione di Ruotolo prende coraggio, Giacomazzi e compagni cominciano ad avere paura e accusano anche un calo atletico. Colpito al torace in uno scontro con Cernuto, Benassi è costretto ad abbandonare e al 36’, più 7’ di recupero, Chevanton convince Toma a concedergli maglia numero 1 e guanti. Il piccoletto si sente un gigante, tremando solo su una girata, imprecisa, di Allegretti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PAVIA

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REGGIANA

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TRAPANI

0

SAN MARINO

1

FERALPI SALÒ

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ENTELLA

0

Coda non perdona: colpo del San Marino Il Pavia cade in casa dopo cinque mesi

Feralpi inarrestabile: terza vittoria di fila Reggiana umiliata e fischiata dai tifosi

Il Trapani attacca ma in 10 non sfonda L’Entella bada al sodo e porta a casa il punto

MARCATORE Coda al 29’ p.t. PAVIA (4-2-3-1) Kovacsik 6; Capogrosso 5,5, D’Orsi 5,5, Fasano 6, Monticone 5; Redaelli 5,5 (dal 13’ s.t. Lussardi 6), Di Chiara 5 (dal 39’ s.t. Romero s.v.); Statella 5,5 (dal 20’ s.t. Meza Colli 4), La Camera 5,5, Beretta 5,5; Cesca 5. (Previti, Losi, Meregalli, Ferrini). All. Cerri 5 (Roselli squalificato). SAN MARINO (4-3-3) Migani 6; Pelagatti 6, Fogacci 6,5, Ferrero 5, Mannini 6; Capellini 6,5 (dal 25’ s.t. Crivello 5,5), Lunardini 7, Calvano 6,5 (dal 28’ s.t. Pacciardi 6); Poletti 7, Coda 7, Doumbia 7. (Vivan, Galuppo, Ferrari, Casolla, Defendi). All. Acori 7. ARBITRO Bietolini di Firenze 6. NOTE paganti 452, abbonati 306, incasso di 3.760 euro. Espulsi Ferrero al 17’ s.t. e Meza Colli al 46’ s.t.; ammoniti Beretta, Cesca, Capogrosso, Calvano, Pelagatti e Ferrero. Angoli 12-2. PAVIA Importante successo esterno in ottica playoff del San Marino contro il Pavia, che in casa non perdeva dal 2 settembre (1-2 contro la Feralpi Salò). Gli ospiti colpiscono una traversa al 25’ con Capellini e passano in vantaggio quattro minuti dopo: lancio di Poletti per Doumbia e cross per Coda che di testa non lascia scampo a Kovacsik. Al 17’ della ripresa però Ferrero, già ammonito, commette un fallo su Beretta e riceve il secondo cartellino giallo. Anche in inferiorità numerica comunque il San Marino si oppone efficacemente agli attacchi del Pavia. E in pieno recupero pure i padroni di casa restano in dieci a causa dell’espulsione per proteste del neo entrato Meza Colli. Michele Lanati

MARCATORI Cortellini (FS) al 12’, Bracaletti (FS) al 32’ p.t.; Sprocati (R) al 4’, Bracaletti (FS) al 5’, Montini (FS) al 46’ s.t. REGGIANA (4-3-3) Tomasig 5; Bani 4,5, Cossentino 5,5, Aya 4,5, Magliocchetti 4,5; Antonelli 5,5, Arati 5, Ardizzone 5 (dal 30’ s.t. Cavalieri s.v.); Sprocati 5,5, Bonvissuto 5, Matteini 4 (dal 7’ s.t. Gilioli 5,5). (Bellucci, Scappi, Zini, Panizzi, Marcheggiani). All. Apolloni 5. FERALPI SALO’ (4-3-3) Branduani 7; Tantardini 6,5, Malgrati 6,5, Leonarduzzi 7, Cortellini 6,5; Fabris 6,5, Castagnetti 7,5, Berardocco 6,5 (dal 41’ s.t. Magli s.v.); Bracaletti 7,5 (dal 28’ s.t. Savoia s.v.), Miracoli 6 (dal 32’ s.t. Montini 6,5), Tarana 6,5. (Gallinetta, Caputo, Finocchio, Montella). All. Remondina 7,5. ARBITRO Maresca di Napoli 6,5. NOTE paganti 1.132, abbonati 1.219, incasso di 17.529 euro. Ammoniti Antonelli, Arati, Matteini, Gilioli, Malgrati e Fabris. Angoli 8-2. REGGIO EMILIA La Feralpi Salò infila la terza vittoria di fila umiliando la Reggiana, che in casa non perdeva con più di due reti di scarto da quasi 9 anni. Le numerose assenze sono una pallida attenuante per la squadra di Apolloni, sovrastata da un avversario che pure non era al completo. Veloce il vantaggio bresciano: al 12’ Cortellini ha trovato una parabola vincente di sinistro dopo una respinta di Tomasig. Al 32’ Bracaletti ha raddoppiato con un gran sinistro da oltre 20 metri. Ad inizio ripresa Sprocati su punizione ha riacceso le speranze granata, ma un minuto dopo Bracaletti ha affondato la difesa di casa. Poi il poker di Montini e i fischi. Ezio Fanticini

TRAPANI (4-4-2) Nordi 6; Lo Bue 6,5, Pagliarulo 7, Filippi 7, Rizzi 6,5; Basso 6,5, Caccetta 6, Spinelli 6, Madonia 6 (dall’11’ s.t. Tedesco 6,5); Abate 6 (dal 20’ s.t. Pacilli 6), Gambino 6 (dal 20’ s.t. Mancosu 6). (Morello, Daì, D’Aiello, Giordano). All. Boscaglia 6,5. ENTELLA (4-3-1-2) Paroni 6,5; De Col 6,5, Cesar 6, Bianchi 6,5, Zampano 6 (dal 35’ s.t. Falcier 6); Staiti 6,5, Raggio Garibaldi 5,5 (dal 20’ s.t. Di Tacchio 5,5), Volpe 6,5; Vannucchi 5,5 (dal 28’ s.t. Guerra 5,5); Rosso 5,5, Cori 5,5. (Otranto, Cecchini, Hamlili, Argeri). All. Prina 6,5. ARBITRO Aureliano di Bologna 5,5 .

CREMONESE

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CARPI

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MARCATORI Caridi (Cr) al 31’ p.t.; Della Rocca (Ca) al 19’, Di Gaudio (Ca) al 30’, Moi (Cr) al 43’, Martina Rini (Cr) al 49’ s.t. CREMONESE (4-3-1-2) Viotti 6; Sales 6, Moi 6,5, Cremonesi 6, Visconti 6,5; Baiocco 6,5, Buchel 6 (dal 36' s.t. Djuric s.v.), Pinardi 7 (dal 25' s.t. Martina Rini 7); Caridi 7; Le Noci 5,5 (dal 17' s.t. Momentè 6), Carlini 7. (Grillo, Tedeschi, Armenise, Nizzetto). All. Casati 7 (Scienza squalificato). CARPI (4-4-2) Sportiello 5; Pasciuti 5, Poli 6, Terigi 6, Sperotto 5,5; Melara 5,5 (dal 9' s.t. Potenza 6), Perini 6, Papini 5,5 (dal 14' s.t. Concas 6), Di Gaudio 7; Arma 5 (dal 23' s.t. Viola 6), Della Rocca 6,5. (Trini, Gagliolo, Negri, Kabine). All. Tacchini-Cioffi 6. ARBITRO Dei Giudici di Latina 6,5. NOTE paganti 917, abbonati 1.915, incasso di 12.980 euro. Espulso Pasciuti al 36' s.t.; ammoniti Moi, Pinardi, Djuric, Poli e Terigi. Angoli 0-7.

GIORGIO BARBIERI CREMONA

Mancano cinque secondi alla fine della partita, la Cremonese è riuscita a pareggiare qualche minuto prima con Moi (2-2) ed è in pressing. L'arbitro controlla il cronometro quando la palla arriva sui piedi di Martina Rini fuori area decentrato sulla destra. Il giocatore non ci pensa due volte e scarica un destro che si infila nel sette della porta del Carpi. Palla al centro e triplice fischio. Lo Zini esplode, la vittoria mancava dal 2 dicembre (5-0 alla Tritium). Il Carpi si è a lungo lamentato perchè il gol è arrivato a tempo scaduto, ma il fatto che l'arbitro abbia fatto mettere palla al centro chiu-

NOTE paganti 1.807, abbonati 1.388, incasso di 23.781 euro. Espulso Caccetta al 45’ p.t.; ammoniti De Col e Cori. Angoli 9-1. TRAPANI Chiaro l’intento dell’Entella: prima cosa non prenderle. E ci riesce, con una tattica fin troppo accorta ma efficace perché manda in bianco l’attacco più prolifico del girone e allunga a sei partite l’imbattibilità della sua difesa. Il Trapani, però, ha poco da rimproverarsi perché le sue brave occasioni le crea ugualmente. Ci prova con Basso, Abate e Spinelli ma è poco preciso. Troppo severo Aureliano che al 45’ del primo tempo espelle Caccetta. Il Trapani, sebbene in 10, continua a cercare il successo ma pure Madonia e Gambino sono imprecisi. Al 30’ Paroni devia in angolo una punizione di Basso mentre al 40’ Nordi respinge un tiro di Staiti, l’unico della partita da parte degli ospiti. Franco Cammarasana

IL POSTICIPO RAI SPORT 1, ORE 20.45

Stasera Alto Adige-Lumezzane Posticipo da piani alti: l’Alto Adige (che ha già riposato) punta al terzo posto pur avendo fatto soltanto 2 punti nelle ultime 3 gare, mentre il Lumezzane cerca il salto di qualità per i playoff. Molti nuovi acquisti pronti al debutto: Vecchi (ballottaggio tra Fink e Campo in attacco) manda in panchina Panzeri, Turchetta e Testardi, invece Festa (out Mandelli e Marcolini, pur convocato) lancia subito Meola e Ceppelini, mentre Torregrossa va in panchina. Così in campo stasera (ore 20.45, diretta su Rai Sport 1): ALTO ADIGE (4-3-3) Marcone; Iacoponi, Cappelletti, Bassoli, Martin; Furlan, Bertoni, Uliano; Fink, Maritato, Thiam. (Grandi, Kiem, Tagliani, Bontà, Branca, Campo, Testardi). All. Vecchi. LUMEZZANE (4-2-3-1) Coletta; Meola, Dametto, Zamparo, Possenti; Gallo, Dadson; Pintori, Ceppelini, Kirilov; Inglese. (Vigorito, Carlini, Sabatucci, Giorico, Baraye, Samb, Torregrossa). All. Festa. ARBITRO Giovani di Grosseto (Bottegoni-Chiocchi).

girone A CLASSIFICA SQUADRE

PT

LECCE

PARTITE RETI G V N P F S 37 20 11 4 5 32 25

TRAPANI

36 20 10 6

ENTELLA

31 20 7 10 3 29 21

CARPI

31 20 8

7

SAN MARINO

31 20 9

4

7 32 27

ALTO ADIGE

30 18 8

6

4 23 19

LUMEZZANE

29 19 7

8

4 25 17

PAVIA

29 20 7

8

5 21 18

FERALPI SALO'

27 20 8

3

9 25 31

CREMONESE (-1)

25 20 5 11 4 22 14

CUNEO

24 20 6

6

4 40 22 5 22 16

8 17 19

ALBINOLEFFE (-6) 23 20 6 11 3 25 18 COMO (-1)

21 19 4 10 5 26 27

PORTOGRUARO (-1) 21 19 4 10 5 21 24

de di fatto la polemica. E' stata una partita emozionante, con un finale da brivido. Che match Nel primo tempo la

Cremonese ha fatto di più, sfiorando più volte il gol e trovandolo al 31' con una prodezza balistica di Caridi, servito dall'esordiente Pinardi (una bella prova). Preciso il tiro di destro da fuori area con palla nell'angolo opposto al portiere. Nella ripresa il Carpi ha cercato di aumentare il ritmo e al 19' il nuovo acquisto Della Rocca ha spizzato di testa su punizione battuta da Potenza e infilato Viotti con l'aiuto del palo. Nemmeno dieci secondi dopo Carlini si è visto infrangere sul palo la rovesciata del possibile nuovo vantaggio. Alla mezz'ora sono passati in vantaggio gli emiliani con una girata di Di Gaudio. Stavolta però, a differenza del solito, il cuore della Cremonese ha cominciato a pulsare. L'espulsione del difensore Pasciutti al 36' ha dato il via al forcing grigiorosso, che ha portato Moi al 43' al pareggio su ribattuta del portiere Sportiello dopo una punizione battuta da Momentè. E al 49' è arrivato il gol di Martina Rini, entrato al 25' della ripresa. Il calcio si conferma strano: era la sfida fra le difese meno battute del girone, sono invece arrivati cinque gol. E a Cremona si legge questo successo di cuore con il ritorno di Simoni nelle vesti di direttore tecnico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ALBINOLEFFE

2

PORTOGRUARO

2

CUNEO

1

COMO

2

AlbinoLeffe, 7 punti in una settimana Torri, solito gol da ex ma il Cuneo s’arrende

Como, un altro 2-2 col fair play di Giampà Orgoglio Portogruaro per la doppia rimonta

MARCATORI A. Belotti (A) al 5’, Torri (C) al 32’ p.t.; Girasole (A) al 23’ s.t. ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi 7; Salvi 6,5, Allievi 6, M. Belotti 6,5, Regonesi 6; Girasole 6,5 (dal 38’ s.t. Corradi s.v.), Previtali 6, Maietti 6 (dal 15’ s.t. Gazo 6); Taugourdeau 6 (dal 10’ s.t. Pirovano 6,5); A. Belotti 7, Pesenti 5. (Amadori, Ondei, Martinovic, Diakite). All. Pala 7. CUNEO (4-3-1-2) Rossi 6; Di Lorenzo 6, Scaglia 5,5, Ferri 6, Donida 6; Palazzolo 6,5, Danucci 6, Lodi 6 (dal 17’ s.t. Di Quinzio 6); Garavelli 6,5 (dal 32’ s.t. Martini s.v.); Ferrario 6, Torri 6,5 (dal 22’ s.t. Serino 6). (Negretti, Arcari, De Franco, Longhi). All. E. Rossi 6. ARBITRO Baroni di Firenze 5,5. NOTE paganti 312, abbonati 717, incasso di 645 euro. Espulsi Pesenti al 31’ p.t., Scaglia al 20’ s.t., Danucci al 42’ s.t. e il tecnico E. Rossi al 42’ s.t.; ammoniti M. Belotti, Allievi, Di Lorenzo, Donida, Scaglia e Lodi. Angoli 3-4. BERGAMO Settimana ricca per l’AlbinoLeffe che incamera 7 punti, 4 dal Tnas e 3 col Cuneo, e si porta per la prima volta fuori dalla zona playout. Bergamaschi in vantaggio al 5’ con una deviazione di Andrea Belotti di testa sottomisura. Al 31’ gli equilibri cambiano con l’espulsione di Pesenti per proteste ed un minuto dopo arriva il pari: Torri svetta su un cross dalla sinistra e segna per la seconda volta in questa stagione contro la sua ex squadra (la prima volta era stata con la maglia del Lumezzane). Parità numerica ristabilita al 20’ della ripresa con l’espulsione di Scaglia mentre al 23’ Girasole sigla il 2-1 su assist di Andrea Belotti. Fulvio Facci

MARCATORI Mendicino (C) al 17’, Coppola (P) al 33’ p.t.; A. Donnarumma (C) al 17’, Corazza (P) al 33’ s.t. PORTOGRUARO (4-4-2) Tozzo 6; Chesi 6,5, Patacchiola 5, Moracci 5,5, Pondaco 6; Herzan 6, Sampietro 5,5 (dal 18’ s.t. Orlando 6), Salzano 4,5 (dal 25’ s.t. Zampano 6), Coppola 7; De Sena 5,5 (dal 36’ s.t. Licata s.v.), Corazza 6,5. (Festa, Blondett, Cunico, Magrassi). All. Madonna 6. COMO (4-2-3-1) Perucchini 6; Luoni 5, Migliorini 6,5, Marchi 6, D. Donnarumma 5,5; Verachi 6 (dal 29’ s.t. Ardito s.v.), Giampà 6; Lisi 6, Tremolada 6, A. Donnarumma 7 (dal 25’ s.t. Gammone 6); Mendicino 7 (dal 33’ s.t. Schenetti s.v.). (Frattini, Ambrosini, Schiavino, Scialpi). All. Paolucci 6. ARBITRO Ceccarelli di Rimini 6,5. NOTE paganti 181, abbonati 170, incasso di 4.610 euro. Ammoniti Giampà, Patacchiola, Mendicino e Luoni. Angoli 3-6. PORTOGRUARO (Ve) Sfida salvezza indolore nonostante le difese. Il Como conferma la sua propensione ai 2-2 (quinto stagionale), il Portogruaro l’orgoglio che lo fa rimontare due volte. Madonna vara il 4-4-2, tra i lombardi Mendicino (4 gol in due gare) si conferma bomber al 7’ sfruttando l’indecisione della difesa. Coppola fa altrettanto al 33’ con un diagonale destro. Nella ripresa Alfredo Donnarumma (ottavo gol) riporta il Como avanti. Pari di Corazza a Perucchini battuto, Giampà rinvia sulla linea e ammette: «Forse potevo intervenire prima. Il guardalinee (Zinzi, ndr) è di Catanzaro come me: non ho protestato, mi sono fidato di lui». Alberto Francescut

REGGIANA

19 20 5

4 11 20 32

TRITIUM

9 19 1

6 12 14 42

TREVISO (-1)

8 20 1

6 13 15 37

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ALBINOLEFFE-CUNEO ALTO ADIGE-LUMEZZANE CREMONESE-CARPI LECCE-TREVISO PAVIA-SAN MARINO PORTOGRUARO-COMO REGGIANA-FERALPI SALO' TRAPANI-ENTELLA ha riposato TRITIUM

2-1 stasera 3-2 2-1 0-1 2-2 1-4 0-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 10 FEBBRAIO ore 14.30 CARPI-ALTO ADIGE (1-2) COMO-REGGIANA (1-0) CUNEO-TRAPANI (0-3) ENTELLA-PAVIA (1-1) LUMEZZANE-CREMONESE (0-0) SAN MARINO-PORTOGRUARO (1-2) TREVISO-ALBINOLEFFE (0-0) TRITIUM-LECCE (0-2) riposa FERALPI SALO'

MARCATORI 10 RETI Della Rocca (Carpi; 9 nel Portogruaro). 9 RETI Rosso (1, Entella); Abate (Trapani). 8 RETI A. Belotti (AlbinoLeffe); A. Donnarumma (1, Como); Foti (Lecce); Inglese (Lumezzane); Beretta (3, Pavia); Coda (San Marino); N. Tarantino (7, Treviso).

girone B CLASSIFICA SQUADRE LATINA (-1) AVELLINO NOCERINA FROSINONE (-1) PERUGIA (-1) PISA BENEVENTO PRATO VIAREGGIO PAGANESE CATANZARO GUBBIO ANDRIA (-2) BARLETTA CARRARESE SORRENTO

PT 40 35 33 31 30 30 26 26 26 25 24 22 20 14 13 12

G 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19

PARTITE V N P 12 5 2 10 5 4 9 6 4 8 8 3 9 4 6 8 6 5 7 5 7 7 5 7 6 8 5 6 7 6 7 3 9 6 4 9 5 7 7 3 5 11 3 4 12 2 6 11

RETI F S 28 16 28 16 32 23 26 17 29 22 27 21 27 21 23 20 28 28 23 22 27 34 17 26 16 19 15 30 21 34 11 29

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI AVELLINO-BENEVENTO CATANZARO-PAGANESE FROSINONE-PRATO NOCERINA-BARLETTA PERUGIA-ANDRIA PISA-GUBBIO SORRENTO-LATINA VIAREGGIO-CARRARESE

0-2 2-1 1-1 4-0 2-0 1-0 1-2 3-2

PROSSIMO TURNO DOMENICA 10 FEBBRAIO ore 14.30 ANDRIA-CATANZARO (0-0) BARLETTA-AVELLINO (0-1) BENEVENTO-CARRARESE (3-0) GUBBIO-PAGANESE (0-1) LATINA-VIAREGGIO (1-1) NOCERINA-FROSINONE (2-2) PISA-PERUGIA (lunedì 11, ore 20.45) (2-1) PRATO-SORRENTO (2-0)

MARCATORI 11 RETI Evacuo (Nocerina). 10 RETI Ciofani (1, Perugia). 9 RETI Fioretti (4, Catanzaro). 8 RETI Biancolino (5) e Castaldo (3, Avellino); Barraco (1, Latina); Scarpa (3, Paganese); Favasuli (7, Pisa). 7 RETI Mancosu (3, Benevento); Mancuso (Carrarese); Galabinov (1, Gubbio); Politano (Perugia); Magnaghi (Viareggio).

32

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 19a GIORNATA

Scatto Latina Prima va sotto poi vede la B Il Sorrento va avanti con l’ex Tortolano Barraco-Kolawole: il vantaggio ora è +5 SORRENTO

1

LATINA

2

MARCATORI Tortolano (S) al 39’ p.t.; Barraco (L) al 28’, Kolawole (L) al 37’ s.t. SORRENTO (4-2-3-1) Rossi 6,5; Balzano 5 (dal 45’ s.t. A. Esposito s.v.), Ciampi 6, Di Nunzio 6, Bonomi 6; Salvi 6, Guitto 5; R. Esposito 5,5 (dal 9’ s.t. Kostadinovic 5), Bernardo 5,5, Tortolano 6,5; Musetti 5,5 (dal 25’ s.t. Corsetti 5). (Polizzi, Nocentini, Fusar Bassini, Ferrara). All. Papagni 6. LATINA (4-3-3) Bindi 5,5; Milani 6 (dal 26’ s.t. Giallombardo 6), Cottafava 6, De Giosa 6, Bruscagin 6,5; Burrai 5,5 (dal 18’ s.t. Jefferson 6,5), Cejas 7,5, Sacilotto 6; Barraco 7, Kolawole 6,5, Schetter 5 (dal 6’ s.t. Danilevicius 5,5). (Ioime, Cafiero, Agius, Angelilli). All. Pecchia 6,5. ARBITRO Ghersini di Genova 6. NOTE paganti 266, abbonati 109, incasso di 4.358 euro. Ammoniti Di Nunzio, Balzano, Milani, Giallombardo e Ciampi. Angoli 4-7.

La capolista Latina, complice lo scivolone casalingo dell’Avellino nel derby contro il Benevento, vince in rimonta a Sorrento e se ne va in fuga: ora è a più cinque sulla seconda e ha tutte le carte in regola per filare verso la B. Lanciatissimi La squadra di Pecchia, dopo avere subìto il velenoso gol dell’ex Tortolano, vincono in rimonta nella ripresa grazie alle reti di Barraco e Kolawole. Il Sorrento, schierato dal nuovo allenatore Papagni con il 4-2-3-1, lotta con determinazione prima di rassegnarsi alla sconfitta di fronte alla superiorità della capolista, pa-

Agodirin Kolawole, 29 anni PEPE

Il gol dell’ex Il Latina è andato sotto nel primo tempo con una zampata di Tortolano, il fantasista che fino a quattro giorni fa era un nerazzurro doc. Al 39’ il genietto di Ostia, un ex evidentemente voglioso di farsi rimpiangere, ha inventato una magia infilando Bindi con un destro da fuori area. Il Latina, però, si è ritrovato ad inseguire solo perché non è riuscito a sfruttare in precedenza le brillanti geometrie del suo 4-3-3. In avvio, anzi, l’arbitro ha annullato per dubbio fuorigioco due gol di Kolawole (al 5’ e al 14’). Il Sorrento ha preso coraggio e al 34’ ha mancato una ghiotta occasione da

PERUGIA

2

PISA

1

NOCERINA

4

ANDRIA

0

GUBBIO

0

BARLETTA

0

Politano è incontenibile Il Perugia stende l’Andria

Il Gubbio resta in 10 dopo 1’ Barberis fa vincere il Pisa

La Nocerina è scatenata Poker al Barletta: è terza

MARCATORI Ciofani al 9’ p.t.; Politano al 5’ s.t. PERUGIA (4-3-3) Koprivec 6,5; Cangi 6 (dal 47’ s.t. Garcia s.v.), Cacioli 6, Massoni 6,5, Liviero 6; Moscati 7 (dal 23’ s.t. Dettori 6,5), Esposito 6, Nicco 6,5; Politano 8, Ciofani 7, Fabinho 6 (dal 28’ s.t. Rantier 6). (Pinti, Russo, Giani, Zanchi). All. Camplone 7. ANDRIA (4-4-2) Rossi 5,5; Cutrupi 6 (dal 34’ s.t. Branzani s.v.), Migliaccio 5,5, Zaffagnini 6, Malerba 5,5; D’Errico 6 (dal 30’ s.t. Loiodice s.v.), Giorgino 5,5, Larosa 6, Taormina 6; Innocenti 6, Maccan 6 (dal 7’ s.t. Guariniello 5,5). (Sansonna, Tartaglia, Contessa, Scrugli). All. Cosco 6. ARBITRO Saia di Palermo 6,5. NOTE paganti 1.237, abbonati 3.047, incasso di 28.589 euro. Ammoniti Cacioli, Cutrupi, Liviero, Larosa e Massoni. Angoli 9-3. PERUGIA Un gol per tempo (tap-in di Ciofani al 9’ dopo respinta di Rossi su tiro di Moscati, raddoppio di Politano a inizio ripresa) e la pratica Andria viene archiviata con tre punti pesanti da un Perugia che, dopo la vittoria nel derby contro il Gubbio, dà continuità alla rincorsa verso l’alta classifica e manda segnali forti al campionato. Bene i nuovi Massoni e Dettori, bene la squadra ma nel firmamento grifone la stella è Politano (ancora convocato con Liviero in Under 20) che firma il gol del raddoppio con una botta di sinistro sotto la traversa dopo un dribbling a rientrare da fondo campo. Per l’Andria solo un paio di conclusioni e un gol annullato (giustamente) a Innocenti per fuorigioco. Euro Grilli

MARCATORE Barberis al 19’ p.t. PISA (3-5-2) Sepe 6; Carini 6, Colombini 6, Sabato 5,5; Rizzo 6 (dal 33’ p.t. Favasuli 6; dal 23’ s.t. Fondi 6), Barberis 6,5, Mingazzini 6,5, Benedetti 6, Pedrelli 7; Scappini 6 (dal 23’ s.t. Tulli 5,5), Perez 6,5. (Pugliesi, Rozzio, Sbraga, Lucarelli). All. Pane 6,5. GUBBIO (3-5-2) Venturi 7; Bartolucci 6, Briganti 5, Galimberti 7; Cancellotti 5,5, Sandreani 6, Boisfer 6,5, Guerri 5,5 (dal 25’ s.t. Malaccari 6), Belfasti 6 (dal 40’ s.t. Bazzoffia s.v.); Galabinov 5,5 (dal 12’ s.t. Caccavallo 6), Di Piazza 6,5. (Farabbi, Carroccio, Semeraro, Baccolo). All. Sottil 6,5. ARBITRO Pezzuto di Lecce 5,5. NOTE paganti 1.306, abbonati 1.732, incasso di 26.730 euro. Espulsi Briganti al 1’ p.t. e Guerri dalla panchina al 32’ s.t.; ammoniti Sandreani e Cancellotti. Angoli 12-6. PISA Con un uomo in più per tutta la partita il Pisa vince soffrendo. Il Gubbio, alla quinta sconfitta di fila, scivola in zona playout. L’espulsione di Briganti al 1’ (fallo su Perez lanciato a rete) mette la partita in discesa per i locali, che al 19’ passano con Barberis su cross di Benedetti e poi sfiorano più volte il raddoppio, negato da Venturi e dalla traversa su testa di Perez. Ridisegnati da Sottil con il 4-3-2, gli ospiti si fanno pericolosi in contropiede e da metà ripresa assediano il Pisa, reclamando per un mani di Mingazzini in area e per Caccavallo fermato in posizione regolare al momento di calciare in porta. Alessio Carli

MARCATORI Chiosa al 12’, Daffara al 19’, Evacuo al 30’, Giuliatto al 44’ s.t. NOCERINA (4-3-3) De Lucia s.v.; Garufo 6,5, Baldan 7, Chiosa 6,5, Daffara 6,5 (dal 23’ s.t. Giuliatto 6); Corapi 6, Bruno 6,5 (dal 31’ s.t. Pepe s.v.), De Liguori 7; Mazzeo 7,5, Evacuo 7,5, Negro 6,5 (dal 40’ s.t. Andelkovic s.v.). (G. Russo, N. Russo, Gorobsov, Rizza). All. Auteri 7. BARLETTA (4-2-3-1) Liverani 5; Calapai 5,5, De Leidi 5,5, Burzigotti 6, Pippa 4,5; Piccinni 5,5 (dal 44’ s.t. Meucci s.v.), Allegretti 5,5 (dal 35’ s.t. Pruscth s.v.); Carretta 5, Meduri 6 (dal 23’ s.t. Dezi 5,5), Molina 5; La Mantia 5. (Pane, Camilleri, Mazzarani, Barbuti). All. Novelli 5,5. ARBITRO Abisso di Palermo 6. NOTE spettatori 2.000 circa; paganti, abbonati e incasso non comunicato. Espulso Pippa al 27’ s.t.; ammonito Piccinni. Angoli 13-0. NOCERA INFERIORE (Sa) Tredici punti nelle ultime cinque giornate, sesta

serie D

GIRONE A

22a giornata

RISULTATI

Colpo Tuttocuoio Messina, derby 0-0

ASTI-CHIERI BORGOSESIA-SANTHIA' CHIAVARI-NOVESE DERTHONA-FOLGORE CARATESE GOZZANO-LAVAGNESE IMPERIA-TREZZANO SESTRI LEVANTE-BOGLIASCO VERBANIA-TORTONA VERBANO-BRA

Ripresa arrembante Il Latina è

MARCATORI Marotta al 10’, Marchi al 19’ s.t. AVELLINO (4-3-1-2) Fumagalli 5,5; Zappacosta 6, Izzo 5,5, Giosa 5, Pezzella 5; D’Angelo 5,5, Massimo 5,5 (dal 22’ s.t. Bariti 5,5), Millesi 6,5 (dal 16’ s.t. Arini 5,5); De Angelis 6 (dal 16’ s.t. Catania 5); Zigoni 5, Biancolino 5,5. (Orlandi, Bittante, Zullo, Panatti). All. Rastelli 5. BENEVENTO (4-3-1-2) Gori 6,5; Siniscalchi 6, Signorini 6, Mengoni 6 (dal 24’ s.t. Rinaldi 6), Anaclerio 6; Davì 6, Rajcic 5 (dal 9’ s.t. Espinal 6,5), Montiel 6; Mancosu 6,5; Marotta 7 (dal 37’ s.t. Germinale 6), Marchi 7,5. (Baican, D’Anna, Carotti, Buonaiuto). All. Carboni 6,5. ARBITRO Chiffi di Padova 6. NOTE spettatori 4.000 circa; paganti, abbonati e incasso non comunicati. Ammoniti Mancosu e D’Angelo. Angoli 3-3.

