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Please disturb

una mappa del veneto contemporaneo  a map of contemporaneity in veneto

Premessa e note di lettura La presente ricerca non ha un obbligo di completezza. Ci scusiamo per eventuali dimenticanze come per realtà non mappate, così per eventuali inesattezze ed errori, così come eventuali crediti mancanti. Purtroppo la complessità del territorio e la sua ricchezza nascosta non ci hanno permesso di essere esaustivi almeno con questa prima mappatura. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per rendere sempre più affinata la ricerca. Le realtà presentate non hanno pagato nulla per partecipare. Abbiamo sostenuto gli infiniti costi di progetto grazie alla Regione del Veneto e ai quattro main sponsor. 

Il Veneto del domani è gia il Veneto di oggi: questo racconta Please Disturb. Un Veneto inaspettato per ricchezza di contenuti creativi e per densità di proposte avanzate. Una regione che produce incessantemente cultura come economia, ma che, forse, troppo spesso ha dimenticato di comunicare adeguatamente le sue tante, infinite reti di conoscenza. Please Disturb mostra un Veneto di eccellenze che si definiscono e si costruiscono quotidianamente sotto il segno della contemporaneità di diversi linguaggi come l’arte, l’architettura, il design, la moda, la produzione innovativa, il teatro, la danza, il cinema o la letteratura. L’evoluzione di un territorio sorprende, infatti, nel momento in cui si osservano e si visualizzano i diversi livelli di realtà che operano in modo continuo, capillare, indipendente al suo interno. La Regione del Veneto è impegnata da anni a sostenere quello che abbiamo definito come Terzo Veneto, ovvero quel luogo geografico e culturale e immateriale, ma profondamente reale, dove creatività ed innovazione, aggiornamento e cultura, sono i requisiti fondamentali per il raggiungimento di una migliore e più consapevole qualità della vita. Please Disturb mette in luce la grande città veneta che prima ancora che dai politici è stata creata dai suoi abitanti, dove le connessioni “liquide”, come scrive Baumann, traGALAN i vari settori della vita economica e culturale sono già molto evidenti. Compito della politica e delle istituzioni è seguire ed aiutare la piena e completa evoluzione di questo territorio. Nel percorso di formazione del Terzo Veneto questa prima pubblicazione, realizzata da Fuoribiennale, segna un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza. Costituisce il primo passo verso la consapevolezza di un Veneto non ancora sufficientemente conosciuto, ma già così attuale.

Veneto of tomorrow is already Veneto of today: this is the project Please Disturb. A Veneto unexpected in richness of creative contents and density of proposals advanced. A region that perpetually produces culture as economy, but maybe, often forgets to disseminate its endless network of knowledge. Please Disturb reveals a region of exellence which is built daily under the sign of contemporary use of diverse languages as art, architecture, design, fashion, innovative production, theatre, dance, cinema or literature. In fact, the evolution of a territory surprises when then diverse levels of reality that continually operate are observed and visualized independently from the inside. For several years Veneto has been committing to support what we have defined “The Third Veneto’’, which is that geographic and cultural site, immaterial but real, where creativity and innovation, renovation and culture are required to obtain a better and more conscious quality of life. Please Disturb reveals the big city of Veneto, established by its citizens, where, as Baumann writes, “liquid networks’’ are already evident between economic and cultural life. The aim of government and institutions is to pursue and help the complete evolution of this territory. This first publication, edited by Fuoribiennale, marks a finishing line and a starting line as well in the development of the “Terzo Veneto”. Giancarlo Galan Presidente della Regione del Veneto

Ogni atto di costruzione o ricostruzione è un atto di conoscenza.

Every act of building or rebuilding is an act of knowledge.

Please disturb è un atto di consapevolezza e di conoscenza del Veneto di oggi. Il Veneto contemporaneo.

Please disturb is an act of awareness and knowledge of today’s Veneto. The contemporary Veneto.

Please disturb è un viaggio di scoperta di un luogo dato per scontato.

Please disturb is a travel of discovery of a place taken for granted.

Please disturb è un processo di conoscenza in fieri. Questo è il suo primo atto.

Please disturb is an ongoing process of knowledge. This is its first act.

Il Veneto è una regione complessa ed articolata, grande come Los Angeles, con cinque milioni di abitanti, diffusa come una metropoli, con sette capoluoghi, 450 mila imprese, 350 musei, l’esportazione più alta in italia. Please disturb visualizza per la prima volta il Veneto come entità territoriale unica, attraverso un’immaginaria metropolitana di superficie con cinque linee immateriali, apparentemente (design, arte, moda, attività perfomative e architettura). Please disturb persegue diversi obiettivi: - riconoscere la straordinarietà della rete creativa/culturale/economica/ sociale locale; - costruire la consapevolezza di vivere in una metropoli e in un’area avanzata nei contenuti; - costruire una corporale image condivisa del “nuovo Veneto”. Please disturb ha bisogno di essere sostenuto ed integrato dalle energie più positive del territorio. Please disturb propone accordi informali tra le parti, non costruzioni distrettuali. Il Veneto non è solo schei. Please disturb!

Veneto is a complex and diverse area, as big as Los Angeles, counting 5 million people, spread like a metropolis, with seven main capital towns, 450,000 companies, 350 museums, with the highest level of export in Italy. Please disturb visualizes for the first time Veneto as a single territorial entity through an imaginary overground metro, featuring five immaterial lines: design, art, fashion, performing activities, architecture. Please disturb aims at various targets: - to acknowledge the extraordinary quality of the local network in terms of creativity, culture, economy, society; - to raise awareness of the fact that we live in a metropolis and in an advanced area in terms of content; - to build a body image of the “new Veneto” to be shared. Please disturb needs to be supported and integrated by the most brilliant energies of the territory. Please disturb suggests informal agreements between parties, not building districts. Veneto is not only ‘schei’ (money in Veneto dialect). Please disturb! Cristiano Seganfreddo Direttore di Fuoribiennale 

VENETO IN CIFRE/VENETO IN NUMBERS Superficie/Area 18.398,9 kmq Popolazione/Inhabitants 4.738.313 Comuni/Municipalities 581 Tasso di occupazione/Employement Rate in Veneto 64,6 % in Italia/in Italy 57,5 % Istruzione: iscritti all’università anno acc. 2004-05/Schooling: enrolled at university in the academic year 2004-05 105.980 Trasporti: Veicoli circolanti in Veneto/Transports: circulating vehicles in Veneto 3.614.630 Credito/Accounting: Banche/Banks 57 Sportelli/Counter Services 3.332 Industria/Industry: Sedi d’impresa/Companies 456.878 Addetti/Insider 911.129 PIL per occupato (2004)/Gross Domestic Product Employed (2004) 55.315,4 euro/s Commercio/Trade: Manifestazioni fieristiche ricosciute dalla Giunta regionale nel 2006/Shows identiefied by Regional Committee in 2006 52 Cultura e Tempo Libero (2003)/Culture and Free Time (2003): giorni di spettacolo in Veneto/performances in Veneto 3.048 Giorni di spettacolo in Italia/performances in Italy 2.975 Distribuzione dei Musei/Distribution of Museum: per provincia/for districts 340, per tipologia/for typologies: Arte/Art 55 Archeologia/Archaeology 64 Arte e Archeologia/Art and Archaeology 23 Storia/History 32 Storia Naturale e Scienze/Natural History and Science 45 Storia Scienza e Tecnica/History Science and Technology 16 Storia del territorio/Territory History 35 Storia e arti ecclesiastiche/History and Ecclesiastic Arts 18 Etnografia-Antropologia/Ethnography-Anthropology 50 Specializzato/Specialized 84 Composito/Composite 25 Turismo/Turism Italiani/Italians: arrivi negli esercizi alberghieri/oncoming in hotels 4.908.351 Presenze negli esercizi alberghieri/presences in hotel 24.585.447 Permanenza media negli esercizi alberghieri/medium lenght in hotel (days) 5,01 Stranieri/Foreigners: arrivi negli esercizi alberghieri/oncoming in hotels 7.560.249 Presenze negli esercizi alberghieri/presences in hotel 32.147.152 Permanenza media negli esercizi alberghieri/medium lenght in hotel (days) 4,25

* I dati fanno riferimento all’anno 2005 e sono tratti da “Elaborazioni Regione Veneto-Direzione Sistema Statistico Regionale su dati Istat e Regione Veneto”. * The entries are refered to 2005 and drawn by “Elaborazioni Regione Veneto-Direzione Sistema Statistico Regionale su dati Istat e Regione Veneto”. 

Quali sono le eccellenze creative del Veneto? Chi sono i nuovi protagonisti della svolta, coloro che stanno traghettando questa regione dall’iperlavorismo, che ne ha contraddistinto gli ultimi decenni, all’ipercreatività che ne sta tracciando il futuro? Ce lo racconta Please disturb, prima mappa di tutto ciò che bolle nella gigantesca, ma spesso invisibile pentola dell’arte e della comunicazione, della pubblicità e dell’architettura. In una parola, dell’intelligenza creativa. E allora disturbiamolo questo Veneto, costringiamolo a guardarsi dentro per scoprire cose che forse non immagina neppure di avere, a prendere coscienza del suo ruolo di incubatore di idee e progetti, di nuovi linguaggi, di mostre e contaminazioni culturali, di luoghi unici in cui prende forma il pensiero senza schemi, si plasma l’immateria per trasformarla nella base su cui costruire il domani. Disturbiamolo e rivoltiamolo per far venir fuori quel che cerchiamo: una chiave di lettura e d’interpretazione per capire che cosa il futuro sta preparando a una terra che non ha mai smesso di pensare.

Which are the creative excellences of Veneto? Who are the new protagonists of such a turning point, the ones who are carrying this region from the workaholism of the past decades to the creativaholism which is marking its future? This is what Please disturb is about: the first map of all that is boiling in the gigantic, but often invisible, pot of art and communication, advertisement and architecture. In a word, of creative intelligence. And so, let’s disturb it, this Veneto, let’s force it to look inside itself to discover things which maybe it does not even imagine having, to get a sense of its role as an incubator of ideas and plans, new languages, events and cultural cross-over, unique places where pattern-free thoughts can be shaped, where the non-material can be moulded into the base for our future. Let’s disturb it and turn it upside down in order to expel what we are looking for: an interpretation to understand what the future will bring to a land which never stopped thinking. Ugo Savoia Direttore Corriere del Veneto

Un rinascimento creativo per il Veneto? A creative renaissance for the Veneto? Non si sente più parlare di crisi, in Veneto, e anche le delocalizzazioni non vanno più di moda. Che cosa è successo? È successo che gli imprenditori veneti hanno cominciato a capire che ciò che si doveva fare non era tanto esplorare il mondo geografico alla ricerca di luoghi in cui produrre le solite cose a costo più basso, quanto piuttosto esplorare il mondo delle idee nuove e dei nuovi modi di fare impresa. Non si respira più quell’aria di cinico pragmatismo di qualche anno fa, c’è piuttosto un’atmosfera effervescente, ma che si agita ancora sotto la superficie delle cose. Si incontrano sempre più imprenditori alle inaugurazioni delle mostre d’arte, nei dibattiti sui temi dell’attualità o della filosofia. Gli ex capannoni che avevano invaso la campagna veneta acquistano oggi sempre più spesso un’identità architettonica compiuta e stimolante, non sono più soltanto posti dove si lavora dalla mattina alla sera ‘rimboccandosi le maniche’, sono sempre più posti dove oltre a lavorare si pensa, dove è possibile incontrare persone portatrici di storie ed esperienze diverse da quelle solite. Ma il flusso del cambiamento non passa solo per le ‘vecchie’ imprese. Comincia ad emergere una nuova generazione di imprenditori, spesso molto giovani, che non arrivano come un tempo dalla cultura del ‘fare’, ma da un humus nuovo, quello delle professioni e delle imprese creative. Sono giovani che hanno coltivato una passione per il design, per la contaminazione delle idee, per la messa in relazione di esperienze e competenze tra loro diverse. Sono spesso cosmopoliti, viaggiano molto, conoscono le lingue, amano lavorare in gruppo. Sono l’avanguardia di una nuova onda che può trasformare ancora una volta, nei prossimi anni, questa regione nel laboratorio di un nuovo modo di fare impresa, un laboratorio da cui gli altri dovranno e potranno imparare. Le istituzioni sapranno capire, sapranno dare spazio e attenzione? È questa la vera incognita, la vera domanda – da cui dipende non tanto il futuro di queste persone, che potranno sempre andarsene e ricominciare altrove, il viaggio è parte del loro dna culturale –, ma il futuro di questa terra. Quella che trovate qui è una mappa per muoversi in questo nuovo mondo, per conoscerne gli snodi e i protagonisti, per verificarne la stupefacente capacità di permeare e trasformare il territorio veneto. Usatela, percorretela. Capirete molte cose, darete un’occhiata al futuro che è già presente. Buon viaggio e buon divertimento. Non ve ne pentirete.

You do not hear talk about crisis anymore in Veneto, and also outsourcing is not in fashion right now. What happened? The entrepreneurs of Veneto started to understand that what was needed was, not exploring the geographical world looking for places to manufacture the same things at a lower cost, but exploring the world of new ideas and of new ways of running the business. You do not breath the previous air of cynical pragmatism of some years ago. There is instead a sparkling atmosphere, which still moves underneath the surface of things. You meet more and more entrepreneurs at art exhibition openings, taking part in debates on current events or philosophy. The exwarehouses, that had previously invaded the countryside of Veneto, are getting more and more of an architectural identity which is both complete and stimulating. They are not anymore just places where you work from morning to evening, “rolling up your sleeves”; they are more and more places where people think besides working, where it is possible to meet people who bring stories and experiences different from the usual ones. The flux of change does not just pass through the “old” companies. There is a new incoming generation of entrepreneurs: often very young, they do not come out of the culture of “producing” as before. Instead they come from a new breeding ground, that of professions and creative enterprise. These youths have cultivated their passion for design, for the crossover of ideas, for relating different experiences and abilities. They are cosmopolitan, they travel a lot, know the languages, they love working in group. They represent the avant-garde of a new wave that can transform once again, in the next few years, this region into a workshop with a new way to doing business, a workshop from which thers will have to and be able to learn. Will the institutions be able to understand, to give space and attention to it? This is the real unknown factor, the actual question on which depends less the future of those people – for whom it will be always possible to leave and start again somewhere else, travelling is part of their DNA – than the future of this land. What you will find here is a map in order to move in this new world, to get to know the junctions and the main characters, to verify its amazing ability to permeate and transform the territory of the Veneto region. Use it, go through it! You will understand lots of things, you will take a look at the future which is already present. Have a good trip and have fun. You will not regret it. Pier Luigi Sacco Direttore del dipartimento di design e arti, Università iuav, Venezia 

LA MAPPA DEL VENETO IMMATERIALE Linea Design Linea Arte Linea Moda Linea AttivitĂ  Performative Linea Architettura

Asiago Rovereto

Thiene

Schio

Valdagno

Marostica

Malo

Malcesine

Arzignano Torri di Quartesolo

VICENZA

Bussolengo

Montecchio Maggiore

VERONA

Soave

Peschiera del Garda San Bonifacio

Lonigo

S. Giovanni Lupatoto

Bovolone Este Isola della Scala

Legnago

BELLUNO

Vittorio Veneto

Pordenone Conegliano

S.Stino di Livenza Oderzo

Bassano del Grappa

Montebelluna

S. Biagio di Callalta

Marostica Cittadella

Castelfranco V.

Vedelago

Paese S. Donà di Piave TREVISO

Roncade Scorzè

Torri di Quartesolo

Noale

Piazzola sul Brenta

Martellago Jesolo

CENZA

Grisignano

S. Maria di Sala VENEZIA

re

Mira

Mestre

Rubano Dolo

PADOVA

Ponte S. Nicolò

Abano

Piove di Sacco

Este Chioggia

Monselice

Cavarzere

ROVIGO



LA MAPPA DEL VENETO IMMATERIALE Linea Design Linea Arte Linea Moda Linea Attività Performative Linea Architettura

Asiago Rovereto

Azioni Inclementi Dedalo Furioso Fondazione Teatro Civico di Schio Jennifer Rosa

Architetto Tiberio Cerato Fabbrica Alta

Mauro Grifoni Seventy Thiene Sinv Zanella Forral Pal Zileri Pianegonda Staff International

Schio

Valdagno

ArclineaMalo ADC Agenzia del Contemporaneo Bisazza Campagnolo Cleto Munari Coscablog Coscadesign Carlo Dal Bianco Fossil Torri di Quartesolo Joevelluto Paolo Donadello Sonus Faber Studiomama Teracrea VICENZA Trend Group Barbara Uderzo Zamperla

Marco Bicego Rino Mastrotto Valentino Fashion Group Spidi Sport Zanella

Malcesine

HappyCentro + Sintetik Minotti Cucine

Neores PalladioArzignano Leasing Sonus Faber Spidi Sport Fattore k Centro ricerche Nardini Telwin: la cittadella della saldatura Bisazza Dainese

Palazzo Forti Artericambi Galleria Studio La Città PAD-Pay and Display Byblos Franklin & Marshall Simem AIA Magazzino Frigorifero

Bussolengo Glaxosmithkline. Asilo nido aziendale

A. Mondadori Editore. Mensa Aziendale Pellini Caffè Museo Castelvecchio VERONA

Montecchio Maggiore

Soave

< exibart Peschiera del Garda

Marostica

AAPA-Georgely Agoston, Sara Pasini Archingegno Contec Ingegneria Agav Babilonia Teatri S. Giovanni Lupatoto Ersiliadanza Fondazione Aida- Teatro Filippini RBR Dance Company Teatro Camploy

San Bonifacio

Lonigo

Abaco April ASA studio albanese AUA associati BMZ architetti associati Bibic Workshop CISA Studio Architetto Franco Stella Traverso Vighy Trivellato Premio internazionale Scarabeo sotto la foglia Spa Società per l’architettura Premio Dedalo Minosse Case di Alvaro Siza CIBIC & Partners Trivellato Vaga

Bovolone Este Isola della Scala

Legnago

BELLUNO

Filo d’Arianna Festival Tib Teatro Luxottica Group Marcolin Spectacles Multiphysic Lab Luxottica Certottica

Vittorio Veneto

Porgetto Nomade

Pordenone Valcucine

Conegliano

Metalli Linbergh Fabrica Archivio Bonotto

FABRICA Fondazione Benetton Studi Ricerche Asolo Film Festival Incau B-Motion Fondazione La Fornace Benetton Fondazione la Fornace S.Stino di Livenza Diadora La città palcoscenico Oderzo Geox Operaesatate Festival Veneto Arper Lotto Sport Italia Teatro Festival Bis Bellato Pallucco Gruppo OPLA+ Nordica Teatro Duse- Centorizzonti Casamania by Frezza Hangar Design Group o di Schio Belfe Bassano del Grappa Montebelluna Regina Regis Delineo Design S. Biagio di Callalta Bonotto C&P architetti Alpes Replay Euromobil Dainese Anagoor- castelfranco Veneto Premio Città di Oderzo Bosa Ceramiche Stefanel De Longhi Gas Mirko Artuso CSA 1 - Oil Bassano Stonefly Desireè Teatro delle Voci Estel Fuksas Nardini H-Farm Marostica Veneto Jazz Heads Collective Fusina Studio C+parners Magis Tobia Scarpa Gruppo Manfrotto Mizar Paese Cittadella Castelfranco V. Vedelago Studio X Massimo Lunardon Nice S. Donà di Piave Studio Orange Renata Bonfanti Roces Umbrella TREVISO Vistosi IUAV Zalf Delineo Design Teatro Astra mporaneo Roncade AMACA Architetti associati District Vision Lab La Piccionaia - I Carrara Ar.Pi studio associato Naturalis Labor MADE associati Scorzè Arcipelago Circo Teatro Teatro Spazio Bixio architetti Pio e Tito Toso AGA.VE associazione giovani architetti Associazione Il Posto Patricia Zanco Studio MZC della provincia di venezia Circuito ArteVen Vicenza Jazz Legnox Ugo Camerino Architects Dolo nei Teatri Skema C+S associati Noale Kairos Torri di Quartesolo F&G Faraguna Girotto Andrea Arte contemporaneaPiazzola Pathosformel sul Brenta Giovanna Mar, Studio Mar C4 Progetto Proteo Martellago Preogetto contemporaneo Fuoribiennale Questa Nave Jesolo Sergio Pascolo architects Museo Casabianca Centro Nazionale di Fotografia Risonanze Tamassociati Observa Fondazione March Teatro Aurora-Marghera Thetis Laboratori L’Officina CENZA Grisignano Teatro Fondamenta Nuove S. Maria di Sala Carlo Palazzolo Signaletic Teatro Stabile Veneto VEGA, parco scientifico tecnologico Favaretto & Partners Enzo Berti Teatro del Parco VENEZIA Laboratorio di scienza delle costruzioni Grumoor OOOH Design! Tocnadanza Leucos MPX Roberto Zanon IUAV IUAV Teatro re Mira Nu.Di. Nuova Danza Scuola Italiana di Design Mestre Indipendente Silvia Cogo IED A+A Galleria Tam Teatro Musica Marco Zito Bugno Art Gallery Dolo nei Teatri Rubano Galleria Estro Teatri delle Mura Studio Camuffo Caterina Tognon Arte Contermporanea L’Isola delle Meraviglie Perugi Arte Contemporanea Teatro Filarmonico SUGO i Galleria Contemporaneo F.I.L.I. Festival Dolo PADOVA Studio Tapiro Galleria il Capricorno Minima Ruralia Cobra Bottoni Tank Boys Studio Bongiana architetture Galleria Jarach Paesaggio con Uomini Hydrogen Laboratorio Fotografico IUAV Claudio Caramel o Stella Galleria Michela Rizzo Pellestrina Nolita Ponte S. Nicolò Scuola Internazionale di Grafica Centro Ricerche Flair Galleria Traghetto Teatro Villa dei Leoni Safilo Changed Enrico Franco architetto Private Gallery Marco Zavagno Fabrizio Fontana architetto Bonaldo Renè Fernando Caovilla Retail Design Gris.Co. Abano Alberto Del Biondi Futurenet Nichetto and Partners Aldo Peressa architetto ettura Lago Roberta di Camerino Piergiorgio Semerano Nero3 Rubelli Alt Luci Alternative Architetto Roberto Tognon Schüco Andromeda International Silvia Dainede +DSN Piove di Sacco Accademia di Belle Arti Aprilia Studio Verdi Biennale di Venezia Aureliano Toso Viviani Architetti ASAC archivio storico arti contemporanee Carlo Moretti Memoriale per il World Trade Center- Daniel Liebeskind Centro culturale Candiani Coin Premio Barbara Cappochin Collezione Peggy Guggenheim Dimensione Disegno Conservare il Futuro Foscarini Fondazione Bevilacqua La Masa I Tre Este Fondazione Querini Stampalia Angelo Orsoni ChioggiaFuture Center di Telecom Italia PB Interior Design Gallerie Ca’ Pesaro Marsilio Editori Palazzo Grassi Murano Due Monselice Padiglione Galleggiante Nason Moretti Padiglione Venezia Salviati Spiazzi Seguso Viro VEGA Venini VIU IUAV arte ICE BOX: laboratorio di gelateria Cavarzere Fabula Saltica Teatro del Lemming

ROVIGO

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Photo: Alberto Sinigaglia - Laboratorio Fotografico Iuav

Le nuove identità del Veneto contemporaneo New identities of the contemporary Veneto I conflitti tra il “mondo di ieri” e il contemporaneo In questi decenni il Veneto ha sperimentato, come poche altre aree nel vecchio continente, le modificazioni indotte dalla “seconda modernità”. Nel corridoio centrale della regione ne è venuta fuori, quasi a sorpresa, un territorio metropolitano di incerta definizione, di taglia “extra/extra large”. Le impronte che il passaggio del moderno ha depositato sul terreno sono state descritte come escrescenze da rinchiudere senza appello nella categoria del “brutto”, ad esse sono state associate le immagini delle loro conseguenze: affollamento, inquinamento, intasamento, insicurezza, disagio. Conclusione: troppa gente, troppo traffico, troppe fabbriche. Meglio ritornare al passato – sembra essere la prima reazione di una comunità sorpresa dalle conseguenze delle suo stesso successo. Basta entrare in qualsiasi libreria della regione per accorgersi della quantità di pubblicazioni dedicate al “Veneto di ieri”. Di qui una vera e propria impasse tra la nostalgia del paesaggio rurale veneto, che non esiste più da tempo, e l’incapacità di apprezzare quel particolarissimo paesaggio urbano-rurale, tra i più interessanti in Europa, che nel frattempo ha preso il suo posto. Il “Veneto di ieri” corre il rischio di non accorgersi di un nuovo mondo che già oggi appartiene alle nuove generazioni, perfettamente inserite nella seconda modernità, che vivono e si muovono in questa regione come se fosse davvero una delle grandi aree metropolitane di rango europeo, come emerge da una lettura attenta dei dati strutturali.

The conflicts between “yesterday’s world” and the contemporary one In these decades the Veneto has experienced, as few other areas of Europe, changes caused by a “second modernity”. In the central area of the region, almost surprisingly, an undefined metropolitan territory, of “extra/extra large” size, came out. The imprint left on the land left by the passage of modernity has been described as outgrowths to be shut in the category of “ugliness” without hesitation. The images which resulted from this are: over-crowding, pollution, congestion, insecurity, uneasiness. Conclusion: too many people, too much traffic-jam, too many factories. It is better to go back to past times – this seems to be the first reaction of a community which is surprised by the consequences of its own success. Just entering any bookshop of the region is enough to realise how much has been published about the “Veneto of the past”. Starting here, there is a real impasse between the nostalgia for the rural landscape of Veneto, which has not existed for a long time, and the unability to appreciate the very peculiar urban-rural landscape – among the most interesting in Europe – that took its place in the meantime. The “past Veneto” runs the risk of not noticing a new world that already belongs to the new generations, which are perfectly inserted in the phase of second modernity and live and move in this region as if Veneto was truly one of the big urban areas at a European level, as revealed by a careful reading of the structural data.

La demografia come problema Il primo aspetto da prendere in considerazione è demografico: oggi il Veneto conta circa 4.800.000 abitanti. Nel 1961 i residenti erano 3.800.000 circa: in un arco di tempo di quarant’anni si è assistito ad un incremento di quasi un milione di abitanti, fenomeno quasi unico nelle regioni del Centro-Nord, non conosciuto ad esempio in Piemonte, in Friuli, o in Emilia e in Toscana. Insomma, il problema del traffico, dell’intasamento, di villettopoli non nasce a caso, ma è l’esito della trasformazione di queste terre da territori rurali a una particolarissima regione metropolitana. Quanto prima si prenderà consapevolezza di questo trasformazione, sia dentro sia fuori del Veneto, tanto prima si potrà discutere delle politiche urbane a scala metropolitana che non sono più rinviabili, come pure modificare l’immaginario collettivo su cosa sia davvero il Veneto contemporaneo.

Demography as a problem The first aspect to be considered is the demographic one: today the Veneto region has about 4,800,000 inhabitants. In 1961 there were about 3,800,000 residents: over forty years, an increase of nearly one million people has occurred. This phenomenon is almost unique in the CentralNorth regions, not known for example in the Piemonte, Friuli, Emilia or Tuscany. All in all, the problem of traffic, congestion and suburban density has not appeared by chance, but is a result of the transformation from rural areas to a very peculiar metropolitan region. The sooner there is awareness of this transformation, both in the Veneto region and outside, the sooner it will be possible to discuss the metropolitan-scale urban policies that can no longer be delayed, and to modify the collective imagination of the real contemporary Veneto region.

Fine dei capannoni, oppure una nuova generazione di opifici Vi è poi la questione dei capannoni. Fa parte dell’esperienza quotidiana di chi abita in questa regione la vista dei cartelli appesi ai muri dei capannoni con scritto “vendesi” o “affittasi”. Allo stesso tempo, ci sono oggi in Veneto decine di aziende che chiedono ognuna spazi coperti tra i 10.000 e i 50.000 metri quadrati. La spiegazione sta nelle distorsioni delle informazioni che arrivano agli operatori. In realtà, ricerche molto dettagliate prodotte in questi ultimi tempi, mostrano come le dimensioni delle imprese venete si andavano trasformando e crescendo già a partire dai primi anni novanta. Delocalizzazione, internazionalizzazione e competizione sono le tre forze che da vent’anni spingono in questa direzione: non a caso gli errori interpretativi degli ultimi anni sul destino economico di questa regione partono da una sottovalutazione di questi processi e delle loro conseguenze. Il punto è che le distorsioni informative hanno indotto a scelte immobiliari non ottimali. Con la conseguenza che nel Veneto odierno ci sono, allo stesso tempo, troppi e troppo pochi capannoni. Troppi di piccole dimensioni, in aree asfittiche, in posizioni geografiche marginali; troppo pochi di grandi dimensioni, con un qualche valore architettonico, vicini a nodi strategici, in aree attrezzate sotto il profilo logistico e infrastrutturale.

The end of warehouses, or a new generation of factories Then there is the matter of the warehouse. It is part of the every-day experience of the residents of this region to see the signs “on sale”, “to let” on warehouse walls. At the same time, there are dozens of companies today requesting covered spaces between 10,000 and 50,000 sq. metres each. The explanation is in the distorted information reaching the operators. Actually, detailed research conducted recently showed how the scale of the companies in the Veneto were changing and already increasing at the beginning of the ‘90s. Outsourcing from abroad, internationalization, and competition are the three forces that have been pushing in this direction for twenty years: it is not by chance that the errors of recent years about the economic future of this region arose from an underestimation of these processes and their consequences. The point is that the distorted information has led to non-optimal decisions in the real estate sector. As a consequence, the present-day Veneto has at the same time too many and not enough warehouses. Too many small ones, in feeble areas, in geographically marginal positions; too few big ones, with some architectural meaning, close to strategic points, and in well-equipped areas from a logistic and infrastructural point of view.

Dare senso ai conflitti Per un grappolo di nuove generazioni, convenzionalmente indichiamo quelle nate dopo il 1968, l’esperienza della loro terra è ben diversa da quella delle generazioni precedenti. I giovani sembrano muoversi a proprio agio in un territorio non più ingabbiato in desuete compartimentazioni provinciali e comunali. La loro esperienza di vita si articola sul metro delle decine di chilometri, a volte centinaia, che attraversano ogni sabato sera per muoversi da un punto all’altro di una straordinaria periferia suburbana che va da Pordenone a Verona, ricchissima di fermenti notturni, piena di straordinarie opportunità, anche culturali, di cui finalmente si sono accorti i giornali, costretti ad abbandonare i confini provinciali e a costruire le pagine degli “spettacoli e degli appuntamenti” su base regionale. Queste generazioni, oggi minoritarie, nel breve volgere di pochi anni saranno la maggioranza degli abitanti del Veneto. Ad esse vanno date fiducia, ruolo… e potere. Perché solo una diversa capacità di rappresentare le trasformazioni in corso può tenere insieme gli strabismi generazionali nel guardare alla propria terra, rendere meno spigolosi i conflitti che la modernità produce ad ogni passo. A questo missione impervia sono chiamate le arti visive, la letteratura, l’architettura, le sperimentazioni culturali. Questo è anche l’unico modo per rigenerare e trasformare le identità collettive che abitano un territorio, così tentare di ridurre il più possibile la dissonanza tra “dove si sta andando” e “dove si sarebbe voluto rimanere”.

Give the conflicts a meaning For a cluster of the new generation, conventionally those born after 1968, the experience of their land is much more different than that of the previous generation. The youth seems to move at their ease in a territory which is not enclosed in old provincial and municipal divisions anymore. Their life experience is on a scale of dozens of kilometres, sometimes hundreds, that they cover every Saturday night in order to move from one point to another of an amazing suburban periphery, which stretches itself from Pordenone to Verona: extremely rich in night entertainment, full of extraordinary opportunities, including cultural ones. The newpapers and magazines have finally realised this, abandoned the province borders and created “shows and appointments” pages on a regional scale. This subset of the new generation, still a minority now, will become the majority of Veneto residents in a few years. To them, trust, responsibility and power are due, because only an updated and different way of describing the undergoing transformations can unite the old and new vision of the land, and mitigate the conflicts that modernity creates. To accomplish this difficult mission, visual arts, literature, architecture and cultural experimentations are also to be used. This represents the only way to reduce the gap between “where we are going” and “where we would have liked to go” as much as possible. Paolo Feltrin

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Università di Trieste

I saperi della metropoli per l’economia del Terzo Veneto The knowledge of the metropolis for the economy of the “Third Veneto” Dopo una difficile fase di ristrutturazione, l’economia del Veneto conosce oggi un momento di rilancio che consente di guardare al futuro con un ottimismo e una determinazione difficili da immaginare qualche anno fa. L’ultimo decennio ha inciso in modo irreversibile nel modo in cui le imprese si confrontano con i mercati internazionali, con il territorio e con le istituzioni della ricerca e della cultura. Dietro ai numeri della ripresa non c’è il Veneto di dieci anni fa; c’è una regione che ha avviato una vera e propria mutazione genetica e che cerca, con determinazione, una nuova collocazione nello scenario economico internazionale. Il cambiamento in atto ha riguardato finora principalmente il mondo delle imprese, i soggetti più esposti sul fronte dell’internazionalizzazione dei mercati e dell’innovazione. è cambiato il modo di competere e di generare valore. Le imprese più dinamiche si caratterizzano per un aspetto sempre meno industriale e sempre più terziario. Diminuisce la rilevanza della manifattura, mentre assumono un’importanza crescente funzioni chiave come la ricerca, il design e la comunicazione. Le nostre imprese leader sono cresciute e hanno dimostrato di saper coniugare in modo originale tecnologia e sensibilità estetica, flessibilità e attenzione alle effettive esigenze del mercato. In questo contesto il rapporto tra economia e territorio evolve. I saperi su cui si fonda la competitività del Terzo Veneto non sono necessariamente i saperi della tradizione e delle comunità locali. Se il Veneto delle piccole imprese e dei distretti ha costruito il suo miracolo sulla capacità di trasformare le competenze della tradizione artigianale in eccellenza manifatturiera, il Veneto che punta a essere protagonista della globalizzazione scommette sull’innovazione tecnologica e imprenditoriale. Scommette su saperi (in particolare il design e la comunicazione) che hanno la loro sede naturale in un sistema metropolitano capace di competere alla pari con le grandi città europee, americane e asiatiche. Siamo all’inizio di un percorso. Al cambiamento del nostro sistema economico deve corrispondere un’evoluzione parallela delle nostre università, dei nostri centri di ricerca e delle principali istituzioni artistiche e culturali. Il futuro della nostra economia dipende anche dalla capacità delle nostre istituzioni di contribuire a una nuova sensibilità culturale. Abbiamo superato un bivio: la strada che abbiamo di fronte non è necessariamente la più facile, ma di sicuro è la più interessante.

After a difficult stage of reconstruction, the economy of Veneto is now experiencing an upswing which allows a look at the future with optimism and a determination which was hard to imagine years earlier. The last decade irreversibly influenced the way companies deal with international markets, the territory and the institutions of research and culture. Behind the numbers of this revival, there is not the Veneto of ten years ago, but a region which has started a real gene mutation and which persistently seeks its new standing in the international economic scenario. Such ongoing change has so far concerned mainly the business world, subjects who are the most visible at the forefront of internationalization of markets and innovation. The way of competing and generating value has changed. The most dynamic companies are defined by a nature which is ever less industrial and ever more based on the service-sector. The importance of manufacturing is diminishing, while key factors such as research, design and communication are on the rise. Our leading companies have grown and shown that they are able to match technology and aesthetic sense, flexibility and attention to the real demands of the market, in a peculiar way. In this picture, the relation between economy and territory is evolving. The knowledge which the competitivity of the Third Veneto is based on, is not necessarily the knowledge of tradition and local communities. If the Veneto of the SMEs and districts built its own miracle of transforming from handicraft tradition to manufacturing excellence, Veneto now aims at being the protagonist of globalization bets on technological and enterpreneurial innovation. It bets on knowledge (design and communication, in particular) which has its natural place in a metropolitan system able to compete at par with the great European, American and Asian cities. We are at the beginning of a path. The change of our economic system must be accompanied by a parallel evolution of our universities, our research centres and the main art and culture institutions. The future of our economy also depends on the ability of our institutions to contribute to a new cultural sensibility. We have just passed a critical point: the road we have in front of us is not necessarily the easiest, but definitely the most interesting to take. Stefano Micelli Dean Venice International University 13

Photo: Alberto Sinigaglia - Laboratorio Fotografico Iuav

La creatività è al centro del nostro presente. E lo sarà ancora di più nel futuro, perché decide del senso del lavoro, sia come realizzazione personale sia come relazione con gli altri. In un certo senso, la creatività è libertà attuale e attuata. Nel celeberrimo libro di Richard Florida (L’ascesa della nuova classe creativa, Arnoldo Mondadori ed., Milano 2003) le tre “T” della creatività (tecnologie, talento e tolleranza) non solo ignorano la quarta “T”, quella di territorio, ma sono pensate addirittura esplicitamente contro di essa. La creatività per Florida è intrinseca alla metropoli globale, quella dei flussi di persone, merci, informazioni, capitali e servizi. Attrattività, contaminazione, comunicazione rappresentano i principali ingredienti di esternalità da capitale umano che, mutuando Jane Jacobs, inseriscono i loro moltiplicatori nella città densa, agglomerata. È la metropoli che innesca ricambio e innovazione, qualità e contaminazioni. Nella ricognizione sul Nord-est italiano, invece, la “T” di territorio è protagonista di una propria geografia della creatività, dei suoi attori, circuiti, percorsi e mappe. Se Florida mutua da Jacobs densità e attrattività, vorremmo valorizzare un’altra traiettoria presente nell’urbanista americana: la “regionalità”, ovvero il luogo in cui si federano territori e comunità. La regionalità istituisce il senso del nostro territorio. La creatività del Nordest è metropolitana, ma con un valore aggiunto, la sua configurazione diasporica, la traduzione e il riposizionamento di una condizione di margine mobile e innovativo che non si istituisce nella forma della città. È esodale e non residenziale. Questa dimensione del territorio, questa forma differita del suo consistere in luoghi residenziali, il margine come mobilità della identità di sé, sfugge a Florida. Nel territorio diasporico della metropoli che vibra ai margini, la creatività è riferita al “foedus”, al principio di federazione, in una contestualizzazione volutamente differenziata dalla città concentrata delle risorse creative. Nella grande metropoli globale, a mio avviso, sono più potenti e intangibili le potenze dell’esteriorità, il “grosso animale” che Simone Weil coglie nella Repubblica platonica e che rilegge come metafora dell’anonimia della vita metropolitana, irretita nei suoi dispositivi spietati, anonimi, meccanizzati. La potenza di questi dispositivi è il massimo della sfida, ma anche del rischio di neutralizzazione e dispersione per le forme di soggettivazione che ad essa reagiscono. Sono in corso di esperimento straordinari “ritorni” a Michel Foucault, con letture che lasciano aperto il dilemma se i paradigmi di disciplina e controllo inducono forme di soggettivazione o di desoggettivazione. Nel corso sulla Nascita della Biopolitica (Collège de France, 1978-1979, Feltrinelli ed., Milano 2005), Foucault allude a una possibilità innovativa e spiazzante: nella società della competizione lo spazio della soggettivazione si potrebbe costituire “oltre” i dispositivi di disciplina e di controllo. Pertanto la varietà dei soggetti che abita l’articolazione territoriale plurale, può accedere alle chanches di libertà e utilizzarle per federarsi, in poche parole ha maggiori opportunità dell’individuo metropolitano, esposto com’è più direttamente al “grosso animale”, alle potenze anonime della massa. In questa, infatti, predomina l’idea della libertà come eccesso. In tale articolazione territoriale le forme di soggettivazione che accedono allo spazio si federano meglio e hanno maggiore disponibilità delle reti di cooperazione, focalizzano il comune (i common, i beni comuni) che secondo quanto descrive Yochai Benkler (preceduto in questo da una formidabile intuizione di Antonio Negri e Michael Hardt in Impero. Il nuovo ordine della globalizzazione, Rizzoli ed., Milano 2002) in The Wealth of Networks. How Social Production Transforms Markets and Freedom (Yale University Press, New Haven-London 2006), sostituiscono e articolano l’asfittico dualismo tra Stato e mercato. Il territorio creativo pertanto è quello che ha maggiore libertà di articolazione spaziale dei propri linguaggi; inoltre, ha maggiore opportunità di federazione delle reti cooperative riproducendole sulle scene pubbliche diasporiche, a margine mobile, che non si irrigidisce nella forma del confine, e che concepisce l’esodo come libertà e non come eccesso.

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Creativity is the focus of our present time. And it will be so more and more Creativity is the focus of our present time. And it will be so more and more in the future, because it gives meaning to work, both as self-fulfilment and in relation to others. In a certain way, creativity is actual and actuated freedom. In the renowned book by Richard Florida (The rise of the Creative Class, Basic Books, New York 2002) the three “T”s of creativity (technologies, talent and tolerance) do not just leave out the fourth “T”, that of territory, but are also explicitly against it. According to Florida, creativity is intrinsic to the global metropolis, that of people, information, goods, capitals and services. Attractiveness, cross-over, communication represent the main ingredients that every human being can provide, borrowing from Jane Jacobs, and mutiply themselves in the dense agglomerated city. It is the metropolis that triggers turnover and innovation, quality and cross-over. Examining North East Italy, the “T” for territory is the protagonist of its own geography of creativity, of its actors, its circuits, paths and maps. If Florida borrows the concepts of density and attractiveness from Jacobs, we would like to emphasize another direction presented by the American city planner: “regionality”, i.e. the place where territories and the community ally. Regionality institutes the sense of our territory. The creativity of NorthEast Italy is of a metropolitan kind, but with an added value: its diasporic nature, identifiable in an ever changing, mobile border that never institutionalizes itself in the form of the city. It is of a departing (“exodus”) and non-residential quality. This non-residential territorial dimension and the concept of the border as a mobile entity, are not captured by Florida. In the diasporic territory of the metropolis vibrating at its borders, creativity is referred to as the “foedus”, the principle of alliance, in a context intentionally different from the city focused on creative resources. In the big global metropolis, in my opinion, the external forces are much more powerful and intangible, the “Big Animal” which Simone Weil sees in Plato’s Republic and which she understand as a metaphor of the metropolitan anonymity enmeshed in its merciless, anonymous, mechanized devices. The power of these devices is the maximum challenge, but also presents the maximum risk of neutralization and dispersion for the subjectivation forms that react to it. Some extraordinary returns to Michel Foucault are under experimentation, reading it in such ways that leave open the dilemma of whether the paradigms of discipline and control induce forms of subjectivation or of de-subjectivation. In The Birth of Biopolitics (Collège de France, 1978-1979) Foucault alludes to an innovative and surprising possibility: in the competitive society, the space for subjectivation could be constituted beyond the discipline and control devices. Therefore the variety of subjects that live in such plural territorial context, can have access to opportunities for freedom and use them to form a federation: in a few words, they have more opportunities than the metropolitan individual, who faces the “Big Animal”, the anonymous forces of the mass, much more directly. In the latter, the idea of freedom as excess is predominant. In such territorial context, the subjectivation forms that have access to space ally themselves better and have more co-operation networks at their disposal, focus on what is common, i.e. the common goods, that, according to what Yochai Benkler describes in The Wealth of Networks. How Social Production Transforms Markets and Freedom (Yale University Press, New Haven-London 2006) – preceded in this regard by the splendid intuition of Antonio Negri and Michael Hardt in Empire (Harvard University Press, Cambridge, Massachussets-London 2000) – substitute and articulate the listless dualism of market and State. The creative territory is therefore the one that has more freedom in the spatial articulation of its languages; moreover it has more opportunities to promote a federation of co-operative networks, reproducing them in public diasporic scenes, with a mobile border which is not fixed and conceives of the exodus as freedom and not as excess. Luca Romano

INNOVARE L’INNOVAZIONE La sfida di Please Disturb INNOVATING THE INNOVATION The Challenge of Please Disturb Riflettere in modo creativo e ‘innovativo’ sull’innovazione significa oggi in primo luogo fare i conti con un’ormai diffusa retorica dell’innovazione. Una simile retorica è divenuta, negli ultimi decenni, un elemento ricorrente nelle dichiarazioni programmatiche di politici, imprenditori, ricercatori e commentatori: ‘più innovazione’ è divenuta la ricetta comune per affrontare il declino economico del nostro Paese e dell’Europa. Una visione dell’innovazione che rischia di esaurirsi in una sorta di mantra (più ricerca, più tecnologia, più sviluppo) appiattito sull’ultima, per quanto preziosa, release tecnologica e su modelli pensati per contesti come quelli nord-europei, assai distanti da un territorio come quello veneto, in cui ricerca e innovazione, spesso di alto livello, si collocano in un tessuto diffuso di piccole e medie realtà. La sfida è dunque quella di saper concepire una nozione ampia di innovazione, che non sia limitata all’introduzione di un nuovo artefatto tecnologico. Un’innovazione è una combinazione di elementi tecnologici, sociali, politici e culturali. L’elemento tecnico in senso stretto può essere al limite trascurabile, come nel caso dell’introduzione della minigonna negli anni ‘60; ma la combinazione dell’artefatto con un certo contesto sociale, culturale e valoriale può avere un impatto non meno significativo. Un’innovazione banale sotto il profilo strettamente tecnico come il walkman, alla fine degli anni ‘70, non avrebbe rivoluzionato le modalità di ascolto della musica senza l’avvento di una generazione urbana fortemente sensibile alla possibilità di portare con sé la propria musica preferita duranti gli spostamenti o altre attività (come ad esempio il jogging) in ambienti affollati e rumorosi (Cfr. Bull, 2000). Ed è del resto ben noto a businessmen e creativi di settori quali la pop music o la moda come in alcuni casi si possa innovare riproponendo un prodotto ‘vecchio’ se nel frattempo i consumatori sono sufficientemente cambiati – al punto che termini quali ‘revival’ o ‘vintage’ sono entrati nell’uso comune per definire stili e tendenze del consumo. La non coincidenza tra ‘innovazione’ e ‘nuova tecnologia’ è particolarmente evidente qualora si prenda in considerazione il settore della pubblica amministrazione, laddove innovazioni quali l’autocertificazione possono avere un elevato impatto di innovazione dei comportamenti e dei rapporti tra cittadino e amministrazione pur a fronte di un tasso di novità tecnologica pari a zero. La risposta innovativa al problema del riscaldamento globale, ad esempio, può consistere in nuovi elettrodomestici a basse emissioni e basso consumo, oppure in uno stile di abbigliamento più leggero e informale dei lavoratori pubblici e privati che permetta di ridurre l’uso di aria condizionata negli uffici – quest’ultima opzione è stata adottata dal Governo giapponese con la campagna ‘Cool Biz’ come parte degli sforzi per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto (http://www.env.go.jp/en/ press/2005/0428b.html). Paradossalmente, tanto per fare un esempio, riscoprire un senso del paesaggio e dei suoi significati storici, può essere, per il Veneto, un’innovazione più potente di molti progetti hi-tech. L’operazione di Fuoribiennale è dunque preziosa proprio perché cerca di uscire dalla retorica, per lavorare su energie creative e innovative – nel senso più ampio del termine – capaci di riscoprire e rivalorizzare il territorio, la sua traduzione, le sue connessioni implicite tra i diversi linguaggi creativi. Non c’è opposizione, né gioco a somma zero tra scienza e cultura, tra ricerca e società, tra innovazione e tradizione, ma una possibilità di reciproco stimolo e arricchimento, purché la si sappia opportunamente valorizzare.

Reflecting about innovation in a creative and “innovative” way, first of all, means summing up the wide-spread rhetoric of innovation present today. In recent decades, this kind of rhetoric has become a recurring element in the declared plans of politicians, entrepreneurs, researchers and commentators: “more innovation” has become the common recipe for opposing the economic decline of our country and that of Europe. It is a vision of innovation that risks being reduced in a sort of mantra (“more research, more technology, more development”) which wholly depends on the latest technological release, as precious as it may be, and on models which were thought for contexts such as the North of Europe; models that are really distant from a territory like Veneto, where research and innovation, often of high level, are developed within a thick network of small and medium size companies. The challenge is therefore to be able to conceive a wide concept of innovation, which is not limited to introducing a new technological creation. Innovation is a combination of technological, social, political and cultural elements. The technical side could even be negligible, as happened with the introduction of the mini-skirt in the sixties, but the combination of the product and a certain social, cultural and value context can nonetheless have a significant impact. A technically simple innovation such as the walkman at the end of the seventies would not have changed the way of listening to music, if there had not been an urban generation really receptive to taking their music with them when moving or during other activities (such as jogging) in crowded and loud places (Cfr. Bull, 2000). And it is also well-known to the businessmen and to the creative crowd in pop-music and fashion sectors how, in certain cases, it is possible to innovate by proposing again an “old” article if the consumers have sufficiently changed - up to the point that words like “revival” or “vintage” are commonly used to define styles and trends of consumption. The non-coincidence of “innovation” and “new technology” is especially evident when the public administration sector is considered, where innovation like self-certification can have strong innovation effects on the behaviour and on the relationship between citizens and administration, even though the technological novelty rate is equal to zero. The technological solution to global warming, for example, could consist of new electrical appliances with low emission and low energy consumption, or of an informal and lighter dress code for public and private employees so that it would be possible to reduce the use of air conditioning in offices – this last option has been adopted by the Japanese government with the “Cool Biz” campaign as part of an effort to achieve the Kyoto protocol objectives (http://www.env.go.jp/ en/press/2005/0428b.html). Paradoxically, just to give an example, rediscovering a sense of the landscape and of its historical meaning could be a much more powerful innovation for the Veneto region than many other hi-tech projects. The action performed by Fuoribiennale is therefore precious, being an attempt to escape the rhetoric and focusing instead on creative and innovative energies at the widest level, which are able to re-discover and re-evaluate the territory, its traditions and its implicit connections with the diverse creative languages. There is no opposition, no zero sum game between science and culture, between research and society, innovation and tradition, but instead a possibility of mutual stimulus and enrichment as long as it is assessed the right value. Massimiano Bucchi Professore di Sociologia della Scienza, Università di Trento 15

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Il 2007 della Biennale di Venezia regala al Veneto, all’Italia e al mondo una serie di importanti appuntamenti culturali di livello internazionale. La Fondazione, presieduta da Davide Croff, si conferma così un marchio fra i più prestigiosi della cultura mondiale, che ha saputo innovarsi anche grazie a una maggiore continuità nella produzione nel corso dell’anno e alla moltiplicazione delle iniziative. Le attività della Biennale vedranno il compimento di specifici progetti pluriennali per tutte le manifestazioni e gli eventi: la 52. Esposizione Internazionale d’Arte (10 giugno-21 novembre), il 5. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (14-30 giugno), il 39. Festival Internazionale del Teatro (18-29 luglio), la 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto-8 settembre) e il 51. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (4-13 ottobre). La Biennale si conferma così luogo di ricerca e diffusione delle nuove conoscenze, simbolo dell’avanguardia delle arti contemporanee nelle diverse discipline. A Venezia l’attività della Biennale si svolge nelle sue sedi storiche e in prestigiosi edifici restaurati: dal Palazzo del Cinema al Lido ai Giardini dove la Biennale nacque nel 1895, fino agli ampi e spettacolari spazi dell’Arsenale (Corderie, Artiglierie, Tese), dove sono stati ricavati il Teatro Piccolo Arsenale, il Teatro alle Tese cinquecentesche, il Teatro alle Tese delle Vergini, nonché le novità dello Spazio Fonderie, dei Magazzini del Ferro e del Padiglione italiano per l’arte e l’architettura. A fianco degli eventi, la Biennale mantiene l’obiettivo di documentare la sua attività e di trasferire alle nuove generazioni il patrimonio culturale e del suo sapere, attraverso il proprio Archivio Storico delle Arti Contemporanee (A.S.A.C.), che sta dando vita a un data base di dimensioni imponenti.

Venice Biennale 2007 offers the Veneto region, Italy and the entire world several remarkable cultural appointments at international level. The Foundation, headed by Mr Davide Croff, herewith proves to be one of the most prestigious cultural institutions in the world, able to introduce innovations thanks to many initiatives and a continuous production during the year. Among the events of Biennale this year, many of them can be considered as the successful conclusive step of a many-year project: the 52nd International Arts Exhibition (10 October to 20 November), the 5th International Festival of Contemporary Dance (14 to 30 June), the 39th International Festival of Theatre, the 64th International Exhibition of Cinematic Art (29 August to 8 November) and the 51st International Festival of Contemporary Music (4 to13 October). The Biennale confirms its leading role in the research and diffusion of new knowledge, a symbol of the avant-garde of contemporary arts in their various disciplines. The various shows of Venice Biennale will take place in the historical seats and prestigiously restored buildings, such as Palazzo del Cinema, Lido and Giardini, where Biennale first had its seat in 1895, as well as in the spectacular, wide-open space of Arsenale (Rope Factory, Artillery, Setting), in which three theatres have been built (Teatro Piccolo Arsenale, Teatro alle Tese Cinquecentesche, Teatro alle Tese delle Vergini), and the new locations Spazio Fonderie, Magazzini del Ferro and the Italian Pavillion for Arts and Architecture. Besides its activities, the aim of the Biennale is to provide evidence of the various shows and pass on this cultural heritage to the coming generations, by means of the Historical Archive of Contemporary Arts (A.S.A.C.), which is creating a database of huge dimensions.

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The situation of the contemporary art in Veneto is certainly abnormal. It is a rich region and also gifted with an amazing historical-artistic heritage; it has prestigious universities; its entrepreneurship is often young and well aware of the problems concerning innovation and experimentation. Nevertheless there is not a Museum of contemporary art yet, even though here it was established one of the most important exhibition in the art field, the “Biennale d’arte di Venezia”, and it there has also been established since some years ago the experimental contemporary art faculty in the University Institute of Architecture (IUAV). Unfortunately when you talk about contemporary art in Veneto you always fall into the temptation to conclude the discussion with the “Biennale” exhibition, that at a first sight seems to exhaust the whole desire for contemporaneity. But, looking closer, in Venice and in the region other places, both institution and not, which are dedicated to contemporaneity with constant and very specific activities do exist: from the “Bevilacqua La Masa” foundation to the “Querini Stampalia” foundation, from the “Guggenheim” foundation to “Palazzo Grassi”, to a series of private galleries which bring in the city well-known artists of the international scene. The “Regione del Veneto” seems to believe in the contemporaneity up to the point that it has come into play – together with the Venetian institutions – to manage the designed museum of contemporary art which is meant to be situated at the punta della dogana in Venice, in opposition to the “Pinault” project. It also seems to have understood the need to give the Italian artist a space in that extremely important and determining window that is the “Biennale”: in fact it has decided to take again possession of the pavilion in the garden that has been dedicate to minor arts and to Venice since the creation of the “Biennale” itself. Therefore, if in the Veneto region do not exist museums for contemporary art yet, it seems however to be present a vocation towards contemporaneity, that has to be enhanced and developed. Places and minds are available and many qualified artists have chosen this region to live and work and other who were born here have gained credit at international level (just thinking to names like Maurizio Cattelan, Grazia Toderi, Lara Favaretto, Monica Bonvicini...). The challenge consists in making contemporary art known for its qualities, its vitality and, according to me, this project should pass through the “contamination” between historical places and the artistic experimentation spaces. In this sense the Veneto region could be a territory of heights and great possibilities. My opinion is that past and contemporaneous must meet, merge – especially in a territory with such an extraordinary artistic heritage – creating new perspectives, new horizons of meaning, new works able to thrill a wide audience – and making responsible at the same time . A contemporary museum established in a regional territory, and especially in Italy, should manage to go ahead with two speeds and to build its foundations on a ground which holds and absorbs all the fragmentariness of the local territory, according to that intimate connection between the extremely particular – the city, the neighbourhood, the palace, with own stories, rituals, representations of images, communication systems and the absolutely universal of the cultural network in which that particular is constantly integrated. Chiara Bertola Curatrice Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Arcangelo Sassolino, Senza Titolo, 2006, acciaio e centralina idraulica, cm. 100 x 110 x 110.

La situazione dell’arte contemporanea nel Veneto è certamente anomala. Si tratta di una regione ricca e, insieme, dotata di un patrimonio storico-artistico straordinario; possiede università prestigiose, la sua imprenditorialità è spesso giovane e ben consapevole delle problematiche dell’innovazione e della sperimentazione. Eppure nel Veneto non c’è ancora un Museo di arte contemporanea, anche se qui è nata una delle più importanti manifestazioni nell’ambito dell’arte, la Biennale d’arte di Venezia, ed esiste, da alcuni anni, la sperimentale Facoltà dedicata alle arti contemporanee dall’Istituto universitario di architettura (IUAV). Purtroppo quando si parla di arte contemporanea in Veneto si cade sempre nella tentazione di esaurire l’argomento appellandosi alla Biennale, che ad un primo impatto sembra esaudire tutto il desiderio di contemporaneità. Ma, a ben vedere, a Venezia e nella Regione esistono altri luoghi – istituzionali o meno – che si dedicano al contemporaneo con programmi e attività continuative e molto specifiche: dalla Fondazione Bevilacqua La Masa alla Fondazione Querini Stampalia, dalla Fondazione Guggenheim a Palazzo Grassi a una serie di gallerie private che portano in città artisti noti della scena internazionale. Se usciamo da Venezia, da qualche anno, il lavoro del Centro Candiani o della galleria del Contemporaneo a Mestre, mettono in risalto la volontà dell’amministrazione di interessarsi a questo linguaggio. Senza dubbio il “Patto per l’arte contemporanea” stipulato nel 2003 tra Stato e Regioni, ha dato l’avvio ad un insieme di azioni per la promozione e l’incremento del patrimonio pubblico che anche in Veneto ha avuto una ricaduta positiva e il cui risultato più evidente è il centro culturale C4 di Villa Caldogno (Vicenza), senza dimenticare il Museo di Castelvecchio di Verona e il progetto “Conservare il futuro” della Fondazione Querini Stampalia che ogni volta invita gli artisti a confrontarsi con i luoghi storici del territorio. La Regione sembra credere nel contemporaneo tanto da essersi messa in gioco – insieme alle istituzioni veneziane – per gestire il nuovo Museo di arte contemporanea previsto alla Punta della Dogana di Venezia, in contrapposizione al progetto “Pinault”, e sembra aver capito la necessità di dare agli artisti italiani uno spazio in quella vetrina incredibilmente importante e determinante che è la Biennale: ha infatti previsto di riappropriarsi del Padiglione, collocato nei giardini, che era stato dedicato alle Arti minori e a Venezia fin dalla nascita della Biennale stessa. Se dunque in Veneto non esistono ancora musei dedicati all’arte contemporanea, sembra tuttavia essere presente una vocazione al contemporaneo che deve essere incrementata e sviluppata. I luoghi e le “teste” ci sono e molti qualificati artisti hanno scelto questa regione per vivere e lavorare, mentre altri che vi sono nati, si sono accreditati sulla scena internazionale (penso soltanto ai nomi di Maurizio Cattelan, Grazia Toderi, Lara Favaretto, Monica Bonvicini...). La sfida è quella di far conoscere l’arte contemporanea nelle sue qualità, nella sua vitalità e, a mio avviso, tale progetto deve passare attraverso la “contaminazione” tra i luoghi storici e lo spazio della sperimentazione artistica. Il Veneto può essere in questa direzione un territorio di eccellenza e di grandi possibilità. La mia opinione è che passato e contemporaneo debbano incontrarsi, fondersi – soprattutto in un territorio fornito di un patrimonio artistico così straordinario –, dando vita a nuove prospettive, nuovi orizzonti di senso, nuove opere in grado di appassionare, responsabilizzandolo, un vasto pubblico. Del resto, un museo contemporaneo che nasce in un territorio regionale, e soprattutto in Italia, dovrebbe riuscire a percorrere una strada a due velocità e costruire le sue fondamenta su un terreno che trattenga e riesca ad assorbire tutta la frammentarietà del territorio locale, secondo quell’intima connessione tra l’estremamente particolare – la città, il quartiere, il palazzo, con le proprie storie, riti, rappresentazioni d’immagini, sistemi di comunicazione – e l’assolutamente universale della rete culturale in cui quel “particolare” è costantemente inserito.

Arcangelo Sassolino, Senza Titolo, 2006, acciaio e centralina idraulica, cm. 100 x 110 x 110.

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Pensa con i sensi – senti con la mente. “L’arte al presente” è il titolo della 52. Esposizione Internazionale d’Arte diretta da Robert Storr, il primo statunitense alla guida della Biennale Arte. Allestita all’Arsenale e al Padiglione Italia ai Giardini, dal 10 giugno al 21 novembre 2007, presenta un centinaio di artisti da tutto il mondo con opere in gran parte realizzate per questa occasione. “Questa mostra guarda al futuro, non al passato”, così la definizione di Storr sintetizzando le linee-guida di una ampia ricognizione che pone tutti gli artisti invitati e le opere esposte sullo stesso piano, senza gerarchie di età e di provenienza con l’intento di non delineare nuovi canoni né genealogie. Ogni opera è presente a parlare per sé e nell’insieme, le corrispondenze tra le opere – sia armoniose che dissonanti – intendono sollecitare l’attenzione del pubblico verso la diversità di emozioni, materiali, temi e modi di coinvolgere il visitatore, che caratterizzano opere d’arte create in linguaggi diversi, e tutti, coniugati al presente. Alla mostra si affiancano 76 Paesi (numero record di questa edizione), presenti anche nel centro storico, e numerosi eventi collaterali. Il nuovo Padiglione Italiano all’Arsenale vedrà esposte due personali di Giuseppe Penone e Francesco Vezzoli, a cura di Ida Gianelli. Alle Artiglierie dell’Arsenale rappresentano una significativa novità il Padiglione turco e una mostra sull’arte africana contemporanea. La Biennale promuove per la prima volta un dialogo progettuale con Art 38 Basel, Documenta 12 di Kassel e Skulptur Projekte Münster 07, che quest’anno organizzano le proprie inaugurazioni nel mese di giugno. Le quattro istituzioni hanno dato vita a un sito, www.grandtour2007.com, per facilitare le informazioni e la visita al pubblico. 20

Corderie, Arsenale Courtesy: Fondazione La Biennale di Venezia

< Arte

Think with your senses. Sense with your mind. “Art in the present” is the title of the 52nd International Exhibition of Arts, directed by Robert Storr, the first artist from the United States directing the Biennale Arte. The exhibition will take place at the Arsenale and at the Italian Pavillion at Giardini, from 10 June to 21 November 2007. Around a hundred artists from all over the world will display their works mostly produced for this special occasion”. This exhibition looks to the future, not to the past” says Storr, summarizing the guidelines of a deep recognition that puts the artists invited and their works on display at the same level, without hierarchies of age or place of origin, with the precise aim not to outline new canons or genealogy. Each work is there to speak for itself, and all together the correspondence among the works – both harmonious and discordant – wants to draw the attention of the public towards the diversity of each work from the others and their uniqueness in terms of emotions, materials, themes and ways of interaction with the visitor. All works have been created in different languages but all are conjugate in the present form. Seventy-six Countries are represented in this edition, a record for Biennale, with related events organized in the city centre. The new Italian Pavillion at Arsenale will host two oneman shows by Giuseppe Penone and Francesco Vezzoli, organized by Ida Gianelli. Absolutely new at the Artillery of Arsenale are the Turkish Pavillion and an exhibition on contemporary African art. For the first time Biennale promotes a dialogue between Art 38 Basel, Documenta 12 Kassel and Skulpturprojekte Münster 07, which have scheduled their openings in June. These institutions have reated a joint website, www. grandtour2007.com, to facilitate finding information and visiting for the public.

Corderie, Arsenale Courtesy: Fondazione La Biennale di Venezia

Il martedì incontri sull’arte digitale; mercoledì incontri tra artisti chiusi ai critici; giovedì presentazione di libri, inaugurazioni, discussioni estemporanee; venerdì festa agli Studi della Giudecca o meglio presentazione dei lavori degli artisti che vi lavorano con il coinvolgimento anche di esterni. Presso le sedi della Fondazione Bevilacqua La Masa ci sono state settimane intensissime, ogni anno di più e in modo quasi insperato. Non c’è nulla di simile a questa voglia di unirsi e di raccontarsi nelle città che frequento o che ho frequentato per lavoro: Milano, Modena, Bergamo. Gli artisti veneti esistono. èstupefacente notare come le mostre internazionali alla sede di piazza san Marco siano spesso molto meno visitate, e certamente in modo meno accorato, di piccole rassegne dedicate al contemporaneo locale che poi, locale, non è mai: è la stessa struttura di Venezia a consentire che ci sia sempre di mezzo un messicano, una tedesca, un’americana, qualcuno dalla Colombia e dall’Argentina. Una prima conclusione da trarre, non poi così scontata, è che in Veneto esiste una forte spinta giovanile all’arte contemporanea. Una seconda conclusione potrebbe riguardare le ragioni di tale vitalità, e certamente dobbiamo mettere in conto l’operato dei settori più creativi dell’Accademia di Belle Arti, della Facoltà Design e Arti e di quella di Architettura dell’Università IUAV, del corso per economisti dell’arte che si tiene a Cà Foscari. La gente viene qui a studiare e tendenzialmente vi trova un humus favorevole. Anche con questo si spiega la nascita recente di alcune gallerie private importanti, anche se di diversa natura: alla storia e splendida attività della Capricorno da un lato e della Nuova Icona dall’altro, che si dividono classico e sperimentale accanto a cento altri operatori meno lucidi, vanno ad aggiungersi nel classico Tornabuoni, nell’innovativo una Rizzo, una Jarach, una A+A che è un vero centro di formazione e un volano continuo di iniziative. I ragazzi a Venezia vivono come in un campus e le idee circolano a ogni ora, in campo santa Margherita come nei luoghi dove studiano. Il loro lavoro non ha caratteristiche comuni, come del resto sarebbe folle aspettarsi: Emilio Vedova è stato l’ultimo maestro che ha unificato l’atmosfera artistica veneziana, come forse la ventata spazialista nutrita negli anni cinquanta-sessanta dalla galleria del Cavallino. I mezzi pratici e i metodi di pensiero sono troppo ampi, oramai, così come il range di informazioni da cui si può attingere, perché si possa pensare a una tendenza specifica del luogo. Ma c’è fermento. Il convivere di pittura monocroma accanto a video a street art altro non parla che di questo: c’è fermento. La difficoltà di questi giovani è molto pratica: la BLM dispone di otto atelier e sappiamo con quale intensità, almeno negli ultimi tempi, essi vengano vissuti e utilizzati. Ci vorrebbero però anche case, studi che consentano una permanenza più lunga di un anno, insomma una intera edilizia agevolata che consentisse di restare. Abitare a Venezia non è la ricetta giusta per diventare un artista riconosciuto, e come tutti sanno dopo dieci anni di gavetta occorre potere e sapere andare via, via dal posto dove si è studiato, ma anche via dall’Italia, in giro per il mondo a confrontare la propria identità con quella altrui. Ma dieci anni in cui la città possa far loro da incubatrice, dieci anni in cui quest’identità da frantumare poi possa formarsi, dieci anni di pace e di guerre coi propri pari dove sia facile e consentito sbagliare, questo sarebbe davvero il modo per fare di Venezia un fulcro significativo nel mondo dell’arte e un posto da cui nessuno che vi ha transitato possa mai più prescindere.

On Tuesday, there are meetings on digital art; on Wednesday, meetings between artists and closed to critics; on Thursdays, book presentations, openings, impromptu lectures; on Fridays, party at the Giudecca studios or, better, presentation of works by internal and external artists. At the Foundation Bevilacqua La Masa’s offices there have been very intense weeks, more and more so every year and in an unexpected way. There is nothing similar to this strong desire for meetings and discussion in the cities that I go to or I have been to for work: Milan, Modena, Bergamo. The artists from the Veneto region do exist. It is amazing to see how the international exhibitions held at the headquarters in Saint Mark’s square are often much less attended, and certainly less warmly, than small exhibitions about local contemporary art even though it is never just local: it is Venice’s own structure that always makes it possible to find a Mexican, a German, an American, a Colombina or an Argentinian. A first conclusion that can be drawn, which is not so obvious, is that in Veneto there is a strong push by the youth towards contemporary art. A second conclusion could pertain to the reasons for this vitality and we must certainly consider what the most creative sectors have been doing: those of the Accademia di Belle Arti (University of fine arts), of the faculties of Art and Design and Architecture at the IUAV University, of the course on art business held at Ca’ Foscari University. People come here to study and they generally find a fertile ground. This also explains why new private and important galleries have recently been established, even though of different kinds: in addition to the history and the amazing activity of the “Capricorno” on one side and of the “Nuova Icona” on the other, which share classical and experimental values along with a hundred other less clear-minded operators, there is also “Tornabuoni” on the classical side and “Rizzo”, “Jarach”, “A+A” on the innovative side, the last being a real training centre and a driving force for constant initiatives. The young people in Venice live as they were on a university campus and their ideas are passed to each other one at any time, as much in “Campo Santa Margherita” as in academic places. Their work does not have common features, as would be unreasonable to expect: Emilio Vedova was the last master who unified the Venetian artistic atmosphere, like perhaps the spatialist wave encouraged by the gallery “Cavallino” in the fifties. The practical means and the thought processes are too wide, as is the range of information at disposal in order to think of a specific local trend. But there is something going on. The existence of the monochrome painting next to video next to street art says nothing but this: there is something going on. The difficulty faced by the youth is very practical: the BLM has eight ateliers and we know how intensively they have been used, at least in recent periods. But also house are needed, studios which could permit a stay for over one year; a completely subsidized housing policy to permit stays. Living in Venice is not the right way to become a renowned artist, and as everybody knows, after ten years in the ranks you must be able to and know when to go away; away from the place where you have studied but also away from Italy, around the World to compare your identity with others. But these are ten years in which the city can be an incubator, ten years in which identity is crushed can then be re-formed, ten years of peace and war with their peers in which it is easy and permissible to make mistakes: this would really be the way in which to make Venice a significant art centre and a place which cannot be left forgotten anymore by those who have passed by. Angela Vettese Presidente Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

Mappare, che impresa MAPPING WHAT AN ENTERPRISE Parlare di distretto creativo, nella fattispecie veneto, significa compiere un notevole sforzo d’astrazione. Occorre pensare in maniera non piramidale, almeno in una prima fase, al fine di progettare una mappa di tipo neuronale, che sfugga alle tradizionali gerarchie. È un esercizio di democrazia diretta o, ancor più, di anarchismo. Si tratta di lasciar libero corso al caos utile per allargare lo sguardo, innalzarlo sopra barriere d’ogni genere e sorta. Compartimenti che, lungi dall’essere “originariamente” stagni, fanno ristagnare lo sviluppo. L’esercizio comporta la necessità di compiere un volo d’uccello sopra Cattelan e la Biennale, Pinault e Guggenheim, Cà Foscari e il Museo Correr, la Fondazione Querini Stampalia e la Bevilacqua La Masa. Finanche allontanarsi dalle gallerie storiche o “giovani” di Venezia, dal Capricorno e da Jarach. Per approdare a esperienze che, se si restasse imbrigliati nelle categorie, si avrebbe difficoltà a qualificare come rigorosamente “artistiche”. Un esempio fra molti: lo Studio Camuffo, che ondeggia pericolosamente fra design, grafica, arte ovviamente, editoria e bookshop. Un distretto, va da sé, non è e non dev’essere localizzabile col capoluogo di regione. È un’entità territoriale e creativa che travalica i confini. Può esondare verso Padova, incontrare gallerie come Estro e Perugi o i Magazzini DaFrom, e ancora rassegne che nulla hanno da invidiare ad altre simili iniziative in giro per la penisola, come AprileFotografia. Allo stesso modo, girovagando per il Veneto ci s’imbatte in idee semplici e stimolanti quali quella di PAD - Pay and Display, spazio tuttora in cerca di definizione: showroom, forse, nella sua accezione più etimologica. Verona, d’altro canto, non è certo sguarnita di gallerie attente alla produzione delle nuove leve, poiché si contano realtà come la Giarina, Arte e Ricambi, Byblos. Siamo appena all’inizio del viaggio ed è già chiaro che la mappatura è un’impresa. Possiamo inoltrarci sino a Vicenza, al di là d’infauste basi militari, per scoprire altre gallerie e spazi non profit, da Andrea Arte Contemporanea al Deposito d’Arte di Alberto Zanchetta in quel di Sossano. Infine, in questo breve tour, non si può tacere Villorba, nel trevigiano, con quella celeberrima fucina d’idee che è Fabrica, dove si può chiamare Tadao Ando per rendere omaggio a un cedro libanese. Anche questo è Veneto, anche questa è commistione d’imprenditoria e creatività. L’invito al lettore è a ripercorrere il territorio, a moltiplicare i vettori e le tappe della sua mappatura. Soprattutto, è un invito a non ragionare in termini di tessere e reti: le prime completano un mosaico, le seconde irrigimentano. La vitalità d’un distretto creativo si basa esattamente sul superamento delle logiche che quelle metafore figurano. Dunque, abbandonate i GPS e munitevi dello spirito dell’esploratore.

Talking about creative districts, especially the one of Veneto, means making a notable effort of abstraction. It means not to think according to a pyramidal logic, at least in the first stage, in order to design a sort of neural map, which could escape from the traditional hierarchy. It is an exercise in direct democracy or, even more, in anarchism. It is about not hindering the course of chaos, useful in widening the look and raising it above any barriers. Barriers like compartment which, far from being “originally” watertight, make development stagnant. The exercise involves the need to take a bird’s-eye view of Cattelan and the “Biennale” exhibition, Pinault and the “Guggenheim” collection, the Ca’Foscary University and the “Correr” museum, the “Querini Stampalia” foundation and the “Bevilacqua La Masa” one. And getting away from the historical or “young” galleries of Venice, from “Il capricorno” and “Jarach”. And finally to get to experiences which, if you get trapped in the categories, would be difficult to define as “artistic”. An example among many: the “Camuffo” Studio, which swings dangerously between design, graphic design, obviously art, publishing and bookshop.It is implicit that a district is not and does not have to be identified with the chief town of the region. It is a territorial and creative entity which goes over boundaries. It can overflow towards Padua, meeting galleries like “Estro” and “Perugi” or the “Magazzini DaFrom” and even series of events that are in no way inferior to other initiatives around the country, as “AprileFotografia”. Similarly wandering around the Veneto region, you can find simple and stimulating ideas such as the one by PAD - Pay and Display, a space still looking for a definition: a showroom, maybe, in its etymological meaning. Verona, on the other side, is not at all lacking in galleries attentive to the production of the new generations, because there are places such as “La Giarina”, “Arte e ricambi”, “Byblos”. We are just at the beginning of the journey and it is already clear that mapping is an enterprise. We can proceed to Vicenza, beyond any unfavourable military bases, to discover other galleries and non-profit spaces, from Andrea Arte Contemporanea to the “Deposito d’Arte” by Alberto Zanchetta in the Sossano area. Finally, in this short tour, you cannot miss Villorba, in the Treviso province, with that very famous mine of ideas that is Fabrica, where it is possible to call Tadao Ando to pay homage to a Lebanese cedar. This is Veneto as well, this is a combination of entrepreneurship and creativity. The invitation to the reader is to think back to the territory, to multiply the means and the points of its mapping. It is mainly an invitation to not reason in terms of tiles and patterns: the first completes a mosaic, the second bring it into line. The vitality of a creative district is based exactly on overcoming the logic which the metaphors describe. Therefore leave your GPS and get the explorer spirit. Marco Enrico Giacomelli Caporedattore centrale Exibart 21

ISTITUZIONI DEL CONTEMPORANEO / CONTEMPORARY INSTITUION

ACCADEMIA DI BELLE ARTI VENEZIA

All’Accademia spetta il compito della formazione al più alto livello nel campo della produzione dell’arte. I corsi, rinnovati in maniera più funzionale e con nuovi a carattere sperimentale, forniscono gli strumenti conoscitivi ed operativi più appropriati alla definizione di ulteriori profili professionali e ai possibili sbocchi occupazionali. Istituzione di Alta Cultura nel settore delle arti, è collocata nel segmento della formazione a livello universitario. The task of “Accademia delle Belle arti” (Academy of Fine Arts) is education at the highest level in the field of art production. Its courses are now updated and joined by new experimental ones, and provide the most apt cognitive and operating tools in order to define further professional figures and potential job opportunities. Considered as an Institution of High Culture in the art field, it is at the level of University education.

