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Aprile 2 0 1 2

P I A N O D I L AVO R O P E R L A C U LT U R A 2011-2014

AGENDA EUROPEA P E R L A C U LT U R A

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MANUALE STRATEGICO S U Come utilizzare in modo strategico

i programmi di sostegno dell’Unione europea, inclusi i Fondi Strutturali, per stimolare il potenziale della cultura ai fini dello sviluppo locale, regionale e nazionale, nonché gli effetti di ricaduta sull’economia in generale. GRUPPO DI ESPERTI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA (METODO APERTO DI COORDINAMENTO) SULLE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE

UNIONE EUROPEA

AGENDA EUROPEA P E R L A C U LT U R A

A p ri l e 2012

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P I A N O D I L AVO R O P E R L A C U LT U R A 2 0 1 1 - 2 0 1 4

MANUALE STRATEGICO S U Come utilizzare in modo strategico

i programmi di sostegno dell’Unione europea, inclusi i Fondi Strutturali, per stimolare il potenziale della cultura ai fini dello sviluppo locale, regionale e nazionale, nonché gli effetti di ricaduta sull’economia in generale. GRUPPO DI ESPERTI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA (METODO APERTO DI COORDINAMENTO) SULLE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE

I ndice 1.

Introduzione

3

2.

PerchĂŠ investire nelle industrie culturali e creative?

9

3.

Quadro della politica di coesione dell’Unione europea e futuro della Strategia di specializzazione intelligente 3.1. La politica di coesione dell’Unione europea e il suo impatto sulla cultura 3.2. Industrie culturali e creative e Strategia di specializzazione intelligente

20

4.

Suggerimenti per le misure da adottare e relativi esempi

25

4.1. Creazione dei presupposti 4.2. Consolidamento delle industrie culturali e creative 4.3. Effetti di ricaduta delle industrie culturali e creative

27 36 47

5.

Conclusioni

55

6.

Allegati

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2

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Indice

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«««««« INTRODuzIONE

Fotografia fornita dal Festival di Avignone © Christophe Raynaud de Lage

Introduz ione Obiettivo e des ti na ta r i Le industrie culturali e creative 1 si trovano in una posizione strategica per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in tutte le regioni e città dell’UE e contribuire, quindi, alla strategia Europa 2020 che rappresenta la strategia di crescita dell’UE per i prossimi dieci anni. Sebbene alcune regioni dell’UE abbiano usufruito appieno di questo straordinario potenziale per promuovere uno sviluppo socioeconomico anche attraverso l’uso di Fondi Strutturali dell’UE, molte altre non hanno tratto il massimo vantaggio da questo potenziale.

1 Nel definire le «industrie culturali e creative» la Guida adotta l’approccio tratto dal libro verde della Commissione europea «Industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare»: le «industrie culturali» sono le industrie che producono e distribuiscono beni o servizi che, quando vengono concepiti, sono considerati possedere un carattere, un uso o uno scopo specifici che incorporano o trasmettono espressioni culturali, quale che sia il loro valore commerciale. Oltre ai settori tradizionali delle arti (arti dello spettacolo, arti visive, patrimonio culturale – compreso il settore pubblico), questi beni e servizi comprendono anche i film, i Dvd e i video, la televisione e la radio, i giochi video, i nuovi media, la musica, i libri e la stampa. Questo concetto è definito in relazione alle espressioni culturali nel contesto della convenzione UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali (2005). Le «industrie creative» sono le industrie che utilizzano la cultura come input e hanno una dimensione culturale, anche se i loro output hanno un carattere principalmente funzionale. Comprendono l’architettura e il design, che integrano elementi creativi in processi più ampi, e sottosettori come il design grafico, il design di moda o la pubblicità. http://ec.europa.eu/culture/documents/greenpaper_creative_industries_it.pdf 2 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ. do?uri=OJ:C:2010:325:0001:0009:IT:PDF 3 RIS3 riguarda il fatto di disporre di una strategia di sviluppo orientata all’innovazione focalizzata sui punti di forza e sul vantaggio competitivo di ogni regione. Mira a identificare fattori di competitività e a concentrare le risorse sulle priorità chiave. Ha anche lo scopo di sfruttare la diversità regionale evitando uniformità e duplicazione negli obiettivi di investimento regionali. Combina definizione degli obiettivi (EU 2020, Unione dell’Innovazione ) e un processo di scoperta dinamico e imprenditoriale che coinvolge le principali parti in causa appartenenti a governo, mondo degli affari, mondo accademico e altri enti che creano conoscenza.

L’obiettivo del presente manuale è sensibilizzare le autorità locali, regionali e nazionali nonché la comunità culturale sul potenziale delle industrie culturali e creative nel contributo allo sviluppo regionale e locale. Pertanto, con questo manuale si intende fornire un aiuto per la creazione di strategie locali, regionali e nazionali per le industrie culturali e creative. Può inoltre essere utilizzato come strumento di pianificazione e implementazione di un uso strategico dei programmi di sostegno dell’Unione europea, inclusi i Fondi Strutturali, per stimolare il potenziale della cultura ai fini dello sviluppo locale, regionale e nazionale, nonché gli effetti di ricaduta sull’economia in generale. Il presente manuale si rivolge ai decisori politici a livello locale, regionale e nazionale responsabili della programmazione culturale ed economica e a quelli responsabili della programmazione dei Fondi Strutturali dell’UE. In base all’esperienza di diversi Stati membri, nel manuale vengono presentate le modalità di utilizzo dei Fondi Strutturali dell’UE per lo sviluppo delle industrie culturali e creative a livello locale, regionale e nazionale, nonché il collegamento tra le industrie culturali e creative con il resto dell’economia per promuovere l’innovazione, il turismo e la rigenerazione urbana. Inoltre, contiene informazioni utili sulla prossima generazione di Fondi Strutturali dell’UE, per il periodo 2014-2020.

Mandato del g r uppo di l av o r o Nelle conclusioni del Piano di lavoro per la cultura 2011-2014 del 18-19 novembre 2010 2 il Consiglio europeo ha deciso di creare un gruppo di lavoro per le industrie culturali e creative composto di esperti nominati dagli Stati membri. Le attività di questo gruppo di lavoro sono iniziate con una riflessione sull’uso strategico dei programmi di sostegno dell’Unione europea, compresi i Fondi Strutturali, per stimolare il potenziale della cultura ai fini dello sviluppo locale e regionale e gli effetti di ricaduta delle industrie culturali e creative sull’economia in senso lato. Il momento è cruciale. Sono ancora disponibili fondi della politica di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013. Inoltre, sono già iniziati i negoziati per il prossimo periodo di programmazione (2014-2020). Il gruppo di lavoro auspica che i risultati presentati nel Manuale strategico possano essere utilizzati in modo efficace per indirizzare i fondi del periodo attuale e definire i fondi per il periodo successivo per stimolare al massimo il potenziale delle industrie culturali e creative in relazione alle politiche di sviluppo regionale e locale. Il Manuale strategico rientra nelle strategie di innovazione nazionale e regionale per la specializzazione intelligente (RIS3) 3, che costituisce uno strumento potenziale per contribuire a una crescita intelligente dell’UE. Il processo di definizione e attuazione delle strategie di specializzazione intelligente ha lo scopo di portare a un impiego più efficiente dei Fondi Strutturali dell’UE, nazionali e regionali nel periodo di programmazione attuale 20072013 e di semplificare la definizione della politica di coesione in base alle priorità e alla strategia Europa 2020.

Metodo aperto di coordinamento dell’Unione europea Gruppo di esperti sulle industrie culturali e creative

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Struttura del Manuale strategi c o Il manuale è suddiviso in tre parti principali. Nella prima parte e negli allegati vengono indicate le ragioni principali alla base dello sviluppo delle industrie culturali e creative. Nella seconda parte viene offerta una panoramica dei diversi Fondi Strutturali dell’UE e dei processi di programmazione in corso per il prossimo periodo finanziario 2014-2020. Nella terza parte sono riportati esempi dei diversi Stati membri che possono essere utilizzati come strumenti per l’attuazione di progetti concreti. Gli esempi vengono presentati in progressione logica, iniziando dalle attività per la creazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo delle industrie culturali e creative; si prosegue con le strategie per il potenziamento dei settori e delle imprese culturali e creative. Infine, vengono presentate iniziative per il collegamento delle industrie culturali e creative ad altri settori. Tuttavia, non tutti gli Stati membri hanno partecipato attivamente ai lavori del gruppo di esperti e di conseguenza l’analisi relativa ad alcune regioni è più approfondita, e gli esempi nonché i casi di studio relativi a queste aree sono più numerosi.

Quadro per lo sviluppo delle industrie culturali e creative OMC UE Gruppo di lavoro per le industrie culturali e creative, 2012

Creazione dei presupposti Scopo: ambiente favorevole per lo sviluppo delle industrie culturali e creative

Consolidamento delle industrie culturali e creative Scopo: imprese creative competitive e che esportano

Effetti di ricaduta Scopo: istituire un collegamento tra le industrie culturali e creative e il resto della società e l’economia

o

o

Strategie Politiche Misure

Reti e cluster

o

o

Aumento della consapevolezza Servizi informativi

Accesso al finanziamento

o

o

Alleanze strategiche Quadro istituzionale

Sostegno o «incubazione» delle attività creative

o

Mappatura Studi

Potenzia-

o Infrastruttura o mento delle fisica capacità

Innovazione e produttività

Istruzione e apprendimento permanente

Innovazione sociale e benessere

Turismo e immagine

Sviluppo regionale

Sostenibilità ambientale

u

Per loro natura, le industrie culturali e creative sono interdisciplinari: esse combinano cultura da un lato ed economia dall’altro. L’arte e la cultura sono spesso considerate il nucleo centrale di un sistema in cui le industrie culturali e creative circondano tale nucleo e sono a loro volta ricomprese nell’ambito dell’economia in senso lato. Il presente documento è valido tanto per le attività culturali costituenti il nucleo centrale quanto per le industrie con una dimensione culturale ma con finalità commerciali. La combinazione di espressioni artistiche e culturali e industrie culturali e creative offre un potenziale elevato ai fini dello sviluppo locale, regionale e nazionale e degli effetti di ricaduta sull’economia in generale.

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INT R O D uz IONE

Il presente manuale non si concentra sulle attività che dovrebbero essere svolte, bensì su come implementare queste raccomandazioni in situazioni reali. I suggerimenti sono forniti con l’aiuto di pertinenti casi di studio e  buone pratiche provenienti da tutta Europa. Il gruppo ha raccolto numerosi casi di studio degli Stati membri, creando in tal modo il materiale su cui basare questo lavoro 4. Gli esempi qui riportati non rappresentano un elenco completo, ma solo una selezione limitata che ha l’obiettivo di mettere in evidenza le pratiche esistenti negli Stati membri. In altri studi commissionati dalla Commissione europea sono riportati ulteriori esempi utili (vedere «Letture utili»). Il gruppo di lavoro incoraggia tutte le autorità locali, regionali e nazionali, nonché gli operatori delle industrie culturali e creative a caricare pratiche, esempi e modelli di buona qualità tramite lo strumento online disponibile alla pagina www.creativeindustries.ee/omc Naturalmente, nel campo delle industrie culturali e creative non esiste una strategia adatta a tutti i casi ed è responsabilità delle singole regioni europee trovare quella più adatta sulla base delle risorse disponibili. Tuttavia, gli autori del presente manuale ritengono che le buone pratiche possano essere di esempio nonché fonti di ispirazione per le autorità nazionali, regionali e locali. Infine, il presente manuale vuole essere di aiuto nell’ambito dell’eventuale iniziativa di sensibilizzazione a scala europea sulle industrie culturali e creative, sulla quale il gruppo di lavoro OMC era stato invitato a riflettere.

Metodo di lavo r o Il gruppo di lavoro si è riunito la prima volta il 12 aprile 2011 a Bruxelles dove si sono poi tenuti in totale sei incontri. Tutti i 27 Stati membri hanno dato il proprio contributo, alcuni in modo più attivo di altri. Durante il primo incontro, Ragnar SIIL (Ministero della cultura estone) è stato nominato presidente del gruppo di lavoro, mentre Kirsi Kaunisharju (Ministero dell’istruzione e della cultura finlandese) e Gráinne Millar (Temple Bar Cultural Trust, Irlanda) sono state nominate coordinatrici dei sottogruppi. Il gruppo di lavoro esprime la propria gratitudine a tutti gli esperti degli Stati membri, alla Commissione europea e ai rappresentanti della società civile e del mondo accademico per il loro prezioso contributo.

4 http://www.creativeindustries.ee/omc 5 http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/ docoffic/official/communic/smart_growth/ comm2010_553_it.pdf 6 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ contribution-of-culture-to-local-and-regionaldevelopment_en.htm 7 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ entrepreneurial-dimension-of-the-cultural-andcreative-industries_en.htm 8 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ impact-of-culture-on-creativity_en.htm 9 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ economy-of-culture-in-europe_en.htm 10 http://ec.europa.eu/culture/our-policydevelopment/documents/workshopsrecommendations.pdf

Letture utili: • Comunicazione della Commissione «Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell’ambito di Europa 2020» (2010) 5 • Studio sul contributo della cultura allo sviluppo locale e regionale – Esempi dai Fondi Strutturali (2010) 6 • Studio sulla dimensione imprenditoriale delle industrie culturali e creative (2011) 7 • Studio sull’impatto della cultura sulla creatività (2009) 8 • Studio sull’economia della cultura in Europa (2006) 9 • Raccomandazioni della Piattaforma UE sul potenziale delle industrie culturali e creative (2011) 10

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PERChé INvEsTIRE NEllE INDusTRIE CulTuRAlI E CREATIvE?

Fotografia fornita da «Capitale europea della cultura 2010» © Essen per la Ruhr (Germania)

P erc h é investire nelle industrie culturali e creative? Il seguente capitolo offre una panoramica su quanto emerso dagli studi richiesti dalla Commissione europea dal 2006 al 2011. I dati si incentrano principalmente sugli aspetti economici e sugli effetti di ricaduta delle industrie culturali e creative. Oltre a questi aspetti, l’elemento chiave delle industrie culturali e creative è il valore intrinseco della cultura.

C ontributo dell e i ndus tr i e c u l tu r a l i e  c r eati v e s u P IL, cresc ita e occu pa z i o ne

L’economia della cultura in Europa, 2006 1 1 , KEA European Affairs

Nel 2003, il fatturato del settore culturale e creativo in Europa è stato di 654 miliardi di euro. In termini di valore aggiunto sull’economia europea nel suo complesso, rappresenta il 2,6 % del PIL europeo. L’importanza relativa del settore culturale e creativo diventa sempre più evidente quando il valore aggiunto al PIL europeo viene confrontato con quello di altre industrie. Ad esempio, le attività del settore immobiliare (compresi sviluppo, acquisto, vendita e affitto), uno dei settori principali dell’economia europea negli ultimi anni, rappresentano il 2,1 % del PIL europeo, una cifra inferiore al contributo del settore culturale e creativo. Inoltre, il contributo economico del settore culturale e creativo è maggiore di quello del settore alimentare, dell’industria delle bevande e del settore di produzione del tabacco (1,9 %), dell’industria tessile (0,5 %) e dell’industria chimica, della gomma e della plastica (2,3 %). Nel complesso, il settore culturale e creativo ha fatto registrare risultati sorprendenti nel periodo preso in esame (1999-2003). Sebbene la crescita nominale dell’economia europea nello stesso periodo fosse del 17,5 %, la crescita del settore culturale e creativo negli stessi anni è stata più alta del 12,3 %. In altre parole, la crescita globale del settore culturale e creativo ha portato un valore aggiunto del 19,7 %. Questo significa che il settore culturale e creativo ha registrato una crescita più rapida dell’economia in generale e ha rappresentato, di conseguenza, un fattore vitale dello sviluppo in Europa. Inoltre, i dati relativi al contributo dinamico del settore culturale e creativo alla crescita del PIL europeo indicano una tendenza positiva negli anni; il settore, quindi, acquista maggiore importanza in un quadro economico complessivo e il suo contributo alla ricchezza complessiva europea è diventato sempre più significativo. Nel 2004, almeno 4,714 milioni di persone hanno lavorato nel settore culturale e creativo, che equivale al 2,5 % della popolazione attiva occupata dell’UE-25, mentre oltre un milione (1,171) di persone ha lavorato nel settore del turismo culturale. Questi dati confermano l’analisi della maggior parte delle ricerche sull’occupazione in ambito culturale: (1) essa registra una crescita più veloce rispetto al livello di occupazione totale. (2) La natura del lavoro in ambito culturale è atipica. Per alcuni, anticipa quelle che saranno le esigenze future del mercato del lavoro: più flessibilità, lavori a progetto, mobilità ed elevato livello di qualificazione.

11 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ economy-of-culture-in-europe_en.htm 12 http://www.droit-technologie.org/upload/ dossier/doc/219-1.pdf

Nota basata su informazioni più recenti: da uno studio realizzato da TERA Consultants (Building a Digital Economy: The Importance of Saving Jobs in the EU’s Creative Industries 12, marzo 2010) è emerso che nel 2008 i settori culturale e creativo (comprese le industrie culturali e creative ) hanno rappresentato il 4,5 % del PIL europeo totale e il 3,8 % della forza lavoro. Il contributo al PIL è maggiore di quello apportato dall’industria chimica e della plastica (2,3 %) o dalle attività del settore immobiliare (2,1 %). A Helsinki, il 9 % del fatturato delle aziende deriva dal settore creativo, tra quelli a più elevato tasso di crescita della città.

