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percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 1 Basi di primo soccorso

Manuale di primo soccorso. Percorso teorico per un uso pratico Ilaria Iacoviello • Elisabetta Monza • Roberto Turla Politecnico di Milano

Facoltà del Design Design della Comunicazione Laboratorio di Concept Design

Docenti

Zanini Pier Antonio Panzeri Mauro

Stampa

finito di stampare il 30 Giugno 2010 presso CopyOffice Via Andreoli, Milano Bovisa, ITA

www.polimi.it www.primosoccorso.it

INDICE

01. Chi è il soccorritore

5

02. Le fasi del soccorso allarme 118 trattamento di base trattamento avanzato trattamento ospedaliero

6 6 7 9 9

03. Le responsabilitĂ  del soccorritore penale civile interna di colpa

10 11 11 12 12

04. Specifiche sulle comunicazioni codici colore codice invio codice esito codice accettazione

13 15 15 16 17

05. Autoprotezione

18

Note personali

19

Basi di Primo Soccorso + 3

numeri utili I numeri telefonici di emergenza sono numerazioni telefoniche speciali, pensate per permettere a chi si trova in situazioni, appunto, di emergenza, di contattare facilmente chi può essere d'aiuto. Si tratta di numeri telefonici gratuiti che possono salvare la vita, in grado di ricevere e gestire le chiamate di emergenza e le richieste di soccorso 24 ore su 24.

112

Numero di emergenza per l'Europa ed il GSM. Ăˆ il numero dei Carabinieri

113

Numero di telefono della Polizia di Stato

115

Numero dei Vigili del Fuoco

118

Numero di Emergenza Sanitaria

114

Numero di Emergenza Infanzia

117

Numero della Guardia di Finanza

4 + Basi di Primo Soccorso

01

chi è il SOCCORRITORE Il soccorritore è una figura non sanitaria adeguatamente formata che ha il compito di prestare un soccorso di base all’infortunato.

Sapere _ Il soccorritore deve conoscere i contenuti del Programma di Formazione.

Saper fare _ Deve rilevare, descrivere e registrare i +Capacità dell’organismo

vivente di mantenere un equilibrio stabile nonostante il variare delle condizioni esterne.

+Lesioni

di parti molli, capo, volto, collo, colonna vertebrale, torace, addome, tratto urogenitale

parametri vitali oltre ai principali sintomi e segni indicativi di alterazione dell’omeostasi corporea+. Il soccorritore deve eseguire correttamente le manovre per garantire e mantenere la pervietà delle vie aeree con e senza strumenti, garantire la ventilazione artificiale con e senza strumenti, emostasi, immobilizzazione ed estricazione. Deve eseguire correttamente una valutazione primaria, il testa/piedi, una corretta valutazione del meccanismo di lesione e riconoscere e trattare per quanto di sua competenza le lesioni+, lussazioni, distorsioni e fratture, l’insufficienza respiratoria, cerebrale e cardiocircolatoria, il dolore toracico, l’ustione.

Saper essere _ Il soccorritore deve rapportarsi con le altre figure professionali impegnate a diverso titolo nell’attività di soccorso sanitario, deve approcciare il paziente in situazione di pericolo e gestire la scena dell’evento.

Basi di Primo Soccorso + 5

la catena

del soccorso È il susseguirsi di eventi a catena che vedono come causa scatenante il sinistro e, successivamente, l’avvicendarsi degli interventi necessari affinché l’esito di tale evento sia il migliore possibile. Le fasi del soccorso sono: allarme al 118, trattamento di base, trattamento avanzato, trattamento ospedaliero.

Allarme al 118 Il 118 è un numero gratuito che può essere composto da qualsiasi telefono fisso o cellulare. Ogni qual volta che si assiste o si è coinvolti in un sinistro, è di fondamentale importanza dare l’allarme chiamando i soccorsi. I testimoni sono considerati i primissimi soccorritori, il loro allarme deve essere immediato e corretto. L’allarme va dato in tutti i casi di: grave malore; incidente stradale, domestico, sportivo, sul lavoro; ricovero d’urgenza; ogni situazione certa o presunta di pericolo di vita. Quando lo si chiama è importante prima di tutto attendere che l’operatore risponda anche se può sembrare che si stia aspettando troppo. Il soccorritore dovrà comunicare cosa è successo, dov’è avvenuto l’incidente, dando dei riferimenti geografici precisi (comune, via, civico) e il numero di persone coinvolte. 6 + Basi di Primo Soccorso

02

Il 118 è il numero telefonico che, a livello statale, identifica le centrali operative emergenza-urgenza (COEU). Questo accentra tutto il sistema gestionale di emergenze sanitarie nazionali. La centrale operativa si occupa in modo pratico della gestione e dell’organizzazione delle richieste di soccorso e dei mezzi a disposizione per garantire un servizio ottimale. Una volta ricevuta la richiesta, coordina i mezzi e gestisce i rapporti con il personale medico e con i primi soccorritori. Maggiore è la gravità dell’emergenza maggiore sarà il ruolo della centrale.

Trattamento di base Il trattamento di base è compiuto dal soccorritore. Quando il soccorritore chiama la centrale operativa per riferire quanto successo deve rispettare le seguenti regole: cercare, e mantenere, il contatto oculare, dire la verità, usare un linguaggio che il paziente possa comprendere, prestare attenzione a cosa si dice al paziente, prestare attenzione al linguaggio del corpo, parlare piano, chiaro e in modo distinto, utilizzare i termini appropriati, dare al paziente il tempo di rispondere, usare un atteggiamento rassicurante, non suggerire le risposte al paziente e infine non dare nulla per scontato.

il soccorritore non deve giudicare la gravità del-

+Fare a pezzi il cadavere

la patologia del paziente, formulare diagnosi, diagnosticare la morte, è compito esclusivo del medico, ad eccezione dei casi di evidenza come l’avanzato stato di decomposizione, decapitazione, carbonizzazione, depezzamento+. Non deve appropriarsi di denaro o di altro bene mobile di cui si abbia il possesso o comunque la disponibilità per ragione del proprio servizio, non deve rilevare o utiBasi di Primo Soccorso + 7

lizzare i segreti d’ufficio, non deve compiere l’esercizio abusivo della professione sanitaria, deve rispettare l’esercizio delle professioni sanitarie, medica e infermieristica. Egli non può applicare manovre vietate e inappropriate in quanto può essere considerato colpevole di omicidio colposo e lesioni personali colpose .

i compiti del soccorritore sono molti tra cui: rilevare e comunicare i parametri vitali e le alterazioni organiche evidenti, eseguire manovre rianimatorie di base per le quali si è stati addestrati, immobilizzare e tutelare fratture, praticare un’emostasi+, proteggere e medica- +È l’arresto di un sanguinamento re temporaneamente ferite, trasportare un malato/ferito sia arterioso che venoso in base alla patologia presunta comunicata, sottrarre un malato/ferito da imminenti situazioni di pericolo e tutelare la riservatezza del malato/ferito. Poiché nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, la persona capace di intendere e di volere può rifiutare di essere soccorsa. In questo caso è obbligo del soccorritore documentare il consenso a farsi curare. In alcune situazioni critiche in cui non si è in grado di valutare senza dubbi la situazione o si creano contrasti tra più soggetti (ad esempio genitori o parenti e minore adulto, in grado di esprimersi chiaramente) bisogna coinvolgere immediatamente la componente sanitaria, istituzionalmente incaricata di acquisire il consenso. La legge prevede peraltro casi eccezionali nei quali si può prescindere dalla necessità del consenso (anche se costituisce dovere deontologico dei sanitari ricercarlo comunque): si parla in questi casi di trattamento sanitario obbligatorio (tso). Possono essere soggette a trattamento sanitario obbligatorio, oltre alle malattie infettive e contagiose, le malattie mentali che determinano condizioni tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, quando gli stessi non vengono accettati dal 8 + Basi di Primo Soccorso

malato e non è possibile adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere. In questi casi se il soggetto non accetta volontariamente le cure, esse sono disposte con provvedimento del Sindaco nella sua qualità di autorità sanitaria, su richiesta di un medico (qualsiasi) e convalida da parte di un altro medico (appartenente al Servizio Sanitario pubblico). L’ordinanza del Sindaco deve essere sottoposta al Giudice Tutelare che valuta nel merito la fondatezza della decisione. L’uso della forza per contenere il paziente ed evitare danni ai soccorritori compete alle forze dell’ordine.

Trattamento avanzato Il trattamento avanzato viene invece svolto dal msa, ossia il Mezzo di Soccorso Avanzato, che trasporta personale sanitario medico o infermieristico che fornisce cure farmacologiche al paziente. Esso interviene in casi gravi in cui il paziente presenta una situazione di mancanza di un parametro vitale (circolo o respiro). I mezzi di soccorso avanzato possono essere: automatica, elisoccorso e auto infermieristica

Trattamento ospedaliero Il trattamento ospedaliero viene svolto in ospedale: esso rappresenta l’ultimo anello della catena ed è il luogo dove il paziente riceve il trattamento diagnostico, farmacologico e terapeutico definitivo.

Basi di Primo Soccorso + 9

le responsabilità

del soccorritore

È importante ora sottolineare alcuni aspetti che riguardano più da vicino le prime due fasi del soccorso: bisogna sapere innanzitutto che svolgere il compito del soccorritore contempla diverse forme di responsabilità. Egli deve rispettare particolari protocolli. I protocolli hanno lo scopo di disciplinare il sistema delle attività di soccorso: discostarsene deliberatamente equivale ad esporsi al rischio di responsabilità per colpa. Sono criteri che valgono sia per la responsabilità penale che per la responsabilità civile, e che devono indurre i soccorritori a svolgere solo le attività che competono loro, con efficacia; allo stesso modo, i responsabili delle Associazioni (a qualsiasi livello, a partire dal capo equipaggio) sono tenuti a verificare costantemente la destinazione dei soccorritori solo ai compiti che sono in grado di svolgere con competenza ed efficacia e l’adeguatezza del soccorritore va comunque valutata sul campo. L’attività di volontariato è quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro bensì esclusivamente di solidarietà.

10 + Basi di Primo Soccorso

03

Responsabilità penale La responsabilità penale deriva dalla violazione delle norme sanzionatone contenute nel codice penale e in leggi penali speciali: sono considerati reati i fatti più gravi e lesivi di beni e valori tutelati dall’ordinamento; la responsabilità penale è strettamente personale e si accerta con un processo penale. Il procedimento penale nasce con una notizia di reato, che perviene al Pubblico Ministero (magistrato della Procura della Repubblica) da forze di polizia, pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, o anche come querela o denuncia di semplici cittadini. Il Pubblico Ministero deve valutare la fondatezza della notizia di reato mediante indagini, al termine delle quali può chiedere l’archiviazione del caso o formulare un’accusa davanti a un giudice penale.

Responsabilità civile

+Sia la responsabilità

civile che penale si collocano all’interno dell’ordinamento

La responsabilità civile+ deriva dalla contrapposizione fra due soggetti; si accerta con un processo, che nasce da una domanda, rivolta al giudice civile in base ad un atto introduttivo del giudizio; la decisione del giudice, fondata sulle prove presentate dalle parti, regola il rapporto tra i due soggetti ovvero produce un obbligo di risarcire il danno. È tipica della responsabilità civile la possibilità di trasferimento dell’obbligo del risarcimento su un altro soggetto: per le Associazioni è obbligatoria l’assicurazione sulla responsabilità civile e per infortuni, ai sensi della Legge 266 del 1991.

Basi di Primo Soccorso + 11

Responsabilità interna La responsabilità interna, oggetto di valutazione all’interno di una formazione sociale non statale, deriva dalla violazione dei doveri dell’associato nei confronti dell’Associazione. L’importanza del prestare la propria opera volontaria all’interno di un’Associazione di comprovata serietà si misura anche con la capacità dell’Associazione di reagire a comportamenti dei propri aderenti che pur non integrando violazioni di tipo giuridico costituiscano violazioni di quel tipo (interno) e che possono essere sanzionate con provvedimenti stabiliti nello statuto e nel regolamento dell’Associazione e che possono arrivare sino all’esclusione dell’associato.

Responsabilità di colpa La cosiddetta responsabilità per colpa, che può essere: colpa generica, quando si risponde per condotte determinate da negligenza (il mancato adeguamento del proprio comportamento a ciò che rende il tipo di azione compiuta non nocivo per altri), imprudenza (violazione di regole non formalizzate che sconsigliano di compiere certe azioni o di compierle in un certo modo), imperizia (insufficiente conoscenza delle regole tecniche di competenza e abilità valevoli per determinate attività); colpa specifica, derivante dalla violazione di leggi, regolamenti (fonti giuridiche pubbliche formalizzate), ordini e discipline (fonti private formalizzate, che regolano i comportamenti da tenere).

12 + Basi di Primo Soccorso

04

comunicazione Tutte le fasi del soccorso dipendono strettamente dai mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione. Questi sono indispensabili sia per l’attivazione del servizio che durante l’espletamento dello stesso. Ci permettono di comunicare con la Centrale Operativa, per riportare la situazione o per richiedere l’intervento di altre figure necessarie per lo svolgimento del soccorso. È molto importante che tutte le comunicazioni siano sintetiche e precise in modo da non impegnare inutilmente i canali di comunicazione e non lasciare possibilità di fraintendimento dei dati comunicati. tutte le comunicazioni devono quindi essere: pertinenti, rispetto all’attività svolta; chiare, cioè comprensibili a chi riceve; esaurienti, ossia complete delle informazioni fondamentali; brevi, per non tenere occupato inutilmente il canale radio e/o chi riceve. I mezzi di comunicazione a nostra disposizione, che consentono di tenerci in contatto con la Centrale e la nostra sede, sono fondamentalmente tre, ciascuno con le proprie peculiarità: il telefono cellulare, il telefono fisso e la radio. la radio è il mezzo di comunicazione più immediato presente sull’ambulanza. È un canale sempre aperto tra i mezzi e la Centrale Operativa e/o la sede. Permette di comunicare in modo istantaneo ed è il mezzo migliore con cui effettuare le comunicazioni brevi e veloci quali la ricezione del servizio e i nostri spostamenti (arrivo in posto, partenza per l’ospedale, ecc.). Tuttavia, ha delle limitazioni che è bene sottolineare. Tutte le comunicazioni radio fatte su queste frequenze avvengono in modo unidirezionale utilizzando completamente il canale radio, Basi di Primo Soccorso + 13

che può essere quindi impegnato da un solo apparato radio alla volta, né può essere interrotto finché non termini la comunicazione in corso. È quindi un mezzo di comunicazione immediato ed efficiente, ma che non permette di effettuare più comunicazioni contemporaneamente: le comunicazioni radio non sono adatte a comunicazioni articolate e di lunga durata. Oltretutto, le comunicazioni via radio sono ascoltabili da chiunque abbia un apparato ricevente: è opportuno che gli argomenti trattati tramite questo mezzo non contengano dati sensibili, nomi, numeri di telefono. È doveroso che tutti gli equipaggi abbiano con sé anche un telefono cellulare dedicato, abbinato strettamente al mezzo di soccorso, che permetta alla centrale operativa di identificarlo, tramite il numero di telefono dando l’opportuna priorità alla chiamata. Sia la radio che il telefono cellulare funzionano solo se siamo in posti coperti dal segnale. Quando non si ha il segnale cellulare e magari neanche radio, come ad esempio in metropolitana o in zone lontane dai centri abitati, si deve tenere presente che ogni telefono fisso è un valido mezzo per mettersi in comunicazione con il 118, e alcune volte addirittura l’unico a disposizione. Il telefono fisso può essere anche un telefono pubblico+. Si devono rispettare alcune regole per una corret- +Per poter contattare il 118 tramite questi ta comunicazione come evitare monosillabi e suffissi, è necessario inserire una moneta per i nomi poco chiari sarebbe corretto sillabare le pao una tessera telefonica role, per riferire i numeri con più cifre è bene leggere i numeri uno alla volta al fine di evitare incomprensioni. Quando si ricevono dati importanti ripetere sempre in modo da verificarne la corretta comprensione.

14 + Basi di Primo Soccorso

Codici colore Il decreto del ministero della sanità del 15 maggio 1992 stabilisce un codice colore per definire l’indice di gravità di un paziente. Questo sistema attribuisce un colore a seconda della criticità del paziente definita tramite delle semplici regole. Il codice colore viene attribuito ad ogni missione di soccorso una prima volta all’invio del mezzo, una seconda per il trasporto in ospedale ed infine in Pronto Soccorso al momento dell’accettazione del paziente.

