Issuu on Google+

IL GRANELLO di senape di mons. Alberto Ablondi

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

27 ottobre 2013

Dare speranza a Livorno, con il lavoro

scoltare è una delle azioni più difficili dell’uomo. Ascoltare quello A che una persona dice senza farle dire quello che pensiamo noi. Ma non basta: chi sa ascoltare, ascolta anche quello che la persona non dice. Perché ci sono tante maniere per dire un bisogno. E dirò di più: ascoltare, nel senso vero, che obbedienza! Volete dirmi che questa non è obbedienza? Significa addirittura ascoltare il contrario di quello che quella persona dice. Quante volte troviamo (lo notiamo nella vita familiare) persone che dicono una cosa, che urlano una cosa perché in fondo vogliono soltanto l’opposto! (…) La vera obbedienza è proprio questo ascoltare, perché solamente ascoltando io posso far crescere. (Evangelizzazione e catechesi. Autorità e obbedienza- Una missione d’accoglienza)

Progetto Culturale Diocesano

Nell’auditorium dell’Istituto Mascagni il confronto con i protagonisti del porto di Livorno:Venerdì 25 ottobre alle 17.30. Far ripartire la realtà portuale per far ripartire la città. In diretta streaming sul sito diocesano

Auditorium dell’Istituto Mascagni, al Palazzo della Gherardesca (via Galilei), farà da splendida cornice al primo degli incontri di quest’anno promossi dal Progetto Culturale Diocesano. In coerenza con gli appuntamenti proposti negli ultimi anni e in sintonia con le proposte dal servizio nazionale, le commissioni del Progetto Culturale intendono offrire nei prossimi mesi alcuni confronti pubblici riguardanti le realtà produttive più importanti del territorio, nei quali saranno coinvolti i protagonisti locali. Questo perché come dice la Dottrina Sociale della Chiesa, compito della Chiesa è occuparsi dell’uomo in tutte le sue dimensioni, non solo in quella spirituale. Dunque è interesse della comunità ecclesiale provare a capire le dinamiche che muovono alcuni ambiti dell’economia cittadina e, insieme a chi ne è quotidianamente protagonista, offrire occasioni di incontro e confronto per trovare soluzioni che possano essere realizzate nel breve tempo e così donare nuovamente serenità a tante famiglie che vivono nella precarietà e nell’indigenza. Il lavoro quindi come priorità, il lavoro come diritto dell’uomo, il lavoro come primo argomento per approfondire i temi della dottrina sociale della Chiesa e formare così le nuove generazioni all’impegno politico e sociale, per prendersi a cuore il futuro degli

L’

uomini e delle donne che vivono nella comunità. Il primo ambito lavorativo che viene preso in esame è quello del porto: l’industria più importante della città, quella da cui occorre ripartire per far crescere le opportunità di lavoro a Livorno e l’intera economia locale. Un settore di cui spesso sentiamo parlare dai Media, ma di cui non conosciamo bene tutte le dinamiche: l’incontro proverà a far dialogare alcuni dei protagonisti di questo universo (Roberto Piccini, presidente della Porto Livorno 2000;

Mauro Provinciali, vice presidente Autorità Portuale; Bruno Picchi, vice sindaco di Livorno, insieme ad altri ospiti quali l’imprenditore Andrea Palumbo, il presidente dell’Interporto Federico Barbera e il presidente della Compagnia Portuali Enzo Raugei), sollecitati da provocazioni dirette secondo lo stile del talk show televisivo, da due giornalisti Mauro Zucchelli e Antonello Riccelli, per mettere in luce le potenzialità reali del porto livornese e, possibilmente, indicare quali sono i nodi da

sciogliere per dare concretezza alle tante speranze di un nuovo sviluppo. Chi non riuscirà ad essere presente, potrà seguire l’evento in diretta streaming sul sito della Diocesi www.diocesilivorno.it, con il collegamento specifico in home page; una nuova opportunità dettata anche dal desiderio di allargare la riflessione del progetto culturale diocesano alle nuove generazioni, principali fruitrici dei nuovi mezzi di comunicazione. c.d.

Trent’anni fa il vescovo Simone veniva ordinato sacerdote DURANTE LA MESSA A GUASTICCE IL 6 NOVEMBRE SARÀ RICORDATO ANCHE IL SUO ANNIVERSARIO l giorno 5 Novembre viene ricordato Ipresbiterale, l’anniversario dell’ordinazione trenta anni fa, del nostro Vescovo Mons. Simone Giusti. È l’occasione per esprimergli la nostra gratitudine per il suo intenso impegno pastorale ed è anche l’occasione per riflettere sull’importanza della testimonianza evangelica della funzione di cui è rivestito un sacerdote. È una ricorrenza, però, questa, che, rispettando i desideri di del vescovo Simone, sarà celebrata con grande sobrietà. Ci ritroveremo quindi con gioia intorno al Vescovo per celebrare con lui il ricordo della sua chiamata ad una donazione totale a Dio e ai fratelli, e per implorare su di lui la protezione,il conforto e l’illuminazione che provengono dall’alto. Per questa circostanza il Vescovo celebrerà la S. Messa il 6 Novembre nella chiesa di Guasticce alle ore 18,30, durante la quale ci sarà, in modo significativo, anche il rito di ammissione al sacro ordine del diaconato e presbiterato del seminarista Francesco Paone. Sono invitati, quindi, tutti quanti vorranno innalzare a Dio il loro ringraziamento per la vocazione e la presenza di pastore tra noi del nostro Vescovo e per chiedere a Dio numerose vocazioni sacerdotali per la nostra Diocesi. Don Ivano Costa, vicario generale

ALCUNI BRANI TRATTI DAL COMPENDIO

Tutto ciò che riguarda la comunità degli uomini è interesse della Chiesa Dalla Dottrina sociale della Chiesa l’importanza di sostenere il bene comune n. 66 La dottrina sociale è parte integrante del ministero di evangelizzazione della Chiesa. Tutto ciò che riguarda la comunità degli uomini — situazioni e problemi relativi alla giustizia, alla liberazione, allo sviluppo, alle relazioni tra i popoli, alla pace — non è estraneo all’evangelizzazione e questa non sarebbe completa se non tenesse conto del reciproco appello che si fanno continuamente il Vangelo e la vita concreta, personale e sociale dell’uomo. Tra evangelizzazione e promozione umana ci sono legami profondi: « Legami di ordine antropologico, perché l’uomo da evangelizzare non è un essere astratto, ma è condizionato dalle questioni sociali ed economiche. Legami di ordine teologico, poiché non si può dissociare il piano della creazione da quello della Redenzione che arriva fino alle situazioni molto concrete dell’ingiustizia da combattere, e della giustizia da restaurare. Legami dell’ordine eminentemente evangelico, quale è quello della carità: come infatti proclamare il comandamento nuovo senza promuovere nella giustizia e nella pace la vera, l’autentica crescita dell’uomo? ». n. 71 [...] Per la rilevanza pubblica del Vangelo e della fede e per gli effetti perversi dell’ingiustizia, cioè del peccato, la Chiesa non può restare indifferente alle vicende sociali: « è compito della Chiesa annunciare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigono i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime».