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Con trib uto delle industrie c ultur al i e  c r ea ti v e allo s viluppo locale e regional e

Studio sul contributo della cultura allo sviluppo locale e regionale – Esempi dai Fondi Strutturali, 2010 1 3 , Centre for Strategy and Evaluation Services Lo sviluppo basato sulla cultura è importante per le regioni qualunque sia il loro livello di sviluppo: sia nelle regioni «convergenza» dove il sostegno allo sviluppo delle infrastrutture potrebbe continuare a essere necessario, ma anche per entrambe le categorie di regioni «convergenza» e «competitività» dove l’infrastruttura e le altre risorse locali possono essere utilizzate per valorizzare i vantaggi comparativi dell’economia locale e per stimolare la creatività e l’imprenditoria. In molte regioni, il settore creativo è in rapida crescita, supera altri settori importanti in termini di crescita di nuove attività, fatturato e occupazione, e in molti casi la dimensione assoluta del settore è maggiore di quella delle industrie tradizionali. Molte città e regioni ma anche alcuni Stati membri hanno definito una strategia per il settore creativo; tuttavia l’elemento su cui si fonda e i dettagli di tale strategia variano notevolmente a seconda dei casi. Nelle regioni più sviluppate, la promozione del settore creativo è fondamentale per le industrie basate sulla conoscenza. Con il suo dinamismo intrinseco e il potenziale di crescita, il settore creativo è molto interessante dal punto di vista dello sviluppo locale. Si avvale di varie competenze a diversi livelli, è socialmente responsabile, inclusivo e presenta processi ecocompatibili. In termini più tecnici, le attività creative spesso generano esternalità positive nelle aree di localizzazione, le loro apertura ed interazione con altre attività genera forme di agglomerazione ed effetti di clusterizzazione, contribuendo in modo significativo al valore totale aggiunto locale. A livello locale e regionale è auspicabile un approccio allo sviluppo basato sulla cultura più strategico e più a lungo termine. Esso dovrebbe essere incluso in strategie di sviluppo, integrate e create sulla base di partenariati tra autorità pubbliche, organizzazioni culturali, interessi economici pertinenti e rappresentanti della società civile.

13 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ contribution-of-culture-to-local-and-regionaldevelopment_en.htm

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P erch é in v estire nelle industrie c u lt u ra l i e creative ?

Le industrie culturali e creative contribuiscono all’innovazione, al benessere sociale e alla crescita del resto dell’economia

L’impatto della cultura sulla creatività, 2009 1 4 , KEA European Affairs

La creatività basata sulla cultura è una caratteristica fondamentale dell’economia postindustriale. Per restare competitiva, un’impresa non può affidarsi solo a un processo di produzione efficiente, al controllo dei costi e a una base tecnologica efficace. Sono necessari un marchio forte, personale motivato e una classe dirigente che rispetti la creatività e ne capisca i relativi processi, ma anche la possibilità di sviluppare prodotti e servizi che rispondano alle aspettative dei cittadini o che creino tali aspettative. In tal senso, la creatività basata sulla cultura può essere molto utile. Le tecnologie digitali rivestono un ruolo importante in questa economia intangibile poiché offrono nuove forme di scambi sociali e contribuiscono in modo significativo a nuove espressioni di creatività. Naturalmente, la produzione culturale (ad esempio musica, pubblicazioni e film) rende le nuove tecnologie più interessanti per i consumatori e rende possibile lo sviluppo di nuovi mercati, oltre a contribuire all’alfabetizzazione digitale. Diventa quindi indispensabile per l’industria soddisfare e creare nuove tipologie di domanda che non si basino esclusivamente sulla funzionalità di un prodotto ma che rientrino in un’aspirazione collettiva e individuale. In questo nuovo paradigma, il marketing e i servizi acquisiscono la stessa importanza della produzione. Sono quindi necessarie idee e competenze creative in quanto gli aumenti di produttività a livello manifatturiero non sono più sufficienti a stabilire un vantaggio competitivo. La creatività basata sulla cultura è un mezzo potente per il capovolgimento di norme e convenzioni nella prospettiva di distinguersi nell’ambito di un’intensa concorrenza economica. Gli artisti e le persone creative sono fondamentali per lo sviluppo di idee, metafore e messaggi che stimolino le interrelazioni e la comunicazione sociale. La creatività basata sulla cultura è uno strumento fondamentale per i decisori in ambito industriale e politico per l’adozione e l’implementazione di strategie più incentrate sull’utente (meno importante «produrre cose», piuttosto che offrire un servizio). Essa contribuisce inoltre alla promozione del benessere, alla creazione di uno stile di vita, al miglioramento dei consumi, allo sviluppo della fiducia nelle comunità e nella coesione sociale e viene utilizzata sempre più nella gestione delle risorse umane, in particolare attraverso progetti di artisti in residenza. La creatività basata sulla cultura è quindi un elemento fondamentale per le imprese o le autorità pubbliche che desiderano migliorare la comunicazione, sfidare le convenzioni e cercare nuovi modi per distinguersi. Contribuisce inoltre all’innovazione dei prodotti, al rafforzamento del marchio, alla gestione delle risorse umane e alla comunicazione.

14 http://ec.europa.eu/culture/key-documents/ impact-of-culture-on-creativity_en.htm Metodo aperto di coordinamento dell’Unione europea Gruppo di esperti sulle industrie culturali e creative

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Le produzioni culturali, in quanto strumenti di comunicazione carichi di soggettività e di emozioni, contribuiscono all’espressione della vita sociale dall’inizio della storia dell’uomo. La creatività basata sulla cultura riveste quindi un ruolo fondamentale nella creazione dell’innovazione sociale. La coesione sociale può essere definita come un insieme di norme e valori condivisi dalla società che abbraccia la diversità delle esperienze delle persone e contribuisce a garantire a tutti simili opportunità di vita. Le attività culturali permettono di esprimere le diverse culture e di sviluppare, nel contempo, relazioni solide e positive tra persone con diversi retroterra, nell’ambiente di lavoro, a scuola e nel vicinato. La cultura può offrire nuovi approcci nell’affrontare i cosiddetti problemi sociali per i quali si considerano inadeguati gli approcci attuali. Tra le aree di policy cui la cultura ha in tal senso contribuito con successo, sono incluse la rigenerazione urbana, la coesione sociale, la prevenzione del crimine, la salute e la lotta contro l’inquinamento.

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«««« QuADRO DEllA POlITICA DI COEsIONE DEll’uNIONE EuROPEA E fuTuRO DEllA sTRATEgIA DI sPECIAlIzzAzIONE INTEllIgENTE

Tallinn, incubatore di creatività @ Aivo Kallas

European Union Open Method of Coordination Expert Group on Cultural and Creative Industries

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Quadro della politica di coesione dell’ U nione europea e  f uturo della S trategia di speciali zz a z ione intelligente 3.1. L a politica di c o es i o ne del l ’Uni o ne eu r o pea e il suo impatto s ul l a c ul tur a Politica di coesione dell’UE 2007-2013 La spesa per la politica di coesione (344 miliardi di euro per il periodo 2007-2013), denominata anche politica regionale, è sostenuta da tre fondi, noti con il nome di Fondi Strutturali 15 ed elencati di seguito: • fondo europeo di sviluppo regionale (FESR); • fondo sociale europeo (FSE); • fondo di coesione. Gli interventi per la cultura possono essere finanziati nel quadro dei tre obiettivi della politica di coesione, ossia convergenza, competitività regionale e occupazione, e cooperazione territoriale europea, nonché tramite due dei Fondi Strutturali, ovvero il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE). Le autorità di gestione degli Stati membri sono responsabili dell’amministrazione dei Fondi Strutturali in linea con il Quadro Strategico Nazionale e con i programmi operativi. Nell’attuale periodo di programmazione non sono previsti programmi operativi dedicati alla promozione della cultura negli Stati membri 16, ma il tema della cultura è integrato all’interno di diverse priorità orizzontali. Inoltre, nel quadro dell’obiettivo di cooperazione territoriale europea, la Commissione gestisce due programmi europei che hanno promosso la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nel campo della cultura: INTERREG IVC, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale 17, e URBACT II 18, finanziato congiuntamente dall’Unione europea (Fondo europeo di sviluppo regionale) e dagli Stati membri. Infine, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale 19 e il Fondo europeo per la pesca 20, pur non propriamente Fondi Strutturali, perseguono simili obiettivi e fungono da strumenti finanziari per sostenere lo sviluppo rurale e della pesca e promuovere adeguamenti strutturali.

Impatto della politica di coesione 2007-2013 sulla cultura

15 http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/ docoffic/official/regulation/newregl0713_it.htm 16 Nel periodo di programmazione 2000-2006, due Stati membri hanno condotto programmi operativi dedicati alla cultura: Grecia e Portogallo. 17 http://www.interreg4c.eu/ 18 http://urbact.eu/ 19 http://europa.eu/legislation_summaries/agriculture/ general_framework/l60032_it.htm 20 http://europa.eu/legislation_summaries/maritime_ affairs_and_fisheries/fisheries_sector_ organisation_and_financing/l66004_it.htm

Dal 2007 gli investimenti per la cultura finanziati tramite i Fondi Strutturali sono stati in larga parte destinati alla protezione e alla promozione del patrimonio culturale, nonché alla creazione di infrastrutture e servizi volti a migliorare l’attrattività locale e stimolare il turismo. Il regolamento del FESR stabilisce che alcune priorità di investimento siano esplicitamente destinate alla promozione della cultura (articolo 4): «la protezione, la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale; sviluppo di infrastrutture culturali a sostegno dello sviluppo socioeconomico… ; aiuti per migliorare l’offerta di servizi culturali…». Un totale di 434 programmi operativi è stato approvato nel quadro del FESR per l’area EU27, con fondi destinati specificamente alla cultura per un ammontare di circa 6 miliardi di euro (1,7 % del totale dei fondi), di cui 2,9 miliardi di euro stanziati per l’obiettivo della «protezione, valorizzazione e tutela del patrimonio culturale», 2,2 miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture culturali e 797 milioni di euro per il sostegno ai servizi culturali. Queste cifre, tuttavia, potrebbero non rappresentare che la metà, approssimativamente, del totale degli investimenti in progetti riferiti alla cultura finanziati per il periodo attuale tramite i Fondi Strutturali.

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Nell’ambito delle industrie culturali e creative gli investimenti potrebbero anche essere destinati a ricerca e innovazione (imprenditorialità, PMI, cluster, reti), società dell’informazione (digitalizzazione), istruzione, giovani, rigenerazione urbana (nell’ambito di progetti integrati), miglioramento del capitale umano e sociale e sviluppo di competenze, anche se non sono disponibili dati sul volume dei Fondi Strutturali stanziato per sostenere queste attività.

Politica di coesione 2014-2020 Il 6 ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato la proposta di pacchetto legislativo 21 che definirà le linee della politica di coesione per il periodo 2014-2020. Le nuove proposte sono state concepite per rafforzare la dimensione strategica della politica e garantire che gli investimenti dell’UE siano concentrati sugli obiettivi a lungo termine dell’Europa in materia di crescita e occupazione («Europa 2020»). Il pacchetto prevede: • un regolamento di carattere generale che definisce le norme comuni per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), nonché tre regolamenti specifici per il FESR, il FSE e il Fondo di coesione. • due regolamenti relativi all’obiettivo di cooperazione territoriale europea e ai Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), due regolamenti per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) e il Programma per il cambiamento e l’innovazione sociale. Il 12 ottobre 2011 la Commissione ha inoltre presentato un insieme di proposte di legge studiato per la politica comune agricola, tra cui uno specifico regolamento sugli investimenti per lo sviluppo rurale finanziati dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) 22. Il 2 dicembre 2011 la Commissione ha proposto l’istituzione di un nuovo fondo dell’Unione europea per le politiche riguardanti gli affari marittimi e la pesca: il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) 23. La Commissione ha proposto l’allocazione di un bilancio complessivo di 376 miliardi di euro destinati agli strumenti della politica di coesione per il periodo 2014-2020. Come riportato nella prima stesura del regolamento generale, il Quadro Strategico Comune proposto dalla Commissione per una migliore sinergia, prevede interventi finanziati dai tre Fondi Strutturali, dal Fondo europeo per la pesca e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Questo consentirà di tradurre gli obiettivi tematici e le priorità di investimento per il periodo 2014-2020 in interventi chiave più dettagliati, in grado di garantire un uso integrato dei fondi del QSC 24. Tramite contratti di partenariato con la Commissione, gli Stati membri si impegneranno a focalizzare l’attenzione su un numero ridotto di priorità di investimento in linea con gli obiettivi stabiliti in questi documenti. Queste proposte sono al momento in fase di discussione presso il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo, con l’obiettivo di ottenerne l’approvazione entro la fine del 2012, in modo da consentire la nascita nel 2014 di una nuova generazione di programmi della politica di coesione (cf. in allegato la tempistica proposta). Sebbene l’approccio sia chiaramente di tipo non settoriale, l’ammissibilità dei vari settori, tra cui la cultura, non è messa in discussione. Condizionalità ex ante sono state d’altra parte introdotte per questi fondi per garantire che siano presenti le condizioni necessarie ad assicurare un sostegno efficace. La struttura della politica di coesione post 2013, concentrandosi sugli obiettivi di Europa 2020, fa capo a un approccio strategico volto a massimizzare i benefici ricavati da ciascun investimento, di essenziale importanza allo stato attuale. Concentrando l’attenzione sugli obiettivi di Europa 2020 è possibile concretizzare gli investimenti per la coesione in maniera più efficace.

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21 http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/ proposals_2014_2020_it.cfm 22 ibid 23 http://ec.europa.eu/fisheries/reform/ com_2011_804_it.pdf 24 SWD (2012) 61, 14.3.2012, Parte I e Parte II (pp 4, 11, 20, 22 e 31).

Impatto della politica di coesione 2014-2020 sulla cultura Le nuove proposte non presentano lo stesso livello di dettaglio della programmazione 2007-2013 e le priorità di investimento derivanti direttamente dagli obiettivi di EU 2020 mantengono un carattere più generale. Gli investimenti potranno interessare tutti i settori, compreso quello della cultura, in quanto i finanziamenti per le industrie culturali/culturali e creative potrebbero avere un impatto positivo sulla promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Nella comunicazione del 2010 sul contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell’ambito di Europa 2020 25, infatti, la Commissione ha proposto il totale riconoscimento del potenziale della cultura e delle industrie culturali e creative per il consolidamento delle potenzialità creative e innovative delle regioni europee, nonché del loro contributo alla coesione sociale. Gli «Elementi per il Quadro strategico comune 2014-2020» (Elements for a Common Strategic Framework 2014 to 2020) adottati dalla Commissione il 14 marzo 2012 illustrano più a fondo alcune delle opportunità culturali nate nel contesto della politica di coesione 26. In molte regioni e città il settore delle industrie culturali e creative costituisce una fondamentale risorsa per la crescita. La sfida consiste nell’individuare un metodo per integrare ancora più a fondo il settore delle industrie culturali e creative nelle strategie regionali di innovazione per una specializzazione intelligente 27, che, nel quadro delle attuali proposte della Commissione, costituirà una condizionalità ex ante per l’accesso ai fondi. A tale scopo le regioni devono prendere in completa considerazione le complesse interrelazioni tra le risorse culturali tradizionali (patrimonio culturale, istituzioni e servizi culturali dinamici) e lo sviluppo di turismo o imprenditorialità innovativa. La Commissione ha pubblicato una Guida alle strategie d’innovazione regionali di specializzazione intelligente, redatta dalla piattaforma di specializzazione intelligente (S3Platform) 28 e volta a fornire assistenza a regioni e Stati membri per lo sviluppo, l’attuazione e la revisione di strategie regionali per la specializzazione intelligente, con una sezione dedicata alle industrie culturali e creative.

25 http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/ docoffic/official/communic/smart_growth/ comm2010_553_it.pdf 26 ibid 27 http://ipts.jrc.ec.europa.eu/activities/ research-and-innovation/documents/guide/ draft_12_12_2011.pdf 28 L’istituzione di una «piattaforma di specializzazione intelligente» (S³P) è stata annunciata nella comunicazione della Commissione sul contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell’ambito di Europa 2020, che è stata adottata contemporaneamente all’iniziativa «Innovation Union Flagship» allo scopo di aiutare le regioni e gli Stati membri a sviluppare, implementare e rivedere le strategie regionali per la specializzazione intelligente. http://ipts.jrc.ec.europa.eu/activities/ research-and-innovation/s3platform.cfm 29 http://ec.europa.eu/esf/ BlobServlet?docId=386&langId=en

Gli Stati membri e le regioni dell’Unione europea sono pertanto invitati a fare uso dei Fondi Strutturali per finanziare le proprie strategie in questo settore, secondo priorità di investimento come «la promozione di centri di competenza, la promozione di cluster, lo sviluppo di prodotti e servizi ICT, la promozione dell’imprenditorialità, lo sviluppo di nuovi modelli di business per le PMI, con particolare riguardo per l’internazionalizzazione, il miglioramento dell’ambiente urbano, lo sviluppo di incubatori di imprese, il sostegno alla rigenerazione fisica ed economica delle aree urbane e rurali e delle comunità, e così via».

Correlazione tra gli obiettivi tematici del documento di lavoro dei servizi della Commissione sugli «elementi per il Quadro strategico comune», la cultura e le industrie culturali e creative Il documento di lavoro dei servizi della Commissione sugli «elementi per il Quadro strategico comune» 29 adottato dalla Commissione il 14 marzo 2012 illustra più a fondo alcune delle opportunità per la cultura nel contesto della politica di coesione. Diverse azioni chiave fanno particolare riferimento alle industrie culturali e creative: • Obiettivo tematico 1/RST e innovazione/Potenziamento delle capacità di sfruttamento di nuove idee: supporto per cluster, partenariato, infrastrutture, servizi di consulenza aziendale, anche per poli di creatività e industrie culturali e creative; • Obiettivo tematico 3/Competitività delle PMI: sviluppo delle PMI operanti in settori emergenti come le industrie culturali e creative e nuove forme di turismo; • Obiettivo tematico 6/Ambiente e risorse: diversificazione delle economie rurali e urbane attraverso la protezione del patrimonio culturale; recupero di infrastrutture culturali (progetti di sviluppo urbano integrato); • Obiettivo tematico 9/Inclusione sociale: promozione di attività interculturali; • Obiettivo tematico 10/Investimenti in istruzione, competenze e apprendimento permanente: promozione delle competenze creative e della creatività in generale. Metodo aperto di coordinamento dell’Unione europea Gruppo di esperti sulle industrie culturali e creative

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La cultura e le industrie culturali e creative possono inoltre essere sostenute nel quadro di altre priorità di investimento, come ad esempio l’Obiettivo tematico 2/Miglioramento dell’accesso e della qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: applicazioni ICT; nonché, l’Obiettivo tematico 9/Inclusione sociale: rigenerazione urbana e sviluppo rurale.