Codice di invio Il codice di invio viene deciso dalla centrale operativa al momento della ricezione della richiesta di soccorso.

bianco che identifica un servizio senza carattere +Quando non si usano lampeggianti e sirena

+Ossia coscienza, respiro, circolazione

+Ossia un dolore addominale

d'urgenza (ad esempio, trasferimento infra-ospedaliero); in questo caso non si utilizzano i sistemi di segnalazioni supplementari+. Il codice verde definisce invece una situazione poco critica: i parametri vitali+ sono nella norma; vi è assenza di rischi evolutivi; è accaduto un trauma minore+o un trauma diretto che interessa la parte distale dell'arto; in questo caso non si utilizzano i sistemi di segnalazioni supplementari.

Basi di Primo Soccorso + 15

Il codice giallo identifica un caso mediamente critico come alterazioni di un solo parametro, trauma senza fattori aggravanti; in questa situazione si utilizzano congiuntamente i sistemi di segnalazione supplementare. Il codice rosso è invece indica qualcosa di molto critico come assenza di un parametro vitale, alterazione di almeno due parametri vitali, dolore toracico associato a dispnea+, trauma con fattori aggravanti. In questo caso si +Mancanza del respiro, molto simile all'apnea utilizzano congiuntamente i sistemi di segnalazione supplementare.

Codice di esito Il codice di esito della missione viene deciso dal capo servizio dell'equipaggio e/o dal personale sanitario della centrale operativa o del mezzo asl in posto.

bianco quando il paziente rifiuta il ricovero, o si allontana con i propri mezzi, o è stato evacuato da altri mezzi e quindi non viene trasportato in ospedale.

verde quando i parametri vitali sono nella norma o vi è assenza di rischi evolutivi, o il pazienta ha subito un trauma minore o che interessa la parte distale+ dell'arto e in questo caso non si utilizzano i sistemi +Parte più lontana dell'arto di segnalazioni supplementari.

giallo quando è presente l'alterazione di un solo parametro, o trauma senza fattori aggravanti; si utilizzano congiuntamente i sistemi di segnalazione supplementare.

16 + Basi di Primo Soccorso

rosso quando vi è assenza di un parametro vitale, o alterazione di almeno due parametri vitali, o dolore toracico associato a dispnea, o trauma con fattori aggravanti; in questo caso si utilizzano congiuntamente i sistemi di segnalazione supplementare; il 118 provvede ad avvisare l'ospedale di destinazione.

Codice di accettazione Il codice di accettazione in pronto soccorso viene deciso dal personale ospedaliero addetto al triage+.

bianco che indica un servizio senza carattere d'urgenza, di competenza ambulatoriale.

verde quando vi è un'urgenza differibile e il paziente +Letteralmente

smistamento, insieme di procedure che permette di definire le priorità assistenziali

verrà visitato il prima possibile, dopo i codici gialli e rossi.

giallo che indica un'urgenza non differibile e il paziente verrà visitato subito.

rosso che identifica un'emergenza a cui tutto il pronto soccorso dà la massima priorità eventualmente bloccando le altre attività.

Basi di Primo Soccorso + 17

autoprotezione Tutti i pazienti devono essere considerati infetti poiché al momento del soccorso non è possibile conoscere l'eventuale contagiosità del soggetto. Proprio per questo motivo si deve tenere conto di alcuni accorgimenti come: l'uso dei guanti che deve essere tassativo ogni qualvolta il volontario debba compiere attività che comportino un contatto con liquidi biologici del paziente; le mani devono essere lavate di frequente, soprattutto quando si sono effettuate manovre che hanno determinato il contatto con fluidi biologici, anche se protette da guanti; le macchie di sangue o altri fluidi devono essere tempestivamente eliminate con l'utilizzo di disinfettanti efficaci; nell'effettuare tamponamenti di ferite o altro a pazienti agitati è bene richiedere la collaborazione di un collega per evitare eventuali imbrattamenti; porre attenzione alla corretta eliminazione dei rifiuti potenzialmente infetti; non potendo porre diagnosi riguardo alla malattia di cui il soggetto è affetto, le misure di protezione vanno adottate ogni qualvolta la situazione appare a rischio. Viene lasciata alla valutazione della specifica situazione l'opportunità di adottare tali precauzioni.

18 + Basi di Primo Soccorso

05

Note personali

Basi di Primo Soccorso + 19

1

manuale di primo soccorso + Basi di primo soccorso

percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 2 Anatomia e fisiologia

Manuale di primo soccorso. Percorso teorico per un uso pratico Ilaria Iacoviello • Elisabetta Monza • Roberto Turla Politecnico di Milano

Facoltà del Design Design della Comunicazione Laboratorio di Concept Design

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Zanini Pier Antonio Panzeri Mauro

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finito di stampare il 30 Giugno 2010 presso CopyOffice Via Andreoli, Milano Bovisa, ITA

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INDICE 01. Il soccorritore e il corpo umano 02. L’apparato cardio‒circolatorio il cuore il sangue i vasi sanguigni la circolazione sanguigna patologie 03. Il sistema nervoso il sistema nervoso centrale il sistema nervoso periferico patologie 04. L’apparato respiratorio apparato i muscoli l’attività respiratoria patologie 05. L’apparato locomotore lo scheletro le articolazioni i muscoli patologie 06. L’apparato riproduttivo femminile organi primari patologie 07. L’apparato tegumentario epidermide, derma e strato sottocutaneo patologie 08. Glossario

5 7 8 10 10 14 16 23 23 24 26 31 32 34 34 36 39 40 43 43 44 47 47 50 53 55 55 58

Anatomia & Fisiologia + 3

01

Il soccorritore e il corpo umano Introduciamo questo volume, spiegando le motivazioni principali per le quali il soccorritore è tenuto a conoscere, l’anatomia e la fisiologia del corpo umano. Innanzitutto chiariamo cosa significano questi due termini: l’ANATOMIA descrive il corpo umano, mentre la FISIOLOGIA spiega le funzioni di questo. Il soccorritore interviene su persone malate, cioè individui che hanno funzioni psico-fisiche alterate. Per poterle ristabilire il soccorritore deve conoscere queste funzioni. Studiare brevemente anatomia e fisiologia serve anche al soccorritore per compiere la sua valutazione ABCDE (che vedremo successivamente nel volume 3).

Anatomia & Fisiologia + 5

6 + Anatomia & Fisiologia

02

L'apparato

cardio‒circolatorio L'apparato circolatorio è un sistema di vasi che contiene un liquido che raccoglie e distribuisce sostanze. La vita delle cellule dipende dall'assunzione di ossigeno e delle sostanze nutritizie, e dall'allontanamento dei prodotti di rifiuto.

+Il movimento

di dilatazione del cuore per cui le sue cavità si riempiono di sangue

+Il movimento

di contrazione del cuore per cui il sangue viene espulso dalle sue cavità

La funzione del sangue e dell'apparato cardio-circolatorio, è quella di provvedere a questi bisogni delle cellule. L'apparato cardiovascolare è formato da organi cavi di tipo vascolare. Il Cuore che è un organo o muscolo che rilassandosi (diastole+) e contraendosi (sistole+), dà la spinta al sangue, come una grande pompa. I vasi sanguigni, conducono il sangue e sono composti da: Arterie che conducono il sangue dal cuore ai tessuti e le Vene che conducono, invece, il sangue dai tessuti al cuore. I Capillari permettono invece gli scambi sangue/tessuti/sangue. Una delle caratteristiche più sorprendenti del sistema circolatorio dei vertebrati è il letto capillare, una fitta rete che collega il circuito arterioso e quello venoso della circolazione. Il lato arterioso di ciascun letto capillare porta il sangue fresco via dal cuore, verso i capillari. Il sangue povero di ossigeno continua poi a muoversi attraverso il letto verso il lato venoso.

Anatomia & Fisiologia + 7

Il cuore È un muscolo cavo, posto al centro del torace, fra i due polmoni, appoggiato sul diaframma, dietro lo sterno e davanti alla colonna vertebrale. La sua funzione è quella di pompa aspirante-premente: infatti, aspira il sangue delle vene e pompa il sangue nelle arterie. Il cuore si contrae e si dilata continuamente. Il cuore è diviso verticalmente in due cavità non comunicanti, il cuore destro e il cuore sinistro. A loro volta queste due sezioni sono suddivise in una camera superiore detta atrio (così chiamato perché accoglie il sangue che arriva al cuore dalle vene), e una inferiore chiamata ventricolo (di dimensioni maggiori rispetto all'atrio). Gli atri e i ventricoli sono comunicanti e collegati tra loro da apposite valvole che regolano il flusso del sangue in un'unica direzione, consentendo il passaggio di sangue dall'atrio al ventricolo, ma non viceversa. Le valvole di separazione atrio-ventricolare si chiamano: tricuspide+, quella della se- +Costituita da tre lembi zione destra; bicuspide+ quella della sezione sinistra. +Costituita da due lembi, anche detta mitrale

Esistono poi due valvole che collegano i ventricoli ai primi grossi vasi che partono e arrivano direttamente al cuore: a sinistra la valvola aortica, a destra quella polmonare.

8 + Anatomia & Fisiologia

aorta vena cava superiore arteria polmonare

atrio sinistro atrio destro valvola bicuspide

valvola tricuspide

ventricolo sinistro vena cava inferiore

ventricolo destro

il cuore ‒ sezione Anatomia & Fisiologia + 9

Il sangue Il sangue è una struttura liquida importantissima le cui funzioni principali sono realizzate dalle varie molecole di cui è composto. Le principali sono: i globuli rossi deputati al trasporto dell'ossigeno e dell'anidride carbonica attraverso una loro componente importantissima, l'emoglobina+; i globuli bianchi che costituisco- +Sostanza contenente ferro che dà il colore no parte del sistema immunitario e sono, quindi, chiaai globuli rossi del mati ad intervenire in difesa del nostro organismo in caso sangue riceva un attacco da parte di agenti patogeni presenti all'esterno; le piastrine che hanno la caratteristica di saper fronteggiare fenomeni emorragici, ponendosi da tappo alla foce del sanguinamento; il plasma è la parte liquida, che oltre a trasportare le molecole di cui sopra, partecipa al mantenimento a livelli costanti di numerosi parametri vitali (temperatura, ph, pressione osmotica, cascata ormonale, ecc.).

I vasi sanguigni I vasi sanguigni sono i tubi in cui il sangue circola spinto dalle contrazioni del cuore. Si dividono in arterie, vene e capillari. Arterie e vene sono i vasi più importanti deputati al trasporto del sangue. Partono dal cuore e al cuore arrivano, ramificandosi in tutto il corpo. Al di là della singola conformazione tipica, le arterie sono più robuste ed elastiche delle vene, si distinguono per la direzione che seguono: le arterie partono dal cuore verso l'esterno, verso le estremità del corpo; le vene, al contrario, dalla periferia si dirigono verso il cuore.

10 + Anatomia & Fisiologia

Le arterie, originate dal vaso principale, l'aorta, si dividono in rami di calibro sempre minore (arteriole e capillari) per raggiungere ed irrorare uniformemente tutto l'organismo. Hanno una struttura prevalentemente elastica che consente loro di dilatarsi quando il cuore pulsa il sangue durante l'atto di sistole, e di tornare al diametro normale durante il rilassamento, la diastole. Questi movimenti di contrazione e rilassamento non solo garantiscono il mantenimento costante della pressione del sangue, ma erogano una continuità al flusso, altrimenti discontinuo per natura.

+Grandi arterie

che dall'aorta portano il sangue alla testa

+Arteria iliaca,

più importante vaso della pelvi

+Arterie della gamba

L'arteria principale è l'aorta, il vaso sanguigno più grosso in assoluto, da cui origina l'arco aortico. Dall'aorta si originano le coronarie, che vascolarizzano il cuore, e le carotidi+, che distribuiscono il sangue ossigenato al cervello. L'aorta continua il suo percorso verso la biforcazione iliaca+ originando il ramo della succlavia e della brachiale, che si continuano con le arterie radiali e ulnari. Dall'aorta addominale si diparte il tripode celiaco, una diramazione arteriosa importante che vascolarizza numerosi organi addominali. La biforcazione iliaca rappresenta la fine dell'aorta e prosegue con un ramo per ogni arto inferiore, che origina le arterie femorali e quindi tibiali e peroneali+ . Le arteriole sono diramazioni molto più piccole, che possiedono invece una struttura particolare per cui possono contrarsi e chiudersi del tutto. In rapporto al loro grande numero, al loro piccolo diametro e alla capacità di ridurre il loro calibro (in modo che il sangue possa essere dirottato nelle zone dove vi sia maggiore richiesta), le arteriole rappresentano il punto in cui il flusso sanguigno incontra le maggiori resistenze. Per questo sono definite vasi di resistenza, intervenendo insieme ad altri fattori nella regolazione della pressione del sangue. Anatomia & Fisiologia + 11

I capillari sono vasi microscopici, brevi, dalle pareti sottilissime e semipermeabili, che consentono quindi lo scambio d'acqua, gas, soprattutto ossigeno, e sostanze nutritive tra il sangue e i tessuti del corpo . Sono gli stessi da cui si originano le venule che, ramificandosi poi in vasi sempre più grossi, in un percorso circa inverso a quello delle arterie, formano le vene che riportano il sangue al cuore. Le vene sono grossi vasi di grande capacità e, essendo in rapporto doppio rispetto alle arterie, contengono normalmente circa il 75% della massa sanguigna . Con pochissime eccezioni, infatti, per ogni arteria esistono due vene omologhe, che mantengono talvolta anche il nome. Grazie alla natura prevalentemente muscolare della loro parete possono modificare anch'esse, al pari delle arterie, il proprio calibro, in modo da consentire al sangue, ormai privo della pressione originata dal movimento di sistole, di tornare al cuore. Le vene principali, quelle che è importante ricordarsi, sono le rispettive delle arterie più importanti, già citate. La vena cava inferiore è l'omologa dell'aorta, la giugulare della carotide, mentre la vena cefalica è da considerarsi, nella vascolarizzazione del braccio, l'omologa dell'arteria brachiale.

12 + Anatomia & Fisiologia

vena giugulare

arteria carotide

vena suclavia vena cava superiore

arteria succlavia arteria polmonare

vena cava inferiore

arteria coronaria aorta addominale

vena branchiale

vena femorale

arteria femorale

vena tibiale

arteria tibiale

arterie e vene Anatomia & Fisiologia + 13

La circolazione sanguigna Il circuito del sangue, formato da arterie e vene, si divide in due percorsi ben precisi che prendono il nome di grande circolo e piccolo circolo. Il Grande circolo ha inizio nel ventricolo sinistro, dove il sangue ricco di ossigeno è appena arrivato al cuore tramite le vene polmonari. Con la contrazione del cuore, il sangue esce dal ventricolo sinistro ed entra nell'aorta. Dall'aorta partono, come i rami di un albero, tutte le altre arterie che portano il sangue ricco di ossigeno a tutti i tessuti del corpo. Le arterie diventano sempre piÚ piccole e sottili fino a che non sfociano in una rete di capillari in cui avviene lo scambio di gas e sostanze nutritive dal sangue alle cellule, e sostanze di rifiuto e anidride carbonica dalle cellule al sangue. Dopo aver raccolto le scorie, il sangue fa ritorno verso il cuore all'interno delle vene che, man mano aumentano il loro calibro fino a sfociare nella vena cava superiore e inferiore, raggiungendo infine l'atrio destro del cuore. Il ritorno del sangue all'atrio destro chiude il Grande circolo.

Arrivo del sangue venoso ricco di ossigeno

Nel piccolo circolo, il sangue arrivato all'atrio destro passa nel ventricolo destro e successivamente viene pompato nell'arteria polmonare. Questa si divide in due tronchi che vanno ai due polmoni, al cui interno, a livello degli alveoli, avviene lo scambio di gas: il sangue cede l'anidride carbonica e prende ossigeno. Dopo essersi ossigenato, il sangue fa ritorno al cuore tramite le vene polmonari che confluiscono nell'atrio sinistro. A questo punto il sangue è pronto per essere di nuovo spinto nel Grande circolo . Uscita del sangue arterioso

14 + Anatomia & Fisiologia

Grande Circolo testa

braccio

braccio

gambe Piccolo Circolo

circolazione Anatomia & Fisiologia + 15

Patologie L'ipertensione arteriosa Si definisce tale, la patologia che comporta nei pazienti un aumento della pressione arteriosa al di sopra dei livelli standard, provocando le cosiddette crisi ipertensive, con sbalzi di pressione. I rischi principali legati a questo quadro patologico sono rappresentati dallo scompenso cardiaco e dalla rottura spontanea dei vasi, non abituati a sopportare pressioni elevate. L'emorragia da rottura spontanea di un vaso, a seconda del distretto corporeo che interessa, può arrivare a compromettere seriamente la vita del paziente.