Dorsoduro 423 30123 Venezia

ARCHIVIO STORICO DELLE ARTI CONTEMPORANEE (A.S.A.C)

Settore permanente di ricerca e produzione culturale nel campo delle arti contemporanee, esso tutela, conserva e valorizza il patrimonio documentale della Biennale di Venezia e delle arti del Novecento, raccolto dal 1895 a oggi. Per la ricerca delle informazioni relative ai fondi conservati dall’A.S.A.C., è online un database al sito internet: http://asac.labiennale.org. Dal 2003 gli uffici A.S.A.C. sono nell’edificio Lybra del Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Porto Marghera (Ve). A permanent domain of research and cultural production in the contemporary art field, it protects, conserves and gives value to the documentary heritage of the “Biennale di Venezia” and of the 20th century arts, gathered from 1895 onwards. To furnish information on A.S.A.C. funds, an online database is available at the following website: http:// asac.labiennale.org. Since 2003, the offices of A.S.A.C. have been located in the Lybra building in the technological scientific park VEGA in Porto Marghera (Venezia).

Cà Corner della Regina Santa Coce 2214 30135 Venezia

CENTRO CULTURALE CANDIANI

Con una variegata gamma di attività, il centro mira a coinvolgere la pluralità dei pubblici lungo le direttrici delle arti e della cultura del contemporaneo, che costituiscono la principale e doverosa vocazione della città di Mestre (Ve). Dalla fotografia al cinema, dal teatro di parola alla ricerca musicale, dalla rivisitazione storica alla letteratura, dalla didattica sui nuovi linguaggi ai temi anche sociali. L’idea è di documentare e dibattere la contemporaneità nel suo farsi, contribuendo a sprigionare le risorse intellettuali e le energie produttive della città. With a wide variety of activities, the centre aims at involving the plurality of the audience along the axes of contemporary arts and culture, which constitute and represent the principal vocation of the city of Mestre (Venice). Activities range from photography to cinema, from “theatre of the Word” to musical research, from historical revisits to literature, from new didactic languages to themes including social ones. The idea is to document and debate contemporaneity in progress, contributing to the liberation of intellectual resources and productive energies of the city.

Piazzale Candiani, 7 30174 Mestre (VE)

COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM

Dorsoduro 704 30123 Venezia www.guggenheim-venice.it 22

Sicuramente il museo più importante in Italia per l’arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo, con sede a Venezia, presso Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, in quella che fu l’abitazione di Peggy Guggenheim. Il museo fu inaugurato nel 1980 e ospita la collezione personale di arte del ventesimo secolo, ma anche i capolavori della Collezione Gianni Mattioli, il Giardino delle sculture Kasher, oltre a mostre temporanee. It is certanly the most important museum in Italy with regard to European and American art of the first half of the 20th century. It is located in Venice, right next to the Grand Canal in the Venier dei Leoni Palace, which used to be Peggy Guggenheim’s Venetian residence. The museum was inaugurated in 1980 and it houses Peggy Guggenheim’s private collection of 20th century art, together with the masterpieces of the Gianni Mattioli collection, the Garden of Kasher sculptures and temporary exhibitions.

C4

Villa Caldogno Via Zanella, 3 36030 Caldogno (VI) www.c-4.it

FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA

Palazzetto Tito Dorsoduro 2826 30123 Venezia www.bevilacqualamasa.it

FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA

Centro di formazione innovativo attraverso le culture del contemporaneo dove le opere sono utilizzate come esperienze di studio e di laboratorio per i corsi destinati a studenti universitari, docenti, dirigenti d’impresa e della pubblica amministrazione. Nella sede di Villa Caldogno espongono, con lavori site specific: Graham, Ontani, Cecchini e Tremlett. Il progetto è promosso da Regione del Veneto, Comune di Caldogno, Provincia di Vicenza con il sostegno di Unicredit Group, Collezione Peggy Guggenheim, Arclinea, Dainese, Deroma, Gruppo Maltauro, Telwin, Trend Group. Innovative centre for education through the contemporary culture, in which works are used for studying and as workshop experiences. It is intended for undergraduate students, teachers, private companies and public administration managers. In the Villa Caldogno headquarter, Graham, Ontani, Cecchini and Tremlett display their site-specific works. The projected has been promoted by Regione del Veneto, Caldogno town council, Province of Vicenza and supported by Unicredit Group, Peggy Guggenheim collection, Arclinea, Dainese, Deroma, Maltauro group, Telwin, Trend Group.

Nata nel 1898 è l’unica istituzione in Italia con la missione di promuovere giovani artisti legati ad un territorio (Venezia e Triveneto), grazie ad un archivio, prima mappatura, che raccoglie materiale informativo e consigliando la ricerca dei giovani artisti mediante un servizio di visione del portafolio, svolto dai curatori. Infine, il materiale è a disposizione di galleristi e curatori per realizzare eventi di arte contemporanea. Vengono inoltre organizzate grandi mostre di artisti internazionali in collaborazione con gallerie e istituzioni prestigiose. Created in 1898 it is the only institution in Italy to support, as its mission, young artists related to a territory (Venice and the North-East of Italy). This is done with the use of an archive, first mapping and thus gathering information, and then giving advice to young artists for their research through a service portfolio review done by the curators. Finally, the material is at the disposal of art dealers and curators, in order to arrange exhibitions and events of contemporary art. In collaboration with prestigious galleries and institutions, great exhibitions of international artists are organised.

Con il suo testamento del 1868, Giovanni Querini Stampalia volle fondare un’istituzione atta a “promuovere il culto dei buoni studi e delle utili discipline”; a questo dettato si conforma ancor oggi l’attività della Fondazione, che ha nella formazione e nello sviluppo dell’individuo il suo principale obiettivo. Attiva nell’elaborazione della conoscenza e nella promozione della libertà, è aperta a tutti come una piazza in cui i saperi si incontrano, si contaminano e si diffondono. L’intero suo patrimonio materiale e immateriale è valorizzato per questi scopi. In his 1868 will, Giovanni Querini Stampalia expressed the desire to found an institution to: “promote the cult for good studies and useful disciplines”; the foundation’s activity still conforms to it, incorporating his main objectives in the training and development of the individual. Active in the diffusion of knowledge and the promotion of freedom, it is open to anyone, as an open square where knowledge meets, gets contaminated and diffused. Its whole heritage, both material and immaterial, is devoted to these purposes.

Castello 5252 30122 Venezia www.querinistampalia.it

GALLERIA CA’ PESARO

Santa Croce 2076 30125 Venezia www.museiciviciveneziani.it

La Galleria viene inaugurata nel 1902 nella sede di Palazzo Pesaro. Fino agli anni ‘50 il serbatoio d’acquisizione per il contemporaneo continuò ad essere la Biennale di Venezia e pertanto la collezione rispecchia le scelte di fondo della Biennale privilegiando i grandi filoni del Simbolismo e del Post-Impressionismo (Cottet, Klimt, Khnopff, Bonnard). Negli anni ’60 questo rapporto cessò, ma una donazione privata venne a colmare le lacune della collezione (da Kandinsky a Matta, da Sironi a Morandi a De Chirico). Il contemporaneo è presente in forma sporadica con qualche opera di Arman, Raushenberg, Trafeli, Plessi oltre ai premi acquisto delle mostre della Fondazione Bevilacqua. The gallery was opened in 1902 and housed in the Pesaro palace. Since the fifties, the “Biennale di Venezia” exhibition has continued to be the source of its acquisitions and therefore the collection reflects the underlying choices of the “Biennale”, favouring movements such as Symbolism and Post-impressionism (Cottet, Klimt, Khnopff, Bonnard). In the sixties, this relationship stopped, but a private donation intervened to fill the deficiencies of the collection (from Kandinsky to Matta, from Sironi to Morandi to De Chirico). Contemporary art is seldom present with some works by Arman, Raushenberg, Trafeli, Plessi in addition to acquiring the prize of the “Bevilacqua” Foundation’s exhibitions. 23

PALAZZO FORTI

Dal 1982, sotto la direzione del Prof. Giorgio Cortenova, la struttura museale ha organizzato numerose e importanti rassegne dedicate ai personaggi e ai movimenti più importanti del panorama artistico nazionale e internazionale: da Gnoli a Cintoli, da Capogrossi a Baj, da Leoncillo a Pozzati, da De Chirico a Tancredi, da Degas a Guttuso, da “Astratta” alle “Scuole romane”, dagli impressionisti a Modigliani, dagli espressionisti a Magritte, Picasso, Klee, Kandinsky e altri. Since 1982, under the leadership of professor Giorgio Cortenova, the museum has organised numerous and important exhibitions dedicated to the protagonists and the most important movements in the Italian and international art scene: from Gnoli to Cintoli, from Capogrossi to Baj, from Leoncillo to Pozzati, from De Chirico to Tancredi, from Degas to Guttuso, from “Astratta” to the “Scuole romane”, from the impressionists to Modigliani, from expressionists to Magritte, Picasso, Klee, Kandinsky and many others.

Via Forti, 1 37100 Verona

PALAZZO GRASSI

Sede espositiva all’avanguardia nella scena artisitica internazionale, è stata inaugurata nell’aprile 2006 sotto la proprietà di François Pinault, rinnovata negli interni dall’architetto giapponese Tadao Ando. In linea con la sua tradizione, Palazzo Grassi rimane fedele alla sua vocazione di luogo per le grandi mostre temporanee, la cui programmazione si sviluppa su tre assi: le mostre d’arte contemporanea legate alla Collezione François Pinault, le mostre d’arte moderna, monografiche o tematiche, e le mostre dedicate alla storia delle grandi civiltà. An avant-garde exhibition space in the international art scene, it was opened in April 2006, under the ownership of François Pinault, fully renovated inside by the Japanese architect Tadao Ando. Following its tradition, Palazzo Grassi remains loyal to its vocation as a place for big temporary exhibitions. Its programme develops around three axes: contemporary art exhibitions related to the François Pinault collection, themed or monographic modern art exhibitions and exhibitions dedicated to the history of great civilizations.

Campo San Samuele 3231 30124 Venezia www.palazzograssi.it

IUAV ARTE

Il corso di laurea in Arti visive e dello spettacolo è un progetto formativo offerto ai giovani diplomati che vogliono affrontare un percorso di maturazione della propria vocazione per la creatività. Lo studente compie esperienze laboratoriali, concependo e realizzando progetti artistici nei campi del teatro, delle arti visive, delle comunicazioni multimediali. Il corso di laurea specialistica forma giovani artisti e operatori nel campo della produzione artistico-culturale, capaci di elaborare e realizzare progetti e opere con diverse tecniche espressive, con autonomia creativa e consapevolezza critica. The “visual and spectacles Arts” university degree is an educational project offered to high school students, who want to undertake a self-development path following their vocation for creativity. The student attends workshops, conceiving of and creating artistic projects in the fields of theatre, visual arts and multimedia communication. The master’s degree programme educates young artists and operators in artistic-cultural production, able to tackle and complete projects and works with different expressive techniques, creative autonomy and critical awareness.

UNIVERSITA’ IUAV www.iuav.it/designearti

IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO IN ITALIA PER

ARTE E IMPRESA ISTITUZIONI E CULTURA CONTEMPORANEA MANAGEMENT DELLA CULTURA E DELLA CREATIVITA’ 24

adc ha coordinato questa pubblicazione

WWW.AGENZIADELCONTEMPORANEO.COM

PADIGLIONE VENEZIA

Sx. International Art Exhibition, Venice Pavilion, detail (arch. Brenno Del Giudice). Fototeca A.S.A.C. della Biennale © Fondazione La Biennale di Venezia Dx. 26th International Art Exhibition, Venice Pavilion, 1952, Padiglione Venezia. Fototeca A.S.A.C. della Biennale © Fondazione La Biennale di Venezia

Omaggio a Vedova Tribute to Vedova 52. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia 10 giugno - 21 novembre 2007 Curators: Luca Massimo Barbero, Chiara Bertola, Angela Vettese

Emilio Vedova, Senza titolo (als ob), 96/97, in the studio, disk PHOTO F. GAzzARRA, PRINTED By PAOL VANDRASCH 2/2, MILAN, 9 May 1997

Abbandonato per più di trent’anni, utilizzato come accoglienza per la stampa, deputato a ospitare mostre italiane (come la celebrazione di Alighiero Boetti) e, infine, i concorsi per giovani artisti promossi dalla Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Venezia, che ne è proprietario, la Regione del Veneto e la Provincia di Venezia hanno congiuntamente deciso di avocare a sé la gestione del padiglione. Costruito nel 1932, nell’isola di Sant’Elena, per ospitare, in particolar modo, i risultati delle arti decorative prodotte in area veneziana, l’edificio fu concepito in forma di esedra dall’architetto Brenno del Giudice. La prima esposizione mostrò al pubblico preziosi vetri di Murano e mosaici e merletti di Burano. Nel 1938 si passò alla pittura, allestendovi una mostra personale di Guido Cadorin oltre a una piccola collettiva di pittura e scultura di area veneta. Il vetro tornò protagonista nel 1952 con un’impegnativa mostra dedicata alla migliore produzione di Murano. Nel 1970 il padiglione viene aperto a esposizioni che vanno oltre la rigidità delle mostre settoriali ma, paradossalmente, questa apertura coincide con il suo declino: design, fotografia, grafica si accostano alle cosiddette “belle arti”. La mostra di arti decorative, aumentata in qualità e in quantità, venne trasferita due anni dopo nella ex chiesa di San Basso. Al padiglione Venezia vengono esposti solo disegni in una mostra dedicata alla città dal titolo ‘Venezia, ieri, oggi, domani’, ma l’evento segna la perdita di un’identità culturale costante dell’area espositiva. After more than 30 years of abandon, used as a press room, assigned to hosting Italian exhibitions (such as the celebration of Alighiero Boetti) and, finally, the competitions for young artists promoted by the Ministry of Culture’s Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee (DARC), the Comune di Venezia, which owns it, and the regional and provincial administrations have jointly decided to take charge of managing the pavilion.Built in 1932 on the island of Sant’Elena to house examples of the decorative arts produced in the Venice area, the building was conceived as an exedra by the architect Brenno del Giudice. The first exhibition featured precious glass works from Murano and mosaics and lace from Burano. In 1938 the focus shifted to painting, with a personal exhibition of Guido Cadorin alongside a small collection of paintings and sculptures from the Veneto area. Glass came to the forefront again in 1952, in an exacting exhibition of the best of Murano production. In 1970 the pavilion was loosened up from the rigidity of sectoral exhibitions but, paradoxically, this opening coincided with its decline: design, photography and graphics were placed alon-side the so-called ‘fine arts’. The decorative arts exhibition, with an increase both in quality and quantity, was transferred two years later to the former church of San Basso. The Venice pavilion then hosted an exhibition solely of drawings dedicated to the city, entitled ‘Venice, yesterday, today, tomorrow’, but the event marked the exhibition area’s loss of any constant cultural identity.

Il padiglione Venezia torna alla sua città: Luca Massimo Barbero, Chiara Bertola e Angela Vettese, rispettivamente designati da Provincia di Venezia, Regione del Veneto e Comune di Venezia, sono stati chiamati a iniziare un nuovo corso in cui assuma centralità la creatività del territorio. I tre curatori sono stati individuati in ragione dei loro ruoli presso tre delle istituzioni per l’arte contemporanea più attive a Venezia: la Peggy Guggenheim Collection, la Fondazione Querini Stampalia e la Fondazione Bevilacqua La Masa. Poiché una solida base non può che partire dal riconoscimento del passato e di un’identità locale che abbia saputo imporsi sul terreno internazionale, i curatori hanno doverosamente rivolto la loro attenzione a Emilio Vedova. Scomparso meno di un anno fa, è stato anzitutto l’artista che ha impregnato di sé in modo indelebile l’Accademia di Belle Arti di Venezia influenzando generazioni intere di studenti; nello stesso tempo, costantemente invitato a esporre alla Biennale, ha potuto far da tramite fra l’humus veneziano e il contesto mondiale della rassegna. La sua sola presenza in città, del resto, sapeva fare gli onori di casa agli stranieri e generava un via vai di critici, artisti, musicisti: Vedova, con la sua straordinaria energia, fisica e mentale, seppe essere il centro di un sistema di relazioni che aiutò a mantenere Venezia al centro del dibattito internazionale. Grazie alla fondamentale collaborazione della fondazione “Emilio e Anna Bianca Vedova” è stata immaginata un’ipotesi espositiva che vede l’omaggio al Maestro rapportato anche ad artisti che hanno avuto con lui relazioni di stima, amicizia e influenza reciproca. The Venice Pavilion Venezia at the Biennale returns to its city: Luca Massimo Barbero, Chiara Bertola and Angela Vettese, respectively appointed by the provincial administration, the regional administration and the Comune di Venezia, were called on to open up a new direction focusing on the creativity of the area. The three curators were selected on the basis of their roles in three institutions that are the most active in contemporary art in Venice: the Peggy Guggenheim Collection, the Fondazione Querini Stampalia and the Fondazione Bevilacqua La Masa. Considering that a solid foundation must start from recognition of the past and of a local identity who managed to assert himself internationally, the curators duly turned their attention to Emilio Vedova, who died less than a year ago. He was primarily an artist who left an indelible mark on the Accademia di Belle Arti di Venezia, influencing whole generations of students. At the same time, being constantly invited to exhibit at the Biennale, he was able to act as an intermediary between the fecundity of Venice and the world context of the exhibition. His mere presence in the city, on the other hand, was sufficient to ‘do the honours’ for foreigners, and generated a coming and going of critics, artists and musicians. With his extraordinary physical and mental energy, Vedova was the hub of a system of relations that helped keep Venice at the centre of the international debate. Thanks to the essential cooperation of Fondazione ‘Emilio e Anna Bianca Vedova’ it has been conceived an hypotetical exhibition relating the homage to the Master with those artists who were in good relations of esteem, friendship and reciprocal influence with him. in collaborazione con

fondazione emilio e anna bianca vedova

LUOGHI E AZIONI DEL CONTEMPORANEO / CONTEMPORARY PLACES AND ACTION

ARCHIVIO BONOTTO

Bassano del Grappa (VI)

CENTRO NAZIONALE DI FOTOGRAFIA

Via Niccolò Tommaseo, 60 35131 Padova cnf.padovanet.it

CONSERVARE IL FUTURO

FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA Castello 5252 30122 Venezia www.querinistampalia.it

FONDAZIONE LA FORNACE INNOVAZIONE

Via Strada Muson, 2/C 31011 Asolo (TV) www.fondazionefornace.org

FONDAZIONE MARCH

via Armistizio, 49 35142 Padova www.fondazionemarch.org 26

Partendo dalla collezione d’arte moderna (corrente artistica “Fluxus”) la famiglia Bonotto ha acquistato l’ottocentesca sede dell’ex macello di Bassano del Grappa, con l’obiettivo di far crescere e valorizzare il territorio, collaborando con le numerose eccellenze già presenti e introducendo visioni internazionali ed ‘energetiche’, stimoli culturali forti e rinnovati, ‘sapori’ e ‘saperi’ capaci di coinvolgere l’area in un rapporto dialettico con le tendenze intellettuali del mondo. Non un museo, ma un contenitore di ‘virus’ attivi e benefici, un polline per il territorio. Starting from a collection of modern art (the artistic current Fluxus), the Bonotto family bought the nineteenth-century headquarters of the former slaughterhouse of Bassano del Grappa, in order to evaluate the territory. It cooperates with the many excellent entities already present in the area and introduces international and energetic visions, strong and updated cultural stimulation, a knowledge and a taste which are able to open the territory to a dialectic relationship with intellectual trends at an international level. It is not a museum, but a container of active and beneficent virus, a pollen for the territory. Dal 2000 il centro, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova, ha svolto un’intensa attività espositiva con mostre fotografiche di: Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Umicini, Mario Giacomelli, Andrej Tarkovskij, Wim Wenders, Giovanni Chiaramonte, Mario Schifano e Roman Signer; oltre alla promozione di convegni e seminari e ricerche di carattere socio-iconografico e antropologico. Le rassegne del centro racchiudono vari generi fotografici – reportage, ritratto, paesaggio, astrazione – con particolare attenzione alla giovane fotografia contemporanea in relazione alle altre arti visive. Since 2000 the centre, of the “cultural policy and Spectacles” department of the Padua city council, has run an intense exhibition programme with photographic exhibitions of: Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Umicini, Mario Giacomelli, Andrej Tarkovskij, Wim Wenders, Giovanni Chiaramonte, Mario Schifano and Roman Signer. It has also promoted conferences and seminars and social-iconographic and anthropological research. The themed series covers different types of photography – reportage, portrait, landscapes, abstraction – with particular attention to young contemporary photography in relation to other visual arts. Progetto della Fondazione Querini Stampalia, è nato nel 2004, basato sul rapporto tra arte antica e arte contemporanea, sul confronto tra un passato da tutelare e un futuro da progettare, imprescindibile premessa per chiunque voglia promuovere cultura sul territorio. La convinzione è che lo sguardo degli artisti più interessanti e più sensibili possa aiutare non solo a capire il tempo in cui viviamo, ma anche a vedere in modo diverso il nostro passato. Vi hanno partecipato Giulio Paolini, Remo Salvadori, Kiki Smith, Giuseppe Caccavale, Elisabetta Di Maggio e Maria Morganti. The project of the “Querini Stampalia” foundation was created in 2004 and is based on antique-contemporary art relation, and on the comparison between a past to preserve and a future to design – an essential premise for anyone who wants to promote culture in the territory. The belief is that the look of the most interesting and sensitive artists could help not just to understand the times we are living in, but also to look differently at our past. Giulio Paolini, Remo Salvadori, Kiki Smith, Giuseppe Caccavale, Elisabetta Di Maggio and Maria Moranti have taken part in this. Agevolando i processi di creazione e diffusione dell’innovazione e della creatività, per favorire l’integrazione del sistema territoriale nell’economia della conoscenza, l’attività della fondazione segue: l’assistenza allo start-up innovativo, l’erogazione di servizi ad alto valore aggiunto alle imprese, l’animazione economico-culturale del territorio. Partecipano i principali attori economico-istituzionali locali: amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria, agenzie per l’innovazione, istituti di credito, università e scuole, oltre alla presenza di 20 imprese del settore del design, della comunicazione e del terziario avanzato. Helping the creation and diffusion processes of innovation and creativity, to favour the territorial system integration into the knowledge economy, the activity of the foundation consists of: assistance for the innovative start-up, supply of high value-added services to companies, economic-cultural invigoration of the territory. The locally major economicinstitutional actors take part in it: public administrations, trade unions, innovation agencies, banks, universities and schools, in addition to 20 companies from design, communication and high value-added service sectors. Progetto d’arte e per l’arte contemporanea di Silvia Ferri de Lazara, che ha incontrato l’adesione di Porsche, mira a promuovere la ricerca artistica indipendente con lo scopo di costruire un sistema locale collegato a quello internazionale. Sono previste mostre in sede e fuori sede, un programma di formazione e didattica, residence d’artista e un archivio di opere d’arte mobile. Oltre alla biblioteca, una videoteca e una serie di servizi per collezionisti, la Fondazione adotta un approccio professionale al foundraising. The project of art and for contemporary art by Silvia Ferri de Lazara has gained the support of Porsche and aims at promoting independent artistic research in order to build a local system connected to the international one. Exhibitions at the foundation headquarters and outside it, an educational and didactic programme and a residential one, a mobile archive of art works are all in the works. In addition to the library, a video collection and a series of services for collectors, the foundation assumes a professional approach to fundraising.

Fuoribiennale

Viale Milano, 60 36100 Vicenza www.fuoribiennale.org

FUTURE CENTRE DI TELECOM ITALIA

Campo San Salvador San Marco 4826 30124 Venezia www.futurecentre.telecomitalia.it

MUSEO CASABIANCA

Via Largo Morandi, 1 36034 Malo (VI) www.museocasabianca.com

OBSERVA SCIENCE IN SOCIETY

Viale Fusinieri, 65 36100 Vicenza www.observa.it www.scienceinsociety.eu

L’officina ARTE CONTEMPORANEA

Contrà Carpagnon, 17 36100 Vicenza www.l-officina.it

Viviamo in una società di reti, dove progettare significa “disegnare interface, digitali e ambientali, virtuali e tangibili, fisiche e fisiologiche: punti di contatto tra l’uomo, una determinata zona e il mondo”. Questa è Fuoribiennale: una piattaforma internazionale di azioni sulla cultura contemporanea negli ambiti dell’arte, del design, dell’architettura e della creatività. Diretta da Cristiano Seganfreddo, in questi anni ha realizzato numerose azioni urbane e sociali, coinvolgendo aziende, istituzioni pubbliche e private, artisti ed è diventata una realtà simbolica creando il primo Distretto Creativo Italiano. We live in a society of Network, where project means “design interfaces, digital and environmental, virtual and concrete, physical and physiological: matching points between man, a place and the world”. And this is Fuoribiennale: an international platform for artistic consultancy which develops projects, exhibitions and events in the fields of contemporary art, design, architecture and creativity. Directed by Cristiano Seganfreddo, in recent years it has undertaken many urban and social activities, involving companies, public and private institutions, artists and has become a symbolic reality, creating the first Italian Creative District. Nell’antico convento veneziano di San Salvador, il centro di Telecom Italia propone un viaggio nell’avvenire, senza dimenticare il passato, con un’immersione nelle nuove tecnologie del comunicare. Il centro, all’interno di Progetto Italia, programma di iniziative culturali, sociali, formative di Telecom Italia, nasce alla fine del 2002 quale esibizione permanente sull’innovazione tecnologica oltre ad essere luogo ospitante di una rosa di proposte culturali, dalle conferenze ai corsi, con l’obiettivo di divulgare il futuro: anima di tutte le sue attività. In the ancient “San Salvador” convent in Venice, the Telecom Italia Centre proposes a journey to the future, without forgetting the past, diping in the new communication technologies. The centre, inside the project “Progetto Italia” which is a programme of cultural, social and educational initiatives by Telecom Italia, was established at the end of 2002 as a permanet exhibition on the technological innovation as well as a place to host a range of cultural proposals, from conferences to courses, with the aim of developing the future: the souls of all its activities. Fondato nel 1978 dal collezionista maladense GioBatta Meneguzzo, con l’intento di mettere a disposizione del pubblico la sua collezione privata oltre a far diventare il museo un luogo di scambio tra artisti e territorio. Le opere di grafica dagli anni Sessanta ai Novanta (disegni, stampe d’arte e oggetti) sono disposte in nove stanze: pop art, informale, nuovo realismo, arte povera, arte concettuale, body art e comportamento, art language, processuale, graffitistmo, avanguardie storiche e maestri italiani moderni e contemporanei, per un totale di 1200 opere appartenenti a 700 artisti. The museum was founded in 1978 by the collectors GioBatta Meneguzzo from Malo (Vicenza), with the aim of opening its private collection to the public and also of making the museum an exchange place between the territory and artists. Graphic works from the sixties to the nineties (drawings, art prints and objects) are displayed in 9 rooms: art language, process art, graffiti design, historical avant-garde and modern and contemporary Italian masters, make for a total of 1200 works by 700 artists.

Observa Science in Society è un’associazione culturale senza fini di lucro che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini. Svolge attività di ricerca e organizza iniziative per coinvolgere i cittadini su questioni scientifiche e tecnologiche. Il suo Osservatorio Scienza e Società, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e divulgato con Nòva24-Il Sole 24 Ore e Superquark, è il primo monitoraggio permanente sul rapporto tra cittadini e scienza. Observa science in Society is a non-profit cultural association which promotes reflection and debate about the relation between science and society, favouring the discussion among researchers, policy-makers and citizens. It carries out research and organization of initiatives, which manage to involve people in scientific and technological issues. Its observatory “Osservatorio Scienza e Società”, supported by the “Compagnia di San Paolo” and made known through Nòva24-Il Sole 24 Ore and Superquark, is the first permanent survey on citizens-science relations.

L’Officina è uno spazio di 300 mq nel centro storico di Vicenza, ricavato in un edificio di archeologia industriale lungo il fiume Retrone. Contiene uno spazio espositivo e gli studi d’artista di Enrico Mitrovich, pittore e net artista, Giovanni Turria e Giuseppe Iannello, incisori e pittori, Paola Chimetto, scultrice. Fondata nel 1997, è un’associazione culturale che organizza esposizioni in collaborazione con gallerie ed istituti, serate di readings e performances. Si occupa anche di grafica ed editoria d’arte, editando collane di poesia e libri di pregio, videoarte e grafic design. L’Officina is a 300 mq studio in the center of Vicenza; the builing was an old factory on the bank of the river. It contains a big exibition room and the studios of four artists: Enrico Mitrovich, painter and videomaker, Giovanni Turria and Giuseppe Iannello, engravers and painters, Paola Chimetto, sculptor. The space was founded in 1997 and, as a cultural association, works with other galleries and institutions organizing exibitions, readings, performances. A section is also dedicated to art publishing, video art and grafic design.

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GALLERIE / GALLERIES

ANDREA ARTE CONTEMPORANEA Corso Andrea Palladio, 165 36100 Vicenza www.andrea-arte.com

ARTERICAMBI

Via A. Cesari, 10 37131 Verona www.artericambi.org

A+A GALLERIA

Calle Malipiero San Marco 30736 30125 Venezia www.aplusa.it

BUGNO ART GALLERY

San Marco 1996/D 30124 Venezia www.bugnoartgallery.it

CATERINA TOGNON ARTE CONTEMPORANEA Campo San Maurizio San Marco 2671 30124 Venezia www.caterinatognon.com

EXIBART

www.exibart.com 28

L’iniziativa di Paolo Dosa assieme ad Elena Maltauro si concretizza nel dicembre 2002 con uno spazio privato dedicato all’arte contemporanea: una galleria, crocevia per artisti già affermati e opportunità per nuove spinte artistiche, situata nel centro storico della città di Vicenza, presso Casa Cogollo, meglio detta “del Palladio”. Dall’ottobre 2005 un’ulteriore spazio diventa laboratorio innovativo in 300 mq di un capannone nella zona industriale della città. Paolo Dosa’s initiative with Elena Maltauro came to fruition in December 2002 with a private space entirely dedicated to contemporary art: a gallery, a crossroads for established artists and an opportunity for new artistic efforts located in the city centre of Vicenza, at Casa Cogollo, also called “del Palladio”. Since October 2005, another space has become an innovative workshop of 300 square metres in a warehouse in the city’s industrial area. Galleria privata fondata nel 2001 a Verona, in zona Porta Vescovo. Si occupa principalmente di artisti giovani, italiani e stranieri, senza escludere la possibilità di lavorare con personalità affermate, rispondendo al principio di sperimentazione e di ricerca di nuovi linguaggi. Le costanti esposizioni hanno comportato spesso una modificazione degli spazi stessi, interni ed esterni, con l’alternanza di interventi installativi e di performances, esposizioni tradizionali a parete ed eventi multimediali. Private gallery founded in 2001 in Verona, in the district of Porta San Vescovo. It deals mainly with young artists, both Italian and foreign, not excluding the possibility of working with well-established ones, following the principle of experimenting and researching new languages. The constant exhibitions have often implied the modification of indoor and outdoor spaces, alternating installations and performances, traditional expositions on the walls and multimedia events. Associazione culturale, opera a Venezia dal 1998 in uno spazio destinato alla promozione dell’arte e della cultura slovena, rivolto anche alle forme di espressione locali e straniere. Nel corso della Biennale di Arti Visive e di quella di Architettura lo spazio viene adibito a Padiglione nazionale sloveno. La Galleria, inoltre, collabora con le diverse realtà ed istituzioni del territorio con l’organizzazione di eventi sui nuovi linguaggi emergenti del panorama artistico contemporaneo, in modo da creare una sorta di laboratorio dalle molteplici sinergie. The cultural association has been operating in Venice since 1998 in a space devoted to the promotion of Slovenian art and culture, meant also for local and foreign forms of expression. During the “Biennale di Arti Visive” exhibition and the Architecture one as well, its spaces are used as the national Slovenian pavilion. The gallery works together the several entities and institutions of the territory organizing events related to the new languages that are emerging in the contemporary art field, thus creating a type of multiple synergy workshop. Nata nel 1991 a Venezia su iniziativa di Massimiliano Bugno e la consulenza di Dino Bugno, la galleria ha esposto opere dei maggiori artisti contemporanei come: Arman, Schifano, Ben Vautier, Salvo, Nespolo, Guidi, Pizzinato, Gianquinto, Vedova; oltre ad affiancare artisti emergenti: Gunilla Jaehnichen, Marco Bernardi, Biagio Gibilterra, Andrea Toniolo. Recentemente la galleria ha aperto le porte alla fotografia contemporanea, invitando alcuni fotografi a realizzare un lavoro specifico sulla città di Venezia, cui hanno già partecipato Maurizio Galimberti, Marco Zanta, Jean Janssis e Giovanni Chiaramonte. Created in 1991 in Venice by Massimiliano Bugno’s initiative and with Dino Bugno’s advice, the gallery has displayed works of major contemporary artists such as: Arman, Schifano, Ben Vautier, Salvo, Nespolo, Guidi, Pizzinato, Gianquinto, Vedova; in addition to supporting emerging artists: Gunilla Jaehnichen, Marco Bernardi, Biagio Gibilterra, Andrea Toniolo. Recently the gallery has welcomed contemporary photography, inviting some photographers to undertake a specific project on Venice, in which Maurizio Galimberti, Marco Zanta, Jean Janssis e Giovanni Chiaramonte have already taken part. Per la Biennale di Venezia presenta la prima personale in Italia di Vaclav Cigler, artista che coniuga, sia nei bozzetti che nelle grandi installazioni, la complessa relazione tra architettura e scultura contemporanea, rappresentandola usando le qualità intrinseche del vetro, in particolare del cristallo ottico. La mostra si snoda nei due spazi della galleria: la “bottega” in campo San Maurizio con bozzetti e disegni; e nel “salone delle feste veneziano” in Palazzo da Ponte, con una grande installazione, realizzata ad hoc. For the “Biennale di Venezia” exhibition it has presented Vaclav Cigler’s first solo exhibition in Italy. He is an artist able to combine, both in sketches and big installations, the complex relation between architecture and contemporary sculpture, representing it using the intrinsic qualities of glass, especially of the optical crystal type. The exhibition winds its way in two spaces of the gallery: the “workshop” in Campo San Maurizio with drawings and sketches; and in the “salone delle feste veneziano” in Da Ponte palace, with a big installation created for this occasion. Nato dalla passione per l’arte, l’editoria e le nuove tecnologie, è il più importante canale informativo sul settore dell’arte in Italia. Vero punto di riferimento degli appassionati e professionisti, per la qualità e la quantità dei contenuti prodotti, è una piattaforma multicanale veicolato via web, mail, carta e wireless. Exibart garantisce (con 17 redazioni locali, 14 redazioni tematiche e oltre 250 collaboratori attivi anche nei centri minori) informazione, aggiornamento, scambio, dibattito e approfondimento sul mondo dell’arte e sugli universi ad esso collegati. Created from the passion for art, publishing and new technologies, it is the most important information channel in the art field in Italy. An actual reference point for admirers and professionals because of the quality and quantity of its content, it is a multi-channel platform which uses the internet, paper and wireless medium. Exhibart guarantees (with 17 local editorial offices, 14 thematic ones and over 250 contributors active even in the smallest centres) information, update, exchange, debates and in-depth studying in the world of art and anything related to it.

GALLERIA CONTEMPORANEO

P.tta Mons. Olivotti, 2 30175 Mestre (VE) www.galleriacontemporaneo.it

GALLERIA ESTRO

Via San Prosdocimo, 30 35139 Padova www.galleriaestro.com

GALLERIA IL CAPRICORNO

San Marco 1994 30124 Venezia

GALLERIA JARACH

San Marco 1997 30100 Venezia www.jarachgallery.com

GALLERIA MICHELA RIZZO

Calle degli Albanesi 4254 30122 Venezia www.galleriamichelarizzo.net

GALLERIA STUDIO LA CITTA’

Lungadige Galtarossa, 21 37133 Verona www.studiolacitta.it

Spazio espositivo pubblico del Comune di Venezia nel centro di Mestre, inaugurato nel 1998 con una personale di Alberto Viani. Dal maggio 2006 ha una nuova programmazione, rivolta al contemporaneo, con progetti specifici ed innovativi, una collaborazione con istituzioni pubbliche e private, sia italiane che estere, e un fitto programma di eventi collaterali che rendono lo spazio caratteristico per dinamicità e flessibilità. The public exhibition space is in the centre of Mestre and owned by the Venice city council. It opened in 1998 with a solo exhibition of Alberto Viani. Since May 2006, it has had a new programme, entirely dedicated to contemporaneity with specific and innovative projects, collaborations with public and private institutions, both Italian and foreign, and a dense schedule of auxiliary events, which has characterised it for its dynamism and flexibility.

Aperta nel 1998 per iniziativa di Elga Pellizzari, ha da subito focalizzato la sua attenzione su giovani artisti italiani e stranieri, la cui ricerca fosse espressione delle tendenze più innovative nel campo dell’arte contemporanea. Gli artisti rappresentati lavorano su tematiche sociali, d’attualità, per lo più legate alla vita quotidiana e a modi di essere e di sentire contemporanei. La loro ricerca trova soluzione espressiva dalla pittura al video, dalla scultura alla fotografia, dall’installazione alla performance, senza mai dover avvertire alcun limite tra modalità ed ambiti diversi. Opened in 1998 on Elga Pellizzari’s initiative, it immediately focused attention on young Italian and foreign artists with the most innovative research in contemporary art field. The represented artists work on social, present-day and everyday life themes as well as contemporary ways of being and feeling. Their research areas range from paintings to videos, from sculpture to photography, from installations to performances, without perceiving any limits between different modalities and fields. Nello spazio fondato nel 1970, a due passi dal teatro La Fenice, sono passati molti protagonisti dell’arte contemporanea con i quali la titolare ha intessuto rapporti di lavoro e amicizia: da Ileana Sonnabend a Santomaso, da Marchiori a Peggy Guggenheim. Bruna Aickelin privilegia da sempre la ricerca sulla pittura internazionale e collabora con importanti collezioni pubbliche e private. Alcuni dei maggiori artisti anglosassoni emergenti hanno esposto in galleria, come E. Peyton, S. Williams, K. Kilimnik, C. Joffe, G. Perry e M. Gallace. In programma nel 2007 sono le personali di: H. Bas, L. Ali e M. Cline. In the space founded in 1970, just a short walk from the theatre “La Fenice”, many protagonists of contemporary art have passed, with whom the owner has maintained professional and friendly relationships: from Ileana Sonnabend to Santomaso, from Marchiori to Peggy Guggenheim. Bruna Aickelin has always preferred research on international painting and collaborates with important public and private collections. Some of the major emerging Anglo-Saxon artists have displayed their work in the gallery such as E. Peyton, S. Williams, K. Kilimnik, C. Joffe, G. Perry e M. Gallace. In the 2007 programme, the solo exhibitions of H. Bas, L. Ali e M. Cline are listed. A un anno ancora non compiuto, sta già muovendo i primi passi verso l’affermazione: la galleria ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico più attento concentrando l’attenzione sulla fotografia contemporanea (e dintorni). Fra gli autori presentati vanta nomi eccellenti quali: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Guido Guidi e Massimo Vitali; oltra ad artisti emergenti Primoz Bizjak, Marina Ballo Charmet, Roberta Orio, Teodoro Lupo e Marco Zanta. Da giugno ospiterà After The Flood, l’ultimo lavoro di Robert Polidori. Not even a year has passed yet, and the first steps towards its establishment have already been taken. The Jarach Gallery, Venice’s new art gallery, immediately captured the attention of the most attuned audience. Entirely dedicated to contemporary photography (and related fields), the J.G. proposes to create a link between Venice and the international art scene. The list of photographers presented includes extraordinary names, such as Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Guido Guidi and Massimo Vitali, as well as emerging artists, such as Primoz Bizjak, Marina Ballo Charmet, Roberta Orio, Teodoro Lupo and Marco Zanta. From June, the gallery will be hosting After The Flood, Robert Polidori’s latest work. La galleria nasce nel marzo 2004, a Venezia, e promuove un coraggioso programma innovativo nell’ambito dell’arte contemporanea, con artisti nazionali ed internazionali e con uno sguardo privilegiato sul territorio. I progetti artistici presentati riguardano diverse tipologie di linguaggio che vanno dalla pittura alla fotografia, dall’installazione al video ed alla performance. Numerose sono anche le collaborazioni intraprese con importanti realtà istituzionali, quali: Musei Civici Veneziani, La Biennale di Venezia, Thetis s.p.a. e Fondazione Benetton di Treviso. Galleria Michela Rizzo was created in March 2004 in Venice and has promoted a brave innovative programme in the contemporary art field, with national and international artists and with particular attention to the Venice area. Artistic projects displayed in the gallery concern several types of artistic languages, consisting of painting, photography, installations, videos and performances. There are also many collaborations with important institutions in Venice, such as “Musei Civici Veneziani”, “Biennale di Venezia”, “Thetis s.p.a.” and the “Benetton Foundation” in Treviso. Dopo un’intensa attività, iniziata nel 1969, tesa a testimoniare realtà artistiche contemporanee da Fontana, Dorazio e Schifano, dall’arte analitica e minimale alla transavanguardia e minimalismo cromatico, oggi l’attenzione è rivolta alla ricerca di una forma espressiva silenziosa ed intima. Basilico, Calzolari, Garutti, Paolini e Spalletti sono considerati i classici contemporanei della galleria, oltre a lavorare anche con un gruppo di artisti giovani come Duff, Sassolino, Tompkin. Dal 2006 è presente con nuovo spazio espositivo articolato in differenti aree, adatte a diverse attività concomitanti. After an intense activity started in 1969 aimed at showing contemporary art works of Fontana, Dorazio and Schifano, from analytic and minimal art to transavantgarde and chromatic minimalism, attention today is focused on the research of an intimate and silent form of expression. Basilico, Calzolari, Garutti, Paolini and Spalletti are considered contemporary classics of the gallery, besides collaboration with a group of young artists as Duff, Sassolino, Tompkins. Since 2006 it has been equipped with a new exposition space composed of different areas, suitable for different activities at the same time. 29

CONSERVARE IL FUTURO

Progetto pluriennale di arte contemporanea sul confronto tra un passato da tutelare ed un futuro da progettare. A cura di Chiara Bertola

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Giuseppe Caccavale, La pesanteur et la grace 2005-2006, spolveri su vetro e corda di canapa, cm 60 circa (diametro), realizzato da CIRVA, Marsiglia Courtesy Faggionato Fine Arts, Londra foto: Agostino Osio in Resi conto, Fondazione Querini Stampalia, 2006

L.R. 1/2004 art.45 Interventi regionali per lâ&#x20AC;&#x2122;arte contemporanea

Giuseppe Caccavale, La pesanteur et la grace 2005-2006, spolveri su vetro e corda di canapa, cm 60 circa (diametro), realizzato da CIRVA, Marsiglia Courtesy Faggionato Fine Arts, Londra foto: Agostino Osio in Resi conto, Fondazione Querini Stampalia, 2006

GALLERIA TRAGHETTO

Campo Santa Maria del Giglio San Marco 2543 30124 Venezia www.galleriatraghetto.it

INCAU

Punto di riferimento per più di trent’anni degli artisti veneziani: Vedova, Santomaso, Saetti, Guidi, Bacci, Morandis, Licata, Finzi, Plessi. Di questi artisti la galleria continua ad essere punto di riferimento per i collezionisti interessati, pur manifestando negli ultimi anni un sempre crescente interesse per il contemporaneo, italiano e internazionale, che l’ha portata ad esporre nei suoi spazi giovani artisti che, pur usando media diversi, sono riconducibili ad una comune poetica di ricerca interiore. A point of reference for over thirty years for Venetian artists: Vedova, Santomaso, Saetti, Guidi, Bacci, Morandis, Licata, Finzi, Plessi. The gallery continues to be a reference point for these artists for interested collectors, even though in recent years showing an ever-growing interest in the Italian and international contemporary scene. This has lead to its display of young artists’ works in its spaces, which could still be regarded as common poetics of an inner research, through different means. Guida professionale di livello internazionale su artisti, gallerie, curatori ed esposizioni di arte contemporanea, che reperisce materiali da fonti principalmente dirette e che classifica e pubblica informazioni attraverso il sito INCAU. L’obiettivo è di apportare un maggior contributo alla diffusione della cultura dell’arte contemporanea. Professional guide at an international level of artists, galleries, curators and contemporary art exhibitions, which receives materials mainly from direct sources and classifies and publishes information through the INCAU website. The aim is to contribute in spreading the contemporary art culture.

www.incau.org

PAD - PAY AND DISPLAY

Via Sottoriva, 52A 37121 Verona www.payanddisplay.it

PERUGI ARTECONTEMPORANEA

Via Giordano Bruno, 24 b 35124 Padova www.perigiartecontemporanea.com

PRIVATE GALLERY

www.privategallery.it

SPIAZZI

Castello 3865 30122 Venezia www.spiazzi.info

Nuovo concetto di spazio espositivo, caratterizzato da 102 vetrine in affitto, a disposizione di tutti, in pieno centro a Verona. Nato dalle esigenze espositive di un ristretto gruppo di giovani, vuole dare voce pubblica ad un sottobosco creativo diffuso, ma sconnesso e spesso ignorato, offrendo visibilità a tutti, senza i complessi meccanismi dei tradizionali circuiti commerciali. Gli spazi espositivi diventano vetrina per periodi variabili, consentendo di proporre al pubblico idee, messaggi, oggetti autoprodotti e non. New concept of exposition space, characterised by 102 windows to let, available to anyone in the city centre of Verona. Created from the exposition requirements of a group of young people, it wants to give voice to a wide-spread creative world in the shadows, rambling and often ignored, offering visibility to anyone, without the complex mechanism of the traditional commercial circles. The exhibition areas become windows for variable periods, permitting the proposal of ideas, messages and self-made or not products to the audience. Nata nel 1997, sin dagli esordi indirizza la propria ricerca verso le nuove espressioni artistiche delle giovani generazioni (MTV generation). Tale lavoro ha avuto da subito una visibilità nazionale, ma soprattutto internazionale. Oltre alle molteplici fiere straniere, da Basilea a New York, da Miami a Berlino, da Madrid a Parigi, la galleria collabora con musei, fondazioni e istituzioni nazionali ed internazionali come: ICO (Madrid), IVAM (Valencia), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), Fondation Stelline (Milano). Established in 1997, since the beginning it has directed its research towards new artistic expressions of the young generations (MTV generation). Such work immediately obtained a nation-wide visibility, especially international. In addition to many fairs abroad, from Basel to New York, from Miami to Berlin, from Madrid to Paris, the gallery works together with museums, foundations and both national and international institutions such as: ICO Madrid, IVAM Valencia, “Sandretto Re Rebaudengo” Foundation in Torino, “Bevilacqua La Masa” Foundation in Venezia, “Fondation Stelline in Milan. Gli interventi di Momos, fra produzione, promozione culturale e didattica, puntano ad una sostenibilità ambientale e sociale con una progettazione attenta alla partecipazione e ai processi creativi. Abile nel riunire realtà sperimentali e tradizionali, in soli due anni e mezzo di azioni di rete, ha collaborato con Comune di Venezia, Servizio Ludoteca, scuole, Querini Stampalia, Bevilacqua La Masa, Biennale d’Arte, decine di associazioni e gruppi informali, e con Private Gallery Project ha coinvolto più di cento artisti e performer in eventi, anche itineranti, e coproduzioni. The interventions by Momos, concerning production and promotion of cultural and didactic events, are focused on environmental and social sustainability with participatory and creative planning. With its ability to join experiments and tradition, in a period of only two and a half years of network activities, Momos has collaborated with the Venice city council, the public Playroom service, “Querini Stampalia” and “Bevilacqua La Masa” foundations, “Biennale d’Arte” exhibition; it has involved more than one hundred artists in cultural events and performances and dozens of associations and informal groups. Playroom public service, Querini Stampalia and Bevilacqua La Masa foundations, Biennale of Art, dozens of associations and informal groups. Un gruppo di artisti hanno trasformato una falegnameria nel centro di Venezia (Corderie dell’Arsenale) in una galleria e in un atelier collettivo, operando nel campo delle arti visive e ospitando artisti stranieri in residenza. La struttura, dotata di sala espositiva, laboratorio multifunzione, camera oscura, laboratorio di ceramica e macchine per la lavorazione del legno alterna collaborazioni con la Biennale di Venezia e con le istituzioni cittadine, oltre alle mostre per promuovere giovani artisti nel campo dell’arte e del design autoprodotto. Converting an old joinery, in 2003, a group of artists set up an art gallery and a collective atelier near the Corderie dell’Arsenale, in the centre of Venice. It works with visual arts and supports a residency programme for foreigner artists. In the atelier there is a dark room, a ceramic studio and a multi-functional studio. Spiazzi alternates between collaborations with the “Biennale di Venezia” and city institutions with exhibitions to promote young artists in the field of visual arts, arts and crafts, and self-made design.

ARTISTI - sezione curata da giorgia pin / ARTISTS - SECTION CURED BY giorgia pin

MARTA ALLEGRI

Nata a Bologna nel 1961; vive e lavora a Venezia. Le installazioni di Marta Allegri sono principalmente composte da oggetti che vengono estrapolati dalla quotidianità, modificati sino a perdere la loro funzione originaria, riproposti e accumulati uno accanto all’altro. Costanti sono i richiami e i riferimenti all’universo femminile e domestico, ma anche a quello animale e naturale. Born in Bologna, in 1961; she lives and works in Venice. The installations of Marta Allegri are mainly composed of objects, which are extrapolated from everyday life and changed until they have lost their original function. They are redefined and accumulated next to each other. There are constant warnings and references to the feminine and domestic universe, but also to the animal and natural world. Senza Titolo, 1998-2006, installazione, rete metallica, cm 560x320.

GIORGIO ANDREOTTA CALO’

Nato nel 1979 a Venezia, dove vive e lavora. Giorgio Andreotta Calò è scultore e performer. Al centro della sua ricerca artistica vi sono l’architettura e la mutazione che essa subisce nel corso del tempo; macerie edili ed edifici dimessi divengono per l’artista monumenti contemporanei. Born in 1979, in Venice, where he lives and works. Giorgio Andreotta Calò is a sculptor and a performer. His artistic research is centered on architecture and mutation over the course of time; debris and buildings become contemporary monuments for the artist.

Dal tramonto all’alba, intervento luminoso sulla Torre del Parlamento, Sarajevo, 7 febbraio 2006, serie fotografica, edizione 1/3, courtesy dell’artista.

CAROLINA ANTICH

Prometeo Gallery, Milano; Florence Lynch Gallery, New York.

ARTWAY OF THINKING

VIVIR EL LITORAL _rituale di riconciliazione tra città e mare a cura di Gerardo Mosquera e Adrienne Samos, ciudadMULTIPLEcity Parco e molo di Punta Paitilla, Città di Panamà, Panama, 29 marzo 2003 live sound mixing: Ingmar Herrera; video proiezioni: Harold Maduro; testi: Pilar Moreno e Miriam Butterman (Casa Jubilada Productions); voci: Carlos Sánchez e Rodrigo Colón Sánchez.

www.artway.info

DANIELE BIANCHI

www.danielebianchi.com

CRISTIANO BIANCHIN

Coppia di crisaliformi, 2006, vetro nero, filato di nylon d’oro, legno, foglia d’orobase dx in polipropilene (moplen nero); base sx in legno di olmo. dx 73 cm x 13 cm Ø, sx 76 cm x 11 cm Ø © Courtesy, Galleria Marina Barovier, Venezia. Foto: Claudio Franzini

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Galleria Marina Barovier, Venezia; Modernground Rachael Barraclough, Londra; Barry Friedman Ltd, New York.

Nata a Rosario, in Argentina, nel 1970; vive e lavora a Venezia. I soggetti privilegiati da Carolina Antich sono bambini disegnati o dipinti con un tratto volutamente “infantile”, indice visibile della loro purezza e semplicità. Colori pastello, scene corali, elementi fantastici alludono all’infanzia spesso in contrasto con il fare e il pensare da adulti che l’artista attribuisce ai suoi personaggi. Born in Rosario, Argentina in 1970, she lives and works in Venice. The privilegied subjects of Carolina Antich are children, drawn and painted in a manner deliberately “childlike”, a visible indicator of their purity and simplicity. Pastel colors, choral scenes, fantastic elements allude to childhood, often in contrast to the actions and thoughts of adults which the artist attributes to his characters. Nascosto nel bosco, 2007, acrilico su tela, cm 1,23x1,20.

Fondata nel 1992 da Stefania Mantovani e Federica Thiene, ha sede a Venezia. artway of thinking è il nome di una ricerca sul fare artistico che si basa sulla lettura del contesto sociale e sull’interazione tra creatività, territorio e collettività. Dal 1996 opera come associazione culturale no profit che riunisce una rete di soggetti impegnati a realizzare progetti in ambito artistico-culturale, rurale ed urbano, sociale e formativo, secondo la pratica della community based-public art. Founded in 1992 by Stefania Mantovani and Federica Thiene, it is set in Venice. artway of thinking is the name of a research project on artistic activities which is based on a reading of the social context and interaction between creativity, territory and community. Since 1996, it has operated as a non-profit cultural association which put together a network of subjects committed to projects in artistic-cultural, rural and urban, social and formative fields, following the practice of the community based-public art. Nato a Roma nel 1963; vive e lavora a Venezia. Daniele Bianchi è autore di olii su tela. La sua produzione pittorica è chiaramente scandita da diverse fasi in cui l’artista ha scelto di concentrarsi su determinati soggetti come le scale, le mani, i volti femminili con gli occhi chiusi. I toni sono solitamente monocromi e tenui e i contorni degli elementi dipinti sfumano delicatamente. Born in Rome in 1963, he lives and works in Venice. Daniele Bianchi is the maker of oil paintings. His pictorial production is clearly spelled out in different phases in which the artist chooses to focus on fixed subjects such as stairs, hands, feminine faces with closed eyes. Color tones are usually monochrome and tenuous and the edges of the painted elements delicately fade away. Senza titolo, 2006, olio su tela, cm 70x90.

Nato a Venezia nel 1963; vive e lavora a Venezia. Per Cristiano Bianchin l’elemento che ricopre un ruolo più che mai essenziale del suo fare arte è il vetro, la cui caratteristica instabilità è stata per lui fonte di curiosità e ricerca. Le sue sculture nascono da articolati processi di lavorazione e rifinitura appresi dai maestri vetrai veneziani e vengono spesso poste in relazione con il tessile, le forme lignee ed altri oggetti di recupero. Born in Venice in 1963, he lives and works in Venice. For Cristiano Bianchin, the essential element of his work is glass. The typical instability of this particular material has been a source of curiosity and research for him. His sculptures, born out of complex manufacturing and refinishing processes, learned from Venetian glaziers, are often connected with textile, wooden forms and other recovered objects.

ALVISE BITTENTE

Nato nel 1973 a Venezia dove vive e lavora. La tecnica espressiva su cui si incentra il lavoro di Alvise Bittente è il disegno. Ogni soggetto scelto viene rappresentato dall’artista attraverso pochi tratti salienti e una ristretta gamma cromatica. Inserita all’interno di un processo di ripetizione seriale e quasi ossessiva, l’immagine viene così indagata nelle sue minime variazioni. Born in 1973, he lives and works in Venice. The expressive technique of the work of Alvise Bittente is drawing. Every chosen subject is represented by the artist through little salient marks and a limited chromatic range. The image, inserted in a process of serial and nearly obsessive repetition, is in this way analyzed in even its minimum variations.

Perugi Artecontemporanea Gallery, Padova.

MONICA BONVICINI

Galleria Emi Fontana, Milano.

FRANCESCO CANDELORO

Galleria Galica arte contemporanea, Milano. www.francescocandeloro.org

MAURIZIO CATTELAN

Nata a Venezia nel 1965; vive e lavora tra Berlino, Los Angeles e Vienna. Ricorrente nel lavoro di Monica Bonvicini è l’azione dell’artista espressa attraverso installazioni, videoperformances, fotografie, talvolta venate da tagliente umorismo. Questa capacità di agire, che si esprime con o contro oggetti altamente simbolici come catene, gabbie, vetrine, pareti, attrezzi da lavoro è una sorta di conquista di libertà e di contestazione del potere politico o mediale. Born in Venice in 1965, she lives and works in Berlin, Los Angeles and Vienna. The actions of the artist, expressed through installations, videoperformances, photos, sometimes with a keen sense of humour, is recurrent in the work of Monica Bonvicini. This capacity of acting, which is expressed with or against extremely symbolic objects such as strings, cages, shop windows, walls, tools is a sort of conquest of freedom and protest against political and media power. Nato nel 1974 a Mestre, dove vive e lavora. La ricerca di Francesco Candeloro parte dalla fotografia, ma impiega mezzi tra la pittura e il design. Per modificare i soggetti scelti, catturati con veloci istantanee, l’artista utilizza il colore, spesso distribuito sulla superficie con l’uso dell’aerografo, e le trasparenze date dal plexiglas. He was born in 1974 in Mestre, where he lives and works. The research of Francesco Candeloro starts from protography, but uses mediums between picture and design. In order to modify the chosen subjects captured with quick snapshots, the artist uses colour, often distributed on the surface using an airbrush, and transparency afforded by plexiglas. Occhi b 6, 2004, cm 50x50x50.

Nato a Padova nel 1960; vive e lavora tra Milano e New York. Autore di opere, performances e installazioni paradossali e provocatorie, Maurizio Cattelan fonda il suo fare artistico sull’ironia e l’ambiguità e può essere considerato a pieno titolo uno degli artisti italiani viventi più popolari sulla scena internazionale. Caratteristica prima del suo fare è l’irruzione dissacratoria nel sistema dei valori convenzionali e la parodia di icone e personaggi della società contemporanea. Born in 1960 in Padova; he lives and works in Milan and New York. The creator of works, performances, paradoxical and provocative installations, Maurizio Cattelan bases his work on irony and ambiguity and can be considered as one of the most famous living Italian artists in the international scene. The primal characteristic of his work is a controversial break-in into the system of values and parody of icons and characters of contemporary society.

Galleria Massimo De Carlo, Milano; e Marian Goodman Gallery, New York.

A Perfect Day, 1999, courtesy Galleria Massimo De Carlo, Milano.

NEMANJA CVIJANOVIC

Nato a Rijeka, in Croazia, nel 1972; vive e lavora tra Rijeka a Venezia. Nemanja Cvijanovic è un artista che fa uso di tutta la globalità dei mezzi artistici, dal video alle installazioni. Utilizzando mezzi semplici, facendo riferimento al passato e collegandolo con il presente, l’artista pone l’attenzione sull’analisi critica e politica della società contemporanea, sulle ineguaglianze sociali, sul fallimento delle utopie. Born in Rijeka, Croatia in 1972, he lives and works in Rijeka and Venice. Nemanja Cvijanovic is an artist who uses all artistic mediums, from video to installations. Using simple mediums, referring to the past and connecting it with the present, the artist has focused on critical and political analysis of contemporary society, social inequality, failures in utopia. ^

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Never Again, 2005, leather, chains, rack, Dimensions variable, photo: Jens Ziehe, Installation view Hamburger Bahnhof, Berlin Courtesy Galleria Emi Fontana, Milano © Monica Bonvicini, VG-Bildkunst

Strappalacrime, o il pianto del coccollirio tra Fabrici d’Acquapendente e “Arden of Feversham” (anonimo elisabettiano), 2005, installazione di disegni realizzati a penna china Rotring rapidograph 0,18 su carta gialla da spolvero Modil 24,5x34,5 cm, con inserzioni a collages del cartoncino metallizzato del catalogo di lamberto teotino, cartocino oleato rosso e sbavature di colla attack, plastificazione rigida lucida et applicati su tavoletta di mdf verniciata avorio chiaro, profonda cm 1, N° 6 disegni di lacrime.

Galleria T293, Napoli; Drugo More, Rijeka.

ELISABETTA DI MAGGIO

All Right, 2006, light box.

Nata a Milano nel 1964; vive e lavora a Venezia. Le opere di Elisabetta Di Maggio nascono da pazienti processi di intaglio ed incisione di svariati materiali: dalla carta all’intonaco, dal ghiaccio al sapone. Un lavoro che attraverso un’apparente fragilità e una forma che non si definisce mai, è fortemente relazionato con l’architettura: pareti che sembrano “portanti” come archi gotici o volte medievali e nello stesso tempo fragili e trasparenti come ricami. Born in 1964 in Milan, she lives and works in Venice. The work of Elisabetta Di Maggio was born out of intricate processes of carving and incision of many materials: from paper to plaster, from ice to soap. It is work which, through its apparent fragility and always undefined forms, is strongly related to architecture: walls that appear “all-bearing” such as gothic arches or medieval vaults and at the same time, as fragile and transparent as embroidery. Parete 5, 2005, installazione permanente nella Sala Jappelli del Museo della Fondazione Querini Stampalia, Venezia.

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LILLI DORIGUZZI

Galleria Michela Rizzo, Venezia; N.O. Gallery, Milano. www.lillidoriguzzi.com

ARTHUR DUFF

Galleria Studio La Città, Verona; Galleria Galica arte contemporanea, Milano,

EMILIO FANTIN

Nata a Domegge di Cadore (Bl) nel 1958; vive e lavora a Venezia. Lilli Doriguzzi si serve di materiali trasparenti e delicati, come i fogli di acetato, la carta, i fili di nylon, le superfici specchianti, il vetro. In tal modo l’artista dà vita ad opere che occupano gli spazi in cui vengono collocate, ma senza invaderli pesantemente perché ne permettono la visione attraverso le loro trasparenze. Born in Domegge di Cadore in 1958, she lives and works in Venice. Lilli Doriguzzi uses transparent and delicate materials, such as acetate paper, paper, nylon string, reflective surfaces, glass. In this way, the artist creates work which occupies the spaces in which they are placed. These works do not invade place ponderously because they allow their vision through transparency. Apparente rosso, 2006, vetro e pellicola plastificata adesiva cm 82.

Nato a Wiesbaden, in Germania, nel 1973; vive e lavora a Mestre. La tecnica che contraddistingue il lavoro più recente di Arthur Duff è l’intreccio fitto di corde e fili che formano le immagini di parole che appaiono dai piani diversi dei telai. L’unità di partenza è il nodo che, riprodotto all’infinito, permette di tracciare trame spaziali e nuovi oggetti. Born in Wiesbaden, Germany, in 1973; he klives and works in Mestre. The technique that has characterized the most recent work of Arthur Duff is a weave of chords and strings which creates images of words that appear in the different levels of looms. The point of departure is the knot which, reproduced perpetually, allows the tracing of spatial plot lines and new objects. You will always be welcome in my arms, 2007, proiettore laser 50mw che proietta una scritta verde delle dimensioni: m 3x3.5 dalla mostra “Of love and hate”, 8 febbraio-6 aprile 2007, Galica arte contemporanea, Milano.

Nato a Bassano del Grappa (VI) nel 1954; vive e lavora a Bologna. La produzione artistica di Emilio Fantin comprende installazioni, oggetti, registrazioni visive o sonore in cui non sono tanto le immagini ad avere rilevanza, ma piuttosto il loro potere evocativo. A tale lavoro si affianca una consistente attività di ricerca di nuovi progetti e pratiche artistiche che nascano dal confronto e dalla condivisione. Born in Bassano del Grappa (VI) in 1954, he lives and works in Bologna. The artistic production of Emilio Fantin includes installations, objects, visual and audio recordings in which the evocative power of images is most important. To this work is added a consistent research of new projects and artistic experiences created from comparison and sharing. Psichedelica, installazione in casa privata (Panni Marigliano), Roma, 2006, a cura di Benedetta Di Loreto, foto Melania Camoretto.

LARA FAVARETTO

Nata a Treviso nel 1973; vive e lavora a Torino. Per realizzare le sue opere Lara Favaretto si serve di diverse tecniche, che comprendono performance, fotografia, pittura, video, disegni e installazioni. I suoi lavori si caratterizzano per le atmosfere di continua metamorfosi che sembrano dominarli e la volontà dell’artista di coinvolgere gli spettatori nel processo creativo. Born in Treviso in 1973, she lives and works in Turin. Lara Favaretto uses many techniques which include performance, protography, painting, video, drawns and installations in order to create her work. Her works are characterized by an atmosphere of continuous metamorphosis which dominates them and the artist’s desire to involve spectators in the creative process.

Galleria Franco Noero, Torino; Galerie Klosterfelde, Berlino.

I poveri sono matti [The poor are mad], 2005, suspended gyspy caravan, receiver for remote control, interfaccia Relais, audio amplifier Senhaifer, 3 battery 160 Ah, CD player, audio transmitter, converter energy voltage, remote control, 2 battery 60 Ah, 2 lights 40 W, sound: Rosamunde Photo by Paolo Pellion. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino.

VALENTINA FERRARESE

Nata a San Donà di Piave (Ve) nel 1976; vive e lavora a Berlino. Il linguaggio artistico utilizzato da Valentina Ferrarese è il video. I suoi progetti e le sue installazioni rivelano un profondo interesse per l’indagine “sociologica” e lo studio delle relazioni umane. Attraverso interviste, indagini, analisi delle espressioni corporee e delle interazioni tra gli individui, l’artista investiga diversi contesti sociali e culturali. Born in San Donà di Piave (Ve) in 1976, she lives and works in Berlin. The artistic language used by Valentina Ferrarese is video. Her projects and installations show a deep interest in “sociologic” research and study of human relationships. Through interviews, research, analyses of corporal expressions and interaction among individuals, the artist investigates diverse social and cultural contexts. Souvenirs of Today, 2007, in collaborazione con Alessandro Coco, Gordon Grunwald. Fotomontaggio, installazione, progetto partecipatorio nello spazio pubblico. Sezione del progetto riguardante Berlino.

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SOPHIE FRANZA

Nata a Grenoble, in Francia, nel 1970; vive e lavora a Venezia. Le tecniche costantemente utilizzate da Sophie Franza nel suo percorso artistico sono l’acrilico e l’acquerello. A partire da un’immagine fotografica della realtà che la circonda, sia essa costituita da ambienti, esseri umani o oggetti personali, l’artista la ricostruisce sulla tela in modo dettagliato e iperrealistico. Born in Grenoble, France in 1970; she lives and works in Venice. The mediums continually used by Sophie Franza in her artistic path are acrylic and watercolour. Starting from a photo of the reality in which she lives, constituted by the environment, human beings or personal objects, the artist recreates the image in cloth in a detailed and hyperrealistic manner.

Galleria Estro, Padova.

(la gare, du train), 2004, acrilico su tela, cm 135x180, copy: collezione privata, Paris.

ROBERTA IACHINI

N.O. Gallery, Milano.

Lorenza Lucchi Basili

Nata a Treviso nel 1973; vive e lavora tra Venezia e Treviso. L’elemento caratterizzante dei video e delle fotografie di Roberta Iachini è senz’altro la vena ironica e, talvolta, malinconica, intrecciata alla scelta di una colonna sonora realizzata con brani fortemente emotivi. Spesso prese in prestito dal tradizionale repertorio musicale italiano e internazionale, le canzoni accompagnano le opere dell’artista e ne forniscono la chiave di lettura. Born in Treviso in 1973, she lives and works in Venice and Treviso. The characteristic element of the video and photos of Roberta Iachini is ironic and sometimes melancholy, accompanied by the choice of a soundtrack of greatly emotional songs. They are often chosen from the Italian and international music repertoire and accompany the work of the artist, providing its interpretation. Frame video da You are my destiny, 35 minuti, 2006, courtesy N.O. Gallery, Milano.

Nata a Pescara nel 1964; vive e lavora a Padova. Lorenza Lucchi Basili fotografa architetture dalla forte valenza simbolica nelle quali la presenza umana è assente o ridotta ad una traccia fantasmatica. Le sue immagini enigmatiche e apparentemente irreali sono invece vere e proprie istantanee di momenti epifanici che mettono in discussione la nostra definizione e la nostra percezione di realtà. Born in Pescara in 1964, she lives and works in Padua. Lorenza Lucchi Basili takes photographs of architectural works with a strong symbolic value, where human presence is absent or reduced to a ghostly trace. Her enigmatic and apparently unreal images are instead real snapshots of epiphanic moments which call into question our definition and perception of reality.

Oredaria Arti Contemporanee, Roma.

GAETANO MAINENTI

Nato a Venezia nel 1965; vive e lavora a Murano (Ve). Gaetano Mainenti lavora secondo una prassi di costruzione totale dell’opera, a partire dalla creazione della carta e dei colori, fino alla riquadratura astratta delle immagini iconiche realizzata secondo complesse proporzioni. Questo artista, che in passato ha realizzato alcune installazioni anche con carattere di performance, parte dal disegno a grafite per ritrarre volti di donna enigmatici e antichi, e lavora sull’incidenza della luce per modellarne i particolari anatomici. Born in Venice, in 1965, he lives and works in Murano. Gaetano Mainenti follows a procedure of complete construction of work, starting from the creation of paper and colours to abstract squares of iconic images created in complex proportions. This artist, who in the past has created some installations even with features of performance, started with black lead drawing to render enigmatic and ancient feminine faces. He also works with the incidence of light used to shape anatomical details.

MARIA MORGANTI

Nata a Milano nel 1965; vive e lavora a Venezia. Il lavoro pittorico di Maria Morganti nasce da una ricerca sul colore e sulle sue variazioni. Le sue opere sono tele di diverse dimensioni e quasi monocrome, lungo i cui bordi rimangono leggibili gli strati di colore sovrapposti. Born in Milan in 1965; she lives and works in Venice. The pictorial work of Maria Morganti started from research on colour and its variations. Her work are monochromatic canvases of different dimensions and nd in the borders, overlapping layers of colour are left visible.

CV1, 2006 realizzazione: Paolo Cenedese, vetro cristallo soffiato a lume con lavorazione a sabbiatura e ad acido, cm 17 (diametro) foto ed elaborazione digitale: Gaetano Mainenti.

Galleria Michela Rizzo, Venezia; Florence Lynch Gallery, New York.

MARGHERITA MORGANTIN

Galleria Continua, San Gimignano (SI).

SERENA NONO

Galleria Traghetto, Venezia-Roma. www.serenanono.com

Velden 14-18 settembre 2005, installazione mostra Galleria Michela Rizzo, Venezia, 2005, 20 carte ognuna di cm 31x23, acrilico su carta.

Nata a Venezia nel 1971; vive e lavora a Milano. Tratti veloci, linee sintetiche ed essenziali caratterizzano i disegni di Margherita Morgartin, che talvolta fanno la loro apparizione nelle foto e nei video. Ne deriva una poetica sospesa tra sogno e realtà, che si esprime attraverso un susseguirsi di sequenze fotografiche, dissolvenze, sovrapposizioni, pause. Born in Venice in 1971; she lives and works in Milan. Quick marks, synthetic and essential lines characterize Margherita Morgartin’s pictures, which sometimes appear in photos and videos. In this way, there is a poetic element suspended between dream and reality which is expressed through a succession of photographic sequences, dissolution, superimposition, pauses. In Navigazione a vista: untitled_ragazzo/a barca, 2006, stampa fotografica cm 120x80, courtesy Galleria Alessandro De March, Milano e Galleria Continua, San Gimignano.

Nata nel 1964 a Venezia, dove vive e lavora. Tutta la produzione pittorica di Serena Nono è legata da un filo conduttore dato dalla tecnica e dai soggetti scelti. L’artista è autrice di olii su tela, nei quali vengono sempre rappresentati con tratti essenziali volti umani, mezzi busti e nudi femminili, solitamente ritratti di schiena. Il contrasto tra le luci e le ombre è sempre molto accentuato e le figure ritratte sembrano emergere dalla profondità della tela. Born in 1964 in Venice, whre she lives and works. All the pictorial production of Serena Nono is connected by a common thread which depends on the technique and chosen subjects. The artist creates oil paintings on canvas in which faces, middle bust and feminine nude, usually seen from back, are represented with essential lines. The contrast between light and shadow is always accentuated and the figures appear as if emerging from the depth of the canvas. Figura orante, 1999, olio su tela, cm 40x30.

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ROBERTA ORIO

Jarach Gallery, Venezia.

PAOLO PATELLI

Galleria Flavio Stocco, Castelfranco Veneto (Tv).

MAURIZIO PELLEGRIN

Studio Visconti, Milano.

FABRIZIO PLESSI

Galleria Contini, Venezia. www.plessi.it

03, fotografia appartenente alla serie “ritratti”

Nato ad Abbazia (Fiume, Croazia) nel 1934; vive e lavora tra Venezia e Treviso. La lunga carriera di Paolo Patelli, iniziata nei primi anni Sessanta, è segnata da diverse fasi che comprendono la produzione di videotape e collage, ma soprattutto un percorso articolato e continue sperimentazioni nel campo della pittura. La ricerca che attualmente l’artista continua a svolgere è incentrata sui valori del colore, dei rapporti tra arte, musica, poesia. Born in Abbazia (Fiume) in 1934; he lives and works between Venice and Treviso. The long career of Paolo Patelli, starting in early 1960, is marked by different phases which include production of videotape and collages, but especially a specific path to and continuous experimentation in the field of painting. The actual research of the artist is focused on the values of colour, relationship among art, music and poetry. la vicinanza allontana, 2002, acrilico su legno, 2 pezzi cm 82x82, Copyright Paolo Patelli

Nato a Venezia nel 1956; vive e lavora a Venezia e New York. La poetica di Maurizio Pellegrin è caratterizzata dalla realizzazione di lavori specifici per gli spazi che li contengono. Disseminando gli ambienti di molteplici oggetti, accostati in modo tale da suscitare emozioni e stimolare associazioni, l’artista crea nuove situazioni e nuovi luoghi in continuo dialogo con lo spettatore. Born in Venice in 1956, he lives and works in Venice and New York. The poetry of Maurizio Pellegrin is characterized by the production of specific works for the spaces which contain them. Disseminating many objects in the environment and using an approach able to provoke emotions and stimulate associations, the artist creates new situations and new sites maintaining a continuous dialogue with spectator. Sui pennelli giapponesi,2005, Pennelli, filo, fotografia su stoffa imbottita cm150x150 ©Maurizio Pellegrin

Nato a Reggio Emilia nel 1940; vive e lavora a Venezia. Autore di film e performances, Fabrizio Plessi è soprattutto un artista di videoinstallazione, noto per essersi sempre servito di alcune tra le tecnologie più moderne e avanzate per la realizzazione delle sue opere. Nella sua ricerca coniuga il carattere scultoreo delle imponenti installazioni con temi ricorrenti come l’acqua e la liquidità, il fuoco e gli alberi. Born in Reggio Emilia in 1940, he lives and works in Venice. Creator of film and performances, Fabrizio Plessi is mainly a video installation artist, famous for using some of the most modern and advanced technologies in the creation of his work. In his research, he connects the sculptural character of the large installations with recurrent themes such as water and liquidity, fire and trees. Mare Verticale, Biennale di Venezia 2005.