3 .2 . I n d ustrie culturali e creat i v e e  S tr ateg i a d i s p ec ializzazione intellig ente Come agire? Strategie di questo tipo possono essere sostenute dai Fondi Strutturali, ma anche dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e dal Fondo europeo per la pesca. Lo scambio di esperienze ha dimostrato, fino ad oggi, che la serie di raccomandazioni riportate di seguito può porre le basi per utilizzare le industrie culturali e creative al fine di progettare e implementare una strategia mirata per il conseguimento degli obiettivi Europa 2020. Sebbene non esaustive, tali raccomandazioni rappresentano un punto di partenza e possono essere completate e personalizzate in base alle specificità, alle esperienze e alle priorità di ciascuna regione.

A. Mappatura delle risorse regionali (questa mappatura dovrebbe tenere conto del livello di sviluppo delle industrie culturali e creative nella regione interessata): • Identificare modelli di specializzazione della regione tramite un’analisi della mappatura delle industrie culturali e creative (la mappatura deve comprendere analisi quantitative e qualitative). Lo European Cluster Observatory può fornire assistenza in questo esercizio di di mappatura 30. • Identificare condizioni ottimali specifiche dell’industria culturale e creativa e sviluppare un clima creativo positivo in grado di aumentare l’attrattività della città o della regione (ecosistema creativo). • Identificare le organizzazioni principali e gli individui dinamici che possono rappresentare potenziali partner nello sviluppo di progetti e possibili strutture per l’azione di coordinamento. A questo proposito, la Europe Enterprise Network può fornire assistenza nell’organizzazione di eventi di incontro o nelle azioni di coordinamento 31. • Se possibile, raccogliere dati statistici ed eseguire sondaggi qualitativi per capire meglio quali sono le dinamiche delle industrie culturali e creative da utilizzare nell’implementazione delle strategie di specializzazione intelligenti. • Eseguire analisi comparative per comprendere meglio il posizionamento della regione nel settore delle industrie culturali e creative in confronto ad altre regioni dell’UE.

B. Coinvolgimento di tutti gli attori culturali, amministrativi e politici nel processo decisionale (approccio inclusivo): • Sviluppare partenariati fra autorità nazionali e regionali incaricate di politiche pubbliche differenti, quali sviluppo economico, occupazione, istruzione superiore e cultura. Nella maggior parte dei casi, il successo delle strategie delle industrie culturali e creative dipende da eccellenti canali di comunicazione e reti interne ed esterne che coinvolgono diversi livelli dell’amministrazione e rappresentanti di numerosi settori dell’industria culturale e creativa. • Costituire piattaforme, reti e cluster al fine di supportare la realizzazione di partenariati con i rappresentanti del settore privato e consentire la creazione di sinergie per lo sviluppo economico regionale.

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30 European Cluster Observatory, www.clusterobservatory.eu 31 Enterprise Europe Network, http://portal. enterprise-europe-network.ec.europa.eu/ index_it.htm

• Promuovere la cooperazione transnazionale per lo scambio di esperienze a livello delle PMI dell’industria culturale e creativa e le autorità incaricate di sviluppare le strategie creative locali come mezzo per facilitare il trasferimento di conoscenze e capacità, e accelerare il percorso di apprendimento.

C. Approccio strategico e inclusivo agli investimenti e utilizzo delle risorse finanziarie: • Ottimizzare il sostegno dei fondi regionali, nazionali e comunitari per coprire i diversi fabbisogni dei settori culturali e  creativi. È necessario sviluppare sinergie nell’utilizzo dei Fondi Strutturali, del programma quadro Europa creativa (2014-2020) 32, del programma per la competitività di imprese e PMI (COSME) (2014-2020) 33, di Orizzonte 2020 (il programma quadro per la ricerca e l’innovazione) (2014-2020) 34, dell’Alleanza europea delle industrie creative 35, dei programmi nazionali e/o regionali per le industrie culturali e creative e di altre possibili fonti di finanziamento. • Sviluppare strumenti finanziari innovativi, quali fondi azionari o di garanzia, per co-finanziare investimenti nei settori culturali e creativi in congiunzione con il meccanismo proposto nel quadro del programma Europa creativa 36 quale modalità per agire da leva sugli investimenti privati in questo campo. • Sfruttare maggiormente i collegamenti fra le industrie culturali e creative e altri settori importanti per le politiche di coesione e/o sviluppo rurale, in particolare la rigenerazione urbana e rurale, la cooperazione territoriale, il patrimonio culturale e il turismo. • Promuovere investimenti per la protezione, promozione e sviluppo del patrimonio culturale 37. Altri investimenti possono includere: lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie dell’informazione (ad esempio per promuovere la digitalizzazione del patrimonio culturale), il  rafforzamento dell’imprenditorialità nelle industrie culturali e creative, il supporto alla rigenerazione urbana in cui, tradizionalmente, la componente culturale, nello specifico l’infrastruttura culturale, gioca un ruolo fondamentale, lo sviluppo di servizi, applicazioni e prodotti culturali ICT, il sostegno a nuovi modelli aziendali per PMI dell’industria culturale e creativa e così via. Incentivare il giusto rapporto fra investimenti pesanti (strutture/infrastrutture: cluster e poli, reti, incubatori culturali e infrastrutture collegate) e investimenti leggeri (competenze di gestione del capitale umano e attività formative). Nell’ottica di una possibile iniziativa volta ad aumentare la consapevolezza delle industrie culturali e creative dell’UE, tali approcci dovrebbero essere spiegati nel dettaglio alle autorità di gestione e agli operatori culturali del settore.

32 http://ec.europa.eu/culture/creative-europe 33 http://ec.europa.eu/cip/cosme/ 34 http://ec.europa.eu/research/horizon2020/ index_en.cfm?pg=home 35 http://ec.europa.eu/enterprise/magazine/articles/ innovation/article_10043_en.htm 36 Gli strumenti finanziari innovativi per le industrie culturali e creative sono testati anche nell’ambito della European Creative Industries Alliance. 37 Incluso come parte dell’obiettivo tematico relativo alla tutela dell’ambiente della politica di coesione. Nella politica per lo sviluppo rurale, si prevede un’azione specifica mirata al patrimonio culturale.

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ST UDIO Studio sull’utilizzo dei fondi comunitari per le industrie culturali e creative in Austria 38 Il Ministero federale austriaco per l’istruzione, le arti e la cultura ha commissionato lo studio «Il motore creativo per lo sviluppo regionale – Progetti artistici e culturali e fondi strutturali dell’UE in Austria». I risultati principali hanno una certa rilevanza: fra il 2007 e il 2010 sono stati approvati 534 progetti con partecipazione austriaca nell’ambito dei programmi regionali sostenuti dall’UE. Il budget totale dei progetti ammonta a 139 milioni di euro, di cui 78,8 milioni, ovvero più del 56 %, provengono da fondi europei quali FESR, FSE e FEASR. La quota per i progetti artistici, culturali e delle industrie creative pari a 78,8 milioni di euro ammonta al 5,71 % dei 1 380 milioni di euro di fondi totali approvati per tutti i programmi regionali dell’UE in Austria dal 2007 al 2010. Di questi fondi, una determinata parte è stata allocata su progetti con rilevanza marginale rispetto alle industrie culturali e creative, mentre la quota di progetti con rilevanza centrale per le industrie culturali e creative ammonta al 3,15 % pari a 43,5 milioni di euro. Tali quote superano le aspettative nel periodo preparatorio dello studio, poiché i fondi provenienti da programmi UE specifici per cultura e media spesi in Austria erano al confronto significativamente inferiori: fino al 2010, erano stati finanziati 230 progetti con il programma Cultura e Media per un totale di 21,8 milioni di euro. Ciò significa che, nei programmi regionali, molti progetti culturali sono già stati implementati. Tuttavia, questi spesso non sono stati riconosciuti come tali ed è per questo motivo che il settore della cultura rimane ancora praticamente «invisibile» nel contesto dello sviluppo regionale e, nonostante esista una base certa, non è ancora stato utilizzato il massimo del suo potenziale. In Austria sono presenti 25 programmi di sviluppo regionale. Per quanto concerne le arti, la cultura, e le industrie creative, i progetti transfrontalieri finanziati dal FESR (215) e i progetti LEADER finanziati dal FEASR (149) rappresentano la quota più ampia, mentre il FSE viene utilizzato solo in minima parte. Ad un’analisi più accurata, lo studio mostra che l’83 % dei progetti rientra nel settore delle arti e della cultura e solo il 17 % nelle industrie creative: pertanto, i settori delle industrie creative al momento stanno traendo relativamente poco vantaggio dai programmi di sviluppo regionale in Austria. Non sorprende che fra i progetti delle arti e della cultura, il patrimonio culturale rappresenti l’area più vasta, ma anche progetti trasversali, quali quelli a cura di/per centri e iniziative culturali, nel campo dell’istruzione e della formazione, degli scambi culturali internazionali e i festival ed eventi di maggiore importanza, sono altrettanto frequenti. Tale situazione costituisce una base promettente per un maggiore sostegno in futuro alle arti e alla cultura contemporanee. Una delle conclusioni più importanti dello studio stabilisce che la politica regionale può raggiungere i propri obiettivi solo prendendo in considerazione e promuovendo tutte le sottosezioni della società, comprese le arti, le industrie culturali e creative, nonché i relativi effetti di ricaduta su altri settori. Per poter creare migliori condizioni preliminari a ciò, in futuro le arti, la cultura e industrie creative dovranno essere integrate in misura di gran lunga maggiore nelle linee guida e negli obiettivi europei e nei programmi operativi regionali. p

38 http://www.kulturdokumentation.org/eversion/ indexframe.html

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S TU D I O Studio sull’utilizzo di fondi comunitari per le industrie culturali e creative in Finlandia In Finlandia sono in corso numerosi programmi di politica strutturale dell’UE. Durante il periodo dei Fondi strutturali 2007-2013, in Finlandia verranno implementati cinque programmi regionali FESR. La Finlandia del Sud, dell’Ovest, dell’Est, del Nord e le Isole Åland realizzeranno rispettivamente propri programmi. Il programma finanziato dal Fondo sociale europeo che verrà implementato nella Finlandia continentale comprende una sezione nazionale e sezioni regionali. Circa la metà dei finanziamenti provenienti dal FSE sarà utilizzata per progetti di tematica nazionale che verranno implementati in diverse aree, allo stesso modo dei progetti finanziati dalle sezioni regionali. La Finlandia del Sud, dell’Ovest, dell’Est e del Nord avranno ognuna le proprie sezioni regionali, definite sulla base di strategie delle aree, occupazionali, industriali e della conoscenza. La Finlandia dell’Est detiene una posizione speciale in termini di finanziamenti. Possiede un proprio quadro finanziario e riceverà i finanziamenti con modalità separate rispetto alla sezione nazionale. Se si considera che alla fine del 2010 i Fondi avevano allocato più di 180 milioni di euro per il finanziamento pubblico e privato, le attività dei Fondi Strutturali dell’UE e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale influenzeranno in modo notevole il settore della cultura finlandese nel periodo di programmazione 2007-2013. Dal 2007, sono stati implementati quasi 800 progetti. Questo dato non include i progetti che hanno ottenuto autorizzazione al finanziamento nel 2011. Il finanziamento proveniente dai Fondi Strutturali dell’UE e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale può essere paragonato ai finanziamenti statali e locali allocati ogni anno alla cultura che ammontano rispettivamente a 400 e 500 milioni di euro circa. Nel periodo 2007-2010, sono stati identificati complessivamente 292 progetti del FSE e del FESR con orientamento culturale. Alla fine del 2010, il finanziamento totale allocato dal settore pubblico (UE, stato, comuni e altri settori pubblici) e dal settore privato ammontava a 148,8 milioni di euro. Il numero di progetti di natura culturale individuati ammontava a 292 e circa un terzo di essi (114) coinvolgeva l’economia creativa e l’imprenditorialità culturale. Il secondo gruppo per numero (83) riguardava i  progetti relativi al turismo culturale, mentre il terzo (53) progetti culturali di natura generale. I progetti relativi al benessere culturale ammontavano in tutto a 32. L’economia creativa e l’imprenditorialità culturale rappresentano anche il principale gruppo tematico in termini di finanziamenti ad esso allocati (61,9 milioni di euro). Sebbene i progetti legati al turismo culturale siano più numerosi rispetto ai progetti di cultura generale, i finanziamenti allocati a questi ultimi (35,8 milioni di euro) sono maggiori rispetto a quelli allocati al turismo culturale (30,4 milioni di euro). Uno dei canali utilizzati per il finanziamento dello sviluppo delle attività culturali nelle aree rurali è rappresentato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Nel materiale analizzato sono stati identificati complessivamente 498 progetti rurali con orientamento culturale. Il finanziamento del progetto culturale del programma di sviluppo rurale per la Finlandia continentale è stato, nel periodo 2007-2010, di 33 milioni di euro e i progetti delle industrie creative rappresentavano il 20 % del finanziamento totale dei progetti. p  

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suggERIMENTI PER lE MIsuRE DA ADOTTARE E RElATIvI EsEMPI

Fotografia fornita da «Capitale europea della cultura 2010» © Essen per la Ruhr (Germania)

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S UGGER IMEN T I PER L E MI S U R E DA A DO TTA R E E R ELATIVI ES EMPI I suggerimenti relativi alle misure da adottare sono suddivisi in tre sottocategorie: 1. Misure per la creazione di condizioni preliminari per realizzare un ambiente operativo favorevole alle industrie culturali e creative 2. Misure per il rafforzamento delle industrie culturali e creative 3. Misure per l’incentivazione degli effetti di ricaduta delle industrie culturali e creative sul resto dell’economia e della società I suggerimenti sono destinati ad essere utilizzati come esempi per le autorità su come programmare ed attuare i programmi di sviluppo locale, regionale e nazionale ed i progetti finanziati dai Fondi Strutturali dell’UE. Il gruppo di lavoro ha raccolto numerosi esempi che non sono stati descritti dettagliatamente nel manuale e che sono riportati nell’Allegato 1.

4.1. C reazione dei pr es u ppo s ti Introduzione La discussione relativa al ruolo e al potenziale delle industrie culturali e creative in Europa non è nuova. Tuttavia, solo di recente gli Stati membri, insieme alla Commissione europea, hanno intrapreso delle azioni strategiche per integrare le industrie culturali e creative all’interno di quadri politici più ampi che riguardano imprenditorialità, innovazione, cultura e sviluppo regionale. Le differenze fra gli Stati membri sono ampie e il quadro generale delle differenti regioni è ancora più frammentato. Pertanto, la creazione di condizioni preliminari a livello locale, regionale e nazionale è fondamentale per lo sviluppo delle industrie culturali e creative.

Creazione dei presupposti Scopo: ambiente favorevole per lo sviluppo delle industrie culturali e creative

o

4 Strategie Politiche Misure

o

3 Aumento della consapevolezza Servizi informativi

o

2 Alleanze strategiche Quadro istituzionale

o

1 Mappatura Studi

La maggior parte dei casi di successo riscontrati in tutta Europa ha seguito un modello di processo simile che inizia con il riunire le diverse parti in causa nei settori culturali ed economici, raccogliere le informazioni sulle risorse disponibili, condurre uno studio di mappatura sulle potenziali industrie culturali e creative presenti nell’area, sviluppare un forte sostegno politico al processo, accrescere la consapevolezza fra i responsabili di decisioni politiche, gli operatori culturali, gli imprenditori creativi, il settore dell’istruzione e le imprese di altri settori industriali e lanciare una strategia con le risorse stanziate (principalmente da differenti programmi dell’UE, compresi i programmi dei Fondi Strutturali).

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Mappatura e studio del potenziale delle industrie culturali e creative Le politiche e le strategie di successo per lo sviluppo delle industrie culturali e creative si basano su una chiara comprensione delle caratteristiche specifiche di tali industrie in una data regione: forze, debolezze, sostenitori fondamentali e tendenze di sviluppo generali. Le statistiche nazionali forniscono solo raramente una panoramica complessiva dei settori e di tutti i relativi sottosettori. Pertanto, in molti paesi e regioni di tutto il mondo, il primo passo nello sviluppo di una strategia corretta a supporto delle industrie culturali e creative si è concretizzato in un esercizio di mappatura. Lo scopo di una mappatura delle industrie culturali e creative consiste nell’acquisizione di una panoramica del settore, sia in termini di volumi che di posizioni. In alcuni paesi, alla mappatura è seguita una ricerca accademica per l’identificazione delle aree con maggiore potenziale di sviluppo che comporta, a sua volta, strategie politiche.

RISORSE Mappatura delle industrie creative: istruzioni pratiche («toolkit») (British Council, 2010) Lo scopo del toolkit consiste nel rappresentare una guida pratica alla mappatura che ne analizzi la modalità di svolgimento, il migliore approccio in un determinato contesto e la capacità di ottenere il massimo impatto del lavoro in termini di policy. Si prefigge di offrire una migliore comprensione delle industrie creative da parte di ricercatori, responsabili di decisioni politiche e professionisti della creatività, stabilendo le modalità con cui raccogliere l’evidenza. Le fonti da cui attinge sono sia l’esperienza del Regno Unito che numerosi progetti di mappatura eseguiti in tutto il mondo. È possibile scaricare il toolkit all’indirizzo: http://www.britishcouncil.org/mapping_the_creative_industries_a_toolkit_2-2.pdf

Gli esercizi di mappatura consentono di ottenere una panoramica della situazione e dati preziosi per la creazione delle strategie. Tuttavia, la mappatura delle industrie culturali e creative ha dimostrato di sortire effetti maggiori rispetto a semplici risultati statistici. Alcuni degli effetti vengono riportati di seguito: • la mappatura rappresenta uno strumento per accrescere la consapevolezza dei settori sia culturali sia creativi che prendono parte all’esercizio, delle istituzioni pubbliche in qualità di destinatari del risultato e del pubblico in generale; • consente di creare reti tra istituzioni, organizzazioni, e imprese culturali e creative coinvolte negli studi di mappatura; • il processo costituisce la base per la formulazione delle politiche; • lo studio di mappatura consolida l’utilizzo di definizioni e della terminologia, creando uno spazio comune per la discussione pubblica; • migliora la qualità delle statistiche; • se la mappatura comprende sezioni visive (mappe di entità culturali e creative), questa rappresenta una risorsa per le iniziative di creazione di cluster e un potenziale strumento di pianificazione urbana e di identità delle città (ad es. mappe di progetto).