Le emorragie L'emorragia è una fuoriuscita del sangue dai propri vasi, che si può localizzare all'interno del corpo, oppure all'esterno+ dovuta a cause traumatiche, tossiche, infetti- +Emorrargia interna e emorrargia esterna ve, metaboliche, oppure a malattie del sangue. o esteriorizzata Rappresenta un'emergenza primaria, perché in ogni emorragia importante può instaurarsi lo stato di shock. Le emorragie esterne venose sono riconducibili a traumi della cute e degli strati sottostanti con ferite, e sono riconoscibili perché il sangue che fuoriesce è di colore scuro e fluisce lentamente, in modo continuo e uniforme lungo i bordi della ferita. Nelle emorragie esterne arteriose, invece, il sangue è di colore rosso vivo e fuoriesce a fiotti intervallati, in corrispondenza del battito cardiaco; sono, rispetto alle precedenti, molto più pericolose.

16 + Anatomia & Fisiologia

+Raccolta di sangue sotto l'epidermide

+Piccola emorragia

localizzata nel tessuto sottocutaneo, in genere causata da trauma, che dà un colore bluastro alla pelle

Le emorragie esterne capillari interessano i vasi sottocutanei e superficiali. In questo caso il sangue fuoriesce a gocce intorno alla lesione. Se non c'è lacerazione della cute compare un ematoma+, mentre sulla cute compare l'ecchimosi+, una chiazza che inizialmente è di colore rosso poi, col tempo, diviene violacea e infine gialla prima di scomparire. Le emorragie interne sono, ovviamente, meno evidenti di quelle esterne: il sangue si riversa in una cavità corporea presente (ad esempio, torace o addome) o formata dallo stesso (in questo caso si parla di ematoma). Possono essere causate da traumi o da patologie sanguinanti. Proprio a causa del fatto che non si manifestano subito, possono divenire più insidiose, perché spesso sono asintomatiche nella fase iniziale.

Lo stato di shock +Diminuzione dei valori

della pressione arteriosa

Lo shock rappresenta un quadro patologico caratterizzato da una sindrome di insufficienza circolatoria acuta con relativa ipotensione+ arteriosa associata a sintomi e segni di ridotta perfusione di vari tessuti (e quindi organi): questo si definisce anche col termine di ipoperfusione tessutale periferica in cui le cellule del corpo ricevono un quantitativo di sangue inferiore rispetto al loro fabbisogno a causa di un problema ipotensivo. È una situazione in realtà pericolosa perché può trasformarsi in un danno ischemico permanente se l'ipossia non viene corretta. Il primo e forse principale meccanismo di difesa del nostro organismo è costituito dall'aumento della frequenza cardiaca: avvertita la diminuzione di pressione fa in modo che il cuore lavori più velocemente. La pressione, però, non dipende solo dal lavoro cardiaco, ma anche dal quantitativo di massa ematica circolante e dal calibro dei vasi del circolo, che abbiamo visto essere in grado di aumentare o diminuire la loro grandezza in risposta ad uno stimolo cerebrale. Anatomia & Fisiologia + 17

La tachicardia+ non è spesso sufficiente, quindi, ad ar- +Aumento patologico della frequenza restare l'instaurarsi di un quadro di shock, e l'organismo dei battiti del cuore è costretto a ricorrere ad altri interventi. Come ulteriore meccanismo di difesa, sopraggiungerà quindi l'aumento della frequenza respiratoria affinché il sangue in circolo, per quanto poco, sia molto ossigenato. Infine la vasocostrizione periferica, mirata alla salvaguardia degli organi nobili+: concentra il poco ossigeno del sangue e lo dedi- +Cuore, cervello, polmoni, fegato e reni ca principalmente ad essi. Per realizzare ciò, diminuisce il calibro dei vasi presenti nella periferia, verso gli arti, che si trovano in una condizione di ipoafflusso sempre maggiore. Proseguendo comunque il fenomeno di ipoafflusso+, +Afflusso ridotto di sangue vengono risparmiati dalla normale vascolarizzazione tutti gli organi non nobili, fino a quando, anche questi, iniziano a soffrire di mancanza d'ossigeno.

La malattia coronarica La malattia coronarica può portare all'instaurarsi di due quadri clinici che hanno la stessa eziopatogenesi+ e sin- +L'analisi del processo di insorgenza tomatologia simile, ma che differiscono per la transitodi una patologia rietà o meno dei loro esiti: l'angina pectoris e l'infarto e del suo sviluppo, con particolare attenzione miocardico acuto. alle sue cause

L'angina pectoris Esprime la sofferenza ipossica transitoria del miocardio. È espressione di un brusco e transitorio squilibrio tra il fabbisogno e l'apporto di ossigeno ad una zona del muscolo miocardio: le cellule del nostro organismo soffrono la mancanza di ossigeno. Differisce dall'infarto miocardico vero e proprio per la durata di tempo e la reversibilità del quadro clinico. L'angina altro non è che un'ischemia+ parziale o tempora- +Una riduzione dell'apporto di sangue nea del vaso, che preclude il normale afflusso di sangue con un risultante danno per un lasso di tempo, regredendo poi da sola. o disfunzione del tessuto

18 + Anatomia & Fisiologia

L'infarto miocardico acuto (IMA)

+Irregolarità

del ritmo cardiaco

Se infatti l'apporto di sangue corretto non viene ristabilito in breve tempo, la crisi anginosa, che è sempre caratterizzata da un ritorno alla normalità entro 30 minuti, può trasformarsi in un danno permanente della zona del cuore non vascolarizzata, con conseguente formazione di tessuto ischemico, non più in grado di contrarsi correttamente. Questo tipo di lesione si definisce infarto miocardico acuto e differisce dall'angina per la non reversibilità della situazione. Oltre al problema del deficit di contrattilità, se l'area ischemica interessa un fascio di conduzione dello stimolo elettrico, è molto facile che si determini un problema di conduzione elettrica, con conseguente formazione di aritmie+ molto pericolose, quali la fibrillazione ventricolare (FV) e la tachicardia ventricolare senza polso.

Lo scompenso cardiaco Per scompenso cardiaco s'intende un deficit nell'erogazione di sangue ai vari distretti corporei, determinato da un'insufficienza cardiaca. Ciò significa che il cuore non riesce a garantire una corretta contrazione dei suoi ventricoli, con conseguente rallentamento nella progressione del circolo, sia esso grande o piccolo, e formazione di ristagno a monte del rallentamento. Le cause dello scompenso sono, di norma, legate al fisiologico invecchiamento della muscolatura del cuore, ma sono spesso causate dalla formazione di aree che non si contraggono più, conseguenza di infarti anche piccoli. È, al pari dell'infarto, una delle patologie più gravi del sistema cardiocircolatorio, anche se in questo caso vengono compromesse anche funzioni dell'apparato respiratorio. Se non curato nei modi e nei tempi adeguati, può portare alla morte del paziente.

Anatomia & Fisiologia + 19

L'edema polmonare acuto (EPA) Avviene per una disfunzione cardiaca di sinistra che non consente al miocardio di compiere in pieno la sua funzione di pompa. Durante la sistole, quindi, non viene espulso tutto il sangue al momento nel ventricolo sinistro. Il sangue non espulso ristagna e va a sommarsi a quello in arrivo dall'atrio sinistro, creando nel giro di poco tempo un reflusso che dal cuore attraverso la vena polmonare torna ai polmoni. Il soggetto si trova ad avere acqua nei polmoni che ne impedisce la respirazione. Il rischio di morte, avviene quindi per una sorta di annegamento. Questo quadro clinico è comunemente definito edema polmonare acuto (epa).

La rottura di aneurisma L'aneurisma è una patologia dei vasi sanguigni arteriosi che, per diversi e complessi motivi, in alcuni punti del loro transito, possono andare incontro ad un progressivo assottigliamento della loro parete. Questo determina la formazione di una zona d'estroflessione+ del- +Ripiegamento verso l'esterno di un organo la parete arteriosa, che diventa molto fine e aumenta di calibro, diventando però tanto fragile da potersi lacerare. Esistono diversi tipi e gradi di aneurisma, a seconda della tipologia, della grandezza e del vaso interessato; alcune volte si possono aggredire chirurgicamente, creando un bypass sull'arteria in corrispondenza della lesione. Altre volte non è possibile intervenire, e il soggetto portatore di aneurisma deve convivere con questa patologia, tenendola costantemente sotto controllo. Esistono delle forme di aneurisma lievi che non hanno mai dato, al soggetto che ne è portatore, il motivo per essere scoperte, rimanendo asintomatiche: anche queste forme possono andare incontro a rottura improvvisa e massiva. Generalmente, però, il portatore di aneurisma ne è consapevole, e in grado di riferirlo.

20 + Anatomia & Fisiologia

+Aumenta la pressione sanguigna

In corso di puntata ipertensiva+, in caso di trauma ma anche spontaneamente, l'aneurisma può andare incontro a rottura, causando una rapida fuoriuscita di sangue arterioso dal circolo ematico. A seconda del tipo di vaso interessato da questo fenomeno e dalla velocità di rottura, possono esserci conseguenze anche mortali: se si rompe in maniera netta un aneurisma dell'aorta toracica, ad esempio, il soggetto rischia di perdere quasi tutta la massa ematica circolante in qualche minuto soltanto.

Anatomia & Fisiologia + 21

22 + Anatomia & Fisiologia

03

+Segnale che scorre nei nervi

il sistema nervoso Per sistema nervoso si intende un'unità morfo-funzionale caratterizzata da un tessuto altamente specializzato nell'elaborazione di segnali bioelettrici+. Le cellule nervose sono dotate di sensibilità che permette di ricevere, riconoscere e trasmettere tutti gli stimoli fisici e chimici provenienti dall'esterno e dall'interno del nostro organismo. Il tessuto nervoso è composto da tre elementi fondamentali: la cellula nervosa (neurone) composta da un soma, detto anche corpo cellulare, e dai suoi prolungamenti (assone o neurite e i dendriti); nel nevrasse vi è la glia, ovvero tutte le cellule non nervose; il tessuto connettivo fibroso. Il sistema nervoso dell'uomo è composto di due parti cioè il sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico. Il sistema nervoso compie tre principali funzioni: sensoriale, integrativa e motoria. Le reazioni che sono controllate dalle volontà, rappresentano il complesso della vita di relazione. Il cervello però controlla e regola anche azioni involontarie come l'attività cardiaca, respiratoria, digestiva, la continenza degli sfinteri, la contrazione dei muscoli pupillari. Tutte quelle azioni che non sono sotto il controllo della volontà e rappresentano il complesso della vita vegetativa.

Anatomia & Fisiologia + 23

Il sistema nervoso centrale Il cervello è costituito da miliardi di cellule nervose, che sono riunite in unità funzionali con compiti specifici. La caratteristica principale delle cellule nervose è la loro incapacità di rigenerarsi se vengono danneggiate, questo significa che a differenza degli altri tessuti, che sono in grado di riparare i danni sostituendo le cellule danneggiate con cellule nuove, le cellule nervose che muoiono non vengono rimpiazzate. È per questo motivo che ogni danno a carico del sistema nervoso è sempre molto grave. Il sistema nervoso centrale è costituito dal cervello e dal midollo spinale. Il primo è contenuto nella scatola cranica, che è una cavità inestensibile+ a protezione totale, mentre il midollo spinale è contenuto nel canale midollare che decorre nella colonna vertebrale. Cervello e midollo spinale sono strettamente connessi tra di loro perché il midollo spinale è la continuazione anatomica del tessuto nervoso cerebrale . Il cervello e il midollo spinale sono avvolti completamente dalle meningi. Le meningi sono tre robuste e sottili membrane sovrapposte l'una all'altra che isolano il cervello e producono una sottile falda liquida: il liquido cefalorachidiano, la cui funzione è di proteggere il cervello dagli urti. Dal cervello partono tutti gli impulsi diretti agli organi periferici; tali impulsi, diretti dal centro alla periferia, sono detti impulsi motori. Contemporaneamente, al cervello arrivano gli impulsi provenienti dagli organi periferici chiamati impulsi sensitivi. Il cervello contenuto nella scatola cranica ha la forma di un grosso ovoide. È diviso in due emisferi: destro e sinistro. Gli impulsi che originano dall'emisfero destro raggiungono la metà sinistra del corpo, mentre gli impulsi che partono dall'emisfero sinistro raggiungono la metà 24 + Anatomia & Fisiologia

+Che non può essere esteso

cervello cervelletto

nervo radiale

nervi intercostali colonna vertebrale

nervo sciatico

nervo femorale

sistema nervoso Anatomia & Fisiologia + 25

destra del corpo. La parte superficiale degli emisferi cerebrali, detta corteccia cerebrale, è la sede del controllo della vita di relazione. È percorsa da solchi e circonvoluzioni che ne aumentano notevolmente la superficie. La corteccia cerebrale è costituita da cellule nervose in cui si originano e a cui arrivano continuamente impulsi nervosi. Nel tronco encefalico, deputato alla vita vegetativa, in prossimità del punto in cui il tessuto nervoso cerebrale continua nel midollo spinale, esistono gruppi importantissimi di cellule nervose dalla cui attività dipendono il buon funzionamento del cuore, dell'attività respiratoria e altre attività indispensabili per la sopravvivenza. Questi gruppi di cellule nervose prendono, a seconda delle loro specifiche funzioni il nome di centro del respiro, centro cardioregolatore, centro vasomotore, centro termoregolatore, centro della fame, centro della sete. Nella parte posteriore della scatola cranica, in corrispondenza degli emisferi cerebrali, è situato un piccolo organo rassomigliante, nella forma, al cervello chiamato cervelletto. Questo, collegato da fasci di fibre nervose al cervello e al midollo spinale, partecipa alla regolazione

Sistema nervoso centrale con evidenziati cervello e colonna vertebrale

Il sistema nervoso periferico È costituito dall'insieme dei nervi, lungo i quali viaggiano gli impulsi motori diretti dal sistema nervoso centrale agli organi periferici, e gli impulsi sensitivi diretti dagli organi periferici al sistema nervoso centrale. I nervi sensitivi raccolgono le stimolazioni sensitive da tutti i punti del corpo (periferia) e le inviano al centro, ossia alla corteccia cerebrale, dove risiedono i neuroni sensivi, cioè le cellule che analizzano questi stimoli. I nervi motori portano gli ordini, ossia gli stimoli ad agire, dalla corteccia cerebrale (i neuroni motori) a tutti i muscoli scheletrici. 26 + Anatomia & Fisiologia

Vista del sistema nervoso periferico

Patologie la perdita di coscienza e il coma

+Respirazione, pressione, attività cardiaca

+Richiamo ad alta voce o stimolo doloroso

La perdita di coscienza è la perdita della consapevolezza di sé e dell'ambiente esterno, legata a cause occasionali, traumatiche oppure patologiche di diversa natura. Lo stato di coma è una condizione patologica delle funzioni vitali+ essenzialmente caratterizzata dalla perdita prolungata della coscienza, della motilità spontanea e della sensibilità: il paziente non è risvegliabile nemmeno da stimoli molto intensi+. È importante sottolineare che il paziente in coma, generalmente, perde il controllo della muscolatura posteriore della lingua, che cade per questo all'indietro, causando l'ostruzione parziale o totale delle vie aeree.

ictus +La necrosi di un

territorio cerebrale, conseguente all'occlusione di una arteria che provoca un'interruzione dell'afflusso arterioso per una durata superiore ai tre minuti

L'ictus cerebrale è un'improvvisa perdita di coscienza e delle funzioni cerebrali superiori, a causa di un infarto cerebrale+. Esiste anche un tipo di ictus detto emorragico, e dipende dalla rottura di un vaso sanguigno cerebrale con conseguente emorragia. La gravità dell'ictus cerebrale dipende dalla grandezza dell'area lesionata e dalla sua localizzazione, e quindi dalle funzioni associate alla zona di cervello che viene danneggiata.

tia L'attacco ischemico transitorio, anche detto tia (Transitory Ischemie AttacK), è una sofferenza transitoria, su base vascolare, di una determinata area del sistema nervoso centrale. Ha esattamente la stessa patogenesi dell'ictus, ma è causato da un'occlusione parziale di un vaso e determina sintomi di deficit neurologico che, a differenza dell'ictus, regrediscono completamente entro ventiquatAnatomia & Fisiologia + 27

tro ore. Il tia è però da considerarsi ivi campanello d'allarme dell'ischemia vera e propria, soprattutto quando si ripete più di una volta e in un breve lasso di tempo. Non deve assolutamente venir sottovalutato.

l'epilessia Per epilessia si intende una sindrome neurologica caratterizzata da alterazione dell'attività elettrica del cervello, che si manifesta con crisi di aspetto clinico diverso con tendenza a ripetersi. Tali crisi dipendono da un'improvvisa e incontrollata iperattività elettrica delle cellule cerebrali, dalla quale origina una scarica. Al termine della crisi, le cellule riprendono il loro normale funzionamento senza comportare alcun deficit. Con l'espressione grande male si indica la crisi epilettica nella sua manifestazione classica, con sintomi forti e generalizzati, che si presentano improvvisamente, ma può anche essere preceduta da segni psichici vaghi (ad esempio, irritabilità). La crisi di grande male comprende una fase tonica, una fase clonica, una terza fase detta coma post-critico e infine una fase di recupero Durante la fase tonica, il soggetto, dopo un grido rauco, cade a terra privo di coscienza, il capo esteso e ruotato, la lingua serrata tra i denti; il respiro è bloccato e il viso cianotico+; le pupille non reagiscono alla luce; gli arti sono estesi e irrigiditi. Nella fase clonica si hanno: bava sanguinolenta alla bocca; spesso perdita di urine; respiro rumoroso che diventa russante. Il coma post‒critico è caratterizzato da uno stato comatoso con rilassamento di tutta la muscolatura. La fase di recupero, infine, con il progressivo ritorno alla norma, è spesso seguita da un sonno ristoratore.

