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Monte Cerignone - Tel. 0541.978524 Fax 0541.978698

ANNO 17 N.7 Euro 1,50

Mensile di politica, economia, cultura, sport e costume della provincia di Rimini

REDAZIONE: PIAZZA GRAMSCI, 34 - 47843 MISANO ADRIATICO (Rimini) - Tel. 0541.611070 E-mail: lapiazzarimini@libero.it

RICCIONE - 21

RIMINI - 4

IL PUNTO DI VISTA

Due papi e la ricerca del bene comune di Alessandro Roveri* - L’ incontro del 7 giugno 2013 di papa Bergoglio con gli studenti delle scuole dei Gesuiti e, il giorno dopo, sempre in Vaticano, quello con Napolitano e il ministro degli Esteri Bonino, permettono di azzardare un primo tentativo di confronto tra gli ultimi due pontefici. Occorre partire dal fallimento del referendum del 12-13 giugno 2005 sulla fecondazione assistita e da ciò che Benedetto XVI, eletto pontefice il 19 aprile 2005, andò al Quirinale a dire al presidente Ciampi il 24 giugno successivo. L’ allora pontefice disse tra l’ altro: «Non poche preoccupazioni accompagnano questo inizio del mio servizio pastorale sulla Cattedra di Pietro. Tra di esse vorrei segnalare alcune che, per il loro carattere universalmente umano, non possono non anche chi ha la responsabilità della cosa pubblica. Intendo alludere al della tutela della famiglia fondata sul matrimonio, quale è riconosciuta anche nella Costituzione italiana, problema della difesa della vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale e infine problema dell’educazione e conseguentemente Segue a pagina 11

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Tariffa Roc: “Poste Italiane Spa - Sped. abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.° 46) art. 1 com. 1 - DCB Rimini”

Pd: “Trc, che cosa fare dopo 25 anni?”

Cento aziende ritornano al baratto

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Bondi, bilancio 2013 all'insegna della coesione sociale

LUGLIO 2013

Mario Fraternali, realizzato il sogno MORCIANO - 61

CATTOLICA - 33

“Pd, quale male oscuro?” Santarcangelo commissariato. A Misano manca il numero legale il 5 giugno. A Rimini traballa la giunta Gnassi. Pennabilli. Prima ancora Coriano, Cattolica, Saludecio. Ripartire da Gemmano?

MADE IN ITALY Da pora vèc. U si sta Come cume al pès t'un pajer va la politica?

Progettare nel già costruito - In una cornice insolita, quella della Club House di Castel Paradiso a Gabicce Mare, il primo giugno si è tenuto il convegno “Per progettare nel già costruito. Continuità del moderno”.

- Santarcangelo e Misano Adriatico sono cadute. Ognuna a modo proprio sono le roccaforti della sinistra della provincia di Rimini. Negli anni d'oro, '60-'80, facevano a gara per vedere quale partito comunista locale prendesse più voti. Santarcangelo ha subito l'onta del commissariamento, mentre a Misano il sindaco Ste-

Breve massima di saggezza Le decadenze sono sempre frutto della sfiducia

Massimo Gramellini

Convegno di Domus a Gabicce Mare

Un momento dei lavori

di Francesco Toti

Pagine 2-3

UOMO E CREATO

Vanto e al contempo eccellenza architettonica presente nel comune di Gabicce, Il complesso fu progettato e realizzato alla fine degli anni '60, per l’editore Mazzocchi fondatore di Domus e di tante riviste che Cecco-Otto Dix - 2013

MISANO ADRIATICO

VALCONCA

Sindaco senza numeri

San Clemente Da Londra inautostop Mura, restauro finito San Giovanni Contenzioso con lo Stato Coriano Pd, bastava parlare ai corianesi Montefiore Rocca di Luna Mondaino Festa della solidarietà Saludecio Beato Amato, restaurato l'Olmo

Gli manca il numero legale in consiglio comunale EVENTI

FuMo Strozzapreti Rocca di Luna

Pagina 47

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INCHIESTA

Luglio 2013

2

E' lo specchio di una comunità frammentata e spersa, oppure attiene solo alla classe politica?

Qual è il male oscuro del Pd? Gobbi, ex segretario provinciale del Pd: “Il cittadino chiede alla politica un linguaggio nuovo che quest'ultima non riesce ad esprimere. C'è questo dualismo tra uomini di partito e amministratori quasi inconcepibile”

L'INCHIESTA

segue dalla prima pagina

fano Giannini è finito semplicemente in minoranza. Poi però, data l'intelligenza, data l'accortezza, si è ripreso. Ora, sembra tutto rientrato. Invece a Santarcangelo, per il sindaco Morri non c'è niente da fare. Ci sarà il voto a decidere i destini della terza città più importante della provincia di Rimini. Partito, non esiste “Il partito non esiste più”. Confida uno tra i massimi dirigenti del Pd della provincia di Rimini. Questo ai primi di giugno. Qualche giorno prima che il sindaco di Misano Stefano Giannini fosse “sfiduciato” dal suo consiglio attraverso la mancanza del numero legale (senza la seduta va sospesa). Il 20 giugno, sul bilancio, è andata in affanno anche la giunta di Andrea Gnassi a Rimini. Un segnale forte. “Sarà anche bravo Gnassi, ma non ascolta nessuno. Lo tengono in vita per non andare al voto”. Altro commento da dentro il Pd, il suo partito: “Pensa di essere bravo, ma non lo è”. Che cosa sta avvenendo nelle sacre stanze del Pd? Semplice una lotta interna fatta di correnti e cordate? Dopo tutto, i suoi impallinarono anche Prodi come presidente della Repubblica. Una scena da bambini monelli. Prima gli promettono il voto, poi non mantengono la parola. Che galantuomini. Vatti a fidare di costoro. Gobbi

Giornale d'informazione fondato nel 1997 Direttore responsabile Giovanni Cioria Edizioni la Piazza Piazza Gramsci 34 - 47843 Misano Adriatico Redazione Piazza Gramsci 34 - 47843 Misano Adriatico tel. 0541.611070 Abbonamenti e pubblicità - 0541.611070 Stampa La Pieve Poligrafica Editore srl Verucchio (Rimini) Pubblicità inferiore 45% Registrazione presso il Tribunale di Rimini N.° 13/'97 del 21 - 8 - 1997 Numero Roc: 10.364

Giornale in stampa il 4 luglio

Lino Gobbi è stato il penultimo segretario del Pd della provincia di Rimini. Persona onesta e preparata. Uno che sa che cos'è la questione morale di berlingueriana memoria. La sua chiave di lettura? Gobbi: “Il Pd non è riuscito a diventare un elemento di riferimento della nostra democrazia. Non riesce a dare una riposta alle necessità dei cittadini. O non è abbastanza forte per farlo. Non è colpa di qualcuno, è l'insieme che non funziona. La struttura amministrativa è diventata anche riferimento politico. Il partito dà il mandato al sindaco e costui raccoglie tutto. Il sindaco potrà anche essere bravo ma non riuscirà mai a fare le due cose”. Questa crisi del Pd è esplosa nel 2004, quando aveva ancora due anime: quella cattolica della Margherita e quella di sinistra dei Ds. A Cattolica, contro la volontà di tutti e tutto, grazie alla triangolazione di Bologna, venne scelto come candidato sindaco Piero Pazzaglini. Venne eletto, ma furono 5 anni di debolezza. Non ricandidato, si presentò in lizza nel 2009, un suo diritto, con una proprio lista. In quella stessa tornata elettorale il centro-sinistra si giocò Saludecio, da sempre a sinistra. Il candidato doveva essere Giuseppe (Pino) Sanchini, ma il feudatario Ermanno Vichi scelse un suo uomo. Sanchini presentò una lista civica. Il centro-destra non portò il proprio candidato; conseguenza, Sanchini vinse. Poi ha ben governato e bissato nel 2009 con una montagna di suffragi. Nel 2009, altra emorragia. Il Pd si spacca e Gemmano; naturalmente va al centro-destra. Si ricompatta pochi mesi fa con Riziero Santi e riprende le redini del Comune. Poi c'è la storia di ieri. Due anni fa, il sindaco del Pd di Coriano, Luigina Matricardi,

si dimette, più per ragioni personali che amministrative (lo sbandierato debito comunale). Dopo un anno di commissariamento, lo scorso anno, a Coriano, la sinistra va al voto con tre liste. Addio Comune. Gobbi: “In passato, il centro-sinistra per strada perdeva qualche consigliere ma mai le amministrazioni. Questa è una realtà nuova che va messa in evidenza. Il cittadino chiede alla politica un linguaggio nuovo che quest'ultima non riesce ad esprimere. C'è questo dualismo tra uomini di partito e amministratori quasi inconcepibile. Fare l'assessore o il sindaco è visto come un avanzamento; il ruolo politico si vive da serie B. Per me l'eccellenza è il pensiero. E' lavorare nel partito. E' stimolare la crescita

Pd, elezioni Parlamento 2013 Bellaria

23,8 25,7

Casteldelci

33,3 35,6

Cattolica

31,9

Coriano

28,9 30,9

Gemmano

23,5 24,4

Maiolo

28,1 29,4

Misano

31,2 33,6 22,2

29,9 Mondaino 31,6 Montecolombo 20,9 Montefiore 18,7

34

20,2 Montegridolfo 30,6 32,5 Montescudo 19,2 20,3 23,3 24,7 Morciano 31,9 34,8 Novafeltria 28 29,9 Pennabilli Poggio Berni Riccione Rimini

35,3 37,9 29,9 32,1 30,3 32,4

26,4 27,8 San Clemente 24,7 26,2 San Giovanni 32,7 34,1 32,3 35 San Leo 31,1 32,9 Sant'Agata Santarcangelo 35,2 37,1 Saludecio

Talamello Torriana Verucchio TOTALE

36,1 38,2 36,4 32,2 32,1 34,2 29,9 32

Camera e Senato

STRETTAMENTE PERSONALE

dentro con la discussione e il confronto. Invece, al contrario, la corsa di chi fa politica è la corsa per diventare amministratore. E' vero nelle giunte c'è il potere reale. Ma oggi, data la situazione economica, è l'uomo che taglia”. “Se ne esce - continua Gobbi - solo coinvolgendo le nuove generazioni. Bisogna ritornare alla politica come passione ed idealità e non farla per interesse. I giovani hanno bisogno della politica come dell'aria che si respira. La politica la fanno i bisogni ed oggi i bisogni ci sono. Dico ai giovani di partecipare in massa alla cosa pubblica; perché è solo così che si possono assicurare il futuro”. Se Gobbi nutre speranza, un altro dirigente del Pd è sconsolato: “Il Pd è sfasciato. Non c'è una dirigenza all'altezza. Così non si governano più i cambiamenti. Se si continua così, ci saranno altre forze che si sovrapporranno: le lobby e gli interessi forti. Poiché le lobby di Rimini sono deboli, potrebbe arrivare lo straniero: Fiera, Palacongressi, aeroporto. Senza partiti si perde tutti”.

L'INTERVISTA

“Pd, solo una macchina per costruire carriere” - “Non parlo più di politica, data l'età. E poi lo avevo promesso. Non sarei serio”. Lo afferma un politico del Pd di gran lignaggio con la passione per la racchetta, la vela e il ragionamento. Dalla metà degli anni Ottanta ha menato le danze a Rimini e non solo. “Uno come lei non può sottrarsi...”. “Va bene, ma senza nomi e cognomi”. “Ok, parola di scout”. “Le giunte saltano, perché la struttura territoriale del partito non è stata in grado di rinnovarsi. E' diventata col tempo una macchina per costruire carriere, posti, ad ogni livello. Così quando devi selezionare una classe dirigente, se passa la struttura territoriale non c'è più dibattito, confronto. Se le strutture non sono

aperte, non fanno altro che diventare delle macchine di consenso, indipendentemente dalle primarie. Perché è la stessa struttura che porta la gente a votare. Così c'è la balcanizzazione della politica. Siccome il Pd non ha i mezzi di comunicazione di Berlusconi, punta sulle strutture territoriali per raccogliere il consenso”. Come uscirne? “Pur non essendo renziano, credo che il sindaco di Firenze sarà utile. Smana la veglia, come si dice da noi. Cioè cambia il quadro. I congressi si giocheranno sui valori e sulle proposte per attirare consenso e questo può essere utile”. Come si è giunti in questo vicolo cieco? “La prima ragione è il rafforzamento dei sindaci attraver-

so la legge dei sindaci. Hanno un potere immenso quello di sciogliere il consiglio comunale. All'opposto, in proporzione, ha corrisposto l'indebolimento dei partiti. Nel conflitto tra le due parte prevale il sindaco. C'è, tuttavia, una componente non secondaria; con la nuova legge i consiglieri comunali avrebbero potuto indirizzare l'amministrazione e fare la verifica. Cosa che non avviene mai”. E a Rimini? “Nella nostra provincia tutto si amplifica perché la politica non ha a che fare con un blocco dirigente egemone, tipo la Confindustria a Parma. Così da noi nessuno dà il senso di marcia della comunità. Questa frammentazione di forze si riflette poi sui partiti”.

Il bisogno di politica Il bisogno di valori Il bisogno di giustizia - Senza partiti non c'è democrazia e senza cittadini? Il pensiero liberale afferma che la democrazia passa attraverso la cruna dei partiti. Qualche anno fa venne a Cattolica per una conferenza Antonio Giolitti, il nipote di Giovanni Giolitti, il primo ministro che caratterizzò l'Italia dei primi 20 anni del secolo scorso. Un cinico che sapeva aprirsi al nuovo. Antonio Giolitti sottolineò che una comunità ha bisogno di partiti veri e seri. Perché il partito elabora un'idea di comunità, da una parte; dall'altra seleziona la classe dirigente. E sa se i suoi dirigenti sono educati, sanno fare qualcosa e se sono onesti. Tutte informazioni lontane dal cittadino-elettore. Dall'uomo della strada. La cultura italica in affanno in economia, in affanno nella convivenza civile, non poteva non esserlo in difficoltà anche nella vita dei partiti. Partiti che più che confrontarsi sulle idee e su come concretizzarle si impegnano nel litigio per il potere fine a se stesso. A chi giova? Il papa Giovanni Paolo II disse che la politica è il momento più alto di volontariato, perché attraverso tale impegno si incide in concreto sulla vita degli altri. I bivi sono sempre due: dare al singolo la canna da pesca con cui procacciarsi (ed affrancarsi) il pane quotidiano, oppure allungargli il pesce (e tenerlo sottomesso). In Italia, purtroppo, almeno al momento, c'è una deriva. I partiti sono legati ai leader. Si possono contare su una mano. I confronti-scontri culturali ci sono ma per semplici posti da occupare. Che cosa fare? Il rinnovamento dovrebbe partire da se stessi. Poi trovare una sintesi di vita in un raggruppamento che ponga al centro la giustizia.

3 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444 - Da sempre il lavoro dell’uomo è stato oggetto di analisi, studi, riflessioni ecc. Anche in questi ultimi tempi il tema lavoro è stato molto presente in discussioni, leggi, accordi, conflitti. Finalmente qualcuno si è accorto che l’attuale struttura del costo del lavoro con tutti gli annessi e connessi che si porta dietro è diventata uno dei punti cruciali della nostra economia. Era ora. In questa sede allora cerco di dare il mio modesto contributo per cercare la migliore soluzione al problema. Senza la pretesa di risolverlo, ma unicamente per dare un contributo costruttivo. Vorrei fare, in premessa, un breve esame dei vari aspetti del “lavoro umano”, delle varie sfaccettature che si intravvedono, dei problemi che pone, e cercare e proporre, una probabile soluzione di questi ultimi. Non solo dire: bisogna ridurre il cuneo fiscale, ma cercare di dire anche: come si può fare. I punti che toccherò saranno i seguenti: 1) Il valore del lavoro 2) Il costo del lavoro 3) La struttura del costo del lavoro, la ricerca scientifica e la disoccupazione 4) Premesse per la ricerca di un equilibrio tra: valore del lavoro e costo del lavoro 5) Ipotesi per il raggiungimento degli obiettivi suddetti, superando l’attuale sistema di “oneri contributivi”. 6) Eventuali nuove caratteristiche della “pensione” La mia matrice di fondo è cattolica, per cui consentitemi di par-

Luglio 2013

INCHIESTA

Il costo con tutti gli annessi è diventato uno dei punti cruciali della nostra economia

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Il lavoro dell'uomo Gianfranco Vanzini

LA RIFLESSIONE

di Gianfranco Vanzini* tire citando alcuni brevi passaggi della “Laborem exercens” (enciclica sul lavoro di Giovanni Paolo II). In essa si possono trovare definizioni (sulle quali potremo concordare facilmente) e spunti per una approfondita riflessione sui diversi aspetti del problema lavoro. Parto dal primo punto. 1) Valore del lavoro. Al par. 6 della succitata enciclica si legge: “ Il fondamento per determinare il valore del lavoro umano non è prima di tutto il genere di lavoro che si compie, ma il fatto che colui che lo esegue è una persona. Le fonti della dignità del lavoro si devono cercare soprattutto non nella sua dimensione oggettiva ma nella sua dimensione soggettiva.” Ai par. 9/10 troviamo: “Il lavoro è un bene dell’uomo, un bene utile e degno, cioè rispondente alla dignità dell’uomo. L’uomo mediante il lavoro non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo, anzi in un certo senso diventa più uomo.” Approfondendo ancora il concetto scopriamo che “il lavoro è il fondamento su cui si forma la vita

familiare, la quale è un diritto naturale ed una vocazione dell’uomo. Il lavoro è in un certo modo, la condizione per rendere possibile la fondazione di una famiglia poichè questa esige i mezzi di sussistenza, che in via normale l’uomo acquista mediante il lavoro. La famiglia è al tempo stesso, una comunità resa possibile dal lavoro e la prima scuola di lavoro per ogni uomo.” L’uomo, perciò, deve lavorare per riguardo a se stesso, alla sua famiglia e anche alla società alla quale appartiene, alla nazione della quale è figlio o figlia, all’intera famiglia umana di cui è membro, essendo erede del lavoro delle generazioni passate e coartefice del futuro di coloro che verranno dopo di lui, nel succedersi della storia. Se è chiaro che il lavoro è un bene e un dovere, tuttavia non va dimenticato, che al tempo stesso, esso è anche una sorgente di diritti per il lavoratore.

Primo fra tutti il riconoscimento della “priorità” del lavoro (umano) nei confronti di tutti gli altri mezzi di produzione” ( terreni, impianti, mezzi finanziari, ecc) che restano sempre e comunque solo degli strumenti usati dall’uomo. Giova ricordare infatti che è l’uomo che ha gradualmente ideato e realizzato tutti i mezzi di produzione, dai più semplici e primitivi, fino ai più elaborati e sofisticati di oggi e che è sempre l’uomo che li guida e li dirige. Tutte queste considerazioni devono essere ben presenti quando si va a determinare il valore del lavoro dell’uomo. Valore che, alla luce delle considerazioni suesposte, ci pare giusto concludere debba essere il piu’ alto possibile. ( il lavoro dell’uomo è prezioso e vale molto ) 2) Costo del lavoro Abbiamo appena visto che il lavoro dell’uomo è prezioso e vale molto Vediamo adesso l’altra faccia della medaglia: il lavoro come costo di produzione. Il lavoro dell’uomo, come è noto, partecipa al processo di produzione di beni e servizi. In quanto parte del processo produttivo il costo del lavoro è uno degli elementi che compongo-

no il costo complessivo di un prodotto/servizio e di conseguenza influenza direttamente anche il suo prezzo di vendita. Va da sé che, se il costo del lavoro è elevato, altrettanto elevato sarà il prezzo di vendita di quel prodotto. Viceversa se è basso. Da queste brevi e semplici considerazioni ne derivano altre che proviamo a trattarle con un esempio. Facciamo due ipotesi di costo di produzione di due prodotti. Prodotto A: Prodotto B: costo del lavoro 10 costo del lavoro 40 altri costi : primo costo 45 . primo costo 30 . secondo costo 30 . secondo costo 25 . terzo costo 15 . terzo costo 5 totale costi 100 totale costi 100 Emerge chiaramente che nel prodotto (A) l’incidenza del costo del lavoro, sul totale dei costi e quindi sul conseguente prezzo di vendita, è più bassa rispetto al prodotto (B). Non solo, nel primo caso (A) la voce “costo del lavoro” non è la prima in assoluto, ma la quarta. Nel secondo caso (B) è decisamente la voce di costo più importante del totale.

Date queste due situazioni, ipotizziamo una accelerazione della concorrenza sul mercato, oppure una crisi di mercato, o un crisi di domanda come sta succedendo oggi. In questi casi l’imprenditore è costretto a riesaminare la sua situazione, sia in termini di validità dei suoi prodotti, qualità, promozione, marketing ecc. ma anche, e forse principalmente, di costi del suo prodotto. Che cosa farà per cercare di risparmiare sui costi? E’ abbastanza ovvio che cercherà di ottenere la massima efficienza, prima di tutto, sulla voce di costo più consistente. Nel caso A inizierà a lavorare per comprimere il “primo costo” che incide, da solo, per il 45% , poi il “secondo costo” 30, infine, se sarà ancora necessario, stringerà i controlli e le riduzioni anche sull’ultimo e cioè anche sul costo del lavoro. Nel caso B, seguendo la stessa logica, inizierà subito a porre limitazioni e riduzioni alla voce “costo del lavoro” che è la più pesante. (Quando si parla di ristrutturazioni, guarda caso, il più delle volte si parla di licenziamenti). Da queste brevi considerazioni emergono chiaramente due diverse esigenze tra loro contrastanti che bisognerà nel prosieguo cercare di comporre: da una parte il valore del lavoro che è, e deve essere “alto”, dall’altra il costo del lavoro che per motivi opposti deve tendere al “basso”. (Continua) *Già direttore generale Aeffe

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Luglio 2013

Si scambiano beni, servizi e conoscenze. Nasce una nuova rete di relazioni

4 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Crisi, cento aziende tornano al “baratto“ Maurizio Temeroli, segretario della Camera di commercio e l'imprenditore Fabrizio Moretti

Temeroli: “Come Camera di commercio abbiamo iniziato a lavorare a un progetto sulla responsabilità sociale nel 2004 e in quell’ambito abbiamo pensato di costruire questa rete. Non pretendiamo certo di fornire la risposta a un problema enorme come quello della crisi” UOMINI - Se come dice Giorgio in economia vince chi sbaglia meno e non il più bravo, forse un fattore economico vincente potrebbe essere il “baratto”. Ovvero, gli imprenditori si scambiano beni e servizi in cambio di altri beni e altri servizi. Questo abbandonare l'euro, come qualcuno lo ha definito, lo si fa attraverso una moneta chiamata “Quinc” (diminutivo di “Quincux”), in onore dell'antica moneta in bronzo che si coniava a Rimini. Questo specie di ritorno alla civiltà della casa colonica, è un'idea economica partita dalla Camera di commercio di Rimini, in collaborazione con le associazioni di categoria: albergatori, commercianti, artigiani,

informatici, consulenti, progettisti. Finora vi hanno aderito un centinaio di imprese. La neonata moneta-idea è un “pagherò” che vale all'interno del circuito che vi ha aderito. Maurizio Temeroli, segretario della Camera di commercio: “Facciamo un esempio concreto. Un’azienda di software vende un’applicazione a una tipografia, che effettuerà il pagamento in parte in euro e in parte in Quinc. L’azienda di software potrà utilizzare i Quinc ricevuti nelle successive operazioni di acquisto, ad esempio per comprare carta, un servizio di consulenza o qualsiasi altro prodotto disponibile all’interno del circuito. Il buono sconto, ovviamente, non corrisponderà a una

perdita di valore per l’azienda, ma sarà quantificato in unità di conto virtuali, i Quinc appunto, che potranno essere barattati all’interno del circuito per l’acquisto di altri beni o servizi”. “Oggi viviamo una fase di stallo – dice Gianmario Ferrari, titolare degli alberghi Hotel Little, Hotel Nelson, L’Hotel e vicepresidente dell’Associazione Albergatori – le aziende devono superare una crisi legata al credito che immobilizza l’economica locale.

Quinc potrebbe essere sicuramente una soluzione. A me personalmente il progetto è piaciuto subito, anche perché consente di instaurare un dialogo con le realtà aziendali del territorio, e ciò non può che essere positivo. Poi, parlando da imprenditore, ci vedo un nuovo segmento di mercato. Certo, non è il rimedio per tutti i nostri guai, però in momenti di crisi è importante aprire nuove prospettive”. “La débacle riguarda tutta l’Italia - commenta Enzo Mataloni della Serint Group, una delle imprese che ha abbracciato il progetto - e richiede

una soluzione immediata, che si basi sulla collaborazione e sulla solidarietà”. Solidarietà parola magica ch sottointende valori e bene comune. “Come Camera di commercio - continua il segertario Temeroli - abbiamo iniziato a lavorare a un progetto sulla responsabilità sociale nel 2004 e in quell’ambito abbiamo pensato di costruire questa rete. Non pretendiamo certo di fornire la risposta a un problema enorme come quello della crisi di liquidità ma è attraverso il dialogo che si possono affrontare anche le difficoltà più importanti, in questo caso la necessità di lavo-

rare pur con le casse vuote”. “Non possiamo più chiamare ciò che stiamo vivendo ‘crisi economica’: è un cambiamento epocale al quale dobbiamo far fronte inventando nuove modalità per affrontare il mercato – racconta Fabrizio Moretti, titolare del Colorificio Mp di Viserba di Rimini – questo progetto è interessante proprio in tal senso, supplisce alla scarsità di liquidità introducendo lo scambio come mezzo finanziario e credo possa dare nuovo impulso al tessuto locale, rinvigorito dal carattere circoscritto dell’iniziativa, che favorisce un’importante sinergia tra imprese del territorio”. Il nuovo modello di interscambio parte in concreto dopo il workshop previsto per metà luglio, durante il quale le aziende che hanno aderito si incontreranno per discutere della fase operativa di Quinc. Temeroli: “Per il momento lo scambio avverrà tra imprese, ma in futuro potrebbe essere ampliato e magari coinvolgere anche i consumatori, i cittadini”.

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5 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444 - “Tè. “Sì, grazie”. Al limone o al latte?”. “Tutt'e due”. “Sta scherzando mister Feyneman”. E' il dialogo tra la madre di un amico e uno dei geni dell'umanità, premio Nobel per la fisica giovanissimo. L'aeroporto è di fronte a due strade: il concordato (traduzione, pagare molto meno i creditori) o il fallimento. Decide in luglio il tribunale di Rimini. Per un'azienda pubblica ci vorrebbe una terza via: ricapitalizzare e far fronte ai doveri come si converrebbe ad un galantuomo. Ma tant'è, questo è la fotografia dell'aeroporto Fellini, sul quale il maestro della cinematografia si farebbe una risata e forse potrebbe trarre ispirazione per la sceneggiatura per i suoi film. Il primo pensiero va ai fornitori di Aeradria. Se non dovessero più vedere il loro credito molti rischiano la chiusura, o di affrontare il futuro in un mare economico agitato. E' giusto? Il maggior creditore è la Cassa di Risparmio di Rimini, che vanta un credito di circa 8 milioni di euro. Ed è attorno a questo credito che si cerca di costruire una cordata privata in grado di rilevare e rilanciare la struttura. Può un'azienda a maggio-

Luglio 2013

RIMINI

Lo scalo riminese sotto il peso dei debiti E' giusto per un'impresa pubblica?

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Aeroporto, concordato o fallimento? Aeradria debiti 2011

Benefici

28,8

900

- Il totale debiti verso banche nel 2011 è di 13 milioni (nel 2010 era di 12,4), quelli verso fornitori 15,8 (erano 8,3 nel 2010)

La ricaduta economica indotta sull’economia locale è stata stimata da Aeradria intorno ai 900 milioni di euro.

giori economisti italiani, L'altra faccia dell'aeroporto è che è strategico nella crescita economica del futuro di Rimini. Il turismo ed il congressuale non possono prescindere dallo scalo. Oggi, sono pochi coloro i quali in Europa si spostano in auto. Se Rimini, se l'Italia, vuole giocare al tavolo vero del turismo deve saper far atterrare i velivoli. L'aeroporto al giorno d'oggi, per la prima mèta balneare italiana è ossigeno allo stato

puro. Senza voli, ci si può scordare di portare gli stranieri sulle nostre spiagge, alle nostre fiere. Insomma, è una decadenza lenta. Dunque, deve essere tutta la comunità di Rimini, la Regione Emilia Romagna, l'Italia, a lavorare per uno scalo efficiente e ordinato nella gestione. La struttura è un volano di ricchezza. La cultura italica, purtroppo, penalizza l'efficienza pubblica. In Italia ci sono una novantina di aeroporti (ne baste-

Massimo Masini, ex sindaco di Riccione, presidente di Aeradria

ranza a capitale pubblico fallire o chiedere il concordato? Ad ascoltare il codice civile può, come una delle cinque milioni di partite Iva italiane. Un'azienda pubblica ha il dovere di comportarsi da galantuomo, cioè onorare i propri impegni fino all'ultimo centesimo. Insomma, ha l'obbligo di saldare il conto. Punto. Questo è anche il pensiero di quel mostro di Stefano Zamagni, riminese, tra i mag-

rebbero 20, uno ogni 200 km sull'asse nord-sud, est-ovest), ben 4 in Emilia Romagna (Bologna, Rimini, Forlì e Parma), una regione di 4 milioni di abitanti, pari ad una piccola città cinese. Inutile dire, che nessuna nazione si può permettere tali abbondanze di piccinerie. Scrive un politico: “L’aeroporto è fondamentale per l’economia della nostra riviera, va difeso allo stremo, con i denti e con le unghie. Alcune riflessioni vanno però affrontate rapidamente e seriamente. Aeradria è il paradigma di un’Italia che dobbiamo, vogliamo, lasciarci alle spalle il prima possibile. Fino a pochi anni fa, forse ahimè è vero ancora oggi, era naturale che la carriera politica di persone di spicco confluisse in società e/o aziende partecipate. Un tributo dovuto. Perché? Chi ha detto che un bravo politico è anche un bravo tecnico? Il management va rimosso”.

GLI UOMINI

Guida Masini Masini Massimo (presidente), Mario Formica e Massimo Vannucci (vice), Sabrina Zanetti, Elisabetta Lazzari, Andrea Magnani, Enzo Fabbri, Giovanni Conti, Roberta Merlini (consiglieri). Gli emolumenti Presidente 52.912,49; Vicepresidente: 40mila e 33mila; per gli altri un gettone di 227 euroa seduta COMPAGINE

Aeradria, i soci Provincia di Rimini (36,12%), Rimini holding (16,8), Camera di Commercio di Rimini (7,99), Regione Emilia Romagna (7,49), Rimini Fiera (7,41), Comune di Riccione (6,48), Palazzo dei congressi (4,2), Confindustria (2,97), Camera di Commercio di San Marino (2,97) e altri ma marginali

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RIMINI BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

- Che i social network si siano prepotentemente imposti nelle nostre vite è faccenda nota a tutti. L’immagine di uomini che, pur passeggiando con la propria compagna, sono attaccati ad improbabili radioline per seguire la squadra del cuore, è ormai un lontano ricordo del passato. Il quadro di oggi è ben diverso. Osserviamo persone incollate al proprio smartphone che, pur camminando su questa terra, presenziando a qualche evento o durante l’aperitivo con gli amici, sono collegate chissà dove. Sicuramente Facebook è il più diffuso. Già alla fine del 2012 ha raggiunto un miliardo di utenti attivi. Ma, di reti sociali, ne abbiamo per tutti i gusti, basta una semplice ricerca. Ti piacciano gli animali? Ecco Happypet o Ynetpet. Ami la fotografia? Ci sono Tumbrl , Deviantart , Pinterest o, il più professionale, 500px. Ho come l’impressione che ci stiano studiando e, malvagiamente, invece di farci vivere la nostra vita, analizzino le nostre passioni e creino software in grado di custodire il nostro interesse, collegarci con chi condivide il nostro hobby, sottrarre i nostri dati. Quello che prima avveniva nelle botteghe, al mercato, nei circoli,

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Intervento di Mario Galasso, assessore provinciale ai Servizi sociali

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Va bene la rete, ma uscire in piazza con gli amici è meglio Il lessico, la cultura, le passioni, la bellezza... rischiano di diventare memoria antica?

Mario Galasso e consorte

L'INTERVENTO di Mario Galasso* per strada, ora, senza bisogno di uscire di casa, lo troviamo su internet. È come se ci fosse un burattinaio e noi fossimo inconsapevoli marionette disponibili a farci controllare. Ma come e quanto hanno cambiato la nostra vita? Che influenza hanno nelle nostre decisioni? Non penso esista una risposta unica. Per molti, troppi, è diventato un condizionamento, una sorta di oracolo, una dipendenza, un problema.

La preoccupazione non è più organizzare una gita, un’escursione, ma apparire in tempo reale magari con commenti mediocri, insipidi, dozzinali. In questo modo ogni azione quotidiana, anche la più banale, è postata e potrà contare su qualche apprezzamento o commento. Sciocco chi pubblica? Sciocco chi commenta?

Certamente si è creato un circolo vizioso per cui sento la necessità di aggiornare e di essere aggiornato immediatamente. Voglio essere preparato, pronto. Conosco all’istante le faccende degli altri. Hai visto quanti “amici” ho! Chi ha cliccato “mi piace”? Ma pensa te, non avevano litigato? Guarda cos’ha combinato! Clicco “mi piace” così vede che lo

seguo. Ma sarà da postare una cosa del genere? Che fotografia è mai questa? Mamma mia quanta porcheria pubblica! Bisogno che avvisi mio fratello che suo figlio… Morbosamente, senza neanche accorgersene, si vive la vita degli altri e ci si dimentica della propria. Non si ha più tempo per leggere un romanzo, una rivista. Il linguaggio

diventa stringato, limitato a poche parole. Intere sillabe vengono sostituite da inverosimili, altisonanti e ridondanti consonanti. Pensare in 140 caratteri, ecco il problema. Il lessico, la cultura, le passioni, la bellezza... rischiano di diventare memoria antica? Non tutto va demonizzato. I social network possono essere utilissimi, simpatici, molto interessanti. È l’uso spasmodico, ossessivo, condizionante quello da evitare. Ecco allora un piccolo consiglio. Gli aggiornamenti di Facebook sono l’ultima cosa che leggo prima di dormire e la prima quando mi sveglio? Fermati. È ora di iniziare una cura disintossicante, magari a scalare o, più semplicemente, uscendo all’aria aperta ad incontrare gli amici. Quelli veri. *Assessore provinciale ai Servizi sociali

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RIMINI

Una delle residenze che hanno fatto la storia di Rimini. Ci facevano i fiammiferi - Torna a risplendere l’antico Palazzo Ghetti, meglio conosciuto come il Palazzo dei Fiammiferi. inaugurata anche una interessante mostra archeologica dei reperti trovati durante i lavori di restauro. Nello storico Borgo San Giovanni di Rimini, ove termina l’antica consolare Flaminia, in prossimità dell’arco d’Augusto, costruita oltre 2200 anni fa (la terza strada realizzata in Italia che collegava Rimini con Roma attraversando tutti gli Appennini centrali), ha Sede e Direzione la Banca Malatestiana all’interno dell’antico Palazzo Ghetti, dal nome dal proprietario Nicola Ghetti, che nell’800 fabbricava i fiammiferi che venivano comunemente chiamati “zolfanelli”. Attraverso una attenta e precisa ricostruzione storica sia del “borgo” sia del “palazzo” è da un decennio iniziato un attento restauro terminato all’inizio dell’anno. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta lo scorso 15 giugno, aperta a tutta la cittadinanza e nell’occasione è stato presentato un corposo e prestigioso volume dal titolo “Il Palazzo dei Fiammiferi”, curato dallo storico riminese Piero Meldini, con la collaborazione di Oreste Delucca, Oriana Maroni, Alessandro Mori, Giovanni Rimondini, edito da Pazzini in una prestigiosa edizione. Il curatore del libro Piero Meldini ha riferito: “Nel progetto sono stati coinvolti alcuni studiosi riminesi di grande esperienza. Il volume si apre con una mia ricostruzione del tessuto edilizio e della composizione sociale del borgo di San Giovanni nell’800, quando Nicola Ghetti vi impiantò la fabbrica dei ‘fulminanti’; Oriana Maroni ne ripercorre la biografia, in paral-

Borgo San Giovanni, palazzo Ghetti torna a splendere LA STORIA di Piefrancesco Gasperi lelo agli avvenimenti locali e nazionali, mentre delle vicende della fabbrica si occupa Oreste Delucca. Completano il volume un saggio di Gianni Rimondini sul progettista del palazzo, Giovanni Benedettini, allievo e poi rivale di Luigi Poletti, molto attivo nel riminese, e un’appendice di Alessandro Mori sui criteri e le tappe del restauro. Di Nicola Ghetti si sapeva molto poco, sostanzialmente quel che si ricava dai necrologi pubblicati sui periodici riminesi quando, nel 1883, un tal Corbucci, suo lontano parente, lo uccise per futili motivi sparandogli alla testa. I dati di prima mano che abbiamo raccolto negli archivi hanno gettato nuova luce sulla figura di Ghetti, personaggio rilevante della vita economica e politica locale”. Nato nel 1816, di umili origini, riuscì a creare un’industria che la “Guida del forestiere”, pubblicata da Luigi Tonini nel 1864, giudicava “grandiosa”, aggiungendo che

Il palazzo

“ha così grande smercio che tiene impiegate di continuo al lavoro oltre 300 persone. Il suo traffico è esteso per tutta Italia”. Ghetti appartenne a quella generazione che professava sentimenti patriottici, le persone del suo ceto, almeno; di

orientamento liberaldemocratico, partecipò alla sommossa del 1845, su cui d’Azeglio scriverà “Degli ultimi casi di Romagna”. Dopo l’unità d’Italia fu consigliere comunale per un ventennio circa, ricoprendo anche altre cariche. Nel 1838 la costruzione del palazzo Ghetti, nuova sede della fabbrica un vastissimo fabbricato a quattro piani -, coronava il suo status con una scenografica residenza, cui affidava anche la testimonianza della sua ascesa. Fu per certi versi un imprenditore ‘illuminato’, ideatore di un tipo di “fiammiferi nuovi di sicurezza” non soggetti all’autocombustione, che si poneva anche il problema della tossicità per gli operai del ‘fosforo bianco’,

una delle componenti della capocchia del fiammifero. Eppure subì un processo per maltrattamenti e percosse a una dipendente diciottenne, che il 30 agosto 1854 lo denunciò al Governatore. Riconosciuto colpevole, beneficiò dell’indulto. Nel 1877 donò uno dei palazzi più prestigiosi della città, palazzo Gioia, al nascente Istituto Ricovero di Mendicità, comportandosi da benefattore, anche se pure questo si legava al suo riconoscimento sociale. Morto lui, la fabbrica entrò presto in crisi, cessando la produzione nel 1908. Per adeguare il fabbricato alle esigenze odierne occorreva trovare spazi per gli impianti tecnologici, senza però senza però trasformare gli edifici originari. In accordo con la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna si è deciso di ospitare tali impianti in un interrato realizzato sotto il cortile interno, per consentire di effettuare i lavori in sicurezza senza alterare gli equilibri statici degli edifici esistenti. E proprio durante questi scavi sono venuti alla luce

importanti reperti archeologici. Ad un metro di profondità sono state portate alla luce alcune strutture medioevali del Borgo San Ginesio (oggi san Giovanni). Case, botteghe, magazzini si aprivano su una strada, cortili ricchi di materiali hanno permesso di scoprire uno spaccato di vita quotidiana della Rimini Malatestiana tra il XIV e XV secolo. Il Borgo fu costruito al di sopra di una necropoli romana risalente al III-IV secolo dopo Cristo, distribuita lungo la Via Flaminia (oggi Via XX Settembre). Inoltre, sotto vari strati di terreno, sono emersi fossi di bonifica del territorio, realizzati dai Romani a partire dalla metà del III secoli avanti (prima) di Cristo. I fossi riempiti di terreno hanno restituito vasellame, una fibula, moltissime monete ed altri importanti reperti. La Banca ha quindi deciso di raccogliere tali importanti reperti in teche e vetrine appositamente realizzate per dar vita ad un Museo stabile posto in uno spazio al piano terra che dà sul cortile interno dell’ingresso principale. Tale museo, previa telefonata ala Banca è possibile visitarlo da tutti i cittadini. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 22 giugno con la presentazione di un catalogo-guida “Dalle Origini del Borgo a Palazzo Ghetti, 25 anni di storia”, che ricostruisce la storia del Borgo e del Palazzo e descrive i reperti in mostra. Veramente una bella iniziativa di Banca Malatestiana che ha restituito alla città di Rimini un palazzo importante ed un pezzo di storia economica-sociale del territorio con grande attenzione all’arte ed alla cultura messa a disposizione dell’intera comunità.

