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legnoarchitettura incontri Michael Tribus progetti Michael Tribus Architecture RuattiStudio Architetti Parcianello&Partners Comfort_Architecten Arbau aichner_seidl ARCHITEKTEN MAMA Studio Associato technĂŠ KIT haus Plus sistemi Intelligent Skin dettagli Attacco a terra

EdicomEdizioni Trimestrale anno I n° 1 ottobre 2010 Euro 15,00

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legnoarchitettura legnoarchitettura rivista trimestrale anno I – n. 1, ottobre 2010 Registrazione Trib. Gorizia n. 6 del 23.07.2010 direttore responsabile Ferdinando Gottard redazione Lara Bassi, Lara Gariup editore EdicomEdizioni, Monfalcone (GO)

incontri Michael Tribus

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techné 89 Il progetto KIT haus Plus

redazione e amministrazione via 1° Maggio 117 24074 Monfalcone - Gorizia tel. 0481.484488, fax 0481.485721 progetto grafico Lara Bassi, Lara Gariup stampa Grafiche Manzanesi, Manzano (UD) Stampato interamente su carta riciclata ottenuta da fibre selezionate prezzo di copertina 15,00 euro abbonamento 4 numeri Italia: 50,00 euro - Estero: 100,00 euro

Sistemi edilizi prefabbricati in legno

sistemi Intelligent skin

Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno

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dettagli

distribuzione in libreria Joo Distribuzione Via F. Argelati 35 – Milano

attacco a terra

copertina Sede Holz&Ko, Comfort_Architecten Foto: Jürgen Eheim

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È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore

Foto: René Riller

Foto: Andrea Martiradonna

Foto: Jürgen Eheim

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Residenze Lochbaur Michael Tribus Architecture Progetto C.A.S.E. RuattiStudio Architetti

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Centro ittiogenico Parcianello&Partners

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Sede Holz&Ko Comfort_Architecten

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Centro per l’infanzia MAMA studio associato

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Foto: Francesco Castagna

Case abbinate aichner_seidl ARCHITEKTEN

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Foto: MAMA studio Associato

Ghaus Arbau

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Foto: Gianluca Parcianello

10 progetti

Foto: Georg Hofer

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incontri

Michael Tribus

Michael Tribus riceve nel 2006 il “Premio Città di Oderzo” per il risanamento del palazzo provinciale Ex-Post, primo edificio pubblico riqualificato secondo gli standard passivi in Italia: architettura ed energia rappresentano per l’architetto un binomio fondamentale per la sua attività progettuale. Nel 2009 CasaClima gli attribuisce il Premio di Riconoscimento per gli edifici residenziali Lochbaur nell’ambito dei CasaClima Awards.

Oggi si costruisce sempre di più in legno. Lei ha scelto

lore del legno e, soprattutto, le tecniche di lavorazione.

la struttura in legno in molti dei suoi progetti recenti: cosa

Oltre all’aspetto ecologico, del legno mi piace la grande

significa utilizzare il legno come materiale strutturale, qual è

durabilità, in termini di stabilità, in combinazione con

il valore aggiunto, i vantaggi, che questo materiale può offrire

la sua leggerezza, nel senso fisico di “peso”. Inoltre, la

ad un progettista?

prefabbricazione, senza tempi di essiccazione, è un

Il legno è stato un materiale che mi ha accompagnato

grande vantaggio; in unione con lastre prefabbricate

fin dall’infanzia. Mio padre, e prima ancora mio nonno,

multistrato si possono, infatti, creare nuove possibilità

avevano nel paese una segheria, dove ho appreso il va-

in termini di progettazione architettonica strutturale.

CASA 1 LITRO “PERNSTICH” – CALDARO (BZ) 2009 Il progetto, costituito da un maso e un agriturismo con tre appartamenti per gli ospiti, ha un consumo di 7 kWh/m²anno, è conforme allo Standard Passivhaus ed è un CasaClima Gold. Tra le diverse soluzioni sostenibili applicate: il tetto verde con integrato un impianto di recupero delle acque piovane; la ventilazione meccanica con recupero di calore e la climatizzazione dei locali con pannelli radianti (utilizzati anche per il raffrescamento estivo).

Foto studio Michael Tribus Architecture, ad eccezione dell’immagine a destra.

4 legnoarchitettura_01

incontri

Foto: Ludwig Thalheimer

EX-POST – BOLZANO, 2005 Il risanamento dell’edificio delle ex-Poste presso la stazione FF.SS. di Bolzano è il primo edificio pubblico amministrativo d’Italia in standard Casa Passiva. Il palazzo è stato adattato per l’Amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano e alzato di due piani. Il volume compatto dell’edificio preesistente è stato ripensato creando un gioco di strombature alle finestre ottenendo così una composizione molto vivace che permette di gestire in modo differente la luce nei singoli piani, ombreggiando maggiormente queli superiori e favorendo la penetrazione della luce naturale a quelli inferiori. In base al basso consumo energetico preventivato inferiore a 1 litro d’olio combustibile per metro quadro annuo, l’edificio ha ricevuto la targhetta CasaClima Oro e il consumo energetico annuo è pari a 7 kWh/m2 anno.

CASE SCHIERA A ENERGIA ZERO “ASCHL” – VERANO (BZ) 2001 L’accesso ad ogni singola abitazione avviene dal lato nord. Dall’ingresso al piano terra si raggiunge il piano abitato e da qui, attraverso una scala centrale, il piano con le stanze da letto. I due piani si aprono verso sud seguendo il principio base di una casa solare per captare e accumulare energia solare. Costruzione in standard Casa Passiva: vetri d’isolamento termico a tre strati, impianto di aerazione controllata con recupero d’energia termica, acqua calda e riscaldamento con pannelli solari, impianto fotovoltaico.

Per molti dei suoi progetti ha scelto un sistema costruttivo

Materiale “Legno” e concetto “Passivhaus” o di “casa a 1

con travi, montanti e lastre: quali sono, secondo lei,

Litro”: come interagiscono tra di loro?

le peculiarità di questo sistema costruttivo?

Il principio Passivhaus non si basa certo sulla scelta

I due principali sistemi per il legno sono o a telaio o a

del materiale costruttivo, come fanno intendere molti

pannello multistrato (X-Lam). La combinazione dei due

operatori del settore delle costruzioni. Il legno aiuta a

sistemi con elementi tecnologicamente più sviluppati,

raggiungere la massima efficienza nelle costruzioni,

sia per il sistema travi/montanti (vedi TGI) che per le

cioè l’edificio da 1 Litro (Passivhaus), ma non basta.

lastre, viene utilizzato da molti anni da diversi fornitori della zona. Nel costruire il complesso residenziale Lochbaur, ad

Quanto è importante il ruolo del risparmio energetico,

esempio, abbiamo usato sempre un sistema a telaio,

soprattutto nella ristrutturazione dell’esistente?

scegliendo però delle travi sottilissime (TGI) per ridurre

Secondo me dovrebbero esistere solo tre possibilità di

la trasmittanza termica dell’involucro.

consumi per gli edifici. La maggioranza che consuma 1 Litro (sotto i 15 kWh/m2a, per tutte le nuove costruzioni e la maggioranza delle ristrutturazioni in Standard Passi-

Quali sono i fattori che la spingono a scegliere una struttura

vhaus), quelli da 2 Litri (da 16 a 25 kWh/m2a, le ristrut-

in legno, piuttosto che in laterizio o in c.a.? Il committente

turazioni difficili) e infine quelli da piú di 3 Litri (sopra i

ha un ruolo in questa scelta? E nel caso specifico

26 kWh/m2a: ristrutturazioni molto difficili o edifici sotto

dell’Insediamento Residenziale Lochbaur?

tutela delle belle arti). Quelli che consumano 3 Litri o

Per me le esigenze del committente stanno in primo

più dovrebbero, inoltre, utilizzare solo sistemi energetici

piano. In seguito se propongo, ad esempio, una strut-

rigenerativi (biomasse, termico solare, PV o altro).

tura in legno, il materiale assume un ruolo fondamentale: nel caso in cui ravviso delle incertezze, consiglio un altro materiale, al fine di verificare se le perplessità

6 legnoarchitettura_01

Tra il primo edificio passivo in Germania (Darmstadt-Kranichstein

siano dovute alle caratteristiche del materiale o a qual-

1991) e il primo edificio passivo in Italia (sede Klas Malles

cos’altro.

2000) ci sono quasi 10 anni. Questo gap è dovuto, secondo lei,

Nel caso del Lochbaur, per i clienti, l’idea della prefab-

solo ad una questione climatica o alla difficoltà di rendere

bricazione in legno in Standard Passivhaus era convin-

pratica comune il progettare e costruire “case a 1 Litro”?

cente.

…è una questione di comunicazione e poi … soprat-

incontri

Foto: René Riller

RESIDENZE LOCHBAUR - MERANO (BZ) 2008

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FINESTRA LiLu LiLu nasce dalle parole “LICHT & LUFT”, cioé luce e aria. I nuovi infissi sono altamente performanti ed allo stesso tempo garantiscono aria costantemente pulita senza necessità di aprire le finestre (comunque apribili), con grande risparmio energetico. Il calore che verrebbe disperso con la ventilazione naturale viene riutilizzato fino al 90% grazie al recuperatore di calore integrato.

tutto una questione di “scelta di vedere le cose”. An-

mezza. In questo momento l’Università di Innsbruck,

cora oggi in Germania non tutti sanno cosa è un edifi-

con il prof. Feist, sta compiendo una serie di verifiche

cio passivo. D’altro canto ci sono alcune grandi città

per rendere LiLu certificabile per lo Standard Passi-

come Francoforte e Linz che hanno scelto il principio

vhaus.

Passivhaus per ridurre i costi di gestione dei futuri edifici pubblici; questo è ciò che io intendo per “scelta di vedere le cose”: è la responsabilità di chi oggi prende le

Nella sua attività, non solo progettazione, ma anche ricerca

decisioni politiche per i nostri figli, è una scelta di mas-

nella progettazione: come nasce l’AutarcHome e quale

sima sostenibilità. Nella stessa Bolzano siamo ancora

può essere il suo sviluppo futuro?

molto distanti da questa realtà, dove, alla fine, esistono

La casa che ruota è un progetto che viene studiato da

solo pochi esempi di alta efficienza. Purtroppo anche

tempo. L’idea che sta alla base dell’AutarcHome è che

CasaClima in questo senso non ha ancora portato un ri-

sull’acqua non c’è attrito e quindi l’energia che serve

sultato soddisfacente: si parla troppo di CasaClima B e

per far girare la casa verso il sole in inverno o verso

C, ma 5 o 7 litri non sono accettabili se è possibile rag-

l’ombra d’estate è veramente quasi nulla: il consumo

giungere, con lo stesso principio, lo standard da 1 Litro.

previsto per la climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento) dell’AutarcHome è assolutamente rispondente e congruo allo Standard Passivhaus. Da questa

Che cos’è, allora, la sostenibilità in architettura?

idea ci si aspetta che la realizzazione delle case sul-

Bisogna ricordarsi che l’uomo nasce anche dalla na-

l’acqua in un futuro prossimo possa diventare pratica

tura, dalla terra, e che solo questa lo nutre e ne garanti-

corrente.

sce la futura crescita. Dobbiamo porre massima attenzione a questa nostra madre terra, che ci fa evolvere, ci dona il cibo, ci dona la vita. Dato che costruire è

Cosa significa fare architettura ed in particolare fare

sempre anche distruggere una parte di questa natura,

architettura in Alto Adige?

dobbiamo “distruggere” con la massima attenzione e

Trovare soluzioni di valore per conto di chi affida l’inca-

con responsabilità verso tutto quello che ci circonda.

rico, di valore a livello urbanistico e ambientale, a livello estetico e costruttivo. Quindi l’aspetto formale viene messo decisamente in primo piano. Che poi una co-

Ancora una domanda in tema di Case Passive: come nasce

struzione sia di qualità energetica è una cosa intrin-

la finestra passiva LiLu?

seca, ovvia come la colonna che deve reggere l’edificio.