n. 81 L’oggetto della dottrina sociale è essenzialmente lo stesso che ne costituisce la ragion d’essere: l’uomo chiamato alla salvezza e come tale affidato da Cristo alla cura e alla responsabilità della Chiesa. Con la sua dottrina sociale, la Chiesa si preoccupa della vita umana nella società, nella consapevolezza che dalla qualità del vissuto sociale, ossia delle relazioni di giustizia e di amore che lo intessono, dipende in modo decisivo la tutela e la promozione delle persone, per le quali ogni comunità è costituita. Nella società, infatti, sono in gioco la dignità e i diritti della persona e la pace nelle relazioni tra persone e tra comunità di persone. Beni, questi, che la comunità sociale deve perseguire e garantire. n.168 La responsabilità di conseguire il bene comune compete, oltre che alle singole persone, anche allo Stato, poiché il bene comune è la ragion d’essere dell’autorità politica. Lo Stato, infatti, deve garantire coesione, unitarietà e organizzazione alla società civile di cui è espressione, in modo che il bene comune possa essere conseguito con il contributo di tutti i cittadini. L’uomo singolo, la famiglia, i corpi intermedi non sono in grado di pervenire da se stessi al loro pieno sviluppo; da ciò deriva la necessità di istituzioni politiche, la cui finalità è quella di rendere accessibili alle persone i beni necessari — materiali, culturali, morali, spirituali — per condurre una vita veramente umana. Il fine della vita sociale è il bene comune storicamente realizzabile.

II

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 ottobre 2013

Il pellegrinaggio a Montenero in riparazione per i bambini non nati

L’intervista a MAURIZIO ULACCO

Alzare la voce in difesa dei poveri più poveri

Per conoscere la sofferenza sociale DI FABIO

ra i tanti mali che affliggono la società quelli morali “certamente Fnostra costituiscono la parte più grande e tristemente importante. Ogni singolo fedele può avere così l’impressione di non poter far nulla per migliorare le cose. Eppure qualcosa, e qualcosa di importante si può e si deve fare, ed è quello che la Santa Vergine ci ha sempre ricordato: preghiera e penitenza”. Queste la parole che hanno aperto il Pellegrinaggio che il Movimento per la Vita insieme ad alcune aggregazioni laicali e ad altri pellegrini hanno fatto in riparazione all’aborto choc che recentemente abbiamo avuto nella nostra città e per i continui e numerosi aborti che continuano ad essere effettuati perché purtroppo nella coscienza di molti, essi tendono sempre più a perdere il carattere di delitto e ad assumere quello di diritto. Mentre i pellegrini con il vescovo Giusti salivano al sacro monte, le meditazioni che accompagnavano la recita del santo rosario ricordavano che purtroppo per la cultura del godimento, il “frutto benedetto del grembo” diventa in un certo senso «Dio comanda “frutto di non uccidere; un maledetto”. nessun Dio comanda di non legislatore può uccidere; pertanto nessun affermare: ti è legislatore può pertanto lecito uccidere, affermare: ti è hai diritto lecito uccidere, hai di uccidere. diritto di Ci troviamo uccidere. Ci di fronte troviamo di fronte ad una ad una enorme minaccia contro enorme minaccia contro la vita: la vita: non non solo di solo di singoli singoli individui, ma individui, ma anche dell’intera anche dell’intera civiltà» civiltà. Il Vescovo ha ricordato come non c’è vittima più innocente di un bambino e non c’è colpa più grave che uccidere un bambino e pertanto “bisogna alzare la voce in difesa dei poveri più poveri: gli innocenti quali sono i bambini”. L’invocazione dunque alla Vergine e a Gesù perché suscitino veri e propri apostoli della vita, coraggiosi e generosi nelle famiglie, nelle professioni sanitarie, tra gli educatori e gli operatori dei mass-media, tra i politici e gli amministratori, tra i giovani perché riconoscano nel bimbo non ancora nato il volto dell’uomo, uguale in dignità e diritto di esistere a ciascuno di noi, resistendo alla tentazione di contribuire alla morte dei più piccoli e dei più poveri giudicandoli come cose che possono essere distrutte. Mo.C.

FIGARA

rmai da qualche anno la criminalità e i comportamenti socialmente pericolosi sono diventati oggetto di studio da parte di ricercatori di vari settori. Ma esattamente cos’è la criminologia sociale? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Ulacco, responsabile nella “commissione carcere” della Caritas diocesana, che ha sviluppato il proprio percorso formativo, dopo il conseguimento della Laurea in Sociologia, con vari Master Universitari, tra cui il Master in “Scienza della Legislazione” e il Master in “Criminologia e Difesa Sociale”, perfezionandosi su problematiche quali maltrattamenti, abusi sessuali e disagio giovanile.

O

Maurizio, com’è nata e di cosa si occupa esattamente la criminologia sociale in quanto scienza? «La criminologia è la disciplina delle scienze umane che ha come compito lo studio della criminalità, intesa come una o più modalità con le quali il singolo individuo o il gruppo agisce e si comporta all’interno della società. E’ dunque fondamentale studiare le dinamiche psicologiche e sociali delle interrelazioni fra individui che sono alla base del comportamento umano. L’indagine sociologica, invece, esamina le variazioni, nel tempo e nei luoghi, delle condizioni sociali ed economiche che ne favoriscono la diffusione e le modificazioni, nonché dei diversi tipi di reazione sociale che il delitto suscita. E’ una scienza umana “multidisciplinare” in quanto ha un campo di indagine ampio e variegato, quindi il criminologo è uno studioso che deve saper integrare in una visione sintetica dati, conoscenze, approcci e metodi provenienti da campi diversi del sapere come la psicologia, la psichiatria, la psicologia sociale, l’antropologia, il diritto penale, la medicina legale e la sociologia. Ed è “interdisciplinare” poiché ha necessità di dialogo con altre scienze

Sviluppatasi alla fine del XVII secolo con lo psichiatra e sociologo Cesare Lombroso, oggi la criminologia studia a fondo i motivi dei delitti e le ripercussioni sullo strato sociale E proprio tale approccio la delinea come “Criminologia Sociale”, in quanto pone sotto analisi i fatti criminosi e i loro aspetti fenomenologici in un determinato momento storico e in un particolare contesto sociale.» Che percorso di studi bisogna fare per diventare “criminologo sociale”, e quali porte può aprire in senso lavorativo? «Al momento non esiste la specializzazione universitaria in Criminologia, ma solo

percorsi postuniversitari. Tuttavia ritengo sia necessario effettuare studi anche nei vari campi di interesse della Criminologia. La materia è prevista come insegnamento complementare nei corsi di laurea in giurisprudenza, psicologia e scienze giuridiche. Lo sbocco è quello di perito o consulente di parte nei processi, di giudice o esperto del tribunale di sorveglianza ed educatore nelle carceri.» Perché hai scelto di