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RIMINI - SAN MARINO UOMINI

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Dal 1948 al 1970. Primo assessore regionale al Turismo (1970-1977)

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Ceccaroni, il sindaco del boom turismo Giancarlo Frisoni

Il re dei trenini conquista Milano Marittima - Con cinque mezzi Giancarlo Frisoni è il signore dei trenini della provincia di Rimini. E' andato anche alla conquista della blasonata Milano Marittima. Anzi, lo hanno conquistato loro, come si diceva della Grecia sottomessa a Roma. E' stato assoldato dalla località Anello del Pino, per fare da navetta ai turisti fino in centro. Con la cadenza di 10 minuti, dalle 8 di sera all'una di notte. Nel pomeriggio invece, sempre da Milano Marittima, sempre col trenino, uscite alle terme di Milano Marittima, ai musei della Farfalla, del Sale e alle Saline di Cervia. L'avventura imprenditoriale di Frisoni, inizia nel 1990, quando acquista il primo mezzo per fare servizio a Misano Mare. A Rimini inizia a traghettare dalla periferia al centro, e viceversa, nel 1996. Oggi, i suoi cinque mezzi operano a Rimini (ben quattro) e a Milano Marittima. Per emozionare i turisti, ha guide che parlano tre lingue: inglese, francese e tedesco. Sta pensando al russo. Nelle soste dei mesi invernali, Frisoni affitta i mezzi per le fiere (Bologna, ad esempio) e per le feste (Santarcangelo, Cioccolato a Perugia, altri esempi).

In un libro “Scritti 19481980”. A cura di Davide Bagnaresi e Gianluca Calbucci

Walter Ceccaroni

IDEE

- Nell’ambito del progetto di ricerca “La costruzione di una Città turistica. Walter Ceccaroni Sindaco e primo Assessore Regionale al turismo (1948-1980)” curato dall’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea esce per i tipi di Capitani la raccolta degli scritti di Walter Ceccaroni (19211999), Sindaco di Rimini dall’8 novembre 1948 alle elezioni del 7 giugno 1970. E poi Consigliere regionale dal 1970 al

1980, ed Assessore Regionale al Turismo dal 1970 al 1977. La ricerca, a 14 anni dalla sua morte, è stata diretta da una parte alla raccolta dei suoi numerosi scritti, politici e amministrativi, oggi dispersi e difficilmente consultabili su numerose riviste, pubblicazioni e archivi e dall’altra a ricostruire la sua azione di pubblico amministratore, sia a Rimini che a Bologna. In particolare sull’azione della ricostruzione della Città e del sostegno al nascente turismo di massa a

Rimini, e sul suo impegno per il nostro turismo a Bologna. Sindaco, quasi ininterrottamente, fra gli anni 1948 e 1970, a Ceccaroni è legata una pagina importante della Rimini del secondo Novecento. A Lui viene riconosciuto un ruolo di primo piano nella rinascita e nello sviluppo del turismo locale. Durante il periodo dei suoi mandati, inoltre, venne elaborato e messo in atto un complesso Piano Regolatore, redatto dall’architetto Giuseppe Campos Venuti, nonché

numerose opere di infrastrutturazione finalizzate all’ammodernamento della Città. Nell’arco di questi venti anni Ceccaroni comunicò alla cittadinanza le motivazioni e le scelte della sua Giunta e del suo partito. Tali interventi e articoli, scritti in un periodo storico contraddistinto da una forte contesa politica, si pongono come una importante testimonianza del dibattito e delle fasi che portarono alla Rimini che oggi conosciamo.

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9 BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

- Da qualche mese i riminesi stanno dando una seconda vita ai prodotti che non usano più grazie a “Rimini Riutilizza!”, l’iniziativa nata da una collaborazione tra Provincia di Rimini, Comune di Rimini, Gruppo Hera, Arpa e alcune associazioni del territorio quali Cooperativa Sociale La Fraternità, Associazione Centro Missionario Daniele Comboni, Associazione Madonna della Carità e la Cooperativa Sociale Mani Tese, aggiuntasi di recente. Nei primi mesi di attività è stato superato il traguardo delle due tonnellate di prodotti raccolti e riutilizzati (25% apparecchi elettrici ed elettronici; 17% strumenti e apparecchi non elettrici; 25% mobili; 7% giochi e sport; 24% abiti e tessili; 3% arredamento). Tutti i sabati nell’area del Centro Raccolta (Stazione Ecologica) di Via Nataloni a Rimini, oltre al personale Hera addetto al ritiro dei rifiuti e dei materiali da avviare a smaltimento, i cittadini trovano, dalle 9 alle 11, in un’area ben segnalata, anche i rappresentanti delle associazioni ai quali poter consegnare prodotti funzionanti ma inutilizzati: grandi e piccoli elettrodomestici, strumenti e appa-

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RIMINI - VALMARECCHIA

“In tempo di crisi non sprecare... rimetti in circolo i tuoi oggetti”. Iniziativa di istituzioni (Provincia e Comune) e volontariato

Arriva “Rimini riutilizza” Palazzo dell'Arengo Il Comune di Rimini è tra i promotori

Cooperativa Sociale La Fraternità, Associazione Centro Missionario Daniele Comboni, Associazione Madonna della Carità e la Cooperativa Sociale Mani Tese

Tese, Via Circonvallazione Occidentale, 28, Rimini mercoledì – sabato 9,30-13; mercoledì e sabato 16-19. 0541.785305

CURIOSITA' recchi elettronici, , giochi, articoli sportivi, attrezzi per il tempo libero, abiti e tessili, arredi. Tutti gli oggetti raccolti il sabato mattina dalle associazioni sono portati presso i mercatini dell’usato gestiti dalle stesse e, previo eventuale restauro e riparazione, rimessi sul mercato a prezzi vantaggiosi. “Rimini Riutilizza!” nasce dal Progetto CERREC (finanziato dal programma Central Europe – European Development Fund) di cui la Provincia di Rimini – Settore Politiche Ambientali è partner insieme ad altri 8 Enti di 6 Paesi

dell’Europa Centrale. Con questa iniziativa la Provincia di Rimini intende favorire la riduzione della produzione dei rifiuti e promuovere il riutilizzo dei prodotti, una pratica che consente di allungare il ciclo di vita di molti oggetti di uso quotidiano e, di conseguenza, di diminuire l’impatto ambientale che questi hanno quando non servono più e diventano rifiuti., Allo stesso tempo consente alle categorie sociali svantaggiate di acquistare a prezzi vantaggiosi beni ancora

utilizzabili. La Cooperativa Sociale La Fraternità commenta così il suo impegno per Rimini Riutilizza!: “Aderire a questa iniziativa ci permette di contribuire a creare una cultura non consumistica e di lasciare ai nostri figli un mondo eco-sostenibile”. I mercatini dell’usato gestiti dalle quattro associazioni coinvolte si trovano: Cooperativa Sociale La Fraternità, Via dell’Industria, 7, Poggio Berni lunedì – sabato 912.30 e 15 -19; giovedì e sabato

pomeriggio chiuso 0541.627083 Associazione Centro Missionario Daniele Comboni, Via Berlinguer - Riccione lunedì – venerdì 9 -12.30 martedì e venerdì 15 -17 0541.606008 Associazione Madonna della Carità, Via Emilia Vecchia, presso Chiesa di San Vito martedi 10-12.30; mercoledì, giovedì e venerdì 15.30-18.30; sabato 9.30-12.30 0541.26040 Cooperativa Sociale Mani

“Rimini Riutilizza!” offre anche un servizio di ritiro gratuito a domicilio di prodotti da riutilizzare. I cittadini interessati possono contattare una delle quattro associazioni aderenti al progetto, e fissare l’appuntamento. Le tipologie di prodotti per cui è attivo il servizio sono: •ingombranti domestici generici (mobili, sedie, poltrone, materassi, reti, tavoli); •apparecchiature elettriche ed elettroniche (elettrodomestici di grandi dimensioni: lavatrici, frigoriferi, televisori, condizionatori, congelatori...).

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Lorenzo Mattotti

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l'OPINIONE

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Passati i tempi del cardinale Ruini. Con papa Francesco, almeno finora, le cose vanno in altro modo

Inizia in prima pagina della scuola, palestra indispensabile per la formazione delle nuove generazioni. La Chiesa, abituata com’è a scrutare la volontà di Dio iscritta nella natura stessa della creatura umana, vede nella famiglia un valore importantissimo […]. La Chiesa riconosce nella vita un bene primario […] e chiede perciò che sia rispettata tanto nel suo inizio quanto nel suo termine […]. Quanto alla scuola, poi […], non posso non esprimere l’auspicio che venga rispettato il diritto dei genitori ad una libera scelta educativa, dover sopportare per questo l’onere aggiuntivo di ulteriori gravami. che i legislatori italiani nella loro saggezza, sappiano dare ai problemi ora ricordati soluzioni “umane”, rispettose cioè dei valori inviolabili che sono in essi implicati». Checché dica la Costituzione italiana, che, tanto per cominciare, vieta oneri per lo Stato in favore della scuola privata. Non stupisce che, sulla “Stampa” del giorno dopo, Gian Enrico Rusconi e Riccardo Barenghi abbiano subito osservato: a) che il riferimento alle radici cristiane «diventa subdolamente un vincolo (con effetti anche giuridici) per condizionare l’etica pubblica in una dire-

Due papi e il bene comune Papa Ratzinger

Papa Bergoglio «rimarca i fondamenti etici della sua religione», perché ha fede nell’insegnamento di Gesù, e non sembra intenzionato a chiedere che lo Stato si sostituisca alla religione IL PUNTO DI VISTA zione piuttosto che in un’altra» (Rusconi); b) che «il papa non ha solo espresso la sua opinione, non ha nemmeno semplicemente rimarcato i fondamenti etici della sua religione, e neanche si è “normalmente” ingerito negli affari italiani come tante volte hanno fatto nella storia i suoi predecessori e collaboratori (e lui stesso). Ha fatto qualcosa di più, ha letteralmente dettato la legge» (Barenghi). Quest’ultima valutazione del Barenghi, espressa a caldo, è certamente andata sopra le righe. Sarebbe stato preferibile leggere che il papa aveva suggerito la legge. Libero il papa di suggerire, libero lo Stato di accettare, totalmente o parzialmente, il suggerimento ricevuto, o di rifiutarlo affat-

to. Il 7 giugno 2013, otto anni dopo, uno degli studenti delle scuole dei gesuiti ha chiesto a papa Francesco se i cattolici devono fare politica. Papa Francesco ha riposto che i cattolici non devono fare come Ponzio Pilato, ma, al contrario hanno il dovere di «coinvolgersi nella politica», perché la politica è «ricerca del bene comune». Siamo lontanissimi dalle parole di Benedetto XVI a Ciampi. Il giorno dopo papa Francesco ha ricevuto Napolitano, ed Emma Bonino, assai poco ben vista in Vaticano per le

sue idee radicali su divorzio e aborto, e la Bonino gli ha stretto la mano al papa senza baciare l’anello pontificio. L’impressione che tutto questo ha prodotto è che sono passati i tempi del cardinale Ruini, che, dall’alto della Conferenza Episcopale Italiana, aveva stabilito un rapporto di grande amicizia e collaborazione con l’allora presidente del Consiglio Berlusconi, compiendo una scelta politica di centro-destra. Una volta Berlusconi introdusse una bestemmia in una delle sue barzellette, e in Vaticano un alto

esponente lo perdonò affermando che quella bestemmia andava giudicata «contestualmente»: insomma non era più una bestemmia. Con papa Francesco le cose stanno andando, almeno fino ad oggi, in modo assai diverso. Lo si è visto anche in occasione dell’elezione di Marino a sindaco di Roma. Anche per Marino la politica è «ricerca del bene comune», a cominciare dagli ultimi, dai più bisognosi. Il suo avversario, Alemanno, ha inondato Roma di manifesti invocanti il voto contro Marino, in nome della fede cattolica, perché è noto che il cattolico Marino, il grande chirurgo specializzato in trapianti di organo prima negli Stati Uniti e poi in Italia, è contrario all’obbligo dell’idratazione e nutrizione forzata voluta dal Vaticano e da Berlusconi, i cui senatori hanno giudicato la morte di Eluana Englaro un «assassinio». Ma i tempi di Ruini sono passati, e non pare che i parroci della diocesi di Roma si siano molto impegnati a contrastare Marino, che ha vinto largamente con-

tro Alemanno. Del resto, il 17 a zero inflitto dal centro-sinistra ai berlusconiani alle elezioni amministrative del 910 giugno, con la vittoria di diversi pidiellini renziani scelti con le primarie, dimostra che dietro Berlusconi ci sono soltanto dei fantasmi. Berlusconi non perde, quando promette meno tasse nelle elezioni politiche, ma in vent’anni non è riuscito a creare una nuova classe politica dirigente. Quando non si mette in corsa lui, dietro di lui c’è il vuoto. Conta solo lui, con il suo progetto di schiacciare il potere giudiziario. Questo il senso di quelle elezioni, che hanno creato un clima di sospensione sulle sorti dello stesso governo Letta-Alfano. Quanto a Berlusconi, la Corte costituzionale ha respinto il suo ricorso. Il processo andrà avanti, fino alla Cassazione. Per tornare all’espressione di Barenghi, papa Bergoglio «rimarca i fondamenti etici della sua religione», perché ha fede nell’insegnamento di Gesù, e non sembra intenzionato a chiedere che lo Stato si sostituisca alla religione, facendo tutto quello che piace alle gerarchie ecclesiastiche. Intanto chi scrive, dopo il colloquio del 9 giugno al seggio elettorale di Marino, lo stesso seggio suo e di sua moglie Giuliana, intrattenutasi con Marino le mani nelle mani, è felice di averlo come suo sindaco. Finalmente, dopo cinque anni di malgoverno alemanniano. Roma ha il sindaco che meritava.

*Libero docente all'Università di Roma

Il paesaggio per il giardino - Sun. Giosun, Camping & Village. Ovvero 1500 business meeting, anticipazioni sulle tendenze e innovazioni proposte dalle più importanti realtà dell’Outdoor design & living, convegni, contest e workshop animeranno la trentunesima edizione del Salone Internazionale dell’Esterno

Sun, a Rimini Fiera il più importante appuntamento italiano B2B per i professionisti e gli appassionati della vacanza all´aria aperta

Il Salone Internazionale dell’Esterno, da oltre trent’anni punto di riferimento nel settore della progettazione, dell’arredamento e degli accessori per l’universo Outdoor. Giocattoli & gonfiabili In contemporanea si

sui trend del mercato; svolgeranno GIOSUN, 28° Salone Internazionale del giocattolo e dei giochi all’aria aperta (gonfiabili grandi e piccoli per spazi pubblici e privati, giochi e giocattoli, piccoli natanti, labirinti e pupazzi, attrezzature, accessori e abbigliamento per i giochi di squadra e il divertimento all’aria aperta per tutte le età). Camping & Village 5^ edizione. Il più grande e importante appuntamento italiano B2B (business to busines) per campeggi e villaggi turistici (case mobili, verande, pavimentazioni, recinzioni, software e servizi per i titolari e i gestori di strutture ricettive openair). La tre giorni, 10 padiglioni, 1000 marchi in esposizione e oltre 25.000 visitatori professionali, è declinata in 7 percorsi espositivi: OUT_style Il più completo evento

GARDEN Sun Incontro tra l’offerta dell’eccellenza florovivaistica e la domanda del mondo della progettazione pubblica e privata su grande scala; SUN_contract Progetti e soluzioni per le strutture di accoglienza dotate di spazi esterni; SEA_style Attrezzature e forniture per la filiera degli stabilimenti balneari, i villaggi turistici e la spiaggia in generale; URBAN_style Arredi, soluzioni e progetti per gli spazi pubblici urbani; SUNAQUAE Piscine, vasche, attrezzature e impianti per il benessere personale; OUT_floor Pavimentazioni e camminamenti per l’esterno.

Sezione giochi gonfiabili

Dal 6 all'8 ottobre idee in cammino

SUN - GIOSUN CAMPING & VILLAGE

Un unico, grande marketplace offre alle aziende un’importante opportunità di promozione e comunicazione, grazie ai numerosi business meeting programmati con delegazioni d’affari provenienti da tutto il mondo. In particolare da: Bulgaria, Egitto, Emirati Arabi, Marocco, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Turchia, Ucraina, Serbia, Slovacchia, Svizzera, Rep. Ceca, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania.

St a b i l i m e n t i balneari

La tre giorni: 10 padiglioni, mille marchi in esposizione e oltre 25.000 visitatori. Sette percorsi espositivi

Designer under 35 Dopo il successo dello scorso anno spazio alla creatività, con la sesta edizione del concorso internazionale SUN.LAB, che riunirà i migliori talenti under 35 dell’outdoor design, i cui vincitori otterranno uno spazio espositivo durante la kermesse, con l’opportunità di entrare in stretto contatto con le più importanti realtà del settore.

COLPO D'OCCHIO SU SUN 2013 Date: 6-8 ottobre 2013; Ingresso: riservato agli operatori professionali; biglietto: gratuito su invito; orari: 9.30 - 18 - ultimo giorno 9.30 - 17; Organizzazione: Rimini Fiera in collaborazione con Fiere e Comunicazioni; Ricerca & sviluppo: Gaetano Iaccarino g.iaccarino@riminifiera.it; Project Manager e ufficio commerciale estero: Maria Luisa Palazzo m.palazzo@riminifiera.it; Ufficio commerciale Italia: Gustavo Capella gcapella@fierecom.it web: www.sungiosun.it PRESS CONTACT *RIMINI FIERA SPA - servizi di comunicazione e media relation responsabile: Elisabetta Vitali; coordinatore ufficio stampa: Marco Forcellini; addetti stampa: Nicoletta Evangelisti Mancini, Alessandro Caprio. *BARABINO&PARTNERS - media consultant stampa nazionale. Tel. 02/72 02 35 35. Ilaria Schelotto: i.schelotto@barabino.it; Giovanni Scognamiglio: g.scognamiglio@barabino.it.

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15 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Luglio 2013

ECONOMIA

Gianfranco Tonti, presidente di Inudstrie Ifi, leader europea di banchi bar e vetrine gelato

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

“Ce la possiamo fare solo coi prodotti eccellenti” - Sette industrial designer (progettisti industriali) di livello internazionale. In poco più di un anno venduto circa 300 bar dai materiali “economici” e tecnologia del freddo eccellente. Un tour in sette città in giro per il mondo per far conoscere la civiltà del gelato insieme a Sigep (Rimini Fiera), Carpigiani e Mec3. Le città che saranno toccate: Roma (lo scorso 5, 6 e 7 maggio), Valencia (5-7 luglio), Melbourne (in ottobre) a seguire Shanghai,

La nostra manifattura deve sposare il design; il mondo ci riconsce come culla. Si ha bisogno di una politica che sappia reinterpretare il proprio ruolo. Con la cultura di un nuovo progetto

UOMINI Dubai, San Paolo o Buenos Aires. Il Gelato world tour (Giro del mondo col gelato) chiude a Rimini nel settembre del 2014. Un villaggiogelato con sedici gelatieri a preparare i gusti, ma anche competenze commerciali e tecniche per aprire locali con imprenditori locali. Sono alcune delle fondamenta sulle quali la Ifi punta a farcela. Leader in Europa per banchi bar e vetrine gelato, la guida il cattolichino Gianfranco Tonti, un signor imprenditore, un signor uomo. L'azienda si propone l'obiettivo di vendere all'estero il 60 per cento della produzione; oggi è “solo” at-

torno 40. “Il nostro tema racconta Gianfranco Tonti, cattolichino, presidente di Ifi Industrie - è aprire nuovi mercati e intensificare quelli che abbiamo. Ad esempio apriremo un ufficio a Dubai in pianta stabile per i potenziali mercati di quell'area”. Insomma, il futuro passa per l'estero e per l'eccellenza. Ifi con le sue vetrine gelato progettate da designer di livello mondiale (Makio Hasuike e Marc Sadler, due Compasso d'oro), ad esempio, è il partner di catene di gelaterie: Grom (una cinquantina nel mondo), D4

Il cattolichino Gianfranco Tonti La Tonda, vetrina gelato ammirata in tutto il mondo. L'ha progettata l'italo-giapponese Makio Hasuike (una sessantina nel mondo, nessuna in Italia), Rivareno (una ventina). Con quest'ultima si è appena sbarcati a Sidney (gennaio) e Malta (questo luglio). Ifi e il gelato portano una data: il 2000. Fino ad allora, il marchio di Tavullia significava l'eccellenza nei banchi bar, sia per la tecnica del freddo, sia per il qualità del design. Grazie alla svolta, oggi il comparto

gelateria vale il 40 per cento dei ricavi. E mentre i bar chiudono, le gelaterie continuano ad aprire. Il fiore all'occhiello è la Tonda, la vetrina progettata da Makio Hasuike. Dai primi anni 2000, ogni anno, Tonti prende la valigetta a si fa una decina di viaggi di lavoro all'estero. Afferma: “La manifattura italiana ha tutte le carte in regola per farcela sulle nuove vie di sbocco. Però ci vogliono quattro elementi: la ricerca, l'innovazione, il design e la qualità crescente. Altrimenti davanti non avremo che une recessione infernale”. “Il lavoro - riflette Tonti - non

lo crei dicendo voglio creare il lavoro, ma con le cose dette sopra. Da un punto di vista personale sono fiducioso”. Tonti è anche il presidente dell'Adi (Associazione del design italiano) per le Marche, l'Abruzzo e il Molise. Tiene numerosi incontri con imprenditori e giovani progettisti. Argomenta: “Le aziende però devono passare attraverso la cultura del progetto. C'è vera innovazione se quel progetto l'hai fatto. I designer industriali sono delle api impollinatrici. Negli incontri organizzati dall'Adi si cerca di parlare agli imprenditori demotivati e che stanno per gettare la spugna. L'obiettivo è di costruire una comunità progettuale; ripeto che se si progetta bene, non ci sono dei costi in più. Anzi. E pongo insieme una domanda che ci aiuta a riflettere: come mai l'Italia alla prima crisi vera non ha retto la concorrenza? Affermo con forza che il mondo intero ci riconosce il massimo nel design. Noi siamo la culla, come il Rinascimento. E la progettazione deve essere l'elemento portante per ripartire con la nostra manifattura. Non ci sono altre scorciatoie: ogni impresa che chiude è la desolazione che aumenta”. E la politica? Tonti: “Deve dare segnali chiari per la speranza. Si ha bisogno di una politica che sappia reinterpretare il proprio ruolo. Con la cultura di un nuovo progetto. Se le istituzioni, se gli imprenditori non si rimboccheranno le maniche ci sarà l'immeserimento del Paese”.

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Ne ha ricavato 9 residenze di sobria bellezza. Comune di Gradara, si trova su uno dei poggi più belli del mondo

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Morosini, l'uomo Brandina riporta agli antichi splendori il castello di Granarola - “L'ho visto, mi piaceva. L'ho recuperato per restituirlo al territorio”. Si sta parlando del castello di Granarola. La riflessione è del cattolichino Marco Morosini, progettista uscito dall'Isia di Urbino, fotografo, il creatore degli oggetti Brandina. I 700 metri quadrati si trovano su uno dei poggi più belli del mondo, afferma il suo amico Roberto Gerboni, una laurea in lingue straniere e dj per passione. Al largo, il blu dell'Adriatico interrotto da un balcone un po' più alto, Gradara. Sulle colline lo sfregio al creato figlio delle cementificazioni degli ultimi 25 anni. Grafico di successo (da giovane anche in Fabrica di Benetton), Morosini acquista il rudere nel 2007: mura pericolanti invasi da rovi, con attorno piante nobili che richiedono decenni di accorta pazienza: lecci, allori, olmi, querce... In piedi brandelli di mattoni scalcinati ed un'elegante torre civica in pericolo di crollo. A vendere un costruttore che pensava a villette a schiera. I lavori partono nel Natale del 2008. Durano quattro anni e mezzo. Morosini ci ricava 9 residenze di sobria bellezza: angolo cottura nel soggiorno, camere da letto, bagno e uno spazio comune con una caterva di libri. Di varie metrature, ognuna è caratterizzata da un nome che sanno narrare sto-

Già numerose prenotazioni; si punta all'estero, agli appassionati della cultura. Grazie ai bagnini nasce il marchio Brandina

Marco Morosini davanti alla trama dei suoi cari mattoni del Castello di Granarola

TURISMO E ARTIGIANATO

rie: “Sopra il cielo”, “Magiche bottiglie”, “Granaio”, “Mare”, “Colombaia”, “Meridiana”, “Torre dell'artista”, “Bianca maiolica”, “Tana della volpe”. Morosini ha curato spazi, ambienti, gli esterni e progettato ogni componente interno: tavoli, sedie, letti, lampade, vetrine... Racconta: “Abbiamo usato solo materiali naturali; e ogni cosa è stata costruita su misura da artigiani delle province di Rimini e Pesaro. Unica eccezione i letti fatti a Città di Castello. Durante i lavori con i sassi recuperati abbiamo fatto i selciati”. Un risultato degno dell'ordine dei Servi di Maria: “Dio si raggiun-

ge anche attraverso la bellezza”. Uno degli universali. Le nove residenze del “Castello di Ganarola” si rivolgono ad una clientela straniera. Morosini: “Le abbiamo messe in vendita sui mezzi on line, sia direttamente, sia indirettamente. Ci piacerebbe che possiamo diventare il punto dal quale visitare il Centr'Italia. Già molte le prenotazioni”. “La qualità e le cose belle continua nella riflessione Morosini - contagiano. In questa crisi econo-

mica e in questo disastro nessuno parla di cultura e di turismo. Questa dovrebbe essere la risorsa dell'Italia. Ho comprato da un costruttore che ci voleva fare la solita speculazione selvaggia che ha rovinato il Belpaese”. Signor Brandina Grafico e fotografo affermato con studio a Pesaro. Tra i suoi clienti il Museo Ferrari. In questo momento ci sono quattro mostre tutte allestite dal cattolichino. Marco Morosini è salito con i colori

delle borse Brandina sulle sacre tavole della ribalta. Le sue borse sono indistruttibili. Fatte con i fili delle brandine, cucite, sono rifinite in pelle. La sua lampadina nasce per puro caso nel 2007. La Provincia di Rimini nelle persone dell'assessore al Turismo cattolichino Massimo Gottifredi e del dirigente di settore, il riccionese Massimo Masini, gli commissionano un libro fotografico che racconta l'universo dei bagnini da Cattolica a Bellaria. La pubblicazione si intitola “Divi di Rimini”. Già autore di due libri con Electa-Mondadori (“Kosovars” e “No copyright”), Morosini ritorna dalla prestigiosa Electa “Il libro è bello - ricorda -, ma gli mancava un ‘che’. Non so come, penso di metterci una sovracoperta: le tele delle brandine con i caratteristici colori. Poi penso che sarebbe stato bello fare delle opere d'arte con questo materiale.

Esporle a New York e abbinarci qualche oggettino dello stesso materiale nel book shop”. “Progetto la prima borsa - rievoca Morosini -. Ne faccio 500 esemplari. Le vado a vendere. Vanno a ruba”. Da allora è un crescendo degno del miglior Rossini. Nel 2009, apre il primo negozio monomarca a Cattolica, nella centralissima via Bovio. Oggi, le Botteghe Brandina (come ama chiamarle) sono 12: 4 di proprietà e 8 affiliate (“è meglio usare le parole in italiano” dice orgoglioso Morosini). Il 18 giugno, Morosini è andato a Capri, per cercare di aprire nel salotto dei salotti del mondo dai tempi dei Romani. Si porta con sé anche uno scatolone con le borse che esprimono gioia, spensieratezza e allegria. Se trova l'angolo giusto, quello che gli garba, imbraccia il cavalletto e via una foto da utilizzare come promozione. Morosini: “Per far andare bene un'azienda si inizia dal non sciupare le risorse. Poi bisogna essere veloci, snelli ed efficaci. Le idee bisogna avere il coraggio di concretizzarle. Avere una direzione e menare lì. E fare tante ore, dalla mattina presto”. Oggi, Brandina significa una cinquantina di prodotti, una ventina di addetti. Con la produzione fatta da abili artigiani tra Rimini e Riccione. Puro made in Italy.

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ECONOMIA

Leader nella produzione dei bracci in acciai speciali per le gru. All'estero l'80 per cento

‘Fida G’, le lamiere certificate vincono - Il registro degli incidenti annota che nei primi mesi di lavoro presso “Fida G” (Giuliano), i lavoratori si producono dei piccoli traumi sulle mani. Si cerca di capire le ragioni per evitare guai peggiori. Parlandone insieme, si accende la lampadina. I ragazzi sono portati ad allungare le mani per cercare di non far cadere i pezzi in caduta, un po' come avviene a casa. Ma se tra le mura domestiche si tratta di oggetti, in uno stabilimento dove si producono lamiere speciali tutto cambia. Dunque, i collaboratori sono invitati a lasciare cadere ogni cosa per terra con un passo indietro. Da allora messo una pezza ai piccoli incidenti. L'ultimo grave infortunio patito in “Fida G” risale al 1996; per troppo dimestichezza, un esperto lavoratore non inserisce la sicura nel gancio. La tavola di acciaio si sgancia e lo colpisce al bacino. Va in frantumi. Mesi per la guarigione. “Fida G” è uno dei fiori all'occhiello della meccanica pesante del Riminese. Si trova a San Giovanni in Marignano,

- Da qualche mese i riminesi stanno dando una seconda vita ai prodotti che non usano più grazie a “Rimini Riutilizza!”, l’iniziativa nata da una collaborazione tra Provincia di Rimini, Comune di Rimini, Gruppo Hera, Arpa e alcune realtà del territorio come le associazioni Centro Missionario Daniele Comboni, Madonna della Carità e le cooperative sociali La Fraternità e Mani Tese, aggiuntasi di recente. Nei primi mesi di attività è stato superato il traguardo delle due tonnellate di prodotti raccolti e riutilizzati (25% apparecchi elettrici ed elettronici; 17% strumenti e apparecchi non elettrici; 25% mobili; 7% giochi e sport; 24% abiti e tessili; 3% arredamento). Tutti i sabati nell’area

Venne fondata nel 1991 da Giulio Fida. Occupa 25 addetti. La forza: certificazioni e formazione

Giulio Fida col figlio Maurizio

L'AZIENDA

ultimo capannone prima del Tavollo. Venne fondata dal quarantenne cattolichino Giulio Fida nel '91, già socio della “Verni & Fida”, sempre a San Giovanni. Circa 25 addetti in 2 turni di lavori, tra le prime cinque aziende italiane del settore, l'80 per cento della sua produzione finisce all'estero. “Fida G” serve aziende che costruiscono gru di tutte le dimensioni. Oggi, il mercato che assorbe tanta parte della domanda è quello brasiliano, per via del Mondiali di calcio e delle Olimpiadi. Insomma, si

costruisce molto e molto si usano i mezzi. Con quali ragioni, un'azienda che lavora lamiere di acciaio speciale svedese ad alta elasticità riesce ad essere competitiva su un mercato non proprio agevole? Una delle risposte è che Giulio Fida e il figlio Maurizio hanno sempre investito in innovazione e in organizzazione. In questo momento stanno raddoppiando il capannone. Stanno tirando su altri 4mila metri; costa la metà ai tempi prima della

crisi. Maurizio, una grande passione per la montagna: “Dopo averlo finito, vogliamo acquistare un'altra macchina a controllo numerico per continuare ad offrire un prodotto di qualità al miglior prezzo. Diciamo che in tutti questi anni, la famiglia ha sempre investito nell'azienda. Oggi, nel nostro settore, il grosso è fatto dalle riparazioni e dai ricambi, piuttosto che il nuovo. La nostra fortuna è che nel tempo ci siamo fortemente specializzati. Negli anni addietro, non

abbiamo mai cavalcato l'onda del boom: mai fatto tre turni, o assoldato squadre disposte a lavorare nel fine settimana. Noi vogliamo continuare a stare sul mercato, l'unica strada è la tecnologia e la formazione. Perché se non chiudi oggi causa la crisi, se non investi, chiudi domani per obsolescenza: da qualche parte, c'è sempre un tuo competitore che punta sulla nuove tecnologie”. Maurizio Fida entra in officina nei primi anni Novanta come stagionale. Voleva una moto, ma il babbo non gliela acquistava. L'unica soluzione era farlo in proprio. Racconta: “Lì è scattata la passione per gli acciai speciali; anche se io ho sempre avuto una certa sensibilità per la meccanica. Mio padre mi portava con sé in officina anche quando avevo 4-5 anni. Mentre lui lavorava, io mi divertiva a correre sulle lamiere.

Rimini riutilizza Meglio non sprecare ma rimettere in circolo i prodotti che non si usano più…All’opera di raccolta anche il Centro Missionario Daniele Comboni di Riccione del Centro Raccolta (stazione ecologica) di via Nataloni a Rimini, oltre al personale Hera addetto al ritiro dei rifiuti e dei materiali da avviare a smaltimento, si trovano dalle 9 alle 11, in un’area ben segnalata, anche i rappresentanti delle associazioni ai quali poter consegnare prodotti funzionanti ma inutilizzati: grandi e piccoli elettrodomestici, strumenti e appa-

recchi elettronici, giochi, articoli sportivi, attrezzi per il tempo libero, abiti e tessili, arredi. Tutti gli oggetti raccolti il sabato mattina dalle associazioni sono portati presso i mercatini dell’usato gestiti dalle stesse e, previo eventuale restauro e riparazione, rimessi sul mercato a prezzi vantaggiosi. Con questa iniziativa la Provincia di Rimini intende favorire la ri-

duzione della produzione dei rifiuti e promuovere il riutilizzo dei prodotti, una pratica che consente di allungare il ciclo di vita di molti oggetti di uso quotidiano e di diminuire l’impatto ambientale. Allo stesso tempo consente alle categorie sociali svantaggiate di acquistare a prezzi vantaggiosi beni ancora utilizzabili. I mercatini dell’usato gestiti dalle quat-

tro associazioni coinvolte si trovano: cooperativa sociale La Fraternità, via dell’Industria 7, Poggio Berni - Lunedì – sabato 9-12,30 e 15 -19; giovedì e sabato pomeriggio chiuso. Tel. 0541 627083. Associazione Centro Missionario Daniele Comboni, via Berlinguer - Riccione lunedì – venerdì 9 -12,30 - Martedì e venerdì 15 – 17. 0541 606008. Associazione Madonna della Carità, via Emilia Vecchia, presso chiesa di San Vito - Martedi 10 – 12,30; mercoledì, giovedì e

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Sembra impossibile oggi, ma era così allora”. Nel 1997, Maurizio Fida entra in azienda in pianta stabile e hanno inizio le certificazioni. Maurizio: “Mio babbo si chiede: come trasferire a me competenze e conoscenze? Mi assegna il ruolo di responsabile della qualità. Il nostro primo obiettivo non era il pezzo di carta, ma un'organizzazione efficiente ed efficace. Non c'è servita, la certificazione, per trovare nuovi clienti, ma abbiamo lavorato meglio. Le norme ben applicate danno vantaggi e valore aggiunto. In ogni caso, il mercato ci riconosce più qualità e più servizio. Poi arriva la certificazione sulla sicurezza, sull'ambiente”. “Noi continua - Maurizio Fida - mettiamo al centro la persona, la soddisfazione del cliente e il cittadino che sta attorno all'azienda. Chi lavora con noi si sente più tutelato, più partecipe. Il clima sereno e propositivo aiuta a dare il meglio di sé”. L'età media degli addetti di “Fida G” è sui 40 anni.

venerdì 15,30 - 18,30; sabato 9,30 – 12,30. Tel. 0541 26040. Cooperativa Sociale Mani Tese, via Circonvallazione Occidentale, 28, Rimini mercoledì – sabato 9,30 - 13; mercoledì e sabato 16 - 19. Tel. 0541 785305 “Rimini Riutilizza!” offre anche un servizio di ritiro gratuito a domicilio di prodotti da riutilizzare. I cittadini interessati possono contattare una delle quattro associazioni aderenti al progetto, e fissare l’appuntamento. Le tipologie di prodotti per cui è attivo il servizio sono: ingombranti domestici generici (mobili, sedie, poltrone, materassi, reti, tavoli); apparecchiature elettriche ed elettroniche (elettrodomestici di grandi dimensioni: lavatrici, frigoriferi, televisori, condizionatori, congelatori...).

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RICCIONE

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Errata corrige. Ce ne scusiamo con i lettori e gli interessati

- Non era il Coro Città di Riccione, ma il Coro Lirico Perla verde, la foto a corredo dell'articolo dal titolo “Coro, cantato per la nipote di Puccini” pubblicato sul numero di giugno del nostro giornale. Ce ne scusiamo con gli interessati e coi nostri lettori. Il Nobel per la Medicina molto legata a Riccione (pose la prima pietra del Liceo Volta), Rita Levi Montalcini, titolò la sua autobiografia: “L'elogio dell'imperfezione”. Qui a fianco l'istantanea del Coro Perla verde.

ALLEGRO MA NON TROPPO

Spigolature

degli Scrondi

RICCIONE, LA CRONACA E’ NERA Il rapinatore - Leggiamo: “Il rapinatore torna in azione: preso”. Il cretino suona sempre due volte... Prostitute e alcol -

Leggiamo: “Giro di vite contro prostitute e alcol. Ordinanze con multe da 516 euro”. Prezzi in rialzo per Venere e Bacco...

Lite fra coniugi - Leggiamo: “Lite fra coniugi, ci si mette di mezzo anche la suocera. Spuntano bottiglie e coltello”. Eppure è risaputo che tra moglie e marito... Picchia la moglie - Leggiamo: “Picchia la moglie perché non paga da bere”. Amori maneschi... Ladri di rame - Leggiamo: “Rame rubato dai pali della luce. Strada al buio”. Il rame lo chiamano anche oro rosso...

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Coro lirico Perla verde e non Coro Città di Riccione

Cutter - Leggiamo: “Riccione paese, colpo grosso alla Carim. In azione due banditi con il cutter. Bottino di 12mila euro”. Si tratta di capire se il colpo è stato fatto con un coltello o un piccolo yacht munito di un solo albero...

LA CULTURA

Marano-Modena - Leggiamo: “Aggressione al Marano, l’accoltellatore catturato a Modena”. Appena il tempo per acquistare un cotechino...

Ubriaco al volante - Leggiamo: “Ubriaco al volante, smaltisce la sbronza in galera. Guidava senza avere la patente”. Fumi al fresco... Furbetti del ristorante - Leggiamo: “Estorsione ai danni della cuoca. Costretti ad accettare somme inferiori rispetto a quelle indicate in busta paga. Ristoratore patteggia 2 anni e 4 mesi”. C’è chi dice no! E denuncia... Colpo grosso - Leggiamo: “Colpo grosso in una lussuosa abitazione. Subito catturati i ladri”. Avranno una cella di lusso?...

Centro-periferia - Leggiamo: “Criminali e abusivi, più vigili in centro”. E con la periferia come la mettiamo?...

Marsupio - Leggiamo: “Ruba il marsupio a un villeggiante, borseggiatore arrestato”. Scambiato per un canguro?... Cassaforte - Leggiamo: “Smurano la cassaforte, arrestati. Sfuggono all'alt e finiscono contro un albero”. Alberi al servizio della giustizia...