“Li” sta per “Licht” (= luce) e “Lu” sta per Luft (= aria) L’obbiettivo era rimettere insieme queste due qualità (aria-luce) così fondamentali per l’edificio. Un tempo

E infine, un’ultima domanda: qual è il progetto a cui è più legato

aria e luce coesistevano nel sistema-finestra, poi sono

e perché?

state separate. È vero anche che prima non fornivano

… tutti i progetti che nascono prima nella testa e poi

prestazioni energetiche adeguate o se mai molto, ma

diventano realtà creano un legame con chi lo progetta.

molto ridotte. Con Lilu provo a metterle nuovamente in-

L’Ex-Post è sicuramente uno dei progetti di cui vado

sieme, in qualità “simply passivhouse”. Con una serie

molto fiero, e spero che quando ci sarà il momento

di vantaggi: dove c’è il foro della finestra c’è anche il

giusto arrivino altre grandi decisioni e lavori da realiz-

foro della ventilazione e quindi non devo preoccuparmi

zare, come è stato il mio contributo per il progetto della

di dove e come installare la centralina della ventila-

nuova sede della Provincia di Parma.

zione, né della complessa distribuzione dell’aria all’interno dell’edificio; considerato che LiLu è un elemento prefabbricato, il costo dell’impianto di aerazione si di-

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incontri

www.michaeltribus.com

AUTARCHHOME – WEISSENSEE (A), 2009 “Autarchhome” nasce dalla ricerca di abitare in modo autarchico sull’acqua. Il concetto architettonico si basa sull’evidenziamento delle polarità esistenti. Così esistono “davanti e dietro”, nord e sud, aperto e chiuso. Il principio si manifesta nell’equilibrio simmetrico (rapporto 50:50) delle facciate vetrate e opache, che portate ad angolo formano una particolare simmetria. Un’altra polarità esiste tra sotto e sopra, visibile e nascosto; metà della costruzione si trova sott’acqua, metà emerge dalle acque e diventa un oggetto di design che esprime leggerezza filiforme. Sotto a questo, un blocco di cemento massiccio garantisce stabilità alla costruzione. Nel design della facciata si ritrovano diversi aspetti, tra i quali la superficie dell’acqua che funge da specchio, sottolineandone l’estetica.

RISTRUTTURAZIONE “BONVICINI” – BOLZANO, 2003 Il progetto “Dott. Bonvicini” è un rialzamento del nuovo sottotetto sull’esistente casa presso i prati del fiume Talvera a Bolzano. Il committente richiedeva un’ampia soluzione di spazio realizzata con materiali ecologici (bioarchitettura). Della superficie lorda di ca. 270 m2, circa due terzi sono destinati a superficie abitativa, mentre il resto è dato dalla terrazza a sud (invernale) e da quella a nordest (estiva).

ASILO KIGA – MERANO (BZ), 2009 Il progetto si presenta come un corpo monolitico, che si differenzia per l’uso di listelli di larice a taglio di rombo, con una struttura che sottolinea la forma orizzontale a dimensione di bambino. La riduzione del fabbisogno energetico (da CasaClima B a CasaClima Oro senza costi aggiuntivi), con un risparmio economico annuo corrispondente a circa 4-5.000 euro, è accompagnata dal miglioramento delle prestazioni dell’involucro con struttura in legno a telaio, isolato con lana di roccia, fibra di legno e pannelli in legno-cemento.

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Michael Tribus Architecture

Residenze Lochbaur Merano

Foto: Renè Riller

_1 Vista complessiva dell’insediamento Lochbaur con i tre edifici

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Foto: Renè Riller

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Foto: Renè Riller

_2 In primo piano Casa Schweitzer

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progetti

Progettare edifici passivi con il legno Ubicazione: Merano (BZ) Progetto: arch. Michael Tribus, Lana (BZ) Statica-Sicurezza: ing. Baldini, Merano (BZ) Statica del legno: ing. Andreas Erlacher, Bolzano Concetto impianti: arch. Michael Tribus, Lana (BZ) Direttore dei lavori: arch. Marcello De Biasi, Bolzano Appaltatore opere in legno: Weissenseer Holz-System-Bau GmbH, Greifenburg (A) Lavori: 2006-2007 Superficie utile: 396 m2 (Casa Reisigl)

Lochbaur è il nome di un lotto situato ai confini della cittadina di Merano; l’area, sul limite inferiore della valle, è contraddistinta da frutteti e prati ripidi che si aprono verso la Val Passiria e verso il Gruppo di Tessa: a nord, uno sfaldamento naturale dell’alveo di un torrente e un canale di irrigazione ne delimitano i confini. Il nuovo insediamento residenziale nasce in seguito alla demolizione di due edifici preesistenti, che, per cubatura e superficie occupata, hanno permesso la costruzione di tre nuovi edifici. La pendenza naturale del terreno è stata sfruttata per costruire il piano interrato, in c.a. e rivestito con pietre sul lato rivolto verso la valle, che ospita i garage: al di sopra è stata realizzata una terrazza rinverdita per fungere da giardino e da orto per le case; dal livello della terrazza si inseriscono verso nord i nuovi corpi di fabbrica che seguono il declivio naturale del pendio. Fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di costruire degli edifici a bassissimo consumo energetico: il sistema costruttivo adottato è in elementi prefabbricati di legno, montati sulla base in c.a. della terrazza, composti da una struttura a travi portanti TGI, isolati con cellulosa e rivestiti internamente da cartongesso; all’esterno gli elementi prefabbricati sono intonacati o rivestiti da listelli di larice. Gli impianti sono collocati in un vano tecnico ricavato tra la struttura portante e un pannello in cartongesso. Il riscaldamento avviene mediante un impianto a pellets; il sistema di distribuzione del calore è a pannelli radianti, a pavimento, a soffitto o a parete. La combinazione del sistema costruttivo, delle vetrate triplo vetro e della ventilazione meccanica controllata con recupero di calore ha portato ad un consumo energetico (calcolo CasaClima obbligatorio in Provincia di Bolzano) pari a 7 kWh/m2 anno. Il benessere ambientale e la tutela dell’ambiente e del clima (sono stati utilizzati solamente materiali naturali) hanno accompagnato la progettazione degli edifici, estremamente accurata, seguita da un’altrettanto precisa posa in opera: tali aspetti hanno permesso all’insediamento Lochbaur di ricevere il Premio di Riconoscimento nell’ambito del concorso Miglior CasaClima 2009.

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_3 Vista verso l’ingresso della Val Passiria

pianta piano terra

pianta secondo piano

Foto: Renè Riller

pianta primo piano

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progetti

Foto: Renè Riller

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_4 Vista interna di uno dei bagni di casa Reisigl

prospetto est Casa Reisigl

prospetto sud Casa Reisigl

prospetto ovest Casa Reisigl

prospetto nord Casa Reisigl

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progetti

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Foto: Renè Riller

Strutture di fondazione; posa primo solaio

Vista fondazioni e primo piano; struttura al grezzo

A sinistra, posa elementi di parete; a fianco, dettaglio finestra cappotto: da notare il sormonto del cappotto sul telaio della finestra e la guarnizione di tenuta all’aria

Nastratura dei giunti degli elementi prefabbricati

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_7 Casa Reisigl: vista dal soggiorno verso la Val Passiria

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Foto: Renè Riller

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Foto: Renè Riller

_8 Casa Reisigl: particolare della scala che dal piano terra rialzato porta al primo piano

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La distribuzione verticale dei corpi scala/ascensore e orizzontale dei ballatoi è una struttura in acciaio che si inserisce tra i tre corpi abitativi in legno. L’accesso ad ogni alloggio avviene sempre dal ballatoio. _1_2 Due viste dell’edificio (nord-est)

Foto: Andrea Martiradonna

Foto: Andrea Martiradonna

_3 Vista notturna del prospetto con i ballatoi

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progetti

Foto: Andrea Martiradonna

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Edifici antisismici in legno Ubicazione: Tempera, Poggio Roio, Paganica 2 (AQ) Progetto: Renato Ruatti, Silvia Cesaroni, Juanita Ceva Valla, Tiziana Staffieri, Gianandrea Bianchi, Tommaso Giunchi RuattiStudio Architetti s.r.l., Milano Strutture, coordinamento, sicurezza: Stefano Torresani, Mauro Cantone, Elia Eccher / SWS Engineering s.p.a., Trento Direttore dei lavori: Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile, STRUTTURA PROGETTO C.A.S.E. Appaltatore: Ille Prefabbricati S.p.A. , Spiazzo (TN); BELWOOD s.r.l., Sedico (BL) Lavori: settembre 2009-gennaio 2010 Superficie alloggi: edifici su piastra corta: 2.520 m2; edifici su piastra lunga: 6.120 m2; totale superficie edificata: 8.640 m2 Superficie coperta: piastra corta: 590 m2; piastra lunga: 760 m2 Importo dell’opera: totale circa € 12.200.000

Questi edifici rispondono al bando di progettazione indetto dalla Presidenza del Consiglio, dopo il sisma in Abruzzo del 2009. Si chiedeva la progettazione di edifici plurifamiliari di tre piani, da costruirsi su piastre antisismiche progettate e realizzate a cura della Protezione Civile. È stata cercata una tipologia edilizia in grado di adattarsi a piastre di diverse lunghezze, dotata di una elevata flessibilità costruttiva per poter rispondere (anche con piccoli interventi futuri) a molteplici esigenze abitative e, soprattutto, in grado di rispondere in modo efficace ai bisogni igienico-prestazionali, indipendentemente dalla collocazione e dall’orientamento delle piastre sul terreno che in fase concorsuale non erano note. La tipologia distributiva a ballatoio, permettendo sia successivi differenti tagli dimensionali degli alloggi sia di avere, anche negli alloggi più piccoli, la doppia ed opposta esposizione, è risultata la più efficace. Il sistema costruttivo in legno è quello a telaio, con montanti e correnti in legno d’abete e isolamento in lana minerale. La facciata ventilata rivestita con pannelli in fibrocemento aumenta le prestazioni termiche del pacchetto parete. Gli edifici sono dotati di pannelli solari piani, di impianto di riscaldamento a bassa temperatura radiante a pavimento e di cassette scarico wc a due tasti per il risparmio dell’acqua. L’efficienza energetica e la sostenibilità unite a una forte immagine domestica determinano la qualità architettonica dell’edificio: da una parte gli impianti solari e il sistema di facciata ventilata rispondono efficacemente alle necessità dell’abitare, dall’altra la tessitura dei pannelli di facciata rievoca la trama di un tradizionale rivestimento in pietra. Negli interni i solai prefabbricati in legno vengono volutamente lasciati privi di finitura in cartongesso in modo che l’orditura strutturale a vista rimandi al calore di un soffitto a cassettoni.

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_flessibilità________ Il bando richiedeva un edificio per uso abitativo, di tre piani fuori terra, costruito su una piattaforma sismicamente isolata di dimensioni standard, con una larghezza di 12 metri e una lunghezza di 54. Veniva richiesto un assortimento di tagli dimensionali, per ospitare in prima istanza le famiglie terremotate senza precludere la possibilità di un successivo differente utilizzo, per esempio come residenze universitarie. L’edificio doveva sopportare quindi sia una successiva e differente distribuzione e assortimento nel taglio degli alloggi, sia una possibile riduzione della lunghezza delle piastre a seconda delle differenti realtà insediative. L’edificio tipo è costruito su una maglia strutturale rettangolare con due campate di 6 metri nel senso longitudinale e trasversalmente un passo costante di 4,20 m in presenza degli alloggi e un passo ridotto a 3,90 m in corrispondenza delle scale. Con una semplice operazione di taglio lungo ognuna di queste campate sarà quindi possibile adattare l’edificio a piastre di lunghezza inferiore. La maglia strutturale, a seconda del numero di moduli aggregati permette di ottenere alloggi da uno a quattro o più locali: seguendo le richieste del bando vengono proposti un monolocale di 34 m2, un bilocale di 45 m2 e un trilocale di 70 m2. Considerato l’uso residenziale temporaneo ed ipotizzato tra gli usi futuri quello di alloggi universitari è possibile modificare il cluster compositivo con un’offerta tipologica prevalente di mono e bi-locali.