28 + Anatomia & Fisiologia

+Stato di colorazione bluastra della pelle e delle mucose

Si definisce invece piccolo male un episodio brevissimo di perdita di attività mentale. Colpisce i bambini fra i 4 e 14 anni, dura 5‒20 secondi e ha tendenza a ripetersi più volte nella giornata; il bimbo è immobile come una statua, o presenta al massimo qualche contrazione delle palpebre. Il ritorno della coscienza è improvviso e non si manifesta torpore dopo la crisi.

le convulsioni febbrili +Perché caratterizzate da febbre molto alta

Dette anche iperpiretiche+, sono crisi convulsive generalizzate, con durata massima di qualche minuto, che si verificano nel corso di un accesso febbrile (temperatura superiore a 38°C), durante la fase d'aumento rapido della temperatura, indipendentemente da malattie neurologiche attuali o precedenti.

l'ipertensione endocranica

+Carenza di ossigeno nell'area interessata

L'ipertensione endocranica rappresenta un pericoloso quadro clinico che si instaura quando il contenuto della scatola cranica, per svariati motivi, aumenta di volume. La conseguenza di questo aumento, essendo la scatola cranica una struttura ossea immodificabile, è un'aumentata pressione verso la superficie del cervello, più molle. La zona di cervello interessata dalla pressione può andare così incontro a una progressiva sofferenza ipossica+, fino all'infarto, con conseguente formazione di area ischemica: la zona colpita dalla lesione perde la capacità di espletare la funzione cerebrale alla quale era associata.

Anatomia & Fisiologia + 29

30 + Anatomia & Fisiologia

04

+Il sangue da venoso diventa arterioso

+Utilizza per il suo

metabolismo circa il 20% dell’ossigeno di tutto l’organismo

L’apparato

respiratorio L’apparato respiratorio è una struttura anatomica atta alla respirazione, costituita dai polmoni e dalle vie aeree; permette gli scambi gassosi di ossigeno ed anidride carbonica con l’emoglobina ed il plasma del sangue secondo un processo chiamato ematosi+. Per vivere tutte le cellule del nostro corpo hanno bisogno di assumere ossigeno ed eliminare anidride carbonica. Senza ossigeno la cellula soffre e infine muore. Il cervello, poiché ha un alto consumo di ossigeno+, è l’organo più sensibile alla mancanza di ossigeno: dopo pochi minuti di assenza di ossigeno le cellule nervose cominciano a morire. L’apparato respiratorio è costituito dalle vie aeree superiori , dalle vie aeree inferiori e dagli alveoli. Le vie aeree superiori e inferiori servono per trasportare l’aria esterna fino agli alveoli. Negli alveoli avviene invece lo scambio dei gas col sangue: l’ossigeno passa dagli alveoli al sangue, viceversa l’anidride carbonica passa dal sangue negli alveoli e poi viene eliminata.

Anatomia & Fisiologia + 31

L'apparato L’aria viene normalmente inspirata grazie al naso, in questa fase, le fosse nasali purificano e riscaldano l’aria grazie alla mucosa nasale e ai peli. Durante uno sforzo fisico, è necessario introdurre grosse quantità d’aria nei polmoni, in questi casi l’inspirazione avviene attraverso la bocca. I canali orali e nasali+ confluiscono nella faringe un organo costituito da tessuto muscolare che accomuna apparato respiratorio e digerente. È situata all’altezza della cervicale+ e contribuisce alla purificazione, riscaldamento e umidificazione dell’aria.

fosse nasali

+Rinofaringe

e orofaringe.

+Quarta vertebra.

bocca

laringe faringe

trachea

epiglottide esofago corde vocali

bronchi

polmone

alveoli

apparato respiratorio 32 + Anatomia & Fisiologia

+Esofago: canale digerente;

Laringe: canale respiratorio.

+Deglutire e tossire

sono presenti anche in pazienti comatosi.

Alla base della trachea c’è l’epiglottide, un piccolo organo cartilagineo. Questo separa l’esofago dalla laringe+ direzionando cibo, liquidi e aria nel giusto condotto. La tosse è un riflesso+ che ci difende ed espelle cibo e liquidi dalla trachea. La laringe è situata all’altezza del pomo di Adamo. L’aria passa dalla faringe alla laringe arrivando alla trachea. Ospitando le corde vocali questo tratto risulta più stretto rispetto ai tratti precedenti. La trachea risulta piuttosto elastica grazie alla sua conformazione, questa è formata da anelli di cartilagine uniti da legamenti.

+Bronco dx – Polmone dx. Bronco sx – Polmone sx.

La trachea si biforca in due bronchi collegati rispettivamente ai due polmoni+. Questi si diramano in bronchi sempre più piccoli occupando completamente l’area polmonare. La parte terminale dei bronchi prende il nome di alveolo ed ha le dimensioni pari a quelle di un capillare. Gli alveoli polmonari si occupano in modo specifico dello scambio dei gas con il sangue, questi sono irradiati di capillari provenienti dall’arteria polmonare. Il sangue pompato dal cuore arriva agli alveoli, viene purificato da anidride carbonica e iniettato di ossigeno, e torna in circolo in tutto il corpo. I polmoni sono rivestiti dalla pleura un sorta di membrana mobile, sottile e trasparente che contiene bronchi e alveoli. Sostanzialmente la pleura aiuta lo scorrimento e la dilatazione dei polmoni all’interno della gabbia torace. La pleura è costituita da tre strati il primo, viscerale,è a contatto con la superficie polmonare; il secondo, parietale, lega i polmoni alla gabbia toracica.

Anatomia & Fisiologia + 33

I muscoli Il diaframma è un grande e potente muscolo piatto, teso tra il torace e l'addome. Quando il diaframma si contrae si ha un'espansione del torace verso il basso. I muscoli intercostali sono muscoli tesi tra una costa e l'altra. Quando i muscoli intercostali si contraggono la gabbia toracica si espande. La contrazione del diaframma e dei muscoli intercostali provoca un'espansione totale della gabbia toracica. L'espansione della gabbia toracica è sinonimo di espansione polmonare tipica durante la respirazione. Un aumento del fabbisogno di ossigeno, o problemi respiratori, attivano dei muscoli respiratori secondari+ per incrementare la potenzialità dei mu- +Muscoli addominali, muscolatura del collo scoli respiratori primari. e da alcuni della schiena

L'attività respiratoria Negli alveoli deve entrare aria a 37°C, indipendentemente dalla temperatura esterna, e umidificata 100% Deve inoltre essere purificata dal pulviscolo atmosferico e dalle altre impurità (ad esempio, batteri) invisibili a occhio nudo, ma presenti nell'aria che noi respiriamo. Ogni atto respiratorio è composto da un'inspirazione, in cui l'aria entra nei polmoni, e da un'espirazione, in cui l'aria esce dai polmoni. Con l'inspirazione l'aria dell'ambiente circostante viene risucchiata negli alveoli polmonari riempiendoli di ossigeno. Con l'espirazione l'aria 34 + Anatomia & Fisiologia

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presente negli alveoli, carica di anidride carbonica, fuoriesce all'esterno. (il cervello invia lo stimolo 14-16 volte al minuto) Centro respiratorio funziona in modo automatico, impartendo gli ordini ai muscoli respiratorie facendo in modo che l'uomo respiri così senza accorgersene. Il ciclo respiratorio si divide in quattro principali fasi:

2

1 Inspirazione Fase di lavoro muscolare di incameramento dell'aria

2 Pausa breve Durante la quale avviene lo scambio di gas alveolare

3 Espirazione Fase passiva di rilasciamento muscolare

3

4 Pausa grande Fase di riposo e preparazione dell'atto inspiratorio. La frequenza respiratoria è un parametro vitale, è dato dal numero di cicli eseguiti ogni minuto. Ogni atto respiratorio scambia circa 350-450 cc di aria+Questo valore può variare a seconda dell'occorrenza, uno sbadiglio può aumentare notevolmente il volume, patologie+ particolari potrebbero limitarle.

4

+Contenente circa

il 21 % di ossigeno

+Per esempio

la polmonite

Anatomia & Fisiologia + 35

Patologie L'insufficienza respiratoria Rappresenta un quadro patologico più o meno grave, caratterizzato da un difetto di ossigenazione del sangue arterioso detto ipossia, associato o meno ad ipercapnia+. Rappresenta uno squilibrio tra la richiesta e l'apporto di ossigeno alle cellule dell'organismo. Sono numerose le patologie che possono generare insufficienza respiratoria, che può avere andamento cronico o acuto.

+L'aumento nel sangue

dell'anidride carbonica (CO2)

L'asma L'asma è la manifestazione patologica prevalentemente acuta che insorge generalmente come reazione a particolari particelle presenti nell'aria (asma allergico) o come riacutizzazione di forme enfisematose+ croniche. La crisi asmatica, a differenza delle altre patologie del sistema respiratorio, è una manifestazione essenzialmente espiratoria.

L'enfisema polmonare È una patologia caratterizzata da un fisiologico invecchiamento delle strutture terminali dei bronchi a causa di assunzione prolungata di sostanze tossiche per il sistema respiratorio. Il quadro clinico è caratterizzato da una progressiva perdita di elasticità delle strutture terminali dei bronchi, che determina una riduzione della capacità di scambio dei gas. Ha andamento cronico degenerativo, e spesso causa l'insufficienza respiratoria cronica, anche se può dare riacutizzazioni in seguito a concomitanti patologie infiammatorie.

36 + Anatomia & Fisiologia

+Gonfiamento

dei tessuti di un organo, dovuto a infiltrazione d'aria o di un gas

L'emotorace +Contusioni, ferite penetranti

È rappresentato da una raccolta patologica di sangue nello spazio pleurico conseguente, nella maggior parte dei casi, a un trauma toracico grave+.

Lo pneumotorace (PNX)

+Organi che si trovano nel mediastino, parte mediana del torace

Indica la pericolosa presenza di aria, proveniente dai polmoni, nella cavità pleurica. La pressione pleurica, non solo eguaglia, ma supera anche quella atmosferica, comportando così anche uno spostamento laterale degli organi mediastinici+, con grave compromissione funzionale, fino all'arresto cardio-circolatorio per tamponamento cardiaco. È possibile distinguere due tipologie.

Pneumotorace traumatico

+Sensazione palpatoriale come di carta velina sotto la pelle

+Corpo estraneo che

penetra nella corrente sanguigna provocando embolia

Sono ferite o perforazioni della parete toracica, con ingresso dell'aria dall'esterno. È generalmente caratterizzato da dolore toracico importante, asimmetria della ventilazione, crepitio sottocutaneo+, dispnea ingravescente.

L'embolia polmonare È sostanzialmente un'ostruzione improvvisa di un ramo arterioso del circolo polmonare causato dalla formazione di un embolo+. Le cause più comuni sono: trombosi venosa profonda degli arti inferiori; una bolla d'aria, liberatasi in circolo per troppo rapida decompressione; materiale lipidico proveniente da fratture ossee (ad esempio, frattura nell'anziano); trombi staccatisi dall'atrio o dal ventricolo del cuore sinistro, in caso di anomalie anatomiche.

Anatomia & Fisiologia + 37

38 + Anatomia & Fisiologia

05

L’apparato

locomotore L'apparato locomotore svolge la funzione del movimento. È formato da due parti distinte,lo scheletro, ossia l'insieme delle ossa,e i muscoli. In particolare riferendosi al locomotore ci si riferisce ai muscoli scheletrici (o muscoli striati), alle ossa e alle articolazioni. Come tutte le strutture del corpo l'apparato locomotore esplica un suo preciso compito nel complesso dell'organismo e la sua attività consiste nel sostenere e muovere il corpo e le sue parti. È una funzione importantissima perché non solo rende migliori le condizioni di vita, ma anche per mantenere la vita stessa poiché senza movimento non sarebbe possibile mantenere un ambiente favorevole alla vita cellulare. Tutti i movimenti compiuti dal corpo umano richiedono l' attività coordinata dell'apparato locomotore. Il sistema scheletrico ha la funzione di sostenere tutto il corpo. Invece, il sistema muscolare, ci permette di muoverci, ossia i muscoli si allungano e si "accorciano" e consentono al corpo di non rimanere immobile come un manichino, ma di compiere tutti i movimenti possibili.

Anatomia & Fisiologia + 39

Lo scheletro Ăˆ la struttura portante del corpo umano, formato da piĂš di 200 ossa , che vengono distinte in ossa lunghe, brevi e piatte. Le ossa lunghe sono quelle degli arti superiori (omero, radio e ulna) e degli arti inferiori (femore, tibia e perone); le ossa brevi sono le vertebre, le ossa della mano, del piede e la rotula, mentre le ossa piatte sono quelle del cranio e della faccia, le coste, lo sterno e il bacino.

scatola cranica mandibola

vertebra cervicale clavicola

scapola

sterno

coste ulna radio

ileo carpo metacarpo falangi

femore rotula tibia perone

calcagno

scheletro 40 + Anatomia & Fisiologia

Il tessuto osseo, nonostante l'apparenza, è un tessuto in continuo rifacimento: ciò spiega la crescita dell'uomo, ma anche la possibilità di guarigione dopo una frattura. Le principali funzioni dello scheletro sono: impalcatura e sostegno, movimento, protezione di organi e strutture delicate e formazione di alcune cellule del sangue.