- “Toni e la sua arte nel raccontO di Cesare Zavattini”. E' il titolo della mostra dell’artista Antonio Ligabue (18991965). Si tiene nelle sale di Villa Franceschi e Villa Mussolini dall’11 luglio al 6 ottobre. Curatori: Daniela Grossi e Claudio Spadoni. Da anni, d'estate, Riccione presenta una mostra di livello asoluto per offrire ai turisti altre opportunità oltre alla vacanza. Tratti forti quelli di Ligabue; forse affondano nella difficile infanzia. Antonio Ligabue nasce a Zurigo il 18 dicembre 1899 da Elisabetta Costa, originaria di Cencenighe Agordino, e da padre ignoto e viene registrato

Ligabue, grande mostra Ligabue, Autoritratto

anagraficamente come Antonio Costa. Il 18 gennaio 1901 Bonfiglio Laccabue, emigrato in Svizzera dal comune di Gualtieri, sposa Elisabetta e il 10 marzo successivo riconosce il bambino che assume così il nome di Antonio Laccabue. Il pittore però, divenuto adulto, cambierà il cognome in Ligabue nel 1942, presumibilmente per l'odio che nutriva verso il padre da lui visto come l'uxoricida della madre Elisabetta, morta tragicamente nel 1913 insieme a tre fratelli in seguito a un'intossicazione alimentare.

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Il nuovo segretario del Pd racconta la propria visione della politica

Casadei: “Essere al servizio dei riccionesi” Festa democratica in luglio al Parco delle Magnolie e non più in settembre al Parco della Resisetnza. Tanti dibattiti. Due grandi ospiti: il ministro Josefa Idem e l'economista Tito Boeri

Alessandro Casadei

L'INTERVISTA

- C'è la banalità del bene che sempre ti ritorna (quello che hai donato, più altro ancora inimmaginabile). E c'è l'abc della politica che si dà per scontato, ma che va sempre rinverdita, un po' come i Dieci comandamenti (fossero applicati, saremmo su un paradiso terrestre), o l'accortezza di piantare le piante nella giusta esposizione: le ortensie all'ombra, o la rucola in fronte al sole. “Per me fare politica significa essere al servizio degli altri”. Quasi una banalità ma è così che intende il ruolo Alessandro Casadei, il neo-segretario del Pd, il partito che guida Riccione dal dopoguerra. Titolare di un'azienda che si occupa della riparazione di elettrodomestici,

due le passioni: lo sport e la politica. Ora, fa le maratone (Firenze, Roma, Venezia, Parigi, Fano...); da ragazzo si è cimentato con la bici (fatto agonismo) ed il pallone (fino alla juniores del Riccione). Quarantuno anni, coniugato, una figlia di 11 anni, si è avvicinato alla politica nel 1994 con il giornalino del Pds, “le Città” (ne fu anche il direttore). Nel '96, si iscrive al Pds. Nelle tornate elettorali del '99 e del 2004, viene eletto consigliere comunale. E' secondo degli eletti con circa 300 preferenze; il sindaco Daniele Imola gli conferisce le deleghe allo Sport e alle Politiche giovanili, la prima tornata; lo Sport e i Lavori pubblici, la seconda. Partiamo dal suo sindaco,

Imola, come giudica il fatto che abbia restituito la tessera del Pd? “Con Daniele, ci siamo sempre confrontati sulla politica nazionale. Condivido la sua delusione iniziale dopo il tradimento a Prodi, ma si incide dentro il partito e non fuori. Imola la passione per questo partito ce l'ha nel sangue, per cui penso che sia solo un arrivederci”. Ha riferimenti nella sinistra italiana? “Nessuno in particolare. Da giovane ero attratto da Che Guevara. Con l'età, si diventa più pragmatici e tutto viene collocato nel giusto periodo storico. Diciamo che le mie sono

posizioni riformiste e che mi identifico nelle idee prima ancora che nelle persone. A livello di leader ho ammirato le posizioni di Veltroni. Ho sostenuto la mozione Berlinguer. Ero con Bersani”. Come segretario da dove andare a ricominciare in un partito in difficoltà? “La mia segreteria è una scelta di rinnovamento. Una sintesi fatta in un percorso di settimane. A Riccione abbiamo due problemi. Uno, vogliamo riattivare l'organizzazione del partito un po' immobile. Due, dobbiamo riconquistare la nostra credibilità nella città. Vogliamo cambiare alcune

modalità di relazioni con le persone e con i cittadini. Per muoverci è nostra intenzione riattivare la sede e riattivare il sociale. Negli ultimi tempi, la sede era frequentata da un gruppo ristretto di dirigenti e da over 70. Poiché a fine anno scompare il difensore civico, per non disperdere un patrimonio di utili servizi ai cittadini ne farà da tramite il partito. Prima l'ascolto e poi i contatti con gli enti per risolvere i problemi. Altro progetto, sarà di mettere a disposizione la sede per lezioni di recupero di gruppo per gli studenti che ne hanno bisogno, sia d'estate, sia durante l'anno”. Come fare a rivitalizzare il partito che ha perso smalto? “Coincide con i cittadini e non solo con gli iscritti. Non dobbiamo schiacciarci sulle questioni amministrative, ma sui grandi temi essere da collegamento. Un passo in questa direzione è la nuova Festa democratica. Abbiamo cambiato data e luogo. Non più al Parco della Resistenza in settembre, ma al Parco delle Magnolie in luglio,

dall'11 al 14. Abbiamo puntato molto sui dibattiti; per un segno di cambiamento e di malessere della base nessun big nazionale. Tra gli ospiti il ministro Josefa Idem e l'economista Tito Boeri”. Va bene. Come superare il rapporto sempre più conflittuale tra il partito ed i suoi amministratori? “Il conflitto è figlio della normativa che ha reso gli amministratori autonomi, da una parte. Dall'altra, c'è la perdita di funzioni del partito stesso. Che è protagonista solo nel periodo elettorale. Passato, perde le sue funzioni. Per uscire dall'imbuto bisogna che il partito riporti la discussione al centro e formi la classe dirigente. Per questo stiamo attivando forum tematici aperti anche ai non iscritti. Dagli incontri usciranno idee che si potrebbero tradurre in programma elettorale e una classe dirigente per il domani”. Primarie sì, o primarie no? “Primarie sì, con regole certe e chiare. Sono per le primarie anche per selezionare i consiglieri comunali”. Che cos'è per lei la politica? “Trovare le soluzioni ai problemi della gente”.

Photo Andrea Bianchi

100mila pagine visitate online Dallo scorso 1° marzo la Piazza online è anche quotidiano. I numeri. Visite: 43.581 Visite uniche: 30.938 Pagine sfogliate: 92.955 (su base annua, le pagine visitate superano abbondantemente le 100.000).

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Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

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CULTURA

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Riccione, nelle maggiori biblioteche del mondo

Estate, biblioteca illuminata Scultura di Canducci

- Il libro di Fosco Rocchetta “Riccione nel Risorgimento” è nella libreria di Palazzo Carignano a Torino, sede del Museo Nazionale del Risorgimento italiano”. Il direttore Roberto Sandri Giachino scrive all'autore: “Gentile Dott. Rocchetta, desidero ringraziarLa a nome del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino per l’invio in omaggio del volume in oggetto, di cui è autore. Il testo, di grandissimo interesse per il Museo, verrà collocato in biblioteca a disposizione degli studiosi quale utile strumento di approfondimento e di ricerca. Il dono verrà adeguatamente rimarcato con apposita segnalazione al suo interno. Nel ringraziare dell’inte-

Lorenzo Canducci (al centro) con una delle sue sculture. Donata al Gobetti di Morciano Ilio Pulici (a sinistra) e Oscar Del Bianco Fosco Rocchetta

resse dimostrato nei confronti della biblioteca del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Le porgo i miei più cordiali saluti”. Il volume, dopo molte spulciature di documenti di prima mano, è stato presentato la scorsa primavera. Rocchetta oltre a trovarsi a proprio agio nei polverosi archivi sa il valore di far sapere. Con accortezza, ha sempre inviato i suoi libri alle principali biblioteche italiane e straniere.

Block60, fuochi d'artificio coi libri - Block60, ovvero Oscar Delbianco e Ilio Pulici, ripresentano il loro classico cartellone con la presentazione dei libri sotto le stelle dell'estate: “Parole tra noi: reading, incontri, conversazioni”. Quest'anno, l'appuntamento è sulle gradinate del Palacongressi di Riccione, con inizio alle 21,15. Le serate. 7 luglio - Lia Celi, Giulia

Innocenzi & Giulia Sarti. 9 luglio - Gino & Michele & Giole Dix. 13 luglio- Irene Cao. 16 luglio - Linus & Nicola Savino. 26 luglio - Benedetta Parodi. 28 luglio - Gino Paoli. Data da fissare: Diego Abatantuono. 19 luglio - Apertura mostra fotografica “Iceland personal”. ore 18,30 - Nicola Dodi, MassimoMantovani, Emil Sild. AGOSTO 5 agosto - Albertino & Rudi Zerbi.

- L’Istituzione per la cultura e la Biblioteca comunale “Osvaldo Berni” presentano la rassegna di eventi e iniziative estive: In Biblioteca d’estate (1° edizione) 12 giugno dalle ore 20.3oPosa della scultura "Il totem della pace" donata dall’artista Lorenzo Canducci, in arte Lorca. Il Totem è la seconda opera che l'artista dona alla Biblioteca comunale. ore 21.30 - Il silenzio delle parole. Concerto/performance a cura di: Alice Berni, pianoforte, elettronica. 19 giugno ore 21.30 10 luglio ore 21.30 24 luglio ore 21.30 NicoNote in: Botanico sogno. NicoNote è dal 1997 la sigla che definisce le produ-

zioni artistiche di Nicoletta Magalotti. Tre appuntamenti, tre tappe per inanellare poesia, canto e suono, come tessere di un mosaico emozionale più vasto, in una dimensione di clima condiviso, in cui il nucleo tematico sarà diretto principalmente all’elemento naturale. 31 luglio ore 21.30 - Uyuni, Concerto. Alice Berni, pianoforte, synth; Nicola Lombardi, chitarre, effetti, voci; Inserirefloppino, elettronica, percussioni; Beatrice Imperato, fotografie. Una commistione di elementi primitivi del folk e blues di inizio ‘900 con elementi del nuovo millenio, pezzi che parlano all’anima delle tradizioni trasportandole su una nuova dimensione: un gospel robot fatto a mano.

CULTURA

StatuaCeccarini,costata50milaeuro - Dietrologie fugate. Sulla statua di bronzo che reca Maria Boorman Ceccarini si sono intrecciate molteplici voci e illazioni. Giuseppe Lomagro, presidente della Famija Arciunèsa le ha fugate con i numeri. Opera del prestigioso scultore Leonardo Lucchi, è costata 49.900 euro. Raccolti così: 2.500 dal Comitato d'area di viale Ceccarini, 3.000 dal Rotary Riccione-Cattolica, 3.000 dalla Casa del Popolo, 10mila dall'Ipab Ceccarini, 11.400 raccolti da Famija Arciunèsa, 20mila dal Comune di Riccione. Collocata in viale Ceccarini lato mare, il monumento è un'idea di Famija Arciunèsa per celebrare i 100 anni di intitolazione del viale alla raffinata benefattrice americana. L'associazione l'ha donata al Comune; ora non manca che la consegna “vera” attraverso le carte.

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21

Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni Scantinati - Seminterrati - Cisterne Piscine - Giunti elastici - Umidità murali CATTOLICA (RN) Via Mozart 13 Tel. 0541 - 833295 - cell. 333.4814188

- Data fatidica? I misteri della storia. Giovedì 6 giugno il Pd di Riccione ha convocato l’assemblea degli iscritti per discutere di Trc (Trasporto rapido costiero). La data è stata sicuramente scelta in modo casuale ma, dato l’argomento, scottante (molto), la coincidenza con il 6 giugno 1944 - giorno dello sbarco in Normandia, passato alla storia come “Il giorno più lungo” - non può non far pensare che il caso, quando ci si mette, riesce a far combinare le cose in modo pregevole. Nel Partito democratico ci si è resi conto che quella del Trc è una partita nata male e gestita peggio, che si trascina da troppo tempo, e che, essendo il prossimo, anno di elezioni, qualche problemino di consenso glielo procurerà certamente. D’altra parte gli errori si pagano (a livello finanziario a volte no) ma a livello politico sempre. Quando è nata, venticinque anni fa, l’idea poteva avercelo un senso, ma oggi no; oggi, come sostengono i più, questa storia il senso l’ha perso. Ovvero, “il senso” (l’unico rimasto) glielo ha dato “Mister 51 milioni”. Cinquantuno milioni di euro è, infatti, la cifra che abbisognerebbe al Comune di Riccione per abbandonare il progetto: questo a oggi, è il solo dato certo; perciò o si trova qualcuno disposto sborsarli – nel qual caso gli si farebbe un bel monumento e lo si celebre-

- Cattolica 11-12 maggio. Stage tecnico con il direttore tecnico Italia maestro Park Young Ghill 9° dan organizzato dalla federazione arti marziali di San Marino.Oltre 60 atleti nella lezione adulti e 30 in quella dedicata ai bambini. 12 maggio. Attività provinciale combattimento e forme, 7 società e un centinaio di partecipanti. Si ringrazia il cattolica Basket ed l’amministrazione cattolichina per la disponibilità della struttura. Milano 18-19 maggio. Alessandro Scarano (-41 kg) e Alex Semprini (-33kg) iscritti al campionato italiano cadetti escono entrambi al secondo turno, con la consapevolezza di essere stati all’altezza dei primi. Cassino. 25-26 maggio Campionati italiani universitari Bongiovanni Giacomo del Bm team vince la categoria senior verdi-blu -68 kg. Austria 1-2 giugno. Bronzo internazionale per De La Rua Alessandro del Taekwondo Olimpic Cattolica al prestigioso Austrian Open class A andato in scena a Innsbruck con la partecipazione di quasi 1400 atleti provenienti da

Luglio 2013

RICCIONE

Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni

Deciso dall'assemblea del Pd. Per il partito riccionese il progetto è nato male e gestito pegggio

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Trc, verso la modifica del progetto? Tutto parte 25 anni fa. Troppi per realizzare un'opera pubblica. Con le casse comunali vuote, si ragiona e riflette meglio. Fermarlo al Marano? LAVORI PUBBLICI

Un rendering del Trc

di Teresio Spadoni rebbe negli anni a venire come il mecenate che ha salvato Riccione con i suoi pini e evitato gli onerosi problemi della gestione – o bisogna farlo. E questo va detto con chiarezza ai cittadini. Se si è finiti nel più classico dei cul-de-sac la responsabilità è sicuramente da addebitare a chi, allora, sottoscrisse un accordo che impedisce ripensamenti unilaterali, ma è anche vero che il passaggio dalla sicumera del no al Trc con la quale Massimo Pironi, attuale sindaco di Riccione, si è presentato alle primarie del

Mister 51

51 Per abbandonare il progetto ci vorrebbero 51 milioni di euro 2009 - alla realtà dei fatti di oggi, ha contribuito non poco a stringere il cappio intorno al collo del Pd cittadino. All’assemblea viene chie-

sto di approvare un ordine del giorno col quale si invita l’amministrazione comunale ad attivarsi nelle sedi opportune per ottenere modifiche al progetto dell’opera nel tratto riccionese (in sostanza: fine della corsia protetta in zona Marano e prolungamento fino alle Terme), e alla segreteria del Pd riccionese di concordare con la segreteria provinciale e regionale il percorso politico più idoneo per modificare l’accordo di programma. Il documento dice

anche che vanno previsti “incontri pubblici attraverso i quali avviare un confronto e informare la città sulle soluzioni e i percorsi intrapresi per il rinnovamento dell’intero trasporto pubblico locale”. Ma “avviare un confronto…” significa che i cittadini saranno chiamati a dire la loro? Se si, quando? E in che modo? È un passaggio importante, questo, perché c’è chi teme che tutta questa manovra abbia come unico fine quello di prendere

COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO

tutto il mondo.Alessandro nei -59 kg vince i preliminari, 17 a 5 contro Habarovs della Lituania, poi vince al golden point (quarto round aggiuntivo sul 6 a 6) contro Giuseppe Sanseverino del taekwondo Bald Windshein Germania .agli ottavi batte il più titolato della categoria, il nazionale serbo Vincentic Miod rag per 13 a 6 e vola in semifinale. La semifinale contro

Yorulmaz Mehemet del prestigioso club tedesco Bayer tkd union: il primo round finisce 3 a 2 a favore dell’avversario poi il secondo parte male a causa di tre punti al viso non conteggiati al nostro, ma il maestro Davide Berti era impossibilitato a contestare a causa del ritiro del cartellino nel primo incontro (da regolamento mondiale il ritiro è previsto solo dopo la seconda volta

che la contestazione non va a buon fine) dopo diversi favoritismi al tedesco e la stanchezza di Alessandro finisce 10 a 6. Considerando che poi il tedesco in finale ha vinto con estrema facilità per 15 a 1 contro un altro rappresentante della Germania, c’è un pò di rammarico. Ottima prestazione anche degli altri ragazzi del team Cattolica Riccione Rimini: Raul Pastor junior -

51 (1998) kg ed i cadetti (entrambi del 2001) Alessandro Scarano (-41 kg) e Alex Semprini (-33 kg) alla prima volta ad un torneo così importante. Arezzo. Il 2 giugno, il campionato interregionale forme (poomsae) il club Bm Rimini Santarcangelo conquistava un argento con Daniele Ferrini mentre il team Yonghon di Villa Verucchio vinceva il torneo grazie. Per info sui corsi www.tkdteam.com Davide Berti 5° dan maestro federale e presidente comitato Emilia Romagna federazione italiana taekwondo cell. 329/2286086 istruttore federale e delegato provinciale al Coni; Luigi Livi 4° dan cell 328/ 9540393 e Luciano Martelli all.fed. 3° dan federale cell. 3282848825; Mauro Merli all. fed. 2° dan 3358088916; Charles Cromwell 2° dan all. fed. e nazionale ghanese. SEDI Cattolica 1 - Via Del Porto

tempo per sfruttare in campagna elettorale le modifiche proposte (nell’ipotesi che Agenzia Mobilità le accolga), sottacendo che, dirottandolo sulla viabilità ordinaria nel tratto riccionese, il rischio è che venga meno una sua caratteristica primaria, e cioè la certezza dei tempi di percorrenza, ovvero l’affidabilità, nel qual caso avremmo solo sprecato soldi. La certezza degli orari, infatti, è fondamentale per un mezzo che vuole essere la spina dorsale del trasporto pubblico della zona sud della provincia e in parte anche di quella nord. Che, giunti a questo punto, il Trc si debba farlo si evince anche dal fatto che il documento non fa menzione del problema della gestione, che rappresenterà sicuramente un grosso peso per le finanze comunali future, attenuabile solo riuscendo a renderlo appetibile ad un numero sempre più elevato di fruitori con convincenti campagne di sensibilizzazione. Ma se, per alleviare le sofferenze della gestione, a prevalere su quella dell’incentivo dovesse essere la leva della coercizione (tradotto: dissuadere con tasse e divieti il flusso delle auto a mare della ferrovia), avremmo creato solo un altro strumento per far cassa, come sta avvenendo per i parcheggi a pagamento. Ma qui si apre tutto un discorso che necessiterà ancora di parecchio inchiostro.

17 (zona comune) adulti lun mer h 20; bambini (4-7 anni) mar gio dalle h 16:15 alle 17:05 e dalle h 17 alle 18; (8-12 anni) sab dalle15 alle 18. Cattolica 2 - Via Comandini (scuola Repubblica) mer ven dalle 17:15 alle 18:15 (4-7anni) e dalle 18:15 alle 19:30 (8-12 anni). Taekwondo Riccione NUOVA SEDE segreteria cell. 3485687184 sopra palestra BEVERLY HILLS Via Cella Raibano, 43, zona industriale Riccione, mar-gio dalle 17:30 alle 18:30 (4-7 anni) dalle 18:30 alle 19:30 (8-12anni) e sabato dalle 16:30 bambini e dalle 17:30 adulti taekwondo music con Elisabetta (intensa attività aerobica a tempo di musica con tecniche di taekwondo) mar e gio dalle 13:15 alle 14, inoltre lezioni individuali, circuito funzionale di preparazione fisica cross fit. Nuove società provincia di Rimini: Taekwondo Morciano (cell. 338.5948124), BM Taekwondo Rimini e Santarcangelo (cell. 336.335641), Yonghon Villa Verucchio (cell. 347.6806030), Yungshin Ospedaletto (cell. 328.2842285).

Ristrutturare - Costruire - Idee Gli artigiani della casa Metropolitana, pastorizzazaione, Mendel, dinamite

La di autore ignoto, vieneSiattribuita Piero della Francesca, La Città Città ideale ideale (particolare), (particolare) attribuita al Laurana. trova ad aUrbino, Palazzo Ducale Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Leon Batista Alberti... Si trova ad Urbino, Palazzo Ducale

Le scoperte che hanno fatto ‘crescere’ l'uomo 1863 - Metropolitana Entra in servizio a Londra la prima metropolitana del mondo. È un breve tratto di 6 chilometri e 400 metri che scorre sotto gli edifici vittoriani del West End tra le stazioni di Farrington Street e Bishop’s Road, percorso da fumanti vaporiere perché il treno elettrico non è stato ancora inventato. Il suo ideatore, l’ingegnere Charles Pearson, proclama che la metropolitana rivoluzionerà i trasporti cittadini e profetizza già ramificazioni tentacolari sotto ogni metropoli. Soltanto nel primo anno la metropolitana di Londra trasporta nove milioni e mezzo di passeggeri. L’invenzione del treno elettrico, nel 1879 (Siemens), dà l’impulso maggiore allo sviluppo delle metropolitane in tutto il mondo. Nel 1890 Londra e New York realizzano le prime metropolitane elettriche, seguite da Chicago nel 1892 e da Parigi nel 1900. 1864 - Pasteur Il biologo francese Pasteur (1822-1895) ha il grande merito di aver chiarito una volta per tutte che sia i processi di fermentazione, sia le malattie contagiose sono provocate da microrganismi viventi; in quest’ultimo caso la prima dimostrazione si ebbe 30 anni prima da Agostino Bassi, ma fu soffocata dalle polemiche. Su richiesta dei vinai francesi che lamentavano l'inacidimento del loro vino, Pasteur sottopone il liquido a riscaldamento fino a 50-60 gradi centigradi per eliminare i microrganismi acidificanti. Na-

sce la pastorizzazione, che verrà più avanti estesa al latte, per distruggere germi patogeni, e ad altri prodotti. Pasteur trasferirà poi questi concetti alla prevenzione delle malattie infettive con la prima vaccinazione antirab-bica (1885). 1866 - Mendel Moravia, l’abate naturalista

moravo Gregor Mendel (18221884) presenta i suoi esperimenti sull’ibridazione delle piante che segnano l’inizio della genetica. Mendel scopre infatti che le variazioni di aspetto nelle diverse generazioni di piante obbediscono a precise combinazioni basate sulle caratteristiche (colore dei fiori, colore dei semi, rivestimento dei semi) delle

piante genitrici, che si trasmettono lungo un «asse ereditario» attraverso rapporti precisi. Evidentemente nell’organismo degli esseri viventi doveva esistere un preciso codice genetico in grado di trasferirsi alla progenie attraverso la combinazione con quello dell’altro organismo genitore. Gli studi di Mendel restaranno ignorati per oltre 50 anni e poi saranno riscoperti da quella che è la moderna genetica. 1866 - Dinamite L’ingegnere svedese Alfred Nobel (1833-1896), quello del Premio Nobel, perfeziona la nitroglicerina, altamente pericolosa perché in grado di esplodere al minimo urto, facendola assorbire da farina fossile. Crea così la dinamite, primo esplosivo moderno maneggiabile con tranquillità, perché non sensibile agli urti e in grado di esplodere solo dopo riscaldamento a 240 gradi centigradi. Nobel realizzerà anche nel 1875 la gelatina esplosiva (dinamite in forma colloidale), che condurrà alla grande famiglia di esplosivi al plastico.

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23 Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

- Dopo trent’anni dalla sua prima personale il maestro Leonardo Lucchi torna a Riccione in una mostra organizzata da Famija Arciunésa; ad ospitarlo è l’Hotel Corallo con una appendice (un paio di opere) nella galleria del Centro Commerciale Perla Verde. Alla mostra si accede sia dall’ingresso principale dell’albergo, in via Gramsci, che dal Lungomare della Repubblica. Chi entra da via Gramsci, nella hall troverà esposte le opere di piccola taglia e proseguendo nella parte lato mare, sotto il portico e nel giardino, quelle di grandezza maggiore. Sul Lungomare, a destra e a sinistra dell’albergo saranno esposte due opere una delle quali è una figura di donna sull’amaca a grandezza naturale, appositamente creata dall’artista per questo evento. Parlare del Maestro Leonardo Lucchi è impresa ardua, perché il suo vessillo di grande artista internazionale è issato sul palo di una gentilezza d’animo superlativa che trova sostanza nell’armonia delle sue opere. Scrive Anna Grazia Giulianelli: “La leggerezza, la leggiadria, il movimento delle sue figure fanno di Lucchi lo scultore dell’immediato, degli affetti, del-

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RICCIONE

Mostra all'hotel “Corallo” dal 4 luglio all'8 settembre. Organizza Famila Arciunèsa

Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Tutti i colori della scultura Artista cesenate di livello internazionale. Opere in bronzo, fuse con la tecnica della cera persa, quella dei Greci, dei Romani, del Rinascimento LA CULTURA Leonardo Lucchi al lavoro

di Teresio Spadoni la vita, di un quotidiano mai banale ma sorprendentemente sereno: la donna allungata sull’amaca, la giovane appoggiata alla mensola, la bimba sull’altalena, sono “terribilmente” umane, di un’umanità nella quale tutti vorremmo riconoscerci perché è piena, matura e consapevole della fragilità, della fugacità e della

bellezza della vita”. Ho avuto il piacere di conoscere il maestro l’anno scorso quando Famija Arciunésa gli ha commissionato il monumento per ricordare l’opera emerita di Maria Boorman Ceccarini, nella ricor-

renza del centenario dell’intitolazione del viale a lei dedicato, e mi è, per così dire, entrato dentro. Ancora prima di vedere le sue opere, sfogliando il catalogo, rimasi stupefatto dalla bellissima figura di donna sotto la cascata d’acqua che apre la sezione “Opere monumentali”. Osservandone l’espressione si percepisce che l’acqua, che la colpisce sul capo e le percorre tutta la schiena, è sicuramente fredda ma avvolgente, come se il momento immortalato appartenesse ad un caldo giorno d’estate. La statua, insieme ad altre due figure, compone il grup-

po monumentale “Acqua: fonte di bellezza” situato all’ingresso della zona termale di Bagno di Romagna, a poco più di un’ora di macchina da Riccione; suggerisco di andarlo a vedere. Le opere di Leonardo Lucchi sono disseminate un po’ in tutta Europa e finanche a Singapore ma, a chi volesse spendere una giornata alternativa alla spiaggia, andando verso Bagno di Romagna, suggerisco di fermarsi a Cesena dove (al mattino) può visitare lo studio/laboratorio dell’artista, in Piazza del Popolo 27 e, organizzandosi un bel giro per la città dei Malatesta, andare a vedere opere come “Gli equilibristi”, sublime gruppo bronzeo, con accesso da via Zefferino Re o da Piazza del Popolo; “San Giovan-

ni Battista”, di fianco al Duomo, in Piazza Giovanni Paolo II; “Madre Teresa di Calcutta”, in Via Fiorenzuola presso l’ingresso dell’Ospedale Bufalini; “Padre Guglielmo Gattiani”, all’esterno del Monastero dei Cappuccini in Via Garampa; “Padre Pio”, presso il Convento delle Suore Cappuccine, in Via Pacchioni; la “Via Mariae”, (5 formelle) nei pressi dell’Abazia Santa Maria del Monte e, all’interno, nell’apside, “San Benedetto” (terracotta); presso Porta Santi, il gruppo dedicato a “Don Carlo Baronio”; nella Chiesa San Pio X alle Vigne, in Via Zoli, il “Fonte Battesimale”; nella Chiesa Madonna delle Rose, in Via Zara, il “Sacro Cuore”; in località Martorano di fronte alla Chiesa, il “San Michele” e, in una delle rotatorie, “La Bella di Cesena” pregevole composizione per ricordare l’omonima succosa pesca. A Cesenatico nella Chiesa di San Giacomo, sul Porto Canale, la “Via Crucis”, mentre a San Mauro Pascoli presso Villa Torlonia in Via Due Martiri 2, “La cavalla e il fanciullino” che rievoca la celebre poesia del Pascoli La cavalla storna. Nella Basilica di San Marino, collocata in occasione della visita di Papa Benedetto XVI, si può ammirare una pregevole “Resurrezione”. La mostra è aperta al pubblico e tutti possono visitarla, dalle dieci del mattino alle dieci di sera; l’ingresso è gratuito.

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MISANO

Luglio 2013

Pioggia e pozzetti puliti ALLEGRO MA NON TROPPO

Parole da e ‘Fnil’ (Il vecchio nome di Misano Mare)

I Parcheggi - I parcheggi degli alberghi, in tempo di crisi, sono comunque un ottimo affare. Producono benefici anche se vuoti. Il cosiddetto “vuoto per pieno”.

Clima - Tornato il bel tempo, tornano anche i turisti. In fondo l’italia non si smentisce. . . ma quale programmazione, quale organizzazione ? Ci vuole la buona stella, anzi, l’italico stellone, un po’ di solleone, na voce, na chitarra, un po’ di luna.

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IL PUNTO - Mezza via Repubblica allagata con mezzo metro d'acqua. Più di un metro di pioggia nei sottopassi. Fortunatamente tutto è finito bene con la pioggia torrenziale caduta in due ore in un pomeriggio di giugno. Temporale eccezionale, ma qualcosa l'uomo previdente (e prudente) potrebbe fare. Il pozzetto raccontato dall'istantanea a fianco dice che era completamente pieno di putridume. Ecco, si potrebbe esaltare l'accortezza di Ulisse, ripulendo pozzetti e caditoie; magari sostituendo quest'ultime dove sono sottodimensionate. Poi c'è l'imprevisto, ma pensare allo scenario peggiore aiuta ad affrontare la realtà, se non il destino.

Via Marconi, fontanelle senz'acqua - “Perché nelle fontanelle di via Marconi non c'è acqua?”. La domanda se la pone una famiglia francese che da 35 anni viene a Misano ininterrottamente. “Lì - continuano i coniugi - c'è una gelateria e dopo avere mangiato il gelato sarebbe comodo sciacquarsi le mani e bere un po' d'acqua. Soprattutto per i bambini”. Come dar loro torto. La fontanella di fronte alla chiesa non ha il rubinetto; la griglia nella vasca di raccolta è arrugginita e piena di aghi di pino. In quella davanti alla palazzina vigili c'è il rubinetto, ma un cartiglio segnala che non funziona. Che fare? Se è così, sarebbe meglio toglierle.

Area Batek - Chi frequenta le aree ambientali di pregio del Conca è sicuramente grato alla Associazione della Valle “No Profit” cioè, nata senza scopi di lucro. Con la sua attività ha reso viva e fruibile quella bella zona, a tutti gli amanti della natura e dello sport all’aria aperta. Per quelli di AN (Alleanza Nazionale ?) pare che non siano state rispettate alcune regole procedurali per l’assegnazione... formalmente le eccezioni potrebbero essere giustificate ma, quando i risultati sono questi, sotto gli occhi di tutti, certe critiche potrebbero essere rivolte a cose ben più importanti.

Clima - Con Hera non c’è verso ! Sollecitata più volte ad una indispensabile manutenzione dei pozzetti della rete fognante, per un corretto deflusso delle acque, si è, purtroppo, costantemente inascoltati. Siamo dei rompiscatole? Intervenire dopo, come spesso accade, nei momenti di estremo disagio, con l’acqua alla gola, è una presa in giro. Chiamare i pompieri durante le tempeste è quasi inutile e costoso. Molto più utile sarebbe indicare, alla luce del sole, i responsabili, anzi gli irresponsabili, pagati tra l’altro profumatamente nonostante il lezzo. Raccolto da volontari in un solo pozzeto... 4 bidoni da 25 kg cadauno.

AMARCOD vatore (Tore per gli amici) e le figlie, le hanno dedicato una messa. Si tiene il primo agosto, ore 20,30, nella chiesa Stella Maris alle Fontanelle. Ad Anna diagnosticano il male il 5 otttobre del 2010. Le prime avvisaglie giunsero durante la stagione estiva (da anni lavorava alla gelateria Nuovo Fiore di Riccione). Aveva un forte malditesta. Non gli venne dato peso, dato che da anni era

Una messa per Anna Conti

MISANO ADRIATICO Via Puccini 27/F Tel. 0541.601758 - Fax 0541.602058

- Chiara e Giorgia vanno a trovare la madre tutti i giorni da quasi un anno. La salutano con un fiore. Del Villaggio Argentina, Anna Conti se ne andò prima del tempo il primo agosto dello scorso anno. Sulla sua vita la lunga ombra di una breve malattia. Per ricordarla il marito Sal-

afflitta da continue emicranie. Un suo ricordo? Tore: “E' una parola! Quando lavoro al ‘Nuovo Fiore’ me la rivedo negli spazi che frequentava”. Le giovani figlie se la portano con sé anche nell'aspetto fisico. Tore con Chiara e Giorgia aspettano gli amici per la messa.

Via le biciclette dal marciapiede - Le biciclette vanno vietate dal marciapiede del lungomare. Domenica scorsa, passeggiavo con mia moglie, da Riccione a Misano, almeno un paio di volte ho evitato le due ruote per un pelo. Così non è più possibile, è diventato pericolosissimo. Non si può più camminare in tranquillutà e spensierateza. Con le mauntain bike, poi, vanno che pelano. Ma passate sulla strada! Capisco le ragioni dei ciclisti, lo sono anch'io, ma il posto giusto è ciclabile lungo la carreggiata. Lo scorso anno, tra Misano Mare e Portoverde, un amico bolognese venne centrato in pieno da un

Il lungomare misanese

bici. Gli schiacciarono due verterbe. Ne ebbe per un paio di mesi. Ci sarebbe un'altra opzione: va bene in bici sul marciapiede ma portata a mano. E' normale che i genitori debbano tenere per mano i piccoli per paura delle bici? (cd, il barbier Dodi)

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Luglio 2013

MISANO

Nel consiglio comunale del 5 giugno. Mancato il numero legale. Chiarito con la coalizione

E il sindaco Giannini finisce in minoranza IL FATTO

- Attirati da voci sempre più robuste, sempre più concitate, sempre più martellanti, i vicini di casa sono usciti dai balconi. Ad ascoltare. Lì, nella sede del Pd si teneva un'accesa riunione tra le ragioni del sindaco Stefano Giannini e le ragioni dei sei (tra consiglieri e assessori) che in segno di stufo, direbbero i toscani, fecero mancare il numero legale nel consiglio comunale dello scorso 5 giugno. Dopo la concitata serata dalle voci tonanti, ci si è lasciati con altre due appuntamenti da condividere e discutare tra i partiti della coalizione ed i rappresentati in giunta delgli stessi: in discussione il bilancio e l'ampliamento della scuola media. “Presto arriverà sul tavolo anche il Psc” (il caro vecchio Piano regolatore), fa sapere un eminente dirigente dei Democratici di sinistra. Ma andiamo con ordine in questa estate da duello tra la cordata-corrente Stefano Giannini e una robusta fetta del suo stesso partito, forse maggioritaria sia dentro che nel seguito tra i misanesi. Le scintille non possono che far bene alla cosa pubblica misanese, da almeno un ventennio più roba da solisti che da comunità. Purtroppo. Un atteggiamento tipico della cultura italica. Come dice il professore Stefano Zamagni: “Abbiamo maturato la convinzio-

ne che ce la possiamo cavare da soli. Invece, questa crisi ci deve far ritornare al fare insieme. Perché ognuno di noi, a giro, ha bisogno dell'umanità e competenze degli altri”. Giannini negli incontri con i partiti che lo sostengono si è scusato e si è detto disposto a chiarimenti ed incontri. E' il suo carattere che lo trascina lontano. Un dirigente del Pd: “Nessun problema, non saremo più le scimmiette che alzano la mano”. L'anno prossimo si vota. Sullo scacchiere tutte le mosse sono possibili. Occhio alle bizzarrie dei cavalli

Stefano Giannini, sindaco di Misano

L'INTERVISTA

Barogi: “Più coinvolgimento” - “Come Pd e come coalizione a Stefano Giannini chiediamo solo più coinvolgimento nelle scelte dell'amministrazione comunale per il rispetto dei nostri elettori e del nostro impegno”. E' il pensiero di Emanuele Barogi sulla “rivolta” dei sei consiglieri comunali che hanno fatto mancare il numero legale nell'assise di giugno. “Altrimenti - continua Barogi - il partito si svuota. I dirigenti e gli iscritti non vengono più alle riunioni e alla sede. E difficilmente danno una mano sia nelle occasioni festaiole, sia per il lavoro du-

Emanuele Barogi, segretario del Pd

rante la campagna elettorale. Il partito non si può frequentare solo nella fase finale, leggasi durante le elezioni. Essere coinvolti significa argomentare e difendere le scelte di chi amministra”. “Su tutta questa riflessione - chiude Barogi - il sindaco ha dimostrata apertura. Diciamo che tra le due parti ci sono state delle incomprensioni. E tra me e il sindaco c'è stato, diciamo, un forte dibattito. Giannini pensava di coinvolgere sufficientemente il suo partito. Noi no”.

STRETTAMENTE PERSONALE

La ribellione che ossigena - Quattro consiglieri comunali (più due assessori) della maggioranza hanno disertato il consiglio comunale facendo mancare il numero legale. Sono i consiglieri Marina Cecchini (presidente del consiglio), Paola Gianotti, Mauro Fabbri, Davide Giovanetti. E gli assessori: Luigi Guagneli e Ivan Semprini (è anche consigliere). Numero legale poi assicurato da due consiglieri d'opposizione Maurizio Vandi e Antonio Mignani. In pratica, il sindaco Stefano Giannini, Pd, è stato “sfiduciato”, oppure gli è arrivato il gran segnale. Il 25 luglio misanese porta la data di mercoledì 5 giugno; anche se c'erano state avvisaglie in precedenti consigli comunali. Avvisaglie poi rientrate per “responsabilità”. Se nel 1943, dopo 21 anni di opere buffe, a farne le spese fu Lui, Benito Mussolini, questa volta è toccato al sindaco Stefano Giannini. E non è un fulmine a ciel sereno. Di cultura cattolica (ha studiato dai Salesiani, cioè scuola don Bosco), Giannini è un fuoriclasse e, come spesso capita, si ha il dono dell'invincibilità. Uno con la sua intelligenza, con la sua sensibilità, con la sua autostima (da dentro gli spogliatoi si sussurra che troppo spesso, non solo col consigliere comunale d'opposizione Rosario Zangari, trascenda in leggera supponenza), non poteva non avvertire che i venti della politica, gli equilibri interni al suo partito e nella coalizione (Pd, Socialisti, Rifondazione e Sinistra unita), il sentire della comunità, stavano girando. La riflessione è stata acuita da questa crisi economica, prima ancora per miopia che per competitività non si allontana da Misano e dall'Italia. La politica italica poi scarica i costi sulle fasce più deboli; invece i problemi sono strutturali, di sistema e di etica della responsabilità. Torniamo a Misano. Il lunedì prima della crisi, 3 giugno, una telefonata attorno alle 16 racconta che la “sfiducia” anco-

ra non si è concretizzata. Qualcuno dei sei, per responsabilità, non era ancora pronto. La goccia della svolta giunge nell'incontro della maggioranza della sera stessa. Il sindaco Giannini relaziona gli ordini del giorno che porterà in consiglio comunale il mercoledì dopo. Vengono sollevati dubbi. Sembra che Giannini, forte della debolezza del fuoriclasse, dica agli astanti che hanno un atteggiamento infantile e che se vogliono venire in consiglio bene, altrimenti amen. Il nuovo vento, quello della partecipazione e della condivisione, anche se sembra lontanissimo, viene da papa Bergoglio: via cerimonie, via abiti da parata, vie le casacche di rappresentanza. Al loro posto: sobrietà monacale e un po' di Sant'Agostino: contano i fatti e non le parole. La “ribellione” prima ancora che contro Giannini, è stato un “basta” a quasi un ventennio in cui i sindaci sono stati individualisti, lontano dai loro stessi partiti e dai cittadini. Agire grave; la democrazia vera passa per i partiti e per la condivisione delle scelte. La litigata dialettica per Misano è un'autentica ossigenata. Al di là dei caratteri personali (che pure contano), chi governa questo territorio è chiamato ad invertire la rotta: sia sulle grandi scelte, sia sulle piccole. Sulle strategie non vanno ripetuti i piani regolatori ad personam. Come quello del '99, dove i grandi beneficiari furono una mezza dozzina. Su quello allo studio da 4 anni sembra che la parte dei leoni la facciano due proprietari terrieri. E gli altri 12mila misanesi? Dopo il Prg, vengono le scelte sull'economia, sulle tasse comunali, sulle opere pubbliche, sulla cultura. Infine, piante e fiori. Due argomenti non banali, ch svelano il livello di una comunità. E sulle piante e sui fiori i tedeschi difficilmente sbagliano. Come sulle automobili.