Statistica dei reati più gravi che accadono nel nostro Paese ono triplicati in un anno, dal 2011 al 2012, i S505reati di atti sessuali con minorenni. Il 78% dei bambini che li hanno subiti (166 nel 2011) è femmina. In Italia le bambine e le ragazze risultano più vulnerabili, di fronte alla violenza, rispetto ai loro coetanei maschi: in 6 casi su 10 la vittima di reati commessi e denunciati su minori nel 2012 è una giovane donna. E’ un quadro allarmante quello che emerge dal dossier ’’indifesa’’, presentato oggi a Roma da Terre des Hommes, che riferisce dati delle Forze dell’Ordine. Nel 2012 sono stati 5.103 i minori vittime di reati, una cifra superiore a quella del 2011 (4.946). Secondo i dati forniti dalle Forze dell’ordine e rielaborati dall’ organizzazione, nel 2012 689 minori hanno subito violenza sessuale (femmina è l’85% delle vittime). A questi vanno aggiunte le 422 vittime di violenza sessuale aggravata (79%). Tra i reati a sfondo sessuale, a registrare l’aumento più drammatico in un anno - sottolinea Terre des Hommes - è la pornografia minorile: +370%, a danno di 108 minori, il 69% dei quali femmine. In generale, tra i reati commessi e denunciati su minori, quelli che mietono più vittime sono i maltrattamenti in famiglia: i bambini che li hanno subiti nel 2012 sono 1.246, 82 in più del 2011. I casi di violazione degli obblighi di assistenza familiare denunciati nel 2012 sono stati 985 (882 nel 2011), di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina 207 (182), di sottrazione di persone incapaci 263 (220), di abbandono di persone minori o incapaci 426 (429), di prostituzione minorile 77 (104), di corruzione di minorenne 422 (434). I bambini uccisi sono stati 18, 17 nel 2011. Femminicidio: 140 vittime tra minori in 12 anni - In Italia, tra il 2000 e il 2012, sono state 140 le bambine e le ragazze vittime di femminicidio. Nei primi sei mesi del 2013, ricorda l’ong, ’’in Italia sono state uccise 81 donne, il 75% nel contesto familiare o affettivo. Tra queste una minorenne, Fabiana Luzzi, bruciata viva dal

specializzarti in questa materia? Quanto ti aiuta nell’opera di volontariato nella commissione carcere in Caritas? «Ho scelto di approfondire la mia professionalità in questa disciplina in quanto durante gli studi mi ha colpito la sofferenza sociale che la criminalità crea, stimolandomi di conseguenza a indagare per capire le cause e cercare possibili soluzioni da mettere in atto nei vari settori della società nei quali il fenomeno si manifesta. Nell’ambito della mia attività in Caritas mi aiuta moltissimo, perché mi permette di avere gli strumenti e le conoscenze necessarie per aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà estrema, così come sono i carcerati, che sono a

tutti gli effetti persone e cittadini con dignità e diritti. E i volontari Caritas e di altre associazioni si adoperano quotidianamente per questa tutela.» Ci sono dei casi che ti hanno colpito particolarmente? «Moltissimi, difficile fare una “classifica”. Devo dire che assistere a processi e ascoltare casi di violenze e abusi su donne e minori è molto dura. Posso dire che mi ha colpito molto il rapporto dei parenti, soprattutto dei figli, con i congiunti costretti in carcere: è un mondo di cui non si può avere idea finché non si conosce, una realtà tragica, in cui la sofferenza delle vittime va’ a sommarsi a quella dei parenti di chi delinque.»

’fidanzatino’. Il femminicidio quindi non tocca solo le donne adulte: il rapporto Eures sull’omicidio volontario in Italia evidenzia che dal 2000 al 2012 nel nostro Paese 140 bambine e ragazze sono state vittime di questo tipo di violenza estrema’’. In 94 su 140 casi si trattava di figlie uccise da un genitore. In generale, il 20,1% delle vittime aveva meno di un anno; consistente, osserva Terre des Hommes, risulta anche la quota delle bambine uccise in età prescolare (25 bambine tra uno e 5 anni, pari al 18,7%) e nella fascia di età successiva (24 bambine tra 6-10 anni, pari al 17,9%), mentre un numero di vittime progressivamente più contenuto riguarda le fasce di età superiore. Domani l’Onu celebra la Giornata delle bambine. Dossier, ogni anno 100 mln di bambine eliminate - Nel mondo sono 100 milioni le bambine che ogni anno non nascono per aborto selettivo o vengono uccise alla nascita; solo in India ogni anno ne mancano all’appello un milione. Lo rileva Terre des Hommes che in occasione della Giornata internazionale delle bambine, indetta dall’Onu, ha presentato il dossier ’’indifesa’’ sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. In India, fa presente la ong, tra il 2001 e il 2011 la percentuale di bambini rispetto alla popolazione totale è diminuita e questo calo è stato più marcato per le femmine della fascia di età 0-6 anni. Nell’Asia meridionale il tasso di mortalità delle femmine è più alto di quello dei maschi: nel 2011 per ogni 1000 nascite sono morte 63 bambine e 61 bambini. Secondo i dati di Terre des Hommes, nel mondo sono 16 milioni le bambine e le adolescenti che diventano madri prima che il loro corpo sia pronto alla maternità e 125 milioni le bambine e le donne che hanno subito una forma di mutilazione genitale, per lo più prima dei 5 anni. Per quanto riguarda l’educazione, 68 paesi nel mondo non hanno ancora raggiunto la parità di genere nell’istruzione elementare. Infine, 11 milioni di bambine lavorano come domestiche sfruttate in casa di altri. Tra di loro, 7,5 milioni lavorano in condizioni inaccettabili, come vere e proprie schiave.

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 ottobre 2013

III

Il coraggio di Etty Hillesum

L’INTERVISTA A Roberto Piccini

Testimone di Dio nell’inferno di Auschwitz pochi giorni dal settantesimo anA niversario della tragica deportazione degli ebrei romani nel campo di

Il calo del traffico oggi, ma non in futuro Nell’ambito delle interviste sulla situazione del porto di Livorno, in vista del confronto del 25 ottobre 2013 alle 17.30 all’Istituto Mascagni, promosse dal progetto culturale diocesano, ecco il colloquio con il presidente della Porto Livorno 2000 dati rivelano un calo nel traffico crocieristico. È così? Vi siete interrogati sulle cause? «Alcune cause sono diciamo naturali: veniamo da una stagione ottima, in cui abbiamo superato ogni record di presenze, quindi il calo è stato anche fisiologico. Poi abbiamo scontato l’uscita di MSC da Livorno come porto italiano (l’anno prossimo lascerà anche Genova) e l’apertura di La Spezia come porto crocieristico, che ha sottratto traffici a Livorno. Non ci spaventano i termini della concorrenza, ci piacerebbe che fosse giocata ad armi pari (come tariffe e come servizi) e che in Italia ci fosse una programmazione portuale vera, nell’interesse di tutto il paese e non lasciata ad una concorrenza localistica che non è utile ad alcuno. Un altro dato che fa registrare la flessione del 2013 è sicuramente anche il calo dei passeggeri a bordo delle navi, anche se le previsioni del 2015 sono in netto rialzo».