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progetti

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Foto: Andrea Martiradonna

Fasi di cantiere Cantiere Tempera, 3 edifici su piastre corte. Immagini delle diverse fasi di costruzione; prima viene posata la struttura in legno e poi la struttura in acciaio dei corpi scala e ballatoi; tutto il sistema è prefabbricato e permette una notevole riduzione dei tempi di costruzione.

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Parcianello&Partners

Centro ittiogenico Farra D’Alpago

Il nuovo volume edilizio si inserisce intimamente nell’ambiente circostante: diventano parte integrante del progetto il costone roccioso che richiama il volume compatto, il bosco che rievoca l’ossatura lignea del telaio, il lago che, formatosi in epoca remota dallo sbarramento della valle causato da una frana di detriti, crea una continuità visiva nella semi trasparenza del policarbonato _1 Veduta complessiva del Centro Ittiogenico _2 Veduta della sala conferenze

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progetti

Foto: Gianluca Parcianello

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Legno e natura Ubicazione: Fraz. Santa Croce del Lago, Loc. Baia della Sirene, Farra d’Alpago (BL) Progetto: Parcianello & Partners engineering S.r.l.: arch. Lio Parcianello, arch. Renato Da Re, arch. Gianluca Parcianello, Farra d’Alpago (BL) Strutture: ing. Massimo Baroni, Feltre (BL) Strutture in legno: Gruppo Mattarei, Montorio (VR) Direttore dei lavori: arch. Lio Parcianello Appaltatore: Comune di Farra d’Alpago, Farra d’Alpago (BL) Lavori: 2007-2008 Superficie utile: ca. 260 m2 Importo dell’opera: 277.000 €

Si colloca sulla sponda meridionale del Lago di Santa Croce l’intervento di ampliamento e di rifunzionalizzazione di un piccolo fabbricato di epoca razionalista, utilizzato come rimessa per le barche; la presenza di massi e la fitta vegetazione boschiva, i criteri di architettura sostenibile e l’ampio utilizzo di materiali tradizionali hanno stimolato la genesi dell’intervento che dà atmosfera e funzioni nuove a questo luogo. Il progetto ha previsto la realizzazione di un centro sperimentale per il ripopolamento della fauna ittica, con particolare riferimento alle specie autoctone, associate alla divulgazione a scopi didattici ed educativi delle attività ambientali legate al lago e al suo habitat naturale. Giocando con i materiali e con le funzioni nascono i due diversi volumi: il nuovo padiglione in legno e cemento, incastonato tra un sovrastante masso roccioso e il preesistente edificio, trasformato in laboratorio, ospita le attrezzature per la riproduzione ed l’aula didattica; l’edificio, in legno, si ispira all’incombenza degli alti fusti arborei che riprende nei telai strutturali come sequenza verticale di portali ricordando lo scheletro di una nave arenata. Il tema del rapporto con il lago è presente anche nelle ampie vetrate che caratterizzano l’edificio e negli spazi esterni attrezzati. L’ampliamento è realizzato con una struttura a telaio in legno lamellare con giunzioni ad incastro e cavicchi di legno duro, più idonei per l’ambiente particolarmente umido del lago. La struttura è racchiusa in una doppia pelle in policarbonato parzialmente trasparente che lascia intravedere lo “scheletro” dell’edificio e l’isolamento.

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42 legnoarchitettura_01

progetti

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Foto: Francesco Cerpelloni

È stata prevista la riqualificazione ambientale del sito al fine di ricostruire l’assetto originario dell’area, conseguente alla costruzione del primo edificio. Tali opere di riqualificazione ambientale sono state eseguite in un secondo momento, a conclusione dei lavori edilizi.

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_il sistema costruttivo________ Costruttivamente l’ampliamento è realizzato con un sistema a telaio, costituito da elementi piani in lamellare, ad interasse di circa 1,05 m, che sorreggono sia il solaio intermedio, sia la copertura, anch’essi in legno. Chiusi su entrambe le facce con pannelli OSB (Oriented Strand Board), sono chiodati alla struttura portante e coibentati con isolante in fibra di legna. Le giunzioni sono prive di connessioni in acciaio e sono state sostituite da incastri e cavicchi di legno duro, ritenuti più idonei per l’alta percentuale di umidità della zona. La struttura è racchiusa in una doppia pelle (esterna ed interna) in policarbonato parzialmente trasparente che lascia intravedere lo “scheletro” dell’edificio ed anche l’isolamento realizzato in fibra di legno.

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progetti

Foto: Gianluca Parcianello

_7 Interno della sala al primo piano

Assemblaggio e posa delle travi del sistema a telaio; particolare delle connessioni (cavicchi) in legno

Il telaio in legno della struttura; particolare della travatura del solaio

Dettaglio dell’interno; particolare del tetto

Dettagli del sistema telaio-lastra policarbonato

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Comfort_Architecten

Sede Holz&Ko Nova Ponente

Foto: J端rgen Eheim

_1 Veduta dell’edificio esistente recuperato ed integrato con il nuovo edificio mediante il rivestimento di facciata in legno _2 Vista da sud-est dell’ampliamento con le grandi vetrate

Foto: JĂźrgen Eheim

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progetti

Foto: Jürgen Eheim

Incontro tra vecchio e nuovo Ubicazione: Nova Ponente (BZ) Progetto: arch. Michael Mumelter + arch. Marco Micheli - Comfort_Architecten, Brunico (BZ) Strutture: holz&ko Srl, Nova Ponente (BZ) Direttore dei lavori: arch. Michael Mumelter, Brunico (BZ) Appaltatore: holz&ko Srl, Nova Ponente (BZ) Lavori: febbraio-luglio 2008 Superficie utile: 797 m2 Superficie verde: 500 m2 Importo dell’opera: 1.100.000 €

Il progetto vincitore del concorso d’architettura organizzato dalla ditta “holz&ko”per l’ampliamento della propria sede ha previsto il mantenimento del corpo di fabbrica originale nei suoi elementi costruttivi integrandolo alla nuova costruzione. Il terreno a disposizione per l’ampliamento, ad ovest della sede originaria, si caratterizza per un dislivello di ca. 3 m rispetto alla linea di terra; ciò ha comportato, in fase di progetto, uno scavo parziale al piano terra, dove sono ospitate la sala conferenze, la sala riunione, gli archivi, i vani tecnici; il declivio viene poi portato all’interno dell’atrio sotto forma di superficie inclinata, coperta di sassi di porfido locale. La disposizione interna vede l’amministrazione e il reparto tecnico situati in un corpo sporgente sopra il pianterreno, le zone comuni collocate vicino all’accesso centrale. Il punto d’incontro tra la vecchia sede e l’ampliamento si situa nella zona d’ingresso e nell’atrio centrale trasparente che si espande verso l’alto come spazio vuoto visibile dalle gallerie dei piani superiori, mentre la connessione tra i due corpi avviene attraverso delle gallerie. Al legno viene assegnata una particolare attenzione, gli elementi portanti e costruttivi, ad eccezione dei pilastri in acciaio, sono infatti costruiti in legno. Le facciate sono realizzate come facciate ventilate costituite da listelli di diverse misure e da pannelli di grande formato in legno con una sigillatura impermeabile. Per le ampie aperture vetrate sono stati utilizzati vetri a triplo strato con un alto valore termico. L’intero edificio è stato costruito con materiali ecologici e biologici e, grazie ad un isolamento termico efficiente e all’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata, è stata raggiunta la classe CasaClima A+.

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Pianta del secondo piano con dettaglio del nodo sistema costruttivo-apertura vetrata

a

A lato Sezione verticale del raccordo struttura-finestra all’ultimo piano e, sotto, pianta del medesimo dettaglio: la mensola del davanzale è completamente staccata dalla struttura per evitare la formazione di ponti termici. a - lamierino di protezione in rame b - lattoneria 40x50 dipinta di nero c - strato Fi-3 dipinto di nero d - rivestimento di facciata

b c d

Più a destra Sezione orizzontale della parete esterna dell’ampliamento (stratigrafia dall’esterno verso l’interno): rivestimento in legno e listelli di supporto; pannello OSB; guaina; isolamento in fibra di legno; sistema costruttivo X-lam; intercapedine isolata e pannello in fibrogesso

sezione verticale del raccordo struttura-finestra all’ultimo piano

pianta del raccordo struttura-finestra all’ultimo piano

54 legnoarchitettura_01

INT

EST

progetti

sezione orizzontale della parete esterna dell’ampliamento

sezione trasversale A-A

_il sistema costruttivo________ La nuova sede della Holz&Ko, che ingloba il vecchio edificio della ditta, è stata costruita con il metodo dei pannelli multistrato (x-lam), con la sola eccezione dei pilastri in acciaio. Lo spessore finale delle pareti realizzate dalla ditta stessa, che da anni si occupa di costruzioni in legno (anche a telaio) risulta essere di ca. 40 cm, compresi gli strati di isolamento e di finitura esterna. L’elevato spessore è giustificato dal fatto che il legno impiegato per la realizzazione dei pannelli ha una capacità isolante inferiore rispetto ad un’identica costruzione con metodo a telaio. Il metodo a pannelli x-lam ha permesso un alto grado di prefabbricazione con vantaggi quali, ad esempio, la possibilità di realizzare grandi aperture senza per questo andare a gravare sulla statica finale del manufatto edilizio. L’edificio è stato, infatti, in gran parte prefabbricato nello stabilimento e la produzione è avvenuta in condizioni ideali e costanti. Ciò ha permesso dunque di ridurre al minimo i successivi tempi di posa in opera, consentendo nel contempo una costante protezione della costruzione dagli agenti atmosferici. La posa delle installazioni elettriche e termosanitarie è avvenuta direttamente in cantiere così come le finiture interne ed esterne delle pareti. Le facciate ventilate di cui è dotato l’edificio sono state realizzate in parte con listelli di legno di diverse misure e in parte con pannelli di grande formato, in legno, dotati di sigillatura impermeabile. Grazie all’utilizzo di materiali esclusivamente biologici e di un isolamento termico efficiente è stata raggiunta la classe CasaClima A+.

EST

EST

correntini S10 11,5/19,5 INT

Dettaglio del tetto a falda dell’edificio esistente -A(stratigrafia dall’esterno verso l’interno): copertura in legno, listelli (40x50 mm); controlistelli (50x60 mm); impermeabilizzazione; camera di ventilazione con listelli chiodati (50x80 mm); pannello isolante (35 mm); fibra di legno (160+40 mm); OSB (15 mm); doppio pannello in fibra di gesso (12,5 mm); cartongesso

INT

sezione del tetto dell’edificio esistente (A)

sezione del tetto dell’edificio nuovo (B)

_trasmittanza media elementi costruttivi________ pareti esterne: U = 0,19 W/m2K solaio contro terra: U = 0,34 W/m2K copertura: U = 0,18 W/m2K superfici trasparenti: vetri isolanti; Uw = 1,3 W/m2K

_prestazioni energetiche________ consumo per riscaldamento: 24,8 kWh/m2 anno emissioni di CO2 evitate: 11,97 t/anno Bolzano; 9,06 t/anno Nova Ponente

Dettaglio del tetto piano dell’edificio nuovo -B(stratigrafia dall’esterno verso l’interno): copertura in legno, listelli (40x50 mm); controlistelli avvitati (50x60 mm); telo tenuta all’aria; camera di ventilazione; controlistelli; telo traspirante; pannello isolante (22 mm); fibra di legno (200 mm); freno vapore; solaio in legno; controsoffitto sospeso per passaggio impianti; tavolato

55

6

5

Sezione di dettaglio dei solai interpiano e della hall. a - legno di riempimento DUO 60/140 posizionato al limite del solaio per contenere il riempimento + fissaggio della lastra di vetro/parapetto b - lastra Fermacell da 12,5 mm posizionata a chiusura del solaio finito c - legno di riempimento (altezza conforme a progetto) posizionato come chiusura del soffitto, incollato, impermeabile all’aria + fissaggio della lastra di vetro/parapetto

bordo inferiore del solaio finito del 2° piano

a b c

bordo inferiore del solaio finito del 1° piano

altezza libera di piano 2,482 m

a b c + 0,000 m _5_6 Due fasi dell’installazione della grande vetrata della hall (a tutta altezza) e delle gallerie di collegamento

56 legnoarchitettura_01

f

altezza libera di piano 2,570 m q- 0,350 m - 0,590 m

progetti

2,582 m (secondo indicazioni di progetto del 10-06-2008)

altezza libera di piano 2,482 m

+ 2,232 m

Scavo accanto all’edificio esistente; particolare dell’aggancio del solaio in legno alla trave in acciaio.