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S u gg erimenti per le mi sure da adottare e re l ativi esempi

Alleanze strategiche e quadro istituzionale Per loro natura, le industrie culturali e creative sono interdisciplinari. Combinano cultura da un lato ed economia dall’altro e molti altri settori connessi quali istruzione, innovazione e così via. Pertanto, al fine di creare una strategia integrata per le industrie culturali e creative, è fondamentale riunire tutti i diversi portatori di interesse in ambito governativo, nella comunità imprenditoriale e nel settore non governativo. In tutta Europa sono presenti numerosi validi modelli relativi alla creazione di gruppi di lavoro intersettoriali e interdipartimentali che sono diventati la forza trainante sottesa alle politiche di sviluppo dell’industria culturale e creativa a livello locale, regionale, nazionale e internazionale. La politica delle industrie culturali e creative non deve essere ad esclusivo appannaggio del comparto culturale o di quello economico, ma deve essere sviluppata in stretta collaborazione fra questi due. A tale processo dovrebbe prendere parte anche il settore stesso. Paesi transfrontalieri hanno instaurato una collaborazione al fine di condividere buone pratiche e sviluppare appropriate misure politiche. Inoltre, i progetti di cooperazione transfrontaliera fra città e regioni forniscono buone piattaforme politiche per consentire la cooperazione a lungo termine fra regioni. Le possibilità di finanziamento provengono da diversi programmi di supporto dell’UE, compreso il FESR. Le alleanze strategiche possono assumere molte e differenti forme: • gruppi di lavoro ad hoc formati da partner rappresentanti ministeri o dipartimenti economici, culturali, regionali e di altro tipo; • un’unità governativa specificamente responsabile delle industrie culturali e creative; • reti permanenti per le differenti parti in causa; • organizzazioni governative indipendenti (enti pubblici o semi-pubblici); • organizzazioni non governative che svolgono attività pubbliche; • reti transfrontaliere di città, regioni o governi nazionali. Lo sviluppo delle industrie culturali e creative richiede programmi personalizzati, poiché un generico meccanismo di supporto economico generico si è dimostrato troppo rigido per soddisfare le specifiche esigenze delle industrie culturali e creative. Molti paesi e regioni, oltre a misure speciali, hanno creato organizzazioni specifiche per il supporto all’imprenditorialità creativa fondendo la dimensione culturale ed economica. Tali organizzazioni specializzate combinano competenze culturali ed economiche al fine di offrire servizi integrati. In molti casi, il finanziamento proviene da entrambi i comparti culturale ed economico.

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ESEMPIO Centre for Culture and Experience Economy39, Danimarca Il Centre for Culture and Experience Economy è un’agenzia governativa indipendente creata nel 2008 dal Ministero dell’Economia e degli Affari d’Impresa e dal Ministero della Cultura. Il CKO è stato fondato per i seguenti motivi: innanzitutto, per diffondere informazioni sul modo in cui la comunità imprenditoriale può aumentare la crescita e l’innovazione attraverso uno sviluppo commerciale basato sull’esperienza, secondariamente per rafforzare la comprensione economica del settore creativo attraverso una collaborazione strategica con il mondo imprenditoriale. Fra le varie attività, il CCEE supporta progetti imprenditoriali che rafforzano la collaborazione e lo scambio di competenze fra il settore creativo e la comunità imprenditoriale in generale, promuove l’economia culturale e delle esperienze e consolida la collaborazione fra istituzioni e aziende, raccoglie informazioni in Danimarca e a livello internazionale, comprese quelle delle «aree di esperienza» e le diffonde al settore pubblico, culturale e alle aziende, funge da guida e fornisce consigli sia alle aziende che desiderano lavorare con le esperienze e le abilità creative sia agli operatori del settore culturale che vogliono collaborare con la comunità imprenditoriale. p 39 www.cko.dk/about-ccee

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Questo tipo di struttura organizzativa emerge anche a livello regionale. Generator Swedish Creative Industries 40 è un’associazione non-profit dedicata allo sviluppo e alla promozione delle industrie culturali e creative in Svezia. Riunire le regioni svedesi in un generatore di rete consente di raccogliere e condividere le esperienze provenienti da progetti regionali, modelli di lavoro, politiche, esempi di artisti e imprenditori di successo e sollevare questioni circa lo sviluppo futuro di tali industrie e il relativo impatto sull’innovazione e la crescita. Il lavoro del generatore è suddiviso in tre aree: condivisione delle conoscenze, sviluppo delle competenze e creazione di reti. Tali strutture di sviluppo delle industrie culturali e creative possono assumere molte forme differenti. In generale, possono operare a livello nazionale, regionale o locale e coinvolgere le industrie culturali e creative nella loro totalità o solo in parte. Ad esempio, la regione polacca della Silesia ha ideato Design Silesia 41, un’iniziativa regionale di sensibilizzazione e di implementazione nel settore del design. L’obiettivo principale di Design Silesia consiste nell’implementazione e incentivazione dell’innovazione tramite il design. Il design richiede conoscenze specialistiche e un sistema di supporto per la sua implementazione. È quindi importante creare una rete e uno scambio di informazioni fra imprenditori, designer, rappresentanti del governo locale e il mondo accademico della Silesia. Il progetto Design Silesia è finanziato in parte dal FSE.

ESEMPIO CREA.RE – Creative Regions 42 Il progetto CREA.RE è stato creato per aumentare il coinvolgimento dei settori creativi nello sviluppo delle regioni e delle città europee. La maggior parte delle capitali europee dispone di programmi di sostegno alle industrie culturali e creative. Tuttavia, le regioni e i centri urbani regionali non stanno ancora sfruttando appieno il loro potenziale creativo, anche se la politica regionale dell’UE offre strumenti finanziari per lo sviluppo creativo delle regioni e delle città europee. Il progetto CREA.RE mette in contatto le regioni che hanno incontrato problemi nella fase iniziale dell’integrazione del settore creativo nei programmi regionali dell’UE, con numerosi partner molto evoluti disponibili a condividere la propria esperienza. Il partenariato comprende 12 autorità pubbliche locali e regionali di 10 differenti paesi dell’UE. La durata del progetto va dal 01/2010 al 03/2013. Finanziato dal FESR (Interreg IVc). p

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Fra regioni e città sono in atto numerosi altri progetti, finanziati per la maggior parte dal FESR (Interreg). Nel periodo 2009-2011 è stato implementato un progetto di cooperazione fra città di grandi dimensioni (Creative Metropoles 43), mentre dal 2010, e fino al 2013, è in atto un progetto di cooperazione fra città di dimensioni minori (Urban Creative Poles 44). Oltre ai progetti che hanno come protagonisti partner locali o regionali, il coordinamento fra gli Stati membri è sempre più forte. Solo per citare alcuni esempi: all’interno della «Dimensione settentrionale» è presente un partenariato per la cultura dedicato allo sviluppo delle industrie culturali e creative 45, mentre i paesi scandinavi hanno impostato una propria rete dal nome KreaNord 46. Dal 2006, è in atto anche una regolare consultazione sulle politiche per le industrie culturali e creative fra Estonia, Lettonia e Lituania 47. Tali progetti consentono di accelerare il processo di apprendimento in tutti i paesi, le regioni e le città europee.

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40 www.generatorsverige.se/in-english 41 www.design-silesia.pl 42 www.crea-re.eu 43 Il progetto ha presentato la visione condivisa di 11 metropoli europee: Amsterdam, Barcellona, Berlino, Birmingham, Helsinki, Oslo, Riga, Stoccolma, Tallinn, Vilnius e Varsavia. www.creativemetropoles.eu 44 Partner da Germania, Polonia, Svezia, Estonia e Lituania. www.creativepoles.eu 45 www.ndpculture.org 46 www.kreanord.org/?pg=aboutKreanord 47 www.creativeindustries.ee/balticreview

Accrescimento della consapevolezza L’accrescimento della consapevolezza in merito al potenziale delle industrie culturali e creative nel dare una spinta allo sviluppo socio-economico rappresenta un processo continuo, essenziale sia nella fase di start-up dello sviluppo di politiche e strategie, sia nell’incentivazione di partenariati, all’interno delle industrie culturali e creative e con altri settori. Il gruppo destinatario di tali attività è ampio, a partire da responsabili di decisioni politiche, operatori culturali, imprenditori creativi, altri settori nonché il pubblico in generale. Le iniziative volte all’accrescimento della consapevolezza concorrono al raggiungimento di numerosi obiettivi differenti, fra i quali incoraggiare le persone attive nel settore culturale a creare attività proprie, incentivare la cooperazione fra imprenditori creativi, educare sia gli imprenditori che i consumatori, collegare le industrie culturali e creative ai settori tradizionali e così via. Per accrescere la consapevolezza, l’autorità locale o regionale ha a disposizione numerose attività da intraprendere con il sostegno dei fondi europei, fra le quali: • organizzazione di visite di studio; • diffusione dei risultati di mappature e studi; • organizzazione di conferenze, seminari e laboratori; • raccolta e diffusione di buone pratiche; • creazione di pagine Web e invio di newsletter; • sviluppo di canali di comunicazione e sostegno alle relazioni pubbliche; • sviluppo di servizi Web per le industrie culturali e creative e così via. I migliori risultati si ottengono quando le attività sopra citate sono coordinate distintamente e promosse in modo riconoscibile. In molti paesi è presente un’organizzazione centrale dedicata (istituzione pubblica o privata) sotto la cui egida si svolgono tutte le attività.

ESEMPIO Creative Industries Styria, Austria 48 Creative Industries Styria (CIS, fondata nel 2007) è un’associazione di networking che lavora all’organizzazione e all’espansione strategica dell’industria creativa in Styria. I punti focali del processo di networking sono il coordinamento e la cooperazione. Creative Industries Styria promuove i servizi del settore creativo favorendo in questo modo l’industria creativa quale campo potenziale dell’economia della Styria.

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Funge da interfaccia di comunicazione, collegando le imprese dell’economia creativa alle aziende interessate alla collaborazione con il settore creativo. Lo scopo consiste nel collocare sulla mappa Graz e Styria quali localizzazioni di economia creativa trainante attraverso la creazione di un ambiente innovativo. L’economia creativa è stata definita dal governo provinciale un campo di eccellenza e posta come uno dei temi centrali dell’agenda economica. Lo sviluppo regionale si basa sulla consapevolezza del valore aggiunto proveniente dall’ampia gamma di attività nei vari settori creativi che rendono la regione più interessante, innovativa e competitiva. L’attività principale dell’agenzia Creative Industries Styria consiste nel creare la consapevolezza pubblica in merito all’importanza dell’economia creativa nel contesto economico regionale. Offre nuovi servizi e promuove iniziative per creare valore aggiunto e innovazione alle aziende di tutti i settori economici in Styria.

48 www.cis.at/de

Ruolo dell’agenzia Creative Industries Styria: • forza trainante dei cambiamenti strutturali nella regione per creare una società che si basi su conoscenza e produzione; • motore del coordinamento e del collegamento di iniziative di localizzazione economica; • avvio, sviluppo e coordinamento di progetti chiave; • consapevolezza a livello regionale, nazionale e internazionale; • partner per la comunicazione e il contatto per gli imprenditori dell’economia creativa. p

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In molti paesi, sono presenti simili programmi, iniziative e organizzazioni nazionali, regionali e locali. Alcuni riguardano principalmente l’accrescimento della consapevolezza, ma altri forniscono corsi formativi e servizi di consulenza. Un esempio è dato da Creative Estonia 49, un programma ombrello nazionale per tutte le attività di accrescimento della consapevolezza correlate alle industrie culturali e creative, ad esempio portali Web, newsletter, seminari, conferenze, pubblicazioni, studi, networking, attività di mediazione e di pubbliche relazioni per le industrie creative e così via. Il programma Creative Estonia è finanziato dal FSE. Vedere anche Creative Wallonia 50 (Belgio), Creative Finland 51, Creative England 52, Creative Scotland 53 e Creative Industries Forum 54 (Slovacchia).

Politica e strategia Dopo avere stabilito le condizioni preliminari e avere impostato la struttura organizzativa per lo sviluppo strategico delle industrie culturali e creative, il passo successivo fondamentale consiste nello sviluppo di strumenti politici adeguati al settore. Questi strumenti possono assumere forme differenti in base ai diversi livelli, fra cui strategie regionali, piani di sviluppo locale e documenti nazionali di indirizzo. Inoltre, con riferimento ai Fondi Strutturali europei, l’integrazione delle industrie culturali e creative nei programmi nazionali di riforma e delle strategie dei Fondi Strutturali riveste un’importanza fondamentale. Il punto di partenza delle industrie culturali e creative è dato dalle politiche nei settori della cultura e dell’imprenditoria, ma tali industrie sono collegate anche a numerose aree di policy locali, regionali e nazionali, fra le quali:

Innovazione

Ricerca e sviluppo

Esportazione e internazionalizzazione

Sviluppo regionale

Coesione sociale e benessere

Sviluppo di cluster

Diversificazione economica

Istruzione e formazione continua

Sviluppo del turismo

Strategia di immagine

Sviluppo sostenibile

Integrazione e diversità culturale

Nel complesso, sono due le opzioni maggiormente utilizzate in termini complementari. Innanzitutto, l’elaborazione di una politica o strategia separata per le industrie culturali e creative, e, in secondo luogo, l’integrazione delle industrie culturali e creative in molte altre politiche e strategie di fondamentale importanza. Una strategia separata per le industrie culturali e creative, sia a livello nazionale, regionale che locale, può contribuire alla realizzazione di numerosi obiettivi, fra i quali fornire un approccio olistico allo sviluppo dell’intero settore, essere uno strumento di accrescimento della consapevolezza e prendere in considerazione le caratteristiche speciali del settore. Peraltro, sono presenti esempi in cui una strategia indipendente non è stata in grado di produrre risultati positivi poiché non è stata completamente integrata nelle politiche collegate. Si tratta di una situazione particolarmente rilevante per i Fondi Strutturali europei. Gli esempi di Stati membri che hanno lanciato con successo programmi di supporto specifici per le industrie culturali e creative finanziati dai Fondi Strutturali europei sono molto pochi (ad es. Finlandia ed Estonia). In molti altri casi, il meccanismo di supporto utilizzato dalle industrie culturali e creative è stato di natura generica (ad es. esportazione, assistenza commerciale, formazione, programmi di ricerca e sviluppo e così via).

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49 www.looveesti.ee 50 www.creativewallonia.be 51 www.luovasuomi.fi 52 www.creativeengland.co.uk 53 www.creativescotland.com 54 www.ciforum.sk

ESEMPIO Strategie di sviluppo per le industrie creative, Finlandia 55 Lo sviluppo strategico delle industrie creative in Finlandia ha avuto inizio alla fine degli anni ’90. Nel 1999, il gruppo di lavoro presieduto dal Ministero dell’Istruzione 56, con la partecipazione del Ministero del Commercio e dell’Industria 57, del Ministero delle Finanze, del Ministero del Lavoro, dall’Arts Council of Finland, Tekes (l’Agenzia di finanziamento finlandese per la tecnologia 58), le università e le aziende, ha redatto un rapporto relativo allo sviluppo delle industrie culturali contenente raccomandazioni operative. Hanno preso il via numerosi programmi per lo sviluppo dell’industria dei contenuti (ad es. il programma di finanziamento Digidemo del 2002).

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Nel 2005, il Ministero dell’Istruzione ha nominato il gruppo di lavoro per la valutazione dell’impatto economico della cultura e, nel 2008, è stato pubblicato il primo report Culture Satellite Account che valutava l’effetto economico della cultura e ha costituito il primo documento di mappatura in Finlandia. Nel periodo 2004-2006 sono stati pubblicati diversi rapporti sulle industrie creative da parte di ministeri differenti. Ha avuto inizio lo sviluppo delle industrie creative regionali e locali. Ad esempio, Creative Tampere (Luova Tampere) è stato ideato per accelerare la crescita, promuovendo l’interazione fra i rappresentanti di settori differenti, al fine di sviluppare nuove concezioni creative. Le attività continuano nell’ambito del programma Open Tampere 59. Nel 2007 i ministeri hanno pubblicato i programmi Development Strategy for Entrepreneurship in the Creative Industries Sector for 2015 (Strategia di sviluppo per l’imprenditorialità nel settore delle industrie creative per il 2015) e Cultural Exports Promotion Programme 2007-2011 (Programma di promozione delle esportazioni culturali 20072011). Alla fine del 2007, il programma di sviluppo del FSE per la crescita imprenditoriale e l’internazionalizzazione delle industrie creative 2007-2013 ha dato il via all’implementazione delle strategie. Il programma di sviluppo nazionale è coordinato dal Ministero dell’Istruzione e della Cultura in stretta collaborazione con il Ministero del Lavoro e dell’Economia. Lo scopo concreto del programma di sviluppo consiste nel promuovere le capacità imprenditoriali di lavoratori autonomi, di imprese in fase di startup, di imprenditori e di PMI. L’obiettivo del programma di sviluppo prevede di promuovere l’innovazione e lo sviluppo di prodotto, le imprese e le loro competenze in materia di gestione e di produzione, ed altresì analizzare tematiche relative alle aspettative di cambiamento nell’ambiente operativo, e incentivare la base delle conoscenze nel campo. L’entità del programma è di 14 milioni di euro, parzialmente finanziato dal FSE.

55 www.creativeindustries.fi 56 al momento Ministero dell’istruzione e della cultura 57 al momento Ministero del lavoro e dell’economia 58 al momento Tekes, la Finnish Funding Agency for Technology and Innovation 59 www.luovatampere.fi/english/ 60 www.creativeindustries.fi

Il progetto Creative Industries Finland (CIF) è stato lanciato nel 2008 in qualità di coordinatore dei progetti relativi al programma di sviluppo nazionale. Fornisce informazioni e servizi per promotori delle industrie creative, responsabili di decisioni politiche e gruppi di interesse fondamentali. Pubblica notizie, fatti e numeri che favoriscono la comprensione e lo sviluppo dell’economia creativa e forniscono le basi per le previsioni. Gli eventi e i workshop annuali costituiscono piattaforme per il networking e il coordinamento delle attività di sviluppo nazionali e internazionali. Il CIF è coordinato anche dalla Aalto University School of Economics, Small Business Centre in collaborazione con la città di Tampere/Creative Tampere e Cupore, la fondazione finlandese per la ricerca delle politiche culturali. Altri partner sono Sibelius Academy, Jyväskylä Regional Development Company Jykes Ltd e la città di Seinäjoki. Il CIF è finanziato in parte dal FSE 60. Il Cultural Export Promotion Programme è stato redatto fra il 2005 e il 2007 e l’implementazione è avvenuta fra il 2007 e il 2011 da parte del Ministero dell’Istruzione e della Cultura, il Ministero del Lavoro e dell’Economia e il Ministero degli Affari esteri insieme ai rappresentanti dei settori dell’industria creativa.

