Issuu on Google+

Jkfi`X CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X > ` La civiltà greca BÊ[Yedec_WZ[bbÊWdj_YW=h[Y_W BWfb_i :k[ceZ[bb_Z_]el[hde07j[d[[IfWhjW f Educazione alla Cittadinanza  DY\]eg[jYraYa]ja]g__a DY\]eg[jYraYaf\aj]llYafAlYdaY Y

BWh[b_]_ed[Z[_=h[Y_ il MITO La

nascita di Atena

C CXZ`m`ck~[`IfdX ` `ck~ [` I

( * * + , 

. / ''&

?j[cfb_ ?iWYh_ÓY_"]b_ehWYeb_[b[\[ij[ B[Eb_cf_WZ_

'' ''( ''( '')

ALPPFBONan]j]f]ddÁYfla[Y?j][aY a ?bj[Wjhe BWYkbjkhW[bÊWhj[ BÊ[ifWdi_ed[d[bC[Z_j[hhWd[e

'* ', '- '.

ALPPFBODYEY_fY?j][aY BÊ[i[hY_je[bWÔejjW B[]k[hh[f[hi_Wd[ ?CWY[Zed_kd_ÓYWdebW=h[Y_W BÊ_cf[heZ_7b[iiWdZheCW]de

'/

 ?f`dgXiXkfX%%%

CË@kXc`XXek`ZX BWY_l_bj}Z[_9Wckd_ FWbWÓjj[[j[hhWcWh[Z[bbWF_WdkhWfWZWdW BWY_l_bj}dkhW]_YW BWY_l_bj}Z[_9[bj_ BWY_l_bj}l_bbWdel_WdW B_]kh_[L[d[j_ F_Y[d_[KcXh_ IWdd_j_[IWX_d_ ?jWb_[8hkp_ I_YWd_";b_c_[I_Ykb_ kb_ Gli Etruschi B[Y_jj}Z[bbÊ;jhkh_W _W BWieY_[j}[jhkiYW W ALPPFBONan]j]af=ljmjaY f =ljmjaY BWh[b_]_ed[ ;ifWdi_ed[[Z[Yb_deZ[]b_;jhkiY^_  ?f`dgXiXkfX%%%

(& (' (( ()

(* (, (. (/ )& )' )( ))) ))) ))) ))* ))*

il MITO La

leggenda di Romolo e Remo

?bf[h_eZeZ[bbWcedWhY^_W BWieY_[j}hecWdW BWdWiY_jWZ[bbWh[fkXXb_YW B[bejj[Z[_fb[X[_ B[b[]]_hecWd[ HecW[_bike[i[hY_je

*-  *. */ +& +' +(

CË@dg\ififdXef Beil_bkffeZ[_Yecc[hY_ KdWÓjjWh[j[Z_ijhWZ[ B[WX_jWp_ed_hecWd[ HecW¼YWfkjckdZ_½ ?bj[cfeb_X[heWHecW ?bYh_ij_Wd[i_ce BÊ?cf[hehecWdeZ_l[djWYh_ij_Wde h_ij_Wde BWYh_i_Z[bbÊ_cf[he ?=[hcWd_ BÊ_cf[hei_Z_l_Z[ BWÓd[Z[bbÊ?cf[hehecWdeZÊEYY_Z[dj[ ?f`dgXiXkfX%%% ?f`dgX ?f`dgXiXkfX%%% f `dgXiXkf iXkf X %%%%%%

)).

*)

*,

ALPPFBONan]j]f]ddÁYfla[YJgeY +* BWh[b_]_ed[ +, HecWYedgk_ijWbÊ?jWb_W +- HecWYedgk_ijW_bC[Z_j[hhWd[e +. 9edÔ_jj_ieY_Wb_ ,& B[]k[hh[Y_l_b_[bWYh_i_Z[bbWh[fkXXb_YW ,' 9W_e=_kb_e9[iWh[ ,( DWiY[bÊ?cf[hehecWde ,) Educazione alla Cittadinanza  A\ajalla\]ddÁmgeg]dÁm_mY_daYfrY frY ,* ,+  ?f`dgXiXkfX%%%

) )+ )), ))*& *(

**

@ EJ<IKFJ G<:@8C<

4YV NP^bRQ\aaV R YR aR_ZR

,, ,. ,/ -& -( -) -* -+ -, -- -. -/

.&

CXZ`m`ck~ [\c 

(Œ8EEFJ:FIJF?8@JKL;@8KFC8:@M@CKZD@:<E<8:?<E8:HL<E<C ,<CFGFEE<JF LE8G<E@JFC8;<CC8#I<:@8@E:L@ M<IJF@C 8  J@<I8EFJK89@C@K@>C@:?<@ -L<JKŒ8EEFJKL;@<I8@C8 :@M@CKZ>I<:8 :?<;@==LJ<C8GIFGI@8:LCKLI8@EKLKKF @C)<;@K<II8E<F !::<Q@FE8C@=@>LI<;@8IK@JK@ =@CFJF=@ GF<K@  D8K<D8K@:@ LFD@E@GFC@K@:@<J:@<EQ@8K@>I<:@@E=CL<EQ8IFEFG<I CLE>?@J<:FC@C8M@K8<C8:LCKLI8;@KLKK@@GFGFC@;<CDFE;F8EK@:F La Grecia oggi

,A'RECIAġOGGILOSTATOPIÚMERIDIONALEDELLA0ENISOLABALCANICA3ITUATATRAIL -AR)ONIOEIL-AR%GEOHACOSTEMOLTOFRASTAGLIATEECONTACIRCAISOLE,EPIÚFAMOSE ETURISTICHESONOLE#ICLADI LE3PORADIE#RETA)LTURISMOġMOLTOSVILUPPATO GRAZIEALGRANDISSIMOPATRIMONIOARCHEOLOGICODELPAESE!TENE $ELü -ICENE 3PARTA #RETA !NCHEILCOMMERCIOMARITTIMOHAUNNOTEVOLEPESONELLlECONOMIA LA'RECIAPOSSIEDELAQUARTAČOTTAMERCANTILEDELMONDO-OLTOPRATICATOġLlALLEVAMENTO DIPECOREECAPREIPIÚIMPORTANTIPRODOTTIDELLlAGRICOLTURASONOLlOLIOEILVINO

2

cX>i\Z`X

*'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

conoscere la civiltĂ  greca nel periodo del suo massimo splendore; â&#x20AC;˘ a mettere in relazione le caratteristiche ambientali con lo sviluppo della civiltĂ  greca; â&#x20AC;˘ a conoscere le caratteristiche delle pòleis (cittĂ -stato dellâ&#x20AC;&#x2122;antica Grecia); â&#x20AC;˘ ad approfondire aspetti della religione e della vita quotidiana dei Greci; â&#x20AC;˘ a conoscere i riti e le manifestazioni in onore dei loro dèi; â&#x20AC;˘ a capire il ruolo della donna nellâ&#x20AC;&#x2122;antica Grecia; â&#x20AC;˘ a conoscere gli eventi che portarono alla ďŹ ne dellâ&#x20AC;&#x2122;indipendenza delle pòleis greche.

,lACROPOLIERALAPARTEPIĂ&#x161;ALTA EINGENEREFORTIĂźCATA DELLECITTá GRECHE1UELLADI!TENEÄĄLlACROPOLIPIĂ&#x161;FAMOSADELMONDO PERGLISTRAORDINARIMONUMENTI ICUIRESTIATTRAGGONOMOLTISSIMI VISITATORI)NORIGINELlACROPOLIFUILPRIMONUCLEOABITATODI !TENE)NSEGUITODIVENNEINVECEUNLUOGOSACRO CONNUMEROSI TEMPLIESANTUARI)L0ARTENONENELLAFOTOINALTO ÄĄILTEMPIO PIĂ&#x161;MAESTOSO2ISALEAL6SECOLOA#EDERADEDICATOALLADEA !TENA PROTETTRICEDELLACITTá)LTEMPIOCONTENEVAUNASTATUADELLA DEANELLAFOTOALATO ALTAMETRIEREALIZZATAINOROEAVORIO DA&IDIA ILPIĂ&#x161;CELEBRESCULTOREDELTEMPO

3

7836-%

La pòlis COME ERANO ORGANIZZATI I Greci non formarono mai uno stato unico, ma ri-

masero divisi in tante città indipendenti l’una dall’altra. Le chiamarono pòleis (al singolare pòlis), termine che possiamo tradurre con città-stato. Il passaggio del potere dalle mani di un re a quelle di un gruppo ridotto di persone segnò l’inizio delle città-stato. La Grecia era costituita da circa 300 pòleis: alcune poco più grandi di un villaggio, altre molto più vaste, come Atene, Sparta e Tebe. Ogni pòlis aveva il suo governo, le sue leggi e le sue monete; comprendeva, oltre ai centri urbani, anche la campagna circostante, talvolta molto estesa. á La loggia delle Cariatidi Ogni città aveva la propria organizzazione, tuttavia per molti aspetti le pòleis si sull’acropoli di Atene. somigliavano. Tutte le città greche erano infatti edificate sopra un’altura, per essere meglio difendibili dagli attacchi nemici; inoltre sorgevano sempre vicino al mare. La pòlis era formata da due parti ben distinte: s¬ la città alta o acropoli, che rappresentava il centro religioso della pòlis, ospitava i templi dedicati agli dèi, i tribunali e gli edifici pubblici ed era circondata da mura, perché potesse servire da rifugio per i cittadini in caso di attacchi nemici; s¬ la città bassa, che costituiva il centro politico ed economico della pòlis e si sviluppava attorno all’agorà, la piazza principale. Nell’agorà si svolgevano le assemblee pubbliche dei cittadini, ci si riuniva per discutere di affari e si teneva il mercato.

5

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

Due modelli di governo: Atene e Sparta COME ERANO ORGANIZZATI Atene e Sparta furono le due piÚ importanti pòleis

greche: grandi rivali, combatterono fra loro guerre lunghe e sanguinose. Erano però cittĂ -stato molto diverse, a cominciare dalla loro posizione geograďŹ ca.

Atene .' Atene sorgeva nellâ&#x20AC;&#x2122;Attica, vicino al mare, ed era dedita al com%124   mercio e aperta agli scambi culturali con altri popoli; disponeLa parola democrazia deriva dai va di un esercito ben addestrato e della ďŹ&#x201A;otta piĂš potente del termini greci dèmos, ÂŤpopoloÂť, e Mediterraneo. krĂ tos, ÂŤpotereÂť. Si riferisce alla Come altre pòleis greche Atene era passata dalla monarchia forma di governo che riconosce al popolo lâ&#x20AC;&#x2122;esercizio del potere. allâ&#x20AC;&#x2122;oligarchia, un governo in cui solo le famiglie nobili esercitavano il potere. Con il tempo, lo sviluppo della cittĂ  permise ai commercianti e agli artigiani di arricchirsi e di reclamare una partecipazione al governo della pòlis. CosĂŹ nel 508 a.C. venne instaurata la democrazia, una nuova forma di governo in cui tutti i cittadini maschi, riuniti in assemblea, eleggevano i loro rappresentanti e prendevano insieme le decisioni piĂš importanti per la vita della cittĂ . Quella di Atene era però una democrazia imperfetta, perchĂŠ non tutti potevano partecipare alla vita politica: erano esclusi dal voto gli stranieri e i loro discendenti, le donne e gli schiavi. Atene raggiunse il suo massimo splendore nel V secolo a.C., diventando una bellissima cittĂ , ricca di ediďŹ ci magniďŹ ci, e un centro culturale e artistico di enorme importanza. Nelle scuole, che impegnavano i giovani ďŹ no al compimento del diciottesimo anno dâ&#x20AC;&#x2122;etĂ , sâ&#x20AC;&#x2122;insegnava a leggere, a scrivere, a fare calcoli, a suonare uno strumento musicale e a recitare lâ&#x20AC;&#x2122;Iliade e lâ&#x20AC;&#x2122;Odissea di Omero, opere che celebravano le imprese degli eroi greci. Ogni scuola aveva anche una palestra (il ginnasio), dove si praticavano esercizi ďŹ sici. Le ragazze, però, non frequentavano la scuola e imparavano dalla madre a occuparsi dellâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione della casa.

6

7836-%

Sparta

.' %124  

Sparta era una cittĂ -stato situata nella grande penisola del PeloLa parola oligarchia deriva da due ponneso; non ricca, ma molto potente dal punto di vista militare. parole greche: arkhia, ÂŤgovernoÂť, e Gli Spartani, infatti, erano un popolo di guerrieri e non di comolĂ­gos, ÂŤdi pochiÂť. Indica, quindi, mercianti e navigatori come gli Ateniesi. il governo di un piccolo numero di Il governo era in mano a unâ&#x20AC;&#x2122;oligarchia di ricchi proprietari terpersone. Il governo dei re era detto, invece, rieri e di nobili guerrieri: gli spartiati. Tra loro venivano eletti monarchia. Questa parola deriva due re che comandavano lâ&#x20AC;&#x2122;esercito in caso di guerra, mentre dai termini mĂłnos, ÂŤsoloÂť, e arkhia: tutte le decisioni venivano prese dal Consiglio degli Anziani, signiďŹ ca ÂŤgoverno di uno soloÂť. composto di 28 membri che rimanevano in carica ďŹ no alla loro morte. Gli artigiani, i pochi commercianti, i contadini, le donne, gli stranieri e gli schiavi non avevano alcun diritto politico, erano cioè esclusi dalla vita pubblica e non inďŹ&#x201A;uivano sulle decisioni dello stato. Lâ&#x20AC;&#x2122;esercito di Sparta era fortissimo, perchĂŠ gli spartiati dedicavano tutta la vita al servizio militare. Fin dallâ&#x20AC;&#x2122;etĂ  di sette anni i bambini erano tolti alle famiglie per essere addestrati militarmente: venivano abituati allâ&#x20AC;&#x2122;obbedienza e a sopportare le fatiche. A ventâ&#x20AC;&#x2122;anni i giovani entravano nellâ&#x20AC;&#x2122;esercito per restarci ďŹ no a sessanta! Solo dopo aver compiuto trentâ&#x20AC;&#x2122;anni potevano avere una loro famiglia e partecipare al governo della cittĂ , ma dovevano sempre mantenersi in allenamento per essere pronti alla guerra. Lo stile di vita di Sparta era completamente opposto a quello di Atene. Mentre gli Ateniesi avevano una cultura rafďŹ nata e amavano le cose belle e piacevoli, gli Spartani dedicavano la loro esistenza al servizio militare, che era durissimo.

I IMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;9eijhk_iY_kdWjWX[bbWY^[_dZ_Y^_b[ fh_dY_fWb_Z_\\[h[dp[jhW7j[d[[IfWhjW$ â&#x153;&#x201D;H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ Â&#x201D; :el[Wlh[ij_fh[\[h_jel_l[h["WZ  7j[d[eWIfWhjW5Cej_lWbWjkW  h_ifeijW$ Â&#x201D; 9^[YeiWi_]d_Ă&#x201C;YWe]]_bĂ&#x160;[ifh[ii_ed[  Âźl_l[h[_dcWd_[hWifWhjWdW½5

7

Educazione alla

Cittadinanza

Mb!efnpdsb{jb!jfsj!f!phhj La democrazia si può realizzare in due modi: â&#x20AC;˘ democrazia diretta, quando tutti i cittadini, riuniti in assemblea, esprimono direttamente il loro voto favorevole o contrario a una legge o a una proposta; â&#x20AC;˘ democrazia indiretta, quando tutti i cittadini eleggono con il voto i propri rappresentanti, i quali scrivono le leggi, le votano, prendono le decisioni. Il governo ateniese fu il primo esempio di democrazia nella storia dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo. Gli Ateniesi partecipavano alle assemblee e, dopo aver discusso, votavano le decisioni per alzata di mano. Quelle approvate dalla maggioranza diventavano leggi. Si trattava quindi di una democrazia diretta. Oggi, in Italia e nel resto del mondo, la democrazia è invece indiretta. Per il gran numero di cittadini votanti sarebbe infatti impossibile votare per alzata di mano tutte le leggi. Si ricorre quindi alle voĂĄ Cittadini ateniesi votano depositando il proprio tazioni per mezzo di schede gettone nellâ&#x20AC;&#x2122;urna. Questa era unâ&#x20AC;&#x2122;altra forma di ittadielettorali: tutti i cittadivotazione oltre alla piĂš comune alzata di mano. ne) ni (uomini e donne) che hanno compiuto 18 anni hanno il diritto e il dovere di par-tecipare alle elezioni, con le quali eleggono i rappresentanti del popolo. Questi si riuniscono nel Parlamento (formato da Camera dei Deputati e Senato) per discutere e approvare le leggi (vedi geograďŹ a a pagina 106). Questo tipo di democrazia si dice rappresentativa o indiretta. Esistono tuttavia dei momenti in cui, anche in Italia, la democrazia è diretta: per esempio in occasione dei referendum, quando tutti i cittadini sono chiamati a esprimere il proprio voto, favorevole o contrario, su una singola questione.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;B[]]__bi[]k[dj[ZeYkc[djeikbbWZ[ceYhWp_WiYh_jjeZWkdWded_ceWj[d_[i[[h_ifedZ_$

Ă&#x2021;ILPOPOLOCHEFAANDAREAVANTILENAVIEHARESOFORTELACITTgĂ&#x2021;ATUTTAQUESTAGENTECHELACITTg DEVELASUAFORZA3TANDOCOSrLECOSE SEMBRAGIUSTOCHETUTTIPOSSANOAVEREINCARICHINELLOSTATO ECHESIAPOSSIBILE ACHIUNQUELOVOGLIA PARLARENELL´ASSEMBLEA Â&#x201D; I[_ZĂ&#x160;WYYehZeYedgk[bbeY^[^W_b[jje5F[hgkWb[cej_le5 â&#x153;&#x201D;<WY[dZej_W_kjWh[ZWbbĂ&#x160;_di[]dWdj["Y[hYWZ__d\ehcWhj_i[WdY^[_Y_jjWZ_d__jWb_Wd_ded[b[jj_feiiede fhefehh[kdWb[]][_dFWhbWc[dje$

8

Educazione alla

Cittadinanza

Mb!efnpdsb{jb!joejsfuub!jo!Jubmjb Vediamo in che cosa consiste la democrazia indiretta, diretta, attraverso le elezioni. ?bFh[i_Z[dj[Z[bbWH[fkXXb_YW"YWfe Wfe Z[bbeIjWje"_dZ_Y[e]d_Y_dgk[Wdd_ dd_ b[[b[p_ed_feb_j_Y^[$

?fWhj_j_feb_j_Y_fh[i[djWde_bbehe fhe]hWccW[b[jjehWb[[_behe YWdZ_ZWj_"Y_e„b[f[hied[Y^[i_ YWdZ_ZWdef[h[ii[h[[b[jj[$ ?YWdZ_ZWj__bbkijhWdeW_Y_jjWZ_d_ b[behe_Z[[[_behefhe]hWcc_$

I_j[d]edeb[lejWp_ed_$D[_ b j _ ]_ehd_ijWX_b_j__Y_jjWZ_d_i_ h[YWdeWbi[]]_e[b[jjehWb[[Z [ifh_cede_bbehelejeikkdW iY^[ZW$

=b_iYhkjWjeh_"WbbWÓd[Z[bb[ lejWp_ed_"[ijhW]]edeb[ iY^[Z[ZWbb[khd[[fheY[Zede WbYedj[]]_eZ[_lej_$

Oggi tutti i cittadini, uomini e donne, ricchi e poveri, hanno pari diritti e possono partecipare alla vita politica quando diventano maggiorenni. Il voto esteso a tutti è una grande conquista: in Italia, per esempio, le donne possono votare solo dal 1946.

?dXWi[Wbdkc[heZ[_lej_ b Z Y^[^Wddeejj[dkje"_ hWffh[i[djWdj_[b[jj_d[_ Z_l[hi_fWhj_j_[djhWdeW\Wh fWhj[Z[bFWhbWc[dje$

Ü Una donna vota, per la prima volta, per il referendum su Monarchia o Repubblica del 2 giugno 1946.

) )MPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWbeiY^[cWgk_iefhW[if_[]WYec[_Y_jjWZ_d_[b[]]ede_behe hWffh[i[djWdj__dFWhbWc[dje$ ✔H_ifedZ_WbbWZecWdZW$ ” D[bbWfb_iWj[d_[i[jkjj__Y_jjWZ_d_fej[lWdefWhj[Y_fWh[WbbWl_jWfeb_j_YW5

9

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

La religione dei Greci IN CHE COSA CREDEVANO O Co Come la maggior parte dei popoli antichi, anche i Greci

erano politeisti. Le divinitàà erano immaginate con sembianze umane; degli uomini condividevano le passioni, le virtù e i vizi: si innamoravano, si arrabbiavano e spesso bisticciavano tra loro. Erano però immortali e godevano di un’eterna giovinezza. I Greci erano convinti che gli dèi intervenissero nella loro vita, perciò era molto importante ottenere il loro favore. La sede degli dèi era il Monte Olimpo, la montagna più alta della Grecia. Q\lj"i_]deh[Z[bY_[be [Z[bbÊEb_cfe"[hW_b fWZh[Z_jkjj_]b_Z„_ [iYW]b_WlW\kbc_d_ik]b_ kec_d_f[hfkd_hb_$

<iX"ce]b_[Z_ P[ki"fhej[]][lW_ cWjh_ced_$

8gfccf ]k_ZWlW_b YWhheZ[b Ieb[[Z[hW _bZ_eZ[bbW fe[i_W[ Z[bbWcki_YW$

8[\[hW_bZ_eZ[b h[]deZ[_cehj_$

8ik\d`[\[hW bWZ[WZ[bbW YWYY_W[Z[bbW BkdW$ 8k\eX"Ó]b_W Z_P[ki"[hW bWZ[WZ[bbW iWf_[dpW[bW fhej[jjh_Y[ Z[bb[Whj_[ Z[bb[iY_[dp[$ Gfj\`[fe\"\hWj[bbe Z_P[ki[7Z["[hW_b Z_eZ[bcWh[$

8]if[`k\[hWbW Z[WZ[bbWX[bb[ppW [Z[bbÊWceh[$

10

8i\j[hW_bZ_e Z[bbW]k[hhW$

il MITO

La nascita di Atena JhWb[cebj[Z_l_d_j}]h[Y^["7j[dWdWYgk[_dceZeZWll[hekd_Ye$ ;YYeY^[YeiWhWYYedjW_bikec_je$

!TENA ¼GLIAPREDILETTADI:EUS NACQUEINMANIERAASSAISINGOLARENON EBBEMADRE MAUSCrDALCERVELLODI:EUS 5NGIORNO ILPADREDEGLIDnISISVEGLIwCONUNFORTISSIMOMALDITESTA CHESI FACEVADIORAINORAPI|INSOPPORTABILE TANTOCHECHIAMw%FESTO ILSUOFABBRO DIVINO EGLIORDINwDISPACCARGLILATESTACONUNCOLPOD´ASCIA 1UESTIDAPPRIMAESITw POI DIFRONTEALL´INSISTENZADI:EUS INSSISTENNZADI:EUSS DOVETTEUBBIDIRE )MPROVVISAMENTEACCADDEUN NTEACCADDEUUN FATTOSTRAORDINARIO NAARIO DALLAFERITABALZw BALLZw FUORIUNAGIOVA OVAA NEDEA BELLISSI SI MA ARMATADITUTTOPUN N TOCONLANCIA ELMO SCUDOECORAZZA %RANATA!TENA CHESUBITOSIMANIFESTw w COMEUNADIVINITgGUERRIERALANCIANDO O GRIDADIVITTORIAEBALLANDODANZEDI GUERRA,ASUA PERw ERAUNAGUERRA CONDOTTACONASTUZIAEORDINE NON CONFEROCIAESPARGIMENTODISAN GUECOMEACCADEVAPERLAGUERRA DELDIO!RES!TENATENEVASOPRAT TUTTOALLAGIUSTIZIA ALLASAGGEZZAE E ALLALEALTgEPROVAVARIPUGNANZAPER PERR OGNIAZIONECRUDELE

$ $%.42/),-)4/ â&#x153;&#x201D;H_ifedZ_Wbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ Â&#x201D; 9^_[hW7j[dW5 ¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ Â&#x201D; ?dgkWb[ceZedWYgk[5 ¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ Â&#x201D; 9^[Wif[jjeWl[lW5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ Â&#x201D; GkWb[hWbWZ_\\[h[dpWjhWbW]k[hhWZ_7j[dW[gk[bbWZ_7h[i5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

11

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

I templi IN CHE C CO COSA O S CREDEVANO C D O In ogni cittĂ  greca venivano co-

ĂĄ Resti di un tempio greco a DelďŹ .

struiti t iti templi li iin onore d degli li d dèi; il piĂš importante era il tempio dedicato al dio o alla dea che proteggeva la pòlis. I templi non erano considerati luoghi di culto, bensĂŹ dimore degli dèi quando questi scendevano sulla Terra. I riti religiosi, infatti, non si svolgevano al loro interno, ma su altari collocati nei vari punti del centro abitato. I templi erano grandi e riconoscibili, avevano un basamento a gradoni ed erano circondati da un ampio colonnato di marmo che serviva a sorreggere lâ&#x20AC;&#x2122;ediďŹ cio. La facciata principale era decorata con statue e bassorilievi che rappresentavano scene mitologiche. Allâ&#x20AC;&#x2122;interno del tempio, in una cella, era posta la statua della divinitĂ  protettrice della cittĂ ; questo luogo era accessibile solo ai sacerdoti.

I sacrifici, gli oracoli e le feste IN CHE COSA CREDEVANO O Co Come sai, per i Greci era fondamen-

tale ottenere la benevolenza degli dèi e, per ottenerla, erano soliti sacriďŹ care animali in loro onore. Per lo stesso motivo, prima di prendere ogni decisione importante, interrogavano le divinitĂ . Le risposte erano affidate ai sacerdoti e alle sacerdotesse, intermediari degli dèi, attraverso gli oracoli: messaggi che spesso non erano chiari e avevano, quindi, bisogno di interpretazioni. Appartenere alla pòlis signiďŹ cava partecipare al culto degli dèi della cittĂ , alle feste, alle processioni e alle cerimonie che venivano organizzate presso i templi. Ad Atene, ogni quattro anni, si tenevano celebrazioni in onore di Atena, che si concludevano con una processione verso il Partenone.

Ă&#x153; Scena di sacriďŹ cio in onore degli dèi rafďŹ gurata su un vaso di ceramica.

12

.' %124   Il termine oracolo deriva dal verbo latino orare, cioè «parlare», e si riferisce alla risposta della divinità riferita per bocca di un sacerdote.

7836-%

Le Olimpiadi In onore degli dèi si svolgevano ogni anno più di cento giochi diversi, ai quali partecipavano atleti provenienti da tutta la Grecia e dalle colonie. I giochi più importanti erano le Olimpiadi, gare di atletica in onore di Zeus che si svolgevano ogni quattro anni a Olimpia. Le gare si svolgevano in estate e duravano cinque giorni; il sesto giorno era dedicato alla premiazione dei vincitori. In occasione dei giochi olimpici veniva concordata una «tregua sacra» fra le città che erano in guerra; ciò permetteva agli atleti e agli spettatori di recarsi a Olimpia senza pericolo. Ai giochi potevano partecipare solo i cittadini greci; erano esclusi gli stranieri, gli schiavi e le donne. Gli atleti vincitori non ricevevano premi, ma solo onore e fama, simboleggiati da una corona di alloro che veniva posta sul loro capo. Non si gareggiava per denaro, ma solo per dimostrare il proprio valore. Le Olimpiadi si svolsero per la prima volta nel 776 a.C. e furono un evento talmente straordinario che i Greci iniziarono a contare gli anni a partire da quella data. Le principali discipline sportive in cui si cimentavano gli atleti erano il pentathlon (che comprendeva cinque specialità: corsa, salto in lungo, salto in alto, lancio del disco e lancio del giavellotto) e la corsa delle quadrighe, agili carri trainati da quattro cavalli. Vi erano anche gare violente come il pugilato e la lotta, che a volte potevano essere mortali. In tutte le discipline, tranne le corse con i carri, gli atleti gareggiavano nudi, con il corpo unto di olio. B[Eb_cf_WZ_iedekdWZ[bb[ jWdj[jhWZ_p_ed_Y^[_=h[Y_^Wdde I giochi olimpici vennero proibiti nel 393 d.C. dall’imperatore bWiY_WjeWbbWdeijhWY_l_bj}$:Wb'./," romano Teodosio, quando già da circa 500 anni la Grecia era e]d_gkWjjheWdd_"i_ileb]ede_d stata conquistata dai Romani. Soltanto nel 1896 le Olimpiadi kdWdWp_ed[i[cfh[Z_l[hiW[l_ furono ripristinate, dopo 15 secoli di interruzione. ]Wh[]]_WdeWjb[j_Z_jkjje_bcedZe$ BÊ?jWb_Wd[^Weif_jWj[jh[[Z_p_ed_0 gk[bbWZ_HecWZ[b'/,&"h[bWj_lW ) )MPAROASTUDIARE W_]_eY^_[ij_l_"gk[bbWZ_9ehj_dW ZÊ7cf[ppeZ[b'/+,[gk[bbW ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ije"Yed_bYebeh[l[hZ["b[fh_dY_fWb_ h[Y[dj_ii_cWZ_Jeh_de(&&," Z_iY_fb_d[ifehj_l[_dYk_i_Y_c[djWlWde]b_Wjb[j_]h[Y_$ h[bWj_l[W_]_eY^__dl[hdWb_$ ✔Ileb]_kdWh_Y[hYWf[hiWf[h[gkWb_jhWb[]Wh[Z[bbÊ[feYW i_ileb]edeWdYehWe]]_$

6DLFKH

13

ALPPFBO

Nan]j]f]ddÁYfla[Y?j][aY R Reperti ti archeologici, h l i i artistici ti ti i e architettonici, hit tt i i ma anche oggetti di vario tipo, come anfore e vasi, e preziose testimonianze scritte hanno fornito agli storici numerosi dettagli sulla vita quotidiana dei Greci.

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

-F B C JUB[JP OJ

,ECASEDEGLIARISTOCRATICIEDEIRICCHIMERCANTI ERANOAUNOODUEPIANI CONUNGRANDECORTILE CENTRALE)LTETTOERACOPERTODITEGOLEEILPAVIMENTO CONLASTREDIPIETRAOPPURECONTAPPETIESTUOIE ,EABITAZIONIDELLAGENTECOMUNEERANOPOVERE CONDUEOTRESTANZETTEALPIANTERRENO%RANO COSTRUITEINLEGNOOINMATTONIESSICCATIALSOLE )LTETTOERADIPAGLIAIMPASTATOCONARGILLAEI PAVIMENTIDITERRABATTUTA

ALPPFBO

- ™ B C C J H MJ B N FOUP

,,EDONNEINDOSSAVANOUNATUNICADILINOBIANCO CHIAMATA E CHITONE ESIAVVOLGEVANOCONUNAMANTELLINADILANA DETTA CH PEPLO'LIUOMINISOPRALATUNICAINDOSSAVANOUNMANTELLOCORTO P CLAMIDE ,ECALZATUREERANOCOMUNEMENTESANDALISTRINGATI C MENTRECHIFACEVALUNGHIVIAGGIINDOSSAVASTIVALIDIPELLE M

- ™ BMJ N FOUB[J P O F

4UTTII'RECIMANGIAVANOPANED´ORZO PURnDIFAVEEDI LENTICCHIE CIPOLLE AGLIO OLIVECRUDEEMOLTOFORMAGGIO -OLTOUSATOERAL´OLIODlOLIVACHESERVIVAPERCUCINARE MA ANCHEPERALIMENTARELELAMPADEEPERLACURADELCORPO 33PESSOAD!TENEVENIVANOORGANIZZATISONTUOSI BANCHETTITRAFAMIGLIEBENESTANTI.ELLA PRIMAPARTEDELBANCHETTOSISVOLGEVALACENA DURANTELAQUALESIMANGIAVANOCARNE PESCI CROSTACEI INSALATE FRUTTAEDOLCI.ELLASECONDA PARTE ILSIMPOSIO SIBEVEVANOVINIDIOGNI PROVENIENZA DOPOAVERBRINDATOA$IwNISO DIO DELVINO)LBANCHETTOERAACCOMPAGNATODA CANTI MUSICHEEDANZE

14

-F E P O O F

,EDONNEERANOCONSIDERATEINFERIORIALL´UOMO,ALOROVITA SISVOLGEVAALL´INTERNODELLACASAPATERNAODELMARITO )NTORNOAIQUINDICIANNILERAGAZZEVENIVANODATEINMOGLIE AUOMINIDISOLITOMOLTOPI|VECCHIDILORO!ESSESPETTAVA ILCOMPITODIPRENDERSICURADELLACASAEDEIüGLIEDI OCCUPARSIDELLATESSITURADEIVESTITIPERTUTTIIFAMILIARI ,EDONNERICCHEVIVEVANOINUNAPARTEDELLACASARISERVATA SOLOALORO CHIAMATA¦GINECġO§0OTEVANOUSCIRESOLOPER FARVISITAADALTREDONNEOPERPARTECIPAREAIRITIRELIGIOSI !3PARTALEDONNEBENESTANTIGODEVANODIMAGGIORE LIBERT÷NONVIVEVANONELGINECnOENONSIOCCUPAVANO DEILAVORIDOMESTICI CHEVENIVANOSVOLTIDALLESCHIAVE INOLTRE ALPARIDEGLIUOMINI PRATICAVANOATTIVIT÷üSICA¼N DAPICCOLE PERCHmSIPENSAVACHELEDONNEFORTIAVREBBERO GENERATO¼GLISANIEROBUSTI *# " .#*/*

,ANASCITADIUNBAMBINOMASCHIOERAANNUNCIATAPONENDOUNA GHIRLANDADIFOGLIEDIULIVOSULLAPORTADICASA QUELLA DIUNABAMBINACONUNAGHIRLANDADILANA)BAMBINI AVEVANODIVERSIGIOCATTOLI CHEPERLOPI|COSTRUIVANODA SOLITROTTOLE BAMBOLESNODABILI CARRETTINIDATRAINARE !LL´APERTOGIOCAVANOAMOSCACIECAEANASCONDINO CONIL CERCHIO CONLAPALLAECONISASSOLINI!NCHELESTATUINE DITERRACOTTAERANOUNGIOCOMOLTOAMATOSTATUINEDI CAVALIERI DIPINTECONCOLORIVIVACI SONOSTATERITROVATEDAGLI ARCHEOLOGIINALCUNESEPOLTUREDIBAMBINI

-"4$60-"

)N'RECIANONESISTEVANOSCUOLEPUBBLICHE)MASCHIFREQUENTAVANOLE LEZIONIDIMAESTRIPRIVATI CHEINSEGNAVANOLOROMATEMATICA STORIA POESIA DANZAEMUSICA,EBAMBINENONFREQUENTAVANOLASCUOLA MA IMPARAVANODALLEDONNEDELLAFAMIGLIAAPULIRELACASA A¼LARE ATESSERE EADACCUDIREIPI|PICCINI3OLOLE¼GLIEDEIRICCHIAVEVANOLAPOSSIBILITg DISTUDIARE MASENZAANDAREASCUOLALEFAMIGLIEFACEVANOVENIREI MAESTRIACASA

15

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

Il teatro CHE COSA SAPEVANO FARE I Greci sono considerati gli inventori del teatro. Sembra

che questa forma d’arte sia nata durante le feste religiose in onore di Diòniso (dio del vino e della giovinezza), che si tenevano ogni quattro anni ad Atene. Le danze e i canti con cui era celebrato il dio divennero con il tempo veri e propri spettacoli, seguiti con grande entusiasmo da tutta la popolazione. I Greci inventarono due tipi di rappresentazione: la tragedia e la commedia. Le tragedie raccontavano storie serie che suscitavano pietà o paura; le commedie narravano vicende di amori contrastati, erano ricche di battute comiche e con un lieto fine. L’amore dei Greci per il teatro era considerevole. La gente rimaneva sulle gradinate dall’alba al tramonto, anche per alcuni giorni consecutivi; gli spettatori portavano con sé il cibo necessario e, se lo spettacolo era scadente, protestavano rumorosamente! Per i più poveri l’ingresso era gratuito, perché per i Greci il teatro aveva anche la funzione di educare. Si pensa che anche le donne potessero assistere agli spettacoli. Tra la scena e le gradinate dove stava il pubblico agiva il coro che, cantando, commentava alcuni momenti dello spettacolo, rivolgendosi ora agli attori, ora al pubblico.