Primo solaio e montaggio pareti primo piano; secondo solaio.

Struttura della parete inclinata verso l’esterno; cappotto sull’edificio esistente.

Dettaglio dell’isolamento e dei controtelai in legno; assito del tetto.

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Foto: Gianluca Parcianello

Arbau

Ghaus

Spresiano

_1 Vista lato nord

Foto: Francesco Castagna

_2 Vista lato sud

60 legnoarchitettura_01

1

progetti

Foto: Francesco Castagna

2

Legno e paesaggio Ubicazione: Visnadello di Spresiano (TV) Progetto: Arbau studio Marta Baretti/Sara Carbonera architetti associati, Treviso Strutture: ing. A. Rigato, Treviso; ing. T. Schrentewein, Bolzano Direttore dei lavori: arch. Marta Baretti Appaltatore: Service Legno, Spresiano (TV) Lavori: gennaio-giugno 2007 Superficie utile: 140 m2 Superficie verde: 500 m2 Importo dell’opera: 260.000 €

Nata come ampliamento volumetrico di un’abitazione rurale, la Ghaus persegue, nella definizione formale, l’immagine tradizionale del fienile, manufatto compatto caratterizzato da grandi aperture su un solo lato, spesso schermate da doghe di legno, creando un aggregato abitativo organizzato intorno ad una sorta di corte rurale, sulla quale si affacciano, collegati da un corpo ad un piano, tanto il nuovo edificio che quello esistente. I criteri base, su cui si è fondata la progettazione dell’edificio, sono stati il risparmio energetico e l’ecocompatibilità ambientale – anche nella scelta dei materiali e della tecnica costruttiva – fattori che hanno originato, una casa, interamente in legno, a costo contenuto e a basso consumo energetico, che non maschera la tecnica costruttiva e che sfrutta la potenzialità espressiva del legno per disegnare un edificio innovativo nel rispetto del carattere agricolo del luogo. La tecnica X-Lam, scelta per la costruzione del fabbricato, struttura portante (pareti e solai) a pannelli a quattro strati di abete rosso, ha consentito di realizzare una casa innovativa anche da un punto di vista strutturale oltre che spaziale: il piano terra è un open space quasi privo di pilastri, grazie alle travi-parete poste al piano primo che scaricano il peso sui muri perimetrali; il tetto e il solaio, privi di travi (a parte quella di colmo), hanno uno spessore ridotto che garantiscono maggiore flessibilità distributiva senza compromettere le caratteristiche di isolamento termoacustico dell’edificio stesso. All’interno i pannelli strutturali delle pareti e del tetto sono lasciati a vista e sbiancati, mentre il rivestimento esterno è interamente realizzato con doghe di larice disposte verticalmente.

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Gli spazi interni risultano articolati dall’andamento del tetto, dalla doppia geometria dell’edificio, che da un lato segue il corso d’acqua posto a confine di proprietà e dall’altro la giacitura della casa esistente. Il piano terra con la zona giorno è un grande open space che ricalca la forma della casa, occupato solo dalla scala in ferro; il primo piano è caratterizzato da un ballatoio a doppia altezza affacciato sulla zona giorno e rivolto verso le vetrate del lato sud, che dà accesso alle stanze. Ognuna di queste è diversa dalle altre e assume una forma particolare, in pianta e in sezione, derivante dalla posizione delle pareti perimetrali e dal taglio delle falde. Gli spazi interni si configurano così come spazi complessi, non scatolari, e tutti da scoprire.

pianta piano terra

_3 Ballatoio a doppia altezza affacciato sulla zona giorno

pianta primo piano

_sistema costruttivo________ Il sistema costruttivo è costituito da pannelli autoportanti massicci in legno di abete rosso a quattro strati incrociati e incollati, isolati con materiali naturali. Il sistema, completamente a secco, ha tempi di costruzione molto veloci. La stratigrafia della parete, a partire dall’interno, è composta dalla struttura portante in pannelli X-lam con finitura a vista sbiancata (spessore 85 mm), dall’isolamento termico a cappotto esterno in fibra di legno (densità 150 kg/m3 spessore 80 mm) e dal rivestimento esterno in doghe di larice. Anche per il tetto, isolato termicamente con fibra di legno (densità 150 kg/m3, spessore 80 mm), la scelta è ricaduta sulla finitura sbiancata a vista della struttura in pannelli portanti (spessore 16,7 mm). Il larice, con doppia impregnatura ad acqua, è stato utilizzato per il telaio dei serramenti; i vetri sono basso emissivi e antisfondamento.

3

62 legnoarchitettura_01

Foto: Francesco Castagna

_trasmittanza media elementi costruttivi (U)________ pareti esterne: 0,25 W/m2K copertura: 0,22 W/m2K superfici trasparenti: 1,1 W/m2K

progetti

La copertura in lamiera preverniciata di colore rosso ossido è tradizionale a due falde, come richiesta dalla normativa regionale per le zone agricole, con la linea di colmo ad un’altezza variabile; la quota più alta verso il confine di proprietà, che non incombe sulla minuta casa esistente, dà articolazione all’andamento del tetto e carattere al volume stesso, come una sorta di foglio piegato con spessore costante su tutti i lati.

prospetto est

_4 Giochi di luce naturaleartificiale al tramonto prospetto nord

_5 L’ingresso

prospetto ovest

Foto: Francesco Castagna

4

Foto: Francesco Castagna

prospetto sud aperto

5

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A

C

D sezione

6

64 legnoarchitettura_01

progetti

7

Stratigrafia del tetto -A(dall’interno verso l’esterno): pannello portante con finitura a vista (16,7 cm); pannello isolante (8 cm); camera di ventilazione (8 cm); tavolato grezzo (2 cm); manto di copertura in lamiera rosso ossido; canale di gronda in lamiera verniciata rosso ossido

C

Stratigrafia della parete -B(dall’interno verso l’esterno): doppia lastra di cartongesso (2,5 cm); montanti per cartongesso (3,5 mm); pannello portante (8 cm); cappotto in fibra di legno (8 cm); listelli per ventilazione (4 cm); rivestimento in larice (2 cm) Stratigrafia del solaio interpiano -C- (dall’interno verso l’esterno): pavimento (1,5 cm); rete antiritiro; alloggiamento impianti (3,8 cm); pannello isolante (4,5 cm); massetto a secco tra listelli (7 cm); fibra di legno (2 cm); pannello portante con finitura a vista (18,7 cm)

B

D

Stratigrafia del solaio contro terra -D- (dall’interno verso l’esterno): pavimento in cemento (8 cm); rete antiritiro; pannello isolante, massetto alleggerito con impianti (12 cm); soletta armata (10 cm); vespaio (30 cm); platea (30 cm); magrone (10 cm) _6_7_8_9 Particolari della struttura

8

9

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_10 Particolare degli interni I giochi di luce creati dai frangisole sono messi in risalto dalla struttura in legno lasciata a vista

Foto: Francesco Castagna

_11_12 Viste del pergolato dall’interno

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_sistemi schermanti________

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progetti

Foto: Francesco Castagna

Foto: Francesco Castagna

I due prospetti principali dell’edificio sono trattati in maniera differente in relazione alla loro diversa esposizione: quello nord, affacciato verso la corte rurale, è compatto e chiuso, con piccole aperture che si confrontano con quelle dell’edificio esistente, mentre quello sud è caratterizzato da grandi vetrate protette da frangisole. I frangisole sono spaziati in maniera diversa a seconda del loro uso: quelli fissi posizionati in corrispondenza della scala e delle vetrate del piano primo sono più larghi per consentire maggior vista, quelli mobili del piano terra sono più fitti per proteggere maggiormente dal soleggiamento e dalla luce. Il sistema mobile dei frangisole, realizzati con le stesse doghe del rivestimento esterno leggermente distaccate fra loro, consentono quindi di schermare la luce senza impedire la vista e di aprire la facciata a seconda delle condizioni di luce. Quando i frangisole e gli oscuri sono aperti, disegnano il sistema di oscuramento; quando sono chiusi la casa si presenta come un volume compatto, rivestito da una pelle esterna continua. Oltre ai frangisole anche la forte sporgenza del tetto a sud forma una sorta di portico, su cui affaccia il soggiorno, a protezione dal soleggiamento.

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Platea di fondazione con cordoli; montaggio della prima parete

Gli elementi prefabbricati in legno depositati in cantiere; fase di montaggio delle pareti del primo piano

Fasi di montaggio delle pareti del primo piano

Particolare della struttura dall’interno; fasi di montaggio delle pareti del primo piano

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aichner_seidl Architekten

Case abbinate Monguelfo-Tesido

_1 In primo piano l’edificio 1. Ad ovest sono stati posizionati dei frangisole fissi per evitare il surriscaldamento estivo.

Foto: Georg Hofer

_2 Le facciate ovest e sud dell’edificio 1.

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1

progetti

Foto: Georg Hofer

2

Due case, due caratteri, un sistema costruttivo Ubicazione: Monguelfo-Tesido (BZ) Progetto: aichner_seidl ARCHITEKTEN, Brunico (BZ) Strutture: plan4u INGENIEURE, Monguelfo (BZ) Direttore dei lavori: geom. Sylvia Schwingshackl - aichner_seidl ARCHITEKTEN, Brunico (BZ) Appaltatore: Kargruber-Stoll GmbH, Monguelfo-Tesido (BZ) Lavori: aprile 2004-febbraio 2005 Superficie utile: Casa A 110 m2; Casa B 109 m2 Importo dell’opera: 280.000 €per casa

Scopo della progettazione era quello di costruire due edifici per due famiglie, su una superficie piuttosto ristretta (poco meno di 700 m2) ma molto soleggiata su cui già si ergeva un vecchio maso, in condizioni critiche, che si decise di demolire dopo un’accurata analisi delle strutture e del loro stato. I due edifici, „risorti dalle ceneri“ della vecchia cascina, sono in relazione tra di loro tramite una zona comune di accesso coperta, da cui poi si dipartono gli ingressi alle due case. Le zone giorno sono distribuite al piano terra, le zone notte a quello superiore. Gli edifici sono concepiti per rispondere alle richieste di basso consumo energetico della committenza, ottenuto non solo tramite un elevato isolamento dell’involucro e all’esposizione di grandi vetrate verso sud ma anche a livello impiantistico grazie all’installazione e all’utilizzo di un riscaldamento a pellet centralizzato che distribuisce il calore attraverso un impianto a parete. Oltre a ciò è stata fatta anche la predisposizione per una futura installazione di collettori solari. L’acqua piovana viene raccolta e riutilizzata per le cassette di risciaquo e l’irrigazione del giardino. Formalmente i due edifici si inseriscono in modo molto naturale nel contesto, dal momento che riprendono la tipologia della casa contadina tipica di queste zone, con un rivestimento esterno in listelli di legno, e i tetti a due spioventi.