BACCHINI ADRIANO

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MISANO

Luglio 2013

26

Benito Capobianco si mette in proprio a 26 anni dopo avere mandato a memoria il vecchio detto LA CULTURA

Biblioteca illuminata grande cultura

‘Impara l'arte e mettila da parte’ Benito vicino all'amata legna, che ha iniziato a “passare” al tagliatore a 8 anni

Commerciante di legna, bombole, pellet e farina. Si mette in proprio a 26 anni, quattro addetti. Inizia a “tagliare” (meglio passare) legna a 9 anni nel Comasco LA STORIA

Il giardino della biblioteca ospita le cinque serate con fuoriclasse della cultura

- Cinque incontri dedicati ai vizi capitali, letti e interpretati alla luce del nostro tempo. “Vizi d'estate....” a Misano è il titolo della quinta edizione della Biblioteca Illuminata rassegna nata da un’idea del Direttore Gustavo Cecchini. Si inizia, il 9 luglio, con la Lussuria. Ospite il critico letterario Arnaldo Colasanti. Il 12 luglio è di scena l’ira e l’accidia in un dialogo tra il filosofo Remo Bodei e lo psicologo Sergio Benvenuto. Il 16 luglio l’economista

Stefano Zamagni e il filosofo Umberto Curi su Avarizia e Invidia. Il 19 luglio il semiologo Paolo Fabbri e l’esperto di comunicazione del gusto Gianfranco Marrone alle prese con Superbia e Gola. Chiude la rassegna, il 20 luglio l’attrice e poetessa Mariangela Gualtieri con un recital dal titolo: “Vizi e virtù della mia gente”. Gli incontri si tengono nel giardino della Biblioteca comunale, con inizio alle 21,30. info: 0541/618484

- “Impara l'arte e mettila da parte. Il mestiere si ruba con gli occhi e poi si completa con le mani”. Questa breve massima di saggezza con alle spalle migliaia di anni e milioni di storie di uomini è stata la strada maestra di Benito Capobianco. Un comasco di 34 anni con un figlio in arrivo in dicembre e che commercia in legna, bombole, carbone, pellet e farina. La sua bottega impiega quattro addetti: i due fratelli soci e due dipendenti. Nasce nel 2006 “Legna da ardere”. Benito ha 26 anni, con alle spalle una serie di mestieri mandati a memoria. Viene da cinque anni di camionista che conosce l'Europa come le proprie tasche. Ricorda: “Fare l'au-

tista mi ha insegnato ad essere responsabile, ed a cavarmela da solo. Mi davano nelle mani un documento e mi dicevano di andare in quella tale città. Via, si partiva”. “Un giorno - continua Benito, una passione per i crest - mentre viaggio sono al cellulare col mio testimone di nozze, Massimo. Mi racconta del lavoro, giardiniere a Como e che si diverte. Non so perché, mi viene voglia di tornare all'agricoltura, dove avevo iniziato a 8-9 anni con lavoretti. Ricordo che davo una mano ad un signore che aveva un podere, un maneggio e

tagliava la legna. Lavori che faccio fino a 16 anni”. Tornato da quel viaggio, Benito consegna le chiavi del camion, si licenzia e dice: “Mi metto in proprio”. Benito: “Ripenso a quella massima di saggezza di Luca, il mio titolare. A modo mio, faccio un'indagine di mercato. Vado in giro nella provincia di Rimini a vedere chi vende legna e quali servizi offrono. Al 90 per cento, sono signori di oltre 65 anni. Capisco che c'è spazio. Vado in montagna e dove trovo una catasta di legno, mi informo di chi è per comprare. Cerco il capan-

none, le attrezzature. Parto con 20mila euro grazie ad una finanziaria. Con le banche avevo delle difficoltà poiché nel 2004 avevo comprato casa. Insomma, è stata dura. Mi stampo i biglietti da visita e inizio a presentarmi alle pizzerie. Propongo la legna allo stesso prezzo, ma con un servizio diverso”. Ora, Benito ha alcuni centinaia di clienti, Afferma: “Alcune pizzerie le ho corteggiate per 4 anni. Mi dicevano: ‘E se smetti!?! E io a dire che non smettevo”. Benito taglia la legna fino a 16 anni. Dopo Luca, la persona del detto (quando glielo ripeteva aveva una trentina d'anni), ci sono i Cortinois e Roberto Carpani, due grandi aziende, sempre ramo legna. Per un paio d'anni, è manovale di carpenteria. Due anni di militare come alpino-paracadutista. Nel 2000 scende in provincia di Rimini e prende la patente dei camion. Benito: “Lo faccio, perché mi divertiva guidare i mezzi grossi. Ancora oggi non ho l'auto; mi sposto con i furgoni e camion. C'è quella di mia moglie, però”. La sua azienda si trova a Santamonica

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Luglio 2013

MISANO

BACCHINI ADRIANO

La varesina Cristina Cavanna sempre ospite dell'hotel Adria (prima i Neri-Bronzetti, ora i Fabbri-Nicolet)

Cristina, da 30 anni stessa stanza

Bandiera blu, no grazie!!! - “Ho isssato la bandiera blu perché è un simbolo internazionale al quale gli stranieri danno valore. Io anche”. A parlare così è uno dei pochi bagnini misanesi che ha acquistato il vessillo (23 euro) dalla Fee (Federazione educazione ambientale). Tanti bagnini hanno risposto: “No, grazie”. Magari fosse stato lo scoglio dei 23 euro (troppi!?! giusto 10?). L'ostacolo da scalare è quello culturale; per loro è un inutile cencio. Come dar torto, la bandierà è anche il frutto della spiaggia ben tenuta; ogni tanto anche i simboli hanno valore. Soprattutto quando lo conferiscono i clienti. Un bagnino in buona fede: “Ce la doveva regalare il Comune”. Os-cia!!!! Bella battuta.

La consegna della Bandiera

- Stesso albergo (Hotel Adria), stessa stanza (la 406) e quasi stesso lettino. La varesina Cristina Cavanna è ospite di Misano da trent'anni. Aveva iniziato con i genitori. Sceglie sempre giugno. Racconta: “E' un mese bellissimo, perché c'è la gente giusta per star bene. E' tutto aperto. Veniamo a Misano per la quiete. Per riposare; per me l'acquagym in spiaggia è già animazione chiassosa. L'Adria significa pura ospitalità misanese. Prima la famiglia Neri-Bronzetti (mitica la Pupa scomparsa lo scorso marzo), poi i Fabbri-Nicolet (altra appassionata stirpe di osti). La signora Cristina, ambasciatrice misanese a Varese, è stata festeggiata con un mazzo di rose bianche ed una pergamena che reca passione ed eleganza. Sopra pende una medaglia d'argento dorata, opera del prestigioso scultore riminese Elio Morri. Fu eseguita negli anni Sessanta appositamente per Misano. Gli omaggi le sono stati consegnati da Claudio Baschetti, assessore al Turismo e Samuele, figlio di Bruno e Michèle.

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LA CULTURA

Religiosità, prestigiosi relatori a Misano Monte - A che cosa serve l'uomo? Perché siamo sulla terra? Che cosa aspettarsi dopo la morte? A che cosa serve la religione? Sono solo alcuni dei grani temi che da anni si affrontano a Ca' Viola a Misano Monte, presso casa (una delle più affascinanti della provincia di Rimini, per la vista mare e per la bontà della costruzione) Rametta-Baffoni. Le conferenze si sono tenute lo scorso giugno sotto i portici della casa padronale. Organizzate da Anna Baffoni, con il Patrocinio di: Comitato Provinciale Associazioni Turistiche Pro

Loco Rimini, l'assessorato al Turismo della Provincia di Rimini e Comune di Misano Adriatico Il ciclo. 15 giugno. Prof. Nevio Genghini: “Democrazia e valori religiosi:la questione oggi”. Ha presentato: Davide Rosati 22 giugno. Prof. Francesco Agnoli: “Scienziati, dunque credenti”. Ha presenta: Saul Bazzotti. 29 Giugno. Introdotta da Cristina Girardi, suor Maria Gloria Riva: “Io, Maria Gloria, sub dello Spirito”.

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Luglio 2013

PORTOVERDE

Prima pietra 50 anni fa. Giancarlo Mantellato racconta l'avventura imprenditoriale in un libro

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Un po' di fresco. Portoverde lo scorso febbraio (Foto Roberto Bronzetti)

- Tre poderi solcati dai filari delle viti e prode coltivate soprattutto a pomodori con tre case coloniche; attorno 28 ettari di terra arate dai buoi bianchi. Sopra tre famiglie di mezzadri che hanno fatto la storia di Misano: Fantini, Gambuti e Balestrieri. La proprietà è dei Ceschina, la famiglia milanese che ricevette dallo Stato italiano centinaia di ettari di terra e sabbia da Cattolica a Rimini... a compenso delle forniture dell'esercito durante la Prima guerra mondiale. Gaetano Ceschina prima di morire ai figli: “Quel terreno daghel a lù”. Quel lù sono i

1963, si alza la vela di Portoverde ROMAGNOLITA' riccionesi Luciano Spadini, un albergatore con la passione della vela e Claudio Tentoni, medico condotto a Misano. Più tardi si aggiungerà Potito Randi, industriale di Teramo. I due riccionesi su quei 28 ettari immaginano un porticciolo turistico: Portoverde. Ci volevano orizzonti alti e fantasia per tale scenario nel 1963. Quest'avventura lunga 50 anni è stata raccolta e raccontata in un signor libro: “Portoverde 50: 1963-2013” (96 pa-

Luciano Spadini, Claudio Tentoni e Potito Randi

gine, impreziosite da moltissime fotografie). Autore Giancarlo Mantellato, commercialista in Riccione, amico dei “visionari” Scrive Mantellato su quel 1963: “ Un luogo allora anonimo che, con un grande intervento, caso unico nel panorama degli insediamenti balneari

lungo il litorale romagnolo, grazie alla lungimiranza, forza di volontà e capacità di tre imprenditori coraggiosi, attraverso complesse vicende finanziarie e in un periodo di forti turbolenze economiche, è stato trasformato in un Centro Turistico di alta qualità con un Marina di buona e sicura ospitalità generatore di rilevanti riflessi su tutto il territorio in termini di riqualificazione del turismo, dello sviluppo delle attività imprenditoriali e del-

l’occupazione”. “Portoverde - continua Mantellato - rappresenta quel fenomeno di trasformazione socio-economica che ha vissuto l’Italia nel periodo storico che viene comunemente definito miracolo economico: il libro si propone di riportare alla memoria i ricordi di chi era presente e di far conoscere, a chi non c’era, la storia dell’approdo e del complesso residenziale nati da un’intuizione in un particolare momento storico, in una regione, la riviera romagnola dove spirito d’impresa e tenacia vincono sfide impossibili”.

Gli itinerari della buona tavola Bel racconto dello storico dell'alimentazione Massimo Montnari

Pomodoro, 300 anni per diventare il principe dell'estate - Il principe della dieta mediterranea non ha proprio nulla di Mediterraneo. Insieme a mais, patata, arriva dall'America grazie a Cristoforo Colombo. Nei primi tempi venne coltivato solo negli orti botanici, come una rarità. E' solo dalla metà del '600 che inizia ad essere prodotto su vasta scala. Non per scelta, ma per necessità: la fame. E l'orto era considerato zona franca del podere; non c'era corresponsione verso il proprietario. La pasta col pomodoro inizia ad arrivare sulle tavole solo ai primi dell'800 ed in quelle delle famiglie ricche. Le classi sociali più basse erano troppo conservatrici e prevenute verso il nuovo. Il pomodoro è nativo della zona del Centro America, Sud America e della parte meridionale del Nord America. Gli Aztechi lo chiamarono xitomatl, il termine tomatl indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro divenne parte integrante della cucina azteca. Si diceva che il pomodoro avesse proprietà afrodisiache; sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano

Il tipico frutto del Mediterraneo arriva dall'America nel 1540 portato dallo spagnolo Cortés. Ha rivoluzionato la “povera” cucina delle terre che si affacciano sul “nostro mare”. Nei primi tempi coltivato negli orti botanici. Di pubblico utilizzo solo dalla metà del 1600, causa la fame pomme d'amour, “pomo d'amore”. La credenza è presente anche in Italia. In alcuni paesi dell'interno della Sicilia, è indicato anche col nome di pùma-d'amùri (pomo dell'amore). Si dice che dopo la sua introduzione in Europa sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica di frutti alla regina Elisabetta, battezzandola col nome di

apples of love (pomo d'amore). In Europa arrivò nel 1540 quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò gli esemplari; ma la sua coltivazione e diffusione attese fino alla seconda metà del XVII secolo. E fu figlia della fame e dell'aumento della popolazione Arriva in Italia nel 1596. Più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli al sud, l'originario

colore oro, che diede il nome alla pianta, diventa rosso, grazie a selezioni e innesti. L’industria del pomodoro è tipicamente italiana. La sua culla sarebbe stata Parma, nelle cui campagne dopo la metà dell’Ottocento i contadini producevano pani di polpa essiccata, al sole, e non per nulla chiamati “pani neri”. Avrebbe imposto la svolta il professor Rognoni, docente all’Istituto tecnico di Parma, che avrebbe sperimentato la coltura, nei propri poderi, dal 1865, e sarebbe stato protagonista della diffusione, prima del 1895, dei primi processi razionali, presto adottati da numerosi laboratori artigianali. Nel 1875 il piemontese (era di Asti) Francesco Cirio creò, intanto, a Napoli, la prima industria conserviera meridionale.

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Cattolica, spiaggia, 1940 circa. In piedi da sinistra: Dante Vannoni, ?, Quinto Candiotti, Ugo Bocci, Magrini (fotografo bolognese), Trucoletti, Lucchetti (di San Giovanni). Seduti sul moscone da sinistra: Cola Norina (di Gabicce Mare), Nino Andreini, ?. Prima fila seduti da sinistra: Anselmo Drudi, Sergio Cretella, Giorgio Cretella, Renzo Vannoni. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

IN RICORDO

La figura di don Silvano Tonti, parroco della chiesa San Pio V (19611993). Il suo testamento spirituale

La fede di don Silvano Tonti

di Giuseppe Pritelli - Approfitto dello spazio che gentilmente mi è stato offerto su questo giornale, per risaltare la figura dell’ex parroco di San Pio V (1961-1993) don Silvano Tonti che il 23/05/2013 ci ha lasciati. Lo faccio riportando fedelmente il suo testamento spirituale che è stato letto durante la Messa funebre celebrata il 25 maggio in Duomo a Rimini, dove ha svolto gli ultimi anni di sacerdozio come penitenziere ed esorcista. Rimini 6 maggio 2006, 1° sabato del mese e Festa della Madonna della Pietà. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Cuore amabilissimo di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria SS., alla presenza di tutta la Chiesa del Cielo e della terra, io sac. Silvano Tonti dichiaro di credere fermamente ogni verità rivelata da Dio, così com’è insegnato dalla S. Madre Chiesa, ne accetto tutte le indicazioni e norme morali e proclamo la mia piena e filiale sottomissione al Papa, al mio Vescovo e ai Superiori dell’Istituto Secolare “Sacerdoti del S. Cuore di Gesù”, cui ho la grazia di appartenere. Ringrazio Dio di tutti i doni naturali (la vita) e soprannaturali (cristiano, sacerdote, consacrato) e accetto la morte come offerta

1967, la benedizione di don Silvano Tonti. Al centro il sindaco Mario Castelvetro dell’esistenza a Dio Creatore e Padre, unito a Gesù e Maria, come peccatore accetto la morte in sacrificio che ripari ogni mio peccato. Rinnovo la mia dedizione totale interna ed esterna a Gesù Cristo, presentandola per le mani della Madre Immacolata, in attesa della resurrezione; sia l’estremo atto di fede più missionario ed ecumenico possibile, anzitutto la carica profetica nello Spirito Santo. Rinnovo la mia piena adesione all’Istituto Secolare “Sacerdoti del S. Cuore”, con la professione della povertà evangelica, della castità e dell’ubbidienza. Chiedo perdono dei miei peccati a Dio, Padre di misericordia, a tutti i fedeli cristiani, soprattutto

a quelli di cui ho avuto diretta responsabilità nel servizio sacerdotale, chiedo perdono per le offese, i cattivi esempi e le omissioni nel vivere la carità pastorale. Saluto tutti i carissimi sacerdoti della Diocesi di Rimini, i fratelli sacerdoti dell’Istituto Secolare “Sacerdoti del S. Cuore”, i nove sacerdoti che hanno condiviso con me la presenza di 32 anni nella Comunità parrocchiale di Sant’Apollinare e S. Pio V in Cattolica; spero di raggiungere il carissimo don Rosolino nel Paradiso del Signore. Saluto tutte le persone conosciute nei luoghi cari del mio pellegrinaggio terreno: S. Giustina, mia carissima e amata terra, Santarcangelo, Piandicastello e Torricella, Rimini e in modo parti-

colare Cattolica. Un saluto cordiale e tanta saudade per i cari brasiliani, soprattutto quelli di Uirauna nel Paraibo (Nordest del Brasile); con loro spero di celebrare per l’eternità “le lodi brasiliane” della vita e dell’amore in Dio, carità perfetta e infinita. Il mio saluto più caro a tutti i miei parenti amatissimi; a loro la mia pace e il mio affetto. Abbraccio tutti nell’amore purissimo di Dio che, avendomi amato teneramente, mi unisce a sé per l’eternità, “perché eterna è la sua misericordia”. A tutti arrivederci in Paradiso; la pace e la gioia del Signore sia con tutti voi. Vorrei che l’inno pasquale e cosmico, che ho voluto

accennato sulla campana grossa del campanile di Cattolica, risuonasse pieno e per tutti: Alleluia! Gloria a Dio e gioia per gli uomini. Quant’è bello testimoniare nel cuore amabilissimo di Gesù: “il Signore viene” a celebrare le sorprese dell’Amore Infinito, il trionfo della vita. Il cuore “nuovo” nello Spirito è reso capace di cantare con Maria SS. l’eterno “Magnificat” di esultanza: “sono contento di Dio, sono contento della Chiesa, sono contento dell’umanità, sono contento dell’universo, sono contento del tempo e dell’eternità”. AMEN Ciò che colpiva quando lo si cercava per un consiglio o un conforto spirituale era la rocciosa fede che traspariva dalle sue parole e qui

profondamente confermata. Non semplici frasi fatte, di circostanza, ma che scaturivano da una convinzione ferma che trasmetteva anche al fedele che ripartiva da quel colloquio, confessione o benedizione, con la forza e la consapevolezza di essere amato da Dio e di vedere il Suo riflesso in questo umile e schivo sacerdote. Mi ha fatto piacere, tra l’altro, trovare conferma a queste mie impressioni da una sua figlia spirituale che, durante la veglia funebre in San Pio V, ha fornito in merito una testimonianza toccante ed emozionante. Ritengo che l’eredità spirituale che lascia un ministro di Dio si veda nel comportamento di coloro che lo hanno conosciuto e sono stati a contatto con lui. Durante la Messa funebre, infatti, i fedeli non vi hanno assistito come ad uno spettacolo, rumoreggiando o magari fischiando il celebrante se lo stesso diceva parole scomode, ma sono stati composti consapevoli per fede del miracolo che ogni volta si compie sull’altare, o non sono andati a comunicarsi indegnamente preavvisando i fotografi come se andassero a ricevere un pezzo di pane qualsiasi, ma sapevano, sempre per fede, Chi stavano ricevendo. Perché un sacerdote deve prima di tutto portare gli uomini a conoscere ed amare Dio, poi la conseguenza di questo amore è l’apertura verso il prossimo che va aiutato ed amato come noi stessi. E questo don Silvano ce l’ha insegnato e messo in pratica specialmente nel suo periodo cattolichino. Come possiamo infatti riconoscere Gesù nel prossimo che incontriamo se prima non lo conosciamo? Sì, caro don Silvano, arrivederci in Paradiso!

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Storied'amoreintempodiguerra.MoranaGhirlanda (padovana) e Elvino Ferrucci (cattolichino)

Morana, da madrina di guerra a sposa di pace

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UOMINI

Guido Paolucci al teatro della Regina durante la presentazione dei suoi libri su Cattolica

A sostegno dell'Ageop, l'associazione creata dal prestigioso oncologo-pediatra

- Morana Ghirlanda è nata il 30 giugno 1923 a Castelbaldo in provincia di Padova, seconda di quattro sorelle. All’inizio della Seconda guerra mondiale, tramite un compaesano che presta servizio nella caserma di Padova insieme al cattolichino, romagnolo d.o.c. Elvino Ferrucci, inizia una corrispondenza come madrina di guerra con Elvino. Dopo qualche tempo i due si incontrano e come dice sempre Morana, si piacciono da subito. La corrispondenza continua anche quando Elvino va al fronte e si fidanzano. Purtroppo dopo l’8 Settem-

BUON COMPLEANNO bre del ’43 le cose precipitano ed Elvino viene fatto prigioniero dai Tedeschi, trasferito in Germania dal Montenegro, dove si trovava nel frattempo, e lì rimane per due anni fino alla termine della guerra. Quando fa ritorno a casa i due decidono di sposarsi. La foto li ritrae con parenti ed amici nel giorno del loro matrimonio, celebrato a Castelbaldo l’11 otttobre 1945. Al centro gli sposi, alla sinistra di Elvino la sorella Elsa Ferrucci e la zia Nazzarena Borghini, giunti da Cattolica

insieme al cugino Elvino Borghini, in alto, il secondo da destra. Presenti anche le sorelle di Morana, affezionate a Cattolica e alla nostra riviera: Giovanna Ghirlanda, inginocchiata a destra in basso, Elsa Ghirlanda, la quarta da destra nella prima fila in piedi e Bianca Ghirlanda, la quinta da destra ultima fila in alto. Il viaggio dei cattolichini per assistere al matrimonio fu lungo e difficile; nell’Italia che da pochi mesi si è liberata dai tedeschi e dal fascismo, le ferrovie funzionano a singhiozzo

o non ci sono per nulla. Trovarono un passaggio da un camionista che trasportava merci. Morana da circa 70 anni ormai vive a Cattolica, parla un dialetto tutto suo, un misto di veneto e romagnolo che la rende inconfondibile. Elvino che è stato dipendente comunale per gran parte della sua vita, purtroppo ora non c’è più. Rimane sempre nel ricordo e nel cuore di Morana, dei figli e dei tanti nipoti. Con questa foto vogliamo festeggiare Morana che il 30 giugno ha compiuto 90 anni. Auguri!

Cena di beneficenza per il professor Guido Paolucci - Un giorno un caro amico cattolichino chiede al già prestigioso Guido Paolucci, oncologo-pediatra di livello mondiale, nonché direttore della clinica universitaria del Sant'Orsola: “Senti Guiduccio, perché non hai fatto i soldi?”. “Non posso prenderli da un bambino gravemente ammalato”. Guido se ne va nel luglio del 2006, improvvisamente, prima del tempo. Oltre a pensare agli ammalati, pensa anche ai genitori. Fonda l'Ageop, associzione che sostiene le famiglie lontane da casa (durata di mesi) per assistere i figlioletti e che fa anche ricerca (integra i servizi della sanità pubblica stipendiando, per esempio, ricercatori di laboratorio di oncologia pediatrica, psicologi etc. e contribuendo all’acquisto di macchinari all'avanguardia). L'associazione ha in programma una serata per raccogliere fondi attraverso la “Cena del Mare”. Si tiene il 19 luglio al Circolo Nautico di Cattolica, via Carducci 110. Per maggiori informazioni sull'Ageop: www.ageop.org

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Luglio 2013

CATTOLICA

Cattolica

Imposta di soggiorno da ottobre. Il dialogo ha evitato gli scontri in altri comuni

Bilancio per la coesione sociale

Alessandro Bondi

L’indebitamento è passato dai 34,177 milioni di euro del 2011 ai 32,357 del 2012 ai 30,536 milioni di euro previsti per il 2013. IMU prima casa manteuta l'aliquota minima. Differenziato le aliquote IRPEF secondo il reddito (e la Costituzione), al minimo per i redditi minori. Tagliato le spese, garantito i servizi sociali senza varcare l’aumento del costo della vita per i servizi a domanda individuale

L���indebitamento della città è passato dai 34.177.000 euro del 2011 ai 32.357.000 del 2012 ai 30.536.000 euro previsti per il 2013,

pari all’8,22% nel rapporto con le entrate correnti del 2011. Se la città non avesse ereditato un contratto di finanza derivata le cui perdite po-

L'INTERVENTO di Alessandro Bondi* Scommesse e politica La crisi morde, l’incertezza è tanta. Il governo del “fare 2.0” ragiona su IMU e Tares (rifiuti e servizi indivisibili), toglie la percentuale destinata ai Comuni, sposta i pagamenti a fine anno, pensa ad altri tipi d’imposte, scorda il percorso del federalismo fiscale, cambia per dieci volte in un anno le norme di riferimento e, infine, incentiva la gestione in dodicesimi del bilancio dando la possibilità di approvare il bilancio di previsione 2013 a fine settembre dello stesso anno. Ma non è tutto negativo. Prevedere quel che è già accaduto viene meglio, peccato che distrugga la capacità di spesa di un ente. L’amministrazione di Cattolica si è però messa in gioco, non ha scommesso su ipotetiche restituzioni dell’IMU prima casa mantenendo la sua aliquota al minimo, differenziando le aliquote IRPEF secondo il reddito (e la Costituzione), mantenendo al minimo quelle per i redditi minori, tagliando le spese, garantendo i servizi sociali e non varcando l’aumento del costo della vita per i servizi a domanda individuale. Ha quindi approvato il 28 giugno il bilancio di previsione e fatto fronte alle esigenze di una città turistica. Realtà, progetti, partecipazione I Comuni oggi non hanno vere certezze sulle risorse con cui finanziare i servizi. Implacabile il patto di stabilità impone di ridurre risorse. Ai Comuni è già stato chiesto di tagliare le spese per un importo pari a tre volte la loro incidenza sulla spesa pubblica. A questi tagli si aggiungono quelli indiretti, vale a dire il meno che viene da regioni e provincie, a loro volta sottoposti a riduzioni di spesa e scomparse istituzionali. Su 26 milioni del bilancio di Cattolica, tolte le spese di personale e la partita di giro per la gestione dei rifiuti, tutti i tagli sono stati in realtà assorbiti dai soli servizi coperti da 12 milioni di spesa. Tagli che non distinguono tra la spesa per mantenere i servizi e quella per finanziare investimenti. Nondimeno, l’Amministrazione ha definito un piano degli investimenti ridotto ma realistico, che non cede sull’impegno di costruire la scuola di Irma Bandiera, rinaturalizzare l’alveo del Conca, insediare il comando della Guardia di finanza nell'ambito della valorizzazione del Bus terminal, garantire una sufficiente manutenzione, anche coinvolgendo i cittadini nella scelta degli investimenti col Bilancio partecipato e con il progetto Curo io la mia città. Patto di stabilità e indebitamento Con deroga al patto di stabilità, il Governo ha di recente sbloccato i pagamenti dei crediti della pubblica amministrazione a favore dei privati. Ai Comuni che non avevano abbastanza liquidità è stata concessa la possibilità d’indebitarsi. Cattolica ha pagato con la sua cassa i fornitori e da due anni non accende nuovi mutui.

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IL COMMENTO

Servizi finanziari, più personale e serenità di Enzo Cecchini - Il Bilancio è stato approvato. Anche con soluzioni fortemente strutturali. Il bicchiere è ampiamente mezzo pieno: garantita la quantità e qualità dei servizi, ridotto l'indebitamento ereditato, contenuta e saggiamente distribuita la tassazione, liberate risorse per investimenti, e, importantissimo, mantenuta la coesione sociale. Il tutto in una situazione nazionale di forte crisi, tensioni sociali e incertezza legislativa. Bravi tutti! Ora i Servizi finanziari del Comune di Cattolica devono ritrovare quella tranquillità necessaria per operare al meglio. Il personale è ridotto all'osso (altri settori sono ben più nutriti), e c'è tutta l'azione della lotta all'evasione (Ici-Imu-Tarsu-Irpef) da intensificare. Da qui potranno arrivare risorse fresche essenziali per il Comune e mantenere quell'impegno per l'uguaglianza fiscale-sociale. Tenere costantemente i Servizi finanziari sotto “fibrillazione” comporta disagio per chi lavora e, alla lunga, inefficienza. Si vuol credere che dietro non ci siano pensieri occulti che mirino a indebolire il lavoro dell'assessorato al Bilancio. Se questo fosse anche solo minimamente accennato, il sindaco, con autorevolezza e fermezza, dovrebbe subito prendere in mano la situazione. Organizzazione e Risorse umane dovrebbero essere interpretate in modo collegiale da un'amministrazione, per gestirle secondo le specifiche necessità all'interno di un progetto politico-amministrativo complessivo. Poi c'è la situazione frustrante per un assessore con deleghe importanti come: Semplificazione, Partecipazione, Legalità, Trasparenza, Sicurezza, che opera senza neanche un dipendente. L'Osservatorio contro le mafie (di cui giustamente ci si vanta) e le recenti operazioni di polizia, hanno certificato la presenza criminale anche a casa nostra. Per l'Osservatorio la Provincia ha messo a disposizione un dirigente e due funzionari e il Comune di Bellaria un dirigente e un funzionario. C'è da applicare la recente legge anticorruzione. Bisogna strutturarsi, perché la lotta per la legalità non si consuma con un dibattito. Ma su questo ne parleremo meglio sui prossimi numeri con magistrati, tecnici e politici.

tenziali obbligano ad accantonare 1.400.000 euro, il rapporto sarebbe addirittura del 2,59%. L’amministrazione ha perciò intensificato la propria attività per verificare, in sede processuale civile e penale, la presenza di costi occulti in questi contratti e liberare risorse finanziarie essenziali per l’ente. Tutto il contenzioso giudiziario, dalle questioni Regina Maris per i debiti dell’ospedale all’importante vertenze urbanistiche, è sottoposto a un costante monitoraggio e rafforzamento. La crisi senza responsabilità Il continuo lamento per la crisi internazionale e nazionale nasconde però un pericolo, quello di deresponsabilizzare chi ha il compito di offrire risposte ai bisogni dei cittadini. La colpa è sempre di qualcun altro e, il miglior modo per non sbagliare è non fare. Ma non è questa la strada seguita dall’Amministrazione. Visti i problemi, si sono cercate soluzioni che potessero avere ambizioni strutturali. Si è così preso atto che Cattolica ha molto poco da vendere e ancor meno da costruire e che gli oneri di urbanizzazione dovranno sempre più venire da attività di ristrutturazione e riqualificazione del costruito esistente. Inoltre, se è pur vero che il sostegno alle attività produttive e al turismo non fa parte delle funzioni di un Comune, è altrettanto vero che se il Comune non fa asse con le forze sociali e le categorie produttive, la perdita del lavoro sarà drammatica. Ma attività economiche e turismo non possono entrare e uscire dai bilanci a seconda delle convenienze. Le esigenze di un Comune turistico devono trovare una risposta strutturale. Confronti continui, e importanti contributi finanziari di alcune categorie, hanno permesso di costruire un percorso condiviso che porterà alla città risorse importanti per la sua manutenzione e promozione, nonché per la garanzia dell’ottimo livello dei servizi, vitali per il cittadino ancor prima che per il turismo. Insieme, si gestirà l’imposta di soggiorno che, approvata l’anno scorso, diventerà operativa da ottobre. Servizi e sussidiarietà I servizi più vicini al cittadino e più lontani dalle politiche di rigore, sono fortemente minacciati. Scuola, sport, cultura sono difesi da questa Amministrazione con la ricerca continua di efficienza delle risorse e di efficacia nell’azione. Il progetto Adotta un’istituzione sta trovando attenzione da parte di enti presenti sul territorio e sensibili per statuto e vocazione a essere coinvolti nel tempo in forme di sussidiarietà orizzontale che dovrebbero portare un diverso e miglior rapporto di istituzioni ed enti con i bisogni dei cittadini e i servizi loro offerti. I cittadini certo giudicheranno dai risultati. Fino ad allora, piace pensare che la politica proposta dall’amministrazione cattolichina, pur nelle difficoltà che nessuno nasconde, possa rimanere ambiziosa nella meta, concreta nelle tappe, condivisa nelle scelte. *Alessandro Bondi vice sindaco Comune di Cattolica con delega al Bilancio

S. Giovanni M.

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Palazzate

di Cecco

Defribrillatori - Leggiamo: “I dipendenti comunali donano due defribrillatori all'amministrazione”. Us véd che u j'è qualche asesor che l'ha al cor cal va in bambòza...

Mansarde - Leggiamo: “Psi: ‘Approvate in Consiglio una variante al Rue per fare almeno costruire le mansarde!’”. Per i palaz nov un gnè più i sold, toca cuntentès di piciarèl... Volontari - Leggiamo: “Cittadini volontari puliscono il Parco della Pace. Plauso dall'amministrazione comunale”. Va bén a dì grazie, ma uj vria almènch anche un cafè... Truffatori - Leggiamo: “Società fantasma, sequestrato un terreno. Scoperto un giro di finte compravendite per accaparrarsi i finanziamenti erogati dalle banche”. I fa quajun is trova anche da nun...

Ladri (1) - Leggiamo: “Violina, per difendersi dai ladri i cittadini assumono un vigilantes”. Giù un bèl scricòt. Caz!...

Ladri (2) - Leggiamo: “Pizzeria Al Caminetto al Parco della Pace: ‘In dieci giorni tre volte visitata dai ladri’”. U j'è poch da rid, ma al sarà arvénz sno i mur... Spiaggia - Leggiamo: “La spiaggia di Riccione è scesa di venti centimetri”. I dis ch'j'ha vist di bagnin d'Catolga ad nota s'la cariola sal lungomare d'Arciun... Piazzale Nazioni - Leggiamo: “Piazzale delle Nazioni chiede visibilità: ‘Più luce e decoro per attirare turisti’”. I dis che i s'è stuf da stè a strasnun cume i chèvle dla Simbrìa... Il pinguino -

Leggiamo: “La città adesso ha un residente in più: nell'Acquario è nato un pinguino”. Un'ènta buchina graziosa da sfamè...

Ospedale - Leggiamo: “Il Pd in difesa dell'ospedale Cervesi”. Sa tut i s-ciafun ch'is dà l'è mèj tnél da cont... Fogne - Leggiamo: “Via Caduti del Mare, si sdoppiano le fogne. Fine lavori entro luglio”. Adès i tacarà a rugné per i lavor... Pessima scusa - Leggiamo: “Orafo arrestato per droga: ‘Spinto a spacciare dalla crisi’”. Un mi pèr 'na bèla scusa. Dambat!... Nubifragio - Leggiamo: “Forte nubifragio manda il tilt la Riviera”. Rimpalli di responsabilità sui danni. Ancora una volta il motto è ‘Piove governo ladro’. Os-cia!...

Scontrini fiscali - Leggiamo: “Provincia di Rimini (Cattolica compresa): cinque mesi di lotta all'evasione fiscale. Scontrini, il 37% non lo rilascia”. Roba da fè strimulì al sangue. Caz!...

Cani e discriminazioni - Leggiamo: “Arriva la spiaggia riservata ai cani”. Corteo di protesta degli altri animali contro le discriminazioni animalesche. Al baghìn l'insugna sempre la gianda... Bilancio 2013 - Leggiamo: “Approvato il Bilancio 2013”. L'è stè un pèrt travajèd. Poch pérsonèl, taj dal guvérne, dèbte e dispèt. Ma da rugle o da ruglòn l'è arvat in port. Adès li buchinie margiosie li duvria ciucé qualche caramèla. Caz!...