6DLFKH Iebe]b_kec_d_fej[lWde\Wh[]b_ \Wh[]b_ Wjjeh_[_dj[hfh[jWlWdef[hY_ hY_ WdY^[b[fWhj_\[cc_d_b_$F[h F[h h[Y_jWh[i_Yefh_lWde_blebje je YedkdWcWiY^[hW"Y^[ i[hl_lWWdY^[f[hWcfb_ÓYWh[ Wh[ bWleY[$F[hWjj_hWh[f_’ if[jjWjeh_\khede_dl[djWj_ j_ Z[]b_[\\[jj_if[Y_Wb_0 f_WjjW\ehc[]_h[leb_"]hkf[h [h \WhiY[dZ[h[]b_Z„_ZWbY_[be [be eXejeb[f[h\WhiYecfWh_h[_ h[_ f[hiedW]]_$

16

à Il teatro greco di Delfi. In fondo alle gradinate puoi vedere lo spazio circolare, detto «orchestra», destinato al coro.

7836-%

La cultura e l’arte CHE COSA SAPEVANO FARE I Greci appresero dai Fenici il sistema alfaa-

betico, formato da 22 lettere che indicavano i suoni della voce umana,, e lo perfezionarono aggiungendovi le vocali. Al contrario dei Fenici, i Greci scrivevano da sinistra a destra, proprio come noi. Nelle pòlis greche si distinsero molti studiosi: erano filosofi, come Soocrate, Platone e Aristotele, che s’interrogavano sui problemi della vita ta e sull’origine del mondo; storici, come Erodoto e Tucidide; matematici, ci, ella come Pitagora, che fondò una scuola per lo studio dei numeri e della geometria; esperti in fisica, come Archimede, che scoprì le cause del galleggiamento dei corpi. I Greci erano anche eccellenti artisti: scultori e architetti, come Fidia e Mirone, che realizzarono magnifiche statue e grandi templi e teatri; pittori, come á Il famoso filosofo greco Socrate. Apelle; orafi, che costruirono oggetti preziosi; ceramisti, che produssero vasi raffinati, decorati con figure rosse su fondo nero e viceversa. Non mancavano poi poeti, scrittori di commedie e tragedie, musicisti e attori. Fra i poeti il più grande di tutti fu Omero, che scrisse l’Iliade e l’Odissea, due poemi studiati ancora oggi nelle nostre scuole. I Greci ci hanno lasciato opere letterarie, storiche, matematiche, scientifiche, à Scultura in marmo filosofiche filo fi di eccezionale importanza. Per que- raffigurante Artemide, sto s motivo la civiltà greca è considerata la dea della caccia. madre della nostra cultura. m

Ü Orecchini in oro a forma di nave, splendido esempio sp dell’arte orafa greca. de

d un atleta l ffi á Premiazione di raffigurata su un vaso nero a figure rosse.

) )MPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[WYedYebeh_Z_l[hi__dec_Z[_lWh_ijkZ_ei_[Whj_ij_ ]h[Y_0_dheiie_\_beie\_"_dl[hZ[]b_ijeh_Y_"_d]_Wbbe_cWj[cWj_Y_" _dl_ebW_\_i_Y_"_dXbk]b_WhY^_j[jj_[iYkbjeh_"_dWhWdY_ed[_fe[j_$

17

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

L’espansione nel Mediterraneo Tra l’VIII e il VII secolo a.C. la maggioranza della popolazione greca si trovò a vivere in condizioni misere. Così le pòleis misero a disposizione di queste persone navi e rifornimenti per partire alla ricerca di territori da colonizzare. Ebbe quindi inizio una nuova espansione greca nel Mediterraneo, che portò i Greci a fondare numerose colonie in molte regioni costiere. Olbia

Marsiglia

ILL

IR

MAR NERO

IA

ITALIA

TRACIA Taranto Otranto GRECIA

Sibari Metaponto MAGNA Crotone GRECIA

Imera Messina Selinunte Naxos Reggio Agrigento Catania Gela Siracusa

Delfi Olimpia Sparta

MAR Troia EGEO ASIA MINORE Calcide Smirne Atene Efeso Micene Samo Mileto

RODI CRETA

MA R M E DI TTE R RAN EO

CIPRO

FENICIA

Napoli Posidonia

Città della Grecia

Trebisonda

Cirene

Principali colonie greche

I IMPAROASTUDIARE E]d_Yebed_W]h[YW[hWkdW dkelWfb_i"WkjedecW ZWbbWY_jj}#ijWjeZWYk_ fhel[d_lWde_Yebed_"cW YedbWgkWb[[i_ij[lWde e hWffehj_Yecc[hY_Wb_ fh_l_b[]_Wj_[Z[bbWgkWb[i_ kWb[ i_ Yedi[hlWlWbWYkbjkhWb_d]kW" kiWdp["h[b_]_ed[$7dY^[_<[d_Y_ Wl[lWde\edZWjedkc[hei[Yebed_[ d[bC[Z_j[hhWd[e$H_YehZ_5 ✔H_\b[jj[dZeikgkWdje^W_ijkZ_Wje bÊWddeiYehie"iYh_l_ikbgkWZ[hde gkWb„bWZ_\\[h[dpWjhWb[Yebed_[ \edZWj[ZW_=h[Y_[gk[bb[\edZWj[ ZW_<[d_Y_$

18

Alcuni Greci si spinsero fino alle coste del Mar Nero, altri andarono verso l’Africa, altri ancora vverso l’attuale Francia. Molti, infine, sbarcarono sulle cost coste dell’Italia meridionale e della Sicilia, dove trovacondizioni particolarmente favorevoli: i terreni erano rono con fertili e lla posizione geografica, al centro del Mediterraneo, permetteva loro di sviluppare i commerci via mare. Questa permett dell’Italia meridionale colonizzata dai Greci fu chiaparte del mata Magna Grecia, cioè «Grande Grecia», perché le colonie, con il tempo, divennero in alcuni casi più grandi e fiorenti delle «città madri», cioè delle pòleis da cui erano partiti i coloni. È il caso di Siracusa, in Sicilia, che grazie alla produzione di olio, vino e grano divenne una delle città più ricche della Magna Grecia. Anche Zancle (Messina) e Reggio furono città importanti per via della loro posizione strategica: da lì si potevano controllare le navi che passavano per lo Stretto. Spesso le colonie più popolose fondarono a loro volta nuove città. Gli abitanti di Cuma, per esempio, fondarono Partenope, la futura Napoli.

'LIABITANTIDI0AESTUMNOME LATINODI0OSIDONIA IN#AMPANIA COSTRUIRONOTRETEMPLIPERONORARE GLIDnI1UELLOCHEVEDIASINISTRAnIL TEMPIODEDICATOAD!TENA LADEA DELLASAPIENZA

ALPPFBO

!IPIEDIDELLAMODERNACITTgDI!GRIGENTO IN3ICILIA SITROVAL´INCANTEVOLECOMPLESSO ARCHEOLOGICONOTOCONILNOMEDI6ALLEDEI TEMPLI)NQUESTASUGGESTIVAVALLATA SIPOSSONO AMMIRAREIRESTIDIUNADECINADITEMPLIGRECI ,EMAESTOSEROVINEOFFRONOUNOSCENARIO INDIMENTICABILE CONITEMPLIDI'IUNONE DI :EUS/LIMPICO DELLA#ONCORDIANELLAFOTO QUIAŸANCO EMOLTIALTRI

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

Lâ&#x20AC;&#x2122;arrivo dei Grecii diede di d un prezioso i impulso i l allo ll sviluppo il del d nostro paese e contribuĂŹ a diffondere la cultura greca presso buona parte delle popolazioni italiche dellâ&#x20AC;&#x2122;epoca. Ancora oggi, nelle cittĂ  greche fondate sulle coste italiane, si possono ammirare i resti di ediďŹ ci religiosi non meno splendidi di quelli costruiti nella madrepatria.

ALPPFBO

DYEY_fY?j][aY

3ELINUNTEnUNALTRODEISITI ARCHEOLOGICIPI|BELLIESUGGESTIVI DITUTTALA3ICILIA0ASSEGGIARETRAI SUOIMONUMENTInCOMESFOGLIARELE PAGINEDIUNLIBRODISTORIAED´ARTE TRAQUESTIMONUMENTISITROVAIL 4EMPIO%ASINISTRA DEDICATOALLA DEA%RA PROTETTRICEDELLAFAMIGLIA 1UIINOVELLISPOSIUSAVANOOFFRIRE SACRIŸCIALLADEA AFŸNCHmTUTELASSE ILMATRIMONIOEPROPIZIASSELA NASCITADIŸGLI

19

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

L’esercito e la flotta COME ERANO ORGANIZZATI Ogni pòlis aveva il proprio esercito. La durata del servizio

militare variava molto da città a città: a Sparta, come sai, durava tutta la vita, mentre ad Atene solo due anni. La maggior parte dell’esercito greco era formata da combattenti a piedi, gli opliti, chiamati così per il grande scudo rotondo che portavano in battaglia, l’hòplon. La cavalleria (a cui appartenevano ano soldati provenienti da famiglie ricche e potenti) era meno numerosa, ma aveva un ruolo fondamentale nelle battaglie, perché attaccando ai fianchi chi l’esercito nemico, portava scompiglio e faceva disperdere glii avversari. avverssari. Fondamentale per le battaglie navali era la a flotta flotta. a. Essa era costituita da triremi, imbarcazioni con tree file di rem remi mi poste lungo i fianchi. Queste navi avevano una vela quadrata, erano strette (per poter eseguire ire agili manovre) e lunghe (per essere veloci in mare).

, ,%''/,!&/.4% ✔Eii[hlWWjj[djWc[dj[bW\eje Z[bbÊefb_jW[b[]]_bWZ[iYh_p_ed[Z[bb[ lWh_[fWhj_Z[bike[gk_fW]]_Wc[dje$ ;b[dYWfe_"ikbgkWZ[hde"gkWb_iede]b_ ijhkc[dj_Z_\[di_l_[gkWb_gk[bb_e\\[di_l__ Y^[beYecfed]ede$ BÊ[bce"_dXhedpe" [hWWXX[bb_jeZWkdW Yh[ijW_dYh_d[Z_ YWlWbbe$

BÊWhcWfh_dY_fWb[ Z[bbÊefb_jW[hWbWbWdY_W$ BeiYkZe[hWZ[YehWje Yed_i_cXeb_Z[bbWfb_i eZ[bbÊ[i[hY_je$ BWfWhj[_d\[h_eh[ Z[bb[]WcX[[hW fhej[jjWZW]b_ iY^_d_[h_"WdY^Ê[ii__d Xhedpe$

20

BWYehWppW"Z_Xhedpe"[hW \ehcWjWZWZk[fWhj_0kd f[jjehWb[[kdZehiWb[$

7836-%

Le guerre persiane

MA

Danubio

MAR NERO

Maracanda

A RC

o

IO

Sardi

Kabul Ecbatana Susa Persepoli o

IRIA ASS Ninive AR Damasco ME Tig Sidone DITE ri RRANEO BabiloniaE ufr Gerusalemme ate Menfi

Ind

M

Ox

SP

Dascilio GRECIA

EGITTO

MACEDONIA Nilo

TRACIA Abdera Terme

Bisanzio

OCEANO INDIANO

M

Larissa

AR EG

Tebe

EO

Nel corso del VI secolo a.C. i Persiani avevano costruito un vasto impero che si estendeva dal fiume Indo, in Asia, fino al Mediterraneo. All’inizio del V secolo questa nuova potenza del mondo antico arrivò a conquistare le ricche colonie greche dell’Asia Minore. Guidati dal re Dario, i Persiani invasero poi la Tracia e la Macedonia, due regioni a nord della Grecia. Allora, molte città greche, tra cui Sparta e Atene, strinsero un’alleanza contro il comune nemico. Nel 490 a.C. la flotta persiana approdò nella baia di Maratona, vicino ad Atene, e un esercito di 25 000 uomini sbarcò per dirigersi verso Atene. La pòlis si oppose agli invasori e nella piana di Maratona si svolse una grande battaglia, durante la quale l’esercito ateniese riuscì a sconfiggere quello persiano, molto più numeroso. Nel 480 a.C. il re Serse, figlio e successore di Dario, attaccò la Grecia con un potente esercito e una grande flotta. Gli Spartani, che guidavano l’esercito greco, furono sconfitti dai Persiani, mentre gli Ateniesi, che guidavano la flotta, vinsero la battaglia di Salamina e riuscirono a far volgere le sorti della guerra in loro favore. Tale successo accrebbe la potenza di Atene, che sottomise la fiera Sparta e stabilì il suo predominio su tutte le pòleis greche. Fu proprio allora che Atene divenne il principale centro culturale della Grecia e del mondo all’epoca conosciuto.

Impero persiano

Maratona 490 Corinto

Sardi Efeso

Salamina 480

Sparta MA

R IO NIO

8WjjW]b_[

6DLFKH BW XWjjW]b_W Z_ CWhWjedW „ [djhWjW d[bbW ijeh_W WdY^[ f[h kd Wll[d_c[dje b[]][dZWh_e$ F[h fehjWh[ _d Y_jj} bW dej_p_W Z[bbW l_jjeh_W" _b iebZWje <_b_ff_Z[ Yehi[ Óde WZ 7j[d["f[hYehh[dZef_’Z_*(Y^_bec[jh_Ijh[cWje"cehˆ ikX_je Zefe _b ike Whh_le$ D[bb[ Eb_cf_WZ_" _d h_YehZe Z_ gk[bbÊ_cfh[iW"i_Yehh[WdYehWe]]_bWcWhWjedW"kdWfhelW Z_ YehiW ik kd f[hYehie bkd]e [iWjjWc[dj[ gkWdje bW Z_ijWdpWjhWCWhWjedW[7j[d[$

á Soldati persiani raffigurati in un bassorilievo proveniente dalla reggia di Persepoli.

21

CXZ`m`ck~[\ccX>i\Z`X

I Macedoni unificano la Grecia Sconfitti i Persiani, le rivalità tra le pòleis (soprattutto tra Sparta, Atenee e Tebe) ripresero, continuando per tutto il IV secolo a.C. Ciò favorì l’ascesa dei Macedoni, un popolo di pastori e agricoltori chee abitava la Macedonia, una regione a nord della Grecia. Il loro re, Filippo II, I, aveva un piano grandioso: riunire sotto il suo dominio tutte le pòleis grechee per condurle alla conquista dell’Impero persiano. Per realizzare questo piaano Filippo II riorganizzò l’esercito, introducendo lo schieramento a falange. ge. Ü Filippo II, re di Macedonia.

6DLFKH BW\WbWd][cWY[Zed[fh[l[Z[lWY^[_iebZWj_ WlWdpWii[he_d\ehcWp_ed[h[jjWd]ebWh[$ =b_efb_j_Wl[lWdebWdY[cebje bkd]^[ÓdeW-c[jh_[iYkZ_ cebje]hWdZ_$?iebZWj_"ijWdZel_Y_d_ [WbpWdZe]b_iYkZ_"[hWde_d]hWZeZ_ fhej[]][hi_Yecfb[jWc[dj[$?dfei_p_ed[ Z_XWjjW]b_W"bW\WbWd][cWY[Zed[i[cXhWlW kd]_]Wdj[iYe_ijh_Y[ c_dWYY_eie0]b_efb_j_Z[bb[ fh_c[Ób[j[d[lWdeb[ bWdY[fkdjWj[Yedjhe _bd[c_Ye"gk[bb_Z[bb[Ób[ feij[h_eh_b[j[d[lWdeWbj[" f[h\ehcWh[kdeiXWhhWc[dje Yedjheb[\h[YY[iYW]b_Wj[ZW]b_ Wll[hiWh_$

Tebe e Atene si allearono per fermare i Macedoni, ma furono sconfitte. Le altre città greche si arresero senza combattere. Filippo, però, non riuscì a portare a termine il suo progetto, perché venne assassinato. Il trono passò a suo figlio Alessandro che nel 335 a.C., nonostante la giovane età (aveva solo vent’anni), riuscì a sconfiggere definitivamente le città greche che alla notizia della morte di Filippo si erano prontamente ribellate: l’indipendenza delle pòleis era finita.

22

Ö Ritratto marmoreo di Alessandro, che fu educato dal filosofo greco Aristotele.

7836-%

Lâ&#x20AC;&#x2122;impero di Alessandro Magno MA

Alessandro, dopo aver sottomesso la GreMAR NERO cia, partĂŹ con un forte esercito verso OrienPella Pergamo te. Conquistata rapidamente lâ&#x20AC;&#x2122;Asia Minore, Sardi CAPPADOCIA guidò i suoi uomini contro lâ&#x20AC;&#x2122;Impero persiano, Antiochia Eufr Atene ate MEDIA MA R M sconďŹ ggendolo deďŹ nitivamente nel 331 a.C. Ecbatana EDIT Seleucia ERRAN Tigr Tiro EO i Il giovane re riuscĂŹ a conquistare anche la Babilonia Alessandria Susa Siria, la Fenicia e lâ&#x20AC;&#x2122;Egitto, dove fondò la meMenfi Persepoli PERSIA ravigliosa cittĂ  di Alessandria. Non contenEGITTO ARABIA to, riprese a marciare verso est e raggiunse la fertile valle dellâ&#x20AC;&#x2122;Indo. La sua impresa fu certamente uno degli eventi piĂš straordinari della storia e per questa ragione Alessandro venne chiamato Regno di Macedonia Regno dâ&#x20AC;&#x2122;Egitto Regno di Siria Magno, cioè ÂŤGrandeÂť. Come ci riferiscono CittĂ  e leghe greche Limiti dellâ&#x20AC;&#x2122;impero di Alessandro gli storici che facevano parte del suo seguito, egli stesso si sentiva chiamato a un grande destino: fare del deel mondo un unico impero. Ben presto cominciò a farsi venerare come ome un dio, stabilĂŹ che tutti i popoli conquistati imparassero la lingua guaa greca e sposò due principesse persiane. Nel 323 a.C., ormaii a capo te a soli del piĂš vasto impero dellâ&#x20AC;&#x2122;antichitĂ , morĂŹ misteriosamente trentatrĂŠ anni. Alla morte di Alessandro il suo impero fu diviso nei tre regni di Macedonia, Egitto e Siria, nei quali la cultura grereca si diffuse unendosi a quella orientale, come Alessandro dro o aveva desiderato; per questo i tre regni vennero chiamati ati ellenistici (da hellenikos, che signiďŹ ca ÂŤgrecoÂť). AS RC

Ox

o

Maracanda

PI

O

o

OS R R

SO

â&#x153;&#x201D;B[]]__bi[]k[dj[ZeYkc[djeY^[h_fehjWkdZ_iYehieZ_ 7b[iiWdZheCW]de"fe_h_ifedZ_ikbgkWZ[hdeWbb[ZecWdZ[$

(OSPOSATOUNAPRINCIPESSAPERSIANAEHOCONSIGLIATOAI MIEIPI|CARIAMICIDIAVEREDEIÂźGLICONDONNEPERSIANE PERESCLUDERE CONQUESTOSACROPATTO OGNIDIFFERENZATRA VINCITORIEVINTI,´!SIAEL´%UROPAFORMANOORMAIUNUNICO REGNOPOSTOSOTTOLASTESSALEGGEEUNOSTESSORE Â&#x201D; GkWb[iYefei_fhefed[lW7b[iiWdZhe[_dY^[ceZe  _dj[dZ[lWhW]]_kd][hbe5 Â&#x201D; BĂ&#x160;_cf[heZ_7b[iiWdZhegkWb_j[hh[Yecfh[dZ[lW5  Eii[hlWbWYWhjW_dWbje$

o Ind

MA

Nil

, ,%''/,!&/.4%

Kabul Herat

OCEANO INDIANO

ĂĄ Alessandro Magno in groppa al suo cavallo Bucefalo.

6DLFKH 7b[iiWdZh_WZĂ&#x160;;]_jje\kkdWZ[bb[ Y_jj}f_Â&#x2019;_cfehjWdj_Z[bbĂ&#x160;Wdj_Y^_j}$ ;iiWeif_jWlWkdĂ&#x160;[dehc[X_Xb_ej[YW" Y^[Yedj[d[lWZ[Y_d[Z_c_]b_W_W Z_hejeb_Z_fWf_he"kd]hWdZ_ii_ce Y[djheZ_ijkZ_"Y^_WcWjeCki[e"[ kdWZ[bb[i[jj[c[hWl_]b_[Z[bcedZe Wdj_Ye0_b\WheY^[ieh][lWikbfehje Z[bbWY_jj}$

23

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[h_f[j_WZWbjWleY[gkWdje^W_ijkZ_Wje$ DOVE E Q UANDO

:WbbĂ&#x160;.+&W$9$_d$$$$$$$$$$$$$$$$$ Ă&#x160; i_il_bkffÂ?bWY_l_bj} $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Y^[Z_\\ki[ bWfhefh_WYkbjkhW_d jkjje_bCWh $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ [_bCWh;][e$

COME ERANO ORGANIZZATI O RGANIZZATI OR

?=h[Y_\ehcWhedeY_jj}#ijWje \ _dZ_f[dZ[dj_Y^_WcWj[$$$$$$$$$$$$$$$ B[f_Â&#x2019;_cfehjWdj_\khede0 7j[d["]el[hdWjWZWkdW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ IfWhjW"]el[hdWjWZWkdW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$



CHE CO OSA SAPEVANO FARE

?= _\ Z ?=h[Y_\edZWhede$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ _djkjje_bC[Z_j[hhWd[e$ Cebj[Z_beheiehi[he d[bbĂ&#x160;?jWb_Wc[h_Z_edWb["Y^[ fh[i[_bdec[Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

La civiltĂ 

GRECA IIN CHE E COSA CRE CRED EDEVANO

BWh[b_]_ed[]h[YW[hW b $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$0_bZ_ef_Â&#x2019; _cfehjWdj[[hW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ F[h]b_ZÂ&#x201E;_l[d_lWde_ddWbpWj_ ]hWdZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[_dbehe edeh[_=h[Y_eh]Wd_ppWlWde _cfehjWdj_]Wh[ifehj_l["b[ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

24

CHE COSA CI HANNO OL LASCIATO O

BWY_l_bj}]h[YWÂ&#x201E;Yedi_Z[hWjWbWYkbbWZ[bbW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$eYY_Z[djWb[$B[$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z_]hWdZ_Ă&#x201C;beieĂ&#x201C;"ijeh_Y_[ cWj[cWj_Y_]h[Y_iede ijkZ_Wj[WdYehWe]]_$

7836-%

3VHMREVI

IkbbWb_d[WZ[bj[cfe"Yebb[]WYedkdW\h[YY_W]b_Wll[d_c[dj_WbbWZWjWYehh_ifedZ[dj[$ ),'' a.C.

Fh_cW Eb_cf_WZ[_d =h[Y_W

(+,' a.C.

<_eh_iY[ bWY_l_bjW c_de_YW

B[fÂ?b[_i ]h[Y^[f[hZede bĂ&#x160;_dZ_f[dZ[dpW

..-a.C.

+0' a.C. **, a.C.

=b_7Y^[_ _dlWZede 9h[jW

8WjjW]b_W Z_ CWhWjedW

'SPPIKEVI

9ebb[]We]d_fWhebWWbbWZ[\_d_p_ed[Yehh[jjW$ Oligarchia

<ehcWZ_]el[hde_dYk__bfej[h[WffWhj_[d[Wbfefebe$

Pòlis

9_jj}\edZWjW_dkdj[hh_jeh_ebedjWdeZWbbWj[hhWZĂ&#x160;eh_]_d[ Z[_\edZWjeh_$

Democrazia Colonia

9_jj}#ijWjeYecfh[dZ[dj[_bdkYb[ekhXWde[bWYWcfW]dW Y_hYeijWdj[$ <ehcWZ_]el[hde_dYk__bfej[h[Â&#x201E;[i[hY_jWjeZWfeY^_$

6MGSRSWGIVI

I[]dWYedkdWYheY[jjWbWh_ifeijW[iWjjW$ â&#x153;&#x201D;D[bb[Y_jj}]h[Y^["Y^[YeiĂ&#x160;[hWbĂ&#x160;W]eh}5 BWf_WppWfh_dY_fWb[Z[bbWY_jj}$ BWpedWZ[bbWYWiWh_i[hlWjWWbb[Zedd[$ BWfWhj[WbjWZ[bbWY_jj}$

â&#x153;&#x201D;9^_[hWde]b_efb_j_5 IebZWj_WYWlWbbeWhcWj_Z_bWdY_W$ IebZWj_Wf_[Z_"fhej[jj_ZWkdeiYkZehejedZe$ Fh_]_ed_[h_Z_]k[hhW"kj_b_ppWj_Yec[iY^_Wl_$

â&#x153;&#x201D;GkWb_[hWdeb[YWhWjj[h_ij_Y^[Z[]b_ZÂ&#x201E;_]h[Y_5 ;hWdeWd_cWb_YedYecfehjWc[dj_kcWd_$ ;hWdeYh[Wjkh[cebjei_c_b_W]b_kec_d_$ ;hWdekec_d_Yedj[ij[Z_Wd_cWb_$

â&#x153;&#x201D;9^_\k7b[iiWdZheCW]de5 Kd[he[f[hi_Wde$ Kd][d[hWb[Wj[d_[i[$ Kdh[cWY[Zed[$

25

CË@kXc`XXek`ZX

)<EKI<C<:@M@CKZD<JFGFK8D@:?<<C8:@M@CKZ<>@Q@88M<M8EFI8>>@LEKF @CCFIFD8JJ@DFJM@CLGGF <@"<E@:@<@#I<:@=FE;8M8EF=@FI<EK@:FCFE@<CLE>F C<:FJK<;<C)<;@K<II8E<F C8G<E@JFC8@K8C@:8<I889@K8K8;8GFGFC@;@M<IJ@ :?<M@M<M8EF8E:FI8:FD<E<CC8GI<@JKFI@8 FD<GLF@FJJ<IM8I<;8CC8 :8IK8 <JJ@F::LG8M8EFE<CCFIF@EJ@<D<>I8EG8IK<;<CK<II@KFI@F@K8C@8EF

, ,%''/,ALINEADELTEMPO I[eii[hl_Wjj[djWc[dj[b[b_d[[Z[bj[cfe"fke_l[Z[h[Yec[beil_bkffeZ[bb[Y_l_bj}c[iefejWc_Y^[ [Z[bbWY_l_bj}[]_p_Wi_WWll[dkjeWbYkd_c_bb[dd_fh_cWh_if[jjeWbb[Y_l_bj}Z[bbWf[d_iebW_jWb_YW$ +'''

*(''

)'''

a.C.

a.C.

a.C.

SUMERI

(,'' a.C. B A B I LO N E S I

('''

/'' .,'

+''

a.C.

a.C. a.C.

a.C.

ASSIRI

EGIZI FENICI GRECI C I V I LT Á I TA L I C H E

?dl[dp_ed[ Z[bbWiYh_jjkhW

26

CWii_ce CWii_ce ifb[dZeh[Z[bbW il_bkffeZ[bbW Y_l_bj}[]_p_W Y_l_bj}\[d_Y_W

9[bj_ 9ebed_ppWp_ed[ Z[bbWCW]dW =h[Y_W ;jhkiY^_

Nascita di Cristo

CELTI

VENETI

?9[bj_"eh_]_dWh_ Z[bbĂ&#x160;;khefWY[djhWb[" ]_kdi[hed[bbWlWbb[Z[b Fe_djehdeWb*&&W$9$

?L[d[j_]_kdi[he_d?jWb_W _djehdeWb'(&&W$9$[ \edZWhededkc[hei[Y_jj} _dZ_f[dZ[dj_$

LIGURI

M

?B_]kh_WX_jWlWde kdj[hh_jeh_ef_Â&#x2019; lWijeZ[bbĂ&#x160;WjjkWb[ B_]kh_W[\khedeWjj_l_ Yecc[hY_Wdj_$

ETRUSCHI

AR

AD

PICENI

RIA TIC

Popoli italici Etruschi Colonie greche Colonie fenicie

O

UMBRI

=b_;jhkiY^_eYYkfWhede _bj[hh_jeh_eYecfh[iejhW_Ă&#x201C;kc_ SABINI J[l[h[[7hde[_bCWhJ_hh[de$

MA

DAUNI

R TI

RREN

O

SANNITI

IWdd_j_"BWj_d_"F_Y[d_"KcXh_ž [hWdeW]h_Yebjeh_[fWijeh_" fWhbWlWdeb_d]k[Z_\\[h[dj_ [Wl[lWdeYkbjkh[Z_l[hi[$

SARDI

IAPIGI LUCANI

BRUZI I

ERR ANEO

AL

MEDIT

M AR IONI

O

IT

MAR ?IWhZ_[hWdefWijeh_ [W]h_Yebjeh_1l_l[lWde _dl_bbW]]_\ehj_Ă&#x201C;YWj_$

LATINI

ELIMI

SICULI SICANI

?dI_Y_b_W"_I_Ykb_"]b_;b_c_[_ I_YWd_ikX_hedebĂ&#x160;_dĂ&#x201D;k[dpWZ[_ <[d_Y_[Z[_=h[Y_$

*'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

)N )TALIA LE GRANDI SCOPERTE DEL .EOLITICO COME LlAGRICOLTURA LlALLEVAMENTOELALAVORAZIONEDEIMETALLI SIDIFFUSEROMOLTO TEMPO DOPO RISPETTO AL -EDIO /RIENTE DOVE SI SVILUPPARONO LE PRIMECIVILTá)POPOLICHEABITARONOILNOSTROPAESEAVEVANOUSIE COSTUMIDIVERSITRALORO PARLAVANOLINGUEDIVERSE NONCONOSCEVANO ANCORALASCRITTURAEVIVEVANOINVILLAGGIDICAPANNEOPALAĂźTTE !PARTIREDALLl6)))SECOLOA# LlINCONTROCONICOLONIGRECIEFENICI CHE AVEVANO UNO STILE DI VITA PIĂ&#x161; EVOLUTO PORTÄ  LE POPOLAZIONI ITALICHEASVILUPPARSIPIĂ&#x161;RAPIDAMENTEEACONOSCERELASCRITTURACIÄ  FECEENTRAREILNOSTROPAESEaNELLASTORIA

distinguere le caratteristiche salienti delle popolazioni italiche; â&#x20AC;˘ a confrontare le diverse civiltĂ  italiche; â&#x20AC;˘ a collocare nello spazio e nel tempo la civiltĂ  etrusca; â&#x20AC;˘ a riďŹ&#x201A;ettere sulla condizione della donna presso gli Etruschi; â&#x20AC;˘ a conoscere e analizzare i modi di vita degli Etruschi; â&#x20AC;˘ a conoscere elementi della religione e del culto dei morti tra gli Etruschi; â&#x20AC;˘ a conoscere cause ed eventi relativi al declino degli Etruschi.

27

CË@kXc`XXek`ZX

La civiltà dei Camuni In Italia la rivoluzione neolitica, che portò alla nascita dell’agricoltura e dell’allevamento, iniziò intorno al 7000 a.C., circa duemila anni dopo rispetto al Vicino Oriente, dove si svilupparono le prime civiltà agricole. Nell’Italia settentrionale la rivoluzione agricola arrivò più tardi perchè nei terreni montuosi e nelle pianure paludose era più facile far pascolare il bestiame che coltivare la terra. Inoltre, le fitte foreste che ricoprivano gran parte di quei territori favorivano più che altro la caccia. Tuttavia, fu nel Nord Italia, in una valle alpina, che si sviluppò un’interessante civiltà, quella dei Camuni.