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vittoria consecutiva in casa, miglior attacco del girone con 32 reti e un terzo posto in solitaria. Una Nocerina in formato extra large, pur giocando su un campo che sembrava un acquitrino, affonda con un poker di reti un piccolo Barletta e lancia un chiaro segnale a Latina e Avellino. Ci è voluto comunque quasi un’ora di gioco per poter scardinare la difesa pugliese. Questo perché la squadra di Novelli, un po’ per proprio volere, un po’ perché costretta dal ritmo elevato dell’offensiva rossonera, ha puntato soprattutto sul contenimento cercando poi di trovare lo spunto giusto per poter colpire in contropiede. Il film della gara, però, alla fine è stato tutt’altro e a far saltare i piani del Barletta (nei primi 45’ un solo tentativo offensivo contro gli 8 dei locali) ci ha pensato il giovane difensore Chiosa, spizzando di testa una precisa pennellata su punizione del solito Mazzeo (12’) che si è infilata tra le maglie dei difensori e ha beffato Liverani. Daffara ha raddoppiato dopo 7’ e con l’espulsione di Pippa (fallo su Evacuo in chiara occasione da gol) per il Barletta è stata notte fonda. Di Evacuo (11˚ gol stagionale) e Giuliatto le altre due reti che sembrano un biglietto da visita per il big match di domenica, sempre a Nocera, contro il Frosinone. Danilo Franza

L’ANTICIPO IL DERBY DI SABATO

Viareggio, rimonta e 3-2 alla Carrarese Nell’anticipo di sabato, il Viareggio ha battuto 3-2 la Carrarese nel derby giocato sotto gli occhi di Pierluigi Collina. Le reti: Corrent (C) al 24’, Martella (V) al 39’ p.t.; Sandrini (V) al 6’, Magnaghi (V) al 15’, Belcastro (C) al 45’ s.t. Espulso tra gli ospiti Benassi al 21’ p.t.

GIRONE B 1-1 0-2 3-0 2-0 1-1 4-1 4-0 1-2 0-1

Il derby al Benevento Avellino, troppi errori

tornato in campo con il piglio giusto nella ripresa. Pecchia ha aggiustato il suo 4-3-3 con l’ingresso della torre Danilevicus e ordinando a Kolawole di partire da lontano dialogando con il brillante regista Cejas. Poi, Jefferson ha rilevato Burrai. L’effetto è stato subito positivo: il Sorrento ha iniziato ad abbassarsi troppo vicino alla sua area di rigore e il Latina è andato all’arrembaggio. Al 22’ Rossi ha salvato la sua porta con un miracolo sul destro a botta sicura di Barraco. Per il Sorrento solo uno scatto di Musetti fermato in dubbio fuorigioco (25’). Il Latina, così, ha pareggiato al 28’ con Barracco su lancio di Cejas e alla fine ha concretizzato il meritato sorpasso al 37’: su lunga rimessa laterale di Jefferson, dopo un pasticcio di Ciampi e Di Nunzio, l’imprendibile Kolawole ha infilato facilmente l’incolpevole Rossi. Giù il cappello, passa la capolista in fuga verso la serie B.

gando anche le chiare distrazioni difensive in entrambe le reti subìte.

ANTONINO SINISCALCHI SORRENTO (Na)

gol con Roberto Esposito, su torre di Bernardo, dopo un corner battuto da Tortolano. Prima della rete dello stesso Tortolano, inoltre, il Latina ha sfiorato due volte la segnatura, entrambe le volte con Sacilotto (35’ e 37’).

CLASSIFICA

RISULTATI

Bra p. 48; Lavagnese 45; Santhià e Chieri 44; Borgosesia 36; Chiavari 34; Verbania e Folgore Caratese 33; Gozzano 29; Sestri Levante 27; Derthona* 26; Bogliasco 25; Tortona 23; Asti 22; Trezzano* 20; Verbano 17; Imperia 16; Novese 14. (* una gara in meno).

CASTELLANA-PRO SESTO DARFO-PERGOLETTESE FERSINA PERGINESE-SAN GIORGIO LECCO-ALZANO CENE MEZZOCORONA-TRENTO PONTISOLA-ATLETICO MONT. SANT'ANGELO-CARAVAGGIO SEREGNO-MAPELLOBONATE SERIATE-OLGINATESE VOGHERA-CARONNESE

(25a giornata) 3-0 0-1 5-0 3-3 3-1 4-3 2-3 0-0 0-4 2-1

AVELLINO

0

BENEVENTO

2

DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO AVELLINO

Finisce con irpini e sanniti ad accarezzarsi le curve. L’Avellino deve farsi perdonare il primo tempo da sprecone, la ripresa da assente ingiustificato e il secondo derby perso di fila. Il Benevento, invece, festeggia una ripresa da applausi e avere vendicato l’andata persa 2-1. La chiave del match la trova Marchi: prima pennella

sulla testa di Marotta il pallone del vantaggio poi, dalla trequarti, s’inventa un numero da sballo. Tunnel a Giosa, scatto breve e rasoiata a pelo d’erba con palla tra palo e portiere. Rete intrigante, come quella sfiorata poco prima con un cross-pallonetto. La svolta Un dato in parità c’è,

il conto delle palle gol: 3-3. Ma i sanniti la buttano dentro, l’Avellino no. Millesi crea cross da spingere in rete ma prima il debuttante Zigoni (fuori di poco) e poi Izzo (paratona di Gori) in elevazioni mandano i due assist d’oro al macero. La vera svolta nella ripresa: ha sorpreso tutti vedere quel Benevento che non usciva dalla propria metà campo, prendersi derby e tre punti con autorevolezza in 45’ impeccabili. Rastelli alla fine parla di gara perfetta («Lo so, penserete sia pazzo»), ma un pizzico di follia s’è palpata quando sostituisce Millesi mentre c’era da inventare il pari. Carboni le sue sostituzioni le azzecca: Rajcic, spento come una candela, lascia ad Espinal. E cambia molto, praticamente tutto. Risultato compreso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FROSINONE

1

CATANZARO

2

PRATO

1

PAGANESE

1

Il Frosinone sbatte sui pali Prato, un punto con Tiboni

Catanzaro, buon risveglio Si arrende la Paganese

MARCATORI Tiboni (P) al 38’ p.t.; Curiale (F) al 28’ s.t. FROSINONE (4-3-3) Zappino 6; Guidi 6, Del Duca 5,5, Biasi 6, Blanchard 5,5; Carrus 6, Gori 5,5 (dal 26’ s.t. Curiale 7), Frara 6; Lapadula 5,5 (dal 1’ s.t. Aurelio 6), Santoruvo 6,5, Cesaretti 5,5 (dal 1’ s.t. Ganci 6). (Vaccarecci, Amelio, Gucher, Marchi). All. Stellone 6. PRATO (4-3-1-2) Layeni 6 (dal 6’ s.t. Brunelli 5,5); Beduschi 6 (dal 32’ s.t. Bagnai s.v.), Malomo 5,5, Ghinassi 5,5, De Agostini 6; Corvesi 6, Cavagna 6, Casini 6; Disabato 6,5; Tiboni 7, Napoli 6,5 (dal 39’ s.t. Cesarini s.v.). (Bisoli, Carminati, Cristofari, Di Dio). All. Esposito 6. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno 6. NOTE paganti 478, abbonati 1.211, incasso di 9.327,30 euro. Ammoniti Malomo, Casini, Ganci, Aurelio e Zappino. Angoli 8-1. FROSINONE Finisce in parità tra Frosinone e Prato, ma i ciociari recriminano per il palo e le due traverse colpiti di testa da Santoruvo. Una traversa di Casini nel primo tempo anche per gli ospiti che dominano la scena e si portano in vantaggio a 7’ dal riposo: un cross di Disabato in area pesca Tiboni che, lasciato colpevolmente solo, ha il tempo di controllare la palla, girarsi e battere con un gran tiro al volo Zappino. Nella ripresa il Frosinone sale in cattedra attaccando in continuazione alla ricerca del pareggio che arriva al 28’ quando Curiale, all’esordio, controlla un cross in area di Aurelio, dribbla due difensori e trafigge Brunelli. Maurizio Di Rienzo

MARCATORI Fioretti (C) su rigore al 37’ p.t.; Girardi (P) al 32’, Masini (C) al 37’ s.t. CATANZARO (3-5-2) Pisseri 6; Conti 6, Sirignano 6, Bacchetti 6,5; Fiore 6,5, Castiglia 6,5 (dal 41’ s.t. De Risio s.v.), Ronaldo 6,5, Benedetti 6, Squillace 6; Masini 6,5 (dal 47’ s.t. Bugatti s.v.), Fioretti 6,5 (dal 33’ s.t. Catacchini 6). (Faraon, Sabatino, Quadri, Carboni). All. D’Urso 6,5 (Cozza squalificato). PAGANESE (3-4-1-2) Marruocco 5,5; Puglisi 5 (dal 25’ s.t. Babù 4), Fusco 6, Pepe 5,5; Ciarcià 5,5 (dal 16’ s.t. Calvarese 6), Romondini 5,5, Soligo 6, Nunzella 6; Scarpa 6 (dal 36’ s.t. Pastore 5); Caturano 5,5, Girardi 6. (Robertiello, Franco, Lulli, Tortori). All. Grassadonia 6. ARBITRO Bindoni di Venezia 6. NOTE paganti 1.120, abbonati 2.060, incasso n.c. Espulso Babù al 38’ s.t.; ammoniti Ronaldo, Romondini, Marruocco, Soligo e Scarpa. Angoli 3-4. CATANZARO Il Catanzaro batte la Paganese e si tira fuori dai playout. Punti pesanti dopo due sconfitte consecutive per la squadra di Cozza, che passa in vantaggio con un calcio di rigore procurato (fallo di Marruocco dopo un liscio di Puglisi) e trasformato da Fioretti (37’). Ospiti pericolosi con una punizione di Scarpa dal limite (43’) deviata sulla traversa da Pisseri e più brillanti nella ripresa (Caturano al 27’ spreca in contropiede), almeno fino al rasoterra di Girardi (32’) che pareggia. Il Catanzaro non ci sta e raddoppia con Masini (37’), che si beve mezza difesa avversaria e infila Marruocco. Ivan Montesano

GIRONE C

CLASSIFICA

RISULTATI

Pontisola p. 53; Pergolettese 52; Voghera* 47; Olginatese e Caronnese 45; Castellana 41; Lecco (-3) 40; Mapellobonate, Atletico Montichiari e Caravaggio 34; Alzano Cene 32; Seregno e Seriate 31; Darfo (-1) 30; Fersina Perginese 29; Pro Sesto e San Giorgio 24; Mezzocorona 17; Sant' Angelo* e Trento (-1) 13. (* una gara in meno).

BELLUNO-KRAS REPEN CEREA-SACILESE GIORGIONE-PORDENONE REAL VICENZA-ESTE SAMBONIFACESE-TRISSINO VALDAGNO SANDONA' JESOLO-SAN PAOLO SANVITESE-CLODIENSE TAMAI-LEGNAGO UNION QUINTO-MONTEBELLUNA VIRTUS VECOMP-PORTO TOLLE

(25a giornata) 0-1 0-0 0-1 2-1 1-0 2-0 0-2 1-4 3-0 0-0

GIRONE D

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

Sambonifacese p. 51; Porto Tolle e Virtus Vecomp 46; Pordenone 45; Real Vicenza 44; Sandonà Jesolo 42; Clodiense 41; Sacilese 39; Tamai e Legnago 36; Trissino Valdagno 35; Este* 34; Montebelluna 33; Belluno* 31; San Paolo 29; Giorgione 28; Cerea 22; Sanvitese 16; Kras Repen 14; Union Quinto 13. (* una gara in meno).

BAGNOLESE-FORTIS JUVENTUS 0-1 CASTENASO-FIDENZA 2-1 LUCCHESE-FORCOLI 1-0 MASSESE-CASTELFRANCO 1-2 PAVULLESE-FORMIGINE 0-4 PISTOIESE-CAMAIORE 1-3 RICCIONE-MEZZOLARA 6-1 SPAL-ROSIGNANO 2-0 TUTTOCUOIO-PRO PIACENZA 2-1

Pro Piacenza p. 47; Tuttocuoio 46; Lucchese 42; Spal 41; Massese 40; Pistoiese 36; Mezzolara e Fidenza 33; Fortis Juventus 32; Formigine 31; Castelfranco 30; Castenaso 28; Camaiore 22; Pavullese 20; Forcoli 19; Riccione (-1) 18; Rosignano 14; Bagnolese 13.

Bra (A), Sambonifacese (C) e Samb (F) allungano. Pro Piacenza (D) k.o. nello scontro diretto: Tuttocuoio a -1. Messina (I) bloccato nel derby: ora il Cosenza è a -4. Il Sansepolcro (E) perde e non approfitta del rinvio per neve del Castel Rigone. Domenica campionato fermo per il «Viareggio».

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Bogliasco-Borgosesia (2-2); Bra-Imperia (2-0); Chieri-Derthona (1-0); Folgore Caratese-Sestri Levante (1-1); Lavagnese-Verbania (0-1); Novese-Gozzano (1-1); Santhià-Chiavari (1-3); Tortona-Verbano (2-0); Trezzano-Asti (1-1).

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Alzano Cene-Fersina Perginese (1-0); Atletico Montichiari-Sant'Angelo (1-0); Caravaggio-San Giorgio (1-0); Caronnese-Seregno (3-1); Mapellobonate-Pontisola (2-2); Mezzocorona-Castellana (0-2); Olginatese-Darfo (1-1); Pergolettese-Voghera (1-0); Pro Sesto-Lecco (1-4); Trento-Seriate (0-2).

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Clodiense-Este (0-2); Kras Repen-Virtus Vecomp (0-3); Legnago-Belluno (0-0); Montebelluna-Sanvitese (2-0); Pordenone-Cerea (1-1); Porto Tolle-Sambonifacese (1-2); Sacilese-Real Vicenza (1-1); San Paolo-Tamai (1-1); Sandonà Jesolo-Giorgione (1-2); Trissino Valdagno-Union Quinto (4-0).

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Camaiore-Riccione (3-1); Castelfranco-Tuttocuoio (0-2); Fidenza-Bagnolese (4-0); Forcoli-Massese (1-0); Formigine-Castenaso (2-2); Fortis Juventus-Spal (3-1); Mezzolara-Pavullese (3-1); Pro Piacenza-Pistoiese (0-0); Rosignano-Lucchese (0-4).

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

RISULTATI AREZZO-SPOLETO BASTIA-TRESTINA CASTEL RIGONE-SPORTING TERNI FIESOLECALDINE-SCANDICCI FLAMINIA-SANSEPOLCRO LANCIOTTO-PIERANTONIO PIANESE-DERUTA PONTEVECCHIO-CASACASTALDA TODI-VITERBESE

3-0 0-0 rinv. 1-3 1-0 1-0 5-2 3-3 3-4

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

Castel Rigone* p. 40; Sansepolcro 38; Casacastalda 37; Viterbese 36; Deruta 34; Pianese e Pontevecchio 33; Sporting Terni* e Fiesolecaldine 32; Spoleto 30; Trestina e Scandicci 29; Arezzo e Bastia 27; Lanciotto 26; Pierantonio 22; Flaminia e Todi 17. (* una gara in meno).

AMITERNINA-RENATO CURI 0-1 CIVITANOVESE-CELANO 1-1 FIDENE-JESINA 0-0 ISERNIA-SAN CESAREO 0-0 MARINO-MACERATESE 1-4 RECANATESE-ASTREA 2-1 SAMBENEDETTESE-OLYMPIA AGNONESE 4-0 TERMOLI-ANCONA 1-3 VIS PESARO-SAN NICOLO' 2-0

Sambenedettese p. 47; San Cesareo 45; Maceratese 43; Ancona 41; Termoli 38; Vis Pesaro e Olympia Agnonese 36; Jesina 30; Astrea* 29; Renato Curi 27; Fidene e Isernia 26; Civitanovese 25; Amiternina 22; Celano 20; Recanatese 17; San Nicolò e Marino* 15. (* una gara in meno).

ARZACHENA-TORRE NEAPOLIS 1-1 CYNTHIA-SANT'ELIA 0-0 HYRIA NOLA-CIVITAVECCHIA 1-1 LUPA FRASCATI-PALESTRINA 1-0 OSTIA MARE-TORRES 0-0 PORTO TORRES-ISOLA LIRI 1-0 SARNESE-BUDONI 0-0 SELARGIUS-CASERTANA 1-2 SORA-ANZIOLAVINIO 5-1

Torres p. 46; Sarnese 40; Lupa Frascati e Casertana 39; Palestrina e Torre Neapolis 38; Sora 36; Ostia Mare 32; Arzachena e Cynthia 28; Porto Torres e Budoni 27; Isola Liri 25; Anziolavinio 23; Selargius 22; Civitavecchia (-1) e Hyria Nola 17; Sant'Elia 15

BATTIPAGLIESE-FOGGIA 1-5 BISCEGLIE-NARDO' 0-0 BRINDISI-POMIGLIANO 0-0 CTL CAMPANIA-ISCHIA 0-1 GROTTAGLIE-MONOSPOLIS 2-2 INTERNAPOLI-GLADIATOR 2-3 MATERA-FRANCAVILLA 1-0 POTENZA-FORTIS TRANI 2-0 SANT'ANTONIO ABATE-TARANTO 2-2

Ischia p. 58; Gladiator 50; Bisceglie 45; Matera (-2) 44; Monospolis 41; Foggia 32; Battipagliese 31; Nardò 30; Brindisi 29; Taranto 28; Sant'Antonio Abate (-1) e Pomigliano 26; Ctl Campania 25; Francavilla 24; Internapoli 23; Grottaglie 14; Fortis Trani e Potenza 9

ACIREALE-SAVOIA 2-3 AGROPOLI-RAGUSA 2-0 CITTA' DI MESSINA-MESSINA 0-0 COMPRENSORIO MONTALTO-LICATA 1-0 COMPRENSORIO NORMANNO-PRO CAVESE 1-2 NOTO-NISSA 6-0 PALAZZOLO-SAMBIASE 2-0 RIBERA-COSENZA 1-2 VIBONESE-GELBISON 2-0

Messina p. 51; Cosenza 47; Savoia 39; Gelbison 38; Città di Messina 35; Comprensorio Montalto 34; Licata 33; Ribera 31; Vibonese 30; Comprensorio Normanno e Ragusa 29; Pro Cavese 27; Palazzolo, Sambiase e Agropoli 26; Noto (-3) 17; Acireale 15; Nissa (-1) 7

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Casacastalda-Flaminia (0-0); Deruta-Fiesolecaldine (1-3); Pierantonio-Pontevecchio (0-0); Sansepolcro-Bastia (1-0); Scandicci-Lanciotto (0-3); Spoleto-Todi (1-2); Sporting Terni-Pianese (1-1); Trestina-Arezzo (3-2); Viterbese-Castel Rigone (1-0).

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Ancona-Civitanovese (0-0); Astrea-Sambenedettese (2-3); Celano-Vis Pesaro (0-1); Jesina-Marino (1-0); Maceratese-Termoli (1-1); Olympia Agnonese-Fidene (4-2); Renato Curi-Isernia (1-4); San Cesareo-Recanatese (3-1); San Nicolò-Amiternina (2-4).

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Anziolavinio-Cynthia (1-1); Budoni-Lupa Frascati (2-2); Casertana-Porto Torres (1-0); Civitavecchia-Sora (0-2); Isola Liri-Hyria Nola (0-5); Palestrina-Arzachena (2-2); Sant'Elia-Ostia Mare (2-5); Torre Neapolis-Selargius (3-2); Torres-Sarnese (1-1)

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Foggia-Bisceglie (0-3); Fortis Trani-Sant'Antonio Abate (2-2); Francavilla-Internapoli (1-1); Gladiator-Potenza (3-1); Ischia-Matera (1-0); Monospolis-Brindisi (0-2); Nardò-Grottaglie (1-0); Pomigliano-Ctl Campania (0-4); Taranto-Battipagliese (1-2)

Domenica 17 febbraio ore 14.30: Acireale-Noto (1-0); Cosenza-Città di Messina (2-3); Licata-Comprensorio Normanno (2-3); Messina-Comprensorio Montalto (1-1); Nissa-Agropoli (0-1); Pro Cavese-Palazzolo (1-3); Ragusa-Ribera (2-2); Sambiase-Vibonese (0-2); Savoia-Gelbison (1-3)

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

33

SECONDA DIVISIONE 22a GIORNATA girone A

Bassano: subito Zizzari Venezia sempre Godeas Sinato, il tris con Bianchi Il clou della giornata è stato sabato, con la sfida tra le prime due della classe. Era attesa la risposta del Savona, ma la squadra di Corda è in un momento negativo: dopo la sconfitta di Monza, ecco lo 0-0 casalingo contro il Santarcangelo. In zona playoff vincono tre grandi che vanno tenute sotto controllo: il Bassano grazie al primo gol del nuovo acquisto Zizzari; fuori casa l’Alessandria grazie alla doppietta di Mora, che nel giro di due minuti ha ribaltato il Milazzo; e poi il Venezia, che dopo l’arrivo di Sottili in panchina e dei nuovi acquisti ha un altro passo (anche se il gol decisivo contro il Renate l’ha firmato... il solito Godeas: 8 reti).

La gara più frizzante della giornata è stata quella che il Valle d’Aosta ha vinto a Casale grazie alla tripletta dell’esperto attaccante Manuel Sinato, forse ispirato in tribuna dalla presenza di Rolando Bianchi, attaccante del Torino (arrivato insieme al fratello Riccardo, agente di un calciatore del Valle d’Aosta); a proposito del Casale: dopo il mercato di gennaio, in rosa adesso si contano ben 40 calciatori! Il sesto gol di Marco Bernacci, arrivato nel finale, evita la sconfitta interna del Bellaria contro il Monza (doppietta di Finotto, anche lui a quota 6 reti). Vince infine la Giacomense grazie al solito Marco Varricchio: per lui i gol sono già 15.

SAVONA

0

MILAZZO

1

VENEZIA

1

SANTARCANGELO

0

ALESSANDRIA

2

RENATE

0

SAVONA (4-4-2) Aresti 6; Antonelli 6 (dal 20’ s.t. Mazzotti 6), Quintavalla 6,5 (dal 42’ p.t. Gallon 5,5), Sentinelli 6,5, Marconi 6; Carta 6, Gentile 6, Molino 6, Cattaneo 6 (dalL’8’ s.t. Fantini 7); Scotto 5,5, Virdis 5,5. (Gozzi, Cancelloni, La Rosa, Bramati). All. Corda 6. SANTARCANGELO (4-3-1-2) Nardi 6; Locatelli 5, Beccaro 6, Del Pivo 6, G. Rossi 6; Zavalloni 6,5, Obeng 6 (dal 14’ s.t. Cola 5,5), P. Rossi 5,5; Canini 6 (dal 44’ s.t. Benedetti s.v.); Anastasi 5, Graziani 5 (dal 34’ s.t. Bazzi 6). (Ruffato, Bamonte, Oliboni, Pieri). All. Masolini 6. ARBITRO Rasia di Bassano 6. NOTE spettatori 600 circa, incasso di 2.417 euro. Espulso Locatelli al 20’ s.t.; ammoniti Marconi, Sentinelli, Obeng, P. Rossi, Virdis e Gallon. Angoli 8-2. (r.f.)

MARCATORI Suriano (M) al 15’ p.t.; Mora (A) al 21’ e al 22’ s.t. MILAZZO (4-3-1-2) Tesoniero 6; Alongi 6, Maggio 6, Strumbo 6, Urso 5,5; Compagno 6 (dal 39' p.t. Chiappone 5; dal 26' s.t. Prestia 6), Simonetti 6, Morina 5; Suriano 6,5; Grandi 6, Guerriero 6. (Durantini, Buzzanca, D'Amico, Traviglia). All. Tudisco 6. ALESSANDRIA (4-3-1-2) Servili 6,5; Gambaretti 6, Cammaroto 6,5, Barbagli 6, Mazzuoli 6 (dal 46' s.t. Boron s.v.); Caciagli 5,5 (dal 6' s.t. Tanaglia 6,5), Roselli 6, Mora 7; Degano 5,5; Rossi 5 (dal 6' s.t. Filiciotto 6), Fanucchi 5,5. (Pavanello, Viviani, Menassi, Bertocchi). All. Cusatis 6,5. ARBITRO Fanton di Lodi 5,5. NOTE spettatori 100 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Compagno, Fanucchi, Tanaglia e Maggio. Angoli 6-8. (a.i.)