ANTONIO RIELLO

Nato a Marostica (Vi) nel 1958; vive e lavora tra Amsterdam, Milano e Marostica. Antonio Riello si occupa di arte digitale sia in termini teorici che didattici, con particolare attenzione al videogame, considerato mezzo d’espressione dalle molte potenzialità creative. Parallelamente a questa ricerca, l’artista indaga con le sue opere il mondo della comunicazione e i suoi prodotti e manipola ironicamente oggetti comuni, soprattutto appartenenti all’universo infantile. Born in Marostica, in 1958, he lives and works in Amsterdam, Milan and Marostica.Antonio Riello works with digital art, both in theoretical and educational terms, with particular attention to videogames, considered an expressive medium with a lot of creative potential. The artist has also analyzed the world of communication and its products through his work and ironically manipulates common objects, mainly coming from the children’s world.

Torch Gallery, Amsterdam.

Un disperato tentativo del Vizio di diventare Virtù, 2002, realizzato con circa 6500 carte da gioco usate provenienti da bische clandestine, cm 400 x 190 x 70

GIOVANNI RIZZOLI

Nato a Venezia nel 1963; vive e lavora a Venezia e Milano. Il metodo creativo di Giovanni Rizzoli è fondato sull’accostamento di immagini classiche e contemporanee e su continue citazioni e rinvii alla letteratura, all’arte figurativa, alla filosofia e alla religione. Ne derivano sculture, disegni, dipinti e installazioni ibridi di svariati linguaggi e rimandi iconografici. Born in Venice in 1963, he lives and works in Venice and Milan. The creative method of Giovanni Rizzoli is based on the combination of classic and contemporary images and continuous quotes and references to literature, figurative art, philosophy and religion. From this sculptures, drawings, painting and installation hybrids in various languages and of iconographical crossreferences have been created.

Galleria Michela Rizzo, Venezia. 36

Nata a Venezia nel 1966; vive e lavora fra Venezia e Milano. Nelle fotografie di Roberta Orio paesaggi naturali si alternano a scenari sociali, per fare da sfondo a oggetti o figure umane ed animali. Attraverso il forte ingrandimento l’artista si concentra talvolta su particolari e frammenti, rendendo visibile attraverso l’obiettivo fotografico ciò che normalmente l’occhio umano non riesce a percepire e restituendo una realtà per dimensioni assai diversa dal reale. Born in Venice in 1966; she lives and works in Venice and Milan.In the photos of Roberta Orio natural landscape alternate with social scenes to serve as a background for objects and human or animal figures. Through extreme enlargement, the artist sometimes focuses on details and fragments, making visible, thanks to the photographical lens, that which normally is not visible to the human eye, showing a world very different in dimensions from reality.

Angelo Bianco, 1997, cm 270x120x30.

ELISA ROSSI

Andrea Arte Contemporanea, Vicenza; Image Arte Contemporanea, Arezzo. www.elisarossi.it

SILVANO RUBINO

Galleria Michela Rizzo, Venezia.

MAURO SAMBO

Dalla serie “Raw Materials And Residulas”, fotografia di dimensioni variabili, 2003 (foto all’interno dell’Arsenale di Venezia)

Nuova Icona, Venezia; Associazione Vortice, Venezia; Galleria Omnia Tempora, Torino.

GUIDO SARTORELLI

Galleria Michela Rizzo, Venezia; Galleria Maria Cilena, Milano.

MARIATERESA SARTORI

Galleria Michela Rizzo, Venezia.

ARCANGELO SASSOLINO

Galleria Galica arte contemporanea, Milano.

Nata a Venezia nel 1980; vive e lavora a Modena. La pittura di Elisa Rossi si caratterizza per il forte chiaroscuro che tende ad esaltare i colori dell’ombra. Oggetti della sua ricerca sono in particolare i momenti di intimità e gli spazi della quotidianità che vengono rivelati allo spettatore rendendo pubblico il privato e mettendo a nudo scene di vita normalmente protette con gelosia. Born in Venice in 1980, she lives and works in Modena. The paintings of Elisa Rossi are characterized by strong dark and light elements which glorify the colours of shadow. The objects of her research are, in particular, the moments of intimacy and the spaces of everyday life which are revealed to the spectator, making the private life public and laying bare scenes of life normally protected by possessiveness. Divieto D’ Accesso 32, 2006, 0lio su tela, cm 140x200.

Nato nel 1952 a Venezia, dove vive e lavora. La ricerca di Silvano Rubino si sviluppa in due ambiti diversi: scultura e fotografia. Egli incentra il suo lavoro sulle molteplici possibilità offerte soprattutto dalla lavorazione del vetro, i cui tagli e i riflessi consentono di reinventare oggetti di uso comune e metterne in luce le diverse sfaccettature. Le installazioni realizzate sono spesso scelte dall’artista come oggetto delle sue fotografie. He was born in 1952 in Venice, where he lives and works. The research of Silvano Rubino has developed in two different fields: sculpture and photography. He focuses his work on the possibilities offered by the manufacturing of glass. The glass cuts and reflection allows the reinvention of objects of common use, showing different details. The installations created are often chosen by the artist as subjects for his photos. Anima, foto, cm. 50x50.

Nato nel 1954 a Venezia, dove vive e lavora. Il percorso artistico seguito da Mauro Sambo si caratterizza per le interferenze reciproche tra diversi linguaggi. L’artista ha infatti lavorato con la pittura, la scultura, la musica, la performance, fino ad arrivare all’elaborazione di opere al computer. Il linguaggio del software e delle manipolazioni fotografiche è diventato infatti la materia principale del suo lavoro. Lo interessano in particolare luoghi in disuso e spazi fatiscenti, modificati virtualmente per evocarne la storia e memoria. He was born in 1954 in Venice, where he lives and works. The artistic path of Mauro Sambo is characterised by a mixture of different languages. The artist has, in fact, worked with painting, sculpture, music, performance and then reworks the results with computer. The software language and photographical manipulations have become, in fact, the main theme of his work. He is particularly interested in disused places and abandoned spaces, virtually modified in order to evoke their story and memory. Nato nel 1936 a Venezia, dove vive e lavora. La fotografia, soprattutto in bianco e nero e riprodotta con stampa ink-jet, è il principale vettore utilizzato da Guido Sartorelli, autore d’area concettuale e precursore della videoarte. Le sue creazioni, che esplorano elementi diversi, quali architettura, scultura, paesaggio e testo, sono spesso permeate da un senso profondo del trascorrere del tempo e sono concepite dall’artista come veicoli di riflessione e stimolo per la coscienza critica del fruitore. He was born in Venice, where he lives and works. Photography, mainly in black and white and reproduced with an ink-jet printer, is the principal vector used by Guido Sartorelli, creator of conceptual art and videoart precursor. His creations, which explore different elements, such as architecture, sculpture, landscape and text, are often permeated by a deep sense of the passing of time and are conceived by the artist as a vehicle of reflection and stimulation for the critical conscience of the user. OTTOCENTO, 2004, Stampa Inkjet, cm 105x75.

Nata nel 1961 a Venezia, dove vive e lavora. Alla base del lavoro video di Mariateresa Sartori vi è la costruzione di un sistema “scientifico”, regolato attraverso principi, grafici e progetti di sperimentazione. Il costante riferimento a teorie ed elementi appartenenti al mondo della scienza rappresenta il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla psiche e la condizione umana. She was born in 1961 in Venice, where she lives and works. The basis of the video work of Mariateresa Sartori is the construction of a “scientific” system, regulated through principles, graphs and experimentation projects. The continuous reference to theories and elements which belong to the world of science represent the starting point for a wider reflection on the psyche and the human condition. Tutte le pause del mondo, 2006, frame da video.

Nato a Vicenza nel 1967; vive e lavora a Vicenza e New York. Le opere di Arcangelo Sassolino sono realizzate con materiali comuni, come il cemento, la malta, l’acciaio. I suoi lavori, di proporzioni a misura d’uomo e in concreta simbiosi con gli spazi che li contengono, sono essenziali e capaci di generare un senso di tensione e allarme. Born in Vicenza in 1967, he lives and works in Vicenza and New York. The work of Arcangelo Sassolino is created with common materials, such as cement, mortar and steel. His work, lifesize and in concrete symbiosis with the space in which they are placed, are essential and able to generate a sense of tension and alert.

Senza Titolo, 2006, acciaio e centralina idraulica, cm 100x110x110.

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ANITA SIEFF

www.ethicstv.com

GRAZIA TODERI

Gio’ Marconi, Milano; Galleria Vistamare, Pescara; S.A.L.E.S., Roma; Galleria Greta Meert, Bruxelles; Galleria f a projects, Londra.

Impressioni, fotografia, Parigi, 2001.

Nata a Padova nel 1963; vive e lavora a Milano. Nelle videoinstallazioni di Grazia Toderi campeggiano imponenti scenari e vedute che rimandano a visioni cosmiche e che si sottraggono al fluire del tempo. L’alternarsi di luci e ombre e le inquadrature spesso distorte creano un’atmosfera di straniamento che confonde lo spettatore. Born in Padua in 1963, she lives and works in Milan. In the videoinstallations of Grazia Toderi, large landscapes and scenes remind of cosmic visions and detract from the passage of time. The alternating of light and shadow and the often distorted shots create a dream-like hallucinatory atmosphere which confuses the spectator. Rosso Babele, 2006, doppia proiezione video, veduta dell’installazione, Padiglione d’Arte Contemporanea Milano, courtesy Galleria Giò Marconi, Milano.

LUCA TREVISANI

Nato a Verona nel 1979; vive e lavora tra Bologna e Milano. Per costruire la sue sculture, Luca Trevisani lavora soprattutto con materiali naturali, sfruttando spesso le reazioni chimiche che derivano dalla loro interazione. È il vincitore della VI edizione del ‘Premio FURLA per l’Arte’. Born in Verona in 1979, he lives and works in Bologna and Milan. In order to build his sculptures, Luca Trevisani works mainly with natural materials, using often chemical reactions which are derived from the interaction of these materials. He is the winner of “premio Furla oper l’arte” VI edition.

Galleria Pinksummer, Genova.

Dal gruppo un singolo, per pochi attimi, per infinite volte, 2007, resina, metallo, macchina per vapore, vapore cm 150x150x120, dimensioni variabili, courtesy l’artista e Pinksummer, Genova.

NICO VASCELLARI

Nato a Vittorio Veneto (TV) nel 1976; vive e lavora tra Bologna e New York. Nico Vascellari è un artista eclettico che utilizza molteplici forme espressive quali il video, la fotografia, la performance, la moda, il design, la musica. Punto cardine del suo fare artistico è la sperimentazione performativa che lo vede sempre protagonista e lo coinvolge in prima persona. E’ stato invitato alla 52. Biennale di Venezia. Born in Vittorio Veneto (TV) in 1976, he lives and works in Bologna and New York. Nico Vascellari in an eclectic artist who uses many expressive forms such as video, photography, performance, fashion, design, music. The main point of his work is performance experimentation in which he is the protagonist. He has been invited to the 52ª Biennale of Venice.

Galleria Monitor, Roma.

Nico & The Vascellaris, 2005, fotografia della performance, stampa lambda su plexiglas, cm 50x75.

DEBRA WERBLUD

Nata a New York nel 1957; vive e lavora tra Venezia e New York. Per i suoi interventi, mirati soprattutto alla creazione di un ambiente, Debra Werblud, artista di origine americana, si serve di diversi mezzi tra cui video, sculture, pannelli luminosi, installazioni e mescola tecnologie avanzate con strumenti tradizionali. In generale, nel suo lavoro assume un’importanza primordiale l’uso della luce ed è evidente l’influenza della fotografia, nonostante l’artista non se ne occupi direttamente. Born in New York in 1957, she lives and works in Venice and New York.Focused on the creation of an atmosphere, Debra Werblud, an American artist, uses different expressive mediums, such as video, sculptures, light panels, installations and she mixes advanced technologies with traditional instruments. In general, in her work, light plays an important role in a primitive way and the influence of photography is evident, even if the artist does not use it directly.

Galleria Michela Rizzo, Venezia; Oredaria Arti Contemporanee, Roma.

PROGETTO ZERO+

www.progettozeropiu.com 38

Vive e lavora tra Venezia e New York. Anita Sieff è autrice di film, video e installazioni. Particolarmente interessata all’utilizzo dei mezzi di comunicazione come veicoli di indagine e rappresentazione della società, nel 1998 ha fondato Ethics TV, un progetto che si propone di creare, attraverso l’utilizzo dei media, una comunità internazionale che vede nell’arte l’unica modalità per creare uno spazio di vita e riflessione comune. She lives and works in Venice and New York. Anita Sieff is a creator of films, videos and installations. Particularly interested in using mediums of communication as vehicles of research and representation of society, she founded Ethics TV in 1998, a project which wants to create, through the use of media, an international community which sees art as the only way to create a space for common life and reflection.

Totentanz, 1 di 2 parti: avvoltoi. 30 stampe chimiche su Fujifilm da disegno digitale montate su Plexiglas termoformato misurando cm 60x90 ciascuno, con montanti telescopiche in acciaio smaltato. Lo spazio dell’installazione complessiva misura m 8x13x3 [La seconda parte è composta da 210 lastre zincografiche incise e trattate con pigmento nero, raffigurando altrettanti alberi d’ulivo], 2001-2004. Foto: Giuseppe Schiavinotti - Roma.

Progetto culturale, nato nel 2001 a Bassano del Grappa (Vi), che riunisce diversi percorsi ed esperienze e da alcuni anni si muove nella produzione e promozione di eventi. Promuove il concetto di arte come fare aperto, che si sviluppa a più livelli e aggregando anche altri soggetti. Attraverso il suo agire pone l’attenzione sul territorio, la collaborazione aperta con gli artisti, l’interazione con il pubblico, inteso come spazio sociale e dunque politico. Born in Bassano del Grappa (VI) in 2001.This cultural project puts together different courses and experiences and in recent years has moved to event production and promotion.It promotes a concept of art as open projects, which develops at different levels, also involving other subjects. Through its actions, it focuses on the territory, open collaboration with artists, interaction with the public, conceived as a social and therefore, political space. WWT ­ Walking With Trees, intervento di arte pubblica: con l’aiuto di un tree climber professionista (TreeTech) il pubbico viene invitato ad arrampicarsi, passeggiare, riposare, soffermarsi e chiaccherare, sulla cima di alberi secolari. Durata 6 ore. 51. Biennale d’Arte di Venezia. Real Presence 05, Floating Sites Belgrade-Venice. 07.09.2005 Giardini della Biennale, Venezia.

Ilya & Emilia Kabakov

The Ship of Tolerance Punta della Dogana, Venezia 6 giugno > 5 luglio Comune di Venezia, Assessorato alle Politiche educative Fondazione Querini Stampalia 6 giugno > 21 novembre The Ship of Tolerance è un progetto internazionale degli artisti Ilya & Emilia Kabakov che coinvolge nella costruzione di una grande nave i ragazzi tra i 7 e i 13 anni. Le vele saranno infatti costituite dai loro disegni sul tema della tolleranza. La prima nave realizzata in Egitto nel 2006 è salpata per il Medio Oriente; la seconda costruita a Venezia per la Biennale 2007 toccherà i paesi d’Europa; la terza che sarà realizzata in Cina nel 2008 viaggerà in Asia. Il laboratorio alla Fondazione Querini Stampalia permetterà ai ragazzi di continuare ad esprimersi sul tema della tolleranza per tutto il periodo della 52. Esposizione Internazionale d’Arte. I disegni che non verranno utilizzati per la vela saranno esposti presso la Fondazione Querini Stampalia dal 6 giugno al 21 novembre e il laboratorio della Fondazione permetterà ai ragazzi di continuare ad esprimersi sul tema della tolleranza per tutto il periodo della 52. Esposizione Internazionale d‘Arte.

Fondazione Querini Stampalia Onlus

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courtesy Sede Sinv - Schio Vicenza Photos: Fulvio Orsenigo www.sinv.com project: www.studioalbanese.it

Architettura / Architecture > 43

Paolo Rosselli, Los Angeles, 2000 © Paolo Rosselli

< Architettura

Il 2007 vedrà un frutto importante della 10. Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Richard Burdett e svoltasi a Venezia tra settembre e novembre 2006 con un ottimo successo di pubblico. Dal 20 giugno al 27 agosto, infatti, alla Turbine Hall della Tate Modern di Londra, sarà possibile visitare Global Cities, una riflessione sulle megalopoli del terzo millennio che nasce proprio dalla sezione centrale della Biennale Architettura dello scorso anno. L’esposizione londinese, organizzata in collaborazione con la fondazione la Biennale di Venezia, aggiornata e riprogettata per gli spazi della Tate, esamina i recenti cambiamenti avvenuti in dieci città globali: Il Cairo, Istanbul, Johannesburg, Londra, Los Angeles, Città del Messico, Mumbai, San Paolo, Shangai e Tokyo. La mostra comprende lavori di architetti e artisti di fama internazionale come Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Herzong e de Meuron, Nigel Coates, Nils Norman, Richard Wentworth, Fritz Haeg, Hillary Lloyd, Celine Condorelli e Can Atlay. L’esposizione si concentra sulle problematiche più importanti che i grandi centri urbani si trovano ad affrontare: dai flussi migratori alla mobilità, dall’integrazione alla crescita sostenibile. L’analisi di cinque temi principali – velocità, dimensione, densità, diversità e forma – parte da uno studio della London School of Economics. La mostra alla Tate Modern presenterà anche una vasta gamma di opere artistiche che offrono interpretazioni soggettive delle condizioni urbane in ognuna delle dieci città. Le commissioni di artisti e architetti hanno focalizzato la loro attenzione sul contesto londinese e su problematiche specifiche come la sostenibilità e l’integrazione; questi lavori, appositamente realizzati, saranno esposti sia nella Turbine Hall che nell’area di Southwark. 44

From 29 June to 27 August 2007, it will be possible to visit Global Cities, in the Turbine Hall of Tate Modern in London. This exhibition aims to be a reflection on the megalopolis of the third millennium, and was part of the central core of Biennale Architecture of last year, i.e. the 10th International Exhibition of Architecture, directed by Richard Burdett in Venice from September to November 2006. Global Cities, organized in London in cooperation with the foundation Biennale di Venezia, updated and replanned for the spaces at Tate, explores the recent changes in the architectural structure of ten global cities: Cairo, Istanbul, Johannesburg, London, Los Angeles, Mexico City, Mumbai, Sao Paulo, Shangai and Tokyo. The exhibition includes works of internationally well known architects and artists such as Zaha Hadid, Rem Koolhas, Herzong and de Meuron, Nigel Coates, Nils Nroman, Richard Wentworth, Fritz Haeg, Hillary Lloyd, Celine Condorelli and Can Atlay. The exhibition focuses on the most important problems that big urban communities have to face: from migration waves to mobility, from integration to sustainable growth. The analysis of five main aspects – speed, dimension, density, diversity and form – has its roots in a study of the London School of Economics. The exhibition at Tate Modern will present many other works of arts, which offer subjective interpretation of the urban conditions of each of the ten cities. The committees of artists and architects concentrated on the London context and its specific problems like sustainability and integration. These works, ultimated for this special purpose, will be displayed in both Turbine Hall and the Southwark Area.

Paolo Rosselli, Los Angeles, 2000 © Paolo Rosselli

Note sull’architettura veneta contemporanea Notes on contemporary architecture in Veneto Ma esiste una specifica architettura veneta contemporanea? Possiamo dire che vi sono alcuni aspetti di un regionalismo architettonico veneto, ma quello che emerge dalle ricognizioni nel territorio (sinteticamente riassunte nelle pagine dedicate all’architettura di questo opuscolo, con tutti i limiti legati all’idea della selezione) è un’architettura, sostanzialmente rivolta al mondo privato, caratterizzata molto più da una globalizzazione del linguaggio piuttosto che da una elaborazione specifica di elementi regionali. Ciò di cui parliamo non porta dentro di sé il regionalismo come assunto assoluto; semmai, in alcuni casi, reinterpreta caratteri tradizionali locali profondamente rivisti da un nuovo approccio culturale. Molti degli architetti citati in queste pagine hanno studiato e lavorato all’estero per periodi più o meno lunghi. Sono le conseguenze dell’effetto Erasmus, lanciato esattamente vent’anni fa, e che ha permesso agli attuali quarantenni, ora sotto i riflettori dell’attenzione mediatica, di navigare attraverso l’Europa durante il loro apprendistato; effetto più evidente per la generazione immediatamente successiva, ancor più legata al viaggio, alla condivisione, allo scambio. In un territorio sempre più occupato e squilibrato (in alcuni luoghi, evidentemente marginali, dell’arcipelago delle 1500 zone industriali ci viene raccontato di eccessi di cubature destinate ad essere abbandonate, in altri più centrali la domanda invece non manca), tra nuove urbanizzazioni e nuove infrastrutture, tra distese di villette e casette a schiera, troviamo disseminate un numero sempre maggiore di realizzazioni che rispondono a parametri estetici e qualitativi impensabili una generazione orsono. Merito solo degli architetti? Ovviamente no. Di fianco a questa tangibilità, esiste l’immaterialità del grande fermento culturale che attraversa il nostro territorio, e quello del Nord-est più in generale, come potrebbe apparire di fronte ad una ricognizione più allargata. Premi e mostre d’architettura; cicli di incontri e di serate organizzate da associazioni, enti pubblici, ordini professionali; un’editoria effervescente che, questo preme sottolinearlo, non aspetta più la maturità progettuale per dedicarsi al corpus complessivo della produzione architettonica, ma sottolinea da subito l’attenzione che può essere destinata alle singole opere; il web, vetrina altrettanto variegata per mostrare ciò che viene pensato e realizzato; allegati di quotidiani a grande tiratura che scrivono di architettura e di design togliendo loro quel ruolo elitario tipico dei decenni passati. Un’elevatissima attenzione mediatica, specchio della sensibilità del mondo non professionale nei confronti di spazi e territori abitati, sintomo dell’innesco di quel circolo virtuoso necessario al ribaltamento delle sorti del nostro territorio, generatrice di un’onda lunga di cui probabilmente vedremo gli effetti nel corso della prossima generazione.

The question is: does a specific contemporary architecture of Veneto really exist? We can say that there are some aspects of architectural regionalism in Veneto, but what has emerged from a survey of the territory (briefly summarized on the pages dedicated to architecture in this brochure with all its obvious limits) is an architecture which mostly addresses a private world, characterized more by the globalization of its language than by a specific combination of regional elements. What we are talking about is not regionalism as an absolute concept; but, in some cases, traditional local features which are deeply rearranged by a new cultural approach.Many of the architects named in these pages have studied abroad for different amounts of time. This is the effect of the Erasmus program, born twenty years ago, which permitted the generation now in their forties and at the centre of media attention, to travel around Europe during their training years; an effect which is even more evident for the following generation, even more apt to travel, to share, to exchange.In a territory which is more and more crowded and unbalanced (in some marginal places of the arcipelagus of 1,500 industrial areas, we are told about an excess of cubage bound to be abandoned, while in some other more central areas there is no lack of demand) between new urbanisation and new infrastructure, among small villas and terraced houses spread everywhere, we find more and more numerous buildings that correspond to aesthetic and quality parameters which were unthinkable in the past generation. Is that thanks to architects only? Obviously not! Next to this tangibility, there is the immateriality of a huge cultural movement that goes through our territory, and more in general one of the North-east, as it could appear in a wider survey: prizes and architectural exhibitions; meetings and events organised by associations, public authorities, professional orders; brilliant publishers that do not wait anymore for complete professional maturity to put their hands in architectural work, but focus from the early stage on the single works of art; the web, an equally rich window to show what is thought and created; supplements of national newspapers that write about architecture and design, thus deleting their once typically elite role. And overall, a very high media attention, which reflects the sensibility of the non-professional world towards inhabited places and territory, is a symptom of the beginning of a virtuous circle, necessary to change the destiny of our territory, the generator of a long wave whose effects we will be able to see only in the next generation. Julian Adda Corrispondente de Il Giornale dell’Architettura 45

archietti-associazioni / ARCHITECTS - ASSOCIATIONS

AAPA GERGELY AGOSTON e SARA OLGA PASINI

Agoston e Pasini collaborano dal 1997 e nel 2004 fondano AAPA. Oltre all’attività di architetti, realizzano progetti integrati di grafica e media per aziende e studi professionali, e curano l’immagine coordinata e l’allestimento di grandi marchi noti nel settore dell’arredamento. Partecipano a concorsi di design, vincendo più edizioni di Opos e l’Almerico De Angelis Young Designers Award con “Gervaso” (I.DoT Italian Design On Tour). Collaborating since 1997, Agoston and Pasini found AAPA in 2004. Besides architectural projects, they undertake graphics and media integrated projects for firms and professional offices, and manage the coordinated image and presentation of well-known furnishings brands. Usually participating in design competitions, they have won many rounds of the Opos Design Competition and the Almerico De Angelis Young Designers Award with “Gervaso” (I.DoT, Italian Design on Tour).

Via Campofiore, 27 37129 Verona www.aapa.it

ABACO

Associazione no-profit costituita nel 1985 da un gruppo di architetti, con lo scopo di dare vita ad attività culturali che soddisfacessero l’aggiornamento degli associati. Oggi è punto di riferimento nel panorama internazionale delle mostre di architettura, grazie al successo degli eventi espositivi tenuti presso la Basilica Palladiana di Vicenza, ma le sue attività si estendono anche all’organizzazione di convegni e concorsi, di conferenze e workshop. This is a no-profit association founded by a group of architects in 1985 to promote cultural events related to the updating of associates. Nowadays, the association is a reference in the field of international architecture exhibitions thanks to the successful expositions held at the Palladian Basilica in Vicenza. Its activities also include the organisation of meetings, conferences, workshops and competitions.

Contrà Oratorio dei Proti, 5 36100 Vicenza www.abacoarchitettura.it

AMACA ARCHITETTI ASSOCIATI

Viale Monfenera, 14 31100 Treviso

APRIL

Monica Bosio, Martina Cafaro, Marco Ferrari e Carlo Zavan costituiscono lo studio nel 2002. Lo studio lavora nell’ambito della progettazione residenziale, edifici e spazi pubblici. Partecipa a concorsi ricevendo premi e riconoscimenti: dal Premio di Architettura Città di Oderzo nel 2002 per gli itinerari tematici nei Colli Berici (programma Leader II con G arch e ‘artway of thinking’), e nel 2005 per gli interventi residenziali a Dosson di Casier (Tv). Nel 2004 partecipa alla mostra itinerante Archimov e nel 2005 viene segnalato al Premio Europeo di Architettura Luigi Cosenza a Napoli. Monica Bosio, Martina Cafaro, Marco Ferrari and Carlo Zavan established in 2002 their studio, which works with residential projects and public spaces. Participating in international competitions, the studio has received prizes and awards: from the ‘Premio di Architettura Città di Oderzo’ 2002 prize for thematic itineraries in the Berici hills (‘Leader II’ community programme, with G Arch and ‘artway of thinking’) to selection in the same competition, in 2005, for a project for a local housing scheme in Dosson in Casier, Treviso. It participated in the Archimov itinerant architecture exhibition in 2004, and received recognition at the European Architecture Award Luigi Cosenza 2005 in Naples. APRIL è una piattaforma di consulenza, con base tra Milano e il Veneto, che opera nei campi del design, dell’architettura, della moda e della cultura popolare. Costituita nel 2001 da un gruppo di professionisti di diverse formazioni e provenienze internazionali, attraverso un network di collaboratori, APRIL è in grado di sviluppare progetti avanzati e realizzare idee complesse. Le collaborazioni attive includono: National Geographic, Prada, Furla, Les Copains, Sky, Pirelli R.E., Biennale Venezia e Rem Koolhaas/OMA-AMO. APRIL is a firm providing research based consultancy in the fields of design, architecture, fashion and popular culture. Established in 2001 by a group of international professionals from different fields and expertise, APRIL can develop advanced projects and realize complex ideas. Our clients include National Geographic, Prada, Furla, Les Copains, Sky, Pirelli R.E., Biennale Venezia and Rem Koolhaas/OMA-AMO.

Milano-Vicenza www.april-milano.it

stiamo già lavorando al nuovo please disturb. se vuoi segnalare una realtà della contemporaneità in Veneto scrivi a press@fuoribiennale.org

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ARCHINGEGNO

Via Zenari, 6 37121 Verona www.archingegno.info

AR.PI. STUDIO ASSOCIATO

Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli sperimentano situazioni di “laboratorio” in cui la luce, lo spazio e la percezione dell’osservatore vengono analizzati in modo innovativo. Le loro architetture propongono qualità funzionale, ricerca del benessere fisico dell’utente e attenzione ai materiali, ai colori, alla tecnologia e all’acustica. Gli elementi di base sono facilmente individuabili: le trasparenze, il controllo dei riflessi e soprattutto la luce naturale ed artificiale. L’utilizzo sorprendente, la combinazione e la contaminazione di questi elementi moltiplicano le possibilità espressive e rivelano che l’architettura può interagire tra la gente e gli spazi in maniera nuova e contemporanea. Carlo Ferrari and Alberto Pontiroli work on experimental lab situations in which light, space and the observer’s perception are analysed in an innovative way. Their architectural projects provide functional quality, search for the physical wellbeing of the client and focuses attention on materials, colours, technology and acoustics. Fundamental elements are transparencies, reflection control and, above all, natural and artificial light effects. The surprising use, combination and contamination of these key elements multiply the expressive potential of architecture, proving how it can interact with people and space in a new and contemporary way. Fondato da Sandro Pittini e Dario Cazzaro, opera da circa otto anni nel territorio compreso tra le province di Treviso, Venezia e Udine, interessandosi in particolare alla costruzione di luoghi e architetture dal carattere civile, commissionate per la maggior parte da amministrazioni o enti pubblici. Parallelamente lo studio è attento all’evoluzione del dibattito architettonico contemporaneo con pluriennale esperienza nel campo dell’insegnamento universitario, visto come veicolo privilegiato di confronto con altre realtà europee. Founded by Sandro Pittini and Dario Cazzaro, the studio has been operating since 1999 in the area comprising the provinces of Treviso, Venezia and Udine. It specialises in civic buildings and spaces, mostly commissioned by public bodies or administrations. At the same time, the studio pays attention to the evolution of contemporary architectural debate with years of experience in academic teaching, a privileged means of comparison with other European experiences.

Via Terraglio, 10 31022 Preganziol (TV)

ASA STUDIO ALBANESE

contrà pusterla, 12 36100 Vicenza www.studioalbanese.it

ASSOCIAZIONE CULTURALE SPA - SOCIETA’ PER L’ARCHITETTURA

Via dell’Artigianato, 27 36064 Mason Vicentino (VI) www.associazionespa.it

BMZ ARCHITETTI ASSOCIATI

Contrà Pasini, 18 36100 Vicenza

Nasce nel 1988 dal consolidamento dell’attività professionale di Flavio Albanese, iniziata nel 1971. Lo studio svolge attività di progettazione nel campo dell’architettura, dedicandosi agli spazi di lavoro e dell’attività intellettuale e commerciale, al paesaggio e al restauro di edifici storici. Non ultimo l’interesse a progetti di riconversione di spazi industriali, campo che vede lo studio attivo in diversi e impegnativi progetti. A Vicenza dal 2001, occupa gli spazi industriali di una tipografia degli anni Sessanta, sulle sponde del fiume Bacchiglione in centro storico. La sede milanese è dal 2003 nel nuovo centro di Lambrate, vivace polo di attività del contemporaneo. Founded in 1988 on the consolidated professional experience of Flavio Albanese (who started in 1971), the studio works on architectural projects focusing on spaces for office, academic and commercial use, landscape architecture and renovation of heritage buildings. Also interested in the requalification of industrial spaces, it operates in the field with numerous, demanding projects. In Vicenza since 2001, the studio is located in an industrial space of a typography of the sixties, on the banks of the Bacchiglione river in the historical city centre. The Milan office, established in 2003, is located inside the new centre of Lambrate, now a lively point of reference in the world of contemporary art. Associazione che promuove la ricerca e la divulgazione dell’architettura e delle discipline artistiche ad essa vicine, attraverso l’istituzione di corsi e seminari di studio, concorsi, mostre, conferenze e pubblicazioni con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, in particolare per il vicentino e il Veneto. Con cadenza biennale giovani architetti laureandi, provenienti da scuole di architettura italiane ed europee, sono chiamati ad elaborare diversi progetti per il nostro territorio. The Association promotes research and dissemination of architecture and related art disciplines through the institution of classes and seminaries, competitions, exhibitions, meetings and publications, aiming at emphasising the value of the province of Vicenza and the Veneto region in terms of environment and cultural heritage. Every two years, final-year architecture students coming from Italian and European universities are gathered to draw up projects for the territory.

Giorgio Baldisseri, Lorenzo Marchetto e Massimo Zancan si laureano a Venezia nel 1982 con Vittorio Gregotti. Nel 1985 aprono lo studio, oltre alla costituzione dell’Associazione Abacoarchitettura. Al centro del loro interesse l’interpretazione della realtà contemporanea attraverso lo strumento dell’architettura, con una fitta rete di collaborazioni con architetti e designer di prestigio internazionale. Partecipano a numerosi concorsi e realizzano progetti nell’ambito dell’abitazione, degli spazi di lavoro e dell’istruzione, specializzandosi nella progettazione di grandi allestimenti espositivi. Giorgio Baldisseri, Lorenzo Marchetto and Massimo Zancan graduated in Venice in 1982 with Vittorio Gregotti. They founded a studio in 1985, along with the association Abacoarchitettura. The practice’s main emphasis is on the interpretation of contemporary reality through architecture, while building a dense network of cooperation with internationally regarded architects and designers. The studio, participating in many competitions, has completed projects concerning housing, office spaces and academic buildings, specialising in exhibition design.

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STUDIO BONGIANA ARCHITETTURE

Composto da un gruppo di giovani architetti coordinati da Pietro Bongiana e Giulio Zanazzi, lo studio si occupa d’interventi d’architettura pubblica e privata, spazi commerciali, arredamento d’interni, grafica e design in Italia e all’estero. L’obiettivo è quello di seguire i vari ambiti del progetto nella sua completezza dal visual, alla grafica, dalla comunicazione, alla progettazione architettonica e strutturale. Collabora con Tubes, Phard, ZU+elements, Diadora Utilità, Lotto, Prisma e Wireness. Formed by a group of young architects coordinated by Pietro Bongiana and Giulio Zanazzi, the studio works of public and private architectural projects, commercial spaces, interior design and graphics and design, in Italy and abroad. The aim is to follow each project in its entirety, from the visual, graphic and communication aspects to the architectural and structure planning. The studio cooperates with Tubes, Phard, ZU+elements, Diadora Utilità, Lotto, Prisma and Wireness.

Via Fra’ Giovanni Eremitano, 12 35138 Padova www.bongiana.it

UGO CAMERINO ARCHITECTS

San Marco 3870 30123 VENEZIA www.ugocamerino.it

CLAUDIO CARAMEL

Corso Milano, 94 35139 Padova www.claudiocaramel.it

CERATO

In Palazzo Sandi, nel centro storico di Venezia, lo studio svolge la sua attività progettuale e di consulenza nel restauro scientifico, nel recupero di edifici storico-monumentali e sulla progettazione di complessi come biblioteche, musei, scuole, centri di ricerca, parchi scientifici, ospedali e centri congressi. Negli ultimi anni lo studio ha intensificato la partecipazione ai concorsi di progettazione nazionali ed internazionali, collaborando con architetti e società di ingegneria in Italia e all’estero e organizzando al suo interno un workshop sulla progettazione a cui collaborano giovani architetti e artisti. In Palazzo Sandi, in Venice’s historical centre, the studio works with project planning and consulting on scientific restoration, rehabilitation of historical and monumental buildings and the design of libraries, museums, schools, research facilities, scientific parks, hospitals and conference centres. In recent years, the studio has intensified its participation in national and international design competitions, cooperating with architects and engineers in Italy and abroad, as well as organising an internal design workshop, in which young architects and artists take part. Lo Studio è attivo dal 1959. Dal 1981 Claudio Caramel si occupa di architettura, industrial design, progettazione integrata e direzione artistica per produzioni di qualità. Ha disegnato numerosi interventi architettonici con una propensione per l’architettura degli interni, residenziale e pubblica e molti oggetti nei settori più svariati come la tazzina Lavazza, accessori per Even e Morellato, il concept per la telecamera Panasonic. Tra i riconoscimenti il Premio Architettura Città di Oderzo nel 1999 per una palazzina uffici a Padova. The office opened in 1959. Since 1981, Claudio Caramel has dealt with architecture, industrial design, integrated planning and artistic direction in high quality production. He has planned many interventions focusing on the internal architecture of quality, both residential and public, and has designed many objects in different fields such as the Lavazza coffee-cup, accessories for Even and Morellato and the concept for the Panasonic television camera. Among the various awards, he won the Premio Architettura Città di Oderzo in 1999 for an office building in Padua.

Tiberio Cerato, nato a Enego (Vi), classe 1956, si è laureato allo IUAV di Venezia nel 1989. Nel 1993 apre un suo studio a Schio (Vi) e dal 2006 anche a Bassano del Grappa (Vi). Progetta edifici residenziali ed industriali occupandosi inoltre di design. Partecipa e viene selezionato al Concorso XX Compasso d’Oro ADI con il rubinetto “CUT”, disegnato per Boffi. Born in Enego (VI) in 1956, he got his degree from Venice IUAV in 1989. In 1993 he opened an office in Schio (Vi) and in 2006 also in Bassano del Grappa (VI). He plans residential and industrial buildings, also dealing with design. He has participated in and was selected at “Concorso XX Compasso d’Oro ADI” for the design of the watertap CUT, drawn for Boffi.

Via Fusinato, 52 36015 Schio (VI) www.studiocerato.it

CIBIC&PARTNERS

Milano - Vicenza www.cibic&partners.com 48

Aldo Cibic, scledense, si trasferisce nel 1978 a Milano per lavorare con Ettore Sottsass di cui, nel 1980, diventa socio. Sempre nello stesso anno nasce Memphis e Cibic è uno dei designer fondatori. Nel 1989 inizia l’attività in proprio fondando Cibic & Partners, studio rivolto all’architettura, ai progetti d’interni e di design in Italia e all’estero. Continua è la ricerca di modalità progettuali alternative con scuole come: Domus Academy, Politecnico di Milano, IUAV di Venezia e Tongji University di Shanghai. Aldo Cibic, born in Schio (VI), moved to Milan in 1978 to work with Ettore Sottsass, becoming his partner in 1980. In the same year, Memphis was established, Cibic being one of the founding designers. In 1989, he begun working on his own, founding Cibic & Partners, a studio dedicated to architecture, interior design and design in Italy and abroad. The constant search for alternative design methods is carried out with institutes such as the Domus Academy, the Politecnico di Milano, Venice’s IUAV University and Shanghai’s Tongji University.

CONTEC INGEGNERIA

Via Albere, 25 37138 Verona www.contecingegneria.it

C&P ARCHITETTI

Piazza A. Rizzo, 4 30027 San Donà di Piave (VE)

C+PARTNERS

Via Roma, 43 36030 Sarcedo (VI) www.cpartners.it

C+S ASSOCIATI

San Polo 3085/a 30125 Venezia www.cipiuesse.it

SILVIA DAINESE STUDIO + DNSDSN

Marsand, 8 35126 Padova www.dainesedesign.it

Contec Ingegneria è una delle prime società d’ingegneria fondate in Italia. È associata all’OICE e all’UNI. Si compone attualmente di 26 addetti e si avvale di tecnici esterni integrati nel Sistema Qualità certificato. L’attività ha inizio nel 1962 nel settore dell’ingegneria strutturale estendendo la propria competenza nella progettazione industriale, residenziale, scolastica, ospedaliera, direzionale e nella conduzione di grandi commesse con i servizi di project e construction management. Contec si occupa inoltre di architettura e design, di sicurezza nei cantieri e ambienti di lavoro e di building management. Contec Ingegneria is one of the first engineering companies founded in Italy. It is a member of OICE, the association of Italian engineering companies, and UNI, the Italian agency for standards. At present the company employs a staff of 26, besides availing itself of external technical staff integrated in the Certified Quality System. The activity begun in 1962 in the structural engineering sector, gradually extending its competence to the planning of industrial, residential, academic and hospital buildings, and the coordinating of important commissions, providing project and construction management. Contec also works with architecture and design, safety in yards and workplaces, and building management. Luca Cuzzolin ed Elena Pedrina in seguito ad esperienze professionali a Milano, Berlino, Barcellona e Londra, fondano lo studio nel 2000 occupandosi di concorsi di progettazione in Italia, Germania e Svizzera. In parallelo progettano principalmente residenze, edifici commerciali (Design Centre) e laboratori soprattutto nell’area veneta. In questo momento hanno in cantiere: due ville a San Donà, un laboratorio per nanotecnologie e robotica in Cadore e un centro direzionale e laboratori farmaceutici a Basilea con Carlo Calderan. After work experience in Milan, Berlin, Barcelona and London, Luca Cuzzolin and Elena Pedrina founded the studio in 2000, dealing with design competitions in Italy, Germany and Switzerland. At the same time, they design mostly housing, commercial buildings (Design Centre) and laboratories, mainly in the Venice area. Among the projects in progress are: two villas in San Donà, a nanotechnology and robotics lab in Cadore and an office district and pharmaceutical labs in Basel, Switzerland, in collaboration with Carlo Calderan.

Diego Chilò si occupa di progettazione architettonica e industrial design a partire dagli anni ’80. Negli stessi anni iniziano anche le collaborazioni nel campo dell’architettura con Fabio Calore, Roberto Girardin e, dal 2005, con Pierantonio Dalla Riva, che danno vita nel 2007 a C+partners. Sempre negli anni ’80, in alcuni progetti, collaborano anche Fiorenzo Valbonesi e, dal 1997, Tobia Scarpa. Nel 2006 i progetti sono segnalati al Premio Internazionale d’Architettura Dedalo Minosse e nel 2007 al LivinLuce Innovation & Design Award. Dal 2006 è la collaborazione con la facoltà di Industrial Design dell’Università di Firenze. Diego Chilò has been working in architectural and industrial design since the eighties. In the same period he started a stable collaboration with Fabio Calore, Roberto Girardin and, in 2005, with Pierantonio Dalla Riva. In 2007, they established C+partners. Some projects during the eighties were completed with the cooperation of Fiorenzo Valbonesi, while Tobia Scarpa has been collaborating with the studio since 1997. C+partners’ projects were recognised at the international architecture award ‘Dedalo Minosse’ in 2006 and, in 2007, at the LivinLuce Innovation & Design Award. In 2006, they began collaborating with the Industrial Design Faculty of the University of Florence. Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini vivono e lavorano tra Venezia e Treviso. Laureati in architettura presso lo IUAV di Venezia, dove attualmente insegnano composizione architettonica e svolgono attività di ricerca sia per lo IUAV che per l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, collaborano e hanno pubblicato i loro progetti su riviste di architettura nazionali ed internazionali come Abitare (I), Area (I), A+U (Giappone), Bauwelt (Germania), Casabella (I), D’Architettura (I), Loggia (Spagna) e Spazio e Società (I). Nel 1994 hanno aperto, a Venezia, lo studio C+S ASSOCIATI. Carlo Cappai and Maria Alessandra Segantini live and work dividing their time between Venice and Treviso. Architecture graduates from IUAV University in Venice, they now teach architectural composition in the university, besides working as researchers there and at the Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti academy in Venice. They contribute to – and have published some of their projects in – national and international architecture magazines such as Abitare, Area, Casabella, D’Architettura and Spazio e Società (Italy), A+U (Japan), Bauwelt (Germany) and Loggia (Spain). The C+S ASSOCIATI studio was established in Venice in 1994. Laureata allo IUAV, nel 1987 si trasferisce a New York. Dal 1994 è a Padova con lo Studio Dainese Architetti sviluppando progetti di franchising, stand e showroom per aziende di moda e sport, oltre a collaborare con il Gruppo Dainese (responsabile reparto design), occupandosi di corporate image, “architetture effimere”, concept per retail. Attualmente lo studio, formato da architetti e grafici, si occupa di lavori di interni, edilizia privata ed industriale e creazione di nuovi concetti di retail. Lo Studio collabora inoltre con lo Studio Gris.Co. nei progetti di edilizia, nei concorsi e nei progetti speciali. Graduated in Architecture at Venice’s Istituto Universitario di Architettura, in 1987 Silvia Dainese moved to New York. In 1994, she settled in Padua opening Dainese Architetti, a studio that designed franchising projects, exhibition spaces and showrooms for a range of fashion houses and sport companies, in addition to collaborating with Dainese Group (as head of design division), where she oversees the group’s corporate image, “ephemeral architecture” and concepts for the retail industry. Currently Silvia Dainese Studio employs a team of architects and graphic designers and deals with interior design, private and industrial buildings, plus the development of fresh, new ideas for retail businesses. Moreover it works with the Gris.Co. in building projects, competitions and in special projects. 49

FG FARAGUNA GIROTTO

Lo studio FG architetti è stato fondato nel 1995 a Venezia da Piero Faraguna e Marco Girotto. Opera nell’area dell’Italia settentrionale, anche se è conosciuto a livello internazionale per i concorsi e i premi vinti. Sviluppa i vari progetti attraverso un continuo impegno nella ricerca progettuale, supportata tra l’altro da continue esperienze a diretto contatto con il mondo accademico. FG architecture studio was founded in Venice in 1995 by Piero Faraguna and Marco Girotto. It works in Northern Italy, though well-known internationally for the competitions and prizes it has won. The studio develops its projects through a constant commitment to design research, also supported by continual experiences in the academic sphere.

San Marco 1052 30124 Venezia www.faragunagirotto.it

FABRIZIO FONTANA ARCHITETTO

Via Pozzocale, 11 35037 Teolo (PD) www.fabriziofontana.net

ENRICO FRANCO ARCHITETTO

Via G. Acuto, 62 35127 Padova www.enricofranco.com

GRIS CO

Via A. Marsand, 8 35126 Padova www.gris-co.it

MADE ASSOCIATI

Borgo Cavour, 89 31100 Treviso 50

Laureatosi allo IUAV di Venezia nel 1992, si trasferisce da subito a Barcellona (Spagna) dove lavora fino al 1994. Dallo stesso anno è libero professionista a Padova e fino al 2001 ha collaborato alla didattica presso lo IUAV. Si occupa prevalentemente di architettura, progettazione urbana e divulgazione dell’architettura. Sensibile alle nuove interpretazioni del vivere contemporaneo, ma consapevole dei bisogni e delle necessità che generano le architetture cerca di coniugare l’innovazione e la sperimentazione tecnico-formale, con la tradizione, la curabilità e i costi. After graduating in architecture at IUAV of Venice in 1992, Fontana moved to Barcelona where he worked until 1994. From the same year he has run his own studio in Padova and to 2001 he collaborated in didactics at IUAV. He works mostly on architectural projects, urban design and the dissemination of architecture. Sensitive to the new interpretations of contemporary living, but also aware of the needs generated by architecture, Fontana tries to combine innovation and formal and technical experimenting with tradition, durability and costs. Laureatosi nel 1995 allo IUAV, con lo studio Vesentini Associati è stato premiato alla V edizione del “Premio Architettura Città di Oderzo” e il progetto, con Werner Tscholl, di un edificio terziario a Novoli (Fi) è stato esposto alla Biennale di Architettura di Venezia 2002. Nello stesso anno realizza la sede dei Commercianti di Bolzano (con Wielander e Winkler) e nel 2003 vince il Premio “Barbara Cappochin”, con casa Cavazzana. Attualmente si occupa della progettazione del padiglione espositivo-museo archeologico di Adria e, con Tscholl, della nuova sede degli uffici Mondadori a Cascina Tregarezzo (Segrate, Mi). A graduate of IUAV University of Venice class of 1995, Franco won the ‘Premio Architettura Città di Oderzo’ award in 2001 with the Vesentini Associati studio, while his project with Werner Tscholl of a tertiary building in Novoli (Florence) was exhibited at the Venice Biennale of Architecture in 2002. In the same year, he completed the Ascom (Commerce, Tourism and Services Union) office building in Bolzano with Wielander and Winkler. In 2003, he was awarded the ‘Barbara Cappochin’ architecture prize for the Cavazzana building in Padua. He is currently working on the design of the exhibition pavilion-archaeological museum of Adria and, with Tscholl, on the new office building of Mondadori at Cascina Tregarezzo (Segrate, Milan). Lo studio è composto da architetti, grafici, designer e visual artists, coordinati dal fondatore e designer Stefano Gris. Si trova a Padova e a Roma e si occupa, oltre alla progettazione di spazi espositivi e di allestimenti museali, di immagine coordinata. Lo studio si è specializzato nella ricerca di una formula di “comunicazione” che ingloba i diversi aspetti del progetto: da una ricerca formale e architettonico-strutturale, ad una ricerca grafica coordinata, creando diverse forme di rappresentazione anche dinamiche nell’utilizzo di apparati audio-visivi e interattivi, ambientazioni scenografiche in cui la suggestione del tema progettuale viene ricreato da sistemi luminosi e sonori. The studio employs an integrated planning team of architects, graphic designers, interior designers and visual artists, coordinated by the founding designer Stefano Gris. With offices in Padua and Rome, they design exhibition and museum spaces and manage the coordinated image of big groups. The studio searches for a ‘communication formula’ including various aspects of the project: from a formal, architectural and structural research to a coordinated graphic research, creating different forms of representation, dynamic in their use of audio video and interactive apparatuses and scenographic settings, in which the suggestion of the design theme is recreated by light and sound systems. Michela De Poli e Adriano Marangon dopo la laurea in architettura nel 1991 presso lo IUAV di Venezia e la specializzazione in Landscape Planning and Design alla Wageningen Agricultural University (Olanda), svolgono l’attività di liberi professionisti dal 1993 titolari dello studio di Treviso. Rivolgono il proprio interesse nell’ambito della progettazione architettonica, della pianificazione urbana, dell’architettura del paesaggio attraverso l’analisi e la progettazione di siti di particolare valenza paesaggistico/ambientale, partecipando a vari concorsi e conseguendo premi e segnalazioni. Michela De Poli and Adriano Marangon started practising the profession after graduating in architecture from Venice’s IUAV University in 1991 and specialising in Landscape Planning and Design at Wageningen Agricultural University (Holland). Since 1993, they have been the owners of Made associates studio in Treviso. Their professional focus is on architectural design, urban design and landscape planning, through the analysis and design of sites of peculiar landscape and environment value. They have also participated in various competitions, winning prizes and recognition.

GIOVANNA MAR

STUDIO MAR - Giovanna Mar Via Castellana, 60 30174 Zelarino (VE)

CARLO PALAZZOLO ARCHITETTO

via Torre Belfredo. 77/4 30175 Mestre (VE)

SERGIO PASCOLO ARCHITECTS

Dorsoduro 3464 30123 Venezia www.sergiopascolo.it

ALDO PERESSA ARCHITETTO

Via Fra’ Sarpi, 37/4 35123 Padova www.aldoperessa.it

PROGETTO CONTEMPORANEO

GENERAL MEMBRANE S.p.A. Via Venezia, 28 30022 Ceggia (VE) www.progettocontemporaneo.it

L’architetto Giovanna Mar si è formata e collabora con lo studio Architetto Mar, presente nel territorio veneto fin dal 1961. Attualmente, oltre ai titolari, lo Studio è composto da venticinque persone, tra dipendenti e collaboratori, prevalentemente architetti. Giovanna Mar si è dedicata, negli anni della sua attività professionale, alla redazione di numerosi ed importanti progetti di edilizia direzionale, commerciale, alberghiera, residenziale, turistica, scolastica, di strutture aeroportuali, di arredamento ed architettura per interni e di strumenti di pianificazione urbanistica. Giovanna Mar was trained at – and now collaborates with – the studio Architetto Mar, established in the territory since 1961. At present, aside from the owners, the studio employs 25 staff members and collaborators, mainly architects. Giovanna Mar has focused, in her practice, on numerous, important projects of directional, commercial, hotel, residential, touristic and academic buildings, airport complexes, interior design and decoration and instruments of urban design.

Docente presso lo IUAV di Venezia, dove si è laureato e ha conseguito il dottorato, ha pubblicato la raccolta di saggi Sulle tracce di Le Corbusier (Venezia 1989, New York 1991) e dal 1993 ha un proprio studio a Venezia. Tra i suoi progetti: il piano di riqualificazione delle aree industriali del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr), il PRG dell’isola di Murano (Comune di Venezia, coordinatore Leonardo Benevolo), i concorsi per la riqualificazione urbana dell’area ex-Michelin a Trento e per l’area dell’anfiteatro romano di Benevento (con Manuel Aires Mateus). Palazzolo teaches at IUAV University in Venice, where he graduated and got his PhD in architecture. He published the collection of essays Sulle tracce di Le Corbusier (Venezia 1989, New York 1991), and in 1993, he opened his own studio in Venice. Among his projects: the requalification of industrial areas in the commune of Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona), the PRG (Regulating Plan) of the Murano island in Venice (coordinator: Leonardo Benevolo). He also participated in competitions for the urban requalification of the former Michelin area in Trento and for the roman amphitheatre site in Benevento (with Manuel Aires Mateus). Lo studio di progettazione fondato da Sergio Pascolo a Milano nel 1985, dal 2006 ha una nuova sede a Venezia, in Campo dei Carmini. La ricerca dello studio è basata sulla rigorosa interpretazione delle risorse (materiali, spaziali ed espressive) per perseguire soluzioni semplici ed essenziali. Attualmente sta curando progetti e realizzazioni in Italia, Germania, Lettonia e Cina. L’attività progettuale si estende dal progetto urbano alla definizione architettonica di edifici, interni, arredi ed oggetti. Inoltre Pascolo è docente di “Composizione architettonica per la sostenibilità” allo IUAV di Venezia. The architecture studio founded by Sergio Pascolo in Milan in 1985, opened a new office in Venice in 2006, in Campo dei Carmini. Its research is based on the accurate employment of material, spatial and expressive resources to pursue simple and essential solutions. At present, he is working on projects in Italy, Germany, Latvia and China. The studio’s practice stretches from urban planning to the architectural definition of buildings, interior design, furnishings and objects. Pascolo also teaches “Architectural composition for sustainability” at the IUAV University in Venice. Laureato allo IUAV di Venezia nel 1971 con Carlo Aymonino, dal 1980 realizza progetti di abitazioni, case unifamiliari, interni, edifici terziari e spazi produttivi. I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste specializzate ed hanno ricevuto riconoscimenti come: la segnalazione al “Premio Dedalo Minosse” 2002 alla committenza d’architettura, l’inserimento nella Guida all’architettura contemporanea della Provincia di Vicenza, il “Premio Area” 2005, la segnalazione al “Premio di architettura Città di Oderzo” 2005 e la segnalazione al “Premio Dedalo Minosse” 2005. A graduate of IUAV University in Venice, class of 1971, together with Carlo Aymonino, since 1980 Peressa has been working with projects of housing, single-family houses, interior design, tertiary buildings and production spaces. His works, published in specialised magazines, have received many awards and honours: the architecture commission body’s recognition at the “Dedalo Minosse award” in 2002, inclusion in the contemporary architecture guide for the province of Vicenza, the “Premio Area” award in 2005, recognition with the “Premio di architettura Città di Oderzo” prize in 2005, and the body’s recognition at the “Dedalo Minosse Award” of 2005. Prima galleria dedicata all’architettura nasce in una fabbrica, la General Membrane di Ceggia (Venezia) nel 2004, diventando presto sede di TriennaleOff, avamposto per il nord est dell’istituzione milanese. Paolo Vocialta, direttore, ha avviato un programma d’indagine sulla giovane architettura europea con mostre su: W. Tscholl, L. Gazzaniga (Svizzera), M. Cerdà (Spagna), M. Vozlic (Slovenia), BOB361 (Belgio), Giovani Architetti Italiani under 40, e nel 2007 sui paesi entrati a far parte dell’unione europea (Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria). The first gallery dedicated to architecture, it was created in a factory, the General Membrane of Ceggia (Venezia) in 2004, becoming soon the venue of the TriennaleOff, the north-east branch of the Milan institution. Its manager, Paolo Vocialta, has begun a programme of research on new european architecture with exhibitions about: W. Tschol, L. Gazzaniga (Swiss), M. Cerdà (Spain), M. Vozlic (Slovenia), BOB361 (Belgium), Giovani Architetti Italiani under 40, and in 2007 about countries that entered in the European Union (Lithuania, Estonia, Latvia, Poland, Czech, Slovakia, Slovenia, Hungary).

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PIERGIORGIO SEMERANO

Architetto versatile e multiforme che si allontana dall’establishment contemporaneo nella continua sperimentazione tecnica e plastica. Vive e lavora tra Padova e Lecce. Versatile architect moving away from the contemporary establishment to pursue a ceaseless technical and plastic experimentation, Semerano lives and works sharing his time between Padua and Lecce.

Via Fra’ Eremitano, 12 35138 Padova www.semerano.com

STUDIO ARCHITETTO FRANCO STELLA

Contà Fascina, 1 36100 Vicenza

STUDIO AUA

Franco Stella, docente di progettazione architettonica prima a Venezia e poi a Genova dal 1990. Da trent’anni è titolare dell’omonimo studio di architettura con sede a Vicenza, dove progetta e realizza numerosi edifici pubblici e privati, fra i quali edifici scolastici nella provincia di Vicenza, i nuovi padiglioni della Fiera di Padova e diversi edifici per uffici dalla ditta Estel di Thiene (Vi) alla ristrutturazione dell’Istituto delle Orsoline a Cortina (Bl). Partecipa a numerosi concorsi internazionali per grandi opere pubbliche e per nuove città ottenendo riconoscimenti e segnalazioni, e il suo lavoro è documentato in libri monografici e nella pubblicistica specializzata, italiana e straniera. Franco Stella, who has been teaching architectural design first in Venice and, since 1990, in Genoa, has been running his own studio in Vicenza for 30 years, designing and building public and private buildings. Among his projects are school buildings in the province of Vicenza, the new pavilions of the Padua fair, numerous office spaces for Thiene’s Estel firm and renovation of the Orsoline nuns’ institute in Cortina d’Ampezzo (Belluno). He has participated in many national and international competitions for the design of important public spaces and new urban projects obtaining recognition and awards, and his work is documented in monographic books and in Italian and foreign specialised publications. AUA è uno studio di architettura e pianificazione del territorio che, con esperienza e fantasia, entusiasmo e qualità, costruisce edifici, spazi aperti, luoghi di lavoro e sistemi urbani. Pensa i luoghi dell’abitare come prolungamento della personalità e degli stati d’animo dove, nel progetto di una casa o della città, non dimentica che il progetto è ascolto e l’architettura accoglienza. AUA is an office of architecture and territory planning, which, with experience and imagination, enthusiasm and quality, constructs buildings, open spaces, places of work and urban systems. It thinks about places of life as an extension of personality and feelings where, in projecting houses or cities, it does not forget that the project is the listening and the architecture is the welcome.

AUA ARCHITETTI URBANISTI ASSOCIATI Strada Postumia, 139 36100 Vicenza

STUDIO MZC

Studio di architettura, nasce nel 1978 dall’unione di Mario Marchetti e Fabio Zampiero. Inizialmente si occupa di restauro e ristrutturazione di edifici nel centro storico di Treviso. Nel 1995 diviene socio dello studio Giuseppe Cangialosi e al restauro si affiancano anche interventi di nuova architettura, interior design e design industriale con progetti di livello nazionale che internazionale. Lo studio è collegato con altri studi professionali coi quali sviluppa le varie fasi progettuali. Studio MZC was formed in 1978 through the union of Mario Marchetti and Fabio Zampiero. Initially involved in the restoration and renovation of buildings located in the historical centre of Treviso. In 1995, Giuseppe Cangialosi became a partner of the studio. In addition to the restoration works, new architectural projects, interior design and industrial design works were undertaken, at both national and international level. The studio is related to other architecture studios, developing different design phases with them.

Via Santa Margherita, 1 31100 Treviso

STUDIO VERDI

Via Santa Caterina, 1 35100 Padova www.mm26.it 52

Attivo dalla fine degli anni ’70 con la progettazione di spazi aperti come zone pedonali e piazze da Padova a Piazzola sul Brenta (Pd), da Vicenza a Carole (Ve), dagli anni ’90 si dedica al tema della residenza con, tra gli altri, il recupero dello Jutificio a Piazzola, vincitore del Premio Piccinato nel 2005. Con l’associazione Dado realizza nel 2004 un padiglione itinerante e l’esposizione “Archimov: architetture in movimento”. I progetti sono pubblicati in riviste italiane e internazionali. Starting its activity in the seventies with the planning of open spaces such as pedestrian areas and squares from Padua to Piazzola sul Brenta, from Vicenza to Carole (Venice), in the nineties the studio started working on housing projects, such as the reconversion of the jute manufacturing building in Piazzola, winner of the Premio Piccinato award in 2005. In 2004, with Dado association the studio created an itinerant pavilion and the exhibition ‘Archimov: architetture in movimento’. Its projects are published in national and foreign magazines.

TAMASSOCIATI

Dorsoduro 2731 30123 Venezia www.tamassociati.org

ARCHITETTO ROBERTO TOGNON

Organizzazione professionale attiva nel campo dell’elaborazione di progetti e realizzazioni per l’architettura e la comunicazione sociale, nasce oltre che dalle esperienze dei propri componenti, dalla volontà collettiva di rendere sempre più diffuse ed incisive le tecniche di intervento sul territorio mirate a favorire politiche partecipative. Aspira, con il proprio lavoro, ad attivare risorse umane e sociali, a incrementare le condizioni di sicurezza, accoglienza e integrazione, a favorire la crescita democratica e l’acquisizione di una maggiore consapevolezza sui temi dell’equilibrio ambientale. Tamassociati is an organization active in the field of architectural projects’ design and realisation and social communication. It was established on the basis of its members’ professional experience and the common goal of widening and rendering more effective the techniques of intervention on the territory, aimed at promoting participatory policies. With its work, it wants to activate human and social resources, increase safety conditions, comfort and integration, and promote democratic growth and a greater awareness of environmental balance issues. Lo studio nasce a Padova nel 1986, composto da una decina di collaboratori che sviluppano progetti in tutto il mondo nel campo dell’architettura residenziale, commerciale e industriale. Nel campo del design di interni progetta negozi e showroom per importanti aziende di moda. Varie opere sono state pubblicate in riviste e libri nazionali e internazionali di settore. The studio, opened in Padua in 1986, employs ten collaborators, and develops projects of residencial, commercial and industrial spaces all over the world. It also operates in the field of interior design, working on shops and showrooms of important fashion houses. Many projects have been published in national and international specialised magazines and books.

Riviera dei Ponti Romani, 22 35121 Padova www.robertotognon.it

TRAVERSO-VIGHY

Contrà della Misericordia, 36 36100 Vicenza www.traverso-vighy.com

VIVIANI ARCHITETTI

Via Eremitano, 12 35138 Padova www.andreaviviani.it

Giovanni Traverso e Paola Vighy si laureano in Architettura nel 1994 e nello stesso anno frequentano il corso di Master of Science in Architecture “Light and Lighting”, presso la Bartlett School, University College of London. Nel 1996 fondano a Vicenza lo studio traverso-vighy, dove assieme a collaboratori di diverse nazionalità e culture, si occupano delle relazioni tra luce e architettura e sviluppano costruzioni in dettaglio con impiego innovativo di materiali. Tra i loro principali incarichi professionali la nuova sede aziendale Spidi Sport a Meledo (Vi), Salvagnini Technical Center ad Izumi (Giappone) e il sistema di illuminazione polimorfico per i bar e i coffee shop Illy. Giovanni Traverso and Paola Vighy graduated in architecture in 1994, and in the same year they attended a Master of Science program in Architecture ‘Light and Lighting’, at the Bartlett School, University College of London. In 1996, they established the Traverso-Vighy studio in Vicenza, where together with collaborators from various nationalities and cultures they deal with the relation between light and architecture, and develop buildings with an innovative use of materials. Among their main commissions are the new office building of Spidi Sport in Meledo (Vicenza), Salvagnini Technical Center in Izumi (Japan) and the polymorphic lighting system for Illy’s bars and coffee shops. Andrea Viviani si laurea a Venezia nel 1989 e nel 1998 fonda a Padova VivianiArchitettureStudio, oggi Viviani Architetti, che conta uno staff di 6 persone. È premiato e segnalato a vari concorsi, tra cui: il Premio Internazionale “Dedalo-Minosse” V edizione, il Premio Architettura “città di Oderzo” VIII edizione, il Premio “Medaglia d’oro all’architettura italiana”. Nel 2003 riceve la medaglia di bronzo ai benemeriti della cultura italiana dal Ministro dei Beni Culturali. Nel 1997 vince il concorso per il “Riuso dell’ex gasometro di Brescia”. Andrea Viviani graduated in architecture in Venice in 1989, and in 1998 founded VivianiArchitettureStudio in Padua, now Viviani Architetti, employing six staff members. The studio has won prizes and recognition in many competitions, including the Premio Internazionale “Dedalo-Minosse” award in 2005, the “Premio Architettura Città di Oderzo” award in 2004 and the “Medaglia d’oro all’architettura italiana” prize in 2003. In 2003, Viviani also received the bronze medal for distinguished contribution to Italian Culture from the Culture Minister. In 1997, the studio won the competition for a project concerning the rehabilitation of the former gas-holder in Brescia.

luoghi di eccellenza / Places of excellence

CASE DI ALVARO SIZA

Parco di Villa Colonnese 36057 Arcugnano (VI)

L’intervento comprende il restauro di Villa Colonnese (1681) e dell’intero parco che circonda la proprietà sui Colli Berici, a sud di Vicenza. Le sette case, di nuova costruzione, tutte a più piani, si situano ad una quota inferiore a quella della villa storica. Sono volumi puri inseriti nella collina, dove gli accessi avvengono lungo dei percorsi esistenti, consolidati, in modo da non alterare la topografia. Organizzate in gruppi: uno costituito dalle case a patio, situato nella parte più alta del terreno, e un altro costituito da tre case quasi identiche, collocate lungo la parte stretta e decrescente del terreno. In prossimità della villa storica si posiziona da un lato una casa e dall’altra una palazzina con quattro appartamenti, che riprendono le giaciture dei corpi demoliti. The project includes the restoration of Villa Colonnese (1681) and the whole park surrounding the property on the Berici hills, south of Vicenza. The seven buildings, brand new, all multistoried, are located at a lower level compared to the villa. They are pure volumes fitted in the hill, where access points are placed along existing paths, not to alter the local topography. There are different groups: one is formed by patio houses, located in the higher part of the property; another one is made up of three semi-identical houses, located on the narrow, lower part of the land. Near the historical villa there is a house on one side, and, on the other, a small palace containing four flats, reminiscent of the positions of the demolished bodies. 53

FABBRICA ALTA DI SCHIO

Centro storico di Schio (VI) www.comune.schio.vi.it

LABORATORIO DI SCIENZA DELLE COSTRUZIONI

Via Torino, 153 30175 Mestre (VE)

LO SCARABEO SOTTO LA FOGLIA DI GIO PONTI

Giobatta Meneguzzo Malo (VI)

MEMORIALE PER IL WORLD TRADE CENTER DI PADOVA

Giardini delle Porte Contarine Comune di Padova www.comune.padova.it

MUSEO CASTELVECCHIO

Corso Castelvecchio, 2 37121 Verona www.comune.verona.it/castelvecchio/cvsito 54

Eretta nel 1862 dall’architetto belga Auguste Vivroux, si presenta come un colossale monumento al lavoro: prima fabbrica, dal grande impatto, del programma di sviluppo innovativo di Alessandro Rossi, capitano d’industria che ha introdotto, nella sua fabbrica e a Schio (Vi), innovazioni tecnologiche accanto a forti investimenti in ambito socio-cultarale, diventando modello d’impresa, esempio da imitare e fucina di una diffusa mentalità imprenditoriale. In futuro questo spazio diventerà cruciale per l’innovazione e la ricerca tecnologica e culturale, continuando la sua mission di fucina di idee per il Veneto di domani. Built in 1862 by the Belgian architect Auguste Vivroux, the factory is a colossal monument to Labor. It is the first large factory of the innovative development programme of Alessandro Rossi, a businessman who, in his firm in Schio (Vicenza), introduced technological innovations together with strong investments in the social and cultural sector, becoming an entrepreneurial example to emulate and the seed of a widespread business mentality. In the future, this space will be fundamental for innovation and technological and cultural research, carryng on its mission as platform for new ideas concernig the Veneto future. Sorge su un’area concessa dal Comune alle Università veneziane per realizzare un polo scientifico. L’edificio è stato concepito come guscio calato dall’alto a protezione del nucleo centrale. Lo spazio interno è modulato dalla luce naturale, che penetra dal basso e dall’alto. Un asse verticale collega idealmente la struttura ipogea alla scatola luminosa del grande lucernario, fondando nel simbolico uno spazio con caratteristiche industriali. Le due metà del terrazzo di copertura definiscono un giardino pensile murato. Il guscio dell’edificio è finito con un paramento areato in lastroni di marmo rosato. The lab is located on a site assigned by the commune to Venice universities for the creation of a scientific hub. The building was conceived as a shell lowered from above to protect the central nucleus, virtually pre-existent. The inner space is modulated by natural light coming from above and underneath. A vertical beam ideally connects the underground structure to the luminous box of the skylight, symbolically founding a space with industrial characteristics. The two halves of the covering terrace define a walled-up hanging garden. The building’s shell is completed with a cover made of large plates of pink marble. Nel 1964 Gio Ponti dona il progetto di una casa ai lettori della sua rivista Domus: una generosa offerta a chi fosse interessato a costruirla. Giobatta Meneguzzo, collezionista e geometra, decide di farne la sua abitazione a Malo, nella provincia vicentina e paese natale di Luigi Meneghello. Gio Ponti segue le strutture esterne e Nanda Vigo progetta gli interni. Un’opera architettonica all’avanguardia dalle forme arrotondate e caratterizzata dall’impiego della ceramica (grande passione pontiana) come filo conduttore, dagli esterni agli interni. In 1964, Gio Ponti donated a housing project to the readers of his magazine Domus: a generous offer to those interested in undertaking it. Giobatta Meneguzzo, collector and surveyor of the municipal administration, decided to use it for his house in Malo, a town in the province of Vicenza and the birthplace of the writer Luigi Meneghello. Gio Ponti tended to the external structure, while Nanda Vigo designed the interior. An avant-garde architectural work with rounded shapes, characterised by the use of baked clay, which Ponti had a strong passion for, as a guiding theme, from the exterior to the interior. Il Memoriale per il World Trade Center, ai Giardini delle Porte Contarine, è stato richiesto dalla città di Padova in collaborazione con la Regione del Veneto all’architetto Daniel Liebeskind. Il monumento è costituito da una struttura architettonica che contiene una trave originale del World Trade Center, recuperata dopo la strage dell’11 settembre 2002. Una parete di vetro che si snoda fino a esaurirsi in uno spigolo acuto per la lunghezza totale di 50 metri dove “La luce della libertà risplende attraverso il Libro della Storia’’, come spiega l’architetto. Dunque è inteso come un significativo Libro, un’unione, un ponte ideale che unisce Europa e America. The Memorial for the World Trade Center in Padua’s Giardini delle Porte Contarine was commissioned by the city and the Veneto Region to the architect Daniel Liebeskind. The monument features a twisted steel beam of the World Trade Center, recovered after 9/11. A 50-metre long glass wall ends in a sharp edge where “the light of liberty shines through the Book of History”, as the architect explains. The Book’s significance is that of a union, an ideal bridge between Europe and the US. Al Museo, nel giugno 2004, Peter Eisenman trasformò il cortile interno del Castello nel Giardino dei passi perduti, ideale dialogo e allo stesso tempo omaggio all’intervento di Carlo Scarpa a Castelvecchio. Nel 2007 per la riapertura dei camminamenti di ronda del castello scaligero e la collocazione nella Torre dell’Orologio della statua di Mastino II della Scala, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e la galleria Studio la Città promuovono l’installazione Ultramarinblau Dunkel Pb 29.77007 di Herbert Hamak, che arricchisce, con linguaggio contemporaneo, il percorso museale. In June 2004, the architect Peter Eisenman transformed the inner courtyard of the castle – which hosts the museum – into the ‘Garden of the lost steps’, a temporary installation ideally conversing with the history of the place, and at the same time a tribute to the restoration by the architect Carlo Scarpa of Castelvecchio. In 2007, with the reopening of the wards’ walkways and the Clock Tower in the castle and with the placing in it of the statue of Mastino II della Scala – the commune of Verona’s Culture councillorship and the art gallery Studio La Città promoted the art installation Ultramarinblau Dunkel Pb 29.77007 by Herbert Hamak, enriching the museum experience with contemporary artistic language.