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CATTOLICA

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Si è ricordato Lorenza Morosini (Enzina). Teatro tratto dai suoi racconti

Antichi mestieri, la festa - L’amministrazione comunale tramite l’assessorato ai servizi sociali con il contributo delle associazioni di volontariato cittadine quali il Circolo Massimiliano Kolbe, la Caritas, il Pellicano, Avulss ecc., organizzò nel novembre 2012 per i cittadini un piacevole pomeriggio dedicato alla nostra concittadina Lorenza Morosini “Enzina”. In suo ricordo furono proposte tre rappresentazioni teatrali tratte dai suoi racconti sulla Cattolica del passato. Ad allietare il pomeriggio il gruppo canoro della “Canta” al completo. Presenti le autorità cittadine. Fui invitato ed accettai con piacere. Si svolgeva alla parrocchia di Sant’Antonio e venivano mostrati gli Antichi Mestieri. Quel pomeriggio ho visto riparare reti strappate e con vimini e canne costruire dei panieri. Mi ricordai allora di altri arnesi e mestieri di quando ero bambino: nel mio granaio, per esempio, dal 1930 avevamo un contenitore (e cistòn) fatto con semplici canne che conteneva 12 quintali di grano. Un’altra cosa che non dimenticherò mai, è la sorpresa che i miei occhi ed il mio cuore di bambino provavano nel vedere quelle quattro persone che venivano da Belluno in bicicletta coi calzoni alla zuava di velluto, “per fare la stagione”. Dormivano nelle stalle, avevano la spula (paglia) legata sulle spalle e qualche ferro del mestiere. Al mattino incominciavano il loro lavoro: prima di tutto andavano nei campi per scegliere la pianta adatta, e più volte si trattava

Da sinistra: Daniela Del Bianco, Nunzio Livi, Savio Bianchini e il sindaco di Cattolica Piero Cecchini

Si svolgeva alla parrocchia di Sant’Antonio e venivano mostrati gli Antichi Mestieri. Quel pomeriggio ho visto riparare reti strappate e con vimini e canne costruire dei panieri. Mi ricordai allora di altri arnesi e mestieri di quando ero bambino: nel mio granaio, per esempio, dal 1930 avevamo un contenitore (e cistòn) fatto con semplici canne

RICORDI

di Savio Bianchini di un gelso (amor), poi sotto gli occhi curiosi di noi bambini (con loro nella stalla ci comprendevamo a meraviglia), iniziavano la loro attività, ciascuno col proprio compito. Uno preparava le gambe delle sedie, uno le rivestiva, l’altro faceva “il cavicchio”; cioè la rete di sostegno. La sera trovavamo una decina di sedie pronte. Ecco fatto il rinnovamento del mobilio che veniva eseguito ad anni alterni. Un altro mestiere era quello dei carrettieri, altra povera gente con cui c’era comprensione. Quella dozzina di carretti e cavalli a pochi passi erano da casa mia. Con la protezione per difendere gli occhi dalle schegge e un martello per lavorare, schiacciavano dei sassi che servivano per fare strade o ripararle, oppure per proteggerle nei casi di cedimento del terreno. Una vita dura ma allegra, questa è la mia

visione: ricordo seduti su quei sassi ancora da schiacciare abbiamo cantato tante canzoni; avveniva la sera, tante ne ricordo: Luna rossa, Grazie dei Fiori, Vola Colomba, Come Pioveva, Bandiera Rossa e anche Faccetta Nera. Poi c’erano i braccianti agricoli, anche loro con la vanga non andavano a spasso, quando si piantava la “barbetta” (vite americana) bisognava fare un grande “scasso”, profondo un metro e largo due e trenta. Era un lavoro duro, alla sera tornavano a casa con il freddo e la fatica che pesava sulle braccia e sulla schiena e la gente in faccia la vedevano a malapena. Lo scasso si faceva a coppie per passare il tempo e far parola, quante palate e vangate hanno dato incominciando da via Cabral fino a via Carpignola! Per più di venti giorni le sere e le mattine i loro occhi erano fissi alla meta, a quel confine, non c’erano mezzi meccanici e con le loro braccia dovevano muovere tanta terra. Quella gente avrebbe meritato una medaglia come si usa darla per

lo sport e per la guerra. Alla fine arrivava il fattore, per la maggior parte gente che non sta bene se non inganna, che diceva: “Ho dimenticato il metro”, “e ora?” - “Lo misuriamo con la canna” (perché i braccianti venivano pagati a misure). Così era superato il metro come unità di misura e si retribuiva tanto a canna, inventata per usura. Ora torno alla festa dove ho incontrato il mio amico Nunzio Livi; di gente ce nera tanta e il suo compito era quello di allietare quel pomeriggio insieme al suo gruppo canoro “La Canta”. Quella recita, che insieme a lui presentavano due ragazze, e quelle canzoni che parlavano di Cattolica, mi diedero tanto calore che ancora oggi non so se Livi era il regista, il presentatore o il direttore. A questo devo aggiungere che sono stato tanto soddisfatto di aver incontrato quei quattro marinai di me più anziani: Topolino, Bigiòn Biligari, Ciandrec e Al Raf. Ci premiarono con una targa. Fra quei quattro nomi uno riaffiora alla mia memoria : “Biligari”. Più di settantacinque anni fa, quando il mare era mosso

d’inverno fino alla primavera, insieme ad altri frequentava la mia stalla. Eravamo in tanti con quel lume a petrolio alla veglia della sera ed a me quel che pareva strano è che con loro ci fosse anche “Fafìn” il sacrestano. Quel giorno parlando con “Bigiòn” mi disse: “non ero io in quelle sere nella stalla ma so chi era quello, con il sacrestano erano sempre insieme, ne sono certo, si trattava di Agostino, mio fratello”. E in quelle veglie io lo so chi, ma a voi non ve lo dico, non sta bene, in quella stalla più persone hanno trovato la moglie ed il marito. Del sindaco posso dire che non è stato seduto tenendosi in disparte a guardare, ma con noi si trattenne, si amalgamò alla perfezione, tutto sommato Piero Cecchini fece bene la sua parte. Ora torno a casa, felice di aver conosciuto tanta gente e ricordato quei mestieri, triste per l’altra cosa che ricordar però vale la pena. Voglio dirvi che a quella festa c’era una “ragazza” di San Giovanni che conobbi nel fiore dei suoi anni. L’avevo conosciuta casual-

mente perché frequentava mia figlia; era molto riservata, una di poche parole addirittura, però le diceva su misura. Era giovane dell’età più o meno di mia figlia, di frequente con lei parlava, così sapeva tutto quel che succedeva nella mia famiglia. Era il 1985 quando mia moglie si ammalò, poi la persi cinque anni dopo: per me fu una grande sofferenza. Questa “ragazza” di cui vi parlo quel giorno ne era ancora a conoscenza, dopo ventitrè anni, anche perché quel triste destino dell’incidente di suo marito ormai da tempo l’aveva portata sul mio cammino. La festa stava finendo, ma alzando gli occhi in quella sala al centro, vidi quella signora un po’ sciupata ma ancora bella fuori, bellissima dentro; adesso viene verso di me, mi mette le sue braccia attorno al collo, io la ricambio: più che un abbraccio sembra una fusione, eravamo al massimo della nostra comprensione. Pensando ai giorni presenti e a quelli passati ci siam detti “siamo stati tanto sfortunati” ed io mi trattenni, ma avrei voluto gridare ad alta voce “io l’ho portata, oggi purtroppo Robi tocca a te portare quella pesante croce”. Tante persone ci guardarono tra tutta quella gente, qualcuna avrà capito, le altre niente. Esco da lì un po’ scombussolato, tranquillità e pace spero di ritrovare, così decido di andare al mio torrente, il mio caro Ventena, a passeggiare.

Evviva la gioventù COSTUME

- Sì, ragazza di città, tu vai avanti e indietro fra casa e ufficio, così giorno dopo giorno in un ménage bello, ma pure stucchevole: un pensiero recondito? Ma certo, un pensiero c'è ed è radioso. L'attesa della stagione estiva, quindi le meritate ferie d'agosto. Riempire la solita valigia con le solite cose... e via sulla stazione balneare preferita da sola o con mamma e papà. Già ti vedo, magari in un'affollata spiaggia romagnola, uscire dall'acqua col tuo bikini “da urlo”, in contatto con altri vacanzieri attratti e non poco dalle tue graziosità. Tanti sorrisi nei tuoi confronti, anche da parte di mature signore della brandina accanto. Sorrisi sinceri, ma anche intrisi di sottile invidia. Una riflessione sincera in chiusura: sì, cara ragazza di città, che per simpatia voglio darti un nome, facciamo Maria Grazia, ebbene divertiti più che puoi in questo periodo di ferie che trascorrerai qui, nella nostra dolce Romagna. Divertiti

Sandro Botticelli, La nascita di Venere

al mare e di sera in qualche balera. Ti chiedo un favore Maria Grazia, non indugiare con la mania di stupidi tatuaggi, non riempirti i polsi di inutili orpelli, di lacche, di profumi penetranti o di altre trovate eccessive. Tu Maria Grazia hai già avuto di tutto e di più da madre natura. Perché i tuoi vent'anni e la tua avvenenza sono la conferma che chi ti guarda altro non vede se non una seducente, una scioccante frusta erotica. Un evviva anche all'impegnativo lavoro turistico. Da romagnolo

talvolta mi chiedo dove andrà a parare il turismo dell'immediato futuro. Credo in un turismo più dinamico, meno didascalico, più emozionale, più variegato, rivalutando l'interessante entroterra. E via coi mercatini serali, dove abbondano gozzoviglie d'ogni tipo. Vedi formaggi, vini, spumanti, oli e perché no, birre da tutta Europa. Signori vi sono ancora due cose da lanciare: libri che parlano della nostra storia e la buona per eccellenza: la cucina! (Rambo)

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Luglio 2013

CATTOLICA

Biblioteca. Aperitivo letterario del 23 marzo. Tema: “Affari di famiglia”

Fois, Murgia visioni sulla famiglia Il libro Stirpe di Marcello Fois fa parte di una trilogia che narra la storia di più generazioni di un’intera famiglia. Murgia (grande successo il suo libro Accabadora) scrive della necessità di distruzione e demistificazione della famiglia tradizionale, luogo da cui allontanarsi per poter sviluppare la propria autonomia. Fois afferma, invece, che la vera chance è nella conduzione normale e tradizionale della famiglia, che funziona quando è aperta, dialogante ed interlocutoria, capace di uscire dagli schemi, pur mantenendo la propria ossatura unitaria CULTURA

Marcello Fois Michela Murgia

di Patrizia Mascarucci

- Il ciclo di Aperitivo letterario, selezionato dalla collaudata équipe assessorato alla CulturaBiblioteca comunale di Cattolica ed Emiliano Visconti (responsabile di Punto Einaudi Romagna), quest’anno ha trattato il tema «affari di famiglia», argomento di grande importanza in un’epoca che dimostra di aver dimenticato il valore del rispetto per le istituzioni in genere a partire da quella primaria, la famiglia. Il libro Stirpe (Einaudi, 2012) di Marcello Fois, presentato il 23 marzo scorso, fa parte di una trilogia che narra la storia di più generazioni di un’intera famiglia. Fois, scrittore, commediografo e sceneggiatore, vincitore di premi prestigiosi quali il Premio Super Grinzane Cavour e il Premio Italo Calvino, nuorese orgoglioso come solo un sardo può essere, nell’introdurre la riflessione sul testo, riflette sul libro come luogo d’incontro, per riflettere, per discutere, per formarsi. «Oggi scompaiono le librerie tradizionali - dice - un tempo luoghi d’incontro, è cambiato il modo di leggere, come è cambiata la società, la famiglia, la scuola. In tempi di cambiamento occorre ripensarsi senza rimpianti. Risolvere certi problemi essendo gente del nostro tempo può trasformare i problemi in opportunità. In questo caso la disaffezione per le librerie ha portato l’editore presso il pubblico, e il pubblico a contatto con gli autori».

Nel merito dell’opera, «parlare di famiglia in questo momento è un argomento impellente dal punto di vista letterario perché all’interno della famiglia si possono registrare e raccontare cambiamenti e generazioni che hanno istanze a cui occorre essere preparati per poter rispondere con linguaggi nuovi. I ragazzi fanno domande importanti a cui bisogna rispondere in modo alto, adeguato. Il mio romanzo parla della famiglia che era unita e molto presente, noi oggi abbiamo esiliato la vecchiaia, la sentiamo una specie di peccato originale. Noi vivevamo con i nonni in modo biologico: oggi i nonni sono oggetti, cose da tenere da parte e a cui si accede in modo diverso per i nipoti. Da mio nonno avevo saputo quanto fosse stato duro crescere e vivere. Per i giovani d’oggi è inconcepibile tanta sofferenza e fatica, per me invece è stata una delle motivazioni a diventare scrittore». Per rendere il senso di questa distanza, Fois cita un incontro presso una scuola, in cui uno studente ha detto: «Lei ha dei problemi psicologici per descrivere tutte queste sfighe messe assieme!» «Racconto la storia di tre generazioni, dal 1889 al 1943, segnata da due epidemie di spagnola (morirono trenta milioni di persone!). La morte era una presenza ordinaria, faceva parte del quotidiano, oggi le nuove generazioni provano ansia e panico di fronte

alla morte: eppure, la letteratura ha il compito di riportare la coscienza sui fatti e sull’evoluzione della storia». All’incontro ha partecipato anche la scrittrice Michela Murgia, autrice di Accabadora (Einaudi, 2009, vincitore di tre prestigiosi premi) in cui il protagonista è la famiglia dell’anima, la storia di una famiglia in cui madre e figlia si adottano affettivamente in modo vicendevole. Murgia scrive della necessità di distruzione e demistificazione della famiglia tradizionale, luogo da cui allontanarsi per poter sviluppare la propria autonomia. Secondo l’autrice si devono descrivere storie possibili di molte famiglie. L’idea che esista un unico modello di famiglia è distruttivo. Per Murgia, che parla di madri e non di padri, l’adozione nelle coppie gay può essere alternativa, né migliore né peggiore: ciò che è importante è l’amore non le tendenze sessuali delle persone. Di tutt’altra idea, Fois afferma che la vera chance è nella conduzione normale e tradizionale della famiglia, che funziona quando è aperta, dialogante ed interlocutoria, capace di uscire dagli schemi, pur mantenendo la propria ossatura unitaria. La famiglia Chironi - di cui Stirpe narra l’epopea - vive nella frustrazione e nel terrore di chi ha una famiglia unita e teme che possa essere messa in pericolo; sente il problema di doversi dimostrare

famiglia tradizionale agli occhi della gente ma capisce che non è possibile chiudere il mare in un secchiello, perché è impossibile far coincidere il perbenismo con gli slanci del cuore. In Stirpe si delinea una famiglia perdente perché non ha sufficiente storia alla spalle di cui fare tesoro per poter sanare questa contraddizione (Michele Angelo è figlio adottivo): la famiglia Chironi capisce che l’unità della famiglia è in pericolo sia per il destino, che appare vieppiù già scritto dalla storia, sia per l’attacco che può arrivare dalla cerchia sociale che può essere distruttiva perché invidiosa del loro benessere, quindi si trova stretta tra il dover perpetrare quel modello socialmente codificato e il voler vivere tutto l’amore possibile secondo la propria indole senza tener conto delle regole sociali. Nella famiglia si ricostruiscono nel silenzio tutte le relazioni: il libro descrive due tipi di silenzio, uno fatto di grande intimità ed un altro fatto di grande estraneità. Le persone hanno la necessità di riempire entrambi i tipi di silenzio, ma l’urlo può sempre prorompere improvviso, come quando Michele Angelo va a bruciare la vigna, frutto del suo lavoro e dei suoi risparmi, il terreno che lo ha emancipato come proprietario di una cosa tutta sua: brucia la vigna quando ritrovano i suoi due figli gemelli assassinati, fatti a pezzi e buttati in una tuppa per farli man-

giare dai cinghiali, dopo che gli assassini gli avevano rubato le paghe che portavano agli operai della vigna. Nella famiglia reale di Fois vi è vivace comunicativa ma nella coppia di Stirpe il silenzio è prezioso, bello, pacifico, perché «uno si fa un bilancio, da vecchio, e si rende conto di quanto belle siano state quelle stagioni della vita che scorrevano silenziose». «Sei esattamente dove devi essere, accanto alla persona che ami. Dentro Stirpe i silenzi ci sono tutti e due; Michele Angelo e Mercede sono come i genitori di Fois, una famiglia totalmente tradizionale, si sono incontrati, sposati in modo rocambolesco, hanno vissuto insieme tutta la vita, amarsi, non parlarsi per disaccordo, non parlarsi per accordo, e le famiglie si mantengono anche con la forza di volontà» in cui «la violenza non ha alcuna possibilità di esistere». «Far quadrare il cerchio dipende anche dalla mia esperienza. La letteratura è una forma di elaborazione ma fino ad un certo punto: non è una terapia, una psicoscrittura pur descrivendo se stessi. Nel libro ci sono parti che mi riguardano ma sono quelle che possono essere comuni con i lettori. Mia zia che di volta in volta si affida con grande confidenza e devozione ai Santi che lei ritiene più adatti alle circostanze (Santa Rita per le faccende dei matrimoni, mogli e casalinghe) mi considera per questo un dela-

tore: “Anche tu ti metti a raccontare le nostre faccende come quell’asina della Deledda”». Il rapporto con il sacro, che in Fois è sempre presente, è di tipo talismanico, in cui molti riti derivano da quelli dionisiaci trasposti nella religione cristiana a conservazione della continuità identitaria delle comunità locali. Il mondo si confronta col destino, esiste una traccia già scritta per la famiglia Chironi. I parenti sono importanti quando trasmettono il senso della sacralità delle devozioni, della gestualità rituale, del comico, di un rapporto quasi carnale con la divinità. «Abbiamo delle categorie dentro che non sappiamo di applicare. Gli dei greci, Dio, Allah, Buddha, si sono incarnati, esiste una continuità tra presente e passato. Alcune culture hanno mantenuto questa modalità: per le feste dei morti ancora oggi in Barbagia con la Festa “Il bene delle anime” (“Su bene ‘e is animas”) o “Su mortu mortu”, antesignana di Halloween, si concepisce la morte come fatto normale, in stretta relazione con la vita, ma i giovani oggi non hanno più questa percezione. Divertimento e riso non sono necessariamente collegati: di-vertire per i latini era anche cambiare punto di vista». L’epica del quotidiano che afferra e appassiona il lettore dall’inizio alla fine del libro, si sintetizza nel canto che Mercede sussurra mentre fa la sfoglia, contenente tutte le formule rituali per mettere al riparo la famiglia dall’invidia della gente e dai naufragi dei dolori che il destino ha scritto: Non farti notare / non temere l’abisso / dona senza tornaconto, / parla sinceramente, / non essere ingiusto, / fai le cose con dedizione, / sii docile nelle avversità, indocile alle avversità. È un mantra, una direzione di vita, contiene tutte le prescrizioni per affrontare disgrazie e buone novelle, dolori e gioie, ma soprattuto per salvarsi l’anima. «È una storia inventata, ma anche vera. Appena posso la ricomincio da capo», conclude nel libro Marcello Fois.

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Nel bar covo degli amanti della stecca mostra per tutta l'estate. Poi ognuno si porterà l'opera a casa

Kappa, i vincitori ritratti di Cecchini

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Per celebrare la vittoria del campionato romagnolo e la conqusita della serie A SPORT & CULTURA - Vincenzo Cecchini è una delle menti d'oro partorite dalla storia cattolichina. Dipinge, sa insegnare l'arte e la nobile storia ai bambini e molto di più, scrive poesie in dialetto che ti aiutano a pensare, gioca divinamente a biliardo (stecca). Eccelle, ma come tutti i grandi non ha smarrito l'ingrediente della vita: l'umiltà. Per festeggiare la conquista del titolo romagnolo (serie B) dei suoi allievi giocatori di stecche del Bar Kappa di Torconca, ha fatto ad ognuno dei magnifici i ritratti. Gli otto fortunati: Massimo Cignani, Franco Cignani (capitano), Antonio (Toni) Cecchini, Fabio Borra, Andrea Morganti, Davide Della Balda, Giacomo Magnani e Raul Vannoni. Dice

L'artista Vincenzo Cecchini (a destra) e Franco Cignani, presidente della società. Alle spalle gli 8 preziosi ritratti

Massimo Cignani: “Sappiamo che i ritratti sono preziosi e che valgono anche dei soldi, ma per noi hanno un valore ancora più alto. Ed è proprio per questo che non li venderemo mai. Le otto opere si possono ammirare al “Bar Kappa”, Torconca, per tutta la lunga estate. Con l'inizio della nuova stagione delle stecche, ogni giocatore si porterà l'opera a casa.

La stagione 2012-2013 è stata trionfale per gli otto alfieri del “Kappa”. Prima hanno vinto i play off. Poi, a Ravenna, hanno conquistato il titolo della Romagna, in un derby con i cugini di Rimini, “Cacciatori”. Titolo che significa anche la riconquista della serie A. Eccetto Toni Cecchini e Davide Della Balda, gli altri componenti della squadra sono under 30. Massimo

Cignani: “Il nostro obiettivo è fare un campionato di mezza classifica e di divertirci, naturalmente”. Il professore di storia dell'arte Vincenzo Cecchini è anche un raffinato giocatore di stecca. Nella sua bacheca prestigiose ed infinite vittorie. Insieme al fratello Toni trasmettono tecnica, atteggiamento e sapienza per eccellere sul tavolo verde.

‘Passatore’, un'epica fatica SPORT - Anche quest’anno l’Atletica 75 Cattolica non ha fatto mancare la propria presenza alla “100 Km del Passatore”, l’estenuante podistica sul percorso che collega Firenze a Faenza. Alla partenza, in Piazza della Signoria, tre i portacolori della società cattolichina: il veterano Stefano Ciotti (alla quinta partecipazione consecutiva), Andrea Vico e Luca Gallinucci, entrambi all’esordio. Quella di quest’anno è stata un’edizione decisamente più impegnativa. Non bastando infatti i 100 Km da percorrere ed i quasi 1.000 metri di dislivello da superare, ci si è voluto mettere il meteo a rendere l’impresa ai limiti. Fin dalla mattina, infatti, ai 2035 podisti è stato subito chiaro che non sarebbe stata una “passeggiata”; Firenze li ha accolti con una pioggia fredda ed insistente e temperature ben al di sotto dei 10 gradi. Alle 15 lo start è stato dato sotto un vero e proprio diluvio e con il termometro che segnava 8 gradi; non certo le condizioni. Come non bastasse, dopo alcuni chilometri l’acqua si è tramutata in grandine con scene da girone dantesco. Arrivati a Borgo San Lorenzo, la strada ha cominciato a salire per raggiungere i 913 metri del Passo della Colla di Casaglia, posto a circa metà del percorso. I podisti rimasti in gara hanno dovuto affrontare la salita dopo diverse ore di corsa; completamente inzuppati e soprattutto con una temperatura che oscillava tra i 2 e 3 gradi e spruzzate

Andrea Vico, Luca Gallinucci e Stefano Ciotti

di nevischio ai bordi della strada in prossimità dello scollinamento! Numerosi gli interventi dell’assistenza medica per casi di ipotermia ed abrasioni ai piedi, macerati dalle calze e scarpe bagnate. Nella tenda posta a disposizione dall’organizzazione, buona parte di podisti intenzionati a proseguire (lunghissimo infatti sarà alla fine l’elenco dei

ritirarti) hanno approfittato per indossare abiti, calze e scarpe asciutte saggiamente lasciati la mattina in previsione di quello che li avrebbe attesi. Nella seconda metà di gara la pioggia ha fortunatamente concesso una tregua, non così però il freddo; all’arrivo a Faenza il termometro segnava infatti solamente 10° ed anche qui altro lavoro straordinario per l’équipe medica per assistere i 1451 arrivati alcuni dei quali cautelativamente trasportati nel vicino ospedale. Vincitore di questa 41^ edizione è stato neanche a dirlo e per l’ottava volta consecutiva l’immenso Giorgio Calcaterra, instancabile tassista romano, con un crono finale di 6h39’59”. Ma veniamo ai tre portacolori

dell’Atletica 75 che, stringendo e battendo i denti, sono riusciti a concludere la loro epica fatica percorrendo tutti e 100 i Km. Primo dei tre, il fortissimo Stefano Ciotti con un crono finale di assoluto rispetto: 8h2’48” percorsi alla media dei 4’49” al Km, 12° assoluto e 1° di Categoria M50 che gli è valso anche il titolo di campione italiano. Il secondo crono è stato fatto registrare da Andrea Vico con 9h54’49”, 114° posto assoluto. Luca Gallinucci ha chiuso invece in 10h37’16” (207° in classifica generale). Ma vi è di più, gli stessi tre hanno partecipato anche alle altre due competizioni belle toste: la “Maratona del Lamone” e la “50 Km di Romagna” che assieme alla 100 Km del Passatore compongono, per somma di tempi, il cd. “Trittico di Romagna” nel quale Ciotti si è classificato al 3° posto, staccando il quarto di soli 14”, veramente un’inezia se si considera che la somma delle tre distanze percorse ammonta ad oltre 192 Km! Sempre nel Trittico 20° posizione per Vico e 31° per Gallinucci. Questa ennesima partecipazione andata a buon fine rappresenta la giusta metafora dello spirito che contraddistingue il gruppo podistico cattolichino: impegno, passione, sacrificio e tenacia. Altri hanno preceduto i nostri tre eroi e altri, ne siamo certi, li seguiranno per continuare così a scrivere nuove pagine di questo appassionante sport. Marco Magi

Da sinistra: Pietro Donati, l'assessore Leo Cibelli e Fabio Pasini

Cattolica premia Pasini e Donati - Fabio Pasini e Pietro Donati hanno portato Cattolica ai confini del mondo. Tra i grattacieli di New York, nel deserto del Sahara e nei ghiacci della Lapponia. Ed ogni volta, i principali media internazionali a raccontare le loro imprese. Hanno contribuito a promuovere il territorio di Cattolica. L’assessore allo Sport Leo Cibelli li ha premiati con una pergamena in cui l’amministrazione comunale ringrazia i due sportivi «per aver permesso, grazie alle loro imprese sportive, di fare conoscere la città in tutto il mondo». Oltre alla maratona di New York, Fabio e Pietro hanno partecipato a gare estreme in autosufficienza come la “Marathon de

Sables” (la 100km del Sahara) e la “150 Km di Rovaniemi” (la città di Babbo Natale in Lapponia). «Fabio e Pietro amano sicuramente lo sport - dice l’assessore Cibelli -. La dedizione e il grande impegno per affrontare certe sfide non può che essere un buon esempio per tutti, soprattutto per i più giovani. Lo sport, se fatto a livello amatoriale, deve essere prima di tutto divertimento e aggregazione senza dimenticarsi però che i risultati si ottengono con fatica, sacrificio e dedizione. Come amministrazione inoltre non potevamo che rendergli omaggio anche perché grazie alle loro imprese la città ha avuto la possibilità di farsi conoscere».

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CATTOLICA

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Donne in mostra

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CATTOLICA

CATTOLICA Giulia, trova portafogli e lo restituisce - Giulia ha quindici anni e i sogni e l’esuberanza di quell’età. Passeggiare sulla battigia con le amiche, raccontarsi e raccontare l’attualità e i tanti sogni di quello splendido periodo della vita è un piacere che solo il tempo che passa inesorabile ti fa apprezzare tra i ricordi più belli. L’età dei sogni si tiene a braccetto con quella dei principi e dell’onestà, perché il mondo che da adolescente t’aspetti e sogni, è fatto di solidarietà, di correttezza, di meritocrazia, di peace and love! (pace e amore). E se poi avrai avuto la fortuna di essere cresciuto in una famiglia presente, che quei principi ha saputo comunicarteli e insegnarteli, allora sarai a cavallo: sarai destinato ad essere una persona

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Giulia Giuliani, 15 anni

onesta. Giulia Giuliani è così. Brava, onesta e fa le cose che vanno fatte senza pensare che siano eccezionali. Trovare un portafogli con una discreta somma di denaro, documenti, ricordi ed altro, per poi correre dai carabinieri per renderlo al proprietario, per Giulia sono state due

fasi conseguenti e per nulla straordinarie. Il 4 maggio Giulia fa tutto questo e, con il suo gesto, diventa eroina a sua insaputa perché, quella attuale, è una società in cui gli onesti sono così rari da sembrare eroi d’altri tempi. Certo, la sua è sicuramente stata un’azione meritevole che ha riempito d’orgoglio i genitori Stefano e Claudia, ed ha fatto tanto clamore da finire addirittura sulla stampa locale. E allora ci piace immaginare che dell’esempio dato da Giulia siano a farne tesoro tanti ragazzi della sua età e che tutti loro, che sono il nostro futuro e che, crescen-

do, possano trasformare questo mondo imbruttito in qualcosa di più vivibile, un mondo dove gli onesti siano la normalità e le porte possano stare aperte perché nessuno entrerà mai per rubare; un mondo dove il vicino sarà sempre pronto ad aiutarti e dove la solidarietà sarà, per tutti, la norma. Ecco, l’azione di Giulia ci fa ancora sognare. E se il suo bellissimo “gesto normale” riesce ancora a distanza di due mesi a strapparci un sorriso ed a fare crescere in noi la voglia di essere migliori, quello che possiamo fare è dire a Giulia grazie di cuore, per la tua onestà e per averci regalato, inconsapevolmente: la speranza. Claudio Casadei

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CATTOLICA

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Giochi della legalità’, organizzati dall'associazione ‘Rimbalzi fuori campo’

Un premio speciale a Marcello Morosini “Giochi della legalità” era il titolo della manifestazione che l’associazione “Rimbalzi fuori campo”, ha organizzato dal 27 al 30 giugno. Il filo conduttore ed insieme il motore dell’iniziativa è stato lo sport, declinato attraverso modi differenti. Sport come scuola di vita, come valore formativo, ma anche come vittima di degenerazioni. Presenti: Piergiorgio Morosini, Eraldo Pecci, Giampiero Ticchi, Meme Pagnini, Pierpaolo Romani, Gustavo Savino, Stefano Vitali, Francesca Porcellato e le società sportive cattolichine SPORT E LEGALITA'

Marcello Morosini con il cane ‘Lupo’

di Alessandro Fiocca - “Giochi della legalità” è il titolo della manifestazione che l’associazione “Rimbalzi fuori campo”, ha organizzato da 27 al 30 giugno, grazie alla sensibilità della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Il filo conduttore ed insieme il motore dell’iniziativa, è stato lo sport, declinato attraverso modi differenti. Sport come scuola di vita, come valore formativo, ma anche come vittima di degenerazioni che devono essere affrontate. Questa prima edizione dei

“Giochi della legalità” ha visto la presenza del magistrato cattolichino Piergiorgio Morosini, il cui padre, Marcello, è stato un allenatore di calcio nel Superga ed ha insegnato questo sport a generazioni di ragazzi. Un maestro di vita. Tutte le manifestazioni sportive sono state un successo di partecipanti e di seguito da parte del pubblico, a partire dal “Gran Galà di Handbike”, alla gara di nuoto in mare. “La (mezza) notte bianca dei bambini” ha vi-

Terenzio Bernardi, presidente dell'associazione ‘Rimbalzi fuori campo’ consegna la targa a Luisa Staccoli, vedova di Marcello Morosini sto, al parco de Le Navi, la presenza delle società sportive dilettantistiche del territorio che abbracciano le più diverse pratiche sportive. Oltre 1.000 le persone che hanno assistito all'evento. Di qualità e molto partecipati anche i due dibattiti coordinati da Piergiorgio Morosini tenuti al Palazzo del turismo: “Vincere nella vita – lo sport come promozione dell’uomo” che ha visto la presenza di Eraldo Pecci,

Giampiero Ticchi e dell'atleta paralimpica Francesca Porcellato. E “Per una vetrina davvero pulita – lo sport come rispetto delle regole”, con la presenza del giornalista e scrittore Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, di Gustavo Savino, del centro regionale antidoping della USL di Modena e del presidente della provincia Stefano Vitali. Al termine dell'incontro

un tocco finale che ha emozionato tutti i presenti: un premio in onore di Marcello Morosini alla moglie Luisa Staccoli, presente tutta la famiglia. Queste le motivazioni. “A Marcello Morosini In occasione della 1^ edizione dei ‘Giochi della Legalità’, l'associazione ‘Rimbalzi Fuori Campo’ si onora di ricordare Marcello Morosini, uomo che ha saputo educare, insegnando

comportamenti di calcio e di vita, ma soprattutto lealtà e correttezza. Sobrio, rispettoso ed essenziale, ha trasmesso a tutti coloro che lo hanno conosciuto e frequentato, i valori connessi alla pratica dello sport come dedizione al lavoro, senso di responsabilità, rispetto delle regole e degli avversari. Maestro per generazioni di ragazzi, ha nobilitato la storia del Superga e dello sport cittadino”.

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Addio a Augusto Gennari. Aveva 69 anni. Tante le testimonianze di affetto e il riconoscimento ad una vita artistica originale

Quando scompare un artista IN RICORDO - Mercoledì 19 giugno, nel primo pomeriggio, si è concluso il viaggio terrestre (usando un'espressione del poeta Mario Luzi) di Augusto Gennari. Venerdì 21, in un caldissimo inizio d'estate, una vera folla ha portato la testimonianza di stima e di affetto durante il funerale, dalla chiesa di Gabicce Monte - dove l'artista ha trascorso gran parte della propria vita prima di trasferirsi a Cattolica - al cimitero di Case Badioli. Nonostante la gravità della malattia, Gennari ha alimentato fino all'ultimo l'amore per la vita, la natura, i com-

pagni di percorso, accarezzando l'Energia e la Bellezza del “Soffio Primario” che abita in tutti noi. Il viaggio di Augusto Gennari è stato sicuramente intenso e irripetibile, attraversato da un'eccezionale e originalissima capacità creativa in molteplici settori dell'arte. Sì, concordiamo con l'affermazione di Aristotele: “Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità”. Attraverso le sue opere e i tanti ricordi a lui legati, sentiremo ancora viva la presenza di Augusto Gennari (vedi il bellissimo sito web dimorarte.it).

La tematica dell'Arcànoviaggiatore

Agostino Gennari. La passione per i motori come metafora del viaggio

Mercoledì 19 giugno, nel primo pomeriggio, si è concluso il viaggio terrestre (usando un'espressione del poeta Mario Luzi) di Augusto Gennari. Nonostante la gravità della malattia, Gennari ha alimentato fino all'ultimo l'amore per la vita, la natura, i compagni di percorso, accarezzando l'Energia e la Bellezza del “Soffio Primario” che abita in tutti noi

Gennari, la forza sacrale del segno artistico di Patrizia Mascarucci

- “Guarda lontano l'arcano viaggiatore di Augusto Gennari. Pare essere sfuggito dalle maglie troppo strette del tempo e da quelle troppo civilizzate del mondo metropolitano. Un esule che ha ingaggiato una sfida difficile, emigrando dal ‘suo’ tempo per affrontare l'ambiguità sofferta e sublime della grande metafora. Il suo volto, arcaico e tribale, una specie di ‘summa’ antropologica è lì misterioso e imperturbabile. Ma guarda lontano. Il suo è un viaggio segreto, compiuto con composta arditezza, a bordo di una piroga improbabile dal fragile equilibrio; ha varcato una soglia e ha lasciato un attracco forse sicuro e va verso un altrove indefinito dove può incontrare di tutto, la calma e la tempesta, la luce e il buio, lì in

bilico, in preda ai vortici, ai moti, alle cadute, a contatto con il vuoto che lo circonda, allusione ad uno spazio percettivo in sè concluso e autodefinito. Perché, ancora una volta, la grande tentazione per Gennari è stata quella di fendere lo spazio, con materia viva e tattile, dalla superficie levigata e carezzevole. ‘Non c'è nulla di effettivamente organico in un'opera di scultura - scriveva Susanne K. Langer nel 1953 -, anche il legno scolpito è materia inerte. Ma la sua forma è la forma della vita e lo spazio che essa rende visibile e vitalizzato come se al centro di essa ci fosse un'attività organica’”. (Presentazione di Annamaria Bernucci alla m o s t r a “L'Arcànoviaggiatore”)

- Dalle lunghe chiacchierate con Augusto, iniziate nel suo studio nella soffitta di Gabicce Monte proseguite in seguito nel suo antro-atelier color ocra di Cattolica, ripenso ad alcune perle del suo percorso artistico e di vita. Mi appare con sorriso séproponente, garbo gestuale, voce forte ed estesa che affievolisce nel racconto, diventa sussurro, dolcemente mesta, impastata di amore e delicata sensibilità, basta guardarlo, ascoltarlo, per riconoscere la sua vena artistica, la sua cifra stilistica: la forza, la sensibilità, il rigore. Amore e gratitudine per gli antenati. La forza del suo segno artistico la eredita dagli antenati (oggetto di ricerca, motivo di un viaggio di studio a Policoro e tema cui ha dedicato molte opere); la sua sensibilità è figlia del senso della sacralità già presente nell’uomo primitivo elevatosi ad homo sapiens fino ad essere fiero nella consapevolezza del dovere/necessità. «È l’esistenza delle vite trascorse che ci garantisce la continuità, siamo perché molti sono stati prima di noi e ci hanno tramandato il loro sapere, le loro esperienze. Non abbiamo nulla di cui non dobbiamo rendere grazie ai nostri antenati, tutti coloro che sono stati». Di

Agostino Gennari (Augusto - Gustèin) 4/9/1943 - 19/6/ 2013, sulla porta della sua DIMORARTE

tutto dobbiamo essere grati ai nostri antenati: è la negazione dell’arbitrio del possesso. Gennari paladino del rigore come intransigenza non ha lasciato uno iota al compromesso. È l’arte uno dei doni di Dio alle anime sensibili, un faro per avvicinarsi alla verità, per illuminare il futuro. Ha iniziato il suo percorso artistico - diceva - ispirato da un racconto di Dostoevskij e con Dostoevskij ha concluso il suo transito terreno: coltivando per

tutta la vita la forza della bellezza che “sola salverà il mondo”, quella dell’Idiota, idiota solo per l’insensibile, un innocente dal cuore puro di fanciullo, perché nel cuore sta la scrittura del piano divino/sacrale: l’amore. Anche l’amore per la donna - Maria Teresa - per lui non è appartenenza, possesso, è il «completarsi con la propria compagna, la scelta cade su qualcuna che quando passa per la strada ti smuove tutto e un’altra non ti muove niente. È un

CENTRO SOCIALE GIOVANNINI - VICI

Il programma di luglio - Sabato 6 ore 20,30: Ballo in rosa con la musica di Grazia e Michele. Rinfresco per tutti i partecipanti. Contributo 7 euro. - Sabato 13 ore 20,30: Ballo con la musica di Eugenio e Loretta. Gelato per tut-

ti. Contributo 7 euro. - Sabato 20 ore 20: Cena con Ballo con i ‘Boomerang’ Dante e Luca. Contributo 16 euro. Informazioni e prenotazioni Centro sociale: 3479752583 339-4995417

Vici-Giovannini parte della facciata esposta a sud

movimento sotterraneo, non c’è ragionamento, c’è una viscosità che ti attira dentro e da cui non puoi sottrarti. L’accoppiamento avviene così, la cosa bella è lì, nel non appartenersi, poi diventa confluenza, prima c’è la passione, il senso, poi la dialettica e con essa si mettono a confronto le affinità e le conflittualità che generano scontri, che obbligano a cercare di comprendere le contraddizioni e da qui si conquista la comprensione. È un’altalena, il rapporto a due, che gioca avanti e indietro alla ricerca del benessere, del benestare». Augustino, Gù per gli amici, era ben consapevole della transitorietà della condizione umana, adesso è salito su quel TRAGHETTOMBRA che ha segnato una fase del suo percorso artistico, tutto incentrato sulla sacralità dell’arte, della vita. A Gabicce Monte è ritornato per ricevere il saluto di tutti i suoi cari e la fragranza di un mazzo di lavanda fresca, ornato da ramoscelli di roselline legato con un fiocco rosso deposto con grazia ai piedi del suo ultimo giaciglio accanto all’altare della chiesa dedicata a Sant’Ermete, ha addolcito i nostri cuori confortati dal profumo dell’incenso che accompagna le anime là dove devono tornare. Maria Teresa Codovilli e Augusto ci lasciano Dimorarte la casa di Meleto restaurata attorno alle opere di Gennari, una casa pensata per accogliere il colloquio e lo scambio tra artisti e stimolare i viandanti che si affacceranno alla soglia di via Carmonetti al numero 83.

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CATTOLICA

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Alessandro Montanari da alcuni mesi è il nuovo segretario del Pd di Cattolica Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

‘Partire dalla partecipazione’

Ha vinto le primarie aperte a tutto il centrosinistra superando Maurizio Piva con 244 voti a 174. Oltre a Montanari la nuova segreteria cittadina è composta da: Maurizio Del Prete, Lorenzo Galli, Liliana Tenti, Giuliano Gamboni, Giuliana Giulini, Luca Ercolessi, Gianfranco De Nicolò

Alessandro Montanari, neo-segretario del Pd

L'INTERVISTA di Enzo Cecchini - Da pochi mesi Alessandro Montanari è il nuovo segretario del Pd di Cattolica vincendo le primarie allargate a tutti gli elettori del centrosinistra, con 244 voti. L'altro contendente era Maurizio Piva che si è fermato a 174 voti. 39 anni a luglio sposato con Valeria dal 2002 e babbo di 2 bimbe, Emma 8 anni e Matilde 6 anni. Professione: agente di commercio prodotti di consumo settore Ho.re.ca (hotel, restaurant, catering) Quali sono i componenti della nuova segreteria? “E' una segreteria verde e completamente nuova composta da Maurizio Del Prete, Lorenzo Galli (il più giovane 19 anni), Liliana Tenti, Giuliano Gamboni e gli aventi diritto: il presidente del partito Giuliana Giulini, il capogruppo Pd in Consiglio Luca Ercolessi, il tesoriere Gianfranco De Nicolò”.