I

La mancanza di banchine specifiche per le navi da crociera è stato un elemento che ha contribuito al calo? «Indubbiamente. Questa mancanza non ci permette di essere competitivi. Proprio per questo l’Autorità portuale prevede nel prossimo piano regolatore portuale una destinazione di banchine a questi traffici, nel rispetto degli altri operatori commerciali. Per questo ho parlato del 2015, perché in quell’anno saremo in grado di offrire agli operatori crocieristici nuovi servizi ed opportunità: la certezza dell’accosto, un layout portuale, un’accoglienza migliore… A questo proposito stiamo già facendo alcuni sforzi: il 4 novembre inaugureremo un terminal

operativo sull’Alto Fondale, sempre gestito da Porto Livorno 2000, per andare incontro alle nuove esigenze». Come sono organizzati i servizi di Porto Livorno 2000? «La prima parte del nostro servizio è riservato all’accoglienza alla nave con le aree security, ecc, poi ci rivolgiamo ai passeggeri: ci sono le hostess che sono il primo impatto dei passeggeri con il territorio, c’è un servizio di shuttle bus che “consegna” i crocieristi in piazza Grande, dove Penso che Livorno sia davvero c’è il box informativo e le guide per gli itinerari, una bella città, non sono tra quelli che sono gestiti da un che denigrano il nostro territorio. consorzio. Per i membri Non abbiamo grandezze pari degli equipaggi ci sono al Colosseo o alla Torre di Pisa, delle agevolazioni ed un’area internet point ma abbiamo altro: la Venezia, con una serie di altri le Fortezze, la Terrazza, Modigliani, servizi».

il Goldoni... tutte cose che possono

La Porto Livorno 2000 è attrarre i turisti una società pubblica? «È una società a capitale pubblico essendo partecipata dalla Autorità Portuale e dalla «Abbiamo 60 persone a Camera di Commercio, tempo indeterminato, ovviamente abbiamo degli abbiamo una fascia di obblighi da rispettare, ma stagionali, ma abbiamo siamo dei terminalisti in tutto diversificato in più attività. Ad e per tutto e dobbiamo agire esempio abbiamo impegnato in termini operativi come i nostri dipendenti in alcuni qualsiasi altra impresa eventi come quello in societaria» Fortezza con una nave da crociera di lusso, poi alcuni sono stati “riciclati” nelle C’è crisi, ma la vostra azienda attività manutentive e il ha molti dipendenti, come nuovo terminal che fate?

inaugureremo è stato fatto per la maggior parte proprio da loro. In questo modo riusciamo a mantenere l’occupazione, in attesa che con altre iniziative di marketing e strutturali si riesca a riprendere l’attività del traffico crocieristico».

Sarebbe più facile attrarre turisti con le Fortezze aperte? «Le Fortezze sono un punto emozionale molto importante. Chi è in giro per il mondo cerca la peculiarità, le tradizioni, la cultura, per questo simboli imponenti come le Fortezze possono meravigliare veramente (lo fanno anche ai livornesi!) e attrarre i turisti. Sono state fatti alcune sistemazioni che le stanno rendendo più fruibili ma c’è ancora molto da fare». È ottimista per il futuro? «Penso che Livorno sia davvero una bella città, non sono tra quelli che denigrano il nostro territorio. Non abbiamo grandezze pari al Colosseo o alla Torre di Pisa, ma abbiamo altro: la Venezia, le Fortezze, la Terrazza, Modigliani, il Goldoni…tutte cose che possono attrarre, forse avremmo bisogno di una maggiore fantasia e messa in rete delle idee, per curare meglio il turismo e la cultura dell’accoglienza». c.d. PER VEDERE IL VIDEO INTEGRALE DELL’INTERVISTA: http://www.diocesilivorno.it/n ews/articoli/le-crocierelivorno-le-fortezze-sarebberouna-bella-risorsa

sterminio di Auschwitz e delle polemiche sui funerali del gerarca delle SS naziste Erik Priebke, noto per essere stato uno dei massacratori delle Fosse Ardeatine, ci sembra opportuno parlare di Etty Hillesum, una giovane ebrea olandese di una fede adamantina, uccisa anche lei ad Auschwitz. Dalle Edizioni Paoline è stato recentemente pubblicato il volume “Etty Hillesum – Testimone di Dio nell’abisso del male”, scritto dal Padre Domenicano Ives Beriault con la prefazione di Jean Vanier, fondatore della Comunità Arche. Scrive Vanier che il libro ci aiuta “a scoprire una giovane donna ghermita da Dio, abitata da Dio, innamorata di Dio e di ogni persona umana”, e nell’introduzione l’autore precisa di non aver voluto solo render conto della vita di Etty “ma della sua fede in Dio, una fede che ha dato un senso ai suoi giorni e alle sue notti e che risulta fondamentale nella sua esperienza della guerra nell’Olanda degli anni ’40”. Etty entrò nel vivo della fede grazie al suo terapeuta Julius Spier che -ci dice l’autore- aveva fatto propria l’ingiunzione di Agostino d’Ippona: “Diventa chi sei..”, frase che venne poi riportata sulla sua tomba. E’ Spier che l’induce a leggere la Bibbia e il Nuovo Testamento e Etty si rifugerà interamente in Dio e nel suo amore per gli uomini. Tanto che, come scrive Padre Beriault, “il credente ravvisa nei suoi scritti una esperienza autentica di interiorità della fede di cui molti maestri spirituali hanno parlato prima di Etty” (pag.65). La Bibbia -dice ancora l’autore- l’accompagna per tutto il tempo negli ultimi due anni che le restano da vivere: sulla sua scrivania ad Amsterdam, sotto il cuscino a Westerbork, nel suo zaino quando sale nel vagone che la porta ad Auschwitz (pag.103). Nel campo di Westerbork Etty svolge il compito di assistente sociale presso i suoi correligionari che stanno per essere deportati ad Auschwitz, nel suo diario scrive, intuendo che anche per lei si avvicina la fine, “Mi piacerebbe tanto sopravvivere per trasmettere a questa nuova epoca tutta l’umanità che sono riuscita a preservare in me, malgrado i fatti di cui sono testimone ogni giorno”. Etty Hillesum poteva salvarsi dalla prigionia e dalla morte se fosse entrata in clandestinità, ma a chi glielo prospettava fu categorica: “Voglio condividere il destino del mio popolo” (pag.78). E pure nella sua situazione precaria ha il coraggio di affermare “Trovo che la vita è bella e mi sento libera. In me si dispiegano cieli altrettanto vasti del firmamento sopra di me. Credo in Dio e credo nell’uomo: ho acquisito il coraggio di dirlo sinceramente, senza falsa vergogna” (pag.114). Si rende conto -scrive Padre Beriault- che l’odio e la vendetta non sono soluzioni dal momento che sono come un veleno versato sull’anima (pag.169). E a proposito dell’odio, i cui rigurgiti si fanno sentire anche in questi giorni, la giornalista Marina Corradi nell’articolo “Odiare distrugge” pubblicato su Avvenire del 17 ottobre riporta una frase di Etty Hillesum “..non si combina niente con l’odio. Ognuno deve distruggere in se stesso ciò che vorrebbe distruggere negli altri .. ogni atomo di odio che aggiungiamo al mondo lo rende più inospitale di quanto già lo sia”. Padre Beriault riporta ancora una frase molto significativa di Etty e che bisogna sempre meditare “ciò che ha bisogno di essere sradicato è il male nell’uomo non l’uomo” (pag.174). Gianni Giovangiacomo