VEGA

Parco Scientifico Tecnologico di Venezia Via della Libertà, 12 30175 Marghera (VE) www.vegapark.ve.it

Primo parco scientifico tecnologico d’Italia con oltre 200 aziende e 2000 addetti. Il VEnice GAteway, porta dell’innovazione di Venezia verso le reti globali, opera con la missione di innalzare e corroborare il tenore tecnologico e la competitività del sistema produttivo veneziano e Veneto, oltre alla riqualificazione della zona industriale di Porto Marghera. I settori di attività sono: nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie per l’ambiente e per i beni culturali, informatica e telecomunicazioni, formazione e servizi avanzati. Venice Gateway, the first scientific and technological park in Italy with over 200 firms and 2000 staff members, is the city’s innovation gateway towards global networks. It operates with the goal of increasing and strengthening the technological platform and competitiveness of the productive system of Venice and the Veneto region, and aims at the requalification of the industrial area of Porto Marghera. The sectors of activity are: nanotechnology, biotechnology, technology concerning the environment, cultural heritage, information technology and telecommunication, education and advanced services.

studio e formazione di eccellenza / Studies and excellence in education

IUAV ARCHITETTURA

Cuore dell’insegnamento sull’architettura è il progetto, in tutti i suoi aspetti: non solo in apparenza astratta, ma investe anche nelle tematiche del nostro vivere quotidiano, dal sistema di superfici e di oggetti con i quali entriamo in costante relazione, agli edifici in cui viviamo, dalle città al territorio nel quale ci muoviamo. I corsi formano figure in grado di intervenire con competenza sui problemi dell’architettura e dell’edilizia, capaci di costruire scenari e politiche che pongano in primo piano la tutela del paesaggio, la riqualificazione delle città e l’uso consapevole delle risorse. The core of architecture teaching is the project in its various aspects: not only as an abstract idea, but also a concept involving aspects of ordinary living, from the surfaces and objects we are ceaselessly in touch with the buildings in which we live, from the city to the territory we move around in. The courses result in professional figures capable of intervening competently in architecture and building problems, promoting scenarios and policies bringing the practice of landscape preservation to the forefront and working on urban requalification and the responsible use of resources.

www.iuav.it/architettura

CISA

Fondato nel 1958, il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio è un istituto di ricerca sulla storia dell’architettura. L’attività del centro è indirizzata da un consiglio scientifico che riunisce i maggiori specialisti europei e nordamericani: vengono realizzati corsi, seminari, pubblicazioni e mostre dedicati non solo a Palladio, ma anche all’architettura dall’Antichità al Novecento, nonché ai problemi della conservazione e del restauro di edifici storici. Inoltre a disposizione del pubblico: una biblioteca, una fototeca e un archivio specializzati. Founded in 1958, the International Centre for Architectural Studies Andrea Palladio is a research institution focused on the history of architecture. Its activities are directed by a scientific committee which gathers the major European and North American experts: courses, seminars, publications and exhibitions are organised, not exclusively in relation to Palladio, but also to architecture starting from the ancient times to the 20th century and to problems of conservation and restoration of historical buildings. The centre has a specialised library, a photo collection and an archive open to the public.

Contrà Porti, 11 36100 Vicenza www.cisapalladio.org

Fondazione Benetton Studi Ricerche

Si occupa di studi e ricerche sul paesaggio, in una prospettiva di salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni di natura e di memoria. Il lavoro si articola in documentazione (biblioteca, cartoteca, archivio) e ricerca, sperimentazioni e pubblicazioni, con programmi pluriennali definiti da comitati scientifici. Organizza seminari, conferenze, corsi brevi, viaggi di studio. Pubblica le collane Memorie, Ludica, Studi veneti. Conduce annualmente una campagna di attenzioni scientifiche e divulgative per un luogo di particolare valore, denominata “Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino”. The Foundation carries out studies and research concerning landscape and promotes the protection and appreciation of natural and historical heritage. Activities include documentation (library, map library, archives) and research, experimentation and publication and long term programmes devised by scientific committees. It organizes seminars, lectures, short courses, study trips. It publishes the series Memorie, Ludica, Studi veneti, and conducts an annual campaign – the International Carlo Scarpa Prize for Gardens – to focus scientific and general attention on a site of outstanding value.

Via Cornarotta, 9 31100 Treviso www.fbsr.it 55

I PREMI in veneto / prizes in veneto

PREMIO architettura Città di Oderzo

Il Premio è stato istituito dal Comune di Oderzo nel 1997 con l’intento di promuovere una riflessione critica sul ruolo dell’architettura nella qualificazione dell’ambiente e si assegna ogni anno ad architetture realizzate nelle regioni del Triveneto. Promotori dell’iniziativa sono il Comune di Oderzo, la Provincia di Treviso, l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Treviso e la Fondazione Oderzo Cultura in collaborazione con la Regione del Veneto, con il Consiglio Nazionale degli Architetti e Ance Treviso. The Prize was founded by the Oderzo Municipality in 1997 with the intention of promoting critical reflection on the role of architecture in qualifying the environment. It is awarded each year to examples of architecture created in the Triveneto regions. The promoters of the initiative are: the Municipality of Oderzo, the Province of Treviso, the Association of PPC Architects of the Province of Treviso, and the Oderzo Culture Foundation in co-operation with the Veneto Region, with the National Council of Architects, and ANCE Treviso.

www.oderzocultura.it

Premio internazionale di architettura barbara capocchin

www.barbaracappochinfoundation.net

PREMIO internazionale Dedalo MinoSSe

www.assoarchitetti.it

Istituito dalla Fondazione Barbara Cappochin e dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova è una vetrina di sintesi tra le componenti diverse quali il progetto e la realizzazione dell’opera di architettura. L’ambito internazionale, pur confermando una specifica sezione a livello provinciale, è finalizzato ad estendere il confronto, in collaborazione con l’U.I.A. (Unione Internazionale Architetti) e con il C.N.A.P.P.C. (Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori), allo scopo di sensibilizzare progettisti e costruttori a privilegiare la qualità nelle scelte progettuali e costruttive. Founded by the Barbara Cappochin Foundation and by the Association of Architects, Planners, Landscape Designers and Preservers of the Padua Province. It is a summarising showcase of the different components, i.e. the project and the building of the architectural work.Although it confirms a specific provincial level section, the international sphere is aimed at extending comparisons, in co-operation with I.U.A (International Union of Architects) and with C.N.A.P.P.C. (Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori - see translation above), which look to increase the awareness of planners and constructors, and to privilege the quality of project and construction choices. Il Premio Dedalo Minosse è promosso da Ala-Assoarchitetti e dalla rivista internazionale l’ARCA, con la Caoduro Lucernari. Fondato nel 1997 e giunto alla sesta edizione, è uno dei più importanti premi d’architettura nel mondo, forte dell’idea assolutamente originale di premiare il committente come attore fondamentale in tutte le fasi del percorso progettuale, dall’input iniziale alla realizzazione dell’opera. La giuria internazionale segnala le “eccellenze” tra i Committenti, pubblici e privati, che sostengono lo sviluppo e il progresso dell’architettura. Un dialogo con i progettisti che solo può portare alla realizzazione di un’opera di pregio, di cui vengono valutati in particolare, i valori ambientali, l’uso attento delle risorse, la spinta alla ricerca. The Daedalus Minos prize is promoted by Ala-Assoarchitetti and by international magazine ARCA, with Caoduro Lucernari. Founded in 1997, it has reached its 6th edition. It is one of the world’s most important architecture prizes. It is based on the absolutely original idea of awarding a prize to the Client, as an essential actor in all stages of the planning path, from the initial input to the construction of the work. The international jury picks out the ‘excellencies’ from among public and private Clients, who support the development and progress of architecture. Only a dialogue with the planners/designers can lead to the creation of a quality work. The jury evaluates in particular the work’s environmental values, its careful use of resources, and the drive toward research.

segnalazione / Recommendation

TRIVELLATO

ALDO PE

Via degli Avieri, 8 36040 Torri di Quartesolo (VI) www.trivellato.it 56

Progettare una concessionaria nel Nord-est compromesso da una costruzione massiccia è un’occasione per riflettere sulla responsabilità che abbiamo anche nei confronti del paesaggio. L’idea è quella di un edificio silenzioso, un’operazione di tellurismo nata alzando le zolle e facendole diventare copertura. Il segno della vanga che alza la terra diventa la cavea di un teatro che ospita le automobili, ma che può diventare uno spazio flessibile ed utilizzabile anche per eventi culturali. L’automobile entra nel progetto come un ‘puro incidente’. Il progetto è di Asa Studio Albanese di Vicenza-Milano. Planning a car dealer site in the North-east inside a large building presents problems and is an occasion to think about responsibilities we have also toward landscape. The idea is focused on a silent building, an operation of terrestrial movements, that is lifting up soil and transforming them into the roof of the building. The void left by a spade which lifts up soil becomes the cavea of a theatre which hosts cars, but can also be a flexible space, available for cultural events. The car enters the project as if by pure accident. The project has been made by Asa Studio Albanese of Vicenza-Milan.

progetti speciali / special projects

Città d’Acqua. Il padiglione galleggiante Cities on Water. The floating pavilion Nell’ambito della 9. Mostra Internazionale di Architettura “Metamorph” della Biennale di Venezia (12 settembre - 7 novembre 2004), è stata organizzata una specifica sezione, intitolata “Città d’Acqua”, e ospitata in un padiglione galleggiante, costruito per l’occasione, nella grande darsena dell’Arsenale veneziano. L’esposizione promossa dalla Regione del Veneto, era dedicata ai principali interventi di riqualificazione dei fronti d’acqua che, nei diversi continenti, le amministrazioni pubbliche hanno realizzato o stanno ancora svolgendo, al fine di recuperare e rivitalizzare i propri “waterfronts” urbani. In the context of the 9. International Architecture Exhibition “Metamorph” of the Biennale di Venezia (12 september - 7 november 2004), a specific section was organized entitled “Cities on Water”, hosted in a floating pavilion built for the occasion in the great basin of the Venetian Arsenale. The exhibition, sponsored by the Regione del Veneto, was dedicated to the major waterfront requalification projects with the public administrations of many continents have developed or are currently planning, to restore and revitalize their own urban “waterfront”. Curatore/Curator: Rinio Bruttomesso - Progettista/Project: Alberto Cecchetto Promosso e supportato da/Supported and promoted by: Regione del Veneto

LE ASSOCIAZIONI DEI GIOVANI ARCHITETTI / YOUNG ARCHITECTS ASSOCIATIONS

AGA.VE ASSOCIAZIONE GIOVANI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA

www.agavenezia.it

AGAV ASSOCIAZIONE GIOVANI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI VERONA

www.agav.vr.com

VAga ASSOCIAZIONE GIOVANI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI VICENZA

L’Associazione, fondata nel 2005, propone alle Amministrazioni Pubbliche nuove formule che consentano la partecipazione dei giovani architetti ai processi di trasformazione fisica e di accrescimento culturale della città e del territorio, con lo scopo di innescare un rinnovamento costante della qualità professionale e dei progetti che costituiscono la più generale qualità della forma urbana. Promuove incontri, la formazione di laboratori e la presentazione di alcune proposte progettuali da considerarsi come punto di partenza per l’organizzazione di dibattiti culturali di interesse pubblico. Founded in 2005, the association provides public administration with a new methodology allowing greater participation of young architects in the process of the physical transformation and cultural development of Venice and the region. The aim is to trigger a constant renovation in professional quality and in projects generally constituting the quality of urban landscape. It also promotes meetings, workshops and the presentation of project propositions serving as a starting point for cultural debates. Fondata nel 1999 ed impegnata nella divulgazione della cultura architettonica, l’associazione ha lo scopo di animare il dibattito cittadino sostenendo una coscienza architettonica più attenta e sensibile alle nuove problematiche contemporanee. Tra le varie iniziative promosse rientrano i convegni su “La sostenibilità delle nuove tendenze architettoniche”, “La qualità architettonica” e “L’innovazione in architettura”, oltre alle conferenze e i seminari con la partecipazione di illustri professionisti e docenti universitari come Franco Purini, Arrigo Rudi, Marco Casamonti, Alberto Cecchetto, Alfonso Acocella, Mirko Zardini, Alessandro Mendini. Founded in 1999 and committed to the dissemination of architectural culture, the Association wants to animate municipal debate, sustaining an architectural conscience more careful and sensible to new contemporary problems. Among different promoted initiatives there are meetings about “Sustainability of new architectural tendencies”, “Architectural quality” and “Innovation in architecture”, conferences and seminars with participation by famous professionals and university professors such as Franco Purini, Arrigo Rudi, Marco Casamonti, Alberto Cecchetto, Alfonso Acocella, Mirko Zardini, Alessandro Mendini. L’Associazione, nata nel 1996, è diventata un centro di discussione e formazione di progetti culturali importanti, con l’obiettivo di sviluppare fra i giovani architetti rapporti di amicizia e solidarietà per affrontare attraverso un vicendevole aiuto l’avvio alla professione. Vaga apre dibattiti e costituisce legami con i maggiori organi istituzionali di riferimento e le realtà produttive, trattando delle principali tematiche legate all’Architettura e all’Urbanistica locali. The Association, born in 1996, has become a discussion and training center which undertakes important cultural projects, in order to develop friendship and solidarity among young architects to face the beginning of their profession with mutual aid. VAGA opens debates and creates links with major institutions and productive entities, dealing with principal themes connected to local Architecture and Town Planning.

www.vaga.info 57

REGIONE DEL VENETO

AGENDA 2007 VENETO ARCHITETTURE DEL LAVORO E DELLA PRODUZIONE 1996-2006

LA FABBRICA CONTEMPORANEA Contemporary factory Veneto, architetture del lavoro e della produzione (1996-2006): una collezione di opere di architettura contemporanea, di differente dimensione e diversa relazione con il contesto urbano e territoriale, scelte come eccellenze nel panorama della città diffusa, a testimonianza dello stato della qualità relativamente alla tipologia dei luoghi deputati alla produzione e degli spazi di servizio annessi. Un mondo composito e articolato quello della “fabbrica” contemporanea veneta che include progetti di restauro e recupero di magazzini ed empori, riutilizzati con nuova funzione produttiva, come i Laboratori Thetis all’Arsenale di Venezia progettati da Alberto Cecchetto; piccole cellule urbane come l’Ice Box, laboratorio di gelateria costruito con sistemi prefabbricati a Bosaro (Ro) su progetto dello studio Navarrini; stabilimenti industriali altamente specializzati e innovativi inseriti in aree industriali e artigianali della campagna padana, come il magazzino frigorifero dell’Aia a San Martino Buon Albergo (Vr) progettato dalla società Contec Ingegneria e il Magazzino Automatizzato della Dainese a Vicenza progettato da Silvia Dainese. Tra i progetti privati, anche un intervento pubblico promosso dal Comune di Zermeghedo (Vi) e ideato dal gruppo A12. Un progetto che indaga il tema del capannone a partire dall’osservazione che le zone industriali sono diventate il fattore unificante del territorio veneto, il leit motif del suo sviluppo, la cifra della sua estetica. Un percorso progettuale innovativo che coinvolge artisti, architetti, urbanisti, sociologi, critici artistici e politici per avanzare una proposta tesa a trovare una metodologia di azione che diventi simbolica per capacità e concretezza di azione. Un progetto di riqualificazione paesaggistica dell’area industriale che diventa un parco dell’arte in progress all’interno di una zona produttiva. Architetture quasi sempre realizzate per incarico diretto del committente che sceglie il progettista di fiducia a cui affidare la propria immagine aziendale; anche in Veneto, e nello specifico in relazione alla tipologia in esame, non mancano le opere firmate da architetti italiani affermati a scala internazionale come Mario Cucinella, progettista del Centro ricerche Uniflair, Conselve (Pd), Massimiliano Fuksas, architetto del Centro ricerche Nardini a Bassano del Grappa (Vi) o ancora Antonio Citterio, progettista dell’asilo nido aziendale della GlaxoSmithKline di Verona. Un itinerario insolito attraverso involucri strettamente connessi con l’attività interna, o pelli che non intendono essere espressione della macchina che sta dietro; scatole rivestite con materiali high tech o altri più vicini alla tradizione; contenitori contestualizzati nella periferia urbana o simulacri a sé stanti. La forma e la qualità ambientale dei luoghi del lavoro si è evoluta nel tempo, a seguito della diversità delle operazioni che in essi si svolgono, del progresso e dell’innovazione che ha modificato e modifica i processi produttivi e del valore simbolico del lavoro. È fitta e densa la trama della mappa internazionale che identifica luoghi della produzione di qualità architettonica, basti ricordare il complesso delle Saline di Chaux, costruite nel 1776 da C.N. Ledoux piuttosto che la fabbrica del cioccolato di Ménier, a Noisel-sur-Marne di Jules Saulnier del 1872 o la fabbrica delle turbine della AEG di Peter Beherens a Berlino (1908). All’estero ma anche in Italia, anche a partire dal tempo della dislocazione degli edifici industriali dalla città e dai primi insediamenti nel territorio suburbano. Tra le altre architetture italiane si ricordano le Officine Olivetti progettate da Luigi Figini e Gino Pollini (1934-35), e degli anni Cinquanta e Sessanta i complessi industriali progettati da Bruno Morassutti o ancora la Cartiera Burgo a Mantova (1960-64) ideata con enormi cavalletti in cemento armato da Pierluigi Nervi, e negli anni più recenti il progetto di Afra e Tobia Scarpa per Benetton a Castrette di Villorba (1993). Occasioni di ricerca progettuale a partire dall’osservazione che nell’architettura dei luoghi del lavoro convergono problemi di forma, e di relazione tra questa, le necessità pratiche e le possibilità tecniche. Temi architettonici e urbani che in Italia negli ultimi trent’anni sono stati sottovalutati o gestiti male, ma che possono tornare al centro di una sperimentazione progettuale di largo interesse. Nell’ultimo decennio nel nostro Paese si è risvegliata un’attenzione in questa direzione, si cita a proposito l’operazione delle Officine Ferrari a Maranello, con il progetto di nuovi spazi e la ridefinizione del ruolo dei vecchi edifici, nella consapevolezza dell’efficace impatto in termini di comunicazione del brand verso i mercati internazionali, del ruolo dell’architettura nella competizione internazionale dell’azienda, e della presa di coscienza che l’uomo è il fulcro attorno al quale ruota la progettazione di nuove architetture e la loro funzionalità. In Veneto si rilevano i primi segnali positivi ma si osserva che frequentemente i committenti scelgono di investire in termini di qualità della propria immagine, per le sedi aziendali piuttosto che per i luoghi del lavoro in senso stretto. Quantità ancora minime, ma primi episodi significativi anche in relazione alla progettazione architettonica per gli spazi di servizio dedicati alla vita dell’uomo che lavora, quali mense e asili nido aziendali. Una rassegna di progetti per lanciare una sfida per il prossimo futuro, auspicando che i nuovi luoghi della produzione possano essere concepiti come elementi di un sistema linfatico capace di rivitalizzare il paesaggio veneto e innervare di qualità diffusa il territorio. 58 58

The Veneto region, architecture of work and production (1996-2006): a collection of contemporary architectural works, different in scale and in relation to the territorial and urban context, but chosen as the best in the widespread city landscape as a testimonial to the state of quality of the typologies of production facilities and the service centers. The contemporary factory in Veneto is a complex and composite world, that includes restoration and recovery projects of warehouses and trading centres which are re-used with a new productive function such as the “Laboratori Thetis” in Venice designed by Alberto Cecchetto; small urban cells like the “Ice Box”, an ice-cream making workshop built with prefabricated systems in Bosaro (Ro) according to the Navarrini studio project; highly specialised and innovative industrial plants located in industrial areas of the countryside of Veneto, like the Aia cold store in San Martino Buon Albergo (Vr) designed by the Contec Ingegneria company and the Dainese automated warehouse designed by Silvia Dainese. Among private projects, there is also a public initiative promoted by the Zermeneghedo (Vi) city council and conceived by Gruppo A12. This is a project which investigates the issue of the warehouse starting from the observation that industrial areas have become the unifying factor in the territory of the Veneto region, the leitmotiv of its development, the key to its aesthetic. An innovative project path is used that involves artists, architects, city planners, sociologists, art and political critics in order to find an action plan proposal that can be symbolic for the feasibility and implementation of such action. It is a project of landscape requalification of the industrial area that becomes an “art-in-progress” park inside a production area. Architecture is almost always executed by direct appointment of the client who chooses and relies on the trusted designer for its company image. Also in Veneto, and specifically in relation to the aforementioned type of architecture, there are works by internationally famous Italian architects such as Mario Cucinella, designer of the research centre “Uniflair”, Conselve (Pd), Massimiliano Fuksas, architect of the research centre “Nardini” in Bassano del Grappa (Vi) or Antonio Citterio, planner of the GlaxoSmithKline company day-care center in Verona. An unusual itinerary can be followed, through exteriors which are stricconnected to their internal activity, skins that do not appear as the result of the underlying processes, boxes wrapped in hightech materials or traditional ones, containers contextualized in the urban periphery or as images standing on their own. The environmental features and quality of the work place has changed over time, as a consequence of the diversity of operations and progress and innovation that has modified and still continues to modify work processes and the symbolic value of work. The international network, which connects the production areas of high architectural quality, is dense and extensive: one needs only to recall the saltworks in Chaux, built in 1776 by C.N. Ledoux, the Ménier chocolate factory, in Noisel-sur-Marne by Jules Saulnier (1872), or the AEG turbines plant in Berlin by Peter Beherens (1908). This has been observed in Italy and abroad, since the time of displacement of industrial buildings from the city and since the first settlement in suburban areas. Among Italian architectural works, we can mention the “Officine Olivetti” designed by Luigi Figini and Gino Pollini (1934-35), from the fifties and sixties the industrial complexes designed by Bruno Morassutti or the paper mill “Burgo” in Mantua (1960-64) conceived with huge reinforced concrete trestles by Pierluigi Nervi, and in more recent years, Afra and Tobia Scarpa’s project for Benetton in Castrette di Villorba (1993). We are talking about real opportunities for project research, from the observation that, when planning workplace architecture, problems of shape and its relation to practical necessities and technical possibilities come together. Architectural and urban themes in Italy have been underestimated or badly managed in the past thirty years, but they can become the center of large scale project experimentation. In the last decade in our country some attention has been focused in this direction, for example, the initiative at the “Officine Ferrari” in Maranello, where the project of new spaces and the re-definition of old buildings has been conducted, being aware of the effective impact in terms of brand communication on international markets, of the role of architecture in the international competition faced by the company and of the fact that man is the focus around which new architecture is projected and its functionality concentrated. In Veneto the first positive signs are evident but it is possible to notice how often the clients decide to invest in the quality of their image, on the headquarters rather than the work places in a strict sense. Although still minimum in quantity, the first significant efforts have appeared related to architectonical projects for service spaces dedicated to the life of the individual who works, like canteens and company day-care centers. This concludes a survey of challenging projects in the near future, with the hope that the new production facilities can be conceived of as elements of a lymphatic system able to revitalise the landscape of Veneto and enliven the territory with widespread quality. Paola Pierotti

A CURA DI/CURATED BY Guido Beltramini Paolo Feltrin Margherita Guccione Guglielmo Monti Paola Pierotti Paolo Possamai Amerigo Restucci Cristiano Seganfreddo Angelo Tabaro Danilo Turato

REALIZZATA DA/Realized by Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Vicenza COORDINAMENTO/COORDINATION Paola Pierotti REDAZIONE/EDITING Ilaria Abbondandolo e Cinzia Menin PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE/ GRAPHIC PROJECT AND PAGING im’z Milano REGIONE DEL VENETO ASSESSORATO ALLA CULTURA SEGRETERIA REGIONALE CULTURA Tel. +39.041.2792411 F.+39.041.2792783 segr.cultura@regione.veneto.it si ringrazia per la collaborazione e il supporto la proprietà di/thanks to Moleskine: Modo e Modo Spa e Promemoria Srl

FATTORE K. RIQUALIFICAZIONE AREA INDUSTRIALE Zermeghedo (VI) Committente: comune di Zermeghedo Progettista: A12 associati -Studio Aua- Fuoribiennale Anno: 2006 www.comune.zermeghedo.vi.it www.gruppoa12.org / www.fuoribiennale.org Superficie complessiva in variante: Nuova superficie a servizi F3 parco con funzione di mitigazione paesaggistica di circa 7.188 MQ Nuova area F4 parcheggio pubblico di circa 865 MQ Ampliamento di una zona produttiva (D1/C3) di circa 8.460 MQ

Zermeghedo (Vicenza) Buyer: Zermeghedo municipality Designer: A12 associated-Aua Studio-Fuoribiennale Year: 2006 www.comune.zermeghedo.vi.it www.gruppoa12.org/ www.fuoribiennale.org Total surface in variation: New surface at services F3 park with function of mitigation of landscape painting about 7.188 MQ New area F4 public parking about 865 MQ Expansion of a productive area (D1/C3) about 8.460 MQ

THETIS. LABORATORI Venezia Committente: Thetis Spa Progettista: Alberto Cecchetto Anno: 2003 Fotografie: Studio Cecchetto www.thetis.it www.studiocecchetto.com Settore impresa: progettazione e ingegneristica ambientale Dipendenti: 130 Superficie: 500 MQ Volumetria: 1.664 MC

Venice Buyer: Thetis Spa Designer: Alberto Cecchetto Year: 2003 Photos: Studio Cecchetto www.thetis.it www.studiocecchetto.com Sector enterprise: planning and environmental engineering Staff: 130 Surface: 500 MQ Volumetry: 1.664 MC

SPIDI SPORT Meledo (VI) Committente: Spidi Sport Srl Progettista: Traverso-Vighy Anno: 2006 Fotografie: Ruggero Zigliotto www.spidi.com www.traverso-vighy.com Settore impresa: abbigliamento moto Dipendenti: 60 Superficie: 900 MQ Volumetria: 3.360 MC

Meledo (Vicenza) Buyer: Spidi Sport Srl Designer: Traverso-Vighy Year: 2006 Photos: Ruggero Zigliotto www.spidi.com www.traverso-vighy.com Sector enterprise: motorcycle clothing Staff: 60 Surface: 900 MQ Volumetry: 3.360 MC 59

AIA. MAGAZZINO FRIGORIFERO S. Martino Buon Albergo (VR) Committente: Aia Spa Progettista: Contec ingegneria Anno: 2002 Fotografie: Contec ingegneria www.aia-spa.it www.contecingegneria.it Settore impresa: agroindustriale Dipendenti: 300 Superficie: 50.000 MQ Volumetria: 600.000 MC

S. Martino Buon Albergo (Verona) Buyer: Aia Spa Designer: Contec ingegneria Year: 2002 Photos: Contec ingegneria www.aia-spa.it www.contecingegneria.it Sector enterprise: agroindustrial Staff: 300 Surface: 50.000 MQ Volumetry: 600.000 MC

BISAZZA Alte di Montecchio (VI) Committente: Bisazza Spa Progettista: Carlo Dal Bianco Anno: 2001-2006 Fotografie: Ottavio Tommasini www.bisazza.it www.carlodalbianco.it Settore impresa: mosaico di vetro Dipendenti: 300 Superficie: 5.070 MQ Volumetria: 35.490 MC

Alte di Montecchio (Vicenza) Buyer: Bisazza Spa Designer: Carlo Dal Bianco Year: 2001-2006 Photos: Ottavio Tommasini www.bisazza.it www.carlodalbianco.it Sector enterprise: mosaic work of glass Staff: 300 Surface: 5.070 MQ Volumetry: 35.490 MC

PALLADIO LEASING Isola Vicentina (VI) Committente: Palladio Leasing Spa Progettista: Roberto Platania Anno: 2004 Fotografie: Plataniaarchitetti www.palladioleasing.it www.plataniarchitetti.it Settore impresa: lattoneria e impianti tecnologici Dipendenti: 15 Superficie: 1.500 MQ Volumetria: 12.000 MC

Isola Vicentina (Vicenza) Buyer: Palladio Leasing Spa Designer: Roberto Platania Year: 2004 Photos: Plataniaarchitetti www.palladioleasing.it www.plataniarchitetti.it Sector enterprise: lactonery and technological plants Staff: 15 Surface: 1.500 MQ Volumetry: 12.000 MC

LEGNOX Gorgo al Monticano (TV) Committente: Legnox Srl Progettista: Casetta & partners Anno: 2000-2002 Fotografie: Alessandro Re www.legnox.it www.casettaepartners.it Settore impresa: progettazione e produzione complementi in legno Dipendenti: 40 Superficie: produttiva 8000 MQ, uffici 1.000 MQ Volumetria: 60.000 MC

Gorgo al Monticano (Treviso) Buyer: Legnox Srl Designer: Casetta & partners Year: 2000-2002 Photos: Alessandro Re www.legnox.it www.casettaepartners.it Sector enterprise: planning and production of complements in wood Staff: 40 Surface: productive 8000 MQ, offices 1.000 MQ Volumetry: 60.000 MC

SINV Schio (VI) Committente: Sportswear International Progettista: Asa Studio Albanese Anno: 2001 Fotografie: Fulvio Orsenigo www.sinv.com www.studioalbanese.it Settore impresa: tessile Dipendenti: 60 Superficie: 22.600 MQ Volumetria: 150.000 MC 60

Schio (Vicenza) Buyer: Sportswear International Designer: Asa Studio Albanese Year: 2001 Photos: Fulvio Orsenigo www.sinv.com www.studioalbanese.it Sector enterprise: textile Staff: 60 Surface: 22.600 MQ Volumetry: 150.000 MC

CERTOTTICA Longarone (BL) Committente: Certottica Scarl Progettista: Renato Migotti Anno: 1997-2006 Fotografie: Renato Migotti www.certottica.it Settore impresa: certificazione, innovazione e ricerca, alta formazione Dipendenti: 25 Superficie: 4.820 MQ Volumetria: 10.710 MC

Longarone (Belluno) Buyer: Certottica Scarl Designer: Renato Migotti Year: 1997-2006 Photos: Renato Migotti www.certottica.it Sector enterprise: certification, innovation and research, high formation Staff: 25 Surface: 4.820 MQ Volumetry: 10.710 MC

CENTRO RICERCHE NARDINI Bassano del Grappa (VI) Committente: Giuseppe e Cristina Nardini Progettista: Massimiliano Fuksas Architetto Anno: 2004 Fotografie: Maurizio Marcato www.nardini.it www.fuksas.it Settore impresa: distilleria dâ&#x20AC;&#x2122;acquavite Dipendenti: 70 Superficie: 2.496 MQ Volumetria: 4.657,80 MC

Bassano del Grappa (Vicenza) Buyer: Giuseppe e Cristina Nardini Designer: Massimiliano Fuksas Architetto Year: 2004 Photos: Maurizio Marcato www.nardini.it www.fuksas.it Sector enterprise: distillery of brandy Staff: 70 Surface: 2.496 MQ Volumetry: 4.657,80 MC

TELWIN. LA CITTADELLA DELLA SALDATURA Villaverla (VI) Committente: Telwin Spa Progettista: D. Chilo, F. Calore, R. Girardin Anno: 2002-2004 Fotografie: G. Chemello, P. Belvedere www.telwin.com www.diegodisegna.com Settore impresa: industria metalmeccanica Dipendenti: 300 Superficie: 120.000 MQ Volumetria: 386.824 MC

Villaverla (Vicenza) Buyer: Telwin Spa Designer: D. Chilo, F. Calore, R. Girardin Year: 2002-2004 Photos: G. Chemello, P. Belvedere www.telwin.com www.diegodisegna.com Sector enterprise: engineering industry Staff: 300 Surface: 120.000 MQ Volumetry: 386.824 MC

DAINESE Vicenza Committente: Dainese Spa Progettista: Silvia Dainese Anno: 2005 Fotografie: Paul Warchol www.dainese.com www.dainesedesign.it Settore impresa: abbigliamento sportivo Dipendenti: 275 Superficie: 15.540 MQ Volumetria: 90.800 MC

Vicenza Buyer: Dainese Spa Designer: Silvia Dainese Year: 2005 Photos: Paul Warchol www.dainese.com www.dainesedesign.it Sector enterprise: sports clothing/sportwear Staff: 275 Surface: 15.540 MQ Volumetry: 90.800 MC

A. MONDADORI EDITORE. MENSA AZIENDALE Verona Committente: Arnoldo Mondadori Editore Progettista: Archingegno Anno: 2005-2006 Fotografie: Maurizio Marcato www.mondadori.com www.archingegno.info Settore impresa: editoria Dipendenti: 1.200 Superficie: 800 MQ Volumetria: 3.200 MC

Verona Buyer: Arnoldo Mondadori Editore Designer: Archingegno Year: 2005-2006 Photos: Maurizio Marcato www.mondadori.com www.archingegno.info Sector enterprise: publishing Staff: 1.200 Surface: 800 MQ Volumetry: 3.200 MC 61

SKEMA Ponte di Piave (TV) Committente: Skema Srl Progettista: Casetta & partners Anno: 2004 Fotografie: Alessandra Casonato www.skemafloor.it www.casettaepartners.it Settore impresa: produzione pavimenti in laminato Dipendenti: 60 Superficie: produttiva 10.000 MQ, uffici 1.000 MQ Volumetria: 95.000 MC

Ponte di Piave (Treviso) Buyer: Skema Srl Designer: Casetta & partners Year: 2004 Photos: Alessandra Casonato www.skemafloor.it www.casettaepartners.it Sector enterprise: production of wood flooring Staff: 60 Surface: productive 10.000 MQ, offices 1.000 MQ Volumetry: 95.000 MC

ALBERTO DEL BIONDI: INDUSTRIA DEL DESIGN

Noventa (PD) Committente: Alberto del Biondi Progettista: Roberto Tognon Anno: 2005 Fotografie: Massimiliano Zambelli www.albertodelbiondi.com www.albertotognon.it Settore impresa: industria di design Dipendenti: 91 Superficie: 9.000 MQ Volumetria: 89.100 MC

Noventa (Padova) Buyer: Alberto del Biondi Designer: Roberto Tognon Year: 2005 Photos: Massimiliano Zambelli www.albertodelbiondi.com www.albertotognon.it Sector enterprise: design industry Staff: 91 Surface: 9.000 MQ Volumetry: 89.100 MC

MULTIPHYSICS LAB Domegge di Cadore (BL) Committente: Comunità Mondana Centro Cadore Progettista: C&P Architetti Anno: in corso di realizzazione Fotografie: N. Strametto, A. Tessari Settore impresa: laboratori per robotica e nanotecnologie Superficie: 1.500 MQ Volumetria: 6.000 MC

Domegge di Cadore (Belluno) Buyer: Comunità Mondana Centro Cadore Designer: C&P Architetti Year: under way Photos: N. Strametto, A. Tessari Sector enterprise: laboratories for robotics and nanotechnologies Surface: 1.500 MQ Volumetry: 6.000 MC

GLAXOSMITHKLINE. CORPORATE NURSERY SCHOOL Verona Committente: Glaxosmithkline Spa Progettista: Antonio Citterio and Partners Anno: 2005 Fotografie: Leo Torri www.gsk.it www.antonio-citterio.it Settore impresa: prodotti farmaceutici Dipendenti: 3.055 Superficie: 1.600 MQ Volumetria: 2.490 MC

Verona Buyer: Glaxosmithkline Spa Designer: Antonio Citterio and Partners Year: 2005 Photos: Leo Torri www.gsk.it www.antonio-citterio.it Sector enterprise: pharmaceutical products Staff: 3.055 Surface: 1.600 MQ Volumetry: 2.490 MC

SIMEM Minerbe (VR) Committente: Fortuna Srl, Simem Srl Progettista: Archingegno Anno: in corso di realizzazione www.simem.com www.archingegno.info Settore impresa: costruzioni meccaniche per l’edilizia Dipendenti: 150 Superficie: 4.200 MQ Volumetria: 16.000 MC 62

Minerbe (Verona) Buyer: Fortuna Srl, Simem Srl Designer: Archingegno Year: in corso di realizzazione www.simem.com www.archingegno.info Sector enterprise: mechanical constructions for building industry Staff: 150 Surface: 4.200 MQ Volumetry: 16.000 MC

SONUS FABER Arcugnano (VI) Committente: Sonus Faber Progettista: Asa Studio Albanese Anno: 2003 Fotografie: Asa Studio Albanese www.sonusfaber.com www.studioalbanese.it Settore impresa: diffusori acustici Dipendenti: 30 Superficie: 3.500 MQ Volumetria: 15.000 MC

Arcugnano (Vicenza) Buyer: Sonus Faber Designer: Asa Studio Albanese Year: 2003 Photos: Asa Studio Albanese www.sonusfaber.com www.studioalbanese.it Sector enterprise: acoustic diffusers Staff: 30 Surface: 3.500 MQ Volumetry: 15.000 MC

ICE BOX. LABORATORIO DI GELATERIA Bosaro (RO) Committente: Privato Progettista: Navarrini Architetti con Enrico Bonvento Anno: 2006 Fotografie: Franco Navarrini www.navarriniarchitetti.it Settore impresa: artigianato Superficie: 65 MQ Volumetria: 110 MC

Bosaro (Rovigo) Buyer: Private Designer: Navarrini Architetti with Enrico Bonvento Year: 2006 Photos: Franco Navarrini www.navarriniarchitetti.it Sector enterprise: handicraft Surface: 65 MQ Volumetry: 110 MC

PELLINI CAFFE’

Bussolengo Committente: Pellini Caffè Spa Progettista: Barbi Arca Studio Progetti Anno: 2005-2006 www.clabcomunicazione.it/pellini www.barbiarcastudio.it Settore impresa: torrefazione Dipendenti: oltre 100 Superficie: 10.000 MQ

Bussolengo Buyer: Pellini Caffè Spa Designer: Barbi Arca Studio Progetti Year: 2005-2006 www.clabcomunicazione.it/pellini www.barbiarcastudio.it Sector enterprise: coffee roasting Staff: more than 100 Surface: 10.000 MQ

LUXOTTICA Agordo (BL) Committente: Luxottica Srl Progettista: Sandro Botter Anno: 2000 Fotografie: Eliofoto www.luxottica.com Settore impresa: occhialeria Dipendenti: 3.078 Superficie: 71.525 MQ Volumetria: 296.698 MC

Agordo (Belluno) Buyer: Luxottica Srl Designer: Sandro Botter Year: 2000 Photos: Eliofoto www.luxottica.com Sector enterprise: sunglasses, optics, frames Staff: 3.078 Surface: 71.525 MQ Volumetry: 296.698 MC

CENTRO RICERCHE UNIFLAIR Conselve (PD) Committente: Uniflair Spa Progettista: Mario Cucinella Architects Anno: 2004 Fotografie: M. Covi, J. De Calan www.uniflair.it www.mcarchitects.it Settore impresa: pavimentazioni e impianti di condizionamento Dipendenti: 224 Superficie: 3.600 MQ

Conselve (Padova) Buyer: Uniflair Spa Designer: Mario Cucinella Architects Year: 2004 Photos: M. Covi, J. De Calan www.uniflair.it www.mcarchitects.it Sector enterprise: flooring and air conditioning system Staff: 224 Surface: 3.600 MQ 63

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Sede Bisazza Spa, foto Ottavio Tommasini

design > 67

Il design è il suo racconto Design is its story La lettura della sezione Design di Please Disturb restituisce un’immagine in piena evoluzione della creatività nel Veneto. Le protagoniste di questa trasformazione sono principalmente le medie aziende, leader a livello mondiale nelle loro nicchie di mercato, che hanno saputo innovare puntando esplicitamente sul design e sulla creatività. Per il Veneto si tratta di una buona notizia. L’attenzione verso il design è, infatti, una conquista relativamente recente (non siamo a Milano dove il design è di casa) per le imprese di un territorio, come quello veneto, caratterizzato da una forte tradizione manifatturiera. La novità non è solo relativa alla diffusione nel nostro tessuto imprenditoriale di una maggiore sensibilità verso il tema della creatività, ma al modo in cui le nostre medie imprese stanno interpretando il design, al di fuori degli schemi consolidati. Viene meno la tradizionale separazione tra qualità estetica e innovazione tecnologica: imprese, come Dainese e Nice (solo per citarne alcune) dimostrano una crescente abilità nel realizzare prodotti belli e tecnologicamente avanzati (pieni di brevetti industriali). Il designer e l’ingegnere, insomma, non sono più figure incompatibili, ma sempre di più collaborano assieme sul fronte dell’innovazione. Soprattutto si sta invertendo il rapporto tra comunicazione e progettazione del prodotto. Per lungo tempo il design “made in Italy” si è concentrato principalmente nella realizzazione di prodotti di altissima qualità formale, rinviando ad un momento successivo la loro comunicazione. Prima viene il prodotto, soltanto dopo il suo racconto. “Product first, story second”. Oggi, il baricentro si sta spostando verso la dimensione narrativa del design. In linea con l’evoluzione del mondo del consumo a livello nazionale e internazionale, le nostre imprese si stanno concentrando verso la costruzione di storie interessanti capaci di coinvolgere il consumatore finale. In un mercato che è sempre più popolato di oggetti più o meno belli, la nuova risorsa scarsa diventa la capacità di offrire ai consumatori nuovi significati ed esperienze. Le storie diventano il modo attraverso il quale articolare questi significati ed esperienze all’interno di una cornice di senso condivisa. È proprio il racconto che intriga il consumatore e rende un prodotto interessante. Il design passa dalla semplice progettazione di prodotti alla costruzione di storie avvincenti. Story first, product second. La capacità di interpretare questo passaggio non riguarda soltanto le singole imprese ma investe più in generale il territorio. I saperi artigianali e la cultura locale che hanno garantito nel passato una forte capacità di innovazione in Veneto non sono da soli più sufficienti. Servono nuove competenze e saperi legati alla creatività, al design, alla comunicazione per essere protagonisti in questa nuova fase. Proprio su questo fronte si inizia ad intravedere la nascita nel Veneto di un tessuto creativo composto da professionalità emergenti. Si tratta di un tessuto che va sostenuto e irrobustito.

In reading the Design section of Please Disturb, the reader will get an impression of the ever evolving creativity permeating the field in the Veneto region. The main driving forces behind this transformation are middle-size enterprises, world leaders in their market niches that have been able to innovate decisively counting on design and creativity. This is good news for Veneto. The attention for design is really a relatively recent achievement – (also) keeping in mind we are not in Milan, the home of design – for the enterprises of a region with a strong manufacturing tradition, as is Veneto. The novelty concerns not just the spreading in our entrepreneurial scene of a growing sensibility towards creativity, but also the way in which our enterprises are interpreting design, i.e. outside the usual interpretive schemes. The traditional separation between aesthetic quality and technological innovation is dismantled: firms such as Alpinestars, Dainese and Nice – just to name a few – are showing an increasing ability to realise products both aesthetically pleasing and technologically advanced (and also advancing technology, as many involve industrial patents). Designers and engineers are not incompatible professional figures anymore; they, in fact, increasingly cooperate in the field of innovation. Most importantly, the relationship between product communication and design is being reversed. For a long time, Italian-made design has focused mainly on the realisation of products of high formal quality, postponing their publicising to a later phase. First comes the product, its narration only comes later. “Product first, story second”. Today, the focus is shifting towards the narrative aspect of design. In line with the national and international evolution of consumer taste, our businesses are concentrating on creating interesting stories aimed at engaging the final consumer. In a market increasingly filled with products that can be more or less attractive, a new resource comes from offering the consumer new meanings and experiences. Stories become the means through which these meanings and experiences are articulated and set in a common frame of understanding. It is the narrative of the product that intrigues the consumer and makes the product itself attractive. Design shifts from simple product design to the creation of engaging stories. Story first, product second. The ability to understand this transformation involves not only the single businesses, but, more generally, the whole territory. The craftsman’s knowledge and local culture that have granted Veneto a strong innovative power in the past are not alone sufficient anymore. A new knowledge and competences tied to creativity, design and communication are necessary to be at the forefront in this new phase. On this front, a creative scene is starting to thrive in Veneto, made up of emerging professional figures. This creative scene must be supported and strengthened. Marco Bettiol Ricercatore Università di Padova e di TeDIS-VIU

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Da qualche tempo il design è un argomento di cui si parla molto e a volte, purtroppo, anche a sproposito. Dopo anni di superficiale curiosità e diffidenza nei suoi confronti, il design viene oggi citato sempre più spesso come fattore di estrema importanza economica e di prestigio per il nostro paese, ma quasi sempre riferito ad una piccola elite culturale e produttiva che dà lustro ed immagine all’Italia. In realtà si sta scoprendo finalmente che il design, diffuso su tutto il territorio nazionale, rappresenta l’intera filiera del sistema produttivo e culturale del nostro paese, e che si rivela particolarmente utile nei momenti difficili del mercato, come questo. L’ADI rappresenta da cinquant’anni questo Sistema del Design Italiano, raggruppando al suo interno: progettisti, imprese, formazione e ricerca, ponendosi come obiettivo l’affermazione di quella nuova cultura del progetto e del prodotto che arriva a collocare il “made in Italy” all’avanguardia del gusto contemporaneo e ne consolida la competitività sui mercati internazionali. Dal 2003, con la costituzione delle delegazioni territoriali, l’ADI mira a rendere sempre più visibili le caratteristiche e le qualità espresse dai diversi territori ed è proprio in quest’ottica che ADI NORDEST si sta muovendo cercando di coinvolgere, nel raggiungimento di questo disegno, le Istituzioni, le Università, le realtà produttive e i progettisti, affinché tutti assieme si riesca a capitalizzare l’enorme potenzialità del nostro territorio.

For a while, design has been a matter which has been talked a lot about and, unfortunately, not always properly. After years of superficial curiosity and distrust towards it, design is quoted more and more often as a factor of extreme economic and also prestigious importance for our country today, but almost every time, it is used with reference to a small cultural and productive elite, which gives prestige and image to Italy. In reality, they are discovering that design, widely spread all over the national territory, represents the whole chain of the productive and cultural system and it can become particularly useful during difficult moments in the market, like the present one. ADI has been representing this Italian Design System for fifty years gathering: designers, companies, training and research, setting as its objective establishment of this culture, of the project and the product, which has managed to place the “made in Italy” label at the top of contemporary taste and to consolidate its competitiveness in international markets. Since 2003, with the constitution of the territorial delegations, ADI has been aiming at making the features and qualities expressed by different territories more and more visible. It is exactly in this direction that ADI NORDEST is moving, trying to involve institutions, universities, productive bodies and designers in the implementation of this plan, so that with a concerted effort, it becomes possible to capitalize our territory’s potential. Paolo Favaretto Presidente ADI NORDEST

Com’è, chi è il grafico veneto? The Veneto graphic designer: who is he and what is he like? Credo che la formazione del grafico dipenda in qualche modo dai luoghi – non solo fisici – di appartenenza; in questo senso in Veneto la presenza diffusa di industria (basta la parola “Nord-est”) e cultura (si pensi alle “città d’arte”, grandi e piccole) non può che incidere sulla crescita, prima, e sulle opportunità lavorative, poi, di un professionista della comunicazione visiva. Quella che si offre ai grafici di oggi è una dimensione di qualità internazionale e nel contempo fortemente radicata nel locale, essendo possibile muoversi in ambienti differenti ma lungo percorsi a medio raggio, dal museo veneziano all’azienda dell’entroterra, dalla fondazione allo studio professionale, fino al centro sperimentale collocato nel cuore della provincia. Senza scadere nella banalità, è certamente un rapporto virtuoso quello che si è innestato su una secolare tradizione del visuale in Veneto. Da un lato, l’esigenza di numerose industrie di imporre la propria immagine e i propri prodotti sul piano globale ha avviato un costante “aggiornamento” della cultura progettuale, promuovendola (la stessa presenza di una Facoltà di Design e Arti si pone coerentemente in questa linea). Dall’altro lato, grazie al tramite attivo dei graphic designer, la comunicazione visiva ha intessuto e mantenuto un dialogo proficuo con le necessità delle istituzioni e dell’“industria culturale”. Il grafico è allora una figura sfaccettata e versatile, che può costruire il suo percorso fra molteplici occasioni ed esperienze, mettendole in relazione, che è capace di parlare con l’industriale, con l’uomo di cultura, con il grande artista, con l’assessore del piccolo comune. Crea mescolando i linguaggi, propone nuovi modelli, ipotizza strategie, è un “regista”, come direbbe qualcuno. Il graphic designer oggi non è – e non può essere – solo un artigiano abile nel mettere in bella forma un pensiero concepito da altri; è invece, e soprattutto, un soggetto partecipe della realtà in cui vive, consapevole, in grado di capire e interpretare, di modulare le competenze, di stabilire connessioni. Il Veneto offre oggi alla comunicazione visiva l’opportunità di ricoprire un tale ruolo.

I think that the development of a graphic designer, on some level, depends on the place where he belongs, not only in the physical sense. In this sense, the widespread presence, in the Veneto region, of industries (the word ‘Nord-Est’ says it all), and of culture (think of the many cities of art, big and small), cannot but effect, first of all growth and then work opportunities for a professional in visual communications. Today’s graphic designers are offered a dimension of international quality and at the same time, deeply rooted in the local reality, having the possibility to move around in different environments within a medium range, from the Venetian museum to a hinterland firm, from the creation of a professional office to that of an experimental centre situated in the heart of the province. Without stating the obvious, the relationship that has built itself on a century-old tradition of the visual in the Veneto region, is certainly a virtuous one. On one hand, the necessity for many industries to impose their image and their products in a global scale, has lead to a constant updating and promoting of the design culture (the presence of a Faculty of Arts and Design coherently follows this line of action). On the other hand, thanks to the active intermediation of the graphic designers, visual communication has set and maintained a profitable dialogue with the necessities of the institutions and of the “cultural industry”. The graphic designer is, therefore, a multifaceted and versatile figure, who can build its course through multiple occasions and experiences, and relating them to one another, he is able to communicate with the industrialist as well as with the man of culture, with the great artist as well as with the mayor of a small town. He creates by mixing different languages, proposes new models, works on strategies, he is a “director”, one might say. The graphic designer today is not, and cannot be, just a craftsman, crafty in putting in an elegant form the ideas that others have come up with; instead, he has to be, above all, a person who is part of the reality he lives in, conscious, able to understand and interpret, to organize capabilities, to establish connections. Today the Veneto region offers visual communications the possibility to cover such a role. Giorgio Camuffo Iuav/fDA _Direttore del Clasvem Corso di laurea in comunicazioni visive e multimediali 69

Un’idea si modifica solo grazie ad un’altra idea. L’idea di un Veneto unicamente lavoratore e risparmiatore, l’idea di un posto quieto, racchiuso dalle montagne e delimitato dall’acqua come a proteggerlo, si modifica sulla scia della creatività. Presto ci saranno nuove storie, tutte venete, da raccontare. Invenzioni, progetti, sperimentazioni, disegni di una regione che può infrangere le regole perché le conosce bene. è così che si riesce ad unire la forza della novità alla solidità della tradizione. Dal dopoguerra ad oggi, in particolare nelle zone del Nord-est, una miriade di imprenditori ha costruito su macerie ancora fumanti realtà creative, vitali, innovative, che sono presto diventate una massa critica attualmente ancora in crescita. Ma quale sarà il futuro del nuovo design? La questione rimane ancora aperta. La cosa certa è che lo sguardo deve essere necessariamente rivolto ai giovani creativi, giovani preparati e consapevoli della storia che li ha preceduti ma, allo stesso tempo, liberi di trovare nuove strade e proporre idee stimolanti. Dalla nostra posizione privilegiata di blogger constatiamo quotidianamente l’esistenza di realtà creative molto dinamiche, che attendono solo la giusta occasione per far sentire la propria voce e diventare, finalmente, parte attiva e reattiva di questo ormai necessario progetto di innovazione. La creatività giovane del Veneto non ha mai smesso di lavorare.

An idea is modified just by another idea. The idea the Veneto as only a place for working and saving, as a quiet place closed by the mountains and limited by the protective sea, has got modified on the path to creativity. Very soon there will be new stories to tell, springing entirely from Veneto. They concern inventions, projects, experiments, designs of a region which can break the rules because it knows them well. And this is how it is possible to connect the forces of novelty to the soundness of tradition. From the end of the war up to today, especially in the area of North-east of Italy, a multitude of entrepreneurs have built, over still smoking rubble, creative, lively and innovative works, which soon achieved critical mass and are currently still growing. But, what is going to be the future of new design? The question still remains open. It is certain that a look has to be necessarily cast upon the young creative minds, which are prepared and aware of the history that has preceded them, but at the same time free to find new ways and to suggest stimulating ideas. From our privileged position of bloggers, we notice every day the existence of very dynamic creative entities, which are just awaiting the right chance to make their voices heard and to finally become an active-reactive part of this innovative and, at this point, necessary project. The young creativity of the Veneto region has never stopped working. Luca Casarotto / Pietro Costa / Marta Terenzani designerblog (www.designerblog.it)*

*Designerblog.it: il più importante blog italiano di design. Il progetto rappresenta uno dei titoli di Blogo (www.blogo.it), prima piattaforma di blog d’informazione in Italia e nasce grazie all’esperienza di alcuni giovani designer veneti (Studio Orange, Cosca Design e Terotero International) ed emiliani (Antonio “Itomi” Moro). Designerblog.it is the most prominent italian design weblog, born in 2006 under the Blogo.it nanopublisher insignia and written by young professionals from Treviso (Studio Orange and Terotero International), Cosca Design from Vicenza and veteran web publisher Antonio “Itomi” Moro.

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Design, liquidità e creatività Design, liquidity and creativity La parola “design” sembra oggi funzionare come un brand distribuito in franchising su qualsiasi evento culturale che voglia coinvolgere una remunerativa fetta di pubblico. Ciò è sintomo di una generale evoluzione antropologica che sta muovendo il sentire contemporaneo verso una società in cui la creatività non sarà più pertinenza di pochi, ma costituirà parte integrante della vita di tutti. Per quel che riguarda la produzione, si profila una forma di progetto fluida, che trova nella tonificante rete di designer e di vivaci imprenditori del Veneto un laboratorio in perfetta sintonia con il futuro. Nella nostra “società liquida” le relazioni umane, i lavori, le scelte, le forme si fanno e si disfano con estrema facilità. Come risposta a tale situazione sorge la necessità di progettare e ri-progettare di continuo (si pensi alla moda). Ciò che conta non è più il generato, ma la generazione – non la meta, ma il movimento (si pensi alla tendenza nel food design che vuole la preparazione del cibo a vista). Liquidità è una condizione di perpetuo scioglimento/coagulazione dei segni, che non possono più essere solo “prodotto” (ergon), immediatamente divorato (o copiato) da un mercato vorace di identità. Occorre certamente innovare, ma occorre soprattutto restare in movimento (energeia), senza tema di volgersi ora avanti ora indietro, ora diritto ora di lato. Perché chi rincorre, se va più forte di chi sta davanti non ci mette molto a raggiungerlo. Ma se chi sta davanti scivola lungo bisettrici sorprendenti, inafferrabili, liquide, la partita resta ogni giorno aperta. Non è un caso che sia proprio l’aria agile della regione che punta a diventare il primo distretto creativo italiano a dare ossigeno a diversi fra i designer che per primi hanno aperto la via al nuovo “design liquido”, un fare progettuale alleggerito da vecchi apparati etici ed estetici che con levità (che dà velocità) e ironia (che dà senso alla quotidianità) progetta soluzioni per piccoli problemi di tutti i giorni, a volte marginali ma sempre mirati. Lontano da ogni teorizzare compiaciuto del proprio chiudersi a “sistema”, questo modo di far germogliare gli oggetti dà forma alla vita nell’unica dimensione in cui essa esiste effettivamente: quello quotidiano, molecolare, vissuto, fatto di emozioni spesso slegate, ma sempre reali, perché il solo modo per rimanere in movimento e “agganciare” il futuro è sintonizzarsi sul sentire delle persone e intercettare i flussi ondivaghi delle loro sensazioni, oggi più che mai libere e vogliose di sgranchirsi le ali. In questo scenario, il design veneto ha tutte le caratteristiche per fungere da avamposto di un futuro in cui la creatività sarà un diritto rivendicato da tutti, e i cui segni non potranno essere dei semplici “prodotti” (la questione della sostenibilità sta già mettendo al bando questo modo di operare), ma dovranno fungere da supporti per una frequentazione fluente, leggera, scafata e incuriosita di ciò che è, intessuto con ciò che potrebbe essere.

Today, the word “design” seems to be working as a franchisedistributed brand on any cultural event willing to involve a wealthy part of the audience. This is symptomatic of a general anthropological revolution which is moving contemporary feeling towards a society in which creativity will not pertain to a few, but will be a prominent part of everyone’s life. As far as production is concerned, a fluid form of project is being outlined, which finds, in the invigorating web of Venetian designers and enterpreneurs, a perfectly in-tune-with-the-future laboratory. In our “liquid society”, human relationships, work, choices, shapes are done and undone with extreme ease. In response to this attitude, the necessity arises to plan and re-plan continuously (fashion is a considerable case). What matters is no longer the generated, but the generation process – not the destination, but the movement (consider the trend in food design requiring visible cooking). Liquidity is a condition of perennial melting/coagulation of signs, that cannot only constitute a product (ergon) to be immediately devoured (or copied) by a market hungry for an identity. It is certainly necessary to innovate, but most of all to mantain this movement (energeia), not fearing the possibility to turn forward or backward, straight on or to the sides. Because it does not take long for the chaser to reach the leader of the race, if he walks faster. But if the leader slides down surprising, elusive, liquid, bisector angles, then the game stays open every day. It is not by chance that the very quick air of the region aiming to become the first creative Italian district is oxygenating many of those designers who came first to pave the way to the new “liquid design”, a designing attitude lightened from old ethical and aesthetical machinery, an attitude to design solutions for little everyday problems, sometimes marginal but always focused, by means of levity (which contributes speed) and irony (which contributes meaning to daily life). Far from every act of theorization complacent with its own seclusion into a “system”, this way of letting objects sprout shapes life in the only dimension where it effectively exists: the daily, the molecular, the lived, made of often disconnected, but always real emotions, because the only manner to keep moving and “hook” to the future is tuning in with the feelings of people and intercepting the wavering flows of their sensations, more free and willing to stretch their wings than ever. In this scenario, Venetian design possesses every feature to act as an outpost of a future where anyone will claim a right to creativity, a future whose signs may not simply be “products” (the sustainability issue is already banning this way of acting), but will have to function as support for a fluent, light, experienced participation, curious of what is, interwoven with what could be. Stefano Caggiano Caporedattore sezione design di Exibart

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AZIENDE / COMPANIES

ALPES

Azienda fondata e diretta dal 1954 da Nico Moretto, affiancato dai figli Aldo e Bruno, lavora esclusivamente l’acciaio inox al nichel-cromo 19/10 e produce attrezzature per la cucina ed elementi ad installazione libera, disegnati da Nico Moretto. Caratteristiche dei prodotti Alpes sono la funzionalità, la sicurezza e la durata oltra al rispetto per l’ambiente. The company was founded in 1954 and has been run since then by Nico Moretto, assisted by his sons Aldo e Bruno. It deals exclusively with 19/10 nickel-chrome stainless steel and produces kitchen equipment and components for free installation, designed by Nico Moretto. The basic principles of Alpes products are functionality, safety, long duration and safeguard of the environment.

ALPES INOX Via Monte Pertica, 5 36061 Bassano del Grappa (VI) www.alpesinox.com

ALT LUCIALTERNATIVE

Via delle Industrie 16/c 30030 Salzano (VE) www.altlucialternative.com

ANDROMEDA INTERNATIONAL

Calle Miotti 16 30141 Murano (VE) www.andromedamurano.it

APRILIA

APRILIA GRUPPO PIAGGIO Via Galileo Galilei, 1 30033 Noale (VE) www.aprilia.it

ARCLINEA

Viale Pasubio, 50 36030 Caldogno (VI) www.arclinea.it 72

A Murano dal 1963 come vetreria artistica specializzata nella produzione di murrine, nel 1997 produce la prima lampada con murrine soffiate. Da allora la crescita è veloce e costante: i prodotti, caratterizzati sempre da concept innovativi, raccolgono ampi consensi. Nel 2003 la lampada ‘Angelica’ conquista l’ADI Design Index. Alt Lucialternative è associata a Federlegno-Arredo e, dal 2004, è membro di ADI - Associazione Disegno Industriale. Alt Lucialternative was created on the Murano island in 1963 as an artistic glassmaker workshop specialized in Murrhine production. In 1997 the first lamp with blown murrhine was manufactured: since then, growth has been fast and steady. The products, always characterized by innovative concepts, achieved widespread success: in 2003 Angelica won the ADI Design Index. Alt Lucialternative is associated with Federlegno-Arredo and it has been a member of ADI - Associazione Disegno Industriale (Industrial Design Association) since 2004.

Nasce a Murano nel 1972 dedicandosi inizialmente all’illuminazione classica veneziana. Nel 1998 viene lanciata la prima collezione ‘contemporanea’: Aqua. Da questa prima esperienza, Andromeda si avvicinerà sempre più al mercato del design contemporaneo, con la collaborazione di architetti e designer come: Philippe Starck, Karim Rashid e Tobia Scarpa, che firmano collezioni o si rivolgono ad Andromeda per realizzare progetti personalizzati ed esclusivi. The company was born on the Murano island in 1972, initially devoted to Venetian style lighting. Aqua, the first collection of contemporary lighting, was launched in 1998. Since this first experience, Andromeda has got closer and closer to contemporary design business and, specifically, to the elite sector of contract projects, which represents its core business today. Extremely creative designers and architects such as Philippe Starck, Karim Rashid, Tobia Scarpa, just to mention some, have asked Andromeda for its products to carry out their exclusive and unique projects. Parte del Gruppo Piaggio, primo produttore europeo di moto e scooter ed unico marchio non giapponese di veicoli a due ruote a gamma completa. A Noale (Ve) sono concentrate le attività di pianificazione strategica, progettazione, marketing e tutto il Know-how e nello stabilimento di Scorzè è garantita una capacità produttiva giornaliera di 2.500 unità. La struttura distributiva può contare su 192 concessionari ufficiali e 1480 punti vendita autorizzati in Italia, 4 filiali estere, 4 selling agencies e 24 importatori esclusivi. Aprilia è protagonista indiscussa sulle piste di tutto il mondo, dal 1985 ha conquistato 32 titoli iridati. Aprilia is part of the Piaggio Group, the first European manufacturer of motor scooters and motorbikes. It is the only non-Japanese brand with an entire range of two-wheel vehicles. All the strategic planning, designing and marketing activities and know-how is concentrated in Noale (Venice), while the Scorzè plant guarantees a daily production of 2,500 units. The distribution system can count on 192 official distributors and 1,480 authorized outlets in Italy, 4 foreign branches, 4 for sales agencies and 24 exclusive importers. Aprilia is the undisputed leader on the racing tracks all around the world: since 1985 it has won 32 world titles. A Caldogno (Vi) dal 1925 come laboratorio artigianale specializzato nella lavorazione del legno, nel 1960 l’azienda muove verso la produzione in serie dedicando tutta l’energia produttiva ai mobili da cucina e assumendo un posizionamento preciso nel settore. Oggi è un marchio riconosciuto a livello internazionale che conta oltre 450 punti vendita selezionati e specializzati in tutto il mondo. La sua missione è armonizzare creatività e tecnologia, convivialità e funzionalità, attraverso soluzioni innovative per ambienti che migliorano la qualità della vita dell’uomo. The company was created in 1925 in Caldogno (Vicenza) as a quality-oriented craftsman workshop, specialised in wood processing. In 1960 the firm moved to production on a large-scale, focusing on kitchen furniture and establishing a firm position in the market. Today Arclinea is a well renowned brand at an international level, counting on over 450 selected and qualified sales points all over the world. It aims at matching creativity with technology, conviviality and functionality, through innovative solutions that improve the quality of human life.

ARPER

Via Lombardia, 16 31050 Monastier di Treviso (TV) www.arper.it

AURELIANO TOSO

Arper, nata nel 1989, è specializzata nella produzione di sedute e tavoli di alta gamma. Negli anni ‘90 inizia la collaborazione con lo studio Lievore, Altherr, Molina. Recentemente si sono affiancate le collaborazioni con designer quali JeanMarie Massaud e Simon Pengelly. Arper, con una solida reputazione in termini di qualità, sicurezza e design, si posiziona oggi come un’azienda capace di interpretare le richieste e le tendenze del mercato internazionale proponendo un’offerta composita in grado di soddisfare le esigenze del settore domestico, del contract e dell’ufficio. Arper, born in 1989, is a company specialised in the production of seats and tables of high quality. In the 90s, it started collaborating with the studio Lievore, Altherr, Molina. Other collaborations with designer like Jean-Marie Massaud and Simon Pengelly have come up recently. Arper, with a solid reputation as regards quality, safety and design, is now a firm able to interpret the requests as well as the trends of the international market, offering a various proposal that can match the demands of the domestic, the contract and the office sectors. Nel 1938 viene fondata sull’isola di Murano la vetreria Aureliano Toso, che nel 1991 diventa un marchio per la commercializzazione di lampade. La luce per Aureliano Toso definisce un nuovo mood, dato dal linguaggio vivace del design e dall’impiego di materiali pregevoli, che interpretano le tendenze del momento con armonia ed espirit contemporanei. In 1938 the glass-workshop Aureliano Toso was founded on the Murano island, becoming later in 1991 a brand for the commercialization of lamps. According to Aureliano Toso, the light defines a new mood, expressed by the lively design and by the use of excellent materials - features that can interpret the present tendencies with harmony and with contemporary spirit.

Via delle Industrie, 16/c 30030 Salzano (VE) www.aurelianotoso1938.com

BELLATO PALLUCCO

Via Azzi, 36 31040 Castagnole di Paese (TV) www.palluccobellato.it

BISAZZA

Viale Milano, 56 36041 Alte (VI) www.bisazza.com

BONALDO

Attiva nei settori del mobile e della luce, punta tutto sulla creatività, sui materiali e sulle lavorazioni per offrire al suo pubblico una casa unica. I prodotti sono dettati dalla curiosità e combinati alla voglia di sperimentare nuove possibilità espressive e produttive. Ad alimentare e rinnovare costantemente il Progetto Pallucco concorrono designer provenienti da tutto il mondo selezionati per la loro progettualità, sensibilità e passione. Pallucco is a design company working in the furniture and lighting sectors. It relies on creativity, materials, work processes, in order to offer to its customers a unique place for living. That is how the products come out: from the curiosity and the will to experiment with new manufacturing and expressive possibilities. In order to constantly feed and renew the Pallucco project, designers from all over the world, selected for their creativity, sensibility and passion, are taking part in it.

Bisazza è leader mondiale nella produzione del mosaico di vetro per la decorazione di interni ed esterni. Fondata nel 1956 ad Alte in provincia di Vicenza, oggi è un’impresa all’avanguardia caratterizzata da dinamismo imprenditoriale, utilizzo di moderne tecnologie e attenzione alle evoluzioni del mercato. Conta sei monomarca nel mondo, tre stabilimenti produttivi ed è presente nei mercati internazionali con undici filiali. Da giugno 2005 l’azienda è stata invitata a far parte di Altagamma, fra i nomi d’eccellenza delle imprese italiane. Bisazza is the world leader in the production of glass mosaics for decoration of exteriors and interiors. Founded in 1956 in Alte (Vicenza), it is a modern company characterized by entrepreneurial dynamism, the use of modern technologies and attention to market changes. It counts 6 single-brand outlets, 3 production plants and it is present in the international market with 11 branches. Since June 2005, the company has been part of Altagamma, among the top-level names of Italian businesses. Collabora con/ Over the years it has collaborated with: Sandro Chia, Romeo Gigli, Michael Graves, Alessandro Mendini, Paola Navone, Fabio Novembre, Fabrizio Plessi, Andrée Putman, Ettore Sottsass, Patricia Urquiola e Marcel Wanders. Attiva nell’arredamento da oltre cinquant’anni, è sempre più orientata al design con la collaborazione degli interpreti più interessanti nel panorama della progettualità internazionale. Il concept “Bonaldo, design a porter”, filosofia creativa della nuova campagna stampa in Italia e all’estero, ha l’obiettivo di creare un’immagine con un taglio più metropolitano, europeo e decisamente più fashion. Bonaldo, active in the furniture sector for over 50 years, is more and more designoriented collaborating with the most interesting interpreters in the international design scene. The concept “Bonaldo, design a porter”, that is the creative philosophy of the new press campaign in Italy and abroad, aims at creating a more metropolitan, European and definitely more fashionable image.

Via Strabelle, 3 35010 Villanova (PD) www.bonaldo.it 73

BOSA CERAMICHE

Contenitore aperto che raccoglie, seleziona e promuove l’oggettistica in ceramica in chiave contemporanea. Tantissimi sono i designer che da tutto il mondo hanno voluto esprimere la loro unicità progettuale all’interno della collezione. I prodotti Bosa sono oggetti pensati per spazi contemporanei che si identificano nel tratto e nell’impostazione culturale mantenendo la propria riconoscibilità. Bosa is an open container which gathers, selects and promotes ceramic products with a contemporary interpretation. There are many designers from all over the world who wished to express their uniqueness of their projects, taking part in one of the collections. The Bosa products are objects born for contemporary spaces and they identify themselves with their features and cultural definition, still remaining recognizable.

Via Molini, 44 31030 Borso del Grappa (TV) www.stevelawler.com/bosa

CAMPAGNOLO

Via della Chimica, 4 36100 Vicenza www.campagnolo.com

CARLO MORETTI

Fondamenta Manin 3/13 30141 Murano (VE) www.carlomoretti.com

CASAMANIA BY FREZZA

Via Sant’Elena, 3 31040 Signoressa di Trevignano (TV) www.casamania.it

CLETO MUNARI DESIGN ASSOCIATI

Via Antonio Chinotto, 3 36100 Vicenza www.cletomunari.com www.cletomunaripens.com 74

Campagnolo progetta, produce e distribuisce componentistica di alta gamma per biciclette da corsa in oltre 30 paesi attraverso cinque filiali e nove agenzie. La sede principale, situata a Vicenza, occupa circa 450 dipendenti ed impiega le tecnologie più innovative e i migliori materiali: dalla fibra di carbonio al titanio, alle leghe d’alluminio di tipo aeronautico. Oltre a distinguersi per qualità e prestazioni al vertice, i prodotti Campagnolo sono un punto di riferimento per il design, tanto da ricevere il prestigioso Compasso d’Oro da parte dell’Associazione Design Italiano. Campagnolo designs, manufactures and distributes top-level components for racing bicycles. It is present in over 30 countries with 5 branches and 9 agencies. The headquarters with about 450 employees are located in Vicenza. Campagnolo uses the most innovative technologies and the most advanced materials such as carbon fibre, titanium and aluminium alloys of the aeronautical type. Apart from distinguishing themselves for the highest quality and performances, the products made by Campagnolo are a reference point for design. A token of this is the acknowledgement received from the Associazione Design Italiano, the prestigious prize “Compasso d’Oro”. A Venezia, nell’isola di Murano, ha sede l’azienda di Carlo e Giovanni Moretti. La loro produzione testimonia l’incontro tra la secolare tradizione dei maestri vetrai e un pensiero progettuale tra i più autentici nello scenario del design italiano contemporaneo. Gli oggetti, disegnati da Carlo Moretti, sono prodotti in numero limitato, sono realizzati in Cristallo di Murano, soffiati a bocca, rifiniti a mano e firmati. The company owned by Carlo and Giovanni Moretti has its headquarters on the Murano island, right in the heart of the lagoon of Venice. Its production, with an original and unmistakable style, testifies to the matching of secular tradition of glassmaking masters with a project concept, which is one of the most authentic in the contemporary design scene in Italy. The objects, designed by Carlo Moretti, are produced in limited edition and created with Murano glass, mouth-blown and manually refinished and signed

Casamania è il brand che sta consolidando una precisa identità rispetto alla struttura iniziale di Frezza dedicata all’ufficio. Una produzione in piena esplosione, ricca di valenze funzionali ed estetiche, rivolta principalmente al mondo della casa, ma anche al contract e all’ufficio. Nata nel 1984, Casamania by Frezza è riuscita in pochi anni di attività a crescere notevolmente, come testimoniato non solo dal suo attuale assetto strutturale, ma anche dalla penetrazione raggiunta nel mercato italiano e in quello internazionale. Casamania is a brand which is establishing a precise identity in comparison with the initial structure of Frezza, which is dedicated to office furniture. An exploding production, full of functional and aesthetic values, addressed mainly to the world of the house, but also to the contract and office sectors. Established in 1984, Casamania by Frezza has managed in few years of activity to increase notably, as witnessed not just by its present structural asset, but also by its degree of penetration in the Italian and international markets.

La Cleto Munari Design Associati nasce negli anni ‘70 come azienda rivolta esclusivamente alla progettazione e realizzazione di oggetti di design. Le sue Collezioni di argenti, gioielli, orologi, vetri di Murano e penne stilografiche sono firmate dai più importanti architetti e designer del mondo e molti di questi oggetti fanno parte della Collezione permanente dei più importanti Musei d’arte del mondo tra i quali il MOMA ed il Metropolitan di New York. The Cleto Munari associates was created in the seventies in order to design new objects and create them. The Cleto Munari collection of jewellery, silver objects, Murano glasses and pens are designed by the most famous designers and architects in the world and most of these objects are part of the permanent collections of the most important art museuns, as MOMA and Metropolitan Museum of New York.

COIN

Via Terraglio, 17 30174 Mestre (VE) www.coin.it

DE’ LONGHI

Department store dedicato al mondo dell’abbigliamento e dell’home decoration si propone sempre più come luogo di aggregazione ed incontro, capace di coniugare la qualità dell’accoglienza di una boutique con un’ampiezza di offerta e di servizi da moderno department store. Nel 2007 ha inaugurato con successo i nuovi negozi di Treviso e Roma-S. Giovanni e ha debuttato al Fuorisalone con il marchio Coincasadesign, una collezione di tendenza, firmata da 19 giovani designer italiani, che sarà in vendita nei negozi in autunno. This department store dedicated to clothing and home decoration has become more and more a meeting and aggregating place, able to join the welcoming quality of a boutique with the wide product selection and service of the modern department store. In 2007 new shops opened in Treviso and Rome-S. Giovanni, while its brand Coincasadesign, a fashionable collection designed by 19 young Italian designers which will be on sale in autumn, made its debut at Fuorisalone.

Leader mondiale nel settore del riscaldamento e della climatizzazione portatile, nonché uno dei più importanti marchi internazionali nel settore degli elettrodomestici e degli apparecchi per la pulizia della casa, De’ Longhi vanta una gamma vastissima di prodotti innovativi, concepiti con criteri d’avanguardia per offrire sempre la soluzione tecnologicamente più avanzata. World leader company in the portable heating and air-conditioning systems, as well as one of the most important international brands in the sectors of electrical and home-cleaning appliances, De Longhi boasts a very wide range of innovative products, conceived with modern criteria to offer always the most advanced technological solution.

Via Ludovico Seitz, 47 31100 Treviso www.delonghi.it

ALBERTO DEL BIONDI INDUSTRIA DEL DESIGN

Viale della Navigazione interna, 91 35027 Noventa (PD) www.albertodelbiondi.com

DIMENSIONE DISEGNO

Via Vittorio Veneto, 118/1 30027 San Donà di Piave (VE) www.dimensionedisegno.it

ESTEL

Via S. Rosa, 70 36016 Thiene (VI) www.estel.com

Fondata oltre vent’anni fa a Padova da Alberto Del Biondi, è oggi una realtà che offre una consulenza di design a tutto campo, facendo business con la creatività applicata all’industria. Nel corso degli ultimi anni ha diversificato le competenze per realizzare progetti di Industrial Design, nonché di Interior e Architettura. Il portfolio clienti è oggi ampio e diversificato, e spazia a livello internazionale, dai grandi gruppi del fashion business globale ad aziende di ogni dimensione nelle diverse merceologie. Founded over twenty years ago in Padua by Alberto Del Biondi, it is today a company which offers wide-ranging design advice, doing business with the application of creativity to the industry. In the latest years it has diversified its competences in order to complete industrial design projects, as well as interior and architecture ones. The clientele is wide and varied, ranging from the big groups of the global fashion business to firms, different in size and products.