Quali sono gli obiettivi interni per la gestione del partito? “Cercare di traghettare il partito in un mondo che da pochi anni è completamente cambiato. Cercare di confrontarsi continuamente con i cittadini. Il mio slogan è la città sia la nostra sede. Ho già iniziato a dar vita a direzioni aperte nella nostra sede. A seguito di queste, come già accaduto con la discussione sull’area vasta (riorganizzazione sanitaria prov.le. Rn, Fc, Ra), vista la rilevanza dell’argomento trattato, per cercare di aver il maggior numero di partecipanti, ho deciso di svolgere una direzione pubblica presso il palazzo del turismo, e così sarà l’indirizzo futuro. Ho dato il via a forum su varie tematiche quali bilancio, turismo, lavoro, sociale, giovani, ecc., anche questi aperti dove gli addetti ai lavori e cittadini tutti sono invitati a dare il proprio contributo. In

autunno inizieremo un tour in tutta la città che ripeteremo più volte nel corso dell’anno per parlare con i nostri cittadini, anche perché credo che ci si debba ricordare dei cattolichini anche quando non si è in campagna elettorale. Credo che un grande partito come il Pd debba essere pronto e per questo serve l’aiuto di tutti per riuscire ad affrontare le grandi sfide che il futuro ci riserverà”. Gli obiettivi esterni: il progetto del percorso unitario tra le forze di centrosinistra iniziato dalle primarie che ha permesso di vincere le elezioni comunali. Sono tutti d’accordo nel Pd su questo progetto unitario? “Per quanto mi riguarda il progetto del centrosinistra va avanti e

deve andare avanti mantenendo fede al programma elettorale che abbiamo presentato in campagna elettorale. In un partito come il nostro la discussione e le visioni a volte possono essere discordanti e la discussione in un partito deve essere un motivo di forza e non di debolezza, ma come detto prima abbiamo un programma e quello è il faro”. Come credete di superare gli antichi vizi del Pd: lotte interne e autoreferenzialità? “Il Pd è un partito che ha bisogno di rinnovarsi e non solo per quanto riguarda la carta d’identità, ma come modo di contrapporsi alla società. Per mia natura amo assumermi le mie responsabilità nel bene e nel male. Ho sposato un

modo nuovo di far politica che non parte dalla concertazione ma dalla partecipazione, anche per combattere il vizio di far decidere a pochi il futuro di molti. Penso che chi fa politica se vuole essere credibile e oggi più di ieri, prima che di parole debba dare esempi. Non mi piace la politica che vuole entrare ovunque, i doppi, i tripli incarichi, la passione non deve essere retribuita. Nel Pd cattolichino ci sono tante persone che hanno il mio sentimento e questo mi porta a credere che possiamo vincere la nostra sfida”. Questi antichi vizi, solo per rimanere nei comuni del riminese, stanno creando seri danni alle amministrazioni (Santarcangelo, Rimini, Riccione, Misano). Ci sono pericoli per la giunta cattolichina? “La nostra amministrazione sta facendo un lavoro immane, non vorrei essere nei panni del sindaco o di un assessore e proprio perché la situazione contingente è diventata complicatissima, dobbiamo cercare di aiutarla e informare i nostri concittadini sul difficile lavoro che stanno portando avanti. Dobbiamo avere tutti un grande senso di responsabilità mettendo gli interessi di Cattolica davanti a tutto perché in un momento dove tanti stanno facendo grossi sacrifici, credo che ciò che ci si aspetti

dalla politica è che si discuta e ci si animi per risolvere problemi senza inutili personalismi (*)”. Quali atti di novità stanno caratterizzando la nuova segreteria? “In questa fase iniziale stiamo cercando di lavorare sul partito anche portando in discussione documenti che vadano a portarci su quanto detto sopra. Credo che da subito dopo l’estate inizieremo ad intensificare il lavoro per cercare di riconquistare la fiducia anche di chi in passato non ci ha sostenuti”.

(*) Confidenzialmente Parlare genericamente di “personalismi” è un modo pilatesco per non affrontare i problemi. La verità è che c'è chi sferra colpi bassi e chi subisce. Che ci sono due pesi e due misure quando si tratta di difendere persone e partiti di maggioranza rispetto ad altri. Lasciarsi imbrigliare dagli equilibri interni di un partito senza fare chiarezza su chi alimenta il progetto unitario di centrosinistra e chi invece rema contro, è pericoloso. In tanti in questi due anni si sono adoperati per evitare a Cattolica quel teatrino della politica (così nefasto a livello nazionale e non solo) fatto di polemiche e dispettucci. Ma è un compito che riguarda tutti. In una squadra la forza di uno è la forza di tutti. Ma vale, purtroppo, anche il contrario. (E.C.)

45 Da più di 100 anni sul territorio DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

Luglio 2013

Aziende informano

Cerimonia di premiazione al Teatro di Ancona. Quattro classi (Gabicce Mare e Gradara) coinvolte dalla BCCG

Da più di 100 anni sul territorio DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

Bcc Gradara: “Crescere nella cooperazione” Due momenti della premiazione. Il presidente Fausto Caldari con il riconoscimento per i “suoi” ragazzi

BCCG - SOCI - Nadia Vandi dirigente dell'Istituto comprensivo è felicissima del progetto didattico “Crescere nella Cooperazione” promosso dalla BCC delle Marche e concretizzato nella nostra zona dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara. La cerimonia con le premiazioni si è tenuta al Teatro delle Muse di Ancora lo scorso 5 giugno. A consegnare i riconoscimenti anche Fausto Caldari il presidente della BCC di Gradara. “ Se si investe sui giovani -

BCCG - SOCI

racconta il presidente Caldari si crea una comunità più giusta e più solidale. In questo momento difficile la solidarietà è proprio una delle chiavi per invertire rotta. Per la Banca di Credito Cooperativo di Gradara la cooperazione è la roccia sulla quale poggiamo, per rubare un'immagine biblica. Si cresce bene se si sa collaborare, tenendo però in gran conto le capacità e le passioni dei

singoli. Solo in questo modo si crea una comunità in grado di andare incontro al futuro con lo spirito giusto. Il progetto didattico “Crescere nella cooperazione” ha coinvolto le classi terze e quarte di Case Badioli e le quinte A e B di Gradara. La cooperativa di Case Badioli si chiamava “Artigianbimbi”. I giovani, insieme ai genitori, hanno realizzato degli oggetti artigianli

venduti in due momenti. La “Compagnia dei Diritti” di Gradara ha costruito uno spettacolo teatrale, messo in scena anche con canzoni e poesie. Trama: i diritti dei più piccoli. I biglietti sono stati venduti a familiari e amici. Talmente tanti i tagliandi piazzati che per accontentare gli appassionati lo spettacolo è stato portato in scena per ben due sere. Applausi scroscianti. Le quattro classi hanno concretizzato i risultati attraverso un percorso formativo che ha ricalcato, seppur in un momento gioioso, la struttura di una cooperativa vera: la costituzione, l'assemblea, il consiglio di amministrazione. Infine, il lavoro e la cooperazione.

Dal 6 giugno al 31 agosto

Filiali aperte il sabato mattina - “Un giorno in più per esserti vicino! Sabato in banca”. E' un modo per soddisfare le esigenze delle aziende stagionali e non solo. Le filiali della Banca di Credito Cooperativo di Gradara aperte il sabato sono sei: Rimini (viale Regina Elena 83), Riccione (viale Dante 149), Cattolica (quelle di piazza Galluzzi e via Carducci 2), Gabicce Mare (viale della Vittoria 18) e Pesaro (Via Cecchi 36). Gli sportelli sono aperti dalle 9,15 alle 12,45. Partito il 6 giugno, il servizio termina il 31 agosto.

GRADARA - LA MOSTRA

Racconto pittorico nella Bottega dell'arte

- Riapre la “Bottega dell’Arte”, lo spazio eventi della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, sito proprio a ridosso dell’ingresso del Borgo di Paolo e Francesca. Il 4 luglio, alle ore 18,30, si è inaugurata la personale dell’artista cattolichino Luciano Crostella dal titolo: “Luoghi Comuni. Immagini di Cattolica, Gabicce, Gradara..”, col patrocinio dei Co-

muni di Cattolica e di Gradara. “Luoghi Comuni - dice Luciano Crostella - è il racconto per immagini di una passeggiata attraverso la città di Cattolica, passando per la vie, le piazze e il porto, con escursioni nelle città vicine”. Grande soddisfazione è espressa per questa realtà dal Presidente della banca Fausto Caldari. “Queste iniziative - afferma Caldari - sono ulteriori

prove del fatto che la nostra sia proprio una banca del territorio; una banca locale, che tende a valorizzare il territorio dove opera ed investe su tutte le espressioni e le potenzialità che questo offre; un modo per far conoscere gli artisti locali che meritano la nostra attenzione. Sono davvero entusiasta che sia proprio il pittore cattolichino, Luciano Crostella ad inaugurarla! Sono rimasto subito colpito dalla sua pittura essenziale, snella, veloce, ma allo stesso tempo incisiva”. “Luoghi Comuni - racconta Crostella - è la mia prima mostra personale. In passato ho partecipato a varie collettive ed estemporanee. Non ho fatto studi artistici ho solo frequentato i corsi estivi tenuti a Rimini dal professore Silvio Bicchi (classe 1920) di Roma”.

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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

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Serate col belcanto Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini

Antonio Perez

Piazza Matteotti 1936 - Ecco come si presentava la centralissima Piazza Matteotti nel 1936. La costruzione avvolta da una pianta rampicante è il Caffè Mazzini (Questa istantanea appartiene a loro). LA POESIA

Un sèlt mal port di Giorgio Terenzi Dli volt am dmand cum us facia andè sempre mal port; una, do, tre volt al dì senza cui sia verament un parché; sarà la voia ad scapè, o ad stè insen si amich, la vista dl’urizont o par cl’èria cus respira; in verità però l’è che nind d’ingiù apena a m'avicin a veda al mèr um entra tla testa una roba nova, e quasi sempre l’è un pensier! Cal più bel cut resta dentra.

ANEDDOTI RACCONTATI DAI PESCATORI

Gianòn, l'asino e il paròn di Enzo Gaudenzi

- I carretti per il trasporto del pesce erano trainati a mano da una o due persone oppure dagli asini. Un giorno Gianòn, noto trasportatore, si prepara per il trasferimento del pesce alla pescheria, ma l’asino dopo pochi passi si ferma e nonostante l’insistenza di

Gianòn non si muove. Il paròn della barca che ha fretta, arrabbiato assiste alla scena, si avvicina all’animale e prendendolo per un’orecchio gli dice: “Per intelligenza mi batterai, ma non certo per la forza”, e lo ha trascinato nel trasporto.

- Serate col belcanto nella piazza del palazzo comunale. Recital del tenore Antonio Perez, con i suoi bravi partner, il soprano Raffaella De Ponte, al pianista di talento Andrea Ruscelli e la giovane cantante Valentina, una voce delicata ma di pregio. Sono più di due ore di arie, brani d'operetta ed i classic della musica italiano, come “O sole mio”, ad esempio. I concerti: il 23 luglio, il 20 agosto, con inizio alle 21,15. Una serata, come sempre, viende dedicata alla grande Renata Tebaldi, cittadina onoraria di Gabicce. Il sipario cala il 4 settembre presso la chiesa dell'Immacolata. I concerti sono possibili grazie alla sensibilità della Confartigianato Pesaro-Urbino.

Gabicce Mare, primi anni 50. Dancing “Perla Azzurra” trio “Los Caballero”. Da sinistra: Glauco Buosi, Franco Raffaelli, Silvano Magi. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

Convegno di livello assoluto organizzato dalla rivista Domus. Gabicce di Dorigo Vanzolini La proprietaria ha casa Amarcord a Gabicce Mare da decenni Continua dalla prima hanno rivoluzionato l’editoria dallo studio BBPR, uno tra gli studi più importanti nella storia dell’architettura moderna italiana. Il convegno è iniziato con la relazione del professor Luigi Spinelli del politecnico di Milano-scuola di architettura, che ha raccontato la storia del luogo, iniziando dalla casa che esisteva prima del complesso progettata dall’architetto Melchiorre Bega, sempre per la famiglia Mazzocchi, nel 1943. Sulle tracce di questa casa che ha subito i danni di guerra, il relatore ha concluso dicendo che” il complesso residenziale di Castel Paradiso, trenta alloggi articolati in due edifici attorno agli spazi aperti, dove i volumi e le forme, i materiali e i colori gli stessi della falesia concorrono ad un concetto di inserimento ambientale, tema caro ai progettisti”. Quindi quale significato migliore per una architettura moderna quella di aver aperto le porte ad esperti provenienti da diverse università che durante la giornata di studi, conclusasi con una tavola rotonda al Grand

Progettare nel già costruito In visita a Castel Paradiso. Di spalle Giovanna Mazzocchi, editrice di Domus e Quattroruote

Recupero, non inteso in senso strettamente tecnologico, ma in una visione più generale, metodologica del Giusto Recupero inteso come progetto nel già costruito

CIVILTA'

di Giovanna Mulazzani* Hotel Michelacci, hanno esposto, e analizzato la problematica del riuso del moderno da diverse angolature? Perché è così attuale ed importante oggi parlare del “restauro del moderno”? Quesito che ci porta nel vivo del convegno Il tempo ha consegnato alla storia non solo italiana, un patrimonio enorme rivalutato grazie a tutti gli studiosi che con atteggiamento militante hanno difeso strenuamente la continuità del movimento moderno nei

confronti di coloro che invece ne decretavano l’epilogo. Così a cominciare dalla fine degli anni ottanta, l’esigenza della tutela del patrimonio architettonico del Novecento ha suscitato un vivace dibattito che ha visto da sempre protagonista il professor Sergio Poretti docente alla facoltà di ingegneria di Tor Vergata a Roma e già presidente di DO.CO.MO.MO Ita-

lia. E, mentre scorrevano le immagini del restauro del Palazzo delle poste di via Marmorata a Roma realizzato di Adalberto Libera nel 1933, ci ha raccontato che “il restauro del moderno ha innescato una svolta nella storia dell’architettura italiana del Novecento. Con l’esigenza di conservare alcuni capolavori si è avviato un processo di riappropriazione di un patrimonio rimasto a lungo estraneo nel Paese”. A tale proposito la relazione dell’ingegnere Francesca Franchini dell’università di Padova, ha focalizzato l’attenzione sul grande patrimonio delle Colonie Marine volute da Mussolini attraverso l’ONB, individuando soprattutto quelle in cui si “intrecciano innovazione dei materiali, tecniche strutturali e costruttive, con la ricerca metodologica, funzionale e formale. Oggi tali architetture si trovano in una condizione che si può vedere come ottimale per un recupero - virtuoso - non solo dell’edificato, ma anche del contesto ambientale”.

Sul tema della tecnica e di come la storia della costruzione è fondamentale per capire un'opera e come questa si è sviluppata, ha parlato il professor Umberto Turrini del dipartimento ICEA della facoltà di ingegneria dell’Univeristà di Padova, presentando il riuso dell’ex cinema Excelsior, dalla lunga storia nata nel 1905, riconvertito in store di lusso su progetto di Jean Nouvel. “Il recupero di edifici in cemento armato di inizio secolo per un riutilizzo con nuove funzioni e destinazioni d’uso rappresenta oggi giorno una nuova opportunità che fino a pochi anni fa era appannaggio dei soli edifici tradizionalmente costituiti da organismi portanti composti da murature e orizzontamenti lignei o voltati.” Pensiamo all’importanza che hanno gli studi sulle prime strutture in cemento armato inventate da Nervi, ed il rapporto con la tradizionale tecnica muraria, per capire come impostare un progetto di riuso all’interno di una disponibilità funzionale e di volumi di grandi

dimensioni. Si analizzano oltre alle poetiche, le pratiche connesse alla riprogettazione affinché un manufatto in abbandono possa rientrare nella vita del tessuto urbano in cui si trova dando una nuova esistenza a volumi che hanno perso qualsiasi relazione con il divenire. Faticosamente, accanto alla storia dello stile prende corpo la disciplina che studia la materia, e la tecnica della costruzione all’interno di una grande sperimentazione sui materiali che i progettisti affrontavano cantiere dopo cantiere e soprattutto nelle opere pubbliche. E proprio dalla sperimentazione degli anni '30, dalla scoperta di nuovi materiali, che si vengono tessendo i più solidi fili di continuità che sotto diverse apparenze connettono intimamente il modernismo anteguerra l’architettura della ricostruzione. Proprio a questo periodo ci ha portato la relazione degli architetti Michele Bonini e Barbara Balassone presentando un progetto di recupero di una fabbrica dismessa localizzata a Fermignano. L’ex lanificio Carotti Seppur differenziandosi per datazione storica considerato che parliamo di una architettura industriale che ha visto succedersi temporalmente storie importanti, il terreno comune con le architetture moderne, dicono i progettisti “sta nel parlare di Recupero, non inteso in senso strettamente tecnologico, ma in una visione più generale, metodologica del Giusto Recupero inteso come progetto nel già costruito”. Dopo le relazioni, e prima della pomeridiana tavola rotonda a cui è intervenuto anche il prossimo nuovo direttore di Domus professor Nicola di Battista, c’è stato un momento particolarmente emozionante quando a fine mattina, l’architetto Belgioioso, figlio del progettista e memoria storica dello studio e la dottoressa Mazzocchi che ha preso l’eredità culturale del padre, hanno condotto i partecipanti a visitare il complesso e gli alloggi che ancora portano il segno del progetto iniziale. Tra una vialetto e l’altro e con gli aneddoti di cantiere del costruttore Bertozzini che lo realizzò, si è materializzato il senso di questo luogo: “L’architettura è la volontà di un’epoca tradotta in spazio” (Mies van der Rohe ).

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SAN GIOVANNI

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Piazza Silvagni dal 18 al 20 luglio. Organizzano Paolo Marchini e Pro Loco AMICIZIA & MUSICA

Tre degli amici organizzatori. Da sinistra: Daniele Donati, Fabio Temellini e

original Beatles show). 3 agosto - Ore 18,30 - Gran Turismo Veloce Ore 19 - Prophexy Ore 20,30 - Locande delle fate Ore 21,30 - Osanna Ore 22,30 - Le Orme Ore 23,30 - La storia New Trolls (Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo). Gran finale Le Orme e New Trolls insieme. 4 agosto - Ore 21,30, Umberto Tozzi. Tutte le sere ristorazione ai tavoli, mercato di dischi vinili,

Musica d'autore con Orme New Trolls e Tozzi - Il ritorno delle mitiche Orme in agosto. Umberto Tozzi l'altro grande nome della terza edizione del Fesrtival della msuica d'autore italiana”. Organizza l’associazione Amici musica anni 60/70” di San Giovanni, in collaborazione con Provincia di Rimini, Comune di San Giovanni, con il contributo della Camera di Commercio di Rimini. Tre serate: il 2, 3, 4 agosto presso l'Horses Riviera Resort (le prime due edizioni a Isola di Brescia). 2 agosto - Ore 21. The Ghost Machine (Real sound of Police). Ore 22,30 - The Beatbox (The

cd, Mc e dvd, gadget e oggettistica varia Info Cell. 335.354997. Cell 392.2873208 Sonny88@tin.it , amicifestival@gmail.com WWW.horsesrivieraresort.com Prevendita - San Giovanni (Ristorante L’Usignolo Via Castelvecchio Tel. 0541 95503, Bar Turismo Via Roma Tel 0541 957755. Cattolica (Discocenter 0541 954206, Palazzo Turismo Tel 0541 966697). Riccione (Righetti Strumenti Musicali Tel. 0541 646000). Rimini (tabaccheria Pruccoli, Tel 0541 27656. Pesaro (tabaccheria Talevi Tel. 0721 27663).

Festival sotto le stelle, giovani cantanti in cerca di gloria Prima edizione nel 2008. Presidente di giuria Vince Tempera. Lo scorso anno ci fu Mogol

Paolo Marchini (a destra) e Mauro (Mimmo) Landi, presidente della Pro Loco

GIOVANI

- Vince Tempera è il direttore musicale e giurato. Basterebbe questo nome per qualificare il “Festival sotto le stelle”. E che cosa dire di un altro grande musicista Antonio Corona che ha scelto altre strade. Il concorso canore riservato a giovani voci si tiene dal 18 al 20 luglio in piazza Silvagni, due semifinali ed una finalissima. Due sezioni: editi ed inediti. Alla serata finale del 20 luglio, una prestigiosa giuria. Come presidente e direttore musicale dei grandi festival italiani Vince Tempera, il produttore discografico Marco Rinalduzzi, il direttore musicale del Festival

Benedetto Franco Morri, il direttore Artistico di Radio Sabbia Luigi Del Bianco. Alla manifestazione possono partecipare concorrenti dall’età di 14 anni in poi (senza limiti). Verrà premiato anche il miglior testo (della critica), per quanto riguarda le canzoni inedite, scelto e premiato dal maestro Vince Tempera. Il Festival non è solo un concorso per voci nuove, ma ha anche lo scopo di divertire il pubblico. Questo avviene con

un sapiente mix, tra musica e comicità e recitazione. Durante le serate si alternano alle canzoni, diversi momenti di cultura, comicità e cabaret con comici brillanti. Il Festival nasce nel 2008 da un’ idea di Paolo Marchini con la collaborazione della Pro Loco e dell’amministrazione Comunale di San Giovanni. Si pone come obiettivo, la ricerca, la promozione, e la valorizzazione di nuovi cantanti e cantautori, meritevoli per le loro capaci-

tà e qualità musicali ed artistiche, cercando così di creare contatti con operatori della musica e dello spettacolo. Un sodalizio che punta a diventare una vetrina nazionale ed internazionale per tutti quei giovani che cercano di far conoscere le proprie qualità e le proprie attitudini oltre i confini locali, e non solo nel campo della musica. E' il regalo che Paolo Marchini fa a San Giovanni. Con la sua azienda, Fonolux, è nell'ambiente dello spettacolo da decenni. Capacità naturale di farsi voler bene, ha tanti amici che vengono per lui a San Giovanni. Lo scorso anno per la finale ci fu Mogol.

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49 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

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SAN GIOVANNI

Il sindaco Domenico Bianchi racconta questo momento di scarse risorse

BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

“Ora tutti dobbiamo spingere il carretto” - “Ci vuole coesione sociale. Così tutti dobbiamo spingere il carretto. Ce lo dobbiamo dire in famiglia, sul lavoro, dai posti più in basso fino a quelli più in alto”. E' la sintesi di Domenico Bianchi. Il sindaco di San Giovanni è al secondo mandato. Venne contattato 9 anni fa in modo molto casuale, come amerebbe dire il filosofo Pascal. Faceva volontariato nella Marignanese. Culturalmente di sinistra, era un semplice appassionato della politica. Come nasce il contenzioso tra lo Stato e il Comune di san Giovanni? “Lo Stato, attraverso conteggi tutti suoi, ci taglia i trasferimenti perché dovremmo incassare più Imu. Ci tagliano 850mila euro. Così i trasferimenti da 1,35 milioni si assottigliano a 530mila. Facciamo ricorso e a metà del 2012, lo Stato ci comunica che abbbiamo ragione. Noi siamo contenti. Solo che alla fine dello scorso ottobre, il governo centrale ci riaggiorna e dice che ci dà soltanto 450mila euro. Dobbiamo fare a meno degli altri 400mila. Noi abbiamo stretto la cinghia ed abbiamo

In ballo trasferimenti dallo Stato per 660mila euro. “Per gli investimenti cercheremo di vendere il patrimonio immobiliare” LA POLITICA

Patrimonio immobiliare

37 San Giovanni ha un patrimonio immobiliare del valore di 37 milioni di euro: 21 il demaniale e 16 il civile

Mutui/debiti investito delle nostre ragioni l'Anci (Associazione nazionale dei comuni) ed i nostri parlamentari. Prima Elisa Marchioni e poi Tiziano Arlotti e Emma Petitti”. “Ora hanno prorogato continua Bianchi - l'approvazione dei bilanci 2013 al 30 settembre e noi siamo in mezzo al guado. In via del tutto eccezionale sia nel 2013, sia nel 2014 gli ioneri di urbanizzazione possono essere spesi per le spesi correnti. Voglio ricordare che nel 2013 dallo Stato riceveremo 400mila euro di trasferimenti in meno”.

20 San Giovanni ha mutui per circa 20 milioni di debiti. Ed un bilancio di 9 milioni annui San Giovanni con i suoi 20 milioni di euro è tra i comuni più indebitati del Riminese. Bianchi: “E' vero abbiamo un grosso debito, tuttavia nessuno ci potrà mai accusare che non abbiamo fatto. Per qualità dei servizi ai cittadini siamo al

terzo posto in provincia e settimi in Emilia Romagna. Abbiamo un patrimonio immobiliare ingente che potenzialmente potrebbe essere venduto per effettuare altri investimenti. Ma non lo vogliamo svendere. Dunque si aspetta. Data la situazione economica, sono del parere che i tagli vadano fatti coinvolgendo i cittadini e le associazioni sul territorio. Siamo al bivio: tagliare alle associazioni sportive, oppure ai centri estivi? La risposta credo che sia semplice: meglio tagliare sullo sport. Si devono impegnare i comuni nei tagli, ma anche gli enti superiori. Gli aitaliani capiscono il momento, ma l'esempio deve giungere dall'alto. E non si può più aspettare. Nell'appratao dello Stato ci sono sacche di privilegi che non si possono più tollerare. Che non ci possiamo più permettere.

“Oltremateria”, convegno con le eccellenze - La sfida si può vincere solo con l'eccellenza. E' la filosofia di vita prima ancora del lavoro dei fratelli Loris e Euro Casalboni, titolari di Oltremateria (biomalta bella, inscalfibile e versatile) e del Centro della Ceramica. Lo scorso giugno hanno portato a San Giovanni in Marignano “Former”, una delle aziende dell'arredo di qualità che rendono grande il made in Italy. Sa coniugare la bontà progettuale con il rigore artigianale. Ad ascoltare che cosa c'è dietro i prodotti una trentina di tecnici del nostro territorio. L'appuntamento di giugno è uno dei tanti dell'azienda marignanese. Forse l'ospite più prestigioso fu il giapponese Kita, uno tra i massimi designer a livello mondiale.

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F M UTURIS

ORCIANO

Boccioni, il massimo teorico e artefice della pittura e scultura futurista

R. Zatkowa, “Ritratto di Tommaso Filippo Marinetti”, 1918

Umberto Boccioni

- Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 - Verona 1916) pittore e scultore italiano. Nato da genitori romagnoli, cambia spesso residenza nella fanciullezza e adolescenza, seguendo il padre Raffaele, impiegato di prefettura. E' stato il maggiore rappresentante del Futurismo (un'invenzione dell'intellettuale Filippo Tommaso Marinetti), al quale contribuì anche come teorico. Nel 1901 si trasferì a Roma dove incontrò e frequentò gli stu-

di di Gino Severini, Mario Sironi, Duilio Cambelotti e Giacomo Balla. Dopo soggiorni a Parigi, in Russia, a Padova e Venezia, verso la fine del 1907 si stabilì a Milano. Qui, dall'incontro con Gaetano Previati, accentuò l'interesse psicologico per l'immagine, diede una prima formulazione della sua teoria dello stato d'animo e s'impegnò in uno studio diretto della moderna società industriale. Con i suoi concetti di

Nel segno di Umberto Boccioni. I genitori erano morcianesi. Il 26, 27 e 28 luglio. Tre giorni di cultura, spettacoli, concerti, poesie, danze, eventi e cucina. Organizza l'amministrazione. Direzione artistica: Città teatro ‘dinamismo’ e di ‘simultaneità’ nacque la sintesi futurista dell'elemento plastico e cromatico. Lo sviluppo della ricerca era concentrato sull'idea di movimento e velocità. Dopo una serie d'incontri, con Carlo Carrà, Luigi

Russolo, Gino Severini e Filippo Tommaso Marinetti, firmò nel 1910 il ‘Manifesto della pittura futurista’. Con gli stessi firma anche il ‘Manifesto tecnico della pittura futurista’. Da questo momento la storia della sua ricerca artistica

ETTORE UVA Via XXV Luglio 40 47833 - Morciano di Romagna Tel. e Fax 0541/987386 e-mail: uettore@libero.it

coincide con la storia del Futurismo. Subito dopo dipinse opere in cui sono realizzate le idee futuriste della compenetrazione dinamica dei piani e della costruzione basata sulle linee forza che determinano l'unità spaziale tra oggetto e ambiente. Boccioni fu autore di numerosi scritti, compreso un inedito ‘Manifesto dell'architettura futurista’ . Nel 1911 iniziò anche

l'attività di scultore (molto famosa la scultura ‘Forme uniche nella continuità dello spazio’). Nel 1912 scrisse il ‘Manifesto tecnico della scultura futurista’, dove tra l'altro si legge: “... La scultura deve far vivere gli oggetti rendendo sensibile, sistematico e plastico il loro prolungamento nello spazio”. Dal 1912 al 1914 furono gli anni culminanti del Futurismo caratterizzati da una frenetica attività creativa, critica e di larga diffusione del movimento in tutta Europa. Nel 1915 Umberto Boccioni partì volontario per la guerra: in questo anno operò un primo distacco dalla poetica futurista attenuando l'elemento dinamico, serbando l'interesse per l'immagine plastica mediata dallo studio di Cézanne. Questo nuovo fecondo periodo fu bruscamente interrotto dalla morte prematura dell'artista nel 1916. Assegnato a un reggimento di artiglieria da campagna, in località Sorte vicino Verona, muore in seguito ad una banale caduta da cavallo.

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La Morciano futurista

PROGRAMMA

Casa dei genitori di Boccioni, Morciano Vecchia. Comperata dal Comune durante la giunta guidata da Stefano Dradi

1912, Sviluppo di una bottiglia nello spazio di Umberto Boccioni. A sinistra, la replica di Umberto Corsucci. La scultura si trova nella Morciano Vecchia

Le inquietudini artistiche di Boccioni - “Bisogna che mi confessi che cerco, cerco e non trovo. Troverò? Ieri ero stanco della gran città, oggi la desidero ardentemente. Sono nauseato di vecchi muri, di vecchi palazzi, di vecchi motivi di riminescenze: voglio avere sott'occhio la vita di oggi. I campi, la quiete, le casette, il bosco, i visi rossi e forti, le membra dei lavoratori, i cavalli stanchi, ecc. tutto questo emporio di sentimentalismo moderno mi hanno stancato. Anzi tutta l'arte moderna m'appare vecchia. Voglio del nuovo, dell'espressivo, del formidabile!”. (Da una pagina del diario di Umberto Boccioni scritta il 14 marzo 1907)

1914. Umberto Boccioni nel suo studio

FU.MO. FUturismo MOrcianese SINTESI FUTURISTA CONTEMPORANEA 26 - 27 - 28 LUGLIO 2013 UN PROGETTO DI CITTÀ TEATRO teatro sintetico + cucina futurista + musica + funambolismo + incontri paroliberi + danza + arte + suoni in gioco + interazioni urbane + vetrine sceniche + manufatti originali + installazioni + visioni futuriste per bambini ALESSANDRO BERGONZONI GIARDINI DI MIRO’ DER MAURER MARCO PARENTE Chef TIZIANO ROSSETTI, LUCA ANGELINI LUPAN da Mutoid Waste Company ecc. PIAZZA RUMORE VIALE MUTANTE LA CENA FUTURISTA DINAMISMO DI UN PARCHEGGIO VIA DEL CIBO VELOCE ZONA ANTIGRAZIOSA DI GIOCO VIA DELLE FORME UNICHE serie I VIA DELLE FORME UNICHE serie II La quarta edizione Il percorso nella città futurista di Morcian parte da PIAZZA RUMORE dedicata ai cittadini senza dubbio più futuristi: I GIOVANI. Sul palco principale saliranno venerdì 26 luglio i GIARDINI DI MIRÒ, band reggiana simbolo dell’indie - rock italiano, mentre domenica 28 luglio i DER MAURER di Enrico Gabrielli, polistrumentista e compositore di Mariposa e Calibro 35, dalla sconfinata discografia (con Afterhours, Capossela e Muse tra i tanti) insieme a MARCO PARENTE, cantautore toscano di origini napoletane. Tra sperimentazioni dei propri repertori e interpretaz ioni che toccheranno nomi come Russolo, Steve Reich, Kurt Schwitters e John Cage, le Continua

Continua...

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FUTURISMORCIANO 1911. Umberto Boccioni, “La risata” (New York, The Museum of Modern Art)

due formazioni non mancheranno certo di stupire. Sabato 27 luglio ALESSANDRO BERGONZONI. L’artista è invitato a dissertare, in un incontro “parolibero”, su temi d’attualità e sul rapporto fra culture giovanili e Futurismo. Intellettuale impegnato su diversi fronti: politico, culturale e sociale, Spazio naturalmente anche alle realtà culturali giovanili di Morciano. I primi artisti morcianesi che sfideranno l’impegnativo tema del Futurismo sono i Nü Èl VIALE MUTANTE, abitato dalle imponenti sculture di LUPAN, artista della MUTOID WASTE COMPANY, noto collettivo britannico residente a Santarcangelo di Romagna, capace di riutilizzare i rifiuti urbani trasformandoli da rottami in opere d’arte, sculture assolutamente uniche e inconfondibili

Boccioni-Marinetti, un ‘latente contrasto’ “Umberto Boccioni elabora una complessa ‘filosofia’ del movimento, cui non è estranea una vasta conoscenza di testi epistemologici e teorici. Il culto della macchina è praticamente estraneo alla sua visione, e il simbolo del dinamismo ‘universale’ è piuttosto, nella sua pittura, il cavallo, incarnazione di

una perenne energia di natura. All'esplosione vitalistica dei colori, fa riscontro un espressionismo inquietante, lontano dagli allegri e giocosi, euforici ideali marinettiani. Ed ecco che una tale profondità e solennità di assunti, come anche il titanismo del suo stesso progetto, dietro al quale è possibile

intravedere persino i modelli di Michelangelo, di Leonardo, o del classicismo ellenistico, lo rende profondamente differente dall'amico Filippo Tommaso Marinetti: la cui complessità è invece nel senso di una pirotecnica varietà d'invenzioni, tendente alla diretta affermazione di una vitalità ottimista,

gioiosa e debordante, più decisivamente corrosiva nei confronti della tradizione dell'arte, del naturalismo e di ogni ‘sistema’ di pensiero. E' questo latente contrasto di idee, pur nella forte solidarietà dell'azione, che conduce Boccioni, nel 1915, a un sostanziale distacco da Marinetti e all'isolamento nel movimento futurista. Marinetti, d'altra parte, doveva essere preoccupato dal protagonismo di Boccioni, che scontentava gli altri. Un manifesto dell'architettura futurista, redatto da Boccioni, non viene pubblicato e in suo luogo vede la luce quello di Antonio Sant'Elia (1915). Marinetti desidera che all'allargamento degli orizzonti operativi del Futurismo corrisponda un vasto arruolamento, sia pure indiscriminato, di nuove forze, mentre Boccioni sarebbe propenso a un vaglio severo”. (Maurizio Calvesi, introduzione al volume Futurismo)

DINAMISMO DI UN PARCHEGGIO luogo che celebra l’entusiasmo futurista per l’automobile, e l’installazione dal titolo “ MACCHINE CACOFONICHE PER L’AMPLIFICAZIONE DEI PENSIERI” a cura di CLAUDIO BALLESTRACCI . LA VIA DELLE FORME UNICHE serie I e serie II ospita il design con le creazioni originali di artisti del territorio e dà spazio al movimento dei corpi, con le interazioni urbane LOCO-MOTIVE del gruppo LabNNC in collaborazione con Tilt Danza e Teatro e Accademia Antonella Bartolacci. CUCINA FUTURISTA Tutte le sere, a numero rigorosamente limitato, una CENA FUTURISTA il cui menù è nelle mani degli chef Tiziano Rossetti e Luca Angelini, con un ringraziamento a Luca Govoni e Luciano Tona. Durante la cena il pubblico, potrà “gustare” anche alcuni frammenti di teatro, danza e musica, in una sapiente miscela sinestetica. VIA DEL CIBO VELOCE, un happening dedicato alla cucina futurista e alle sue rivisitazioni, troverete ricette semplici e curiose ispirate al cibo di strada. Piatti originali e audaci da mangiare con le mani, ad opera di realtà gastronomiche morcianesi e limitrofe. Con la possibilità anche di sperimentare direttamente la cucina futurista con laboratori per bambini ed adulti. LOS FILONAUTAS un astro-fisico le cui dimostrazioni empiriche si muovono sul filo sospeso. ZONA A NTIGRAZIOSA DI GIOCO, dove il Futurismo si fa a misura di bambino con BRANCAPATARSA,

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il Futurismo raccontato ai bambini nelle narrazioni di Alessia Canducci; una selezione di cortometraggi internazionali, realizzati all’interno delle più prestigiose scuole di animazione del mondo a cura di CARTOON CLUB, Il Festival Internazionale del Cinema d’Animazione e del Fumetto di Rimini; poi ancora con SUONI IN GIOCO di Erewhon, strane costruzioni, oggetti in movimento, meccanismi sonori e macchine da gioco in una grande festa di buffe costruzioni interattive. Non finisce qui: per le vie declamazioni e Teatro Sintetico Futurista - tra cui alcuni inediti di Umberto Boccioni - a cura degli attori di Città Teatro con la consulenza parolibera di Loris Pellegrini, azioni illuminanti di Nevio Cavina e allestimenti a tema realizzati dallo scenografo catalizzatore Keiko Shiraishi. Vetrine Sceniche Futuriste . Un progetto di Città Teatro. Coordinamento artistico: Mirco Gennari. Coordinamento organizzativo: Alex Gabellini e Francesco Tonti. Cena Futurista e Via del Cibo Veloce: Francesca Airaudo e Giorgia Penzo. Zona Antigraziosa di gioco: Alessia Canducci e Mirco Gennari. Piazza Rumore e Comunicazione: Mariagrazia Cavallo. Scenografo catalizzatore: Keiko Shiraishi. Azioni illuminanti: Nevio Cavina. Consulente parolibero: Loris Pellegrini. Service: Mirco Casadei Evento realizzato dal Comune di Morciano di Romagna con la collaborazione della Provincia di Rimini e della Regione Emilia Romagna.