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Gli obiettivi principali erano i seguenti: • sviluppo delle attività imprenditoriali; • rafforzamento di cluster e reti; • promozione e marketing internazionale; • ambiente operativo per l’esportazione culturale; • scambio e cooperazione culturale; • sviluppo delle strutture per l’esportazione culturale. Nel 2008 il Ministero del Lavoro e dell’Economia ha lanciato il progetto Development Strategy for the Creative Economy 2008-2011 (Strategia di sviluppo per l’economia creativa 2008-2011). Gli obiettivi prevedevano di migliorare il posizionamento dei professionisti creativi nel mercato del lavoro, la promozione di imprenditorialità e crescita, nonché il supporto allo sviluppo del prodotto nelle aree d’impresa che utilizzano un know-how creativo. Il progetto ha fornito anche ricerca e analisi previsionali. Oltre allo sviluppo nazionale, nel 2010 il Ministero del Lavoro e dell’Economia ha promosso la Rete dei promotori delle industrie creative regionali. La rete delle industrie creative fornisce supporto per migliorare la creazione di reti regionali e collega l’attività regionale al livello nazionale. L’implementazione dello sviluppo delle industrie creative avviene attraverso dibattito, negoziazione ed esperienza professionale. Uno degli eventi più noti è stato LUOTU, un evento intersettoriale di mediazione e creazione di reti per le aziende. Le industrie creative sono comprese nella strategia Europa 2020; esse unitamente al Programma nazionale finlandese costituiscono una priorità del programma di governo. In base a quest’ultimo, la struttura economica della Finlandia verrà diversificata e rafforzata sviluppando i settori tradizionali, ma anche nuovi settori di crescita quali quello creativo e dei servizi. Nel 2012 si avrà un rafforzamento della cooperazione e del coordinamento strategico fra ministeri, a livello locale e regionale, e dei progetti. p

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S u gg erimenti per le mi sure da adottare e re l ativi esempi

ESEMPIO Piano d’azione per la promozione delle industrie culturali e creative, Spagna 61 Lo scopo del piano d’azione per la promozione delle industrie culturali e creative guidato dal Ministero della Cultura spagnolo consiste nel trattare le industrie culturali e creative in modo specifico. Inoltre, il piano di azione si propone di alleviare gli effetti della crisi finanziaria internazionale per quanto concerne la creazione di ricchezza e di posti di lavoro nelle industrie culturali, determinando un aumento del credito disponibile per le imprese culturali che stanno soffrendo a causa delle attuali limitazioni di liquidità del sistema finanziario.

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Il Ministero della Cultura rafforza il supporto ai nuovi settori culturali strettamente collegati a innovazione e creatività, quali design, moda, architettura, pubblicità, nuovi media, videogiochi e arti interattive. Sono inclusi inoltre settori più tradizionali: arti dello spettacolo, arti visive, patrimonio culturale, cinema, televisione, radio, musica, libri e giornali. Nel corso del 2011, più di 450 organizzazioni e 150 professionisti hanno beneficiato di tale piano. In quell’anno, il piano di azione prevedeva un budget di EUR 35 622 000 con i seguenti obiettivi: • promuovere la digitalizzazione dei contenuti culturali; • ridistribuire i sistemi di sovvenzioni e sussidi del Ministero della Cultura tramite l’inclusione di nuovi settori e nuovi strumenti di finanziamento; • incentivare la formazione degli imprenditori culturali; • incoraggiare il finanziamento pubblico e privato in quanto i progetti devono essere autofinanziati per il 30 %; • diffondere la caratteristica di unicità e diversità del patrimonio culturale spagnolo per incentivare il turismo in tutte le comunità e promuovere le lingue spagnole. Il piano di azione si basa su tre linee di azione principali: 1. migliorare la formazione e la promozione della creatività attraverso sovvenzioni per la formazione e premi per la creatività nelle scuole; 2. sostenere la digitalizzazione dei contenuti e lo sviluppo, il consolidamento e l’internazionalizzazione delle industrie culturali e creative attraverso sovvenzioni, fideiussioni per le imprese, prestiti (in collaborazione con l’istituto di credito ufficiale) e la formazione per gli imprenditori culturali (in collaborazione con la Camera di Commercio); 3. sostenere gli enti non-profit con sovvenzioni per le attività culturali e la promozione del turismo culturale. p

61 http://www.calameo.com/ read/0000753350b1ce9d39fb9

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4 .2 . Con solidamento delle indu s tr i e c ul tur al i e c r ea ti v e Introduzione Il seguente capitolo pone particolare attenzione agli elementi fondamentali di consolidamento delle imprese culturali e creative.

Consolidamento delle industrie culturali e creative Scopo: imprese creative competitive e che esportano

o

5 Reti e cluster

o

4 Accesso al finanziamento

o

3 Sostegno o «incubazione» delle attività creative

o

2 Infrastruttura fisica

o

1 Potenziamento delle capacità

Lo sviluppo delle industrie culturali e creative è possibile solo se queste ultime possono accedere a una vasta gamma di servizi e meccanismi di supporto. L’attività principale consiste nel determinare il momento in cui i meccanismi di supporto alle imprese possono soddisfare le esigenze specifiche delle industrie culturali e creative e il momento adatto all’introduzione di nuove misure specifiche per il settore. Il manifesto dell’economia creativa di Tallinn del 2011 (vedere Allegato 5) invita a «occuparsi degli elementi specifici che rendono «eccezionali» le imprese e gli imprenditori creativi e integrare gli approcci dove tale eccezionalità non esiste. Introdurre ad esempio attività di pronto investimento per le imprese creative, piuttosto che investimenti mirati a meno di un’evidente carenza del mercato nelle principali fonti di investimento, quali banche al dettaglio, fondi di investimento e così via. Ad esempio, introdurre incentivi per le assicurazioni delle esportazioni a favore delle aziende impegnate nel commercio di beni e servizi creativi solo quando sia evidente che la debolezza delle esportazioni di tali aziende dipende dalla inaccessibilità degli elevati costi di assicurazione». La modifica e l’adattamento delle misure generali di sostegno alle imprese deve rappresentare una priorità al fine di includere anche le industrie culturali e creative. Utilizzare meccanismi esistenti significa mettere a disposizione più fondi per il sostegno allo sviluppo delle industrie culturali e creative. Ciò richiede, tuttavia, un accrescimento della consapevolezza e una possibile modifica di determinati criteri nei programmi esistenti per adattarli alle esigenze specifiche delle industrie culturali e creative. Poiché gli elementi principali del sostegno alle industrie culturali e creative potrebbero essere compresi dalle misure di carattere generale, gli elementi esclusi da tali misure richiedono un approccio specifico. Ad esempio, nel programma di sviluppo delle industrie culturali e creative, l’Estonia utilizza un modello definito «catena del valore» per applicare programmi integrati di sostegno al settore. Il modello si basa su una struttura piramidale in cui alla base sono poste le attività per tutti (mappatura, accrescimento della consapevolezza), al centro le misure per alcuni (sviluppo delle capacità, incubatori, fiere e così via) e sulla sommità le misure per pochi (sovvenzioni, investimenti, supporto all’esportazione e così via). Nel modello adottato dall’Estonia è presente una sola misura specifica per le industrie culturali e creative (Strutture di sostegno alle industrie creative), mentre tutte le altre misure sono generali e riguardano tutte le imprese, con le modifiche necessarie per poter includere le industrie culturali e creative.

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Investimenti in nuove tecnologie Sovvenzione marketing esportazione

Sostegno per i progetti principali Diagnostica

Sovvenzione fiera di settore estero

Sovvenzione centro di competenza di importanza nazionale

Sovvenzione marketing congiunto e sostegno ai cluster di industrie culturali e creative

Sostegno a incubatori per industrie culturali e creative, centri di sviluppo e reti

Programmi di mentorship

Sovvenzione per l’avvio di nuove imprese/startup

Consolidamento della competitività regionale

Sostegno per sviluppo di conoscenze e competenze professionali

Partenariato

Ambiente servizi elettronici Creazione di consapevolezza

Sviluppo quadro della politica

Identificazione SWOT Mappatura, ricerca e analisi

62 www.eas.ee

Fonte: Enterprise Estonia 62, sostegno alla catena del valore delle industrie culturali e creative

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Potenziamento delle capacità Il potenziamento delle capacità delle industrie culturali e creative è di fondamentale importanza, perché l’ambiente in cui opera il settore sta attraversando cambiamenti strutturali forti e veloci. Il cambiamento è dovuto al rapido sviluppo delle tecnologie, nello specifico la digitalizzazione, e allo sviluppo globale del mercato. La digitalizzazione ha determinato cambiamenti nei canali di distribuzione, che richiedono a loro volta nuove competenze commerciali, in particolare per quanto concerne la distribuzione e il marketing di lavori, prodotti e servizi. Gli imprenditori culturali e creativi sono spesso carenti di capacità commerciali, quali marketing, gestione dei progetti e abilità digitali. Tutti i livelli del sistema di istruzione necessitano di una forte formazione professionale. Lo scopo delle attività consiste nel fornire ulteriori servizi di formazione, consulenza, finanziamento e sviluppo agli operatori e imprenditori creativi e culturali. Le industrie culturali e creative dovrebbero ricevere servizi di consulenza e coaching in merito a imprenditorialità, abilità commerciale e sviluppo di prodotti e servizi. Vi è anche la necessità di «intermediari» quali manager, agenti e curatori che potrebbero aiutare le microimprese e i lavoratori autonomi ad ottenere finanziamenti per i propri progetti e commercializzare servizi e prodotti per privati o aziende.

ESEMPIO Creative England, Regno Unito 63 Creative England è una nuova organizzazione dedicata al sostegno della crescita sostenibile di indipendenti attività economiche creative, e dei talenti che le alimentano, in tutta l’Inghilterra eccettuato Londra. Lanciata nell’ottobre 2011, la sua missione consiste nello sviluppo di settori quali cinema, televisione, videogiochi, settore digitale e creativo nelle regioni inglesi. La sua attività riguarda l’investimento nel talento, lo sviluppo d’impresa, e la promozione dell’accesso da parte del pubblico, il sostegno alla produzione, il miglioramento dell’analisi di mercato e la spinta all’innovazione.

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Con personale basato a Birmingham, Bristol, Nottingham, Manchester e Leeds, Creative England si fonda sull’attività delle agenzie cinematografiche regionali localizzate fuori Londra (compresa la South West Screen), che negli ultimi dieci anni hanno supportato lo sviluppo dell’industria del cinema, televisione, videogiochi e media digitali nelle regioni inglesi. Creative England riceve fondi di sussidio dal British Film Institute (BFI) e da un ente del BFI delegato alla distribuzione del ricavato delle lotterie al settore cinematografico nelle regioni inglesi al di fuori di Londra. Ha ottenuto inoltre un investimento concesso dal Regional Growth Fund del governo pari a ulteriori 5 milioni di sterline a sostegno delle aziende digitali e creative che partirà nella primavera del 2012, accanto ad un nuovo progetto di ricerca e di eventi che mira al potenziamento del profilo economico delle aziende creative fra i cluster d’impresa. p La Finlandia sta utilizzando la propria rete di centri già esistenti per avvicinare i servizi necessari agli utenti delle industrie culturali e creative. Il modello Refinery offre agli imprenditori creativi servizi di consulenza Refinery sovvenzionati che vanno da uno a cinque giorni per azienda. Gli esperti Refinery incontrano i rappresentanti delle aziende, discutono i requisiti di sviluppo dell’azienda e li aiutano a individuare i consulenti adatti. Il Registro Refinery contiene un elenco di esperti specializzati nelle industrie creative al fine di soddisfare le esigenze di sviluppo sia dell’attività che del prodotto. Le attività di Refinery hanno creato una rete di consulenti di portata nazionale e il sistema è integrato nei 15 Centri per lo sviluppo economico, il trasporto e l’ambiente. Il modello Refinery è stato sviluppato durante il periodo di programmazione 2000-2006 e finanziato dal FSE 64.

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63 www.creativeengland.co.uk 64 http://www.tem.fi/index.phtml?99142_ m=99172&s=3924

Infrastruttura fisica e rigenerazione dei luoghi Al fine di aumentare la capacità delle industrie culturali e creative di sperimentare, innovare e crescere, è necessario promuovere lo sviluppo di un’infrastruttura adeguata a livello locale, regionale e nazionale, in modo da favorire la nascita di comunità creative: • le industrie culturali e creative hanno bisogno di spazi per l’istituzione di reti e la collaborazione, siano essi fisici o virtuali, temporanei o permanenti, che possano fungere da poli professionali per l’offerta di un insieme di conoscenze e risorse particolarmente rilevanti nei settori caratterizzati da un numero crescente di liberi professionisti e micro imprese; • le industrie culturali e creative necessitano di ambienti multidisciplinari dove poter facilmente ed in modo dinamico realizzare cluster con il mondo accademico e altri settori economici (vedere anche la sezione sulla creazione di reti e cluster); • le infrastrutture industriali urbane in disuso potrebbero idealmente essere convertite in cluster di innovazione e creatività di questo tipo, ponendo pertanto le basi per lo sviluppo economico locale, la rigenerazione urbana, l’attrattività territoriale e regionale e lo sviluppo rurale; • ma soprattutto i professionisti nel campo delle industrie culturali e creative hanno bisogno anche di infrastrutture di base nelle quali sviluppare le loro attività, implementare le loro idee creative e artistiche o interagire con il pubblico; in questo contesto, va ribadito il ruolo cruciale dei luoghi del patrimonio e delle istituzioni culturali.

ESEMPIO Temple Bar 65, Dublino, Irlanda Temple Bar è il quartiere culturale di Dublino. Occupa 28 acri e risale al X secolo. Durante il XVII e il XVIII secolo ha registrato un boom dello sviluppo edilizio, delle attività commerciali e dell’industria artigianale. Tra il 1991 e il 2001, Temple Bar è stato trasformato in un quartiere moderno e vivace grazie agli investimenti provenienti da un insieme di fondi pubblici europei e nazionali, unitamente a consistenti contributi privati.

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Oggi l’area ospita oltre 450 attività economiche, la maggior parte delle quali è costituita da piccole attività, spesso gestite da parte dello stresso proprietario. Il fatturato nell’area di Temple Bar ammonta a circa di 700 milioni di euro, oltre a 3 milioni di euro derivanti dai contributi IVA delle attività economiche della zona. L’area ha conservato il proprio carattere identitario, ospitando 80 organizzazioni culturali e industrie creative che producono ogni anno migliaia di lavori creativi. Temple Bar attira 50 000 visitatori al giorno, oltre ai 3 000 residenti. Il progetto di rigenerazione è stato finanziato tramite una combinazione di finanziamenti pubblici provenienti dai Fondi Strutturali dell’Unione europea e dal Ministero delle Finanze, di capitale di credito e consistenti contributi del settore privato. Oltre al finanziamento per la riqualificazione fisica dell’area, alcuni dei fondi pubblici sono serviti a sostenere progetti chiave, come l’iniziativa Independent Cultural Creative Entrepreneurs, che ha consentito a giovani talenti emergenti di acquisire le competenze commerciali necessarie per sfruttare appieno il loro potenziale e sviluppare le loro attività creative in modo sostenibile.

65 www.templebar.ie

Il totale di fondi pubblici investiti nell’area è stato pari a 54 milioni di euro (42,5 milioni di sterline), somma proveniente principalmente da due fonti, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il National Exchequer tramite il Dipartimento dell’ambiente e l’amministrazione locale. Un’ulteriore somma di 63 milioni di euro (49,7 milioni di sterline) è stata presa a prestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e da istituiti finanziari. Inoltre, si stima che nell’area siano stati investiti oltre 127 milioni di euro (100 milioni di sterline) provenienti da finanziamenti privati destinati allo sviluppo di hotel, ristoranti, bar, alloggi, negozi e altri esercizi commerciali.

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Le ricerche mostrano che l’approccio completo e olistico allo sviluppo culturale ha avuto un impatto molto positivo sulle organizzazioni culturali stesse e ha giocato un ruolo essenziale nello sviluppo complessivo dell’area. Le ricerche quantitative illustrano l’impatto positivo e la rilevanza economica del programma culturale: il numero di dipendenti impiegati nel settore culturale è aumentato da 29 nel 1993 a oltre 500 nel 2001; il numero di visitatori è cresciuto enormemente con un incremento superiore al 752 %, con un 81 % dei visitatori che si reca a Temple Bar per godere dell’atmosfera locale e della varietà delle attrattive culturali a disposizione. L’aspetto culturale ha anche contribuito a rendere Temple Bar una destinazione molto popolare tra i turisti, con il numero di visitatori stranieri sul totale dei visitatori di Temple Bar che oggi è pari al 50 % rispetto al 14 % nel 1993. p

ESEMPIO Fàbriques de Creació66, Barcellona, Spagna Lo scopo principale di questa iniziativa consiste nell’aumentare il numero di location pubbliche della città dedicate allo sviluppo della cultura nei diversi campi artistici: arti visive, musica, danza, arte circense e altre forme di spettacolo. Con tale iniziativa si intende inoltre trasformare alcuni dei principali edifici industriali di Barcellona in spazi che generano cultura, o fabbriche di creazione artistica, e trasferirli a gruppi e associazioni. Il risultato previsto a lungo termine è stimolare la creatività della città. Nell’ambito di questa iniziativa di rinnovo e rilancio di aree specifiche della città, le fabbriche d’arte sono presenti in cinque distretti (Barcellona è suddivisa in dieci distretti). Attualmente, sono totalmente o in parte funzionanti sette fabbriche: Fabra i Coats, el Graner de la Philips, La Seca, la Central del Circ, la Nau Ivanow, l’Ateneu Popular 9 Barris e Hangar.