Area di diffusione della civiltà camuna

M

AR

AD

MA

RM

ED

RR

AN

EO

, ,%''/,!&/.4% B[_dY_i_ed_hkf[ijh_Z[_9Wckd_iedeZ_l[djWj[ _cfehjWdj_ii_c[f[hYecfh[dZ[h[b[beheWX_jkZ_d_ Z_YWYY_W[gkWb_Whc_WZef[hWlWde$ ✔Eii[hlWgk[ijWWdj_YW_dY_i_ed[hkf[ijh[" h_jhelWjW_dkdW]hejjWZ[bbWLWb9Wced_YW"[h_ifedZ_$ ” GkWb[Wd_cWb[„hWffh[i[djWje5 ” GkWb_Whc_kiWbÊkece5 ” ?dY^[ceZe_bYWYY_Wjeh[_di[]k[bÊWd_cWb[5

28

Mu Sonico

Grevo Capo di Ponte Nadro Breno CA MO

NI

Luine CA

me

Og

lio

Cemmo

Lago d’Iseo

IC

O

MAR IONIO ITE

VA L

B[ebjh[(&&&&&_dY_i_ed_Z[_9Wckd_ iedefhej[jj[[l_i_jWX_b__dcebj_i_j_ Z[bbW LWb 9Wced_YW 8h[de" Bk_d[¾ [ iefhWjjkjjed[bbÊWh[WZ_9WfeZ_Fedj[" Zel[ ZWb '/++ „ ijWje _ij_jk_je _b FWhYe e dWp_edWb[ Z[bb[ _dY_i_ed_ hkf[ijh_$ ?debjh[" ebjh[ ZWb '/-/" b[ _dY_i_ed_ Z[bbW LWb 9Wced_YW iede ijWj[ Z_Y^_WhWj[ ZWbbÊKD;I9E ¼FWjh_ced_e Z[bbÊKcWd_j}½ [ iedegk_dZ_fhej[jj[ZWbbWb[]][$

da

Fiume

Fiu

6DLFKH

Ad

AT

MAR TIRRENO

DOVE O E Q UANDO O Giunti dall’Europa centrale attraverso le

Alpi, i Camuni si stabilirono, intorno all’8000 a.C., in una valle lombarda (in provincia di Brescia) che da essi prese il nome: la Val Camonica. Essi diedero vita a una delle più importanti culture preistoriche, non solo dell’Italia ma di tutta l’Europa, e ci hanno lasciato una ricca produzione di incisioni rupestri (oltre 200 000), che costituiscono una testimonianza preziosa per comprendere la vita di quel lontano passato: esse rappresentano figure di animali, scene di duelli e di vita quotidiana, simboli magici e divinità.

RI

Lago d’Idro

7836-%

Palafitte e terramare della Pianura padana Verso la metĂ  del secondo millennio a.C., sulle rive dei laghi di .' %124   Garda e di Varese, in Lombardia, si svilupparono dei villaggi La parola terramare è un antico su palaďŹ tte. Le palaďŹ tte erano abitazioni rialzate da terra o vocabolo del dialetto emiliano dallâ&#x20AC;&#x2122;acqua, sorrette da lunghi pali sui quali poggiavano. Gli che deriva da terra marna, cioè abitanti si proteggevano in questo modo dagli animali selvaÂŤterra grassaÂť. Infatti i terreni che tici e dalle inondazioni. sorgevano dove un tempo câ&#x20AC;&#x2122;erano Anche un poâ&#x20AC;&#x2122; piĂš a sud, nellâ&#x20AC;&#x2122;Emilia-Romagna, gli agricolle terramare erano particolarmente produttivi, perchĂŠ i riďŹ uti organici, tori si raggrupparono in villaggi di capanne sostenute da che per secoli erano stati lasciati ampie piattaforme di legno, appoggiate al terreno grazie a dagli antichi abitanti, avevano reso pali. I villaggi erano circondati da palizzate alte ďŹ no a setfertile la terra. te metri e da fossati larghi anche quattro, che servivano a difendere le abitazioni dalle frequenti inondazioni dei ďŹ umi. Gli storici hanno chiamato questi villaggi terramare. I terramaricoli ) )MPAROASTUDIARE praticavano unâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura â&#x153;&#x201D;Iejjeb_d[Wd[bj[ije"YedYebeh_Z_l[hi_" assai evoluta e allevavano b[YWhWjj[h_ij_Y^[Z[bb[fWbW\_jj[[Z[_ cavalli, bovini, pecore e l_bbW]]_Y^_WcWj_j[hhWcWh[$Fe_[ifed_W maiali. leY[b[fh_dY_fWb_iec_]b_Wdp[[Z_\\[h[dp[$

Kdi_ij[cWZ_fWii[h[bb[ Yebb[]WlWb[WX_jWp_ed_$

E]d_YWfWddWfe]]_WlWikkdĂ&#x160;Wcf_W f_WjjW\ehcWZ_b[]de"WbY[djheZ[bbW gkWb[i_Wfh_lWkdXejebWZel[i_ ][jjWlWde_h_Ă&#x201C;kj_$

29

CË@kXc`XXek`ZX

La civiltà nuragica DOVE E Q UANDO O A partire dal 2000 a.C. in Sardegna si svi-

luppò la civiltà nuragica, così chiamata dal nome delle sue tipiche costruzioni, i nuraghi, ancora visibili sul territorio. Il nuraghe è una sorta di torre a forma di tronco di cono, costruita con grandi blocchi di pietra posti gli uni sugli altri «a secco», cioè senza l’impiego di calce per far aderire le pietre. Una scala a chiocciola interna portava alla terrazza sovrastante, mentre le piccole feritoie ai lati permettevano agli arcieri di scagliare frecce da una posizione riparata. Intorno ai nuraghi sorgeva il villaggio della gente comune e, in caso di pericolo, tutti gli abitanti si rifugiavano nel nuraghe. COME ERANO ORGANIZZATI Gli antichi Sardi erano divisi in

due classi: i guerrieri e i lavoratori. Questi ultimi erano pastori e agricoltori e a loro era affidata la produzione delle risorse necessarie alla sopravvivenza del popolo; i guerrieri, che vivevano nel nuraghe, dovevano difendere la popolazione nel caso di attacchi nemici. Alla classe dei lavoratori appartenevano anche i fabbri. Poiché la Sardegna era una terra ricca di minerali, ben presto i suoi abitanti svilupparono avanzate tecniche di lavorazione dei metalli. All’interno dei nuraghi sono stati trovati reperti come armi e statuette in bronzo, oltre a vasi e altri manufatti. Purtroppo molti di questi reperti sono andatii perduti, perché i nuraghi fino a pochi anni fa venivano no usati dai pastori come ricoveri per gli animali. In seguito, uito, i Sardi, grazie ai contatti con i Fenici, iniziarono a navigare, igare, pur non diventando mai un popolo di marinai.

) )MPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ijeb[h_ifeij[Wbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$$ ” 7Y^[YeiWi[hl_lWde_dkhW]^_5 ” 9^_l_WX_jWlW5 ” 9^_l_l[lWd[bl_bbW]]_eY_hYeijWdj[5 ” GkWb_[hWdeb[Zk[YbWii_ieY_Wb_Z[]b_Wdj_Y^_IWhZ_5 ” 9^[YeiW\WY[lWde_bWlehWjeh_5:_Y^[YeiWl_l[lWde5 ” ;_]k[hh_[h_5

30

á Questa costruzione è un nuraghe e si trova in Sardegna. Era una fortezza che serviva da rifugio alla gente del villaggio che occupava il territorio circostante.

à Sculture in bronzo che rappresentano guerrieri sardi.

7836-%

La civiltà dei Celti DOVE O E Q UANDO O La comparsa dei Celti in Italia avvenne intorno al 400 a.C. Essi

conoscevano la lavorazione del ferro, ma ignoravano la scrittura. Per questa ragione non sappiamo molto sulla loro cultura. Sappiamo che amavano la musica e i racconti fantastici. Ancora oggi, specie in Irlanda o nel Galles, sopravvive il ricordo delle loro leggende. I Celti erano un popolo nomade, costituito da guerrieri, artigiani, agricoltori e allevatori, che viveva in buona parte del nord-ovest dell’Europa. Quando nei loro spostamenti individuavano una zona adatta all’agricoltura, bruciavano la vegetazione per ricavare terreni da coltivare, vi restavano circa vent’anni e costruivano delle á Statuetta in bronzo città, fatte di capanne e circondate da mura difensive. che raffigura una divinità guerriera.

COME ERANO E OO ORGANIZZATI GANIZZATI I Celti non erano un unico grande po-

á Prezioso ornamento di metallo che decorava il carro di un cavaliere celtico.

polo, ma tribù separate spesso in lotta tra loro, che con il passare dei secoli finirono per acquisire caratteristiche proprie, fino a formare popolazioni distinte. Per esempio i Galli occuparono l’odierna Francia, i Britanni l’Inghilterra e i Belgi l’attuale Belgio. Durante le guerre ogni tribù era comandata da un re, eletto dalle famiglie più importanti. I guerrieri celti erano temuti dagli altri popoli, anche perché si lanciavano contro i nemici correndo e urlando, proprio con l’intento di spaventarli. Erano armati di spade e di elmi di ferro e i loro capi combattevano a cavallo o su carri trainati da cavalli.

6DLFKH D[bbWieY_[j}Y[bj_YW_iWY[hZej_"Y^_WcWj_ Zhk_Z_"[hWdeÓ]kh[cebje_cfehjWdj_$Ebjh[ WhWffh[i[djWh[bÊWkjeh_j}h[b_]_eiW"[hWde WdY^[Yedi_]b_[h_Z[_YWf_jh_X’$Fh_cWZ_ e]d_XWjjW]b_Wi_h_j_hWlWded[bb[\eh[ij[iWYh[ f[hYecf_[h[kdh_jefhef_p_Wjeh_e"if[iie WYYecfW]dWjeZWbiWYh_ÓY_eZ_kdWd_cWb[$

31

CĂ&#x2039;@kXc`XXek`ZX

La civiltĂ  villanoviana DOVE E Q UANDO O Verso la ďŹ ne del II millennio a.C. in

Emilia, Toscana, Umbria e Lazio settentrionale, alla civiltĂ  delle terramare seguĂŹ la civiltĂ  villanoviana, cosĂŹ chiamata dal nome della localitĂ  di Villanova, vicino a Bologna, in cui furono trovati i suoi primi reperti. eperti. I Villanoviani costruivano piccoli villaggi al centro di grandi territori coltivabili. Abitavano in capanne a pianta ovale o rettangolare, con pareti fatte di rami intrecciati e argilla. Erano cianti, abili contadini e artigiani del ferro, ma anche commercianti, infatti nelle loro tombe sono stati trovati oggetti provenienti nienti dalla Mesopotamia o dallâ&#x20AC;&#x2122;antico Egitto.

ĂĄ Vaso villanoviano per liquidi: ha la forma di un uccello con la testa di bue e il manico è un cavaliere stilizzato. Ă&#x2013; Morsi per cavalli ritrovati tra i corredi funebri della civiltĂ  villanoviana.

.' %124  

IN CHE COSA CREDEVANO

I Villanoviani credevano nellâ&#x20AC;&#x2122;olb e praticavano i riti i i funebri f che consistevano nel brutretomba ciare il corpo del defunto. Le ceneri venivano poi messe allâ&#x20AC;&#x2122;interno di unâ&#x20AC;&#x2122;urna di terracotta, che era seppellita in una tomba scavata nel terreno. Insieme allâ&#x20AC;&#x2122;urna veniva posto nella tomba anche un corredo funebre, composto di oggetti appartenuti al defunto, come vasi, armi e ornamenti. Tutte le tombe erano riunite insieme, fuori dei villaggi, nelle necropoli.

La parola necropoli deriva da due termini greci: nekròs, che vuol dire ÂŤmortoÂť, e pòlis, che vuol dire ÂŤcittĂ Âť. SigniďŹ ca dunque ÂŤcittĂ  dei mortiÂť e indica quello che oggi è il cimitero, il luogo in cui vengono sepolti i defunti.

, ,%''/,!&/.4% B[khd[l_bbWdel_Wd[iedeZ[jj[X_Yed_Y^[0iede_d\Wjj_ \ehcWj[ZWZk[jhedY^_Z_YedeiWbZWj_d[bbWfWhj[f_Â&#x2019; bWh]W$B[khd[Z[bb[Zedd[[hWdeYef[hj[ZWkdWiYeZ[bbW YWfelebjW1b[khd[Z[]b_kec_d_[hWdeYef[hj[Yed kdlWieW\ehcWZ_[bce$ â&#x153;&#x201D;H_YedeiY_"jhWgk[ij[Zk[khd["gkWbÂ&#x201E;gk[bbWcWiY^_b[ [gkWb[gk[bbW\[cc_d_b[$I[]dWbeYedkdWYheY[jjW$

32

D

=

D

=

7836-%

Liguri e Veneti DOVE E Q UANDO O Durante il II millennio a.C. i Liguri si stabilirono nell’odier-

na Liguria (che da loro prende il nome), in gran parte del Piemonte e sulla costa tirrenica. Vivevano sia sui rilievi, dove praticavano la pastorizia, sia sulla costa, dove pescavano e commerciavano con altri popoli. Erano abili navigatori, ma non disponevano di buone imbarcazioni. Nello stesso periodo i Veneti si stabilirono nel nord-est dell’Italia. Gli storici ipotizzano che fossero arrivati da una zona dell’Asia chiamata Paflagonia, famosa per i suoi cavalli. Nelle loro tombe, infatti, gli archeologi hanno ritrovato molti modellini di cavalli in bronzo. Erano esperti nella lavorazione del bronzo e fondarono numerose città, ognuna indipendente dalle altre, lungo le sponde del fiume Po, che veniva usato come via commerciale e di comunicazione.

Piceni e Umbri

á Questa stele, appartenente al popolo dei Liguri, è stata scoperta in Liguria nella valle del fiume Magra, la Lunigiana.

DO DOVE E Q UANDO O I popoli italici degli Appennini vivevano in semplici capanne; praticavano soprat-

tutto la pasto pastorizia e l’agricoltura. Nel centro della penisola vissero i Piceni e gli Umbri. Gli U Umbri fondarono città fortificate sulle alture ed ebbero molti contatti con gli Etr Etruschi (di cui parleremo più avanti), da cui appresero la scrittura. I Piceni erano molto abili nella lavorazione della scr ella pi pietra, del bronzo e dell’avorio. I Piceni e gli Umbri fu-rono i primi (e gli unici) a saper lavorare l’ambra, una ro resina fossile che importavano dal Nord Europa; con re ll’ambra realizzavano collane, bracciali e altri gioielli. Ö E Elmo piceno in bronzo.

Sanniti e Sabini DOVE E Q UANDO O A partire dal VI secolo a.C. i

Sanniti e i Sabini si stabilirono nell’area adriatica che oggi corrisponde alle regioni del Molise e dell’Abruzzo. Gli studiosi contemporanei non hanno ancora ricostruito con esattezza le loro origini e spesso anche gli storici antichi confondevano gli uni con gli altri. Erano popoli dediti alla pastorizia. A volte attaccavano e saccheggiavano i villaggi vicini, dando il via a piccole guerre locali. Sulle montagne del Molise sono stati ritrovati villaggi fortificati da possenti mura e tombe di guerrieri sepolti con la loro caratteristica arma: il giavellotto.

, ,%''/,!&/.4% Feii_Wce_ccW]_dWh[bÊWif[jje jje Ó[he[i[l[heZ[_F_Y[d_ Wcc_hWdZebWcedkc[djWb[ [ ijWjkWZ[b=k[hh_[heZ_ 9Wf[ijhWdeBÊ7gk_bW"_d Whc_ZWfWhWjW"WbjWebjh[Zk[ [ c[jh_$BWijWjkW^W_dj[ijW kdYefh_YWfeehdWjeZWkdW Yh[ijWZ_f[dd[ BWiYkbjkhWfhel_[d[ZWkdW d[Yhefeb_0_dZ_YWlWbWjecXW W Z_kdfej[dj[eZ_kd[he[$ ÞehWYedi[hlWjWd[bCki[e WhY^[ebe]_YedWp_edWb[Z_ 9^_[j_$

33

CË@kXc`XXek`ZX

Itali e Bruzi DOVE E Q UANDO O Gli Itali e i Bruzi abitarono le zone interne della Calabria.

Si dedicavano alla pastorizia, al commercio locale e al taglio del legname nei boschi. I ricchi corredi funebri rinvenuti nelle tombe femminili mostrano una condizione particolarmente elevata delle donne. Sono stati ritrovati gioielli in oro e argento, strumenti per il trucco, oggetti di uso domestico. Nelle tombe maschili compaiono, invece, resti di armi e armature, insieme a vasi e utensili per i banchetti. Ü Vaso in stile miceneo con dipinti floreali ritrovato in Calabria.

Sicani, Elimi e Siculi DOVE E Q UANDO Quando i Greci giunsero in Sicilia trova-

rono tre popoli diversi: i Sicani nella parte occidentale, gli Elimi in quella nord-occidentale e i Siculi in quella orientale. I Sicani, originari della Spagna, comparvero in Sicilia nel Neolitico e si stanziarono poco per volta su tutto il territorio della regione, chiamandola Sicania. Erano un popolo mite, dedito all’agricoltura e alla pastorizia. Dopo i Sicani arrivarono dalla Libia (Nord-Africa) gli Elimi, che si stanziarono nell’estrema parte occidentale dell’isola. Attorno al 1000 a.C., attraverso lo stretto di Messina giunse dall’Italia una nuova popolazione, i Siculi, che conosceva già il bronzo e il ferro e che introdusse nell’isola un nuovo e potente mezzo di guerra: il cavallo. I Siculi vinsero in battaglia i Sicani, li cacciarono verso la parte occidentale del paese e da loro la regione si chiamò Sicilia invece di Sicania. I Siculi si ritirarono nell’entroterra al tempo della colonizzazione dei Greci e da loro vennero lentamente assimilati.

34

Ö Scultura in bronzo proveniente dalla Sicilia.

á Resti di capanne nelle isole Eolie (Sicilia).

I IMPAROASTUDIARE ✔GkWb[fefebWp_ed[_jWb_YWl_l[lW d[bbWh[]_ed[_dYk_WX_j_5H_Y[hYW dej_p_[[_d\ehcWp_ed_$

7836-%

GLI ETRUSCHI DOVE E Q UANDO O Intorno allâ&#x20AC;&#x2122;800 a.C., mentre nellâ&#x20AC;&#x2122;Italia meridionale si sviluppa-

vano le colonie della Magna Grecia, nellâ&#x20AC;&#x2122;antica Etruria, una zona compresa tra lâ&#x20AC;&#x2122;odierna Toscana e il Lazio, nacque la civiltĂ  degli Etruschi. Le origini del popolo etrusco non sono chiare ancora oggi: per alcuni storici essi provenivano dalla Lidia, una regione dellâ&#x20AC;&#x2122;Asia Minore; per altri, invece, erano un popolo di origine italica, discendente dai Villanoviani.

M

Se

Arno

EO

Fiesole oolle le

Arezzo

BR

Volterra

UM I

Cortona CollinePoggio Perugia Lago Metallifere Trasimeno Chiusi Populonia Topino Monte Roselle Amiata Isola e Vetulonia Paglia dâ&#x20AC;&#x2122;Elba ron Orvieto mb

cio

ias

Ch

O

Tever e

NI

Fiora

BI

AR

Lago di

Saturnia Bolsena Ferento Talamone Vulci Tuscania a t Falerii r Regae Ma Tarquinia TI Gravisca e RR non Lago di Bracciano Capena Mig EN Pyrgi Veio Aniene Cere O LA Roma TIN I SA

9hebbe Z[bbWfej[dpW [jhkiYW

AN

a

CWii_ce ifb[dZeh[Z[bbW Y_l_bj}[jhkiYW

RR

ere

DWiY[ bWY_l_bj} [jhkiYW

O

ian

a.C. circa

C

MAR IONIO ITE

v Te

a.C. circa

TI

Ch

a.C. circa

Nascita di Cristo

IA

a

)-'

R

Els

-''

RM ED

Cecina

M /''

rc

Era

ci, gli Etruschi conoscevano la scrittura e avevano capacitĂ  tecniche, scientiďŹ che e artigianali piĂš evolute. Erano ottimi agricoltori, sapevano ricavare il sale dal mare, estrarre i minerali dalle miniere e lavorare lâ&#x20AC;&#x2122;oro. Ciò favorĂŹ anche gli scambi commerciali e contribuĂŹ al loro sviluppo economico. I contatti con le cittĂ  greche dellâ&#x20AC;&#x2122;Italia meridionale, inoltre, inďŹ&#x201A;uenzarono profondamente la loro cultura.

LIGURI hio

AD

MAR TIRRENO

MA

CHE COSA SAPEVANO FARE Rispetto agli altri popoli itali-

AR

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;D[_i[]k[dj_ZeYkc[dj_"Z_Zk[ijeh_Y_]h[Y_"b[]][hW_Zk[_fej[i_Z_l[hi[ikbbĂ&#x160;eh_]_d[Z[bfefebe [jhkiYe$B[]]_b_Wjj[djWc[dj["fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[ikbgkWZ[hde$

)LLOROREDIVISEI,IDIINDUEPARTIEFECEESTRARREASORTECHIDOVEVAPARTIREECHIRESTARE!CAPODELLA SCHIERADESTINATAARIMANERE ILREPOSESESTESSOACAPODIQUELLACHEDOVEVAEMIGRARE ILPROPRIO ÂźGLIO4IRRENO'LIEMIGRANTI DOPOAVERGIROVAGATO GIUNSEROTRAGLI5MBRI DOVEFONDARONOCITTgIN CUIABITANOANCORAOGGI#AMBIARONOILLORONOMEDI,IDIESICHIAMARONO4IRRENI ;heZeje -ISEMBRACHEABBIANORAGIONECOLOROCHESOSTENGONOCHEGLI%TRUSCHINONSONOIMMIGRATIDATERRE STRANIERE MASONOORIGINARIDELLATERRAINCUIVIVONO 1UESTOMIPAREDERIVIDALFATTOCHEESSISONO UNPOPOLOANTICHISSIMO CHENONSOMIGLIAADALCUNALTROSIAPERQUANTORIGUARDALALINGUASIAPER :_ed_]_Z_7b_YWhdWiie QUANTORIGUARDALEUSANZE Â&#x201D; GkWbÂ&#x201E;"i[YedZe;heZeje"bĂ&#x160;eh_]_d[Z[bfefebe[jhkiYe5 Â&#x201D; F[hY^Â&#x192;]b_;jhkiY^_l[d_lWdeY^_WcWj_ÂźJ_hh[d_½5 Â&#x201D; F[hY^Â&#x192;:_ed_]_Z_7b_YWhdWiied[]WbĂ&#x160;_fej[i_Z_;heZeje5

35

CË@kXc`XXek`ZX

Le città dell’Etruria COME ERANO ORGANIZZATI Gli Etruschi non formarono mai uno stato unitario, ma

tante città-stato indipendenti tra loro, simili a quelle greche, unite dalla lingua e dall’origine comune. Le città di solito erano costruite su un’altura vicino a un fiume, in modo da dominare il territorio circostante e assicurarsi la disponibilità di acqua. Attorno alle città si estendevano i campi agricoli, in cui si coltivavano principalmente cereali, frumento, viti e ulivi. Intorno al VI secolo a.C., con l’aumentare dell’aggressività dei popoli vicini, gli Etruschi circondarono le loro città con mura difensive, nelle quali aprivano porte che terminavano a forma di arco. Le città erano dotate di pozzi, acquedotti e addirittura di fognature. Molti centri dell’Italia centrale e della Pianura padana furono fondati dagli Etruschi: Arezzo, Bologna, Mantova, Perugia, Siena, Volterra e tanti altri.

TECNOLOGIA Gli Etruschi innalzavano le loro mura incastrando perfettamente le pietre etre et ree ire squadrate, senza utilizzare la calce per tenerle insieme. Per costruire l’arco, utilizzavano una struttura di legno, sulla quale sistemavano lee pietre una accanto all’altra, partendo dai due estremi. Per ultimo, si inseriva al centro dell’arco una pietra a forma di cuneo, chiamata chiave di volta, che impediva alle altre di cadere. Questa tecnica era molto vantaggiosa perché permetteva di usare meno materiale, di ottenere aperture più ampie e di alleggerire il peso degli edifici. Nelle città italiane di origine etrusca possiamo ancora ammirare i resti di alcune porte costruite con questa tecnica, come la Porta dell’Arco a Volterra (nella foto).

36

7836-%

La societĂ  etrusca COME ERANO ORGANIZZATI Inizialmente ogni cittĂ -stato etru-

sca era governata da un re, chiamato lucumone, che era anche il capo dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito e il sommo sacerdote. In seguito, il potere si allargò a tutta lâ&#x20AC;&#x2122;aristocrazia. Questa classe era formata dai proprietari terrieri, dai mercanti e in seguito anche dagli artigiani che si erano arricchiti. Solo gli aristocratici potevano diventare sacerdoti o condottieri militari. La maggioranza della popolazione era costituita da piccoli artigiani, contadini e servi. Questi ultimi erano i cittadini piĂš poveri e lavoravano nei campi o nelle numerose miniere, insieme agli schiavi, i prigionieri delle popolazioni italiche sottomesse.

6DLFKH =b_;jhkiY^_i\hkjjWhedeW\edZeb[ h_YY^[pp[c_d[hWh_[Z[bbWbehej[hhW$ ?d;jhkh_Wi_[ijhW[lWdehWc["Wh][dje" f_ecXe"ijW]de[iefhWjjkjje\[hhe" Z_Yk_[hWh_YYWbĂ&#x160;_iebWZĂ&#x160;;bXW$L_Y_de WbbW\eY[Z[bJ[l[h["_debjh["]b_ ;jhkiY^_Yeijhk_hedeb[iWb_d[" ]heii_XWY_d_Z_WYgkWcWh_dW_dYk_ h_cWd[lWZ[fei_jWje_biWb[ZefeY^[ bĂ&#x160;WYgkW[hW[lWfehWjW]hWp_[WbYWbeh[ Z[bIeb[$

La condizione della donna Le donne etrusche erano piĂš libere rispetto a quelle greche, costrette a vivere nel ginecèo, ed erano considerate al pari degli uomini. Disponevano di beni propri e potevano acquistare terre e occuparsi di commercio. Inoltre, anche dopo il matrimonio, conservavano il loro cognome e i ďŹ gli, a volte, venivano indicati sia con il cognome del padre sia con quello della madre. Le donne aristocratiche conoscevano la scrittura. Ă&#x2013; Pur occupandosi della casa, dei ďŹ gli e della famiglia, le donne etrusche potevano partecipare a spettacoli, feste e banchetti.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;Beijeh_Ye]h[YeJ[efecfeY_^WbWiY_WjekdWZ[iYh_p_ed[ Z[bYecfehjWc[djeZ[bb[Zedd[[jhkiY^[$:efeWl[hb[jje _bXhWde"h_ifedZ_WbbWZecWdZW$

,EDONNEETRUSCHESIPRESENTANOSPESSOINPUBBLICO PERLORONONnCONSIDERATOSCONVENIENTEMOSTRARSI !TAVOLANONSTANNOSEMPREVICINOALMARITO MASI SIEDONODOVEVOGLIONO3ONOBELLEDAVEDERE MAUSANO BEREVINOALPARIDEGLIUOMINI Â&#x201D; F[hY^Â&#x192;beijeh_Ye]h[YeJ[efecfei[cXhWc[hWl_]b_Whi_ jWdjeZ[bceZeZ_YecfehjWhi_Z[bb[Zedd[[jhkiY^[5

ĂĄ Figura femminile etrusca in terracotta.

37

ALPPFBO

Nan]j]af=ljmjaY D Daii numerosii affreschi ff hi con scene di vita i quotidiana, idi che decoravano le tombe delle famiglie pi├╣ ricche, possiamo capire che gli Etruschi erano un popolo paciямБco e amante dei divertimenti. Poche sono infatti le scene di guerra, mentre numerose sono le pitture che rafямБgurano feste e banchetti.

-& ( "3& 41035*7&

'LI%TRUSCHIAMAVANOANCHELEGARE SPORTIVE'LISPETTACOLIERANOMOLTO FREQUENTIEAPERTIATUTTELEPERSONELIBERE UOMINIEDONNE 'LISPORTPI|APPREZZATI ERANOLACORSADEICAVALLI ILLANCIODEL GIAVELLOTTOEILPUGILATO

38

-& ' &45& & * # "/ $ )& 55*

'LI%TRUSCHIAMAVANOLABUONACUCINA 3INUTRIVANOSOPRATTUTTODISELVAGGINA PESCEEFORMAGGIOINVECEDELPANE MANGIAVANOILPULS UNAPAPPADIFARRO CONDITACONOLIOD┬┤OLIVA CONDITACCONOLIOD OLIVA ,ABEVANDAPREFERITA ,ABBEVANDAPPREFERITA ERAILVINO ERAIILVINO

ALPPFBO

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

-┬Щ"-*. &/5";*0 /&

'LI%TRUSCHIERANOUNPOPOLOCHEAMAVA ' DDIVERTIRSI PARTECIPAREACONCERTIEASSISTERE AASPETTACOLIDIDANZA.UMEROSIAFFRESCHI MOSTRANODANZATORIEDANZATRICIDURANTELEFESTE M /LTREALLEMANIFESTAZIONIPUBBLICHE GRANDIFESTE / EEBANCHETTIERANOORGANIZZATIDAICITTADINIPI| RICCHIECOINVOLGEVANOPRINCIPALMENTE RI LEFAMIGLIEARISTOCRATICHE )BANCHETTIERANOALLIETATIDALLEESIBIZIONIDI GIOCOLIERIEMUSICISTICHESUONAVANOIL┬╜AUTO ELACETRA,AMUSICA ELADANZAERANO MOLTOAPPREZZATE,A MUSICA INPARTICOLARE ACCOMPAGNAVAOGNI MOMENTODELLAVITA ETRUSCASECONDOALCUNI STORICIGLI%TRUSCHI ASCOLTAVANOILSUONODEL ┬╜AUTONONSOLODURANTE IBANCHETTI MAANCHE QUANDOCUCINAVANOICIBI

-F EP OOF

!DIFFERENZADIQUANTOACCADEVAIN'RECIA COMESAI LEDONNEETRUSCHE NONSTAVANOCHIUSENELGINECnOAOCCUPARSIDELLACASAEA¼LARELALANA 6IVEVANOACCANTOALMARITOINGRANDELIBERT÷EPARTECIPAVANOATUTTI GLIASPETTIDELLAVITAPRIVATAEPUBBLICAFESTE BANCHETTI GIOCHI CERIMONIERELIGIOSE  $URANTEIBANCHETTIELEFESTE LEDONNEAMAVANOADORNARSICON PPREZIOSIGIOIELLI'LI%TRUSCHIFURONOINFATTIECCELLENTIORA¼E G ' F INVENTARONOLATECNICADELLAüLIGRANA CHESI INVENTARONO OTTIENESALDANDOINSIEMESOTTILISSIMI OTTIENESS ¼LIDIMETALLOPREZIOSO EQUELLADELLA ¼LIDDI GRANULAZIONE CHEPREVEDEVAL´USODI GRA AN PICCOLESFERED´ORO¼SSATEINMODODA PICCO COMPORREUNADECORAZIONE COMP

-Â&#x2122;"33& %" . &/50

.ELLECASEARISTOCRATICHELASALADEIBANCHETTIERALASTANZA PRINCIPALEEDIGIORNOVENIVAUSATAPERLEATTIVITgLAVORATIVE ,´ARREDAMENTOERAESSENZIALE)COMMENSALIPARTECIPAVANO AIBANCHETTISTANDOSDRAIATISUCOMODILETTI CONUNGOMITO APPOGGIATOAUNOOPI|CUSCINI.ONMANCAVANOORNAMENTI PREZIOSI CANDELABRII INBRONZOEVASELLAME ME INBUCCHERO )LBUCCHERO INVENTATO ATO DAGLIABILIARTIGIANIETRUSCHI ETRUSCHI nUNACERAMICANERAELUCENTE AEELLUCENTE CHESIOTTIENEMESCOLANDO LANDO ARGILLAEPOLVEREDICARBONE CARBONE 1UESTOMISCUGLIOVENIVACOTTO MODELLATOE ENIVACOTTO M MODELLATOEE LUCIDATOPEROTTENERECOPPEEVASIPREZIOSICHE ECOPPEEEVVASIPPREZIOSICCHE

PERILLOROCOLORELUCENTE SEMBRAVANOFATTIDI CENTE SSEMBRAVANOFFATTIDDI METALLO

39

CË@kXc`XXek`ZX

La religione IN CHE COSA CREDEVANO O Co Come la maggior parte dei popoli antichi, gli Etru-

schi hi erano politeisti. li i i I lloro dè dèi ricordavano quelli greci e spesso erano gli stessi, ma con nomi diversi. Per esempio Tinia corrispondeva a Zeus, Nathuns a Poseidone, Menerva ad Atena, Turan ad Afrodite, e così per molti altri. Le stesse divinità furono poi trasmesse dagli Etruschi ai Romani. Ö Pittura dalla Tomba

degli àuguri.

Ü Statuetta di bronzo che raffigura il dio Tinia.

L’arte divinatoria Dai Greci, gli Etruschi accolsero anche la credenza che il destino degli uomini dipendesse dal volere degli dèi. Essi erano convinti che i fenomeni naturali, come il volo degli uccelli o la caduta di un fulmine, esprimessero messaggi divini, la cui interpretazione era affidata a particolari sacerdoti, gli àuguri. Inoltre credevano che si potesse predire il futuro osservando le interiora degli animali sacrificati agli dèi (in particolare il fegato): questo compito era affidato agli arùspici, i sacerdoti etruschi ritenuti in grado di predire il futuro.

, ,%''/,!&/.4% } I[YedZe]b__dZel_d_[jhkiY^_"e]d__cf[h\[p_ed[e_hh[]ebWh_j} h_iYedjhWjWd[b\[]WjeZ_Wd_cWb_Wff[dWkYY_i_h_l[bWlWkd c[iiW]]_eZ_l_de$;ii_Yh[Z[lWdeY^[bW\ehcWZ_gk[ijW ]^_WdZebWh_if[YY^_Wii[f[h\[jjWc[dj[gk[bbWZ[bbW lebjWY[b[ij["Zel[_ccW]_dWlWdeWX_jWii[he]b_Z„_$ F[h_ijhk_h[_]_elWd_Wh’if_Y_kiWlWde ceZ[bb_d__dXhedpe"Yec[ gk[ijeWÓWdYe"_dYk_ bWikf[hÓY_[l[d_lW Z_l_iW_dYWi[bb[ Yehh_ifedZ[dj_Wbb[ lWh_[Z_l_d_j}$ ✔?ceZ[bb_d__d XhedpefhelWdeY^[]b_ ;jhkiY^_[hWdefeb_j[_ij_$F[hY^ƒ5 ✔J_jeB_l_e"kd]hWdZ[ijeh_YehecWde"Z[\_dˆ]b_;jhkiY^_ ¼kdfefebeieccWc[dj[Z[Z_jeWbb[ikf[hij_p_ed_½$7dYehW e]]_iedeZ_\\ki[_d?jWb_WWbYkd[\ehc[Z_ikf[hij_p_ed[$D[ iWfh[ij__dZ_YWh[Wbc[dekdW5

40

á Su u questo q frammento di terracotta è raffigurato un arùspice mentre osserva il fegato di un animale.