MARCATORE Godeas al 18’ p.t. VENEZIA (4-3-1-2) Zandrini 6,5; Cabeccia 6, Jefferson 6, Battaglia 6, Bertolucci 6,5; A. Marconi 6, Carloto 5,5 (dal 29’ s.t. Taddei 6), Maracchi 6; Lauria 6,5 (dal 42’ s.t. Margarita s.v.); Godeas 6,5, D’Appolonia 5,5 (dal 27’ s.t. M. Marconi 6). (Bonato, Giovannini, D’Elia, Franchini). All. Sottili 6,5. RENATE (5-3-2) R. Galli 6,5; Adobati 6, Gavazzi 6, Cavalli 5,5, Bergamini 6,5, Morotti 5,5; Gualdi 6, Mantovani 6, Mattaboni 5 (dal 18’ s.t. Malivojevic 5,5); Zanetti 5,5, Gaeta 5 (dal 32’ s.t. Storani 5,5). (Santurro, Zita, Adorni, N. Galli, Mastrototaro). All. Sala 6. ARBITRO Formato di Benevento 6. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di 6.968,72 euro. Espulso Gaeta (dalla panchina) al 51’ s.t.; ammoniti Bergamini, Gavazzi, Bertolucci, Mantovani e A. Marconi. Angoli 5-6. (m.d.l.)

CASALE

2

BELLARIA

2

GIACOMENSE

1

VALLE D’AOSTA

3

MONZA

2

FANO

0

MARCATORI Sinato (VdA) al 20’ e al 41’ p.t.; Grieco (C) su rigore al 3’, Sinato (VdA) al 21’, Curcio (C) su rigore al 43’ s.t. CASALE (4-2-3-1) Gabrieli 5; Capelli 6, Monaco 5 (dal 24’ s.t. Ficarrotta 5), Russo 5, Steri 5; El Kamch s.v. (dall’11’ p.t. Palumbo 5,5), Pani 5; Taraschi 6, Grieco 5 (dal 10' s.t. Lasagna 5), Siega 5,5; Curcio 5,5. (Bibba, Lanzolla, Garofalo, Tulimieri). All. Buglio 6. VALLE D'AOSTA (3-5-2) Frattali 6; Miceli 6,5 (dal 24’ s.t. Isoardi 6), Benedetti 6,5, Emiliano 6,5; Furno 6, Panepinto 6,5, Amato 5,5 (dal 1’ s.t. Gentile 5,5), Jidayi 7, Rolando 6,5; Bentoglio 6,5, Sinato 8 (dal 43’ s.t. Costantino s.v.). (Fiore, Aracri, De Vincenziis, Temelin). All. Carbone 7. ARBITRO Gentile di Lodi 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Espulsi Frattali e il tecnico Carbone al 42’ s.t.; ammoniti Russo, Siega, Taraschi, Palumbo, Jidayi, Miceli, Gentile e Benedetti. Angoli 4-4. (g.m.)

MARCATORI Finotto (M) al 10’ p.t.; Rosseti (B) al 20’, Finotto (M) al 21’, Bernacci (B) al 43’ s.t. BELLARIA (5-4-1) Rossini 7; Rosseti 6,5, Maccarrone 5,5, Martinelli 5,5 (dal 35’ s.t. Fall s.v.), Gerolino 6, Fabi Cannella 5,5; Nicastro 6,5, Perrino 6, Mariani 6, Tattini 6,5; Bernacci 7. (Melillo, Venneri, De Luca, Pacini, Famà, Mastroianni). All. Ciriaco 6,5 (Osio squalificato). MONZA (4-4-2) Castelli 7; Franchino 6, Polenghi 6, Franchini 6, Anghileri 6; Vita 6,5, Calliari 6, Valagussa 6, Laraia 6,5 (dal 5’ s.t. Bugno 6); Finotto 7 (dal 27’ s.t. Ravasi s.v.), Gasbarroni 6. (Pazzagli, Giorgi, Morao, Fronda, De Cenco). All. Asta 6. ARBITRO Rossi di Rovigo 6,5. NOTE spettatori 150 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Maccarrone, Bernacci e Tattini. Angoli 8-2. (a.p.)

MARCATORE Varricchio su rigore al 16’ s.t. GIACOMENSE (4-4-1-1) Poluzzi 6; Paloni 6,5 (dal 30’ s.t. M. Rossi s.v.), Buscaroli 6,5, Cenerini 7, Fantoni 6,5 (dal 10’ s.t. Sirri 6,5); Lazzari 6,5, Landi 7, Capellupo 7, Pandiani 6,5; Personè 7,5 (dal 41’ s.t. Nazzani s.v.); Varricchio 7. (De Marco, Serlini, Draghetti, Dal Rio). All. Scalabrelli 7 (L. Rossi squalificato). FANO (3-5-2) Proietti 7,5; Sbardella 5, Fantini 5,5, Merli Sala 5,5; Colombaretti 5,5 (dal 20’ s.t. Tonani 5,5), Evengelisti 5,5 (dal 20’ s.t. Sevieri 6), Tarantino 6 (dal 25’ s.t. Cazzola s.v.), Urso 5, Petti 6,5; Marolda 6, Del Core 5. (Conti, Boccaccini, Berretti, Proia). All. Gadda 5,5. ARBITRO Colarossi di Roma 6,5. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Espulsi Urso al 44’ s.t. e Pandiani al 46’ s.t.; ammoniti Varricchio, Sbardella, Capellupo e Merli Sala. Angoli 4-3. (e.m.)

2a DIVISIONE GIRONE A

RISULTATI

SQUADRE

PT

PRO PATRIA

44 21 13 5 3 46 23

CASTIGLIONE

43 22 12 7

SAVONA

41 22 12 5 5 34 19

BASSANO-MANTOVA BELLARIA-MONZA CASALE-VALLE D'AOSTA CASTIGLIONE-PRO PATRIA FORLI'-RIMINI GIACOMENSE-FANO MILAZZO-ALESSANDRIA SAVONA-SANTARCANGELO VENEZIA-RENATE

PARTITE RETI G V N P F S 3 27 12

2-1 2-2 2-3 0-2 rinviata 1-0 1-2 0-0 1-0

BASSANO

37 22 10 7 5 30 21

ALESSANDRIA

35 21 10 5 6 34 20

RENATE

35 21 11 2 8 38 30

PROSSIMO TURNO

VENEZIA

34 22 9

DOMENICA 17 FEBBRAIO ore 14.30

FORLI' (-1)

31 20 9 5 6 35 19

7 6 31 30

MANTOVA

31 22 8

MONZA (-6)

30 21 9 9 3 30 18

7

7 33 36

VALLE D'AOSTA (-1) 24 22 6

7 9 27 39

BELLARIA

22 22 5

7 10 24 33

SANTARCANGELO

21 21 4 9 8 19 25

GIACOMENSE

21 22 5 6 11 26 35

RIMINI

19 21 3 10 8 21 25

FANO (-1)

17 22 4 6 12 24 41

CASALE (-5)

15 22 4 8 10 24 35

MILAZZO

8 22 0 8 14 15 57

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

ALESSANDRIA-BASSANO FANO-FORLI' MANTOVA-SAVONA MILAZZO-CASTIGLIONE MONZA-VENEZIA PRO PATRIA-GIACOMENSE RENATE-VALLE D'AOSTA RIMINI-BELLARIA SANTARCANGELO-CASALE

(0-1) (1-2) (2-2) (0-6) (2-2) (2-1) (2-3) (0-0) (1-1)

MARCATORI 17 RETI Virdis (2, Savona). 15 RETI Varricchio (3, Giacomense). 14 RETI Serafini (5, Pro Patria). 13 RETI Ferrari (3, Castiglione); Brighenti (4, Renate). 11 RETI Del Sante (Mantova).

BASSANO

2

MANTOVA

1

MARCATORI Zanella (B) al 38’, Pietribiasi (M) al 45’ p.t.; Zizzari (B) al 34’ s.t. BASSANO (5-3-2) Cano 6; Furlan 6,5 (dal 20' s.t. Correa 7), Zanella 7, Ghosheh 5, Bizzotto 6,5, Stevanin 6,5; Mateos 6,5, Carteri 6,5, Proietti 7; Longobardi 6 (dal 29' s.t. Zizzari 7), Berrettoni 6 (dal 41' s.t. Barbieri s.v.). (Bevilacqua, Basso, Conti, Maistrello). All. Rastelli 6,5. MANTOVA (3-5-2) Portesi 6; Girelli 5,5, Farina 6,5, Rubin 6; Bertin 6, Spinale 6,5, Spezzani 6 (dal 32' s.t. Mattielig s.v.), Galassi 5,5, Bersi 6 (dal 1' s.t. Guarco 6); Pietribiasi 6,5 (dal 23' s.t. Franchi 5,5), Del Sante 6,5. (Bavena, Carfora, Pensalfini, Colonetti). All. Brucato 6. ARBITRO Rizzo di Siena 6. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Longobardi, Bersi, Girelli, Pietribiasi e Bertin. Angoli 8-2. (v.p.)

L’ANTICIPO

Pro Patria: colpaccio e sorpasso Sabato nel big match che ha aperto la giornata la Pro Patria è andata a vincere 2-0 sul campo del Castiglione, che era inviolato da dicembre 2011. Decisive le reti di Calzi al 45’ p.t. e di Polverini al 15’ s.t. Con questa vittoria la Pro Patria ha fatto il sorpasso ed è salita in vetta: visto che sabato c’è il recupero a Monza, la squadra di Firicano può iniziare la fuga.

IL RINVIO

Neve a Forlì No al derby con il Rimini Il derby biancorosso della Romagna tra il Forlì e il Rimini è stato rinviato per impraticabilità del campo. Nella notte sulla zona di Forlì è nevicato e il terreno dello stadio era tutto imbiancato. L’arbitro Lacagnina di Caltanissetta ha fatto un sopralluogo verso mezzogiorno insieme ai rappresentanti delle due squadre e ha deciso di non far giocare la partita.

PROGRAMMA

Domenica riposo Nel weekend quattro recuperi Domenica il campionato di Seconda divisione riposa: riprenderà domenica 17 con la 23a giornata. Nel frattempo nel weekend si recuperano le gare mancanti (tranne Forlì-Rimini saltata ieri: la data sarà fissata più avanti): ecco il programma (ore 14.30). SABATO Girone A: Alessandria-Forlì e Monza-Pro Patria. Girone B: L’Aquila-Teramo (diretta su Rai Sport 1) DOMENICA Girone A: Renate-Santarcangelo.

girone B

La Salernitana è ripartita Due squilli dalla Toscana Arbitri: errori e offese Riparte la Salernitana, che dopo il pareggio casalingo di domenica torna a vincere, stavolta a Foligno: decisivo il francese Mounard. Alle spalle della capolista splendono le stelle della Toscana: il Pontedera grazie al solito Grassi (17 gol, sempre più capocannoniere), e poi c’è il Poggibonsi, che ha vinto sul campo di una Vigor Lamezia reduce da 9 risultati utili di fila; a fine gara il presidente Pianigiani del Poggibonsi ha dedicato la vittoria al direttore sportivo Cianciolo, che in mattinata ha avuto un grave incidente stradale (per fortuna senza conseguenze) insieme alla famiglia mentre andava a Roma a prendere l’aereo per Lamezia.

Polemiche arbitrali in due stadi. A Chieti poco elegante il presidente Bellia verso Silvia Spinelli: «E’ stata una rapina. Vanno in giro arbitri che farebbero meglio a stare a casa, specie se donne: dovrebbero fare la calzetta». Invece a Reggio Calabria, davanti al designatore Farina, è stato annullato un gol al Gavorrano per fuorigioco (sarebbe stato l’1-1) ma l’azione era nata da un retropassaggio di Angelino dell’Hinterreggio al proprio portiere: la terna si è consultata ma non ha cambiato idea, la gara è stata sospesa per 3’ e il d.g. maremmano Vetrini ha detto che «il bene del calcio questa terna non dovrebbe più dirigere una gara».

FOLIGNO

0

SALERNITANA

1

MARCATORE Mounard al 21' p.t. FOLIGNO (4-2-3-1) Beni 6; Rampi 6, Cotroneo 6, Adamo 6, Verruschi 5,5 (dal 26' s.t. Desole 5,5); Menchinella 6, Borgese 6; Fiordiani 6,5, Vassallo 6 (dal 26' s.t. Guarracino 5,5), Gaeta 5,5 (dal 36' s.t. Fondi 6); Balistreri 5,5. (Rospetti, Biondi, Costanzo, Gatti). All. Monaco 6. SALERNITANA (5-3-2) Iannarilli 6; Luciani 6,5, Rinaldi 6,5, Molinari 6,5, Tuia 6, Piva 6; Mounard 7 (dal 46' s.t. Capua s.v.), Perpetuini 6, Mancini 6 (dal 36' s.t. Zampa 6); Gustavo 6,5 (dal 32' s.t. Topouzis 6), Ginestra 6. (Dazzi, Chirieletti, Cristiano Rossi, Ricci). All. Perrone 6,5. ARBITRO Lanza di Nichelino 7. NOTE spettatori 1.300 circa, incasso di 10.712 euro. Ammonito Mounard. Angoli 4-8. (r.d.m.)

PONTEDERA

2

VIGOR LAMEZIA

0

ARZANESE

0

TERAMO

2

CAMPOBASSO

1

POGGIBONSI

1

L’AQUILA

1

FONDI

0

MARCATORI Grassi (P) al 6’ p.t.; Grassi (P) al 20’, Fella (C) al 29’ s.t. PONTEDERA (3-5-2) Leone 7; Pezzi 7, Gonnelli 7, Capitanio 7; Ortolan 7, Remedi 7 (dal 18’ s.t. N. Esposito 6,5), Caponi 7,5, Carfora 7, Regoli 7; Arrighini 7 (dal 41’ s.t. Cherillo s.v.), Grassi 8 (dal 47’ s.t. Di Noia s.v.). (Lenzi, Barbetta, Fedi, Gregorio). All. Indiani 7. CAMPOBASSO (3-4-1-2) Iuliano 8; Marino 5,5 (dal 41’ s.t. Boi s.v.), Minadeo 6, Silvestri 5,5; Bussi 6,5, Rais 6, D’Allocco 6, C. Esposito 6; Di Vicino 7; Fella 7, Majella 6,5. (Cattenari, Petrassi, Grillo, Di Libero, Mauriello, Palmiero). All. Vullo 6. ARBITRO Di Ruberto di Nocera Inferiore 5,5. NOTE spettatori 400 circa, incasso di 2.344 euro. Ammoniti Silvestri, Caponi, Remedi, Ortolan, Rais, Leone, Fella, Cherillo e D’Allocco. Angoli 6-3. (s.l.)

MARCATORE Ilari al 24' p.t. VIGOR LAMEZIA (4-3-1-2) Forte 6,5; Marchetti 6, Monopoli 6, Gattari 6, Crialese 6 (dal 34' s.t. Cascione s.v.); Giacinti 5,5 (dal 32' s.t. Di Maira s.v.), Giuffrida 6,5, Cerchia 5,5; Longoni 6,5; De Luca 6, Zampaglione 6 (dal 38' p.t. Rondinelli 6,5). (Zelletta, Castaldo, Saccà, Martino). All. Costantino 6. POGGIBONSI (4-3-1-2) Menegatti 7,5; Panariello 6,5, Dierna 6,5, Salvatori 6,5, Roveredo 6; Scicchitano 6 (dal 20' s.t. Miniati 6), Giunchi 6, Settembrini 6,5; Ilari 7 (dal 25' s.t. Tafi 6); Dal Bosco 6, Pera 6 (dal 32' s.t. Bianconi s.v.) (Bellomo, Mazzoli, Paparusso, Tazzari). All. Polidori 7. ARBITRO Baldicchi di Città di Castello 6. NOTE spettatori 800 circa, incasso di quasi 2.900 euro. Espulso Dal Bosco al 26' s.t.; ammoniti Cerchia, De Luca, Forte, Scicchitano, Panariello, Dal Bosco, Salvatori e Giunchi. Angoli 6-6. (f.c.)

MARCATORE Improta al 7’ p.t. ARZANESE (4-4-2) Aprea 6; Laezza 5, Caso 6, Riccio 6, Funari 6; Florio 6 (dal 25’ s.t. Mascolo 5,5), Tarascio 6, Visone 5,5 (dal 38’ s.t. Gori s.v.), Sandomenico 5 (dal 34’ s.t. Figliolia s.v.); Elia 7, Fragiello 4,5. (Fiory, Nocerino, Albanese, Maschio). All. Rogazzo 6. L'AQUILA (4-3-3) Testa 7,5; Rapisarda 6, Pomante 6, Mucciante 6,5, Ligorio 6; Carcione 6, Iannini 5,5, Agnello 6; D'Amico 6,5, Infantino 5,5 (dal 38’ s.t. Ripa s.v.), Improta 7 (dal 48’ s.t. Ingrosso s.v.). (Leuci, Petta, Marcotullio, Menicozzo, Cannoni). All. Ianni 6,5. ARBITRO Morreale di Roma 5,5. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti D'Amico, Infantino, Funari e Ripa. Angoli 10-2. (a.v.)

APRILIA

0

CHIETI

1

HINTERREGGIO

2

BORGO A BUGGIANO

0

MELFI

1

GAVORRANO

0

APRILIA (4-2-3-1) Di Vincenzo 6,5; Cane 5, Diakite 6, Mariotti 6, Carta 5,5; Hanine 6,5, Amadio 6,5; Criaco 5,5 (dal 15’ s.t. Comini 5,5), Calderini 5,5 (dal 34’ s.t. Ferrari s.v.), Sassano 6 (dal 34’ s.t. Marfisi s.v.); Gomes 5,5. (Caruso, Frigerio, Corsi, Ferri Marini). All. Vivarini 5,5. BORGO A BUGGIANO (4-4-2) Tonti 6; Annoni 6,5, Checchi 6, Garaffoni 6,5, Pastore 6,5; Santini 6,5 (dal 32’ s.t. Rolando 6), Caciagli 6, Forte 6, Candiano 6 (dal 37’ s.t. Butini s.v.); Dimas 6,5, D’Antoni 6 (dal 21’ s.t. Fioretti s.v.). (Gaffino Rossi, Settepassi, Lazzoni, Delporto). All. Masi 6. ARBITRO Greco di Lecce 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Diakite, Calderini, Candiano, Cane e Checchi. Angoli 9-1. (f.gr.)

MARCATORI Verna (C) al 5’ p.t.; Dermaku (M) al 41’ s.t. CHIETI (4-3-1-2) Feola 6; Cardinali 6, Gigli 5, Di Filippo 6, Gandelli 6; Verna 7, Vitone 6, Del Pinto 6,5; Rinaldi 6 (dal 35’ s.t. Viscontini 6); De Sousa 6 (dal 40’ s.t. Barbone s.v.), Alessandro 6,5 (dal 32’ s.t. Capogna). (Cappa, Di Properzio, Mungo, La Selva). All. De Patre 6. MELFI (3-5-2) Scuffia 6,5; Benci 6, Dermaku 6, Porcaro 6; Spirito 6, Cuomo 6, Muratore 6, Suarino 6, D’Angelo 5,5 (dal 1’ s.t. Simeri 6); Improta 6, Croce 6 (dal 44’ s.t. Conte s.v.). (Volturo, Signorelli, Sgambato, Locci, Orlando). All. Bitetto 6. ARBITRO Spinelli di Terni 5. NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Espulso Gigli al 41’ s.t.; ammoniti Gandelli e Vitone. Angoli 3-5. (g.lett.)

MARCATORE Carbonaro al 22’ p.t. e al 29’ s.t. HINTERREGGIO (3-4-1-2) Mengoni 6,5; Ungaro 6,5, Franceschini 6,5, Impagliazzo 6,5; Angelino 5, Vicari 6,5, Aliperta 6,5, Anzillotti 6,5; Carbonaro 7,5 (dal 44’ s.t. Trentinella s.v.); Cruz 6,5 (dal 34’ s.t. Borghetto s.v.), Khoris 6,5. (Maggio, Marguglio, Gioia, Febbraio, Figliomeni). All. Venuto 7. GAVORRANO (4-3-2-1) Lanzano 5,5; Mazzanti 5,5, Miano 5, Alderotti 5, Romiti 6 (dal 42’ s.t. Rosati s.v.); Nicoletti 6, Zane 5, Della Latta 6 (dal 1’ s.t. Viola 5); Nocciolini 5,5 (dall’8’ s.t. Moscati 5), Carraro 6,5; Gurma 6. (Adamo, Tognarelli, Lo Sicco, Cretella). All. Buso 5,5. ARBITRO Ferrari di Mestre 4. NOTE spettatori 300 circa, incasso di 979,80 euro. Espulso Angelino al 40’ s.t.; ammoniti Angelino, Franceschini, Ungaro, Aliperta, Cruz, Mazzanti e Della Latta. Angoli 1-3. (l.v.)

2a DIVISIONE GIRONE B

RISULTATI

SQUADRE

PT

SALERNITANA

50 22 15 5 2 41 21

APRILIA-BORGO A BUGGIANO ARZANESE-L'AQUILA CHIETI-MELFI FOLIGNO-SALERNITANA HINTERREGGIO-GAVORRANO NORMANNA-MARTINA PONTEDERA-CAMPOBASSO TERAMO-FONDI VIGOR LAMEZIA-POGGIBONSI

PARTITE RETI G V N P F S

PONTEDERA

42 22 12 6 4 31 18

POGGIBONSI

38 22 11 5 6 31 21

L'AQUILA

37 21 10 7 4 33 24

APRILIA

35 22 10 5 7 28 21

TERAMO

35 21 10 5 6 26 20

PROSSIMO TURNO

CHIETI (-1)

32 22 10 3 9 27 26

DOMENICA 17 FEBBRAIO ore 14.30

MARTINA

31 22 8 7

GAVORRANO

29 22 7 8 7 29 27

ARZANESE

28 22 7

7 21 25

7 8 27 30

VIGOR LAMEZIA 27 22 5 12 5 13 12 BORGO A BUGGIANO 26 22 6 8 8 30 30

ARZANESE-NORMANNA BORGO A BUGGIANO-FOLIGNO CAMPOBASSO-APRILIA FONDI-PONTEDERA GAVORRANO-MELFI L'AQUILA-HINTERREGGIO MARTINA-CHIETI POGGIBONSI-TERAMO SALERNITANA-VIGOR LAMEZIA

0-0 0-1 1-1 0-1 2-0 0-1 2-1 2-0 0-1

(1-1) (1-1) (0-1) (0-1) (1-1) (4-2) (2-4) (1-2) (1-0)

HINTERREGGIO

26 22 7 5 10 19 23

FOLIGNO

26 22 6 8 8 23 29

MARCATORI

MELFI

22 22 4 10 8 15 19

17 RETI Grassi (5, Pontedera). 14 RETI Pera (8, Poggibonsi). 12 RETI De Sousa (3, Chieti); Ginestra (2, Salernitana). 11 RETI Ferrari (4, Aprilia); Arrighini (Pontedera).

CAMPOBASSO (-2) 19 22 5 6 11 21 31 NORMANNA

15 22 3 6 13 19 36

FONDI

12 22 3 3 16 20 41

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

MARCATORI Ambrosini al 15’ p.t.; De Stefano al 13’ s.t. TERAMO (4-3-3) Serraiocco 6,5; De Fabritiis 6,5, Ferrani 6,5, Speranza 6,5, Chovet 6; Valentini 6 (dal 40’ s.t. Patierno s.v.), Coletti 6 (dal 32’ s.t. Foglia s.v.), Righini 6,5; De Stefano 6,5 (dal 25’ s.t. Di Paolantonio 6), Olcese 6, Ambrosini 6,5. (Santi, Giannetti, Caidi, Novinic). All. Cappellacci 6,5. FONDI (4-2-3-1) Capecchi 5,5; Pacini 5, Cirina 6, Palumbo 6, Iovinella 5; Giannusa 6,5, Giardina 6 (dal 21’ s.t. Guidone 5); Paganini 6 (dal 38’ s.t. Bezziccheri s.v.), Romano 6,5, D’Anna 6,5; Prisco 6. (Gasparri, Rizzo, Marotta, Rossini, Tamasi). All. Provenza 6. ARBITRO Bellotti di Verona 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso di quasi 2.500 euro. Ammoniti Chovet, Iovinella e Giannusa. Angoli 5-8. (g.a.)

L’ANTICIPO

Martina ok Normanna: altro cambio Nell’altro anticipo il Martina ha vinto 1-0 sul campo della Normanna. Decisiva la rete di Gambino al 23’ del secondo tempo. La sconfitta è stata fatale a Romaniello, tecnico della Normanna, saltato per la seconda volta in questa stagione: la prima volta era stato sostituito da Sergio, ora si attende il nuovo allenatore. In ballo ci sono Sanderra e Chiancone.

REGOLAMENTO

Promosse in sei Le retrocessioni sono ancora nove Ecco il regolamento della Seconda divisione. PROMOZIONI Salgono dirette le prime due dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff: sono ammessi terza, quarta, quinta e sesta. RETROCESSIONI Scendono dirette le ultime tre dei due gironi e altre tre dopo i playout: si sfidano quartultima e quintultima di ogni girone (andata e ritorno) e chi perde retrocede, le due vincenti si affrontano (andata, ritorno e rigori) e chi perde retrocede.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

FORMULA 1 LA PRESENTAZIONE POKER CERCASI Mark Webber, 36 anni, e Seb Vettel, 25, posano accanto alla RB9. Sotto, i due piloti svelano la nuova monoposto e, a destra, il progettista Adrian Newey e il team principal Chris Horner LIVERANI-REUTERS-GETTY

MISTERO RED BULL Svelata, anzi no La regina inglese si tiene i segreti La RB9 si mostra di sfuggita. Newey: «Passo avanti». Oggi Mercedes e Toro Rosso a Jerez

pannone disperso tra le rotonde di Milton Keynes, la storia di quella che, giustamente, l’ex pilota e oggi commentatore tv Martin Brundle definisce «la monoposto da battere».