Nasce nel 2004 dalla trasformazione dell’azienda Dimensione Fuoco, marchio prestigioso, che dal 1982 progettava e distribuiva complementi di arredo collegati al fuoco e che è stata la prima azienda ad introdurre e sviluppare il design, modernamente inteso, nella specifica produzione degli accessori da camino realizzando progetti degli architetti Tobia Scarpa, Riccardo Dalisi e Marco Ferreri. Ora l’azienda collabora con designer ed architetti di fama internazionale, quali Alberto Campo Baeza, Jacques Toussaint, oltre ad avvalersi di uno studio di progettazione interno, il “Didi” Studio. The company was created in 2004 from the transformation of the company Dimensione Fuoco, a prestigious brand, which had been planning and distributing furniture complements related to fire since 1982. It was the first firm to introduce and develop design in a modern way with the specific production of fireplace accessories, completing projects by the architects Tobia Scarpa, Riccardo Dalisi and Marco Ferreri. Now the company works together with internationally famous architects and designers such as Alberto Campo Baeza, Jacques Toussaint, in addition to making use of its own project studio, the “Didi” Studio. Fondata nel 1937 da Alfredo Stella, vuole essere la sintesi storica, l’evoluzione coerente, l’epilogo naturale di 70 anni spesi coniugando la cultura dell’arredo e del design, la passione per i materiali, il talento progettuale ed industriale. I prodotti di qualità fortemente caratterizzati dal design, dall’innovazione creativa unita ad una costante progettualità permettono di sperimentare idee, progetti e soluzioni, che soddisfano le esigenze del mondo del lavoro e dell’ambiente domestico. Founded in 1937 by Alfredo Stella, it wants to be the historical synthesis, the coherent evolution and the natural epilogue of 70 years spent unifying the furniture and design culture, the passion for materials and talent, both project and industry related. The quality products, highly characterized by design and creative innovation, are connected to a constant project spirit, permit to experiment ideas, plans and solutions which match work and domestic requirements.

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EUROMOBIL

Via Circonvallazione Sud, 21 31010 Falzè di Piave (TV) www.gruppoeuromobil.it

DéSIrée

Via Piave, 25 31020 Tezze di Vazzola (TV) www.gruppoeuromobil.com

ZALF

Via Marosticana, 9 31010 Maser (TV) www.gruppoeuromobil.it

FOSCARINI

Via delle Industrie, 27 30020 Marcon (VE) www.foscarini.com

FOSSIL

FOSSIL ITALIA Via Vecchia Ferriera, 4 36100 Vicenza www.fossil.it 76

Fondata nel 1972, fa parte oggi di un gruppo che comprende le aziende Désirée e Zalf. L’attività di Euromobil opera prevalentemente in Italia per il 75% del fatturato e per la quota rimanente in paesi europei ed extraeuropei tra i quali Russia e Giappone. Tra i punti di forza si segnala un prodotto di design con ottimo rapporto qualità-prezzo-servizio-immagine, grazie a mirati e continui investimenti in know-how, tecnologia e da sinergie di gruppo abbinate ad efficienza ed efficacia organizzativa di alto livello. Established in 1972, it belongs today to a group which includes the companies Désirée and Zalf. Euromobil’s activity is mainly in Italy and accounts for 75 per cent of its sales,while the remainder comes from other European and nonEuropean countries, among which there are Russia and Japan. Among its points of strength, the very good balance of quality-price-service-image has to be underlined, thanks to specific and constant investments in know-how, to technology and to group synergies combined with high level efficiency and efficacy in the organizational structure. Inserita nel Gruppo Euromobil dal 1995, Désirée si ispira alla qualità, alla semplicità e alla concretezza. La sua collezione comprende poltrone, divani e componibili, con stili e tendenze diversi. Il design di ogni modello raggiunge un equilibrio di linee e volumi in una sintesi di raffinatezza e comfort. Collaudate strutture, imbottiture di qualità e una vasta scelta di rivestimenti assicurano ad ogni prodotto la massima durata. Désirée sviluppa inoltre il settore di modelli trasformabili e un’area di prodotti per il contract integrandosi in modo sempre più coerente con i prodotti Zalf. In the group Euromobil since 1995, Désirée gets its inspiration from quality, simplicity and concreteness. Its collection includes armchairs, sofas and components with different styles and trends. Each model’s design reaches a perfect combination of lines and volumes in a synthesis of refinement and comfort. Tested structures and high quality padding and a wide range of upholstery guarantee the longest duration to every product. Moreover Désirée has developed the transformable models sector and a product area for contracts, integrating more and more coherently with Zalf’s production. Ulteriore azienda del Gruppo Euromobil rivolta ad offrire ad ogni individuo l’occasione di manifestare con scelte personali la propria unicità. Il suo design interpreta il gusto contemporaneo e aderisce con immediatezza ai diversi momenti della vita quotidiana. Sono progetti dedicati a tutti coloro che amano abitare con stile, creatività e disinvoltura. Si inseriscono perfettamente in ambienti di ogni dimensione e disegnano con coerenza le stanze del giorno e della notte. Tutto si compone in un’armonia di proporzioni e di volumi. One more firm belonging to the Euromobil group, it is directed to offer each person the chance of being unique by personal choices. Its design interprets contemporary taste and fits immediately to different moments of everydaylife. These are projects for everyone who loves to live with style, creativity and confidence. They suit perfectly to environments of any size and they furnish rooms for the day and the night with coherence. Everything gets combined with everything in a harmony of proportion and volume. Nata nel 1983, Foscarini è oggi uno dei marchi italiani più significativi nel panorama dell’illuminazione di design. Cultura del prodotto e spirito innovatore guidano da sempre l’evoluzione della collezione insieme a grandi maestri e giovani talenti del design internazionale. La ricerca e la sperimentazione con i materiali più diversi, spesso inediti per il settore, è una delle caratteristiche distintive di Foscarini, che le hanno valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Compasso d’Oro nel 2001 con Mite e Tite, disegnata da Marc Sadler. Founded in 1983, Foscarini is now one of most reknown brands in the international scene of lighting and design. Product culture and innovative spirit have always been the leading inspiration in the evolution of the collection, together with great masters and young talents of international design. Research and experimentation with different materials, often new to the sector, are among the distinguishing features of Foscarini, and brought it several awards, among which the Compasso d’Oro in 2001, for Mite and Tite, designed by Marc Sadler. Fossil, ‘Watch Company’ fondata a Richardson, in Texas, nel 1984 e quotata in Borsa, nasce con la missione di creare, produrre e distribuire orologi attraverso marchi di proprietà e in licenza, comprendendo anche la produzione di gioielli, borse, mini pelletteria, occhiali da sole e abbigliamento. “What Vintage are you?” è il nuovo volto Fossil per una gamma di prodotti, che riprendono la parte più positiva e giovane del look e dello stile di vita propri degli anni ‘70. Dal 1994 Fossil è a Vicenza con sede Legale ed Amministrativa, oltre alla Direzione Generale con diversi dipartimenti. Fossil, “Watch Company” founded in Richardson, Texas, in 1984 and listed in the Stock Exchange, was formed to create, produce and distribute watches through its own brands and licensed ones as well, including the production of jewellery, handbags, small leatherworks, sunglasses and clothing also. “What Vintage are you?” is the new Fossil look for a range of products which proposes again the most positive and youthful aspect of the style and look from the seventies. Since 1994, Fossil has been in Vicenza with its legal and administrative headquarters, the general management and several departments.

FUSINA

Azienda leader in Italia nel settore della lavorazione del plexiglas Ancora nel 1970 ha portato questo materiale a dialogare con i grandi artisti, architetti e designer, diventando un punto di riferimento insostituibile. Si occupa in maniera estensiva anche di progetti di allestimento e installazione. Collabora con i grandi marchi della moda e del design internazionale, oltre che con i maggiori progettisti. It is a leader Italian company in plexiglas manufacturing. In 1970 it succeeded in connecting this material with famous artists, architects and designers, becoming an irreplaceable point of reference. It deals in an extensive way also with setting and installing projects. It cooperates with great international fashion and design firms and with the major architects.

Via Rivarotta, 1 36061 Bassano del Grappa (VI) www.fusina.biz

I TRE

Via delle Industrie, 16/c 30030 Salzano (VE) www.itresrl.com

LAGO

Via dell’Artigianato II, 21 35010 Villa del Conte (PD) www.lago.it

LEUCOS

Via Maglianese, 29/31 30037 Scorzè (Ve) www.leucos.it

MAGIS

Via Magnadola, 15 31040 Motta di Livenza (TV) www.magisdesign.com

1975: nasce I Tre. L’immediato successo commerciale e le prestigiose collaborazioni con designer hanno elevato il livello qualitativo del prodotto negli anni. Nel 1987 la lampada Cirros (design Bazzi e Gaffuri) ottiene la segnalazione d’onore al XIV Premio Compasso d’Oro. A tutt’oggi I Tre presenta prodotti estetici e funzionali distribuiti in tutto il mondo e, oltre ad essere associata a Federlegno-Arredo, dal 2005 è membro di ADI - Associazione Disegno Industriale. In 1975 I Tre was created. The immediate commercial success and prestigious collaborations with designers have increased the quality level of the product over the years. In 1987 the lamp Cirros (design Bazzi and Gaffuri) won the honour prize at the 14th Edition of the design award “Compasso d’Oro”. Today I Tre presents aesthetic and functional products, distributed all around the world. In addition to being associated to Federlegno-Arredo it is also a member of ADI – Industrial Design Association. Nell’affollato scenario del design domestico, Lago afferma la propria identità di marchio emergente attraverso prodotti emozionanti e un’apertura alle contaminazioni tra arte e impresa, uniti alla ricerca per uno sviluppo sostenibile. Il buon vivere, lo stare insieme riappropriandosi della casa che ritorna ambiente domestico e non più solo luogo di transito, attraverso le contaminazioni apportate dalle persone che la vivono ogni giorno, sono i valori che ricerca costantemente. Uno stabilimento concepito come una casa, con l’uomo che ritorna al centro dell’impresa la quale riappare inevitabilmente al centro del territorio e ne promuove con intelligenza lo sviluppo economico e culturale. In the crowded scenario of domestic design, Lago affirms its identity as an emerging brand through exciting products and a tendency towards a cross-over between art and business, joined with research for sustainable development. Living well, staying together, regaining possession of the house, which has returned to being a domestic environment and not just a transit place, through the cross-over brought about by the people living in it, those are the values Lago constantly looks for. A factory conceived as a house, with the man going back to be the centre of business again; the business which consequently re-appears as the centre of the territory, whose economic and cultural development it promotes with cleverness. Nato a Venezia, nella culla della tradizione vetraria muranese, Leucos nel 1962 stabilisce a Scorzè la sua sede operativa che vanta, ad oggi, la dislocazione dei vari reparti e una rete di distributori che opera in circa 40 stati nel mondo. Negli Stati Uniti, Leucos è presente con la propria filiale Leucos USA Inc. ad Edison, nel New Jersey operativa fin dal 1987 ed è presente nella maggior parte degli stati oltre al mercato del Canada e Mexico. Created in Venice, in the birthplace of the glass-making tradition of the Murano island, it moved its operating headquarters to Scorzè in 1962. It boasts a division localization and a distribution system spread in 40 countries of the world. In the United States, Leucos is present with its own branch Leucos USA Inc. in Edison, New Jersey, operating there since 1987, but also in the majority of the other states in addition to the Canadian and Mexican markets.

Nata nel 1976 dall’ingegno di Eugenio Perazza, neofita del settore del design domestico, Magis si presenta oggi come un grande laboratorio internazionale di progettazione, sperimentale per contenuti semantici, per sofisticatezza tecnologica, per variabilità del capitale umano. Magis coglie la creatività diffusa dei designer (Sapper, Morrison, Mari, Giovannoni, Arad, Fukasawa, Newson, Irvine, Young, Grcic, Van Onck, i Bouroullec ed altri) indirizzandola verso oggetti che fanno tendenza. Created in 1976 out of Eugenio Perazza’s talent, at that time a newcomer in the sector, it is now a big international design centre, experimental as regards semantic contents, sophisticated technologies, and variety of its human capital. Magis sees the opportunity. It has the ability to catch and spread the designer’s creativity (Sapper, Morrison, Mari, Giovannoni, Arad, Fukasawa, Newson, Irvine, Young, Grcic, Van Onck, the Bouroullecs and others) redirecting it towards objects that set the trend.

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GRUPPO MANFROTTO

Via Sasso Rosso, 19 36061 Bassano del Grappa (VI) www.manfrotto.com

MINOTTI CUCINE

Via Napoleone, 31 37015 Ponton di Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR) www.minotticucine.it

MIZAR

Via Bosco, 1 31050 Badoere di Morgano (TV) www.mizarlighting.com

MURANO DUE

Leader mondiale nella produzione di supporti professionali per i mercati della fotografia, del video, del broadcast e dell’intrattenimento, è stato fondato nel 1970 da Lino Manfrotto, fotografo professionista. Ogni prodotto è studiato per offrire una perfetta sinergia di caratteristiche indispensabili come la capacità di carico, le dimensioni, la stabilità e la facilità di trasporto, con l’obiettivo di garantire affidabilità, durata e performance uniche ai più famosi registi e fotografi del mondo. World leader in the production of professional support items for photography, video, broadcast and entertainment sectors, it was founded in 1970 by Lino Manfrotto, a professional photographer. Every product is designed to offer a perfect synergy of essential features such as weight capacity, sizes, stability and handiness of transportation, aiming to guarantee reliability, duration and unique performance to the most famous directors and photographers of the world.

Fondata nell’immediato dopoguerra da Adriano Minotti, la particolarità delle sue cucine stà nel design estremo dove le linee sono razionali allo stato puro e semplici i materiali e le tecniche impiegati. Le cucine aspirano all’eternità: vengono dal passato e sono proiettate al futuro, un prodotto che dura nel tempo, oltre le mode. Ogni ornamento destinato ad invecchiare, è stato tolto; così facendo, l’ambiente cucina è interpretato come uno sfondo neutro, rispetto al quale l’uomo è il vero ed unico protagonista. Founded soon after the post-war period by Adriano Minotti, the particular feature of its kitchens is the extreme design, where the lines are purely rational while the materials and the techniques used are simple. The kitchens aspire to eternity: they come from the past and are projected towards the future, a product that lasts over time, over the trends. Every ornament that may go out of style is taken away; in so doing the kitchen environment is interpreted as a neutral scene, so that in comparison, man is the real and unique protagonist. Nata nel 1994, Mizar ricerca, progetta, produce e commercializza apparecchi illuminotecnici e sistemi modulari che si distinguono per le elevate prestazioni tecniche e per la capacità di abbinare la qualità e la funzionalità del prodotto alla piacevolezza ed ergonomicità di un design innovativo. Le soluzioni illuminotecniche sono progettate per spazi commerciali, musei, uffici, oltre che per aree di ritrovo collettive e residenziali. Created in 1994, Mizar researches, designs, produces and commercialises lighting devices and modular systems, which distinguish themselves by their high technical performance and ability to combine product quality and functionality with the pleasantness and ergonomics of an innovative design. The lighting solutions are designed for commercial spaces, museums, offices in addition to collective and residential meeting places.

L’azienda nasce nel 1983, seguendo la linea tracciata dalla secolare tradizione vetraria muranese nella produzione di apparecchi di illuminazione. Tecniche moderne ed idee nuove portano l’azienda verso l’obiettivo della qualità totale, ed è tra le prime aziende del settore decorativo ad ottenere la certificazione ISO 9001, nel 1997. Successi commerciali e d’immagine si sommano, e nel 2001 la lampada RX di Ceschia e Mentil consegue l’ADI Design Index. The company was created in 1983, following the line traced by the age-long glass-making tradition of Murano in lighting set production. Modern techniques and new ideas lead the company to the aim of total quality and it is among the first companies in the decorative sector to obtain the ISO 9001 certification in 1997. Commercial and image successes have been accumulated and in 2001 the lamp RX by Ceschia and Mentil won the l’ADI Design Index.

Via delle Industrie, 16/c 30030 Salzano (VE) www.muranodue.com

NASON MORETTI

Calle dietro gli Orti, 12 30141 Murano, Venezia www.nasonmoretti.com 78

Azienda storica di Murano, leader nel settore della tavola dagli anni ‘50, ha apparecchiato le tavole delle casate più prestigiose e quelle di tutti i giorni: il gusto per la raffinatezza e il continuo aggiornamento della sua proposta ne hanno fatto una delle aziende tra le più importanti e ricercate. Nel 1954 è stata insignita del “Compasso d’oro” ed alcune delle sue collezioni sono raccolte nei più importanti musei del mondo dal Moma al Corning, decretandone successo e fama a dispetto della semplicità che contraddistingue questo marchio familiare da ormai ottanta anni. A historic enterprise from Murano, it has been one of the leading companies in producing tableware since the early fifties. It has set tables of both the most prestigious houses and the everyday ones: its taste for refinement and constant updating of its proposals have made it one of the most important and sought-after companies. In 1954 Nasonmoretti won the “Compasso d’Oro”, an important Italian design award. Some of its collections are exhibited in the most famous museums of the world such as MOMA and the Corning Museum. The company became famous and successful in spite of the simplicity that has been distinguishing this family brand for 80 years.

NERO3

Via del Lavoro, 27 35010 Vigodarzere (PD) www.nero3.com

NICE

Via Pezza Alta, 13 Z.I. Rustignè 31046 Oderzo (TV) www.niceforyou.com

ANGELO ORSONI

ANGELO ORSONI - Gruppo Trend Cannaregio, 1045 30121 Venezia www.orsoni.com

PROGETTO NOMADE

www.progettonomade.eu

ROCES

Via Galileo Ferraris, 36 31044 Montebelluna (TV) www.roces.com

La filosofia dell’azienda si basa su alcuni valori fondamentali e distintivi che fanno di NERO3 un punto di riferimento per la spinta all’innovazione, alla creatività e all’esclusività. Il team di designer è costituito da giovani protagonisti del panorama del design italiano e internazionale con il risultato di uno stile non omologato. Infatti l’esclusività è uno dei valori delle sue creazioni al punto che l’azienda ha deciso di proporre alcuni oggetti in edizione limitata accompagnati da certificato di autenticità. The company philosophy is based on some fundamental and distinctive values, which make NERO3 a reference point for its push to innovation, creativity and exclusivity. The designers’ team is composed of young protagonists of the Italian and International design scene, so that the resulting style is a non-conforming one. In fact, exclusivity is one of NERO3 creations’ values, to the point that the company has decided to propose some of its objects in a limited edition together with an authenticity certificate. Produce sistemi per l’Home Automation, integrabili tra di loro e comandabili tramite un unico radiocomando che consentono l’automazione di cancelli, porte da garage, barriere stradali, tende, tapparelle e solar screen per edifici residenziali, commerciali ed industriali. Fin dai primi anni ’90 praticità, funzionalità ed ergonomicità uniti alla ricercatezza nel design e nella tecnologia sono le caratteristiche principali dei prodotti Nice, tanto da ottenere numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio “Best of Category” nella sezione “Design per l’Ambiente” alla XIX edizione del Compasso d’Oro. It manufactures Home Automation systems, which are possible to be combined and operated through a single remote control permitting in this way the automation of gates, garage doors, road barriers, curtains, rolling shutters and solar screens for residential, commercial and industrial buildings. Since the early years of the nineties, handiness, functionality and ergonomics joined with extreme design and technology research have been the main features of Nice products, so that it has won several international awards, among which are the “Best of Category” prize in the section “environment Design” at the 19th edition of the design award “Compasso d’Oro”. Angelo Orsoni, azienda veneziana produttrice di mosaico di vetro a foglia d’oro e smalti viene acquisitata da Trend nel gennaio del 2003. Mestiere d’arte tramandato da quattro generazioni, ha fatto rivivere le antiche lavorazioni del mosaico bizantino e gli smalti puri del Rinascimento muranese. Elegantemente ristrutturata, l’ala privata della villa di Cannaregio accoglie la Domus Orsoni, un albergo di cinque stanze arredate con opere musive di diversi artisti italiani, mentre l’istituzione del Master in Mosaico si propone la trasmissione e la diffusione della cultura e tecnica dell’arte musiva. Angelo Orsoni, a Venetian firm producing glass mosaics with golden foil and enamel, was acquired by Trend in January 2003. As a four-generation-old art trade, the company has made the ancient work processes of the Byzantine mosaics live again as well as the pure enamel of the Murano Renaissance period. Renovated with elegance, the private wing of the villa in the Venetian district of Cannareggio hosts the “Domus Orsoni”, which is a five-star hotel decorated with mosaic works by several Italian artists. The institution of a Master’s program in Mosaics has aimed at transmitting and spreading the culture and the technique of mosaic art. Il modo di vivere é in continua evoluzione, ma i mobili sembrano gli stessi: complicati, pesanti, fissi, ingombranti, impegnativi. Progetto Nomade di Canestoga ha due obiettivi: contribuire a infondere nella nostra casa un’anima e aspirare a creare per l’uomo un’armonia fra necessità e diletti. Per l’evoluzione vivere Progetto Nomade propone una famiglia di contenitori leggeri realizzati con materiali comuni (come il truciolare usato per le palizzate dei cantieri) ed insoliti (come i teloni gommati). Agili, autoportanti, indipendenti, versatili e facili da trasportare si possono usare in ogni contesto: sono scanzonati e consentono di ironizzare sulle manie di perfezione e di grandeur di molti arredi contemporanei. Evolution in lifestyle is very fast, most furniture looking similar: heavy, fixed, bulky and complicated. Nomadic project by Canestoga aims are to give homes a soul, while creating a certain harmony between neccessity and enjoyment. The Nomadic Project offers a refreshing new range of light containers made in basic materials (such as building yard chipboard) and unusual (such as gum tarpaulin). Light, portable, wheelable and versatile, they can be used in many contexts. Being unconventional, they apply any irony to perfection and grandeur of many contemporary pieces of furniture. Dal 1952 nome di riferimento nel distretto calzaturiero di Montebelluna e apprezzata in tutto il mondo per i propri scarponi da sci e pattini da ghiaccio già dal 1970, nel 1978 è la prima azienda a produrre un pattino da ghiaccio in plastica e, nel 1981, realizza l’antenato di tutti i pattini in linea, successivamente prodotto su vasta scala. Il primo sistema di allungamento per i pattini da bambino, oggi uno standard universale, data 1994 e nel 2006 è la prima azienda a realizzare uno scarpone da sci allungabile sempre per bambini. Since 1952 it has been a reference name in the footwear district of Montebelluna (Treviso) and widely appreciated all over the world for its ski boots and iceskates since 1970; in 1978 it was the first company to manufacture plastic iceskates and, in 1981, it produced the forefather of in-line skates, subsequently manufactured on a large scale. The first extendable system for children skates – a universal standard today – was in 1994 while in 2006 it was the first firm to create an extendable ski boot for children.

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SALVIATI

Fondamenta Radi 16 30141 Venezia www.salviati.com

SCHÜCO

Schüco International Italia Via della Provvidenza, 141 35030 Rubano (PD) www.schueco.it

SEGUSO VIRO

Dal 1859, anno di fondazione, è diventato uno dei nomi più prestigiosi del vetro veneziano che affonda le sue radici e il suo patrimonio nella sensibilità profondamente italiana. Dalla sua fornace di Murano escono pezzi sempre unici, fatti a mano secondo le antiche tradizioni. Tutti gli oggetti delle sue collezioni vengono disegnati da artisti e designer internazionali. Puntando su una speciale alchimia tra tradizione e innovazione, Salviati si colloca con le sue creazioni nell’universo del design e della decorazione. Since 1952 it has been a reference name in the footwear district of Montebelluna (Treviso) and widely appreciated all over the world for its ski boots and ice-skates since 1970; in 1978 it was the first company to manufacture plastic ice-skates and, in 1981, it produced the forefather of in-line skates, subsequently manufactured on a large scale. The first extendable system for children skates – a universal standard today – was in 1994 while in 2006 it was the first firm to create an extendable ski boot for children. Schüco International, con sede a Bielefeld, è oggi leader mondiale nello sviluppo e produzione di sistemi di alta qualità per l’involucro edilizio. La gamma di prodotti spazia da sistemi indirizzati al settore residenziale a quelli concepiti dalle “grandi firme” dell’architettura internazionale per grandi realizzazioni. Schüco propone inoltre prodotti orientati allo sfruttamento dell’energia solare o specifici per la domotica. L’azienda è punto di riferimento nel settore edilizia grazie alla continua ricerca e innovazione, alla professionalità, all’alta qualità e tecnologia dei suoi prodotti testati e certificati da oltre 1000 brevetti. Schüco International, with its headquarter in Bielefeld, is today a world leader company in the development and production of high quality systems of exteriors for buildings. The product range goes from residential sector products to the ones conceived by the great architects of international fame for big projects. Moreover Schüco offers products to exploit solar energy or specifically for domotics. Thanks to constant research and innovation, professionalism, high quality and technology of its products, which are tested and certified by over 1,000 patents, the company is the reference point in the building trade. Erede dell’antica tradizione vetraria muranese della famiglia Seguso, le cui origini sono tracciate fin dal 1397, da oltre ventidue generazioni lavora il vetro secondo l’antica tradizione, producendo oggetti di eccellenza e trasferendo tradizione e contemporaneità nelle nuove collezioni. Centrale nella filosofia dell’azienda è il Vir-viri, dal latino: l’uomo per l’uomo, nella sua interezza. A partire dal 1 gennaio 2001, cedendo al fascino dei numeri 010101, tutti gli oggetti prodotti sono proposti in 101 esemplari, ognuno dei quali è numerato, firmato. Heir to the Muranese glass tradition of the Seguso family it has worked with glass since 1397, producing excellent objects and transferring tradition and contemporaneity to the new collections. In the philosophy of the company the “Vir-viri” is important, from Latin: man for man, in his totality. From January 1st 2001, attracted by the numbers 010101, every object is produced in 101 pieces, which are numbered, signed and certified.

Fondamenta Venier 29 30141 Murano www.seguso.com

SONUS FABER

Azienda leader mondiale nella produzione di diffusori acustici di altissima qualità. Ispirandosi a concetti di liuteria, realizza manufatti interamente a mano utilizzando materiali pregiati, quali legni, vernici, pelle e tecnologie all’avanguardia. World leader company in the production of acoustic diffusers of top-level quality. Getting the inspiration from concepts of the art of making stringed instruments, it creates wholly hand-made products using valuable materials such as wood, enamel, leather and advanced technologies.

Via Meucci, 10 36057 Arcugnano (VI) www.sonusfaber.com

TERACREA

Via Pasubio, 17 36034 Malo (VI) www.teracrea.com 80

Società del Gruppo Deroma, leader mondiale nella produzione di vasi per fiori e piante, utilizza il concetto di verde per organizzare spazi ed ambienti proponendo sistemi di contenitori con un particolare contenuto di design e strutture per piante con materiali innovativi portatori di una nuova visione dell’utilizzo dell’arredo verde. Lo sviluppo dei vari prodotti parte dall’incontro coordinato con designer come Ronan & Erwan Bouroullec, Kostantin Grcic, Fernando ed Humberto Campana, Marco Ferreri, Fabio Bortolani, Sebastian Bergne ed Edouard Francois. One of the companies of the Deroma group, world leader in the production of vases for plants and flowers, it uses the concept of greens to arrange environments and spaces proposing container systems with a particular design content and plant structures with innovative materials. All this leads to the use of green furnishings in a new perspective. The development of the various products starts from the meeting with designers such as Ronan & Erwan Bouroullec, Kostantin Grcic, Fernando ed Humberto Campana, Marco Ferreri, Fabio Bortolani, Sebastian Bergne and Edouard Francois.

TREND group

Piazzale Fraccon, 8 36100 Vicenza www.trend-vi.com

VALCUCINE

Via Savio, 11 33170 Pordenone www.valcucine.it

VENINI

Fondamenta Vetrai 50 30141 Murano (VE) www.venini.it

VISTOSI

Via Galilei, 9 31021 Mogliano Veneto (TV) www.vistosi.it

ZAMPERLA

ANTONIO ZAMPERLA Via Monte Grappa, 15-17 36077 Altavilla Vicentina (VI) www.zamperla.it

Azienda leader nella produzione e commercializzazione di mosaici in vetro, pietra ed agglomerati in graniglia di vetro, quarzo e granito è stata fondata nel 2000 da Pino Bisazza. L’azienda si caratterizza per l’impegno nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, nella spiccata sensibilità all’evoluzione dei mercati, nonché nel costante rispetto degli imprescindibili canoni della tradizione artistica. Attinge dal passato e riscopre le pregiate tradizioni artigianali grazie ad un sapiente uso della tecnologia e di un ricercato spirito creativo, costituendo il fulcro dell’azione di Trend. Leader firm in the production and commercialization of mosaics of glass, stones and agglomerates of glass, quartz and granite grit, it was established in 2000 by Pino Bisazza. Its features are efforts in researching and developing of new products, extreme sensitivity to the market changes, as well as constant respect for the principles of artistic tradition which cannot be discarded. The focus of Trend actions is picking up from the past and re-discovering the precious handcraft tradition thanks to a wise use of technology and a refined creative spirit. Per molti anni, l’industria ha avuto come obiettivo principale il profitto, ponendo in secondo piano elementi importanti come la qualità, la sicurezza, l’atossicità dei prodotti. Valcucine da anni lavora mettendo in primo piano estetica e creatività, la soddisfazione dei bisogni dell’utente all’insegna della funzionalità, dell’ergonomia e della sicurezza, il rispetto per la natura, promuovendo sia un sistema di equilibrio tra uso e ripristino delle risorse ambientali, sia un risparmio di materie prime, favorendo una progettazione basata sulla dematerializzazione. Profit has been the main objective of industries for many years and Important factors such as quality, safety and non-toxic products were of secondary importance. For years Valcucine’s working method has placed aesthetical and creative requrements and the satisfaction of the user’s requirements in terms of functionality, ergonomics and safety in the foreground. On the other hand, this has been balanced by respect for nature through the promotion of a system that combines the use and restoration of natural resources with savings on raw materials by means of design based on dematerialisation. La storia di Venini racconta un affascinante percorso d’arte e passione per il vetro che ha ammaliato e coinvolto artisti, designer, collezionisti ed estimatori, in tutto il mondo. Ottantacinque anni di attività dal giorno in cui l’avvocato milanese Paolo Venini e l’antiquario veneziano Giacomo Cappellin fondano, nel 1921, una società destinata a diventare il nome di riferimento nel mondo del vetro artistico. Il vetro è una semplice mistura di silicio, sabbia, polvere di metallo, ma è solo con storia, cultura, passione, dedizione, energia e la capacità di padroneggiare il proprio tempo grazie ad un’assoluta contemporaneità che la lavorazione del vetro può diventare arte pura. Venini’s story tells of a fascinating path of art and passion for glass, which has charmed and involved artists, designers, collectors and admires all around the world. Eighty-five years of activity have passed since the day when the Milanese lawyer Paolo Venini and the Venetian antique dealer Giacomo Cappellin founded a company in 1921 meant to become a reference name in the artistic glass world. Glass is just a mixture of silicon, sand and metal powder, but it is just with history, culture, passion, devotion, energy and the capacity of mastering the current times - thanks to an absolute contemporaneity - that glass-making can become pure art. La sinergia tra vetro e design, incontro di materia e pensiero, di arte e tecnica, di forma e slancio vitale, si è tradotta nel connubio di Vistosi con i più importanti nomi della creatività internazionale. Ne è nato uno scambio reciproco d’ispirazione, in cui l’estro dei designer ha dovuto a volte piegarsi alle esigenze del vetro e la materia da parte sua ha solcato il nuovo territorio della ricerca sui materiali. Rivitalizzate dal design, la tecnica e la lavorazione sapiente dei materiali rimangono però il punto di partenza di qualsiasi creazione. The synergy between glass and design, matching of matter and thought, of art and technique, of form and vital impulse, is being translated into the union of Vistosi with the most important names in international creativity. A mutual inspiration exchange has come out of it, in which, on one hand, the designers’ inspiration sometimes has to bend to the glass requirements and on the other side, the matter has ploughed through new territory in materials research. Even though revitalised by design, the technique and the wise work processes of the materials remain the starting points for any creation. Non esiste parco divertimenti al mondo dove non abbia installato almeno una o più delle sue attrazioni, fornendo i clienti più prestigiosi del settore quali Disney, Paramount, Six Flags e diventando azienda di riferimento sul mercato globale del divertimento. Affidabile, esperto e preparato ad affrontare qualsiasi esigenza, Zamparla è capace di realizzare in tempi relativamente brevi qualsiasi progetto anche se complesso e ambizioso, contando su un team altamente qualificato. There is no amusement park in the entire world in which this company has not installed one or even more of its attractions, supplying the most important customers in the field such as Disney, Paramount, Six Flags and becoming the reference company in the global amusement market. Reliable, expert and prepared to cope with any requirements, Zamperla manages to realise in a relatively short time any kind of project even though complex and ambitious, counting on a highly qualified team.

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DESIGNERS - COMUNICAZIONE - INNOVAZIONE / DESIgners - communication - innovation

nobody realise that some people expend tremendous energy merely to be normal.

ADC AGENZIA DEL CONTEMPORANEO

È la prima società indipendente che fornisce progetti e servizi creativi nell’ambito dell’arte contemporanea, del design, della moda e della comunicazione per aziende e istituzioni. Agenzia del contemporaneo si occupa in maniera estensiva di progetti innovativi che lavorano sui concetti di public art, di interazione ambientale e di rapporto tra impresa e cultura, facendo della contestualizzazione territoriale uno dei suoi punti di accesso privilegiati. ADC è il main partner di Fuoribiennale ed ha coordinato la presente pubblicazione. The first independent company providing creatività projects and services in the fields of contemporary art, design, fashion and communication for brands and institutions. Agenzia del contemporaneo extensively deals with innovative projects on the concepts of public-art, enviViale Milano, 60 ronmental interaction and relations between business and culture, making the territorial con36100 Vicenza www.agenziadelcontemporaneo.com textualization one of its privileged access-points. ADC is the main partner of Fuoribiennale.

ARCHITETTI PIO e TITO TOSO

Via Mazzucco, 2 31059 Zero Branco (TV) www.studiotoso.com

ENZO BERTI

Via Guelo, 15 30031 Dolo (VE) www.enzoberti.it

RENATA BONFANTI

Via Piana d’Oriente, 52 36065 Mussolente (VI) www.renatabonfanti.com

CHANGED

Viale Ancona, 14/c 30172 Mestre (VE) www.changed.it

SILVIA COGO

Via dello Stadio, 14 35031 Abano Terme (PD) 82

Fratelli, fondano lo studio nel 1996, dove lavorano nel campo dell’architettura e della progettazione strutturale, realizzando numerosi progetti sul territorio nazionale ed internazionale e partecipando a vari concorsi. Nel campo del design collaborano con le ditte più qualificate: Artemide, Foscarini, Leucos, Venini, Vistosi, Studio Italia Design per l’illuminazione e Magis, Rossi di Albizzate, Frighetto, Cattelan Italia, Fly Line, Doimo per l’arredo. Hanno collaborato alla progettazione di stand, esposizioni, negozi, uffici e magazzini per diverse ditte, curandone l’immagine e la grafica. The Toso brothers founded their studio in 1996, and have been working ever since with architecture and structural design, completing many projects in Italy and abroad and participating in various competitions. In the design sector they cooperate with numerous, qualified firms: Artemide, Foscarini, Leucos, Venini, Vistosi, Studio Italia Design for lighting, and Magis, Rossi di Albizzate, Frighetto, Cattelan Italia, Fly Line, Doimo for furnishings. They have collaborated in designing stands, shops, offices and warehouses for many companies, also providing image consultancy and graphics. Formatosi, sotto la guida di Alberto Viani, all’Accademia di Belle Arti di Venezia e al corso superiore di Industrial Design, presso la Facoltà di Architettura, la sua attività comincia durante gli studi con la realizzazione di oggetti per esposizioni di arti decorative in vari paesi d’Europa. Si rivela designer dotato sia di notevoli capacità creative che di spiccato senso estetico; i suoi progetti, denotano le sue origini artistiche e non sono mai il frutto di intuizioni tecniche. Riesce a trovare la sintesi tra forma e funzione, semplificando senza trascurare il dettaglio. Educated under the guidance of Alberto Viani at the Accademia di Belle Arti in Venice and later attending a course in industrial design at the Faculty of Architecture, Berti began practising the profession during his studies, creating objects destined to decorative art exhibitions in various European countries. He has proved himself as a talented designer, blessed with both a creative potential and a strong aesthetic sense. His projects denote his artistic origins and are never the result of technical intuition. Berti manages to achieve a synthesis of form and function, simplifying without neglecting details. Produce tappeti, arazzi e tessuti per l’arredo. La lavorazione si svolge in un laboratorio-studio attrezzato con telai di vario tipo a mano e meccanici. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni stabili di diversi musei: dal MOMA di Philadelphia (USA) al Museo Civico di Bassano del Grappa (Vicenza), dalla Facoltà di Architettura di Losanna (Svizzera) al Museo del Design della Triennale di Milano. Ha partecipato a varie mostre in Italia e all’estero e nel 1962 ha ricevuto il premio “Compasso d’Oro” per un tessuto da tende e per l’insieme di tutta la sua produzione. Bonfanti produces carpets, tapestries and textile furnishings. The manufacturing takes place in a laboratory-studio, equipped with various types of hand and power looms. Her works are featured in different museums’ permanent collections: from the MOMA in Philadelphia (US) to the Museo Civico of Bassano del Grappa (Vicenza), from the Architecture Faculty in Lausanne (Switzerland) to the Design Museum of the Triennale di Milano. She has participated in exhibitions in Italy and abroad, winning the Compasso d’Oro prize in 1962 for textile used in curtains and for the production process. Dal cucchiaio alla città o dal casco alla lampada? È design, è moda, è architettura? Cambiare le coordinate di riferimento per progetti che sfumano le demarcazioni tra moda e architettura, tra design del prodotto e la sua rappresentazione è l’obiettivo di un gruppo di designer e creativi, che viene da cinque nazioni diverse e sceglie la terraferma veneziana come base per sviluppare prodotti accomunati da un mood “sport oriented”. Un vaso potrà essere costruito come una giacca antipioggia? Una poltrona può sfruttare la tecnologia degli airbag? Cosa accomunerà una lampada al surf? E tutto questo ha bisogno di essere filmato da uno skater? From a spoon to a city or from a helmet to a lamp? Is it design, fashion, architecture? Changing the referential coordinates for projects which blur the distinctions between fashion and architecture, product design and representation, is the objective of a group of designers and creative minds coming from five different countries who have chosen Venice as their base to develop products characterised by a sport-oriented mood. Can a vase be designed as a rain jacket? Can an armchair exploit airbag technology? What do a lamp and a surfboard have in common? And does all of this need to be filmed by a skater? Nata a Padova 1976, consegue la Laurea in Industrial Design presso l’I.S.I.A. di Faenza. Dopo una permanenza in Irlanda e in Inghilterra, torna in Italia dove inizia diverse collaborazioni nell’ambito della grafica e dell’allestimento oltre all’attività di product designer e art director (Pianegonda Gioielli Argenterie Greggio, Alberta Salotti Pacific Forniture, Bagnaresi Casa, Università Architettura Genova, Dante Vecchiato). Dal 2001 ad oggi ottiene forti soddisfazioni dalla partecipazione a numerosi concorsi nazionali e internazionali. Nel 2005 fonda lo studio CIVICO31 in collaborazione con Alice Moschin. Born in Padua in 1976, Cogo graduated in Industrial Design from I.S.I.A. Institute in Faenza. After living for some time in Ireland and England, she came back to Italy starting various collaborations in the graphics and display sector, besides working as product designer and art director (Pianegonda Gioielli Argenterie Greggio, Alberta Salotti Pacific Forniture, Bagnaresi Casa, Architecture University of Genoa, Dante Vecchiato). Since 2001, she has been gaining strong recognition after participating in numerous national and international competitions. In 2005, she established CIVICO31 studio with Alice Moschin.

COSCABLOG

Via Tintoretto, 26 36100 Vicenza www.coscablog.it

Csa-uno OIL BASSANO

www.csa-uno.com

CARLO DAL BIANCO

Stradella San Pietro, 3 36100 Vicenza www.carlodalbianco.it

DELINEO DESIGN

Via Zecchinel, 24 31044 Montebelluna (TV) www.delineodesign.it

DESIGNPEOPLE

www.designpeople.it

DISTRICT VISION LAB

Fondazione Museo della Calzatura Sportiva Villa Zuccareda-Binetti, 1 31044 Montebelluna (Tv) www.districtvisionlab.net

Come fanno tre giovani di Vicenza ad impiegare le loro conoscenze e la loro passione per il design, la moda e l’arte senza muoversi dalla città in cui vivono? Sfruttano al meglio il fenomeno del blog, non-luogo virtuale per eccellenza, dove raccogliere una panoramica sulle diverse sfumature della creatività. Così nel novembre 2005 nasce Coscablog, progetto in costante crescita del giovane studio Coscadesign che, in poco tempo, ha stretto interessanti collaborazioni con Designerblog, sito di riferimento per la comunità italiana del design, e con la sezione “Casa” del portale Tiscali. How is it possibile that three young italian creatives from Vicenza can use their passion and knowledges about design, fashion and art without moving from the city they live in? By using in a best way the blog phenomena, the virtual “non-place” where you could make a survey of different shades about creativity. For all those things in November 2005 the young design studio Coscadesign has founded Coscablog, a project that is costantly increasing and in a few time has started to collaborate with Designerblog, one of the most important design site in Italy, and with Tiscali web portal. OIL BASSANO agenzia pubblicitaria nasce dallo Studio CSA ed è un’agenzia a servizio completo. Gestisce il budget del cliente in modo globale: dalla strategia al marketing della comunicazione, dalla creatività ai rapporti con mezzi e fornitori. La creatività di OIL BASSANO ha basi solide nel settore grafico ed è un punto di forza dell’agenzia. Investiamo al massimo nelle persone, nella ricerca, nell’aggiornamento; una scelta precisa, nata dalla convinzione che oggi è fondamentale garantire, oltre alla qualità, il massimo della disponibilità, dell’elasticità e del tempismo. OIL BASSANO advertising agency has started from Studio CSA, and it offers a turnkey service. It can manage client’s budget in a global way: from strategy to communication marketing, from creativity to relations with media and suppliers. OIL BASSANO’s creative skills have their sound background in the graphic division. That’s the true force of the agency. We powerfully invest in people, research, updating. A clear choice, based on the conviction that today it’s basic to guarantee maximum reliability levels in availability, flexibility and timeliness as well as in quality. Architetto e designer, dirige il Bisazza Design Studio, da lui fondato nel 2004. A Vicenza apre il suo studio di progettazione nel 1993: nella città rinascimentale, la “città dei palazzi”, che diventa un punto di partenza per un amore e un rapporto di simbiosi per l’architettura storica di Palladio e Scamozzi, da cui il suo percorso artistico e il suo linguaggio prendono vita, proseguendo verso il novecento italiano e francese con Giò Ponti e Piero Fornasetti, J.M. Frank ed A. Arbus, ma anche Adam e Schinkel che hanno costruito in lui un’emozione ed un modello a cui riferirsi. Architect and designer, Dal Bianco manages the Bisazza Design Studio, which he founded in 2004. In 1993, he opened a design studio in Vicenza, the Renaissance city, the ‘city of palaces’, a source of his love for and symbiotic relationship with. His artistic path and his language are derived from the historical architecture of Palladio and Scamozzi, passing through the Italian and French twentieth-century experience with Giò Ponti and Piero Fornasetti, J.M. Frank and A. Arbus, but also Adam and Schinkel, all of whom became models for him to refer to. Progettare per l’industria è il loro lavoro principale. Lo sport system la loro origine. Un’equipe giovane e ricca d’inventiva, formatasi attorno alla figura di Giampaolo Allocco con la capacità di offrire una consulenza interdisciplinare completa. Hanno ricevuto riconoscimenti dall’ADI e da Young&Design, premio T. Mascheroni e Designer Protagonist ’05. Hanno esposto i loro lavori a Francoforte, Tokyo, Milano. Industrial design is the main activity of the studio. Its origin lies in the sport system. A young and creatively rich team, built around the professional figure of Giampaolo Allocco, with the skills to offer complete interdisciplinary consulting. They have gained recognition from ADI (Industrial Design Association) and Young&Design and won the T. Mascheroni prize and the Designer Protagonist 2005 award. Their works have been exhibited in Frankfurt, Tokyo and Milan. Hanno lavorato per/They have worked for: Rossignol Lange, Minardi Formula One, Dalbello, Carraro Cicli, Crispi, LineaItalia Gruppo Doimo, Casamania by Frezza, Gaerne, Gruppo IFI, Kristalia, Steelmobil, Gaber, Tumidei, OZ Racing e Bosa Ceramiche. Rete aperta nell’intento di costruire un dialogo più intenso con designer e creativi che operano nel Nord-est: il coinvolgimento sia di creativi, che operano in attività vicine al design (musicisti, artisti, fotografi, ecc.), sia di imprenditori, manager e decisori pubblici genera un crocevia della creatività, una zona franca dove lasciare spazio al confronto di idee, anche distanti tra loro. Designpeople ha un proprio blog e organizza eventi ed incontri di discussione sul tema del design e della creatività. Open network has the aim to build a more intense debate with designer and creative people who act in North-east: the involvement as well creative people, who operate in activities near to design (musician, artists, photographers...), as businessman and managers generates a crossingroad of creativity, a free zone where leave space to comparison of ideas, even if they are far away each other. Designpeople has a personal blog and organizes events and meetings about design and creativity. Specializzato nella ricerca su tendenze e consumi, nasce dall’evoluzione dell’Osservatorio Moda Sportsystem, service precompetitivo operante dal 2000 nel distretto trevigiano della calzatura e dell’abbigliamento sportivo. L’attività dell’Osservatorio infatti si è via via estesa ad altre aree merceologiche (fashion e industrial design) e oggi il nuovo centro di ricerca è tagliato appositamente sulle esigenze dei distretti industriali italiani. I suoi servizi si rivolgono alle attività aziendali più a contatto con l’immateriale: design, marketing e analisi di mercato. Il District Vision Lab collabora con SITA Ricerca ed è cofinanziato dalla Regione del Veneto e la Provincia di Treviso. Specialised in trend and consumer research, the lab originates from the evolution of the Sportsystem Fashion Observatory, a precompetitive service operating since 2000 in the area of Treviso, devoted to footwear and sport fashion. The Observatory’s work then expanded towards other market areas such as fashion and industrial design, and nowadays the new research centre is tailored to the specific needs of the Italian industrial districts. Its services focus on the industrial activities that are mostly ‘immaterial’: design, marketing and market analysis. 83

PAOLO DONADELLO

Ha costruito un mondo di luce dove l’aspetto tecnico incontra sempre il design. Donadello disegna e produce sistemi illuminanti che sorprendono per la capacità di sedurre pur giocando con elementi minimi e rigorosi. I progetti di Paolo Donadello sono presenti in importanti abitazioni, musei e gallerie in Italia e all’estero. He has constructed a world of light where technical feature always meets design. Donadello draws and produces illuminating systems which surprise with their capacity for seduction, playing with minimal and rigorous elements. Paolo Donadello’s projects are present in important houses, museums and galleries in Italy and abroad.

Via Leoncavallo, 38 36100 Vicenza www.paolodonadello.it

FAVARETTO & PARTNERS

Paolo Favaretto ha fondato il proprio studio, oggi Favaretto&Partners, nel 1973. Attivo come designer e consulente per l’industria, ha collaborato con prestigiose aziende italiane ed estere, ottenendo premi e riconoscimenti spaziando in svariati settori merceologici, dai telefoni alle sedie, dagli strumenti medicali, alle lampade, dai salotti all’oggettistica per la casa. È presidente dell’A.D.I. delegazione Nord-Est, è stato fondatore e presidente dell’I.I.D.D. (Istituto Italiano Design Disabilità) e membro del Board of Directors dell’E.I.D.D. (European Institute for Design and Disability). Paolo Favaretto established his own studio, now Favaretto&Partners, in 1973. Working as a designer and industrial consultant, he collaborated with prestigious Italian and foreign firms, gaining awards and prizes spanning different market sectors, from phones to chairs, from medical instruments to lamps, from reception rooms to furnishing items. He presides over the North-East branch of A.D.I. (Industrial Design Association), besides being the founder and Via Falloppio, 39 president of the I.I.D.D. (Italian Institute for Design and Disability) and a member of the Board 35121 Padova www.favarettoandpartners.com of Directors of the E.I.D.D. (European Institute for Design and Disability).

HANGAR DESIGN GROUP

Via Terraglio, 89/b 31021 Mogliano Veneto (TV) www.hangar.it

HAPPYCENTRO +SINTETIK

Via Morgagni, 4a 37135 Verona www.hs-studio.it

HEADS COLLECTIVE

Via Montello, 83/15 31100 Treviso www.headscollective.com

H-FARM

Tenuta Ca’ Tron Via Sile, 51 31056 Roncade (TV) www.h-farm.it 84

Realtà multidisciplinare, atipica e originale, presente in Italia a Mogliano Veneto (Tv) e Milano, a New York e dal 2004 a Shanghai, che si occupa di advertising, comunicazione aziendale, grafica, interior design, retail e industrial design. Coadiuva aziende d’importanza internazionale nel posizionamento e consolidamento sul mercato, occupandosi di ideare e gestire progetti articolati, trovando un modello d’intervento che valorizzi l’identità dell’impresa, rispetto ai competitors e agli scenari d’evoluzione del settore d’interesse. Hangar Design Group is an atypical and original multidisciplinary institution, with offices in Mogliano Veneto (Treviso) and Milan in Italy, in New York and, since 2004, in Shanghai. It specialises in advertising, business communication, graphics, interior design, retail and industrial design. It helps internationally prominent companies in their positioning and consolidation in the market, conceiving and managing defined projects, finding an intervention model adding value to the company’s identity compared to their competitors and staying upto-date with new developments in the relevant sector. Fondato nel 1998, è uno studio veronese che si dedica al graphic design, all’illustrazione, al video e al web. Notoriamente anti-stile e anti-trend, ricerca linguaggi di comunicazione innovativi nei contenuti, spontanei nell’estetica, intelligenti negli sviluppi tecnologici. Collabora con clienti del panorama nazionale ed internazionale come Nike, Gitzo, Manfrotto, Wieden+Kennedy Amsterdam, BBH New York e suoi lavori sono stati pubblicati su libri e riviste come Italian Renaissance, Logomania, Graphic, Xfuns e La Trentaine Sympathique. Founded in 1998, Happycentro+Sintetik is a studio located in Verona working in graphic design, illustration, video and the web. Notoriously anti-style and anti-trend, it searches for communication languages that are innovative in their contents, spontaneous in their aesthetics and intelligent in their technological development. The studio collaborates with national and international clients such as Nike, Gitzo, Manfrotto, Wieden+Kennedy Amsterdam and BBH New York, and its works have been published in books and publications such as Italian Renaissance, Logomania, Graphic, Xfuns and La Trentaine Sympathique. Nuova realtà nata dall’incontro di alcuni creativi di provenienza e discipline diverse. L’idea di base, un vero e proprio “collettivo” costituito da un nucleo centrale e da diversi collaboratori con un rapporto prioritario e preferenziale, garantisce il giusto equilibrio tra stabilità e flessibilità. Alcuni dei protagonisti di questo gruppo provengono da Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton, dove hanno assorbito l’attitudine creativa interdisciplinare portandoli a spaziare da progetti di comunicazione a video, design e interactive media. Heads Collective is a new team formed by a group of creative minds from different cities and areas of expertise. The founding idea is that of a ‘collective’ having a central nucleus and various collaborators with a priority and preferential relationship, granting the right balance between stability and flexibility. Some members of the team come from Fabrica, the communication research centre of the Benetton group, where they learned the interdisciplinary creative attitude that brought them into activities spanning communication projects, video, design and interactive media. Centro per la ricerca e l’innovazione tecnologica è stato fondato nei primi mesi del 2005 da Riccardo Donadon (E-TREE) e da un gruppo di persone con esperienza decennale nel settore del web-developing, con l’obiettivo di far nascere al suo interno aziende altamente innovative, accomunate dall’idea di creare valore nel campo della tecnologia e dei new media, semplificando il rapporto dell’utente con servizi e prodotti. Nei suoi primi 20 mesi di attività ha dato vita a diverse H-company: H-art, H-care, H-tech, H-umus, Zooppa e infine H-play. A technological research centre, H-Farm was established in 2005 by Riccardo Donadon (ETREE) and a group of staff with a ten-year experience in the web-development sector. The objective is to generate highly innovative firms, tied by the common idea of creating value in the field of technology and new media, simplifying the relationship between the user and services and products. In the first 20 months of its activity, it has given rise to many H-companies: Hart, H-care, H-tech, H-umus, Zooppa and H-play.

JOEVELLUTO

Strada Ponti di Debba, 5 36100 Vicenza www.joevelluto.it

MASSIMO LUNARDON

Via Perlena, 40 36030 Fara Vicentino (VI)

MARSILIO EDITORI

Marittima - Fabbricato 205 30135 Venezia www.marsilioeditori.it

METALLI LINDBERG

Viale Venezia, 135 31015 Conegliano (TV) www.metalli-lindberg.com

NICHETTO &PARTNERS

Banchina dell’Azoto, 15/D 30175 Porto Marghera (VE) www.lucanichetto.it

OOOH DESIGN!

www.ooohdesign.com

Studio associato di industrial design e comunicazione, nel 2005 presenta, presso la Triennale di Milano, il libro “Salefino: nuovi sapori dal design italiano” e il progetto “RosAria”, che entra a far parte della collezione di design della “Pinakothek der Moderne” del museo Neue Sammlung di Monaco. Nel 2006 fonda con Cristina Morozzi la “Nazionale Italiana Design”. An associated studio of communication and industrial design, in 2005 Joevelluto presented, at the Triennale di Milano, the book Salefino: nuovi sapori dal design italiano and the project RosAria, which later entered the design collection of the Pinakothek der Moderne of the Neue Sammlung museum in Munich. In 2006, Joe Velluto founded the “Nazionale Italiana Design” with Cristina Morozzi. Lavora per/The studio works with: Abitare Segesta Edizioni, Bosa Ceramiche, Coop, Coro, Comete Gioielli, Euro3Plast, Guzzini, Gruppo Coin, Invicta, Killer Loop, LucePura, Mandarina Duck, Meritalia, Nordica, Ono Luce, Pandora Design, Pitti Immagine, Richard Ginori, Rollerblade, SealKay and Sisley. Diplomato in Industrial Design alla Domus Academy nel 1991, ha fatto del vetro soffiato il territorio privilegiato della sua ricerca artistica e progettuale. Collabora con diverse aziende come Artemide, Driade, Flos, Menphis, Bisazza, Tag Heuer, Mont Blanc e Zani & Zani realizzando prototipi e oggetti in serie limitata. Effettua analoghe produzioni di oggetti in serie limitata anche per molti designer tra cui: Andrea Anastasio, Ron Arad, Aldo Cibic, Javier Mariscal, Marc Newson, Denis Santachiara, Matteo Thun e Bob Wilson. Dal 1998 è docente di soffiatura a lume presso la scuola Vetroricerche di Bolzano. Lunardon graduated in Industrial Design from the Domus Academy in 1991. He made blown glass the privileged focus of his artistic and design research. He works with different firms such as Artemide, Driade, Flos, Menphis, Bisazza, Tag Heuer, Mont Blanc and Zani & Zani, realising prototypes and objects in limited series. He also produces limited-series objects for many designers, among whom feature Andrea Anastasio, Ron Arad, Aldo Cibic, Javier Mariscal, Marc Newson, Denis Santachiara, Matteo Thun and Bob Wilson. Since 1998, he has been teaching a specific technique of glass blowing, the “soffiatura a lume”, at the Vetroricerche institute in Bolzano. L’attività editoriale della Marsilio Editori si articola in cinque settori fondamentali: la narrativa contemporanea italiana e straniera, con particolare attenzione ai nuovi scrittori; i classici, raccolti nella collana “Letteratura universale Marsilio”, con testo a fronte e suddivisi in una decina di sezioni; la saggistica, articolata in diversi settori quali critica letteraria, architettura e urbanistica, storia, cinema, musica, arte, psicologia; i libri illustrati e i cataloghi d’arte; la collana dei tascabili, con una sezione specifica dedicata ai grandi testi classici universali. The editorial activity of Marsilio Editori consists of five fundamental sectors: contemporary Italian and foreign fiction, with particular attention to new writers; the classics, gathered in the collection “Letteratura universale Marsilio”, edited with translation and divided into ten sections; non-fiction, composed of several sectors such as literary criticism, architecture and city planning, history, cinema, music, art, psychology; illustrated books and art catalogues; collection of pocket-size editions, with a specific section dedicated to the great universal classical books. Conegliano. Campagna. Un edificio antico con mattoni a vista. Al suo interno sacchi di juta, un soppalco in legno e un’ironica casetta con tende alle finestre che serve da cucina per le pause caffè: l’ambiente del laboratorio di design e comunicazione riflette una filosofia unica in Italia nel coniugare estetica, contenuto ed etica. I clienti spaziano da Gitzo, Moto Guzzi e Tecnica Group, passando per Fairtrade Italia (commercio equo e solidale) ed Ecor (prodotti biologici). In ogni progetto si respira il messaggio di responsabilità riassunto nello slogan di Metalli Lindberg: “working for positive change”. Conegliano; the countryside; an ancient brick building. Inside, jute sacks, a wooden mezzanine and a funny small house functioning as a kitchen for coffee breaks. The design and communication lab’s environment reflects a unique philosophy in Italy, conjugating aesthetics, content and ethics. The lab’s clients range from Gitzo, Moto Guzzi and Tecnica Group, to Fairtrade Italia (fair trade) and Ecor (organic products). Each project conveys the message of responsibility summarised by the motto of Metalli Lindberg: “working for positive change”. Studio fondato da Luca Nichetto nel 2006 in collaborazione con alcune delle maggiori aziende italiane tra le quali Foscarini, Moroso, Kristalia, Salviati, Meritalia, Casamania by Frezza, dopo alcuni anni di attività svolti come libero professionista. Attualmente la società si occupa prevalentemente di Industrial Design e progettazione, ma offre design consultant per le aziende, presentandosi come una realtà giovane e dinamica all’interno della quale si collocano diverse figure professionali, che svolgono e completano le varie attività di competenza dello studio. The studio was founded by Luca Nichetto in 2006 after some years of experience as a selfemployed worker, in collaboration with some of the major Italian firms, such as Foscarini, Moroso, Kristalia, Salviati, Meritalia and Casamania by Frezza. At present the company deals mainly with industrial design and planning, but also provides firms with design consultancy, presenting itself as a young and dynamic group in which different professional figures tend to the studio’s various activities and competences. Opera in un territorio interstiziale tra arte e design, che si potrebbe definire concettuale, ma senza intellettualismi. Inizialmente formato da Diego Zanella, art director e designer, e Graziella Giacobbe, stylist e illustratrice, dal 2007 si unisce Ornella Rigato, direttore creativo dell’omonima agenzia di comunicazione ed esperta di food packaging. Il loro primo progetto è lo specchio Dorian, studiato per il concorso Transformer di Opos, Salone Internazionale del Mobile 2006, e nel 2007 vengono nuovamente selezionati da Opos per il concorso Vecchio/Old, con Wrinkle Bottle, progetto dedicato ai liquori di alto valore. The studio operates on the border between art and design, which could be defined as a conceptual territory, but void of intellectualism. Initially, it was formed by Diego Zanella, art director and designer, and Graziella Giacobbe, stylist and illustrator. In 2007, Ornella Rigato, creative director of the homonymous communication agency and expert in food packaging, joined the team. Their first project is the Dorian mirror, designed for the Transformer Opos 2006 competition at the Salone Internazionale del Mobile 2006, and in 2007 they have been selected again by Opos for the Vecchio/Old design competition with Wrinkle Bottle, a project about highly valuable liquors. 85

OPLA +

(OPerative Laboratory for the Arts and Architecture +) c/o T60 Associati Via Cavour, 34/3 30026 Portogruaro (VE) www.oplapiu.it

PB INTERIOR DESIGN

Gruppo di ricerca multimediale fondato nel 2000 dagli architetti Marco Pasian, Mauro Peloso e Giorgio Chiarello. Il gruppo produce idee, esplora diversi ambiti della comunicazione percettiva, dà vita a microarchitetture, progetta installazioni, realizza ambientazioni, eventi ed opere che inducono ad osservare ed interagire, che favoriscono riflessioni e suggeriscono diverse chiavi di lettura e nuovi punti di vista. Partecipa a rassegne e festival artistici di rilevanza nazionale e internazionale. OPLA is a multimedia research group founded in 2000 by the architects Marco Pasian, Mauro Peloso and Giorgio Chiarello. The team produces ideas, explores various aspects of perceptive communication, creates microarchitectural projects, designs installations, develops settings, events and works that stimulate observation and interaction, favour reflection and suggest different lines of interpretation and new viewpoints. It participates in national and international exhibitions and art festivals. Lo studio si occupa di design e progettazione d’interni, in particolare quelli commerciali e, con lo sviluppo di nuovi concept di vendita, anche di lavoro e di strutture alberghiere. Nell’intento di coprire tutti i campi di intervento che riguardano la consulenza nell’ambito del retail, un settore dello studio si sta occupando di attività di logistica e di pilotage per l’insediamento di strutture commerciali. The studio specialises in architectural and interior design, particularly commercial spaces, with the development of new selling concepts, office spaces and hotel buildings. In an effort to cover all fields of retail sales consulting, part of the studio is working on logistics and pilotage for the placement of commercial structures.

Santa Croce 1327 30135 Venezia www.pbinteriordesign.it

RETAIL DESIGN

Via delle Industrie, 27/2 30175 Marghera (VE) www.retaildesignweb.it

SIGNALETIC

Via Armistizio, 47/49 35142 Padova www.signaletic.it

STUDIO CAMUFFO

Cannaregio 4118 30131 Venezia www.studiocamuffo.com

STUDIO ORANGE

STUDIO C151 Via Tommasini, 5 31100 Treviso www.c151.com 86

Costituita da un team di giovani architetti, designers e artisti che, con passione, divertimento ed ironia, affrontano il tema dell’innovazione per conto di retailer nelle aree fashion, home, food, style. È un laboratorio di ricerca che si distingue come uno tra i poli di attività e di pensiero più avanzati, con l’obiettivo di proporre nuovi concept di prodotto, comunicazione e distribuzione. Tra i progetti realizzati, i nuovi “Concept Stores” di Coop Milano, Caractère di Verona e Palermo e Gas a Milano. Inoltre ha ideato l’immagine dei FIFA Shops Germany 2006, delle Librerie.Coop e i nuovi Concept Store Puma Red Label. Retail Design is formed by a team of young architects, designers and artists dealing with innovation with passion, fun and irony on behalf of retailers working in the fields of fashion, home, food and style. It is a research laboratory standing out as one of the most advanced centres of thinking and activity, aimed at offering new product, communication and distribution concepts. Among its completed projects are the new Coop ‘Concept Stores’ in Milan, Caractère store in Verona and Palermo, and Gas in Milan. Moreover, it conceived of the image of the FIFA Shops Germany 2006, the Coop book shops and the new Concept Stores Puma Red Label. Il gruppo di freelance, che costituisce questo contenitore, ne ha deciso il nome unendo il bisogno di cercare, trovare e fornire indicazioni, oggi più che mai indispensabili per orientarsi fra moltissime informazioni e ancor più agini, e l’esigenza di creare un sistema aperto, nelle varie direzioni, per rispondere a richieste precise e complete. Dentro a questa postazione/non postazione sono stipati molto accuratamente i disegni, i segni, le parole e i segnali che creano l’humus di questo piccolo laboratorio di idee. The freelance group forming this team decided its name combining the need to search, find and provide information, nowadays essential to orientate oneself in the midst of the massive amount of information and images available, and the necessity for an open system, working in many directions, to answer precise and complete demands. Inside this place/non-place are accurately arranged designs, signs, words and signals constituting the substratum of this small laboratory of ideas. Lo studio opera nelle diverse aree della comunicazione e della grafica, oltre a promuovere e progettare iniziative culturali, tra le quali i periodici Sugo. Scritture indecise e Venice is not sinking, e la recente mostra I love tourism. Giorgio Camuffo è direttore del Corso di Laurea Specialistica in comunicazioni visive e multimediali dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. The studio works in the diverse areas of communication and graphics, besides promoting and planning cultural initiatives, such as the periodicals Sugo. Scritture indecise and Venice is not sinking, and the recent exhibition “I love tourism”. Giorgio Camuffo is the head of the Visual and Multimedia Communication degree programme at the Istituto Universitario di Architettura in Venice. Tra i suoi clienti/among its clients are: Pitti Immagine, Benetton, Palazzo Grassi, Coin, Fabrica, Musei Civici Veneziani, Triennale di Milano, Colosseo Roma, Costa Crociere, Gas jeans, Fondazione Bevilacqua La Masa, Giorgio Armani, Deutsche Bank, Roberto Cavalli, Palazzo Reale di Milano and the Biennale di Venezia. Soffermare l’occhio su ciò che si muove sotto l’orizzonte o ai margini di ciò che si ritiene “prestigioso” è alla base del lavoro di Korji Yamaguchi e Fabrizio Urettini, insieme dal 2000. Dall’illustrazione al design di prodotto per i clienti: Havaianas, United Colors of Benetton, Mattel, Lotto sport Italia, About Blue, Iana, Glenfield, Dtlm e Joe taft, sono attivi nella ricerca con collaborazioni con enti culturali e Università (assistenti del professor Sergio Polano dello IUAV), tra i fondatori di designerblog e promotori di eventi ed iniziative, aventi per obbiettivo la diffusione delle comunicazioni visive in Italia. Looking carefully for what moves underneath the horizon or on the fringes of what is considered ‘prestigious’ is at the core of the work of Korji Yamaguchi and Fabrizio Urettini, practising together since 2000. From product illustration to product design for clients such as Havaianas, United Colors of Benetton, Mattel, Lotto sport Italia, About Blue, Iana, Glenfield, Dtlm and Joe taft, the two are active in the field of research with collaborations with cultural institutions and universities (assistants to professor Sergio Polano at IUAV Univesity in Venice). They are among the founders of Designerblog and usually involved in promoting events and initiatives aimed at spreading visual communication in Italy.

STUDIO TAPIRO

Dorsoduro 809 30123 Venezia

STUDIO X

www.stxdesign.com

STUDIOMAMA

Contrà San Marco, 10 36100 Vicenza www.studiomama.it

SUGO

www.sugomagazine.com

TANKBOYS

www.tankboys.biz

BARBARA UDERZO

Via Rivella 15 36051 Creazzo (VI) www.uderzo-designer.it

Enrico Camplani e Gianluigi Pescolderung, dal 1979 a Venezia con lo Studio Tapiro, sono architetti e graphic designer attivi negli ambiti della progettazione visuale: dall’immagine di corporate identity ai sistemi segnaletici, dall’exhibition design alla grafica d’ambiente e d’arredo, dall’immagine editoriale al manifesto e all’illustrazione d’autore. Insegnano allo IUAV di Venezia nelle Facoltà di Design e Arti, e di Architettura e i loro lavori sono stati esposti in importanti gallerie e musei tra cui il Design Museum di Londra, l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, la Ginza Graphic Gallery di Osaka, il Centre Georges Pompidou di Parigi. Enrico Camplani and Gianluigi Pescolderung, in Venice since 1979 with Studio Tapiro, are architects and graphic designers working in the field of visual design: from corporate identity image to signal systems, from exhibition design to environment graphics and graphics for furnishing, from editorial image to poster and author image. They are both teaching in the faculties of Design and Arts and of Architecture of IUAV University in Venice, and their works have been exhibited in important galleries and museums such as the Design Museum in London, the Istituto Italiano di Cultura in Mexico City, the Ginza Graphic Gallery in Osaka and the Centre Georges Pompidou in Paris. Lara Rettondini e Oscar Brito dal 1995 realizzano progetti concettuali che trascendono i tradizionali confini tra arte, design e architettura. Il critico approccio si basa su una costante analisi della cultura contemporanea: Sandwichman, Chinese Look, Omnia Mutantur, Valore Aggiunto e Milan, lavori esposti in mostre a livello internazionale. Nel 2000 hanno fondato STUDIO X DESIGN GROUP, team con il quale creano progetti innovativi e di forte impatto: come Mandaring, scelto da Mandarina Duck per le proprie boutiques, e Circuti Box, scelto dall’ICE per rappresentare l’Italia alla Tokyo Designer’s Week 2004. Since 1995, Lara Rettondini and Oscar Brito have been completing conceptual projects going beyond the traditional boundaries between art, design and architecture. Their critical approach is based on a constant analysis of contemporary culture. Their works Sandwichman, Chinese Look, Omnia Mutantur, Valore Aggiunto and Milan were all exhibited in international expositions. In 2000, they founded STUDIO X DESIGN GROUP, a team they create innovative and striking projects with, such as Mandaring, chosen by Mandarina Duck for its boutiques, and Circuti Box, chosen by the ICE (National Institute for Foreign Trade) to represent Italy at Tokyo Designer’s Week 2004. Professionalità e rigore progettuale si fondono alla creatività e all’inventiva. Studio Mama propone lavori di grafica e di video dove il fil rouge è sempre lo stile efficace, capace di parlare un linguaggio contemporaneo. Lo studio coinvolge professionisti provenienti da diverse discipline per offrire uno sguardo completo e intrigante. Tra i numerosi clienti Diesel, Salvagnini, Spidi, Arteven, Compagnia della Vela, Nazionale Italiana Cuochi, Collalto, Confartigianato. è partner ufficiale di Fuoribiennale Professionalism and rigorous planning are blended with creativity and cleverness. Studio Mama proposes graphic and video work where the main feature is always an incisive style, able to speak a contemporary language. The office involves freelancers who come from different fields in order to offer a complete and charming look. Among many clients there are Diesel, Salvagnini, Spidi, Arteven, Compagnia della Vela, Nazionale Italiana Cuochi, Collalto, Confartigianato. It is official partner of Fuoribiennale. Rivista unica nel panorama editoriale italiano, che guarda in modo nuovo il mondo della comunicazione, rielaborando e superando ogni tradizione: non si limita a un tema specifico, ad un’unica traiettoria artistica, ad una sola cultura, ad artisti già affermati, ma scopre nuovi talenti. È un mix calibrato di ingredienti che mantengono la loro identità, dando vita a un gusto sempre nuovo e inaspettato. Arti visive e grafica, web design, fotografia, illustrazione, arte contemporanea, video e industrial design. Sugo is a unique magazine in the Italian press landscape, looking at the world of communication in a new way, reworking and going beyond every traditional canon: it does not confine itself to a single subject, a single artistic guideline, a single culture, already renowned artists, but discovers new talents. It is a balanced mixture of ingredients, each of them maintaining its own identity, generating an ever new and unexpected taste: visual arts and graphics, web design, photography, illustration, contemporary art, video and industrial design. Crediamo nelle idee, ci fidiamo delle emozioni, creiamo solo per amore. Siamo nati nel 2005 a Venezia. Mettiamo in gioco tutti noi stessi per quello che facciamo. Personalità, fantasia, coraggio: elementi che la grafica moderna sembra aver dimenticato, preoccupandosi solo di produrre inquinamento visivo, deforestazione e clientele politiche. Siamo convinti che un’immagine possa ancora cambiare il mondo, sconcertare le persone, aiutarle a pensare. La nostra missione è che chiunque si fermi davanti a un nostro manifesto non si senta banale. We believe in ideas, we trust feelings, we create just for love. We were established in 2005 in Venice. We stake all of us in what we do. Personality, fantasy, braveness: elements that the modern graphic design seems to have forgot, worrying just about producing visual pollution, deforestation, political patronage. We firmly believe that an image could still change the world, shock people, helping them to think. Our mission is that anyone stopping in front of one of our posters will not feel itself banal. Vive e lavora a Creazzo (Vicenza). Ha esposto la sua produzione di gioielli e pezzi unici, risultato di sperimentazione e creatività, in importanti gallerie in Italia e all’estero come V&V di Vienna, Marjike Studio di Padova, o la Triennale di Milano. Lavora con aziende orafe come designer. Disegna nuove collezioni, crea i modelli e segue i processi della produzione fino alla realizzazione. Dal 1999 insegna alla “Scuola d’Arte e Mestieri” di Vicenza. She lives and works in Creazzo (Vicenza) She exhibits her jewellery, unique pieces and small production runs, the result of research and experimentation, in important jewellery galleries, such as “V&V” of Vienna (Austria) and “Marjike studio” of Padua (Italy). She works with some gold companies as a designer and model-maker; she designs new collections, creates models and follows up the production process, with specific experience in electroforming and lost-wax casting. Since 1999 she has taught “Wax modelling” at the “Scuola d’Arte e Mestieri” of Vicenza.