+Che non può essere esteso

+Sette sono gli organi

di senso umani canonici nonostante spesso si limiti a citare solo i primi cinque: la vista, l'udito, l'olfatto,il gusto, il tatto, la propriocezione e l'apparato vestibolare o dell'equilibrio

La scatola cranica è un contenitore rigido ed inestensibile+ in cui è contenuto il cervello, organo molto importante e delicatissimo. È costituita anteriormente dallo splancnocranio e, posteriormente, dalla volta cranica. Lo splancnocranio è formato da ossa che contengono al loro interno organi di senso+. Le ossa che formano la parte anteriore del cranio (ossa del massiccio facciale) hanno la caratteristica di essere ossa pneumatiche: al loro interno sono presenti dei buchi detti seni che servono ad alleggerire il peso del cranio. La volta cranica è invece formata da otto ossa piatte, tra cui l'osso frontale, due ossa temporali, due ossa parietali e l'osso occipitale. La colonna vertebrale è costituita da trentatré vertebre sovrapposte l'una all'altra, così suddivise : sette cervicali, dodici toraciche o dorsali, cinque lombari, cinque sacrali e coccigee. La colonna vertebrale esercita una notevole azione di sostegno e, date le modalità di articolazione delle vertebre tra di loro, è anche abbastanza mobile: sono infatti possibili movimenti di flessione in avanti, indietro e lateralmente.Le vertebre hanno indicativamente la forma di anello, sono sovrapposte l'una all'altra, e costituiscono una vera e propria colonna ossea portante. Non appoggiano direttamente una sull'altra, ma sono intervallate da dischi elastici che hanno la funzione di assorbire il carico e gli urti. La gabbia toracica è invece costituita dalle coste che si articolano, davanti, con lo sterno e, dietro, con le vertebre toraciche. Lo sterno è un osso lungo e piatto a cui si attaccano direttamente, dieci delle dodici paia di coste. Con Anatomia & Fisiologia + 41

la parte superiore dello sterno, detta manubrio, si articolano anche le due clavicole; queste collegano lo sterno alle scapole, rendendo così più stabile l'articolazione scapolo-omerale o spalla. L'integrità della gabbia toracica è indispensabile per un'efficace respirazione. Ecco perché le fratture delle coste o dello sterno complicano non poco l'efficacia dell'attività respiratoria. Oltre che a questa importante funzione, la gabbia toracica assolve anche ad un altro compito molto importante: la protezione degli organi intratoracici+ e intraddominali+. La scapola, osso piatto di forma triangolare, è tenuta aderente alla parte posteriore della gabbia toracica da muscoli e legamenti. È inoltre fissata al manubrio dello sterno dalla clavicola. Con la scapola si articola l'omero, l'osso dei braccio, che a sua volta si articola, a livello del gomito con il radio e l'ulna. In corrispondenza del polso, il radio e l'ulna si articolano con le ossa della mano.

+Cuore, polmoni +Fegato, milza

Il bacino è costituito da tre ossa l'ileo, l'ischio e il pube, fuse insieme a destra e a sinistra con l'ultima parte della colonna vertebrale e precisamente con le vertebre sacrali e coccigee. A destra e a sinistra, il bacino si articola con il femore, l'osso della coscia, il più lungo del nostro corpo+. Anteriormente al femore, a livello del ginocchio, c'è la rotula, un osso irregolare che offre inserzione a muscoli e legamenti dell'arto inferiore. La tibia si articola con il femore, protetta anteriormente dalla rotula. Tibia e perone, in corrispondenza della caviglia, si articolano con le ossa del piede.

+Circa 45 centimetri

42 + Anatomia & Fisiologia

Le articolazioni Le articolazioni mobili consentono i movimenti delle ossa tra di loro; le più importanti sono: l'articolazione scapolo-omerale (spalla), il gomito, il polso, l'articolazione coxo-femorale (anca), il ginocchio, la caviglia, le articolazioni intervertebrali

I muscoli Il muscolo è un tessuto formato da cellule, dette appunto muscolari, che hanno la capacità di contrarsi e rilasciarsi a seguito di uno stimolo nervoso. I muscoli si dividono in: muscoli volontari, da cui dipendono tutti i movimenti volontari del corpo; muscoli involontari, sotto il controllo del sistema nervoso vegetativo. Le funzioni dei muscoli volontari, che costituiscono quasi il 40% del peso corporeo, sono: determinare la forma del corpo, dare espressione al viso, consentire i movimenti, produrre calore garantire la postura. Per postura s'intende tutto quell'insieme armonico di movimenti muscolari tesi a mantenere il corpo, con il minimo sforzo, in una determinata posizione. Le estremità dei muscoli si fissano alle ossa grazie ai. La contrazione e il rilasciamento del muscolo provoca di conseguenza il movimento del segmento osseo sul quale il muscolo è inserito.

Anatomia & Fisiologia + 43

Patologie spina bifida, lussazione congenita dell'anca, piede torto Sono malformazioni congenite, derivanti da anomalie nello sviluppo fetale. La spina bifida è una malformazione o difetto neonatale dovuto alla chiusura incompleta di una o più vertebre, risultante in una malformazione del midollo spinale. È la malformazione più frequente del sistema nervoso centrale. La displasia dell'anca è uno sviluppo anomalo artrospocale+ dell'anca; consiste in un'alterazione della forma dell'articolazione dell'anca che si riscontra nei neonati. Il piede torto è una deformità del piede presente alla nascita, che ha una eziologia+ complessa. Presenta varie forme: piede equino‒varo‒supinato, piede talo‒valgo‒pronato, metatarso varo o adotto, piede piatto‒valgo o reflesso.

osteoporosi Con il termine osteoporosi si intende una condizione per cui lo scheletro è soggetto ad un maggiore rischio di fratture, in seguito alla diminuzione di massa e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa. Si suddivide in: osteoporosi idiopatica (la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara), osteoporosi di tipo I o post-menopausale (dovuta alla caduta della produzione ormonale), osteoporosi di tipo II o senile (dovuta a varie cause). Si manifestano principalmente nell'osso trabecolare+, è questa la forma con un maggiore numero di fratture.

44 + Anatomia & Fisiologia

+Questo è il significato

della parola greca displasia

+Il termine deriva

dal greco (aitia = causa e logos = parola/discorso) in riferimento alle cause che provocano diversi fenomeni

+È la parte porosa

interna delle ossa

distorsione, lussazione, frattura Una distorsione è una patologia a carico dell'apparato locomotore; è causata da traumi o contusioni soprattutto delle ossa più sporgenti, o di movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un insufficiente tono muscolare può facilitarla. Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione che non comporta però una perdita di contatto tra le superfici articolari come una lussazione. Una lussazione è uno spostamento permanente delle superfici articolari l'una rispetto all'altra. La lussazione è detta completa se la perdita dei rapporti fra le due superfici è totale, quando invece resta un contatto parziale, si parla di lussazione incompleta o di sublussazione. Le fratture sono classificate come chiuse, con dislocazione o aperte (esposte), multiple e semplici comminute. Nelle fratture chiuse la pelle è intatta e non si riscontrano monconi ossei sporgenti, a differenza di quanto accade nel caso di fratture aperte o esposte. Queste ultime comportano un rischio di infezione elevato e richiedono un trattamento antibiotico oltre a quello medico-chirurgico. La diagnosi nelle fratture chiuse avviene per mezzo dei raggi X. Nel caso la frattura riguardi solo l'osso la frattura è detta isolata, mentre se coinvolge anche i legamenti è detta associata.

Anatomia & Fisiologia + 45

46 + Anatomia & Fisiologia

06

L'apparato

genitale femminile Per apparato genitale o riproduttivo si intende l'insieme degli organi che, sia nell'uomo, sia nella donna, sono coinvolti nella riproduzione e nella determinazione delle caratteristiche somatiche dei due sessi. L'importanza della normale funzione dell'apparato riproduttivo è differente dal fine ultimo della normale funzione degli altri organi del corpo: l'attività funzionale propria del sistema riproduttivo e dei suoi meccanismi di controllo estremamente complessi assicura non propriamente la sopravvivenza del singolo individuo, ma quella della specie. Gli organi che formano l'apparato genitale femminile sono molti. Gli organi della riproduzione possono essere classificati, similmente ai genitali maschili, come primari e secondari, in funzione del fatto che vengono coinvolti direttamente nella produzione della prole o meno.

Gli organi primari +Aventi un origine simile

Gli organi primari sono le ovaie, l'organo principale dell'apparato genitale femminile. Sono omologhe+ dei testicoli del maschio. Sono ghiandole che assomigliano ad una mandorla, sono localizzate ai lati dell'utero, sotto e dietro le tube uterine. Ciascuna di esse pesa circa tre grammi. Le ovaie hanno la funzione di produrre i gameti femminili, o uova. Il rilascio di un uovo alla fine dell'ooAnatomia & Fisiologia + 47

genesi è detto ovulazione+. Al momento dell'ovulazione l'uovo viene espulso ed entra nelle tube uterine attraverso cui raggiungerà la cavità uterina. Inoltre, presiedono anche alla produzione degli ormoni sessuali femminili, quali estrogeni e progesterone. Sono invece organi secondari l'utero, le tube uterine e la vagina. L'utero è localizzato all'interno della cavità pelvica, posteriormente alla vescica e anteriormente al retto. L'età della donna, la gravidanza, lo stato di pienezza dei visceri possono far cambiare la posizione dell'utero. La cavità dell'utero è piccola rispetto allo spessore delle sue pareti, che, essendo molto elastiche, ne permettono la dilatazione in presenza del feto. È infatti nell'utero che si sviluppa il feto e si fissa la placenta, un organo che mette in comunicazione la madre con l'embrione, prima, e col feto dopo il primo trimestre, a cui, per mezzo del cordone ombelicale, passa il nutrimento e tutto ciò che serve per lo sviluppo. L'utero presiede a molte funzioni importanti nel processo della riproduzione. Una di queste è la mestruazione che è un evento regolare del ciclo sessuale femminile che permette all'endometrio+ di rinnovarsi periodicamente in preparazione alla fecondazione eventuale. Nell'endometrio si impianta l'uovo fecondato dallo spermatozoo. Inoltre, le ghiandole endometriali sono atte a secernere sostanze nutritive utili allo sviluppo dell'embrione e alla formazione della placenta. Un'altra funzione è la capacità di contrazioni ritmiche all'approssimarsi del parto dette contrazioni del travaglio indispensabili per l'espulsione del feto dal corpo materno. Le tube uterine o tube di Falloppio sono lunghe circa dieci centimetri e si aprono nella cavità uterina in corrispondenza degli angoli supero-esterni della cavità pelvica. Sono costituite dalle stesse tuniche che compongono l'utero. Le tube uterine sono in sostanza un'esten48 + Anatomia & Fisiologia

+Oogenesi, produzione di uova oociti

+Membrana mucosa

di rivestimento della cavità interna all'utero

sione dell'utero che comunicano con l'ovaio in modo non stretto. Questa posizione permette agli oociti rilasciati dall'ovaia di essere avviati, attraverso le tube, all'utero grazie all'azione di ciglia dette fimbrie. Nelle tube uterine avviene anche la fecondazione: l'uovo prodotto nelle ovaie, viene spinto nelle tube dove è pronto per incontrare lo spermatozoo che andrà a fecondarlo. Infine, la vagina è un organo tubulare situato tra il retto che si trova posteriormente ad essa, e la vescica e l'uretra situate davanti ad essa. Si estende in alto e indietro dal suo orifizio esterno nel vestibolo fra le piccole labbra della vulva, fino alla cervice. La vagina è un canale collassabile capace di notevole distensione. È costituita da tessuto muscolare liscio, e internamente è rivestita da una mucosa sollevata in pliche.

utero tuba uterina

tuba uterina ovaia

ovaia cervice vagina

apparato genitale Anatomia & Fisiologia + 49

Patologie le urgenze ginecologiche Una patologia esclusiva del sistema genito-urinario femminile è la metrorragia, ovvero la perdita ematica+ dalla vagina in periodi diversi dalla fisiologica mestruazione. È considerata come un'emorragia interna esteriorizzata, poiché è spesso segno di traumi o patologie dell'apparato genitale femminile: traumi, importante infiammazione, neoplasie+, traumi vulvari o vaginali, che possono causare emorragie copiose e ipotensione. Oltre che una perdita più o meno copiosa di sangue vaginale ed eventuale ipotensione da cui lo stato di shock, alla metrorragia può accompagnarsi dolore pelvico+ o dell'ipogastrio+. In questo caso può essere utile far assumere alla paziente una posizione antalgica qualora fosse possibile, posizione antishock se necessaria.

+Perdita di sangue

+Dal greco neo, nuovo, e plasìa, formazione, sinonimo di tumore

+Localizzato nella fossa iliaca destra

+Localizzato nella fossa iliaca sinistra

problemi in gravidanza La metrorragia nella donna gravida può precedere o accompagnarsi ad una minaccia d'aborto, solitamente nel primo trimestre della gravidanza, o prima del parto per distacco della placenta con conseguente sofferenza del feto. Per minaccia d'aborto si intende ogni sanguinamento uterino che avvenga prima della ventesima settimana di gravidanza, e in assenza di dilatazione cervicale. Si ha l'aborto inevitabile quando vi è un'emorragia uterina con dilatazione cervicale, ma senza l'espulsione del prodotto del concepimento. L'aborto incompleto è invece il passaggio di una parte del feto e degli annessi fetali+. +Placenta, liquido amniotico, cordone Per aborto completo si intende invece l'espulsione sponombelicale tanea e completa di tutto il prodotto del concepimento (placenta compresa). Il periodo gestazionale in cui possono maggiormente verificarsi aborti spontanei è tra l'ottava e la dodicesima settimana. 50 + Anatomia & Fisiologia

Si parla di gravidanza ectopica quando lo sviluppo del feto avviene in un luogo che non sia l'utero la donna avvertirà dolore addominale o pelvico accompagnato da emorragie vaginali. Anche un'infezione delle vie urinarie o dei genitali può indurre un parto prematuro.

iI travaglio di parto

+Introduzione artificiale

di liquido in un organo o nell'intero organismo, attraverso i vasi sanguigni

Una gravidanza si può considerare completa dopo la trentasettesima settimana poiché il feto è già maturo a livello polmonare. Quando il feto segnala la fine della gravidanza, l'utero diventa irritabile e hanno così inizio le contrazioni uterine, mentre la cervice uterina (collo dell'utero) tende a rilasciarsi per consentire la dilatazione, e permettere al feto di raggiungere il canale del parto per poi uscire. Una volta che il travaglio di parto ha inizio, è impossibile arrestarlo, e termina fisiologicamente con il parto, e quindi con l'espulsione del feto. La caratteristica principale del travaglio di parto è di essere caratterizzato da contrazioni, involontarie e intermittenti, che durante l'avvicendarsi diventano più frequenti e dolorose. Per contrazione si intende l'espressione dello sforzo muscolare che serve a permettere la progressione del feto nel canale del parto. Durante una contrazione, i vasi in sede uterina vengono costretti. Le pause tra una contrazione e l'altra, favoriscono quindi il ripristino della perfusione+ in quel distretto e alla placenta; in assenza di pause si avrebbe una sofferenza fetale incompatibile con la vita dello stesso.

Anatomia & Fisiologia + 51

52 + Anatomia & Fisiologia

07

L'apparato

tegumentario L'apparato tegumentario, comunemente noto come cute o pelle, è il tessuto che svolge la funzione di rivestimento e protezione dell'organismo umano. È composto da diversi strati: l'epidermide, il più superficiale, e il sottostante derma, separati dalla lamina basale. Al di sotto di essi si trova la tela sottocutanea, una zona di tessuto connettivo lasso e tessuto adiposo. Sebbene la pelle non sia comunemente considerata come un organo, in effetti, è una delle parti più importanti del corpo umano: essa rappresenta un mantello impermeabile e protettivo per i tessuti e le strutture ossee sottostanti, una barriera verso il mondo esterno, in primo luogo nei confronti dei microbi e dei virus, che non devono aggredire l'organismo perché potrebbero essere patogeni per l'uomo, cioè dare luogo a malattie. La pelle ferita, che ha perso la sua integrità, è quindi una porta d'accesso per le infezioni. Un'altra funzione è la regolazione della temperatura corporea. Essa aumenta o limita la dispersione del calore a seconda delle condizioni ambientali. Svolge poi una funzione tattile. Mette l'uomo in contatto con il mondo esterno con la sensibilità tattile, termica e dolorifica. La pelle mantiene l'equilibrio idrico. Il calore del nostro corpo è prodotto dalle reazioni chimiche del metabolismo che avvengono all'interno dell'organismo. Quello in eccesso viene disperso dal sangue che, circolando nei vasi sanguigni in superficie, vicino alla pelle, lo cede all'ambiente esterno. La pelle funziona come un radiatore, ma intelligente: se la quantità di calore da smaltire è grande i vasi cutanei si dilatano per far scorrere molto sangue, se viceAnatomia & Fisiologia + 53

versa è modesta o l'ambiente esterno è molto freddo, si contraggono, limitando il raffreddamento del sangue. Più difficile è immaginare come il corpo possa disperdere calore quando la temperatura ambientale è più elevata di quella corporea. In questo caso interviene la sudorazione: quando la pelle è molto vascolarizzata le ghiandole sudoripare producono abbondante sudore, la cui evaporazione raffredda la pelle, abbassando così la temperatura del sangue che vi circola.

epidermide

derma

strato sottocutaneo

strati cutanei 54 + Anatomia & Fisiologia

Epidermide, derma, strato sottocutaneo La pelle è composta da più strati: il più esterno si chiama epidermide, quello intermedio è il derma, il più interno infine è lo strato sottocutaneo. L'epidermide è formata da quattro strati di cellule; quelle dei primi due strati sono morte, sono eliminate in continuazione e vengono rimpiazzate da nuove cellule prodotte negli strati più profondi. Il derma è più spesso dell'epidermide, e consiste in un denso tessuto connettivo che dà alla pelle forza ed elasticità. Anche il derma è disposto in strati; quelli superficiali sono ricchi di vasi ematici mentre quelli profondi sono ricchi di ghiandole sudoripare, recettori nervosi e nervi. Lo strato sottocutaneo è un tessuto elastico di cellule adipose, su cui appoggia il derma. Lo spessore di questo tessuto varia da zona a zona, a sua volta appoggiandosi sui muscoli o sulle ossa.