7836-%

Il culto dei morti Come gli Egizi, gli Etruschi pensavano che la vita continuasse dopo la morte e avevano un profondo culto dei morti, che seppellivano in grandi cimiteri posti fuori delle mura della città, le necropoli. Come i Villanoviani anche gli Etruschi bruciavano i cadaveri e raccoglievano le ceneri in urne. Con il passare del tempo abbandonarono questa usanza e iniziarono a deporre le salme in sarcofagi di pietra o terracotta. Spesso le tombe importanti erano grandiose e ricoperte da un tumulo di terra, in cui si apriva una porta. All’interno, le tombe erano strutturate come le case dei vivi: divise in stanze, con le pareti decorate, gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano. I familiari erano tenuti a fornire al defunto un corredo di abiti e ornamenti e una scorta di cibi e bevande.

á La tomba raffigurata qui sopra e a lato, detta «a tumulo», ha l’aspetto di una casa a più stanze, con porte di comunicazione, sedili a forma di trono, letti e scudi appesi alle pareti. Si trova nella Necropoli di Cerveteri (l’antica Cere).

) )MPAROASTUDIARE ✔?dZ_YWYedkdWYheY[jjWi[b[ W\\[hcWp_ed_Y^[i[]kedeiedel[h[e\Wbi[$ =b_;jhkiY^_\ehcWhedekdeijWje kd_jWh_e$ ' =b_;jhkiY^_Yedj[i[heWbbWCW]dW =h[Y_W_bZec_d_eikbcWh[$ ' BWY^_Wl[Z_lebjWi[hl_lWf[hWfh_h[ b[fehj[Z[bb[Y_jj}$ ' =b_;jhkiY^_dedYedeiY[lWde _b\[hhe$ ' =b_;jhkiY^_[hWdefeb_j[_ij_$ ' =b_Wh’if_Y_[hWde_]kWhZ_Wd_ Z[bb[d[Yhefeb_$ ' ?\kd[hWb_[jhkiY^_[hWdefh[Y[Zkj_ ZWkdXWdY^[jje$ '

Ö Il rito della sepoltura era seguito da un banchetto, come puoi vedere nella fotografia, e da gare e giochi sportivi in onore del defunto.

41

CË@kXc`XXek`ZX

Espansione e declino degli Etruschi GALLI

Melzo VENETI

ETRURIA PADANA

Mantova Adria Modena LIGURI Spina Fèlsina Marzabotto Ravenna MAR Fiesole Cesena M Rimini L I G U R E Volterra Arezzo Siena Populonia ETRU Cortona RIA Perugia Chiusi Elba Orvieto Vetulonia Vulci Volsini Faleri I Tarquinia Veio T Cere A Roma L LATINI Preneste I Parma

A

R

AD

RI

AT

IC

O C

ETRURIA CAMPANA

I

Capua

M

Cuma

A

R

TI

RR

EN

Gli Etruschi furono abili costruttori di navi e ottimi marinai e le loro flotte dominarono a lungo il Mar Tirreno e la zona occidentale del Mar Mediterraneo. Tra il VII e il VI secolo a.C. misero a frutto le loro capacità e, dopo aver unito le forze fino a formare una dodecapoli, una grande alleanza di dodici città, estesero i propri domini verso la Pianura padana, il Lazio meridionale e la Campania, sottomettendo le popolazioni italiche di quei luoghi. Proprio in quel periodo alcuni re di origine etrusca governarono la città di Roma (come studierai nelle prossime pagine). Nel 535 a.C., grazie all’alleanza con Cartagine (una colonia fondata dai Fenici), riuscirono a sconfiggere le città della Magna Grecia, arrivando così a dominare i commerci marittimi.

Pompei Territori etruschi originari

O

Espansione in Emilia e Pianura padana Espansione nel Lazio meridionale e in Campania

Terminato il periodo delle grandi alleanze tra città à (dodecapoli), i domini etruschi subirono una battuta d’arresto. Nel 474 a.C. le colonie greche in Italia sconfissero gli Etrupresero schi a Cuma e in quello stesso periodo i Romani ripresero il controllo della propria città, dopo aver cacciato o i re etruschi. Nel secolo successivo, con l’invasione della ella Pianura padana da parte dei Celti che abitavano la a Gallia, corrispondente all’attuale Francia, cominciò il declino della civiltà etrusca. A metà del III secolo a.C., infine, le ultime città etrusche si piegarono alla crescente potenza romana.

) )MPAROASTUDIARE ✔F[diWdZeW_ikYY[ii_Z[bbWZeZ[YWfeb_ [WbbWijeh_WZ[]b_Wdj_Y^_=h[Y_"fhelWWif_[]Wh[ f[hgkWb[cej_le_bi_ij[cWZ[bb[Y_jj}#ijWje h[dZ[lWf_’Z[Xeb[bWY_l_bj}[jhkiYW$

42

á Particolare del frontone del tempio di Talamone (Grosseto) che rappresenta una scena di battaglia.

7836-%

?f`dgXiXkfX%%% 6MGSRSWGIVI

?dZ_YWYedkdWYheY[jjWi[b[W\\[hcWp_ed_iedel[h[e\Wbi[$ ?fefeb__jWb_Y_dedYedeiY[lWdebĂ&#x160;kieZ[bbWiYh_jjkhW$ 7L_bbWdelWi_iYefh_hedeb[fh_c[jhWYY[Z[bbWY_l_bj}Z[_9Wckd_$ ?9[bj_i_ijWdp_Whedeiebe_d?jWb_W$ D[bikZZ[bbĂ&#x160;?jWb_Wl_ii[he_L[d[j_$ ?Zhk_Z_[hWde]k[hh_[h_Y[bj_$ ?dkhW]^_iedeYeijhkp_ed__df_[jhW$ ?b]k[hh_[heZ_9Wf[ijhWdeÂ&#x201E;kdWijWjkWWjjh_Xk_jWW]b_KcXh_$ BĂ&#x160;WhcWYWhWjj[h_ij_YWZ[_]k[hh_[h_iWdd_j_[hW_b]_Wl[bbejje$ ?8hkp_[hWdeijWdp_Wj__d9WbWXh_W$

        

' ' ' ' ' ' ' ' '

        

'SPPIKEVI

H_iebl_gk[ijei[cfb_Y[YhkY_l[hXW$B[b[jj[h[_di[h_j[d[bb[YWi[bb[YebehWj[ j_ZWhWdde_bdec[Z[bZ_efh_dY_fWb[Z[]b_;jhkiY^_$

1

1. <kWbb[WjWZ[]b_;jhkiY^_Yedjhe

b[Yebed_[]h[Y^[$ 2. ?bfefebeZWYk_Z_iY[dZ[lWde ]b_;jhkiY^_i[YedZe;heZeje$ 3. =el[hdWlWb[Y_jj}#ijWje$ 4 4. B[Y_jj}Z[_cehj_$ 5. BWj[hhWZ[]b_;jhkiY^_$

2 3 5

0IKKIVIPIJSRXMWXSVMGLI

BĂ&#x160;_ccW]_d[hWffh[i[djW_b\WceieJXiZf]X^f [\^c`Jgfj`"h_jhelWje_dkdWjecXWd[bbĂ&#x160;Wh[W WhY^[ebe]_YWZ_9[hl[j[h_$Ă&#x17E;h[Wb_ppWje_dj[hhWYejjW jjW [ikbYef[hY^_eÂ&#x201E;hWffh[i[djWjWkdWYeff_WZ_ifei_ ei_ ZkhWdj[kdXWdY^[jje$Eii[hlWbeYedWjj[dp_ed[" " fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ Â&#x201D; 7gkWb[YbWii[ieY_Wb[WffWhj[d]ede]b_ifei_5 Â&#x201D; 9^[YeiWY_\WYWf_h[_bIWhYe\W]eZ[]b_Ifei_W fhefei_jeZ[bhkebeZ[bb[Zedd[d[bbWieY_[j} [jhkiYW5 43

CXZ`m`ck~ .FD8aJK8K8 E<CCยŒ8EK@:?@KZ @C:<EKIF;@LE8>I8E;<:@M@CKZ ;LI8K8DFCK@J<:FC@C8:@M@CKZIFD8E8 %EHL<CCLE>FG<I@F;F.FD8 aJK8K8EFEJFCFLE8>I8E;<GFK<EQ8D@C@K8I< D8LEDF;<CCF;@ :@M@CKZC8C@E>L8 @CC8MFIF C<C<>>@ CยŒFI>8E@QQ8Q@FE<;<CC8JF:@<KZ  CยŒ8DFI<G<IC8G8KI@8 C<KI8;@Q@FE@IFD8E<JFEFJK8K<G<I KLKK@@GFGFC@LEGLEKF;@I@=<I@D<EKF:LCKLI8C<<:@M@C< Roma oggi

2OMAฤกOGGILACAPITALEDELLA2EPUBBLICA)TALIANA CONOLTREMILIONIDI ABITANTI.ELLESUEVIEENELLESUEPIAZZESIPOSSONOANCORAVEDEREIRESTIDELLA GRANDECIVILTรทROMANAPALAZZI MONUMENTI ANGOLIRICCHIDISTORIA3ONOI LUOGHIDOVEUNTEMPOVISSEROGLIANTICHI2OMANIDAL&OROAL#OLOSSEO ALLE BASILICHE ALLETERME ALLEDOMUSPATRIZIE ALLESTRADECHEDA2OMAPARTIVANOE A2OMAARRIVAVANODAMOLTOLONTANO

44

[`IfdX

*'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

)NTORNOALLAMETáDELLl6)))SECOLOA#ILPOPOLODEI,ATINIFONDÄ  UN PICCOLO VILLAGGIO SUL COLLE 0ALATINO NEI PRESSI DEL ĂźUME 4EVERE)NQUELTRATTOLlACQUAERAPOCOPROFONDAEVISORGEVAUN ISOLOTTO LlISOLA4IBERINANELLAFOTOQUISOPRA CHEPERMETTEVA DIATTRAVERSAREFACILMENTEILĂźUME.ELLALINGUAETRUSCAILGUADO ERA DETTO RUMON COSĂ? IL VILLAGGIO VENNE CHIAMATO 2OMA ,APOSIZIONEGEOGRAĂźCADI2OMAERAFAVOREVOLEALCOMMERCIO SORGEVAVICINOALMARE SULLASTRADACHECOLLEGAVALl%TRURIAALLE RICCHECITTáDELLA-AGNA'RECIAINOLTRELUNGOIL4EVERE NAVIGABILE ĂźNOALMARE SIPOTEVANOFACILMENTETRASPORTARELEMERCICOMEIL SALEMARINO DALLAFOCEVERSOLlINTERNO#ONILPASSAREDELTEMPO 2OMASIESTESEAIVILLAGGISORTISUICOLLICIRCOSTANTIEDIVENNEUNA VERAEPROPRIACITTá

conoscere la nascita di Roma attraverso le fonti e la leggenda; â&#x20AC;˘ a conoscere la prima forma di governo di Roma, quella monarchica; â&#x20AC;˘ a riďŹ&#x201A;ettere sul passaggio dalla monarchia alla repubblica; â&#x20AC;˘ a conoscere le classi sociali dellâ&#x20AC;&#x2122;antica Roma; â&#x20AC;˘ a conoscere lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione militare romana; â&#x20AC;˘ a conoscere la religione romana e lâ&#x20AC;&#x2122;inďŹ&#x201A;uenza di quella etrusca e di quella greca; â&#x20AC;˘ a riďŹ&#x201A;ettere sulle conquiste di Roma; â&#x20AC;˘ a studiare le cause della ďŹ ne della repubblica.

45

il MITO

La leggenda di Romolo e Remo D[bbWfW]_dWfh[Y[Z[dj[^W_b[jjebWijeh_WZ[bbW dWiY_jWZ_HecW"YeiˆYecʄijWjWh_Yeijhk_jW ZW]b_ijkZ_ei_ikbbWXWi[Z[_h[f[hj_WhY^[ebe]_Y_$ D[bbÊWdj_Y^_j}"f[h"[i_ij[lWkdWb[]][dZWikbbW ikW\edZWp_ed[0\kiYh_jjWi[Yeb_Zefe"gkWdZe HecW[hWehcW_kdWY_jj}]hWdZ[[fej[dj[$ ;YYe"_dXh[l["_bhWYYedje$

,´EROETROIANO%NEA DOPOESSERESFUGGITOALLA DISTRUZIONEDI4ROIA SIMBARCwCONALCUNI COMPAGNIEFAMILIARI¼NCHnAPPRODw DOPO UNLUNGOVIAGGIO SULLECOSTEDEL,AZIO1UI SUO¼GLIO DIVENTATOADULTOECORAGGIOSO FONDwUNANUOVACITTg!LBALONGA4RE SECOLIDOPOILRELEGITTIMODI!LBALONGA .UMITORE FUSPODESTATODALMALVAGIOFRATELLO!MULIO%GLI IMPRIGIONw.UMITORE FECEUCCIDEREISUOI¼GLIMASCHIEOBBLIGwLA¼GLIAFEMMINA2EA3ILVIAADIVENTARE SACERDOTESSA PERCHmNONAVESSE¼GLI$ILEI PERw SIINNAMORwILDIO-ARTEEDALLALOROUNIONENACQUERO DUEGEMELLI2OMOLOE2EMO!MULIO INFORMATODELLANASCITADEIBAMBINI COMANDwCHEVENISSERO AFFOGATINEL4EVERE MAUNSERVOLIMISEINUNACESTAELIAF¼DwALLACORRENTEDEL¼UME2AGGIUNTALA RIVA IDUENEONATIFURONOALLATTATIDAUNALUPA ¼NOAQUANDOVENNEROTROVATIDAUNPASTORECHELI ALLEVw2OMOLOE2EMO DIVENTATIGRANDI VENNEROACONOSCENZADELLELOROORIGINIE DOPOAVERRIMESSO SULTRONODI!LBALONGAILNONNO.UMITORE DECISERODIFONDAREUNACITTgSULCOLLE0ALATINO VICINOALLA RIVADOVEERANOSTATISALVATIDALLALUPA0ERSCOPRIRELAVOLONTgDEGLIDnIEDECIDERECHIDILORODOVESSE REGNARESULLACITTg SIAF¼DARONOALVOLODEGLIUCCELLI'LIDnISCELSERO2OMOLO CHETRACCIwCONUNARATRO ILSOLCOSACROSULQUALESAREBBEROSORTELEMURADELLANUOVAFONDAZIONE1UANDO2EMOSUPERwQUEL SOLCO INSULTANDOILFRATELLO 2OMOLOLOUCCISEEDIVENNEREDELLACITTgCHE INSUOONORE PRESEILNOMEDI F 2OMA%RAILAPRILEDELA# 2OM

$ $%.42/),-)4/ ✔GkWb_i_]d_\_YWj_fkWl[h[bWb[]][dZWZ[bbW\edZWp_ed[Z_HecW5 IY[]b_b[YedYbki_ed_Y^[j_i[cXhWdef_’]_kij[$ ” BWb[]][dZWfheXWX_bc[dj[lkeb[0  h_YehZWh[Y^[_\edZWjeh_[hWdeYedjWZ_d_[fWijeh_$  \WhYh[Z[h[Y^[HecWWl[lWWlkjeeh_]_d_Z_l_d[$  Yh[Wh[kdYebb[]Wc[dje\hWbWY_l_bj}hecWdW[_hWYYedj_ec[h_Y_$ ” BÊkd_YWl[h_j}ijeh_YW„gk[ijW0  Hecebe\k_bfh_ceh[Z_HecW$  HecW„ijWjW\edZWjWikbYebb[FWbWj_de$  7ckb_e[hWkdh[cWblW]_e$

46

7836-%

Il periodo della monarchia Dalla sua fondazione, nel 753 a.C., ďŹ no al 509 a.C. Roma fu governata da re. Il re deteneva tutti i poteri: emanava le leggi, comandava lâ&#x20AC;&#x2122;esercito, amministrava la giustizia ed era a capo della religione. Veniva eletto dal senato, unâ&#x20AC;&#x2122;assemblea composta dai capi delle famiglie piĂš ricche e potenti della cittĂ , e rimaneva in carica ďŹ no alla morte. Dei tanti re che segnarono questo lungo periodo, la tradizione ne ricorda soltanto sette: 1) Romolo, fondatore di Roma, che istituĂŹ il senato e assegnò le terre alle famiglie che avevano fondato Roma; 2) Numa Pompilio, un re paciďŹ co che dette origine al culto del dio Giano, in onore del quale fece costruire uno dei primi templi della cittĂ ; 3) Tullo Ostilio, un re guerriero che estese il dominio di Roma .' %124   a tutto il Lazio e distrusse la cittĂ  di Albalonga; La parola senato deriva dal 4) Anco Marzio, che ingrandĂŹ Roma, fece costruire il porlatino senex, cioè ÂŤvecchioÂť. to di Ostia e il primo ponte sul Tevere, il ponte Sublicio; Infatti i senatori erano 5) Tarquinio Prisco, un re di origine etrusca che abi rappresentanti piĂš anziani bellĂŹ Roma con molte opere pubbliche come il foro delle nobili famiglie romane. (la piazza, illustrata nella foto, in cui si svolgevano il mercato e lâ&#x20AC;&#x2122;assemblea dei cittadini) e la cloaca massima (il primo sistema di fognature); 6) Servio Tullio, anchâ&#x20AC;&#x2122;egli di origine etrusca, che organizzò la societĂ  romana e fece ediďŹ care le mura intorno alla cittĂ ; 7) Tarquinio il Superbo, ultimo re di origine etrusca che fu odiato dal popolo a causa della sua arroganza. Con il suo allontanamento ďŹ nĂŹ la monarchia.

.,* a.C.

,'0 +0* a.C. a.C.

)., a.C.

(+- a.C.

REPUBBLICA

MONARCHIA

<edZWp_ed[ Z_HecW

)-+ a.C.

7HecW dWiY[bW h[fkXXb_YW

9edgk_ijWZ[bbĂ&#x160;?jWb_W

=k[hh[fkd_Y^[

,)$++

*( Nascita a.C. a.C. di Cristo Impero

9[iWh[ EjjWl_Wde Wbfej[h[ Z_l[djW _cf[hWjeh[

, ,%''/,ALINEADELTEMPO â&#x153;&#x201D;Eii[hlWbWb_d[WZ[bj[cfe[fhelWWif_[]Wh[f[hgkWb[cej_le]b_ijeh_Y_iede Yedl_dj_Y^[_h[Z_HecW\khedef_Â&#x2019;Z_i[jj[$

47

CXZ`m`ck~[`IfdX

La società romana COME ERANO ORGANIZZATI La società romana era divisa

in tre classi sociali: patrizi, plebei e schiavi. I patrizi erano gli aristocratici e avevano questo nome perché discendevano dai patres, i padri fondatori di Roma. Erano i proprietari terrieri, i soli a poter far parte del senato.

I plebei erano la maggioranza della popolazione. Il loro nome deriva infatti dal latino plebs, che significa «moltitudine». Discendevano dalle famiglie arrivate a Roma dopo la sua fondazione. Erano soprattutto contadini, piccoli commercianti e artigiani. Alcuni di loro erano anche molto ricchi, ma non potevano partecipare alla vita pubblica della città.

Gli schiavi erano i prigionieri di guerra e i tanti plebei che, non riuscendo a pagare i loro debiti, diventavano schiavi dei loro creditori. Non avevano diritti e potevano essere comprati e venduti. Lavoravano nei campi, nelle miniere o come domestici nelle case dei patrizi. Chi riusciva a ottenere la libertà, come ricompensa dei propri servizi, diventava liberto, cioè «liberato». La società romana non si basava tanto sulle persone, ma sulle famiglie e sui gruppi di famiglie. A capo di ciascuna c’era il cosiddetto pater familias, il maschio più anziano che aveva sui familiari e sui loro beni ogni potere.

) )MPAROASTUDIARE ✔9ebb[]We]d_fWhebW#Y^_Wl[WbbWikWif_[]Wp_ed[$

Patrizi Plebei Liberti

48

Parte di popolazione libera, ma esclusa dal governo di Roma. Schiavi che ottenevano la libertà come ricompensa dei loro servizi. Discendenti dei padri fondatori e nobili proprietari terrieri.

7836-%

La nascita della repubblica COME ERANO ORGANIZZATI Le piĂš ricche famiglie patrizie di Roma

mal sopportavano il dominio dei re etruschi e volevano piĂš potere per sĂŠ. Per questa ragione, durante il regno di Tarquinio il Superbo approďŹ ttarono della debolezza degli Etruschi, che erano stati sconďŹ tti dai Greci in Campania, per liberarsi della monarchia e istituire la repubblica. Era il 509 a.C. Il potere di discutere e approvare le leggi passò dalle mani di una sola persona a quelle del senato, che mise due consoli a capo del governo. I consoli, che rimanevano in carica un anno, avevano il compito di governare la cittĂ , comandare lâ&#x20AC;&#x2122;esercito e allacciare rapporti con le popolazioni vicine. Erano sempre due e dovevano operare di comune accordo; ognuno aveva il diritto di veto sulle decisioni dellâ&#x20AC;&#x2122;altro, cioè poteva impedirle se non le condivideva. Questo sistema faceva sĂŹ che non si concentrasse il potere nelle mani di uno solo dei due consoli. Per facilitare il loro compito vennero nominati altri magistrati (pretori, questoriâ&#x20AC;Ś), importanti funzionari pubblici che avevano il compito di amministrare la .' %124   giustizia e le ricchezze dello stato. Il termine repubblica deriva dal latino res publica, che signiďŹ ca ÂŤcosa di tuttiÂť, e indica il potere esercitato da tutti i cittadini.

ĂĄ In questa incisione si legge la frase latina

Senatus Populusque Romanus, che signiďŹ ca ÂŤil Senato e il popolo romanoÂť.

6DLFKH ?dj[cfeZ_]k[hhW[_di_jkWp_ed_Z_ f[h_Yebef[hbWY_jj}jkjj__fej[h_ [hWdeYed\[h_j_WkdiebeYedieb[" Y^_WcWjeZ_jjWjeh[ZWbbWj_deZ_YjWh[" Y_eÂ&#x201E;ÂźYecWdZWh[½$B[Z[Y_i_ed_Z_ gk[ijĂ&#x160;kbj_ceded[hWdeiejjefeij[ Wd[iikdl[je1[]b_"f[hÂ?"fej[lW h_cWd[h[_dYWh_YWiebei[_c[i_$

49

CXZ`m`ck~[`IfdX

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;Beijeh_YeJ_jeB_l_eh_fehjW_b Z_iYehieY^[_bYedieb[C[d[d_e 7]h_ffW\[Y[W_fb[X[_f[hYedl_dY[hb_ WiY[dZ[h[ZWbYebb[7l[dj_de[fehh[ \_d[WbbWbehefhej[ijW$ B[]]_beYedWjj[dp_ed["fe_h_ifedZ_ Wbb[ZecWdZ[ikbgkWZ[hde$

.ELTEMPOINCUINELL´UOMONON REGNAVAUNAPERFETTAARMONIA LE VARIEPARTIDELCORPOSIARRABBIARONO PERCHmTUTTOILLAVOROANDAVA AFAVOREDELLOSTOMACOCHE STANDOSENEINOZIO NONFACEVACHE GODERSIIPIACERIDELLAVITA0ERCIw DICOMUNEACCORDO LEMANINON PORTARONOPI|ILCIBOALLABOCCA LABOCCARIÂźUTwQUELLOCHELEVENIVA OFFERTOEIDENTINONMASTICARONO PI|,ACONSEGUENZAFUCHETUTTO ILCORPOCADDEINUNOSÂźNIMENTO MORTALE Â&#x201D; 9^_"jhWfWjh_p_[fb[X[_"Â&#x201E; hWffh[i[djWjeZWbbeijecWYe5 Â&#x201D; I[YedZej["Yedgk[ijWijeh_[bbW Y^[YeiWlkeb\WhYWf_h[C[d[d_e 7]h_ffWW_fb[X[_5

50

Le lotte dei plebei Con lâ&#x20AC;&#x2122;avvento della repubblica vennero eletti soltanto consoli di appartenenza patrizia, perchĂŠ i plebei non avevano diritti politici, ma solo doveri verso lo stato. I plebei non potevano partecipare alle decisioni del senato e le leggi, che erano tramandate oralmente, favorivano la classe dei patrizi. Per ottenere privilegi e protezione, i plebei si legavano alle famiglie patrizie come clienti, cioè le appoggiavano nelle battaglie politiche per il potere, le seguivano in guerra e coltivavano i loro campi, ma era sempre una posizione di sudditanza. Nel primo secolo della repubblica, con le guerre di espansione, il potere e le ricchezze dei patrizi aumentarono, viceversa la situazione economica dei plebei peggiorò: costretti a partire per la guerra come soldati, i plebei dovevano comprarsi le armi e lasciare il loro lavoro e al termine della guerra erano piĂš poveri di prima. CosĂŹ nel 494 a.C. i plebei si ribellarono e organizzarono una specie di ÂŤscioperoÂť riďŹ utandosi di andare a combattere: si riunirono sul colle Aventino e lasciarono la cittĂ  indifesa mentre eserciti nemici stavano marciando verso Roma. Fu il console Menenio Agrippa a convincere i plebei a tornare. Con la riappaciďŹ cazione il popolo ottenne alcuni diritti e i Romani, tornati uniti, vinsero la guerra.

7836-%

Le leggi romane Nel 494 a.C. il popolo ottenne importanti concessioni, tra cui lâ&#x20AC;&#x2122;introduzione dei tribuni della plebe, magistrati che rappresentavano il popolo nel governo della cittĂ  e potevano opporsi alle leggi che andavano contro agli interessi dei plebei. I tribuni avevano quindi il potere di veto (dicendo ÂŤVeto!Âť, che in italiano signiďŹ ca ÂŤNon approvo!Âť). Tuttavia ci vollero ancora molti anni prima che i plebei ottenessero leggi piĂš giuste. Solo nel 450 a.C. il senato decise di mettere per iscritto le leggi: esse vennero incise su dodici tavole di bronzo ed esposte nel foro perchĂŠ tutti, patrizi e plebei, potessero conoscerle e rispettarle. Il governo di Roma rimase comunque nelle mani dei patrizi. In teoria anche un plebeo aveva accesso alle cariche piĂš alte dello stato; in pratica, però, i patrizi sceglievano il nome dei candidati alle cariche pubbliche e molto raramente permettevano ai plebei di partecipare alle elezioni.

Ă&#x153; Le leggi romanee sono so ono n note come C\^^`[\cc\;f[`Z`KXmfc\ Z`K KXmfc\.

Ă&#x153; Magistrati romani.

I IMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;B[fh_c[b[]]_hecWd[iYh_jj["\WjjeZ_[dehc[_cfehjWdpWfeb_j_YW"iededej[Yec[ÂźB[]]_Z[bb[N?? jWleb[½$Gk[ij[dehc[l[d_lWdeb[jj[[ijkZ_Wj[Wc[ceh_WZW_]_elWd_d[bb[iYkeb[Z[bj[cfe$;YYed[ WbYkd[0 s 3EUNOROMPEUNMEMBROAUNALTRO ENONSIACCORDACONLUI VALGAILTAGLIONE

CIOnGLIVENGAARRECATOLOSTESSODANNO  s 3EQUALCUNOUSACOMEPASCOLOILCAMPODIUNALTRO LAPENASIALAMORTE s #HIUNQUEPROVOCHIDANNIAUNGRANAIOOAUNEDIÂźCIO SIAFRUSTATOOBRUCIATOSULROGOSELOHA FATTOACCIDENTALMENTEPAGHIILDANNOCHEHAPROVOCATO â&#x153;&#x201D;?HecWd_\khede]hWdZ_b[]_ibWjeh_0bĂ&#x160;_di_[c[Z[bb[beheb[]]_i_Y^_WcWÂźZ_h_jjehecWde½[ZÂ&#x201E;ijkZ_Wje WdYehWe]]_$H_YehZ_gkWb[h["d[bbWijeh_WY^[^W_ijkZ_WjebĂ&#x160;WddeiYehie"Z_l[dd[\Wceief[hWl[h h_kd_jeb[fh_c[b[]]_iYh_jj[_dkdYeZ_Y[5GkWb[fefebeZel[lWeXX[Z_h[Wgk[bb[b[]]_5 51

CXZ`m`ck~[`IfdX

Roma e il suo esercito .' Le guerre e le conquiste di Roma furono possibili grazie a un for%124   te esercito, composto di soldati in grado di permettersi il costo La parola soldato deriva da solidus, dellâ&#x20AC;&#x2122;equipaggiamento. Il servizio militare era volontario e ducioè la moneta dâ&#x20AC;&#x2122;oro che i legionari rava molti anni, ma era considerato un dovere importantissiricevevano come paga per il loro mo. Allâ&#x20AC;&#x2122;inizio del I secolo a.C. fu deciso di trasformare questo servizio. servizio in un vero e proprio lavoro, aperto a tutti i cittadini, compresi coloro che non potevano permettersi di pagare le armi e lâ&#x20AC;&#x2122;armatura. Nacquero cosĂŹ i soldati di mestiere, che venivano pagati e rimanevano nellâ&#x20AC;&#x2122;esercito per 25-30 anni. Lâ&#x20AC;&#x2122;esercito romano era formato da legioni, ciascuna delle quali era composta da circa seimila fanti. Ogni legione era suddivisa in manipoli, coorti e centurie. Dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito faceva parte anche la cavalleria: i cavalieri erano di famiglia patrizia.

LEGGOLÂ&#x17D;IMMAGINE â&#x153;&#x201D;Eii[hlWWjj[djWc[dj[_bZ_i[]deZ[b iebZWjehecWde[iYh_l_WYYWdjeW_lWh_ [b[c[dj_Z[bike[gk_fW]]_Wc[dje_b dkc[heYehh_ifedZ[dj[$ iYkZe_db[]de[Yke_e ]_Wl[bbejje [bc[jjeZ_\[hhe iWdZWb_WbbWYY_Wj_WbbWYWl_]b_W ifWZW[\eZ[he YehWppW_dbWc[bb[c[jWbb_Y^[ ]edd[bb_deZ_ije\\W[Yke_e cWdj[bbe 4

2

3

1

3 6 5

8 7

2

52

1

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

7836-%

L’accampamento romano Durante le campagne militari, l’esercito romano si accampava. Una volta trovato un luogo adatto, normalmente un terreno pianeggiante, venivano tracciate due strade a croce, chiamate cardo e decumano; poi si scavava un fossato tutto intorno al luogo scelto e si costruiva una palizzata di difesa o un muro di pietra. Al centro del campo trovavano posto la tenda del generale e l’altare per i sacrifici. Le quattro porte, come puoi vedere nel disegno, si trovavano sui quattro lati. Talvolta gli accampamenti restavano occupati per anni e si trasformavano in veri e propri centri abitati. Molte città italiane hanno avuto origine proprio da accampamenti romani, di cui conservano ancora l’antica struttura con strade regolari che si incrociano ad angolo retto.