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Da un lato, questi ambienti offrono ai professionisti e ai cittadini in generale gli spazi necessari per lo sviluppo della creatività nel suo senso più artistico; dall’altro, diventano uno strumento per la ridistribuzione della creatività nei diversi quartieri, in modo da dare nuova vita alle zone nelle quali sono ubicate le fabbriche. Inoltre, va sottolineato che questo programma è implementato in stretto coordinamento con il sostegno offerto alla fitta trama di iniziative e spazi di privati ed indipendenti nella città, che da molti anni svolgono il compito fondamentale di promuovere il lavoro degli autori emergenti. L’amministrazione municipale di Barcellona è costantemente impegnata a sviluppare questo progetto: tramite l’Istituto di cultura municipale guida l’iniziativa e offre l’energia intellettuale e il finanziamento di base. Nell’ambito delle fabbriche d’arte vengono promossi 30 000 metri quadrati di nuovi spazi, che già ospitano numerosi progetti culturali e artistici, sempre in stretta cooperazione con il settore culturale locale. La gestione di alcuni edifici è già stata trasferita alle associazioni e ai gruppi che li utilizzano: ad esempio, l’associazione catalana per le arti circensi gestisce la «Central del Circ». Il progetto delle Fàbriques de Creació costituisce un nuovo modo per infondere energia al sistema culturale di Barcellona in aree quali formazione, creazione, produzione e ricerca. p

66 www.bcn.cat/fabriquesdecreacio/

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Incubatori d’impresa creativa Molti paesi, regioni e città in tutta Europa hanno sostenuto investimenti in spazi fisici con funzione di poli per le industrie culturali e creative, ma sembra che pochi siano riusciti a creare «incubatori». La differenza principale tra le due tipologie è che gli incubatori si concentrano sulla qualità e sulla crescita delle loro imprese affittuarie, anche se questo significa lasciare alcuni spazi vuoti. I servizi di incubatore tipicamente inclusi nel pacchetto e i (potenziali) metri quadrati lasciati vuoti significano che il costo di un incubatore solitamente è più elevato rispetto a quello di un normale spazio. Di conseguenza, essi spesso sono di proprietà delle città e gestiti dalle stesse, ma anche da università e partenariati tra pubblico e privato. Molti sono riusciti a sfruttare al meglio i fondi FESR e FSE per istituire, sviluppare e mettere in rete tali incubatori. Non esistono definizioni o criteri univoci per gli incubatori culturali o creativi. Variano per dimensioni, ubicazione, principi attuativi e selezione delle imprese affittuarie. Alcuni incubatori si concentrano maggiormente sugli operatori culturali (fungendo principalmente da residenze), altri sugli imprenditori creativi, o su un certo gruppo di imprese, ad esempio nel campo dei giochi. Un numero sempre più crescente di incubatori aziendali valuta l’inserimento delle attività creative nei propri programmi, ma sussiste ancora una chiara esigenza di sviluppare incubatori specializzati per le industrie culturali e creative, per tre motivi principali: • le industrie culturali e creative generalmente mirano a operare in un ambiente vivace e fonte di ispirazione; • le industrie culturali e creative necessitano di servizi di consulenza specializzati che tengano conto dei loro modelli operativi specifici; • le industrie culturali e creative spesso operano in base a prototipi o progetti e traggono vantaggio dall’operare presso imprese co-locatarie con la stessa visione, espressione di altre industrie culturali e creative che creano sinergie e nuove opportunità d’impresa.

ESEMPIO Incubatori creativi in Estonia In Estonia, la strategia nazionale per l’impiego dei Fondi Strutturali 2007-2013 ha identificato l’incubazione creativa come uno degli elementi chiave nella promozione dell’imprenditorialità nel settore culturale e nella creazione di condizioni favorevoli per le imprese in fase di startup. Gli incubatori creativi sono creati e gestiti dalle amministrazioni municipali locali o da istituzioni nel campo dell’istruzione. Gli aiuti comunitari coprono l’investimento per l’infrastruttura, le apparecchiature e parte dei costi di esercizio.

67 www.esa.ee 68 www.artsmanagement.net/index.php?module= News&func=display&sid=1404 69 www.lmk.ee/eng

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Il Tallinn Creative Incubator 67 è stato inaugurato nel 2009 ed è uno dei tre incubatori gestiti dalla Business Support and Credit Management Foundation di Tallinn. Lo scopo consiste nel fornire servizi di incubazione alle startup delle industrie creative. L’obiettivo principale dell’incubatore è aumentare la competitività di tali PMI tramite la creazione dell’infrastruttura immateriale: meccanismi di cooperazione e partecipazione, sostegno allo sviluppo e alle esportazioni. L’incubatore si trova nello storico edificio dell’industria della moda e attualmente accoglie oltre 30 startup che rappresentano tutte le aree creative: creazione di gioielli, arti del vetro, grafica, fotografia, artigianato e arti dello spettacolo. La grande maggioranza è costituita da moda, architettura per interni e animazione 3D/4D. Il Tallinn Creative Incubator ha ottenuto il secondo premio Best Science Based Incubator 2010 per avere combinato imprenditorialità, creatività e cultura (9° Conferenza annuale sulla Science Based Incubation del The Technopolicy Network) 68. Il Tartu Centre for Creative Industries 69 è stato fondato nel 2009 dall’amministrazione municipale di Tartu. Il centro funge da coordinatore delle industrie creative di Tartu e dell’Estonia meridionale fornendo informazioni di settore e formazione, consulenza legale ed economica per gli imprenditori creativi, nonché servizi di incubazione Metodo aperto di coordinamento dell’Unione europea Gruppo di esperti sulle industrie culturali e creative

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(e pre-incubazione) aziendale. Una volta completati tutti gli interventi di recupero, il Tartu Centre for Creative Industries offrirà spazio fino a 40 imprese e impiego fino a 100 persone. In sede di programmazione, è stata respinta l’idea di inserire gli incubatori di impresa creativa all’interno del programma di incubazione nazionale, poiché non vi era sufficiente evidenza e competenza relativamente a questo nuovo tipo di incubatori. Si è deciso pertanto di investire in incubatori d’impresa creativa nell’ambito del programma rivolto alle industrie creative. Dopo il successo del lancio di tre diversi incubatori creativi e a fronte dei risultati del periodo 2009-2011, a partire dal 2012 si è deciso di incorporare gli incubatori creativi nel programma generale di incubazione. p

ESEMPIO Creative Factory, Rotterdam, Paesi Bassi Con un investimento di 6 milioni di euro, la Città di Rotterdam ha trasformato un vecchio silos per la raccolta del grano ubicato in un’area svantaggiata, in un incubatore d’impresa creativa. La Creative Factory, inaugurata a maggio 2008, è stata uno dei primi spazi di «co-working» in Europa. Riunisce in un unico edificio oltre 70 imprese creative e commerciali e le aiuta a crescere rapidamente tramite partenariati con imprese, istituzioni nel campo dell’istruzione ed enti governativi. I partner includono Rabobank (banca commerciale), KPMG (contabilità e consulenza), ARA (agenzia di pubblicità), HOPE Erasmus University e Technical University di Delft, Hogeschool Rotterdam e Albeda College (istruzione professionale superiore e secondaria), Vestia (housing corporation), Pact op Zuid (sviluppo del territorio) e Rotterdam Philharmonic Orchestra (accesso a nuove reti).

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A ottobre 2011 la Creative Factory ospitava 74 imprese, alcune in uffici privati, ma la maggior parte in uffici open space con 3-12 imprese. Queste imprese affittano scrivanie, anziché metri quadrati, a un costo molto competitivo. A partire da soli 111 euro a testa al mese vengono coperti tutti i costi, inclusi: riscaldamento, elettricità, connessione veloce a Internet, sistema di sicurezza, reception, sale riunioni, coaching e mediazione. Questo prezzo contenuto è reso possibile dai contributi finanziari dei partner della Creative Factory., la gestione è assicurata da una società privata che affitta l’edificio dalla Città di Rotterdam, senza così implicare altre forme di sussidio. p

Accesso al finanziamento Le industrie culturali e creative, in particolare le PMI, incontrano alcune difficoltà nell’accedere ai fondi di cui hanno bisogno per finanziare le loro attività, sia in termini di credito che di capitale. Benché si tratti di una sfida comune per le PMI in generale, la situazione è notevolmente peggiore per quelle che operano nei settori culturale e creativo, per i seguenti motivi: • le imprese nell’ambito delle industrie culturali e creative fanno grande affidamento sulle dotazioni immateriali (in particolare i diritti di proprietà intellettuale), che solitamente non trovano riscontro nei conti; • a differenza di altri prodotti industriali, quelli delle industrie culturali e creative generalmente non vengono realizzati in massa. Ogni film, libro, opera e videogioco può essere considerato come prototipo unico; • nella maggior parte dei casi, le esigenze finanziarie delle imprese delle industrie culturali e creative non sono abbastanza significativi da renderle commercialmente interessanti agli occhi delle banche al punto da intraprendere analisi della progettualità, sviluppare le loro competenze in un campo percepito ancora come rischioso e istituire reparti specializzati nelle industrie culturali e creative in grado di comprendere i particolari modelli d’impresa di questo settore;

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le industrie culturali e creative affrontano anche sfide specifiche in termini di predisposizione all’investimento, in particolare in un momento in cui devono trovare modelli innovativi d’impresa per il nuovo ambiente digitale.

In tale contesto, le autorità pubbliche devo giocare un ruolo essenziale, in particolare quelle regionali, per stimolare l’investimento privato e promuovere partenariati tra pubblico e privato a vantaggio delle PMI nell’ambito delle industrie culturali e creative, soprattutto tramite meccanismi di garanzia o fondi di capitale di rischio. Le iniziative JEREMIE e JASMINE consentono già a Stati membri e regioni di utilizzare i Fondi Strutturali per istituire schemi di ingegneria finanziaria. Advantage Creative Fund 70 a Birmingham e VC Fonds Kreativwirtschaft 71 a Berlino sono due esempi di tali schemi rivolti nello specifico alle industrie culturali e creative. La prossima generazione di Fondi Strutturali deve enfatizzare il ruolo degli strumenti finanziari innovativi ed estendere il loro campo di applicazione rendendo più flessibili ed efficaci i relativi quadri di attuazione 72.

ESEMPIO departure – L’agenzia creativa della Città di Vienna 73 departure è l’agenzia per le industrie creative della Città di Vienna che supporta le imprese e gli imprenditori viennesi nei campi seguenti: mercato dell’arte, architettura, settore audiovisivo, design, moda, musica, multimedia ed editoria.

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I quattro programmi di finanziamento sono personalizzati in base ai diversi requisiti dei candidati, sia per quanto riguarda i contenuti, sia da un punto di vista economico. Il finanziamento è soggetto a sovvenzioni non rimborsabili e può variare da 20 000 a 200 000 euro a progetto per una durata da 1 a 3 anni. Grazie al proprio programma di finanziamento, departure si concentra sulle attività imprenditoriali orientate all’economia nel campo delle industrie creative.

70 Gli investimenti del Fondo hanno coperto tutte le tipologie di industrie culturali, dalla produzione cinematografica e gli studi di animazione a orchestre, società software, televisione e nuovi media. L’Advantage Creative Fund ha effettuato 81 investimenti in 55 società creative nelle West Midlands, per un totale di 5,4 milioni di sterline. www.advantagecreativefund.co.uk 71 Questo fondo nasce da un’iniziativa congiunta di Investitionsbank Berlin (IBB) e stato di Berlino. Ha un volume di 30 milioni di euro ed è parzialmente supportato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) dell’Unione europea. http://www.ibb-bet.de/vc_fonds_ kreativ.0.html?&L=1 72 Vedere anche il capitolo sugli «strumenti di ingegneria finanziaria» nella guida alle Strategie di innovazione regionali di specializzazione intelligente. Per l’indirizzo Web, vedere la nota 23 73 www.departure.at/en 74 www.pmv.eu/en/services/cultuurinvest

departure si focalizza su sviluppo e promozione di nuovi prodotti creativi e innovativi, processi e servizi propedeutici alla produzione seriale, servizi di consulenza sui progetti, per incrementare la crescita e l’acquisizione di conoscenze, e la pianificazione aziendale. Vengono adottate misure per migliorare le strutture per le imprese creative affinché possano distribuire e sfruttare con successo i loro prodotti o servizi. departure incoraggia la cooperazione tra imprese creative e industrie tradizionali per rafforzare i vantaggi competitivi di entrambe. p

ESEMPIO CultuurInvest, Belgio 74 Un fondo di investimento indipendente gestito da PMV nv (holding di investimento del Governo fiammingo). Il fondo è stato istituito alla fine del 2006 e mette a disposizione capitale di rischio per gli imprenditori nelle industrie culturali e creative nelle Fiandre. Tramite prestiti subordinati o partecipazioni di minoranza in imprese, il fondo aiuta gli imprenditori creativi a realizzare i loro piani ambiziosi di crescita. CultuurInvest pone l’attenzione su quegli imprenditori che si concentrano e sulla crescita e sullo sviluppo commerciale in termini di ampliamento e diversificazione dei profitti e di incremento dei flussi di cassa extra. Tiene particolarmente conto della crescita e dei flussi di cassa per il rimborso di prestiti e interessi. CultuurInvest è riuscito ad attirare ulteriore cofinanziamento di altri investitori privati e banche. CultuurInvest può investire in nuovi media e videogiochi, nel settore audiovisivo e del design digitale, nel settore della musica e dei concerti, nel design e nella moda, nella stampa e grafica, nell’editoria e libri, nei musical e nelle arti dello spettacolo, nella distribuzione nel campo delle arti visive, nella comunicazione e pubblicità, nell’architettura e nel patrimonio culturale. p

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ESEMPIO Cultuur-Ondernemen, Paesi Bassi 75 La fondazione supporta e guida artisti, creativi e organizzazioni culturali nel fare un uso commerciale ottimale del loro capitale creativo. Cultuur-Ondernemen raccoglie e condivide conoscenze nel settore culturale e riunisce artisti, creativi, istituzioni culturali, imprese e organizzazioni sociali. La fondazione concede anche prestiti ad artisti e creativi con tassi di interesse molto ridotti. Offre servizi di coaching e mentoring, formazione e istruzione, formazione sul lavoro, sviluppo di mercato e creazione di reti, supporto finanziario, consulenza, ricerca di consulenti e dirigenti, servizi di ricerca e informativi. p

ESEMPIO Institut pour le Financement du Cinéma et des Industries Culturelles (IFCIC), Francia 76 IFCIC, un istituto di prestito specializzato, è stato incaricato dal Ministero della Cultura e della Comunicazione e dal Ministero delle Finanze di contribuire allo sviluppo dell’industria culturale in Francia semplificando l’ottenimento dei finanziamenti bancari per le imprese del settore. IFCIC, un istituto neutrale e indipendente, è una società privata a responsabilità limitata che si occupa di un servizio di interesse generale. Il suo capitale appartiene a banche francesi, grandi istituti finanziari pubblici (Caisse des Dépôts e OSEO) e allo Stato francese.

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La conoscenza del settore e i suoi rapporti con i competenti comitati e con le reti professionali, consentono a IFCIC di condurre analisi approfondite del rischio sostenuto dalle imprese che richiedono un finanziamento. I prestiti garantiti da IFCIC coprono la maggior parte delle esigenze delle imprese, lungo tutte le fasi del loro sviluppo. Le banche che lavorano con IFCIC non ricevono solo garanzie finanziarie nel caso in cui le imprese dichiarino fallimento, ma anche analisi dei rischi specifiche per le industrie culturali, in particolare quando sono coinvolti prestiti a breve termine per progetti cinematografici e audiovisivi. IFCIC aiuta le società imprenditoriali a ottenere copertura di finanziamento per i progetti dalle loro banche. Offre anche le proprie competenze finanziarie. IFCIC solitamente garantisce il 50 % dei prestiti ottenuti. Questo significa che quando un’impresa fallisce, le perdite della banca sono ridotte della metà. p

75 www.cultuur-ondernemen.nl/web/co-en/index 76 www.ifcic.fr. In modo analogo a IFCIC, nel 2000 il Parlamento della Catalogna ha istituito l’Institut Català de les Industries Culturals per supportare lo sviluppo delle industrie audiovisive nel territorio. Da allora è un fattore chiave per articolare tutte le misure necessarie per rafforzare il settore tramite dialogo, nuove formule di finanziamento, supporto dell’esportazione dei prodotti culturali e per garantire la propria presenza sul mercato. www.cine-regio.org/members/institut_ catala_de_les_industries_culturals

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ESEMPIO St’art, fondo di investimento per le industrie culturali e creative, Belgio 77 Il fondo di investimento St’art è uno strumento finanziario unico a Bruxelles e in Vallonia. Con uno stanziamento di 16 milioni di euro, è il risultato degli sforzi congiunti della Regione Vallonia e della Federazione Vallonia-Bruxelles per sostenere lo sviluppo dell’economia creativa.