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UMBRELLA

Viale Felissent, 48 31100 Treviso www.umbrella.it

ROBERTO ZANON

Via Perazzolo, 1 35012 Camposampiero (PD) www.robertozanon.it

MARCO ZAVAGNO

Via della Pila, 40 30175 Marghera (VE) www.zaven.net

MARCO ZITO

Cannaregio 3841 30131 Venezia www.marcozito.com

Studio di comunicazione dal 1981, offre consulenza in relazioni esterne, ufficio stampa, media e design management alle imprese design oriented, oltre ad occuparsi di ambiente, paesaggio e architettura, con progetti di comunicazione per architetture, eventi e premi. Lo studio cerca di valorizzare la realtà culturale e imprenditoriale del Triveneto, area geografica in cui Umbrella è presente anche grazie al ruolo che Evelina Bazzo, co-fondatrice dello studio, ricopre all’interno del corso di laurea di Disegno Industriale, dove insegna, e nella delegazione NordEst dell’ADI come consigliere e responsabile dell’ADI Design Index. Since 1981 this communication Studio offers advice with regard to external relations, press office, media and design management to design-oriented companies, in addition to dealing with environment, landscape and architecture, to communication projects for pieces of architecture, events and awards. The Studio tries to give value to the cultural and entrepreneurial realty of the North East area, in which it is present also thanks to the role played by Evelina Bazzo, co-founder of the Studio, in the university degree course of Industrial Design, in which she teaches and in the North-East delegation of ADI. Architetto, insegna all’Università di Firenze, Padova e Venezia ed è professore di Design all’Accademia di Belle Arti di Carrara. È stato visiting professor presso alcune Università asiatiche (Bangalore, Pune, Hong Kong, Bangkok, Doha), in Colombia (Cali) e in Portogallo (Lisbona e Porto). Scrive di design e allestimento per alcune riviste italiane ed estere e ha un proprio studio di progettazione (interni, allestimenti ed oggetti) in collaborazione con Wagner e Associati. Zanon is an architect teaching at the University of Florence, Padua and Venice, and a professor of design at the Accademia di Belle Arti of Carrara. He was a visiting professor at some Asian universities (Bangalore, Pune, Hong Kong, Bangkok, Doha), in Colombia (Cali) and in Portugal (Lisbon and Porto). He writes on design and display for Italian and foreign publications and he manages his own design studio (interiors, displays and objects) in collaboration with Wagner e Associati. Triestino, nel 2000 consegue la laurea in Disegno Industriale allo IUAV. Dopo un’esperienza a Fabrica, nel 2003 è a Barcellona, allo studio Lagranja. Tornato in Italia, lavora a progetti di comunicazione e design con aziende quali Benetton, Diadora, Diesel e Curvet Ambienti. Nel 2007 è presente alla mostra curata da Andrea Branzi, “The New Italian Design”, alla Triennale di Milano. Il suo progetto CADmeo, inoltre, è tra le opere selezionate nel concorso organizzato da Opos, in mostra al Salone del Mobile. Recentemente ha aperto il suo studio a Marghera (Ve). Born in Trieste, he graduated in Industrial Design from IUAV University in Venice in 2000. After work experience with Fabrica, in 2003 he moved to Barcelona working for the Lagranja studio. Back in Italy, he works on communication and design projects with firms such as Benetton, Diadora, Diesel and Curvet Ambienti. In 2007, he has participated in the exhibition “The New Italian Design” (exhibition curator Andrea Branzi) at the Triennale di Milano. His project, CADmeo, is among the works selected by Opos to be exhibited at the Salone del Mobile. He recently opened his own studio in Marghera (Venice). Laureato nel 1994 con Vittorio Gregotti allo IUAV di Venezia, dal 1996 è docente presso la Facoltà di Design e Arti e vice-direttore del Corso di Laurea in Disegno Industriale, oltre ad aver svolto attività d’insegnamento presso il centro di Disegno Industriale di Montevideo (Uruguay). Nel 2004, 2005 e 2007 ha ricevuto premi per le lampade prodotte da Viabizzuno. In quest’ultimo anno ha esposto alla collezione permanente del design della Triennale di Milano. Il suo studio, con sede a Venezia, si occupa di disegno del prodotto, allestimenti e architettura. Zito graduated from IUAV University in Venice in 1994 with Vittorio Gregotti, and since 1996 he has been teaching at the university’s Faculty of Design and Arts, besides being the vice-head of the Industrial Design degree programme. He has also taught at the Industrial Design centre in Montevideo (Uruguay). In 2004, 2005 and 2007, he won prizes for lamps produced by Viabizzuno. In the last year, he has exhibited his works at the permanent design collection of the Triennale di Milano. His studio, located in Venice, deals with product design, display and architecture, and collaborates with Agape, Salviati, IUCI, Olivetti, Maxid, Horm, Deltacalor and Coin casa.

CENTRI Di RICERCA / research centers

CIBIC WORKSHOP

Villa Pasini Via Roma, 4 36057 Arcugnano (VI) www.cibicworkshop.com

FABRICA

Via Ferrarezza 31020 Catena di Villorba (TV) www.fabrica.it 88

Nella villa palladiana Pasini, nella campagna vicentina, il designer Aldo Cibic ha avviato “Cibic Workshop”: centro di ricerca di Cibic & Partners, una community creativa di giovani designer con l’intento di creare una fondazione per la ricerca sul design strategico, diventando il catalizzatore di processi per la trasformazione del territorio e delle relazioni sociali. Il design come strumento per la pubblica amministrazione, per il tessuto produttivo locale e tutti gli attori che agiscono per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. In the Palladian villa Pasini, in Vicenza’s countryside, designer Aldo Cibic has established “Cibic Workshop”, the research centre of Cibic & Partners. It is a creative community of young designers with the objective of financing a foundation for strategic design research, which has to become the catalyst for a number of processes for the transformation of the territory and social relations. Design is conceived as an instrument for public administration, local productive agents and all agents working for innovation and sustainable development. Nato nel 1994 è il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton. Con il restauro del complesso architettonico nei pressi di Treviso, a cura dell’architetto giapponese Tadao Ando, si propone come polo multiculturale internazionale, dove la sfida è quella dell’innovazione e dell’internazionalità: modo per coniugare cultura e industria, attraverso la comunicazione che si affida non più solo alle forme pubblicitarie consuete, ma veicola la “cultura industriale” e “l’intelligenza” dell’impresa attraverso altri mezzi: il design, la musica, il cinema, la fotografia, i prodotti editoriali e internet. Born in 1994, it is the communication research centre of the Benetton Group. With the restoration of the architectural complex near Treviso by Japanese architect Tadao Ando, Fabrica proposes itself as an international multicultural centre. The main challenges are innovation and internationality: a way to conjugate culture and industry through communication, relying not just on the ordinary advertising forms, but conveying the ‘industrial culture’, the business ‘intelligence’, also through other means: design, music, cinema, photography, print products and the Internet.

LE SCUOLE / Schools

IED ISTITUTO EUROPEO DESIGN Isola della Certosa 30100 Venezia www.ied.it

IUAV DISEGNO INDUSTRIALE

www.iuav.it/designearti

IUAV CORSI DI FOTOGRAFIA E CULTURA VISIVA FSE Dorsoduro 2196 30123 Venezia www.iuav.it

SCUOLA INTERNAZIONALE DI GRAFICA DI VENEZIA Calle seconda del Cristo Cannaregio 1798 30121 Venezia www.scuolagrafica.it

A quarant’anni dalla sua fondazione e dopo le sedi di Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona e San Paolo, apre una nuova sede a Venezia. L’obiettivo è quello di porsi come punto di riferimento per ogni forma d’innovazione in ambito formativo e culturale. I percorsi didattici si legano al mondo della nautica, dell’artigianato in vetro, del cinema, della moda e dell’arte affrontati con un approccio strategico che si affianca agli aspetti più strettamente manifatturieri. Lo IED organizza Master, Corsi di Formazione Avanzata, Workshop e Seminari che si rivolgono a un target internazionale eterogeneo. Forty years on from its foundation and after opening branches in Milan, Rome, Turin, Madrid, Barcelona and San Paolo, Istituto Europeo di Design has opened a new branch in Venice, on Isola della Certosa. The new IED branch aims to become a reference point for all forms of educational and cultural innovation. Courses are linked to the world of sailing, glass making, cinema, fashion and art, and are all tackled by means of a strategic approach flanked by more strictly practical manufacturing aspects. IED Venezia organizes Masters, Advanced Education Courses, Workshops and Seminars targeted at a diverse range of international users. La Laurea triennale prepara figure professionali per imprese di produzione o di servizio, pubbliche e private, con competenze nel campo del progetto, dell’analisi e della valutazione dei prodotti. La Laurea specialistica fornisce un alto profilo professionale e culturale, sia progettuale che analitico, sia teorico che critico, consentendo l’esercizio della libera professione o l’inserimento all’interno di organizzazioni professionali, l’impiego nelle imprese manifatturiere e di servizi. Il dottorato di ricerca offre un’ulteriore possibilità di proseguire la formazione a un livello di elevata qualificazione scientifica. The three-year degree aims at developing professional figures for production or service companies, public and private, competent in the fields of product design, analysis and evaluation. The two-year specialisation degree provides a high professional and cultural profile in design and analysis, theory and practice, allowing the graduate to practise the profession as a self-employed person or to work in professional organisations, manufacturing firms and service companies. The PhD offers a further opportunity to continue education for a high-level scientific qualification. Corsi sono finalizzati a fornire agli studenti le conoscenze utili alla progettazione, realizzazione ed utilizzo di riprese fotografiche volte alla rappresentazione dell’architettura, del paesaggio contemporaneo e dell’ambiente urbano. La figura professionale è quella di un tecnico specializzato nella documentazione fotografica dell’ambiente costruito, in grado di interagire produttivamente con altre professionalità nel campo dell’editoria, degli studi professionali di architettura e urbanistica, degli enti pubblici preposti alla gestione del territorio, delle istituzioni culturali interessate alla rappresentazione del paesaggio. Courses aimed at providing students with the necessary knowledge about the design, creation and use of exposures representing architecture, contemporary landscape and urban environment. The professional figure which results is that of technician specialised in photographic documentation of the built environment, capable of productively interacting with other professional figures belonging to the publishing business, architecture and urban planning studios, public bodies managing the territory and cultural institutions interested in landscape representation. Fondata nel 1969 da un gruppo di artisti-stampatori, la scuola è diventata in poco tempo un centro riconosciuto a livello internazionale per la stampa d’arte, sia tradizionale che sperimentale, frequentata da artisti indipendenti che lavorano fianco a fianco con gli studenti. Nel 2001 sono stati inaugurati i nuovi spazi di San Marcuola, 1000 mq di laboratori e stamperie. La sede ha una galleria, “Il Sotoportego”, dove in questi anni hanno esposto artisti di fama mondiale quali l’americano Michael Mazur ed il britannico Christopher Le Brun. Founded in 1969 by a group of artists-printers, the school has become in a short time, an internationally recognised centre for artistic print, both traditional and experimental, visited by independent artists working together with the students. In 2001, the new spaces of San Marcuola were inaugurated -1000 square metres of laboratories and printing-houses. The place has a gallery, “Il Sotoportego”, where in recent years the works of many world-famous artists such as American artist Michael Mazur and British painter and print-maker Christopher Le Brun have been exhibited .

SCUOLA ITALIANA DESIGN

Nata nel 1991 con la specializzazione in Design Industriale, oggi la scuola risponde alle nuove esigenze delle aziende, ampliando il suo progetto didattico caratterizzato da: un Corso biennale di Design Creativo, per acquisire le tecniche più moderne di creatività, una formazione culturale di base, un metodo di ricerca e di progettazione, oltre all’uso dei linguaggi espressivi nelle aree specifiche del concept, product, packaging, visual, web design; e un Master annuale di Design Creativo con lo sviluppo di progetti sui temi assegnati dalle aziende che partecipano all’attività didattica dell’Istituto. Scuola Italiana Design was founded in 1991 with an Industrial Design specialisation programme, to promote the aesthetic, technical and functional study and design of objects created in small, medium or large-scale production. Today, “Scuola Italiana Design” Corso Stati Uniti, 14 has widened and enriched its didactic offer to effectively respond to the present needs of 35127 Z.I. Padova www.scuolaitalianadesign.com companies, placing itself at the forefront of advanced education.

VENICE INTERNATIONAL UNIVERSITY

Isola di San Servolo 30100 Venezia www.univiu.org

VIU è un consorzio internazionale d’istruzione superiore e di ricerca che ha sede sull’isola di San Servolo a Venezia. Fondata nel 1995, sul campus veneziano si è creata una comunità internazionale dove docenti, ricercatori e studenti si confrontano in un ambiente giovane e dinamico sui temi comuni ai programmi nei campi didattici pre-laurea, post-laurea e di ricerca. Le attività di VIU sono focalizzate sui temi della competitività, dell’ambiente e della sussidiarietà, attraverso percorsi di formazione innovativi e di ricerca applicata. Venice International University is an international center of higher education and research which was founded in 1995. On its campus on the Island of San Servolo in Venice, Italy, a community of international professors, researchers and students come together in a young and dynamic environment where they engage in topics common to the undergraduate, graduate and research programs. The shared aims of the members focus the activities of VIU on the themes of competitiveness, the environment and subsidiarity through innovative forms of education and applied research. 89

La moda svolge ormai da alcuni anni, in particolare dagli anni Settanta a oggi, un ruolo crescente e centrale non solo nella cultura quotidiana del consumo ma anche nella cultura contemporanea. Un ruolo quindi, non solo, e non tanto economico, ma propriamente sociale e culturale. Le immagini della moda riescono oggi meglio di ogni altro strumento a narrarci il nostro presente, attraverso gli abiti si raccontano non solo il susseguirsi delle tendenze e degli stili ma anche le vicende, la cultura, l’arte, il gusto, i cambiamenti sociali e politici. Forte di una leggibilità universale, di una democraticità visiva che valica le frontiere stabilite dalle lingue e dai background culturali. E succede spesso, adesso sempre di più, che territori, regioni si raccontino, mettano in scena eccellenza, ricerca e molto altro attraverso le aziende della moda che costellano il territorio. Succede allora che il Veneto, regione operosa e tranquilla spostata rispetto all’asse forte e compatto fatto da quelle città Milano, Firenze, Roma che scandiscono i calendari del fashion system con fiere, sfilate e con la presenza degli stilisti, si riveli a uno sguardo più attento il posto dove la moda italiana oggi, riesce a essere competitiva e all’avanguardia, grazie a quel mix eccezionale possibile solo in Italia fatto da idee, ricerca, innovazione messe alla prova da sapienza artigianale e industria innovativa. La filiera integrata è considerata una caratteristica del made in Italy e uno dei punti di forza su cui si basa la fortuna della moda italiana. I distretti sono gli alimenti che consentono la realizzazione di una filiera tessile verticale, cioè il controllo dell’intero processo che conduce al prodotto. I distretti produttivi sono quindi l’elemento più antico del sistema moda italiano, legati alla storia e alla peculiarità geografica italiana, frutto di una tradizione tessile pre-industriale diffusa sul territorio che sussiste, con cambiamenti ed evoluzioni anche oggi. Zone di produzione economica e culturale in cui si integrano, ma anche si scontrano aspetti di tradizione e modernità. Il sistema moda Italia soffre, fermo a difendere una idea di “made in Italy” sorpassato e obsoleto, immobile a esaltare un sistema che, definitosi negli anni Ottanta, oggi non esiste più. Brilla, allora in questa situazione il caso Veneto che, dopo un periodo critico, ha trovato, nel suo ricco e diversificato sistema territoriale fatto da industrie, aziende, ma anche da creativi, scuole, centri di cultura, tenuti insieme da istituzioni illuminate e presidenti competenti, la forza non solo, di essere protagonista, ma anche la capacità, proprio perché eccentrica, di immaginare e agire i futuri scenari della moda. Fashion has been playing, particularly since the 70s, a central and ever-growing role, not only in daily life, but also in contemporary culture, acquiring a value which is most of all social and cultural and less economic. Today, the images of fashion are the best existing tool able to tell about our lives. The clothes can tell us, not only the change in trends and styles, but also in events, culture, art and taste, society and politics. The strong point of fashion is its universal quality, the democracy of its vision which is able to go beyond the language limitations and different cultural backgrounds. Now more than ever, territories and regions tell about themselves, their excellence and research, through the fashion companies which crowd the area. Veneto is a quiet and hardworking region, away from the strong axis which connects such cities as Milan, Florence and Rome. And while the latter keep the fashion system calendar busy with shows, events and the presence of designers themselves, Veneto, if you look more carefully, is the place where Italian fashion today is able to be competitive and on the forefront of ideas, research and innovation, where handmade wisdom and new technologies meet, thanks to an exceptional mix, typically Italian. The integrated chain is considered to be a feature of the so-called “Made in Italy” label and a cornerstone of the success of Italian fashion. The districts are the elements which allow a vertical textile chain, that is control over the whole process which leads to the manufactured product. The productive districts are therefore the most ancient element of the Italian fashion system: their origins go back to the history and to the specific geography of the country, born out of a pre-industrial textile tradition which was spread in the territory and which is still now existing, in an evolved form. There are areas of economic and cultural production where tradition and modernity can melt, but also clash against each other. The Italian fashion world is suffering from defending the “Made in Italy” idea which is now outpaced and obsolete, unable to give new life to a world which was cutting edge in the eighties, but now not relevant anymore. The case of Veneto shines through such a dim situation: after a difficult time, Veneto found strength in its rich and diverse territorial system made not only of factories and companies, but also of creative powers, schools, cultural centres held together by enlightened and competent institutions and managers. Such elements gave Veneto not only the power to become the protagonist, but also unique and eccentric tools to imagine and predict future scenarios in the fashion business. Maria Luisa Frisa Direttore Corso di laurea in design della moda Università Iuav di Venezia 90

moda / fashion > 91

BELFE

Via Roma, 28 36063 Marostica (VI) www.belfe.com

BENETTON

Villa Minelli 31050 Ponzano (TV) www.benetton.it

BONOTTO

Via dell’Artigianato, 39 36060 Molvena (VI)

BYBLOS

Francesco Festa e Pasquale Belloni fondano la Belfe nel 1920: un’azienda specializzata in semilavorati in paglia e capi impermealizzati. A partire dagli anni ‘50 rivoluziona il mercato con l’introduzione del primo filo di nylon e da qui una serie di successi: nel 1954 Lino Lacedelli, il primo uomo a conquistare il K2, indossa un equipaggiamento firmato Belfe, mentre, nel corso del decennio, il debutto delle prime collezioni da sci, insieme all’intuizione dell’affinità elettiva tra le dimensioni active e leisure dell’abbigliamento, che connotano ulteriormente l’identità del marchio, dando il via alla sua espansione internazionale. Francesco Festa and Pasquale Belloni established Belfe in 1920: a company specialised in semiprocessed straw items and waterproof garments. In the fifties it brought about a radical change in the market introducing the first nylon yarn and since then a series of uninterrupted successes have taken place: in 1954 Lino Lacedelli, the first man to conquer K2, wore an outfit designed by Belfe. Over the next ten years, the company launched its first ski collections and sensed the elective affinity between the active and the leisure features of garments – which helped to further consolidate the brand, paving the way for its international expansion. Oggi il Gruppo Benetton è presente in 120 Paesi del mondo. Il suo core business è l’abbigliamento: il gruppo ha una consolidata identità italiana di stile, qualità e passione, che si riflettono nei marchi United Colors of Benetton, casual, Sisley, più orientato al fashion, Playlife, abbigliamento per il tempo libero, e Killer Loop, streetwear. L’azienda ha una produzione totale di circa 130 milioni di capi l’anno. La rete commerciale di 5.000 negozi moderni nel mondo offre ai clienti servizi di alta qualità e genera un fatturato totale di oltre 1,9 miliardi di euro. Today the Benetton group is present in 120 countries in the world. Its core business is clothing: the group has a well-established Italian identity of style, quality and passion, all reflected in the brands United Colors of Benetton, casual, Sisley, more fashion oriented, Playlife, leisure time clothing, and Killer Loop, streetwear. The company has a total production of about 130 million items per year. The commercial network composed by 5,000 modern shops in the world offers its customers high quality services and generates a total income of over 1.9 billion euros. L’azienda nasce nel 1902 producendo cappelli di paglia divenuti celebri nel mondo: il più famoso è la “paglietta” indossata da Hemingway. Oggi l’azienda è un gruppo industriale che produce tessuti nel rispetto della tradizione tessile, ricercando e salvaguardando antiche abilità artigianali locali supportandole con innovazioni tecnologiche e moderne strategie di mercato. Il suo scopo è quello di dare ai prodotti identità e memoria storica, valorizzando antichi processi industriali “lenti” che la logica della moderna industria ha appiattito nel nome della produttività e della ricerca del maggior profitto. The company was established in 1902 producing straw hats, which have become famous in the world: the most famous one is that which was worn by Hemingway. Today the firm is an industrial group that manufactures textiles according to tradition, searching and safeguarding ancient and local craftsmanship, supporting it with technological innovations and modern market strategies. Its aim is to give the products an identity and historical significance, giving value to the ancient “slow” manufacturing processes which have been replaced by modern industry logic in the name of productivity and research for maximum gain. Marchio storico dall’anima giovane e contemporanea che si esprime attraverso prodotti sofisticati e trendy caratterizzati da stampe glamour, l’uso innovativo del patchwork, la vestibilità, l’appeal e i dettagli originali che rappresentano il cuore del mondo Byblos. Le collezioni hanno forti riferimenti ed ispirazioni stilistiche che provengono dal mondo dell’arte, del design e dell’architettura contemporanea. Byblos is a historical brand with a young and contemporary spirit. It is represented through sophisticated and trendy products characterized by glamorous prints, an innovative use of patchwork, wearability, appeal and essential details which reflect the Byblos world. The collections have strong stylistic references and inspiration which come from Art, Design and Contemporary Architecture.

Swinger International Via Festara Vecchia, 44 37012 Bussolengo (VR) www.byblos.it

RENE’ FERNANDO CAOVILLA

Via Paradisi, 1 30032 Fiesso d’Artico (VE) www.caovilla.com 92

Situata nella Riviera del Brenta l’azienda-atelier produce calzature ‘Renè Caovilla’. Nel laboratorio artistico nascono collezioni-gioiello di calzature eleganti, realizzate con materiali pregiati e tecniche di alto artigianato. La distribuzione è controllata nei pochi e selezionati punti vendita nel mondo, per garantire l’esclusività e l’eccellenza qualitativa. In un’ala della sede principale, una villa settecentesca, verrà inaugurato il museo storico dell’azienda, che ospita l’archivio della maison dagli anni quaranta ad oggi, con più di tremila creazioni Caovilla. Located in the riviera of the river Brenta, Renè Caovilla footwear is produced in its atelier-company. The elegant shoes are jewels born in the artistic workshop, made with precious materials and sophisticated hand-craft techniques. The distribution is controlled through a few but selected outlets in the world, in order to guarantee exclusivity and quality excellence. In a wing of the headquarters – a 18th century villa – a historical museum of the company will be opened, containing the archive of the maison from the forties up to the present, with over 3,000 Cavilla creations.

COBRA BOTTONI

Viale Regione Veneto, 3 35127 Padova www.cobrax.com

DAINESE

Dal 1977 il suo fondatore, Riccardo Candotti, ha ideato e brevettato tutte le migliori innovazioni nel campo dei bottoni jeans e degli automatici sempre rigorosamente ‘made in Italy’. Cobra sa coniugare tecnologia e design, intuizione delle tendenze e gusto per le finiture più ricercate. Dal 2000 ad oggi la forza lavoro è più che raddoppiata e gli investimenti in impianti hanno superato i 12 milioni di euro. Inoltre ha avviato con Capitalia l’aggregazione di altre aziende nel settore degli accessori d’alta gamma, con cui condivide la passione ed un innato talento per la perfezione. Since 1977 its founder, Riccardo Candotti, has invented and patented all the best innovations in the jeans button and snap fastener field – always strictly “made in Italy”. Cobra knows how to unite technology and design, intuition for the trends and taste for the most refined finishes. Since 2000, the labour force has more than doubled and the plant investments have earned over 12 million euros. Moreover it has started the aggregation of other companies in the high-level accessories with Capitalia, with whom it shares the same passion and innate talent for perfection.

“Proteggere l’uomo dalla testa ai piedi nella pratica di sport dinamici” è l’obiettivo per cui Dainese è stata fondata nel 1972. Si deve a Dainese l’invenzione del primo paraschiena o la riproposizione di prodotti tradizionali in chiave tecnologica e innovativa. Questo modo di apprendere e di progettare ha permesso all’azienda di trasferire trasversalmente le proprie tecnologie anche ad altri sport, che necessitano ugualmente di protezione: sci, snowboard, mountain bike e sport acquatici, e per il futuro l’equitazione. “Head-to-toe protection for people who engage in dynamic sports”: this is the aim for which Dainese was founded in 1972. One of its achievements is the invention of the first back guard. It combines traditional products with technology and innovation. This way of learning and designing has allowed the company to cross-transfer its technologies to other sports which need protection as well: skiing, snowboard, mountain biking and acquatic sports, and for the future horse-riding.

Via dell’Artigianato, 35 36060 Molvena (VI) www.dainese.com

DIADORA

Via Montello, 80 31031 Caerano San Marco (TV) www.diadora.it

DIESEL

Via dell’Industria, 7 36060 Molvena (VI) www.diesel.com

FORALL PAL ZILERI

Da oltre 50 anni si concentra su sport quali: tennis, calcio, running, ciclismo e rugby, ma non rinuncia al valore evocativo del proprio marchio con la linea Heritage e all’alta gamma di D.lux: due collezioni moda che si distinguono in qualità, attenzione ai dettagli ed uso di materiali innovativi. Diadora è presente nel mercato mondiale dell’abbigliamento sportivo grazie anche al prestigio dei suoi testimonials, tra cui spiccano Totti, Inzaghi e Mancini per il calcio, Damiano Cunego e Alejandro Valverde per ciclismo, Ivan Ljubicic nel Tennis e Marco Bortolami per il rugby. For over 50 years it has been focusing on sports like soccer, running, cycling and rugby, but it has not given up the evocative value of its brand with the “Heritage” line and its top of the range “D.lux” line: two fashion collections which have distinguished themselves in terms of quality, attention to detail and use of innovative materials. Diadora is in the worldwide sportswear market also because of the prestige of its testimonials: among whom we find Totti, Inzaghi and Mancini (soccer), Damiano Cunego and Alejandro Valverde (cycling), Ivan Ljubicic (tennis) and Marco Bortolami (rugby). Brand internazionale che, da pioniere del denim, è diventato sinonimo di “premium casual”. La filosofia del gruppo rimane la stessa di quando Renzo Rosso la fondò nel 1978: uno stile di vita fatto di passione, imprevedibilità e totale libertà creativa. Il colorato gruppo metropolitano che compone il “Diesel planet” condivide una passione per l’avventura e la sperimentazione in ogni campo, dalle collezioni alla comunicazione, dal design ai progetti speciali. Diesel è presente in più di 80 nazioni, con 5000 punti vendita che includono oltre 300 negozi monomarca, e oltre 15 filiali in Europa, Asia ed Americhe. An international brand which, as the pioneer of denim, has become synonymous with “premium casual”. The group philosophy has remained the same since Renzo Rosso founded it in 1978: a lifestyle made of passion, unpredictability and total creative freedom. The colourful metropolitan group which composes the “Diesel Planet” shares a passion for adventure and experimentation in all types of fields, from collections to communication, from design to special projects. Diesel is present in more than 80 countries, with 5,000 outlets including over 300 single-brand shops and over 15 branches in Europe, Asia and the Americas. Il classico per il Gruppo Forall Pal Zileri è un ideale di eleganza, ma anche una strategia di mercato. Aggiornare questo stile per mantenerlo legato ai tempi evitando però di snaturarne i canoni è la mission che persegue da sempre il marchio. Da 35 anni l’azienda produce capospalla maschile sposando una moderna logica produttiva con una grande attenzione alla qualità. Numeri, velocità, servizio, forza commerciale sono quelli di un’azienda internazionale da tempo proiettata su scala globale. Classic is, according to the Forall Pal Zileri group, a model for elegance, but a market strategy as well. The brand has always focused on its mission of keeping its style updated its style without altering its values. The company has been producing coats for men for 35 years, combining a modern production logic with a great attention to quality. The figures, the rapidity, the service and the commercial power are those of an international company which has been globally oriented for a long time.

Via Fabio Filzi, 34 36050 Quinto Vicentino (VI) www.palzileri.com 93

FRANKLIN & MARSHALL

Nel 1999 Andrea Pensiero e Giuseppe Albarelli fondano la Franklin & Marshall, dal nome di uno dei più antichi e rinomati college americani, che nel giro di pochi anni, grazie all’originalità del prodotto e all’attenta politica produttiva/distributiva, riesce ad imporsi in un primo momento in Italia e successivamente in tutti gli altri paesi europei. Da due anni risulta presente anche in Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giappone, Russia e Turchia distribuendo direttamente nei migliori negozi. In 1999, Andrea Pensiero and Giuseppe Albarelli founded “Franklin & Marshall” company, taking the name from the most renowned and the most ancient American college. In a few years, thanks to the originality of the product and the attentive production/distribution policy, it has been able to impose itself on the market, firstly in Italy and later in all the other European countries. Two years ago, it also reached Australia, New Zealand, Canada, Japan, Russia and Turkey, directly distributing in the best shops.

Via Segheria, 1/h 37033 Montorio (VR) www.franklinandmarshall.com

FUTURENET

futurenet|group disegna, produce e distribuisce un portfolio di brand high profile (Raf Simons, Raf by Raf Simons, Evisu, Superfine, Maria Cornejo, HTC, Rogan, Loomstate, Dyed Pretty). è a oggi una realtà stratificata e in continua evoluzione. «Il successo sta nell’aver unito da subito la creatività concettuale a un reale servizio di marketing, così da risolvere i problemi di brands dal forte appeal ma in fase di start up. Una sfida esaltante, l’esempio principe della nostra filosofia: think global, act local». Futurenet|group draws, produces and distributes a portfolio of high profile brands (Raf Simons, Raf by Raf Simons, Evisu, Superfine, Maria Cornejo, HTC, Rogan, Loomstate, Dyed Pretty). Today it is a business which is layered and constantly evolving. “We have succeeded in putting together conceptual creativity with a real marketing service; in this way we have solved problems of brands with a strong appeal but in the start-up phase. This is an exciting match and our philosophy is: think global, act local”.

Via del Lavoro 6 30031 Arino di Dolo (VE) www.futurenet.co.it

GAS

GROTTO S.P.A. Via Ponte dei Granatieri, 4 36010 Chiuppano (VI) www.gasjeans.com

GEOX

Via Feltrina Centro, 16 31030 Biadene di Montebelluna (TV) www.geox.com

MAURO GRIFONI

MANILA Via Monte Zebio, 23 36030 Caldogno (VI) www.maurogrifoni.com 94

Creatività, innovazione, design unite ad alti standard qualitativi sono le costanti del prodotto Gas. Il total look Gas rappresenta il jeans nella sua evoluzione, da elemento di rottura e ribellione nell’abbigliamento giovanile ad un prodotto sartoriale e artigianale che lo ha condotto nelle passerelle del fashion business. Il marchio, fondato da Claudio Grotto nei primi anni ‘70, è caratterizzato da un’identità definita, da un’inesauribile ricerca, da uno spirito imprenditoriale e da una costante osservazione delle esigenze del consumatore e delle tendenze della moda che sono state definite con il neologismo Essensual. Creativity, innovation, design with high quality standards are the constant elements of Gas products. The total look of Gas involves jeans and its evolution over time, from the rebellious element in clothes for the young to a sartorial and handcrafted product, which has led it to the runways of the fashion business. Founded by Claudio Grotto in the early seventies, the brand is characterised by a defined identity, inexhaustible research, entrepreneural style and constant observation of client demands and fashion tendencies, which have been defined Essensual. Fondato all’inizio degli anni ’90 dall’imprenditore trevigiano Mario Moretti Polegato, è uno dei gruppi del settore moda più conosciuto e affermato a livello nazionale ed internazionale per la celebre “scarpa che respira”. Attivo nella produzione di calzature ed abbigliamento con l’attenzione alla traspirazione e al benessere del corpo, resi possibili grazie alle innovative soluzioni tecnologiche messe a punto nel corso degli anni. Presente in 68 paesi con 10.000 negozi multimarca ed oltre 500 punti vendita Geox Shop, il gruppo di Montebelluna vanta nel 2006 della produzione di 16 milioni di paia di scarpe. Founded at the beginning of the nineties, Geox is one of the most known and established groups in the fashion sector, both internationally and nationally, because of its famous “breathing shoe”. Now it is active in the production of footwear and clothing with attention to transpiration and body wellness, which is possible through the innovative technologies invented over the years. Present in 68 countries with 10,000 multi-brand outlets and over 500 “Geox shop” outlets, the group from Montebelluna had a production of 16 million pairs of shoes in 2006. Il marchio nasce nel 1992 con un piccolo laboratorio di camiceria artigianale. Motore dell’impresa un’ossessiva ricerca di perfezione unita all’amore per il fatto a mano, riletto con occhio e sensibilità contemporanei. Dalle camicie agli abiti sartoriali e poi al total look, il passo è breve: creare una collezione dal carattere deciso, ma assolutamente sottotono, al riparo da formule plateali e massificate; un guardaroba eclettico, sofisticato e metropolitano, realizzato con tessuti esclusivi e dalle finiture impeccabili. The brand was established in 1992 as a small handcrafted shirts workshop. The engine of the firm is an obsessive research of perfection, combined with a love for handcrafting, interpreted with a contemporary look and sensibility. It does not take long to go from shirts to tailored garments and then to the total look: creating a collection of strong character, but absolutely understated, away from blatant and standard cliché; an eclectic, sophisticated and metropolitan wardrobe, made of exclusive fabrics and impeccable finishes.

HYDROGEN

Giovane azienda di Padova nata nel 2003, reinventa lo sportswear di lusso in Italia creando capi “cult” alternativi e divertenti, rivolti a un pubblico selettivo. Suo punto di forza è l’aver saputo intraprendere un percorso originale allontanandosi dal concetto comune di moda. Fin dagli esordi propone, oltre al proprio marchio, operazioni di co-branding ad aziende italiane prestigiose estranee al settore (inizialmente FIAT, oggi MV Agusta, Lamborghini, Wally, Big Babol, Morositas, Chupa Chups, Emanuele Filiberto di Savoia). Young company from Padua, established in 2003, it reinvents luxury sportswear in Italy creating alternative and funny “cult” items, meant for a selective clientele. Its point of strength has been its ability to follow an original path, getting away from the common concept of fashion. Since its debut it has been proposing, in addition to its own brand, co-branding projects with prestigious Italian firms totally out of the clothing sector (initially FIAT, nowadays MV Agusta, Lamborghini, Wally, Big Babol, Morositas, Chupa Chups, Emanuele Filiberto di Savoia).

Via della Provvidenza, 9 35030 Sarmeola di Rubano (PD) www.hydrogenjeans.com

LOTTO SPORT ITALIA

Via Montebelluna, 5/7 31040 Trevignano (TV) www.lottosport.com

LUXOTTICA GROUP

Via Valcozzena, 10 32021 Agordo (BL) www.luxottica.it

Malìparmi

Via Saccardo, 4 35123 Padova www.maliparmi.it

MARCO BICEGO

Via del Lavoro, 31 36070 Trissino (VI) www.marcobicego.com

Fondata nel 1973, Lotto Sport Italia è un’azienda italiana che produce e distribuisce calzature, abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino, per il calcio, il calcetto, running, tennis, oltre a modelli dedicati al tempo libero. A marchio Lotto vengono, inoltre, prodotte e distribuite, intimo sportivo, calze, cartotecnica e cosmesi. Lotto oggi distribuisce i propri prodotti in 80 Paesi ed è presente nel mondo del calcio e del tennis con importanti sponsorizzazioni, come il campione del Mondo, Luca Toni e il numero 16 della classifica ATP, David Ferrer. Founded in 1973, Lotto Sport Italia is an Italian firm producing and distributing footwear, clothing and accessories for men, women and children, for soccer, five-aside football, running, tennis in addition to other models for leisure time. Under the Lotto brand, sports underwear, socks, cosmetics, paper and cardboard products are also produced and commercialised. Today Lotto distributes its products in 80 countries and it is present in the world of soccer and tennis with important sponsorships, such as the world champion footballer Luca Toni and the tennis player David Ferrer, number 16 in the ATP classification. Leader mondiale nel settore degli occhiali di fascia alta e di lusso, con circa 5.700 negozi operanti sia nel segmento vista che sole. Tra i marchi propri figurano Ray-Ban, Vogue, Persol, Arnette e REVO mentre i marchi in licenza includono Bvlgari, Burberry, Chanel, Dolce & Gabbana, Polo Ralph Lauren, Prada e Versace. Oltre a un network wholesale globale che tocca 130 paesi, il Gruppo gestisce nei mercati principali alcune catene leader nel retail. I prodotti del Gruppo sono progettati e realizzati in sei impianti produttivi in Italia e in due, interamente controllati, nella Repubblica Popolare Cinese. Luxottica Group is a global leader in eyewear, with nearly 5,700 optical and sunglass retail stores and a strong brand portfolio that includes Ray-Ban, as well as licensed brands such as Bvlgari, Burberry, Chanel, Dolce & Gabbana, Polo Ralph Lauren, Prada and Versace among others, and key house brands such as Vogue, Persol, Arnette and REVO. In addition to a global wholesale network that reaches 130 countries, the Group manages leading retail brands. The Group’s products are designed and manufactured in six Italy-based high-quality manufacturing plants and in two China-based plants wholly-owned by a premium eyewear manufacturer. Nato e cresciuto a Padova, il brand di abbigliamento e accessori ha nell’amore e nell’attenzione per i dettagli preziosi e unici la sua maggior forza. Segno distintivo e principale investimento sono la ricerca sul prodotto e la sua tutela. Il brand è distribuito in oltre 700 boutique di prestigio nel mondo e in un numero crescente di monomarca. Annalisa Paresi è presidente del C.d.A. e imprenditrice del brand, creato dalla madre Marol giusto 30 anni fa. Founded and developed in Padua, the strength of the clothing and accessories brand lies in its love and focus on precious and unique details. The company’s hallmark and main investment is product research and protection. The brand is carried by more than 700 prestigious multi-brand stores all over the world and by an ever growing number of own-brand stores. Annalisa Paresi is the Chairman of the Board of Directors and the brand’s entrepreneurial spirit, continuing the business created by her mother Marol exactly 30 years ago. Una storia di tradizione orafa nata nel 1958, quando Giuseppe Bicego fonda la storica azienda di famiglia a Trissino (Vicenza), e che, dal 2000, diventa sinonimo di innovazione del mondo del lusso: creazioni esclusive dall’eccezionale vestibilità. Qui nasce il marchio Marco Bicego, gioielli per emozionare, mix di oro e pietre preziose sapientemente lavorate, sapori di mondi lontani, ispirazione d’arte e glamour. Per una donna moderna e cosmopolita, seducente e unicamente raffinata. Everyday luxury: la nuova interpretazione del gioiello, firmata Marco Bicego. Vincente perché capace di unire la preziosità della gioielleria di lusso all’accessibilità di un accessorio da indossare ogni giorno. Since the launch of his eponymous jewelry line in 2000, Marco Bicego has redefined the phrase “everyday luxury” with sensuous, extraordinarily beautiful jewelry that blends old world Italian craftsmanship with tradition, passion, and imagination; his uniquely crafted pieces are exceptional enough to make a statement, yet personal enough to wear everyday. This unique combination has attracted many modern and cosmopolitan women to this artisan’s work. The Marco Bicego success story will continue to be one of openness to the future with a respect for tradition that is invigorated with passion and imagination. Marco Bicego will continue to lead the fine jewelry industry with his unique positioning between precious jewelry and everyday luxury. 95

MARCOLIN

Quotata alla Borsa di Milano, Marcolin è una tra le aziende leader dell’eyewear e si distingue nel settore lusso per la qualità dei prodotti, l’attenzione ai dettagli e la distribuzione selezionata. Presente in 80 paesi del mondo conta su una struttura produttiva di 3 stabilimenti. Il Gruppo, fondato nel 1961, si distingue per le collezioni innovative che nascono dal costante rapporto tra la tradizione e la storia dell’azienda e la sua capacità di ricerca e interpretazione delle nuove tendenze. Listed in the Milan Stock Exchange, Marcolin is one of the leader eyewear firms, which distinguishes itself in the luxury sector with the quality of its products, attention to detail and a highly selective distribution. Present in 80 countries worldwide, it relies on a 3-plant productive structure. The group, founded in 1961, distinguishes itself with its innovative collections, which are derived from a constant relationship between tradition and the company history and its ability to research and interpret new trends.

Località Villanova, 4 32013 Longarone (BL) www.marcolin.com

NOLITA

Via Tiepolo, 6 35019 Tombolo (PD) www.flashandpartners.it

NORDICA

Nato nel 1997 il marchio, total look femminile a cui si susseguono le linee bambina (Nolita Pocket), intimo e mare (Nolita Lace e Nolita Underwater) e successivamente, come licenze, gli occhiali (Nolita Framed) e la cartoleria, fa parte della Flah & Partners spa liceniataria e produttrice dal 2000 per l’Europa della linea Yen Jeans di Michiko Koshino e creatrice del marchio Ra-Re, inizialmente maschile, al quale si aggiungono le linee donna, bambino e, in licenza, le calzature. La comunicazione dei singoli marchi è affidata a Oliviero Toscani Established in 1997, the brand was initially involved in creating a total look for women and subsequently in childrenswear lines (Nolita Pocket) for girls, underwear and beachwear (Nolita Lace and Nolita Underwater) and then, through licensing, eyewear (Nolita Framed) and stationery. It is part of Flah & Partners spa and licensed owner and producer of the Jeans line Yen by Michiko Koshino for Europe since 2000. It has also created the brand Ra-Re, initially just for men, to which womenswear, childrenswear and licensed footwear lines have also been added. The communication aspects of the single brands is handled by Oliviero Toscani. Marchio storico di scarponi da sci, Nordica è stata fondata a Montebelluna nel 1939 dai fratelli Adriano e Oddone Vaccari. Oggi è marchio leader nel mondo dello sci: la strategia aziendale è legata ad una costante innovazione e ricerca nella qualità dei prodotti realizzati anche grazie al contributo offerto dai 92 atleti sponsorizzati da Nordica in tutto il mondo. L’obiettivo per Nordica è il continuo rafforzamento della leadership nel mondo dello sci alpino. Historic ski boots brand, Nordica was founded in Montebelluna (Treviso) in 1939 by the brothers Adriano and Oddone Vaccari. Today it is the leader brand in the ski world: the company strategy involves constant innovation and research in product quality, also thanks to the contributon of the 92 athletes sponsored worldwide by Nordica. Nordica’s aim is the constant reinforcement of its leadership in the alpine ski sector.

Via Montebelluna, 5/7 31040 Trevignano (TV) www.nordica.com

PIANEGONDA

Nasce nel 1994 dalla capacità creativa di Franco Pianegonda affiancato dalla sorella Maria Luisa. L’idea: progettare gioielli di qualità, innovativi e di design, capaci di esprimere l’anima delle collezioni Pianegonda nel mondo. Ha venticinque boutiques con un personale qualificato che trasmette la passione e la filosofia dell’azienda. La cura artigianale unita alle moderne tecnologie sono garanzia di una qualità senza compromessi. Pianegonda was created in 1994 thanks to the creativity of Franco Pianegonda together with his sister Maria Luisa. Here is the idea: designing quality jewellery, both innovative and stylish, jewellery able to express the spirit of Pianegonda collections. It owns 25 boutiques run by highly qualified staff, that manages to convey passion and the company philosophy. The classical handcrafting and modern technologies guarantee high quality with no compromise.

Via Alcide De Gasperi, 82/84 36040 Grisignano di Zocco (VI) www.pianegonda.com

REGINA REGIS

Via Chiesa Vecchia, 2 31022 Santa Cristina Quinto di Treviso (TV) www.reginaregis.it 96

Nasce nel 1999 da un’idea di Alessandra Pivato, con l’obiettivo di selezionare idee e tendenze dal mondo e nel giro di poco tempo si trasforma in un’azienda “contenitore” di marchi, capace di sviluppare idee e progetti propri. Fanno parte dell’azienda brand internazionali come le infradito brasiliane Havaianas, la linea di abbigliamento Moon Boot, le pantofole in panno di lana Toffole, gli stivali da pioggia Regina Regis Rain e le espadrillas Zissou. Regina Regis crede nel continuo reinventare storie e marchi della moda per portarli nel futuro dosando semplicità, creatività, ironia e passione. It was established in 1999 from an idea of Alessandra Pivato with the aim of selecting world ideas and trends and it has rapidly turned into a “container” company of brands, also able to develop its own ideas and projects. Part of the company is international brands like the Brazilian flip-flop “Havaianas”, the clothing line “Moon Boot”, woollen cloth slippers “Toffole”, rain boots “Regina Regis Rain” and the espadrillas “Zissou”. Regina Reis believes in continuously re-inventing stories and fashion brands in order to take them into the future, mixing simplicity, creativity, irony and passion.

REPLAY

Fashion Box è l’azienda di riferimento di un gruppo che riunisce i marchi Replay, Replay&Sons e We Are Replay. La produzione di abbigliamento copre tutte le fasce di età, con la presenza nei mercati d’Europa, Medio Oriente, Asia, America ed Africa. Il Gruppo Fashion Box si distingue da sempre per la particolare attenzione alla ricerca, rivolta alla qualità dei tessuti e alla lavorazione dei materiali, come pure all’individuazione di nuove tecnologie e metodi produttivi. Fashion Box is the reference company for a group that unites the Replay, Replay&Sons e We Are Replay brands. The clothing production covers the entire age range, being present in the European, Middle East, Asian, American and African markets. The Fashion Box group is always distinguishable for its particular attention to research towards fabric quality and manufacturing of the materials, as well as its search for new technologies and new work processes.

FASHION BOX INDUSTRIES Via Marcoai, 1 31010 Asolo - Loc. Casella (TV) www.replay.it

RINO MASTROTTO GROUP

Creatività ed innovazione, ricerca e tecnologia, attenzione all’ambiente e alla natura, si fondono all’orgoglio di un’antica arte e alla visione del futuro. Rino Mastrotto Group è oggi il leader mondiale della pelle. Con le sue divisioni produttive presenti in tutto il mondo è in grado di garantire una straordinaria capacità di risposta alle più svariate esigenze di stile, materiali e finiture. Rino Mastrotto Group lavora con i più importanti gruppi mondiali della moda, del design e dell’automobile. The Group represents creativity and innovation, research and technology, attention to environment and nature, mixed with pride for an ancient art and vision of the future. The Rino Mastrotto Group is actually the leather world leader. With its production divisions present all over the world, it is able to guarantee an extraordinary capacity to meet different demands in style, materials and details. The Rino Mastrotto Group cooperates with the most important brands of fashion, design and automotive industry.

Via dell’Artigianato, 100 36070 Trissino (VI) www.rinomastrottogroup.com

ROBERTA DI CAMERINO

Calle della Testa Cannareggio 6359/E 30131 Venezia www.robertadicamerino.com

RUBELLI

Palazzo Cornèr Spinelli 30124 Venezia www.rubelli.com

SAFILO

VII Strada, 15 35129 Padova www.safilo.com

La storia di Roberta di Camerino nasce da una borsa. L’ascesa è immediata: nel 1956 riceve “l’Oscar della Moda” e tra i suoi estimatori ci sono Coco Chanel e Christian Dior, Grace Kelly, Andie McDowell, Isabella Rossellini e Madonna. Nel 1963 inaugura la linea di abbigliamento; capi ispirati al trompe-l’oeil, che riportano la stampa delle diverse parti dell’abito. Il disegno si sostituisce al taglio. Oggi Roberta di Camerino è una delle griffe più apprezzate al mondo, tra le più esposte nei musei, presente nelle più importanti boutique e Department Store del mondo. The history of Roberta di Camerino is based on a handbag. The rise was instant: in 1956 it was awarded the “l’Oscar della Moda” prize and among its admirers, there have been Coco Chanel and Christian Dior, Grace Kelly, Andie McDowell, Isabella Rossellini and Madonna. In 1963, its clothing line was launched – articles inspired by the trompel’oeil, reproducing the print of the different parts of garment. This is a line where design substitutes shape. Today Roberta di Camerino is one of the most appreciated maisons, among the most exhibited in museums, present in the most important boutiques and department stores in the world. Rubelli, azienda storica veneziana, è leader mondiale nella produzione di tessuti per arredamento che fanno tendenza nel settore del design tessile. Fanno parte del Gruppo Ribelli i marchi storici: Lisio, Bises, Dominique Kieffer e l’americano Donghia. Rubelli esporta le sue collezioni in tutto il mondo attraverso propri showrooms, agenti e distributori. I tessuti Rubelli decorano teatri di fama mondiale, castelli e musei in ogni parte d’Europa, Case Reali, ministeri ed ambasciate italiane ed estere, prestigiose catene alberghiere, navi e yachts di lusso. Rubelli, a historic Venetian firm, is the world leader in fabric production for furnishings and has set trends in the textile design sector. Historical brands are part of the Rubelli group: Lisio, Bises, Dominique Kieffer and the American Donghia. Rubelli exports its collections all over the world through its own showrooms, sales agents and distributors. Rubelli textiles decorate world famous theatres, castles and museums in every part of Europe, royal palaces, houses of ministries and of Italian and foreign embassies, prestigious hotel chains, ships and luxury yachts. Leader mondiale nell’occhialeria di alta gamma e lusso, è presente sui mercati internazionali con distributori esclusivi e 30 filiali commerciali. All’interno del centro stile nella sede di Padova sono studiati e realizzati oltre 2.500 nuovi modelli ogni anno da team di creativi dedicati ad ogni singolo marchio. Safilo commercializza le collezioni a marchio proprio Safilo, Carrera, Smith, Oxydo, BlueBay, oltre a importanti licenze tra cui Alexander McQueen, Bottega Veneta, Hugo Boss, Boucheron, Diesel, Dior, Emporio Armani, Giorgio Armani, Gucci, Marc Jacobs, Max Mara, Stella McCartney, Valentino, Yves Saint Laurent. Top-level eyewear leader, it is present in the market with exclusive distributors and 30 commercial branches. Safilo commercialises its own brands: Carrera, Smith, Oxydo, BlueBay, in addition to the licenced brands Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boss Hugo Boss, Boucheron, Diesel, 55DSL, Dior, Emporio Armani, Giorgio Armani, Gucci, Imatra, Marc Jacobs, Marc by Marc Jacobs, Max Mara, Max&Co., Oliver, Pierre Cardin, Stella McCartney, Valentino, Yves Saint Laurent. To add, just for the American market: Fossil, Juicy Couture, Nine West, Kate Spade, Saks Fifth Avenue, Liz Claiborne, J.Lo, A/X Armani Exchange and Banana Republic. 97

SEVENTY

Via Venezia, 146 30037 Scorzè (VE) www.seventy.it

SINV

SINV HOLDING Via Brenta, 16/18 36010 Carrè (VI)

SPECTACLES

Le Collezioni Seventy, prodotte e distribuite da Cà da Mosto, sono l’emanazione di un mix di qualità dove la materia plasma i volumi e il tratto creativo definisce linee e proporzioni. L’abito diviene uno strumento contemporaneo, un life style dall’impronta naturalmente definita. Protagonista da oltre 30 anni, nel mondo della moda italiana, Cà da mosto è oggi un’azienda in sintonia con lo spirito del tempo. Una realtà in continuo divenire che predilige la ricerca, l’autenticità dei valori imprenditoriali e il dinamismo commerciale. The “Seventy” collections, produced and distributed by “Cà da Mosto”, are the expression of a quality mix, where the matter gives form to volume and a creative touch defines lines and proportions. The dress becomes a contemporary instrument, a lifestyle with a naturally defined identity. Protagonist for over 30 years of the Italian fashion system, “Cà da Mosto” is today a company matching the spirit of time. It is a everchanging business that focuses on research, the authenticity of entrepreneurial values and commercial dynamism.

Compagnia italiana specializzata nella produzione e nella commercializzazione in tutto il mondo di innovative linee di design. È stata fondata da Ambrogio Dalla Rovere 32 anni fa con la nascita del brand Daily Blu. Attualmente la Sinv include McQ - Alexander McQueen, See by Chloè, Red Valentino, Moschino Jeans and Dimensione Danza e coordina le distribuzioni di ogni marchio, servendo globalmente 4,000 clienti in circa 65 paesi. Nel 2006 ha venduto 3,5 milioni di capi per un guadagno totale di 165 milioni di euro. Sinv is an Italian company specialized in the production and worldwide commercialization of lines by innovative designers. It was founded by Ambrogio Dalla Rovere 32 years ago, with the birth of the brand Daily Blu. Sinv’s licensed portfolio currently includes McQ-Alexander McQueen, See by Chloè, Red Valentino, Moschino Jeans and Dimensione Danza, and it coordinates distribution for each of these brands, serving more than 4,000 clients worldwide in approximately 65 countries. In 2006, Sinv sold more than 3.5 million pieces for a total revenue of 165 million euros.

Azienda che per prima a livello globale ha sviluppato l’occhiale in carbonio: composto di ben 47 strati di carbonio, dello spessore di 0,12 mm cadauno, e sviluppato con geometrie e volumi sottosquadra complessi. Gli occhiali vengono in seguito fresati con macchine a 5 assi a precisione centesimale. Spectacles ha potuto realizzare questo esclusivo prodotto solamente grazie al genio e alle capacità intellettuali di diversi ragazzi veneti. It is the first company which has globally developed carbon frame glasses: composed of 47 carbon layers, 0.12 mm each, and developed with complex undercut geometrics and volumes. The glasses are then milled with 5 axis machinery with minute precision. Spectacles managed to create this exclusive product thanks only to the talent of several young people from the Veneto region.

Via dell’Artigiano, 74 32020 Lentiai (BL) www.sarisrl.com

SPIDI SPORT

Via Attilio Pompele, 1 36040 Sarego (VI) www.spidi.com

STAFF INTERNATIONAL

Via del Progresso, 10 36025 Noventa Vicentina (VI) www.staffinternational.com 98

Marca leader nel panorama dell’abbigliamento tecnico motociclistico presente in circa sessanta paesi nel mondo. Dal 1977, l’azienda ha introdotto una nuova filosofia che, a partire dalla sicurezza, si estende ai valori di comfort, tecnicità e design: l’impegno costante è essere all’avanguardia nella ricerca per migliorare le performance dei prodotti e lo stile dell’abbigliamento moto. Da allora, migliaia di motociclisti si riconoscono in un mondo Motor Sport Lifestyle da indossare in città, nel mototurismo e nello sport, fino ai massimi livelli dei campionati mondiali. Leader brand in the motorcycling technical clothing sector, it is present in about sixty countries of the world. Since 1977, the company has introduced a new philosophy which, starting from safety, extends to comfort, technology and design values. Its constant effort is to be avant-garde in research, in order to improve product performance and the style of motorcycling wear. Since then, thousands of motorcyclists have identified themselves with a Motor Sport Lifestyle, to be worn in the city, in moto-tourism and sports, and in the context of motor world championships. Nasce nel 1985 a Noventa Vicentina. Fin dai primi anni ‘80, l’azienda si impone nel panorama della moda grazie ad uno spiccato know-how e ad eccellenti competenze sartoriali, producendo i marchi più rappresentativi del fashion system. Alcuni tra i brand che hanno fatto la storia della moda hanno scelto Staff per la produzione delle loro linee. Nell’ottobre del 2000 Staff International entra a far parte del gruppo Diesel: la scelta è ricaduta su Staff perché quest’ultima rappresenta un partner di respiro internazionale a livello produttivo, distributivo e d’immagine nel settore del fashion luxury goods. Created in 1985 in Noventa Vicentina (Vicenza), since the beginning of the ‘80s the company has been asserting itself in the fashion business thanks to a strong knowhow and excellent tailoring competences, producing the most representative brands of the fashion world. Some of the brands, which have literally made history in fashion, have chosen Staff to manufacturing their lines. In October 2000, “Staff international” became part of the “Diesel” group: Staff was chosen, because it represents an international partner as regards production, distribution and image in the fashion luxury goods sector.

STEFANEL

Via Postumia, 85 31047 Ponte di Piave (TV) www.stefanel.it

STONEFLY

Via San Gaetano, 200 31044 Montebelluna (TV) www.stonefly.it

VALENTINO FASHION GROUP

Via Turati, 16/18 20121 Milano valentinofashiongroup.com

ZANELLA

Via Giacomo Leopardi, 23 36030 Caldogno (VI) www.zanella.it

Consolidato Gruppo di successo con una dimensione finanziaria internazionale. Una strategia di diversificazione l’ha portato ad essere attivo in due settori: l’abbigliamento e il retail aeroportuale. Ogni nuova collezione testimonia il gusto per la ricerca di un prodotto sempre rinnovato, curato nei dettagli e nella scelta dei materiali, e ripropone fortemente la maglieria di qualità, focus produttivo dell’azienda. Stefanel continua ad arricchire e valorizzare il proprio know-how, reinterpretandolo e attualizzandolo, tanto da essere definita “griffe accessibile”. It is an established successful group with an international financial dimension. A diversification strategy allowed it to be active in two sectors: clothing and airport retail. Every new collection shows a taste for constantly researching new products, refined in detail and in the chosen materials. Stefanel also produces high quality knitwear, the company’s production focus. The company keeps on enlarging and improving its knowhow, reinterpreting it and updating it, so that it is defined as an “accessible brand”.

Leader nella produzione di calzature innovative, è da sempre rivolta al benessere del piede. Un progetto che oggi abbraccia il concetto di wellness, fulcro delle nuove strategie con cui l’azienda dimostra che, a partire dai piedi, il corpo umano beneficia di un equilibrio assoluto. Garanzia dell’absolute comfort sono le tecnologie messe a punto dal laboratorio del comfort e dal dipartimento R&S. Due divisioni interamente dedicate allo studio delle soluzioni più innovative per il benessere del piede, che diventa assoluto e totale. A leader in innovative footwear production, it has always focused on the comfort of the foot: it is a project that embraces now the concept of wellness, a term which is at the centre of its new strategies, with which the company proves how the wellness of the foot is necessary for the whole harmony of human body. The technologies developed by the comfort laboratory and by the R&S division are a guarantee of this total comfort. These two divisions are entirely dedicated to the study of the most innovative solutions for total and absolute foot wellness.

Società che opera nel settore della moda e del lusso a livello mondiale, quotata alla Borsa di Milano e che opera in 25 paesi, con un organico di circa 11.000 unità e un fatturato di 1.963 milioni di euro a fine 2006. Il Gruppo sviluppa, produce e distribuisce collezioni con marchi propri e in licenza, marchi accomunati da elevata notorietà, qualità e design quali Valentino, Hugo Boss, Marlboro Classics, M Missoni e Lebole. Inoltre è presente a eventi culturali di risonanza internazionale e promuove da sempre attività legate alla creatività, evidenziando in questo modo lo stretto legame tra mondo della moda e contemporaneità. It is a company operating in the fashion and luxury sector world-wide, listed in the Milan Stock Exchange and present in 25 countries, with a staff of about 11,000 employees and a 2006 revenue of 1,963 million euros. The group develops, produces and distributes its own brand collections as well as licensed ones, all characterised by high prestige, quality and design such as Valentino, Hugo Boss, Marlboro Classics, M Missoni e Lebole. It is also present at internationally relevant cultural events and it has always supported activities connected with creativity, underlining the close relation between fashion and contempoareneity. La storia di Zanella appartiene al panorama delle imprese italiane affermatesi all’estero. Specializzato nella produzione di pantaloni destinati alla fascia alta del mercato, in particolare, a quello dei consumatori americani. Da oltre 28 anni, infatti, l’azienda vicentina detiene una posizione di leadership negli Stati Uniti, dove vende in oltre 650 punti vendita. Il Gruppo Zanella è oggi distribuito in Italia in oltre 350 boutique prestigiose, mentre all’estero il marchio è posizionato in numerosi mercati strategici sia Europei che del Far e Middle East. Zanella’s history belongs to the group of those Italian companies which are well-established abroad. It is specialised in the production of high quality trousers, especially for the American market. It has been holding a leader position for 28 years in the United States, where it sells in over 650 outlets. The Zanella group is distributed in Italy in over 350 prestigious boutiques, while the brand is present abroad in several strategic markets, both in Europe and in the Far and Middle East.

fusina is plexiglas. www.fusina.biz

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Cliccando a diaframma aperto - Impressioni di paesaggio teatrale Clicking with an open diaphragm - Impressions of theater scene Il paesaggio teatrale di arte scenica contemporanea (comprendendo sia teatro che danza) si segna nella mappa del Veneto più come forza frammentaria che d’insieme, più come trasmissione fluttuante e sospesa che come sistema e rete collegata nell’esperienza e per il crescere dell’innovazione. Senza nulla togliere ad esperienze di eccellenza e al vasto, meritorio agire si può metaforicamente assegnare al paesaggio veneto la valenza di un giardino e alla creatività contemporanea il potere delle piante o dei fiori. Prendiamo allora un macchina volante e guardiamolo dall’alto, facciamo esperienza visiva di questo giardino. Un grande prato sgombro, un po’ caotico e talvolta lussureggiante, poche le aiuole magistralmente disegnate, ma per lo più condivise fra fiori e sterpi. La visione aerea ci consegna un’insieme che suggerisce la necessità di abili mani al lavoro e forse di appassionati giardinieri che intervengano ad estirpar erbacce per permettere ai fiori rari di emergere, crescere, rafforzarsi. Sarebbe facile collegare questa immagine ad un dirigismo attivista. Ma non è questo quel che sembra necessario. Non “la” mente, ma “le” creazioni, il cibo e non la medicina. Un “pensatoio”, un “telaio” che intessa il tappeto: un luogo forse dell’eccellenza per ritrovare la pausa da cui nasce innovazione e consapevolezza. Un luogo ideale. Dove la Ricerca con la “R” maiuscola abbandona momentaneamente il negotium per l’otium. Scomodando Seneca: “Soli omnium otiosi sunt qui sapientiae vacant, soli vivant” Soli fra tutti, sono gli ‘oziosi’ quelli che dedicano il tempo alla saggezza, solo essi vivono”. Un luogo dove attingere alla fonte della creazione che, per essere più banali, significa anche confronto, condivisione e nuovo disegno. The contemporary theater scene in the Veneto territory (including dance) has to be conceived of, more as a fragmentary strength than a united front, as an unstable and flashing transmission more than a real system connected to experience, in order to permit the growth of innovation. Without underestimating excellent experiences or important activities, we can liken the Veneto scene to a garden and compare the contemporary creativity to flowers and plants. Taking off in a flying machine and looking at Vento from above, let’s have a visual experience of it. What we see is a huge, clear field, somewhat chaotic and sometimes luxurious; a few flower beds carefully planned but mainly found with flowers and weeds. This aerial view suggests that we have to uproot the overgrown plants to permit the rare and enchanting flowers to bloom, to grow and get stronger. But to obtain this, we need skilful gardeners, who do that with love and passion. It would be too easy to connect this image to managerial excess. But this is not necessarily so. Not the mind but the creations, the nourishment not the drugs. An ideal place where one can think and discover innovation and awareness again, like a loom able to weave your ideas to give life to an extraordinary tapestry. It is a place where research abandons, at least for a moment, the negotium for the otium. Quoting Seneca: “Soli omnium otiose sunt qui sapientiae vacant, soli vivant” Alone among all the people are the idle people, those that dedicate time to wisdom, only they are able to live. A place where we can draw on the source of creation that plainly also means comparison, sharing and planning. Annalisa Carrara e Carlo Mangolini

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photo Circolo Fotografico scledense

AttivitĂ  performative / Performing arts > 101

Diretta per il quarto anno da Marco Müller, la 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è un appuntamento immancabile: dal 29 agosto all’8 settembre 2007 il grande cinema mondiale si ritroverà come ogni anno al Lido con un programma ricco di anteprime internazionali e grandi star, di maestri del cinema e delle opere più rappresentative di ciò che di nuovo offre la produzione internazionale. A fianco delle tre sezioni ufficiali in programma (il Concorso che assegna il Leone d’Oro, i Gala Fuori Concorso che includeranno anche alcune sceltissime proiezioni di Mezzanotte e Orizzonti), sarà presentata una retrospettiva dedicata al “Western all’italiana”. Il regista statunitense Tim Burton riceverà il Leone d’Oro alla carriera della 64. Mostra, un omaggio a uno dei cineasti più coraggiosi, visionari e innovativi del panorama cinematografico internazionale. Il premio sarà consegnato al regista il 5 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, al termine di uno speciale “Tim Burton Day”. La Mostra festeggia quest’anno il 75° anniversario. Il debutto risale al 6 agosto 1932, con la proiezione del Dr. Jekill e Mr. Hyde di Rouben Mamoulian sulla terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido. Così nacque il primo festival cinematografico del mondo, tuttora modello di riferimento universale: basato su un concorso internazionale di film e su diverse rassegne collaterali, ha scoperto centinaia di autori, lanciato tendenze, svelato cinematografie lontane, celebrato i divi e i maestri, rappresentato un inimitabile porto franco per la cultura e lo spettacolo. Oggi come allora, al Lido di Venezia si respira la stessa atmosfera: registi, divi, produttori, personalità, film d’autore e pellicole di grande intrattenimento, pronostici anche sbagliati, delusioni e polemiche, ma soprattutto gioie e sorprese inaspettate, perché di questo è fatto il mondo del cinema. 102

For the fourth year lead by Marco Müller, the 64th International Exhibition of Cinematic Arts in Venice is an appointment you cannot miss: from 29 August to 8 September 2007 the world biggest artists of the motion picture industry will gather like every year at Lido, with a rich program of international preview showings and great stars, famous moviemakers and the newest most representative works produced worldwide. Besides the official sections of the program (the Concorso which awards the Leone D´Oro and the Gala Fuori Concorso, which will include some screenings of Mezzanotte and Orizzonti) a retrospective exhibition will be dedicated to the genre “Western all´Italiana”. During the 64th International Exhibition, the US director Tim Burton will be awarded The Leone D´Oro for his career. The prize, a tribute to his brave, visionary and innovative contributions in the motion picture industry, will be handed over on 5 September in the Great Hall (Sala Grande) of Palazzo del Cinema, at the end of the special “Tim Burton Day”. On 6 August,1932 Dr Jekill and Mr Hyde by Rouben Mamoulian was shown on the terrace of the Excelsior Hotel at Lido. This is how the first film festival of the world was born. The festival is based on an international film competition and various related shows and is still a universal reference in the motion picture industry: it has launched hundreds of authors, set trends, revealed remote pictures, celebrated stars and directors, represented an outport for culture and show business. Today in Venice Lido you can feel the same thrill: directors, stars, producers, personalities, art films and entertainment movies, forecasts sometimes even wrong-disappointments and disputes, but above all joy and unexpected surprises, because this is the world of cinema.

CoisCéim Dance Theatre (Irlanda)-Knots prima italiana- da Knots di Ronald David Laing ©Pat Redmond

photo Erica Vandeville per Venice Movie Stars photography award

< Cinema

CoisCéim Dance Theatre (Irlanda)-Knots prima italiana- da Knots di Ronald David Laing ©Pat Redmond

photo Erica Vandeville per Venice Movie Stars photography award

< Danza

Body & Eros è il tema del 5. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, a Venezia dal 14 al 30 giugno 2007, conclusione di un programma triennale in cui il direttore Ismael Ivo ha condotto un’articolata riflessione sul corpo, luogo in cui si riflettono contraddizioni, bisogni, interrogativi del nostro tempo. Il corpo e la danza si confrontano con il pensiero contemporaneo in un rapporto che è il tratto distintivo del Festival. Il viaggio attraverso il corpo approda quest’anno nei territori del desiderio, visto nella complessità dell’esperienza estetica, nelle sue tensioni e nei suoi limiti. Le 15 compagnie e i 31 artisti e coreografi che partecipano al 5. Festival sono stati invitati dalla Biennale ad esprimere con il loro lavoro una personale visione sul tema portante del Festival, presentando numerose prime mondiali, tutte novità per l’Italia e per la Biennale. Fra i grandi protagonisti attesi al Festival, Marina Abramovic e il suo Independent Performance Group, la compagnia giapponese tutta al femminile Batik, lo straordinario performer Fuyuki Yamakawa accompagnato dalla sua “hard core band del XXIII secolo”, il puro movimento di Kaiji Moriyama, l’artista argentino Rodrigo Pardo, il venezuelano Javier De Frutos con la britannica Phoenix Dance Theatre, il tedesco Felix Ruckert, artista iconoclasta e discusso. E ancora Motus, una delle compagnie italiane più rappresentate all’estero, CoisCéim Dance Theatre, compagnia di punta della scena irlandese, Liquid Loft di Chris Haring, premiato lo scorso anno all’ImPuls Tanz Festival di Vienna, il trascinante Nigel Charnock, la giovanissima compagnia coreana Laboratory Dance Project e, fra gli italiani, Francesco Ventriglia, dal corpo di ballo del Teatro scaligero, e Simona Bucci con la sua compagnia.

Body and Eros is the theme of the 5th International Festival of Contemporary Dance, in Venice from 14 to 30 June 2007. In a three year program, Ismael Ivo has conducted an articulated reflection on the body, a place where you can see reflected the contradictions, needs and questions of our time. The Body and the Dance confront themselves with the contemporary thinking, in a relation which is the main trait of the festival. The journey through our body lands this year in the territory of desire, in the complexity of aesthetic experience, in its tensions and its limits. Fifteen corps de ballet and 31 artists and choreographers have been invited to the Biennale to express with their work a personal vision on the main theme of the festival, and will perform in various world openings. Among the main artists awaited at the festival: Marina Abramovic and her Independent Performance Group; the Japanese women corp de ballet Batik; the extraordinary performer Fuyuki Yamakawa and his “hard core band of XXIII century”; the pure movement of Kaiji Moriyama; the Argentinian artist Rodrigo Pardo; the Venezuelan Javier De Frutos with the British Phoenix Dance Theatre; the German Felix Ruckert; iconoclastic and talked-about artist, Motus, one of the Italian corps de ballet most famous abroad, CoisCeim Dance Theatre, at the highest top in the Irish scene, Liquid Loft of Chris Haring, awarded last year at the ImPuls Tanz Festival in Vienna, the enthralling Nigel Charnok, the very young Laboratory Dance Project-from Korea, and among the Italians, Francesco Ventriglio of the corp de ballet of Teatro Scaligero and Simona Bucci and her corp de ballet.

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Al giro di boa della cinquantunesima edizione, il 51. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, a Venezia dal 4 al 13 ottobre 2007 con il titolo Oltre la linea, conclude un percorso quadriennale sempre sotto la direzione di Giorgio Battistelli, che ha focalizzato la programmazione sulla figura del compositore in tutte le sue variabili, sempre cogliendone l’urgenza creativa e comunicativa. Dalla scrittura sinfonica che ha riportato al Festival il respiro ampio e la ricchezza timbrica della grande orchestra nel 2004, al teatro musicale in tutte le sue declinazioni nel 2005; dal rapporto tra percezione e pensiero, filosofia e musica nel 2006, ai grandi ensemble nazionali e internazionali che saranno presentati quest’anno, con cui il Festival intende intercettare le molteplici sollecitazioni della musica contemporanea. Dal seguitissimo e agguerrito Klangforum Wien al versatile musikFabrik, dagli italiani Algoritmo, Icarus e Divertimento Ensemble all’americano Jack Quartet, fino all’Ensemble Recherche, si esibiranno tutti al 51. Festival, in cui non mancheranno orchestre dalla storia prestigiosa come la Sinfonica Nazionale della Rai e l’Accademia di Santa Cecilia. 104

The 51st International Festival of Contemporary Music, in Venice from 4 to 13 October, titled “Oltre la linea” (Beyond the Line), represents the conclusion of a four year program, under the direction of Giorgio Battistelli, who focused on the variable character of the composer and his communicative and creative urge. The symphonic writing has given back to the festival the timbre richness of the great orchestra in 2004. In 2005 the theme was the musical theatre and its various forms, while in 2006 the festival focused on the relation between perception and thinking, philosophy and music. This year the festival wants to capture the manifold strain of contemporary music, with great national and international ensembles like the Klangforum Wien, the versatile Musikfabrik, the Italian Algoritmo, Icarus, and Divertimento Ensemble, the American Jack Quartet and the Ensemble Recherche. Prestigious orchestras will perform as well, like Sinfonica Nazionale della Rai, and Accademia di Santa Cecilia.

Natasa Stork, adàm Foeldi, akos Orosz, Bàlint Adorjàni in una scena di La Guerra da Carlo Goldoni regia Gábor Zsámbéki FOTO DI TAMàS DOBOS

Through the silence” John Cage in Memoriam 1912-1992 Margaret Leng Tan  piano, prepared piano, string piano, toy pianoPhoto Michael Dames

< Musica

Natasa Stork, adàm Foeldi, akos Orosz, Bàlint Adorjàni in una scena di La Guerra da Carlo Goldoni regia Gábor Zsámbéki FOTO DI TAMàS DOBOS

Through the silence” John Cage in Memoriam 1912-1992 Margaret Leng Tan  piano, prepared piano, string piano, toy pianoPhoto Michael Dames

< Teatro

Goldoni e il teatro nuovo, 39. Festival Internazionale del Teatro diretto da Maurizio Scaparro, a Venezia dal 18 al 29 luglio 2007, è l’occasione per ritrovare attraverso l’opera del grande autore veneziano, nel tricentenario della nascita, le radici del teatro moderno, per sottolineare la memoria culturale europea, ma anche per stimolare nuove e libere riscritture. Dalla necessità di un confronto con l’oggi nasce anche la principale novità del festival: la creazione di un Campus dedicato agli studenti universitari dei Paesi europei e del Mediterraneo, ideato dalla Biennale insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ai 1000 studenti iscritti è dedicato un programma specifico quotidiano, con laboratori, lezioni magistrali, tavole rotonde, performance e spettacoli. Un’attività di approfondimento ma anche di elaborazione e confronto con attori, registi, scrittori, esperti e critici internazionali dell’opera goldoniana, fra cui Jean-Claude Penchenat, Silviu Purcarete, Gábor Zsámbéki, Eugène Durif, Marco Paolini e lo stesso Maurizio Scaparro. Accanto al ricco programma del Campus, gli spettacoli serali del Festival. Adattamenti, libere trascrizioni e novità assolute caratterizzano la maggior parte degli spettacoli, a cui anche cinema e radio daranno il loro contributo con rassegne ad hoc. Fra i tanti protagonisti: Tiziano Scarpa, Giancarlo Marinelli, Letizia Russo, Enzo Moscato, Edoardo Erba, Pietro Favari, Alessandro Fullin, Marcello Scuderi, Rui Zink dal Portogallo, Tena Štivi i dalla Croazia, Ginette Herry dalla Francia, il trittico formato da Andrea Paciotto, Jovan Cirilov, fondatore e direttore artistico del Bitef di Belgrado, e Susanne Winnaker; ma anche i registi Lluis Pasqual, Marco Bernardi, Lina Wertmüller, Giorgio Ferrara e gli attori Pamela Villoresi, Elisabetta Valgoi, Giulio Bosetti, Raffaella Azim.

Goldoni and the new theatre. The 39th International festival of Theatre, directed by Maurizio Scaparro in Venice, from 18 to 19 July 2007, provides the visitors with the chance to trace back the roots of modern theatre by exploring the works of the great Venetian author, underlining his European cultural legacy and promoting new and free re-framings of his works. The need for a confrontation with the present brings about the main new feature of the festival: the creation of a campus dedicated to undergraduate students coming from the European and Mediterranean Countries, from an idea of Biennale in cooperation with the University of Venice “Ca´Foscari”. A thousand students will follow a daily program including work-shops, lectures, round-table conferences, performances and shows. The program aims to provide the students with a unique opportunity to deepen and frame the specific theme of modern theatre, by confronting the expertise of actors, directors, writers and international critics of the Goldonian works: Jean Claude Penchenat, Silviu Purcarete, Gàbor Zsambeki, Eugene Durif, Marco Paolini and Maurizio Scaparro. Besides the rich program on campus, several shows are scheduled in the evenings. Adaptations, free transcriptions and new interpretations characterize the vast majority of the shows. Among the main artists: Tiziano Scarpa, Giancarlo Marinelli, Letizia Russo, Enzo Moscato, Edoardo Erba, Pietro Favari, Alessandro Fullin, Marcello Scuderi, Rui Zink from Portugal, Tena Štivi i from Croatia, Ginette Herry from France, the trio with Andrea Paciotto, Jovan Cirilov – founder and artistic director of Belgrad Bitef – and Susanne Winnaker; and directors such as Lluis Pasqual, Marco Bernardi, Lina Wertmüller, Giorgio Ferrara as well as the actors Pamela Villoresi, Elisabetta Valgoi, Giulio Bosetti, Raffaella Azim.