I IMPAROASTUDIARE

10

6 5

9 7 8 4

9ed_bfWiiWh[Z[bj[cfe_HecWd_f[h\[p_edWhede je b[behej[Yd_Y^[Z_XWjjW]b_W[fej[dp_WhedebÊ[i[hY_je [bÊ[gk_fW]]_Wc[dje$F[hZ_\[dZ[hi_ZWbb[\h[YY[ Z[_d[c_Y_"kj_b_ppWlWdebWj[Yd_YWZ[bbWj[ijk]]_d[0 _iebZWj_i_h_kd_lWde_df_YYeb_]hkff_WbpWdZe_behe iYkZ_ikbbWj[ijW[WlWdpWdZeYecfWjj_$

✔Iejjeb_d[Wd[bj[ijeb[h_ifeij[Wbb[ i[]k[dj_ZecWdZ[$ ” IkgkWb[j_feZ_j[hh[dei_fh[fWhWlW bÊWYYWcfWc[dje5 ” 9ec[i_Y^_WcWlWdeb[Zk[ijhWZ[ jhWYY_Wj[WYheY[5 ” F[hY^ƒl[d_lWYeijhk_jWkdWfWb_ppWjW _djehdeWbYWcfe5 ” 9^[YeiWl[d_lWfeijeWbY[djheZ[b YWcfe5

53

-™B C C J H MJ B N FOUP

,ABASEDELL´ABBIGLIAMENTOMASCHILEE FEMMINILEERALATUNICAUNACAMICIALUNGA ¼NOALLEGINOCCHIA LEGATAINVITACONUNA SOTTILECINTURA3OPRALATUNICALEDONNE PATRIZIEPORTAVANOLASTOLA UNABITOLUNGO CONMOLTEPIEGHEPERMOSTRARSIINPUBBLICO INDOSSAVANOLAPALLA UNASORTADISCIALLE E E INTESTAPORTAVANOILVELO'LIUOMINI SPECIE E QUELLIRICCHI SOPRALATUNICAPORTAVANOLA TOGA UNASPECIEDIGRANDEMANTELLOBIANCO DILANA CHESIAVVOLGEVANOSUUNASPALLAE SULBRACCIO

- ™ BMJ N FOUB[J P O F

,´ALIMENTAZIONEDEI2OMANIERAABASEDIVERDURE LATTE LEGUMI CEREALI FORMAGGIOEFRUTTA3ULLELOROTAVOLEIPATRIZI AVEVANOANCHECARNEEPESCE CONDITICONSALSEPICCANTI &ACEVANOTREPASTIALGIORNOESPESSOSIINTRATTENEVANOIN SONTUOSIBANCHETTI ALLIETATIDAMUSICHEEDANZE)PASTI ERANODAVVEROABBONDANTI ANCHEPERCHmERACONSIDERATA CATTIVAABITUDINEMANGIAREPOCO

ALPPFBO

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

ALPPFBO

Nan]j]f]ddÁYfla[YJgeY

-"'" .*(-* " F MF EP O O F

54

!LLABASEDELLASOCIETgROMANAC´ERALAFAMIGLIA CHE COMPRENDEVAANCHEINONNI GLIZII INIPOTIEGLISCHIAVI )LPATERFAMILIAS L´UOMOPI|ANZIANO ERAILCAPO INDISCUSSODELLAFAMIGLIAEAVEVAAUTORITgASSOLUTASULLA MOGLIEESUI¼GLI TANTOCHE POTEVAADDIRITTURAVENDERLICOME SCHIAVI3OLOGLIUOMINIPOTEVANO PARTECIPAREALLAVITAPUBBLICA LEDONNEAVEVANOUNRUOLO SECONDARIODOVEVANOSOTTOSTARE ALPADREOALMARITOEILLORO COMPITOERAQUELLODIDIVENTAREBUONEMOGLIEBRAVEMADRI 0OTEVANOUSCIREDICASAPERRECARSIALMERCATOODALLEAMICHE ,EDONNEPATRIZIEERANOSEMPREACCOMPAGNATEDALLESCHIAVE

*-. "53* .0 /*0

!2OMAILMATRIMONIOAVVENIVAPERIMASCHIFRAIEIANNI NNI AA EPERLERAGAZZEFRAIEIANNI%RAILPADREDELLARAGAZZAA NE SCEGLIERELOSPOSOPERLA¼GLIA)LGIORNODELLENOZZEL´ABITAZIONE DELLAFUTURASPOSAVENIVAADDOBBATADIüORILARAGAZZAPORTAVA AVA UNLUNGOABITOBIANCOEUNVELOARANCIONESULVOLTO'Ig ALLORAGLISPOSISISCAMBIAVANOUNAFEDEDlORO CHEVENIVA IN¼LATA COMEOGGI ALL´ANULARE PERCHmSIPENSAVACHEQUELDITO TO FOSSECOLLEGATO TRAMITEUNNERVO ALCUORE SIMBOLOD´AMORE)L )L BANCHETTODINOZZEDURAVA¼NOALTRAMONTOPOIUNCORTEODI DI SUONATORIEAMICIACCOMPAGNAVAGLISPOSINELLANUOVACASA

* # " .# */*

! !LLANASCITA TUTTII¼GLIMASCHIRICEVEVANODALPADRE ALPADRE LA ENEVA LABULLA UNASPECIEDISACCHETTINOCHECONTENEVA UUNPORTAFORTUNA,ABULLASITENEVAALCOLLO¼NOALLA NOALLA MAGGIOREETgANNI QUANDOVENIVARICONSEGNATAAL MA M EGNATAAL PADREINCAMBIODELLATOGA PAD DR ,EBAMBINE INVECE ERANOCONSIDERATEMAGGIORENNI ,EEB RENNI MOLTOPRIMA PERQUESTOMOTIVOGIgADODICIANNI MO M ANNI POTEVANOSPOSARSI PPO

-"4$60-"

&INOASEIANNI OGNIBAMBINO MASCHIO RICCOOPOVERO RICEVEVA L´EDUCAZIONEINFAMIGLIADAL PATERFAMILIAS MENTRELAMADRE INSEGNAVAALLE¼GLIEFEMMINEA OCCUPARSIDELLACASA,EBAMBINE BENESTANTIIMPARAVANOINSEGUITOA A CANTAREEASUONARE RARAMENTEALEGGEREEA SCRIVERE)BAMBINIMASCHIBENESTANTI ALL´ETgDISETTEANNI VENIVANOAF¼DATIAUNMAESTROPRIVATO SPESSOUNOSCHIAVO ISTRUITO OALLASCUOLA DOVEGLIINSEGNANTIIMAGISTRI ERANO PAGATIDAIGENITORI)¼GLIELE¼GLIEDEIPLEBEINONRICEVEVANO ALCUNAISTRUZIONE

55

CXZ`m`ck~[`IfdX

La religione IN CHE COSA CREDEVANO O Ip più antichi dèi venerati dai Romani erano legati al

mondo contadino. Per esempio, la semina aveva la protezione del dio Saturno e il raccolto quella della dea Cerere. I Romani veneravano anche divinità che proteggevano la famiglia e la casa, come i Lari e i Penati, e credevano che gli spiriti dei defunti, i Mani, vegliassero su di loro. In ogni abitazione vi erano altari con le immagini delle divinità domestiche e si celebravano riti in loro onore in occasione di nascite, matrimoni e morti.

6DLFKH B[l[ijWb_[hWdeZ[bb[iWY[hZej[ii[ iY[bj[jhWb[hW]Wpp[fWjh_p_[$:_l[djWh[ l[ijWb[[hWYedi_Z[hWje kd]hWdZ[edeh[f[hb[ \WdY_kbb[hecWd[$ ?bbehei[hl_p_e_d_p_WlW WjjehdeW_i[_Wdd_ [Yedj_dkWlWf[h jh[djÊWdd_$?dgk[ije f[h_eZeb[l[ijWb_ dedfej[lWde ifeiWhi_[ l_l[lWde Z[djhe_bj[cf_e$

) )MPAROASTUDIARE ✔H_ifedZ_ikbgkWZ[hde$ ” :efeWl[hb[jje_bj[ije[h_fWiiWje bÊkd_j}h[bWj_lWW]b_Wdj_Y^_=h[Y_" iWfh[ij__dZ_YWh[_bhkebeZ_=_el[" L[d[h["C_d[hlW[D[jjkde5 ” 7XX_Wce]_}fWhbWjeZ_CWhj[" j_h_YehZ__dY^[eYYWi_ed[5

Ü Il dio Marte.

56

á Un altare domestico.

á Statuetta di bronzo che raffigura un lare.

Anche le città avevano i loro dèi protettori: in loro onore venivano costruiti magnifici templi, davanti ai quali i sacerdoti celebravano riti e sacrifici. Nel tempio della dea Vesta, la protettrice del focolare domestico e della comunità cittadina, le vestali avevano il compito di tenere sempre acceso il fuoco sacro. Inoltre, l’uso etrusco di osservare il volo degli uccelli e le viscere degli animali per trarne presagi si diffuse anche nell’antica Roma e gli àuguri e gli arùspici vennero tenuti in grande considerazione. Quando i Romani conquistarono la Grecia ne assimilarono la religione, cambiando però i nomi degli dèi con nomi latini: Zeus diventò Giove, Afrodite Venere, Ares Marte, Atena Minerva e Poseidone Nettuno, per citarne soltanto alcuni tra i più importanti.

7836-%

Roma conquista l’Italia Con il passare dei secoli la Repubblica romana continuò a ingrandire i suoi territori. Osserva la carta e leggi i testi. D[b L i[Yebe W$9$ HecW YecXWjjƒ[l_di[_fefeb_ Z[bBWp_e;jhkiY^_"BWj_d_" IWX_d_"LebiY_$BWl_jjeh_W ikbbWY_jj}[jhkiYWZ_L[_e c_i[ Ód[ WbbW fej[dpW Z[]b_;jhkiY^_$

D[b).,W$9$_HecWd_ikX_hede kdWZkhWiYedÓjjWWef[hW Z[_=Wbb_Y^["YecWdZWj_ZW 8h[dde"iY[i[heÓdeWHecW[ iWYY^[]]_WhedebWY_jj}$

VENETI

GALLI LIGURI M

MAR LIGURE

ETRUSCHI

A

R

PICENI UMBRI Veio Roma M

A

R

SARDI

R

R

EN

D

Incursioni dei Galli agli inizi del IV secolo a.C.

R

IA

TI

C

SANNITI Benevento Capua Napoli

Territorio romano alla metà del IV secolo a.C.

O

Territorio romano conquistato dopo le guerre contro i Sanniti e contro Pirro

Taranto

O

R M ED

ITE

RR

AN

EO

SIC

AN

UL

MA

I

MAR IONIO

I

SIC

JhW_b)*)[_b(/&W$9$ _HecWd_YecXWjj[hede Yedjhe_IWdd_j_$L_\khede iYedjh_Zkh_[bkd]^_ii_c__d Yk__HecWd_h_cWi[hef_’ lebj[iYedÓjj_"cWWbbWÓd[ ejj[dd[hebWl_jjeh_W$

TI

A

:efeWl[hiejjec[iie_fefeb_ Z[bbÊ?jWb_WY[djhWb["HecW _djhWfh[i[bWYedgk_ijWZ[bb[ Y_jj}Z[bbWCW]dW=h[Y_W" d[bbÊ?jWb_Wc[h_Z_edWb["cW WJWhWdjejhelkdWZkhW h[i_ij[dpW$

Per combattere contro Roma, la città di Taranto chiese l’aiuto di Pirro, re dell’Epiro, una regione dell’antica Grecia che corrisponde all’attuale Albania. Pirro sbarcò in Italia con un esercito ben addestrato che schierava in battaglia anche gli elefanti. Le truppe romane, che non avevano mai visto prima questi giganteschi animali, inizialmente ne furono terrorizzate e si ritirarono. Alla fine, però, impararono a neutralizzare gli elefanti spaventandoli con il fuoco e nel 275 a.C. sconfissero l’esercito di Pirro a Benevento, conquistando così tutta l’Italia meridionale.

) )MPAROASTUDIARE ✔7dYehWe]]_i_Z_Y[0¼Ejj[d[h[kdWl_jjeh_WZ_F_hhe½$H_Y[hYW Y^[YeiWi_]d_\_YWgk[ijeceZeZ_Z_h[[iYh_l_begk_iejje$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

á Busto di Pirro.

57

CXZ`m`ck~[`IfdX

Roma conquista il Mediterraneo Dopo aver conquistato quasi tutta l’Italia, Roma continuò la sua espansione diretta a occupare la Sicilia, isola importante per la grande produzione di grano e per la posizione centrale nel Mar Mediterraneo. Questa terra era dominata dalla colonia fenicia di Cartagine, che estendeva il suo dominio, oltre che sulla Sicilia, anche sulla Sardegna, sulla Corsica e sulle coste mediterranee della Spagna e dell’Africa. Lo scontro tra Roma e Cartagine, le due grandi potenze del Mediterraneo, fu inevitabile e dalla metà del III secolo a.C. fino all’anno 146 a.C. le due città si fronteggiarono in tre guerre, che presero il nome di guerre puniche, dal nome «Puni» con cui i Romani chiamavano i Cartaginesi.

La prima guerra punica La prima guerra punica iniziò nel 264 a.C., durò più di vent’anni e fu combattuta principalmente sul mare. I Romani partirono svantaggiati, perché i Cartaginesi avevano una flotta molto potente, ma alla fine le navi romane ebbero la meglio e i Cartaginesi furono costretti a cedere la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.

6DLFKH BW\ehpWZ_9WhjW]_d[i_XWiWlWikbbWikWfej[dj[ÔejjW1HecW"_dl[Y["[hWWX_b[ iefhWjjkjjed[_YecXWjj_c[dj_Z_j[hhW$GkWdZeiYeff_bWfh_cW]k[hhWfkd_YW" HecWdedWl[lWkdWl[hW[fhefh_WÔejjWdWlWb[[Zel[jj[_cfWhWh[WYeijhk_h[ _cXWhYWp_ed_l[beY_[heXkij[$JkjjWl_W"WYWkiWZ[bb[]dWc[feYeWZWjjeYed_b gkWb[[hWdeijWj[Yeijhk_j[b[dWl_[Z[bbWiYWhiW[if[h_[dpWd[bb[XWjjW]b_[dWlWb_" bWÔejjWhecWdWi_ckel[lWb[djWc[dj[$7bbehW_HecWd__Z[Whedekdfedj[ ceX_b[ZÊWhh[cXW]]_e"_bYehle"Y^[f[hc[jj[lWZ_W]]WdY_Wh[b[_cXWhYWp_ed_ d[c_Y^[[Z_WiiWbjWhb[$=hWp_[WbYehle"_HecWd_h_kiY_hedeWjhWi\ehcWh[]b_ iYedjh__dcWh[_dXWjjW]b_[j[hh[ijh_[Wc[jj[h[_dYWcfejkjjWbW\ehpW [bÊ[if[h_[dpWZ[_beheiebZWj_$

58

7836-%

La seconda e la terza guerra punica Nella seconda guerra punica furono i Cartaginesi a dare il via alle ostilitĂ , itĂ , inviando in Italia il loro esercito guidato da un formidabile generale, e, Annibale, che nel 218 a.C. mise in atto un piano audace. Proseguendo via terra per tutta la costa mediterranea dellâ&#x20AC;&#x2122;Africa e risalendo lâ&#x20AC;&#x2122;Europa dalla Spagna, Annibale varcò le Alpi e aggredĂŹ Roma da nord, con un esercito dotato di elefanti da combattimento. Pur disponendo di un esercito numericamente inferiore a quello dei Romani, Annibale vinse molte battaglie, fra cui quella di Canne, in Puglia, dove morirono oltre 50 mila soldati romani. i. Roma, però, non si dette per vinta e, sotto il comando del generale rale Publio Cornelio Scipione, portò le sue truppe in Africa e attaccò diretďŹ tt a tamente Cartagine. Annibale tornò per difendere la patria ma fu sconďŹ tto Zama (vicino a Cartagine) nel 202 a.C. proprio da Scipione (detto poi lâ&#x20AC;&#x2122;Africano). Oltre cinquantâ&#x20AC;&#x2122;anni dopo, nel 146 a.C., Cartagine fu completamente rasa al suolo nel corso della terza guerra punica. Roma, ormai, aveva esteso i suoi domini su buona parte delle coste del Mediterraneo occidentale.

å Su questo piatto è dipinto un elefante da guerra, con i soldati riparati dentro una torretta posta sulla schiena dell'animale.

La conquista della Grecia Qualche decennio piĂš tardi Roma conquistò anche la Grecia e i regni del Mediterraneo orientale. La conquista della Grecia portò molti cambiamenti nella societĂ  romana, che fu inďŹ&#x201A;uenzata dalla cultura delle cittĂ  greche sottomesse. A questo punto i Romani avevano ormai esteso il loro dominio su tutto il Mar Mediterraneo, che cominciarono per questo a chiamare mare nostrum, cioè ÂŤil nostro mareÂť. Conquiste romane nel periodo della repubblica Itinerario di Annibale Itinerario di Scipione Battaglie Re no Danubio

Tarragona Marsiglia SPAGNA Sagunto Roma Capua Nuova Cartagine Crotone Cartagine Zama

MAR

MAR NERO

Canne

GRECIA

MEDITERRANEO

ASIA MINORE

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;Cebj[\edj_ijeh_Y^[hecWd[ h_jhW]]ede7dd_XWb[Yec[kdfej[dj[ ][d[hWb[[kdkece[YY[p_edWb[$ B[]]_Y^[YeiWiYh_ii[Z_bk_beijeh_Ye J_jeB_l_e$

3OPPORTAVACONUGUALEFERMEZZASIA ILCALDOSIAILFREDDO MANGIAVAE BEVEVASOLOQUANDOERANECESSARIO DORMIVAEVEGLIAVADIGIORNOEDINOTTE SENZAORARIÂźSSI3PESSO AVVOLTOIN UNMANTELLOMILITARE DORMIVACONI SUOISOLDATI%RAINASSOLUTOILMIGLIORE DEIFANTIEDEICAVALIERI ERAILPRIMO AGETTARSINELLAMISCHIAEL´ULTIMOAD ABBANDONAREILCAMPODIBATTAGLIA Â&#x201D; :WbbWZ[iYh_p_ed[Z_B_l_e"f[di_Y^[ 7dd_XWb[\eii[kd][d[hWb[WcWjeZW_ ike_iebZWj_5F[hY^Â&#x201E;5

59

CXZ`m`ck~[`IfdX

I conflitti sociali In seguito alle guerre di conquista Roma sâ&#x20AC;&#x2122;impadronĂŹ di ingenti ricchezze e di numerosi prigionieri di guerra, utilizzati come schiavi. Solo una piccola parte di tali ricchezze fu divisa fra i plebei, perchĂŠ la maggior parte di esse andò ai patrizi, che cosĂŹ divennero proprietari di enormi estensioni di terreno, chiamati latifondi, lavorate dagli schiavi. Per di piĂš i plebei, una volta tornati dalla guerra, trovarono le loro terre incolte e, non avendo piĂš il necessario per vivere, furono costretti a venderle ai ricchi a poco prezzo, andando cosĂŹ ad aumentare i loro possedimenti.

I fratelli G Gracco e la riforma agraria Per porre rimedio a tale situazione, nellâ&#x20AC;&#x2122;anno 133 a.C. il tribuno della plebe Tiber Tiberio Gracco propose una riforma agraria che ďŹ ssava la grandezza massima di un latifondo e prevedeva di dividere il resto del terreno in appezzamenti da distribuire ai contadini plebei. La legge venne piccoli ap approvata, ma i ricchi latifondisti fecero uccidere Tiberio e sospesero approva riforma. Dieci anni dopo suo fratello Gaio Gracco, divenuto tribula rifor della plebe, ripropose la riforma e presentò una nuova legge che no del diritto ai cittadini piĂš poveri di ricevere grano a prezzo ridotto. dava d anchâ&#x20AC;&#x2122;egli fu osteggiato dai latifondisti, che fecero sollevare contro Ma anc di lui i loro clienti. I pochi plebei che gli erano rimasti fedeli vennero massacrati e Gaio si fece uccidere da uno schiavo per non cadere in massacr mano ai suoi nemici. Ă&#x2013; I fratelli Tiberio e Gaio Gracco, da piccoli, con la madre Cornelia.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;B[]]_Y^[YeiWiYh_ii[beijeh_Ye7ff_Wde"fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[ikbgkWZ[hde$

)RICCHIOCCUPAVANOLAMAGGIORPARTEDELSUOLOPUBBLICO)NOLTREACQUISTAVANOITERRENIEICAMPI DEIPOVERIVICINIAILORO OPPUREGLIELIPORTAVANOVIACONLAVIOLENZA)NQUESTOMODODIVENTAVANO PROPRIETARIDIVASTETENUTEILATIFONDI0ERCOLTIVARELATERRAEACCUDIRELEBESTIE UTILIZZAVANOGLI SCHIAVI#OSrIRICCHIDIVENTAVANOSEMPREPI|RICCHIEILPAESESIPOPOLwDISCHIAVI

60

Â&#x201D; I[YedZej["gkWdZeiebekdWf_YYebWfWhj[Z[bbWfefebWp_ed[Z[j_[d[bWh_YY^[ppW"Y^[YeiWfkÂ? WYYWZ[h[5 Â&#x201D; BWb[]][W]hWh_WZ[_\hWj[bb_=hWYYec_hWlWWh_Zkhh[eWZWkc[djWh[bWZ_\\[h[dpW[Yedec_YWjhW_ fWjh_p_[_fb[X[_5 Â&#x201D; :khWdj[b[]k[hh[ieY_Wb_"i[YedZej["_bi[dWjehecWdeZWY^[fWhj[ijWlW5:WbbWfWhj[Z[ceYhWj_YW Z[bbWfb[X[eZWgk[bbWWh_ijeYhWj_YWZ[_fWjh_p_5

7836-%

Le guerre civili e la crisi della repubblica Dopo la repressione delle riforme agrarie dei fratelli Gracco, cominciò un lungo periodo di sanguinose guerre civili tra i sostenitori della plebe e quelli dei ricchi proprietari terrieri. Dopo la riforma dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito, i generali erano diventati delle ďŹ gure importantissime. Erano loro a vigilare che le truppe fossero pagate; se poi le conducevano alla vittoria, ai soldati veniva distribuito parte del bottino di guerra. Per questo motivo lâ&#x20AC;&#x2122;esercito cominciò a diventare piĂš fedele ai generali che alla repubblica per la quale combattevano. Anche i latifondisti e i plebei, per sostenere le loro idee, si afďŹ darono ai generali. Nellâ&#x20AC;&#x2122;88 a.C. lâ&#x20AC;&#x2122;esercito di Caio Mario, difensore dei plebei, e quello di Lucio Cornelio Silla, che appoggiava i latifondisti, si scontrarono. Silla sconďŹ sse Mario e si fece eleggere dittatore a vita. Fece uccidere tutti i principali sostenitori di Mario e mise in atto riforme per avvantaggiare ulteriormente i latifondisti che lâ&#x20AC;&#x2122;avevano appoggiato. Dopo la morte di Mario e di Silla, altri comandanti cercarono di conquistare il potere. Uno di loro fu Gneo Pompeo, il succes- ĂĄ Il console romano Caio Mario. sore di Silla. Pompeo pensò di rafforzare .' %124   il suo potere stringendo unâ&#x20AC;&#x2122;alleanza Per guerra civile si intende un con gli uomini piĂš inďŹ&#x201A;uenti del moconďŹ&#x201A;itto combattuto tra cittadini (in mento: Marco Linicio Crasso, espolatino civis) dello stesso stato. nente dellâ&#x20AC;&#x2122;aristocrazia, e Caio Giulio La parola triumvirato deriva Cesare, un democratico di nobile dallâ&#x20AC;&#x2122;unione di due termini latini: famiglia molto amato dal popolo. tres, cioè ÂŤtreÂť, e vir, ÂŤuomoÂť. Nel 60 a.C. Pompeo, Crasso e Cesare SigniďŹ ca perciò ÂŤgoverno di tre uominiÂť. formarono un triumvirato e si spartirono le zone da governare. Ă&#x2013; Busto di Lucio Cornelio Silla.

) )MPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;H_ifedZ_ikbgkWZ[hdeWbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ Â&#x201D; 9^[YeiĂ&#x160;Â&#x201E;kdW]k[hhWY_l_b[5<hWgkWb_fWhj_l_[d[  YecXWjjkjW5 Â&#x201D; F[hY^Â&#x192;_][d[hWb_hecWd_[hWdeZ_l[djWj_Ă&#x201C;]kh[  _cfehjWdj_ii_c[5 Â&#x201D; F[hgkWb[cej_leCWh_e[I_bbWi_jhelWhede_dYedjhWije5 Â&#x201D; 9^_"jhWCWh_e[I_bbW"l_di[beiYedjhe[i_\[Y[[b[]][h[  Z_jjWjeh[Wl_jW5 Â&#x201D; :WY^_[hW\ehcWje_bjh_kcl_hWje5

ĂĄ Pompeo raffigurato su un carro trionfale. trionfale

61

CXZ`m`ck~[`IfdX

Caio Giulio Cesare Nel 59 a.C. Cesare fu eletto console e ottenne il comando dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito con il quale puntò alla conquista di tutta la Gallia (lâ&#x20AC;&#x2122;attuale Francia). In otto anni di guerre, egli riuscĂŹ a sconďŹ ggere tutte le tribĂš galliche. In seguito a quella vittoria, Giulio Cesare divenne ancora piĂš popolare a Roma, suscitando però grandi preoccupazioni nel senato. Pompeo, approďŹ ttando della morte di Crasso e con lâ&#x20AC;&#x2122;appoggio del senato romano, si fece eleggere console unico e ordinò a Cesare di lasciare la sua carica e di congedare lâ&#x20AC;&#x2122;esercito prima di tornare a Roma. Cesare non ubbidĂŹ; anzi, attraversato il Rubicone (un piccolo ďŹ ume della Romagna che segnava il conďŹ ne fra i territori di Roma e la Gallia Cisalpina, cioè il Nord Italia), marciò verso Roma alla testa dei suoi soldati. Questo gesto segnò lâ&#x20AC;&#x2122;inizio della seconda guerra civile fra lui e Pompeo. Pompeo, con il suo esercito, fuggĂŹ in Grecia dove nellâ&#x20AC;&#x2122;anno 48 a.C. fu sconďŹ tto a Farsalo. Egli si rifugiò in Egitto, dove il re Tolomeo, per cercare lâ&#x20AC;&#x2122;amicizia di Cesare, lo fece uccidere, ma Cesare non approvò mai lâ&#x20AC;&#x2122;uccisione del suo nemico, del quale apprezzava il valore. CosĂŹ cacciò Tolomeo dal regno dâ&#x20AC;&#x2122;Egitto e afďŹ dò il regno a Cleopatra. Cesare era ormai il padrone assoluto di Roma: fu eletto console, tribuno della plebe, dittatore e ponteďŹ ce massimo. Ma i senatori e gli aristocratici lo consideravano nemico della libertĂ ; alcuni di loro, capeggiati da Bruto (suo ďŹ glio adottivo) e Cassio, organizzarono una congiura contro di lui e lo assassinarono il 15 marzo del 44 a.C.

ĂĄ Busto in marmo di Giulio Cesare.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;9[iWh[[hWkdWX_b[YWlWb_[h[[iWf[lWieffehjWh[bW\Wj_YW0fej[lWcWhY_Wh[Wf_[Z_f[h]_ehd_i[dpW ijWdYWhi_$;hWcebje_dj[bb_][dj[[beZ_ceijhÂ?_d]k[hhW"cW[hWWdY^[cebjeWcX_p_eie[Z[Y_ieW Yedgk_ijWh[_bfej[h[$B[]]_Y^[YeiWZ_ii[Z_bk_beijeh_Ye:_ed[9Wii_e$

3IMOSTRAVAASSOLUTAMENTEDISPOSTOASERVIREEADULARECHIUNQUE ANCHELEPERSONEPI|COMUNI E NONSILASCIAVAINTIMIDIREDAALCUNDISCORSOOAZIONEPEROTTENERECIwCHEVOLEVA%RAUNMAESTRO DELL´ORATORIA L´ARTEDELPARLAREBENEINQUANTOAVOCE GESTUALITgEATTEGGIAMENTIERADOTATODIUNA CERTANOBILTg Â&#x201D; 9ec[j_i[cXhW9[iWh["i[YedZebWZ[iYh_p_ed[Z[bbeijeh_Ye5Fke_i[]dWh[f_Â&#x2019;Z_kdWh_ifeijW  :_ifeijeWjkjjefkhZ_ejj[d[h[_bfej[h[$ 7jj[djeW_Yedi_]b_Z[]b_Wbjh_$  B[Wb[[\[Z[b[W_fhefh_fh_dYÂ&#x2C6;f_$ :[Y_ie[Z[j[hc_dWjed[_ike_eX_[jj_l_$  :_ceZ_i[cfb_Y_[Z_feY^[fWheb[$ 7X_b[fWhbWjeh["Z_fehjWc[djeĂ&#x201C;[he$

62

7836-%

Nasce l’Impero romano Territori all’epoca del primo triumvirato (60 a.C.)

BRITANNIA

L’assassinio di Cesare trascinò Roma in una rivolta che il senato non aveva la forza di dominare. Il potere passò nelle mani di tre uomini che a Cesare erano stati molto legati: Ottaviano, suo nipote nonché figlio adottivo, Marco Antonio, suo fidato generale, e Marco Lepido, suo amico. I tre, nel 43 a.C., dettero vita al secondo triumvirato, uccisero gli autori della congiura contro Cesare, sedarono la rivolta e si spartirono il governo dei territori di Roma.

Territori alla morte di Cesare (44 a.C.)

OCEANO AT L A N T I C O

GALLIA

ITA

SPAGNA

MAR NERO

LIA

Roma

GRECIA ASIA MINORE

Cartagine

AFRICA

MAR MEDITERRANEO

Alessandria

EGITTO

A Marco Antonio vennero affidate le province del Nord Africa (compreso ll’ Egitto, dove si trasferì e sposò la regina Cleopatra); a Ottaviano spettò il controllo di Roma e delle province d’Occidente; Lepido divenne pontefice massimo, cioè capo del potere religioso. Ben presto, però, si accese una grande rivalità tra Marco Antonio e Ottaviano, che portò aallo scoppio della terza guerra civile, che si concluse nel 31 a.C. con la sconfitta di Marco Antonio nella battaglia navale di Azio (in Grecia). sc Ottaviano si trovò solo alla guida di Roma: egli trasformò la repubblica Ott in un u regime monarchico, concentrando nelle proprie mani tutte le cariche politiche, militari e religiose. Nell’anno 27 a.C. il senato gli conferì titolo di Augusto (che significa «degno di onore»): finiva così la gloriosa il tito repubb ero. repubblica romana e cominciava l’Impero. á Testa in marmo raffigurante Marco Antonio.

) )MPAROASTUDIARE ✔Kj_b_ppWb[i[]k[dj_ZecWdZ[f[hh_eh]Wd_ppWh[gkWdje ^W_Wffh[ie$ ” F[hY^ƒWHecWiYeff_bWi[YedZW]k[hhWY_l_b[5 ” 9^_d[\k_bl_dY_jeh[5 ” F[hY^ƒ9[iWh[l[dd[kYY_ie5 ” 7Y^_fWii_bfej[h[Zefe9[iWh[5 ” 9^_\k_bl_dY_jeh[Z[bbWj[hpW]k[hhWY_l_b[5

Ö O Ottaviano Ottav Augusto,

prim mo imperatore im primo di Roma. Rom oma.

63

Educazione alla

Cittadinanza

J!ejsjuuj!efmmÖvpnp!f!mÖvhvbhmjbo{b A Roma, come nelle altre città antiche, le disuguaglianze sociali erano molto forti. Gli schiavi, per esempio, non godevano di nessun diritto: chi di loro lavorava nelle fattorie o nelle miniere veniva considerato come un animale da sfruttare e doveva sopportare condizioni durissime. Anche tra gli uomini liberi c’erano grandi differenze: gli abitanti A delle terre conquistate furono a lungo considerati inferiori ai citd ttadini romani; tra gli stessi Romani c’erano poi grandi diversità ttra patrizi e plebei. LLe donne erano sottoposte all’autorità del padre e dei mariti. Esse n non avevano diritto di voto e non potevano ricoprire alcuna caricca pubblica. Ö Rilievo in marmo che

raffigura un uomo fatto prigioniero, ovvero ridotto in schiavitù.

Le situazioni di disuguaglianza sono durate per secoli. Ci sono volute molte lotte, simili a quelle combattute dai plebei, per affermare il principio che «tutti gli uomini sono uguali, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione o ricchezza». Nel 1948, quasi tutte le nazioni del mondo hanno firmato la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, un documento in cui s’impegnano a garantire a tutti i loro cittadini un’importante serie di diritti, il primo dei quali è appunto quello dell’uguaglianza tra le persone. Anche l’Italia ha aderito alla Dichiarazione, trascrivendola nella sua Costituzione, la legge fondamentale dello Stato italiano.

) )MPAROASTUDIARE ✔D[bbW:_Y^_WhWp_ed[Z[_:_h_jj_Z[bbÊKeceiede[b[dYWj_"\hW_jWdj_"WdY^[gk[ij_Z_h_jj_$ B[]]_b_Wjj[djWc[dj[["_di_[c[Yed_jke_YecfW]d_"Y[hYWZ_if_[]Whd[_bi_]d_\_YWje$ š :_h_jjeWbbWb_X[hj}f[hiedWb["Z_f[di_[he[Z_h[b_]_ed[$ š :_h_jjeZ_lejWh[[Z_[ii[h[[b[jje$ š :_h_jjeWbbW]_kij_p_W$ š :_h_jjeWbbWlehe$ š :_h_jjeWbbÊ_ijhkp_ed[$

64

7836-%

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[h_f[j_WZWbjWleY[gkWdje^W_Wffh[ie$

La civiltĂ  di ROMA DOVE E Q UANDO

? ?djehdeWbbWc[j}Z[bbL???i[YebeW$9$_BWj_d_\edZWhedekdf_YYebe$$$$$$$$$$$$$$$$ bb } Z bb L??? b 9 _B _ _\ Z _ b $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ikbYebb[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"d[_fh[ii_Z[bĂ&#x201C;kc[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

COME ER ERANO E R ANO ORGANIZZATI RANO

Il periodo della monarchia :WbbWikW\edZWp_ed[Wb+&/W$9$HecW\k]el[hdWjWZW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ?bh[Z[j[d[lWjkjj__$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$0[cWdWlWb[b[]]_"YecWdZWlW bĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"Wcc_d_ijhWlWbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[Z[hWWYWfeZ[bbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Il periodo della repubblica ?bfeijeZ[bh[l[dd[fh[ieZW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Yedieb_$;ii_YecWdZWlWde bĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[]el[hdWlWdeHecW$Fej[lWdeh_cWd[h[_dYWh_YWiebe f[hkd$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

CO OME ERANO O O ORGANIZZATI O

La societĂ  romana BWieY_[j}hecWdW[hWYeij_jk_jWZWfWjh_p_[fb[X[_$?fWjh_p_"deX_b_ Z_iY[dZ[dj_Z[_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z[bbWY_jj}"eYYkfWlWdegkWi_jkjj[ b[YWh_Y^[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[c_b_jWh_$?fb[X[_"iefhWjjkjjeYedjWZ_d_" $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[Yecc[hY_Wdj_"dedfej[lWdefWhj[Y_fWh[WbbWl_jWfkXXb_YW Z[bbWY_jj}$9Ă&#x160;[hWdefe_]b_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Y^[dedWl[lWded[iikdZ_h_jje$

Le lotte tra patrizi e plebei ?$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$hW]]_kdi[he"WjjhWl[hiei[Yeb_Z_bejj["fh_cWbW dec_dWZ[_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z[bbWfb[X[Yec[beheZ_\[dieh_"fe_b[B[]]_Z[bb[ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$JWleb[[_dĂ&#x201C;d[kdWf_Â&#x2019;]_kijWZ_l_i_ed[Z[bb[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

ROMA E LE SUE CONQ Q UISTE

: :khWdj[_bf[h_eZeZ[bbWh[fkXXb_YW"HecWYedgk_ijÂ?bĂ&#x160;?jWb_W[Wbjh_fW[i_ _b _ Z Z bb XXb_ H _ Â? bĂ&#x160;? b_ b _ _ W\\WYY_Wj_ikbC[Z_j[hhWd[e\hWYk_bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ bĂ&#x160;WjjkWb[<hWdY_W$

65

CË@dg\if +KK8M@8EFL>LJKFFI>8E@QQj@CJLFM8JKF@DG<IFJL;;@M@;<E;FCF@E GIFM@E:< (<GIFM@E:<J<E8KFI@<<I8EFHL<CC<G@o8EK@:?< 8==@;8K<8 GIF:FEJFC@J:<CK@;8CJ<E8KFC<GIFM@E:<@DG<I@8C@<I8EFC<K<II<;@G@o I<:<EK<:FEHL@JK8 8==@;8K<8>FM<IE8KFI@EFD@E8K@;8L>LJKFJK<JJF )NOGNIPROVINCIASIDIFFUSERORAPIDAMENTELALINGUA LELEGGIELARELIGIONEDEI2OMANI,lUNIüCAZIONE CULTURALE DELLlIMPERO FUEVIDENTEANCHENELLA PRESENZA INTUTTELEPROVINCE DITEMPLI ARCHIDI TRIONFO ACQUEDOTTI TERMEEANüTEATRICOSTRUITINELLO STILEARCHITETTONICOROMANO

Vallo di Adriano

BRITANNIA

GALLIA

GERMANIA

SPAGNA

DACIA

ITALIA

ASIA

GRECIA

ME

SO

PO

TA

MI

A

Province senatorie Province imperiali EGITTO

*( a.C.