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“Forme uniche di continuità nello spazio”, 1913

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Riflessioni 57 bibliche “Non possiamo non definirci cristiani”, Benedetto Croce

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IMPEGNO CIVILE

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Gerhard Ludwig Müller nel segno della sua lunga amicizia con il teologo peruviano Gutièrrez

Riflessioni bibliche “Il cristianesimo ha tradito Gesù?”, Giorgio Jossa

Papa Bergoglio

LA RIFLESSIONE

di Gianni Valente* - «Il movimento ecclesiale e teologico dell’America Latina, noto come “teologia della liberazione”, che dopo il Vaticano II ha trovato un’eco mondiale, è da annoverare, a mio giudizio, tra le correnti più significative della teologia cattolica del XX secolo». A consacrare la teologia “liberazionista” con questa lusinghiera e perentoria valutazione storica non è qualche attempato reduce sudamericano di stagioni ecclesiali tramontate. L’attestato di merito arriva direttamente dall’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto in carica dello stesso dicastero vaticano – la Congregazione per la dottrina della fede (CdF) – che negli anni Ottanta, su impulso del Papa polacco e sotto la guida dell’allora cardinale Ratzinger, intervenne con ben due istruzioni per segnalare le deviazioni pastorali e dottrinali che pure incombeva-

Non è una boutade sfuggita per incidente all’attuale custode dell’ortodossia cattolica. Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa no sui cammini imboccati dalle teologie latino-americane. La decisa valorizzazione della Tdl non è una boutade sfuggita per incidente all’attuale custode dell’ortodossia cattolica. Lo stesso, soppesato giudizio pervade le dense pagine dell’intero volume da cui la frase è tratta: una raccolta di saggi scritta a quattro mani, già stampata in Germania nel 2004, che ora sta per essere pubblicato anche in Italia con il titolo Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa (Edizioni Messaggero Padova/ Emi). Il volume oggi appare quasi come un atto di congedo dalle guerre teologiche del passato e dai residuati bellici che di tanto in tanto vengono fatti brillare per spargere allarmi interessati quanto pretestuosi. A firmarlo,

riteneva definitivamente vittorioso» riferisce il Prefetto del dicastero dottrinale vaticano «si mescolò anche la soddisfazione di aver così tolto qualsiasi fondamento e giustificazione alla tdl. Si pensò di aver gioco facile con essa, buttandola nello stesso fascio della violenza rivoluzionaria e del terrorismo di gruppi marxisti». Müller fa riferimento anche al documento segreto, allestito per il presidente Reagan dal Comitato di Santa Fé nell’anno 1980 (cioè 4 anni prima della prima Istruzione vaticana sulla Tdl), dove si sollecitava il governo degli Stati Uniti d’America a procedere in maniera aggressiva contro la

Il prefetto del Sant'Uffizio celebra la Teologia della liberazione Gerhard Mueller

insieme all’attuale responsabile dell’ex Sant’Uffizio, è il teologo peruviano Gustavo Gutièrrez, padre nobile della Teologia della liberazione, inventore della formula stessa usata per definire quella corrente teologica, le cui opere furono sottoposte per lungo tempo all’esame rigoroso della CdF nella sua lunga stagione ratzingeriana, senza mai subire alcuna condanna. Il libro a due firme rappresenta il sigillo di un lungo cammino comune. Müller non ha mai nascosto la sua prossimità con Gustavo Gutièrrez, che ha conosciuto nel 1988 a Lima nel corso di un seminario di studio. Nel 2008, durante la cerimonia per la laurea honoris causa concessa al teologo Müller dalla Pontificia Università cattolica del Perù, l’allora vescovo di Ratisbona aveva definito come pienamente ortodossa la teologia del suo maestro e amico peruviano. Nei mesi che hanno preceduto la nomina di Müller alla guida del Dicastero dottrinale, proprio la sua vicinanza a Gutièrrez era stata evo-

cata da alcuni come prova della non idoneità del vescovo-teologo tedesco al ruolo occupato in precedenza - per 24 lunghi anni - dal cardinale Ratzinger. Nei saggi contenuti nel volume, i due autori-amici si forniscono assist a vicenda. Secondo Müller i meriti della Teologia della liberazione travalicano l’ambito del cattolicesimo latinoamericano. Il Prefetto ripete che la Tdl ha espresso nel contesto reale dell’America Latina degli ultimi decenni l’orientamento a Gesù Cristo redentore e liberatore che segna ogni teologia autenticamente cristiana,

proprio a partire dalla riaffermata predilezione evangelica per i poveri. «In quel Continente» riconosce Müller «la povertà opprime bambini, vecchi, malati», inducendo molti a «considerare la morte come una via d’uscita». Già al suo primo apparire, la Tdl “costringeva” le teologie elaborate altrove a non fare astrazione delle condizioni reali di vita dei popoli e dei singoli. E riconosceva nei poveri la «carne stessa di Cristo», come adesso ripete Papa Francesco. Proprio con l’avvento del primo Papa latinoamericano

emerge con più forza la chance di guardare a quegli anni e a quelle esperienze senza essere condizionati dai furori polemici di allora. Pur sottraendosi al ritualismo dei mea culpa posticci o delle riabilitazioni di facciata, oggi è più facile riconoscere che certe veementi mobilitazioni di settori ecclesiali contro la Tdl erano mosse da preferenze di orientamento politico più che dal desiderio di custodire e affermare la fede degli apostoli. A farne le spese furono anche teologi e pastori totalmente immersi nella fede evangelica del proprio popolo, finiti nel tritacarne o nel cono d’ombra. Per un lungo periodo, l’ostilità ostentata alla Tdl è stato un fattore prezioso per favorire brillanti ascese di carriera ecclesiastica. In uno dei suoi interventi, Müller (che in un’intervista del 27 dicembre 2012 aveva ipotizzato lo scenario di un Papa latinoamericano dopo Ratzinger) descrive senza indugi i fattori politici e geo-politici che condizionarono certe “crociate” contro la Tdl: «Al sentimento trionfalistico di un capitalismo, che probabilmente si

«Teologia della liberazione», rea di aver trasformato la Chiesa cattolica in «arma politica contro la proprietà privata e il sistema della produzione capitalista». «È sconvolgente in questo documento» sottolinea Müller «la sfrontatezza con la quale i suoi estensori, responsabili di dittature militari brutali e di potenti oligarchie, fanno del loro interesse per la proprietà privata e per il sistema produttivo capitalistico il parametro di ciò che deve valere come criterio cristiano». Dopo aver attraversato i decenni concitati delle battaglie e delle contrapposizioni, proprio l’amicizia tra i due teologi - il Prefetto dell’ex sant’Uffizio e quello un tempo inquisito dallo stesso dicastero dottrinale – alimenta uno sguardo finalmente in grado di discernere le caduche impalcature ideologiche del pas-

«Essere cristiani significa seguire Gesù». È il Signore stesso - aggiunge Müller, commentando quella frase del suo amico peruviano – che «ci dà l’indicazione di impegnarci in modo diretto per i poveri. Fare la verità ci porta a stare dalla parte dei poveri»

sato dalla genuina sorgente evangelica che animava tanti percorsi del cattolicesimo latinoamericano dopo il Concilio. Agli occhi di Müller, proprio l’85enne Gutièrrez – che ha in programma di venire in Italia e passare anche a Roma il prossimo settembre – ha espresso una riflessione teologica che non si estenuava nelle conferenze e nei cenacoli universitari, ma traeva la sua linfa dalle liturgie celebrate dal sacerdote con i poveri, nelle periferie degradate di Lima. Cioè da quella esperienza elementare per cui – come dice in maniera semplice e biblica lo stesso Gutiérrez - «Essere cristiani significa seguire Gesù». È il Signore stesso - aggiunge Müller, commentando quella frase del suo amico peruviano – che «ci dà l’indicazione di impegnarci in modo diretto per i poveri. Fare la verità ci porta a stare dalla parte dei poveri». *Fonte Vatican Insider- La Stampa.it Giovedì 27/06/2013

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MORCIANO

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Negli ultimi 10 anni +66% di abitazioni si legge nel rapporto demografico provinciale ALLEGRO MA NON TROPPO

Foro Boario L'Oracolo verde - Il portone di via Ronci, civico 32 (il borgo di Morciano) reca i segni del tempo. Verde, screpolato, recava il 26 giugno: “Comprate l'ultimo numero de “l'Ape del Conca”: è un buon revulsivo. Il signficato della forbita parola secondo un vocabolario: “E' Farmaco che, posto a contatto di un tessuto, causa in questo uno stato irritativo infiammatorio strettamente localizzato alla zona di applicazione, con conseguenze che possono variare da blande manifestazioni funzionali, facilmente reversibili, a gravi alterazioni anatomo-fisiologiche, più o meno durevoli e irreversibili. L’intensità e la durata di tali processi dipendono dalla natura e dalla concentrazione del farmaco, dalla durata di applicazione del medesimo e dalle condizioni dei tessuti su cui esso agisce; in relazione a tali fattori uno stesso rivulsivo (applicato, per esempio, sulla cute) può avere azione rubefacente, vescicolante, pustolante o necrotizzante (nel quale ultimo caso esso, più propriamente, si dirà caustico). In genere, però, vari rivulsivi per le loro caratteristiche naturali si considerano rubefacenti, altri vescicolanti, ecc. In terapia i rivulsivi sono impiegati per lo più sui tessuti cutanei o sulle mucose facilmente accessibili, per ottenere effetti locali: in particolare, per riattivare processi morbosi torpidi, o per riacutizzare processi cronici; per favorire l’assorbimento di farmaci o di eventuali essudati; per combattere il dolore proveniente da organi interni. I farmaci rivulsivi tuttora in uso sono: la canfora, la tintura di iodio, il cloralio, il cloroformio, la senape nera, l’euforbio, la coclearia, l’arnica, i semi di lino, ecc”.

Ottaviani eleganza - Danilo Ottaviani, dali anni '80 in politica, veste in modo elegante. Lo scorso 26 giugno incontra un amico sul marciapiede davanti alla sua bottega. Gli dice: “Il tuo scarpino è più bello del mio!”. “Sì, lo so. Il mio è un Madras, un classico che andava di moda qualche anno fa...”.

Morciano, 416 case libere Morciano (Foto Bpv)

TERRITORIO di Hossein Fayaz - Nella piana del Conca (Montefiore Conca (Falda), Morciano di Romagna, San Clemente, San Giovanni in Marignano e Misano Adriatico), le amministrazioni comunali con il bene placido della Provincia, hanno permesso la costruzione di un immenso quartiere dormitorio senza le strutture necessarie per una città moderna. Nel 14° Report dell’Osservatorio Demografico provinciale, pubblicato il 30 maggio 2013, a cura dell’Ufficio Statistico della Provincia, si nota che nel decennio 2001 – 2011 il numero delle case costruite in tutta la Provincia è aumentato del 15% e la popolazione ha raggiunto 335.331 abitanti. Invece, nella Valconca aumento delle abitazioni è molto più consistente. A San Clemente le case sono cresciute del 106%, a Morciano di Romagna del 66%, a Monte Colombo del 51% e a Montefiore Conca del 40% in più. I Comuni di San Giovanni in Marignano e Verucchio sono gli unici tra i 27 Comuni della Provincia che non hanno fornito i dati completi alla Provincia. In tutta la provincia per 135.710 famiglie, sono state costruite 164.195 case e appartamenti di cui 32.121 sono liberi o occasionalmente occupati dai non

residenti. A Morciano c’erano 416 case libere. I cinque Comuni sopra citati hanno 36.846 (1 gennaio 2013) abitanti, mentre i residenti dei sette Comuni dell’Unione Valconca (Gemmano, Mondaino, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna e San Clemente) sono 21.793, mentre con Saludecio e Monte Colombo, recentemente sono usciti dall’Unione, raggiungeva 28.402 persone. In seguito alle politiche di sviluppo, basate principalmente sul consumo del territorio e il mattone, delle Amministrazioni di centro destra e di centro sinistra dei Comuni e della Provincia, la percentuale della popolazione nativa sul totale è calata a Morciano al 30,1%, 43,6% in altri Comuni della Provincia, 2,6% in altre province dell’Emilia Romagna. Di conseguenza il 76,3% della popolazione è romagnolo ed emiliano. Il 2,5% dei nuovi morcianesi provengono dalle regioni settentrionali, l'8,6% dalle regioni centrali, il 5,2% dei residenti sono meridionali. E il 6,1% degli abitanti sono nati all’estero. È da notare che i figli degli stranieri nati in Provincia di Rimini o altri Comuni d’Italia sono stati

considerati popolazione nativa. Morciano con 1.294,1 abitanti al chilometro quadrato mentre la media provinciale è di 388,31, insieme a Riccione e Cattolica, sono i Comuni con maggiore densità di popolazione in provincia. Nel Comune di San Clemente i residenti dalla nascita, addirittura calano al 22% della popolazione, la percentuale più bassa in tutta la provincia. La cementificazione selvaggia e non programmata, oltre al consumo dei terreni agricoli, ha causato il crollo dei prezzi e spesso la non vendibilità delle case. Dal punto di vista sociologico, i nostri Paesi e le nostre città sono delle società non coese e con molti problemi di comunicabilità tra gli abitanti e della sicurezza in generale. Con la saturazione del mercato edilizio, la crisi economica e l’aumento della disoccupazione, i nostri Comuni, devono sostenere molte spese per i servizi sociali, scolastici e il sostegno a molte famiglie prive di ogni entrata e gestire interi quartieri (illuminazione, pulizia e manutenzione delle strade e parchi), spesso con molte case, capannoni e negozi vuoti. È ora di cambiare radicalmente questa errata visione urbanistica del territorio. Basta alle nuove costru-

RILASCIO BOLLINO BLU - PLAKETTE PER LA GERMANIA

zioni. Recuperiamo e valorizziamo l’esistente. A questa grande area urbanizzata della “Piana del Conca”, non ha corrisposto un’integrazione istituzionale. Sono in vigore le competenze dei singoli Comuni, della Provincia e della Regione. L’Unione Valconca rimane più un’entità teorica che di fatto, e la sua gestione non è partecipativa, e spesso poco trasparente. Non ha strategie larghe, né progetti alti di sviluppo economico e sociale. Inoltre, non è adeguatamente rappresentata nei consigli e nelle amministrazione provinciale e regionale. Non riesce ad ottenere i fondi europei destinati all’entroterra, che arrivano annualmente in provincia di Rimini; quasi nella totalità vanno a finire nelle casse dei comuni rivieraschi, a finanziare i progetti faraonici dei vari Pala Congressi, Nuova Fiera e Teatro Galli. Per quando riguarda alle competenze trasferite dal Comune di Morciano all’Unione Valconca, il risultato è deludente. Un esempio è l’approvazione di una serie di delibere, magiormente durante l’amministrazione precedente, si può installare un’antenna di telefonia mobile alta circa trenta metri, senza che il suo progetto sia discusso e approvato nel Consiglio Comunale e senza dare alcuna notizia preventiva alla popolazione. La recente legge regionale obbliga i Comuni con meno di 5.000 abitanti a unire i servizi, premiando quelli con più popolazione che lo fanno senza esserne obbligati. Questa dovrebbe diventare un’occasione e uno stimolo per dare vita all’unione tra i Comuni. Naturalmente un’unione concreta e accettata da tutti, sarebbe fattibile solo dopo aver sentito il parere dei cittadini tramite i Referendum comunali, non di certo con i soli accordi personali tra sindaci. Queste unificazioni dei servizi tra i Comuni confinanti hanno un rischio: potrebbero essere prese di mira dai soliti politici alla ricerca di una poltrona, per giunta con un alto stipendio a carico dei contribuenti. In ogni caso, gli interessi dei Comuni dell’entroterra, sono ben diversi dai Comuni rivieraschi.

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Luglio 2013

MORCIANO

Mostra di Marino Bonizzato nella sala conferenze della Banca Popolare Valconca

E' uno degli eventi culturali che ha preso spunto da FuMo. “Morciano è vivae e ricca di storia. Una piccola capitale”

Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Marino Bonizzato, decano degli architetti della provincia di Rimini

1. SEME - Presentazione del Manifesto Arte Città Avanti! (Arte CA!) con Appello a tutti gli Artisti ad unirsi al Movimento Avanti!sta… in quanto capaci di accendere, al di là di qualsiasi ragione, il senso del bello e del puro (Il sole privato o il sublime) latente in ogni essere umano… rendendo così ogni cittadino consapevole, per contrasto, dell’orrido che lo accerchia… premessa fondamentale per attivare, dal dentro e dal basso, la non violenta rivolta sociale sollecitata dal Mo-

CREATO

è quello di offendere gli avversari per conquistare il potere, ma quello di volare alto per cercare di capire quale futuro migliore sia possibile raggiungere. Poi, la Politica deve scendere con i piedi per terra, far sognare i cittadini e far di tutto, democraticamente, perché i loro sogni possano gradualmente realizzarsi”. Allora, i “messaggi da un futuro migliore”, lanciati sul blog del vostro Movimento, sono sogni di un possibile mondo alternativo a quello corrente. “Certo! e sollecitano sia la componente privata che quella pubblica a realizzarli assieme. Questo è anche il modo per far ripartire l’economia sul binario giusto. Città Avanti! punta dunque al rilancio economico, non

Architettura, a Morciano semi per la città futura - Potrebbe succedere che a Morciano, in contemporanea con FUMO 2013 (26, 27, 28 Luglio), avvenga, patrocinato dal Comune e alla presenza di importanti esponenti nazionali e locali della cultura, della politica e dell’informazione, il LANCIO DEL MOVIMENTO CULTURALE/POLITICO/ PRATICO “ CITTA’ AVANTI! “ (Movimento CA!) … In CITTA’ AVANTI! - non si protesta a parole contro il degrado che stiamo vivendo e ci rende infelici - né si cerca di contenerlo (con tentativi tesi a varie moralizzazioni, sostenibilità, vivibilità, …) - ma si conviene di eliminarlo, attraverso pacifici, concreti fatti rivoluzionari, capaci di interdire gradualmente il Sistema globale che lo produce In CITTA’ AVANTI! - si propone il progressivo lancio di un possibile Mondo alternativo, dove le felicità personali si compiono in quelle comuni, grazie al soddisfacimento dei bisogni naturali innati (bellezza, purezza, giustizia, …) e il contestuale rigetto o ridimensionamento di quelli artificiali indotti (denaro, potere, consumismo, eccesso, spreco, apparenza, effimero, …) - si sollecita quindi la semina e la crescita, in ogni campo, di modi di vita alternativi a quelli imposti … semi capaci, crescendo, di diserbare i rovi nei quali siamo impigliati; azioni condotte dal basso (a partire dalla Città), capaci di moltiplicarsi rapidamente e di incalzare ogni livello decisionale a scelte corrispondenti.

CITTA’ AVANTI! - evitando le ferme e retrograde paludi parolaie di destra, sinistra, centro, sopra o sotto, colloca le proprie idee e i conseguenti fatti … in Avanti! - è aperto a chiunque, staccatosi dal Sistema, voglia democraticamente rivoluzionarlo, e, lasciando perdere ogni tentativo di perversa ri-crescita infelice o d’illusoria decrescita felice - persegue una virtuosa CRESCITA FELICE, dal locale al globale, possibile solo facendo girare sull’hardware (sempre più potenziato) del Sistema, non più il software dei suoi falsi valori, ma quello dei comuni valori primigeni recuperati. CITTA’ AVANTI! si avvale di un BLOG (www.semidicittaavanti.net )

dove - vengono postati “messaggi “ (un espediente letterario) provenienti da un futuro a noi vicino (2018… 2020…) nei quali si racconta di Città Avanti! (decisamente più felici di quelle attuali) che stanno evolvendo (crescendo) verso il meglio grazie a “semi” (nuovi modi di vivere e fare) piantati nel nostro tempo… - Questi “messaggi da un futuro migliore” tendono a sollecitare i cittadini a selezionare appropriati semi di Città Avanti! e a piantarli quanto prima sul loro territorio, ricercando tutti i supporti o tutori necessari per farli crescere nel minor tempo e nel miglior modo possibili. - Il blog si configura dunque come una specie di Consorzio Agrario della Politica, dove i semi più efficaci, una volta

sperimentati con cura sul campo (iniziative, start up, associazioni, movimenti, ecc. campione) grazie anche all’eventuale sponsorizzazione o patrocinio di soggetti pubblici o privati interessati, sono messi a disposizione di chiunque voglia personalizzarli e piantarli sul proprio terreno. Potrebbe anche succedere che, contestualmente al lancio del Movimento, vengano piantati DUE “SEMI” (strettamente funzionali alla pacifica rivoluzione di CA!) generati dal primo “messaggio”, postato sul blog, che racconta della nascita di “ARTE CITTÀ AVANTI!”. Praticamente un nuovo movimento artistico italiano rivolto al futuro che vede la luce durante un evento – FUMO – ispirato da quello storico:

vimento CA! 2. SEME - Inaugurazione della Prima Mostra d’Arte CA! di May Be (Marino Bonizzato ) a cura della Galleria d’Arte CA! / Marimao - Rimini Morciano, grazie al patrocinio dell’Amministrazione Comunale, potrebbe così diventare, in assoluto, la prima Città Avanti! *** INTERVISTA Marino Bonizzato, decano degli architetti riminesi, è l'ideatore del “Movimento culturale/politico/pratico “ Città Avanti!” e dei primi “messaggi” da un futuro migliore con relativi “semi “… (vedi www.semidicittaavanti.net) Perché ha deciso di fondare questo Movimento? “Mi sembra che la Politica sia in balia del Sistema che sta degradando e mettendo in crisi tutto. Che, invece di contestarlo, faccia ogni cosa pur di renderlo sostenibile e farlo ripartire … verso il baratro!” Grillo però contesta sia i Partiti che il Sistema - Il suo Movimento è riuscito a catalizzare la sacrosanta protesta di milioni di italiani. Ma, non avendo un organico progetto per rivoluzionare il Sistema, sta fermo e rende inutilizzabile questo enorme patrimonio di energia. Se non si interviene rapidamente con Movimenti tipo Città Avanti!, Grillo purtroppo permetterà all’”avversario” di recuperare e di affossarci sempre più. Quale politica allora? “Il compito della Politica non

con le alchimie dei contabili, ma attivando una politica capace di innescare l’entusiasmo per nuove prospettive di vita … e combatte il degrado etico e politico, non con i moralizzatori, ma con una politica che elimini la fonte di inquinamento”. Nuove prospettive di vita, vale a dire? “La “formula” di Città Avanti! è questa: CRESCITA FELICE = (uguale) SODDISFARE + (più) BISOGNI NATURALI INNATI – (meno) BISOGNI ARTIFICIALI INDOTTI”. Perché il Movimento Città Avanti! nasce a Morciano? “Qui ho trovato un gruppo di giovani entusiasti dell’idea e dei suoi possibili sviluppi, una Amministrazione Comunale che l’appoggia in modo convinto e un contesto culturale e storico ideale”. Allora, ci dobbiamo aspettare altre novità? “In settembre arriverà il messaggio dal futuro “abitare Città Avanti!” e si pianteranno in Morciano due nuovi semi: il primo porterà alla formazione del ‘Gruppo Interdisciplinare Città Avanti! Morciano’ che ruoterà attorno ad un gruppo di tecnici locali già da tempo pronti a pianificare e progettare in modo alternativo; il secondo seme porterà all’apertura della sezione morcianese dell’agenzia immobiliare ‘abitare Città Avanti!’, dove verranno proposti, non tanto metri quadrati o numero di locali con terrazzi e posti auto … ma modi di abitare più felici di quelli oggi imposti dal Sistema … Poi, a seguire, molti, molti altri messaggi, con tanti, tanti relativi semi!”.

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MORCIANO Via Cà Bacchino 2 San Clemente - Con il gradito invito per la celebrazione del 130° anniversario della fondazione dell’ “APE del Conca”, di quel lontano 2 giugno 1883, ho avuto il piacere di partecipare all’incontro a Morciano nell’accogliente sala del primo piano della originaria sede della B.P.V. al civico n. 4 di Via Colombari. In quella pregevole cornice, presenti tutte le autorità con i personaggi morcianesi e quelli del nostro circondario, si è svolto un convegno ricco di spunti storici con aneddoti, ricordi e reminiscenze del nostro recente passato. Il saluto del presidente della B.P.V. Massimo Lazzarini e del Sindaco di Morciano Claudio Battazza, il giornalista Giancarlo Mazzuca con il suo pregevole volume “Compagni di camera”, gli altri interventi tra cui Atos Berardi l’attuale condottiero dell’APE e la pregevole conclusione del nostro “dantista” Angelo Chiaretti, sempre ricca di interessanti spunti storici, hanno alliettato e reso interessante l’incontro che, per la sua data, non poteva non intrigarmi in un groviglio di ricordi. Mi è subito balzato alla mente quella data del 2 giugno. Mi

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E' l'anno della sua fondazione. Cerimonia lo scorso 2 giugno col giornalista Mazzucca

Ape, nel 1883 il prezzo di una copia (5 lire) equivaleva ad una giornata di lavoro In quell'anno dell'800 nacque la Cassa contro gli infortuni e non si poteva più lavorare prima dei 9 anni

Il sindaco Claurio Battazza (a sinistra) premia Atos Berardi, proprietario dell'Ape

MORCIANESITA'

di Silvio Di Giovanni ha obbligato a una riflessione con quel 2 giugno 1946. Sembrano due date così diverse, così lontane, da un secolo all’altro, con impatti storici altamente diversi. Costava allora 5 centesimi (vale a dire 20 volte meno di una lira) una copia dell’Ape del Conca negli anni della sua fondazione. Quindi con il prezzo di venti copie si pagava una giornata di lavoro di 12 - 14 ore di un operaio nella industria tes-

sile, come quella dell’industriale tessile Quintino Sella morto nel 1884 a 57 anni. Oltre che ingegnere, docente di materie scientifiche ed industriale, fu anche uomo politico e fautore dell’economia fino all’osso, il quale riportò, tra i suoi scritti, che una famiglia di cinque per-

sone poteva vivere con £. 1,20 al giorno. Le lotte per il raggiungimento di migliori condizioni di vita riuscirono a far partorire al governo la istituzione, l’08/07/ 1883, di una Cassa Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro ed un congresso a Forlì, presieduto da Andrea Costa, sulla questione operaia, ad ottenere la proibizione, prima dei 9 anni di età, di fanciulli assunti quali lavoratori all’aperto, mentre, per il lavoro sotto terra, non prima

dei 10 anni. Nel 1883 avevano scioperato le mondine di Molinella, con il risultato di un lieve aumento di paga. In sostanza sono solo 63 anni la distanza di quel 2 giugno 1883 con il nostro 2 giugno 1946. E’ maggiore la distanza (di 67 anni) tra il 2 giugno 1946 e l’attuale 2 giugno 2013. Io c’ero in quel 2 giugno 1946. Ero un ragazzino e andavo a scrivere sui muri delle case (nel maggio di quel 1946) nel vicolo ove abitavamo d’estate (che ora si chiama pomposamente “Via Amalfi). Avevo un piccolo barattolo di vernice rossa ed un pennello grosso come un dito. Scrivevo “W la Repubbli-

ca”. Avevamo una vita bisognevole di tutto. Anche il cibo non era sufficiente. C’era il tesseramento alimentare ed i militari alleati canadesi che ci avevano liberati dal nazifascismo e ci avevano anche sfamati, erano già partiti. Avevamo penuria di vestiario, non c’era denaro in circolazione, non c’era il lavoro sul quale fare affidamento, mancava tutto. Ma eravamo animati da un grande sogno, da una grande speranza, che scaturiva dal sapore della libertà, che per tanto tempo era stata soppressa e dal sogno della grande utopia del socialismo, di quel sole dell’avvenire che doveva portare pace, giustizia e lavoro. Da allora sono passati 67 anni. Sono trascorsi gli anni della mia adolescenza, della mia giovinezza, della mia maturità, della mia anzianità. Sta trascorrendo la mia vecchiaia confortata dalla mia numerosa ed eccezionale famiglia che mi dona tutta la serenità possibile e mi appaga di tutto quanto l’uomo possa sperare. Spero di vedere in tempo, un positivo sviluppo di questa inquietante crisi con la mancanza di lavoro, con la disoccupazione giovanile. La mancanza di occupazione e quindi la mancanza di certezza del futuro è la peggiore delle condizioni dell’uomo, poiché incide sulla dignità della persona.

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MORCIANO DI ROMAGNA

Via Forlani 20 - Tel. 0541.989605 Via Bucci 65/A - Tel. 0541.989910 (estetica)

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MORCIANO

Festa all'arrivo con oltre 300 morcianesi. Ha organizzato “Viso” (albergo Risorgimento)

Mario Fraternali, coronato il sogno

L'accoglienza tributata a Mario dai morcianesi (Foto Emilio Cavalli)

- La grandissima impresa compiuta da Mario Fraternali si può tranquillamente paragonare al filmcapolavoro di Paolo Sorrentino, dal titolo “La grande bellezza”. La grande bellezza dell'uomo-atleta. La grande bellezza dell'umiltà. La bellezza della forza e della tenacia: puro stampo e sangue romagnolo. Mario alla bell'età di anni 61, con il suo riservato sorriso stampato sulle labbra è riuscito a trasmettere ad ognuno una ventata colorata e di voglia di lottare. Di fare. Di raggiungere un sogno. La mèta di Mario: 5.000 chilometri in bicicletta non-stop dalla costa americana del Pacifico (California) a quella sull'Atlantico (Maryland). Tredici giorni in giugno, dall'11 al 23. Ha attraversato 13 stati, incontrando tutti i climi e ogni

UOMINI di Emilio Cavalli altitudine: deserto, ghiaccio, pianura, montagna, strade dritte come fusi e tornanti infiniti. Con lui una squadra composta da 10 amici, capitanati da Ugo Gaia. La grande gioia di Morciano per il suo ritorno (27 giugno, attorno alle 20): una festa-abbraccio con oltre 300 persone. Tra loro anche il sindaco Claudio Battazza e il vice-sindaco Stefano Dradi. Enormi striscioni e manifesti di benvenuto con le immagini di Mario corredate da: “Il grande sogno si è avverato. Morciano ha conquistato l'America”. Gigantografie ovunque del Grande Super Mario. Ha percorso l'ultimo tratto di via Roma,

dalla clinica Montanari all'albergo Risorgimento, in bicicletta. All'arrivo la pelle d'oca con l'Inno di Mameli. E infiniti baci e abbracci (qualcuno anche di molteplice natura). Il simpaticissimo Loris avvolto nel tricolore sventolava in segno di giubilo anche la bandiera a stelle e strisce. Mario significa anche la bellezza del lavoro di squadra, dell'amicizia, dell'avventura che passerà agli annali e alle belle storie da raccontare ai futuri nipoti, specialmente se amanti delle due ruote e dei piccoli grandi fatti morcianesi. La festa è stata organizzata da uno che vuole bene a Morciano, “Viso” (al secolo Sergio Battelli) , titolare dell'albergo Risorgimento. Festeggiamenti ufficiali il 12 luglio.

Aziende informano

“Ciao, Lucia. Ho 21 anni e mi alleno tutto l’ano in palestra tranne che in estate. Faccio bene? Carissimo, il risultato di un buon allenamento è in stretta relazione con la quantità di secrezione di un ormone: il testosterone. In estate il testosterone viene secreto in quantità massiccia: uno dei suoi picchi è proprio durante la stagione calda. Questo fa sì che si possa ottenere più facilmente un risultato. Il fatto, che in estate ci sentiamo più stanchi e non abbiamo voglia di fare grosse fatiche, è dovuto alla perdita di sali minerali, espulsi con la sudorazione. Allora

La nuova lingua di asfalto

possiamo bere maggiormente e nutrirci di una enorme varietà di frutta e verdura fresche, naturalmente ricche di sali. Inoltre in estate possiamo variare di molto lo stimolo allenante dato che possiamo proporci anche un percorso esterno. A me personalmente piace

molto alternare l’allenamento al chiuso con una bella corsa in un parco o al mare! La stagione lo permette!

Veniteci a trovare! Vi aspettiamo! San Clemente - Via Trado 58. Tel. 0541. 987751 Lucia Rametta

La palestra come luogo di divertimento e incontro

Asfaltato uno dei templi dei mountain bikeristi - Era la stradina bianca con dell'acciottolato dove gli amanti della mountain bike si andavano ad allenare, sbizzarrendosi. Quando si saliva a Montefiore era la preferita. Lunga 1,2 chilometro, una sola casa abitata, ai primi di giugno è stata asfaltata con il disappunto degli amanti delle due ruote sullo sterrato. Felicissimi, gli appassionati dei copertoncini. “Il funerale ad una strada storica...”, il primo commento. E ancora: “Da domani sarà il teatro di sfide tra stradisti sca-

IL FATTO latori”. La stradina porta da via Santa Maria Maddalena su fino alla chiesa di Santa Maria della Neve a Serbadone. Era una delle ultime strade bianche della Valconca, con i cultori della mtb ad utilizzrala come palestra da allenamento. Un commento ironico: “Probabile che in cima alla sa-

lita abiti qualcuno che non ha voglia di scendere a Morciano per la provinciale allungando di la strada. Una cosa assurda... Tanto più che un asfalto così, fatto in un tratto di strada molto pendente, senza fossi e con i trattori che ci passeranno di sicuro, è destinato a sgretolarsi. In più, la terra, quando piove molto, si riverserà nella strada che diventa un fiume, rendendola pericolosa. Ma che ragionamento hanno fatto? Soldi buttati li, in una strada senza case”.

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MORCIANO Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

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Passeggiate per le vie del paese in visita agli sponsor. Fila indiana variopinta

Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Il supergruppo per far divertire i giovani. La collaborazione dei genitori, il sostegno degli sponsor

LO SPORT

di Pierfrancesco Gasperi - I piccoli giocatori del Morciano Eagles Basket palleggiando a spasso per Morciano: bel modo di comunicare. Lo scorso 26 giugno la Società di basket, fieri ed orgogliosi, sono partiti puntualissimi dalla palestra Palapedriali alle 18. L’evento pomeridiano è stato intitolato: “Basketlonga”. Sotto la guida del coach Alessandro (“Tigre”) Polverelli e la supervisione degli assistenti: Andrea (“Bigio”^ Bigini e Ivan Imperatori, la colonna di bambini e ragazzi, annate 1999, 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004, si è snodata per le vie del centro e della periferia, mettendo in bella mostra i prestigiosi colori bianconeri, e facendo sentire la loro simpatica presenza con affabili cori. I loro nomi corrispondono a: Barbieri (“Barbi”) Matteo, Bernabè Matteo, Bonetti Manuel, Calesini Federico, Caroli Alex, Casali Christian, Colombari Francesco, Dionigi Marco, Mendola Andrea, Palmerini (“Palmer”) Lorenzo, Rastelli Nicolò,

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Morciano Eagles in posa

Morciano Eagles, in campo Ricciardone Michele, Tonti Alex, Marulli Lorenzo, Morelli Lorenzo, Andreini Mattia, Banci Francesco, Bianchi, Bianchini Mattia, Bianciardi Danilele, Bigini (“G”) Giovanni, Calesini Emanuel, Ceccolini Alessandro, Cevoli (“Cev”) Matteo, Ciavatti Gabriele, Ciavatti Nicolas, Dionigi (“Leo”) Leonardo, Domi Endri, Farizi Arbin, Fabbri Nicolò, Grossi Ivan, Palazzi Lorenzo, Renzi Alessandro, Sanchini Lorenzo. Durante la marcia hanno fatto tappa dai loro principali

sponsor che qui ringraziano per aver offerto un degno contributo: Avis, Magnani Bruno Bevande, Ristorante “Controcorrente”, Gelateria “Settecento ‘700”, Matrix Computer, Calzature Gambini, Ristorante Pizzeria “Risorgimento”, Ristorante Pizzeria “Il Borgo”, “Calzature Elda”, “Acqua e Grano” - Bio, Oreficeria Baffoni Gianluca, Il Caffè dell’Angolo, Ristorante Pizzeria “Di Paoli”, “Pasticceria Ghigi”, Spendibene Maxishop, Tamburini Officina Fotografica, Ortobello - Frutta e Verdura.

Inoltre: Superconad Valconca, Banca Popolare Valconca, La Bulloneria Pesaro e Modulsistem. Infine, Ristorante Barafonda (Darsena di Rimini) e il Ristorante Pizzeria “Eden Park” (sempre a Rimini), Banca Credem. Il momento fa seguito all’annata sportiva appena conclusa, dove i cestisti si sono ben comportati e distinti in occasione di ogni singolo allenamento, e di ogni partita, nei rispettivi campionati: Minibasket, U13 Provinciale, U14 Provinciale e U15 Pro-

vinciale (assieme ai ‘98: Andreini Alberto, Antonetti “Teto” Stefano, Hassler Raffaele, Marcaccini Kevin, Masi Matteo, Pierpaolini “Pier” Marco, Rinaldi Gabriele, e Comanducci Marco (‘96)). A tale proposito, un sentito ringraziamento viene rivolto ai genitori: Rinaldi “Pinuccio” dei ’98; Calesini Massimo, Dionigi Daniele e Merion, Rastelli Francesca e Tonti Danilo dei ’99, che durante l’intera stagione hanno fornito il loro impagabile aiuto al Tavolo, e nelle varie occasioni di sostegno a

tutti gl’iscritti. Al preziosissimo, valente e irrinunciabile vice-coach Augusto “Ago” Ciotti. Così come a Luca Muccioli, che ha messo a disposizione la sua autovettura, nelle trasferte di due campionati: U14 e U15. L’epilogo in Piazza del Popolo, all’ombra della fontana del Mercurio, con saluto al Comune e relativo congedo. Si evidenzia, e sottolinea, come la parentesi cestistica continuerà fino alla fine di luglio. Chi fosse interessato a far parte di questo simpatico “Supergruppo”, è ancora in tempo poiché l’obiettivo della Morciano Eagles è, assolutamente, quello di far divertire i ragazzi ed erigersi come punto di riferimento-certo per i giovani. Infine, si invitano le numerose, svariate ed importanti realtà socio-economiche ed aziendali del nostro territorio, a stare vicino prendendo parte attivamente e concretamente, a tutte le nostre attività ed ai futuri progetti cestistici. Per info 338/92.21.589 coach Alessandro Polverelli.

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MORCIANO DI ROMAGNA

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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE

Due imperdibili concerti a Montefiore Conca il 20 e 21 luglio e ripercorrono la storia della migliore musica rock

MONTEFIORE

Paul Manners con i Grammar School in concerto Paul Manners (a sinistra), cantante e chitarrista dei Cugini di Campagna

MUSICA

di Pierfrancesco Gasperi - Paul Gordon Manners con i suoi Grammar School terrà due concerti a Montefiore Conca il 20 e 21 luglio alle ore 21 all’arena della Rocca nell’ambito di Rocca di Luna. Paul cantante britannico, trasferitosi in Italia alla metà degli anni '70, attualmente risiede a Montefiore Conca. Personalità poliedrica, è anche produttore, autore e compositore. Ha fatto parte dei Cugini di Campagna come cantante e chitarrista dal 1978 al 1986 ed è il leader del gruppo School dal 1986. I Grammar School stanno girando l’Italia con il loro Tour, lo spettacolo rappresenta un viaggio di alto livello musicale nella musica pop-rock che dai Beatles arriva fino agli anni ’80. Lo spettacolo è da non perdere; il tour propone non solo musica ma un vero e proprio concerto spettacolo nel quale in primo

piano si pongono anche le parole, le immagini, la recitazione. Il nome “Grammar School” viene tradotto in italiano letteralmente con “Scuola di Grammatica”. In verità, sarebbe una scuola inglese secondaria per alunni dotati. Invece della solita cover band tematica, il gruppo si pone come educatore delle nuove generazioni in materia di una vasta e varia parte della musica pop-rock del secolo scorso e contemporaneamente “spolveratore” di memorie ed emozioni delle generazioni che hanno vissuto quella epoca. Durante l’esecuzione di ogni brano, le parole in lingua origi-

nale vengono proiettate su un maxischermo insieme alla traduzione italiana ed a qualche immagine per aiutare a capire a fondo il senso di quella musica che magari è sfuggito per anni agli ascoltatori veterani e aiuta ad abituare quelli più giovani a dare importanza al contenuto dei testi. Inoltre, vengono illustrati e recitati, tra un medley l’altro, alcuni aneddoti interessanti e divertenti che aiutano a descrivere e sottolineare certi aspetti del contesto sociale in cui vivevano i creatori di quella musica ed il loro personale itinerario artistico.

Il leader indiscusso del gruppo è Paul Manners, alla voce e chitarra (è un produttore conosciuto a livello internazionale di album di artisti come Sylvie Vartan, Tina Arena, Kelly Joyce, ecc.). Gli altri componenti del gruppo sono Filippo Montesi voce e chitarra, giovane talento della scena musicale fanese, Marco Talevi, alla batteriagiovane dinamico professionista, alla batteria e percussioni e alle tastiere Kekko Montesi, alle tastiere polistrumentista fanese diplomato in pianoforte e fagotto. Nel corso degli anni il repertorio dei Grammar School si è arricchito di una serie di arrangiamenti personali realizzati da Paul Manners di alcuni brani di grandi nomi internazionali come Beatles, Pink Floyd, Dire Straits, Simon and Garfunkel, Queen, Bee Gees, Police, Eagles, Led Zeppelin, David Bowie, Elton John, Yes, America, James Taylor e tanti altri.

Corsi di incisione, Montefiore capitale - Umberto Giovannini è morcianese. Mente eclettica. Suona l'organetto, recita, soprattutto è un incisore di livello assoluto. Ha creato a Montefiore una scuola internazionale, “L'“Opificio della rosa” che da anni accoglie docentie ragazzi che provengono da mezz'Europa. Presentati in italiano e inglese, i corsi si tengono da maggio a settembre e vengono presentati così: “Castello di Montefiore Conca Rimini - maggio - settembre 2013. Castle of Montefiore

Conca - Italy - May September 2013”. I corsi hanno un alto grado di specializzazione, unito all’utilizzo di tecniche ecologiche: dalla xilografia giapponese alla calcografia fino alle più innovative tecniche. Il progetto di questi seminari nascono in collaborazione con l’East London Printmakers, che da anni utilizza e sperimenta tecniche grafiche a basso impatto ambientale. www.opificiodellarosa.org

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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE Maggie Van Der Toorn

riconoscimento in denaro e un attestato, il racconto è stato pubblicato nell'antologia dell'evento letterario. Racconta maggie: “Quando mi è arrivata la notizia di essere tra i tre finalisti ho preso il treno il 5 giugno e sono andata alla premiazione a Villa Paganini, a Roma. Ero contenta, ma lo sono stata ancora di

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MORCIANO DI ROMAGNA

Sant'Andrea, il trionfo degli outsider

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- Scarne le notizie, ma ottimi i risultati. Anche nel 2013 gli amanti del biliardo a boccette di San Clemente hanno potuto apprezzare le performance di alto livello dei giocatori della squadra del Circolo Acli Sanzio Casadei di Sant'Andrea in Casale. I cinque giocatori si sono rivelati dei veri outsider e si sono fatti valere lungo tutto il percorso del torneo interregionale a categorie libere. Non considerati tra i favoriti i magnifici cinque hanno inanellato vittorie partita dopo partita fino a diventare gli inattesi vincitori finali. Walter Angelini, Roberto Angelini, Stefano Ceccaroni, Mariano Guiducci e Sergio Marzi alla fine hanno potuto posare con al collo la medaglia dei vincitori.