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pianta piano terra

72 legnoarchitettura_01

progetti

4

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Foto: Georg Hofer

3

Foto: Georg Hofer

Foto: Georg Hofer

pianta piano primo

_3_4_5 Tre vedute dell’interno dell’edificio 2 _6 La grande stufa in pietra ollare nella zona giorno dell’edificio 2

sezione trasversale edificio 1

Foto: Georg Hofer

sezione longitudinale comprendente i due edifici

6

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_7 Vista dell’edificio 1 Lo sporto di gronda e della terrazza ombreggiano la facciata esposta a sud _8 Il grande spazio del soggiorno rivolto a sud dell’edificio 2

prospetto nord

prospetto ovest

prospetto sud

Foto: Georg Hofer

prospetto est

7

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progetti

Foto: Georg Hofer

8

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_9 Interno di uno degli edifici, realizzati utilizzando il sistema costruttivo ThomaHolz100, che utilizza legno massiccio senza giunzioni metalliche tra gli strati che compongono la parete

_il sistema costruttivo________ Gli elementi del sistema costruttivo, ThomaHolz100, sono costituiti da tavole e montanti in legno, tagliati nello stato vegetativo adatto e nella fase lunare giusta, posati a strati alternati in orizzontale, diagonale e verticale in modo continuo e senza intercapedini. Lo strato centrale (sp. 6 cm) di questa stratificazione costituisce la struttura portante, mentre quelli esterni formano lo spessore richiesto; l’alternarsi di tavole disposte in ogni direzione garantisce una controventatura ottimale e un’estrema stabilità dell’elemento costruttivo. Le tavole, essiccate all’aria aperta e poi nei forni, vengono unite tra di loro mediante un sistema di tasselli; sui montanti vengono praticati dei fori in cui vengono inseriti cavicchi in legno di faggio, molto duri e essiccati a loro volta in forni. I tasselli vengono bagnati con una miscela di calce e ricotta ed inseriti nel foro, mezzo millimetro più piccolo dello stesso tassello, con una pressione molto alta; i tasselli, gonfiandosi, si legano indissolubilmente alle tavole. Il procedimento viene utilizzato per la costruzione di pareti esterne, di solai e tetti a piastra unica. Il metodo costruttivo Thoma è noto anche per l’elevata salubrità degli ambienti. Essendo, infatti, totalmente in legno, il risultato finale è quello di una costruzione assolutamente naturale.

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_trasmittanza media elementi costruttivi (U)________ parete esterna 1 (casa A): 0,19 W/m2K parete esterna 1 (casa B): 0,22 W/m2K parete esterna 2 (casa B): 0,20 W/m2K copertura (casa A e B): 0,26 W/m2K solaio contro terra (casa A): 0,28 W/m2K solaio contro terra (casa B): 0,22 W/m2K serramenti (casa A): 1,20 < Uw < 1,30 W/m2K serramenti (casa B): 1,21 < Uw < 1,26 W/m2K

_consumi energetici per riscaldamento________ Casa A: 49 kWh/m2 anno (riferito a Bolzano, CasaClima B+) Casa B: 47 kWh/m2 anno (riferito a Bolzano, CasaClima B+)

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progetti

Le due platee di fondazione con in primo piano il dormiente e in secondo piano lâ&#x20AC;&#x2122;isolamento della platea; parete prefabbricata dellâ&#x20AC;&#x2122;edificio 1 a nord

A sinistra, dettagli degli alloggiamenti delle persiane esterne alla struttura; a fianco, vista da nord della struttura dellâ&#x20AC;&#x2122;edificio 1

A sinistra in basso, parete prefabbricata edificio 2 da ovest; a fianco, la barriera al vento su cui sono fissati i listelli per il rivestimento in larice

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MAMA studio associato

Centro per lâ&#x20AC;&#x2122;infanzia San Biagio di Callalta

_1 Vista del fronte sud con le grandi vetrate ed i frangisole _2 Parte del fronte nord

1

2

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progetti

Scuola e legno Ubicazione: San Biagio di Callalta, località Olmi (TV) Committente: Arven Sas, Olmi di San Biagio di Callalta (TV) Progetto e direzione lavori: arch. Andrea Pulito e ing. Stefano Motta - MAMA Studio Associato di Architettura ed Ingegneria, Treviso Strutture: arch. Andrea Pulito e ing. Stefano Motta - MAMA Studio Associato di Architettura ed ingegneria, Treviso Appaltatore per le strutture e i tamponamenti in legno: RUBNER PHP Objektbau, Chienes (BZ) Lavori: gennaio-settembre 2008 Superficie utile: 2.650,00 m2 Superficie verde: 890,00 m2 Importo dell’opera: 1.800.000 €

A seguito dell’adozione di una variante al PRG del Comune di San Biagio, nella zona in cui sorge l’edificio polifunzionale (di cui scuola materna e asilo costituiscono una parte), si ponevano vincoli rigidi per la ristrutturazione dei fabbricati per cui non si poteva modificare in alcun modo né la volumetria né la sagoma dell’esistente. Questo vincolo, preso come stimolo progettuale, ha permesso la realizzazione di un edificio attento alle tematiche ambientali, in sintonia anche con la sensibilità del committente privato, e che avesse una funzione diversa da quella artigianale per cui era nato, mantenendo al contempo la volumetria e la forma dei capannoni abbattuti. Lo scarso tempo a disposizione (7 mesi) ha indirizzato la scelta costruttiva verso la prefabbricazione e quindi il legno, con sistema a pannelli realizzati con struttura a telaio, a tamponamento di una struttura più tradizionale a pilastri in c.a. e solaio in lamellare. La scuola materna e l’asilo nido si sviluppano secondo un asse principale est-ovest, offrendo i due lati più lunghi a sud e a nord alle aule per consentire l’illuminazione diretta, contenendo nella parte centrale le zone dei servizi, del riposo e dei laboratori. Al fronte sud, costituito da vetrate molto ampie a entrambi i piani è applicata una complessa struttura atta ad assolvere la duplice funzione di elemento terrazza e di schermatura solare che consenta il massimo contributo energetico solare nella stagione fredda e garantisca un adeguato ombreggiamento nella stagione calda. Per riscaldare e rinfrescare gli ambienti dell’asilo è stato previsto il funzionamento combinato di sistemi radianti a pavimento, sistemi di trattamento e ricambio d’aria e di un sistema di ventilazione naturale nella stagione primaverile, limitando la necessità di movimentazione dell’aria alle sole portate necessarie a garantire i corretti parametri di rinnovo dell’aria ambiente.

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_3 Particolare dellâ&#x20AC;&#x2122;interno di unâ&#x20AC;&#x2122;aula

3

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progetti

schema costruttivo

Nello schema costruttivo si notino i pilastri in c.a. con le travi accoppiate e la struttura della copertura curva _4 Particolare del secondo piano in fase di ultimazione

4

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Sezioni di dettaglio degli elementi costruttivi in legno

Stratigrafia tetto (dall’esterno verso l’interno): lamiera; tavolato grezzo (23 mm); listello di ventilazione 5x6 (i=65 cm); lana di roccia (80 mm) interposta tra i listelli; barriera vapore; perlinato

particolare A - pilastro A/9

particolare B - pilastro B/9

_il sistema costruttivo________ La struttura principale e secondaria è stata realizzata in legno lamellare formata da 18 portali, sezione curva 20x90÷120 cm, interasse 5,50 m, L = 16 m e arcarecci posti ad interasse di 1,33 m, sez. 16x24 cm. Tutte le parti necessarie per il collegamento degli elementi in legno e di questi alle strutture in c.a. (viti, bulloni, chiodi, scarpe ed angolari) sono in acciaio S 235 (Fe 360). I solai intermedi sono stati realizzati con tavole impilate in legno, la struttura portante è stata calcolata per una resistenza al fuoco R120. Il controventamento per i solai è stato realizzato con nastri forati in acciaio zincato. Tutte le parti in legno lamellare sono realizzate con legno d’abete secondo le norme DIN 1052, incollato con resine di tipo omologato ai sensi delle norme DIN 68141, impregnato con trattamento protettivo a base d’acqua. Le pareti fornite sono composte da un telaio a traliccio in abete con isolamento lana di roccia tra i montanti. Verso l’esterno è stato posato un cappotto in sughero rivestito di intonaco minerale. Le pareti esterne arrivano ad una trasmittanza termica di 0,24 W/m2K. Per soddisfare i requisiti antincendio (cioè il 50% della superficie interna deve essere in classe 0 resistenza al fuoco), è stata applicata una vernice ignifuga del tipo „Porotherm Wood A1“. Il manto di copertura è costituito da un perlinato in abete piallato ed impregnato sul lato a vista per garantire una reazione al fuoco classe 0, spessore mm 20. La coibentazione è stata realizzata in lana di roccia densità 40 kg/m3, spessore mm 80.

86 legnoarchitettura_01

progetti

Posa delle travi accoppiate e del primo solaio in lastra

Particolari delle capriate e della copertura

Posa delle pareti e dei tamponamenti

Cantiere in fase di ultimazione

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KIT haus Plus Le istanze di sostenibilità scaturite da una rinnovata sensibilità ambientale, il bisogno di reperire alloggi con costi e tempi di posa sempre più contenuti nonché la presa di coscienza delle problematiche di sismicità del nostro territorio, stanno introducendo nel mondo dell’edilizia elementi di complessità fino ad oggi assenti. Nasce quindi la necessità di dare risposte innovative sia sul piano progettuale che costruttivo a questo impegnativo quadro prestazionale, capace di stravolgere di fatto il “sistema edificio”, così come da sempre inteso. È in questo contesto che si inserisce il progetto KIT haus Plus. Sviluppato dall’azienda Canducci holz service in partnership scientifica con l’Università Politecnica delle Marche, esso si pone l’obiettivo di produrre una linea di abitazioni prefabbricate sia ad uso temporaneo che residenziale tradizionale, caratterizzate da costi contenuti, velocità di posa in opera e un elevato livello di sostenibilità energetico-ambientale.

techné

Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni

Il progetto KIT haus Plus: sistemi edilizi prefabbricati in legno

Davide Di Fabio Ingegnere edile, ha conseguito il dottorato di ricerca in ingegneria edilearchitettura, ricercando sui temi dell’architettura sostenibile e dell’edilizia solare anche nell’ambito di progetti di cooperazione allo sviluppo con l’area indocinese. Fausto Pugnaloni Già ordinario nel settore del Disegno, è attualmente ordinario di architettura e composizione architettonica alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche. Direttore del Dipartimento di Architettura DARDUS, è anche presidente del CCL in ingegneria EdileArchitettura.

Concept progettuale Concept base del progetto è l’assunzione della cellula abitativa come matrice generativa dell’architettura del sistema. Si intenda uno spazio minimo polifunzionale “living”, su cui si affacciano blocchi monofunzionali che possono essere stanze (cucina, bagno ecc.) oppure blocchi di arredo “dinamico”: si fa riferimento nello specifico a soluzioni di arredo con assetti variabili, che permettono di usare il medesimo spazio con funzioni differenziate. L’idea di cellula supporta a sua volta sia quella di serialità del prodotto, sia quella di aggregabilità degli spazi abitativi. Entrambi questi concept, adeguatamente elaborati in fase di progetto, hanno predisposto la ricerca al soddisfacimento di molti degli input base pocanzi menzionati: la cellula può infatti essere prodotta in grandi numeri ed essere utilizzata per campeggi, villaggi vacanze, villaggi di emergenza, soluzioni abitative per l’abitare temporaneo, oltre che aggregata in verticale, per soluzioni multipiano di tipo residenziale tradizionale oppure turistico-ricettivo. In quest’ottica, centrale è stato lo studio di soluzioni prefabbricate che insistono sulla serializzazione delle due principali componenti tecnologiche dell’edificio, ovvero l’involucro e l’impiantistica, sia di base sia a fonti rinnovabili. La tecnologia dell’X-lam Strumento cardine per il raggiungimento degli obiettivi posti è stato l’utilizzo della tecnologia costruttiva in pannelli X-lam. Si tratta di pannelli strutturali di legno massiccio multistrato composti da strati sovrapposti di lamelle in legno dello stesso spessore. Il numero di strati è dispari (solitamente da 3 a 7), in modo da ottenere una struttura simmetrica che garantisca la stabilità dimensionale del pannello. Il materiale di base per la produzione delle lamelle è costituito da tavole grezze ricavate prevalentemente dalle porzioni esterne del tronco di alcune conifere. Questo prodotto, considerato di scarto nelle lavorazioni industriali delle segherie, possiede infatti ottime proprietà in termini di resistenza

KIT haus® Plus: progetto di ricerca finanziato con legge 598/94 art. 11 “incentivi per la ricerca industriale e lo sviluppo precompetitivo”, bando 2007 della Regione Marche a favore della Piccola e Media Impresa. Respondabile del progetto: Davide Canducci (Canducci Holzservice); responsabile scientifico: Fausto Pugnaloni (Dipartimento DARDUS, UNIVPM); gruppo di ricerca Dipartimento DARDUS: Fausto Pugnaloni, Rodolfo Antonucci, Paolo Bonvini, Davide Di Fabio, Leonardo Petetta, Simone Pierfederici; Dipartimento di Energetica: Paolo principi, Roberto Fioretti.