IV

TOSCANA OGGI 27 ottobre 2013

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Agenda del VESCOVO VENERDÌ 25 OTTOBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 17.30 il Vescovo partecipa all’incontro "Dare speranza a Livorno con il lavoro,confronto con gli operatori portuali (vedi locandina pag.8) SABATO 26 OTTOBRE 10.00 inaugurazione della palestra al Parco del Mulino 11.30 incontro con la segreteria del servizio di pastorale giovanile della diocesi alla Casa S.Giuseppe a Quercianella 17.00 saluto alla festa ACR nel chiostro del vescovado 18.00 S. Messa e cresime alla chiesa di S. Croce a Rosignano Solvay DOMENICA 27 OTTOBRE 10.30 S. Messa in occasione della festa patronale alla chiesa di S. Rosa 12.00 S. Messa e conferimento delle cresime alla chiesa di S. Simone, in occasione della festa patronale 17.30 S. Messa in occasione dell’ingresso del nuovo parroco di S.Giovanni Battista Ilario, don Federico Locatelli LUNEDÌ 28 OTTOBRE Nella mattina, udienze clero in vescovado Nel pomeriggio il Vescovo è a Roma per l’incontro della commissione beni culturali della CEI MARTEDÌ 29 OTTOBRE Il Vescovo è a Roma per l’incontro della commissione beni culturali della CEI MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE 11.00 in occasione della visita pastorale al VI vicariato, incontro con il clero GIOVEDÌ 31 OTTOBRE 12.00 conferenza stampa per la nuova chiesa "beata Madre Teresa di Calcutta", in vescovado 17.15 saluto al convegno su monsignor Roberto Angeli (vedi Locandina pag.8) 18.00 presentazione del libro di Romolo Fanetti dal titolo "Diario dall’inferno" alla libreria Feltrinelli VENERDÌ 1 NOVEMBRE 11.15 S. Messa alla chiesa di S. Ranieri a Guasticce in occasione della visita pastorale al VI vicariato 18.00 S. Messa alla chiesa di Santa Caterina SABATO 2 NOVEMBRE 9.30 benedizione al cimitero di S. Giulia 10.00 S. Messa al cimitero comunale 15.30 S. Messa al cimitero della Purificazione 16.30 S. Messa al cimitero della Misericordia DOMENICA 3 NOVEMBRE 11.00 S. Messa e cresime alla chiesa della Seton 17.30 in cattedrale, immissione del nuovo proposto della cattedrale mons. Pietro Basci e del canonico penitenziere don Mario Sorbi 18.00 S. Messa in ricordo dei defunti del Rotary, in cattedrale

INCONTRI DI SPIRITUALITÀ’ La diocesi di Livorno, per gli Incontri di spiritualita’,offre un cammino di riflessione e preghiera in silenzio, guidato dal Can. Don Ivano Costa, vicario generale della diocesi I ritiri si svolgeranno dalle ore 9 alle ore 13, presso Le suore Carmelitane di S.Teresa ad Antignano, (via del Litorale 27- parcheggio interno; o via della Giuncaiola 8ingresso pedonale), con il seguente calendario: sabato 9 novembre sabato 14 dicembre e sabato 11 gennaio sabato 8 febbraio sabato 8 marzo sabato 5 aprile sabato 10 maggio Il ritiro inizia alle 9 (massima puntualita’, arrivo alle 8,30); si svolge in silenzio. Portare la Bibbia e materiale per prendere appunti. Per informazioni: Carla Lepori 0586802415 ore pasti; Flora Ciulli 3393551889; Marilena Sironi 3457875858; Maria Zalum 3381750480.

Diocesi informa Conoscere SANTA CATERINA occasione offerta dalla Liturgia, il prossimo Primo Novembre, Lvarsi’nel celebrare la Solennità dei Santi Tutti, sarà motivo per ritroa pregare insieme con il nostro Vescovo, nella chiesa Parroc-

25-27 OTTOBRE

LA FESTA DI SAN SIMONE Venerdì 25 ottobre alle 21.15

chiale di S. Caterina da Siena alle ore 18. Al termine della S. Messa Mons. Giusti presenterà una pubblicazione curata dal Parroco don Donato Mollica. La Guida alla Visita della Chiesa di Santa Caterina da Siena rappresenta una novità assoluta: da oggi sarà nelle mani dei livornesi e di ogni altra persona, Turista o Pellegrino, desiderosa di conoscere qualcosa di più su questa città, così ricca di contraddizioni, eppur così affascinante. Essa vuol essere un piccolo, quanto intenso e significativo segno dell’amore e dello studio che ne hanno animato la realizzazione. La speranza è riposta nella bellezza della chiesa de’ Domenicani, affinché possa invitare a contemplare la grandezza di Dio e ad elevare l’anima alle altezze celesti, in questo lembo di terra, che vuol essere anticamera del Cielo. Uno spazio sacro in cui le pietre parlano, come se fossero vive, e raccontano, oggi ancora, una storia di fede, di umana fatica, di speranze e di progetti arditi… Pietre impregnate dei sentimenti e degli aneliti di chi le volle e le costruì, come di chi, nel tempo, le ha custodite con passione. L’auspicio è che questo semplice testo sappia renderci maggiormente consapevoli di un dimenticato patrimonio artistico; sappia renderci ancora capaci di stupore e di ammirazione per quelle opere d’arte che serbano, silenti, la loro bellezza ed il loro inestimabile valore. Conclude l’evento un Concerto per Organo (G. Fornari), Flauto (A. Mancini) e Soprano (G. Donini) del Conservatorio Regio di Parma.

CONCERTO DI MUSICA SACRA PER ORGANO, SOPRANO, SASSOFONO E TROMBONE musiche di: G. CACCINI -V. VAVILOV, J.S. BACH, W.A. MOZART, F. SCHUBERT, P. MASCAGNI, C. GOUNOD, S. MECARELLI SUONATE E CANTATE DA : Amalia Grimaldi, Soprano - Marco Bartolomei, Trombone - Michela Ciampelli, Sassofono - Sandro Mecarelli, Organo INGRESSO LIBERO

Sabato 26 ottobre alle 18.00 SANTA MESSA PREFESTIVA

Domenica 27 ottobre FESTA DI SAN SIMONE SS. Messe ore 8.30-10.00 alle 12.00 S. Messa pontificale celebrata da S. Eccellenza Mons. Simone Giusti, con amministrazione della cresima

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 ottobre 2013

V

La famiglia: palestra dell’umanità DI LUCA LISCHI

a Settimana» in questi mesi ha dedicato spazio e riflessioni al tema della famiglia, prendendo spunto da Papa Francesco che nel suo messaggio finale alla Settimana Sociale dei cattolici italiani a Torino invitava ardentemente e con coraggio ad andare avanti sulla “strada della famiglia”. Del resto la famiglia è proprio nel cuore della Chiesa e lo testimonia anche la recente indizione di un Sinodo speciale che sarà guidato da Monsignor Bruno Forte. “Le sfide della famiglia nel contesto della evangelizzazione” è il tema prescelto sul quale avviare una riflessione profonda con una attenzione particolare alle tante famiglie ferite (separati, divorziati, divorziati risposati). Una Chiesa che si interroga sul tema della famiglia, un bene nevralgico per la tenuta delle nostre comunità. Ma purtroppo, come ha recentemente sottolineato il presidente della Cei Bagnasco, nei confronti della famiglia “c’è un’aggressione strategica e non casuale”: “si è capito che essendo la famiglia il grembo della vita e prima e fondamentale palestra di umanità e di fede, indebolirla o dissolverla nella sua responsabilità educativa significa distruggere la persona. Viene a mancare quella maturità interiore che è sinonimo di capacità critica, di fortezza, quindi un punto solido per cui la società da popolo di relazioni e di solidarietà diventa una moltitudine di punti individuali, una folla non un popolo”. Ma perché questo mettere in disparte la famiglia? Evidenzia ancora Bagnasco che «se la famiglia è più debole la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico,

«L

«Se la famiglia è più debole la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, economico e ideologico» economico e ideologico. La storia lo insegna. Perché qualcuno più forte e furbo c’è sempre e per qualcuno non intendo solo le persone, ma lobby o istituzioni». Fare scelte forti e coraggiose per la famiglia significa assicurare un futuro più solido alle nostre società. Per questo i Governi devono assolutamente fare investimenti seri e consistenti sulla famiglia. Il premier Letta,

in modo conciso e puntuale, durante il suo intervento alla Settimana Sociale a Torino ha evidenziato la necessità di sviluppare politiche di welfare per i giovani favorendo il lavoro e la casa. Sono questi i due pilastri su cui infondere ogni energia possibile e da qui l’urgenza di politiche per il lavoro e per la casa. Occorre puntare su ciò che conduce allo sviluppo, alla crescita anche dal punto di vista demografico. E il

LE SFIDE DELLA FAMIGLIA Al centro del Sinodo dei vescovi del 2014 apa Francesco ha indetto l’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà dal 5 al 19 ottobre del prossimo anno. È la terza Assemblea straordinaria, nella storia della Chiesa, dopo quelle indette nel 1969 sui rapporti tra Santa Sede e Conferenze Episcopali e nel 1985 nel 20° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. La terza Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi avrà come tema "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione".