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI MILTON KEYNES (Gran Bretagna)

Gelosamente protetta da occhi troppo curiosi e indiscreti, quasi fosse un’opera d’arte destinata a restare rinchiusa per sempre nel caveau di qualche fortunato miliardario, la Red Bull RB9 fa rapida mostra di sé e poi torna a nascondersi sotto un telo azzurro. Vietato avvicinarsi, girarle intorno, fotografarla, provare a intuire cosa si nasconde sotto la carrozzeria. Specie nella zona degli scarichi e del diffusore, dove forse si nasconde qualche altro segreto di Adrian Newey. Uno sguardo veloce e via. Nasce così, in una giornata grigia e ventosa, in un anonimo ca-

Evoluzione Sotto gli occhi che

brillano di Sebastian Vettel («È la prima volta che la vedo assemblata, è davvero molto bella») e di Mark Webber, al quale martedì a Jerez spetterà l’onore dei primi giri in pista, Adrian Newey, il campione dei campioni dei tecnici di F.1, commenta soddisfatto il proprio lavoro. «È stato difficile sviluppare fino all’ultimo la monoposto 2012 e contemporaneamente lavorare su questa. Con le regole

stabili il cambiamento più grosso è rappresentato dalle nuove gomme, oltre alla maggior rigidezza imposta alle ali. Si tratta di un’evoluzione rispetto allo scorso anno, ma siccome il diavolo si nasconde nei dettagli, abbiamo lavorato su alcuni particolari che pensavamo potessero essere migliorati. La chiave sarà lo sviluppo durante la stagione». Gradino Tre cose balzano all’oc-

chio nell’osservare la RB9. La prima è la nuova colorazione, con il viola del nuovo sponsor principale Infiniti, che va a integrarsi con i colori classici, occupando fiancate, ala posteriore e parte dell’anteriore. La seconda è la presenza confermata del gradino sul muso. Anche se, spiega Newey, «in realtà abbiamo inserito una copertura parziale, non completa perché avrebbe comportato un aumen-

to di peso». La terza è la sospensione anteriore push rod: il pull rod riutilizzato dalla Ferrari, e adesso anche dalla McLaren, per il direttore tecnico inglese «non avrebbe comportato grossi benefici. Crediamo in quello che abbiamo fatto durante l’inverno, le simulazioni dicono che abbiamo fatto un passo avanti». Segreto Se Newey apre alla possibilità dell’utilizzo del Drs passivo («È un sistema molto interessante, anche se difficile da mettere a punto, ma non vi dico se lo useremo o meno»), il numero uno della scuderia, Christian Horner, che ha appena firmato un prolungamento del contratto, lancia l’assalto al quarto doppio Mondiale consecutivo. «Vincere tre titoli così è qualcosa di straordinario, il segreto per riuscirci sono la continuità e la stabilità in tutte le

aree. È bello lavorare in questa squadra, ci sono legami molto forti, lavoriamo in maniera trasparente. Anche perché alla fine siamo solo una squadra di F.1». Per chiudere, Horner difende Webber, nei giorni scorsi criticato da Helmut Marko, il responsabile del Motorsport Red Bull, secondo cui l’australiano non ha la stoffa per lottare per il Mondiale. «Sappiamo che spesso Marko non si nasconde dietro le parole e ha le sue opinioni — è la difesa di Horner —, ma se noi non fossimo contenti di Mark non lo avremmo riconfermato. Lui e Seb hanno le stesse opportunità, alla fine non ci interessa chi vinca. Purché sia una Red Bull». Intanto oggi a Jerez saranno presentate la Mercedes di Hamilton e la Toro Rosso. E domani si scende in pista per i primi test del 2013. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

CICLISMO A MAIORCA E’ INIZIATA LA STAGIONE PER IL RE DEL TOUR CHE PUNTA FORTE SUL GIRO

Wiggins? Prima gara già da podio Combatte e vince lo sprint volante CIRO SCOGNAMIGLIO

twitter@cirogazzetta Si pensava a un debutto anonimo ed invece è stato esattamente il contrario. Bradley Wiggins ha da tempo messo a fuoco il Giro d’Italia come obiettivo principe della stagione, prima di affrontare il Tour da campione uscente (e di certo non nel ruolo di semplice comparsa): parliamo dei mesi di maggio e luglio. Siccome siamo appena all’inizio di febbraio, è per questo che dal suo debutto di ieri alla Challenge Maiorca ci si

aspettava qualcosa di simile a una sgambata-passerella. E invece no. L’olimpionico della crono di Londra 2012 è addirittura salito sul podio del Trofeo Palma, un circuito attorno alla capitale della più grande delle Baleari (11,6 km da ripetere 10 volte e conclusione sul lungomare) che ha aperto la 4 giorni di gare (senza classifica finale a tempi). «Wiggo» non ha partecipato allo sprint, vinto dal belga Kenny Dehaes (Lotto-Belisol) su Farrar e Swift (con Alessandro Petacchi 4˚), e ha chiuso 161˚ a 1’29", dietro anche al gruppo di Cunego e

Bradley Wiggins, 32 anni, premiato ieri a Maiorca BETTINI

Pozzato (a 49"). Ma è un piazzamento che non spiega la giornata in prima linea del 32enne inglese del team Sky, non a caso premiato (da qui il podio) come il corridore più combattivo di giornata. Wiggins, che proprio a Maiorca ha svolto finora gran parte della preparazione invernale (ne apprezza molto tranquillità e «privacy»), non si è limitato a diverse «tirate» in testa al gruppo, ma è andato anche a disputare e vincere il secondo sprint intermedio di giornata: davanti a Niemiec, polacco della Lampre-Merida, e al nostro Gianluca Brambilla. Niente di memorabile e niente che sposti qualcosa nel suo favoloso palmares, naturalmente: ma voglia e impegno, già al «primo giorno di scuola», senza dubbio da applausi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN QATAR LA TAPPA A BOOKWALTER

Modolo cade per il vento: sospetta frattura scafoide Hoogerland, costole rotte Prima tappa del Giro del Qatar: l’americano Brent Bookwalter (Bmc), 2˚ nella crono del Giro 2010 ad Amsterdam dietro a Wiggins, anticipa i compagni di fuga Elmiger e Rast. Giornata segnata dal forte vento: Andrea Guardini e Sacha Modolo a 16’. Modolo è anche caduto: sospetta frattura dello scafoide destro. Bene Elia Viviani, 5˚ e migliore dei nostri dietro ad Eisel e davanti a Cavendish. Oggi cronosquadre di 14 km. Intanto in Spagna, dove si allenava, l’olandese Johnny Hoogerland, finito sul filo spinato al Tour 2011, è stato investito da un’auto: frattura di alcune costole. ORE 22.30: «SPECIALE ADORNI» SU RAISPORT 2

Oggi alle 22.30, su RaiSport 2, c’è lo speciale «Dedicato a...» Vittorio Adorni. In studio, con Adorni, ci saranno Gimondi, Zilioli e Ormezzano.

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MOTORI MOTOGP DA DOMANI TEST A SEPANG

LA TECNICA

Fiancate più strette e lo scalino GIORGIO PIOLA

D’accordo, le linee ricordano molto la RB8, a partire dalla forma del muso. Ma l’estrema sofisticazione è intervenuta in tutti i settori e come

al solito con un pizzico di novità. E’ rimasto lo scalino nel muso, anche se addolcito e soprattutto senza la feritoia davanti che serviva a portare aria alle centraline elettroniche. Come nella passata stagione, Newey pare in sintonia con la Sauber, piazzando la feritoia a monte dello scalino per creare quel passaggio d’aria fra parte inferiore del muso e parte superiore che è anche nella C32. Stretta L’altra novità risiede nella riduzione notevole della

sezione delle pance. Tutta la sezione centrale della monoposto è ridotta in larghezza ed ha forme più arrotondate. Il retrotreno realizzato attorno ad un cambio dagli ingombri ridottissimi sembra sparire nel nulla con le fiancate che scendono ancora di più che sulla RB8 creando una vasto passaggio d’aria verso il diffusore. Tutta l’aria calda proveniente dalle fiancate viene evacuata nel foro centrale come nella monoposto dello scorso anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Yamaha M1 con cui Vale girerà da domani a Sepang

La nuova Yamaha targata Valentino è già su Twitter

ilPersonaggio SEBASTIAN VETTEL

«Riparto da zero come se non avessi ancora vinto nulla» Il tre volte iridato: «Ho dormito tutto l’inverno, ora non vedo l’ora di guidare. Pressione? È più forte l’entusiasmo»

Grigia con strisce nere, e con la scritta dello sponsor Monster in bella evidenza a metà carena: su Twitter già circola la foto della Yamaha M1 che Valentino Rossi porterà in pista da domani a giovedì nei primi test 2013 di Sepang. C’è grande attesa, ovviamente, attorno al pesarese, rientrato a Iwata dopo i due anni disastrosi alla Ducati. Riflettori puntati anche su Marquez, il debuttante che sostituisce Stoner alla Honda Hrc, e su Dovizioso, in sella alla Desmosedici. Intanto, ieri 4 Crt sono già scese in pista in Malesia per affinare la nuova centralina unica Magneti Marelli. Petrucci (Ioda-Suter) è stato quello che ha fatto più giri (27), con miglior crono 2’06"841 (circa 7" più alto del record del tracciato). Gli altri: Aoyama (Ftr) 9 giri e 2’12"062; Barbera (Ftr) 4 giri e nessun tempo; Edwards (Ftr-Kawasaki) 1 giro e nessun tempo. Oggi si replica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO

MILTON KEYNES

laFotonotizia

L’abbronzatura è la solita: pallido andante. Il capello appena più lungo, la battuta micidiale. Così, quando gli chiedono se si prepara all’ennesima dominazione del mondo, Sebastian Vettel non resiste. «Dominio del mondo? Sono tedesco, questo è meglio non dirlo. E poi non ho i baffi, anche se come piano non mi sembra così malvagio» risponde ridendo tra gli applausi generali. Casalingo Il breve inverno non

Hamilton, jet da 23 milioni Lewis Hamilton, neo pilota della Mercedes che verrà svelata oggi a Jerez, ha comprato un jet Bombardier CL-600 da 20 milioni di sterline (circa 23 milioni di euro). L’inglese così potrà raggiungere più comodamente la fidanzata Nicole Scherzinger, che abita a Los Angeles.

sembra aver lasciato strascichi di stanchezza sul tre volte campione del mondo, che ha trascorso le vacanze nella tranquillità più assoluta. «La fine della scorsa stagione mi aveva svuotato di energie, così tutto quello che ho fatto è stato dormire nel mio letto, prepararmi la colazione, sistemare tutte le cose che avevo lasciato in sospeso. Ora si riparte da zero, sarà un anno lungo, tutti ci aspettano e io non penso certo al passato. L’aver vinto il Mondiale non ci dà vantaggi. C’è pressione, ma anche eccitazione. Non vedo

l’ora di guidare nei test e partire per la prima gara». Gli chiedono cosa pensi del fatto che il grande rivale Fernando Alonso abbia invece deciso di disertare l’appuntamento di Jerez. «Io ho voglia di guidare. Con i test limitati sarei contento se Mark (Webber; n.d.r.) decidesse di prendersi qualche giorno di riposo e so che lui la pensa come me. Da sempre cerchiamo di dividere equamente il tempo in pista, ma non credo che un gior-

«

Futuro in Ferrari? Non si domanda l’età alle donne e non si chiede di contratti ai piloti

SEBASTIAN VETTEL SULL’IPOTESI DI MERCATO

no in più o in meno faccia la differenza, specie a Jerez, una pista fuori dal calendario. Però noi vogliamo conoscere il meglio possibile la macchina e ogni opportunità è buona». Rivali Per il soprannome che le affibbierà quest’anno è ancora presto («Prima devo conoscerla bene, poi una settimana prima dell’Australia mi siederò con i meccanici e sceglieremo»), sul Mondiale sa già invece che lo aspetta una dura battaglia. «Alonso il mio rivale? La risposta è la stessa, i migliori piloti sono con i team migliori. Fernando lo rispetto molto, ma ci sono anche Mark e Lewis (Hamilton; n.d.r.). Ah no, scusate, dimenticavo Jenson (Button; n.d.r.)». Guardando più avanti, a un futuro in Ferrari che potrebbe allontanarsi dopo le parole di Montezemolo, Vettel se la cava agevolmente. «È il mio quinto anno qui, sono felice, mi sento a casa. Mi aspettavo questa domanda. Come quando esci con una donna non le chiedi la sua età, così in Formula 1 non chiedi a un pilota dei suoi contratti». p.i. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino INTERNAZIONALI D’ITALIA CROSS

Cairoli domina in Sardegna (m.z.) A Riola Sardo (Oristano), oltre 10.000 spettatori hanno applaudito Tony Cairoli (Ktm) che ha dominato la prima prova degli Internazionali d’Italia, vincendo la Mx1 e la Elite davanti al compagno di squadra Ken De Dycker. In evidenza anche gli ufficiali Yamaha Steven Frossard e Joel Roelants, 3˚ e 4˚ della Elite. Nella Mx2 vittoria di Harry Kullas (Honda), mentre la 125 è andata al 15enne canadese Kade Walker (Suzuki).

MASTER SERIES KART IN SALENTO

Verstappen super, Schumi Jr 4˚ (p.m.) L’olandese Max Verstappen, figlio dell’ex F.1 Jos, ha trionfato anche ieri in KZ2, confermandosi protagonista assoluto della prima tappa del Wsk Master Series 2013 a Muro Leccese (Lecce). In KF Junior ha vinto il promettente Alessio Lorandi, 14 anni. Quarto il figlio di Michael Schumacher, mentre Alesi Jr non si è qualificato per la finale. In KF si è imposto il francese Dorian Boccolacci. Nella 60 Mini, Kush Maini firma la prima vittoria di un pilota indiano nel karting.

EUROPEO RALLY

Ketomaa re in Lettonia Il finlandese Jari Ketomaa (Ford Fiesta) ha conquistato in Lettonia il Liepaja-Ventspils Rally, secondo appuntamento dell’Europeo, davanti al britannico Craig Breen (Peugeot 207). Terzo il francese François Delecour (Peugeot 207), 50 anni, vice iridato nel 1993.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TENNIS COPPA DAVIS A TORINO

All’ultimo respiro Barazzutti 4 Gioia «Che carattere

Fognini follia e genio L’Italia è in paradiso

I NUMERI

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Seppi k.o. con Cilic, Fabio nel match decisivo con Dodig non tradisce dopo mille emozioni: 3-2 alla Croazia e quarti dopo 15 anni, col Canada DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci TORINO

Dev’essere così: a decidere l’ennesima giornata folle di coppa Davis, da 2-1 a 2-2 a 3-2, transitando dal quasi trionfo al quasi disastro, dalle lacrime di rabbia a quelle di felicità, dall’euforia alla paura, dev’essere proprio Fabio Fognini, che si fa chiamare «Fogna», che tutti conoscono come velocista dal braccio d’oro capace di tutto e del contrario di tutto, che può realizzare qualsiasi vincente e causare qualsiasi errore gratuito, senza alcuna partecipazione esterna, solo per un clic del suo indecifrabile e incontrollabile io. Dev’essere lui, il genietto di Arma di Taggia dal sorriso enigmatico, che è saltato venerdì per l’influenza e ha vinto il doppio di sabato col gemello Simone Bolelli, a firmare questo indimenticabile Italia-Croazia. E deve riuscirci, ovviamente, in extremis, all’ultimo singolare, e a modo suo, con troppi su e giù, troppe emozioni, troppe contraddizioni, troppe inutili sparate muro contro muro, proprio con un incontrista come Ivan Dodig che invece non sa spingere e s’ubriaca nella varietà tecnica della lenta terra rossa del Palavela. E comunque ce la fa, il nostro Fabio degli eccessi, «il pazzo Fogna» (come si autocita lui), e bisogna dirgli grazie perché alla fine la squadra più forte batte il giocatore più forte. Com’è giusto che sia, fra l’Italia dei tre tenori e mezzo (Seppi, Fognini, Bolelli e Lorenzi) e la Croazia del totem Marin Cilic, costretto a giocare tre match in tre giorni, cioè 10 ore e 15 minuti di tennis molto fisico, ma capace di vincere due singolari e di arrendersi per un soffio in doppio. Passione Cilic fotografa alla perfezione SuperFabio: «Dodig mentalmente da il 100% su ogni punto, invece Fognini può giocare estremamente bene per 3/4 games, soprattutto con l’appoggio del pubblico, ma

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10

poi può rilassarsi per altri 2/3 di fila e perderli per mancanza di attenzione». Marin, pupillo di Bob Brett con palestra a Sanremo, è il giocatore che esce più a testa alta dalla tre giorni di Torino e dall’ennesima domenica di passione di Davis, cominciata alle 14, sul 2-1, con troppi sorrisi azzurri, trasfigurata dalla paura blu, due ore e

Gazzetta.it LE VIDEOINTERVISTE E LE FOTO PIU’ BELLE DEL TRIONFO AZZURRO Dopo la tre giorni di coppa Davis, su Gazzetta.it verranno rilanciate tutte le notizie circa gli incontri e i retroscena. Sul nostro sito trovate i risultati, le videointerviste e gli highlights delle partite, la fotogallery delle tre giornate e un magnifico riepilogo della storia azzurra in Davis.

mezza dopo il 6-3 6-3 7-5 subito da Seppi nel derby fra i numeri uno, sconvolta dal primo set lasciato da Fognini a Dodig dopo altri 43 minuti nel singolare decisivo, sul 2-2. Quando l’Italia non sa ancora se deve ringraziare la madre terra (rossa) del Palavela, lo storico ritorno dopo 33 anni a Torino e i suoi campioni imperfetti. E se volerà il 5-7 aprile contro il Canada — in Nord America e sul veloce — nel secondo turno di World Group dove manca dal 1998, addirittura 15 anni fa, a testimoniare il reale passo in avanti del movimento maschile, sulla scia dei successi delle donne. Emblema Fognini è il 4-6 6-4 6-4 6-4 del trionfo. E’ il primo set perso con 5 break, è il secondo, chiuso con ace di seconda, è il terzo, vinto più nettamente, è il 2-0 2-2, e poi 4-4 del quarto set, con equilibrio estremo contro Dodig il volenteroso cagnaccio che ringhia e sospira e lotta. E’, soprattutto, il break del 5-4, da 40-0 per il croato,

la guida Grande Berdych Batte Wawrinka e spinge i campioni A Torino (Palavela, terra indoor). ITALIA-CROAZIA 3-2. Venerdì: Cilic (Cro) b. LORENZI 6-1 6-7 (6) 4-6 6-3 6-2; SEPPI b. Dodig (Cro) 6-2 6-7 (2) 6-4 6-4. Sabato: BOLELLI-FOGNINI b. Cilic-Dodig (Cro) 3-6 6-1 6-3 7-6 (11). Ieri: Cilic b. SEPPI 6-3 6-3 7-5; FOGNINI b. Dodig 4-6 6-4 6-4 6-4. Le altre Sarà il Canada il nostro avversario nei quarti e lo affronteremo in trasferta: punto decisivo di Raonic. Berdych trascina la Repubblica Ceca. BELGIO-SERBIA 2-3 (Charleroi, terra indoor): Troicki (Ser) b. Goffin (Bel) 1-6 3-6 7-6 (5) 6-4 6-4; Djokovic (Ser) b. Rochus (Bel) 6-3 6-2 6-2; Troicki/Zi-

Le volte dal 1981 (introduzione del Gruppo Mondiale) che l’Italia ha giocato, in Serie A o nelle gare di spareggio, il quinto e decisivo incontro

Le vittorie dell’Italia al quinto incontro (5 le sconfitte): l’ultima risaliva al 1999 contro la Finlandia in casa (spareggio salvezza)

L’esultanza di Fabio Fognini, 25 anni, e Andrea Seppi di spalle: l’Italia aveva perso i due precedenti con la Croazia AFP

tanto forte dalla parte sinistra e tanto debole dalla destra, quando Fogna inventa due smorzate e un lob e quindi un passante di dritto da campione vero, strappando un rovescio finale di frustrazione all’avversario e un boato da stadio ai 6882 del Palavela. E’, ancora il 30-0, 30-30, 40-30, sul filo della più estrema discontinuità, suggellato dalla seconda di servizio che Dodig ribatte di rovescio fuoricampo facendo catapultare in campo la panchina azzurra per abbracciare l’eroe. Commosso nell’abbraccio col professor Parra che l’ha rimesso in piedi, col tricolore che riceve dalla tribuna con parenti e amici presenti al grande giorno. Peccato per Seppi, ma una domenica così doveva per forza finire nelle mani di uno come Fognini. Uno nato apposta per le emozioni forti, emozioni Davis. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL COMMENTO di GIANNI VALENTI

a pagina 27

&

E’ un campione»

I successi in singolare di Fognini in Davis in 12 partite giocate: Fabio ha esordito in nazionale nel 2008

157

I successi dell’Italia in Coppa Davis, a fronte di 81 sconfitte: il debutto avvenne nel 1922 (lu.mar.)

La festa: da sin. Bolelli, Barazzutti e Seppi LAPRESSE TORINO

«Non ho ancora deciso se questo è il mio successo più grande, forse sì, perché al Roland Garros, dopo aver battuto Montanes, mi sono dovuto ritirare dai quarti. Lì ero da solo, qui invece ho vinto per l’Italia, e ha un peso diverso». L’eroe Fabio Fognini tossisce e gracchia, tutto intabarrato nella tuta azzurra, compreso in un ruolo nuovo: «Questo successo così importante, che scrive una piccola storia perché riporta l’Italia al secondo turno del Gruppo Mondiale dopo 15 anni, è di tutto lo staff che m’ha rimesso in piedi dopo la febbre a 38 e mezzo e m’ha assistito come una baby sitter, e della squadra, perché in nazionale si vince e si perde insieme». La sua visione delle cose è sempre particolare: «Il miglior set, per me, è stato il primo, ho fatto anche 10 vincenti, peccato per i passaggi a vuoto in quei games, ma poi è stato bravo lui sul set point. E comunque sono convinto di aver sempre fatto quello che dovevo, e di aver reagito, soprattutto alla fine, sul 4-4 del quarto. Mi merito questo successo perché avevo tanta voglia dopo i primi tornei dell’anno che non sono andati bene, malgrado mi sentissi pronto. Sento che sto maturando». Entusiasmo Il presidente Fit, Angelo Binaghi, fa una dedica: «Alle famiglie e agli staff dei giocatori grazie ai quali abbiamo creato questa squadra, dopo un lungo processo di cambiamenti di rapporti con la Federazione. E se siamo qua lo dobbiamo anche ai giocatori che negli ultimi 12 anni hanno dato un contributo importante, come Starace, Volandri, Bracciali e Cipolla, che anche stavolta avrebbero dato il cuore come ha fatto Lorenzi». Capitan Barazzutti è felice: «Fabio non ha vinto un match importante, ma molto di più, sul 2-2, dimostrando grande carattere e qualità di Davis, in condizioni non ottimali. Ha giocato una gran partita, è stato in campo nel modo giusto. Spero che quest’esperienza, che lo farà sentire molto più forte, lo aiuti anche nei tornei, per esprimere al massimo il suo potenziale da campione». Ritrova un po’ il sorriso anche Seppi: il neo 18 del mondo porta l’1-1 dopo la sfortunata maratona iniziale di Lorenzi ma, nella rivincita di Melbourne contro Cilic, rimane annichilito dalla qualità e dal cambio di ritmo del numero 13 del mondo. Peccato. v.m. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A PARIGI LA DOPPIA FINALE DI SARA. FED CUP: STEPHENS OUT monjic b. Bemelmans/Darcis 6-4 6-4 5-7 6-4; Goffin b. Pashanski 6-4 2-6 6-2; Darcis b. Zimonjic 6-2 6-4. KAZAKISTAN-AUSTRIA 3-1 (Astana, terra indoor): Golubev (Kaz) b. Haider-Maurer (Aut) 7-6 (2) 6-3 7-6 (5) ; Korolev (Kaz) b. Melzer (Aut) 7-6 (4) 6-3 6-2; Knowle/Peya b. Golubev/Schukin 7-6 (5) 6-3 7-6 (3); Golubev b. Melzer 4-6 6-4 6-3 6-2. FRANCIA-ISRAELE 5-0 (Rouen, cemento indoor): Tsonga (Fra) b. Weintraub (Isr) 6-3 6-3 4-6 7-5; Gasquet (Fra) b. Sela (Isr) 6-3 6-2 6-2; Benneteau/Llodra b. Erlich/Sela 7-6 (3) 6-1 6-0; Llodra b. Okun 6-3 7-6 (5); Gasquet, b. Weintraub 6-4 6-3. ARGENTINA-GERMANIA 5-0 (Buenos Aires, terra): Berlocq (Arg) b. Kohlschreiber (Ger) 3-6 7-5 2-6 6-4 4-5 rit.; Monaco (Arg) b. Mayer 6-7 (4) 6-3 6-3 6-4; Nalbandian/Zeballos (Arg) b. Kas/Kamke (Ger) 6-1 6-4 5-7 6-2; Monaco b. Kamke 6-4 7-6 (2); Berlocq b. Kas 6-2 6-4.

SVIZZERA-REP. CECA 2-3 (Ginevra, cemento indoor): Wawrinka (Svi) b. Rosol (Cec) 6-4 6-3 6-4; Berdych (Cec) b. Laaksonen (Svi) 6-3 6-2 6-7 (5) 6-1; Berdych/Rosol b. Chiudinelli/Wawrinka 6-4 5-7 6-4 6-7 (3) 24-22; Berdych b. Wawrinka 6-3 6-4 3-6, 7-6 (5); Laaksonen b. Vesely 0-6 6-3 6-1. USA-BRASILE 2-2 (Jacksonville, cemento): Querrey (Usa) b. Bellucci 6-3 6-4 6-4; Isner (Usa) b. Alves (Bra) 6-3 7-6 (4) 6-3; Melo/Soares b. Bryan/Bryan 7-6 (6) 6-7 (7) 6-4 3-6 6-3; Bellucci b. Isner 2-6 6-4 6-7 (7) 6-4 6-3. CANADA-SPAGNA 3-1 (Vancouver, cemento indoor): Raonic (Can) b. Ramos (Spa) 6-7 (5) 6-4 6-4 6-4; Dancevic (Can) b. Granollers (Spa) 6-1 6-2 6-2; Granollers/ Lopez b. Nestor/Pospisil 4-6 6-4 6-7 (4) 6-3 6-2; Raonic b. Garcia-Lopez 6-3 6-4 6-2. I quarti (5-7 aprile): Canada c. ITALIA; Serbia c. Usa/Brasile; Argentina-Francia; Kazakistan-Repubblica Ceca.

Errani perde in singolo ma sorride con la Vinci Il commento più pertinente alla finale persa di Parigi (509.000 e, indoor) lo ha dato Sara Errani: «La Barthel questa volta era ingiocabile: ha servito benissimo, è stata solidissima da fondo e non mi ha mai dato la possibilità di prendere il tempo sulla palla. E io non ho servito bene». Si spiega così la sconfitta in due set di Sarita, alla prima finale di un Premier, contro l’avversaria tedesca, classe 1990, che ha vissuto una settimana baciata dalla grazia (nel secondo

turno aveva già battuto la Vinci). La Errani può consolarsi con il secondo successo del 2013 in doppio dopo lo Slam australiano: insieme alla Vinci ha trionfato con una vittoria nettissima in appena 50 minuti contro la ceca Hlavackova e la statunitense Huber, nostra prossima avversaria in Fed Cup. E’ il 15˚ titolo insieme delle Cichi. A proposito di Fed Cup (sabato e domenica a Rimini), forfeit della Stephens (stiramento addominale) sostituita dalla Oudin. Finali: Barthel (Ger) b. ERRANI 7-5 7-6 (4). Doppio: ERRANI/VINCI b. HLACACKOVA/HUBER (Cec/Usa) 6-1 6-1.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

BASKET SERIE A: DICIOTTESIMA GIORNATA SIENA VARESE

l’Analisi di CHIABO

Le prime k.o.? Meglio per loro, in coppa Varese e Sassari, prima e seconda, perdono a Siena e Cantù, squadre alla vigilia favorite più di loro. Restano al comando e, visto che a fine settimana si assegna il primo trofeo della stagione, la coppa Italia dove Cimberio e Banco di Sardegna arrivano meritatamente da teste di serie, è logico che tutti si chiedano se i dominatori dell’andata riusciranno a ritrovarsi in finale. Paradossalmente, crediamo che, se parliamo di Final Eight, le sconfitte di ieri possano fare addirittura bene. Quando si vince o si va fuori, la pallacanestro che ti serve è quella di Siena, dura, intensa, fisica, o quella del secondo tempo di Cantù, finito 57-34, con il Banco, avanti di 9 all’intervallo, che ha poi chiuso con 9/26 al tiro. Arrivare alla coppa senza questo test di resilienza sarebbe stato pericoloso, soprattutto per Varese contro Milano, giovedì. L’EA7 ha capitalizzato il buon calendario con 4 vittorie consecutive da prendere per quello che valgono: un grande passo avanti. Ma in coppa Italia, per risalire dal posto n.8, dovrà anche lei giocare tre gare di livello Eurolega. Cioè molto meglio di quanto abbia fatto finora.

COPPA ITALIA

Stop campionato Da giovedì le Final Eight Il campionato si ferma: da giovedì a domenica, al Forum di Assago, si assegna la coppa Italia con le Beko Final Eight. Questo il programma: quarti, 7/2 17.45 Cantù-Roma, 20.30 Varese-Milano. 8/2 17.45 Sassari-Brindisi, 20.30 Siena-Reggio Emilia. Semifinali, 9/2 alle 17.45 e 20.30. Finale, 10/2 alle 18. Biglietti online su Ticketone.it

RISULTATI

89 75

CHEBOLLETTA CANTU’-B.SARDEGNA SASSARI

94-80

EMPORIO ARMANI MILANO-SIDIGAS AVELLINO

108-57

(27-17, 52-34; 70-53)

SIAE3 BOLOGNA-MONTEGRANARO

83-80

MONTEPASCHI SIENA: Brown 23 (7712, 2/6), Janning 2 (1/2, 0/3), Moss 13 (5/6, 1/2), Kangur 12 (4/6 da 3), Eze 6 (1/2); Rasic (0/1 da 3), Sanikidze 10 (3/4, 1/1), Ortner 7 (3/5), Lechthaler 2 (1/4), Hackett 14 (5/6, 1/2). N.e.: Sousa, Neri. All.: Banchi.