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COMPAGNIE STORICHE DI RICERCA E CONTEMPORANEO / historical theater companies for research and study of contemporary culture

TAM TEATROMUSICA

Via XX Settembre, 28 35123 Padova www.tamteatromusica.it

TEATRO DEL LEMMING

Via Pighin, 22 45100 Rovigo www.teatrodellemming.com

Diretta da Michele Sambin, è una formazione artistica fondata nel 1980 che si esprime nell’area della ricerca e sperimentazione sui linguaggi. Dalla data di fondazione attua con continuità una poetica che è incrocio e sinergia dei linguaggi visivi e musicali, dando origine a performance sospese tra immagine e suono. In tempi recenti la ricerca Tam interagisce e dialoga con i luoghi nei quali si realizza, intrecciando i diversi linguaggi espressivi, dalla musica alla performatività, dall’installazione al video, in un dialogo serrato e visionario con i luoghi che la ospitano. Directed by Michele Sambin, Tam Teatromusica is not only an expression of an expressive language but also of a way of thinking which embodies the adamant faith in an abstract art of theatre which does not describe feelings but causes them. Its language accumulates symbols which are abstract i.e. essential, simple, and emblematic but above all not psychological. They have a deep relationship with the real world: they transform it, often turn it upside down, they re-create it rather than simply describe it. Nasce a Rovigo nel 1987. Con la Tetralogia dello spettatore (spettacoli che presuppongono sempre un coinvolgimento diretto, drammaturgico e sensoriale del singolo spettatore partecipante) il Lemming si impone come una delle realtà più significative del nuovo teatro italiano. Dal 1994 promuove il Festival Opera Prima dedicato al Teatro dello Spettatore e cioè a quel teatro che, in sintonia con la poetica del gruppo, non rinuncia a confrontarsi con la natura originaria dell’esperienza teatrale riformulando una nuova relazione con lo spettatore. Born in Rovigo in 1987. With the “Tetralogia dello Spettatore” (that presuppose the directly, sensorial and dramaturgical environment of the spectator) Lemming compels as one of the most significant of the new italian theatre. From 1994, it promotes the Opera Prima Festival dedicated to the “Teatro dello Spettatore”, a theatre in perfect harmony with the poetic group, confronting with the original nature of the theatrical experience reforming a new relation with thw spectator.

COMPAGNIE GIOVANI DI RICERCA E CONTEMPORANEO / RECENT theater companies for research and study of contemporary culture

ANAGOOR

Via dei Salici, 18 31033 Castelfranco Veneto (TV) www.anagoor.com

BABILONIA TEATRI

Via Parrocchia, 43 37050 Isola Rizza (VR) www.babiloniateatri.it

DEDALO FURIOSO

Via Roma, 24 36031 Dueville (VI) www.dedalofurioso.it

GRUMOOR

Via Tiepolo, 53 35129, Padova www.grumor.net 106

Associazione Culturale caratterizzata da un teatro che promuove una drammaturgia iconografica usando la potente suggestione delle immagini e la seducente capacità conduttrice del suono. Con il sovrapporsi di differenti livelli simbolici, si sviluppano nuove ed inaspettate creazioni, pur non rinunciando ad un atteggiamento filologicamente rigoroso verso il testo, che è fondamento di ogni scelta e orientamento artistici; un teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore cristallino del neoclassico. The Anagor cultural association is a theatre characterise by its use of dramaturgical iconography while employing strong and suggestive images as well as a seductive capacity to produce sounds. With overlays of different levels of symbols, they’ve developed a new and unexpected concept, without abandoning the rigorous philological structure of the test, which is a fundamental element in any artistic orientation or idea; a theatre that is in constant tension between the barbaric balbuzie and the sparkling crystals of neoclassicism. A formare la compagnia sono: tre attori, uno scenografo tecnico, una ballerina nera, un musicista cieco, un tecnico intellettuale e un 3D designer, che hanno saputo potenziare e fondere competenze differenti, dove i linguaggi si mescolano e si combinano nella scelta di un tema di lavoro, nell’elaborazione di testi e suggestioni scardinati successivamente dall’improvvisazione. In questo modo ognuno partecipa con un contributo personale che lentamente origina la materia teatrale. The Babilonia Theatres company was formed by three actors, a screen designer, a black dancer, a blind musician, an intellectual expert and a 3D designer who were able to capitalize and build on their different backgrounds and experiences where languages were blended, ideas were formed and inputs were considered following improvisations. In this way, they were able to personally contribute to the development of theatre repertoire.

Cooperativa nata da un’associazione culturale e da un circolo di cultura cinematografica, produce teatro, laboratori e promuove la collaborazione tra artisti, oltre a seguire la programmazione del teatro-cinema comunale Busnelli di Dueville (VI). Soci e collaboratori condividono la curiosità e l’interesse per i diversi linguaggi espressivi e di sperimentazione, con la convinzione che sia sempre più importante dare un contributo di qualità al mondo di oggi. The Dedalo Furioso was born from a cultural association and a film culture circle that produce theatre plays, workshop, and promotes collaborations between artists, as well as following the theatre program of Businelli di Dueville (VI). Members and collaborators share the same curiosity and interest for the various expressive and experimental languages with an understanding that it is always important to give a quality contribution in today’s world.

Le sue azioni hanno come oggetto corpi e persone in allestimenti minimi, essenziali, curati in modo minuzioso, ripensate attraverso l’utilizzo di media diversi. La compagnia Grumor è parte di Grumi, un’associazione che raggruppa diverse professionalità, un terreno comune in cui i componenti possono mettere in atto idee e iniziative, partecipando liberamente a singoli progetti. Grummor’s actions have bodies and individual outfitted with minimally and essential props, treated in a meticulous manner, studied by using various media sources. The GrumoR Company is a part of Grumi, an association which groups together various professions on a common ground where members can put into actions their ideas and initiative while freely participating in single projects.

PATHOSFORMEL

www.pathosformel.org

Nata dall’unione di elementi provenienti da diverse discipline artistiche, Pathosformel intende abbattere la gerarchia all’interno delle parti che compongono una partitura performativa: lavoro sul corpo, seduzione delle immagini, abilità artigianali e tecnologiche, rapporto con lo spazio ed uso del suono, non predominano l’uno sull’altro a priori, ma solo in virtù di una resa scenica e di uno stupore rinnovato ad ogni istante, dove lo scopo è costruire e sciogliere la forma, al fine di ricominciare da capo ogni volta e lavorare con spirito d’ingenuità e rigore all’interno di un linguaggio condiviso. Born from the union of elements brought by the different artistic discipline, Pathosformel intends to pull down the internal hierarchy of the parts that compose a performative score: body work, seductions of the images, the crafts and technological skills, the relationship with space and the use of sound, not dominating one over the other. The aim is to construct and resolve forms, with the purpose of restarting each time and working with a spirit of ingenuity and rigor all within a shared language.

TEATRI / THEATERS

FONDAZIONE AIDA TEATRO FILIPPINI AIDA Casella Postale n. 1062 37122 Verona www.fondazioneaida.it

FONDAZIONE TEATRO CIVICO DI SCHIO Via Maraschin, 19 36015 Schio (VI) www.teatrocivicoschio.it

MPX

Via Vescovado, 29 35141 Padova www.mpx.dicinema.it

SCHIO GRANDE TEATRO

Via Maraschin, 19 36015 Schio (VI) www.teatrocivicoschio.it

TEATRO ASTRA

Contrà Barche, 53 36100 Vicenza www.teatroastra.it

Nata alla fine del 1996, la Fondazione produce spettacoli e promuove la cultura teatrale dando vita a rassegne con compagnie italiane per ragazzi. Ospita importanti esponenti del teatro contemporaneo e l’attività si contamina con arte visiva e computer graphic, con musica classica e contemporanea, con la tradizione della Commedia dell’Arte e i linguaggi teatrali del ‘900. Dal 2003, la Fondazione è diventata un centro di formazione professionale accreditato dalla Regione del Veneto, organizzando corsi per gli operatori dello spettacolo dal vivo. The Fondazione Aida-Teatro Pellini was born at the end of 1996. It produces exhibitions and promotes the theatre culture giving existence to reviews with Italian companies for children. It hosts important members of contemporary theatre and combine activities with visual art, computer graphics, classical and contemporary music, with the traditional “Commedia dell’Arte” and theatre languages of the 1990. In 2003 the Foundation has become the centre of professional training accredited by the Veneto Region which organised courses for live show operators. Dal 1994 la Fondazione intende restituire alla città quel luogo che nella memoria degli scledensi è un sogno di cultura e di prestigio. Il Teatro, aperto nel 1906, venne chiuso nel 1968 e soltanto dal 2002 comincia la sua resurrezione: da set per gli spettacoli televisivi di Marco Paolini e per lo spot dell’Enel, a palcoscenico di eventi e mise en espace da parte di attori e artisti contagiati dal suo stato di “abbandono poetico”. Nel 2004 il progetto “Lotto Zero”, condiviso fra artisti, architetti e spettatori cittadini, chiede a tutti di ridargli un senso come testimone di una storia tra passato e futuro. The foundation intends to give back to the city the area that in memories of inhabitans of Schio is considered a cultural dream and prestige. The theatre opened in 1906 and was closed in 1968 and only in 2002 began its resurrection: the sets for the tv shows of Marco Paolini and for the ENEL commercial, a stage events put on scene from the actors and artists contaminated by his status of “neglected poet”. In 2004 the “Lotto Zero” project-shared by artists, architects and spectators all ask to give back the meaning of the program like an observere does whilst watching history pass to the future. L’MPX, Multisala Pio X, frutto della ristrutturazione del Cinema Teatro Pio X, dal 2002 offre alla città di Padova uno spazio polivalente nel quale convivono cinema, teatro, musica e incontri. Tre sale con 800 posti complessivi ospitano progettualità innovative e di grande valore culturale, come le retrospettive cinematografiche in collaborazione con l’Università di Padova e la rassegna teatrale Arti inferiori. L’attività è stata riconosciuta nel 2006 con il “Premio della Regione del Veneto per il cinema di qualità”, istituito in collaborazione con la CICAE. The MPX, Multisale Pio X, is the fruit of restructuning the Cinema Theatre Pio X, from the 2002 offers to the whole city of Padova a space where cohabit cinema, theatre music and others. The activity has beeb recognized in 2006 with the “Premio della Regione Veneto per il cinema di Qualità”, an institute in collaboration with the CICAE.

La Fondazione Teatro Civico di Schio ha scelto di percorrere con lo spettatore i sentieri della contemporaneità. “Schio Grande Teatro” è il titolo della rassegna serale e “Volare Alto” è il progetto dedicato alle giovani generazioni; entrambi si muovono nell’ambito dei linguaggi contemporanei. I progetti, in collaborazione con il Comune di Schio, hanno ospitato artisti come Hanna Schygulla, Marco Paolini, Lella Costa, Serena Sinigallia-Atir, Teatro dell’Elfo, Gabriele Vacis-Teatro Stabile di Torino e tanti altri ancora. Le proposte registrano stabilmente il tutto esaurito. The Foundation Teatro Civico di Schio has chosen to walk with spectators the paths of contemporaneity. “Schio Grande Teatro” is the title of night events and “Volare Alto” is the project dedicated to young generations; both are moving in the field of contemporary languages. The projects, in collaboration with Schio municipality, have hosted artists as Hanna Schygulla, Marco Paolini, Lella Costa, Serena Sinigallia-Atir, Teatro dell’Elfo, Gabriele Vacis-Teatro Stabile di Torino and other more. All proposal register always full house. Gestito da La Piccionaia-I Carrara, il teatro dedica particolare attenzione ai territori del linguaggio contemporaneo, ove però il luogo antropologico è l’idea che coloro che l’abitano si fanno del rapporto con il territorio, con i vicini e con gli altri. Parlare di un luogo per il teatro contemporaneo del Veneto è dichiarare che si può costruire un sistema avanzato di rete culturale: obiettivo che la compagnia persegue scegliendo di interagire con artisti, realtà produttive ed enti che condividono tale tensione, offrendo una proposta teatrale che guarda al presente e al futuro. Directed by La Piccionaia-I Carrara, the theatre dedicates particular attention to the contemporary language territory, where the anthropological idea of those who live within it, they develop a relation with the territory. To speak of a place where the contemporary theatre of Veneto declares that it is possible to build a new advanced system: the objective for the company is to continue the relation with the artists, offices productions that share the same tension, offering a theatrical propose which looks to the present and the future. 107

TEATRO AURORA

QUESTA NAVE Teatro Aurora Via Padre Gelain, 11 30175 Marghera (VE) www.questanave.com

TEATRO CAMPLOY

Via Cantarane, 32 37129 Verona www.comune.verona.it

TEATRO DEL PARCO

Via Gori, 8 30170 Mestre (VE) www.teatrodelparco.info

TEATRO DELLE VOCI

Via Tre Venezie, 17 31100 Treviso www.teatrispa.it

TEATRO DUSE CENTORIZZONTI

Dotato di 312 posti, ben si presta ad accogliere la Stagione di Teatro Contemporaneo, nonché spettacoli di danza, concerti di jazz e world music e la rassegna “Esterno Notte” della Mostra del Cinema. Interamente gestito dalla Compagnia Questa Nave, il teatro prevede, sempre nell’ambito del Teatro Contemporaneo, anche la residenza per giovani compagnie, la promozione di convegni e la conduzione di laboratori. Il tutto è finalizzato a qualificare il Teatro Aurora come principale punto di riferimento per la terraferma veneziana nel campo del Teatro di Innovazione. With 312 seats, it’s the perfect solution to host the “Stagione di Teatro Contemporaneo”, dance performances, jazz concerts and world music and the show from the Cinema Festival. Totally run by “Questa Nave” company usually stays within Contemporary Theatre, and so the residencies of the young companies, the promotion of meetings and workshop. Everything is finally qualified for the Aurora Theatre, like the main point of reference for the venetian mainland within the Theatre of Innovation. Dal 1998 ha presentato un cartellone ricchissimo di appuntamenti di prosa, danza e musica, collaborando con le numerose associazioni culturali presenti sul territorio. Sul piano amatoriale propone un’apprezzata stagione teatrale e inoltre promuove il prestigioso Premio Giorgio Totola, Festival nazionale rivolto alle compagnie non professioniste che presentano spettacoli di autori italiani contemporanei. Organizza inoltre la rassegna L’altro teatro, legata al teatro d’innovazione e ricerca che abbraccia territori poco esplorati della prosa e della danza. From 1998 the theatre has presented a full season of programs of prose, dance and music collaborating with several cultural associations existing in the territory. Amateurs propose and appreciative theatrical season and promote the prestigious Giorgio Totola Awrds, a national Festival which is applied to the unprofessional companies to present their shows with contemporary Italian authors. Organizing in addiction to the “L’Altro Teatro show”, it blends the theatre of innovations to a research which embraces the unknown ground of prose and dance. “Fuori contesto” è l’articolata proposta che annualmente offre opportunità d’incontrare la sperimentazione a diversi livelli. Punto di partenza sono sempre eventi teatrali e di danza che, per originalità della messinscena, dei tesi e delle coreografie offrono agli spettatori momenti di confronto con creatività ed espressività ogni volta differenti. Ha una programmazione varia, a cura del Comune in collaborazione con diversi soggetti. “Fuori contesto” is the articulated proposal which every year give the possibility to meet experimentation at different levels. Starting point are always theater and dance events which, for originality of mise-en-scène, texts and choreographies offer to spectators moments of comparison with always different creativity and expressiveness. It has a various program schedule, cured by Municipality in collaboration with many subjects.

L’originale spazio scenico di questo teatro, inaugurato nel 2003, presenta ogni anno dieci spettacoli tra i più significativi e rappresentativi della ricerca e della riflessione sui modi dell’espressione artistica nei diversi ambiti. La rassegna Il teatro racconta le voci si colloca sulla scia della contaminazione e della combinazione di forme e linguaggi diversi nell’intento di valorizzare le potenzialità delle arti teatrali come vettori di emozioni autentiche che possano diventare oggetto di attenzione e di interesse anche fra le giovani generazioni. The original scenic space of this theatre, inaugurated in 2003, presents every year ten most significant and rappresentative shows of the artistic expressions, and different areas. The “Teatro che racconta le voci” show, continues its journey through the contamination and combination of forms and different languages with the intent to validate the potential pf the art theatres that transport authentic emotions that can become an object of attention or interest, even in the younger generations. Attraverso il teatro, la musica e la danza, sul palcoscenico del teatro Duse, l’Associazione Echidna propone “Centorizzonti”, l’appuntamento con le arti sceniche contemporanee, rinnovando la voglia di raccontare e raccontarsi, unendo generazioni e persone che si riconoscono parte di una nuova comunità. La rassegna, accogliendo e proponendo idee ed esigenze, ha raccontato ogni volta un tema emozionante, per dedicare un inno poetico a quello spazio intimo e contagioso che è la scena teatrale. Echidna Association through the stage of Duse theatre, propose “Centrorizzonti”, an appointment with the contemporary stage arts, music and dance performance, renewing the desire to recount and narrate while uniting generations that are part of the new community. The review, while receiving and proposing ideas and desires, has narrated an emotional theme to dedicate a poetic hymn to the intimate and contagious place called theatre scene.

www.echidnacultura.it

TEATRO FILARMONICO

Via Cavour, 19 35028 Piove di Sacco (PD) www.teatrofilarmonico.it 108

Il teatro ospita tre realtà tra loro consociate: l’associazione Teatro Boxer, che si occupa di produzioni teatrali (soprattutto racconti e teatro per ragazzi), corsi di formazione e seminari, la Nuova Scena, che cerca di portare in teatro il meglio della produzione italiana e infine Hal, chiamata così in onore del computer di “Odissea nello spazio”, che si occupa di servizi tecnici per spettacoli teatrali e musicali. Unendo produzione, circuito e servizi, infatti (cosa che si fa di rado in Italia), si riescono ad allestire spettacoli di qualità, a costi ridotti e con buone prospettive di “vita”. The Teatro Filarmonico of Piove di Sacco is currently the site of an original experiment: the cooperation of three groups, each dedicated to its own area of expertise. Teatro Boxer is a theatre company, producing one-man-shows and youth theatre; Nuova Scena is a society founded to manage the theatre professional season and its numerous problems, with great emphasis on “new” theatre; last but not least, Hal (named after the computer in “A Space Odissey”) is focused mainly on the technical side of show-business, providing services for theatre and music. The three of them, together, are thus able to solve a great amount of problems which normally hinder the circulation of theatre in our country.

TEATRO FONDAMENTA NUOVE

Cannaregio 5013 30121 Venezia www.teatrofondamentanuove.it

TEATRO JUNGHANS

Giudecca 494/B 30133 Venezia www.teatrojunghans.it

TEATRO SPAZIO BIXIO

Via Mameli, 4 36100 Vicenza

TEATRO VILLA DEI LEONI

Riviera Silvio Trentin, 3 30034 Mira (VE) www.teatrovilladeileoni.it

TIB TEATRO

Piazzale Marconi, 2/b 32100 Belluno www.tibteatro.it

Caratterizzato da un’affascinante struttura in cui convivono mattoni e legno, il teatro può ospitare fino a 220 spettatori. La programmazione è continua da settembre a giugno e si muove attraverso un percorso di ricerca nel campo delle arti sceniche contemporanee, che ha portato il teatro ad assumere un ruolo di primaria importanza nel panorama nazionale, diventando un punto di riferimento per tutte quelle esperienze legate alla ricerca e all’innovazione in musica, nel teatro e nella danza contemporanea. Characterized by a charming structure where wood and bricks are blending together, the theatre can accomodate 220 spectators. The theatre program runs from september to june and it moves through a contemporary scenic art research which caused the theatre to assume a key important role in the national scene, thus becoming a reference point for all those experience that are tied to research and innovation in music and of the contemporary dance theatre. Il Teatro Junghans è gestito dall’Associazione Culturale Piuttosto Puck, formata dalle già citate associazioni Pantakin da Venezia e Questa Nave. Il Teatro dispone di una sala teatrale di 149 posti, di 2 sale prova e di 2 sale polifunzionali. Aperto dal 2005, ospita rassegne teatrali, corsi di formazione, esposizioni e mostre di arti visive, laboratori, stage e proiezioni di film. Dal 2006 è sede della Scuola Biennale di Teatro “Fabbrica d’attori”. Teatro Junghans is directed by cultural association Piuttosto Puck, formed by Pantakin da Venezia e Questa Nave associations. The building has a theatre room of 149 places, 2 proof rooms and 2 polyfunctional rooms. Open from 2005 host theatre festival, courses, exhibitions of visual arts, laboratories, stage and film projections. From 2006 it is the headquarter of Scuola Biennale di Teatro “Fabbrica d’attori”.

Novità assoluta per la città di Vicenza: 99 posti, gradinata a scomparsa per poter utilizzare lo spazio in modo non canonico, per mettere in stretta relazione il pubblico con gli artisti, per un teatro che diventa “casa”, dove costruire un rapporto reale, affettuoso tra attore e spettatore. Un luogo di sperimentazione e proposta di nuovi e originali percorsi teatrali che guardano non solo ai giovani, ma anche al mondo dei più piccoli e delle loro famiglie, per un’azione culturale con un ascolto attento e sensibile ai nuovi impulsi del teatro contemporaneo. An absolutley new experience for the City of Vicenza: 99 seats, with slide-away stands to be able to use the space in an unconventional way to put the audience in close relations with the actors for the theatre which becomes like a home. where only one can construct a real and affectionate relation between the actors and the spectators. A place where experimentations and suggestions of new and original theatre performances taking in consideration not only the young adults but also the children and their families, for a cultural encounter-playing carefully attention to new impulses of the contemporary theatre. Il teatro come luogo fisico di incontro con un artista o una compagnia impegnati sul palcoscenico, ma anche come culla di emozioni e sensazioni, in grado di toccare le corde più intime. Per La Piccionaia - I Carrara il teatro è da sempre luogo di relazione e di crescita e il Teatro Villa dei Leoni ha dimostrato di essere un “luogo speciale”, nel quale il Comune di Mira continua ad investire perché rappresenta il fulcro di crescita per il territorio. The theatre is like a meeting place where the spectator meets with an artist or a company on stage, but it’s also like a cradle of emotions and sensations that is able to touch the most intimate cord of the audience. For the Piccionaia-I Carrara theatre is always an important place of contacts and growth. The Villa Dei Leoni Theatre has demonstrate to be a special place where the town of Mira continually finance the theatre becouse it represents the growth center of the territory.

Struttura di produzione teatrale, presso il Teatro Comunale di Belluno, sviluppa progetti artistici dedicati alle nuove generazioni, tra cui drammaturgia contemporanea, educazione e formazione teatrale, integrazione tra le arti sceniche e la configurazione storica ed architettonica dei luoghi. I progetti sono aperti alle influenze nazionali, pur essendo radicati e maturati nel territorio di residenza. La poetica spazia dal teatro in musica al teatro civile, all’interno di architetture cittadine che diventano reali fonti drammaturgiche. TIB theatre is a theatrical production company, close to the Community Theatre of Belluno, producing and developing artistic projects dedicated to the new generation such as: contemporary dramaturgy, education and theatrical formation, integration of scenic art, historic configuration and architectural areas. The projects are subject to the national influence, even though they’ve matured and deeplyrooted un the local area. The poesy shifts from the musical theatre to the civic theatre internal to the city architecture which become real sources of dramaturgy.

TEATRO STABILE PUBBLICO / PUBLIC THEATER

TEATRO STABILE DEL VENETO CARLO GOLDONI

San Marco 4650 30100 Venezia (VE) www.teatrostabileveneto.it

Nasce nel 1992 sotto la direzione di Giulio Borsetti, che ne costruisce l’ossatura e festeggia il Bicentenario Goldoniano con spettacoli di grande tradizione, fino al grande successo di “Le ultime lune” di Bordon, con cui Marcello Mastroianni si congedò dal suo pubblico. Nel 2003 nascono i Premi EtiOlimpici del Teatro che hanno riportato la prosa in televisione (Raiuno) e per la prima volta il Teatro al Quirinale. Lo sguardo volto all’Europa ha portato il Teatro nel 2003 alle prime tournées internazionali (Berlino, Parigi, Lisbona) e quest’anno sarà presente a Mosca, Amburgo e Barcellona. Founded in 1992 under the direction of Giulio Borsetti, who created the structure and celebrated the Goldoniano Bicentennal with the spectacular traditional shows, until his great successc of Le ultime Lune of Borbon, where Marcello Mastroianni abandons his public. In the 2003 the “ETI-Olimpici del Teatro” Awards was created for brought prose back to the public television (RAIUNO) and for the first time the Theatre at the Quirinale. In 2003 glances in the face of Europe brought the theatre prime international tours (Berlin, Paris, Lisbon) and this year will be present in Moscow, Hamburg and Barcelona. 109

LUOGHI DI AZIONE (FESTIVAL, EVENTI E PROGETTI) / Places of action (Festival, EVENTS AND PROJECTS)

ASOLO ART FILM FESTIVAL

Via Foresto Vecchio, 8 31011 Asolo (TV) www.asolofilmfestival.it

AZIONI INCLEMENTI

Associazione nata nel 2002 per ridare vita al Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’artista: importante iniziativa inaugurata nel 1973 come novità senza precedenti nel panorama internazionale (Andrej Tarkovskij fu il vincitore della prima edizione), poi cessata nella seconda metà degli anni Ottanta. L’A.I.A.F. accoglie un patrimonio filmico di oltre 3000 titoli, suddivisi da quest’anno in sei diverse sezioni (Film sull’arte, Biografie d’artista, Videoarte, produzioni sperimentali/scuole, architettura e design). The Association was fouded in 2002 with the intention to revive the International Film Festival of Artworks and Biographies of Artists: this important initiative was inaugurated in 1973 and hailed as an inovative festival without precedents on the international scene (Andrej Tarkovskij won the the first edition) however; it was discontinued in the second half of 1980s. The A.I.A.F controls more than 3000 film titles that are sub-divided into six categories (Films on Artworks, Artists biographies, Videoarts, Experimental Productions/schools, Architecture and Design). Azioni Inclementi-Arti e mestieri del narrare è un festival tenuto annualmente a Schio, con giornate di incontri di letteratura e poesia, reading, concerti, teatro, installazioni artistiche, spettacoli per bambini, mostra-mercato del libro. Filo conduttore è il recupero della dimensione del narrare, attraverso la lettura ad alta voce fatta “risuonare” in modalità artisticamente significative. Demanding -arts and the skills of Narrating Crafts Actions is an annual festival organised in Schio, with literature and poetry assemble, readings, concerts, theatre, artistic installations, kids shows and a books fair. The intent of this gathering is to recover the narrative significance, through reading out loud ”risonare” in an artistic way.

ATOZ Via Barbè 36034 Malo (VI) www.atoz.it

B-MOTION (OPERA ESTATE)

Il terzo segmento di Operaestate Festival Veneto si svolge nella seconda metà di agosto ed è dedicato al linguaggio universale della danza; del corpo rappresentato e sperimentato da artisti e spettatori, critici e operatori. Un progetto nato per esplorare e riflettere insieme, ma anche per promuovere, in Italia e all’estero creazioni e residenze dei giovani artisti sostenuti. E per il pubblico del festival la possibilità di immergersi nella densità delle emozioni e dei talenti, delle idee e della loro rappresentazione. The third segment of Operaestate Festival Veneto runs in the second half of August and is dedicated to the universal language of dance, where the body is represented and studied by artists, critics, operators, and spectators alike. This project was developed to discover, analyse and promote the creations and residences of young subsidized artists in Italy and abroad. For the festival audience, this is a chance for dipping into these artists’ emotional density, talent and ideas.

www.operaestate.it

CIRCUITO OFF VENICE INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL LIGHT BOX Venice Cube Giudecca 212 30133 Venezia www.circuitooff.com

DOLO NEI TEATRI

Il Festival è nato nel 2000 come vetrina indipendente per i registi emergenti con un target allargato, in grado di coinvolgere giovani, adulti e professionisti del settore. Dedicato principalmente al cinema è aperto ad ogni forma di espressione visiva presentandosi come un evento che tocca i diversi aspetti della produzione creativa attraverso le immagini: fiction, videoclip, pubblicità, video sperimentali, animazioni, documentari e fotografia. Dal 2006 organizza un Mercato del Cortometraggio per presentare e stimolare le opportunità economiche e distributive delle opere realizzate. The Festival was born in 2000 as an independent showroom for emergent film directors with amplified aim to involve young and older professionals in the sector. Principally dedicated to filmmaking and is opened to all forms of visual expressions just like an event which touches on different aspects of creative productions through images: fiction, videoclip, publicity, video experimentation, animation, documentaries, and photography. Since 2006 the festival organizes a Short film market for presenting and stimulating the economic and distributing opportunities of film. Il progetto dell’Associazione Culturale Echidna ha visto attori e autori condurre il pubblico in racconti suggestivi e in un percorso tra luoghi, tra presente e futuro. Il domani deve necessariamente iniziare sia dalla riscoperta degli ambienti attuali, sia dal considerare l’attività teatrale non come fine, ma come mezzo per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della città stessa. Futuro che vuole credere nella vocazione di Dolo ad ospitare il teatro, a divenire teatro. The Echidna cultural Association project has seen actors and authors offer to the public suggestive story-telling which takes the audience on a journey from present to the future. The future must begin with a rediscovery of current surroundings as well as viewing the theatrical activities not as the end but as a tool for cultural, social and economic development of the city. A future that everyone wants to believe in-with Dolo’s commitment to host and become a theatre.

www.echidnacultura.it

F.I.L.I. FESTIVAL (SALZANO)

www.echidnacultura.it 110

Dal 2003 l’Associazione Culturale Echidna ha sviluppato una ricerca storica sulla vecchia Filanda Jacur, producendo un materiale documentaristico, tra fonti scritte ed orali, con l’aiuto di artisti di grande talento. Il Filanda Idee Lavoro Identità intende trasformare quella che era la “produzione industriale” in “produzione culturale”, con la consapevolezza che il luogo e la sua storia hanno consegnato ai posteri un concetto di lavoro particolare, visto come un processo lungo e faticoso, che crea competenze e mestieri. In 2003 the ECHIDNA Cultural Association developed a historical research on the old Filanda Jacuar, and produced a documentary using oral and written sources as well as the help of very talented artist. The Filanda Ideal Work intends to transform the so called “Industrial Production” into “Cultural Productions” with the understanding that the place has and its history delivered to our descendents a concept of a particular work, considered a long and arduous process, which creates jobs and competence.

FILO D’ARIANNA FESTIVAL

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L’ISOLA DELLE MERAVIGLIE

www.echidnacultura.it

LE CITTA’ PALCOSCENICO (OPERAESTATE)

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MINIMA RURALIA

Il Festival, grazie alla riflessione sul mito curata da Daniela Nicosia dal 2002, dà la possibilità di vedere l’ambiente mutato, contaminato da segni molteplici e in contrasto tra loro, custode di un segno originario che ancora permane. Nella permanenza del non tangibile risiede l’intima connessione tra mito e teatro, dove la macchina scenica si misura sia con i contesti naturali, sia con le strutture architettoniche della città, mostrando allo spettatore quei luoghi che forse, nell’uso e abuso quotidiano, non è più capace di cogliere. Thanks to the reflections on the myth overseen by Daniela Nicosia in 2002, the Filo D’Arianna Festival gave possibility to observe a changed environment, contaminated by multiple reflections, often contrasting among them, that kept its original character still enduring. In the presence of permanent intangible existence subsists an intimate connection between myth and theatre, where the apparatus of scenes is measured by natural context as well as the architecture structure of the city, showing the spectator those sites that perhaps, during daily use and measure, are unable to grasp. L’obiettivo è di restituire alla città di Dolo la sua isola: un insieme di elementi architettonici e paesaggistici (antichi molini, squero, case, argini, calli, palazzi e edifici storici) legati l’uno all’altro dalle storie del fiume, delle sue deviazioni, della costruzione di un’isola fluviale con un’architettura minore legata all’economia e perfettamente inserita nel pregio delle case dei patrizi veneziani. L’Isola torna così ad essere il vero palcoscenico della città, luogo dell’attesa, della convocazione e della scoperta, fonte di bellezza e di meraviglie. The objective of the “L’isola delle Meraviglie” is to return Dolo its island: together with architectual and landscape elements (ancients mills, shops, dwellings, embankments, narrow streets, palaces and historical buildings) linked to each other by the history of the canal, its deviations, the construction of the river island with inferior architecture linked to economics factors and completely interspaced with regards to the nobles venetian homes. In its way the Isola returns to be real stage of the city, a waiting place to be summoned and discovered of his beauty and marvels. La programmazione più tradizionale di Operaestate Festival Veneto è dedicata ai grandi eventi di teatro e danza, alle produzioni originali e ai progetti esclusivi creati appositamente per il festival e a partire dai luoghi dove sono ambientati. Il recupero e la valorizzazione di spazi di importante rilevanza architettonica, storica, paesaggistica è da sempre uno degli obiettivi e delle sfide lanciate da Operaestate. Caratteristica innovativa del festival. é infatti aver creato un vero e proprio distretto culturale con l’organizzazione in sistema, attraverso i beni culturali coinvolti, delle straordinarie risorse presenti nelle città palcoscenico. The most traditional schedule of Operaestate Festival Veneto is dedicated to the grand events of theatre and dance, to original productions and projects created exclusively for the festival, starting from the places whee they are set. The recovery and evaluation of spaces of an architectural, historical and landscape importance has always been a target of and a challenge presented by Operaestate. The innovative characteristic of the festival is the creation of a real and accurate cultural district featuring a systemic organization of the extraordinary resources present in the Città Palcoscenico, through the involvement of the cultural heritage of the territory. La rassegna di eventi, incontri con artisti, itinerari e visite nei luoghi del lavoro e della produzione, mira ad esplorare il paesaggio agricolo che in pochi decenni ha “cambiato destinazione d’uso”, con l’intento di valorizzare quello che oggi rimane, prendendo a metafora l’opera del filosofo tedesco T.W. Adorno “Minima Moralia/Meditazioni sulla vita offesa”. The review of events, meetings with artists, tours and visit of the workplace and the production points towards the exploration of the agricultural countryside wich in a few decades has “changed its destination of use”, with the intent to develop the things that have remained as of today-taking the metaphor from T.W. Adorno german philosopher “Minimum morality/Meditation on offended life”F

www.echidnacultura.it

OPERAESTATE FESTIVAL VENETO

Via Vendramini, 35 36061 Bassano del Grappa (VI) www.operaestate.it

PAESAGGIO CON UOMINI NEI TEATRI DELLA BRENTA

Un Festival per tre progetti (B-motion, Le Città Palcoscenico, Teatro Festival BIS). 27 anni dalla sua prima edizione, 30 i comuni coinvolti, 400 serate di spettacolo in ltre 2 mesi tra i castelli, le piazze, i parchi e le ville della pedemontana veneta, questi i numeri di Operaestate Festival Veneto da fine giugno ai primi di settembre a Bassano e nelle altre città palcoscenico. In programma quest’anno proposte dedicate al teatro contemporaneo, alla danza internazionale più innovativa, alla musica: lirica, classica, jazz e al cinema d’autore. Un mix di avanguardia e tradizione che è diventato segno distintivo di un Veneto che fa cultura ai massimi livelli. It is a festival which consists of three projects (B-motion, Le Citta’ Palcoscenico, Teatro Festival BIS). It celebrates its 27th anniversary this year, with 30 associated partner towns, 400 shows and events over a period of two months in the castles, historic squares, parks and villas all along the Venetian area at the feet of the Alps. These are the figures of Operaestate Festival Veneto which runs from the end of June to early September, in Bassano and in other stage-cities. This year the scheduled events range from contemporary theatre to the most innovative international dance, auteur cinema and music (opera, classical, jazz). A mixture of avantguard and tradition which has now become the most peculiar feature of a Veneto which promotes culture at its maximum level. Traendo spunto dalla lezione del geografo Eugenio Turri, il progetto coinvolge artisti in una geografiateatro lungo la Brenta e invita gli spettatori a disegnarsi una mappa di emozioni: una sorta di design comportamentale che modifica la percezione degli spazi, li ri-utilizza all’interno di un processo di lenta costruzione d’identità territoriale; condividendo l’esperienza emotiva, creativa e culturale nei luoghi della propria quotidianità. The starting point derives from a geography lesson by Eugenio Turri, the projects involves artists in a geographical-theatre in Brenta and invites the spectatores to design an emotional map: a type of behavioural design that modifies the perception of space, that reused within a process of a slow construction of territorial identity; sharing the emotional experience, creative and cultural places in the daylife.

www.echidnacultura.it 111

PELLESTRINA

www.lovedifference.org

RISONANZE

TEATRO FONDAMENTA NUOVE Cannaregio 5013 30121 Venezia www.teatrofondamentanuove.it

TEATRI DELLE MURA Comune di Padova Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo Vicolo Pedrocchi, 11 35100 Padova www.teatridellemura.it

TEATRO FESTIVAL BIS (OPERAESTATE)

www.operaestate.it

VENETO JAZZ

Residence Le Barchesse Via Corriva, 10 31030 Cavasagra di Vedelago (TV) www.venetojazz.com

NEW CONVERSATIONS VICENZA JAZZ Comune di Vicenza Assessorato alle Attività Culturali Levà degli Angeli, 1 36100 Vicenza www.comune.vicenza.it 112

“Un record per Pellestrina” è un progetto ideato da Lisa Castellani, Enrica Cavarzan, Maria Zanchi, Gloria Safont-Tria in collaborazione con Love Difference e Cittadellarte-Fondazione Pistoletto. Il progetto nasce dall’idea di “community based art project”, con l’intento di far emergere la cultura e l’identità dell’isola coinvolgendo i suoi abitanti. Grazie a un’operazione artistica che recupera l’antica tradizione artigianale locale del merletto a tombolo, il gruppo intende dialogare con il sistema sociale, tessendo relazioni che portino l’isola a riconsiderare il suo ruolo per il futuro in modo creativo. “A record for Pellestrina” is a project concieved by Lisa Castellani, Enrica Cavarzan, Maria Zanchi, Gloria SafontTria in collaboration with LOve Difference and Cittadellarte Foundation of Pistoletto. The project was created from he “Community Based Art Project” with the intent to elevate the culture and the island’s identity by making their inhabitants involved. Thanks to an artistic action plan which restores traditional ancient handcrafts such as making of lace with a special instrument called “tombolo” the group plans communicate with the social system and tasking relations that makes the island reconsider its role for the future in a creative way. Rassegna di musiche contemporanee del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, il Festival è una delle realtà di riferimento assoluto in Italia e in Europa. Attiva sin dal 1999 e costruita attorno a un’affascinante ipotesi di esplorazione delle diverse possibilità sonore della contemporaneità, dalla libera improvvisazione al jazz d’avanguardia, dalla nuova elettronica al rock indipendente, dalla multimedialità alla sperimentazione elettroacustica, negli anni ha portato i nomi più stimolanti della scena internazionale: Lou Reed, Jon Spencer, Mouse On Mars, Terry Riley, Fennesz, Current 93. Reviewing the contemporary music of the “Teatro Fondamenta Nuove” of Venice, the festival is one the realities of absolute consideration in Italy and Europe. Active since 1999 and constructed around a fascinating hypothesis of exploring the various possibilities, of contemporary sounds, the free improvisation of avantgarde jazz, the new independent electronic rock, the multimedial experimentation of electro-acoustics, in the nineties the festival has brought very stimulating international artist to perform: Lou Reed, Jon Spencer, Mouse on Mars, Terry Riley, Fennesz, Current 93. Manifestazione promossa dal Comune di Padova, Assessorato alle politiche culturali e spettacolo, giunta alla sua terza edizione, la prima con la Direzione Artistica affidata ad Andrea Porcheddu. L’obiettivo è di valorizzare le mura storiche della città di Padova attraverso l’incontro tra il teatro e il luogo. Quest’anno il Festival agirà su quattro livelli: produzioni site specific, progetto speciale “Le scritture del Veneto”, eventi ed ospitalità. Festival promoted by the Municipal district of Padova, Councillorship to the Political Culture coming to its third edition, the first one with the Artistic Direction of Andrea Porcheduu. The purpose is to revitalise the historical walls of Padova city through the joining between the theatre and the place. This year the Festival will work on four different levels: site specific productions, the special “Le scritture del Veneto” project and will host events.

Il primo segmento di Operaestate Festival Veneto è un vero e proprio festival teatrale dedicato, che concentra in un’unica settimana la sua progettualità più fortemente contemporanea BIS-sandone lo spirito. Un progetto che nasce con una chiara vocazione innovativa già nel titolo (BIS sta anche per Bassano Innovation Scene). Uno sguardo sui nuovi percorsi dell’arte performativa filtrato attraverso il colorato mondo dei fumetti. Strisce di vita quotidiana abitate da personaggi fantastici, uomini comuni, trasformati in super-eroi per un giorno. The first segment of Operaestate Festival Veneto is a festival truly dedicated to theatre, which concentrates the most contemporary events in one week, thus underlining the spirit of the whole festival. The project was born with a clear, innovative mission already present in its name (BIS also stands for Bassano Innovative Scene). It includes a view of the new trends in performing arts, filtered through the colourful world of comics. Daily life strips which are inhabited by imaginary characters, common people turned into superheroes for one day. Opera nel settore della musica jazz e contemporanea, attraverso l’organizzazione di eventi di spettacolo, esposizioni d’arte, convegni, workshop formativi. Firma Veneto Jazz Festival, uno dei più importanti festival jazz italiani, con 100 concerti, 30 città coinvolte, 3 mesi di calendario, e ha ospitato artisti come Miles Davis o Keith Jarrett. Fra i progetti speciali rientra “MILES&” (2006), curato da Giuseppe Mormile, che è un omaggio a Davis con un programma di concerti, conferenze e la pubblicazione del catalogo dedicato alla discografia dell’artista e alla sua attività pittorica. Veneto Jazz works in the jazz and contemporary music, through meetings and workshops. Veneto Jazz Festival, is one of the most important Italian jazz festival, with 100 concerts over 30 cities in 3 months, with artist like Miles Davis or Keith Jarrett. Inside the special programs we found “MILES&” (2006) edited by Giuseppe Mormile, it’s a tribute to Davis with concerts, meetings and the publication of a catalogue dedicated to the discography and the artistic activities of the musician. Giunta alla dodicesima edizione, “New Conversations - Vicenza Jazz” è organizzato dal Comune di Vicenza (Assessorato alle Attività Culturali) con la partecipazione e il sostegno di istituzioni pubbliche e private. Il festival è diretto da Riccardo Brazzale ed ha luogo tradizionalmente nel mese di maggio. Ospita abitualmente i massimi jazzmen viventi statunitensi ed europei all’interno di percorsi originali, in cui hanno spazio anche talenti emergenti o artisti dimenticati da valorizzare, senza escludere il rapporto con le altre arti. The 12 etitions of “New Conversations-Vicenza Jazz” organised by the city of Vicenza (councillorship at the Cultural activities) with the participation and support of public and private associations. The festival is directed by Riccardo Brazzale and opens during May, we can find the most important American and European jazzmen inside interesting programs, including new talented musicians or forgotten, without refuse the relationship with the other arts.

COMPAGNIE E ARTISTI / companies and artists

ARCIPELAGO CIRCO TEATRO - PANTAKIN DA VENEZIA PANTAKIN DA VENEZIA Giudecca 620/622 30133 Venezia www.pantakin.it www.circoteatro.it

LA PICCIONAIA - I CARRARA

Stradella dell’Isola, 19 36100 Vicenza www.piccionaia.it

QUESTA NAVE

Teatro Aurora Via Padre Gelain, 11 30175 Marghera (VE) www.questanave.com

Compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nasce nel 1995 per mantenere viva la tradizione della Commedia dell’Arte ricercando nuovi percorsi per renderla attuale. L’attività spazia dalla produzione e distribuzione di spettacoli, all’organizzazione di eventi speciali (Il Circo in Città), rassegne teatrali (Festival estivo Teatro in Campo) e laboratori di formazione. Dal 2000, dall’unione tra Pantakin, Alessandro Serena e Marcello Chiarenza l’indagine sul teatro si è intersecata con quella legata all’arte circense, dando vita ad Arcipelago Circo Teatro e aprendo in Italia un nuovo capitolo sulla sperimentazione legata al Nouveau Cirque. Pantakin from Venice, is a theatre company, recognized by the Minister of Culture and Cultural Activities for its excellent work, founded in 1995 with the intent to maintain the traditional ways and, at the same time, research new paths to actualise it. Its activities consists of production and distributions of shows, special events (Il Circo in Città), theatre reviews (Festival estivo Teatro in Campo) and workshops. In 2000, a discussion between Pantakin, Alessandro Serena and Marcello Chiarezza, concerning theatre interlinking circus art, gave birth to the Arcipelago Circus Theater which opened a new chapter in the experimentation involving the “Nuoveau Cirque”. A partire dall’idea di un teatro popolare d’arte della famiglia storica Carrara, la cooperativa dal 1975 riunisce attorno a sé una serie di artisti, organizzando eventi e iniziative culturali, e rappresentando oggi una rete di varie ed articolate identità. L’idea di base, per i vari protagonisti del progetto (nel 2007 Armando e Titino Carrara, Gualtiero Bertelli, Patricia Zanco, Mirko Artuso, Carlo Presotto, Ketti Grunchi, Flavio Albanese), è che l’esperienza dell’arte dev’essere qualcosa di utile e piacevole per tutti. Starting with the idea of celebrated Carrara family to establish a popular art theatre, in 1975 the organisation has reunited a group of artists, by organising events ans cultural initiative which today represents a network of various and articulated identities. The basic idea of the various individuals of the project (in 2007 Armando and Tino Carrara, Gualtiero Bertelli, Mirko Artuso, Carlo Presotto, Ketti Grunchi, Flavio Albanese), that experience of art must be constructive and pleasant for all. La compagnia fondata nel 1990 a Marghera (VE) da Francesca D’Este e Antonino Varvarà si misura col teatro di ricerca e gestisce il Teatro Aurora, che ogni anno ospita la Stagione di Teatro Contemporaneo, e il Teatrino di Via Pasini. Nel campo della produzione è attiva con differenti spettacoli: dall’Orlando Furioso ovvero La fine del Mondo a La distruzione di Kreshev, da Rosso cupo-Una donna nelle Brigate Rosse a Il racconto del Villaggio. Questa Nave si occupa anche della formazione, conducendo laboratori nelle scuole e corsi di teatro per vari livelli di utenza. This company was founded in 1990 in Marghera (VE) by Francesca D’Este and Antonino Varvarà, work with the theatrical research and they direct the Aurora Theatre, every year they open the Contemporary theatre season, and the Teatrino in via Pasini. The direction of the production is activated with different performances: from Orlando Furioso ovvero La fine del Mondo to the La distruzione di Kreshev, from Rosso cupo-Una donna nelle Brigate Rosse to the Il racconto del Villaggio. “Questa Nave” also takes the formation, drives the workshop in schools and theatral classes in different levels.

MIRKO ARTUSO

Forma la sua identità poetica collaborando dal 1989 con le più importanti realtà teatrali nazionali, come il Teatro Settimo. Autore, regista e attore, si alterna all’attività di formatore presso università ed enti pubblici e privati. Tutti i progetti che lo vedono protagonista come regista o attore, si fondano sul continuo confronto tra l’arte e l’interpretazione della realtà in cui si manifesta, perché il suo è un teatro d’incontro, che nasce dall’esigenza di vivere e condividere esperienze. Formed his poetic identity by collaborating, from 1989, with the most important national theatrical reality, like the Settimo Theatre. Author, director and actor, often changing his formating activities near the university as well as public and private offices. All the projects that he partakes in as a director or as an actor basis his work on a continuous comparison between the manifestation of art and interpretation of reality because his approach is an encounter theatre which was developed from the necessity of life and sharing experience.

PATRICIA ZANCO

Crea la sua compagnia nel 2002, ma nasce artisticamente negli anni ’90 con la prima opera tratta da Christa Wolf, “Cassandra”. Nel corso della sua carriera la Zanco ha incontrato maestri e compagnie di importanza internazionale come la Societas Raffaello Sanzio. Caratteristico nel suo itinerario artistico è il rigore della ricerca teatrale e dalle messe in scena dove si può capire l’accuratezza delle scelte stilistiche che risultano concrete, ma al contempo estremamente visionarie, con aperture evocative che permettono di leggere su più piani il suo lavoro. Creates her company in 2002, but her creativeness was born in the ‘90s with her first work taken from Christa Wolf, “Cassandra”. Along the course of Zanco’s career she has met masters and companies of international importance, for example the Societas Raffaello Sanzio. Characteristic of her artistic itinerary its the rigor of the theatrical research where understanding the precision of choosing the style which results concrete, but at the same time extremely visionary, with an evocative opening that allows us to read her works on different levels.

www.patriciazanco.it

COMPAGNIE STORICHE DI DANZA / historical dance companies

TOCNADANZA

Santa Croce 415/a 30135 Venezia www.tocna.it

La Compagnia, riconosciuta da Comune e Provincia di Venezia, Regione del Veneto, e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, organizza rassegne di danza e stage di perfezionamento professionale con coreografi nazionali e internazionali. Dalla sua fondazione, nel 1991, ha creato molti spettacoli anche in coproduzione con La Biennale di Venezia, Comune di Venezia, Abano Danza, Il Gesto e l’Anima, Vignale Danza. La direttrice artistica, Michela Barasciutti, è danzatrice e coreografa tra le più apprezzate della danza italiana. The company is recognized by the Municipal and Provincial district of Venice and the Cultural Ministry, it organises dance reviews and workshop for professional development with national and international choreographers. Since its establishment in 1991, the company has created many shows, in co-production with the Biennale of Venice, City Hall of Venice, Abano Danza, Il Gesto e l’Anima, Vignale Danza. The Artistic Director Michela Barasciutti is a nationally recognized dancer and choreographer. 113

FABULA SALTICA

Piazza Giuseppe Garibaldi, 33 45100 Rovigo www.fabulasaltica.com

ERSILIADANZA

Via Venturelli, 2 37128 Verona www.ersiliadanza.it

NATURALIS LABOR

Via Leopardi, 61 36050 Quinto Vicentino (VI) www.naturalislabor.it

PROGETTO PROTEO

IL POSTO Cannaregio 3136 30121 Venezia www.ilposto.org

RBR DANCECOMPANY

Strada La Rizza, 68 37135 Verona www.rbrdancecompany.it

L’Associazione Balletto “Città di Rovigo” opera dal 1986 nel settore della produzione di spettacoli di danza, dando vita a una propria compagnia, Estballetto (dal 1990 con il nome di Fabula Saltica) e collaborando con il Teatro Sociale della città. La ricerca di una propria identità culturale e artistica ha favorito l’incontro con diversi coreografi, compositori, musicisti e artisti permettendo di valorizzare di volta in volta l’insieme e i singoli elementi di una compagnia versatile ed eclettica. The Fabula Saltica ballet Association of “Citta’ di Rovigo” has been running since 1986 an its involved with ballet show productions, giving birth to a company “Estballetto” (with its current name Fabula Saltica since 1990), and a collaboration with the Social Theatre of the city. While searching for its own cultural association has met with various group of choreographers, composers, musicians and artists, and was able to realize, little by little (relying on groups as well as individual experience), a versatile and eclectic company. Fondata e diretta da Laura Corradi (coreografa e danzatrice), la compagnia opera a Verona dal 1987. Dal 1991 è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e sostenuta dalla Regione del Veneto, dal Comune di Verona e dall’Estate Teatrale Veronese Festival. Laura Corradi dopo la formazione all’estero ha elaborato una personale ricerca sul movimento e le sue creazioni, caratterizzate da un forte impatto emotivo, sono presentate e coprodotte dai maggiori teatri e festival italiani, oltre che stranieri in Francia, Spagna, Olanda, Canada, Unione Sovietica, Uruguay e Argentina. The Ersildanza company was founded and directed by Laura Corradi (choreographer and performer) and has been running since 1987 in Verona. Its was recognized by the Minister of Culture, for its outstanding achievements and has received supports from the Veneto Region, the Verona City Hall and the Verona Summer Theatre Festival. After developing her background abroad, Laura Corradi began a personal research on the movement and its origins, characterized by strong emotional impact, and which was presented and co-produced in all major theatres and festivals in Italy as well in France, Spain, The Netherlands, Canada, USSR, Uraguay and Argentina. Creata nel 1988 e oggi diretta da Luciano Padovani, svolge un lavoro di ricerca e pedagogia sulla danza contemporanea, organizzando progetti come il Festival Forti in Scena e Danza a Comacchio. Naturalis Labor pone particolare attenzione alla creazione di performance ed eventi in luoghi non necessariamente teatrali, tra i quali fabbriche dismesse, forti della Grande Guerra, cortili, spiagge o boschi montani. Gli spettacoli della compagnia vantano coproduzioni con festival italiani come: AbanoDanza, Oriente Occidente (Rovereto) e Bassano Operaestate Festival. Created in 1988 today directed by Luciano Padovani, developes a work of searching and educations under contemporary dance, projects organised with the Festival Forti in Stage and Dance in Comacchio. Naturalis Labor pay a particular attention to the craetions of performance and events in places that are not necessarily theatres, between these disused materials, fortress of the Great War, courtyard,beaches and wooded mountains. The shows of these theatral company boast a co-production with the italians festivals like: AbanoDanza, Oriente Occidente (Rovereto) and Bassano Operaestate Festival. Percorso di ricerca iniziato nel 1999 dalla coreografa Wanda Moretti e dal musicista Marco Castelli, è un progetto d’integrazione tra movimento, suono e ambiente, in cui la relazione tra uomo e spazio parte dal concetto che tutto è movimento. Accanto a coreografie e musiche appositamente composte svolge una funzione fondamentale la collocazione architettonica determinante l’unicità dell’evento e la sua identità. Il nome Proteo è stato scelto in riferimento al mito che descrive tale personaggio come inafferrabile, in quanto è perennemente mutevole e sottoposto a innumerevoli trasformazioni. The journey of the research began in 1999 by Wanda Moretti choreographer and Marco Castelli musician, a project that integrates movement, scenery and sounds in which relation between man and space depart with a concept that everything is link to movement. Besides the choreography and music, composed especially for, it unfolds a fundamental function of an important architectural placement, uniqueness of the event and his identity. The name “Proteo” was selected in reference to the myth where the character is described as invincible and eternally changeable and undergoing innumerable transformation. Diretta da Cristiano Fagioli e Cristina Ledri, nasce nel 1999 dopo varie esperienze a New York e Parigi. Rbr Dance Company ha ricevuto numerosi riconoscimenti e vanta successi di pubblico e critica in campo nazionale e internazionale, proponendosi con spettacoli di forte impatto scenico. A riscontro alla compagnia sono state affidate le coreografie per gli spot televisivi di Seat, Ariston e Yamaha. Directed by Cristiano Fagioli and Cristina Ledri, founded in 1999 after a few experiences in New York and Paris. Rbr Dance Company has received many appreciations and counted a public and critics’ successes on a national and international scene, presenting shows with strong impact scene. A reply to the company has been affiliated the choreography for the commercial spots of Seat, Ariston and Yamaha.

COMPAGNIE GIOVANI DI DANZA / RECENT dance companies

ASSOCIAZIONE IL POSTO

Cannaregio 3136 30121 Venezia www.ilposto.org 114

Associazione culturale e sportiva promuove la diffusione e la pratica dell’arte, della danza e delle attività di movimento ed espressione della persona, attraverso corsi, laboratori e produzioni sperimentali di spettacoli, oltre ad organizzare eventi legati alla danza di ricerca e ai suoi nuovi sviluppi, e progetti didattici per scuole, insegnanti, danzatori, educatori. Le iniziative proposte sono aperte da un lato sul fronte formativo, dall’altro su quello artistico e creativo, costantemente intrecciate. This cultural and athletics association promotes the spreading and practicing of the art of dance, the art of movement and the expressions of characters. They are confident to achieve these aspirations through classes, workshops and experimental productions of shows. They’ve also organised other events such as; research, new developments, and other educational projects for teachers, dancers, and instructors interested in the Art of Dance. These informative, artistic and creative initiatives are open to the public and are continually entwined.

JENNIFER ROSA

Via Pedrazza, 13 36016 Thiene (VI) www.artemis.vi.it/jenniferrosa

KAIROS

Ponte San Barnaba Dorsoduro 3170 30123 Venezia www.kairosvenezia.it

NUDI NUOVA DANZA INDIPENDENTE

Via Filangieri, 3 35125 Padova www.nudi.pd.it

Formatosi nel 2005 sotto la direzione di Chiara Bortoli, il gruppo è composto da danzatori-performer che lavorano a partire dal corpo per approdare a una ricerca sulla singolarità, sullo spazio di umanità di ciascun interprete, cercando una poetica del reale, scarna ed intensa, e presentando i lavori in situazioni non convenzionali, inserite anche nel tessuto urbano, adatte a sperimentare differenti modalità di rapporto tra performer e spettatori. Formed under the direction of Chiara Bortoli, the group is composed of dancers who work with a concept of starting from the body to uncover individuality, allowing individual freedom for each participant, search for a poetical realism, the dancer are slender and powerful and they deliver performance in unconventional situations introducing urban material as well, and with various methods to adopt experiment regarding the artist and spectator relationship. Fondato nel 2001 da Silvia Salvagno e Alberta Toninato, Kairós gestisce a Venezia uno spazio dedicato alla formazione con stage e corsi annuali di danza contemporanea, teatro, yoga, psicomotricità ed altre attività legate all’espressività corporea. L’associazione si avvale di professionisti internazionali, oltre ad essere un centro di produzione teatrale, con spettacoli che coniugano scrittura originale e linguaggio coreografico. Founded in 2001 by Silvia Salvagno and Alberta Toninato-Kairos is managing a place in Venice dedicated to teaching, through stages and annual course, contemporary dance, theatre, yoga and other activities connected to bodily expression. The association collaborates with international professionals in addiction to being a centre for theatre productions with shows combining original script, language and choreography.

Si presenta come una nuova realtà e un punto di riferimento per artisti, spettatori, intellettuali, ma anche partner commerciali e finanziari in cui trovare un sapiente confronto tra differenti forme espressive. L’unione e la sinergia di persone, esperienze e idee sono le linee guida di NuDi che considera l’indipendenza una risorsa strategica per esprimere in piena libertà il potenziale di ogni individuo. Riconoscendo l’importanza dello studio e della tradizione delle discipline artistiche, vuole essere un’opportunità per ricercare il nuovo, l’inatteso e per investire nella creatività. It presents as a new reality and a point of reference for artists, spectators, intellectuals, but also commercial partners and financiers in which to find an understanding meeting point between the different expressive forms. The union and the synergy of people, the experience and ideas are the guide lines of NuDi which consider the independence a strategic reason for expressing in full freedom the potential of each person. Recognizing the importance of the studio and the traditional artistic disciplines, that want to be an opportunity to research the new, the unexpected and to investigate creativity.

PROMOZIONE E DIFFUSIONE DEL TEATRO E DELLA CULTURA / THEATRE AND CULTURE PROMOTION

CIRCUITO ARTEVEN

Via Querini, 10 30172 Mestre (VE) www.arteven.it

Teatro e danza offrono molteplici declinazioni quando si traducono in uno spettacolo. Nel corso dei tanti anni di lavoro capillare sul territorio veneto, Arteven ha seminato a 360° l’interesse per queste espressioni artistiche, cogliendo per ogni realtà una specificità, tradotta per ogni spazio in una programmazione ad hoc. In questo modo l’innovazione e il contemporaneo si sono radicati in luoghi che non pensavano di avere questa vocazione: un nuovo che è entrato in teatri, in sale cinematografiche, in auditorii, in sale polivalenti creando un grande pubblico ricettivo e curioso. Theatre and dance offers a multitude of declensions when interpreting a show. In the past several years, the mainstream work in Veneto region was done by Arteven who seeded the interest for this artistic expression 360 degrees by collecting information for every realism, interpreted every space in an ad hoc program. In this way innovation and contemporaries have taken hold of places that were thought to have no such vocation: a newcomer who entered in the theatres, move theatres and auditoriums, thus creating a large receptive and curious public.

UNIVERSITà / UNIVERSITIES

IUAV TEATRO

www.iuav.it/designearti

Presso lo IUAV di Venezia il corso di laurea specialistica in Scienze e tecniche del teatro offre un percorso formativo per la formazione di registi, scenografi, costumisti e di operatori nei campi della drammaturgia, della direzione tecnica e di coordinamento organizzativo delle attività teatrali. Il corso collabora con Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Due di Parma, Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma, con i quali sono state realizzate produzioni teatrali con la partecipazione degli studenti. At the Iuav University in Venice there is master degree in Theatre skills and Science that offers a formative program for art director, set designers, costume designer and in management of theatre activities. This master collaborates with La Fenice Theater in Venice, Due Theatre in Parma, StabileTheatre Foudation in Torino and Teatro in Rome, with the purpose of producing realise theatre plays with the students contribution.

CON LA GIUSTA IMMAGINE FAI SEMPRE STRADA

studiomama - partner Ufficiale di Fuoribiennale

www.studiomama.it 115

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a cura di alessandro zaltron (www.alessandrozaltron.com)

Note: ogni censimento ha in sé qualcosa di impreciso e di arbitrario. Questo primo catalogo dei letterati veneti viventi è frutto di valutazioni redazionali soggettive, perfettibili nelle prossime edizioni grazie anche all’apporto dei lettori. La suddivisione per tipologie risponde a criteri schematici di strutturazione editoriale e all’interno di ogni categoria si è seguito l’ordine alfabetico. Introductory notes: every census has in itself something imprecise and arbitrary. This first catalogue of the living men of letters from the Veneto region is the result of subjective editorial considerations, perfectible in the next editions also thanks to the readers’ help. The division in typologies is due to schematic criteria of editorial structure and within each category the alphabetical order has been adopted.

I maestri / The masters

Fernando Bandini

Nato nel 1931 a Vicenza, dove tuttora vive, ha pubblicato “In modo lampante” (Neri Pozza, 1962), “Per partito preso” (Neri Pozza, 1965), “Memoria del futuro” (Mondadori, 1969), “La mantide e la città” (Mondadori, 1979), “Il ritorno della cometa” (1985) e, presso Garzanti, “Santi di dicembre” (1994) e “Meridiano di Greenwich” (1998). Docente di filologia romanza e di stilistica e metrica all’Università di Padova, di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Ginevra e ora alla Bocconi, ha scritto saggi e articoli sul manierismo dialettale del Cinquecento e sul linguaggio poetico del Novecento. È autore di un commento ai “Canti” del Leopardi. Poeta neolatino (“Sacrum hiemale”, 1965; “De itinere reginae Sabae”, 1989), ha ricevuto premi al “Certamen Hoeuffianum” bandito dall’Accademia Reale olandese e al “Certamen Vaticanum”. Notevole l’attività di traduttore in “Epòdi” di Orazio (Marsilio, 1992) e “Canzoni di Arnaut Daniel” (Einaudi, 2001). È presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza.

Born in 1931 in Vicenza, where he still lives, he has published “In modo lampante” (Neri Pozza, 1962), “Per partito preso” (Neri Pozza, 1965), “Memoria del futuro” (Mondadori, 1969), “La mantide e la città” (Mondadori, 1979), “Il ritorno della cometa” (1985) and, published by Garzanti, “Santi di dicembre” (1994) and “Meridiano di Greenwich” (1998). Professor of Romance Philology and Stylistics and Metrics at the University of Padua, of Modern and Contemporary Italian Literature at the University of Genèva and now at the Bocconi University, he has written essays and articles on the 16th century dialect mannerism and on the poetic language of the 20th century. He is the author of a comment on the “Canti” by Leopardi. He is a neo-Latin poet (“Sacrum hiemale”, 1965; “De itinere reginae Sabae”, 1989) and has been awarded at the “Certamen Hoeuffianum” by the Royal Dutch Academy and at the “Certamen Vaticanum”. Relevant its translating activity with “Epòdi” by Orazio (Marsilio, 1992) and “Canzoni di Arnaut Daniel” (Einaudi, 2001). He is the president of the Olimpic Academy of Vicenza.

Luigi Meneghello

Vicentino di Malo (1922), ha vissuto mezzo secolo a Londra e ora abita a Thiene (Vicenza). È stato fondatore e direttore dal 1947 del Dipartimento di Studi Italiani all’Università inglese di Reading. Tra le sue numerose opere ricordiamo: il capolavoro “Libera nos a malo” (Mondadori, 1963), “I piccoli maestri” (Mondadori, 1964) da cui è stato tratto nel 1998 un film per la regia di Daniele Luchetti, “Pomo pero. Paralipomeni d’un libro di famiglia” (Mondadori, 1974), “Fiori italiani” (Mondadori, 1976), “L’acqua di Malo” (Lubrina, 1986), “Il Tremaio” (Lubrina, 1986), “Jura” (Garzanti, 1987), “Bau-sète!” (Rizzoli, 1988, premio Bagutta), “Leda e lo schioppo” (Moretti & Vitali, 1988), “Rivarotta” (Moretti & Vitali, 1989), “Che fate, quel giovane?” (Moretti & Vitali, 1990), “Maredè, maredè” (Rizzoli, 1991, premio Nonino e premio Brunacci Monselice), “Il dispatrio” (Rizzoli, 1993, premio Mondello), “La materia di Reading” (Rizzoli, 1997, premio Cesare Angelici, nuova edizione 2005), “Le Carte” in tre volumi (Rizzoli, 1999, 2000, 2001), “Trapianti. Dall’inglese al vicentino” (Rizzoli, 2002), “Quaggiù nella biosfera. Tre saggi sul lievito poetico delle scritture” (Rizzoli, 2004). Del 2006 è il Meridiano Mondadori “Opere scelte”.

From the province of Vicenza, specifically from Malo, he has lived half century in London and currently lives in Thiene (Vicenza). He founded and directed the Department for Italian Studies at the University of Reading. Among his numerousworks we mention: the masterpiece “Libera nos a malo” (Mondadori, 1963), “I piccoli maestri” (Mondadori, 1964) from which a film, directed by Daniele Lucchetti, has been made in 1998; “Pomo pero. Paralipomeni d’un libro di famiglia” (Mondadori, 1974); “Fiori italiani” (Mondadori, 1976); “L’acqua di Malo” (Lubrina, 1986); “Il Tremaio” (Lubrina, 1986); “Jura” (Garzanti, 1987); “Bau-sète!” (Rizzoli, 1988, “Bautta” prize); “Leda e lo schioppo” (Moretti & Vitali, 1988), “Rivarotta” (Moretti & Vitali, 1989); “Che fate, quel giovane?” (Moretti & Vitali, 1990); “Maredè, maredè” (Rizzoli, 1991, “Nonino” prize and “Brunacci Monselice” prize); “Il dispatrio” (Rizzoli, 1993, Mondello prize); “La materia di Reading” (Rizzoli, 1997, “Cesare Angelici” prize, new edition 2005); “Le Carte” in three volumes (Rizzoli, 1999, 2000, 2001); “Trapianti. Dall’inglese al vicentino” (Rizzoli, 2002); “Quaggiù nella biosfera. Tre saggi sul lievito poetico delle scritture” (Rizzoli, 2004). In 2006 “Opere scelte” has been published in the series “Meridiani” by Mondadori.

Mario Rigoni Stern

Nato ad Asiago (Vicenza) nel 1921, dove vive. È per antonomasia “Il sergente nella neve”: i ricordi scritti in un lager tedesco nel 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 e da allora long-seller per il candore con cui viene rappresentata la lotta dell’uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973 in “Ritorno sul Don”. Ha via via costruito un percorso sospeso tra flora e fauna: “Il bosco degli urogalli” (1962), “Uomini, boschi e api” (1980), “Amore di confine” (1986). Guerra e natura si fondono nella “Storia di Tönle” (1978, premio Campiello, premio Bagutta 1979). Tra gli altri titoli, tutti pubblicati da Einaudi: “Quota Albania” (1971), “L’anno della vittoria” (1985), “Il libro degli animali” (1991), “Arboreto selvatico” (1991), “Le stagioni di Giacomo” (1995), “Sentieri sotto la neve” (1998), “Inverni lontani” (1999), “Tra due guerre e altre storie” (2000), “L’ultima partita a carte” (2002), “Stagioni” (2006), “I racconti di guerra” (2006).

Born in Asiago (Vicenza) in 1921,he still lives there. He is the “Il sergente sulla Neve” par excellence: written memoirs from a German concentration camp in 1944, edited by Einaudi in 1953 and long-seller since then, because of the innocence used to represent the human struggle to preserve its own humanity. It represents a dream of peace, revisited in 1973 with “Ritorno sul Don”. He has step by step built a path between flora and fauna: “Il bosco degli urogalli” (1962); “Uomini, boschi e api” (1980); “Amore di confine” (1986). War and nature melt in the “Storia di Tönle” (1978, “Campiello” prize, “Bagutta” prize 1979). Among other titles, all published by Einaudi: “Quota Albania” (1971); “L’anno della vittoria” (1985); “Il libro degli animali” (1991); “Arboreto selvatico” (1991); “Le stagioni di Giacomo” (1995); “Sentieri sotto la neve” (1998); “Inverni lontani” (1999); “Tra due guerre e altre storie” (2000); “L’ultima partita a carte” (2002); “Stagioni” (2006) and “I racconti di guerra” (2006).

Andrea Zanzotto

Nato a Pieve di Soligo (Treviso), dove vive, nel 1921. Ha esordito con “Dietro il paesaggio” (Mondadori, 1951), cui sono seguite le raccolte poetiche “Vocativo” (Mondadori, 1957), “IX ecloghe” (Mondadori, 1962), “La beltà” (Mondadori, 1968), “Gli sguardi i fatti e Senhal” (Bernardi, 1969; Mondadori, 1990), “Pasque” (Mondadori, 1973). Con “Filò” (Edizioni del Ruzante, 1976; Mondadori, 1988) è intervenuta una vena dialettale presente anche in “Idioma” (Mondadori, 1986), chiusura della trilogia con “Il galateo in bosco” (Mondadori, 1978 e 1996) e “Fosfeni” (Mondadori, 1983). Del 1996 è “Meteo” (Donzelli). Nel 1999 è uscito per i Meridiani Mondadori “Le poesie e le prose scelte”. Nel 1950 ha ottenuto il premio “San Babila-Milano” per inediti da Ungaretti, Montale, Quasimodo, Sereni. Ha ricevuto il premio Viareggio per la poesia (1979), il premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei (1987), il premio internazionale Stadt Münster (1993). È autore di “Racconti e prosa” (Mondadori, 1990) e delle raccolte di saggi “Fantasie di avvicinamento” (Mondadori, 1991) e “Aure e disincanti nel Novecento letterario” (Mondadori, 1994).

He was born in 1921 in Pieve di Soligo (Treviso), where he still lives. His literary debut was “Dietro il paesaggio” (Mondadori, 1951), followed by the collections of poems “Vocativo” (Mondadori, 1957), “IX ecloghe” (Mondadori, 1962), “La beltà” (Mondadori, 1968), “Gli sguardi i fatti e Senhal” (Bernardi, 1969; Mondadori, 1990), “Pasque” (Mondadori, 1973). With “Filò” (Edizioni del Ruzante, 1976; Mondadori, 1988) a vein of dialect has intervened, also present in “Idioma” (Mondadori, 1986), with “Il galateo in bosco” (Mondadori, 1978 and 1996) and “Fosfeni” (Mondadori, 1983) to close the trilogy. In 1996 he published “Meteo” (Donzelli). In 1999 “Le poesie e le prose scelte” has been published by Mondadori in the series “I meridiani”. In 1950 he was awarded with “San Babila-Milano” prize for the unpublished works by Ungaretti, Montale, Quasimodo, Sereni. He received the “Viareggio” prize for poetry (1979), the “Feltrinelli” prize by the Accademia dei Lincei (1987), the international prize “Stadt Münster” (1993). He is the author of “Racconti e prosa” (Mondadori, 1990) and the essay collections “Fantasie di avvicinamento” (Mondadori, 1991) and “Aure e disincanti nel Novecento letterario” (Mondadori, 1994).

Autori affermati / Established authors

Paolo Barbaro

È nato nel 1922 e vive a Venezia. Esordisce con “Giornale dei lavori” (Einaudi, 1966) sulla condizione umana nel mondo tecnologico. L’indagine si allarga in “Libretto di campagna” (Einaudi, 1972), “Le pietre, l’amore” (Mondadori, 1976, premio Selezione Campiello), “Passi d’uomo” (Mondadori, 1978, premio Settembrini). Dal 1976 collabora alla Stampa. Tra i suoi romanzi: “Diario a due” (Marsilio, 1987, premio Selezione Campiello, presto in film), “Una sola terra” (Marsilio, 1990, premio Pisa), “La casa con le luci” (Bollati Boringhieri, 1995, premio Selezione Campiello), “L’impresa senza fine” (Marsilio, 1998). Colori, umori e problemi della città in cui vive in “Lunario veneziano” (La Stampa, 1990, premio Buzzati), “Ultime isole” (Marsilio, 1992, premio Comisso), “L’anno del mare felice” (Il Mulino, premio internazionale delle Acque), “Venezia. La città ritrovata” (Marsilio, 1998, finalista premio Pen-Club).

He was born in 1922 and lives in Venice. He made his first appearance with “Giornale dei lavori” (Einaudi, 1966) about the human conditions in the technological world. The exploration continues with “Libretto di campagna” (Einaudi, 1972); “Le pietre, l’amore” (Mondadori, 1976, “Selezione Campiello” prize); “Passi d’uomo” (Mondadori, 1978, “Settembrini” prize). Since 1976 he has been writing for “La stampa”. Among his novels: “Diario a due” (Marsilio, 1987, “Selezione Campiello” prize, the film will be released soon); “Una sola terra” (Marsilio, 1990, “Pisa” prize); “La casa con le luci” (Bollati Boringhieri, 1995, “Selezione Campiello” prize); “L’impresa senza fine” (Marsilio, 1998). In his works “Lunario veneziano” (La Stampa, 1990, “Buzzati” prize), “Ultime isole” (Marsilio, 1992, “Com’isso” prize), “L’anno del mare felice” (Il Mulino, “delle Acque” international prize), “Venezia. La città ritrovata” (Marsilio, 1998, finalist of the “Pen-Club” prize), he describes colours, moods and problems of the city of Venice. 117

Ferdinando Camon

È nato nel 1935 a Montagnana (Padova). I primi romanzi per Garzanti sono “Il quinto stato” e “La vita eterna”, usciti nel 1970 e ’72, intervallati dalle poesie “Liberare l’animale” (Garzanti, 1971, premio Viareggio 1973). Pubblica nel 1978 “Un altare per la madre” (Garzanti, premio Strega), da cui la Rai ricava un film con Franco Nero. I tre romanzi furono riuniti nel ‘ciclo degli ultimi’. Prosegue col ‘ciclo del terrore’ (“Occidente”, Garzanti, 1975, tradotto in film dalla Rai; “Storia di Sirio”, Garzanti, 1984) e col ‘ciclo della famiglia’ (“La malattia chiamata uomo”, Garzanti, 1981; “La donna dei fili”, Garzanti, 1986, premio Selezione Campiello). Sul problema della colpa è nata nel 1987 la “Conversazione con Primo Levi” (Nord-Est, poi Garzanti e Guanda). Col “Canto delle balene” (Garzanti, 1989, premio Selezione Campiello) inaugura il ‘ciclo della coppia’ che comprende anche “Il Super-Baby” (Rizzoli, 1991, premio Elsa Morante). Seguono “Mai visti sole e luna” (Garzanti, 1994, premio Pen club), “La Terra è di tutti” (Garzanti, 1996), “Dal silenzio delle campagne” (Garzanti, 1999), “La cavallina, la ragazza e il diavolo” (Garzanti, 2004, premio Giovanni Verga), “Tenebre su tenebre” (Garzanti, 2006). Scrive regolarmente su La Stampa, L’Unità, Avvenire, i quotidiani del gruppo Repubblica-Espresso.