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Pagina a fianco: la KIT haus Plus fotografata in notturna nel piazzale antistante la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche (fonte: archivio fotografico DARDUS – fotografo Luigi Sagone).

Quadro delle componenti e delle soluzioni aggregative della cellula “KIT haus Plus 40 m2” (fonte: Canducci Holz service Pesaro/ Dipartimento di Architettura DARDUS, UNIVPM).

Spaccato prospettico della cellula “KIT haus Plus 40 m2” con pianta chiave: in evidenza la soluzione di parete-infisso progettata per il lato sud, i tre moduli componenti la cellula base (living 1 - 2 e Service) e la parete arredo-dinamica. (fonte: Canducci Holz Service Pesaro/ Dipartimento di Architettura DARDUS, UNIVPM).

e rigidezza. Le tavole vengono impiegate con larghezze che vanno dagli 80 ai 240 mm e spessori tra 10 e 35 mm. Il processo industriale di produzione prevede che tali lamelle giuntate a pettine e piallate, vengano posate sciolte l’una accanto all’altra e gli strati così ottenuti incollati a tutta superficie con orientamento ortogonale. Con tale sistema possono essere prodotti pannelli con lunghezze fino a 30 m e larghezze di 4,8 m, normalmente però commercializzati, per evidenti limiti di trasportabilità, con lunghezza e larghezza massima rispettivamente di 16,5 e 3 m. Attualmente, grazie alla loro versatilità prestazionale, i pannelli in X-lam vengono utilizzati almeno in tre sistemi costruttivi, caratterizzati da diversi livelli di prefabbricazione. Essi sono il sistema con pannelli assemblati in situ, quello a unità modulari pre-assemblate e il misto (unità modulari pre-assemblate + volumi assemblati in situ). Il progetto KIT haus Plus Dopo alcuni tentativi progettuali, in linea con gli obiettivi del progetto, dei tre sistemi è stato adottato quello con unità modulari pre-assemblate già utilizzato nella costruzione di strutture turistico-ricettive con unità abitative di modeste dimensioni . Esso prevede la prefabbricazione delle singole cellule, assemblate in stabilimento e ivi prefinite con la fornitura di infissi e finiture interne. La ridotta superficie delle cellule permette di prefabbricare anche l’impianto termico, elettrico e idrico-sanitario: non sono infatti necessarie reti distributive estese e la parte tecnologica può dunque essere concentrata con soluzioni ad hoc all’interno di cellule funzionali dedicate. Una volta terminate, le cellule abitative vengono stoccate e trasportate su gomma nel sito di edificazione, dove vengono movimentate con la gru e assemblate con relativo allaccio delle reti impiantistiche e completamento del manto di copertura dell’edificio. Questo sistema prevede generalmente la realizzazione in c. a. gettato in opera delle strutture di fondazione, o di eventuali piani interrati. Per problemi di gestione finanziaria del progetto, pur avendo chiara l’idea di sviluppare una linea di prodotto, ci si è concentrati sulla progettazione e prototipazione di un'unica cellula abitativa composta da tre moduli di uguali dimensioni, per una superficie totale utile di circa 40 m2. La modularità delle soluzioni e la standardizza-

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Fasi di cantierizzazione del prototipo “KIT haus Plus da 40 m2”. I moduli assemblati negli stabilimenti austriaci della Kaufmann sono stati trasportati su gomma fino al cantiere, dove sono stati movimentati con l’ausilio di una gru e tra loro connessi. Le finiture realizzate in opera sono state principalmente le lattonerie e parte degli infissi. Complessivamente sono stati necessari circa tre giornate lavorative per completare la cellula ma si stima la possibilità, coordinando maggiormente i vari prestatori d’opera, di realizzare il tutto in circa una sola giornata (fonte: archivio fotografico DARDUS – fotografo Luigi Sagone).

zione del sistema costruttivo così come pensato, rende facilmente attuabile l’estensione delle soluzioni sperimentate anche a cellule di superfici diverse. Dei tre moduli costituenti la cellula, due, una volta aggregati, vanno a creare lo spazio living che diventa polifunzionale grazie alla parete-arredo dinamica che su di esso si affaccia. La parete ha al suo interno il letto, il divano e il tavolo del soggiorno: pensata per aprirsi a bandiera, essa può suddividere in due parti la zona living, creando di fatto una partizione “tradizionale” dello spazio abitativo in zona notte e zona giorno. Dietro alla parete dinamica, all’interno del terzo modulo (service), sono invece collocati bagno e cucina e tutti gli apparati tecnologici per la climatizzazione e fornitura di illuminazione e corrente elettrica. La parete sud della cellula che chiude il living sul lato opposto alla parete-arredo, ospita due grandi infissi scorrevoli (utilizzati anche per l’accesso), adeguatamente schermati da un brise anch’esso scorrevole, installato all’esterno. Per permettere l’illuminazione del bagno e della cucina, ma anche per favorire la ventilazione naturale trasversale, sono state inserite due finestre di dimensioni contenute sul lato nord. I lati est ed ovest sono invece ciechi, per agevolare eventuali aggregazioni laterali di più cellule. Dal punto di vista strettamente tecnologico, KIT haus Plus si caratterizza per soluzioni sia di involucro che impiantistiche orientate all’ottenimento di un sistema edilizio ecocompatibile. Anche in questo contesto le capacità strutturali del pannello X-lam risultano determinanti: con stratigrafia composta da pannello in X-lam da 10 cm, pannelli in fibra di legno Low density da 12 cm e High density da 2 cm, camera di ventilazione da 2 cm e finitura esterna in tavolato da 3 cm, è stato possibile ottenere in poco più di 30 cm una parete portante con valori di conducibilità pari a 0,24 W/m2K e uno sfasamento termico di circa 12 h. Inoltre, l’assenza di elementi strutturali lineari/puntiformi e la distribu-

92 legnoarchitettura_01

techné

zione omogenea degli spessori isolanti su pareti e coperture, ha eliminato di fatto nella cellula la presenza di molti ponti termici. Per ciò che riguarda il sistema impiantistico di climatizzazione e produzione di ACS, si è optato per una pompa di calore elettrica aria-acqua e sistema di distribuzione del calore a tutt’aria con recuperatore a flussi incrociati ad alto rendimento per la gestione dei ricambi. Il sistema è integrabile sia con collettori solari per la produzione di ACS sia con impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica ed è pensato per essere posato in stabilimento all’interno del modulo service. Da una parte dunque un involucro prestante, caratterizzato da contenute dispersioni, dall’altra un sistema completamente elettrico, capace di supportare la posa in opera veloce della cellula. Inoltre, grazie alle dotazioni tecnologiche aggiuntive, i consumi dell’edificio possono essere fortemente equilibrati dall’apporto energetico delle rinnovabili. Una casa, quindi, che funziona “attaccando la spina” e che riduce fortemente le emissioni di CO2 legate al suo ciclo di vita. È importante sottolineare che il concetto di “casa kit” si sostanzia attraverso la fornitura di componenti edilizie aggiuntive che rendono “customizzabile” la cellula base. Parliamo nello specifico di: - Vela tecnologica Composta da telaio in acciaio modulare progettato per ospitare su una superficie adeguatamente inclinata pannelli solari fotovoltaici e termici, nonché per alloggiare la moto condensante esterna del sistema di climatizzazione. - Copertura a falda Può essere riportata sulla cellula base laddove il cliente sentisse l’esigenza di una copertura tradizionale. Può accogliere in maniera integrata pannelli solari termici e fotovoltaici. - Filtro d’ingresso Installabile sul lato sud della cellula, può ampliare verso l’esterno la zona living aumentando anche la capacità schermante del

Le cellule abitative vanno ad integrarsi con componenti aggiuntive posate in opera quali il sistema fondativo, il piano interrato con funzione di autorimessa e centrale termica, le zone di collegamento verticale ed orizzontale fra le cellule e la vela tecnologica per l’istallazione dei pannelli solari (fonte: Tesi di Laurea “Unità modulare sperimentale per soluzioni residenziali multipiano”, corso di laurea in Ingegneria edile-architettura, Facoltà di Ingegneria, Università Politecnica delle Marche, AA 2008_2009, laureando: T. Pigliapoco, relatore: prof. F. Pugnaloni, correlatori: prof. R. Antonucci, Ing. D. Di Fabio).

sistema a brise soleil installato sulla facciata. Dalle diverse soluzioni aggregative di tali componenti con la cellula base, nasce il “catalogo” della linea di prodotto “KIT haus Plus”. Sviluppi del progetto: sistema multipiano per edifici residenziali Anche se ancora da un punto di vista solo progettuale, la linea “KIT haus Plus” si sta evolvendo verso la possibilità di produrre e fornire edifici multipiano. L’obiettivo è quello di estendere la modularità del sistema e dunque tutte le peculiarità dello stesso in termini di costo contenuto, ecosostenibilità e velocità di posa, anche ad applicazioni residenziali tradizionali, con cellule abitative di superficie utile chiaramente maggiore. Pur riproponendo

rimane inalterata la scelta di concentrare i servizi essenziali all’interno del modulo service, posizionato al centro della cellula, anche per favorire la distribuzione delle linee tecnologiche. Soprattutto per permettere l’accesso della luce alle varie zone, è necessario prevedere l’inserimento di superfici vetrate nei lati corti dei moduli a sostituzione dei pannelli in X-lam. Ciò comporta di fatto la riduzione della rigidezza degli stessi e della cellula una volta aggregata. Per ovviare a tale inconveniente e ripristinare il comportamento scatolare del sistema, vengono inserite delle “C” strutturali sempre in X-lam sulle pareti cieche che intervallano quelle vetrate. I singoli moduli risultano pertanto con un lato corto vetrato e l’opposto con le “C” strutturali, aggregati in modo da intervallare sul lato della cellula una parete cieca a una parete opaca,

la filosofia costruttiva del sistema in X-lam con unità modulari preassemblate, è stato necessario sviluppare alcuni accorgimenti progettuali in relazione alle problematiche riscontrate di carattere sia funzionale-distributivo che strutturale. Innanzitutto, l’esigenza di aumentare la superficie utile delle cellule impone l’aggregazione di un maggior numero di moduli e una spazialità interna a sviluppo longitudinale. Si perde necessariamente la configurazione basata sul concept di cellula abitativa che caratterizza le soluzioni con superfici ridotte, per tornare a distribuzioni planimetriche più tradizionali. Sempre nell’ottica di ridurre i tempi di posa,

con relativi benefici strutturali complessivi. Sempre per i medesimi motivi strutturali, si è inoltre progettata la posa, sul pannello di copertura dei moduli, di cordoli realizzati con travi lamellari. Tale soluzione permette di gestire in maniera adeguata anche la sovrapposizione dei moduli, favorendo lungo il perimetro la trasmissione verticale dei carichi, elemento questo essenziale per un sistema strutturale del tipo a setti portanti. Nell’aggregazione verticale delle cellule, il sistema impone una corrispondenza quanto meno dei moduli service. Questo nell’ottica di permettere il facile passaggio delle colonne montanti dei sottoservizi tecnologici. Come

93

94 legnoarchitettura_01

technĂŠ

Esploso prospettico della dotazione impiantistica completa progettata per “KIT haus Plus” e installata nel modulo Service: assieme alle caratteristiche performanti dell’involucro, questo sistema permette alla cellula di ridurre in maniera significativa i consumi energetici e le emissioni di CO2 legate al suo ciclo di vita (fonte: Canducci Holz Service Pesaro/Dipartimento di Architettura DARDUS, UNIVPM).