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St’art si rivolge alle piccole e medie imprese, incluse le organizzazioni non a scopo di lucro. Il fondo contribuisce alla creazione di imprese e allo sviluppo delle strutture esistenti al fine di, ad esempio, sostenere nuovi progetti, creare nuovi prodotti e aggiudicarsi nuovi mercati. Il fondo offre finanziamenti sotto forma di prestiti e investimenti. L’obiettivo è anche influenzare le banche e gli investitori del settore privato. St’art lavora a stretto contatto con enti pubblici e fondi di investimento regionali. Di conseguenza, St’art va a integrarsi e non a sostituirsi agli altri meccanismi di finanziamento esistenti e alle possibili sovvenzioni pubbliche. Sono disponibili diversi tipi di intervento a seconda dei requisiti dell’impresa e della natura degli investimenti. St’art è coinvolta nel finanziamento delle imprese creative, innanzitutto tramite prestiti. La durata del prestito è determinata caso per caso. L’importo minimo del prestito è fissato a 50 000 euro. St’art interviene, in secondo luogo, tramite partecipazioni di capitale. Le due forme di intervento possono essere combinate. St’art interviene nell’ambito del «de minimis». St’art non è coinvolta nel finanziamento una tantum di progetti culturali o creativi. p

Creazione di reti e cluster Le attività per la creazione di reti e cluster mettono in contatto le diverse parti in causa: industrie correlate, industrie culturali e creative, mondo accademico, enti pubblici, imprese e investitori. I cluster possono essere definiti come ubicazione congiunta di produttori, fornitori di servizi, istituti per l’istruzione e la ricerca, istituti finanziari e altri enti privati e governativi correlati tra loro tramite collegamenti di diverso tipo. I cluster nell’ambito delle industrie culturali e creative sono necessari perché i protagonisti del settore solitamente sono micro imprese che cooperano nel quadro di alleanze di progetto. Ognuna vi apporta le proprie competenze specifiche e l’alleanza può riguardare un singolo progetto o evolversi in un partenariato a lungo termine o in una fusione. Cluster più solidi tra le imprese aumentano le opportunità d’impresa. Spazi fisici, come gli incubatori, creano un cluster con una singola location, ma è possibile istituire un cluster o una rete anche a livello di una regione o di un paese. Il fattore chiave del successo consiste nel disporre di sufficiente diversificazione nella rete, in modo che l’interazione porti a uno scambio di conoscenze e attività economiche. Le reti che funzionano sono quelle che operano a lungo termine, ma allo stesso tempo sono dinamiche e flessibili, rafforzando le connessioni locali e rappresentando una piattaforma per le esportazioni. Le reti solitamente includono partner locali e regionali e dovrebbero essere collegate alla politica di innovazione. In questo modo esse sostengono anche gli obiettivi delle politiche per la crescita regionale e l’occupazione.

77 www.start-invest.be/Introduction?lang=en

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ESEMPIO ADDICT: Creative Industries Portogallo 78 ADDICT è l’Ente per lo sviluppo delle industrie creative e rappresenta il cluster per le industrie creative nella regione Nord del Portogallo. È anche un’associazione che attualmente rappresenta oltre 100 imprese, istituzioni e liberi professionisti nel campo delle industrie creative. ADDICT è una piattaforma che, tramite la divulgazione di conoscenze e informazioni e la promozione e il coordinamento delle industrie creative, contribuisce a sviluppare imprenditorialità ed economia creativa.

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A seguito di uno studio di microeconomia sullo sviluppo dei cluster di industrie culturali nella Regione Settentrionale, ADDICT ha presentato una strategia e un programma di azione, entrambi approvati dall’autorità per la gestione del programma operativo sui fattori di competitività (Autoridade de Gestão do Programa Operacional Factores de Competitividade, POFC) delle Strategie di Efficienza Collettiva (Estratégias de Eficiência Colectiva, EEC) sul riconoscimento dei poli di competitività e tecnologici e di altri cluster. Si propone l’adozione di assi di intervento, quali imprenditorialità, impresa e luoghi creativi, possibile per favorire il raggruppamento e dare senso alle competenze e attività di ADDICT. Questi assi sono trasversali alle attività e fungono principalmente da aggregatori e organizzatori in relazione all’obiettivo di azione. Per il periodo 2012-2013 ADDICT ha riposizionato la propria strategia. La nuova strategia di ADDICT chiarisce i suoi assi strategici e ridefinisce i programmi chiave che ne strutturano l’azione. I tre assi strategici sono: persone, economia e luoghi, che corrispondono a ciascuno dei tre pilastri che si fondano su un cluster sostenibile, creativo e a valore aggiunto. I tre scopi principali sono: • contribuire alla valorizzazione delle fonti creative (creatività individuale); • contribuire a un’economia basata su talento e creatività (creatività imprenditoriale); • contribuire a una migliore e più ampia massa urbana critica e all’attrattività del territorio (creatività urbana). p

ESEMPIO European Creative Businesses Network 79 L’European Creative Business Network (ECB Network) è una fondazione istituita da 11 organizzazioni europee che opera a favore e nell’ambito delle industrie culturali in Europa. La missione della ECB Network consiste nel creare un singolo mercato efficace, accessibile e remunerativo per gli imprenditori culturali e creativi. ECB Network offre la maggior parte dei suoi servizi a piccole e medie imprese in settori come, ad esempio, media e design.

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Gli obiettivi principali della ECB Network sono: mettere in relazione gli imprenditori culturali e creativi con altri settori per fare (più) affari, creare accesso a investitori (transfrontalieri), offrire specifiche informazioni di settore aggiornate sul mercato locale e sui potenziali partner (commerciali) e promuovere il valore degli imprenditori culturali e creativi tra gli Stati membri e le istituzioni dell’UE. ECB Network si occupa di quattro attività principali: • contatto: punti di contatto locali che offrono informazioni aggiornate sul mercato locale e una rete per gli imprenditori; • scambio: quartieri, residenze e incubatori creativi offrono lavoro e/o spazio vitale alle rispettive imprese e organizzazioni; • comunità online: per incrementare contatti internazionali, scambio e affari internazionali e per informare la comunità in anticipo circa eventi, premi e gare; • missioni commerciali creative: imprese e organizzazioni uniscono le forze per visitare un nuovo mercato o invitare imprese nei loro mercati. p

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78 http://www.addict.pt/ 79 www.ecbnetwork.eu

4.3. Effetti di r i c adu ta del l e i ndu s tr i e c ul tur al i e c r ea ti v e Introduzione Le industrie culturali e creative producono numerosi diversi tipi di ricadute positive sull’economia e sulla società nel complesso: ad esempio, ispirare e alimentare imprenditorialità creativa e innovativa, concepire nuovi servizi di trasporto pubblico o nuove interazioni tra pazienti e personale sanitario, promuovere l’innovazione in altri settori dell’economia e cambiamenti comportamentali, alimentare dispositivi digitali e reti, promuovere un turismo maggiormente orientato alla qualità nelle regioni e nelle città per sostenere la rigenerazione sociale nelle aree svantaggiate e forme innovative di insegnamento, dal «design thinking» in tutti i i contesti, all’uso di cultura e creatività come strumento di gestione per il miglioramento dei rapporti di lavoro nelle imprese e così via.

Effetti di ricaduta Scopo: istituire un collegamento tra le industrie culturali e creative e il resto della società e l’economia

Innovazione e produttività

Istruzione e apprendimento permanente

Innovazione sociale e benessere

Turismo e immagine

Sviluppo regionale

Sostenibilità ambientale

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La sezione seguente fornisce alcuni esempi delle regioni che hanno individuato modi per promuovere tali tipi di effetti. Non offre assolutamente una panoramica esaustiva di tutte le possibili opportunità, sembra infatti che solo poche regioni abbiano utilizzato i Fondi Strutturali dell’UE per promuovere collegamenti innovativi tra industrie culturali e creative e altri settori. Va considerato come un invito rivolto alle autorità locali, regionali e nazionali a creare i propri metodi originali per dare una sferzata all’innovazione tramite la creatività generata dalle industrie culturali e creative.

Industrie culturali e creative e innovazione, produttività e sostegno del resto dell’economia Sono in corso di svolgimento numerosi progetti finanziati dall’UE che hanno lo scopo di sviluppare i collegamenti tra industrie culturali e creative e altre attività. Ad esempio, il progetto Kaleidoscope in Finlandia crea una rete di cooperazione e innovazione tra le industrie culturali e creative e le industrie marittime e dei metalli. Il progetto Cinergy (partner principale Västernorrland, SE) promuove crescita e impiego tramite progetti di collaborazione trasversali. La regione Kainuu in Finlandia si concentra su progetti pilota che riguardano nuovi modelli commerciali tra industrie culturali e creative, industria agroalimentare e turismo.

RISORSE A Guide to Creative Credits80, Regno Unito (NESTA, 2011)

80 www.nesta.org.uk/about_us/assets/features/ guide_to_creative_credits

Creative Credits è un programma basato su voucher che consente alle piccole e medie imprese di beneficiare dell’esperienza e del potenziale di innovazione delle attività creative del Regno Unito. Creative Credits è stato oggetto di un programma pilota condotto nella regione della Città di Manchester nell’Inghilterra nord-occidentale tra settembre 2009 e settembre 2010. A Guide to Creative Credits descrive un nuovo modello per il sostegno dell’innovazione e della crescita nell’ambito delle piccole e medie imprese tramite il trasferimento di conoscenze dalle attività creative. Questa guida descrive il modello Creative Credits e il suo funzionamento nella pratica, mostrando come il modello supporta le piccole e medie imprese e stimola l’innovazione in modo economico, nonché definendo in termini semplici come impostare e gestire il proprio piano Creative Credits. Metodo aperto di coordinamento dell’Unione europea Gruppo di esperti sulle industrie culturali e creative

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Inoltre, si consiglia di seguire lo sviluppo dei voucher di innovazione come parte dell’European Creative Industries Alliance (finanziata nell’ambito del Programma per l’innovazione e la competitività dell’UE) con quattro progetti in corso di avvio nel 2012.

ESEMPIO Creative Industries Innovation Fund 81, Arts Council of Northern Ireland, Regno Unito Stimolare innovazione, ricerca e sviluppo, creatività, è una priorità assoluta per la ricostruzione e il riequilibrio dell’economia dell’Irlanda del Nord. Questo include la promozione di un più ampio programma di innovazione che integra iniziative di collaborazione tra imprese, e tra queste ultime, il mondo accademico e il settore pubblico. Il Department of Culture, Arts & Leisure (DCAL) è l’ente del governo che si occupa delle industrie culturali. Questo dipartimento si è aggiudicato i finanziamenti per il progetto pilota Creative Industries Innovation Fund (CIIF) per il periodo 2008-2011. Il fondo è stato amministrato dall’Arts Council e ha supportato 133 imprese e 23 progetti di sviluppo del settore. Le priorità di azione raggruppate in tre macro-temi sono state : innovazione nelle imprese, innovazione tramite le persone, e innovazione tramite l’infrastruttura e le conoscenze di settore. DCAL sta investendo altri 4 milioni di sterline per il periodo 2011-2015 con la finalità di continuare a espandere e sviluppare le industrie creative. Questo includerà un Creative Industries Innovation Fund (CIIF 2) rifocalizzato che fornirà sostegno per lo sviluppo innovativo di contenuto, prodotti, servizi ed esperienze commercialmente utili in grado di competere sui mercati globali. CIIF 2 è amministrato dall’Arts Council dell’Irlanda del Nord, il principale ente di sviluppo per le arti nel paese. Il programma CIIF 2 è sostenuto dalla Northern Ireland Screen, l’organizzazione principale in Irlanda del Nord per l’industria cinematografica, televisiva e del contenuto digitale sostenuta dal governo, e da Digital Circle, un’associazione di imprese di contenuto digitale in Irlanda del Nord che si adopera per sviluppare capacità e investimenti in modo da garantire prosperità a lungo termine. p

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Professionisti in ambito culturale e creativo e imprese creative possono essere molto utili per le imprese nei settori tradizionali al fine di superare i diversi tipi di sfide da affrontare, incluse questioni che riguardano lo sviluppo dei prodotti, l’innovazione, la comunicazione, lo sviluppo delle risorse umane, il dialogo interculturale e così via. Oltre a TILLT in Svezia, in tutta Europa ci sono attività simili, incluse: ArtGoesWork 82 (basata sul precedente progetto Life@Work 83), TAIKA 84 (entrambe finlandesi, finanziate dal FSE) e Arts & Business 85 (Regno Unito), che offre un servizio simile per le imprese.

81 www.artscouncil-ni.org/award/innovation.html 82 http://www.novia.fi/artgoeswork/what-we-do/ 83 http://web.novia.fi/lifeatwork/ 84 http://www.taikahanke.fi/etusivu/ 85 http://artsandbusiness.org.uk/

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ESEMPIO TILLT, Svezia 86 TILLT è un esempio di successo riconosciuto a livello internazionale che riguarda l’istituzione di alleanze creative sul luogo di lavoro. TILLT, un’organizzazione svedese con sede a Goteborg, coordina una varietà di programmi che collocano gli artisti nei luoghi di lavoro. I programmi, siano essi a lungo, medio o breve termine, hanno tutti un aspetto in comune: scatenano la specifica visione di un dato artista in un luogo di lavoro, fungendo da catalizzatore per il cambiamento. Le esigenze delle diverse parti in causa (artista, datore di lavoro e dipendenti) vengono costantemente contemplate, creando un’esperienza unica come le persone in essa coinvolte.

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Per l’intera durata di ogni progetto, TILLT funge da leader del processo; vengono regolarmente effettuate visite sul luogo di lavoro, conducendo interviste approfondite e organizzando seminari. Lo scopo è monitorare continuamente l’avanzamento al fine di fornire al progetto il supporto adeguato. La presenza del leader di processo agisce come un tampone tra l’artista e l’organizzazione, consentendo all’artista di essere provocatorio, ma senza esagerare (si monitora costantemente cosa accade per assicurarsi che i limiti siano sempre ricondotti nell’ambito dell’organizzazione secondo i suoi termini da essa definiti, e in modo da tutelare l’integrità artistica). In questo modo avviene il cambiamento. Cambiamento nel riconoscimento reciproco, nella comunicazione e nell’approccio a ciò che è sconosciuto. Il cambiamento si manifesta anche nei livelli di produttività: una ricerca condotta dall’Institute of Management Innovation and Technology (IMIT) di Goteborg mostra che la produttività aumenta, mentre diminuiscono le assenze per malattia. Negli ultimi dieci anni TILLT ha condotto oltre 80 processi della durata di un anno, e circa 500 di durata più breve. In questi programmi sono stati coinvolti artisti di tutti i tipi. In tutti i progetti osserviamo effetti sullo sviluppo artistico, aumento di creatività e innovazione nell’organizzazione, e un maggiore accesso alla cultura in nuovi contesti. Dal 2008 TILLT è attiva a livello europeo, condividendo le proprie esperienze in occasione di conferenze in tutta Europa e prendendo parte a numerosi progetti europei. Tra il 2001 e il 2011 TILLT ha moltiplicato il proprio fatturato di 12 volte ed è passata da una quota di autofinanziamento dello 0 % (dipendendo dalle sovvenzioni pubbliche) a una quota del 50 %. p

86 www.tillt.se/in-english/, ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/panorama/pdf/ mag29/mag29_it.pdf (pp. 14-17)

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Molte città e regioni in Europa hanno istituito misure per attirare troupe cinematografiche dall’estero a realizzare film nella loro area. Questo è particolarmente utile per diversi motivi. In primo luogo determina molti effetti di ricaduta sull’economia locale (in termini di alloggi, logistica e altri servizi). In secondo luogo può essere utilizzato come uno strumento di promozione turistica e dell’immagine locale. In terzo luogo, crea nuove possibilità per i professionisti locali del settore cinematografico di lavorare su set cinematografici internazionali. Uno dei più recenti fondi cinematografici regionali è stato istituito a Riga, Lettonia, e ha riscontrato un successo considerevole in due anni di attività.

ESEMPIO Riga Film Fund87, Lettonia Riga Film Fund è un fondo dell’amministrazione municipale di Riga per il cofinanziamento dei progetti cinematografici realizzati a Riga. Il programma di cofinanziamento del Riga Film Fund è aperto alle produzioni lettoni e straniere che intendono filmare a Riga, e il suo obiettivo è di incoraggiare gli investimenti stranieri nella città, creare nuovi posti di lavoro, sviluppare l’industria cinematografica Lettone e promuovere Riga a livello internazionale. Al termine delle riprese può essere chiesto il risarcimento fino al 15 % delle spese ad esse correlate. I costi ammissibili del programma includono trasporto, affitto delle location e delle apparecchiature tecniche, alloggi, le attrezzature pubbliche e di costruzione, attività artistica ed amministrativa –, incoraggiando pertanto le troupe cinematografiche straniere a vivere e lavorare a Riga. Riga Film Fund consente di presentare richieste quattro volte all’anno. I progetti per i quali si richiede un sostegno devono soddisfare i criteri seguenti: lungometraggi, film per la TV e documentari con un budget minimo di 500 000 lat (circa 700 000 euro) per i quali è confermato il finanziamento del 50 % almeno del budget totale.

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Dalla sua istituzione nel 2010, Riga Film Fund ha fatto registrare un boom delle produzioni straniere in Lettonia, basti pensare che nel 2011 ne sono state girate ben nove rispetto a una o due prima della sua fondazione. Riga Film Fund ha supportato 12 progetti stranieri nel 2010 e 2011, per un sostegno totale di circa 2,4 milioni di Euro sotto forma di riduzione delle tasse. In media le produzioni hanno recuperato il 10-13 % del loro budget dalla deduzione delle tasse. Il budget del Riga Film Fund non è definito; il finanziamento viene approvato in esito ai risultati della gara d’appalto, quando cioè l’importo del finanziamento richiesto viene determinato dalla valutazione delle domande dei vincitori della gara d’appalto. p

Turismo, immagine e attrattiva delle regioni Le industrie culturali e creative giocano un ruolo significativo nello sviluppo del turismo a livello regionale e locale, offrendo così un’opportunità di diversificazione economica e di specializzazione intelligente, e aumentando l’attrattività delle regioni. Le industrie culturali e creative contribuiscono anche in modo diretto all’occupazione e alla crescita del settore del turismo. Lo studio KEA del 2006 «Economy of Culture in Europe» ha valutato che l’occupazione culturale rappresentava il 15 % dell’occupazione totale nel settore del turismo 88. In base a uno studio su «Il contributo della cultura allo sviluppo locale e regionale», «il potere dell’investimento basato sulla cultura di trasformare aree precedentemente abbandonate e infondere nuova vita ai distretti urbani obsoleti o convenzionali, è stato ben dimostrato. Il Guggenheim a Bilbao e l’Imperial War Museum a Manchester rappresentano esempi ben riconosciuti. Grazie al potere simbolico di edifici emblematici e alla ridefinizione degli spazi urbani mediante la pura presenza fisica di nuove strutture culturali, si modificano gli atteggiamenti, si infondono fiducia e ambizione e si attirano talenti e ulteriori investimenti. Creando in questo modo luoghi più attraenti, le istituzioni culturali hanno effetti economici e migliorano la qualità generale della vita, facilitando l’instaurarsi di un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata» 89.