He was born in 1935 in Montagnana (Padova). His first novels published by Garzanti are: “Il quinto stato”and “La vita eterna”, published in 1970 and 1972. In between he also published his poems gathered in “Liberare l’animale” (Garzanti, 1971, “Viareggio” prize 1973). In 1978, he published “Un altare per la madre” (Garzanti, “Strega” prize), from which the Italian State Television Rai has made a film starring Franco Nero. The three novels have been put together in the “cycle of the last”. He goes on with the “cycle of terror” (“Occidente”, Garzanti, 1975, which became a Rai film; “Storia di Sirio”, Garzanti, 1984) and the “family cycle” (“La malattia chiamata uomo”, Garzanti, 1981; “La donna dei fili”, Garzanti, 1986, “Selezione Campiello” prize). He focuses on the theme of guilt in “Conversazione con Primo Levi” (Nord-Est, Garzanti and Guanda). “Canto delle balene” (Garzanti, 1989, “Selezione Campiello” prize) started the “couple cycle”, which also includes “Il Super-Baby” (Rizzoli, 1991, “Elsa Morante” prize). Further works are: “Mai visti sole e luna” (Garzanti, 1994, “Pen club” prize); “La Terra è di tutti” (Garzanti, 1996); “Dal silenzio delle campagne” (Garzanti, 1999); “La cavallina, la ragazza e il diavolo” (Garzanti, 2004, “Giovanni Verga” prize); “Tenebre su tenebre” (Garzanti, 2006). He writes for “La Stampa”, “L’Unità”, “Avvenire” and the daily newspapers of Repubblica-Espresso group.

Nantas Salvataggio

Nato Venezia nel 1924, vive a Morlupo, vicino a Roma. Giovanissimo ha cominciato a viaggiare intorno al mondo per i maggiori giornali italiani, dal Giorno a Epoca, al Corriere della Sera. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra i quali “Fuga da Venezia” (1988, Rizzoli, premio Strega), “Mi dimetto da padre” (Mondadori, 1988), “Il Campiello sommerso” (1995, Mondadori, premio Campione d’Italia) e “Rio dei pensieri” (premio Sirmione del Garda). Fra le ultime fatiche letterarie, “Vangelo veneziano” (Mondadori, 1995), “Signora dell’acqua. Splendori e infamie della Repubblica di Venezia” (Piemme, 1997), “Ricco a parole” (Mondadori, 1998), “O bella signora” (Serarcangeli, 2002), “Un amore a Venezia” (Piemme, 2003), “Ho amato Marilyn” (Piemme, 2006).

Born in Venice in 1924, he lives in Morlupo, near Rome. He started as a young reporter, travelling all around the world for the most important Italian newspapers, from “Giorno” to “Epoca”, to “Il Corriere della Sera”. He has published several novels like“Fuga da Venezia” (1988, Rizzoli, “Strega” prize),“Mi dimetto da padre” (Mondadori, 1988); “Il Campiello sommerso” (1995, Mondadori, “Campione d’Italia” prize) and “Rio dei pensieri” (“Sirmione del Garda” prize) just to mention some. Among his latest literary toils: “Vangelo veneziano” (Mondadori, 1995); “Signora dell’acqua. Splendori e infamie della Repubblica di Venezia” (Piemme, 1997), “Ricco a parole” (Mondadori, 1998); “O bella signora” (Serarcangeli, 2002), “Un amore a Venezia” (Piemme, 2003), “Ho amato Marilyn” (Piemme, 2006).

Alvise Zorzi

Nato a Venezia, dove vive. Autore brillante e prolifico, ha pubblicato una quarantina di libri fra biografie, saggi e narrativa. Ricordiamo, in ordine cronologico: “Vita di Marco Polo veneziano” (Rusconi, 1982; Bompiani, 2000), “La Repubblica del leone. Storia di Venezia” (Rusconi, 1982 e 1996; Bompiani, 2001), “Una città una Repubblica un impero, Venezia (697-1797)” (Mondadori, 1983), “Venezia austriaca (1798-1866)” (Laterza, 1986), “La mia Venezia” (Vianello, 1990), “La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano” (Rizzoli, 1990), “Canal grande” (Rizzoli, 1991), “Cortigiana veneziana. Veronica Franco e i suoi poeti (1546-1591)” (Rizzoli, 1993), “Monsieur Goldoni. Un veneziano a Parigi tra il declino di una repubblica e la morte di un regno (1762-1793)” (Corbaccio, 1993), “Il doge. Un romanzo vero” (Mondadori, 1994), “Venezia ritrovata (1895-1939)” (Mondadori, 1995), “La monaca di Venezia” (Mondadori, 1996), “San Marco per sempre” (Mondadori, 1998), “Venezia nel secolo di Tiziano” (Rizzoli, 2000), “Venezia scomparsa” (Mondadori, 2001), “Venezia, Repubblica di terra e mare” (Touring, 2002), “Il colore e la gloria. Genio, fortuna e passioni di Tiziano Vecellio” (Mondadori, 2003), “Venezia ritrovata” (Electa, 2005), “L’Olimpo sul soffitto. I due Tiepolo tra Venezia e l’Europa” (Mondadori, 2006).

He was born and still lives in Venice. Brilliant and prolific author, he has published about forty biographies, fiction and non-fiction books. We mention, in chronological order: “Vita di Marco Polo veneziano” (Rusconi, 1982; Bompiani, 2000); “La Repubblica del leone. Storia di Venezia” (Rusconi, 1982 and 1996; Bompiani, 2001); “Una città una Repubblica un impero, Venezia (697-1797)” (Mondadori, 1983); “Venezia austriaca (1798-1866)” (Laterza, 1986); “La mia Venezia” (Vianello, 1990); “La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano” (Rizzoli, 1990); “Canal grande” (Rizzoli, 1991); “Cortigiana veneziana. Veronica Franco e i suoi poeti (1546-1591)” (Rizzoli, 1993); “Monsieur Goldoni. Un veneziano a Parigi tra il declino di una repubblica e la morte di un regno (1762-1793)” (Corbaccio, 1993); “Il doge. Un romanzo vero” (Mondadori, 1994); “Venezia ritrovata (1895-1939)” (Mondadori, 1995); “La monaca di Venezia” (Mondadori, 1996); “San Marco per sempre” (Mondadori, 1998); “Venezia nel secolo di Tiziano” (Rizzoli, 2000); “Venezia scomparsa” (Mondadori, 2001); “Venezia, Repubblica di terra e mare” (Touring, 2002); “Il colore e la gloria. Genio, fortuna e passioni di Tiziano Vecellio” (Mondadori, 2003); “Venezia ritrovata” (Electa, 2005); “L’Olimpo sul soffitto. I due Tiepolo tra Venezia e l’Europa” (Mondadori, 2006).

Nuove leve / New generations

Romolo Bugaro

Nato nel 1962 a Padova, è avvocato. Ha scritto “Indianapolis” (Transeuropa, 1993), “La buona e brava gente della nazione” (Baldini & Castoldi, 1998) e “Il venditore di libri usati di fantascienza” (Rizzoli, 2000). Ha inoltre pubblicato racconti in “Autobus magico” (Transeuropa, 1988) e “Fosfori. 17 racconti di autori italiani contemporanei” (Nardi, 1992). Nel 2000 Theoria ha ripubblicato “Indianapolis” con l’aggiunta di qualche racconto inedito. Nel 2006 ha curato la raccolta di racconti “I nuovi sentimenti” (Marsilio).

Born in 1962 in Padua, he works as a lawyer. He wrote: “Indianapolis” (Transeuropa, 1993), “La buona e brava gente della nazione” (Baldini & Castoldi, 1998) and “Il venditore di libri usati di fantascienza” (Rizzoli, 2000). He published some novels in “Autobus magico” (Transeuropa, 1988) and “Fosfori. 17 racconti di autori italiani contemporanei” (Nardi, 1992). In 2000 Theoria has published a second edition of “Indianapolis” including some unpublished stories. In 2006 he edited the collection of novels “I nuovi sentimenti” (Marsilio).

Renzo di Renzo

Vive e lavora a Treviso. Direttore creativo di Fabrica, la factory internazionale di ricerca e sviluppo sulla comunicazione aperta ai creativi under 25, e direttore responsabile di “Colors”, la rivista del gruppo Benetton. Ha curato per Fabrica e le Edizioni San Paolo il libro “Preghiera”, raccogliendo e selezionando le preghiere inviate da ragazzi e ragazze di tutto il mondo. Ha seguito l’edizione di diversi libri di arte e comunicazione, e in particolare la serie “Fabrica Files” per Electa Mondadori. Con Theoria ha pubblicato la raccolta di racconti “Brevi incontri, lunghi addii”. Nel 2007 sono usciti per Marsilio i racconti “Un motivo privato”.

He lives and works in Treviso. Creative director of “Fabrica” – the international “factory” of research and development on communication open to the creatives under 25 – and editor in chief of “Colors”, the Benetton group magazine. He has edited for “Fabrica” and “Edizioni San Paolo” the book “Preghiera”, gathering and selecting prayers sent from boys and girls from all over the world. He has worked on the editing of several art and communication books, in particular the series “Fabrica Files” for Electa Mondadori. By “Theoria” the collection of stories “Brevi incontri, lunghi addii” has been published. In 2007 the novel book “Un motivo privato” was published by Marsilio.

Luisa Ervas

Nasce a Musile di Piave (Treviso) nel 1957. Operaia per 17 anni in un maglificio, durante la gravidanza della seconda figlia nasce “La lotteria”. Il romanzo vince il premio Calvino nel 1999 e viene pubblicato da Marcos y Marcos nel 2005. La giuria del premio della letteratura naturalistica Parco Majella l’ha premiato con il secondo posto. “Commesse di Treviso” (Marcos y Marcos, 2006) è scritto a quattro mani con il fratello Fulvio, nato a Musile di Piave (Treviso) nel 1955, insegnante di scienze naturali.

She was born in Musile di Piave (Treviso) in 1957. She has worked for 17 years as a worker in a knitwear factory.When she was pregnant with her second child, she wrote “La lotteria”. The novel won the “Calvino” prize in 1999 and was published by Marcos y Marcos in 2005. The jury of the naturalistic literature prize “Parco Macella” awarded her the second prize. “Commesse di Treviso” (Marcos y Marcos, 2006) has been written four-hands with her brother Fulvio, a natural science teacher born in Musile di Piave (Treviso) in 1955.

Roberto Ferrucci

È nato a Venezia nel 1960. Nel 1993 pubblica il romanzo “Terra rossa” (Transeuropa; Fernandel, 1998), nel 1999 esce “Giocando a pallone sull’acqua” (Marsilio, premio speciale Coni letteratura 2000, premio Selezione Bancarella 2000), nel 2003 “Andate e ritorni, scorribande a nordest” (Amos, finalista al premio Settembrini 2004). Ha curato per Marsilio il libro “Pane e tulipani” sul film omonimo di Silvio Soldini. Ha tradotto tre romanzi di Jean-Philippe Toussaint: “La televisione” (Einaudi, 2001), “Fare l’amore” (Nottetempo,

He was born in Venice in 1960. In 1993 he published the novel “Terra rossa” (Transeuropa; Fernandel, 1998); in 1999 “Giocando a pallone sull’acqua” (Marsilio, “Coni letteratura” special prize 2000, “Selezione Bancarella” prize 2000) and in 2003 “Andate e ritorni, scorribande a nordest” (Amos, finalist at “Settembrini” prize 2004). By Marsilio, he edited the book “Pane e tulipani” based on the film directed by Silvio Soldini. He has translated three novels by Jean-Philippe Toussaint: “La televisione” (Einaudi, 2001), “Fare l’amore” (Nottetempo, 2003), “Mes bureaux, luoghi dove

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2003), “Mes bureaux, luoghi dove scrivo” (Amos, 2005). Per Radio3 ha scritto insieme a Bugaro “Verdesche”, radiodramma interpretato da Cochi Ponzoni. Dal 2002 insegna scrittura creativa alla facoltà di lettere dell’Università di Padova. Dal 1992 al 1998 ha lavorato come autore e regista per Tele Capodistria. Ha diretto videoclip di Franco Battitato, Pitura Freska, Garbo e girato videoritratti su Enrico Ghezzi e Sabina Ciuffini.

scrivo” (Amos, 2005). For Radio3 has written, together with Bugaro, “Verdesche”, a radio-drama interpreted by Cochi Ponzoni. Since 2002 he has been teaching creative writing at the faculty of Literature and Philosophy at the University of Padua. From 1992 to 1998 he has worked as an author and director for theTV broadcast company Telecapodistria. He also directed Franco Battiato’s, Pitura Freska’s and Garbo’s videoclips and filmed some video-portraits of Enrico Ghezzi and Sabina Ciuffini.

Marco Franzoso

Nato nel Veneziano nel 1965, ha esordito nel 1994 con il racconto “Migrazione” scritto a quattro mani con Giulio Mozzi (Einaudi). Nel 1996 ha pubblicato il racconto “La guardia” nel libro collettivo “6.000 raudi, 2.000 paranoie” (Transeuropa). Nel 1998 pubblica il romanzo “Westwood dee-jay” (Baldini e Castaldi), dal quale è stato tratto uno spettacolo teatrale interpretato da Roberto Citran. Sempre nel ’98 è uscito il racconto “Una gravidanza serena” nella pubblicazione “Lo straniero”. È coautore dei testi del disco “Click here” di Federico Stragà. Nel 2003 è uscito il romanzo “Edisol-M. Water solubile” (Marsilio) e nel 2006 “Tu non sai cos’è l’amore” (Marsilio). Nel 2006 ha curato la raccolta di racconti “I nuovi sentimenti” (Marsilio).

Born in the province of Venice in 1965, he made his debut in 1994 with the story “Migrazione”, written four-hands with Giulio Mozzi (Einaudi). In 1996 he published the tale “La guardia” in the collective work “6.000 raudi, 2.000 paranoie” (Transeuropa). In 1998 he published the novel “Westwood dee-jay” (Baldini e Castaldi), on which a theatrical play interpreted by Roberto Citran has been based,and the novel “Una gravidanza serena” published in “Lo straniero”. He is the co-author of the lyrics in the album “Click here” by Federico Stragà. In 2003 he published the novel “Edisol-M. Water solubile” (Marsilio) and in 2006 “Tu non sai cos’è l’amore” (Marsilio). In 2006 he has edited the storybook “I nuovi sentimenti” (Marsilio).

Giancarlo Marinelli

Nato a Vicenza nel 1973, vive a Este (Padova). Ha pubblicato i romanzi “Amori in stazione” (Guanda, 1995), “Pigalle” (Guanda, 1998), “Dopo l’amore” (Guanda, 2002, finalista al premio Campiello) e “Ti lascio il meglio di me” (Bompiani, 2006, finalista al premio Campiello). Vanno ricordati inoltre “La Russia e il destino dell’Occidente. Dostoevskij, Solov’ëv, Rozanov, Sestov” (Studium, 1994), “Léon Bloy. Diario. La fede, l’impazienza, il povero, il soprannaturale” (EMP, 2001, con D. Garota), “Elementi per una storia del teatro veneto… e la rivoluzione dei topinambur” (Il leggio, 2004, con G.A. Cibotto). È professore di istituzioni di regia teatrale all’Accademia delle arti di Roma, editorialista, regista televisivo e cinematografico, autore di drammaturgia contemporanea, attore e sceneggiatore. È presidente della Commissione consultiva per il teatro del Dipartimento dello spettacolo per conto della Presidenza del Consiglio e si occupa del settore teatro per RaiSat Show, il canale tematico dedicato allo spettacolo. Ha diretto spettacoli teatrali come “Faurè notte 13”; ha scritto e interpretato la pièce “Il sogno di un’ombra”, tratto da un progetto in lettera di Baudelaire, e “Croce del mio cuore” con Debora Caprioglio. Si è dedicato alle riprese del film “Cuore sdraiato” che vede il ritorno alla scene di Flavio Bucci.

Born in Vicenza in 1973, he lives in Este (Padova). He has published the novels “Amori in stazione” (Guanda, 1995); “Pigalle” (Guanda, 1998); “Dopo l’amore” (Guanda, 2002, finalist at the “Campiello” prize) e “Ti lascio il meglio di me” (Bompiani, 2006, finalist at the “Campiello” prize). It also needs to be mentioned: “La Russia e il destino dell’Occidente. Dostoevskij, Solov’ëv, Rozanov, Sestov” (Studium, 1994); “Léon Bloy. Diario. La fede, l’impazienza, il povero, il soprannaturale” (EMP, 2001, with D. Garota), “Elementi per una storia del teatro veneto… e la rivoluzione dei topinambur” (Il leggio, 2004, with G.A. Cibotto). He is professor of Elements of Theatre Direction at the Academy of Arts in Rome, editorialist, film and television director, author of contemporary dramaturgy, actor and scriptwriter. He is president of the Consulting Commission for Theatre of the department of performances, on behalf of the Government Council and he is responsible for the section “theatre” of RaiSatShow the telematic channel dedicated to shows and performances. He has directed theatrical plays like “Faurè notte 13” and has written and interpreted the plays “Il sogno di un’ombra”, from a Baudelaire’s project and “Croce del mio cuore” with Debora Caprioglio. He has dedicated himself to the direction of the movie “Cuore sdraiato”, which sees a comeback of Flavio Bucchi.

Francesco Permunian

È nato in provincia di Venezia nel 1951 e vive a Desenzano del Garda (Brescia), dove è responsabile della biblioteca. Il suo primo romanzo, “Cronaca di un servo felice”, è del 1999 (Meridiano Zero). Per Rizzoli sono usciti “Camminando nell’aria della sera” (2001) e “Nel paese delle ceneri” (2003), per Quodlibet “Il principio della malinconia” (2005). Ha pubblicato due raccolte di poesie, “Una strana vocazione al suicidio” (1980) e “Il teatro della neve” (1984). Nel 1985 è uscito su di lui il volume di Mario Giacomelli “Interpretando il poeta”. Presso Campanotto: “Arlecchino notturno” (1991) e “Un lungo sguardo silenzioso” (1996), due raccolte di prose e racconti. In collaborazione con Anna Quinzio nel 1998 ha curato “L’esilio e la gloria”, raccolta di lettere e appunti inediti del teologo Sergio Quinzio.

He was born in the province of Venice in 1951 and lives in Desenzano del Garda (Verona), where he is the head of the local library. His first novel, “Cronaca di un servo felice”, was written in 1999 (Meridiano Zero). The books “Camminando nell’aria della sera” (2001) and “Nel paese delle ceneri” (2003) have been published by Rizzoli, while his “Il principio della malinconia” (2005) by Quodlibet. He published two collections of poems: “Una strana vocazione al suicidio” (1980) and “Il teatro della neve” (1984). In 1985 Giacomelli wrote a book about him, titled “Interpretando il poeta”. By Campanotto: “Arlecchino notturno” (1991) and “Un lungo sguardo silenzioso” (1996), two collections of poems and novels. In collaboration with Anna Quinzio, in 1998 he worked on a collection of unpublished letters and notes of the theologian Sergio Quinzio.

Gli esuli / The expatriates

Massimo Carlotto

Nato a Padova nel 1956, vive a Cagliari. Nel 1976 Carlotto, membro della sinistra extraparlamentare, trovò il corpo di una studentessa brutalmente accoltellata. Fu incarcerato e processato; poco prima della fine dell’appello fuggì e iniziò la latitanza che lo portò a Parigi e in Messico. Un avvocato messicano lo tradì, Carlotto fu arrestato e torturato prima di essere rimpatriato. Nel 1993 il presidente della Repubblica gli concesse la grazia. Libero, Carlotto iniziò a scrivere: tutti i libri sono editi da e/o. “Il fuggiasco” (1995, premio del Giovedì 1996) è l’autobiografia sul periodo di latitanza; ne è stato tratto (2003) un film con Daniele Liotti. Inizia poi la serie dell’Alligatore, detective sopra le righe: “La verità dell’Alligatore” (1996), “Il mistero di Mangiabarche” (1997), “Nessuna cortesia all’uscita” (1999), “Il corriere colombiano” (2000), “Il maestro di nodi” (2002, premio Scerbanenco), “Dimmi che non vuoi morire” (2007). Nel 1998 dà alle stampe “Le irregolari”, romanzo sulla guerra civile argentina, nel 2001 il noir “Arrivederci amore ciao” (da cui l’omonimo film di Michele Soavi del 2005). Del 2001 è il racconto per ragazzi “Jimmy della collina” sulle carceri minorili e del 2002 “Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel” sui desaparecidos. Nel 2004 pubblica “L’oscura immensità della morte” e “Niente più niente al mondo”, nel 2005 “Nordest”, nel 2006 “La terra della mia anima”.

Born in Padua in 1956, he lives in Cagliari. In 1976 Carlotto, a member of the extra-parliamentary leftwing groups, found a female corpse brutally stabbed. He was arrested and tried for it; shortly before being sentenced, he fled and went into hidingto Paris and later to Mexico. Betrayed by a Mexican lawyer, he got arrested and tortured before being sent back to his country. In 1993 the President of the Republic granted him pardon. Once free, Carlotto began to write: all of his books are published by e/o. “Il fuggiasco” (1995, “Giovedì” prize 1996) is an autobiography of his being on the run period; a movie has been made out of it starring Daniele Liotti (2003). Later he published the Alligator detective stories: “La verità dell’Alligatore” (1996), “Il mistero di Mangiabarche” (1997); “Nessuna cortesia all’uscita” (1999); “Il corriere colombiano” (2000); “Il maestro di nodi” (2002, “Scerbanenco” prize); “Dimmi che non vuoi morire” (2007). In 1998 he published “Le irregolari”, a novel about the Argentinean Civil War, in 2001 the noir book “Arrivederci amore ciao” (on which the film by Michele Soavi was shot in 2005). In 2004 “L’oscura immensità della morte” and “Niente più niente al mondo” appeared, in 2005 “Nordest” and in 2006 “La terra della mia anima”.

Stefano Dal Bianco

Nato a Padova nel 1961, vive a Milano. Ha pubblicato tre libri di poesia: “La bella mano” (Crocetti, 1991), “Stanze del gusto cattivo” (Guerini e associati, 1991), “Ritorno a Planaval” (Mondadori, 2001). Ha curato un commento a tutte le poesie di Andrea Zanzotto (Mondadori, 1999). Ha tradotto da poeti angloamericani, francesi e neerlandesi. Ha fondato e condotto assieme a Mario Benedetti, Giulio Mozzi e Fernardo Marchiori la rivista “Scarto minimo” ed è stato redattore del mensile “Poesia” (Crocetti). È nella redazione delle riviste “Il Gallo silvestre” e “Stilistica e metrica italiana”.

Born in Padova in 1961, he lives in Milan. He has published three poetry books: “La bella mano” (Crocetti, 1991), “Stanze del gusto cattivo” (Guerini e associati, 1991), “Ritorno a Planaval” (Mondadori, 2001). He has edited a comment to all Andrea Zanzotto’s poems (Mondadori, 1999). He has translated anglo-american, french and dutch poets. He founded and led with Mario Benedetti, Giulio Mozzi and Fernardo Marchiori the magazine “Scarto minimo” and he had been editor of the monthly magazine “Poesia” (Crocetti). He is a member of the editorial office of “Il Gallo silvestre” e “Stilistica e metrica italiana” magazines.

Marco Mancassola

È nato in provincia di Vicenza nel 1973. Dai diciassette anni in poi ha vissuto con mille lavori. Ha abitato a Padova, Roma e attualmente risiede a Londra. Come scrittore esordisce con alcuni racconti nel 1996. Nel 2001 esce la prima edizione del romanzo “Il mondo senza di me” (Pequod, ristampa Mondadori,

He was born in the province of Vicenza in 1973. Since he was seventeen he has been living on thousands jobs. He lived in Padua and Rome, but he currently lives in London. He began as a writer with some short novels in 1996. In 2001 the first edition of the novel “Il mondo senza di me” (Pequod, ristampa Mondadori, 2003) 119

Tiziano Scarpa

2003), che diventa un caso nella piccola editoria italiana. Seguono: “Qualcuno ha mentito” (Mondadori, 2004), “Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni” (Mondadori, 2005), “Il ventisettesimo anno. Due racconti sul sopravvivere” (Minimum Fax, 2005).

was published, and became a case in the world of small Italian publishing. Subsequently: “Qualcuno ha mentito” (Mondadori, 2004), “Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni” (Mondadori, 2005), “Il ventisettesimo anno. Due racconti sul sopravvivere” (Minimum Fax, 2005).

È nato a Venezia nel 1963 e vive a Milano. Collabora a Il Manifesto, Leggere, Linea d’ombra, L’Unità e alla rivista Effe della Feltrinelli. Nel 1996 ha pubblicato il primo romanzo “Occhi sulla graticola” (Einaudi), con il quale ha vinto il premio organizzato dalla rivista “La Terra vista dalla Luna” diretta da Goffredo Fofi. Nel 1997 ha vinto, con la commedia radiofonica “Pop corn”, il Prix Italia. Nel 1998 ha pubblicato “In gita a Venezia” (Paravia), guida molto particolare pensata per i ragazzi delle scuole, e una raccolta di racconti per i tipi di Einaudi, dal titolo “Amore(r)”, che ha vinto nel 1999 il premio Settembrini. Per i tipi di Fernandel nel 1999 ha pubblicato il racconto “Lettere di spasimanti a mia nonna Assunta” e “Html Webmaster 4.0” all’interno dell’antologia “Sconfinare. Il nord-est che non c’è”.

Born in Venezia in 1963, he lives in Milano. He writes for Il Manifesto, Leggere, Linea d’ombra, L’Unità and Feltrinelli’s “Effe” magazine. In 1996 he published the first novel “Occhi sulla graticola” (Einaudi), which won the prize organized by the magazine “La Terra vista dalla Luna” directed by Goffredo Fofi. In 1997 he won, with the radio-comedy “Pop corn”, the “Prix Italia”. In 1998 he published “In gita a Venezia” (Paravia), a special tour guide tfor school children, and a collection of short novels for Einaudi, titled “Amore(r)”, which won the “Settembrini” prize in 1999. By Fernandel in 1999 he published the short story “Lettere di spasimanti a mia nonna Assunta” and “Html Webmaster 4.0” in the anthology “Sconfinare. Il nordest che non c’è”.

Veneti acquisiti / Veneto’s people in-law

Daniele Del Giudice

Nato nel 1949 a Roma, vive a Venezia. Negli anni ’70 ha seguito un percorso di ricerca letteraria e teatrale. Tra il 1971 e il 1982 ha svolto il suo impegno di critico militante con articoli letterari su riviste e quotidiani, per poi dedicarsi interamente alla narrativa. Nel 1983 esce il romanzo “Lo stadio di Wimbledon” (Einaudi, premio Viareggio e premio Mondello per l’opera prima), nel 1985 “Atlante occidentale” (Einaudi, premio Comisso). Nel 1988 per Mondadori pubblica “Nel museo di Reims” e nel 1994 per Einaudi “Staccando l’ombra da terra” (premio Bagutta, premio internazionale Flaiano, premio Selezione Campiello); da un capitolo del libro dedicato alla tragedia di Ustica vengono tratti diversi spettacoli e l’opera omonima musicata da Alessandro Melchiorre per la Pocket Opera di Norimberga (Edizioni Ricordi). Seguono i racconti “Mania” (Einaudi, 1997, premio Selezione Campiello, premio Grinzane Cavour). Nel 1990 ha compiuto una lunga escursione in Antartide, via Patagonia e Terra del Fuoco, il cui diario, “Taccuino australe”, è apparso a puntate sulla terza pagina del Corriere della Sera e sulla Frankfurter Allgemeine.

Born in 1949 in Rome, he lives in Venice. In the ‘70s he followed a literary and theatrical path of research. Between 1971 and 1982 he carried out his militant critic role with literary articles for journals and daily newspapers, and laterdedicated himself to writing fiction. In 1983 the novel “Lo stadio di Wimbledon” (Einaudi, “Viareggio” prize e “Mondello” prize for the first work) was published, in 1985 “Atlante occidentale” (Einaudi, “Comisso” prize). He published by Mondadori “Nel museo di Reims” in 1988, while by Einaudi “Staccando l’ombra da terra” (“Bagutta” prize, “Flaiano” international prize, “Selezione Campiello” prize) in 1994; the chapter of his book dedicated to the airplane crash in Ustica has inspired several plays as well as the opera composed by Alessandro Melchiorre for the Pocket Opera of Nuremberg (Edizioni Ricordi). Later he published the novels “Mania” (Einaudi, 1997, “Selezione Campiello” prize, “Grinzane Cavour” prize). In 1990 he made a long trip to Antarctic, via Patagonia and Tierra del Fuego, writing a journal which has later been published in instalments with the title “Taccuino australe” on the “Corriere della Sera” and “Frankfurter Allgemeine” cultural sections.

Tim Parks

Nato a Manchester nel 1954, è cresciuto a Londra e ha studiato a Cambridge e Harvard. Nel 1981 si è trasferito in Italia dove vive, nei pressi di Verona. Ha scritto undici romanzi, tra cui “Lingue di fuoco” (Adelphi, 1995), “Fuga nella luce” (Adelphi, 1998), “Cara Massimina” (Bompiani, 1999), “Destino” (Adelphi, 2001), “La doppia vita del giudice Savage” (Adelphi, 2005), “Il silenzio di Cleaver” (Il Saggiatore, 2006); tre libri di non-fiction in cui descrive la vita nel Nord Italia (“Italiani”, Bompiani, 1997; “Un’educazione italiana”, Bompiani, 1998; “Questa pazza fede. L’Italia raccontata attraverso il calcio”, Einaudi, 2002); una raccolta di saggi intitolata “Adulterio e altri diversivi” (Adelphi, 2000). Ha tradotto in inglese vari autori italiani, tra cui Moravia, Tabucchi, Calvino e Calasso. Insegna traduzione letteraria alla facoltà di lingue dello Iulm di Milano e ha pubblicato un libro, “Tradurre l’inglese” (Bompiani, 1998), in cui analizza la traduzione italiana dei modernisti inglesi.

Born in Manchester in 1954, he was raised in London and studied at Cambridge and Harvard. In 1981 he moved to Italy where he currently lives, not far fromVerona. He has written eleven novels, among which we mention: Lingue di fuoco” (Adelphi, 1995); “Fuga nella luce” (Adelphi, 1998); “Cara Massimina” (Bompiani, 1999); “Destino” (Adelphi, 2001), “La doppia vita del giudice Savage” (Adelphi, 2005); “Il silenzio di Cleaver” (Il Saggiatore, 2006); three non-fiction books, in which he describes the life-style of Northern Italy (“Italiani”, Bompiani, 1997; “Un’educazione italiana”, Bompiani, 1998; “Questa pazza fede. L’Italia raccontata attraverso il calcio”, Einaudi, 2002); and an essay collection titled “Adulterio e altri diversivi” (Adelphi, 2000). He teaches literary translation at the Language Department of Iulm University in Milan. He has published “Tradurre l’inglese” (Bompiani, 1998), a book in which he analyses the Italian translation of the English modernists.

Paolo Ruffilli

Nato a Rieti nel 1949, vive in provincia di Treviso. Giornalista, ha collaborato ai quotidiani Il Resto del Carlino, Il Giornale, La Nazione, Il Giorno, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, Il Gazzettino. Consulente editoriale, ha lavorato e lavora per Garzanti, Camunia, Mondadori, Giunti, Rizzoli, Fazi. È direttore editoriale delle Edizioni del Leone di Venezia. Si occupa della Scuola di scrittura creativa di Treviso. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, tra le quali “Piccola colazione” (Garzanti, 1987, American Poetry Prize), “Diario di Normandia” (Amadeus, 1990, premio Montale), “Camera oscura” (Garzanti, 1992), “Nuvole” (con foto di F. Roiter, Vianello, 1995). È autore di una “Vita di Ippolito Nievo” (Camunia, 1991, premio Europeo) e di “Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni” (Camunia, 1993). È curatore di edizioni delle “Operette morali” di Leopardi (Garzanti), della traduzione foscoliana del “Viaggio sentimentale” di Sterne (Garzanti), delle “Confessioni d’un italiano” di Nievo (Garzanti), di un’antologia di “Scrittori garibaldini” (Mondadori).

Born in Rieti in 1949, he lives in the province of Treviso. As a Jornalist, he has collaborated with the daily newspapers: Il Resto del Carlino, Il Giornale, La Nazione, Il Giorno, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, Il Gazzettino. He is editorial chief of the “Edizioni del Leone” from Venice. He is responsible for the School of creative writing of Treviso. He has published some poem collections, such as: “Piccola colazione” (Garzanti, 1987, American Poetry Prize); “Diario di Normandia” (Amadeus, 1990, Montale prize); “Camera oscura” (Garzanti, 1992); “Nuvole” (with photos by F. Roiter, Vianello, 1995). He is the author of “Vita di Ippolito Nievo” (Camunia, 1991, “Europeo” prize) and of “Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni” (Camunia, 1993). He has edited some editions of the “Operette morali” by Leopardi (Garzanti), the translation by Foscolo of the Sterne’s “Viaggio sentimentale” (Garzanti), of the “Confessioni d’un italiano” by Nievo (Garzanti), and of an anthology “Scrittori garibaldini” (Mondadori).

Editorialisti/saggisti / Editorialists/non-fiction writers

Gianfranco Bettin

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Veneziano (1956), ha lavorato nel campo della ricerca e degli studi politicosociali. Tra i fondatori dei Verdi italiani, è stato prosindaco del Comune di Venezia ed è consigliere regionale veneto. Narratore e saggista, ha pubblicato i romanzi “Qualcosa che brucia” (Garzanti, 1989, nuove edizioni Baldini e Castoldi 1995 e 2003), “Sarajevo Maybe” (Feltrinelli, 1994), “Nemmeno il destino” (Feltrinelli, 1996, nuova edizione 2004) da cui è stato tratto il film omonimo di Daniele Gaglianone, “Nebulosa del boomerang” (Feltrinelli, 2004). Alcuni suoi racconti sono presenti in antologie: “Sconfinare” (Fernandel, 1999), “Patrie impure” (Rizzoli, 2003), “Smemoranda” (2004). I libri saggistici sono: “Dove volano i leoni. Fine secolo a Venezia” (Garzanti, 1991), “L’erede. Pietro Maso, una storia dal vero” (Feltrinelli, 1992), “Petrolkimiko. Le voci e le storie di un crimine di pace” (Baldini e Castoldi, 1998), “La strage. Piazza Fontana, verità e memoria” (con M. Dianese, Feltrinelli, 1999), “Duemilauno. Politica e futuro” (con M. Cacciari, Feltrinelli, 2001), “Petrolkiller” (con M. Dianese, Feltrinelli, 2002), “Il clima fuori dai gangheri” (Nottetempo, 2004), “Eredi. Da Pietro Maso a Erika e Omar” (Feltrinelli, 2007).

Venetian (1956), he has worked in the field of research and social-political studies. One of the founders of the Italian party “Verdi”, he has been deputy mayor of the Venice city council and currently is a member of the regional assembly of the Veneto region. Fiction and non-fiction writer, he has also written the novels: “Qualcosa che brucia” (Garzanti, 1989, new editions Baldini e Castoldi 1995 and 2003); “Sarajevo Maybe” (Feltrinelli, 1994); “Nemmeno il destino” (Feltrinelli, 1996, new edition 2004) on which thefilm directed by Daniele Gaglianone has been based; “Nebulosa del boomerang” (Feltrinelli, 2004). Among his non-fiction books we mention: “Dove volano i leoni. Fine secolo a Venezia” (Garzanti, 1991); “L’erede. Pietro Maso, una storia dal vero” (Feltrinelli, 1992); “Petrolkimiko. Le voci e le storie di un crimine di pace” (Baldini e Castoldi, 1998); “La strage. Piazza Fontana, verità e memoria” (with M. Dianese, Feltrinelli, 1999); “Duemilauno. Politica e futuro” (with M. Cacciari, Feltrinelli, 2001); “Petrolkiller” (with M. Dianese, Feltrinelli, 2002); “Il clima fuori dai gangheri” (Nottetempo, 2004); “Eredi. Da Pietro Maso a Erika e Omar” (Feltrinelli, 2007).

Gian Antonio Cibotto

Vive a Rovigo ed è critico drammaturgico del Gazzettino. È stato il primo a riproporre nel dopoguerra Ruzante, contribuendo alla rinascita del teatro veneto. Si è sempre interessato di letteratura e teatro, alternando la narrativa alla saggistica. Per Marsilio ha editato i libri di poesie “Bassa marea”e “Amen” (1998), le opere di narrativa “La vaca mora” (premio Marzotto), “Cronache dell’alluvione”, “Scano boa” (1984, premio Latina), “Il doge è sordo” (premio Salotto veneto) e la storia vera “Stramalora” (1982, premio Comisso, premio Napoli) sul disastro del Vajont. Neri Pozza ha pubblicato numerose sue opere, tra le quali l’esordio “La coda del parroco” (1958), “I veneti sono matti”, “Il principe stanco”, “I giorni della merla”, “In paradiso con la carrozza”, “Razza de mona”, “Contropelo” e “San Bastiano con la viola in mano”.

He lives in Rovigo and he is a dramaturgic critic for the newspaper “Il Gazzettino”. He was the first to propose Ruzante again at the end of the War, contributing herewith to the rebirth of the Venetian theatre. He has always been interested in literature and theatre, alterning fiction and non-fiction. He has edited by Marsiglio the poetry books “Bassa marea” and “Amen” (1998), the fiction works “La vaca mora” (Marzotto prize); “Cronache dell’alluvione”; “Scano boa” (1984, “Latina” prize); “Il doge è sordo” (“Salotto Veneto” prize) and the true story “Stramalora” (1982, “Comisso” prize, “Napoli” prize) on the Vajont tragedy. Neri Pozza has published many of his works, among which his debut “La coda del parroco” (1958); “I veneti sono matti”; “Il principe stanco”; “I giorni della merla”; “In paradiso con la carrozza”; “Razza de mona”; “Contropelo”; “San Bastiano con la viola in mano”.

Ilvo Diamanti

Vicentino, insegna scienza politica nell’Università di Urbino dove è direttore del Laboratorio di studi politici e sociali. Tiene un corso di sistemi politici comparati all’Università Panthéon-Assas di Parigi. Fa parte dei comitati scientifici delle riviste “Rassegna italiana di sociologia”, “Rivista italiana di scienza politica”, “Political and economic trends”, “Limes”, “Critique internationale”. Collabora a Repubblica come editorialista. Opere principali: con P. Allum, “’50/’80, vent’anni. Due generazioni di giovani a confronto”, (Edizioni Lavoro, 1986); con E. Pace, “Tra religione e organizzazione”, Liviana, 1987; “Associazioni, giovani e istituzioni locali. Indagine sull’area padovana”, (Franco Angeli, 1989); con A. Parisi, “Elezioni a Trieste. Identità territoriale e comportamento di voto”, (Il Mulino, 1991); con G. Riccamboni, “La parabola del voto bianco. Elezioni e società in Veneto (1946-1992)”, (Neri Pozza, 1992); “La Lega. Geografia, storia e sociologia di un nuovo soggetto politico”, Donzelli, 1993 (1995 edizione aggiornata); con R. Mannheimer (a cura di), “Milano a Roma. Guida all’Italia elettorale del 1994”, (Donzelli, 1994); con C. Trigilia e F. Ramella, “Cultura e sviluppo. L’associazionismo nel Mezzogiorno”, Meridiana, 1995; “Il male del Nord. Lega, localismo, secessione”, (Donzelli, 1996); con M. Lazar (a cura di), “Politique all’italienne”, Puf, 1997; “Stanchi di miracoli. Il sistema politico italiano in cerca di normalità”, (Guerini e associati, 1997); (a cura di), “Idee del Nordest”, Fondazione Agnelli, 1998; (a cura di), “La generazione invisibile”, (Il Sole 24 ore, 1999); “Politica all’italiana. La parabola delle riforme incompiute”, (Il Sole 24 ore, 2001); “Bianco, rosso, verde… e azzurro. Mappe e colori dell’Italia politica”, (Il Mulino, 2003); con L. Ceccarini, “Semper fideles? Genere e generazioni politiche”, in “Dov’è la vittoria? Il voto del 2006 raccontato dagli italiani”, (Il Mulino, 2006).

Originally from Vicenza, he is professor of Political Science at the University of Urbino, where he is also head of the laboratory for social and political studies. He teaches a course on compared political systems at the Panthéon-Assas University in Paris. He is a member of the scientific committees of the following journals and magazines: “Rassegna italiana di sociologia”, “Rivista italiana di scienza politica”, “Political and economic trends”, “Limes”, “Critique internationale”. He collaborates with “Repubblica” as an editorialist. Main works: with P. Allum, “’50/’80, vent’anni. Due generazioni di giovani a confronto”, (Edizioni Lavoro, 1986); with E. Pace, “Tra religione e organizzazione”, (Liviana, 1987); “Associazioni, giovani e istituzioni locali. Indagine sull’area padovana”, (Franco Angeli, 1989); with A. Parisi, “Elezioni a Trieste. Identità territoriale e comportamento di voto”, (Il Mulino, 1991); with G. Riccamboni, “La parabola del voto bianco. Elezioni e società in Veneto (1946-1992)”, (Neri Pozza, 1992); “La Lega. Geografia, storia e sociologia di un nuovo soggetto politico”, (Donzelli, 1993) (1995 updated edtion); with R. Mannheimer (a cura di), “Milano a Roma. Guida all’Italia elettorale del 1994”, (Donzelli, 1994); with C. Trigilia and F. Ramella, “Cultura e sviluppo. L’associazionismo nel Mezzogiorno”, (Meridiana, 1995); “Il male del Nord. Lega, localismo, secessione”, (Donzelli, 1996); with M. Lazar (edited by), “Politique all’italienne”, (Puf, 1997); “Stanchi di miracoli. Il sistema politico italiano in cerca di normalità”, (Guerini e associati, 1997); (edited by), “Idee del Nordest”, (Fondazione Agnelli, 1998); (edited by), “La generazione invisibile”, (Il Sole 24 ore, 1999); “Politica all’italiana. La parabola delle riforme incompiute”, (Il Sole 24 ore, 2001); “Bianco, rosso, verde… e azzurro. Mappe e colori dell’Italia politica”, (Il Mulino, 2003); with L. Ceccarini, “Semper fideles? Genere e generazioni politiche”, in “Dov’è la vittoria? Il voto del 2006 raccontato dagli italiani”, (Il Mulino, 2006).

Gian Antonio Stella

Vicentino (1957), vive un po’ a Roma, un po’ vicino a Venezia. È editorialista e inviato di politica, economia e costume al Corriere della Sera, il giornale in cui, dopo gli anni della gavetta e l’assunzione al pomeridiano “Corriere d’informazione”, è cresciuto. Vincitore di alcuni premi giornalistici (dall’“È” assegnato da Montanelli, Biagi e Bocca al “Barzini”, dall’“Ischia” al “Saint Vincent” per la saggistica), ha scritto numerosi saggi. Tra i più noti, “Schei” (Mondadori, 1997), un reportage sul Nordest; “Dio Po, gli uomini che fecero la Padania” (Mondadori, 1998), pamphlet sulla Lega; “Lo spreco” (Mondadori, 1999), inchiesta su come l’Italia ha buttato via due milioni di miliardi di vecchie lire; “Chic” (Mondadori, 2000), viaggio ironico e feroce tra gli italiani che hanno fatto i soldi; “Tribù” (Mondadori, 2001), spassoso ritratto della classe politica salita al potere nel 2001; “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” (Rizzoli, 2003); “Odissee. Italiani sulle rotte del sogno” (Rizzoli, 2004); “Il maestro magro” (Rizzoli, 2005), romanzo; “Avanti popolo” (Rizzoli, 2006).

Originally from Vicenza, he lives both in Rome and close to Venice. He has grown into an editorialist and correspondent in fields such as politics, economics and fashion and society for the daily newspaper “Il Corriere della Sera after his early years of employment at the afternoon newspaper “Corriere d’informazione”. Awarded with someprizes like “È” given by Montanelli, Biagi and Bocca, the “Barzini” prize, the “Ischia” award and the “Saint Vincent” prize for the non-fiction works) he has written several essays. Among the bestknown, “Schei” (Mondadori, 1997), a reportage on the North-Eastern Italian regions; “Dio Po, gli uomini che fecero la Padania” (Mondadori, 1998), pamphlet on the “Lega Nord”a secessionistpolitical movement; “Lo spreco” (Mondadori, 1999), an investigation on how Italy managed to throw away two millions of billions of the previous Lira; “Chic” (Mondadori, 2000), an ironic and sharp journey among those Italians who have made money; “Tribù” (Mondadori, 2001), funny portrait of the political class who rose to power in 2001; “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” (Rizzoli, 2003); “Odissee. Italiani sulle rotte del sogno” (Rizzoli, 2004); “Il maestro magro” (Rizzoli, 2005), novel; “Avanti popolo” (Rizzoli, 2006).

Storici e critici letterari / Literary historians and critics

Stefano Agosti

Nato a Caprino Veronese (Verona) nel 1930, docente di lingua e letteratura francese all’Università di Venezia. Tra le sue opere in volume si ricordano “Il cigno di Mallarmé” (1969, Pratiche, 1994), “Il testo poetico. Teoria e pratiche d’analisi” (Rizzoli, 1972), “Cinque analisi. Il testo della poesia” (1982), “Modelli psicanalitici e teoria del testo” (1984), “Enunciazione e racconto” (1989), “Il fauno di Mallarmé” (Feltrinelli, 1991), “Critica della testualità” (Il Mulino, 1994), “Poesia italiana contemporanea” (1995). Autore di numerosi saggi apparsi su riviste specializzate, ha curato l’edizione delle “Poesie (1938-1972)” di Andrea Zanzotto edita da Mondadori nel 1973 e il saggio “L’esperienza di linguaggio di Andrea Zanzotto” che introduce l’opera completa del poeta pubblicata nel 1999 da Mondadori nella collana I Meridiani.

Born in Caprino Veronese (Verona) in 1930, he is professor of French and French literature at the University of Venice Ca’ Foscari. Among his works we mention: “Il cigno di Mallarmé” (1969, Pratiche, 1994); “Il testo poetico. Teoria e pratiche d’analisi” (Rizzoli, 1972); “Cinque analisi. Il testo della poesia” (1982); “Modelli psicanalitici e teoria del testo” (1984); “Enunciazione e racconto” (1989); “Il fauno di Mallarmé” (Feltrinelli, 1991); “Critica della testualità” (Il Mulino, 1994); “Poesia italiana contemporanea” (1995). Author of several essays issued in specific journals, he edited Andrea Zanotto’s “Poesie (1938-1972)” published by Mondadori in 1973 and the essay “L’esperienza di linguaggio di Andrea Zanzotto” which aims at introducing the entire production of the poet, published in 1999 by Mondadori in the series “I Meridiani”.

Marco Cavalli

Nato nel 1968, vive a Vicenza. Dal francese ha tradotto “Justine” di Sade (2002) per Frassinelli; “La gloria di mio padre” (2000) e “Il castello di mia madre” (2001) di Marcel Pagnol per Neri Pozza; “Occhio di Dio” di Franz Hellens (2003), “La città dolente” di Daniel Zimmermann (2005) e, con Renato Poletti, “Détective volume II” (2005) per Meridiano Zero. Ha tradotto anche Paul Valéry. È in uscita la sua traduzione di “La filosofia nel boudoir” di Sade (Rizzoli). Ha tradotto dall’inglese (assieme a Carmen Covito) “Storia delle altre. Concubine, amanti, mantenute, amiche” di Elisabeth Abbott (Mondadori, 2006). Profondo conoscitore dell’opera di Busi, ha pubblicato “Dritte per l’aspirante artista (televisivo) - Aldo Busi fa lezione ad Amici” (Mondadori, 2005) e “Aldo Busi” (Cadmo, 2007). Per Il Saggiatore è uscita (2006) la prima monografia dedicata allo scrittore, “Busi in corpo 11 - Miracoli e misfatti, opere e opinioni, lettere e sentenze”. Insegna alla Scuola superiore universitaria per mediatori linguistici e tiene conferenze e corsi di lettura.

Born in 1968, he lives in Vicenza. He translated from French into Italian “Justine” by Sade (2002), Frassinelli publisher; the Neri Pozza editions of “La gloria di mio padre” (2000) and “Il castello di mia madre” (2001) by Marcel Pagnol; “Occhio di Dio” by Franz Hellens (2003); “La città dolente” by Daniel Zimmermann (2005) and, with Renato Poletti, “Détective volume II” (2005) by Meridiano Zero. He has also translated Paul Valéry. His translation of “La filosofia nel boudoir” by Sade (Rizzoli) is going to be published. He has translated from English (with Carmen Covito) “Storia delle altre. Concubine, amanti, mantenute, amiche” by Elisabeth Abbott (Mondadori, 2006). Knowing deeply Busi’s production, he has published “Dritte per l’aspirante artista (televisivo) - Aldo Busi fa lezione ad Amici” (Mondadori, 2005) and “Aldo Busi” (Cadmo, 2007). His first monograph on the author, “Busi in corpo 11 - Miracoli e misfatti, opere e opinioni, lettere e sentenze” (2006) has been published by the publisher Il saggiatore. He teaches at the Accademy for cultural mediators and holds conferences and reading courses.

Gian Domenico Mazzocato

Nato a Treviso nel 1946 dove vive. Ha pubblicato alcuni volumi di liriche (“Il fuoco vecchio”, “Straniarsi è qui”, “Diapason con variazioni”) oltre a monografie su artisti contemporanei e fatti di costume. È editorialista del Gazzettino. Si è dedicato ai classici latini: ha tradotto per Newton Compton

He was born in 1946 and lives in Treviso. He has published some lyric books (“Il fuoco vecchio”, “Straniarsi è qui”, “Diapason con variazioni”), in addition to monographs about contemporary artists and social behaviour. He is a editorialist for “Il Gazzettino”. He has worked on classical Latin authors: he has translated for Newton 121

le “Historiae” di Tacito e la trilogia delle opere minori dello stesso autore. Ha curato, sempre per Newton Compton, la traduzione e il commento dei 35 libri dell’opera storiografica di Tito Livio. Nel 2005 è uscita (Piazza Editore) la traduzione della “Vita di san Martino”, opera dello scrittore Venanzio Onorio Clemenziano Fortunato, e nel 2004 “Martino, l’uomo che divise il mantello” (La vita del popolo). Nel 1997 il primo romanzo, “Il delitto della contessa Onigo” (Santi Quaranta, premio Gambrinus Mazzotti 1998), diventato anche pièce teatrale. Il secondo romanzo, “Il bosco veneziano”, affronta il tema dell’emigrazione. Del 2001 è “Gli ospiti notturni”, del 2003 “Il caso Pavan” (San Liberale editore, finalista premio Chianti 2005), del 2005 “Il ritorno”.

Compton the “Historiae” by Tacitus and the trilogy of the minor works of the same author. He has edited, for the same publisher, the translation and the commentary notes of the 35 volumes of the historiographical work by Livy. In 2005 he published the translation of “Vita di san Martino” (Piazza Editore), the work of the Venetian writer Venanzio Onorio Clemenziano Fortunato, and in 2004 “Martino, l’uomo che divise il mantello” (La vita del popolo). In 1997 he published his first novel, “Il delitto della contessa Onigo” (Santi Quaranta, “Gambrinus Mazzotti” prize 1998), which was later adapted to atheatrical play. His secondnovel, “Il bosco veneziano” deals with the topic of migration. In 2001 “Gli ospiti notturni”, in 2003 “Il caso Pavan” (San Liberale editore, finalist at the “Chianti” prize 2005), in 2005 “Il ritorno”.

Sergio Romano

Nato a Vicenza nel 1929, ha lavorato come giornalista a Milano, Parigi, Londra e Vienna e iniziato la carriera diplomatica nel 1954. È stato direttore generale degli Affari culturali del Ministero degli esteri (1977-1983), rappresentante alla Nato (1983-85) e dal 1985 ambasciatore a Mosca durante i cruciali anni della perestrojka, fino al momento in cui si è dimesso dalla carriera diplomatica, nel 1989. Di questa sua ‘prima vita’ è possibile farsi un idea attraverso le “Memorie di un conservatore” (2002), ritratto della classe burocratica nell’epoca della guerra fredda. Divenuto commentatore per le più prestigiose testate italiane, e curatore di una collana storica per la casa editrice Corbaccio, ha insegnato alle Università di Berkeley, Harvard e alla Bocconi. Ha pubblicato una quarantina di volumi. Si ricordano alcune biografie: “Giolitti, lo stile del potere” (Bompiani, 2000), “Mussolini” (Longanesi, 2000), e “Giovanni Gentile. Un filosofo al potere negli anni del regime” (Rizzoli, 2004); numerosi saggi sulla storia italiana e mondiale “Disegno di storia d’Europa dal 1789 al 1989”, (Tea, 1999); “Storia d’Italia dal Risorgimento ai nostri giorni”, Longanesi, 1998; “L’Italia negli anni della Guerra fredda. Dal piano Marshall alla caduta del Muro”, (Ponte alle Grazie, 2000); “La pace perduta 1989-2001”, (Longanesi, 2001); “Tra due Repubbliche”, (Mondadori, 1995); raccolte di articoli e riflessioni “Lettera a un amico ebreo”, (Tea, 1997) e (Longanesi, 2002).

Born in Vicenza in 1929, he has worked as a journalist in Milan, Paris, London and Wien, starting his diplomatic career in 1954. He has been general director of the Cultural Affairs section of the Italian Foreign Minister (1977-1983), NATO representative (1983-85) and from 1985 ambassador in Moscow during the crucial years of the perestrojka, until he resigned in 1989. It is possible to have an idea of this “first life” reading his “Memorie di un conservatore” (2002), which is a portrait of the bureaucratic class in the Cold war era. Expounder for the most important Italian newspapers, and editor of a history series for Corbaccio publisher, he has taught at Berkeley, Harvard and at the Bocconi University. He has published about forty books. We mention some biographies: “Giolitti, lo stile del potere” (Bompiani, 2000), “Mussolini” (Longanesi, 2000) and “Giovanni Gentile. Un filosofo al potere negli anni del regime” (Rizzoli, 2004); several essays on Italian and World history “Disegno di storia d’Europa dal 1789 al 1989”, (Tea, 1999); “Storia d’Italia dal Risorgimento ai nostri giorni”, (Longanesi, 1998); “L’Italia negli anni della Guerra fredda. Dal piano Marshall alla caduta del Muro”, (Ponte alle Grazie, 2000); “La pace perduta 1989-2001”, (Longanesi, 2001); “Tra due Repubbliche”, (Mondadori, 1995); collections of articles and thoughts “Lettera a un amico ebreo”, (Tea, 1997) and (Longanesi, 2002); “Il rischio americano”, Longanesi, 2003; “Libera Chiesa. Libero Stato?”, (Longanesi, 2005).

Franco Volpi

Nato a Vicenza nel 1952, è professore di storia della filosofia all’Università di Padova. È membro della consulta scientifica delle riviste “Philosophischer Literaturanzeiger”, “Brentano Studien”, “Husserl Studien”, “Les Etudes Philosophiques”, “Internationale Zeitschrift für Philosophie”, “Iride”, “Filosofia politica”, “Informazione filosofica”. È consulente per la Filosofia della casa editrice Adelphi. Nel 1989 gli è stato assegnato il premio Montecchio per la traduzione letteraria. Collabora al quotidiano Repubblica. Tra le sue opere: “Heidegger e Brentano”, (Cedam, 1976); “La rinascita della filosofia pratica in Germania”, (Francisci, 1980); “Heidegger e Aristotele”, (Daphne, 1984); “Lexikon der philosophischen Werke”, (Kröner, 1988); (con Antonia Arslan) “La memoria e l’intelligenza. Letteratura e filosofia nel Veneto che cambia”, (Il Poligrafo, 1989); (con E. Berti) “Storia della filosofia, vol. III”, (Laterza, 1991); “Sulla fortuna del concetto di Decadence nella cultura tedesca: Nietzsche e le sue fonti francesi”, (Il Mulino, 1995); “Il nichilismo”, (Laterza, 1996), “Dizionario delle opere filosofiche”, (Bruno Mondadori, 2000), oltre a numerosi testi scolastici di storia della filosofia per Laterza assieme a Enrico Berti e Cristina Rossitto. Ha curato: “Ars majeutica: studi in onore di Giuseppe Faggin”, (Neri Pozza, 1985); “Ansia per l’uomo: riflessioni sul pensiero di Romano Guardini”, (Gualandi, 1987); “Hegel e i suoi critici”, (Laterza, 1998). Ha tradotto e curato opere di Gadamer, Heidegger, Schopenhauer, Carl Schmitt e Rosa Luxemburg.

Born in Vicenza in 1952, he is professor of History of Philosophy at the University of Padua. He is a member of the scientific committee of the following journals: “Philosophischer Literaturanzeiger”, “Brentano Studien”, “Husserl Studien”, “Les Etudes Philosophiques”, “Internationale Zeitschrift für Philosophie”, “Iride”, “Filosofia politica”, “Informazione filosofica”. He is a consultant for Philosophy for the publisher Adelphi. In 1989 he has been awarded with the “Montecchio” prize for literary translation. He collaborates with the daily newspaper “La Repubblica”. Among his works: Heidegger e Brentano”, (Cedam, 1976); “La rinascita della filosofia pratica in Germania”, (Francisci, 1980); “Heidegger e Aristotele”, (Daphne, 1984); “Lexikon der philosophischen Werke”, (Kröner, 1988); (with Antonia Arslan) “La memoria e l’intelligenza. Letteratura e filosofia nel Veneto che cambia”, (Il Poligrafo, 1989); (with E. Berti) “Storia della filosofia, vol. III”, (Laterza, 1991); “Sulla fortuna del concetto di Decadence nella cultura tedesca: Nietzsche e le sue fonti francesi”, (Il Mulino, 1995); “Il nichilismo”, (Laterza, 1996), “Dizionario delle opere filosofiche”, (Bruno Mondadori, 2000); in addition to several textbooks for Laterza, together with Enrico Berti e Cristina Rossetto. He has edited “Ars majeutica: studi in onore di Giuseppe Faggin”, (Neri Pozza, 1985); “Ansia per l’uomo: riflessioni sul pensiero di Romano Guardini”, (Gualandi, 1987); “Hegel e i suoi critici”, (Laterza, 1998) he has translated and edited works by di Gadamer, Heidegger, Schopenhauer, Carl Schmitt e Rosa Luxemburg.

– Due modelli di creat(t)ività / Two crea(c)tivity models

Giulio Mozzi

Nato nel 1960, abita a Padova. Ha pubblicato “Questo è il giardino”, racconti (Theoria, 1993; Mondadori, 1998; Sironi, 2005); “La felicità terrena”, racconti (Einaudi, 1996); “Il male naturale”, racconti (Mondadori, 1998); “Fantasmi e fughe”, storie di viaggi (Einaudi, 1999); “Il culto dei morti nell’Italia contemporanea”, poema (Einaudi, 2000); “Fiction”, racconti (Einaudi, 2001); “Sotto i cieli d’Italia”, narrazioni di luoghi (Sironi, 2004 con Dario Voltolini). Con Silvia Ballestra ha curato la raccolta “Coda. Undici under 25” (Transeuropa, 1997), con Giuseppe Caliceti i libri-inchiesta “Quello che ho da dirvi. Autoritratto delle ragazze e dei ragazzi italiani” (Einaudi, 1998) e “È da tanto che volevo dirti. I genitori italiani scrivono ai loro figli” (Einaudi, 2002). Ha insegnato scrittura e narrazione in quasi tutte le scuole di scrittura italiane. Sull’argomento ha pubblicato: “Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere” (Theoria, 1997; Fernandel, 2002); con Stefano Brugnolo “Ricettario di scrittura creativa” (Theoria, 1997-1998; Zanichelli, 2000); “Lezioni di scrittura” (Fernandel, 2001). È consulente editoriale di Sironi editore.

He was born in 1960 and still lives in Padua. He has published the storybooks “Questo è il giardino”, (Theoria, 1993; Mondadori, 1998; Sironi, 2005); “La felicità terrena”, (Einaudi, 1996); “Il male naturale”, (Mondadori, 1998) and “Fantasmi e fughe”, (Einaudi, 1999). His “Il culto dei morti nell’Italia contemporanea”is a collection of poems (Einaudi, 2000). He published “Fiction” (Einaudi, 2001) and“Sotto i cieli d’Italia” (Sironi, 2004 with Dario Voltolini). With Silvia Ballestra he has edited the collection “Coda. Undici under 25” (Transeuropa, 1997); with Giuseppe Caliceti the report-books “Quello che ho da dirvi. Autoritratto delle ragazze e dei ragazzi italiani” (Einaudi, 1998) and “È da tanto che volevo dirti. I genitori italiani scrivono ai loro figli” (Einaudi, 2002). He has been teacher of writing and narration in almost every Italian school of writing. On the topic he has published: “Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere” (Theoria, 1997; Fernandel, 2002); with Stefano Brugnolo “Ricettario di scrittura creativa” (Theoria, 1997-1998; Zanichelli, 2000); “Lezioni di scrittura” (Fernandel, 2001). He is an editorial consultant for Sironi editore.

Vitaliano Trevisan

Nato nel 1960, vive a Vicenza. Ha iniziato a scrivere nel 1993 ed esordito col libro di racconti “Trio senza pianoforte” nel 1995 per un piccolo editore. “Un mondo meraviglioso - Uno standard” è uscito per Theoria nel 1997 (ripubblicato da Einaudi nel 2003), seguito da “Trio senza pianoforte/ Oscillazioni” (Theoria, 1998) e “Standards vol. I” (Sironi, 2002). Il successo arriva con il romanzo “I quindicimila passi - Un resoconto” (Einaudi, 2002, Premio Lo straniero), i racconti “Shorts” (Einaudi, 2004, Premio Chiara), il romanzo “Il ponte - Un crollo” (Einaudi, 2007). All’attività di scrittura affianca quella cinematografica: ha recitato nel 2004 in “Primo amore” di Matteo Garrone (di cui è stato anche soggettista e cosceneggiatore), in concorso al 54. Festival di Berlino, e nel 2006 in “Anis tra di noi (Riparo)” di Marco Simon Piccioni. Al teatro ha dedicato “Wordstar(s) - Trilogia della memoria”, tre piéce, le prime due delle quali messe in scena dal regista Toni Servillo nel 2004 col titolo “Il lavoro rende liberi”. Ha adattato, sempre nel 2004, il racconto “Giulietta” di Fellini per la trasposizione teatrale. Musicista – suona la batteria –, riversa la passione per il jazz in molte sue opere.

Born in 1960, he lives in Vicenza. He started to write in 1993 and his debut was the storybook “Trio senza pianoforte”, published in 1995 by a minor editor. Theoria published in 1997 “Un mondo meraviglioso - Uno standard” (re-published by Einaudi in 2003), followed by “Trio senza pianoforte/ Oscillazioni” (Theoria, 1998) and “Standards vol. I” (Sironi, 2002). The success comes with the novel “I quindicimila passi - Un resoconto” (Einaudi, 2002, “Lo straniero” prize), the storybook “Shorts” (Einaudi, 2004, “Chiara” prize), the novel “Il ponte - Un crollo” (Einaudi, 2007). His activity as a writer goes together with his activity in the world of cinema: he acted in “Primo amore” directed by Matteo Garrone in 2004 (in which he also was scenario writer and co-scriptwriter), which was listed at the 54th Berlin Festival. He also acted in “Anis tra di noi (Riparo)” by Marco Simon Piccioni in 2006. He has been active in the scene of theatre as well, with his “Wordstar(s) - Trilogia della memoria”, three plays, the first two of which have been staged by the director Toni Servillo in 2004 with the title “Il lavoro rende liberi”. In 2004 he adapted the tale “Giulietta” by Fellini for the stage. Musician – he is a drummer – he lavishes all his passion for jazz music on many of his works.

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Di cosa parliamo quando parliamo di musica contemporanea? What are we speaking of, when we speak of contemporary music? Di cosa parliamo quando parliamo di musica contemporanea? La domanda è meno banale di quello che possa sembrare ed è, come spesso accade quando andiamo ad aprire le parole per leggervi dentro i meccanismi più nascosti, ricca di tranelli. È quella che viene fuori dalle classi di composizione dei Conservatori? O che scaturisce dalla fantasia di tanti compositori fuori dagli schemi? Quali sono i suoni della contemporaneità? Il jazz? L’elettronica? Le suonerie dei cellulari? Il Veneto è da sempre un territorio nel quale la musica contemporanea ha trovato modo di svilupparsi e di confrontarsi, in modo particolare grazie al fondamentale polo attrattivo costituito dalla Biennale Musica, che nel corso del Novecento – fu il primo festival della Biennale da affiancare l’esposizione d’arte nel 1930 – ha scandito alcuni dei momenti più importanti della ricerca musicale. Tornata negli ultimi anni al centro dell’attenzione internazionale, dapprima con la storica edizione diretta da un jazzista altamente “impuro” come Uri Caine, poi grazie allo sguardo sempre acuto di un direttore/compositore come Giorgio Battistelli, la Biennale Musica ha posto in queste sue ultime edizioni molte domande scomode sullo “stato di salute” della musica stessa, sui suoi rapporti con le altre arti, sulla riflessione intorno al fare e al fruire musica. E non è un caso che, oltre alla Biennale, ci siano in Veneto molte realtà, più o meno popolari, che alla produzione e alla diffusione della musica si dedicano, a riprova che l’interesse attorno ai “suoni” non è mai sopito. Il Veneto è ad esempio tra le regioni con il numero più alto di eventi legati al jazz, con festival di grande rilievo nazionale come quelli di Vicenza, Padova, Verona, una diffusione capillare di concerti in tutte le province grazie a VenetoJazz. Ma ci sono anche altre rassegne più piccole, vetrina vivacissima per le più avanzate proposte nell’ambito del jazz d’avanguardia e momento di confronto per collettivi di recente fondazione come El Gallo Rojo, che si muove tra Verona e Venezia. Molti compositori di rilievo sono veneti o agiscono in Veneto, come Luca Mosca (che nel cartellone del Teatro La Fenice presenterà alla fine di settembre la sua nuova opera, “Signor Goldoni”), Andrea Cera, Paolo Furlani, Claudio Ambrosini e Mauro Lanza – entrambi presenti nel ricco programma della Biennale Musica di ottobre – o Giovanni Mancuso, che ha appena ottenuto con il lavoro ‘Obra Maestra’ il prestigioso concorso del Teatro lirico sperimentale di Spoleto, eredi – anche se non necessariamente dal punto di vista stilistico – di storiche figure come Luigi Nono e Bruno Maderna. Proprio Mancuso, con il suo Ensemble Laboratorio Novamusica che è la formazione “in residence” del piccolo Teatrino Groggia di Venezia, ha allacciato collaborazioni con importanti personaggi internazionali come Butch Morris o Philip Corner, all’insegna di una trasversalità che sembra essere la chiave di lettura più interessante per affrontare l’ambigua articolazione del presente. Molti altri sono i nomi e i luoghi che andrebbero citati – abbiamo solo portato qualche esempio –, ma quello che emerge è un panorama estremamente vivo e ricco di possibilità, che ha sempre più bisogno di risorse finanziarie e di strutture flessibili in grado di coglierne la complessità per restituirla con la necessaria efficacia alle tante orecchie che non smettono di essere curiose. Perchè quando parliamo di musica contemporanea, forse parliamo proprio di noi.

What are we speaking of, when we speak of contemporary music? The question is not as banal as it seems, and it is a very tricky question, as it often happens when we analyze the meaning behind words. Is music what comes out of the classes of composition at Music Academies? Or is it what comes out of the imagination of many, out of the ordinary composers? What are the contemporary sounds? Jazz? Electronica? Ringtones? Veneto is a territory where contemporary music has always been developed and tested, in particular thanks to the presence of the Biennale Musica (the first Biennale festival to join the art exhibition in 1930), that throughout the Twentieth century defined some of the most important moments in music research. Back in the international spotlight, firstly during Uri Caine’s (a highly “impure” jazzman) direction, secondly under the always sharp supervision by the director and composer Giorgio Battistelli, in recent years, the Biennale Musica has asked many inconvenient questions about the very “health” of music, its relationships with other arts, and more observations about making and enjoying music. And it is not a coincidence if in Veneto, besides Biennale, there are many subjects, more or less popular, which are devoted to the production and promotion of music, proof that the interest in “sounds” never faded away. Veneto, for example, is one of the Italian regions which can boast the biggest number of jazz events of high quality, such as those in Vicenza, Padua, Verona, and a dense availability of shows in every province thanks to Venetojazz. But there are also smaller festivals, which act as lively showcases for the most advanced events in avantguard jazz and occasions to test newly formed bands such as El Gallo Rojo, active between Verona and Venice. Many important composers are from Veneto or work in Veneto, like Luca Mosca (who will introduce his new work “Mister Goldoni” in Teatro La Fenice at the end of September 2007), Andrea Cera, Paolo Furlani, Claudio Ambrosini e Mauro Lanza – the latter two are present in the rich bill of the Biennale Musica in October – or Giovanni Mancuso, who won, with his work “Obra Maestra”, the prestigious contest of Teatro Lirico Sperimentale of Spoleto. They are all heirs – even if not stylistically – to historical figures such as Luigi Nono and Bruno Maderna. Mancuso, with his Ensemble Laboratorio Novamusica, the resident band in the little Teatrino Groggia di Venezia, collaborates with important international figures, like Butch Morris o Philip Corner, in the name of a cross-over action which appears as the most interesting answer to the ambiguous complexity of current times. There are many other names and places which should be named, but what has already resulted is a very vital and rich scene, which needs more financial resources and flexible structures able to understand its complexity. In this way only, music will be able to return the favour in all its power, to its many lovers who never stop being curious about it. Because when we speak about contemporary music, we may be talking about us.

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Enrico Bettinello Giornalista musicale e corrispondente de Il Giornale della Musica.

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In primis la Regione del Veneto per il sostegno e la grande disponibilità; Il Corriere del Veneto, Le Associazioni Industriali di Belluno, Vicenza, Rovigo; Le Camere di Commercio di Vicenza, Venezia, Treviso; Le Province di Vicenza, Padova, Venezia, Belluno, Rovigo, Verona, Venezia; All’Adi Nord-est e a tutta la delegazione. Un particolare ringraziamento in ordine sparso e senza ordine di uscita a:

Giancarlo Galan, Maria Teresa De Gregorio, Fausta Bressani, Aurora di Mauro, Decimo Polaniato, Lorenzo Marchetto, Andrea Cescon, Evelina Bazzo, Coscadesin, Giovanna Usvardi, Carlo Zasio, La Biennale di Venezia, Ufficio stampa della Biennale di Venezia, Anna Zamattio, Arteven, Marco Ferraris, Stefano Coletto, Fondazione Bevilacqua La Masa, Alessandro Farinella, Daniele Prosdocimo, Luca Trivellato, Barbara Mastrotto e Rino Mastrotto Group Spa, Claudio Grotto e Gas, Marco Viaro, Federico Bulato, Mr Walkony, Gianni Saccardo, Roberto Sarda, Michel Carlana, Giulia Zuliani, Isa Scapin, Angela Mandarà, Philippe Schmid, Andrea Riello, Francesco Borga, Luigi Benedetti, Marco Bicego, Marco Bicego spa, Milo Agnesini, Luca Bonato, Fusina Srl, Francesco Tiribelli, April, Laboratorio di Fotografia dello Iuav, Umbrella, Guido Beltramini e il Cisa, Aldo Cibic, Tommaso Corà, Luigi Dalla Via, Lidia Zocche, Alessandra Chemollo, Fulvio Orsenigo, Ufficio stampa Iuav, Alberto Sinigaglia, Silvia Ferri, Antonio Riello, Julian Adda, Enrico Bettinello, Massimiano Bucchi, Stefano Caggiano, Giorgio Camuffo, Luca Casarotto, Pietro Costa, Marco Enrico Giacomelli, Paolo Favaretto, Paolo Feltrin, Maria Luisa Frisa, Luca Romano, Marta Terenzani, Angela Vettese, Carlo Dal Bianco, Simone Polga, Virginia Baradel, Massimiliano Tonelli, Exibart, Nicoletta Gentilini, Giuseppe Filippi, Daniele Romare, Manuela Dal Lago, Antonio Franzina, Luca Massimo Barbero, Cristian Confalonieri, Paolo Casati, Carlo Alberto Burato, Massimo Zancan, Davide Golin e Afreen Hussein, Simone Polga e JoeVelluto, Massimo Lotto, Carlo Dal Bianco, Riccardo Brazzale, Massimiliano Giugni, Michele Nardi, Fernando Lucato, Libo Cannici, Giovanni Ometto, Luca Ballarini, Renzo di Rienzo, Giovanni Baule, Luca Bonato, Federico Businaro, Ferdinando Businaro, Alberto Del Biondi, Cinzia Menin, Umberto Ferro, Alberto Sinigaglia, Francesco Vedovato. Un grazie di cuore a Franco Miracco, Angelo Tabaro e Giorgia Pozza. Un grazie speciale a Lorenza Collini e a Ugo Savoia. Ai main sponsor per la loro disponibilità e adesione al progetto. A Barbara Grotto per l’idea della linea moda. A Paola Pierotti per l’aiuto continuo. A Flavio Albanese per il suo rigore. A Giorgia Pin per la professionalità nel curare la sezione artisti; ad Alessandro Zaltron per l’amicizia e la serietà nella sezione scrittori; ad Annalisa Carrara e Carlo Mangolini per il lavoro indefesso nella sezione attività performative. A Chiara Bertola e Pier Luigi Sacco per il sostegno continuo. A Stefano Micelli e Marco Bettiol per sostegno e amicizia. Alla tipografia Mediagraf Spa, in particolare al Dr. Giuseppe Donegà, Roberto Durello e Fabio Argenti. A Patricia Schmeidler e Guido Zovico per l’aiuto. A tutti i traduttori, supervisori e correttori di bozze. A Marco Lovato per la pazienza e professionalità. Questo lavoro non sarebbe nato senza il lavoro di Alba Scapin, Cherubina Marte e Carlo Biasia. Un grazie particolare a Ilaria e Antonio Lupo per il cuore che ci hanno messo. Ai dimenticati, dimenticandi ma solo se non se la prenderanno. (C.S.) Finito il 22 maggio 2007 alle ore 02:54.

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