P

La scelta di una Assemblea straordinaria e non ordinaria del Sinodo dei Vescovi è motivata, secondo quanto recita l’articolo 4 dello Statuto del Sinodo, dal fatto che "la materia da trattare, pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione", mentre nel caso di un’Assemblea ordinaria "la materia da trattare, per sua natura o per importanza, quanto al bene della Chiesa universale, sembra richiedere la dottrina, la prudenza e il parere dell’intero Episcopato cattolico". La famiglia sarà dunque al centro dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, alla quale parteciperanno i presidenti delle 114

Conferenze Episcopali nazionali e di quelle costituite da più nazioni, i patriarchi, gli arcivescovi maggiori, i metropoliti delle chiese metropolitane sui iuris delle Chiese orientali cattoliche o i vescovi da loro designati, tre religiosi in rappresentanza degli istituti religiosi clericali eletti dall’Unione dei superiori generali e i capi dei dicasteri della Curia Romana. (Avvenire - 8 Ottobre)

nostro paese ne ha tanto bisogno. Solo la fiducia di una famiglia che intravede un po’ di luce nel futuro costituisce un vero volano che porta a desiderare nuove vite, dei figli. Ma la famiglia ha bisogno almeno di qualche piccola certezza. Non si può continuare ad essere condannati a vivere in situazioni di precarietà, di sussidi, di provvisorietà illimitate che portano a quella fragilità che “fa comodo” in quanto porta a dover dipendere sempre da altri, come bene ha evidenziato il cardinal Bagnasco. Non possiamo sprecare le risorse investite nei giovani per la loro istruzione e la loro formazione, e poi lasciarli per troppi anni nella palude del silenzio o dei contentini fatti di sussidi che non portano a certezze e che abituano all’improduttività, al non sentirsi protagonisti nella propria società o ad essere degli scarti abbandonati, che pesano sulla collettività come macigni. Occorre forse una rivoluzione copernicana che modifichi il nostro assetto di welfare, che si fondi più sul coraggio dell’intraprendenza che sulla staticità del mantenimento dei privilegi acquisiti in tempi di vacche grassissime che elargivano a dismisura, senza pudore e senza pensare al futuro delle nuove generazioni.

Pastorale SOCIALE

PER (NON) CONCLUDERE:.........

VI

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 ottobre 2013

Il Convegno regionale dell’Apostolato della Preghiera

Una via del cuore al servizio del mondo ormai un appuntamento fisso il È Convegno regionale che ogni anno segna l’inizio di un nuovo calendario di attività e di incontri dell’AdP; quest’anno ci siamo ritrovati a Prato ed anche questa volta Livorno era il gruppo più numeroso della toscana: 2 Pullman, nella chiesa di S. Bartolomeo in P.za Mercatale, accolti con grande cuore dal parroco d. Marco. Dopo la recita delle lodi padre Tommaso Guadagno, Direttore nazionale dell’AdP, ci ha ricordato che il Convegno si inseriva: nel processo di ricreazione dell’AdP iniziato tre anni fa e ancora in corso. In questo processo anche lo slogan è cambiato; non più “Pregare e servire”, ma “Una via del cuore al servizio del mondo”; nNel processo di riscoperta e approfondimento della fede; nel convegno nazionale dell’AdP appena concluso avente come tema: “ Investire sulla famiglia” . Ci ha poi offerto una riflessione su: “Custodire, riparare, promuovere la misericordia del cuore per ogni creatura”, per sviluppare la quale è partito a S. Giuseppe, una figura che in questi ultimi mesi è “tornata alla ribalta” nella vita della Chiesa: nello stemma di papa Francesco, accanto al simbolo gesuita (un sole splendente con il monogramma IHS al centro), accanto al simbolo mariano ( una stella ) , c’è un fiore di nardo, simbolo di S. Giuseppe, perché la tradizione vuole che fra tutti i bastoni degli aspiranti alla mano di Maria, solo quello di Giuseppe fosse stato trovato fiorito con un fiore di nardo, ad indicare in lui il prescelto sposo della vergine. Il 1° maggio scorso è anche stato stabilito che il nome di S. Giuseppe venga inserito nelle preghiere eucaristiche II,III, IV. Custodire : S. Giuseppe è il custode silenzioso dei più grandi tesori di Dio: suo Figlio e la madre di Lui. Nel Vangelo di Matteo per tre volte si dice che Giuseppe “ prese con sé la sua sposa” ( Mt 1,24) oppure “ prese con sé il bambino e sua madre” ( Mt 2, 14.21); è la totale assunzione di responsabilità, il non tirarsi mai indietro. Giuseppe è uomo giusto: giustizia che non deriva dall’osservanza della legge, ma dal cercare la volontà di Dio e dal vivere in comunione con Lui. E’ uomo di fiducia che non vuol dire vedere in sé e attorno a sé tutto chiaro, ma vuol dire svuotarsi di sé, perdersi, dimenticarsi in Dio. Al di là dei suoi progetti Giuseppe seppe accogliere il progetto di Dio. Giuseppe è educatore che trasmette al Figlio non solo i segreti del mestiere, ma lo introduce alla Torah. È uomo dal cuore puro, che seppe vedere l’opera di Dio nella Sposa e nel Figlio. Il cuore è il luogo della vita interiore: ama, prega, decide, comprende ….il cuore può avere gli stessi sentimenti che furono di Cristo ( S. Paolo) ma da esso possono anche scaturire invidia, gelosia, contese, discordie…. Il cuore è il luogo della lotta spirituale, lì dove si decide la scelta della vita; ecco perché è importante custodire il cuore, vegliare su di esso, abituandosi a estirpare subito ogni stimolo negativo. Per arrivare a questo padre Guadagno ha suggerito un metodo: la preghiera del cuore, o preghiera del Nome, o preghiera di Gesù: ripetere incessantemente a fior di labbra, ritmandola sul respiro, l’invocazione: “ Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”, o nella sua forma abbreviata: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me” E’ una forma di preghiera inventata dai Padri del deserto del IV secolo per sfuggire alle tentazioni; molto comune tra i Cristiani d’Oriente, costituisce il Rosario ortodosso, è suggerita da un vecchio monaco al pellegrino che desiderava raggiungere l’intimità con Dio ( vedi Racconti del pellegrino Russo e la Filocalia). E’ la preghiera che purifica il cuore, che vi fa nascere una grande misericordia per se stessi,per le persone, per tutta l’umanità, per il mondo, per l’universo tutto. Dopo il pranzo, la rinnovazione della Consacrazione degli Animatori AdP e la consegna del Mandato. Apostolato della Preghiera