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s u gg E R IM E N T I PER lE M I suRE DA AD OT TARE E R El ATIvI EsEMP I

87 www.filmriga.lv 88 http://ec.europa.eu/culture/pdf/doc887_en.pdf 89 http://ec.europa.eu/culture/documents/ final_report_sf_en.pdf

ESEMPIO Capitali europee della cultura Le Capitali europee della cultura 90, nominate con sei anni di anticipo, richiedono una visione strategica e una pianificazione a lungo termine. Le valutazioni hanno anche dimostrato che la Capitale Europea della Cultura (CEdC) può essere rafforzata dagli investimenti effettuati dai Fondi Strutturali europei e altresì apportare a essi valore aggiunto. A Pécs 2010, ad esempio, sono stati investiti oltre 100 milioni di euro dal FESR in progetti correlati al titolo di CEdC, come la costruzione della nuova biblioteca, o la struttura per concerti e conferenze, la rigenerazione del quartiere di Zsolnay e l’autostrada tra Pécs 91 e Budapest. A «Essen für die Ruhr 2010», il FESR ha investito 50 milioni di euro, in particolare per la trasformazione di Zeche Zollverein in un quartiere creativo che oggi viene considerato come un modello di buona pratica per il contributo della cultura allo sviluppo locale e regionale. Anche Liverpool 2008 92 ha beneficiato di importanti investimenti del FESR ed è stata invitata a condividere la propria esperienza in occasione della conferenza della Commissione europea «Regions for Economic Change» nel 2009. p

ESEMPIO Fira Tàrrega (terra creativa), Tàrrega, Spagna Fira Tàrrega è un festival internazionale delle arti dello spettacolo e una fiera professionale che si tiene nella regione della Catalogna (Spagna). Si svolge ogni anno a Tàrrega, una cittadina rurale che conta poco più di 15 000 abitanti. Ogni anno, per 4 giorni il festival attira circa 80 000 spettatori e 800 professionisti, trasformando la città in una straordinaria celebrazione popolare e in una vetrina molto efficace per le arti dello spettacolo contemporanee. Dalla sua fondazione nel 1981, Fira Tàrrega si è evoluta fino a diventare un punto di riferimento internazionale per il teatro di strada e le arti dello spettacolo in luoghi non convenzionali. Il festival si svolge in tutti gli spazi disponibili al coperto (teatro, scuole, mercati) e all’aperto (piazze, strade, parchi, ecc.). Il festival è in parte finanziato dal Programma Cultura 2007-2013 dell’UE.

90 http://ec.europa.eu/culture/our-programmesand-actions/capitals/european-capitalsof-culture_en.htm 91 http://ec.europa.eu/culture/documents/pdf/ ecoc/ecoc_2010_final_report.pdf 92 www.liv.ac.uk/impacts08/Papers/Creating _an_Impact_-_web.pdf 93 Instituto de Estudios de Ocio Deusto (2010) Estudio del impacto inducido por las Ferias de Artes Escénicas del Estado en la industria escénica. www.cofae.net/deusto2010.pdf 94 Arts Council England (2003) Festivals and the Creative Region: The economic and social benefits of cultural festivals in the East Midlands: principali risultati di uno studio condotto dalla De Montfort University, Leicester. ACE. www.artscouncil.org.uk/publication_archive/ festivals-and-the-creative-region

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Una ricerca sull’impatto economico aggregato delle fiere professionali nel settore delle arti dello spettacolo in Spagna, commissionata dal COFAE (Coordinadora de Ferias de Artes Escénicas) e condotta dall’Università di Deusto nel 2010 93, ha stimato che ogni euro di finanziamento pubblico per le fiere professionali nel campo delle arti dello spettacolo genera affari nell’ordine di 7 euro per le imprese professionali. p Per ulteriori riferimenti sull’impatto economico dei festival culturali e sulla loro correlazione con turismo e imprese locali, consultare la pubblicazione di Arts Council England «Festivals and the Creative Region: The economic and social benefits of cultural festivals in the East Midlands» 94.

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Industrie culturali e creative e politica sociale, innovazione sociale e apprendimento permanente Il recente rapporto aggregato 2011 dell’Eurobarometro sul benessere, colloca la cultura all’ottavo posto su nove fattori che contribuiscono al benessere unitamente a economia, vita civica e ambiente. In Finlandia, più governi succedutisi in sequenza hanno coerentemente compreso che, insieme a scienza e istruzione, la cultura, il patrimonio e le arti creano il fondamento intellettuale della società. Per alcuni osservatori, investire in beni intangibili deve rientrare in una nuova politica economica, come modo per includere arti, cultura e musei nella costruzione di una rinnovata prosperità. Le esperienze culturali possono davvero diventare molto più di un modo piacevole di trascorrere il tempo libero. Possono costituire anche piattaforme importanti per lo sviluppo delle capacità individuali in grado di ampliare sostanzialmente il potenziale di autodeterminazione, le strategie per la ricerca di una vita soddisfacente, l’articolazione e l’adozione di scelte relative allo stile di vita e così via. Le testimonianze esistenti sembrano confermare la rilevanza delle esperienze culturali in termini di indicatori di salute e benessere.

ESEMPIO Open Window 95, Irlanda Ogni giorno, milioni di persone gravemente malate, anziane o disabili sono costrette a trascorrere la maggior parte delle loro vite in strutture di cura, con contatti estremamente limitati con il mondo esterno. Questa è una delle cause principali di ansia e depressione negli ospedali. Cinque anni fa, il team nazionale per il trapianto di midollo osseo dell’ospedale di St. James a Dublino, si è rivolto a Vivartes per individuare una soluzione a questo problema. Curare i pazienti ansiosi comporta un costo dalle 3 alle 5 volte superiore. L’individuazione della soluzione al problema è emersa in uno storico incontro tra esponenti del mondo delle arti, della medicina e della tecnologia, e Vivartes ha sviluppato Open Window.

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Open Window è una piattaforma Web interattiva concepita per gli ambienti di cura. Consente ai pazienti di rimanere in contatto con il mondo esterno attraverso una combinazione di contenuto artistico valutato dal punto di vista clinico, e di pertinente contenuto personale centrato sul paziente. Open Window appare come una «finestra virtuale» sulla parete della camera del paziente che mostra video arte, opere d’arte e fotografie realizzate da artisti nazionali e internazionali. Inoltre, i parenti possono inviare immagini di luoghi significativi o di eventi familiari tramite telefono cellulare; delle immagini video sulla natura completano l’esperienza. p

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Esistono alcune pratiche avviate durante periodi di crisi finanziaria che hanno lo scopo di alleviare le conseguenze economiche e sociali fornendo soluzioni socialmente innovative alla crisi. Un esempio si trova a Riga, Lettonia, dove è stato implementato un progetto per incoraggiare l’imprenditorialità sociale con l’aiuto di professionisti culturali e creativi.

ESEMPIO Brigade96, Riga, Lettonia Il programma «Brigāde» ha sostenuto iniziative creative o team (chiamati «brigādes» in lettone) in grado di migliorare l’ambiente urbano di Riga, sviluppare le comunità locali, risolvere problemi sociali e creare soluzioni finanziariamente indipendenti utilizzando arte/attività culturali, incoraggiando pertanto la crescita economica. I progetti candidati avevano diritto a un finanziamento fino a 7 000 euro l’uno. In fase di preparazione del progetto (agosto e settembre 2010), i candidati hanno avuto l’opportunità di partecipare a workshop interdisciplinari, familiarizzare con attività in diversi paesi,

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95 www.misa.ie/creative-life/open-window 96 http://www.brigade.lv/brigade/about-project

ascoltare l’opinione di esperti sulle soluzioni di sviluppo, ricevere consulenza finanziaria e aiuto nell’individuazione delle sedi. Il programma è finanziato dalla Soros FoundationLatvia tramite il fondo di emergenza istituito da George Soros e ha lo scopo di mitigare le conseguenze della crisi in 20 paesi dell’Europa orientale e dell’Asia centrale. Nell’ambito del programma sono stati offerti ai team diversi «strumenti» o misure per sostenere lo sviluppo e/o il miglioramento delle soluzioni. I team con le soluzioni migliori hanno ricevuto il sostegno finanziario per l’implementazione, e le loro soluzioni sono state divulgate per ispirare altri ad avviare le proprie attività creative. p

Industrie culturali e creative e sostenibilità ambientale Le industrie culturali e creative promuovono un uso sostenibile del territorio e dell’ambiente, integrando nuovi parametri di valutazione ambientale e aggiornando quelli esistenti, contribuendo alla tutela e allo sviluppo dei valori ambientali intrinseci del territorio. La tutela e la valorizzazione del territorio e la nuova prospettiva a questo proposito promossa dalle industrie culturali e creative aiutano lo stabilirsi delle popolazioni, lo sviluppo del turismo culturale e naturalistico, e lo sviluppo economico di comunità e regioni. Ambiente o territorio vanno considerati alla luce nelle nuove concettualizzazioni dei paesaggi, e dei paesaggi culturali, secondo le quali qualsiasi territorio, inclusi quelli in stato di degrado, presenta valori ambientali, culturali o di altro tipo che vale la pena tutelare e valorizzare. L’intervento specifico delle industrie culturali e creative sull’ambiente può contribuire in modo decisivo alla sua tutela futura. Le industrie culturali e creative contribuiscono al recupero di paesaggi, territori o ambienti in degrado, sia naturali che urbani, e alla loro trasformazione in elementi chiave dello sviluppo locale e regionale. Oggi il pensiero critico su cultura, società o economia deve necessariamente contemplare le ripercussioni sull’ambiente.

ESEMPIO Beulas Foundation 97, Huesca, e César Manrique Foundation98, Lanzarote, Las Palmas, Spagna Il Centro de Arte y Naturaleza della Beulas Foundation a Huesca ha aperto i battenti con l’obiettivo di diventare un centro internazionale di riferimento per tutti gli ambiti che mettono in relazione arte e natura con la cultura contemporanea. Il CDAN ha sede in un edificio progettato da Rafael Moneo, che funge da centro direzionale e informativo, ma è il paesaggio di Huesca a giocare un ruolo vitale. Alcuni artisti attentamente selezionati hanno progettato e realizzato lavori concepiti appositamente per siti specifici nel paesaggio di Huesca, con la libertà di scegliere i siti per i loro lavori, nei limiti solo dei vincoli imposti dal paesaggio stesso e dal budget disponibile per ogni lavoro.

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L’installazione mira a formare una raccolta aperta, a parlare delle relazioni tra arte e natura e, più in generale, tra arte e ambiente e ad attirare l’attenzione sulla diversità dei panorami di Huesca. Inoltre, il CDAN promuove un ampio dibattito sul piano intellettuale, con enfasi speciale sulla ricerca, esplorando i legami tra pensiero, arte, territorio, paesaggi, architettura e patrimonio. Promuove l’uso sostenibile dell’ambiente, consapevolezza sociale e sviluppo delle piccole industrie collegate, ad esempio, a turismo e gastronomia. La Beulas Foundation è un’entità privata, costituita con capitale pubblico e privato, finanziata tramite l’utilizzo delle proprie risorse, delle sponsorizzazioni e dei contributi di governi locali e regionali. 97 www.cdan.es 98 www.fcmanrique.org

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La César Manrique Foundation, istituita nel 1992, è un’istituzione privata non a scopo di lucro con una prospettiva internazionale. Attualmente riceve oltre 300 000 visitatori l’anno. È costituita quale piattaforma culturale focalizzata su tre linee di sviluppo: arti visive, ambiente e pensiero critico culturale. L’ambiente si è consolidato come area strategica della fondazione, e i programmi e le diverse iniziative si sviluppano trasversalmente. Queste sono le sue linee di attività principali: • preservare, studiare e divulgare il lavoro e il lascito artistico di César Manrique; • promuovere mostre, studi e iniziative rivolte al rapporto tra arte e natura; • sviluppare attività per promuovere la tutela dell’ambiente naturale e dell’architettura tradizionale, la sua trasformazione sostenibile e la gestione del territorio; • promuovere creatività e pensiero intellettuale e critico. La fondazione ha creato uno spazio dedicato a proposte e dibattito nel quale relatori, provenienti da approcci multidisciplinari, propongono dei nuovi modelli e concetti di progresso. Un progresso basato su criteri di sostenibilità e su un urbanismo ecocompatibile, dove la tutela dell’ambiente, il paesaggio, il patrimonio culturale e l’architettura tradizionale sono i punti principali, contrapposti ai modelli prevalenti di sviluppo accelerato. La fondazione è riuscita ad ottenere consapevolezza e partecipazione sociale rispetto alle sue proposte e iniziative, che hanno un grande impatto sulle politiche pubbliche dell’isola e promuovono progetti innovativi in diversi campi: architettura, urbanismo, design, turismo e gastronomia. FCM è un’istituzione privata autofinanziata. Il suo budget proviene dalla vendita di biglietti e dai suoi negozi. Infine, la fondazione riceve fondi dal governo delle Isole Canarie per lo sviluppo di progetti o attività specifiche. p

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S u gg erimenti per le mi sure da adottare e re l ativi esempi

CONClusIONI

Fotografia fornita da Maribor 2012 Š Miha Sagadin

Conclusioni Diversi studi commissionati in anni recenti dalla Commissione europea, dalle autorità locali, regionali e nazionali degli Stati membri e dalle ONG, mostrano chiaramente il vasto potenziale delle industrie culturali e creative. Vi sono numerosi esempi di regioni e governi nazionali che sono riusciti a implementare con successo strategie e progetti nel settore culturale e creativo. In molti casi per finanziare le iniziative si è fatto ricorso ai Fondi Strutturali dell’UE. Tuttavia, esistono ancora molti luoghi in Europa dove questo non avviene. A causa di mancanza di consapevolezza, scarso riconoscimento politico, deboli alleanze strategiche e assenza di strategie efficaci, vi sono alcune regioni e paesi che ancora devono riconoscere l’importanza delle industrie culturali e creative e il valore aggiunto che esse possono offrire al resto della società e all’economia. Il Manuale mette in evidenza alcuni esempi che dimostrano che diverse autorità pubbliche sono riuscite a individuare metodi efficaci per istituire meccanismi in grado di sostenere le industrie culturali e creative e, nella maggior parte dei casi, a utilizzare con successo i Fondi Strutturali dell’UE a tal proposito. Ci si augura che il Manuale possa fungere da fonte di ispirazione per quelle regioni e quei paesi che non hanno ancora implementato con successo strategie culturali e creative. Poiché il bilancio dell’UE per il periodo 2014-2020 è attualmente in fase di discussione, gli esperti si augurano inoltre che le misure specifiche presentate nel Manuale possano essere direttamente inserite nei piani di sviluppo nazionali e nelle strategie di sviluppo locale o regionale. Come previsto dal Piano di lavoro per la cultura 2011-2014, il lavoro relativo alle industrie culturali e creative proseguirà con due nuovi gruppi di esperti nell’ambito del Metodo aperto di coordinamento, su due temi specifici: (1) internalizzazione e strategie di esportazione delle industrie culturali e creative (2012-2013) e (2) agevolazione dell’accesso al finanziamento per le industrie culturali e creative (2013-2014). Le riflessioni future dei gruppi di esperti saranno inserite nel Manuale esistente. Esso è concepito come un documento «vivo». Di conseguenza, incoraggiamo tutti a inoltrare esempi, iniziative e pratiche sul sito Web www.creativeindustries.ee/omc Infine, il Manuale intende essere utile nell’ottica di «un’iniziativa congiunta a livello di tutta l’UE per aumentare la consapevolezza da parte della Commissione e degli Stati membri a promuovere l’integrazione della cultura nelle politiche di sviluppo regionale e locale e a supportare strategie di specializzazione intelligente», anch’essa prevista nel piano di lavoro.

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AllEgATI

Tartu, incubatore di creativitĂ  @ Lilian Lukka

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Allegati ALLEGATO 1 Casi di studio dagli Stati membri www.creativeindustries.ee/omc/annex-1-case-studies ALLEGATO 2 Culture 3.0: A new perspective for the EU 2014-2020 Structural Funds programming A cura del Prof. Pier Luigi SACCO www.creativeindustries.ee/omc/annex-2-culture-3-0 ALLEGATO 3 Seven reasons for strengthening the cultural and creative industries in local, regional and national development policies A cura di Külliki TAFEL-VIIA www.creativeindustries.ee/omc/annex-3-seven-reasons-for-ccis ALLEGATO 4 Riepilogo dello studio «Creative Metropoles: Situation Analysis of 11 cities» A cura di Külliki TAFEL-VIIA www.creativeindustries.ee/omc/annex-4-summary-of-creative-metropoles ALLEGATO 5 The Tallinn Manifesto: Creative Entrepreneurship for a Creative Economy www.creativeindustries.ee/omc/annex-5-the-tallinn-manifesto ALLEGATO 6 Tempistica (Politica di coesione 2014-2020) 99 • I lavori preparatori sui mandati dei negoziati specifici per paese e sul Quadro strategico comune procederanno in parallelo con i negoziati in corso al Consiglio UE e al Parlamento europeo sui regolamenti relativi ai Fondi Strutturali. • Il documento di lavoro dei servizi della Commissione sugli «elementi per il Quadro strategico comune» adottato dalla Commissione europea a marzo 2012 definisce in maggiore dettaglio le priorità di investimento; è la base per ulteriori discussioni con il Consiglio UE, il Parlamento europeo e le parti in causa, e porterà all’adozione finale del quadro strategico comune dopo l’adozione dei regolamenti, prevista per il primo trimestre 2013. • La preparazione di mandati dei negoziati specifici per paese dovrebbe essere finalizzata entro luglio 2012. Il passo successivo prevedrà discussioni informali con gli Stati membri in autunno. • I regolamenti relativi ai Fondi Strutturali e il Quadro strategico comune dovrebbero essere adottati durante il primo trimestre 2013. • Una volta adottati i regolamenti relativi ai Fondi Strutturali, i mandati dei negoziati verranno adottati ufficialmente come documenti di lavoro dei servizi della Commissione, e i negoziati con gli Stati membri verranno avviati sulla base delle proposte dei contratti di partenariato e dei programmi operativi inoltrati dagli Stati membri.

99 Date soggette a modifiche in base allo sviluppo dei negoziati attualmente in corso.

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Secondo trimestre 2013: inoltro delle proposte relative ai programmi operativi e ai contratti di partenariato entro tre mesi dall’adozione del Quadro strategico comune.

Quarto trimestre 2013: adozione dei contratti di partenariato.

Primo trimestre 2014: adozione dei programmi operativi.

ALLEGATO 7 Strumento online per l’inoltro di buone pratiche www.creativeindustries.ee/omc

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