Pagina a lato. Dettaglio costruttivo dei moduli: in evidenza le stratigrafie adottate per pareti e coperture, nonché i sistemi di fissaggio utilizzati nell’assemblaggio dei pannelli X-lam/BSP (fonte: Canducci Holz Service Pesaro-www.MMKcanducci.it).

nei sistemi costruttivi utilizzati per la fornitura di alberghi, anche questo si completa con alcuni elementi funzionali non prefabbricati da realizzare in opera. Si fa riferimento nello specifico a: - sistemi di connessione verticale e orizzontale fra le cellule, concentrati nel lato nord del blocco aggregato, da realizzare in acciaio/legno (scale e ballatoi) e in cls armato (vani ascensori); - interrato in cls armato con funzione di autorimessa e di sistema fondativo, ospitante la centrale di produzione del calore; - vela tecnologica per l’alloggio dei pannelli solari termici e fotovoltaici da connettere agli apparati tecnologici delle singole cellule. Rispetto agli edifici monopiano, è importante sottolineare che il grado di prefabbricabilità si riduce soprattutto in funzione della superficie stessa delle unità abitative da realizzare: maggiore è infatti la superficie abitabile, maggiori diventano le opere di finitura, soprattutto interne. La necessità di suddividere il volume abitativo in più moduli traspor-

tabili implica inoltre l’obbligo, ad esempio, di posare in opera quanto meno le reti di distribuzione impiantistiche. Conclusioni Grazie all’attività di prototipazione della cellula da 40 m2 che ha permesso una valutazione reale dei costi di costruzione, il sistema KIT haus Plus, almeno nella sua estensione monopiano, potrà entro breve essere immesso sul mercato. È importante sottolineare che, trattandosi comunque di un sistema di edifici prefabbricati più vicino ad un prodotto industriale che ad una abitazione, al crescere dei volumi da fornire è sempre più fondamentale che ci sia prossimità tra luogo di produzione e luogo di edificazione, questo principalmente per ridurre i tempi e i costi economici e ambientali relativi al trasporto di moduli e componenti. È proprio questo il nodo “logistico” del sistema, che va adeguatamente gestito e valutato per non annullarne i benefici tecnico-economici oggettivamente riscontrabili.

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Intelligent skin Intelligent Skin identifica un marchio sviluppato da unâ&#x20AC;&#x2122;azienda austriaca, che ha creato e continua a perfezionare un involucro in legno in elementi prefabbricati che soddisfi le richieste di alto isolamento termico, senza tuttavia vincolare i progettisti ad una gabbia modulare e senza porre limiti alla loro creativitĂ . Intelligent Skin rappresenta uno standard costruttivo che consente di raggiungere prestazioni proprie di una Casa Passiva. Il sistema, il cui legno proviene da foreste gestite in maniera sostenibile e certificate PEFC, può essere paragonato ad una sorta di multibox, isolato con fibre di cellulosa proveniente dal riciclaggio dei quotidiani, una cassaforma che si ripete secondo un passo costante fino a raggiungere lunghezze trasportabili.

sistemi

sistemi costruttivi

Intelligent skin

La struttura chiamata “Intelligent Skin” identifica un sistema di elementi prefabbricati strutturali di circa 40 cm di spessore, composti da travi portanti di TGI e da pannelli OSB, coibentata con cellulosa insufflata. Dal lato interno è prevista la finitura in cartongesso con o senza intercapedine per gli impianti, mentre all’esterno vi sono due soluzioni: intonaco esterno su un pannello in fibra di legno a bassa densità oppure rivestimento in listelli di larice con camera di ventilazione e pannello in fibra di legno a media densità. In particolare, la struttura è formata da travetti a doppia T, con sezione ad I prodotte in Inghilterra dalla Finnforest® e costituite da due ali di legno multistrato (Kerto® S) e un anima in OSB. Nel legno multistrato tutte le fibre degli strati corrono esclusivamente in senso longitudinale al pannello caratterizzandone la capacità portante molto elevata in direzione degli strati. I vantaggi di questa travatura sono la riduzione dei ponti termici, il peso ridotto (rispetto ad una trave in legno massiccio) e la possibilità di avere lunghezze notevoli. I profili si ritirano e si espandono poco e sono adatti a ridurre i ponti termici grazie al minor contenuto di legno e alla sezione ottimizzata. I pannelli in fibra di legno, impiegati sotto l’intonaco e nella facciata ventilata, sono ottenuti dal cippato di legno di abete e di abete rosso; grazie alla struttura a poro aperto delle fibre vengono agevolate la diffusione del vapore, la regolazione dell’umidità, l’impermeabilità al vento e l’assorbimento delle onde sonore. L’isolante di cellulosa che viene insufflata nelle casseforme della struttura lignea, si ricava dalla carta di giornale grazie ad un processo di riciclaggio ottimale; i fiocchi a fibre lunghe possiedono un coefficiente di conduttività termica molto basso e garantiscono l’assenza di movimenti di assestamento anche in caso di spessori elevati: le fibre infatti si infeltriscono formando un materassino su misura e privo di fughe. Gli elementi del sistema costruttivo modulare sono prefabbricati nello stabilimento in dimensioni trasportabili così da ridurre di molto i tempi di costruzione di un edificio.

98 legnoarchitettura_01

sistemi costruttivi

La WEISSENSEER HOLZ-SYSTEM-BAU GmbH ha sede in Carinzia sul Lago Weissensee. Da tre generazioni è impegnata con successo nel campo delle costruzioni in legno. L'Azienda ha iniziato la sua attività con tradizionali lavori di carpenteria, per poi crescere negli anni seguendo le esigenze della propria clientela.

Da sinistra verso destra: casa Repitz-Filzmaier a Wels (A); la più piccola fabbrica del mondo a Greifenburg (A); casa Scholta e Becker a Krumpendorf (A); Casa Feyertag a Klagenfurt (A).

_Travature di supporto___ I travetti a doppia T si ricavano per accoppiamento di due tipi di materiali. I pannelli in OSB vengono scanalati o muniti di incastro sul lato lungo e tagliati in tavole trasversalmente alla direzione della fibra: l’altezza delle tavole ricavate determina l’altezza della trave, mentre i bordi longitudinali vengono lavorati ad angolo. Parallelamente, i pannelli che formano le ali sono tagliati in listelli per il telaio e nel centro del listello, dove poi si alloggia l’anima in OSB, viene fresata una scanalatura nella quale si mette uno strato di colla. L’anima in OSB viene posata direttamente tra due fianchi che, in seguito a pressione laterale, vengono premuti sull’anima; in seguito la trave viene tagliata a misura nelle fughe. L’indurimento della colla avviene in camera di essiccazione a ca. 70 °C.

_Isolante in fiocchi di cellulosa___ L’isolante utilizzato è ottenuto dal riciclo della carta dei quotidiani ed è formato da fiocchi di cellulosa insufflati nelle casseforme. Le sue caratteristiche sono ideali sotto molteplici punti di vista: ottima capacità di isolamento dal freddo e contemporaneamente di protezione dal caldo (conduttività termica: 0,039>λ>0,045 W/mK); naturale capacità di regolazione dell’umidità (1<μ<2); alta protezione dal rumore e dal fuoco (classe B2 secondo le norme DIN 4102-1); ecologica perché derivata direttamente da un materiale riciclabile e a sua volta facilmente riciclabile; economica nella fase di lavorazione in quanto quasi totalmente derivante dal macero di carta di giornali (98%).

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interno

interno

esterno

esterna

esterno

Intelligent Skin_parete

Stratigrafia della parete portante con rivestimento esterno in larice (dall’interno verso l’esterno)

Stratigrafia della parete portante con rivestimento esterno in intonaco (dall’interno verso l’esterno)

- rivestimento esterno (2,0 cm) - camera ventilata (2,4 cm) - pannello in fibra di legno -tenuta all’aria- (1,5 cm) - struttura e coibentazione (40,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - intercapedine condutture (5,0 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

- intonaco esterno (0,8 cm) - pannello in fibra di legno a bassa densità (4,0 cm) - struttura e coibentazione (40,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

Dati fisico-tecnici Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso Isolamento acustico Classe di resistenza al fuoco

100 legnoarchitettura_01

W/m2K kg/m2 Rw (dB) REI

0,08 79 46 -

sistemi costruttivi

Trasmittanza Peso Isolamento acustico Classe di resistenza al fuoco

W/m2K kg/m2 Rw (dB) REI

0,09 75 51 -

Intelligent Skin_solaio Stratigrafia del solaio contro vano aerato non abitato (dall’estradosso verso l’intradosso)

estradosso

- finitura superiore (2,0 cm) - massetto (5,0 cm) - strato separatore - massetto di ghiaia con legante (10,0 cm) - barriera al vapore - pannello OSB -tenuta all’aria- (1,5 cm) - struttura e coibentazione (40,0 cm) - barriera antivento - tavolato grezzo di larice impregnato (2,4 cm)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

0,09 245,4

intradosso

Stratigrafia del solaio tipo tra vani riscaldati (dall’estradosso verso l’intradosso)

estradosso - rivestimento (2,0 cm) - massetto (5,0 cm) - strato separatore - pannello fonoassorbente (3,0 cm) - getto di ghiaia con legante (12,0 cm) - membrana di protezione - rivestimento di tavole in legno a vista (2,4 cm) - struttura portante in legno a vista (dimensioni variabili)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

– 209,2

Stratigrafia del solaio contro vano non riscaldato, con rivestimento dell’intradosso (dall’estradosso verso l’intradosso)

intradosso

estradosso

- rivestimento del pavimento (2,0 cm) - massetto (5,0 cm) - strato separatore - massetto di ghiaia con legante (12,0 cm) - barriera al vapore - pannello OSB -tenuta all’aria- (1,5 cm) - struttura e coibentazione (40,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

0,09 256,8

intradosso

101

Intelligent Skin_pareti

divisorie

Stratigrafia della parete divisoria portante - pannello cartongesso (1,25 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - legno strutturale (6/10) - isolamento (10,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm) - isolamento (2,0 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - legno strutturale (6/10) - isolamento (10,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

102 legnoarchitettura_01

W/m2K kg/m2 Rw (dB) REI

Stratigrafia della parete divisoria interna portante con doppio rivestimento resistente

- pannello cartongesso (1,25 cm) - legno massiccio (9,5 cm) - isolamento al rumore da calpestio (3,0 cm) - legno massiccio (9,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

- pannello cartongesso (1,25 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - legno strutturale (6/16) - isolamento (16,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso Isolamento acustico Classe di resistenza al fuoco

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso Isolamento acustico Classe di resistenza al fuoco

Stratigrafia della parete divisoria portante in legno massiccio

0,18 102,5 59 90

sistemi costruttivi

W/m2K kg/m2 Rw (dB) REI

0,38 119,5 56 90

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso Isolamento acustico Classe di resistenza al fuoco

W/m2K kg/m2 Rw (dB) REI

48,6 30

Intelligent Skin_copertura Stratigrafia della copertura con elementi portanti massicci in legno e isolamento in EPS (dall’esterno verso l’interno)

esterno

- ghiaia (max. 5,0 cm) - tessuto non tessuto - strato di impermeabilizzazione - isolamento in EPS (35,0 cm) - barriera al vapore - pannello in legno massiccio (spessore variabile)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

0,09 171,6

Stratigrafia della copertura aggettante con rivestimento inferiore in intonaco (dall’esterno verso l’interno)

interno

esterno

- rivestimento (2,0 cm) - massetto (5,0 cm) - strato separatore - massetto di ghiaia con legante (12,0 cm) - barriera al vapore - pannello OSB -tenuta all’aria- (1,5 cm) - struttura e isolamento (40,0 cm) - pannello in fibra di legno (barriera antivento) - intonaco esterno (0,8 cm)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

0,08 249,1

Stratigrafia del tetto piano (dall’esterno verso l’interno)

interno

esterno

- ghiaia (max. 5,0 cm) - impermeabilizzazione - tessuto non tessuto - tavolato grezzo (2,4 cm) - lattoneria per pendenza - pannello fibra di legno (1,5 cm) - struttura e coibentazione (40,0 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - barriera al vapore - intercapedine condutture (2,4 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