Patologie +Lesione di un tessuto

organico per effetto di un caustico, sostanza che ha la proprietà di bruciare, corrodere tessuti organici

L'ustione è una lesione dei tessuti tegumentari causata dall'esposizione del tessuto stesso a fonti termiche, a sostanze chimiche (causticazione+) o a sorgenti elettriche. La profondità del tessuto e l'estensione della superficie corporea colpita determinano la gravità dell'ustione.

Anatomia & Fisiologia + 55

La sintomatologia può essere suddivisa in locale e generale. La sintomatologia locale si manifesta in relazione al grado di ustione: nel I grado si ha la presenza di eritema; nel II grado si hanno grandi bolle caratteristiche, dette flittene, dovute all'edema, per l'interessamento del tessuto sottocutaneo; nel III grado si ha la presenza di tessuto necrotico senza circolazione sanguigna; nel IV grado si ha una vera e propria carbonizzazione dei tessuti (detta escara). La sintomatologia generale può manifestarsi con febbre, oliguria+, perdita di liquidi +Scarsa secrezione urinaria elettroliti e proteine, sostanze che se non reintegrate, determinano un quadro di shock ipovolemico+ relativo +Diminuzione del volume sanguigno che può portare il soggetto al decesso. nell'organismo

56 + Anatomia & Fisiologia

GLOSSARIO

Anatomia & Fisiologia + 57

-ipo, -iper: indicano rispettivamente

inferiorità, insufficienza e aumento, sovrabbondanza, comunque una situazione inferiore o superiore alla norma (ipo-tensione, ipertensione, ipo-glicemia, iper-glicemia, ecc.).

-tachi, -bradi: indicano, invece, si-

tuazioni patologiche nelle quali vi è un accelerazione o rallentamento della frequenza di una attività (tachi-cardia, bradi-cardia, tachipnea, bradi-pnea, ecc.).

a-:

prefisso utilizzato per indicare l'assenza assoluta di una determinata attività (a- pnea, a-fasia, a-riflessia, ecc.).

aderenze:

fusione di due strati mesenterici in seguito a danno o irritazione di due superfici contrapposte.

addome:

è la parte inferiore anteriore del tronco ed è caratterizzata dal non possedere una struttura ossea di protezione. A causa della sua estensione, e per il gran numero di organi e strutture che contiene, viene ulteriormente diviso in nove sottodistretti. I tre distretti centrali così ottenuti prendono il nome, rispettivamente dall'alto verso il basso di: epigastrio, mesogastrio o regione ombelicale, ipogastrio. Le zone laterali, una per lato, delimitano, sempre dall'alto verso il basso, tre distretti: ipocondrio, fianco o regione lombare, e fossa iliaca o regione inguinale

albero bronchiale:

cardiovascolare: pertinente al cuore, ai vasi e al sangue. cefalico: cifosi:

pertinente alla testa.

esagerata curva toracica.

cisti:

capsula fibrosa che contiene liquido o altro materiale

coma:

stato di incoscienza dal quale l'individuo non può essere risvegliato, nemmeno in seguito a forti stimoli. congenito:

presente fin dalla nascita

dis-: prefisso che indica la difficoltà ad espletare la funzione a cui è associato (dispnea, disfagia, disuria, ecc.) dorso: rappresenta il corrispettivo posteriore del torace; di norma, col nome di schiena, ne definisce la parte superiore. Al suo interno, si riconoscono le articolazioni della scapola e la colonna vertebrale, oltre che la parte posteriore della gabbia toracica. ecchimosi: piccola emorrargia localizzata nel tessuto sottocutaneo, in genere causata da trauma, che dà un colore bluastro alla pelle elettroliti: sostanze organiche solubili in cui ioni sono in grado di condurre una corrente elettrica in soluzione.

trache, bron-

chi e bronchioli ascesso:

calcificazione: depisizione di sali di calcio in un tessuto

raccolta localizzata di pus in un tessuto danneggiato

ematocrito: valore percentuale del volume di sangue intero determinato dal numero di cellule in esso presente.

ematoma: raccolta di sangue sotto l'epidermide

ipovolemia: volume di sangue al di sotto della norma.

embolo: bolla di gas o grasso, o coagulato che viaggia libero nella circolazione.

ischemia: inadeguato apporto di ossigeno in un tessuto.

emorragia:

perdita di sangue.

emostasi: arresto del sanguinamento. ernia: protusione di un organo o di una parte di esso attraverso la parete addominopelvica o nella cavitĂ  toracica. escrezione:

ischemia: inadeguato apporto di ossigeno in un tessuto. lombare: la zona lombare, invece, rappresenta la parte inferiore della schiena, e può essere individuata come il corrispettivo posteriore dell'addome. In questo distretto, oltre che la colonna vertebrale, trovano la loro sede le logge renali.

eliminazione dal corpo. mediale:

eupnea:

respiro normale.

ghiandole: insieme di cellule epiteliali che producono secrezione esocrina o endocrina. iato:

verso la linea mediale del

corpo. mialgia:

dolore muscolare.

necrosi: morte di cellule o di un tessuto per una patologia.

apertura.

ictus:

occlusione di un vaso sanguigno che vascolarizza una porzione dell'encefalo, che determina un danneggiamento dei neuroni dipendenti dall'area. infarto: zona di cellule morte in seguito ad interruzione della circolazione. infezione: invasione e colonizzazione di un tessuto da parte di organismi patogeni. iniezione:

spinta di un fluido in una regione corporea o in un organo. ipossia: concentrazione di ossigeno nei tessuti al di sotto della norma.

60 + Anatomia & Fisiologia

neoplasia: tumore o massa nomala di tessuto. nocicezione:

percezione del dolore.

obesitĂ : peso corporeo del 1020% oltre il valore standard, risultate dell'accumulo di grasso corporeo. omeostasi: il mantenimento dellequilibrio nell'ambiente interno. palpazione:

esame tramite il tatto.

pelvi: rappresenta la parte di collegamento tra il tronco e gli arti inferiori. In questo distretto si trovano il bacino e tutto l'apparato genitale.

piano frontale: il piano di sezione che divide il corpo in una parte anteriore e una parte posteriore.

soma:

piano saggitale: il piano di sezione che divide il corpo nei due antimeri destro e sinistro.

torace:

piressia:

febbre.

plesso: rete complessa di nervi periferici od i vasi sanguigni. prono: in posizione orizzontale, con il viso rivolto verso il basso prossimale e distale: sono fra loro relativi ed esprimono, in relazione a qualche cosa, il concetto rispettivamente di vicino e lontano al tronco. Ad esempio, rispetto alla spalla, la mano è distale ed il gomito prossimale. pus: accumulo di detriti cellulari in seguito a un processo infiammatorio. rianimazione cardiopolmonare: metodo di mantenimento artificiale delle funzioni repiratorie e cardiovascolari. rianimazione cardiopolmonare: metodo di mantenimento artificiale delle funzioni repiratorie e cardiovascolari.

corpo.

somatico:

relativo al corpo.

costituisce la parte superiore anteriore del tronco ed è caratterizzata dall'essere racchiusa e protetta da una struttura osteocartilaginea particolare: la gabbia toracica. Al suo interno si collocano principalmente gli organi respiratori (bronchi e polmoni) e il cuore, oltre che alcuni organi dell'apparato digerente (esofago). Si articola con gli arti superiori e il collo. vasocostrizione:

riduzione del diametro delle arteriole dovuto a contrazione della muscolatura liscia; un evento che aumenta le resistenze periferiche e che può verificarsi in risposta a fattori locali, ormonali o ridotta stimolazione da parte del centro vasomotore. vasodilatazione:

aumento del diametro delle arteriole dovuto a rilasciamento della muscolatura liscia; un evento che riduce le resistenze periferiche e che può verificarsi in risposta a fattori locali, ormonali o ridotta stimolazione da parte del centro vasomotore.

segno: termine clinico che indica l'evidenza oggettiva della presenza di una malattia. setti: partizioni che suddividono un organo. sincope: perdita della coscienza improvvisa e momentanea.

Anatomia & Fisiologia + 61

2

manuale di primo soccorso + Anatomia e fisiologia

percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 3 Come agire sul paziente

Manuale di primo soccorso. Percorso teorico per un uso pratico Ilaria Iacoviello • Elisabetta Monza • Roberto Turla Politecnico di Milano

Facoltà del Design Design della Comunicazione Laboratorio di Concept Design

Docenti

Zanini Pier Antonio Panzeri Mauro

Stampa

finito di stampare il 30 Giugno 2010 presso CopyOffice Via Andreoli, Milano Bovisa, ITA

www.polimi.it www.primosoccorso.it

INDICE 01. Il soccorritore e la valutazione

7

02.Paziente medico cosciente

9

03. Paziente traumatico cosciente

15

04. Paziente incosciente

23

Note personali

24

Come agire sul paziente + 3

4 + Come agire sul paziente

01

Il soccorritore e la valutazione Il soccorritore per poter prestare soccorso durante una situazione di emergenza, deve aver ben chiara la situazione; lo status del paziente deve quindi essere studiato in modo tanto rapido quanto preciso. Questa prima fase di studio, viene anche chiamata valutazione, è necessaria per capire in che condizioni è il paziente e a seconda della gravità agire in modo mirato. L’ABCde è una tecnica mnemonica che ricorda ai soccorritori le fasi essenziali nella valutazione e nel trattamento del paziente. La sigla deriva dalle iniziali dei termini inglesi Airway, Breathing, Circulation, Disability e Exposure. La pervietà delle vie aeree, la presenza di respiro e di circolo sono infatti vitali per la sopravvivenza del paziente, se non sono ben monitorare le manovre successive potrebbero essere inefficaci o addirittura nocive al paziente. Tutti i dati raccolti in questa fase dovranno essere comunicati al 118 e successivamente ai medici che si prendereanno cura del malcapitato. Schematicamente il soccorritore dovrà elencare: dinamiche dell’evento, livello di coscienza, frequenza respiratoria, saturimetria, battiti cardiaci al minuto, pressione ed eventuali (rilevanti) informazioni raccolte direttamente dal paziente o dai presenti all’evento.

Come agire sul paziente + 5

procedura paziente medico

airways

coscienza no

si

Porre su un piano rigido

PervietĂ  vie aeree

5 colpi interscapolari

libere no

si

PervietĂ  vie aeree

breathing

o.p.a.c.s.

libere no

si

circulation

f.r.a. g.a.s. motore disability

assente

solo presente motore

a.v.p.u.

exposure

a.m.p.i.a. 6 + Come agire sul paziente

r.c.p.

Influsso

p.l.s.

02 Il soccorritore entra in azione ogni qual volta si presenta un evento traumatico o un malessere che coinvolge una o più persone. Il suo compito è quello di assicurarsi che il paziente arrivi in ospedale nelle migliori condizioni possibili.

Paziente medico cosciente Emergenza! Codice giallo! via Aldo Moro 5 Bergamo. È presente un

paziente medico cosciente!

L’azione si apre con una chiamata d’emergenza che indicherà il luogo dell’evento, il codice e il motivo della chiamata. Il soccorritore deve raggiungere la destinazione in ambulanza accompagnato da tutto il suo team e la strumentazione necessaria.

Prima di avvicinarmi al luogo dell’evento

devo assicurarmi che la scena sia sicura.

Non devono esserci pericoli per me e la mia squadra.

Come agire sul paziente + 7

A - airways Nella prima fase delka valutazione, il soccorritore deve constatare che il paziente sia cosciente e che le vie respiratorie siano libere. Questi due elementi vanno ad incidere su tutte le azioni future. Per capire lo status del paziente basta scuotere leggermente la spalla del malato e porgli una semplice domanda.

Signore mi sente?

... si

8 + Come agire sul paziente

B - breathing La risposta dimostra che il malcapitato è cosciente e che le vie respiratorie sono libere. Ora sfruttando vista tatto e udito il soccorritore deve monitorare e stabilire i parametri espiratori del malato. La sequenza opacs può essere utile in questa fase.

OSSERVA il movimento del torace, deve essere simmetrico e non deve presentare avvallamenti PALPA il torace per percepire movimenti e instabilità ASCOLTA rumori respiratori CONTA frequenza respiratoria, non deve essere maggiore di 20 atti al minuto. Normalmente è tra i 12 e i 20 atti. SATURIMETRIA se inferiore al 90% somministro ossigeno ad alti flussi (10 12 atti al minuto)

Come agire sul paziente + 9

C - circulation Bisogna ora procedere con lo stabilire funzionalitĂ  cardiaca e pressione. sentire il polso normalmente tra i 60/90 battiti al minuto controllare la cute per monitorare temperatura misuare la pressione normalmente tra i 120/80

10 + Come agire sul paziente

D - disability Abbiamo già stabilito che il malcapitato è cosciente. La scala AVPU è però utile per avere dei parametri più precisi e dei gradi relativi al livello di coscienza. Questo è utile per poter dare indicazioni precise ai medici che seguiranno il paziente una volta trasferito al più vicino ospedale. Allert il paziente è cosciente e lucido, risponde a tutti gli stimoli

Signore mi sente?

... si

verbal il paziente è semicosciente, risponde a stimoli vocali/sonori pain il paziente risponde solo a stimoli di tipo fisico, precependo solo il dolore il soccorritore andrà a stimolare il paziente con un pizzico sulla spalla

... AHI!

unresponsive il paziente è incosciente, non risponde a nessun tipo di contatto

Come agire sul paziente + 11

E - exposure Abbiamo stabilità il livello di coscienza del paziente e abbiamo raccolto i parametri vitali. Ora per facilitare il lavoro dei medici che interverranno, cerca di raccogliere piÚ informazioni possibili o dai presenti o dal paziente stesso. L’ampia sintetizza in 5 gruppi le informazioni fontamentali da riferire al pronto soccorso. Allergie il paziente è soggetto ad allergie, medicinali, stagionali alimentari? medicinali il paziente assume regolarmente medicinali? ne ha assunti prima del malore? patologie il paziente sta curando malattie particolari, influenze o altro? ingestioni il paziente ha bevuto o mangiato qualcosa nelle ultime ore? altro il paziente ha fatto uso di sostanze alcoliche o stupefacenti? fuma? qualcosa di importante da segnalare?

12 + Come agire sul paziente

In fine il soccorritore dovrà chiamare il 118, elencare tutte informazioni raccolte, sia riguardo la dinamica dell’evento sia delle condizioni del paziente. Questo include i parametri vitali, respiratori e circolatori, lo stato di coscienza.

Tutuuu... Qui è la centrale operativa 118...

Il paziente è cosciente, respirazione affannosa, polso regolare e pressione bassa. É pronto per essere trasportato.

Il centro operativo vi comunicherà dell’ospedale di destinazione.

Come agire sul paziente + 13

3

manuale di primo soccorso + Come agire sul paziente

percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 4 Manovre e presidi

Manuale di primo soccorso. Percorso teorico per un uso pratico Ilaria Iacoviello • Elisabetta Monza • Roberto Turla Politecnico di Milano

Facoltà del Design Design della Comunicazione Laboratorio di Concept Design

Docenti

Zanini Pier Antonio Panzeri Mauro

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finito di stampare il 30 Giugno 2010 presso CopyOffice Via Andreoli, Milano Bovisa, ITA

www.polimi.it www.primosoccorso.it

2 + Manovre e Presidi

INDICE 01. Il soccorritore e le manovre

5

02. La catena della sopravvivenza basic life support

6 7

03. La posizione di sicurezza

13

04. Le manovre di disostruzione

7

05. Polso radiale e carotideo

21

06. Ventilazione artificiale

23

07. Misurazione pressione arteriosa

25

08. La posizione neutra

27

09. I presidi di immobilizzazione il collare cervical la steccobenda la barella bivalve il materassino a depressione la pronosupinazione su spinale il ragno e i fermacapi

31 33 37 41 45 49 53

Manovre e presidi + 3

Marcella soccorritore

Stefania autista

Antonio paziente

4 + Manovre e Presidi

Andrea

capo servizio

01

il soccorritore e le manovre Ogni qualvolta si presta soccorso ad un paziente sia per un evento medico che per un evento traumatico è necessario fare attenzione alle manovre che si effettuano.