L’intervista a PADRE MAURIZIO

La parrocchia di Santa Rosa in festa

50 anni di storia M

ezzo secolo di storia, quello che la parrocchia di Santa Rosa nell’omonimo quartiere si appresta a festeggiare; un momento di festa ma anche un’occasione per fermarsi a riflettere su che cosa è stato fatto e cosa ancora c’è da fare. Ne abbiamo parlato con il parroco Padre Maurizio De Sanctis. Padre Maurizio, nei prossimi giorni scorsi la sua parrocchia celebra la patrona. Che cosa avete organizzato per festeggiare questo evento? «La parrocchia quest’anno compie 50 anni! E vuole festeggiare in grande, "gemellandosi" con la diocesi di Viterbo, la città della nostra patrona santa Rosa. Per l’occasione sarà presente il Vescovo di Viterbo mons. Lino Fumagalli che porterà la reliquia del cuore di santa Rosa. Quel cuore che ha tanto amato Gesù crocifisso, sarà accolto nella parrocchia sabato 26 ottobre alle ore 16.30 nel giardino del “triangolo”. La sera ci sarà una veglia di preghiera con la presenza di Paolo Brosio e Jelena Vasily di Medjugorje. Domenica 27 ottobre invece, alle 10.30 ci sarà la celebrazione del nostro Vescovo Simone Giusti, con la benedizione del pane di santa Rosa; infine dopo la santa Messa delle ore 18,00 ci sarà lo spettacolo-testimonianza di Giacomo Celentano, figlio di Adriano Celentano». Ormai è trascorso qualche

anno dal suo arrivo alla chiesa di Santa Rosa; non solo la parrocchia ma anche il quartiere ha subito un’evoluzione: che cosa è cambiato, cosa pensa che dovrebbe ancora cambiare? «La parrocchia è diventata una vera e propria famiglia. La presenza sempre più numerosa dei bambini, giovani e famiglie, manifestano una parrocchia viva, giovane e dinamica. La chiesa è letteralmente al “collasso” e non riuscirebbe ad ospitare altri fedeli. La partecipazione è davvero straordinaria anche nei giorni feriali. Lo scorso anno abbiamo distribuito più di cinquantamila comunioni! Sono molte le cose che dovrebbero ancora cambiare soprattutto da un punto di vista spirituale ma per ora ringrazio il Signore delle “belle cose” che sta compiendo nella nostra comunità parrocchiale». Come sacerdote e parroco, insieme con la sua comunità lo scorso anno avete sostenuto economicamente una famiglia per evitare un’interruzione di gravidanza; che cosa ci può raccontare di quest’esperienza, ricevete notizie dalla famiglia? «Siamo sempre vicini alla famiglia della bimba nata grazie all’aiuto della parrocchia. Attualmente sono molte le famiglie che si rivolgono alla nostra comunità parrocchia e, non solo per un aiuto economico, ma anche per essere incoraggiati, sostenuti e guidati spiritualmente».

Questa è una delle tante iniziative che la parrocchia sostiene, ce ne sono altre? «La parrocchia ha diverse iniziative: con la Caritas aiutiamo circa 80 famiglie in difficoltà; con i giovani cerchiamo di raggiungere i giovani “lontani”; con bambini organizziamo alcuni "regalini" da portare alle persone anziane e malate. Stiamo anche per far nascere un vero e proprio “Istituto di

santa Rosa” per la formazione di medici, psicologi e personale sanitario con il riconoscimento del MIUR e l’accreditamento formativo dell’ordine dei medici. Quest’anno inoltre, dopo la festa di santa Rosa, riprenderanno le adorazioni Eucaristiche del giovedì alle ore 21.00 che vedono sempre una grande partecipazione di fedeli». Martina Bongini

Piccoli e grandi riuniti per far festa ad un «amico speciale» che è venuto a Livorno

Un giorno con don Bosco

alloncini colorati, P giovani, musica e tifo da stadio: così l’urna di don Bosco è stata accolta sabato scorso nella nostra città. E, c’è da giurarci, don Bosco non avrebbe potuto desiderare niente di meglio, lui che ha speso la sua vita per i ragazzi. Lui che insegnava ad affrontare la vita col sorriso sulle labbra, in allegria e senza scoraggiarsi, lui che è stato capace di far nascere una congregazione che conta attualmente 5000 opere salesiane sparse per il mondo. Dal suo seme è nato un albero dai molti rami, una famiglia numerosa che, al suo arrivo, era lì pronta a stringersi a lui in un abbraccio pieno di riconoscenza: Figlie di Maria Ausiliatrice, ex allievi, cooperatori, studenti, catechisti e animatori … dai più piccoli agli adulti, non mancava nessuno ad accogliere un santo che è soprattutto padre, fratello,

amico, compagno di viaggio. L’urna è arrivata in piazza Damiano Chiesa dopo aver fatto un breve giro della città, e subito è stata presa in consegna dai giovani. Chitarre elettriche, percussioni, microfoni e voglia di cantare la propria gioia: così don Bosco è stato “scortato”fino alla chiesa dei salesiani, seguito da un corteo di persone colorato e festoso. Nelle parole del parroco, don Gino Berto, il calore di un senso di appartenenza: “accogliamo il nostro amico così caro, così importante, oggi un Santo è venuto a casa nostra per stare insieme a noi”. E “stare insieme” è proprio l’espressione che meglio ha caratterizzato l’intera giornata. Stare insieme a don Bosco, guardare il suo volto sereno, addormentato nel riposo eterno, pregare con lui, ripercorrere la sua vita per entrare sempre più in quella

che era la sua spiritualità. Il continuo pellegrinaggio di persone ha testimoniato questa vicinanza del cuore, una vicinanza che travalica confini di tempo e spazio, rendendo questo santo più presente che mai. Molti dunque sono stati i visitatori anche provenienti da fuori città se non addirittura da altre regioni come il Trentino, che durante l’intera giornata hanno reso omaggio a questo sacerdote della strada, vicino agli ultimi. Uno dei momenti culminanti è

stato sicuramente la messa celebrata alle 18 da Monsignor Giusti davanti a una chiesa letteralmente stracolma. Davanti all’urna di don Bosco circondata da bambini e ragazzi, il Vescovo ha sottolineato la capacità che questo Santo aveva di sorridere: “Don Bosco sapeva comunicare la gioia che aveva dentro combattendo la povertà ed oggi qual è la nostra povertà? La mancanza di amore e lui vuole proprio insegnarci ad amare!”. Ed un’altra messa, celebrata stavolta a mezza-

notte, puntella una giornata intensa di preghiera, quasi fosse un nuovo Natale, ma per il Santo della nostra congregazione, ammette don Gino nell’omelia, non potevamo fare diversamente, restando in sua compagnia, uniti nell’ascolto della Parola di Dio. La notte è poi trascorsa in preghiera, animata dai vari membri della congregazione i quali, come veri figli, non hanno avvertito la stanchezza di una giornata densa di emozioni, paghi solo di stare accanto a questo piccolo grande uomo, dal cuore immenso. “Scendi nelle strade e insegna ancora, insieme a te cammineremo” hanno cantato a don Bosco i suoi ragazzi e, alla sua partenza, il regalo che rimane è proprio questo: la consapevolezza che don Bosco non è lontano, confinato in una dimensione astratta, ma continua instancabile a camminare nelle nostre strade col suo sorriso che sa di promessa … “Vi aspetto tutti in Paradiso!” Benedetta Agretti

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 ottobre 2013

Il Movimento del MESSAGGIO DI FATIMA

VII

A proposito del gesto di Papa Francesco

Respirare l’aria di Fatima....a San Pietro

Perché la consacrazione a Maria?