EjjWl_Wde Z_l_[d[ _cf[hWjeh[

66

Nascita di Cristo

+d.C.

('- d.C.

II secolo d.C.

9bWkZ_e Yedgk_ijW bW8h_jWdd_W

CWii_cW [ifWdi_ed[ Z[bbÊ?cf[hehecWde

<_d[ Z[bb[]k[hh[ Z_Yedgk_ijW



ifdXef

*'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 'RAZIEALSAGGIOGOVERNODI!UGUSTO 2OMAPOTĂ&#x20AC;GODEREDIUN PERIODODIPACEEDIPROSPERITáCHEGLIANTICHICHIAMARONOPAX ROMANA!UGUSTOMORĂ?NELD#DOPOUNLUNGHISSIMOREGNO EILPOTEREPASSÄ ALSUOĂźGLIOADOTTIVO 4IBERIO$OPODILUISI SUSSEGUIRONOMOLTIIMPERATORIELlIMPEROCONTINUÄ AESPANDERSI )NTORNOALD# LlIMPERATORE#LAUDIOCONQUISTÄ LA"RITANNIA LlODIERNA'RAN"RETAGNA ENELD# 4RAIANOCONQUISTÄ  LA $ACIA LlATTUALE 2OMANIA E PARTE DELLA -ESOPOTAMIA 0ROPRIO CON LlIMPERATORE 4RAIANO LlIMPERO GIUNSE ALLA SUA MASSIMA ESTENSIONE E LA SUA POPOLAZIONE RAGGIUNSE I  MILIONIDIABITANTI.ELLAFOTOPUOIVEDERELl!RCODI4RAIANO IN!LGERIA,UNGOICONĂźNIDELLlIMPEROVENNEROEDIĂźCATEOPERE DI FORTIĂźCAZIONE COME IL 6ALLO DI !DRIANO UNA MURAGLIA CHEPROTEGGEVALA"RITANNIADALLEINCURSIONIDELLETRIBĂ&#x161;CELTICHE DELLA3COZIA

â&#x20AC;˘a

conoscere i protagonisti e i fatti salienti dellâ&#x20AC;&#x2122;Impero romano; â&#x20AC;˘ a conoscere aspetti della vita quotidiana a Roma; â&#x20AC;˘ a riďŹ&#x201A;ettere sulla diffusione del cristianesimo nelle terre dellâ&#x20AC;&#x2122;impero; â&#x20AC;˘ a capire le cause della crisi dellâ&#x20AC;&#x2122;Impero romano; â&#x20AC;˘ a conoscere le caratteristiche dei popoli germanici; â&#x20AC;˘ a individuare, con le migrazioni barbariche, la ďŹ ne dellâ&#x20AC;&#x2122;Impero romano dâ&#x20AC;&#x2122;Occidente.

67

CË@dg\ififdXef

Lo sviluppo dei commerci Per buona parte del II secolo d.C., durante i lunghi regni degli imperatori Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio, la pax romana rimase in vigore e la popolazione godette di un grande benessere. L’agricoltura e l’artigianato si svilupparono e il commercio s’intensificò. Si viaggiava per mare e per terra, dato che anche le regioni più lontane erano collegate da una rete di strade sicure, ma si preferivano le rotte marittime perché erano più veloci ed economiche. Roma ormai importava molte più merci di quante ne produceva: le ingenti quantità di grano necessarie a nutrire gli abitanti della capitale e delle altre città provenivano dalla Sicilia, ma anche dai paesi d’oltremare. Dall’Egitto arrivavano pregiati tessuti di lino, dalla Cina la seta e dall’India cotone. Le spezie, così come le perle e le gemme, giungevano dall’Estremo Oriente. L’attività mercantile era così intensa che a Ostia, alla foce del Tevere, fu costruito un porto artificiale. Qui le merci erano scaricate dalle navi e trasferite su barche piccole, che risalivano il fiume fino a Roma.

L LEGGOLACARTA

68

✔BWYWhjW_bbkijhW_fheZejj_Y^[Whh_lWlWde BRITANNIA WHecWZWbb[fhel_dY[Z[bbÊ_cf[he$ Eii[hlWbW[h_ifedZ_ikbgkWZ[hdeWbb[ OCEANO ZecWdZ[$ ATLANTICO ” GkWb_c[hY_]_kd][lWdeWHecWZWbl_Y_de SPAGNA Eh_[dj[5 ” :WgkWb_j[hh_jeh_l[d_lW_cfehjWje _b]hWde5 grano ferro ” GkWb_fheZejj_Whh_lWlWde vino oro ZWbDehZ;khefW5 olio ceramica ” I[YedZej["bW]hWdZ[ spezie cuoio AFRICA [ij[di_ed[Z[bbÊ?cf[he schiavi tessuti cavalli pietre hecWde\Wleh_lWe preziose hWbb[djWlW_Yecc[hY_5

GERMANIA

MAR NERO

Roma

ASIA SIRIA

EGITTO

7836-%

Una fitta rete di strade tu Via Pos

mia

Aquileia Piacenza Padova Via Em Bologna Genova ilia a Vi ure

Via Fla m

ia

inia

ss

A Via

Ca

Rimini

lia

ia lar Porto Ascolano Sa Aterno a i V leria Roma Via Va Via Via La Trai tin ana a Bari Via A ppia

Capua

Taranto

Brindisi

I Romani costruirono un efficiente sistema di strade, larghe e ben fatte, che collegavano Roma a tutte le città più importanti dell’impero, facilitando i commerci e permettendo lo spostamento rapido dell’esercito. Gli ingegneri imperiali ampliarono le strade già realizzate in precedenza durante il periodo della repubblica e ne costruirono di nuove, fino a formare una fittissima rete che superava i 120 mila chilometri di estensione e che rappresentava una delle più grandiose opere civili del mondo antico. Le strade romane erano molto diverse dalle piste polverose delle terre d’oltralpe; erano lastricate di pietre e, grazie a gallerie e ponti, riuscivano a superare montagne e fiumi.

p Via Po ilia

Reggio

á Tutte le principali strade romane avevano come punto di partenza Roma. Prendevano il nome dal console che le aveva fatte costruire e per questo erano chiamate «vie consolari».

Ü Uno scorcio della via Appia antica.

TECNOLOGIA La costruzione di una strada era un’opera com-plessa. Dopo che si era provveduto alle necessarie misurazioni, si scavava un fossato largo cinque metri, che veniva riempito con sabbia e strati di ghiaia e pietrisco. La superficie, incur-vata per favorire lo scolo dell’acqua, veniva poii lastricata con blocchi di pietra cementati. Quando il lavoro di costruzione di una strada era ra terminato, un carro la percorreva per misurare iin n miglia la distanza dal punto di partenza: il foro ro di Roma. Un miglio corrisponde a 1480 metri. i. Ogni miglio veniva segnalato su una pietra posta ta ai margini della strada, chiamata per questo piee-tra miliare.

69

CË@dg\ififdXef

Le abitazioni romane Le domus Le case signorili degli antichi Romani si chiamavano domus, erano a uno o due piani ed erano comode e spaziose. La porta principale si apriva sull’atrio, una grande sala con il tetto aperto e una vasca al centro, l’impluvio, dove si raccoglieva l’acqua piovana. Oltre l’atrio si trovava il peristilio, un giardino circondato da portici e arricchito di statue e fontane. C’erano poi il triclinio, cioè la sala da pranzo, i locali per i padroni, i locali per la servitù, la cucina… Le camere da letto, i cubicoli, si trovavano in genere al primo piano. Talvolta alcuni locali rivolti verso la strada erano dati in affitto a commercianti e artigiani. La domus era spesso abbellita con mosaici sui pavimenti o alle pareti e affreschi. Nelle case dei più ricchi, la cucina e i bagni avevano l’acqua corrente ed erano collegati alle fogne della città. I ricchi romani disponevano, inoltre, di un’abitazione in campagna, chiamata villa, che poteva servire come abitazione ma anche come azienda agricola. ?b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[hW bWiWbWZWfhWdpe$

LEGGOLŽIMMAGINE

✔H_b[]]_YedWjj[dp_ed[_bj[ijeY^[ Z[iYh_l[bWijhkjjkhWZ[bbWZecki hecWdW"fe_Yed\hedjWbeYedb[ Z[iYh_p_ed_ikbZ_i[]de[_d\_d[iYh_l__b dec[Z_Y_WiYkdWcX_[dj[WbfeijeZ[_ fkdj_d_$

?b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[hW kd]_WhZ_deY_hYedZWje ZWfehj_Y_Y^[WXX[bb_lW bWYWiW$

B[YWc[h[ZW b[jje[hWdeZ_ ieb_jef_YYeb[$

?dYkY_dWYÊ[hW_b Z[fei_jef[h]b_ Wb_c[dj_[_b\ehde$ BÊ$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[hWkdW]hWdZ[ iWbWYed_bj[jjeWf[hjef[h hWYYe]b_[h[bÊWYgkWf_elWdW$

70

7836-%

Le insulae Lâ&#x20AC;&#x2122;aumento continuo della popolazione rese necessario concentrare le abitazioni in sempre minor spazio. Perciò furono costruite case che si sviluppavano verso lâ&#x20AC;&#x2122;alto come i moderni condomini: le insulae. Esse potevano raggiungere anche i cinque piani, ma non avevano lâ&#x20AC;&#x2122;acqua corrente nĂŠ i servizi igienici. Erano abitazioni date in afďŹ tto in cui viveva il popolo e, di solito, le persone piĂš povere abitavano agli ultimi piani. Gli appartamenti non avevano piĂš di due o tre stanze per famiglia. Le ďŹ nestre erano piccole e senza vetri. Dâ&#x20AC;&#x2122;inverno le persone si scaldavano con i bracieri e illuminavano le stanze con lanterne. Le insulae erano spesso costruite con materiali scadenti e molto legno: per questo erano frequenti i crolli e gli incendi. Anche in questi ediďŹ ci alcune stanze al piano terra erano afďŹ ttate a commercianti e artigiani.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;B[]]_gk[ijW\edj[Wded_cWY^[ Z[iYh_l[b[iYeceZ_j}Z[bl_l[h[W HecW_d[feYW_cf[h_Wb[[iejjeb_d[W jkjj[b[_d\ehcWp_ed_Y^[j_ZWdde bĂ&#x160;_Z[WZ[bZ_iW]_eZ_l_l[h[_dkdWpedW Z[diWc[dj[WX_jWjW$

6OGLIOVIVEREDOVENONCISIANO INCENDI NONCISIANOPAUREDURANTE LANOTTE-OLTIMALATI QUIA 2OMA MUOIONOD´INSONNIA1UALI APPARTAMENTID´AF¼TTOCONSENTONO ILSONNO#IVUOLEMOLTODENAROPER DORMIRE A2OMA$AQUIHANNO ORIGINEINOSTRIMALI)LPASSAGGIODEI CARRINEIVICOLISTRETTIETORTUOSIELE PROTESTEDITUTTALA¼LACHENONPUw AVANZARETOGLIERANNOILSONNO0ENSA ORAAGLIALTRIEDIVERSIPERICOLIDELLA NOTTEQUANT´nLADISTANZADATERRADEI TETTIALTISSIMI DONDEUNATEGOLAVIENE ACOLPIREILCRANIO QUANTEVOLTEVASI SCREPOLATIESBRECCIATICADONODALLE ¼NESTREECONQUALEPESOINCIDONOE SCHEGGIANOILLASTRICO

71

CË@dg\ififdXef

Roma «caput mundi» Augusto riuscì a donare benessere e ricchezza a Roma: lo testimoniano gli scritti dei maggiori artisti dell’antichità. Durante l’impero di Augusto e degli imperatori che regnarono dopo la sua morte, Roma divenne una splendida città, con templi, basiliche, monumenti, anfiteatri, terme, teatri, stadi sportivi e imponenti opere pubbliche. Si meritò così di essere chiamata «caput mundi », cioè «capitale del mondo». BW9ebeddWJhW_WdW „WbjW))c[jh_[ \k\WjjW_ddWbpWh[ ZWbbÊ_cf[hWjeh[ JhW_Wdef[hY[b[XhWh[ b[ik[l_jjeh_[d[bbW ]k[hhWYedjhe_:WY_$

?bFWdj^[ed[hWkdcW]d_ÓYe j[cf_eZ[Z_YWjeWjkjj_]b_Z„_$ BWikWYeijhkp_ed[\k_d_p_WjW d[b(-W$9$[j[hc_dWjWd[b''. Z$9$ZWbbÊ_cf[hWjeh[7Zh_Wde$ ?di[]k_jeZ_l[dd[kdWY^_[iW Yh_ij_WdW"cWWdYehWe]]_be feii_WceWcc_hWh[Yedbe ij[iieWif[jjeY^[Wl[lWl[dj_ i[Yeb_\W$

F[hY[b[XhWh[bWfWnhecWdW lebkjWZW7k]kijel[dd[\Wjje Yeijhk_h[kd]hWdZ[WbjWh[" bÊ7hWFWY_iWbjWh[Z[bbWfWY[" Z[YehWjeYed_ccW]_d_Y^[ [iWbjWlWdebÊ_cf[hWjeh[$

72

7836-%

Il tempo libero a Roma Nellâ&#x20AC;&#x2122;antica Roma le giornate lavorative erano piĂš brevi delle nostre. A metĂ  pomeriggio si poteva giĂ  tornare a casa, perciò il tempo libero non mancava. Un appuntamento ďŹ sso dei Romani erano le terme. A Roma, comunque, non mancavano occasioni per divertirsi. Ogni anno si celebravano circa 180 festivitĂ  legate a ricorrenze religiose o politiche. In queste occasioni si poteva assistere agli spettacoli teatrali, ai combattimenti tra gladiatori, alle corse dei carri e ai combattimenti equestri.

Le corse dei carri e i giochi gladiatori A Roma due spettacoli, piĂš di tutti, appassionavano la gente. Il primo si svolgeva nel Circo Massimo, un ediďŹ cio scoperto di forma ellittica, dove si poteva assistere alle corse di bighe e quadrighe, cioè di carri leggeri trainati da due o quattro cavalli. I concorrenti erano divisi in squadre; vinceva la squadra che arrivava per prima dopo sette giri di pista. Gli spettatori scommettevano sulle corse e lâ&#x20AC;&#x2122;interesse per le gare e per i cavalieri piĂš bravi era sempre altissimo. Il secondo spettacolo si svolgeva nel Colosseo e vedeva come protagonisti i gladiatori, uomini armati e addestrati che duellavano tra loro. I gladiatori erano reclutati tra gli schiavi piĂš forti, oppure erano plebei molto robusti, che per soldi affrontavano lâ&#x20AC;&#x2122;arena. Alcunee volte voltte i combattenti lottavano conntro belve feroci (leoni e coccodrilli) che arrivavano a Roma dalle province africane.

å In questo mosaico è raffigurata una corsa di bighe.

Ă  Il Colosseo, fatto costruire dallâ&#x20AC;&#x2122;imperatore Vespasiano, fu inaugurato nellâ&#x20AC;&#x2122;80 d.C. con festeggiamenti che durarono due mesi.

.' %124   Il termine gladiatore deriva da gladium, la spada a lama larga e corta usata dai soldati romani.

Ă&#x153; Un gladiatore iator ore rromano. oma ano n .

73

CĂ&#x2039;@dg\ififdXef

Il cristianesimo Durante lâ&#x20AC;&#x2122;impero di Ottaviano Augusto, nella provincia romana della Palestina, nacque GesĂš. Egli, come ďŹ glio di Dio, predicò una religione monoteista, chiamata poi cristianesimo, che proclamava lâ&#x20AC;&#x2122;uguaglianza tra gli uomini, predicava la caritĂ  verso il prossimo e non riconosceva altro dio allâ&#x20AC;&#x2122;infuori del proprio. Il messaggio di GesĂš si diffuse rapidamente tra le persone umili mentre fu decisamente contrastato dai sacerdoti ebraici e dalle autoritĂ  romane: gli uni riďŹ utavano di credere che GesĂš fosse il ďŹ glio di Dio; le altre temevano che potesse convincere il popolo a ribellarsi contro di loro. CosĂŹ nel 33 d.C., sotto lâ&#x20AC;&#x2122;imperatore Tiberio, GesĂš fu arrestato, condannato a morte e crociďŹ sso. .' Il messaggio cristiano di pace e fratellanza era considerato peri%124   coloso per la stabilitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;impero, che fondava la sua ricchezza Ritenendolo ďŹ glio di Dio, i discepoli sul lavoro degli schiavi e sulle conquiste militari. Per questo di GesĂš lo chiamavano Messia o motivo ebbero inizio vere e proprie persecuzioni nei confronti Cristo, dalla parola greca Christòs dei cristiani, i quali venivano imprigionati e il piĂš delle volte che signiďŹ ca ÂŤUnto dal SignoreÂť. Quindi essi divennero conosciuti costretti a negare pubblicamente la loro fede. Le piĂš dure percome cristiani e il loro credo prese secuzioni furono quelle ordinate dagli imperatori Nerone, nel il nome di cristianesimo. 64 d.C., e Diocleziano, nel 303 d.C. Per scampare alle persecuzioni i seguaci di Cristo cominciarono a riunirsi segretamente in preghiera nelle catacombe, lunghe e tortuose gallerie sotterranee in cui seppellivano i loro morti.

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;B[]]__bi[]k[dj[ZeYkc[dje[h_ifedZ_$

/GNICRISTIANODEVEAMAREERISPETTARE L´IMPERATORE.OIPREGHIAMOPERLASALVEZZA DELL´IMPERATORE MAPOSSIAMOADORARESOLTANTO J[hjkbb_Wde $IO Â&#x201D; ?Yh_ij_Wd_dedWZehWlWdebĂ&#x160;_cf[hWjeh[ Yec[kdZ_ef[hY^Â&#x192;0  dedh_YedeiY[lWdeWbjheZ_eWbbĂ&#x160;_d\keh_Z[b fhefh_e$  b[Wkjeh_j}hecWd[YedjhWijWlWdebWZ_\\ki_ed[ Z[bYh_ij_Wd[i_ce$

74

Ă&#x153; Le catacombe di San Callisto, a Roma.

7836-%

Lâ&#x20AC;&#x2122;Impero romano diventa cristiano Nonostante le persecuzioni, la religione cristiana continuò a diffondersi. Nel 313 d.C. anche lâ&#x20AC;&#x2122;imperatore romano Costantino si convertĂŹ al cristianesimo ed emanò un editto (un ordine scritto), con il quale concedeva la libertĂ  di culto a tutti i cristiani. In seguito, nel 380 d.C., lâ&#x20AC;&#x2122;imperatore Teodosio dichiarò il cristianesimo religione ufďŹ ciale dellâ&#x20AC;&#x2122;impero. Leggi qui a ďŹ anco la leggenda che spiega la conversione al cristianesimo di Costantino, avvenuta ancora prima che diventasse imperatoreâ&#x20AC;Ś

6DLFKH 9eijWdj_de[hW_cf[]dWje_dkdW]k[hhW YedjheCWii[dp_e"ikeh_lWb[f[hbW Yedgk_ijWZ[bjhede_cf[h_Wb[$DWhhWbW b[]][dZWY^["WbbWl_]_b_WZ[bbeiYedjhe Z[Y_i_le"9eijWdj_deie]dÂ?kdWYheY[ YediejjebWiYh_jjW_d^eYi_]del_dY[i" Y^[i_]d_Ă&#x201C;YWÂźYedgk[ijei[]del_dY[hW_½$ I[YedZebWb[]][dZW\kZefegk[bbW dejj[Y^[_b\kjkhe_cf[hWjeh[i_Yedl[hjÂ&#x2C6; WbYh_ij_Wd[i_ce"_bYk_i_cXebe[hW WffkdjebWYheY["Y^[9eijWdj_de\[Y[ _iiWh[ik_l[ii_bb_Z[bb[ik[b[]_ed_$ :_Y[hjei_iWY^[l_di[bWXWjjW]b_W YedjheCWii[dp_eWbFedj[C_bl_e[iWbÂ&#x2C6; ikbjhede_cf[h_Wb[$

, ,%''/,!&/.4% â&#x153;&#x201D;;YYekdfWiiejhWjjeZWbbĂ&#x160;[Z_jjeZ_9eijWdj_deZ[b)')Z$9$ B[]]_beWjj[djWc[dj[[h_ifedZ_$

!BBIAMODECISODIACCORDAREAICRISTIANIEATUTTIGLIALTRILALIBERTgDISEGUIRE LARELIGIONEINCUICIASCUNOCREDE AFÂźNCHmLADIVINITgCHESTAINCIELO QUALUNQUEESSASIA ANOIEATUTTIINOSTRISUDDITIDIAPACEEPROSPERITg )NOLTRE APROPOSITODEICRISTIANI ORDINIAMOCHE SEILUOGHIDOVEESSIAVEVANO PRIMAL´USODIRADUNARSISONOSTATICONÂźSCATIDALÂźSCOODAQUALCHEPRIVATO VENGANOSUBITORESTITUITI Â&#x201D; D[bbĂ&#x160;[Z_jje9eijWdj_de0  W\\[hcWY^[gk[bbeYh_ij_WdeÂ&#x201E;_bl[he:_e$  W\\[hcWY^[gk[bbeYh_ij_WdededÂ&#x201E;_bl[he:_e$  ded[ifh_c[kdĂ&#x160;ef_d_ed[ikgkWb[i_W_bl[he:_e$ Â&#x201D; D[bbĂ&#x160;[Z_jje9eijWdj_deYedY[Z[bWb_X[hj}h[b_]_eiW0  W_ieb_Yh_ij_Wd_$ Wjkjj_$ 9^[YeiWijWX_b_iY[bĂ&#x160;[Z_jjeWfhefei_jeZ[_bke]^_Z_YkbjeZ[_Yh_ij_Wd_5

ĂĄ Lâ&#x20AC;&#x2122;imperatore Costantino.

75

CË@dg\ififdXef

La crisi dell’impero Fin dal II secolo d.C. l’immenso Impero romano cominciò a manifestare segnali di crisi. Durante il regno di Marco Aurelio una terribile epidemia di peste dilagò in molte province, raggiungendo anche l’Italia. La popolazione diminuì notevolmente, l’agricoltura e il commercio entrarono in crisi. Il benessere dell’impero, come sai, si basava anche sul lavoro degli schiavi, che coltivavano le grandi proprietà terriere. La maggior parte di loro erano prigionieri di guerra ma, con la fine delle conquiste militari, cessò anche la possibilità di procurarsi nuovi schiavi. Anche questo fatto contribuì a far diminuire la produzione agricola, con il conseguente aumento del prezzo dei prodotti. La sicurezza dell’impero era minacciata dalle invasioni dei popoli confinanti: difendere un impero tanto esteso come quello romano non era facile e gli imperatori dovevano far sorvegliare dall’esercito ogni regione. Ciò comportava spese enormi per il trasporto, l’equipaggiamento e il mantenimento dei soldati. Per fronteggiare le ingenti spese lo stato impose nuove tasse, sempre più pesanti, che rovinarono artigiani, contadini e commercianti. Le botteghe chiudevano, i campi restavano incolti; diminuiva la disponibilità di beni e prodotti, mentre il loro prezzo cresceva senza sosta. Molti uomini, ridotti in miseria, cominciarono a vivere di furti e aggressioni: le strade diventarono insicure e la crisi dello stato si aggravò. Ü Rilievo in pietra raffigurante la riscossione delle tasse.

) )MPAROASTUDIARE ✔F[hh_Yeijhk_h[b[fh_dY_fWb_YWki[Z[bbWZ[YWZ[dpWZ[bbÊ?cf[hehecWde"Yebb[]WYedkdW\h[YY_W]b_ Wll[d_c[dj_Wbb[beheYedi[]k[dp[$

76

Epidemia di peste

Diminuzione degli schiavi

Aumento delle tasse

Fine delle guerre di conquista

Aumento di furti e aggressioni

Crisi del commercio

Invasioni dei popoli confinanti

Spese per l’esercito

Crisi dell’agricoltura

Povertà della popolazione

Diminuzione della popolazione

Strade insicure

7836-%

I Germani 6DLFKH

Oltre i confini settentrionali dell’impero vivevano popolazioni seminomadi che i Romani indicavano genericamente con il ?=[hcWd_dedYedeiY[lWdebW nome di Germani. Li definivano «barbari» perché non parlavano iYh_jjkhW[dedWl[lWde"f[hY_" il latino e la loro lingua suonava alle orecchie romane come un b[]]_iYh_jj[$F[hijWX_b_h[Y^_"jhWZk[ b_j_]Wdj_"Wl[ii[hW]_ed["h_Yehh[lWde indistinto brontolìo (bar, bar...). Vivevano in villaggi di capanne WbbÊehZWbˆW0_Zk[h_lWb_i_iÓZWlWde nelle foreste dell’Europa del Nord, si procuravano il cibo con la WZk[bbe[]b_Z„_Wlh[XX[heZWjebW caccia e l’allevamento e coltivavano le terre ottenute bruciando l_jjeh_WWY^_Wl[lWhW]_ed[$ parti di foresta. Quando l’ambiente non dava più sostentamento, si spostavano in una zona più favorevole. I Germani erano abili nella lavorazione dei metalli: costruivano oggetti raffinati e armi molto resistenti. Erano governati da un re eletto dall’assemblea dei guerrieri. Alla base della loro società c’era il clan (cioè un gruppo di famiglie imparentate tra loro). Gruppi di clan formavano le tribù e l’insieme delle tribù formava un popolo. I principali popoli germanici erano i Goti, i Visigoti, i Sassoni, i Vandali, i Longobardi e i Franchi. La loro primaria fonte di ricchezza era la razzìa: gruppi di guerrieri assalivano un villaggio e depredavano gli abitanti. Negli anni di maggiore forza dell’impero, queste tribù difficilmente attaccavano le città romane, ma con l’inizio della crisi, le cose cambiarono: i barbari organizzarono scorrerie e saccheggi sempre più frequenti nelle province romane.

77

CË@dg\ififdXef

L’impero si divide Nel III secolo d.C. l’imperatore Diocleziano capì che un solo uomo non poteva far rispettare le leggi OCEANO AT L A N T I C O in luoghi tanto distanti fra loro. Per questo, nel 284 Danubio GALLIA d.C., divise l’impero in quattro regioni, per meglio Milano Po controllare l’immenso territorio. In un primo moRavenna MAR NERO SPAGNA Roma mento Diocleziano «duplicò» la figura dell’imperaCostantinopoli Tig (Bisanzio) ri tore, affidando al generale Massimiano il governo Euf delle province occidentali, e tenendo per sé il corat AFRICA e MAR M EDITER mando di quelle orientali. Anche questa soluzioRANEO ne, tuttavia, si rivelò poco efficace: egli allora, nel EGITTO 293 d.C., istituì due imperatori (gli «Augusti») e due vice imperatori (i «Cesari»), che ne avrebbero Impero romano d’Occidente Impero romano d’Oriente preso il posto in caso di morte. I quattro principi erano chiamati «tetrarchi». Questo sistema di governo entrò presto in crisi, perché si scatenarono rivalità e guerre tra i pretendenti alla massima carica. Riunificato il potere nelle proprie mani, l’imperatore Costantino, nel 330 d.C., spostò la capitale da Roma a Bisanzio (l’attuale Istanbul), che da lui prese il nome di Costantinopoli. Nel 395 d.C., alla morte dell’imperatore Teodosio, l’impero fu diviso in due parti: l’Impero romano d’Occidente, con capitale prima Milano e poi Ravenna, e l’Impero romano d’Oriente (detto anche bizantino), con capitale Costantinopoli. BRITANNIA

Ren

o

Nilo

, ,%''/,!&/.4% ✔Gk[ijWiYkbjkhWhW\\_]khW_j[jhWhY^_$ Eii[hlWbWWjj[djWc[dj[[h_ifedZ_$ ” :WgkWb_fWhj_YebWh_Z[bb[ Ó]kh[i_YWf_iY[Y^[iede jkjj_ielhWd_[Y^[^Wdde _bYecf_jeZ_Z_\[dZ[h[ bÊ_cf[he5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” 9^[YeiW_dZ_YWY^[ _gkWjjheiede_df[h\[jje WYYehZe\hWbehe5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

78

6DLFKH 9eijWdj_defeb_"h_YYW[fefebeiWY_jj} ]h[YW Z[bbÊ7i_W C_deh[" [hW i_jkWjW _d kdW fei_p_ed[ \Wleh[leb[ f[h _ jhW\ÓY_ Yecc[hY_Wb_ jhW bÊEh_[dj[ [ bÊEYY_Z[dj[$IefhWjjkjjed[bbWfWhj[ eh_[djWb[Z[bbÊ_cf[he_YedÓd_[hWde WdYehW i_Ykh_1 _d gk[bbW eYY_Z[djWb[" _dl[Y[" bÊ_cf[he [hW ehcW_ jheffe Z[Xeb[f[hZ_\[dZ[hi_ZWbb[hWppˆ[Z[_ XWhXWh_$

7836-%

La fine dell’Impero romano d’Occidente Angli Sassoni

OCEANO AT L A N T I C O Franchi

Unni

Slavi Vandali

Ostrogoti

Longobardi

M AR CA SP

MAR NERO

IO

Roma

Visigoti Tig r

MAR M EDITE

Euf

RRANE

rat

i

e

O Nilo

Gli imperatori romani d’Occidente riuscirono per lungo tempo a controllare gli attacchi dei barbari, stringendo patti di alleanza con alcune tribù e assoldando nell’esercito romano molti soldati germanici. Alla fine del IV secolo, però, la situazione peggiorò perché un popolo proveniente dall’Asia, gli Unni, attaccò le popolazioni germaniche che, in fuga, oltrepassarono i confini dell’impero con massicce invasioni. I Visigoti arrivarono fino a Roma e la saccheggiarono nel 410 d.C.; poi fu la volta dei Vandali, nel 455 d.C. e, infine, degli stessi Unni, che sotto il comando di Attila penetrarono all’interno dell’impero seminando terrore e morte nell’Italia settentrionale. Nel 476 d.C. il capo degli egli Eruli, Odoacre, conquistò l’Italia e depose l’imperatore tore Romolo Augustolo: fu la fine dell’Impero romano o d’Occidente. L’Impero romano d’Oriente, più protetto dalle minacce dei barbari e forte dei suoi ricchi commerci, continuò la sua storiaa per altri mille anni e Cona sestantinopoli divenne una conda Roma.

Impero romano d’Occidente Impero romano d’Oriente

6DLFKH D[b*-,Z$9$"YedbWYWZkjW Z[bbÊ?cf[hehecWdeZÊEYY_Z[dj[" Ód_iY[bWijeh_WWdj_YW[Yec_dY_W _bC[Z_e[le$BWfWhebWi_]d_ÓYW¼[j} Z_c[ppe½$=b_ijeh_Y_Y^_WcWhede Yeiˆgk[ijef[h_eZef[h_dZ_YWh[Y^[ i_jhWjjWlWZ_kdÊ[j}Z_fWiiW]]_eZWbbW Y_l_bj}Wdj_YWWgk[bbWceZ[hdWY^[ _d_p_Wd[bNLi[Yebe$?dh[Wbj}d[b C[Z_e[le"Yec_dY_Wjed[bf[]]_eh[ Z[_ceZ_"bWYkbjkhWhecWdW[gk[bbW Yh_ij_WdWiefhWll_ii[heWbbWYWZkjW Z[bbÊ?cf[hehecWde[il_bkffWhede b[XWi_ZWYk_iWh[XX[dWjWbWceZ[hdW ieY_[j}eYY_Z[djWb[$

á Attila raffigurato in un dipinto del celebre pittore Raffaello.

*(* d.C.

*/' d.C.

*0, d.C.

+(' d.C.

+,, d.C.

MEDIOEVO

ETÀ ANTICA

;Z_jje Z_9eijWdj_de

;Z_jje Z_J[eZei_e

+.- d.C.