+Punto di passaggio dei neuroni che collegano l'encefalo al midollo spinale

In ogni caso di evento traumatico è necessario che un soccorritore mantenga sempre il rachide cervicale+ del paziente in posizione neutra con le mani. Questa posizione non deve essere lasciata finché non ci siano due presidi meccanici a mantenerla. Il soccorritore deve a seconda della situazione utilizzare il presidio più corretto per l’evento e che immobilizzi al meglio il paziente. In questo volume verranno spiegati tramite sequenze di fotografie i passaggi per compiere le manovre e utilizzare i presidi di immobilizzazione, oltre a capire l'importanza dell'equipaggio (visualizzato da tre soccorritori "tipo") e del lavoro di squadra in intervento.

Manovre e presidi + 5

LA CATENA della sopravvivenza

02

La catena della sopravvivenza è formata da quattro anelli, che sono : 1. Accesso precoce al sistema di emergenza. 2. Inizio precoce delle procedure di BLS. 3. Defibrillazione precoce, cioè l’arrivo precoce sul posto di un’équipe in grado di praticare la defibrillazione+. 4. Inizio precoce del trattamento farmacologico (da parte di personale medico e infermieristico ). La sopravvivenza è strettamente dipendente dalla realizzazione ordinata di questa serie di interventi; la metafora della “catena” sta a simboleggiare l’importanza della sequenza, e il fatto che se una delle fasi di soccorso è mancante, le possibilità di sopravvivenza sono ridottissime. Essa viene attivata ogni volta che la situazione o patologia evolve verso il peggior stato ovvero l’arresto

cardiocircolatorio

6 + Manovre e Presidi

+È una tecnica medica

usata per depolarizzare il muscolo cardiaco in caso di arresto della sua attività

Il basic life support Il Basic Life Support noto anche con l’acronimo BLS, è una tecnica di primo soccorso che può, in alcune circostanze, essere determinante per salvare la vita di un paziente. Esso è il secondo anello della catena dopo la chiamata al 118. Può inoltre venir definito BLS/D quando si ha l’aggiunta della procedura di defibrillazione (serve un ulteriore corso di formazione).

+È il danno causato

dal mancato arrivo di sangue al cervello

Se applicato immediatamente è in grado di raddoppiare la sopravvivenza della persona in ACC. Con la manovra di BLS si rallenta il danno anossico cerebrale+ continuando a fornire una modesta ma fondamentale quantità di sangue al cuore e al cervello. Inoltre se unita alla defibrillazione è in grado di aumentare la probabilità che questa vada a buon fine. Risulta importante che venga applicato dai laici appena riconosciuto un ACC.

Manovre e presidi + 7

1

Questa manovra viene eseguita ogni volta che ci si trova a soccorrere una persona incosciente

2

Andrea: Si assicura della coscienza chiamando il paziente e scuotendolo leggermente

3

Andrea: Stende il paziente su un piano rigido e riallinea gli arti

4

Andrea: Espone il torace togliendo o tagliando i vestiti del paziente

8 + Manovre e Presidi

Andrea: Estende il capo ponendo due dita sotto al mento e un palmo sulla fronte, in modo che la lingua non ricada all’indietro e provochi il soffocamento

5

Andrea: Apre la bocca del paziente con la manovra a mosca per controllare il cavo orale. Nel caso vi sia liquido girare il capo in modo che fuoriesca.In caso di corpo solido usare il dito ad uncino

6

Andrea: Effettua la manovra di gas-motore avvicinando l’orecchio alla bocca del paziente e guardando il torace

7

Andrea: Chiama o fa chiamare il 118 dopo aver valutato il paziente incosciente

8

Manovre e presidi + 9

9

Andrea: Dopo essersi assicurati dell’assenza di respiro e circolo procedere alle compressioni toraciche esterne. Prendere come riferimento la linea che unisce i capezzoli

10

Andrea: Appoggia le mani incrociate una sull’altra nella metà inferiore dello sterno ed effettua 30 compressioni

11

Stefania: Appoggia la mascherina tra il mento e la fine del naso tenendola con la mano a forma di c. Insuffla 2 volte dopo le 30 compressioni

12

Le 30 compressioni e 2 insufflazioni vanno ripetute per 5 volte in un tempo di circa 2 minuti

10 + Manovre e Presidi

Andrea: Alla fine dei 5 cicli effettua un controllo nel caso sia tornato qualche segno vitale tramite ancora la manovra di gas motore

13

In caso di esito negativo ci si scambia i ruoli e si ricomincia il ciclo di compressioni e insufflazioni

14

Manovre e presidi + 11

Note personali

12 + Manovre e Presidi

03

LA POSIZIONE DI SICUREZZA Questa posizione è utilizzata per permettere ad un paziente in stato di incoscienza di respirare liberamente. Ciò è possibile perché impedisce alla lingua di scivolare verso la gola e, in caso di vomito, i liquidi non vanno ad ostruire le vie aeree ma scorrono verso l'esterno del cavo orale. È di fondamentale importanza ricordare che posizionando un soggetto in PLS si muove la colonna vertebrale, ed è quindi una manovra da evitare qualora si abbia il sospetto, o la certezza, di un trauma in base alla dinamica dell’incidente o ai dati evidenti. Risulta necessario rivalutare il paziente periodicamente circa ogni 5 minuti e la posizione deve essere cambiata di lato ogni 30 minuti.

Manovre e presidi + 13

1

Questa manovra la si effettua da soli su un paziente valutato incosciente con respiro e circolo presenti

2

Si riallineano gli arti superiori e inferiori del paziente incosciente supino

3

Sul suo lato il soccorritore stende accanto a sĂŠ il braccio del soggetto, lasciando il gomito flesso. Il braccio ed il torace formano cosĂŹ un angolo di circa 90 gradi sul terreno

4

Il soccorritore piega il ginocchio del paziente

14 + Manovre e Presidi

Il soccorritore posiziona la mano del paziente opposta a se sulla guancia del suo lato

5

Infine afferra il soggetto per la spalla e per il fianco del lato opposto a sĂŠ e, tirando, fa ruotare il corpo del paziente, che dovrebbe ritrovarsi accovacciato sul lato prescelto, con la mano del lato opposto sotto la testa

6

Controlla infine la posizione della testa e si assicura che il piede sia sotto il ginocchio in modo che il paziente non scivoli

7

Effettuare la manovra di gas‒motore avvicinando l’orecchio alla bocca del paziente e guardando il torace

8

Manovre e presidi + 15

Note personali

16 + Manovre e Presidi

4

manuale di primo soccorso + Manovre e presidi

percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 5 Scenari

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INDICE

Il soccorritore e gli scenari

5

Scenari medici Dolore addominale Cardiopatico Donna gravida Ictus Malattia infettiva Stato di shock Arresto cardiaco Intossicazione da alcool Arresto respiratorio da overdose Intossicazione da monossido

7

Scenari traumatici Amputazione Ustione Caduta da scala o da impalcatura Crisi convulsiva Folgorazione Incastrato in auto Investito da auto Motociclista incidentato Intossicazione da fuga di gas Operaio caduto in una cisterna

27

Scenari + 2

3 + Scenari

00

Il soccorritore e gli scenari Ogni volta che il soccorritore con il suo equipaggio esce in intervento può riscontrare diverse situazioni. L'equipaggio deve essere in grado di saper identificare il problema del paziente, non inteso come patologia (la quale spetta al personale medico) ma quale funzione corporea risulta alterata e che può portare a una degenerazione delle funzioni vitali. Bisogna saper svolgere accuratamente tutta la valutazione ma in base alla situazione ci sarà un punto o più punti abcde a cui prestare maggior attenzione. Questo volume è composto da venti schede che rapresentano venti situazioni diverse. Nella parte frontale di ciascuna scheda si mostra una fotografia del luogo dove potrebbe avvenire la situazione descritta e un pittogramma che rappresenta lo stato del paziente. Nel retro sono elencati i punti a cui bisogna prestare particolare attenzione nella fase di valutazione.

Scenari + 4

5 + Scenari

01

Dolore ADDOMINALE scenario medico 01 Informazioni dalla COEU: chiama la centralinista di una ditta per una persona cosciente che sta male, non ulteriori notizie sanitarie

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione C dell'ABCDE. 1. Molte volte la cute del paziente può presentarsi sudata e calda 2. Il battito può essere accelerato per l'agitazione Inoltre deve fare attenzione al trasporto. Ăˆ molto importante ricordarsi di far assumere al paziente una posizione antalgica, ossia quella in cui egli sente meno male.

Scenari + 6

7 + Scenari

02

cardiopatico scenario medico 02 Informazioni dalla COEU: uomo 50 anni, dolore toracico, dispnea.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione della c e della E, dell’ABCDE. c: controllare la pressione arteriosa e vedere se è fuori dai parametri standard,in genere è più bassa. +Se il numero è superiore ai 100 battiti al minuto.

c: Controllare il numero dei battiti+ al minuto, in genere sono accelerati. c: Controllare se la cute è sudata e fredda. E: Verificare il dolore toracico che risulta continuo, non varia con la respirazione, dolore oppressivo. E: Risultano fattori di rischio se si soccorre un paziente di 50-60 anni, fumatore, sovrappeso.

Scenari + 8

9 + Scenari

03

Donna GRAVIDA scenario medico 03 Informazioni dalla COEU: intervento in cascina fuori paese nota per presenza di extracomunitari, donna gravida di 9 mesi con figlio.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione della E, dell’ABCDE. 1. Domandare da quanto tempo si sono rotte le acque. 2. Domandare se è il primo parto della paziente. 3. Domandare da quanto tempo ha dolore. 4. Domandare se ha desiderio di spingere. 5. Domandare da quanto tempo ha le contrazioni. +Se le contrazioni vengono ogni 2 minuti la donna è prossima al parto

6. Domandare ogni quanto avvengono le contrazioni+. 7. Valutare lo stato della dilatazione vaginale.

Scenari + 10

11 + Scenari

04

ICTUS scenario medico 04 Informazioni dalla COEU: in un bar, persona di circa 70 anni, si è accasciato a terra improvvisamente, occhi aperti, respira, non parla.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione a tutte le fasi della valutazione ABCDE. A: molte volte il paziente non è orientato spazio/tempo, ha lo sguardo fisso e fatica a rispondere alle domande B: ricordare di somministrare ossigeno anche se la saturazione non ha livelli particolarmente bassi. C: la pressione potrebbe risultare alta a causa dell'affaticamento. E: alla valutazione della sensibilità e motilità degli arti la parte destra o sinistra può risultare flaccida. Inoltre può esserci la presenza della rima labiale storta o pupille non dilatate allo stesso modo

Scenari + 12

13 + Scenari

05

Malattia INFETTIVA scenario traumatico 05 Informazioni dalla COEU: persona di 30 anni, con febbre da 2 giorni > 38,5°C.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Deve assicurarsi di indossare guanti e mascherina per evitare la trasmissione della malattia. Inoltre nella valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase C ed E dell'ABCDE C: può riscontrare tachicardia e cute calda e arrossata che può far sospettare la presenza di febbre +Paesi esteri

E: durante l'AMPIA deve chiedere se il paziente è stato da qualche parte+, se ha fatto vaccinazioni idonee e da quando si trova nella situazione attuale

Scenari + 14

15 + Scenari

06

Stato di SHOCK scenario medico 06 Informazioni dalla COEU: in casa popolare, probabile lite in famiglia, persona che non sta bene.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alle fasi B e C della valutazione ABCDE.

B: a causa della cute fredda dovuta allo shock spesso

il saturimetro non legge. Risulta comunque consigliabile

somministrare ossigeno

+Potrebbe significare

C: la cute potrebbe risultare fredda, pallida e sudata. Il polso radiale inoltre potrebbe essere assente a causa della pressione bassa+.

che la pressione minima è inferiore a 80

Scenari + 16

17 + Scenari

07

ARRESTO CARDIACO scenario medico 07 Informazioni dalla Centrale: al circolo degli anziani, persona colta da malore, riferiscono incosciente.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione C dell'ABCDE. Egli deve ricordarsi di allertare la centrale operativa quando si valuta se la persona non ha segni di gas-motore Inoltre deve fare attenzione a praticare correttamente la manovra di BLS in caso di paziente incosciente: +Vedi volume 4

1. Ricordarsi come prendere il punto di repere+. 2. Ricordarsi di rivalutare i parametri ogni 2 minuti

Scenari + 18

19 + Scenari

08

Intossicazione da alcool scenario medico 08 Informazioni dalla centrale: all'interno di un bar una persona, barcolla e pronuncia frasi incomprensibili.

Ricorda In questo caso il soccorritore potrebbe riscontrare valori ABC normali ma deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Soprattutto durante la fase E dell'ABCDE egli deve prestare attenzione a parlare con calma al paziente e non rispondere alle provocazioni che potrebbero essere causate dall'alterazione dello stato del paziente a causa dell'alcool.

Scenari + 20

21 + Scenari

09

Arresto respiratorio da OVERDOSE scenario medico 09 Informazioni dalla COEU : persona colta da malore nei bagni della stazione probabile overdose inviato MSA.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Deve assicurasi di indossare i guanti (meglio due paia) e controllare la presenza di siringhe e aghi sul luogo dell'evento. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase B ed C dell'ABCDE.

+1 insufflazione

ogni 6 secondi

B: il respiro potrebbe essere debole o assente. In questo caso ricordarsi di iniziare subito a praticare la respirazione artificiale+. C: la cute potrebbe presentarsi fredda e cianotica

Scenari + 22

23 + Scenari

10

Intossicazione da monossido scenario medico 10 In una casa di antica costruzione, ragazza con perdita di coscienza dopo essere uscita dal bagno.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Se il fatto è accaduto in una stanza chiusa è bene aprire tutte le finestre. Se ciò non è possibile si deve allontanare il paziente dalla zona. In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione della B ed C ed e dell'ABCDE. +Risulta essere uguale

alla norma, ma il paziente è tachipnoico. Si deve comunque mettere l’ossigeno ad alti flussi

B: porre attenzione alla saturazione+ C: controllare il numero dei battiti al minuto che potrebbero essere accelerati. Verificare se ha la pelle arrossata, solitamente le gote e: verificare se il paziente è soporoso e risponde a fatica alle domande postegli

Scenari + 24

25 + Scenari

11

amputazione scenario traumatico 1 Informazioni dalla COEU: In acciaieria operaio ferito ad una mano, forse amputata. La C.O. 118 invia elisoccorso (802)

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione della C dell'ABCDE. C: Valutare la pressione che può risultare molto bassa. Il paziente si presenterà spesso tachicardico. Controllare la cute che dovrebbe essere fredda. Molto importante valutare la zona interessata dall'amputazione (se emorragia è finita o come si presenta)

+Arto che risulta

ancora attaccato al corpo

Ricordarsi di recuperare l'arto amputato, metterlo in un sacchetto, chiuderlo e mettere quest'ultimo in un altro sacchetto con del ghiaccio. Per quanto riguarda il moncone+ lavare con fisiologica, mettere il laccio emostatico e coprire con telini sterili.

Scenari + 26

27 + Scenari

12

Ustione scenario traumatico 2 Informazioni dalla COEU: bambino di circa 8 anni in casa, ustionato con acqua bollente

Ricorda In questo caso il soccorritore potrebbe riscontrare valori ABC normali ma deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. +Ad esempio se l'evento è avvenuto in cucina

Assicurasi di aver spento tutti i fuochi+ o apparecchiature elettriche nelle vicinanze. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase C ed E dell'ABCDE.

+Vedere di che grado è l'ustione

C: è molto importante controllare la cute, in particolare: dove, come+ e quanta superficie risulta ustionata. E: nell'esame testa piedi bisogna rimuovere i vestiti solo se non adesi alla pelle, raffreddare la parte ustionata con acqua fisiologica e coprire con telini sterili.