UMANA VENEZIA-SCAVOLINI B.MARCHE PESARO

71-68

VANOLI CREMONA-ENEL BRINDISI CASERTA-ANGELICO BIELLA

97-81 80-81

TRENKWALDER REGGIO EMILIA-ACEA ROMA

96-93

MONTEPASCHI SIENA-CIMBERIO VARESE

89-75

CIMBERIO VARESE: Green 10 (1/7, 1/3), Banks 13 (5/10, 0/3), Ere 14 (4/5, 2/4), Sakota 8 (4/4, 0/1), Dunston 20 (8/16); Rush (0/2 da 3), Talts 4 (2/3, 0/1), De Nicolao (0/1, 0/1), Polonara 6 (3/4, 0/3). N.e.: Balanzoni, Bertoglio, Cerella. All.: Vitucci.

CLASSIFICA SQUADRE CIMBERIO VARESE

PT 30

G 18

V 15

P 3

B. SARDEGNA SASSARI

28

18

14

4

MONTEPASCHI SIENA

26

18

13

5

CHEBOLLETTA CANTU’

24

18

12

6

ACEA ROMA

24

18

12

6

EMPORIO ARMANI MILANO

22

18

11

7

UMANA VENEZIA

20

18

10

8

ENEL BRINDISI

18

18

9

9

TRANKWALDER REGGIO E.

18

18

9

9

CASERTA

16

18

8

10

SIAE3 BOLOGNA

14

18

7

11

VANOLI CREMONA

14

18

7

11

DAL NOSTRO INVIATO

MONTEGRANARO

10

18

5

13

PAOLO BARTEZZAGHI SIENA

SCAVOLINI B. MARCHE PESARO

8

18

4

14

ANGELICO BIELLA

8

18

4

14

SIDIGAS AVELLINO

8

18

4

14

ARBITRI: Seghetti, Giansanti, Di Francesco. NOTE - T.l.: Sie 16/21, Var 12/17. Rimb.: Sie 33 (Kangur, Moss 5), Var 39 (Green, Dunston 8). Ass.: Sie 16 (Brown 7), Var 14 (Green 7). Progr.: 5’ 14-12, 15’ 41-25, 25’ 63-45, 35’ 75-65. Tec.: panchina Siena 11’58" (31-17), De Nicolao, Rush e Brown 12’26" (31-19). Ant.: Hackett e Dunston 27’26"(66-47). Usc. 5 f.: Ere 37’22" (81-67). Spett. 4683.

Nel momento dell’emergenza, tra recuperi, infortuni e impegni ravvicinati, Siena reagisce con una delle più belle partite in campionato e proprio contro Varese capolista. Alla vigilia delle Final Eight di Coppa Italia, è una dimostrazione di potenza per la detentrice e una botta alle sicurezze di chi ha meritatamente guidato la serie A fino a oggi. «Dobbiamo imparare ad accettare un gioco più fisico — dice Frank Vitucci — se cominciamo a piangere non va bene. Se questa partita ci ha insegnato qualcosa, ne faremo tesoro giovedì nel quarto con Milano». Reazione Varese subisce prima la debordante prestazione di Siena nei primi tre quarti, poi la sua reazione a metà dell’ultimo quando è tornata a -7 con un parziale di 12-2. Ma mentre l’attacco dei tricolori fatica e la difesa pure, ecco tre triple di fila, due dell’ex Kristjan Kangur e una di Daniel Hackett. Totale: 9-0 e partita chiusa ribaltando abbondantemente il -7 dell’andata. «Abbiamo avuto una buona intensità — dice Luca Banchi — non continuità di rendimento. Alla fine abbiamo perso lucidità, ci siamo impastati per stanchezza e per i meriti di Varese». Siena si è presa la partita con la difesa che spegne Varese dopo il primo e unico vantaggio di 10-9 alimentato dalle seconde opportunità createsi con 5 rimbalzi d’attacco nei primi 5 minuti, di cui tre di Bryant Dunston. David Moss limita Ebi Ere, uomo chiave di Varese. La capolista subisce un parziale di 11-0 compreso in un 16-2 che la allontana dalla partita. Dopo

PROSSIMO TURNO Domenica 17/2, ore 18.15

David Moss, 29 anni, è alla terza stagione a Siena, la quinta in Italia CIAM-CAST

SIDIGAS AVELLINO-VANOLI CREMONA ENEL BRINDISI-CHEBOLLETTA CANTÙ B.SARDEGNA SASSARI-UMANA VENEZIA CIMBERIO VARESE-SAIE3 BOLOGNA ANGELICO BIELLA-TRENKWALDER REGGIO E. MONTEGRANARO-CASERTA ACEA ROMA-EMPORIO ARMANI MILANO SCAVOLINI B.MARCHE PESARO-MONTEPASCHI SIENA (18/2)

Siena, prova di forza Varese capolista cade La Mps tocca il +21, poi spegne la rimonta della Cimberio tornata a -7 con tre triple di fila. Vitucci: «Una lezione» Migliori

h 8 Moss (Siena) Fondamentale il suo lavoro in difesa su Ebi Ere che viene limitato perché è impossibile da annullare. Miglior rimbalzista con Kangur, chirurgico al tiro, recupera anche tre palloni

h 7.5

8 minuti è sotto di 13 e ha segnato solo 12 punti. Grazie a una difesa attenta e produttiva, l’attacco di Siena si distende con grazia feroce. Bobby Brown ci sguazza felice con punti e assist. La Mens Sana segna 27 punti nei primi 10 minuti, 52 all’intervallo subendone 17 per quarto. Varese è solita segnare 86 punti a partita. Ma questa durezza da Eurolega, non l’aveva ancora provata. Costruzione All’andata battè

Dunston (Varese) La rimonta è costruita sugli assist di Green per il centro che con la sua mobilità mette in crisi l’area di Siena dove conquista anche 5 rimbalzi. Chiude con 8 falli subiti.

una Siena in fase di costruzione. Questa Mens Sana, nonostante le assenze di Ress, Carraretto e con Ortner appena recuperato, sembra in splendida forma. Non si può dire degli arbitri che, forse nel tentativo di te-

nere in pugno una partita peraltro non particolarmente dura, fischiano quattro falli tecnici in 28 secondi, tre nella stessa circostanza di cui uno doppio, a inizio secondo quarto. La partita, fortunatamente, non ne viene condizionata. Siena tocca il massimo vantaggio al 26’48, +21 (66-45) con Hackett che capitalizza ai liberi i tanti falli subiti. Ed è lo stesso Hackett che chiude, con una tripla da fermo mentre stanno per scadere i 24 secondi, la rimonta di Varese costruita sull’asse Green-Dunston, nel momento in cui Siena arranca stanca, lascia spazio sotto canestro senza lunghi di ruolo e sembra non avere più energie. Sembra.

Peggiori

i 5 Janning (Siena) Tira poco (1/5 in 18’), segna poco, difende anche male su Banks. Non sta raggiungendo il livello dei compagni soprattutto come intensità.

i5

De Nicolao (Varese) Serata complicata, il livello di intensità lo schiaccia. E si perde nel nervosismo senza a riuscire ad elevare il suo gioco come è necessario contro avversari da Eurolega.

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CON MONTEGRANARO DECISIVA l’ULTIMA RIMESSA

VOLATA STIPCEVIC SBAGLIA UN LIBERO A -3"

FINALE ACEA DA -21 A -3 IN SOLI TRE MINUTI

Si rivede Smith Ma Bologna soffre

Venezia fa 7 su 8 Pesaro sciupa

Reggio domina, poi rischia con Roma

BOLOGNA

83

MONTEGRANARO

80

(20-18, 41-41; 62-53) SAIE3 BOLOGNA: Poeta 8 (2/3, 0/1), Hasbrouck 7 (1/3, 1/6), Gaddefors 2 (0/1), Smith 28 (6/12, 3/9), Gigli 10 (4/7); Imbrò 5 (1/1, 1/1), Minard 11 (4/7, 1/2), Rocca 6 (2/3), Moraschini 6 (3/6), Parzenski (0/1). N.e.: Millina, Morisi. All.: Finelli. MONTEGRANARO: Steele 15 (4/10, 2/4), Cinciarini 16 (3/10, 2/5), Johnson 16 (2/5, 4/5), Amoroso 15 (4/7 da 3), Burns (0/5, 0/2); Di Bella 8 (2/3, 0/2), Mazzola 3 (0/2, 1/1), Freimanis (0/1, 0/1), Campani 7 (3/3, 1/1), Panzini. N.e.: Perini. All.: Recalcati. ARBITRI: Cerebuch, Sahin, Caiazza. NOTE - T.l. Bol 19/25, Mon 13/16. Rimb.: Bol 46 (Gigli 13), Mon 34 (Amoroso 9). Ass.: Bol 6 (Minard e Poeta 2), Mon 11 (Steele 3). Progr.: 5’ 7-2, 15’ 33-30, 25’ 50-48, 35’ 73-64. Ant.: Hasbrouck 5’30” (9-5). Usc. 5 f.: Amoroso 39’56” (81-80). Spett.: 7830. BOLOGNA La Virtus scaccia i fantasmi e

interrompe una striscia di 7 sconfitte, ma il pubblico di Casalecchio trema fino alla fine. Nel primo quarto la Virtus sale fino al +8 sul 14-6 ma nel secondo non riesce ad evitare la rimonta dei marchigiani, che sorpassano grazie agli ex Amoroso e Di Bella; il 37-41 resterà il massimo vantaggio ospite. Smith, confinato in panchina negli ultimi 20’ di Milano, questa volta resta in campo nonostante il 3/10 e segna altri 21 punti tra cui gli ultimi due. Dopo la tripla dell’81-80 infilata a 6” dalla sirena da Mazzola, Smith non trema dalla lunetta e recupera anche palla sull’affrettata rimessa avversaria a 4” dal termine. «Siamo soddisfatti di aver vinto pur con tanta difficoltà e di esserci tolti dalla spalla la scimmia che ci faceva giocare con più tensione. L’unità di tutto l’ambiente è stata importante e ora speriamo in un rush finale più sereno» commenta Finelli. «Peccato perché nonostante un mare di errori potevamo vincere. Dobbiamo migliorare e maturare perché chi sta dietro si è rinforzato» sottolinea Recalcati individuando la chiave della sconfitta nei 12 rimbalzi in meno catturati. Nicola Zanarini

VENEZIA

71

PESARO

68

(22-16, 41-37; 54-49) UMANA VENEZIA: Clark 6 (0/1, 2/5), Young 22 (1/6, 4/7), Diawara 19 (6/12, 1/5), Szewczyk 3 (0/1, 1/4), Magro 6 (2/3); Bulleri 2 (1/1), Zoroski 3 (1/1 da 3), Bowers 3 (1/4), Rosselli 5 (2/5, 0/2), Hubalek 2 (1/1, 0/1). N.e.: Marconato, Candussi. All.: Mazzon. SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO: Stipcevic 15 (3/6, 2/5), Kinsey 4 (2/6), Barbour 15 (3/6, 2/6), Flamini (0/1 da 3), Crosariol 19 (8/17); Cavaliero 15 (3/4, 1/4), Thomas (0/1), Mack 2 (1/1, 0/1), Bryan 2 (1/1), Amici 2 (1/1, 0/1). All.: Markovski. ARBITRI: Mattioli, Filippini, Terreni. NOTE - T.l.: Ve 16/20, Ps 9/16; Rim.: Ve 43 (Magro 11), Ps 26 (Crosariol, Kinsey 6). Ass.: Ve 16 (Diawara 4), Ps 14 (Cavaliero 5). Usc. 5 f.: Cavaliero 39'21" (68-67). Progr.: 5 ’ 14-8, 15’ 31-25, 25’ 46-44, 35’ 65-56. Spet.: 3506. MESTRE (Ve) Sale la Reyer, impreca Pe-

saro. Settimo sigillo nelle ultime 8 gare per l'Umana, Scavolini aggrappata fino alla fine. Szewzyk debilitato dal raffreddore non ripete gli exploit delle ultime gare, Venezia ringrazia air-man Diawara (19 punti, 5 rimbalzi, 7 falli subiti), spina nel fianco dei marchigiani, la presenza sotto canestro di Magro (11 rimbalzi) e le triple di Young (4/7). Markovski ha sognato fino all'ultimo centesimo di secondo, trascinato in avvio da Crosariol, poi preso per mano da Stipcevic e Cavaliero. («Come ha Roma il finale non ci ha sorriso —, ha spiegato il tecnico di Peaaro — anche a causa di un paio di episodi dubbi»). Reyer sempre avanti nel punteggio con un top sul 54-46 al 29’ («Siamo riusciti a difendere bene sul perimetro — dice Mazzon — dove Pesaro ha ottime percentuali»), Episodio chiave a 39" dalla fine, sul 68-67: entrata di Cavaliero, che finisce su Rosselli. Gli arbitri optano per il quinto fallo del play. Poi sul 69-67 a 3" dalla sirena, Stipcevic ha i liberi dell'overtime: sbaglia il primo, non riesce a… sbagliare il secondo (69-68), al contrario di Young (71-68). Michele Contessa

REGGIO EMILIA

96

ROMA

93

(25-15, 45-32, 67-56) TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Cinciarini 10 (5/10), Taylor 30 (5/8, 4/6), Slanina 17 (2/3, 3/4), Antonutti 12 (1/2, 2/4), Brunner 10 (4/7) ; James 7 (1/2, 1/4), Jeremic 2 (1/3, 0/2), Cervi 6 (3/4), Silins 2 (1/3). N.e: Filloy, Veccia, Deguara. All.: Menetti. ACEA ROMA: Taylor 18 (4/7, 1/4), D’Ercole 10 (2/2, 2/4), Datome 22 (5/8, 3/5), Czyz 16 (5/10, 1/1), Lawal 25 (10/14); Goss (0/2, 0/3), Jones 2 (0/2, 0/1), Lorant (0/1 da 3), Tambone. N.e.:Tonolli, Gorrieri. All. Calvani. ARBITRI: Chiari, Lo Guzzo, Duranti NOTE – T.l.: RE 20/28, Rom 20/28. Rim.: RE 32 (Cervi 9), Rom 39 (Lawal 12). Ass. : RE 25 (Cinciarini 8), Rom 12 (Taylor 5). Usc. 5 f.: Cervi 38’18 (85-71), Goss 38’19 (85-73), Antonutti 39’53 (94-89). Tec.: D’Ercole 33’08 (70-58). Ant.: Lawal 33’49 (75-58) e 37’36 37’36 (84-66): espulso.

Prog.: 5’ 11-9, 15’ 32-22, 25’ 57-46, 35’ 77-61. Spet.: 3170 per 43.290. REGGIO EMILIA La Trenkwalder domina Roma per 37 minuti arrivando fino al più 21 (82-61) poi rischia di sprecare tutto concendendo, incredibile ma vero, 32 punti all’Acea negli ultimi 3 giri di lancetta. Dal meno 21 i capitolini risalgono fino al meno 3 in un palasport terrorizzato, ma non riescono a completare una rimonta che sarebbe stata clamorosa. Reggio, in ogni caso, si merita il successo per aver tenuto a lungo il match in pugno grazie ad un Taylor strepitoso (16 punti nel primo quarto) che aveva aperto il primo varco (25-15). L’Acea era risalita al meno 7 (51-44) solo in apertura di ripresa grazie a Datome, poi la Trenkwalder era fuggita via fino al più 21 e all’incredibile finale di match. «E’ stata una partita bellissima —spiega Max Menetti — credo la più bella dell’anno perché abbiamo dimostrato grande solidità, energia e voglia di soffrire. Il finale? Eravamo rimasti senza benzina...>. Daniele Barilli

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

h

MIGLIORI

CANTU’ SASSARI

j

94 80

NBA: BENE I LAKERS

(24-20, 37-46; 67-65) CHEBOLLETTA CANTU’: Tabu 15 (3/5, 3/7), Aradori 21 (5/5, 3/3), Brooks 9 (1/1, 0/1), Leunen 10 (1/4, 2/8), Cusin 12 (5/10); Scekic 7 (3/3), Anderson (0/1 da 3), Mazzarino 10 (2/2, 2/5), Mancinelli 10 (2/4, 2/2). N.e.: Kudlacek, Abass, Casella. All.: Trinchieri.

S 7.5 Aradori Un primo tempo fantastico, ma c’è una sua tripla anche nell’11-2 di inizio ripresa. Poi tocca agli altri

BANCO SARDEGNA SASSARI: T.Diener 21 (2/7, 5/8), D.Diener 14 (3/5, 2/6), Thornton 16 (1/3, 4/6), Ignerski 9 (3/4, 1/5), Easley 6 (3/5); Devecchi 4 (1/2), B.Sacchetti 7 (2/4, 1/2), Pinton (0/1), Diliegro 3 (0/1). N.e.: Spissu. All.: R.Sacchetti. ARBITRI: Paternicò, Weidmann, Biggi. NOTE T.l.: Can 14/19, Sas 11/12. Rim.: Rim.: Can 33 (Cusin 8), Sas 25 (D.Diener 7). Ass.: Can 17 (Tabu 5), Sas 17 (T.Diener 7). Prog.: 5’ 16-10, 15’ 31-30, 25’ 54-55, 35’ 79-74. Tec.: Diliegro 28’30" (57-62). Ant.: Aradori 23’15" (48-48). Spet.: 3813 per 46.599.

Stefano Mancinelli, 29 anni: 10 punti in 17’ all’esordio stagionale LAPRESSE

Mancinelli buon debutto Cantù batte Sassari i S

7 T.Diener Nel primo tempo, fa giocare la squadra da grande, poi le dà l’ultimo vantaggio

PEGGIORI

Il nuovo acquisto già decisivo in una sfida spettacolare. Trinchieri: «Ora la coppa Italia: vogliamo giocarcela»

DAL NOSTRO INVIATO

S 5.5 Lunghi SS Ignerski, foto, parte con 7 punti nel 1o quarto poi non c’è più, Easley gioca un tempo. Troppo poco

S 5 Anderson Molti vanno a sprazzi, ma alla fine l’unico di Cantù che non convince mai il play americano: 9’, 1 assist.

LUCA CHIABOTTI CANTU’

Una splendida partita, spettacolare, divertente, equilibrata. Poi, verso la metà dell’ultimo quarto, proprio quando Travis Diener dà l’ultimo vantaggio di Sassari, Cantù se la prende. Con Tabu, con 8 punti di Mazzarino che si scuote dopo un periodo difficile, con un buon Cusin. Ma, soprattutto, con Stefano Mancinelli. Il debuttante, l’ex nemico, buttato nella mischia nel giorno in cui tutto il Pianella è in piedi per Manu Markoishvili, tornato a salutare i tifosi e chiudere casa prima di trasferirsi definitivamente in Turchia. Dimensione Mancio trasforma in qualcosa di positivo ogni pallone che tocca, dà una dimensione diversa a Cantù: «In un paio di allenamenti abbiamo trovato uno spazio tecnico per lui» dice Andrea Trinchieri. Sassari, per lunghi tratti, gioca

un basket paradisiaco, intenso anche in difesa. Non c’è Vanuzzo (come Tyus, in panchina con l’influenza), Meo Sacchetti cambia assetti, quintetti, al riposo, aiutato dal figlio Brian che tiene Leunen ai minimi termini, si trova avanti di 9 punti,

A-1 DONNE

Schio capolista supera Taranto al supplementare 5a ritorno: Famila SchioGoldbet Taranto 74-71 dts (Macchi 11, Godin 10; Mahoney 25, Petronyte 14), PrioloAcqua& Sapone Umbertide 58-55, Gesam Lucca-Chieti 94-48, Cagliari-GMA. Pozzuoli 78-60. Rip.: Parma, Orvieto. Classifica: Schio 24 punti; Lucca 20; Parma, Taranto 18; Umbertide 16; Priolo 10; Chieti 8; Orvieto 6; Pozzuoli 6; Cagliari 4

CONTRO BRINDISI 12 PUNTI DI FILA NEL BREAK

coi cugini Diener fermi a quota 13 sui 46 punti segnati, e solo Thornton micidiale. Ma il Banco non riesce a coniugare serenità e intensità, la grande sfida di Meo, quando torna dagli spogliatoi: in 3’15" butta via tutto il vantaggio subendo un 11-2 per il 48 pari, e poi, tornato a +5, subisce 6 punti da un solo fischio, su una stoppata di Diliegro («Pulita» è arcisicuro Meo), a cui si aggiunge un tecnico: totale 4 liberi di Brooks, e possesso palla per il vantaggio di Scekic. Fischio Al di la del fischio, il

Banco perde la pericolosità in area dopo pochi secondi del 3o quarto, Easley commette un terzo fallo stupido e scompare. La difesa di Cantù si chiude, il Banco cerca la fortuna da tre. «Non si può venire a vincere a Cantù giocando bene solo 30’, ci siamo mangiati il vantaggio troppo in fretta a inizio ripresa» dice Sacchetti. Da quel punto, a parte un momento eroico di Travis Diener per l’ultimo sorpasso (71-72), Cantù ha in mano la gara. Che era iniziata in modo diverso: con un primo tempo onnipotente di Pietro Aradori, che segna i primi 12 punti chebolletta, travolge Drake Diener, e va al riposo con 18 punti e 7/7 al tiro mentre i compagni battono in testa da tre (1/10). Poi rientra nei ranghi: «Partita bellissina, di alto livello — commenta Trinchieri — contro una grande avversaria: l’inizio è stato di Aradori, poi nella ripresa abbiamo recuperato Brooks e Mazzarino, a zero nel primo tempo. Adesso andiamo a Milano per la coppa (con lo sponsor Foxtown, n.d.r.): veniamo da due finali, sono contento di affrontare Roma che ci ha appena battuto. Vogliamo giocarcela» © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato, i Bulls di Belinelli (5 punti e 5 assist in 28’) hanno superato Atlanta nonostante l’assenza di tre starter, Hinrich, Noah e Boozer, ma con una grande difesa. Nelle gare di ieri i Lakers, ancora senza Howard (spalla), passano sul filo a Detroit con 23 punti e 10 rimbalzi di Gasol, che contesta anche l’ultimo tiro dei Pistons. RISULTATI IERI: Boston-LA Clippers 106-104 (Pierce 22; Crawford, Bledsoe 23), Detroit-LA Lakers 97-98 (Gasol 23; Monroe 20). Sabato: Atlanta-Chicago 76-93 (J.Smith 19; Deng 25), New York-Sacramento 120-81 (JR Smith 25; Cousins 25), Cleveland-Oklahoma City 115-110 (Irving 32; Durant 32), Houston-Charlotte 109-95 (Patterson, Parsons 24; Walker 24), Minnesota-New Orleans 115-86 (Cunningham 18; A. Davis 18), Milwaukee-Orlando 107-98 (Ellis 21; Vucevic 20), San Antonio-Washington 96-86 (Parker 19; Wall 21), Portland-Utah 105-99 (Lillard 23; Foye 23), Golden State-Phoenix 113-93 (S.Curry 29; Beasley 24).

A CASERTA GARA AL SUPPLEMENTARE

Jackson fa il vuoto Biella c’è dopo 8 k.o. Cremona vince Michelori la grazia CREMONA

97

BRINDISI

81

(23-16, 47-39; 74-55) VANOLI CREMONA: Johnson 9 (3/3, 1/3), Jackson 19 (5/7, 3/8), Harris 15 (3/4, 2/4), Peric 8 (3/8, 0/1), Stipanovic 12 (6/9); Vitali 13 (2/4, 1/4), Kotti 5 (1/3), Chase 16 (2/2, 4/7). N.e.: Belloni, Ruini, Conti, Cazzaniga. All.: Gresta. ENEL BRINDISI: Reynolds 9 (0/5, 3/7), Gibson 25 (8/11, 3/4), Viggiano 13 (5/9, 1/5), Robinson 11 (5/12, 0/1), Simmons 15 (7/9); Fultz 6 (1/5 da 3), Zerini (0/1 da 3), Grant 2 (1/1). N.e.: Formenti, Porfido, Preite. All.: Bucchi. ARBITRI: Cicoria, Vicino, Calbucci. NOTE - T.l.: Cre 14/17, Bri 5/8. Rimb.: Cre 32 (Stipanovic 11), Bri 34 (Simmons 11). Ass.: Cre 20 (Vitali 8), Bri 8 (Gibson 3). Progr.: 5' 11-15, 15' 33-31, 25' 59-46, 35' 87-70. Spett.: 3000. CREMONA La Vanoli torna a vincere in casa dopo due sconfitte consecutive,

battendo nettamente una Enel Brindisi irriconoscibile: «Complimenti a Cremona — commenta coach Bucchi —. Paghiamo i tanti infortuni, perché non riusciamo ad allenarci con il giusto ritmo. Ho visto la squadra affaticata». Cinque punti di Viggiano in avvio illudono l'Enel (0-6, 2'), Johnson riporta in quota i padroni di casa, che operano l'allungo quando entra in campo Vitali dopo un mese di stop (23-16, 10'). Brindisi contiene l'onda d'urto lombarda con la zona (26-25, 13'), poi dodici punti filati di Jackson a cavallo della pausa lunga danno una prima spallata ai pugliesi (52-41, 23') che naufragano sul finire di terzo quarto (72-52, 29'). Cremona rimane concentrata anche quando Gibson prova a metterle paura, tocca 24 punti di vantaggio (87-63, 35') e chiude ribaltando la differenza canestri. Luigi Gresta entra in sala stampa, ringrazia tutti, e lascia la parola al proprio assistente Paolo Lepore: «E' un successo fondamentale in chiave salvezza. La chiave è stata l'energia che abbiamo messo in campo». Alessandro Rossi

CASERTA

80

BIELLA

81

dts (24-12, 40-37; 51-56, 74-74) CASERTA: Maresca (0/2, 0/3), Jonusas 3 (1/3, 0/1), Akindele 23 (7/12), Gentile 11 (1/4, 3/3), Jelovac 17 (5/10, 2/5); Mordente 16 (4/5, 0/3), Mavraides 4 (2/3), Michelori 6 (3/8, 0/1), Marzaioli, Sergio. N.e.: Cefarelli. All. Sacripanti. ANGELICO BIELLA: Jurak 9 (2/3, 1/1), Rochestie 15 (4/7, 1/3), Laganà (0/1, 0/1), Johnson 10 (4/6, 0/2), Pinkney 17 (8/13); Soragna 15 (5/8, 1/3), Tsaldaris 9 (2/6 da 3), Mavunga 2 (1/2, 0/2), Renzi 4 (2/2, 0/1). Raspino. N.e.: Slanina e De Vico All. Cancellieri. ARBITRI: Lamonica, Sardella, Baldini. NOTE - T.l.: Cas 19/27, Bie 14/20. Rimb.: Cas 41 (Akindele 14), Bie 32 (Pinkney 9). Ass.: Cas 12 (Mordente 7), Bie 8 (Rochestie 4). Progr.: 5’ 11-4, 15’ 30-21, 25’49-46, 35’ 58-67. Antisp: Jurak 0’30” (0-0), Mavunga 7’51”( 15-9). Usc. 5 f.: Rochestie 39’53” (70-73), Jonusas 40’14” (74-74), Pinkney 42’24” (76-77). Spett.