:_l_i_ed[ Z[bbÊ?cf[he hecWde

?L_i_]ej_ iWYY^[]]_Wde HecW

?LWdZWb_ iWYY^[]]_Wde HecW

9WZ[bÊ?cf[he hecWdeZÊEYY_Z[dj[

79

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[h_f[j_WZWbjWleY[gkWdje^W_Wffh[ie$

lâ&#x20AC;&#x2122;impero romano DOVE E QUAND Q ND DO DO

:Wb?Wb?Li[YebeZ$9$HecWZWh[fkXXb_YWZ_l[djWkd$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ : b ? b ?L b Z9 H Z XXb_ Z_ j ?fh_c_i[Yeb_Z[bbĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$\khedekdf[h_eZeZ_]hWdZ[fheif[h_j}1 b[]k[hh[Z_Yedgk_ijWl[dd[he_dj[hhejj[[HecWWjjhWl[hiÂ?kdbkd]e f[h_eZeZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ COM M ERANO ORGANIZZATI ME

? ?$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$i[ff[heYeijhk_h[kdeZ[]b__cf[h_f_Â&#x2019;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ _ Z b_ _ _ _Â&#x2019; Y^[i_WdecW_[i_ij_j_$BĂ&#x160;_cf[he[hWikZZ_l_ie_d$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1WYWfe Z_Y_WiYkdWl_[hWkd]el[hdWjeh[hecWde$B[fhel_dY[[hWdeYebb[]Wj[\hW beheZWkdWĂ&#x201C;jjWh[j[Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ C HE COSA SA A SAPEVANO FARE

? ?de]d_fhel_dY_WZ[bbĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$iehi[heY_jj}ikbceZ[bbeZ_HecW"_d _ _ _ Z bbĂ&#x160; _ } b Z bb Z_ H _ Yk__HecWd_[Z_Ă&#x201C;YWhedej[cfb_"$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z_jh_ed\e"WYgk[Zejj_" WdĂ&#x201C;j[Wjh_"ijhWZ[[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"cWiefhWjjkjjei[ff[he_dj[]hWh[ Yeijkc_[jhWZ_p_ed_beYWb_Yed_bbeheceZeZ_l_l[h[$ IN CHE HE E COSA C CREDEVANO

?H ?HecWd_[hWdefeb_j[_ij_1l[d[hWlWdeWdY^[Z_l[hi[Z_l_d_j}\Wc_b_Wh_Yec[ _ b_ _ _ ^ Z_ Z_ _ _ } \ _b_ _ _$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$E]d_YWiWWl[lWkdf_YYebe $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$f[h_bYkbjeZec[ij_Ye$ D[b?i[YebeZ$9$_b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"ZWffh_cWeij[]]_Wje"i_Z_\\ki[_d jkjjebĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ LA CR RISI DELLâ&#x20AC;&#x2122;IMPERO I N CHE IN CCRISI H HE EC COSA OS O OSA SA A CREDEVA CRED C CR CRE R EDEVA EDEV ED EDEVAN E DEVAN D EV EV VAN AN A NO N O

80

<_ <_dZWb??i[YebeZ$9$bĂ&#x160;?cf[hehecWdecWd_\[ijÂ?i[]dWb_Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Z b ?? b Z 9 bĂ&#x160;? _\ Â? b_ Z_ ?HecWd_[hWdefeb_j[_ij_1l[d[hWlWdeWdY^[Z_l[hi[Z_l_d_j}\Wc_b_Wh_Yec[ B[_dlWi_ed_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$i[]dWhedekdWilebjW0_XWhXWh_eh]Wd_ppWhede _$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$E]d_YWiWWl[lWkdf_YYebe iYehh[h_[[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$i[cfh[f_Â&#x2019;\h[gk[dj_$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$f[h_bYkbjeZec[ij_Ye$ BĂ&#x160;_cf[hei_Z_l_i[_dZk[fWhj_0bĂ&#x160;$$$žžž$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$žžžžZĂ&#x160;EYY_Z[dj[[ D[b?i[YebeZ$9$_b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"ZWffh_cWeij[]]_Wje"i_Z_\\ki[_d $$$žžžžžž$$$$$$$$$$$$ž$$D[b*-,Z$9$YWZZ[bĂ&#x160;?cf[hehecWdežž$$$$$$$$$$$$$žž$"c[djh[ jkjjebĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ bĂ&#x160;?cf[hehecWdežžž$$$$$$$$$$$$ž$$$$$$$$$žYedj_dkÂ?bWikWijeh_Wf[hWbjh_c_bb[Wdd_$

>\f^iXÔX CË@kXc`X\`jlf`XY`kXek` H[b_]_ed_"b_d]k[[Z_Wb[jj_ ?bbWlehe_d?jWb_W ?bi[jjeh[fh_cWh_e ?bi[jjeh[i[YedZWh_e ?bi[jjeh[j[hp_Wh_e  Educazione alla cittadinanza

JceVZhZY¼^bb^\gVo^dcZ ?f`dgXiXkfX%%%

CË@kXc`X`e<lifgX\e\cdfe[f BÊKd_ed[;khef[W  ALPPFBOD]_jYf\a[YhalYda]mjgh]] DehZ[IkZZ[bcedZe =b__dZ_YWjeh_Z_il_bkffe [Z_iejjeil_bkffe  Educazione alla cittadinanza

.( .* .+ ., .. /&

 /( /)

')+

/. '&& '&'

 '&(

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

'&* '&, '&. '&/ ''& ''& ''' ''( '')

-"#03"503*0Come studiare le regioni -"#03"503*0Gli indicatori della regione

?f`dgXiXkfX%%%

''* '', ''/ '(( '(+ '(')& ')(

/* /,

CVo^dc^jc^iZeZgaVeVXZ ?f`dgXiXkfX%%%

BÊeh]Wd_ppWp_ed[Z[bbeIjWje_jWb_Wde BÊ?jWb_Wfeb_j_YW B[h[]_ed_Wcc_d_ijhWj_l[ BWh[]_ed[ BWfhel_dY_W ?bYeckd[

BWLWbb[ZÊ7eijW ?bF_[cedj[ BWB_]kh_W BWBecXWhZ_W ?bJh[dj_de#7bje7Z_][ ?bL[d[je ?b<h_kb_#L[d[p_W=_kb_W BÊ;c_b_W#HecW]dW

'&)

B[CWhY^[ BÊKcXh_W BWJeiYWdW ?bBWp_e BÊ7Xhkppe ?bCeb_i[ ?f`dgXiXkfX%%%

BW9WcfWd_W BW8Wi_b_YWjW BWFk]b_W BW9WbWXh_W BWI_Y_b_W BWIWhZ[]dW ?f`dgXiXkfX%%%

'), '). '*& '*) '*, '*. '+& '+' '+* '+, '+/ ',( ',+ ',.

CË@kXc`X\`

(8GFGFC8Q@FE<@K8C@8E8a;@:@I:8D@C@FE@;@G<IJFE<  ;@JKI@9L@K<@EDF;F@II<>FC8I<JLLEK<II@KFI@F;@BD  -L<JK@;8K@JFEF=FIE@K@;8CCŒ%/00 CŒ%JK@KLKF*8Q@FE8C< ;@/K8K@JK@:8 :?<?8@C:FDG@KF;@:<EJ@I< :@Fa;@8::<IK8I< :FE<J8KK<QQ8@CELD<IF;@G<IJFE<:?<M@MFEF@E%K8C@8

Abitanti per km2

Milano

Bologna

Genova

MAR LIG U R E

meno di 25 da 25 a 100 da 100 a 200 da 200 a 500 da 500 a 1000 più di 1000

Trieste

Firenze Ancona

A

R A

Perugia

L’Aquila

D

R

Roma

I A

Campobasso R

T

I

T

I C

O

Napoli R

R

E

Bari Potenza

N

O O

A

Cagliari

Catanzaro

M A R

M E D I T E R R AN

Palermo

AR

IO

NI

Torino

Venezia

M

82

Aosta

M

,A POPOLAZIONE CHE VIVE IN UN DETERMINATO TERRITORIO PUĠAVEREUNAMAGGIOREOMINOREDENSIT÷,ADEN SIT÷MEDIADELLAPOPOLAZIONEINDICAQUANTEPER SONE INMEDIA ABITANOINUNCHILOMETROQUADRATODI TERRITORIOILDATOSIOTTIENEDIVIDENDOILNUMERODEGLI ABITANTIDIUNTERRITORIOPERICHILOMETRIQUADRATIDELLA SUASUPERüCIE)N)TALIALADENSIT÷MEDIADIPOPOLAZIO NEġDIABITANTIPERKM3EOSSERVICONATTEN ZIONELACARTATEMATICAQUIADESTRAELACONFRONTICON UNACARTAüSICADELLl)TALIA TIACCORGERAICHELADENSIT÷ DELLAPOPOLAZIONEġALTAINPIANURA NELLEGRANDICITT÷ ENELLEZONECOSTIERE MENTREġBASSAINMONTAGNA

Trento

M

La densità della popolazione

EO

jlf`XY`kXek`

*'%15#+/2#4'4#+

La crescita della popolazione .EGLIULTIMIDECENNIILNOSTROPAESE COMEMOLTIALTRISTATIINDUSTRIALIZ ZATI HAREGISTRATOUNRALLENTAMENTODICRESCITADELLAPOPOLAZIONE ĂźNO ALLACOSIDDETTAÂ&#x192;CRESCITAZEROÂ&#x2019;QUESTAESPRESSIONESIGNIĂźCACHEIL NUMERODEIBAMBINICHENASCONOÄĄUGUALEAQUELLODELLEPERSONECHE MUOIONO QUINDILAPOPOLAZIONENONAUMENTA)NOLTREÄĄCAMBIATALA COMPOSIZIONEDELLAPOPOLAZIONE oCISONOSEMPREPIĂ&#x161; PERSONEANZIANE POICHĂ&#x20AC; GRAZIESOPRATTUTTO AIPROGRESSIDELLAMEDICINA LEPERSONEVIVONOPIĂ&#x161;ALUNGO oSONO AUMENTATE LE PERSONE STRANIERE CON CULTURE E TRADIZIONI DIVERSEDALLENOSTRE CHEVENGONOIN)TALIAPERCERCARELAVOROECON DIZIONIDIVITAMIGLIORI

â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

conoscere le caratteristiche della popolazione italiana; â&#x20AC;˘ a capire comâ&#x20AC;&#x2122;è distribuita la popolazione sul nostro territorio; â&#x20AC;˘ a conoscere le religioni e le lingue presenti in Italia; â&#x20AC;˘ a classiďŹ care le attivitĂ  lavorative in base ai settori economici; â&#x20AC;˘ ad analizzare le cause e le conseguenze dellâ&#x20AC;&#x2122;immigrazione nel nostro paese.

83

CĂ&#x2039;@kXc`X\`jlf`XY`kXek`

Religioni, lingue e dialetti LA RELIGIONE La maggior parte della popolazione italiana professa la religione Xg^hi^VcV XViida^XV.

Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia infatti, per ragioni storiche, è sempre stata il centro della Chiesa cattolica e come sai a Roma vive il Papa, che è il suo massimo esponente. In Italia ci sono anche numerose minoranze che professano altre religioni: ZWgV^XV, egdiZhiVciZ (un gruppo importante è quello dei Valdesi, che vivono in alcune vallate .' %124   piemontesi), dgidYdhhV, WjYY^hiV, ^c" Yj^hiV e bjhjabVcV. Questâ&#x20AC;&#x2122;ultima, Per minoranza si intende una comunitĂ  di persone che ha usanze in seguito allâ&#x20AC;&#x2122;aumento dellâ&#x20AC;&#x2122;immidiverse da quelle diffuse tra la grazione dal Nord Africa, è oggi la maggioranza della popolazione. piĂš numerosa ed è la seconda religione presente nel nostro territorio. Tedesco Ladino

LA LINGUA A

Franco Provenzale

Friulano Veneto

Lombardo

Piemontese

zale

ven

Pro

La lingua ufďŹ ciale del nostro paese è lâ&#x20AC;&#x2122;^iVa^Vcd, ma è ancora vivo lâ&#x20AC;&#x2122;uso del Y^VaZiid, soprattutto in famiglia. I dialetti italiani, diversi tra regione e regione, si sono formati nei secoli in cui lâ&#x20AC;&#x2122;Italia non era ancora un unico stato. In alcune zone della penisola, soprattutto vicino ai conďŹ ni, vivono delle b^cdgVcoZa^c\j^hi^X]Z, cioè delle piccole comunitĂ  di persone che parlano una lingua diversa da quella diffusa tra la maggior parte della popolazione. In Valle dâ&#x20AC;&#x2122;Aosta si parla il eVid^h (pronuncia ÂŤpatuĂ Âť), una lingua di origine [gVcXd"egdkZcoVaZ; in alcune valli del Trentino il aVY^cd; in Alto Adige il iZYZhXd; in Friuli-Venezia Giulia lo hadkZcd. Nellâ&#x20AC;&#x2122;Italia meridionale e insulare esistono invece minoranze linguistiche VaWVcZh^, \gZX]Z e XViVaVcZ.

Ligure

Emiliano-romagnolo

Marchigiano

Toscano

Umbro Laziale

Molisano Pugliese Campano Lucano Sardo Calabrese

IIMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;Iejjeb_d[Wd[bj[ijeY^[YeiWi__dj[dZ[f[hÂźc_dehWdp[ b_d]k_ij_Y^[½$Fe_h_ifedZ_ikbgkWZ[hdeWbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ Â&#x201D; <W_fWhj[Z_kdWc_dehWdpWh[b_]_eiWeb_d]k_ij_YWeYedeiY_  gkWbYkdeY^[d[\WYY_WfWhj[5:_gkWb[c_dehWdpWi_jhWjjW5 Â&#x201D; GkWb[Z_Wb[jjeÂ&#x201E;Z_\\kied[bbWpedW_dYk_WX_j_5 Â&#x201D; ?jke_][d_jeh_[_jke_dedd_fWhbWde_dZ_Wb[jje5 Â&#x201D; JkfWhb__dZ_Wb[jje59edY^_5

84

Abruzzese

Siciliano

Dialetti di origine italica Gallo-Italici Veneti Toscani Centrali Meridionali Meridionali estremi

Altre lingue Sloveno Sardo Albanese Greco Catalano

Salentino

+)3+6%*-%

Il lavoro in Italia I SETTORI ECONOMICI

Il lavoro è fondamentale per la vita delle persone di un paese, perché offre la possibilità di provvedere alle necessità del singolo e della famiglia fornendo loro tutti i prodotti e i servizi di cui hanno bisogno. L’insieme delle attività utili a produrre i beni e i servizi necessari a tutti i cittadini si chiama ZXdcdb^V. Le attività economiche si possono suddividere in igZhZiidg^: primario, secondario, terziario.

Settore primario Lavora nel hZiidgZeg^bVg^d chi si dedica all’agricoltura, all’allevamento, alla pesca, all’estrazione di minerali e di materiali da costruzione, al taglio dei boschi. I prodotti di queste attività si chiamano bViZg^Zeg^bZ.

Settore secondario Il hZiidgZhZXdcYVg^d comprende l’insieme delle attività industriali, edili e artigianali che impiegano i lavoratori occupati nella trasformazione delle materie prime in egdYdii^Äc^i^.

Settore terziario Il hZiidgZ iZgo^Vg^d include tutte quelle attività che non producono oggetti o beni materiali, ma offrono hZgk^o^ utili alla popolazione, come il commercio, il turismo, i trasporti, la scuola, gli ospedali, le assicurazioni, la pubblicità…

6DLFKH ?d?jWb_Wcebj[f[hied[iede Z_ieYYkfWj["Y_e„ded^Wdde kdbWlehe$JhW_Z_ieYYkfWj_iede dkc[hei__]_elWd_Y^[^Wdde j[hc_dWje]b_ijkZ_[iede_dY[hYW Z[bbWbehefh_cWeYYkfWp_ed[$

IIMPAROASTUDIARE ✔BÊ_ije]hWccWgk_W\_WdYehWffh[i[djWbWf[hY[djkWb[Z_f[hied[ eYYkfWj[d[_jh[i[jjeh_[Yedec_Y_$Eii[hlWbeWjj[djWc[dj["fe_h_ifedZ_$ ” GkWb[i[jjeh[[Yedec_YeeYYkfW_bcW]]_ehdkc[heZ_bWlehWjeh__d?jWb_W5 I[YedZWh_e$ J[hp_Wh_e$  Fh_cWh_e$ ” Gk[ijei_]d_ÓYWY^[bWcW]]_ehfWhj[Z[]b_?jWb_Wd_0  „_cf_[]WjWd[bbÊ_dZkijh_Weileb][bWleh_Whj_]_WdWb_$  \ehd_iY[i[hl_p_kj_b_WbbWfefebWp_ed[$  Yebj_lWbWj[hhWeWbb[lW]b_Wd_cWb_$

85

CĂ&#x2039;@kXc`X\`jlf`XY`kXek`

Il settore primario Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura e lâ&#x20AC;&#x2122;allevamento

Frutta

Suini

Agrumi

Ovinicaprini

Ortaggi Vino

Riso

M A R

MAR LIGURE

A

D

R

I

A

T

Mais

Olio

Grano

Legname

Fiori

Sughero

I

C

M

O

A

R I

R

R

E

N

O

R

IO NIO

T

A

Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura è lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  piĂš importante del settore primario; insieme con lâ&#x20AC;&#x2122;allevamento, è praticata in tutta la penisola, ma solo una piccola parte della popolazione si dedica a tali attivitĂ . Infatti il numero degli agricoltori e degli allevatori è molto diminuito rispetto al passato, ma lâ&#x20AC;&#x2122;uso crescente della iZXcdad" \^V (trattori e macchine agricole, impianti per lâ&#x20AC;&#x2122;irrigazione, uso di fertilizzanti, stalle attrezzate, mangimi) ha permesso di aumentare notevolmente la produzione. La XVgcZ prodotta, però, non è sufďŹ ciente per tutta la popolazione italiana e molta altra carne deve essere importata, cioè acquistata da altri paesi.

Bovini

M

Le risorse del suolo Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia è povera di b^cZgVa^ e di combustibili fossili. Negli ultimi anni sono stati trovati piccoli giacimenti di eZigda^d e bZiVcd nella Pianura padana, nei fondali del Mar Adriatico e in Basilicata, ma le quantitĂ  non sono sufďŹ cienti al fabbisogno nazionale e cosĂŹ lâ&#x20AC;&#x2122;Italia deve comprare i combustibili da altri paesi. Sono piĂš abbondanti, invece, i giacimenti di materiali da costruzione, come il bVgbd in Toscana e il \gVc^id in Sardegna. 

,,%''/,ACARTA

â&#x153;&#x201D;Eii[hlWbWYWhjWj[cWj_YWYed_fh_dY_fWb_fheZejj_ Z[bbĂ&#x160;W]h_YebjkhW[Z[bbĂ&#x160;Wbb[lWc[dje[Yed\hedjWbWYed bWYWhjW\_i_YWZ[bbĂ&#x160;?jWb_W"fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ Â&#x201D; GkWb_Yebj_lWp_ed_iedeZ_\\ki[d[bbWF_WdkhWfWZWdW5 Â&#x201D; GkWb_d[bb[Yebb_d[Z[b9[djhe5;d[bb[ped[Wbf_d[5 Â&#x201D; ?dgkWb_ped[i_Yebj_lWde]b_W]hkc_5 Â&#x201D; :elĂ&#x160;Â&#x201E;il_bkffWjWbWYebj_lWp_ed[Z[_Ă&#x201C;eh_5 Â&#x201D; :el[i_Wbb[lWdecW]]_ehc[dj[_ik_d_5 Â&#x201D; ?dI_Y_b_W[_dIWhZ[]dWi_Wbb[lWdeXel_d_5 Â&#x201D; ?dgkWb_ped[Z[bbĂ&#x160;?jWb_WÂ&#x201E;Z_\\kiebĂ&#x160;Wbb[lWc[dje Z_el_d_[YWfh_d_5F[hY^Â&#x192;5FhelWW\Wh[Z[bb[_fej[i_$

86

.' %124   Cerca sul vocabolario il signiďŹ cato di importazione ed esportazione. I combustibili fossili (petrolio, carbone, metano) sono resti antichissimi di organismi viventi: dalla loro combustione (cioè bruciandoli) si ottiene energia.

+)3+6%*-%

La pesca La pesca in Italia, nonostante la lunghezza delle coste, non è molto sviluppata. I mari italiani, infatti, sono edkZg^Y^ eZhXZ e anche piuttosto ^cfj^cVi^. Patiscono la crisi di questo settore soprattutto le famiglie di pescatori, perché non riescono a sostenere la concorrenza. Infatti le grandi flotte di pescherecci praticano la più vantaggiosa pesca d’altura (lontano dalle coste) e controllano gli impianti di conservazione del prodotto pescato. Le zone più favorevoli alla pesca sono due: s¬ la costa adriatica, dove si pescano soprattutto eZhXZVo" ojggd (sardine, sgombri, acciughe, ecc.) e bdaajhX]^ (cozze, vongole, ecc.); s¬ i mari che circondano la Sicilia, in cui si pescano grandi pesci come idcc^ e eZhX^heVYV e dove si trova il più grande porto peschereccio d’Italia, quello di Mazara del Vallo. Negli ultimi anni si è sviluppata l’VXfj^XdaijgV, cioè l’allevamento di pesci pregiati o di largo consumo (spigole, orate, branzini, trote, ecc.); essa si pratica lungo i corsi d’acqua alpini, presso le foci dei fiumi e in zone marine attrezzate.

Lo sfruttamento delle foreste Dai boschi e dalle foreste di conifere (abeti, pini e larici) si ottiene il miglior aZ\cVbZ per la produzione di mobili e infissi; ma in Italia questo tipo di foreste scarseggia, perciò vengono importate grandi quantità di legname da altri paesi. Dai boschi di latifoglie (castagni, lecci, faggi...), che sono i più estesi tra quelli presenti nel nostro territorio, si ricava aZ\cVYVVgYZgZ. I boschi sono sfruttati anche per la raccolta di [gjii^Y^WdhXd, e^cda^, [jc\]^, iVgijÄ e per la produzione di hj\]Zgd.

IIMPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ijebWZ[\_d_p_ed[Z_WYgk_YebjkhW$ ✔Ileb]_ kdÊ_dZW]_d[ Wb ikf[hc[hYWje1 h[YWj_ d[b i[jjeh[Z[bf[iY[[eii[hlW_YWhj[bb_d_Y^[_dZ_YWde bW fhel[d_[dpW Z[_ f[iY_ _d l[dZ_jW$ H[]_ijhW ik kdjWYYk_de_j_f_Z_f[iY[f[iYWjeeWbb[lWje[bW behe fhel[d_[dpW CWh C[Z_j[hhWd[e" Wbjh_ cWh_" eY[Wd_$Fe_h_ifedZ_Wbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ ” ÞcW]]_eh[bWgkWdj_j}Z_f[iY[f[iYWjee  Wbb[lWje5 ” Þf_’dkc[heie_bf[iY[_jWb_Wdeegk[bbe  fhel[d_[dj[ZWWbjh_cWh_5 87

CË@kXc`X\`jlf`XY`kXek`

Il settore secondario

Aree a diffusa industrializzazione

L’industria

Industrie metalmeccaniche siderurgiche

M

L’Italia è uno degli otto paesi più industrializzati del mondo, ma essendo povera di materie MAR A prime, è costretta a importarle dall’estero. MolLIGURE D ti prodotti finiti, come scarpe, abiti, automobili sportive e di lusso, vengono poi ZhedgiVi^ in tutM to il mondo. A Le industrie sono classificate in due gruppi: R T s¬ ^cYjhig^V eZhVciZ, che trasforma le materie I R prime in materiale di uso industriale; a questo R E N gruppo appartengono anche le centrali idroelettriche e termoelettriche; s¬^cYjhig^VaZ\\ZgV, che trasforma le materie prime del settore primario in prodotti di consumo (generi alimentari, auto, scarpe, ecc.). I settori industriali più sviluppati sono quello bZiVabZXXVc^Xd (che produce automobili, elettrodomestici, macchine tessili, ecc.), quello h^YZgjg" \^Xd (che lavora il ferro), quello X]^b^Xd (che produce concimi, vernici, medicinali, ecc.), quello iZhh^aZ e quello XVaoVijg^Zgd. Molto attiva è anche l’industria Va^bZciVgZ, che trasforma i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento in generi alimentari. A

tessili

R



chimiche

R

calzaturiere

I

A

T

alimentari

I

C

O

A

R

IO NIO

O

M

,,%''/,ACARTA

✔Eii[hlWbWYWhjW_dWbjeY^[_dZ_YWbWZ_\\ki_ed[ Z[bb[_dZkijh_[_d?jWb_W"fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” :el[i_jhelWbWcW]]_ehfWhj[Z[bb[_dZkijh_[5 7bDehZ$ 7b9[djhe$  7bIkZ$ ” GkWb_j_f_Z__dZkijh_[iedecW]]_ehc[dj[Z_\\ki[WbIkZ5 C[jWbc[YYWd_Y^[$ 7b_c[djWh_$ J[ii_b_$ ” B[Wh[[cW]]_ehc[dj[_dZkijh_Wb_ppWj[iedebeYWb_ppWj[ _df_WdkhW5I[iˆ"f[hY^ƒ5 ” GkWb_YWhWjj[h_ij_Y^[Z[bj[hh_jeh_e\Wleh_iYedegk_dZ_ beil_bkffeZ[bbÊ_dZkijh_W5

88

+)3+6%*-%

L’artigianato L’attività artigianale si distingue da quella industriale perché l’Vgi^\^Vcd, nel suo laboratorio, segue direttamente tutti i passaggi della lavorazione del prodotto. Per esempio, un ceramista modella, dipinge e vende personalmente gli oggetti del suo lavoro. I prodotti artigianali sono pezzi unici e quindi hanno un costo maggiore di quelli fabbricati in serie. In Italia i laboratori artigianali sono molto numerosi e i loro prodotti sono aZ\Vi^VaaVigVY^o^dcZ: ricami, gioielli, tessuti, ceramiche dipinte a mano… Del settore artigianale fanno parte anche ^YgVja^X^, XVggdo" o^Zg^, ZaZiig^X^hi^ e altri lavoratori che gestiscono imprese con un piccolo numero di dipendenti.

L’edilizia L’Italia è il terzo paese del mondo nello sviluppo dell’edilizia, cioè l’^cYjhig^V YZaaZ Xdhigjo^dc^. I costruttori italiani lavorano nella nostra penisola e nel resto del mondo edificando abitazioni, ponti, strade, autostrade, aeroporti, dighe… Il lavoro nei XVci^Zg^ZY^a^ richiede molta manodopera e, poiché molti nostri connazionali non si dedicano più a questo tipo di attività, nel settore sono impiegati molti ^bb^\gVi^.

IIMPAROASTUDIARE ✔9edkdW\h[YY_WYebb[]WWe]d__ccW]_d[bWikWZ_ZWiYWb_W$

Ef[hW_e_dZkijh_Wb[

BWlehWjeh[[Z_b[

7hj_]_WdeZ[bb[]de

89

CË@kXc`X\`jlf`XY`kXek`

Il settore terziario Il commercio Buona parte dei lavoratori del settore terziario si occupa di Vii^k^i|XdbbZgX^Va^ soprattutto nei cZ\do^, nei bZgXVi^ o nei hjeZgbZgXVi^. Negli ultimi anni sono sempre più diffusi i XZcig^XdbbZgX^Va^, grandi edifici che comprendono supermercati e negozi di vario genere.

I servizi pubblici e privati I più importanti hZgk^o^ ejWWa^X^ offerti alla popolazione sono le hXjdaZ, i igVhedgi^ ejWWa^X^e i hZgk^o^hVc^iVg^ (ospedali), XjaijgVa^ (musei, biblioteche, ecc.) e Y^ejWWa^XV h^XjgZooV (polizia, carabinieri, ecc.). Appartengono al settore terziario anche quelle attività che forniscono hZgk^o^eg^kVi^, cioè pagati direttamente dai cittadini che li utilizzano. È il caso dei a^WZg^egd[Zhh^dc^hi^ (architetti, avvocati, commercialisti, medici specialisti, ecc.) e di coloro che gestiscono attività legate al tempo libero (palestre, cinema, teatri, ecc.).

Il turismo L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi e per i tesori artistici delle sue città che attraggono il turismo. Molte persone lavorano nei bjhZ^, negli VaWZg\]^, nei g^hidgVci^ e nelle V\Zco^ZY^k^V\\^d che si occupano dei milioni di turisti che visitano il nostro paese. Le maggiori presenze straniere si registrano nelle X^ii|Y¼VgiZ (come Firenze, Roma o Venezia), nei h^i^VgX]Zdad\^X^ (come Pompei o Selinunte), nelle più rinomate hiVo^dc^hX^^hi^X]Z delle Alpi e nelle numerose adXVa^i| WVacZVg^ del Tirreno, dell’Adriatico e delle isole. Ö Turisti nell’area archeologica di Populonia, in Toscana.

Il terziario avanzato Il successo commerciale dei personal computer e dei telefoni cellulari ha contribuito a sviluppare un nuovo settore dell’economia: il iZgo^Vg^d VkVcoVid, così definito perché si basa sull’utilizzo di nuove tecnologie che hanno un’evoluzione molto rapida. A questo settore appartengono le Vii^k^i| YZaaV g^XZgXVhX^Zci^ÄXV, l’^c[dgbVi^XV e le iZaZXdbjc^XVo^dc^. Ü Installazione di un circuito elettronico.

90

+)3+6%*-% Tarvisio

Aosta

Trieste Venezia

Verona

Milano

Torino Genova

Bologna

Parma

Autostrade Superstrade Strade principali Ferrovie principali Trafori

A R

MAR L I G U R E Pisa

Firenze

Ancona A

D

Ascoli Perugia Piceno

Piombino

R

I

A

T

L’Aquila Civitavecchia M Roma A R

Olbia

Sassari

,,%''/,ACARTA

I

C

O

Campobasso Foggia Bari

Benevento

T

I

Potenza

Napoli

R

R

E

Taranto

N

O

Oristano

IO NI O

Frejus

Trento

Sondrio Chiasso

M

Catanzaro Cagliari

A

✔Eii[hlWbWYWhjWZ[bb[l_[Z_Yeckd_YWp_ed[[h_ifedZ_$ ” BWjkWh[]_ed[„f[hYehiWZWjhWjj_WkjeijhWZWb_5GkWb_5 ” F [hY^ƒbWh[j[ijhWZWb["WkjeijhWZWb[[\[hhel_Wh_W „f_’il_bkffWjWd[bbÊ?jWb_Wi[jj[djh_edWb[5 ” G  kWb_iedeb[Yedi[]k[dp[WcX_[djWb_Z[bbÊ_dj[die jhW\ÓYeWkjeceX_b_ij_Ye5

R

Le higVYZ e le VjidhigVYZ italiane hanno avuto un grande sviluppo dopo il 1950, quando, per favorire le comunicazioni, furono asfaltate le vecchie strade, costruite le autostrade e realizzati nuovi k^VYdii^ e \VaaZg^Z. Negli ultimi anni si è continuato a costruire autostrade anziché potenziare le [Zggdk^Z; così, in Italia, a differenza di altri paesi europei, solo una piccola quantità di merci viene trasportata sui treni, meno inquinanti degli autocarri.

Gran M. Bianco S. Bernardo

Messina Palermo

Trapani

M

I trasporti: strade e ferrovie

Reggio di Calabria Catania Siracusa

I trasporti: porti e aeroporti

Genova Bologna La Spezia S. Giusto

Firenze Falconara Peretola Pisa Ancona Livorno Piombino Civitavecchia

,,%''/,ACARTA ✔Eii[hlWbWYWhjWj[cWj_YWY^[_dZ_YW_fh_dY_fWb_  fehj_[W[hefehj__jWb_Wd_[h_ifedZ_$ ” GkWb_iede_fehj_Yecc[hY_Wb_Yed_bcW]]_eh   cel_c[djeZ_c[hY_5 ” ?dgkWb_Y_jj}i_jhelWde]b_W[hefehj_Y^[h[]_ijhWde_b  cW]]_ehdkc[heZ_fWii[]][h_5 ” D[bbWYWhj_dW„h_fehjWjekdW[hefehjeZ[bbWjkW   h[]_ed[5?dgkWb[Y_jj}i_jhelW5 ✔IYh_l_ikbgkWZ[hdel_Y_deWgkWb_Y_jj}i_jhelWde  _i[]k[dj_W[hefehj_0<_kc_Y_de"CWbf[diW"9Wi[bb["  FkdjWHW_i_"9WfeZ_Y^_de$

Fertilia

Golfo Aranci Olbia

oltre 20 milioni

R

MAR LIGURE

Porto Torres Alghero

da 11 a 20 milioni

Ravenna

M

D

R

I

A

T

I

Ciampino Capodichino

R T

Palese

I

R

R

Napoli Salerno E

N

Reggio di Calabria

Porto Foxi Trapani

da 2 a 20 oltre 20

Brindisi

Lamezia Terme

Cagliari

(milioni di tonnellate)

Bari Taranto

O

Elmas

Movimento merci

O

Roma

Costa Smeralda

Portovesme

C

Fiumicino

Fiumicino

A

A

ION IO

Borgo Panigale

A

Savona

da 1 a 10 milioni

Linate

Torino Sestri

meno di 1 milione

Trieste

Bergamo Milano Verona Venezia

Caselle

Passeggeri in transito:

Ronchi dei Legionari

Birgi

Punta Raisi

Milazzo Palermo Fontanarossa

Lamezia Gioia Tauro

AR

Malpensa

Villafranca Tessera

M

Orio al Serio

M

In Italia i XdaaZ\VbZci^bVg^ii^b^ sono importanti soprattutto per il traffico commerciale. Il trasporto dei passeggeri è invece limitato alle cVk^"igV\]Ziid, che assicurano i collegamenti con le isole. Gli VZgZ^ sono molto utilizzati per il trasporto di passeggeri su medie e lunghe distanze.

Reggio di Calabria

Gela Catania Augusta S. Panagia

91

Educazione alla

Cittadinanza Educazione

Vo!qbftf!eÖjnnjhsb{jpof In passato molti italiani emigrarono all’estero alla ricerca di lavoro e benessere. Oggi la situazione si è capovolta e l’Italia è diventata un paese meta d’immigrazione. La società italiana sta diventando sempre più multietnica per il forte flusso di persone provenienti soprattutto dal Nord Africa, dall’Asia, dall’America latina e dall’Europa dell’Est. Spesso per raggiungere l’Italia queste persone intraprendono viaggi lunghi e pericolosi e una volta arrivate nel nostro paese si trovano ad affrontare molte difficoltà, come imparare una nuova lingua e cercare una casa e un lavoro.

La presenza di persone con usanze, tradizioni, lingue e religioni diverse dalla nostra ci arricchisce, perché porta nel nostro paese nuove idee e un diverso modo di affrontare i problemi. La conoscenza e la stima reciproche, unite al rispetto delle leggi, sono alla base di una vera integrazione, cioè di una convivenza pacifica all’interno di una società che comprende anche minoranze di culture diverse.