Dati fisico-tecnici Trasmittanza Peso

W/m2K kg/m2

0,09 201,4

interno

103

attacco a terra elementi massicci multistrato strati di legno massiccio suddiviso in piĂš strati, verticali allâ&#x20AC;&#x2122;interno, orizzontali e diagonali, unito da tasselli in legno senza uso di colle o di parti metalliche su cordolo in c.a.

sistema multibox elementi prefabbricati strutturali con travetti portanti a doppia T e pannelli di tamponamento in OSB su travi rovesce

travi e pilastri legno massiccio con struttura portante a setti/struttura portante in legno lamellare con chiusure verticali in legno su fondazione in c.a.

pannelli portanti legno massiccio a strati incrociati e incollati connessi con giunti a pettine su cordolo in c.a./su cordolo in legno

elementi portanti RVH strati di tavole in legno massiccio rettangolari, affiancate verticalmente, raccordati tra loro mediante tasselli in legno e giuntati a coda di rondine su fondazione in c.a.

dettagli

cordolo in c.a.

elemento massiccio multistrato 1 parete in legno massiccio 2 soglia di montaggio in legno (80/80 mm) 3 vite Torx (8 mm) 4 ancoraggio al cordolo in c.a. 5 guaina impermeabilizzante 6 isolamento in vetro cellulare 7 lamiera metallica di protezione

1

esterno

interno

7

Stratigrafia parete Dall’esterno all’interno - intonaco/rasatura naturale e finitura o rivestimento in legno di larice - protezione in lamiera o rame sul vetro cellulare - pannello in fibra di legno - in basso, pannello in vetro cellulare e guaina impermeabile - parete in legno massiccio unita con viti in legno non a vista - lastra di cartongesso - rivestimento interno (legno a vista o intonaco di argilla/terra cruda)

6 5

2 3

4

Valori prestazionali U = 0,2 W/m2K Rw = 50 dB REI = 120

Da sinistra: dormiente con fori predisposti per l’alloggiamento dell’elemento della parete; posa del pannello strutturale sul dormiente; particolare dell’attacco a terra.

Il fissaggio della parete alla platea avviene su un cordolo perimetrale in cemento armato (realizzato possibilmente in un unico getto), mediante ancoraggio con soglia in legno massiccio di larice fissata sul cordolo in c.a. con tasselli ad espansione. Il montaggio della parete è ad incastro ad U, mentre i singoli elementi/pannelli sono fissati con viti Torx, rinforzi metallici per zone a rischio sismico. Non avviene contatto diretto tra la struttura di fondazione in c.a. e la struttura lignea grazie alla presenza della guaina impermeabile interna ed esterna, rivoltata, all’esterno, sull’isolamento termico in vetro cellulare.

Disegno e foto: Casa-Salute Srl, Bolzano

106 legnoarchitettura_01

dettagli

travi rovesce

sistema multibox 1 2 3 4

5

6 7 8 9

listello di riempimento strato isolante XPS griglia/vano d’aerazione vite di fissaggio della griglia + impermeabilizzazione impermeabilizzazione dell’appoggio del travetto a doppia T profilo metallico di finitura dello zoccolo tirante di fissaggio 16/560 impermeabilizzazione (dall’alto) ghiaia-barriera al vapore-tessuto non tessuto

Stratigrafia parete Dall’interno verso l’esterno - intonaco esterno (0,8 cm) - pannello in fibra di legno a bassa densità (4,0 cm) - legno strutturale/ isolamento (40 cm) - pannello OSB (1,5 cm) - pannello cartongesso (1,25 cm)

esterno

interno

1 2 3

4

5

6

8 7

Valori prestazionali U = 0,09 W/m2K Rw = 51 dB

9 Da sinistra: le travi rovesce su cui poggerà il solaio; particolare del solaio sulle fondazioni; cambio dell’isolamento tra fondazione ed elemento strutturale in legno.

L’elemento di chiusura orizzontale viene fissato alle fondazioni su travi rovesce in c.a. mediante viti di ancoraggio opportunamente dimensionate. Il limite superiore del vespaio, cioè lo strato drenante di ghiaia, deve trovarsi a -120 cm ca. dal piano di calpestio, mentre il limite superiore delle travi rovesce a -63 cm ca. Durante la realizzazione di questo si presta massima attenzione al corretto scolo delle acque superficiali; per questo motivo la barriera al vapore deve essere collocata in pendenza. Le pareti del sistema multibox – utilizzato spesso nella costruzione di case passive – vengono in seguito ancorate al solaio, costruito secondo lo stesso sistema.

Disegno: Weissenseer Holz-System-Bau GmbH, Greifenburg (A) Foto: Michael Tribus Architecture, Lana (BZ)

107

su cordolo in legno

pannello portante 7 1 guaina impermeabilizzante 2 isolante EPS + portaintonaco 3 dormiente in legno 4 tassello M16 5 tassello M12 6 isolamento e finitura interni 7 isolamento in fibra di legno e intonaco esterno

interno

esterno

6

1

Stratigrafia parete Dall’interno verso l’esterno - finitura su lastre di cartongesso (2x12,5 mm) - intercapedine per alloggiamento impianti (40 mm) - pannello multistrato strutturale (90 mm) - pannello termoisolante (80 mm) - pannello termoisolante (40 mm) - finitura esterna (5 mm)

2

3 5

4

Valori prestazionali U = 0,21 W/m2K Rw = 54 dB REI = 90

Da sinistra: le staffe di fissaggio della parete con il dormiente in legno; dettaglio delle staffe ad L e degli angolari di collegamento tra le pareti; particolare della guaina tra le fondazioni e l’elemento strutturale verticale.

L’ancoraggio a terra delle pareti in legno massiccio X-lam avviene sopra un cordolo in legno: il cordolo, chiamato dormiente, viene fissato alla fondazione con fissaggio meccanico o chimico mediante dei tasselli. Il pannello strutturale viene in seguito bloccato al cordolo con piastre in ferro, mentre per l’attacco alla fondazione si utilizzano staffe a L in acciaio zincate. Nel caso in cui la parete venga fissata su cordolo in cls si utilizzano piastre in acciaio zincato. La guaina impermeabilizzante viene posata sotto il dormiente e fatta rigirare lungo tutta l’altezza del dormiente e sulla parte del pannello a più stretto contatto con la fondazione.

Disegno e foto: Service Legno srl, Spresiano (TV)

108 legnoarchitettura_01

dettagli

fondazione in c.a.

travi e pilastri 1 materassino protettivo per isolamento perimetrale 2 zoccolo intonacato 3 isolamento perimetrale fissato con rasante impermeabile e incollato su guaina bituminosa 4 profilo metallico protettivo finale 5 polistirolo (min. 30 cm sopra terra) tassellato nella parte sup. e incollato in quella inf. 6 guaina bituminosa premontata (3 mm) Stratigrafia parete Dall’interno verso l’esterno - fibrogesso (2x12,5 mm) - intercapedine impianti coibentata con fibra di legno flessibile (60 mm) - pannello OSB (15 mm) - telaio in legno con isolamento in fibra di legno flessibile (160 mm) - tavolato grezzo (25 mm) - guaina impermeabile traspirante - controlistellatura - rivestimento esterno in legno Valori prestazionali U = 0,15 W/m2K Rw = 56 dB REI = 60 Da sinistra: particolare dell’appoggio della parte su fondazione in c.a. (si noti il rivestimento impermeabilizzante della guaina bituminosa); dettaglio della controllistellatura su cui si fissa il rivestimento ligneo esterno; si noti nell’angolo lo spessore dato dal pannello OSB e dalla fibra di legno.

esterno

interno

6

5

4

3

2

1

La parete strutturale a telaio è costituita da montanti verticali, lastra di irrigidimento interna in pannello OSB, tavolato grezzo esterno; tra i montanti è riempita con isolante in fibra di legno. L’ancoraggio alla fondazione in c.a. della parete a telaio avviene tramite staffe e tasselli in acciaio zincato. La parete strutturale in questo caso è leggermente sporgente dal bordo della fondazione per permettere la posa di un doppio strato di isolante a livello della zoccolatura.

Disegno e foto: holz&ko srl, Nova Ponente (BZ)

109

fondazione in c.a.

pannello portante esterno

1 materassino protettivo per isolamento perimetrale 2 isolamento perimetrale fissato con rasante impermeabile e incollato su guaina bituminosa 3 polistirolo (min. 30 cm sopra terra) tassellato nella parte sup. e incollato in quella inf. 4 doppia armatura per supporto intonaco (15 cm) collocata nella parte del giunto di testa 5 guaina bituminosa premontata (3 mm) 6 sporgenza del pannello x-lam per via dei due strati di guaina bituminosa

4 5

3

Stratigrafia parete Dall’interno verso l’esterno - fibrogesso (2x12,5 mm) - intercapedine impianti coibentata con fibra di legno flessibile (60 mm) - pannello X-lam 5 strati (85 mm) - isolamento in fibra di legno con portaintonaco (100 mm) - intonaco (8 mm)

2

1

L’ancoraggio alla fondazione in c.a. della parete in X-lam avviene tramite staffe a L in acciaio zincato (nella parte verso l’interno) o piastre dal lato verso l’esterno. La guaina bituminosa viene fatta girare intorno a tutto il perimetro della fondazione per un’altezza di 20-30 cm dalla base del pannello. Come di consueto, l’isolante utilizzato per la parte a contatto con il terreno e con la fondazione in c.a. è di tipo sintetico (in questo caso XPS) mentre si utilizza la fibra di legno, nelle diverse varianti, per isolare la parete sopra terreno.

Disegno e foto: holz&ko srl, Nova Ponente (BZ)

110 legnoarchitettura_01

6

bordo superiore terra -0,30 cm

Valori prestazionali U = 0,22 W/m2K Rw = 46 dB REI = 60 Da sinistra: l’appoggio della parte strutturale sul cordolo in c.a.; dettaglio della posa della guaina bituminosa a protezione delle parti strutturali in legno e dei 3 tipi di isolante utilizzati (polistirolo, legno-magnesite, fibra di legno); ancora un dettaglio ravvicinato dei 3 tipi di isolante.

interno

dettagli

fondazione in c.a.

elemento portante RVH 1 parete portante Soligno® 2 guaina bituminosa 3 ancoraggio della parete alla struttura in c.a. 4 strato isolante 5 lamiera 6 intercapedine di ventilazione 7 rivestimento esterno in legno Stratigrafia parete Dall’interno verso l’esterno - parete portante Soligno® - isolamento in fibra di legno - guaina di diffusione del vapore + intercapedine di ventilazione - tavolato di rivestimento esterno

interno

esterno

1 7 3

2

6

5 4

Sotto: l’attacco a terra di una parete Soligno® dall’esterno. Disegno: Soligno® Reinverbund S.R.L., Prato allo Stelvio (BZ) Foto: baukraft SRL, Bressanone (BZ)

Il fissaggio della parete alla fondazione in cemento armato avviene mediante ancoraggio con hold-down e viti appositamente dimensionate, evitando in ogni caso il contatto diretto tra la struttura in c.a. e la parete lignea tramite l’interposizione di una guaina bituminosa. La caratteristica della parete Soligno® consiste nell’essere realizzata senza l’uso di collanti o parti metalliche. Le tavole in legno massiccio, di forma rettangolare, sono infatti affiancate in verticale e semplicemente giuntate a pettine.

111

Foto: Jürgen Eheim

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next Headquarter Karl Pichler AG Markus Tauber Architectura Casa-Studio Plankensteiner plankensteiner & steger architetti Condominio Leonardo Massimiliano Vanella, Mauro Rossaro

Foto: A. Tartaglione

Uffici, Grosswilfersdorf (A) arch°buero Kaltenegger Theiner’s Garten Bio Vitalhotel baukraft Case a schiera in Puglia Francesco Longano

Foto: Harald Eisenberger

Foto: Ulrich Egger

Asilo aziendale GSK Studio Citterio Patricia Viel and Partners

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