2947 per 18.120. CASERTA – Dopo otto sconfitte consecutive, Biella vince dopo un supplementare contro Caserta, contro la quale ha conquistato la metà dei punti che ha in classifica. Caserta inizia bene, 26-14 all’11, Biella cresce in difesa e dal 51-46 al 25’ con un parziale a cavallo dei tempi di 14-0 arriva al 51-61 al 31’. Caserta con un ottimo Akindele 23 punti e 14 rimbalzi, impiega un po’ a riprendersi lo fa con le triple di Jelovac, spento fino ad allora, realizza il 66-67 al 38’ e poi segna il canestro del 74-74 al 40’. Nell’overtime ancora errori da ambo le parti sia dal campo che dalla lunetta, sull’80-81 è Michelori a sbagliare da sotto il canestro del sorpasso e della vittoria allo scadere. «Abbiamo tenuto mentalmente, per noi è un grande passo in avanti, la vittoria serviva come il pane per la classifica e per il gruppo» commenta Cancellieri. «Il bello del basket è che si vince e si perde per episodi, noi abbiamo vinto a Cremona e perso contro Biella per la sterilità offensiva nei tempi centrali» il commento di Sacripanti. Lucio Bernardo

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ARMANI QUARTA VITTORIA DI FILA

Che Bourousis Milano travolge mezza Avellino MILANO AVELLINO

108 57

(27-18, 51-39; 82-46) EMPORIO ARMANI MILANO: Green 7 (2/2, 1/1), Langford 10 (2/3, 2/4), Hairston 17 (5/8, 2/2), Melli 10 (2/2, 2/2), Bourousis 25 (7/8, 1/2); Bremer 10 (2/3, 2/4), Chiotti 13 (6/8), Fotsis 9 (2/4 da 3), Giachetti 2, Gentile 9 (2/3, 1/3). N.e.: Radosevic, Basile. All.: Scariolo. SIDIGAS AVELLINO: Lakovic 9 (2/8, 1/5), Dean 7 (2/6, 1/4), Richardson 13 (5/11, 1/4), Biligha 11 (4/7), Dragovic 4 (2/6, 0/1); Hunter 5 (1/1, 1/2), Spinelli 8 (3/7). N.e.: Iannicelli, Riccio, D’Argenio, Johnson. All.: Pancotto. ARBITRI: Sabetta, Lanzarini, Borgioni. NOTE - T.l.: Mil 19/21, Ave 7/13. Rimb.: Mil 36 (Bourousis 9), Ave 24 (Biligha). Ass.: Mil 14 (Green 4), Ave 4 (Spinelli 2). Antisp.: Richardson 38’20" (105-55). Progr.: 5’ 16-13, 15’ 40-34, 25’ 65-43, 35’ 96-51. Spett.: 4.500.

VINCENZO DI SCHIAVI MILANO

«Noi vogliamo la Coppa Italia» grida la curva dell’Olimpia, a cui Giorgio Armani fa un po’ di tara: «Io dico 50% di possibilità. Un premio per la vittoria in Coppa? Non esageriamo, vincendola i giocatori avrebbero fatto il loro dovere e io, nel caso, esulterei con la squadra». Intanto Milano decolla verso la Final Eight con la quarta vittoria consecutiva, sbriciolando Avellino. Alla fine il tabellone dice +51, un abisso, spiegabile anche con le derelitte truppe di Pancotto: 5 influenzati, Johnson e Ivanov out, quindi in campo vanno solo in sette. Impensabile ingabbiare un’Armani in salute che vive solo di sensazioni positive: Green ha la squadra in mano (spicca quel 30 di plus/minus) ed emana effluvi benefici anche su Hairston e Melli, Bourousis è devastante in tutte le zone del campo e i suoi primi 9’ sono uno show (16 punti, alla fine 36 di valutazione), infine dopo 33 giorni si rivede anche Gentile. Abbuffata Il match dura un

quarto e mezzo, quando Avellino riesce a ricucire sulle rotazioni di Scariolo a roster quasi completo (Radosevic fermo per un problema alla gamba si-

Ioannis Bourousis, 29 anni CIAM

nistra). Giusto il tempo (34-32 Armani) per godersi il talento puro di Lakovic poi comincia l’abbuffata milanese. Secondo tempo inesistente in cui c’è pane per tutti in casa Olimpia. «Un altro passo avanti — dice Scariolo —. Do valore a come abbiamo iniziato il match e a come, nel terzo quarto, lo abbiamo chiuso definitivamente. Altre volte in questi frangenti non eravamo stati impeccabili. Bene la difesa che avevamo preparato su Lakovic, sotto canestro, invece, viste le loro assenze, è stato come sparare sulla croce rossa. Gentile? Un buon rientro». Alza le braccia Cesare Pancotto: «Abbiamo affrontato Milano nel momento peggiore: hanno forza, qualità e sono in grande crescita. Abbiamo dato tutto, non posso rimproverare nulla ai miei: abbiamo tenuto fino a quando le forze hanno retto». 15 minuti Ovvero, si diceva, per

15 minuti. Il 2/2 iniziale di Biligha stuzzica Bourousis che annulla il giovane prospetto cresciuto a Casalpusterlengo. Il colosso greco porta, quasi da solo, Milano a +12 (25-13). Scariolo dà minuti alle seconde linee e Avellino si avvicina, poi quando Green e Bourousis tornano sulla tolda, sulle triple di Bremer e Fotsis e la zona dietro, comincia lo show. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGADUE A VIGEVANO

All Star: vince l’Ovest del Poz James e Battle le due stelle Vince l’Ovest allenato da Gianmarco Pozzecco l’All Star Game Eurobet di Legadue che ha riportato a Vigevano lo spettacolo del basket professionistico. Delroy James, di Ferentino, della Guyana con esperienze a Rhode Island e in D-League, è stato votato miglior giocatore della manifestazione mentre la gara delle schiacciate è stata vinta da Ryan Battle, play di 1.83 di Capo D’Orlando, che sta viaggiando a 17 punti di media nella sua prima stagione di Legadue, votato da una giuria che comprendeva anche Carlton Myers e Mario Boni. Una festa riuscita, sempre in bilico, dove le difese sono state lasciate a casa (l’Est ha tirato con l’82% da 2) ma che ha divertito i presenti.

Marigney e Callahan CIAM EST-OVEST 126-127 (29-32, 62-61; 99-94) EST CI VUOLE CUORE: Fernandez 5, Lawal 17, Jenkins 19, Giddens 26, Griffin 22, Frassineti 5, Garri 9, Pascolo, Ruzzier, Ghersetti 6, Roderick 8, Vitali 9. OVEST I LOVE LIFE: Mays 25, George 10, Benevelli 9, Battle 10, Ferrero 4, Poletti 6, Marigney 3, James 29, Martinoni 2, Callahan 26.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

PALLAVOLO SERIE A-1 : 17a GIORNATA PERUGIA BATTUTA 3-0 CAPITANO AZZURRO IN CAMPO

RAVENNA A TERRA

Macerata sorride in testa con Savani PERUGIA

Gundars Celitans ZANI

Alessandro Fei, 34 anni, attacca contro Wout Wijsmans, 35. Fei ha chiuso al 61% in attacco (14/23) TARANTINI

I super vecchietti del Piacenza zittiscono Cuneo GIAN LUCA PASINI PIACENZA

Si dice sempre che chi inizia bene è a metà dell'opera. Ma da ieri sera alla Bre Banca Lannutti Cuneo ne sono molto meno convinti: la squadra di Roberto Piazza inizia in fotocopia tutti i tre i parziali, avanti anche di 4 punti (soprattutto grazie al servizio), ma torna da Piacenza con molti più dubbi di quando era arrivata. Il terzo posto in classifica era e resta saldamente nelle mani di Piacenza (+5 punti su Cuneo) che davanti a 4000 persone mette in mostra un attacco importante e soprattutto una battuta devastante. Che impoverisce le soluzioni d'attacco del regista cuneese Nikola Grbic, sempre più solo appoggiato al solito Sokolov che alla fine va anche in affanno, quando ormai la partita aveva un solo padrone.

Vecchietti superstar Non così,

invece, per il trio dei «vecchietti» di Piacenza (Alessandro Fei, Hristo Zlatanov e Samuele Papi, oltre 110 anni in tre): sotto gli occhi di Mauro Berruto i tre sostengono un De Cecco, che come spiega Monti, serve molto meno del «previsto» il cubano Simon, ma costringe

PIACENZA CUNEO

3 0

(25-20, 25-22, 25-18) COPRA ELIOR PIACENZA: Holt 12, Fei 15, Zlatanov 11, Simon 6, De Cecco 1, Papi 9; Marra (L), Tencati. N.e. Latelli (L), Tavana, Corvetta, Maruotti, Vettori. All. Monti. BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Ngapeth 10, Sokolov 11, Antonov 8, Wijsmans 7, Kohut 3, Grbic 2; De Pandis (L), Marchisio (L), Rossi 1, Galliani, Della Lunga. N.e. Abdelaziz. All. Piazza. ARBITRI: Bartolini e Padoan. NOTE - Spettatori 3820, incasso 22.389. Durata set: 26’, 28’, 25’; totale 79'. Copra Elior: battute sbagliate 12, vincenti 6, muri 11, 2ª linea 14, errori 18; Bre Lannutti: b.s. 12, v. 4, m. 7, s.l. 11, e. 21. Trofeo Gazzetta: 6 Fei, 5 Holt, 4 De Cecco, 3 Papi, 2 Zlatanov, 1 Marra. Sul 20-19 del secondo set tecnico a Cuneo.

RAVENNA MODENA (19-25, 18-25, 22-25)

CMC RAVENNA: Zhukouski 1, Owens 2, Di Franco 5, Bellei 13, Zanuto 9, Mengozzi 8; Tabanelli (L); Psarras 1, Sirri 2, Moro. Ne: Radunovic, Mazzotti, Pelekoudas. All. Fresa. CASA MODENA: Sala 2, Celitans 20, Quesque 6, Vesely 6, Baranowicz 2, Deroo 13; Catellani (L), Donadio 1, Casadei 6, Piscopo. Ne: Manià, Pinelli, Kovacevic. All. Lorenzetti.

comunque il centrale avversario a un gran lavoro di marcatura su di lui. Forse anche per questo dal secondo set in avanti il muro di Cuneo funziona sempre meno a tutto vantaggio dell'attacco di Piacenza che ha in Fei (15 punti con il 61% in attacco) il martello più pericoloso. Muri piacentini Bene anche Zlatanov nonostante qualche acciacco fisico e Papi che ha siglato anche due muri. Fondamentale nel quale si è esaltato l'americano Maxwell Holt con 6 colpi vincenti. Piacenza nelle ultime 8 partite ha incassato 21 punti e una sola sconfitta (contro Macerata). Un ruolino che la fa essere ottimista: «Da qualche settimana è cambiato qualcosa - spiega Luca Monti, l’allenatore degli emiliani - anche quando andiamo sotto di qualche punto non ci viene l'ansia. Adesso il futuro è nelle nostre mani, dipende molto da noi quello che accadrà da qui alla fine della stagione».

NOTE - Spettatori 1800, incasso 15.000. Durata set: 25’, 27’, 32’; tot. 84’. Cmc: b.s. 10, v. 2, m. 5, s.l. 5, e 19. Casa Modena: b.s. 13, v 4, m. 5, s.l. 11, e. 18. Trofeo Gazzetta: 6 Celitans, 5 Deroo, 4 Baranowicz, 3 Vesely, 2 Mengozzi, 1 Bellei. FORLI’ Chi ha Celitans vince facile, chi non ce l’ha può solo illudersi nel secondo set, quando Di Franco lo mura spesso (realizzando lì tutti i suoi punti nel parziale) o nel terzo, perché la regia più ordinata di Psarras dà più continuità al gioco della Cmc. Casa Modena, comunque, una volta recuperato il suo opposto fatica molto relativamente ad imporsi, perché se attacca poco al centro, in compenso mette sempre in crisi la ricezione romagnola. Per tutto il resto, poi, c’è Celitans. Si parte a suon di break alternati ma la differenza iniziano a farla servizio e ricezione di Modena, che mettono in crisi la regia di Zhukouski. Così gli ospiti se ne vanno sull’8-13 con due ace consecutivi e non vengono più ripresi. Nel secondo Bellei viene intercettato dal muro emiliano con più continuità (5-8), ma Celitans subisce la stessa sorte e con un break di Di Franco la Cmc mette la freccia (11-9). Si arena però la ricezione ravennate con Owens e Zanuto e con un paio di errori di Bellei, Casa Modena ribalta ancora il set. Terzo set con nuovo regista per Ravenna: un break targato proprio Psarras e Sirri mette in crisi gli ospiti (11-10) . Non tutti, però, perché Celitans riparte, fa pentole (battuta) e coperchi (attacco) e ribalta il trend del set più combattuto (17-19), poi va anche a chiudere. Sandro Camerani

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A-2 DONNE URBINO ALL’ULTIMO URLO A GIAVENO

Taccuino

Chieri passa a Pesaro

A-1 DONNE

PESARO CHIERI

1 3

GIAVENO URBINO

2 3

(25-22, 16-25, 22-25, 24-26)

(23-25, 25-23, 29-27, 30-32, 12-15)

KGS ROBURSPORT PESARO: Signorile, Muresan 3, Chirichella 3, Moreno Pino 28, Tirozzi 13, Gibbemeyer 6; De Gennaro (L), Valpiani, Manzano 3, Dekani 2. N.e. Lestini. All. Pistola

BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Senkova 15, Dall'Ora 15, Togut 27, Donà 11, Kauffeldt 16, Dalia 3; Molinengo (L), Cecchetto, Murrey 2, Saccomani, Luciani. N.e: Pincerato. All. Napolitano.

DUCK FARM CHIERI TORINO: Vindevoghel 16, Borgogno 6, Fabris 17, Piccinini 16, Fernandez 14, Bechis 1; Sirressi (L), Zauri, Frigo, Ravetta. N.e. Gennari. All. Salvagni

CHATEAU D'AX URBINO: Dugandzic 12, Dall'Igna 3, Petrauskaite 28, Leggs 4, Van Hecke 25, Negrini 15; Croce (L), Santini 5, Angelelli. N.e: Crisanti, Partenio, Giombetti. All. Radogna.

ARBITRI: Gnani e Bellini NOTE – Spettatori 1220, incasso 3907. Durata set: 25’, 22’, 26’, 26’; tot. 99’. Kgs: b.s. 8, v. 1, m. 11, s.l. 7, e. 28; Duck Farm: b.s. 12, v. 2, m. 12, s.l. 10, e. 29. Trofeo Gazzetta: 6 Vinghevogel, 5 Fernandez, 4 Moreno Pino, 3 Fabris, 2 Bechis, 1 Piccinini. PESARO (Cam.Ca.) Chieri coglie il quarto risultato utile consecutivo. Si ferma a 4 la striscia vincente della Kgs. Pesaro non ha approfittato di un’avversaria indebolita dal mercato e ha retto solo con Moreno Pino e Dekani s’è infortunata alla caviglia destra. Sarà una settimana campale per Chieri che attende almeno il primo arretrato non ancora retribuito. “Basta bla bla bla, il nostro sogno non deve finire”, hanno scritto i tifosi.

0 3

ARBITRI: Zucca e Castagna

Battute e attacchi di Fei, Papi e Zlatanov (e i muri di Holt) non lasciano giocare Grbic DAL NOSTRO INVIATO

Ritorna Celitans Modena riparte

ARBITRI: Astengo e Florian. NOTE- Spettatori 1100. Durata set: 28’, 30’, 34’, 37’, 16’; tot. 145’. Banca Reale: battute sbagliate 7, vincenti 2, muri 12, errori 23. Chateau d’Ax: b.s. 12, v. 3, m. 8, e. 25. Trofeo Gazzetta: 6 Petrauskaite, 5 Togut, 4 Croce, 3 Van Hecke, 2 Senkova, 1 Kauffeldt. GIAVENO (To) (en.zam) – Partita bellissima a Giaveno, dove Urbino la spunta grazie ad una grande Petrauskaite che vince il duello a distanza con la Togut (i suoi 27 punti tutti in attacco). Le padrone di casa, nel quarto set, hanno fallito quattro match-point.

Sabato prossimo Chieri-Piacenza Così sabato i 2 anticipi: Foppapedretti Bergamo-Rebecchi Piacenza 1-3 (21-25, 25-22, 24-26, 22-25); Imoco Conegliano-Bologna 3-1 (25-20, 22-25, 25-23, 26-24). Riposavano: Villa Cortese, Yamamay Busto Arsizio, Classifica: Busto Arsizio 28; Bergamo 22; Piacenza 22; Chieri, Villa Cortese 19; Urbino, Conegliano 17; Pesaro 13; Giaveno 11; Bologna 3. Prossimo turno: sabato 9 febbraio ore 20.30 Busto Arsizio-Pesaro; Chieri-Piacenza; domenica 10, ore 18: Conegliano-Villa; Urbino-Bergamo. Riposano: Giaveno e Bologna. RIECCO LLOYD (m.b.l.) – A riposo forzato dallo scorso dicembre per via di due microfratture da stress, la palleggiatrice della Unendo Yamamay Carli Lloyd ha ottenuto

(m.s.) La partita vera è durata appena un set. Poi in campo c’è stata solo Macerata. Anche se la gioia più grande per Giuliani non è stata tanto la vittoria e nemmeno, forse, la conferma del primato in classifica. Quanto, piuttosto, l’aver ritrovato un Savani già protagonista dopo l’assenza di 92 giorni dall’infortunio alla caviglia sinistra. Il tecnico lo ha utilizzato con il contagocce (salutato all’ingresso nel primo set da un lungo applauso del pubblico) e quando lo ha gettato nella mischia nel terzo set (sul 18-8), l’azzurro ha ripagato della fiducia mettendo a terra quello splendido diagonale che ha regalato il punto finale del match. Le due squadre hanno dato spettacolo solo nel primo set, con la Sir che, trascinata da un determinato Vujevic (8 punti), era riuscita a rimontare lo svantaggio iniziale (7-12) e portarsi avanti nel finale (23-22). A tenere a galla Macerata ci hanno pensato Zaytsev (8 punti anche per lui) ed un Parodi chiamato agli straordinari in ricezione e sempre puntuale in attacco (6

RISULTATI TRENTO-LATINA

3-0 (sabato)

PERUGIA-MACERATA

0-3

PIACENZA-CUNEO

3-0

VIBO-CASTELLANA

0-3

VERONA-SAN GIUSTINO

0-3 (sabato)

RAVENNA-MODENA

0-3

CLASSIFICA

punti). Poi a decidere la frazione sono stati i due errori consecutivi di Tamburo e Daldello. Alla squadra di Kovac è tuttavia mancata la continuità e nella seconda frazione ha ceduto sin dall’avvio, nonostante l’inserimento di una nuova diagonale, con Edgar e Van Harskamp. Ma con Travica insuperabile a muro e con Henno praticamente perfetto in seconda linea, la supremazia Lube non è stata messa in dubbio, sino al punto decisivo di Stankovic. Nel terzo set poi Kovac ha messo dentro anche Schwarz, ma senza alcun profitto. PERUGIA-MACERATA

0-3

(30-32, 22-25, 15-25) SIR SAFETY PERUGIA: Daldello, Vujevic 17, Tomassetti 7, Tamburo 9, Petric 8, Semenzato 3; Giovi (L), Schwarz 1, Van Harskamp, Edgar 1. N.e. Alletti, Van Rekom, Pochini (L). All. Kovac LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Parodi 12, Stankovic 8, Zaytsev 17, Kooy 8, Podrascanin 9, Travica 4; Henno (L), Savani 2, Pajenk 3. N.e. Monopoli, Randazzo, Starovic, Lampariello (L). All. Giuliani ARBITRI: Braico e Cipolla NOTE - Spettatori 3500, incasso 5500. Durata set 40’, 26', 23’: tot. 89’. Sir Safety: b.s. 8, v. 2, m. 3, s.l. 1, e. 19. Lube: b.s. 14 , v. 3 , m. 15, s.l. 3, e. 22. Trofeo Gazzetta: 6 Parodi, 5 Zaytsev, 4 Travica, 3 Stankovic, 2 Vujevic, 1 Savani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VIBO CASTELLANA

0 3

(15-25, 22-25, 21-25) TONNO CALLIPO VIBO: Urnaut 12, Buti 1, Klapwijk 3, Kaliberda 6, Forni 8, Coscione 2; Farina (L), Cortellazzi, Barone 3, Rocamora 2, Badawy 2, Lavia 1. N.e. Montesanti. All. Blengini

MACERATA

41 17 13 4 46 18

TRENTO

40 17 14 3 45 15

BCC-NEP CASTELLANA GROTTE: A. Ferreira 12, Yosifov 8, Falaschi 1, Casoli 8, Cester 10, Sabbi 16; Paparoni (L); Dolfo. N.e. Elia, Menzel, Krumins, M. Ferreira, Ricciardiello. All. Gulinelli

PIACENZA

37 17 12 5 40 21

ARBITRI: Boris e Balboni

CUNEO

32 17 11

MODENA

30 17 10

7 36 28

PERUGIA

27 17

9

8 32 32

LATINA

25 17

9

8 32 32

VIBO

23 17

8

9 27 31

CASTELLANA 20 17

7

10 27 35

SAN GIUSTINO

16 17

5 12 24 38

VERONA

8

17

2 15 14 47

RAVENNA

7

17

2 15 11 46

SQUADRE

PT

G

V

P

SV SP

6 33 24

PROSSIMO TURNO Domenica 10 febbraio MACERATA-TRENTO CUNEO-VERONA CASTELLANA-PIACENZA LATINA-RAVENNA SAN GIUSTINO-VIBO MODENA-PERUGIA (sabato 9)

dai medici italiani e statunitensi l’atteso via libera per ritornare ad allenarsi a pieno regime.

NOTE - Spettatori 1200, incasso 4352. Durata set: 23’, 29’, 29’; tot. 81’. Callipo: b.s. 12, v. 4, m. 6, s.l. 8, e. 24. Bcc Nep: b.s. 9, b.v. 4, m. 10, s.l. 12, e. 19.Trofeo Gazzetta: 6 Sabbi, 5 Falaschi, 4 Cester, 3 Ferreira, 2 Yosifov, 1 Casoli VIBO VALENTIA Terza vittoria di fila per Castellana che annichilisce una brutta Callipo e si aggiudica il derby del Sud. Serata da incorniciare per gli uomini di Gulinelli che si conferma un tabù per Vibo. Il tecnico vince l'ennesima sfida con la sua ex squadra. Partenza sprint per i pugliesi che con Ferreira in battuta (3 ace) si portano subito 8-0. Vibo resta negli spogliatoi. Blengini prova cambiando tutto il sestetto e facendo esordire il diciottenne Lavia. Ma non basta, fino alla fine. Furibondo il patron Pippo Callipo: «Questi giocatori non meritano di stare a Vibo. Tutti, nessuno escluso, hanno mortificato il pubblico e il nostro palazzetto con un atteggiamento davvero vergognoso». Mimmo Famularo

tenza Picena 14; Matera 12; Loreto 9.

A-2 DONNE SERIE A-2 UOMINI

Città di Castello vola (f.c.) Città di Castello (Van Walle 23, Fromm 19) passa a Monza e, approfittando della sosta di Sora e della sconfitta di Molfetta a Brolo, fa il vuoto. Così la 6˚ di ritorno: Padova-Reggio Emilia 3-1 (21-25, 25-17, 25-20, 25-20); Corigliano-Potenza Picena 3-0 (28-26, 25-22, 25-22); Monza-Città di Castello 1-3 (23-25, 25-23, 22-25, 22-25); Brolo-Molfetta 3-2 (21-25, 20-25, 25-20, 25-21, 15-12); Loreto-Atripalda 0-3 (24-26, 18-25, 21-25); Ortona-Coserplast Matera 3-0 (25-18, 27-25, 25-22). Riposa: Globo Sora. Classifica: Città di Castello 47; Molfetta 37; Sora 36; Atripalda 35; Monza, Corigliano 29; Padova 28; Ortona 27; Reggio Emilia 23; Brolo 16; Po-

Casalmaggiore cade (m.l.) Novara vola. Cade Casalmaggiore, Ornavasso è seconda. Così la 16ª: Marsala- Pavia 0-3 (18-25, 13-25, 22-25); Sala Consilina-Casalmaggiore 3-2 (25-19, 18-25, 23-25, 25-15, 15-13); T.Verdiane-Soverato 3-2 (25-21, 18-25, 25-20, 30-32, 15-5); San Casciano-Novara 2-3 (23-25, 22-25, 25-19, 25-23, 11-15); Ornavasso-San Vito 3-1 (25-23, 25-13, 18-25, 25-14); Mazzano-Crovegli 2-3 (17-25, 19-25, 25-16, 25-21, 11-15); Frosinone-Montichiari 3-2 (19-25, 25-14, 25-19, 23-25, 16-14). Classifica: Novara 41; Ornavasso 39; Casalmaggiore 38; Frosinone 29; Pavia 27; Mazzano, Soverato 23; Sala C, Montichiari 22; Crovegli, San Casciano 20; Fontanellato 17; San Vito 8; Marsala 7.

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

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SCI MONDIALI DI SCHLADMING l’Analisi

Matteo Marsaglia è nato a Roma il 5 ottobre 1985. Vive a Sansicario. Ha vinto il 1˚ dicembre in Coppa del Mondo: il superG di Beaver Creek

di PIERANGELO MOLINARO

Tutta l’Austria mobilitata Hirscher è il loro Baggio

Marsaglia, super Italjet «Merito della ginnastica» Matteo, un romano tra surf, paracadute e amore per il caldo: «Sono uno sciatore atipico, mi prendono in giro per la tranquillità» DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI SCHLADMING (Aut)

Un romano ai Mondiali. Battuta pronta e interruttore che si è acceso quest’anno, a 27 anni, dopo stagioni a sentirsi dire che era una promessa. Matteo Marsaglia è l’emergente dell’anno tra i velocisti azzurri. Primo a Beaver Creek, sul podio in Gardena, ambizioso sulla pista mondiale dove l’anno scorso (finali di Coppa) fu 4˚ in superG.

dato qualcosa di più l’allenamento a Copper Mountain, prima delle gare americane: giri da 1’40" su una pista vera». Cosa ruberebbe ai compagni?

«Qualche chilo da Domme (ride): no, di Paris vorrei la sensibilità dei piedi nei tratti facili. E’ uno dei migliori al mondo perché ha mantenuto le doti di scorrevolezza e ha raffinato la tecnica. Mi piacerebbe imitarlo, quando vedo che prendo distacchi in quei pezzi in cui non c’è niente da fare».

Che è successo?

La velocità è degli spericolati?

«E’ stato un crescendo. Prima ho cercato di bruciare le tappe, mi sono preso qualche rischio di troppo e l’ho pagato sulle mie ossa».

«A me sono servite le doti acrobatiche che ho imparato da bambino con la ginnastica artistica. Spericolato sono sempre stato, anche se i miei mi hanno sempre frenato. Adesso mi piace fare surf e vorrei prendere il brevetto da paracadutista».

Riassunto della crescita?

«Il primo anno meglio in superG. La stagione scorsa sono stato regolare nei 15, quest’anno volevo finire nei primi 7 ed è iniziata meglio delle aspettative. Nelle ultime non mi è stata tanta gente davanti. Ho capito che senza inventarmi niente di strano valgo un posto là davanti. Spero di ricordarmelo». Perché l’Italia della velocità è così forte?

«La sfida stimola. Ti rendi conto che non sei lontano da chi ha già vinto e questo aiuta in gara». Ma quest’anno che cosa è scattato?

«E’ il lavoro di anni. A me ha

Come vanno le lezioni di chitarra con Paris?

«Ho appena cominciato, gli insegnanti sono lui e Federico Tieghi, l’osteopata. Per suonare in spiaggia davanti al falò mi basteranno un paio di accordi». Dura crescere con un papà allenatore?

«Da fuori puoi vedere qualche papà agitato, ossessivo. Ma se c’è una persona che non ci ha mai messo mai pressione è stato proprio mio papà. Anche trasferirsi in montagna a sciare è stata una scelta di noi figli, perché era quello che volevamo fare».

la guida Oggi inaugurazione Domani superG donne Tutto in diretta tv Oggi inaugurazione alle 18.30: questo il programma dei Mondiali di Schladming e le probabili squadre azzurre. Ogni nazione ufficializza la squadra 24 ore prima della gara. DOMANI SuperG donne (ore 11). Italia: Merighetti, E. Curtoni, N. Fanchini, Goggia. MERCOLEDI’ SuperG maschile (ore 11). Italia: Innerhofer, Heel, Marsaglia, Fill, Klotz. VENERDI’ Supercombinata donne (discesa ore 10, slalom 14). Italia: Merighetti, E. Curtoni, Goggia, E. Fanchini. SABATO Discesa maschile (ore 11). Italia: Paris, Innerhofer, Heel, Fill.