In pellegrinaggio dal Santo Padre

onsacrare alla Madonna il «affidarsi Cministero papale significa con fiducia a Lei, affinché lo aiuti, protegga e guidi; affinché Ella sia il suo esempio di consegna a Dio, di attento ascolto della sua Parola, di disponibilità verso la sua volontà, di docilità verso lo Spirito Santo, di preghiera. Papa Francesco, consapevole della difficoltà e delle esigenze della missione affidatagli, sente la necessità dell’aiuto materno di Nostra Signora. Come Papa, lui continua nella Chiesa il ministero di Pietro, come colui che presiede nella carità la «Se Dio è il vero comunione delle Chiese. principio Se Dio è il vero e fondamento principio e dell’unità fondamento della Chiesa, dell’unità della Chiesa, il Successore il Successore di Pietro ha la di Pietro ha missione di la missione rendere rendere visibile, di visibile, attraverso il suo attraverso il ministero, Dio, suo ministero, principio e Dio, fondamento principio e dell’unità della fondamento dell’unità fede e della della fede e della comunione comunione ecclesiale» ecclesiale. E questa sua missione è un vero e proprio “ministero”, cioè un servizio, nella sequela di Gesù, venuto non per essere servito ma per servire. Il Papa è il “Servo dei servi di Dio”, al servizio nella Chiesa per l’unità, la verità e la carità. Questa missione è impossibile da realizzare con le sole proprie forze, ragione per cui Francesco ha chiesto di consacrare alla Vergine il suo ministero». La consacrazione è già stata fatta in passato? Quante volte e da chi? « Papa Pio XII consacrò varie volte il mondo a Maria, ma è stato Giovanni

CURIOSITÀ DEL PELLEGRINAGGIO I Pellegrini sono rimasti molto contenti di avere partecipato a questo pellegrinaggio, e anche di tutta l’organizzazione . Diverse persone ci hanno detto che si sono emozionate al passaggio della Madonna. Addirittura una signora di Antignano della parrocchia di Santa Lucia, di 90 anni, con uno spirito giovanile e molto attiva, ha detto che per lei è stata una esperienza meravigliosa e vuole ripeterla! I pellegrini provenivano da diverse parrocchie di Livorno e 15 da Rosignano e poi nel pullman da Montecatini Terme vi erano persone di Lucca, Pistoia, Monsummano Terme , Traversagna , Cintolese , Prato e Firenze. Avevamo donato a ciascuno una busta contenente un piccolo libricino con il Rosario , un cartellino di riconoscimento con i loghi del Movimento, un opuscolo con tutti i messaggi della Madonna di Fatima.

l 12-13 Ottobre il Movimento del Messaggio di Fatima Diocesi di Livorno, ha organizzato un Pellegrinaggio Nazionale a Roma in occasione della Giornata Mariana Mondiale . Siamo partiti con due pullman e un pulmino tutti occupati da pellegrini desiderosi di vivere questo evento mondiale e si è unito a noi anche un pullman proveniente dal nord Italia. Nel giorno dell’anniversario dell’ultima apparizione della Beata Vergine Maria a Fatima (13 ottobre 1917), il Santo Padre ha richiesto la statua originale che si trova nella Cappellina delle Apparizioni del Santuario Portoghese per chiudere l’Anno della Fede e per consacrare il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Questo grande

I

evento ha richiamato in Piazza San Pietro molte associazioni di spiritualità mariana provenienti da tutto il mondo. Il nostro Movimento, che ha origine nel Movimento del Messaggio di Fatima portoghese, in unione col Santuario di Fatima, ha voluto essere presente, dopo il comunicato che il Santuario ha reso pubblico dopo la richiesta del Santo Padre, il 13 settembre scorso. Abbiamo vissuto momenti molto emozionanti al passaggio della

Madonna di Fatima salutata con lo sventolio dei fazzoletti bianchi, come è solito fare in Santuario e dalla processione dei numerosi stendardi, tra cui lo stendardo del Movimento; possiamo dire che, dopo tanti anni di viaggi in quella Terra Benedetta , abbiamo avuto la sensazione che Fatima si fosse spostata in Piazza San Pietro. Toccante è stato vedere il Santo Padre in atteggiamento filiale all’accoglienza di questa cara Immagine, alla celebrazione erano presenti mille sacerdoti

di tutte le parti del mondo, tra cui i nostri don Rosario e don Luca, e alla fine il Santo Padre ha consacrato l’umanità al Cuore Immacolato di Maria. Questo anno 2013 è stato molto significativo, in quanto Papa Francesco, subito dopo la sua elezione chiese al Patriarca di Lisbona di consacrare il suo Pontificato alla Vergine di Fatima , tanto che il 13 maggio la Conferenza Episcopale Portoghese aderì alla realizzazione di questa richiesta. Insieme a questo

desiderio di Papa Francesco, ancora un’altra richiesta giunse all’Arcivescovo di Rio de Janeiro, quella di consacrare la Giornata Mondiale della Gioventù e tutti i giovani alla Madonna di Fatima . Ringraziamo la Vergine per questi due giorni di forte spiritualità, e tutti i nostri collaboratori, in particolare la presidente dell’Apostolato della Preghiera per la preparazione dei distintivi per i pellegrini. Alessandra e Silvia M.M.F.

I NOSTRI AMICI PORTOGHESI responsabili del Movimento del IOttobre Messaggio di Fatima il giorno 13 sono stati invitati ad andare sul sagrato per la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Santo Padre, e con grande gioia hanno incontrato i cari amici di una parte della Delegazione Portoghese che opera nel Santuario di Fatima: Padre Carlos Cabecihas, rettore del Santuario, Leopoldina Simoes del Centro Comunicazioni Sociali, Antonio Valinho segretario del Rettore, nonché responsabile dei viaggi delle statue pellegrine e alcuni custodi della Cappellina delle Apparizioni, che hanno accompagnato la statua di Nostra Signora di Fatima a Roma.

Paolo II che nel 1984, davanti alla statua di Nostra Signora di Fátima, a Roma, consacrò il mondo e la Russia al Suo Cuore Immacolato, in unione con i vescovi del mondo intero. Dopo, la veggente Lucia confermò che l’atto di consacrazione era in consonanza con la richiesta di Nostra Signora. Nel 2000, durante il Giubileo dei Vescovi, lo stesso Wojtyla consacrò il nuovo millennio a Maria, sempre davanti alla stessa effigie, a Roma» Padre Carlos Cabecinhas, rettore del santuario di Fatima POTETE TROVARE L’OMELIA DI PAPA FRANCESCO IN OCCASIONE DELLA CONSACRAZIONE A MARIA DEL 13 OTTOBRE SCORSO SU: http://www.vatican.va/holy_father/fra ncesco/homilies/2013/documents/pap a-francesco_20131013_omeliagiornata-mariana_it.html

VIII

TOSCANA OGGI 27 ottobre 2013

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 38 del 27 ottobre 2013