Scenari + 28

29 + Scenari

13

Caduta da scala o da impalcatura scenario traumatico 3 Informazioni dalla COEU: in un cantiere un operaio di circa 30 anni è caduto da un ponteggio, imprecisata l'altezza, il paziente è a terra, non si muove, si invia anche mezzo MSA.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Quando si entra in un cantiere o simili ricordare di indossare i caschetti di protezione oltre ai normali guanti. In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione a tutte le fasi della valutazione ABCDE. +Vedi volume 4

A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+. B: controllare bene l'espansione toracica che potrebbe risultare compromessa a causa della caduta. C: controllare le possibili emorragie dovute alla caduta E: è molto importante chiedere l'altezza da cui è caduto il paziente, svolgere un accurato esame testa piedi per escludere fratture. Coprire con una coperta isotermica

Scenari + 30

31 + Scenari

14

Crisi Convulsiva scenario traumatico 4 Informazioni dalla COEU: persona a terra sul marciapiede, riferiscono che ha contrazioni.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE sia propria che del paziente Se si giunge in posto nel momento in cui la crisi convulsiva è ancora in atto non bisogna fare niente al paziente ma ricordarsi di spostare eventuali oggetti che egli potrebbe colpire e farsi del male. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase A ed E dell'ABCDE +Vedi volume 4

A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra dopo la fine della crisi+. Controllare la coscienza e le vie aeree. E: controllare se ha il cartellino in possesso dei pazienti epilettici nel portafoglio o da qualche parte in casa. Chiedere inoltre ai parenti o a chi era presente all'inizio della crisi se era la prima volta che accadeva oppure era giĂ  un epilettico noto.

Scenari + 32

33 + Scenari

15

Folgorazione scenario traumatico 5 Informazioni dalla COEU: operaio folgorato mentre lavorava in cantiere, non è cosciente.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Prestare molta attenzione alla corrente, far spegnere tutti gli impianti accesi e non toccare il paziente se ancora in contatto con fili elettrici. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase A e C dell'ABCDE. A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+. +Vedi volume 4

C: esporre il torace e controllare il punto di entrata e di uscita della corrente poichĂŠ se la corrente elettrica ha attraversato il cuore potrebbe averlo mandato in arresto cardiaco.

Scenari + 34

35 + Scenari

16

Incastrato in auto scenario traumatico 6 Informazioni dalla COEU: incidente stradale, auto contro ostacolo. Paziente incastrato, si agita. Inviati VVF

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Essendo un evento avvenuto su una strada è necessario far posizionare all'autista l'ambulanza a protezione della scena Ricordarsi di indossare il caschetto di protezione e di controllare eventuali perdite di benzina sull'asfalto. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase A e E dell'ABCDE. A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+ +Vedi volume 4

E: chiedere ai passanti o a chi era presente all'incidente la dinamica dell'evento. Inoltre controllare il parabrezza se risulta colpito dall'esterno o dall'interno, in questo caso si potrebbe sospettare un trauma cranico. Se non è possibile estrarre il paziente dall'auto bisogna chiamare i vigili del fuoco (115) Scenari + 36

37 + Scenari

17

investito da un'auto scenario traumatico 7 Informazione dalla COEU: una persona è stata investita da un'auto in una strada a traffico veloce. Il chiamante riferisce che è sdraiata a terra su di un fianco, si lamenta inviate forze dell'ordine.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Essendo un evento avvenuto su una strada è necessario far posizionare all'autista l'ambulanza a protezione della scena. Ricordarsi di indossare il caschetto di protezione. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase A e E dell'ABCDE. A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+. +Vedi volume 4

E: ispezionare attentamente il torace e chiedere ai passanti o a chi ha assistito all'incidente la dinamica dell'evento per capire anche se e quanto la persona è stata sbalzata lontano dall'auto che l'ha colpita.

Scenari + 38

39 + Scenari

18

Motociclista incidentato scenario traumatico 8 Informazioni dalla COEU :La C.O. invia per incidente in strada di montagna, macchina contro moto, motociclista sbalzato a notevole distanza, non si muove, inviato elicottero.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione alla valutazione della c e della E, dell’ABCDE. In questo caso il soccorritore deve:

+Quando una porzione

del torace perde il supporto osseo: nella fase di inspirazione ed espirazione si muove in senso opposto alla gabbia toracica

B: verificare che la saturazione varia e si abbassa; compiere un’ispezione toracica, controllare l’espansione toracica che può essere asimmetrica, par dossa+, verificare se il paziente presenta dolore toracico e affaticamento nella respirazione. C: osservare se il paziente ha tachicardia da agitazione, se ha la cute fredda, se è pallido e se ha la pressione bassa. E: compiere l’esame testa/piedi per controllare fratture, esporre le parti in cui sente dolore, valutare il mov mento e la sensibilità degli arti, ricordarsi di chiedere a qualcuno di descrivere l’evento.

Scenari + 40

41 + Scenari

19

Intossicazione da fuga di gas scenario traumatico 9 Informazioni dalla COEU: la COEU avvisa malore di un operario in una ditta chimica probabilmente ha inalato gas da una valvola esplosa. Attivati VVF e mezzo MSA

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Mandare subito qualcuno a chiudere il gas e a spegnere qualsiasi macchinario della zona. Inoltre nella fase di valutazione deve prestare particolare attenzione alla fase A e E dell'ABCDE. +Vedi volume 4

A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+ E: durante l'AMPIA ricordarsi di chiedere che tipo di gas era contenuto nella bombola esplosa e soprattutto cosa provoca a chi lo inala.

Scenari + 42

43 + Scenari

20

Operaio caduto in una cisterna scenario traumatico 10 Informazione dalla COEU: un operaio è caduto in una cisterna, probabilmente incosciente non si muove.

Ricorda In questo caso il soccorritore deve dare molta importanza all'AUTOPROTEZIONE. Quando si entra in un cantiere o simili ricordare di indossare i caschetti di protezione oltre ai normali guanti. Risulta molte volte necessario chiamare i vigili del fuoco (115) per estrarlo dalla cisterna. In questo caso il soccorritore deve prestare particolare attenzione a tutte le fasi della valutazione ABCDE. +Vedi volume 4

A: ricordarsi di mantenere il rachide cervicale in posizione neutra+. B: controllare bene l'espansione toracica che potrebbe risultare compromessa a causa della caduta. C: controllare le possibili emorragie dovute alla caduta E: è molto importante chiedere l'altezza da cui è caduto il paziente, svolgere un accurato esame testa piedi per escludere fratture e coprire con una coperta isotermica. Ricordarsi inoltre di chiedere cosa vi è contenuto nella cisterna.

Scenari + 44

5

manuale di primo soccorso + Scenari

percorso teorico per un uso pratico

manuale di primo soccorso vol. 6 bronchi

Note e ripasso

Manuale di primo soccorso. Percorso teorico per un uso pratico Ilaria Iacoviello • Elisabetta Monza • Roberto Turla Politecnico di Milano

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INDICE

Introduzione

5

01. Volume 01 Verifiche

6

02. Volume 02 Verifiche

13

03. Volume 03 Verifiche

19

04. Volume 04 Verifiche

24

05. Volume 05 Verifiche

29

Note & Ripasso+ 3

volume 1 basi di primo soccorso

volume 2 anatomia e fisiologia

volume 3 come agire sul paziente

volume 4 manovre e presidi

volume 5 scenari

4 + Note & Ripasso

00

introduzione Questo volume si presenta come un momento di verifica e insieme ripasso: infatti il soccorritore può trovare, oltre alle domande, schede di ripasso poste al termine di ogni capitolo. Nel caso non sia in grado di rispondere alle domande, in ogni quesito troverà scritto il volume e la pagina corrispondente della risposta.

Note & Ripasso+ 5

Volume 1

basi di primo soccorso Il soccorritore è una figura non sanitaria adeguatamente formata che ha il compito di prestare un soccorso di base all’infortunato. La catena del soccorso è il susseguirsi di eventi a catena che vedono come causa scatenante il sinistro. Importante per un soccorritore è compiere una corretta comunicazione con la centrale operativa e preoccuparsi sempre della sua autoprotezione

Capitolo 1 1. Quali sono le fasi del soccorso? Elencale di seguito (risposta nel volume 01 “Basi di Primo Soccorso” pagina 8)

1. 2. 3. 4.

6 + Note & Ripasso

01

2. Completa i testi seguenti inserendo le parole corrette. (risposta nel volume 01 “Basi di Primo Soccorso” pagina 8)

Allarme al 118 Il ........ è un .......................................che può essere composto da qualsiasi ......................................... . Ogni qual volta che si assiste o si è coinvolti in un ................, è di fondamentale importanza ............. chiamando i soccorsi. I testimoni sono considerati .......................................... , il loro allarme deve essere immediato e corretto. L’ allarme va dato in tutti i casi di: ......................... ; ........................ .............; ......................... e .......................................................... . Quando lo si chiama è importante prima di tutto .......................... che l’operatore risponda anche se può sembrare che si stia aspettando troppo. 3. Collega le risposte correlate (risposta nel volume 01 “Basi di Primo Soccorso” pagina 9)

Trattamento di base A

B

B

F

C

D

D

A

E

G

G

C

Note & Ripasso+ 7

4. Domande aperte (risposta nel volume 01 “Basi di Primo Soccorso” pagina 11)

Trattamento avanzato e ospedaliero › Chi svolge il trattamento avanzato? Quando esso è necessario?

8 + Note & Ripasso

› Dove si svolge, invece, quello ospedaliero e perchÊ?

Note & Ripasso+ 9

01

ripasso Fasi del soccorso

Chiamata al 118

si comunica cosa e dove è successo

118 numero gratuito

dato dal cittadino

Trattamento di base

deve rispettare le regole

fatto dal soccoritore

fatto dal laico

deve svolgere compiti

presenza di personale sanitario

interviene in casi gravi

cure diagnostiche terapetuiche

luogo dove giunge il paziente

Trattamento avanzato

elisoccorso, infermieristica

mezzo di soccorso avanzato Trattamento ospedaliero

ultimo anello della catena

10 + Note & Ripasso

compiuto in ospedale

Note personali

Note & Ripasso+ 11

Note personali

12 + Note & Ripasso

Volume 2

02

anatomia e fisiologia L’ANATOMIA descrive il corpo umano, mentre la FISIOLOGIA spiega le funzioni di questo. Il soccorritore interviene su persone malate, cioè individui che hanno funzioni psico-fisiche alterate. Per poterle ristabilire il soccorritore deve conoscere queste funzioni. Studiare brevemente anatomia e fisiologia serve anche al soccorritore per compiere la sua valutazione ABCDE.

Capitolo 4 1. Quali sono i compiti dell’apparato respiratorio? (risposta nel volume 02 “Anatomia e Fisiologia” pagina 33)

1. 2. 3. 4.

Note & Ripasso+ 13

2. Completa l’apparato indicando i nomi delle parti che lo costituiscono (risposta nel volume 02 “Anatomia e Fisiologia” pagina 34)

apparato respiratorio

3. Indica quindi brevemente quali sono le sue funzioni principali

14 + Note & Ripasso

3. Descrivi la respirazione associando ad ogni immagine la fase corrispondente (risposta nel volume 02 “Anatomia e Fisiologia� pagina 37)

1

2

3

4

Note & Ripasso+ 15

02

ripasso L’apparato respiratorio è una struttura anatomica atta alla respirazione, costituita dai polmoni e dalle vie aeree; permette gli scambi gassosi di ossigeno ed anidride carbonica con l’emoglobina ed il plasma del sangue secondo un processo chiamato ematosi. Per vivere tutte le cellule del nostro corpo hanno bisogno di assumere ossigeno ed eliminare anidride carbonica. Senza ossigeno la cellula soffre e infine muore. Il cervello, poiché ha un alto consumo di ossigeno, è l’organo più sensibile alla mancanza di ossigeno: dopo pochi minuti di assenza di ossigeno le cellule nervose cominciano a morire. fosse nasali

bocca

laringe faringe

trachea

epiglottide esofago corde vocali

bronchi

polmone

alveoli

apparato respiratorio 16 + Note & Ripasso

Note personali

Note & Ripasso+ 17

Note personali

18 + Note & Ripasso

Volume 3

03

come agire sul paziente Il soccorritore per poter prestare soccorso durante una situazione di emergenza, deve aver ben chiara la situazione; lo status del paziente deve quindi essere studiato in modo tanto rapido quanto preciso.Questa prima fase di studio, viene anche chiamata valutazione, è necessaria per capire in che condizioni è il paziente e a seconda della gravità agire in modo mirato

Capitolo 1 1. Cosa significa ciascuna lettera nella procedura ABCDE? (risposta nel volume 03 “Come Agire sul Paziente” pagina 4)

A B C D E

Note & Ripasso+ 19

2. Collega ciascuna scritta al suo fumetto corrispondente (risposta nel volume 03 “Come Agire sul Paziente� pagina 6)

A, Airways

1

Nella prima fase delka valutazione, il soccorritore deve constatare che il paziente sia cosciente e che le vie respiratorie siano libere.

2

Questi due elementi vanno ad incidere su tutte le azioni future.

3

Per capire lo status del paziente basta scuotere leggermente la spalla del malato e porgli una semplice domanda.

1

3

Signore mi sente?

2

... si

20 + Note & Ripasso

03

ripasso

airways

coscienza no

si

Porre su un piano rigido

PervietĂ  vie aeree

5 colpi interscapolari

libere no

si

PervietĂ  vie aeree

breathing

o.p.a.c.s.

libere no

si

circulation

f.r.a. g.a.s. motore disability

assente

solo presente motore

a.v.p.u.

exposure

a.m.p.i.a.

r.c.p.

Influsso

p.l.s.

Note & Ripasso+ 21

Note personali

22 + Note & Ripasso

Note personali

Note & Ripasso+ 23

Volume 4

manovre e presidi

Ogni qualvolta si presta soccorso ad un paziente sia per un evento medico che per un evento traumatico è necessario fare attenzione alle manovre che si effettuano. In ogni caso è necessario fare attenzione che un soccorritore mantenga sempre il rachide cervicale in posizione neutra con le mani.

Capitolo 1 1. Cosa si intende per BLS? (risposta nel volume 04 “Manovre e Presidi” pagina 4) › Posizione laterale di sicurezza › Catena della sopravvivenza › Basic life support › Massaggio cardiaco › Respirazione bocca a bocca

24 + Note & Ripasso

04

2. Scrivi sotto ad ogni immagine l’azione che il soccorritore sta compiendo (risposta nel volume 04 “Manovre e Presidi” pagina 6)

Note & Ripasso+ 25

ripasso Il collare cervicale importanza Deve essere applicato a ogni paziente vittima di trauma. Esso riduce notevolmente i movimenti di flessione, lateralizzazione e estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Il collare è composto da due parti.

precauzioni e controindicazioni Non va applicato se si ha impossibilità a posizionare il capo in posizione neutra, se si è in presenza di un corpo conficcato, se vi è un’emorragia incontrollabile e se si hanno rigonfiamenti a carico dei tessuti del collo.

26 + Note & Ripasso

04

Note personali

Note & Ripasso+ 27

Note personali

28 + Note & Ripasso

05

Volume 5 scenari

Ogni volta che il soccorritore con il suo equipaggio esce in intervento può riscontrare diverse situazioni. L'equipaggio deve essere in grado di saper identificare il problema del paziente, non inteso come patologia (la quale spetta al personale medico) ma quale funzione corporea risulta alterata e che può portare a una degenerazione delle funzioni vitali. Bisogna saper svolgere accuratamente tutta la valutazione ma in base alla situazione ci sarà un punto o più punti abcde a cui prestare maggior attenzione. Questo volume è composto da venti schede che rapresentano venti situazioni diverse. Nella parte frontale di ciascuna scheda si mostra una fotografia del luogo dove potrebbe avvenire la situazione descritta e un pittogramma che rappresenta lo stato del paziente.

Capitolo 1 1. Paziente addominale

(risposta nel volume 05 “Scenari” scheda 4)

Chiama la centralinista di una Ditta per una persona cosciente che sta male, non ulteriori notizie sanitarie (riempi gli appositi box con la risposta corretta)

Note & Ripasso+ 29

Pre-arrivo

Valutazione scena

Auto protezione

A - vie aeree

B - respiro

C - circolo

30 + Note & Ripasso

Note personali

Note & Ripasso+ 31

Note personali

32 + Note & Ripasso

6

manuale di primo soccorso + Note e ripasso


MANUALE DI PRIMO SOCCORSO - FIRST AID MANUAL