DOMENICA Discesa donne (ore 11). Italia: Merighetti, E. Curtoni, E. Fanchini, Goggia. LUNEDI’ 11 Supercombinata uomini (discesa ore 12, slalom 18.15). Italia: Fill, Innerhofer, Klotz, Paris. MARTEDI’ 12 Team Event (ore 17). Italia: Deville, M. Moelgg, Simoncelli; Costazza, E. e I. Curtoni. GIOVEDI’ 14 Gigante donne (ore 10/13.30). Italia: I. Curtoni, Karbon, Moelgg, Azzola. VENERDI’ 15 Gigante maschile (ore 10.30). Italia: Blardone, Simoncelli, Moelgg, Marsaglia. SABATO 16 Slalom donne (ore 10/13.30). Italia I. Curtoni, Costazza, Azzola, Moelgg. DOMENICA 17 Slalom maschile (ore 10/13.30). Italia: Gross, Moelgg, Razzoli, Thaler. TV Dirette RaiSport 1 ed Eurosport.

Dopo tanti anni lontano cosa le è rimasto di Roma?

«Sono in una squadra di altoatesini che mi prendono in giro, dicono che sono ritardatario, troppo tranquillo. E poi mi è rimasta la passione per il caldo, per il mare». Quindi ha sbagliato sport.

«Non ho ancora capito perché l’ho scelto. Dormirei fino alle 11, scierei solo quando c’è il sole, temperatura minima -5. Sono uno sciatore atipico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

GOSSIP: C’E’ WOODS?

Vonn con i gorilla Può mancare il gossip ai Mondiali? No, così i paparazzi sono già al lavoro. Obiettivo Lindsey Vonn, che a Schladming, vista la sua popolarità, sarà difesa dai gorilla messi a sua disposizione dalla Red Bull. Arriva il presunto fidanzato Tiger Wodds? «O mio Dio, non ne so niente», ribadisce la statunitense.

Sembra che Schladming non abbia un gran rapporto con il Padreterno. Perché ogni volta che è sede mondiale sono drammi per il clima. Nel 1982 la rassegna iridata rischiò addirittura di annegare nella pioggia ed il programma fu rivoluzionato. Ora nevica, le piste sono pronte, ma sotto il manto fresco. Ieri ben 500 addetti hanno lavorato duramente per liberarle perché stasera alle 18.30 è in programma la cerimonia di apertura. Ma nella notte, è prevista altra neve. In Austria è davvero un evento che coinvolge tutta la nazione, l’attuale numero uno della squadra Marcel Hirscher, in vetta alla Coppa del Mondo, già ieri era sulle prime pagine di quasi tutti i giornali. E’ il loro Baggio, il loro Balotelli. Il via Domani si comincia con il superG femminile (ore 11). In queste due settimane (si chiude il 17 febbraio) saranno complessivamente in gara 609 atleti (356 uomini e 253 donne) di 72 paesi. Sono attesi in 14 giorni di gare 320.000 spettatori e già sono stati venduti 180.000. La popolazione di Schladming, che vanta 4500 residente, sarà in ognuno di questi giorni di 32.000 persone. Azzurri L’Italia fa paura. Hirscher difenderà l’orgoglio

austriaco in slalom e gigante, ma brucia il fatto che dopo tanti anni non ci siano atleti locali fra i favoriti nella velocità. Kroell e Reichelt possono salire sul podio, ma ieri Puchner alla radio nazionale diceva in sincerità: «In discesa se Innerhofer e Paris non sbagliano sarà dura essere più veloci». D’altra parte i due azzurri hanno vinto quattro discese su 6 disputate, hanno qualcosa in più e a frenarli potrebbe essere solo la neve troppo soffice. Allenamenti Ieri Innerhofer (campione uscente di superG) è tornato in squadra dopo l’influenza e si allenato a Tarvisio su un superG facile insieme ai finlandesi Romar e Sandell. I suoi compagni (Hell, Paris, Fill, Klotz e Marsaglia) si sono invece allenati in gigante. Oggi superG per tutti, e nel pomeriggio partenza per Schladming (2 ore di viaggio). Con la Maze Le ragazze invece, vista l’impossibilità di lavorare in superG per la troppa neve sulla pista dei Monti Lussari, hanno anticipato ieri l’arrivo nella località mondiale e si sono allenate, con la Maze, la Vonn e molte altre sulla pista di Haus im Ennstal, a 5 km dal teatro di gara.

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Atletica CROSS: DOPO IL CAMPACCIO, L’ETIOPE SI PRENDE ANCHE LA CINQUE MULINI

Salto RECORD DI VITTORIE IN COPPA

Edris, è un cappotto italiano

Schlierenzauer fa 48 Sorpasso a Nykanen

DAL NOSTRO INVIATO

FAUSTO NARDUCCI SAN VITTORE OLONA (Milano)

C’è un cross di antico blasone che con un budget risicato cerca di sopravvivere in attesa di tempi migliori e per l’81ª edizione deve accontentarsi, giocoforza, di puntare al record di partecipanti complessivi (2500). Poi c’è un giovane etiope di talento, Muktar Edris, che almeno secondo l’anagrafe ha compiuto 19 anni lo scorso 14 gennaio e ha deciso di vincere tutte le corse italiane in vista dei Trials etiopi iridati di cross domenica ad Addis Abeba. Da questi comuni interessi ieri sui campi di San Vittore Olona spezzati dal vento è venuta fuori una Cinque Mulini che ha salvato lo spettacolo grazie alla sfida fra quattro africani decisa all’ultimo chilometro dal favorito, che ha vinto la resistenza del keniano Albert Rop, battistrada per i primi 9 chilometri. Sorpasso Edris, iridato juniores dei 5000 e autore l’anno scorso a Parigi di un probante 13’04", ha completato così la sua campagna d’Italia che comprendeva già Castelbuono, Trento, Campaccio e Vallagarina e il secondo posto di Trento dietro Merga. «Il Campaccio mi è sembrato più duro — ha spiegato —. Ho accetta-

to all’ultimo momento quest’ultimo test prima dei Trials. Sapevo che Rop potevo batterlo in volata, non per niente il mio idolo è Gebrselassie». La sua vittoria permette all’Etiopia di superare (13-12) il Kenya nell’albo d’oro della corsa. E la supremazia è stata confermata anche in campo femminile dove la Afera Godfay, spedita dalla sua federazione in sostituzione dell’infortunata Gebru, si è rifatta dei secondi posti di Bolzano e del Campaccio.

Italiani In assenza dei nostri migliori, l’onore azzurro è stato salvato dagli italiani di seconda generazione. Ha cominciato come previsto Svetlana Reina commovente per come ha conquistato il settimo posto assoluto in un’arrischiata gara mista allievi. Ma poi è piaciuto lo junior Lukas Maguhe Manyika, tanzaniano trapiantato a 8 anni a Pontoglio (Bs). Solo un intoppo burocratico gli ha impedito di gareggiare nella coppa Campioni col Cento Torri Pavia in Spagna. Sorprendente anche Touria Sami-

Lalli trionfa in Spagna: Fiamme Gialle seconde A Castellon (Spa), in Coppa Campioni, Andrea Lalli vince e porta le Fiamme Gialle al 2˚ posto. Tra le donne, Ejjafini 6ª, ed Esercito 4˚. Uomini: 1. Lalli 29’02"; 2. Lamdasem (Spa) 29’05"; 8. Nasti 29’31"; 11. De Nard 29’39"; 29. Gualdi 30’34". Squadre: 1. Bikila (Spa) 27; 2. Fiamme Gialle 27. Donne: 1. Hiwot (Eti) 18’56"; 6. Ejjafini 19’32"; 16. Romagnolo 20’06"; 20. Rinicella 20’20", 24. Soufyane 20’28"; 27. Francario 20’33". Squadre: 1. Mosca 28; 4. Esercito 66.

L’etiope Muktar Edris, 19 anni, in un passaggio del percorso COLOMBO

Ippica IL GP DI IERI E IL SIT-IN DI PROTESTA PRIMA DELLA PARTITA

Coppa a Sochi Doppia Fontana

Geox, da Torino a St Moritz San Siro, cavalli dal Milan

Uomini. 500 (II): 1. Wu Dajing (Cina); 2. Yu Jiyang (Cina); 3. Grigorev (Rus); 9. Dotti; 29. Cassinelli. 1000: 1. C. Hamelin (Can); 2. Elistratov (Rus); 3. Celski (Usa); 19. Confortola; 23. Lobello; 29. Viscardi. Staffetta: 1. Russia; 2. Olanda; 3. Cina; Italia sq. Donne. 500 (II): 1. Fan Kexin (Cina); 2. Fontana; 3. Waddell (Can); 17. M. Valcepina; 20. Viviani. 1000: 1. Park Seung-Hi (S.Cor); 2. Christie (Gb); 3. Shim Suk Hee (S.Cor); 20. Maffei; 25. Tota. Staffetta: 1. Cina; 2. Canada; 3. Italia.

Arianna Fontana, 22, valtellinese

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Seniores U (km 10): 1. Edris (Eti) 30’08"; 2. Rop (Ken) 30’09"; 3. Rotich (Ken) 30’41"; 6. Turroni 32’04"; 7. M. Dematteis 32’20"; 8. El Mounim 32’26"; 9. Buttazzo 32’30". Seniores/Juniores D (km 6): 1. Godfay (Eti) 21’56"; 2. Kales (Ken) 22’12"; 3. Samiri 22’45"; 4. Roffino 23’03"; 5. Bonessi 23’28"; 6. Santini 23’34"; 7. Del Buono 24’01" (prima junior); 8. Cova 24’11". Juniores U (km 8): 1. Manyika 28’06". Allievi U (km 4): 1. Imberciadori 15’11". Allievi D (km 4): 1. Reina 16’15".

COPPA CAMPIONI

Ghiaccio SHORT TRACK: 2 PODI

A Sochi, sul ghiaccio che tra un anno ospiterà l’Olimpiade, nella terza e ultima giornata della quinta tappa della Coppa del Mondo di short track, come già sabato, prestigioso secondo posto di Arianna Fontana nei 500, miglior risultato azzurro stagionale. La valtellinese in finale (44"629) è nuovamente preceduta da una cinese, Fan Kexin (44"195) e ora è quinta nella classifica di specialità. E’ podio anche per la staffetta azzurra (insieme alla Fontana, Cecilia Maffei, Martina Valcepina ed Elena Viviani): l’Italia, in finale, cade a 12 giri dal termine, ma grazie alla successiva squalifica della Sud Corea, si ritrova ottima terza.

ri, algerina trapiantata dai 6 anni a Pescara e italiana da 4. A 24 anni sogna la maglia azzurra, alla sua portata.

Atletica Howe, due nulli al rientro nel lungo Al rientro nel lungo ad Ancona, Andrew Howe prova due salti (nulli), poi si ferma per precauzione. Emanuele Catania a 7.96, personale migliorato di 9 cm e pass per gli Euroindoor di Goteborg (Sve, 1-3 marzo). Sui 400 vince Maria Enrica Spacca con 53"45, su Bazzoni (53"91) e Bonfanti 54"14. Gara uomini ad Haliti in 47"38. Nei 60 vince Tomasicchio in 6"75; tra le donne miglior crono di Maria Aurora Salvagno in batteria (7"50). Finale alla Ekeh (7"60; b. 7"59). USA INDOOR (si.g.) Nuovo primato mondiale jr dei 3000 metri a Boston, dove l’etiope Hagos Gebrhiwet con 7’32"87 (mpm ’13) ha messo in fila i favoriti Rupp (7’33"67) e il connazionale Gebremeskel (7’43"32). Deludente esordio di Libania Grenot, ultima nei 400 in 56"49. BARSHIM SUPER (si.g.) Nel meeting indoor di Mosca (Rus), 2.37 in alto al primo tentativo per Mutaz Essa Barshim (Qat), mpm ’13.

La vittoria di Geox a Torino DE NARDIN ENRICO LANDONI

E’ stata la prima classica di S. Siro, vinta da Coriolanus nel dicembre 1925, un mese dopo l’inaugurazione del trotter milanese. La sua chiusura ne ha causato quest’anno il trasferimento a Torino, senza però sradicare le sue radici ambrosiane. A vincere l’ex Premio Inverno, intitolato alla memoria di Ettore e Mario Barbetta, è stato infatti il milanesissimo Pietro Gubellini, grazie all’inossidabile Geox, che, a dispetto della maratona parigina al montato di sette giorni fa, è apparso quanto mai brillante. Gli sono bastati infatti 1200 metri per rilevare Lady Diana Rosso al comando e fare quindi il vuoto, che solo Libeccio e Martina Grif alla fine sono riusciti almeno parzialmente a colmare. Per la premiata ditta Gubellini-Geox è ora imminente una nuova sortita all’estero. Pippo punta dritto infatti al White Turf, in programma a Saint Moritz, nella splendida corni-

Cavallo davanti al pullman del Milan

ce del lago ghiacciato, il prossimo 17 febbraio, giorno del Locatelli, che perde così due attesissimi protagonisti. Non poteva essere diversamente, d’altro canto, vista la crisi dell’ippica italiana. A denunciarne la gravità sono stati ieri sera alcuni operatori milanesi, che, con due cavalli e diversi striscioni, hanno bloccato per alcuni minuti di fronte allo stadio il pullman del Milan, in arrivo per la partita con l’Udinese, riuscendo così, sia pure per pochi istanti, a rubare la scena a Balotelli. Pr. Barbetta - m 2620: 1 Geox (P. Gubellini) 1.14.1; 2 Libeccio Grif; 3 Martina Grif; 4 Lotar Bi; Tot.: 2,04; 1,63, 2,64, 4,17 (12,37). Trio: 23,56. LOVER 3ª AL MONTATO Splendido terzo posto ieri a Vincennes per Lover Power (J. Raffestin) nel Prix de l’Ile-de France (m 2100) vinto in 1.11.5 da Singalo (D. Thomain) che aveva già vinto il Cornulier. Di recente altri due italiani erano finiti terzi in prove di gruppo 1 al montato: Ismos Fp in questa corsa nel 2010 e La Dany Bar nel Calvados 2011. OGGI QUINTÉ A TARANTO AL Paolo Vi (inizio convegno alle 15) scegliamo Oxygen Dany (17), Ossiacanto Jet (15), Nationalityst (14), Omar d’Ete (7), Nettuno Fp (11) e Lampo Bybo (13). SI CORRE ANCHE Trotto: Palermo (15.05). Galoppo: Albenga (15.10).

Badminton TRICOLORI (m.l.) Conclusi i tricolori a Milano con le conferme Greco e Allegrini. Finali. Singolo U: Greco b. Mondavio 21-10, 21-19. Singolo D: Allegrini b. Gruber 21-4, 21-8. Doppio U: Maddaloni-Galeani b. Traina-Greco 21-17, 21-12. Doppio D: Punter-Strobl b. Delueg-Kofler 9-21, 21-19, 21-18. Doppio misto: Allegrini-Galeani b. Izzo-Chepurnova 18-21, 21-11, 21-11.

Boxe Il fratello: «Ali è moribondo» Le condizioni di salute di Muhammad Ali sarebbero disperate. Parole del fratello Rahman, secondo il quale l’ex campione dei massimi non è più in grado di parlare e non lo riconosce più. «Sta malissimo. È molto malato — ha dichiarato al Sun on Sunday — potrebbero durare mesi, o forse giorni. Non penso che arriverà all’estate». L’ultima apparizione pubblica di Ali, in cui era visibile la sua estrema fragilità, risale allo scorso luglio, alla cerimonia di inaugurazione dell’Olimpiade. EUROPEI (r.g.) Due nuovi campioni d’Europa. Nei medi (vacante) ad Aulnay-sur-Bois (Fra) l’ucraino Maksym Bursak (26-1-1) batte ko3 il locale Marie Sainte (34-3). A Berlino,) il mediomassimo tedesco Juergen Braehmer (39-2) spodesta Eduard Gutknecht (24-2) p.12.

Golf Manassero è 12˚ Matteo Manassero, 12˚ con 275 (66 71 70 68, -13), e Lorenzo Gagli, 15˚ con 276 (68 71 69 68, -12) chiudono bene il Desert Classic (European Tour) a Dubai; Alessandro Tadini è 52˚ con 283 (70 71 71 71, -5). Secondo titolo in carriera dopo 8 anni per lo scozzese Stephen Gallacher (266 – 63 70 62 71, -22)

(c.r.) A 23 anni e 27 giorni Gregor Schlierenzauer è arrivato al top del salto con gli sci: l’austriaco alle 11.35 di Harrachov, in R.Ceca, ha ottenuto il 47˚ successo (per appena 3 centesimi sullo sloveno Kranjec) in carriera diventando così il saltatore più vincente di Coppa del Mondo (staccato il finlnadese Nykanen): «È incredibilmente bello. Ora posso dirlo: Sono una leggenda. Io mi godo la mia vita da primatista». Il primo successo l’aveva ottenuto 74 mesi fa, il 3 dicembre 2006 a Lillehammer. Il primato di Matti Nykanen è durato 24 anni: il finlandese ottenne 46 vittorie, l’ultima risale al 1˚ gennaio ’89 a Garmisch. Il 10 febbraio ’91 ai Mondiali di Val di Fiemme, si ritirò dopo 11 anni con un 50˚ posto dal grande trampolino. Fame Il fuoriclasse di Fulpmes

(4200 abitanti vicino Innsbruck) sottolinea: «Sento ancora fame, voglio ciò che manca ancora, l’oro olimpico individuale? Quante vittorie in Coppa? Non penso alla cifra, ma ne voglio ancora. Tutto quello arriverà, sarà per la mia galleria privata...» a proposito di foto. Nel pomeriggio, sempre per i Voli, a causa del vento, Schlierenzauer ha vinto la 48ª con una sola manche. L’austriaco è il primo saltatore a vincere 2 gare di Cop-

sul sudafricano Richard Sterne (269 – 62 70 66 71, -19) e sul cileno Felipe Aquilar a 271 (-17). Manassero e Gagli hanno segnato 68 (-4) colpi, il primo con un eagle, 4 birdie e 2 bogey, il fiorentino con quattro birdie.

Nuoto TRICOLORI SINCRO (al.f.) Assegnati gli ultimi titoli ai tricolori di sincronizzato a Verona. Solo: 1. Cerruti 89.000;?2. Flamini 86.500; 3. Callegari 85.625. Squadra: 1. Fiamme Oro 85.875; 2. Savona 83.875; 3. Busto Nuoto 82.125. Classifica società: 1. Fiamme Oro 752.000.

Pallanuoto WORLD LEAGUE Completata la quarta giornata. Gir. A: Montenegro-Croazia 6-5, Turchia-Grecia 4-15. Class.: Montenegro 12; Croazia, Grecia 6; Turchia 0. Gir. B: Serbia-Germania 13-4. Class.: Serbia 9; Spagna 2; Germania 1.

Scherma COPPA DEL MONDO Giulia Rizzi, ottava, è la migliore azzurra nella tappa di Coppa del Mondo di spada a Budapest (Ung). Nei quarti è stata battuta 11-10 dall’ucraina Shemyakina, poi vincitrice. Stop negli ottavi per Fiamingo, Boscarelli e Briasco. Finale: Shemyakina (Ucr) b. Sivkova (Rus) 15-11. Semifinali: Shemyakina (Ucr) b. Coquin (Fra) 15-10; Sivkova (Rus) b. Branza (Rom) 7-6. Quarti: Shemyakina (Ucr) b. Rizzi 11-10. Ottavi: Rizzi b. Szasz (Ung) 14-13; Besbes (Tun) b. Boscarelli 15-13; Coquin (Fra) b. Briasco 15-6; Kolobova (Rus) b. Fiamingo 15-10. Sedicesimi: Boscarelli b. Del Carretto 15-9; Sivkova (Rus) b. Quondamcarlo 15-10.

Sport invernali Sprint fondo: Italia 8ª A Sochi, per la sprint a coppie classica di Coppa del Mondo di fondo, test pre olimpico, gli azzurri Noeckler e Pellegrino chiudono ottavi davanti Fabio Pasini e Scola. Vincono i russi, e tra le donne la Finlandia. Ultima di Coppa prima dei Mondiali fiemmesi il 16-17 febbraio a Davos. Sprint tc coppie (6c1.8 km). Uomini: Japarov-Vylegzhanin (Rus) 24’12"38; 2. T.Peterson-Joensson (Sve) a 18"44; 3. Teichmann-Angerer (Ger) a 20"53; 4. Petukhov-Kriukov (Rus) a 28"08; 8. NOECKLER-PELLEGRINO a 47"94; 9. F.PASINI-SCOLA a 1’14"17. Donne: 1. Malvalehto-Kylloenen (Fin) 17’06"95; 2. Ivanova-Matveeva (Rus) a 5"52; 3. Jones-Gaizova (Can) a 5"58; 4. Jacobsen-Brun Lie (Nor) a 7"20; 17. LAURENT-VUERICH a 1’54"44.

Mondiali slittino Trionfo tedesco La Germania chiude i Mondiali d Whistler con 4 ori e 7 podi su 9: ieri trionfo di Geisenberger tra le donne, con Huefner argento (Gasparini 17ª), e della staffetta (Italia 6ª). Donne: 1. Geisenberger (Ger) 1’13"428 (36"688/1˚+36"740/1˚); 2. Huefner (Ger) a 0"106 (2˚+2˚); 3. Gough (Can) a 0"118 (3˚+3˚); 17. GASPARINI a 0"768

Gregor Schlierenzauer, 23 anni

pa del Mondo in un giorno. Bravi anche gli azzurri: 18˚ Colloredo, 26˚ Bresadola. (hs-205). 1ª gara: 1. Schlierenzauer (Aut) 421.7 p. (193.5 + 211 m); 2. Kranjec (Slo) 421.4 (197 + 204); 3. Matura (Cze) 389.1 (206,5 + 183.5); 4. Stjernen (Nor) 381.3); 5. Prevc (Slo) 380.4; 18. COLLOREDO 332.3 (193.5 + 167); 35. BRESADOLA 162.2 (178.5). 2ª gara (1 manche): 1. Schlierenzauer (Aut) 191,8 (197,5 m); 2. Matura (Cze) 187,2 (194,5); 3. Tepes (Slo) 186,1 (193,5); 4. Kranjec (Slo) 183,3 (194); 10. COLLOREDO 158,3 (168,5); 26. BRESADOLA 137,0 (162); 33. MORASSI 123,0 (148,5). CdM (19/28): 1. Schlierenzauer 1200; 2. Bardal (Nor) 757; 3. Freund (Ger) 656; 4. Jacobsen (Nor) 642; Stoch (Pol) 601; 37. COLLOREDO 77; 72. BRESADOLA 5; 73. MORASSI 4.

(37"081/17˚+37"115/19˚). Staffetta: 1. Germania (Geisenberger/Loch/Wendl-Arlt) 2’03"826; 2. Canada (Gough/Edney/Walker-Snith) a 0"446; 3. Lettonia (Tiruma/Kivlenieks/A.Sics-J.Sics) a 1"028; 6. ITALIA (Gasparini/D.Fischnaller/Oberstolz-Gruber) a 1"328. MONDIALI BOB Simone Bertazzo 18˚ nel bob a 4 che ha chiuso i Mondiali di St Moritz (Svi): titolo al tedesco Maximilian Arndt. Bob a 4: 1. Germania (Arndt-Huebenbecker-Roediger-Putze) 4’20"67; 2. Zubkov (Rus) a 0"47; 3. Holcomb (Usa) a 0"59; 18. ITALIA 1 (Bertazzo-Fontana-Ughi-Costa) a 2"14; 27. ITALIA 2 (Gschnitzer-Zanarotto-Pagin-Frullani). GOBBE DOPPIE Così nelle gobbe doppie di Coppa del Mondo a Deer Valley (Usa). Uomini: 1. Bilodeau (Can); 2. Deneen (Usa); 3. Wilson (Usa); 19. MATIZ. Donne: 1. Kearney (Usa); 2. J. Dufour-Lapointe (Can); 3. Galysheva (Kaz); 35. BERTONCINI. SALTO DONNE Così a Sochi per la Coppa del Mondo di salto donne. Hs-100: 1. Seifriedsberger (Aut) 245.7 (94-93); 2. Sagen (Nor) 241 (93-99); 3. Hendrickson (Usa) 240.2 (93.5-87.5); 4. Rogelj (Slo) 233 (93-97.5); 12. E.RUNGGALDIER 212.2 (89.5 + 88); 13. INSAM 208 (87.5 + 85); 34. MALSINER 84.3; 36. D’AGOSTINA 80.5. CdM: 1. Takanashi (Gia) 737; 2. Hendrickson (Usa) 597; 3. Mattel (Fra) 593; 7. INSAM 330. COMBINATA A SQUADRE Così la prova a squadre di Coppa del Mondo di combinata nordica a Sochi: 1. Germania 51’23"3 (1); 2. Francia a 2"7 (3); 3. Austria a 9"3 (2); 9. ITALIA (Bauer, L.Runggaldier, Costa, M.Runggaldier) a 4’25"1.

Tennis IN THAILANDIA A Pattaya (Thai, 235.000 $, cemento) primo successo dal 2008 della russa Kirilenko. Finale: Kirilenko (Rus) b. Lisicki (Ger) 5-7 6-1 7-6 (1).

Vela COPPA AMERICA (r.ra.) Tornerà in mare oggi a San Francisco l’AC72 del team Oracle. Il catamarano statunitense che si era seriamente danneggiato nel corso della scuffia del 16 ottobre è stato sottoposto a una lunga serie di lavori di ristrutturazione, la vela rigida invece era andata completamente distrutta e quindi è stato necessario costruirne una nuova. CLASSI OLIMPICHE (r.ra.) Giulia Conti e Francesca Clapcich hanno chiuso 5˚ nel 49er FX la tappa dell’ISAF World Cup di Miami. (vittoria di Martine Grael, figlia di Torben, che regatava con la Kunze).Nei Laser 8˚ Marco Gallo e 18˚ Giovanni Coccoluto. Negli RS:X uomini 14˚ Marcantonio Baglione. INCIDENTE AL VENDEE GLOBE (r.ra.) Ancora un incidente al Vendee Globe: Acciona 100% Ecopower lo scafo dello spagnolo Javier Sanso si è capovolto a 500 miglia da Madeira. Grazie a una ricognizione aerea è stato accertato che lo skipper era a bordo della zattera di salvataggio. Nella notte Sanso dovrebbe essere recuperato da un elicottero. Salgono così a 9 i ritirati in questa edizione del giro del mondo in solitario.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_l’incidente di Fiumicino

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

notizie Tascabili L’inchiesta di Siena

Perché Alitalia dà in appalto le rotte ad altre compagnie? L’Atr 72 andato fuori pista a Roma in realtà era un aereo romeno: la compagnia è in difficoltà e lo aveva affittato per risparmiare

Val Gardena, valanga travolge e uccide 15enne

1Come mai?

2 Che cosa? Ci interessa la bandierina. È quella della Romania. L’aereo era travestito da Alitalia. Era in realtà un apparecchio Carpatair.

3 Spieghi. Alitalia, per risparmiare, ha dato in appalto certe rotte brevi a

L’Atr72 di Carpatair finito fuori pista sabato sera a Fiumicino: in alto, subito dopo l’incidente, con il logo Alitalia. Sotto, dopo l’eliminazione del simbolo ANSA

questa Carpatair. Il contratto risale al 20 settembre 2011. I romeni, con loro piloti e loro equipaggio, coprono in genere le rotte Roma-Pisa-Roma e Roma-Ancona-Roma. Per contratto devono vestirsi come fossero Alitalia e i passeggeri meno avvertiti non si accorgono del trucco, anche perché, oggi, sentire accenti romeni in Italia è normale. Sostengono i maligni, però, che il fuori pista sia avvenuto proprio per questioni di lingua. Quella del vento, si direbbe, è una scusa: altri aerei sabato sera sono andati e venuti da Fiumicino con lo stesso vento da 50 chilometri all’ora e non hanno avuto problemi. L’incomprensione tra piloti e torre, se provata, renderebbe più grave l’idea di ricorrere all’outsourcing in un caso come questo.