Premio letterario all'olandese che parla il dialetto e fa la piadina - Dacia Maraini (è tra le più grandi scrittrici italiane, figlia del mitico Fosco), Giuseppe Aloe, Valentina Beronio, Paolo Di Paolo, Letizia Leone e Ugo Riccarelli. E' la prestigiosa giuria che ha assegnato la prima edizione del Premio Orlando, organizzato dall'editore Giulio Perrone di Roma. Tra i premiati col primo posto anche l'italo-olandese Maggie Van Der Toorn. Nella sezione racconti brevi ha presentato “Pensieri circolari”. La motivazione: “Per la narrazione semplice, in grado di comunicare con maestria suggestioni e pensieri, riuscendo a trasmettere sensazioni ed emozioni legate a un evento”. Oltre ad aver ricevuto un

più quando Paolo Di Paolo ha pronunciato il mio nome vincitore del concorso. Sentir leggere da un candidato della cinquina dello Strega il proprio racconto in pubblico, è il sogno di ogni esordiente”. Sposata col riccionese Giancarlo Faina, una figlia Samantha, la famiglia abita a Montefiore da più di dieci anni. Maggie scrive e pensa in italiano. Parla anche il dialetto e sa tirare la piadina col mattarello. Ha una caterva di interessi, che cura con sorridente passione. Lo scorso maggio, nel teatro di Montefiore, ha organizzato un momento culturale al femminile, invitando scrittrici, pittrici e cantanti. Un signor pomeriggio.

- Dopo avere letto la lettera firmata da Attilio Giovagnoli presidente della “Associazione Rimini città d’arte” apparsa sulla Piazza di giugno si prova un senso di profonda tristezza nel constatare l’assenza di sensibilità dell’amministrazione di Montefiore per la salvaguardia del proprio patrimonio storico ambientale paesaggistico e culturale che rappresenta l’unica risorsa da sfruttare per uno sviluppo ed una crescita sostenibile. Alcuni anni fa nei pressi del vigneto di fronte al terreno dove stanno costruendo i villini in seguito ad una campagna di scavi in collaborazione con il comune di Gemmano era affiorata una antica strada romana che pro-

“Tutelare la Piana di San Pietro” MONTEFIORE - LA LETTERA babilmente proseguiva proprio nel lotto interessato alla costruzione. Non dobbiamo dimenticare poi tutti i ritrovamenti archeologici (molti conservati nei musei di Riccione e Rimini) avvenuti negli anni come colonne di marmo, bassorilievi, lacrimatoi di vetro, monete, medaglie, scheletri e blocchi marmorei alcuni dei quali ancora presenti nei pressi delle abitazioni del luogo. Il progetto del 2007 “Archeo-

logia in Valconca: turismo culturale”che coinvolgeva Montefiore, Gemmano, Morciano e Sanclemente, fortemente sostenuto dall’ex sindaco Filippo Berselli aveva la finalità di creare in questa area una continua attività di scavi e di ricerca in collaborazione con le Università e la Soprintendenza. Questo progetto oltre ad arricchire i nostri musei avrebbe portato tutti gli anni studenti, ricercatori,

archeologi, studiosi del settore che alloggiando nei nostri paesi avrebbero dato vita e ossigeno alle attività commerciali contribuendo poi attraverso convegni, giornate di studio ecc. a fare conoscere a livello internazionale i nostri luoghi. Purtroppo anche in questa occasione gli amministratori di Montefiore hanno dato dimostrazione della loro visione miope e limitata privilegiando la realizzazione di una villetta privata ad un progetto di ampio respiro che avrebbe certamente dato una forte identità e valorizzato l’intero territorio con una ricaduta positiva sulla comunità. Pietro Cipriani, ex vicesindaco Montefiore

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Via Forlani 20 - Tel. 0541.989605 Via Bucci 65/A - Tel. 0541.989910 (estetica) SAN CLMENTE

La “Collina” cambia pelle

Sant'Andrea in Casale

- Il noto ristorante La Collina Di Sant’Andrea in Casale cambia pelle e diventa “Laboratorio della Pizza”. Pietro ripropongono una valanga di ottime pizze a tutti i loro affezionati clienti che ne conoscono ed apprezzano la qualità. Per tutti gli altri il consiglio resta “Provare per Credere” ! e on li lascerete più!

- Che sia uno spirito libero lo capisci al primo sguardo. Alex Montanari è un ragazzone di ventidue anni, coi dreadlocks e gli occhi chiari, con un sorriso sempre stampato in volto e lo sguardo sereno. Alla faccia di quei signori che hanno voluto catalogare la sua generazione come quella dei bamboccioni Alex decide a un certo punto fare una esperienza nuova e, zaino in spalla, parte alla volta di Londra. Londra è la metropoli multirazziale che si sente raccontare; in lei c’è il dna dell’accoglienza e Alex, pur non avendo punti di riferimento, trova alloggio in Stratford in un appartamento con altri quindici italiani “tutti giovani e casinari”, dice. La prima necessità naturalmente era trovare un lavoro, e nemmeno Londra quello lo può inventare. Ma la necessità aiuta a scegliere e Alex trova un posto in un autolavaggio aperto 24 ore a il giorno e naturalmente gli viene assegnato l’orario più “comodo”: dalle 24 alle 8! Le notti londinesi sono lunghe e freddissime, ma ad Alex i soldi servono e quel lavoro lo aiuta ad ambientarsi e ad imparare la lingua. Londra gli piace e la gente è aperta, socievole. Dopo qualche tempo lascia l’autolavaggio e diventa sottocuoco al ristorante dello zoo di Londra. Una bellissima esperienza vissuta con persone come lui: “ …gente che non parlava mai dei propri problemi ma solo dei propri progetti”. Il tempo passa e la crisi morde anche nella divina Albione. Ad Alex non viene confermato il lavoro e dopo alcuni mesi ed il perdurare di

S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE

Londra-San Clemente in autostop Partenza il 16 aprile. Arrivo il 12 maggio. Avventure da romanzo

Alex Montanari (a destra)

GIOVENTU' di Claudio Casadei una situazione difficile Alex decide di tornare a casa. Ma non sarà un comodo viaggio in aereo: Alex tornerà in autostop anche se avrebbe voluto tornare a piedi: “In viaggio con me stesso, padrone del mio tempo e libero di scegliere qualsiasi direzione”. Il ritorno è un racconto fantastico di luoghi e persone. Parte da Londra il 16 aprile con uno zaino di quasi 25 chili sulle spalle, con un treno arriva a Bexley. Poi cammina e tocca Green Hithe, Meopham e in treno fino a Canterbury, dove conosce Tara, una giovane inglese. Riprende il cammino, fino a Dover, conosce Mario, un lituano che possedeva solo una bicicletta che voleva vendere per comprarsi il biglietto del traghetto e partire con lui. Missione incompiuta e Alex approda da solo a Calais, in Francia, dove inizia il suo viaggio in autostop. Prima tappa Crugge, in Belgio, poi rientro in Francia, a Lille, incontra Léa Knaus una ragazza francese con cui passa un pomeriggio e strappa la promessa di rivedersi un giorno. Di nuovo a piedi, a Pont a Marcq, a Moncheaux. Sulla strada gli offrono un passaggio Samuel e Olivier,

un polacco e un nigeriano che gli fanno visitare Douai, offrendogli una birra dietro l’altra fino ad ubriacarsi. Gli offrono anche la cena e Olivier lo fa dormire a casa sua! L’indomani di nuovo a piedi fino a Denain poi fino a Valenciennes e poi in treno fino a Paris. Poi Troyes, St. Germain e in autostop fino ad Auxerre, e a Relin, ottiene un passaggio da un contadino francese che lo porta a casa sua a Cravant. Gli fa conoscere la famiglia e gli offre vitto e alloggio! Poi, un po’ in autostop e un po’ camminando attraversa i piccoli paesi del-

la campagna francese, un bosco immenso e arriva a Voutenay sur Cure, poi in treno fino ad Avallon, e fino a Dijon. Di nuovo in autostop fino a Beaune e in treno fino a Chalon sur Saone e a piedi fino a Sennecey le Grand, in treno fino a Tournus e in autobus fino a Macon; fa amicizia con alcuni senzatetto polacchi e Felix, senzatetto spagnolo che partì a piedi senza soldi, con il suo piccolo zaino ed il suo cane, intenzionato a vivere così in estrema libertà. Da Macon in treno fino a Lyon, e a piedi a Heyrieux. Poi l’autostop

fino a St. Georges D’Esperanche. Conosce Matus polacco che lo accompagna a La cote St. André e lo guida nel giro turistico della città. Poi Grenoble e Modane, dove prende il treno fino a Milano. “Appena sceso capii di essere di nuovo i Italia: l’annuncio era di un treno in ritardo di trentotto minuti”. Finalmente la stazione di Riccione il 12 maggio, dove trova ad attenderlo la madre e il suo compagno. Tante le cose accadute durante il viaggio. Un’ incontro toccante fu quando in un paesino causa pioggia si ricoverò nell’androne di un palazzo. Un’anziana signora pensando ad una sistemazione definitiva cercò di farlo andare via, ma non potendo interagire chiamò chiunque conoscesse finché finalmente trovò uno che parlava inglese. Appresa la storia e che era un giovane in viaggio tutti tornarono a casa. Dopo un po’ la vecchietta tornò facendogli capire di essere preoccupata per lui e che ne fosse dei suoi genitori! La gente è davvero migliore dei luoghi in cui vive. Ora Alex è a casa con mamma Fiorella che lo coccola ma ha lo spirito dell’avventura nel sangue e la libertà nel cuore e se gli chiedi quale sarà la prossima destinazione risponde in un attimo: “Danimarca!” Buona strada, Alex!

MONTEFIORE - CA' SANTINO

Ca' Santino, il Rotary Riccione Cattolica dona il campo di calcetto - Chissà quante storie coraggiose e piene di pianto in quei calci felici dati ad un pallone all'interno del campo di calcetto che il Rotary Riccione-Cattolica ha regalato alla comunità terapeutica di Ca' Santino. Uno di quei ragazzi con le difficoltà della vita aveva un controllo di palla elegante e unico. E' stato inaugurato lo scorso 15 giugno, nel paradiso della valle di Levola, Montefiore Conca. Attorno al rettangolo storie raccontate dagli ulivi, dai noci e altre nobiltà verdi. All'orizzonte colline a corona; laggiù il silenzio del mare. Dicono gli educatori della Cooperativa: “Come tutte le cose nate in questo luogo ricco di

suggestioni naturalistiche e ambientali, anche in questo caso la sua nascita rappresenta un tassello importante per Ca’ Santino e le sue strutture. Da anni questo luogo, infatti, è diventato un punto di riferimento per l’aiuto alle persone e il sollievo concreto e morale dato alle loro famiglie, oltreché molto conosciuto per i percorsi naturalistici e di educazione alimentare rivolti alle scuole”. “La realizzazione di questo nuovo impianto - dicono a Ca' Santino - è stata possibile grazie al contributo del Rotary Club Riccione-Cattolica, che ne ha finanziato i lavori. Il campetto permetterà ai ragazzi che risiedono e a tutti coloro che frequentano il centro, di

poterne usufruire per svagarsi nei momenti di pausa dal lavoro della fattoria, ma anche per poter organizzare in maniera più strutturata una vera e propria attività sportiva e ricreativa, all’insegna del divertimento e della sana competizione sportiva”. Di fronte agli amici, alle autorità locali, ai rappresentanti del Rotary, di ragazzi, educatori e dirigenti di Ca’ Santino, si è svolta la prima partitella tra i ragazzi di Ca’ Santino e la squadra del Samba di Rimini. Hanno vinto tutti, e tutti si sono augurati che questo nuovo campo possa fare ottenere a Ca’ Santino sempre migliori risultati nel campionato dell’accoglienza e della solidarietà.

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SAN CLEMENTE BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO

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Finito il restauro delle Mura Malatestiane. Il borgo è bello quanto sconosciuto

Agli antichi splendori - San Clemente adesso è più bella. I lavori di restauro delle antiche mura sono terminati ed il piccolo castello dei Malatesta è di nuovo a disposizione di chi abbia voglia di viverlo. E così viene messa la parola fine (quasi) ad un opera di restauro e recupero iniziata dall’amministrazione Guiducci ed in particolare grazie al lavoro dell’allora assessore Luca Cerri che, partendo dalla necessaria messa in sicurezza della torre civica, ebbe l’idea di allargare il recupero a tutta la cinta muraria. Venne quindi avviato uno studio scientifico con l’Università di Ferrara e successivamente vi fu l’assegnazione di uno studio particolareggiato affidato all’Architetto Andrea Ugolini che divenne successivamente la base per ogni ulteriore intervento e, soprattutto, il progetto attraverso il quale accedere alla concessione di fondi. Il castello di San Clemente viene menzionato per la prima volta nella seconda metà del XIV secolo. Posto in posizione strategica il suo consolidamento è fatto risalire a Sigismondo Pandolfo

Taglio del nastro lo scorso 2 giugno. I lavori sono costati un milione di euro GENIUS LOCI

di Claudio Casadei

Malatesta, diventando un esempio della rete di fortificazioni con cui i Malatesta presidiavano i loro territori: un castello dalle alte mura dotate di scarpa e caratterizzate a ponente da una rocchetta. Con il declino della signoria riminese il castello perde d’importanza e passa prima nei possedimenti dei veneziani e poi allo stato pontificio. Cambia la sua storia: da fortificazione a borgo agricolo periodi-

camente colpito da eventi sismici. Quel che il tempo, i terremoti e le guerre avevano lasciato è stata la base di un recupero apprezzabile. Un lato dopo l‘altro, mattone dopo mattone, ogni angolo della cinta muraria è stato recuperato, ripulito, fortificato. Durante i lavori sono stati recuperate numerose testimonianze L’ultimo, il lato che guarda al mare, è stato inaugurato al “calar del sole” dello scorso 2 giugno in una suggestiva cerimonia che ha riaperto lo storico scalone che da quella che è ora la piazza dedicata a don Oreste Benzi porta in piazza Mazzini. Gradevole il percorso che costeggia le mura accompagnato da una suggestiva illuminazione che consente di apprezzare stralci di alcune opere del Villa realizzate in delicate piastrelle di ceramica incastonate in lastre di ferro pantografato trattato. I lavori hanno messo in evidenza la costruzione a setti tipica del periodo medioevale in questa regione, sono stati recuperati la

Da sinistra: l'assessore Mariano Guiducci, lo scultore Umberto Corsucci e il sindaco Christian D'Andrea neviera e il mattatoio e sono state rese visibili, proprio nella piazzetta Don Masi, i resti di un torrione poligonale di epoca malatestiana e ampi tratti della cinta muraria quattrocentesca nascosta da costruzioni successive. I lavori hanno comportato lo spostamento del monumento di Umberto Corsucci dedicato a Giustiniano Villa in un luogo anonimo e fuori dal percorso delle mura, e la soppressione degli stupendi alberi nel parcheggio di piazza Masi

vecchi di decine d’anni e che speriamo possano essere sostituiti da numerose piante dello stesso tipo in luoghi e parchi diversi. Il dottor Mariano Guiducci che ha preso particolarmente a cuore la realizzazione di questo progetto è felice per la sua conclusione. “Dobbiamo ancora realizzare altre cose per poter dire che l’operazione mura sia completata, ma il risultato raggiunto è già di ampia soddisfazione. Ringrazio davvero tutti quelli che in qualche modo hanno contribuito.

Tecnici, maestranze, cittadini, amministratori e consiglio comunale per avere dato, ognuno per la propria competenza, il massimo appoggio. Adesso San Clemente è più bella e speriamo che ciò sia motivo di interessi economici che possano rivitalizzare il paese e essere occasione di sviluppo sociale.” Il costo di tutti i lavori è di circa di un milione di euro in quindici anni di cui solo la metà a carico del Comune di San Clemente.

Monte Colombo ECCELLENZE ENO-GASTRONOMICHE

Profumi di trippa e strozzapreti Il 20 e 21 luglio dentro il bel borgo malatestiano. I due piatti forti della tradizione romagnola si celebrano, in tutte le salse. Alla 47^ edizione, organizza la Pro Loco

Fare gli strozzapreti

Oltre alle degustazioni gastronomiche, spettacoli folkloristici e musicali, mostre della civiltà contadina e vecchi mestieri, mercatino di prodotti enogastronomici locali

Montecolombo (Foto in basso di Pierfrancesco Gsasperi)

- La Trippa e lo strozzaprete. La Romagna. Si celebrano con una sagra il 20 e il 21 luglio a Monte Colombo nel bel borgo malatestiano. L’appuntamento con due dei piatti principi della trazione nacque 47 anni fa su idea di Lino Magnani, allora il sindaco. Dagli albori un successo crescente. Organizzata dalla Proloco, con il patrocinio del Comune ed il contributo della Camera di Commercio e della Provincia di Rimini, anche quest’anno offrirà quanto di meglio possa trovarsi in termini di specialità e prelibatezze culinarie, spettacoli folkloristici, esposizioni di prodotti agricoli naturali, mezzi e moto d’epoca e quant’altro. Piatto forte, in tutti i sensi, della Sagra, è comunque l’offerta culinaria: si potranno gustare gli strozzapreti casarecci, prodotti direttamente dalla Pro-loco attraverso l’opera dei volontari.

Immancabile la trippa, introvabile ed apprezzato piatto tipico della cucina romagnola, ma non mancheranno i fagioli, per non parlare del gratin assortito e della piadina romagnola. Gli stand grastronomici aprono i battenti sabato 20 luglio alle 18. Il giorno successivo già a partire dalle 12 stand gastronomici aperti.. Dal-

PROGRAMMA SABATO 20 LUGLIO Ore 18 - Apertura stand gastronomici Ore 21 - Orchestra Bergamini DOMENICA 21 LUGLIO Ore 12 - Apertura stand gastronomici Ore 17-24 - Orchestre Comandini e Silvagni ANCORA Rievocazione antichi mestieri (Ingresso libero)

le 17-24, orchestre. Inoltre, esposizioni di moto d’epoca, mostra mercato di aziende agrituristiche locali e rievocazione antichi mestieri. Per maggiori informazioni: 0541 984214 www.prolococoriano.it

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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO

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La Levata, estate 1944. Poi c'erano le preghiere a pagamento. Racconti che danno il senso di come era l'Italia poco più di 50 anni fa

Quando si benedivano le colture per combattere gli insetti - A metà è passato nello mio studio Toni Benelli, un vecchio amico e compagno di giochi che 69 anni fa abitava in campagna nel borgo “Levata” del Comune di Saludecio dove, io con la mia famiglia, eravamo ivi sfollati dal 28 gennaio 1944 per la guerra, nella casa di Gigio Piccari, un altro di quei compagni d’infanzia nel passaggio del fronte degli alleati angloamericani. Sbrigato il breve colloquio di lavoro, non è mancata una piacevole reminiscenza dei ricordi di quella esperienza di vita che per me rappresentava una novità assoluta, oltre alla paura della guerra. Ricordo la penuria della vita agreste, l’acqua da bere non potabile, la paura delle squadracce dei fascisti repubblichini, il pericoloso fanatismo dei soldati tedeschi di occupazione, l’arretratezza culturale, l’analfabetismo diffuso, la superstizione e il pregiudizio che accompagnava tutta la vita delle famiglie dei lavoratori dei campi, sia dei contadini che dei piccoli possidenti del loro poderino. Nel tempo della primavera, quando la coltura del campo sbocciava e le pianticelle crescevano dallo sviluppo del seme messo a dimora qualche mese prima, in fila tra l’una e l’altra pianticella di granoturco che svettava in alto, nel suo intervallo, prendeva piede la pianticella di fagioli o di cece o di

A distanza di tempo, si sorride.

La campagna della Levata di notte

COME ERAVAMO

di Silvio Di Giovanni zucca, ivi messe a dimora con apposito seme dall’agricoltore. Proprio in questa stagione di tarda primavera i grilli canterini e salterini che vivevano nel campo e si nutrivano delle foglie e delle radici di queste pianticelle appena in erba, distruggevano radicalmente quel tipo di modesto raccolto. Veniva allora messa in atto, quale difesa da questi insetti, una singolare reazione da parte dei coltivatori di quei poderi, in quel 1944, quando io ero ivi sfollato. Veniva chiamato il prete della parrocchia di Saludecio, anzi per la Levata, della parrocchia di pertinenza che era quella della “Madonna del Monte” cioè della Chiesa ubicata nel trivio ove finiva la strada che proveniva dal borgo di San Rocco. Questo curato arrivava nel campo, accompagnato e guidato dal contadino, sul luogo del misfatto, perpetrato da intere colonie di questi insetti che appartengono all’ordine degli ortotteri, dotati di buon apparato masticatore con vorace capaci-

tà onnivora. L’inviato della Chiesa, dopo aver legato il suo calesse al margine della strada, predisponeva i suoi paramenti talari sulla sua veste nera, poi con parole magiche scagliava l’acqua benedetta con l’aspensorio in varie direzioni dal luogo in cui si era posto. Evidentemente il rimedio non era né drastico, né dirompente e né inquinante, anche se c’è fortemente da dubitare che raggiungesse qualche scopo nella lotta agli insetti dannosi. Tuttavia i

vecchi contadini ancora ci credevano e forse, ci credeva anche il prete? Un altro singolare ricordo che mi riempiva di curiosità (e poi da adulto, di riflessione sulla realtà di quei tempi che possono sembrare così lontani, ma che rappresentano forse ancora un dato di fatto sotto certi aspetti), era rappresentato dalla visita che faceva alle case, una o più volte al mese, un certo “Florie” così come veniva chiamato, un

uomo già un po’ attempato ma non vecchio, miseramente vestito, che viveva in una singolare carità che gli veniva elargita con qualche regalo in natura, in cambio di preghiere ai Santi, alla Madonna, al Signore, che lui recitava nella cucina di casa ove abitualmente si sedeva in un angolo di quel reparto della casa colonica ove si svolgeva tutta la vita della famiglia contadina. Dicevano che venisse da Fanano di Gradara, percorreva la strada per Santa Maria di San Giovanni in Marignano, costeggiando i campi posti sulla sponda sinistra del Tavollo. Quivi dirigendosi per Tavullia, svoltava poi a destra e saliva lungo la strada Via Torre, poi per lo Stradone arrivava nel borgo della “Levata” in Comune di Saludecio. Borgo agricolo con sette case di cui quattro piccoli possidenti e tre contadini di ampi poderi, più la corposa doppia casa colonica dei “Gagliaz” e dei “Curtel”, a poca distanza, ma su un’altra strada che, scendendo conduceva “ma la carbunera”. Florie entrava con garbo in cucina, prendeva una sedia, si appartava in un angolo e poi, con la corona del rosario in mano, snocciolava per circa un quarto d’ora

una sfilza di preghiere con voce abbastanza alta per farsi sentire, indirizzata ai vari Santi a pro dei defunti della casa nella cui cucina recitava a catena le orazioni supplicanti. Poi si alzava per predisporsi ad uscire, non senza porsi in fiduciosa attesa del compenso che era invariabilmente di alcune uova, oppure un pezzo di fomaggio, oppure un pezzo di lardo o un pezzetto di salame o di salsiccia secca o cose del genere. A volte la padrona di casa, nell’occasione del commiato, si lamentava che, per il compenso che gli veniva dato, lui aveva pregato troppo poco. Allora lui invariabilmente adduceva a suo merito che poi, uscito dalla casa ed in cammino sulla stradicciola che si allontanava dall’ultima casa dei Piccari, per la stradina che scendeva e attraversava il Tavollo, lui, per la strada continuava a pregare. Curioso è il fatto che venivano incaricati uno o due bambini o ragazzini della famiglia contadina per correre in avanti e nascondersi non visti, al di là della siepe che delimitava il percorso, per origliare se poi veramente pregasse, quando camminando passava lungo questi solitari sentieri.

Photo Andrea Bianchi

100mila pagine visitate online Dallo scorso 1° marzo la Piazza online è anche quotidiano. I numeri. Visite: 43.581 Visite uniche: 30.938 Pagine sfogliate: 92.955 (su base annua, le pagine visitate superano abbondantemente le 100.000).

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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO Il 14 luglio dalle ore 19. Alla decima edizione in piazza Maggiore. Quest'anno anche “gare”

IL FATTO

Si restaura la cappella dell'Olmo

- La giunta di Pino Sanchini ha una fissa: restaurare opere artistiche e riportare ai saludecesi la loro storia. Lungo le vie del borgo si sono una serie di cantieri per la ristrutturazione di alcuni stabili, a testimonianza del fatto che l’amministrazione vuole ‘rivitalizzare’ l’antico centro storico. Tra i più importanti edifici in fase di ristrutturazione, è quello in piazza. E' tra i più sentiti nel paese. L’impresa, che si è aggiudicata i lavori appaltati da Acer, sta ultimando i lavori di manutenzione e riqualificazione della copertura della farmacia del Beato Amato e dell’alloggio sovrastante, con la ritinteggiatura di cornicioni e della facciata, con intonaci e colori della tradizione.

Lo stabile è tra più importanti del centro storico. Su lato di via Roma (già via Modesti, in onore del pittore) si trova una copia della statua del beato Amato Ronconi, fatta dal pittore e scultore saludecese Sante Braschi nel 1600. L’originale è conservata nel Museo d’Arte Sacra di Saludecio. Sempre sulla facciata dello stabile che dà verso Porta Marina, in una celletta, è custodito l’Olmo del beato. Si racconta che il beato Amato abbia piantato una frusta per terra e da essa sia nato quell’olmo grandissimo, che ancora se ne può vedere una buona parte. Lo stesso Olmo, insieme alla Roncola è lo stemma del Comune, a ricordare il legame tra il paese e il suo beato.

Mondaino, in festa con il volontariato - Davide Guidi ed il gruppo di amici che danno gambe e vita alla Caritas interparrocchiale Mondaino-Saludecio-Montegridolfo fanno tante cose bellissime. Uno dei loro fiori all'occhiello è la Festa del Volontariato. Alla decima edizione; quest'anno l'appuntamento è il 14 luglio (i francesi festeggiano la loro signora Rivoluzione), dalle ore 19. Lo scenario è quello di piazza Maggiore, monumento che può ben competere oltre i confini della provincia di Rimini. Afferma Davide: “Il nostro scopo è sensibilizzare la comunità verso il volontariato, sui valori che danno il

TREBBIO DI MONTEGRIDOLFO - Via Botteghino 61 - Tel. e Fax 0541/855134

COMUNITA'

senso dell'esistenza. Viviamo in un mondo travagliato e si cerca di sopperire dove lo stato non riesce ad arrivare. Noi cerchiamo semplicemente di aiutare persone in difficoltà. Siamo gemellati con la struttura Luce sul Mare a Torre Pedrera, andiamo a visitare alcuni nostri amici ospiti del ‘Sole’ a Misano Adriatico. La nostra Festa del volontariato vuole essere una serata allegra, fresca e spensierata. Che vuole far passare un messaggio importante: la gioia di essere utili agli altri”.

La Festa La festa segue l'andamento degli anni addietro con una pagina in più. L'hanno chiamata, la pagina, “Gare senza frontiere. Gioca con noi cuore e fantasia”. In pratica avviene questo; sono state formate due squadre, la gialla e la rossa, che si sfidano col sorriso sulle labbra in una serie di competizione tipo i mitici giochi senza fronteiere degli anni Settanta: le barzellette, la musica (in lotta due band, una è la Mondaino Young Orchestra), il tiro alla

fune, mangiare più cocomero in un determinato arco di tempo... e altro ancora. Come sempre, in piazza: musica, punti ristoro, pesca di beneficenza. Ci saranno le magie dell'illusionista Gigliana Merli (figlia d'arte, il babbo è il mago Gabriel). Ad aprire il lungo pomeriggio, Daniele Morelli, un uomo sul quale la sorte ha fatto scendere una lunga ombra. Davide: “La cosa bella del nostro gruppo di volontariato, che non si è mai costituito in un'associazione, sono i tanti giovani che danno una mano. Sono loro a spronarci ad andare avanti. A fare”.

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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO IL RICORDO

L'Aquila, piazza per il Sic

Luglio 2013

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L'ex vice-sindaco Arangio racconta le ragioni delle dimissioni dalla giunta

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

“La mia era politica del fare, quella del sindaco dell'apparire” LA LETTERA Giuseppe Arangio

- Giuseppe Arangio lo scorso maggio si dimise da vice-sindaco. Fu l'artefice della costruzione della lista civica di centro-destra, anche se egli veniva dal Pd. Ecco le sue ragioni in questa lettera aperta ai corianesi.

- L’Aquila è la prima città d’Italia a suggellare per sempre il ricordo di Marco Simoncelli con l’intitolazione di un Piazzale in Località Fonte Cerreto. La cerimonia, alla presenza della famiglia Simoncelli, si è tenuta lo scorso 22 giugno. Presente anche il Moto Mondiale con i piloti Pasini (Moto2), Baldassarri (Moto3), Tuzii.

Cari concittadini Corianesi, è passato un mese dalle mie dimissioni da Vicesindaco ed Assessore del Comune di Coriano. E’ giunto il momento di dire a tutti Voi i veri motivi delle mie dimissioni. In ritardo certo, ma perché vi è stato chi, violando ogni parola d’onore data e poi rinnegata, ha fatto in modo che non venisse organizzata l’assemblea pubblica promessa. Assemblea pubblica che sarebbe stata necessaria per spiegare ai cittadini di Coriano i veri

motivi del mio gesto. Non mi sono dimesso per motivi di salute o personali. Mi sono dimesso per motivi politici a causa di una insanabile frattura fra me e il Sindaco Spinelli. E’ stato uno scontro politico tra la politica del fare, la mia, e la politica dell’apparire, quella del Sindaco Spinelli. Per il quale nulla è più importante di un trafiletto su un giornale che parli

di Lei! Tutto il resto è secondario ed ininfluente. In special modo se perseguito ed attuato da altri. Questa è la verità. L’apparire è molto più importante che il “fare”. Non mi riconosco più in una politica che ha tradito completamente gli ideali del movimento “Progetto Comune” che io ho creato. Non ho nulla da spartire con una Giunta che è lontana dalla gente come la Luna dal Sole. Non ho nulla da spartire con un Sindaco che vive sul suo empireo fatto di fantasie e di idilli autocelebrativi senza avere la minima percezione dei danni devastanti che molte decisio-

ni hanno creato! Valga per tutti la riorganizzazione della struttura della macchina comunale, la nomina dei capi-area, lo staff del Sindaco. A peggiorare tutto questo poi contribuiscono anche gli aedi personali del Signor Sindaco con la loro azione di servile esaltazione. La realtà è che la gente si sente tradita e che, al di là delle chiacchiere, ha visto realizzare ben poco di quanto promesso. Quando avrò l’opportunità di un confronto vero con i cittadini sarò più esaustivo su ogni aspetto della questione. Rimarrò in Consiglio Comunale come consigliere per rappresentare degnamente e con dedizione assoluta, come ho fatto fino ad ora, tutti quelli che mi hanno votato. Ceratamente non con “Progetto Comune”. Giuseppe Arangio

CULTURA - CROCE

Croce, Sagra del Pomodoro - A Croce di Monte Colombo 4 agosto 2013 Sagra del pomodoro. Ottima pasta fatta a mano con il pomodoro, musica romagnola della Bucci Band e presentazione ufficiale della canzone “la ballata di Checco” di Emilio Cavalli. Quella di quest’anno sarà una sagra molto particolare ed innovativa, sarà infatti presentata in anteprima la nuova canzone “La ballata di Checco” Checco, con i testi di Emilio Cavalli e musica ed arrangiamenti della Bucci Band. La canzone è contenuta nel nuovo album della Bucci Band ed è prodotto dalle edizioni musicali “Novalis” e distribuito in tutta Italia. Durante la festa sarà possibile acquistare in anteprima il CD musicale ed ai primi cento fortunati verrà dato in omaggio il libro sulla storia di Checco, scritto da Emilio Cavalli, uno dei libri più venduti e letti in provincia di Rimini e Pesaro. Le brave azdore di Croce è da un mese che tutte le sere si trovano a preparare gli strozzapreti, rigorosamente fatti a mano con farina di grano italiano macinato a pietra, in assoluto i migliori d’Italia, secondo il giudizio un esperti gastronomi. Una sagra paesana assolutamente unica e soprattutto genuina nella piccola frazione da cui si può osservare tutta la riviera romagnola. Croce è infatti considerato il paese più eco-biologico della provincia di Rimini, circondato interamente da poderi coltivati

Croce, donne al lavoro biologicamente. Croce è stato teatro di forti combattimenti durante l’ultima guerra mondiale, trovandosi in piena Linea gotica. La sagra è particolare per il pomodoro con sapore dolce e gustoso, tipico della zona per le caratteristiche del terreno di coltivazione. Tutti i cibi sono preparati con dovizia dalle nonne del luogo. Insuperabili gli strozzapreti fatti a mano, le tagliatelle, le grigliate di carni, di pomodori grigliati e gratinati, i salumi fatti come una volta. Durante la manifestazione ci sarà lo stand della “fiera del bianco”, tovaglie, tende, centro tavola, asciugamani, ricamati a mano dalle donne di Croce, poste in vendita a prezzi popolari il cui ricavato va a sostentamento delle iniziative parrocchiali, sociali e per i giovani La

sagra sarà allietata da una grande orchestra romagnola con pista da ballo, giochi, animazioni per grandi e piccini, mercatino contadino. L’ingresso alla festa è gratuito; organizza il Comitato Cittadino, non a fine di lucro, ma solamente con lo spirito di stare insieme ai paesani ed agli ospiti che vorranno partecipare e godersi una festa aut e n t i c a . E’ una delle feste del circondario che può considerarsi veramente autentica e soprattutto “genuina” perché autogestita dal circolo parrocchiale e tutti i cibi fatti al momento e non precotti. Un modo per partecipare ad una festa dal sapore antico, passare qualche ora in allegria e spensierati e ritrovare vecchi amici. Pier Francesco Gasperi

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71 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444 - Si narra nelle notti buie (perché prive dell’illuminazione pubblica) fra i superstiti del centrosinistra corianese di un orribile essere che si aggira sul colle alto in cima al Marano, Mulazzano, superstite di ere preistoriche dove il ricorso alla clava era l’unico strumento per una discussione civile. Al di là dei miti, le cui origini sono sempre di dubbia provenienza, i corianesi hanno una certezza: se il Sindaco Matricardi e la sua Giunta portano forti responsabilità per le difficoltà economiche del Comune, altrettante ne ha il capogruppo del Pdl dal 2009 al 2011, Aldo Sampaolo, per l’assedio all’ultimo sangue compiuto verso l’Amministrazione Comunale, senza alcuna esclusione di colpi ed utilizzando ogni possibile strumento di accusa (decine di denunce comprese). Portando di fatto alla paralisi la vita amministrativa comunale. Da una parte e dall’altra è sicuramente mancata la politica, la buona politica, dove al primo posto deve esserci sempre la difesa degli interessi e la soluzione dei problemi dei propri cittadini. La situazione finanziaria di Coriano era grave, ma non certamente irrecuperabile: era ed è del resto la situazione di decine e decine di comuni italiani. Tagli e sacrifici a Coriano non erano più evitabili, ma potevano essere spalmati e suddivisi in maniera diversa e non per tagli verticali sanguinosi ed incomprensibili fatti sulla

Luglio 2013

CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO

Le ragioni della sconfitta del partito storicamente leader e più in generale della sinistra. Quel capolavoro di Arangio

Pd, bastava parlare ai corianesi D o m e n i c a ( M i m m a ) Spinelli, Pdl, sindaco dal 2012

GARBINO IN PIAZZA MAZZINI

pelle dei cittadini, prima dal Commissario Rizzo e poi dal Sindaco Spinelli. Nei 13 mesi del Commissario Maria Virginia Rizzo i partiti corianesi non sono stati in grado di rigenerarsi e darsi una nuova credibilità come testimoniano il tentativo fallito (per fortuna) di fare una lista Pd-Pdl, l’incapacità di presentare liste singole per mancanza di capilista disponibili, il dover dare un sostegno non convinto a liste civiche prive di esponenti politici, la divisione in 6 liste (numero mai raggiunto nelle competizioni elettorali corianesi). Tutti elementi questi che hanno contribuito, oltre ad una alta astensione, alla vittoria della Lista civica “Progetto Comune” guidata da Domenica Spinelli, detta Mimma. Ricordiamo i dati: su 8.474

Luigina Matricardi, Pd, sindaco dimissionario nel 2011

elettori i votanti sono stati 4.868, pari al 60,61%. La lista della Spinelli ha preso 1.832 voti; “Risanamento e Rinnovamento” guidata da Emiliano Righetti 1.449; “Coriano comunità aperta” guidata da Fabia Tordi 622; “Legalità Imparzialità” guidata da Luca Gallini 509; “Sinistra critica” guidata da Matteo Squadrani 279; “Nuova Coriano” guidata da Angelino Gaia 177. Mimma Spinelli ha vinto con il voto di 1 cittadino su 5. Le due liste di centro-sinistra (Righetti e

Tordi) hanno perso per la loro divisione: insieme avrebbero vinto. Il Pd ha perso perché il 7 giugno 2009 la lista di centro-sinistra guidata dalla Matricardi prese 3.308 voti: nel 2012 le 2 liste civiche di centro-sinistra (RighettiTordi) più quella di Squadrani hanno preso 2.350 voti. Esattamente 1.000 voti in meno, voti che non sono andati al centro-destra; elettori di centro-sinistra che il 67 maggio 2012 hanno deciso di non votarlo più, astenendosi. La somma dei voti delle liste

della Spinelli e di Gallini (collegata alla Lega Nord) fa 2.341, più o meno gli stessi voti che aveva preso la lista unica di centro-destra guidata da Sampaolo nel 2009 (2.280 voti). Insomma pur nel moltiplicarsi delle liste è chiarissimo che il centro-sinistra ha perso per le sue divisioni e per l’incapacità di parlare con i suoi elettori, tanto che 1.000 di questi hanno preferito non andare a votare. Gli elettori di centro-destra sono rimasti quelli ed hanno votato per le due liste di riferimento. La conclusione è che dal 7 maggio 2012 i corianesi, dopo 68 anni di giunte di sinistra, sono guidati da una Lista civica di centro-destra (anche se loro sostengono di essere apolitici e liberi da ogni appartenenza politica). Mimma Spinelli, consigliere comunale del Pdl nella precedente legislatura, oggi è Sindaco per conto di questa Lista civica. Sette sono i consiglieri di maggioranza: Gianluca Ugolini, Jari Forte, Michele Morri, Giuseppe Arangio, Roberto Bianchi, Fabio Fabbri, Filippo Casadei. Tre quelli di mi-

noranza: Emiliano Righetti, Alfredo Fabbro, Fabia Tordi. La Giunta è composta oggi (dopo le dimissioni a maggio del vice-Sindaco Arangio) dal Sindaco Spinelli, dal vice-Sindaco Ugolini e dagli assessori Forte, Morri e Salvatore Guarino (esterno). La Lista “Progetto Comune” ha dovuto festeggiare il suo primo anno registrando le dimissioni del vice-Sindaco Arangio, l’ideatore della Lista ed il costruttore della sua vittoria nel 2012. Dimissioni per motivi personali è stato detto, senza alcuna altra spiegazione. Un po’ poco per capire, anche perché in questo primo anno si è avuta netta l’impressione che il Sindaco e la sua squadra dovessero molto studiare prima di pensare di riuscire a governare. Forse la vittoria è stata inattesa e li ha presi in contropiede. Governare è una cosa seria che non si improvvisa. E in questi mesi è sembrato che il timone fosse piuttosto nelle mani del dirigente dei servizi finanziari (part-time) Elena Masini che al Sindaco. E come spesso accade ai tecnici, per questi contano più i numeri che le persone. Ma sul governo del primo anno della Giunta Spinelli torneremo sul prossimo numero. Il quadro politico complessivo di riferimento a Coriano in queste due prime puntate ci sembra ormai di averlo chiaramente delineato. E dal di qui partiremo per proseguire nelle prossime puntate nella nostra disamina della situazione politica corianese.


2013 - 07 | La Piazza della Provincia