4 Outsourcing significa che dai fuori un lavoro che dovresti fare dentro?

Sì. Tuttavia il ricorso a un service esterno, in qualunque cam-

po, è giustificato solo se il service offre lo stesso servizio o magari superiore, allo stesso costo o magari a un costo più basso, di quello che bisognerebbe sopportare realizzando in casa. I sindacati vedono queste procedure come il fumo negli occhi perché i service sono fuori dal loro controllo e le aziende li adoperano in genere per non assumere. La Cisl aveva già scioperato contro Carpatair, basandosi sull’argomento piuttosto forte che questa compagnia aveva un curriculum dubbio, specialmente negli ultimi mesi. Le agenzie ieri hanno elencato almeno cinque incidenti recenti, non gravi, ma comunque preoccupanti. In Alitalia dicono che i cinque incidenti sono un caso di «densità statistica», però il guaio di sabato sera mette la compagnia un po’ con le spalle al muro. Ieri il contratto con Carpatair è stato sospeso e Alitalia ha detto che su quelle rotte d’ora in poi provvederà da sé. Vedremo poi che succederà quando la magistratura avrà concluso i suoi lavori.

5 Alitalia ricorre a Carpatair perché sta messa nei guai dal punto di vista finanziario, vero?

Un argomento dei sindacati è che mentre Alitalia ricorre al lavoro esterno, ci sono ancora 500 cassintegrati della vecchia compagnia, quella messa in liquidazione nel 2008. Sì, i conti di Alitalia non sono buoni. L’operazione del 2008 avrebbe provocato un danno all’erario di tre miliardi e su questo la Procura di Roma sta procedendo contro 17 tra amministratori delegati, presidenti, consiglieri e dirigenti dell’epoca 2001-2007. Fino al 2011 la nuova Alitalia ha bruciato 600 milioni di risultato operativo e 800 milioni di risultato netto. I numeri del 2012 non si conoscono ancora, ma si sa già che peggioreranno le cifre precedenti. Fino a pochi giorni fa i 20 soci che erano corsi a metter soldi nell’azienda, non potevano vendere. Fino a ottobre, prima di vendere, dovranno comunque chiedere il permesso al

cda. Dopo ottobre, ognuno potrà fare quello che vuole. L’unico problema è: qualcuno vuole comprare? Air France, che ha il 25%, pare abbia offerto un solo euro, dato che chi compra dovrà accollarsi perdite per 600-800 milioni. Gli arabi (Etihad) possono al massimo entrare con una quota di minoranza, perché se il padrone fosse un non-europeo perderebbe tutti i diritti di volo. Le casse sono di nuovo vuote e nell’ultimo cda si è discussa la possibilità che i soci stessi prestino alla compagnia un 200 milioni per farla tirare avanti ancora un po’. Doveva esserci un altro cda oggi, ma ieri è stato rinviato a lunedì prossimo. Il ministro Passera ex banchiere, uno dei protagonisti del pasticcio del 2008, ha garantito che il finale della vicenda sarà una bella fusione con Air France, dopo la quale l’Italia avrà in mano una quota significativa del «più importante carrier europeo». Sarebbe bello. Peccato che a questa ipotesi non crede nessuno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NEL LODIGIANO DA UNA STUFA A LEGNA DIVAMPA UN INCENDIO: STERMINATA FAMIGLIA DI ORIGINE EGIZIANA. I RAGAZZI AVEVANO 12, 16 E 19 ANNI

Brucia cascina: muoiono la mamma e tre figli Si salvano in due. Il padre sconvolto: «Sentivo le loro urla, ma non sono riuscito a salvarli» «Ho sentito mia figlia chiedere aiuto. Non sono riuscito a salvarla». Ha lo sguardo assente, il respiro affannato, si trascina davanti alla cascina di Salerano sul Lambro (Lodi) in cui abitava gonfio di dolore, cercando tra le macerie un senso a quanto è successo. Ashraf Abdel Raman, 49enne di origine egiziana ma con cittadinanza italiana, nella notte tra saba-

Entrano nel vivo oggi gli interrogatori degli indagati dalla procura di Siena per l’inchiesta sulla passata gestione del Monte dei Paschi. Nel primo pomeriggio è atteso l’ex presidente Mps, Giuseppe Mussari: i pm vogliono chiarimenti sulle operazioni sospette della sua gestione, a partire dall’acquisizione di Antonveneta nel 2007. Mercoledì toccherà all’ex direttore generale Antonio Vigni.

Era uno scialpinista

Come mai l’Atr72, che è andato fuori pista a Fiumicino, sabato sera indossava la livrea tricolore dell’Alitalia e ieri mattina risultava invece candido come un giglio e senza scritte che ricordassero la nostra compagnia di bandiera?

Perché quelli dell’Alitalia hanno pregato la magistratura di togliere il logo dalla carcassa, in modo da preservare il buon nome della compagnia. I dirigenti Alitalia sostengono che, in casi come questo, è procedura normale. Crediamogli, anche se in vita mia ho visto parecchie foto di incidenti aerei, ma che si procedesse a uno spogliarello dopo il guaio è la prima volta che lo sento dire. In ogni caso, è ancora più interessante questo punto: sabato sera si notava poco, ma ieri, con tutto quel bianco, si vedeva benissimo una piccola scritta YR-ATS piazzata vicino a una bandierina blu-giallo-rossa. Che cosa significava? Ecco quello che dovremmo domandarci.

Monte Paschi, i pm interrogano i big Oggi c’è Mussari

to e domenica ha assistito impotente alla morte della moglie, Makhlouf Ragab, 43 anni, e di tre dei suoi quattro figli: Hadir, la maggiore con i suoi 19 anni, Rami di 16 e Amro, che ne aveva solo 12. Le fiamme Tutta colpa di una stufa a legna, accesa durante la notte perché probabilmente il regolare impianto a metano non era sufficiente: poco dopo le 5 una scintilla, quindi le fiamme che attraverso la canna fumaria raggiungono il tetto, tutto in legno. Il rogo si diffonde in un lampo. Islam, il figlio 18enne, è il primo a svegliarsi, riesce a sfuggire a quell’inferno e corre dal padre, che era già

nella cantina vicina dove lavorava come mungitore. Quando tornano non c’è più nulla da fare: le fiamme avvolgono la casa e le urla dei ragazzi si spengono lentamente. La cascina è famosa nella zona perché ospita un ricco museo di presepi. Tanto che sull’abitazione della tragedia campeggia una gigantesca stella cometa. Ma per Ashraf, che vive in Italia da trent’anni, è tempo di andare via. Vuole tornare in Egitto, dove sarà sepolta la sua famiglia: «Ho fatto una vita di sacrifici, ma per cosa? Ero qui per mia moglie e i miei figli, ora non ci sono più. Ho perso tutto. Cosa rimango a fare, non ho niente per cui lottare».

Una valanga ha travolto e ucciso ieri un ragazzo di 15 anni in Val Gardena (Alto Adige). La vittima, Manuel Moroder, stava facendo scialpinismo insieme a un amico, che seguiva un percorso diverso ed ha potuto dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti carabinieri, soccorso alpino di Ortisei ed elisoccorso: il corpo è stato subito individuato, ma non c’era già più nulla da fare. Manuel, giovane leva dell’alpinismo gardenese, è stato trascinato per oltre 500 metri dalla potente valanga lungo un canalone.

La cima Pic, luogo della valanga

Una rapina a Fortaleza

Omicidio in Brasile di un modenese: si cerca un italiano Per l’omicidio del modenese Andrea Macchelli, il 48enne legato e sgozzato giovedì a Fortaleza, in Brasile, è ricercato un 28enne di Brescia, Massimiliano Tosoni. Quest’ultimo era infatti ospite del residence gestito dalla vittima e si dovevano incontrare per un cambio real-euro di una forte somma di denaro, poi sparita. Insieme a Macchelli è stato ucciso anche un brasiliano esperto di valute di 25 anni.

Poi tenta di suicidarsi

Cagliari, 90enne ammazza la moglie a colpi di martello

La «casa» dei presepi La cascina di Salerano sul Lambro (Lodi) dove è avvenuto l’incendio in cui sono morte quattro persone. Di fronte all’abitazione c’è un famoso museo che custodisce oltre 300 presepi ANSA

Un uomo di 90 anni ha ucciso ieri a Dolianova, vicino a Cagliari, la moglie di 87 e ha poi tentato il suicidio. La donna, Giuseppina Boi, stava guardando la tv in poltrona quando il marito, Ignazio Pitzianti, camionista in pensione, si è avventato su di lei colpendola ripetutamente alla testa con un martello. Quindi ha cercato di togliersi la vita con il gas. Ora è ricoverato in psichiatria, piantonato dai carabinieri.

LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

IN UN POLIGONO IN TEXAS

Ucciso il cecchino più noto d’America Chris Kyle, 38 anni (nella foto Ap), il cecchino più noto d’America grazie anche a un bestseller autobiografico, è stato

assassinato in circostanze misteriose in un poligono in Texas. Membro dei Navy Seals, per 10 anni aveva combattuto contro Saddam e Al Qaeda uccidendo — pare — 160 persone. Accanto al suo c’era anche il cadavere di un 35enne. Già fermato il probabile killer, il 25enne Eddie Ray Routh.

Berlusconi promette «Rimborserò l’Imu» Pd e Monti: fantasie

DOPO 6 GIORNI NEL BUNKER

In Alabama si prega per il bimbo rapito Continua in Alabama il dramma di Ethan, il bimbo di 5 anni prigioniero da martedì in un bunker a Midland City. Intanto, ieri

a Venezia

L’annuncio si è consumato alla Fiera di Milano, alla presenza di una folla festante e dello stato maggiore del partito, con il segretario Angelino Alfano in prima fila, oltre a numerosi esponenti di quello che fu il suo governo. Da Renato Brunetta a Michela Brambilla, passando per Paolo Romani e Mariastella Gelmini. Il Cavaliere è parso scatenato e si è spinto oltre: «L’abolizione e la restituzione dell’Imu pagata nel 2012 avverranno nel primo consiglio dei ministri dopo la nostra vittoria, come facemmo nel 2008 con l’Ici». Sarà il primo intervento da ministro dell’Economia, «sempre che Alfano mi confermi al Ministero», ha scherzato. E non sono mancati i dettagli: «Attraverso gli uffici postali riavrete in contanti quello che ave-

Scosse elettriche S per smettere Maurizia con le sigarette

Carnevale al via: 70 mila in piazza per la Colombina Silvio Berlusconi, 76 anni, ieri durante la conferenza stampa alla Fiera di Milano dove ha lanciato la «proposta shock» sulle tasse ANSA

te pagato nel 2012. Oppure tramite i conti correnti dei contribuenti». Berlusconi è convinto che il progetto sia realizzabile e propone di coprirlo prendendo i fondi da un accordo con la Svizzera per tassare le attività finanziarie italiane oltralpe. La sfida e le battute Una propo-

sta forte che ha scatenato reazioni forti. «È una promessa demagogica che non ha fattibilità, poggiata su una copertura di bilancio fantasiosa e che però ha la caratteristica di strizzare l’occhio agli evasori, come piace sempre a Berlusconi», il commento di Pier Luigi Bersani. Sprezzante il premier Mario Monti: «Non è mai riuscito a realizzare nessuna promessa. Si tratta dello stesso incantatore di serpenti che ha aumentato la

spesa di 154 miliardi, ma lo sfido ad un confronto in tv per discutere delle sue proposte, chissà se accetterà il mio invito». «Gli italiani non si faranno abbindolare», la sintesi di Antonio Di Pietro. Più coloriti i commenti del popolo del web che si è scatenato su Facebook e su Twitter dove è nato #propostashock. Ironia e proposte surreali hanno inondato Internet. Tra le più divertenti: «Non solo Berlusconi ti restituisce l’Imu, ma porta fuori anche tua suocera il venerdì». «Oltre all’imposta, in contanti o sul conto, ci sarà un set di pentole per le prime 100 telefonate». E c’è perfino chi ha proposto di istituire ufficialmente la «giornata mondiale della proposta shock». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Salute Il progetto canadese

E venne il giorno. Ma in questo caso le atmosfere sospese e irreali del regista cinematografico Shyamalan non c’entrano. Gli schermi, la scenografia, le luci hanno però avuto la loro importanza. Ieri è finalmente arrivata la proposta shock del leader del Pdl Silvio Berlusconi: «Cancelleremo l’Imu e restituiremo ai cittadini italiani la cifra pagata nel 2012 per l’imposta sulla prima casa. E via l’Irap in 5 anni». Una dichiarazione forte in un contesto d’impatto.

SILVIO BERLUSCONI LEADER DEL PDL

si sono celebrati i funerali di Charles Albert Poland, 66 anni, l’autista dello scuolabus ucciso da Jimmy Lee Dykes, reduce del Vietnam che tiene in ostaggio il bimbo. E in tv lo sceriffo ha rivolto un appello al sequestratore, pregandolo di continuare prendersi cura di Ethan.

DI MABEL BOCCHI

DANIELE VAIRA

Riorganizzeremo la macchina dello Stato: ridurremo molti sprechi e molte spese

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A tutta

EROS E GUAI

Il leader del Pdl ha annunciato la sua proposta shock: «La cifra in contanti, via anche l’Irap». L’ironia del web

«

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Il Carnevale di Venezia si è aperto ieri con il volo dell’angelo: in piazza San Marco, davanti a 70 mila persone, Marta Finotto (nelle foto Ansa, in alto) studentessa veneziana di 20 anni, si è lanciata da 70 metri con un abito rosso ispirato al famoso film «Moulin Rouge». Assicurata ad una corda metallica, ha volato dal campanile fino al Gran Teatro allestito in Piazza San Marco. Nel frattempo, sulla Basilica di San Marco andava in scena la protesta del comitato cittadino contro le navi da crociera in laguna. I rappresentanti del comitato sono saliti sulla terrazza e hanno srotolato lo striscione di otto metri con lo slogan «No Grandi Navi».

Paradiso accusata di furto Guai per Maurizia Paradiso. La famosa pornostar è stata denunciata per rapina impropria dall’organizzazione del «Sexy Festival» di Milano. L’uomo sostiene che sabato notte, dopo un litigio, la Paradiso abbia maltrattato il cassiere della serata e sia andata via con 1500 euro. Accompagnata dai carabinieri in caserma assieme allo staff del Festival, Maurizia ha dato la sua versione: il denaro le sarebbe spettato per pagare l’esibizione delle ragazze della sua «scuderia»

Smettere di fumare con le stimolazioni elettriche: è la soluzione prospettata dagli scienziati canadesi della McGill University. Lo studio ha dimostrato che il desiderio di fumare «accende» sia l’area della corteccia prefrontale che quella orbito-frontale. Da qui, l’idea dei ricercatori di aiutare il cervello a «trattenersi», disattivando quelle aree con la stimolazione magnetica transcranica.

Lo studio inglese

Dieta vegetariana Così si può ridurre il rischio di infarto La dieta vegetariana riduce del 32% il rischio di malattie cardiache. Emerge da uno studio del Centro epidemiologico dell’Università di Oxford. I risultati hanno evidenziato come, nella fascia d’età compresa fra i 50 e i 70 anni, fra coloro che mangiavano carne o pesce, il 6,8% ha subito un ricovero ospedaliero o è deceduto per motivi cardiovascolari, contro il 4,6% dei vegetariani.

Contro le morti in culla

Arriva il pigiama che controlla il respiro del bebè Uno speciale pigiama contro la sindrome di morte improvvisa nel neonato, causa principale di decesso tra i bebè. Lo hanno messo a punto gli scienziati tedeschi dell’Istituto Fraunhofer. Questa innovativa tutina è in grado di inviare un segnale ai genitori se il bimbo smette di respirare. Funziona grazie a cinque sensori: tre controllano il battito cardiaco, gli altri due il respiro.

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LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2013

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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

LE PAGELLE

Ariete 6

Toro 6 -

Gemelli 7

Cancro 8

Leone 5,5

Vergine 7 +

DI ANTONIO CAPITANI

Sfigocupezza? Scacciatela. E state su, producete, ma spendete con cautela. Sudombelico fantasioso, tuttavia impedito.

Giornata di impicci. Che risolverete. Anche se certa gente attorno vi ostacola per partito preso. O perché è scema. Rischio bidoni suini, occhio.

Le sfumature e il low profile rendono il lunedì un esempio di classe. E la fornicazione è più fastosa d’un royal wedding. Alla grande.

Lavoro e famiglia vi legano gli zebedei come arrosti. Non andrà meglio con l’amore né col sudombelico, sfigatini. Pazienza...

Giornata proficua. Anche per lavorare e organizzar cose con gente affine a voi. Amore e fornicazione, però, sono una pallissima.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

IL MIGLIORE. La vostra creatività ribolle, il lavoro premia. E il sudombelico è preda di forti entusiasmi, prologo forse di grandi amori. Siete pure figherrimi!

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Bilancia 6 +

Scorpione 7,5

Sagittario 6 -

Capricorno 7 +

Acquario 5,5

Pesci 7,5

Lavoro e rapporti con la gente vi fanno due zebedei come due mappamodi, ma le cose sono meno tragiche di come appaiano. Soldi Ok.

Luna sentimentale, intuitiva, portatrice di fascino. E utile a seminare bene, sia nel lavoro, sia in amore. Sudombelico lancia in resta. Attaccate!

Le cose da fare aumentano, ma voi siete tagliati a fette dalla stanchezza. Fate quel che potete, senza sclerare. Suinamente espletate poco.

I piani della giornata sono realizzabili. E aleggian pure sentori di reset e d’innovazione. Oltre che afrori suini, vostri, acchiappaprede.

Casa, famiglia, lavoro vi fanno spuntare due dirigibili al posto degli zebedei. Esigete rispetto, ma senza addentare troppo. Sudombelico scarso.

Tutto ciò che avete in agenda per oggi riesce bene. E potete pure mettere mano e bocca su tutto. Suinally too. Non vi smentite mai... Che inizio di settimana!

NICO ROSBERG

Il pilota tedesco è nato il 27 giugno 1985 a Wiesbaden. Ha debuttato in Formula 1 nel marzo 2006 e ha disputato 128 GP

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LA 7

IL SONDAGGIO

9.00 TG1 11.05 UNOMATTINA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TG1 15.15 LA VITA IN DIRETTA 17.00 TG1 17.10 CHE TEMPO FA 18.50 L' EREDITÀ 20.00 TG1 20.30 AFFARI TUOI

7.55 10.00 11.00 13.00 13.50 14.45 18.15 18.45

CARTONI ANIMATI TG2 I FATTI VOSTRI TG2 MEDICINA 33 TELEFILM TG2 SQUADRA SPECIALE COBRA 11 19.35 IL COMMISSARIO REX 20.30 TG2

8.00 11.30 12.00 12.45

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.45 16.15 16.55 18.50 20.00 20.40

9.40 CARTONI ANIMATI 10.35 ER-MEDICI IN PRIMA LINEA 12.25 STUDIO APERTO 13.40 CARTONI ANIMATI 15.50 WHITE COLLAR 18.30 STUDIO APERTO 19.15 METEO.IT 19.20 C.S.I. - SCENA DEL CRIMINE

9.50 10.50 11.30 12.00 14.00 14.45 15.30 18.55 19.30 19.35 20.30

9.55 11.00 12.30 13.30 14.45

Inter in difficoltà Stramaccioni ora è a rischio esonero

21.10 TUTTA LA MUSICA DEL CUORE

21.05 VOYAGER LA NUOVA ERA

21.05 IL MIO MIGLIOR NEMICO

21.10 ZELIG CIRCUS Show

21.10 TRANSPORTER THE SERIES

21.10 QUINTA COLONNA Attualità

21.10 PIAZZAPULITA Attualità

23.10 0.45 1.15 1.20 1.50

23.10 23.25 0.45 1.15 1.20

22.50 BLU NOTTE - MISTERI ITALIANI 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE 1.00 METEO 3

23.40 BACIATI DALL'AMORE 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 METEO.IT 2.01 STRISCIA LA NOTIZIA

23.05 TRUE JUSTICE LA VENDETTA 0.05 METEO.IT 0.50 UNDERCOVERS 1.40 UNDICI

23.55 0.55 1.15 2.10 3.05

23.45 0.50 0.55 1.00 1.40

PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE RAI EDUCATIONAL

TG2 EMOZIONI - GOLD PROTESTANTESIMO METEO 2 FLASHPOINT

14.00 15.10 17.40 19.00 20.00 20.15

AGORÀ BUONGIORNO ELISIR TG3 LE STORIE DIARIO ITALIANO TGR - TG3 TELEFILM GEO & GEO TG3 - TGR BLOB COMICHE...

MATTINO CINQUE TG5 FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 TELEFILM TG4 FORUM TELEFILM TG4 METEO.IT TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS..

TERRA! TG4 NIGHT NEWS PIANETA MARE MODAMANIA STORIA DI UNA...

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

15.10 LA CURA DEL GORILLA PREMIUM CINEMA 17.25 BENVENUTI AL NORD PREMIUM CINEMA 19.35 I SOLITI IDIOTI PREMIUM CINEMA 21.15 THE REBOUND RICOMINCIO DALL'AMORE PREMIUM CINEMA 23.00 CAPODANNO A NEW YORK PREMIUM CINEMA 1.00 FINALMENTE LA FELICITÀ PREMIUM CINEMA

HOCKEY 1.00

9.30

CALCIO

TORONTO MAPLE LEAFS - CAROLINA HURRICANES

20.30 ALTO ADIGE LUMEZZANE

NHL ESPN America

Lega Pro. Prima divisione, girone A Rai Sport 1

4.00

1.00

SKY SPORT 1

SYRACUSE NOTRE DAME

9.00

NCAA Sky Sport 3

13.00 TOUR DEL QATAR

9.15

2ª tappa, a cronometro Al Rufaa Street - Al Rufaa Street Eurosport

CALCIO: CHIEVO - JUVENTUS

GazzaMeteo

Ieri

A CURA DI

ALGHERO

7

12

ANCONA

5

7

min max

Serie A. Highlights

17.30 CALCIO: JUVENTUS - GENOA

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

5

7

14

BOLOGNA

0

8

-2 7

Torino

CIELO

VENTI

CAGLIARI

7

12

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

2

3

6

15

CATANIA

Trento 0 11

Aosta

-2 8

Milano -1

Venezia

9

-1

2

5

9

GENOVA

10

10

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

1

3

MILANO

1

8

ROMA

NAPOLI

8

10

-1 11

14

Neve

Mossi

PERUGIA

3

4

POTENZA

2

6

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

10

16

ROMA

6

11

TORINO

-1

8

REGGIO CALABRIA

ROMA

6

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:42

17:31

7:21

17:26

5

9

VENEZIA

4

9

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

Firenze

Perugia

-1 11

-4

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Domani

Dopodomani

Nubi diffuse in giornata sulle regioni centrali con qualche debole pioggia su quelle tirreniche. Addensamenti via via più intensi su Ovest Alpi la sera con tendenza a nevicate a 2/400m, più asciutto e soleggiato altrove.

Arriva una perturbazione più fredda da Nord diretta verso il Centro, medio e basso Tirreno, poi via via verso buona parte del Sud, entro sera, con piogge diffuse e nevicate dapprima a 800/1100 m poi in calo a 500/900 m. Meglio al Nord.

10

2 10

7

L’Aquila -5 7

Campobasso

Bari

-2 6

Napoli 3

6

Potenza

11

-1

Cagliari 4

11

4

Catanzaro

13

3

Palermo

11

Reggio Calabria 6 15

10 12

10

Sorge

www.gazzetta.it

Ancona

5

10

Serie A. Highlights

Sei Nazioni.

17.30 BOXE: ITALIA - GRAN BRETAGNA

0 10

12

FIRENZE

PALERMO

Serie A. Highlights

NCAA.

16.30 RUGBY: INGHILTERRA - SCOZIA

Bologna Genova

Forti

Calmi

14.00 BASKET: WEST VIRGINIA - KANSAS

È la macchina a cui tutto il circus della Formula 1 guarda, quella del campione del mondo Sebastian Vettel e di Mark Webber. In un video sul nostro sito potrete vederne tutti i segreti

8

Rovesci

Temporali

22.45 CALCIO: MILAN - UDINESE

Torna il tempo stabile e ampiamente soleggiato su gran parte del territorio; da rilevare solo residui addensamenti con qualche pivasco tra il Sud della Calabria e il Nord della Sicilia e fiocchi a 4/600 m sulle Alpi. Freddo al mattino. Trieste

Moderati

MARI

Serie A

Serie A.Highlights

Nuvolo

Pioggia

21.00 CALCIO: CHIEVO - JUVENTUS

Oggi

-2

Sei Nazioni.

16.30 CALCIO: PALERMO - LAZIO

Serie A. Highlights

11.30 RUGBY: ITALIA FRANCIA

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

La Red Bull 2013 Tutti i suoi segreti svelati in un video

09.30 BASKET: WEST VIRGINIA - KANSAS NCAA.

17.45 CALCIO: CHIEVO - JUVENTUS

16.15 CALCIO: SIENA - INTER

Serie A. Highlights

BARI

AOSTA

Legenda

Serie A. Highlights

11.00 CALCIO: TORINO - SAMPDORIA

Serie A Highlights

CALCIO: NAPOLI - CATANIA

15.30 CALCIO: BOLOGNA - ROMA 16.00 CALCIO: INTER - TORINO

FORMULA 1

PGA European Tour. Da Dubai.

Serie A. Highlights

17.15

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

Il 75% degli utenti è convinto che la panchina di Andrea Stramaccioni (nella foto) cominci a scottare dopo la sconfitta per 3-1 che l’Inter ha incassato a Siena nella 23a giornata di Serie A

07.30 GOLF: OMEGA DUBAI DESERT CLASSIC

10.15 CALCIO: ROMA - CAGLIARI

10.45 CALCIO: GENOA - LAZIO

Serie A. Highlights

CICLISMO

Serie A. Highlights

10.30 CALCIO: NAPOLI - CATANIA

CALCIO: CHIEVO - JUVENTUS

OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT MOVIE FLASH OTTO E MEZZO (R) LA7 DOC

SKY SPORT 2

17.00 CALCIO: PARMA - NAPOLI

15.15 CALCIO: MILAN - UDINESE

10.00 CALCIO: PESCARA - BOLOGNA

18.50 20.00 20.30

Serie A. Highlights

15.00 CALCIO: ATALANTA - MILAN

Serie AHighlights

ANAHEIM DUCKS SAN JOSE SHARKS

16.45 CALCIO: GENOA - LAZIO

Serie A. Highlights

Ì9.45 CALCIO: SIENA - INTER

Serie B. Sky Calcio 1

BASKET

CALCIO: FIORENTINA - PARMA

Serie A. Highlights

NHL ESPN America

20.45 ASCOLI - LANCIANO

11.15

CALCIO: PALERMO - ATALANTA

16.50

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 I LEONI DELLA GUERRA IL COMMISSARIO CORDIER I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 OTTO E MEZZO

Catania 8 14

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Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:41

17:32

7:20

17:27

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Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 7335 DEL 14-12-2011

La tiratura di domenica 3 febbraio è stata di 324.334 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

10 feb.

18 feb.

25 feb.

4 mar.

COLLATERALI *con libro Ronaldo il Fenomeno e 14,19 - con The Coldplay Collection N. 2 e 11,19 - con Carosello N. 5 e 6,19 Wrestling Heroes N. 6 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 6 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 9 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 11 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 15 e 11,19 - con I Love Travel N. 19 e 5,19 - con La Cucina Italiana N. 24 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 25 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 24 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 40 e 6,19 - con Aerei da Combattimento N. 43 e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 33 e 6,19 - con Adesso Fai da te e 6,19 - con Ferrari Racing N. 45 e 14,19 con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 9,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 20; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,70; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDĂŒ 4 FEBBRAIO 2013

Campionati Campionati Mondiali Mondiali di Sci diAlpino Sci Alpino Schladming, Schladming, 4-17 4-17 Febbraio Febbraio 20132013

GO INNER GO!


Gazzetta Dello Sport 04/02/2013