92



, ,%''/,ACARTA

✔Eii[hlWbWYWhjWj[cWj_YWikbbÊ_cc_]hWp_ed[_d?jWb_W [h_ifedZ_$ ” GkWb_iede_fW[i_Z[bcedZeZWYk_fhel[d]ede _cW]]_eh_Ôkii_c_]hWjeh_5 ” I[_Z_eh_]_d__jWb_Wd[eijhWd_[h[5 ✔I[i[_ijhWd_[he%W_dZ_l_ZkWikbbWYWhjW_bjkefW[i[ ZÊeh_]_d[fe_W_kjW_jke_YecfW]d_Wileb][h[kdW h_Y[hYWikbbÊWb_c[djWp_ed["ikbb[\[ij[jhWZ_p_edWb_[ ikbb[b[]][dZ[Z[bbWjkWj[hhW$

+)3+6%*-%

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[h_f[j_WZWbjWleY[gkWdje^W_ijkZ_Wje$ LA POPOLAZIONE

I[YedZe_bY[di_c[dje[\\[jjkWjeZWbbĂ&#x160;?IJ7J" bĂ&#x160;?jWb_WYedjWY_hYW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z_WX_jWdj_$ LA RELIGIONE

BWcW]]_ehfWhj[Z[bbWfefebWp_ed[fhe\[iiWbW h[b_]_ed[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"WdY^[i[Y_iede c_dehWdp[Y^[fhe\[iiWdeWbjh[h[b_]_ed_$

Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia e i suoi abitanti

LA LINGUA

BWb_d]kWk\Ă&#x201C;Y_Wb[Â&#x201E;bĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$cWÂ&#x201E;WdY^[l_le bĂ&#x160;kieZ[bZ_Wb[jje$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 L_iedeWdY^[WbYkd[ c_dehWdp[Z_b_d]kW

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 I[jjeh[fh_cWh_e" Y^[Yecfh[dZ[

f[iYW1 i\hkjjWc[djeZ[bb[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

LE ATTIVITĂ ECONOMICHE DEGLI ABITANTI SI ARTICOLANO IN

i[jjeh[[ijhWjj_le1

I[jjeh[i[YedZWh_e" Y^[Yecfh[dZ[

_dZkijh_W1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Yecc[hY_e1

I[jjeh[j[hp_Wh_e" Y^[Yecfh[dZ[

i[hl_p_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 jkh_ice1 j[hp_Wh_eWlWdpWje1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$0ijhWZ["\[hhel_[" fehj_[W[hefehj_$

93

CĂ&#x2039;@kXc`X`e

(Â&#x152;%K8C@8=8G8IK<;<CCÂ&#x152;!LIFG8 LEF;<@J<@:FEK@E<EK@ @E:L@JFEFI8>>ILGG8K<C<K<II<<D<IJ<  (Â&#x152;!LIFG8aJ@KL8K8E<CCÂ&#x152;<D@J=<IF9FI<8C<?8LE8GFJ@Q@FE< @EK<ID<;@8KI8CÂ&#x152;!HL8KFI<<@C,FCF*FI; G<IK8EKF>F;< ;@LE:C@D8K<DG<I8KF =8MFI<MFC<8CCÂ&#x152;@EJ<;@8D<EKFLD8EF  Lâ&#x20AC;&#x2122;Europa oggi Reykjavik

ISLANDA

MAR

DI

LT I C

O

NO

AT L A N T I C O

L LO GA

MAR NERO BULGARIA

BA

M

Podgorica Sofia MONTENEGRO Skopje Roma Tirana MACED.

F

R

I

C

A

ALB

AN

IA

A

MEDIT

ERRANEO Valletta

MALTA

IO

MAR

P

R TO

Bucarest

S

PO

A

A

C

LI

R

SPAGNA

A

A

ANDORRA

M

Monaco

Madrid

IT

BOSNIABelgrado ERZEG. Sarajevo SERBIA

IA

Lisbona

Zagabria

Lubiana

PRINCIPATO DI MONACO

Chisinau

ROMANIA

A OV

ENIA UNGHERIA

SLOV

Z OA CR

Andorra la Vella

Kiev

C R A I N A

SLOVACCHIA

Vienna Bratislava Budapest

Vaduz AUSTRIA

SVIZZERA

A

LD

Berna

REP. CECA

I

MO

LIECHTENSTEIN

F R A N C I A

POLONIA Praga

LUSSEMBURGO

S

BIELORUSSIA

-!2$%'!.U

Lussemburgo

S

Mosca

AR

GER MAN IA

U

Riga

LETTONIA LITUANIA RUSSIA Vilnius Minsk

â&#x20AC;š

BELGIO Parigi

R

Tallinn

ESTONIA

Varsavia

Amsterdam Bruxelles

OCEANO

Helsinki

Stoccolma

Copenaghen

PAESI BASSI

Londra

AN

Oslo

MARE REGNO UNITO DEL Dublino NORD DANIMARCA

IRLANDA

NL

S

FI

RV

EG

V

IA

E

DI

Z

A

I A

NORVEGIA

GRECIA

TURCHIA TURCHIA

A

S

I

A

Atene

CIPRO

,l%UROPAÄĄSUDDIVISAINTANTISTATI ALCUNIPICCOLIEALTRIMOLTOESTESI/GNISTATOHAUNTERRITORIOIN CUIABITAUNAPOPOLAZIONEUNITADAUNASTESSALINGUA DALLESTESSELEGGI DAGLISTESSIUSI COSTUMIE TRADIZIONI'LISTATIEUROPEISONODELIMITATIDACONĂźNISTABILITIDALLlUOMO ALCUNIDEIQUALIDEĂźNITI ANCHEDAELEMENTINATURALIMONTI MARI ĂźUMI &INOAPOCHIANNIFAALCUNISTATIEUROPEIAVEVANO CONĂźNIDIVERSIDAQUELLIATTUALI.EGLIULTIMIANNI INFATTI SONONATINUOVISTATINEITERRITORIDELLA EX)UGOSLAVIAEDELLAEX5NIONE3OVIETICA

94

<lifgX\e\cdfe[f *'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

collocare lâ&#x20AC;&#x2122;Italia nel continente europeo e nel mondo; â&#x20AC;˘ a conoscere le principali tappe dellâ&#x20AC;&#x2122;Unione Europea; â&#x20AC;˘ ad analizzare lo sviluppo economico attraverso alcuni dei suoi ÂŤindicatoriÂť; â&#x20AC;˘ a conoscere realtĂ  geograďŹ che e culturali diverse dalla tua per convivere paciďŹ camente e rispettare gli altri.

M

RO

PA

A

S

I

A

E

O P A C I F I C

A

O C E A N O

EU R

OCEANO I

AF R IC A C

N

I

O

A

OCEANO INDIANO

E

I F

A #OMEVEDISULPLANISFEROAüANCO %UROPA A E C C O O !SIA !FRICA !MERICA /CEANIA EE !NTARTIDESONOISEICONTINENTIDELLA4ERRA,E A,E TERREEMERSESONOCIRCONDATEDAVASTEDISTESEDlACQUA DlACQUA Q A N TA R T I D E SALATAGLIOCEANI!TLANTICO 0ACIüCOE)NDIANO NDIANO ,l%UROPAġUNCONTINENTEDENSAMENTEPOPOLATOISUOIABITANTI ATOISUOIABITANTI SONOOLTREMILIONIESONODISTRIBUITICONUNADENSIT÷MEDIADI UNADENSIT÷MEDIADI  ZIONEEUROPEASICONCENTRAINGRANDIMETROPOLI P G ABITANTIPERKM )NPARTICOLARELAPOPOLAZIONEEUROPEASICONCENTRAINGRANDIMETROPOLI COME0ARIGI ,ONDRA !MSTERDAMNELLAFOTO -ADRID -OSCA 3AN0IETROBURGO 2OMA -ADRID -OSCA 3AN0IETROBURGO 2OMA G ,l)TALIARAPPRESENTASOLOLACINQUECENTESIMAPARTEDITUTTELETERREEMERSEDELGLOBOEDġQUINDI D L L B D D UNPAESEPIUTTOSTOPICCOLO

A

C P A

ATLANTICO

N

A

I

O

C

95

CË@kXc`X`e<lifgX\e\cdfe[f

L’Unione Europea Il nostro paese fa parte dell’Europa sia dal punto di vista geografico, in quanto si trova nel continente europeo, sia dal punto di vista politico, economico e culturale, perché appartiene all’Jc^dcZ:jgdeZV (UE), un’organizzazione che riunisce oggi ',hiVi^ZjgdeZ^.

Il cammino verso l’Unione Europea Il cammino verso 1957 Europea l’Unione 1957 1973 1973 1981 1981 1986 1986 1995 1995 2004 2004 2007 2007

ISLANDA

MAR

DI

AN NL

LT I C

BA

DANIMARCA

R

U

S

S

I

A

ESTONIA

LETTONIA

Stati che hanno Stati che hanno adottato l’euro adottato l’euro

LITUANIA RUSSIA

M

IRLANDA

MARE DEL NORD

AR

REGNO UNITO

O

NO

RV

FI

S

EG

V

IA

E

DI

Z

A

I A

NORVEGIA

PAESI BASSI

BIELORUSSIA GER MAN IA -!2$%'!. POLONIA BELGIO

OCEANO AT L A N T I C O

LUSSEMBURGO

S

R

I

C

A

MACED.

TURCHIA

GRECIA

TURCHIA

A

S

I

A

ERRANEO MALTA

6DLFKH F[h\kdp_edWh[Wbc[]b_e"_b]hWdZ[ c[hYWje_dj[hdeZ[bbÊKd_ed[ ;khef[WWl[lWX_ie]deZ_kdW ced[jWkd_YW$9eiˆ"WfWhj_h[ ZWb'–][ddW_e(&&("gk_dZ_Y_ ijWj_Z[bbÊK;?jWb_W"<hWdY_W" 8[b]_e"FW[i_8Wii_"Bkii[cXkh]e" =[hcWd_W"7kijh_W"IfW]dW" Fehje]Wbbe"=h[Y_W" e"=h[Y_W" ?hbWdZW"<_dbWdZ_W" _dbWdZ_W" Ibel[d_W" CWbjW[9_fhe^Wdde ieij_jk_jeb[XWdYedej[ [b[ced[j[dWp_edWb_ YedbÊ[khe$

96

IO

ALL O

P

RTO G

A

PO

C

MAR NERO BULGARIA

NIA

F

R

A

ALBA

A

MEDIT

A

LI

MONTENEGRO

MAR

M

ROMANIA

BOSNIAERZEG. SERBIA

IA

A

Z OA

SPAGNA

CR

IT ANDORRA

A OV

AUSTRIA UNGHERIA ENIA SLOV

PRINCIPATO DI MONACO

U C R A I N A LD

SVIZZERA

REP. CECA SLOVACCHIA

MO

F R A N C I A

LIECHTENSTEIN

?bfh_cefWiie l[hiebÊKd_ed[ ;khef[W\kbW Yh[Wp_ed[d[b'/+- Z[bbW9eckd_j} ;Yedec_YW ;khef[W9;;" WYk_WZ[h_hede ?jWb_W"<hWdY_W" =[hcWd_W"8[b]_e" FW[i_8Wii_[ Bkii[cXkh]e$ D[b'//)bW9;;i_ jhWi\ehcfe__d Kd_ed[;khef[W$

CIPRO

In passato, le rivalità fra i diversi stati europei hanno causato guerre rovinose. Dopo la HZXdcYV\jZggV bdcY^VaZ (1939-1945) i governi europei si convinsero che un’unione duratura fra i vari stati avrebbe favorito la pace e lo sviluppo economico. Così strinsero quei rapporti, prima commerciali poi politici, che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea. Oggi non solo le bZgX^ e le eZghdcZ posson sono circolare liberamente fra i vari paesi, ma la cooperazione si estende anche a molti altri ssettori come l’ambiente, la giustizia, la riccerca scientifica, la lotta contro il razzismo o le iniziative che tendono a risolvere pacificamente i contrasti internazionali. fi

+)3+6%*-%

Le istituzioni europee I 27 stati dell’Unione Europea, tra cui l’Italia (che è stata tra le prime nazioni a volere l’unificazione), hanno organi di governo comuni, come il EVgaVbZcidZjgdeZd, la 8dbb^hh^dcZZjgdeZV, la 8dgiZY^\^jhi^o^V.

Parlamento europeo: si riunisce a HigVhWjg\d, in Francia. Stabilisce regole valide in tutti i paesi membri; sono regole che riguardano il commercio, il turismo, il lavoro, le attività industriali, l’immigrazione, l’ambiente… Il Parlamento Europeo viene eletto ogni 5 anni dai cittadini degli stati dell’Unione. Le decisioni più importanti sono prese dal 8dch^\a^dYZ^ B^c^hig^, formato dai capi di governo dei paesi membri, che definisce gli obiettivi generali dell’Unione.

Commissione europea: si riunisce a 7gjmZaaZh, in Belgio. Propone nuove leggi al Parlamento e controlla che quelle già in vigore siano rispettate da tutti gli stati dell’Unione.

Corte di giustizia: ha sede a AjhhZbWjg\d. Ha il compito di controllare che le leggi europee siano applicate nello stesso modo in tutti i paesi membri. L’Unione Europea si propone: s¬ la promozione della pace fra i popoli; s¬ la tutela dei diritti dei cittadini; s¬ la cooperazione tra gli stati; s¬ la libera circolazione di merci e persone.

á La sede del Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia.

6DLFKH 9e 9ec[e]d_ijWje"WdY^[ ec bÊK bÊKd_ed[;khef[W^WkdW Kd XWdZ_[hW0'(ij[bb[_d XWd X Y[hY^_eiki\edZeWppkhhe$ Y[ B[ZeZ_Y_ij[bb[Z[bbW B[ XWdZ_[hWi_cXeb[]]_Wde XWd ]b__Z[Wb_Z_kd_j}[Z_ ]b_ ieb_ZWh_[j}\hW_fefeb_$ ie ?bike_ddedWp_edWb[ ?b „bʼ?ddeWbbW]_e_W½Z[bYecfei_jeh[j[Z[iYe BkZm_]lWd8[[j^el[d$BW\[ijWZ[bbÊKd_ed[ ;khef[W„_b/cW]]_e"]_ehde_dYk_\kWlWdpWjW bWfh_cWfhefeijWZ_YebbWXehWp_ed[\hW]b_ijWj_$

IIMPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[W_dheiied[bj[ije_gkWjjheeX_[jj_l_Y^[i_fhefed[bÊKd_ed[;khef[W[ Z_iYkj_d[_dYbWii[Yed_YecfW]d_$Fe_h_ifedZ_WbbWZecWdZW$ ” BWced[jWkd_YW[khef[W"WZejjWjWZWgk_dZ_Y_ijWj_"WgkWb[Z_gk[ij_eX_[jj_l_h_ifedZ[5

97

D]_jYf\a[YhalYda]mjgh]]

ALPPFBO

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

ALPPFBO

. B E S J E J J O TQBH TQBH O B

-ADRIDEJWFOOFDBQJUBMFEFMMB4QBHOB OFM$JORVFDFOUP QFSWPMPOUhEFMSF 'JMJQQP**".BESJE OFMNVTFPEFM 0RADO TPOPSBDDPMUJUFTPSJEµBSUFVOJDJBM NPOEPDIFGBOOPEJRVFTUBDJUUh EJPMUSF NJMJPOJFNF[[PEJBCJUBOUJ VODFOUSP UVSJTUJDPEJHSBOEFJNQPSUBO[B/FMMBGPUP QVPJWFEFSFMBGBNPTB0LAZADE#IBELES BMDFOUSPEFMMBRVBMFTJUSPWBMµPNPOJNB GPOUBOBNPMUPDBSBBHMJTQBHOPMJ 1BSJ HJ JO 'SBODJ B

0ARIGIoTJUVBUBBMMBDPO¿VFO[BGSBMB .BSOBFMB4FOOBFEoVOHSBOEFQPSUP ¿VWJBMF-BNFUSPQPMJIBPMUSFNJMJPOJ EJBCJUBOUJoVODFOUSPNPOEJBMFEJ DVMUVSB TUPSJBFBSUF NBBODIFVOQPMP DPNNFSDJBMFF¾OBO[JBSJP 1BSJHJIBVOFDDF[JPOBMFQBUSJNPOJPEJ NVTFJ GSBDVJJMDFMFCSF,OUVRE OFMMB GPUP DIFoJMQJ}JNQPSUBOUFNVTFPEµBSUF FEJBSDIFPMPHJBEFMNPOEP'BNPTJQVSF MBDBUUFESBMFEJ.OTRE $AME JM-USEO Dl/RSAY Mµ!RCODI4RIONFOFMB4ORRE %IFFEL BMUBPMUSFNFUSJ'BNPTJTTJNBMB TVBVOJWFSTJUh ,A3ORBONA -P O E S B O FM 3 FH OP 6OJUP

98

"OUJDPWJMMBHHJPDFMUJDP USBTGPSNBUPJODJUUhEBJ 3PNBOJ ,ONDRAoEBDJSDBBOOJDBQJUBMFEFM SFHOPJOHMFTF(SBOEFNFUSPQPMJDPOPMUSFNJMJPOJ EJBCJUBOUJ EJTUBEBMNBSFLN NBoJMQPSUP QJ}JNQPSUBOUFEµ&VSPQB HSB[JFBM¾VNF4AMIGI DIFDPMMFHBMBDJUUhDPOJMNBSF0MUSFBJNVTFJ GSB DVJTPOPGBNPTJTTJNJMB.ATIONAL'ALLERYFJM "RITISH-USEUM -POESBPGGSFBJUVSJTUJEJUVUUPJM NPOEPMBGBNPTBQJB[[BEJ0ICCADILLY#IRCUS OFMMB GPUP Mµ!BBAZIADI7ESTMINSTER EPWFWFOHPOP JODPSPOBUJJSF JM0ALAZZODEL0ARLAMENTODPOMB 4ORREDELLl/ROLOGIO #JH#FO FMBSFTJEFO[BSFBMF EJ"UCKINGHAM0ALACE

7JFOOB JO "VTUSJ B

6IENNAoVOBDJUUhEJDJSDBNJMJPOJEJBCJUBOUJ FIBNBOUFOVUPMµBTQFUUPEJBOUJDBDBQJUBMF JNQFSJBMF FMFHBOUFNBTPCSJB$FOUSPEFMMµ*NQFSP BTCVSHJDPGVVOBHSBOEFQPUFO[BFVSPQFBOFJ TFDPMJTDPSTJPHHJoDBQJUBMFEJVOQJDDPMPTUBUP DIFDPOTFSWBBODPSB PMUSFBJQBMB[[JFBJNVTFJ GBNPTJ VOBSJDDBUSBEJ[JPOFNVTJDBMF FTTFOEPMB QBUSJBEFMHSBOEFNVTJDJTUB8PMGHBOH"NBEFVT .P[BSU-BCHIESADI3AN#ARLO OFMMBGPUPB EFTUSB oMµFEJ¾DJPTBDSPQJ}DPOPTDJVUPEJ7JFOOB  DPTUSVJUPOFMµJOPOPSFEJ4BO$BSMP#PSSPNFP  DIFMJCFSxMBDJUUhEBMMBQFTUF #F SMJOP  JO (FSN BOJ B

"ERLINOoMBDBQJUBMFEFMMB(FSNBOJB"MUFSNJOF EFMMB4FDPOEBHVFSSBNPOEJBMF MBDJUUhGVEJWJTB JOEVFEBVONVSPFSFUUPOFM#FSMJOP&TUF #FSMJOP0WFTUSJNBTFSPEVF[POFEJTUJOUF¾OPBM 0HHJ#FSMJOPoVOBDJUUhNPEFSOBNPMUP FTUFTB DPOQBMB[[JFHSBUUBDJFMJ BNQJFTUSBEFF GFSSPWJF MBHIJ QSBUJFCPTDIJ'SBJTVPJSFTUJTUPSJDJ DJTPOPJM0ALAZZODEL0ARLAMENTOFMB0ORTADI "RANDEBURGO/FMMBGPUPQVPJWFEFSFMµ/ROLOGIO DEL4EMPODELMONDO VOBTUSVUUVSBDIFSVPUB DPOUJOVBNFOUFNPTUSBOEPMµPSBEFMMFQSJODJQBMJ DJUUhEFMMB5FSSB

.P TD B J O 3 VTTJ B

-OSCA DBQJUBMFEFMMB3VTTJB IBSBHHJVOUPOFHMJ VMUJNJEFDFOOJNJMJPOJEJBCJUBOUJ4JUVBUB TVM¾VNF.PTDPWB oBMDFOUSPEFMMPTUBUPEPWF DPOWFSHPOPUVUUFMFDPNVOJDB[JPOJGFSSPWJBSJF  TUSBEBMJF¿VWJBMJ*M#REMLINO TFEFEFMQPUFSF QPMJUJDPFSFMJHJPTPSVTTP oVONPOVNFOUBMF JOTJFNFEJQBMB[[JFDIJFTF-B#ATTEDRALEDI 3AN"ASILIO OFMMBGPUP DPOMFTVFDVQPMF DPMPSBUJTTJNF oVOBEFMMFDIJFTFQJ}DFMFCSJEFM NPOEP4JUSPWBTVMMB0IAZZA2OSSA QSPQSJPEJ GSPOUFBM$SFNMJOP".PTDBMBWJUBDVMUVSBMFo NPMUPJOUFOTBDPOWBSJNVTFJFEFDJOFEJUFBUSJ GBNPTPoJMTEATRO"OLSHOIQFSMFPQFSFFJCBMMFUUJ

99

CË@kXc`X`e<lifgX\e\cdfe[f

Nord e Sud del mondo COME SI VIVE NEL MONDO

Gli abitanti della Terra sono più di 6 miliardi, ma essi stanno aumentando rapidamente: si calcola infatti che, nel 2050, supereranno i 7 miliardi. La popolazione aumenta nei paesi poveri, ma diminuisce in quelli ricchi. Osserva la carta.

AUSTRALIA

NUOVA ZELANDA

In base ai dati sullo sviluppo economico e sociale dei vari stati della Terra, gli studiosi dividono il nostro pianeta in diverse categorie, rappresentate nella carta con differenti colori. L’Italia appartiene al ristretto numero dei eVZh^ hk^ajeeVi^ (in arancione), dove la popolazione gode di un certo benessere. I paesi sviluppati si trovano quasi tutti nell’emisfero settentrionale; uniche eccezioni l’Australia e la Nuova Zelanda (in Oceania), che fanno parte dei paesi più sviluppati anche se si trovano nell’emisfero meridionale. Nei eVZh^^ck^VY^hk^ajeed (giallo scuro) l’industria comincia ad affermarsi ora, i servizi sono efficienti solo nelle grandi città, mentre gran parte della popolazione vive ancora in povertà. La maggior parte dell’umanità, però, vive in eVZh^hdiidhk^ajeeVi^ e edkZg^ (in colore giallo chiaro e in verde) situati soprattutto in Asia e Africa.

,,%''/,ACARTA ✔Eii[hlWbWYWhjWj[cWj_YW[h_ifedZ_$ ” :el[i_YedY[djhWde_fW[i_h_YY^_5 ” GkWb_ijWj_\Wdde[YY[p_ed[5 ” 7gkWb[]hkffeWffWhj_[d[bÊ?jWb_W5 ” :el[iedei_jkWj_"_dl[Y["_fW[i__dl_WZ_il_bkffe5  ;_fW[i_iejjeil_bkffWj_[fel[h_5

100

+)3+6%*-%

Gli indicatori di sviluppo e di sottosviluppo Per valutare lo hk^ajeed ZXdcdb^Xd Z hdX^VaZ di ogni stato della Terra, gli studiosi tengono conto di numerosi dati statistici, attraverso i quali cercano di ÂŤfotografareÂť le condizioni di vita di ogni paese. I principali ^cY^XVidg^Y^hk^ajeed di un paese sono i seguenti: il reddito degli abitanti (cioè quanto guadagnano) e il loro grado di istruzione; la quantitĂ  di cibo disponibile; la presenza di ospedali e scuole; la diffusione di telefoni, automobili, televisori, ecc. Questi sono, invece, gli ^cY^XVidg^Y^hdiidhk^ajeed: sÂŹ WVhh^hh^bd gZYY^id bZY^d eZg VW^iVciZ, che condanna milioni di persone a unâ&#x20AC;&#x2122;alimentazione insufďŹ ciente e inadeguata; sÂŹ WgZkZYjgViVYZaaVk^iV, dovuta appunto alla scarsa alimentazione, che indebolisce il ďŹ sico rendendolo piĂš soggetto a malattie. In questi paesi, inoltre, le frequenti guerre fra tribĂš rivali contribuiscono ad accorciare la durata della vita; sÂŹ bdgiVa^i|^c[Vci^aZ, dovuta alle cattive condizioni igieniche, alla mancanza di ospedali, medicine e vaccini e alla scarsitĂ  di acqua potabile; sÂŹ hdkgVeededaVbZcid, cioè concentrazione su un territorio di un numero di persone troppo alto rispetto alle risorse disponibili. Ă&#x153; Secondo la FAO (lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione mondiale che si occupa dellâ&#x20AC;&#x2122;alimentazione) 700 milioni di persone al mondo soffrono la fame.

IIMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;Eii[hlW_ZWj_ikbbWf[hY[djkWb[c[Z_WZ_WdWb\WX[j_ _de]d_Yedj_d[dj[$ Â&#x201D; :el[i_h[]_ijhWbWc_deh[f[hY[djkWb[5F[hY^Â&#x192;5 Â&#x201D; Ă&#x17E;Yehh[jjeYedi_Z[hWh[kdĂ&#x160;WbjWf[hY[djkWb[ Z_WdWb\WX[j_Yec[kd_dZ_YWjeh[d[]Wj_le Z[bbeil_bkffeZ_kdfW[i[5F[hY^Â&#x192;5

9EDJ?D;DJ? 7\h_YW 7i_W 7c[h_YWi[jj[djh_edWb[ 7c[h_YWY[djhe#c[h_Z_edWb[ EY[Wd_W ;khefW

7D7B<78;J? -)#-, +.#,& ' )& '& )"+

101

Educazione alla

Cittadinanza Educazione

Ob{jpoj!vojuf!qfs!mb!qbdf

á L’ONU dispone di caschi blu che intervengono in aiuto della popolazione civile in caso di conflitti.

La povertà spinge molte persone a emigrare verso i paesi più ricchi: gli Stati Uniti e l’Europa sono i maggiori poli di attrazione. I fenomeni migratori pongono ovunque gravi problemi legati alla possibilità di accoglienza, allo sfruttamento degli immigrati, alla criminalità. Sempre più spesso il divario fra paesi ricchi e paesi poveri è aumentato dall’intolleranza religiosa e politica o dal terrorismo, che mettono a rischio la pace nel mondo. Sono evidenti gli obiettivi per cui dobbiamo lavorare: • il rispetto delle leggi; • la tolleranza religiosa; • il dialogo come strumento per risolvere i problemi; • la riduzione delle differenze tra paesi ricchi e poveri.

Proprio con l’obiettivo principale di tutelare la pace nel mondo e favorire la collaborazione tra gli stati, nel 1945 nacque l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). L’organizzazione ha sede a New York e vi aderiscono tutti i paesi del mondo. Nel corso degli anni l’ONU ha dato vita ad alcune organizzazioni internazionali che si occupano di problemi particolari. La FAO (Organizzazione per l’agricoltura e l’alimentazione) si propone di combattere la fame nel mondo raccogliendo aiuti economici ed elaborando progetti che favoriscano lo sviluppo agricolo delle regioni povere.

L’UNESCO (Organizzazione per l’educazione, la scienza e la cultura) ha come obiettivo la riduzione dell’analfabetismo nel mondo.

L’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite) si occupa di profughi e di rifugiati politici.

L’UNICEF (Fondo internazionale di emergenza per l’infanzia) cerca di garantire in tutto il mondo i diritti dell’infanzia . Nacque nel 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda guerra mondiale. Oggi opera in 161 paesi, con programmi di sviluppo nei settori dei servizi, delle forniture d’acqua, dell’istruzione e dell’assistenza alle madri; inoltre interviene per difendere i bambini vittime di guerre e catastrofi naturali.

R RIFLETTOERISPONDO ” Eii[hlW_bi_cXebeZ[bbÊKD?9;<0Y^[YeiWhWffh[i[djW5GkWb[ c[iiW]]_elkeb[ik]][h_h[5 ✔?dl[djWkdeibe]Wd[\\_YWY[Y^[i_dj[j_pp_]b_iYef_[bÊWjj_l_j} Z_gk[ijWeh]Wd_ppWp_ed[$

102

+)3+6%*-%

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[h_f[j_WZWbjWleY[gkWdje^W_ijkZ_Wje$ DAL PUNTO DI VISTA FISICO

BĂ&#x160;?jWb_W\WfWhj[Z[bbĂ&#x160;;khefW"kdeZ[_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Yedj_d[dj_ Z[bbWJ[hhW1Â&#x201E;kdeijWjef_YYebefe_Y^Â&#x201E;hWffh[i[djWiebebW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$fWhj[Z_jkjj[b[j[hh[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia in Europa e nel mondo

DAL PUNTO DI VISTA POLITICO, CULTURALE ED ECONOMICO

BĂ&#x160;?jWb_W\WfWhj[Z[bbĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$K;"kdĂ&#x160;eh]Wd_ppWp_ed[ Z_X[d$$$$$$$$$$$$$$ijWj_Y^[i_fhefed[bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$\hW_fefeb_$

IN BASE AI DATI DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

BĂ&#x160;?jWb_WWffWhj_[d[Wgk[bh_ijh[jjedkc[heZ_fW[i_il_bkffWj__dYk_bW  fefebWp_ed[]eZ[Z_kdY[hje$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$WdY^[i[Z[l[WdYehW h_iebl[h[lWh_fheXb[c_\hWYk_gk[bbeZ[bbĂ&#x160;eYYkfWp_ed[]_elWd_b[$

NORD E SUD DEL MONDO

Nord e Sud del mondo

?dXWi[Wbbeil_bkffe[Yedec_Ye[ieY_Wb[Z[_lWh_fW[i_Z[bbW J[hhW"]b_ijkZ_ei_Z_l_Zede_bdeijhef_Wd[jW_dZ_l[hi[YWj[]eh_[0 Â&#x161;fW[i_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 Â&#x161;fW[i__dl_WZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 Â&#x161;fW[i_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 Â&#x161;fW[i_fel[h_$ h[ZZ_jeZ[]b_WX_jWdj_1

DATI STATISTICI

_dZ_YWjeh_ Z_il_bkffe

]hWZeZ__ijhkp_ed[1 gkWdj_j}Z_Y_Xe1 fh[i[dpWZ_eif[ZWb_[iYkeb[1 Z_\\ki_ed[Z_j[b[\ed_"WkjeceX_b_"[YY$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1

F[hlWbkjWh[beil_bkffe [Yedec_Ye[ieY_Wb[Z_kd fW[i[]b_ijkZ_ei_j[d]ede YedjeZ[]b_ _dZ_YWjeh_Z_ iejjeil_bkffe

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1 $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

103

CË@kXc`X\c\

(Œ%K8C@8aJK8K8G<IFCKI<FKK8EKŒ8EE@LE8DFE8I:?@8  FJJ@8LEFJK8KF>FM<IE8KF;8LEDFE8I:8 LEI<  8CaLE8I<GL99C@:8G8IC8D<EK8I<  %C>FM<IEF;<CCFJK8KFEFEaG@oE<CC<D8E@;@LEI<F ;@LE8I<>@E8 D8;<CGFGFCF :?<CF<J<I:@K8<C<>><E;F @GIFGI@I8GGI<J<EK8EK@@E,8IC8D<EKF

L’Italia, una repubblica parlamentare

104

/GNI CINQUE ANNI ATTRAVERSO LE ELEZIONI POLITICHE I CITTADINI ELEGGONO I PROPRI RAPPRESENTANTI AL 0ARLAMENTO CHE ġ FORMATO DALLA #AMERA DEI $EPUTATI E DAL 3ENATO DELLA 2EPUBBLICA ,l)TALIA ġ DUNQUE UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA POICHÀILPOPOLOELEGGEIPROPRIRAPPRESENTANTIEAFüDALOROILCOMPITODIGOVERNARE !CAPODELLO3TATOITALIANOVIġIL 0RESIDENTE DELLA 2EPUBBLICA CHEVIENEELETTO DAL0ARLAMENTO%GLIRAPPRESENTATUTTOILPOPOLOITALIANOEGARANTISCEILRISPETTODELLA #OSTITUZIONE LALEGGEFONDAMENTALESUCUISIBASALlORGANIZZAZIONEDELNOSTROSTATO )L0RESIDENTEDELLA2EPUBBLICARISIEDEA 2OMA NELPALAZZODEL 1UIRINALE CHEPUOI VEDERENELLAFOTOGRANDEAPAGINA

jl\i\^`fe`

*'%15#+/2#4'4#+ â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a

DUC. DI LUCCA

GRANDUC. Ancona DI TOSCANA STATO DELLA CHIESA

A

R A

D

R

I A

M

Roma

A

I

R EGNO DI SAR DEGNA

R

I

C

O

REGNO DELLE Bari Napoli DUE SICILIE

R

T

T

R

E

N

O

NIO

DUC. DI MASSA

M

Aosta LOMBARDO-VENETO REGNO DI Milano Torino SARDEGNA DUC. DI DUC. DI Genova PARMA MODENA Bologna MAR Nizza LIG U R E Firenze

conoscere lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione, gli organi e i poteri dello Stato italiano; â&#x20AC;˘ a conoscere le caratteristiche e le competenze degli enti locali: comuni, province e regioni; â&#x20AC;˘ ad acquisire un metodo di studio, utilizzando gli ÂŤindicatoriÂť della geograďŹ a per studiare le regioni italiane; â&#x20AC;˘ ad approfondire la conoscenza di ogni regione in relazione al suo territorio, alla popolazione e allâ&#x20AC;&#x2122;economia.

M E D I T E R R AN

Palermo

EO

Messina Reggio di Calabria

M

M A R

AR

IO

Cagliari

$ALLA CADUTA DELLl)MPERO ROMANO Dl/CCIDENTE VEDI STORIAAPAGINA ĂźNOAL Ll)TALIARESTÄ DIVISAIN TANTIPICCOLISTATI CONTROLLATIPIĂ&#x161;OMENODIRETTAMENTE DAVARIEPOTENZEEUROPEE COMEPUOIVEDEREDALLACARTA QUIAĂźANCO'RAZIEALLE GUERREDlINDIPENDENZANEL NACQUEIL2EGNODl)TALIA DICUIDIVENNERE6ITTORIO %MANUELE))DI3AVOIA

105

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

L’organizzazione dello Stato italiano Gli organi di potere dello Stato italiano sono tre: il Parlamento, il Governo e la Magistratura. I cittadini eleggono deputati e senatori che formano il EVgaVbZcid. Al Parlamento spetta il potere di proporre, discutere e deliberare le leggi (ediZgZaZ\^haVi^kd). Il Parlamento elegge il Presidente della Repubblica che, a sua volta, nomina il Presidente del Consiglio (il Primo Ministro) che insieme ai suoi collaboratori, i ministri, forma il Governo. Il <dkZgcd ha il compito di far applicare le leggi approvate dal Parlamento (ediZgZ ZhZXji^kd). Il Presidente del Consiglio sceglie i ministri e affida a ciascuno un ambito di intervento (istruzione, difesa, sanità, ambiente, affari esteri…). LaBV\^higVijgV, costituita dai giudici (o magistrati), ha il compito di giudicare e di punire chi non rispetta le leggi (ediZgZ\^jY^o^Vg^d).

á EVaVood8]^\^ è la sede del Governo.

Ü Il palazzo di BdciZX^idg^d (nella foto) è la sede della Camera dei Deputati. Il Senato si riunisce a EVaVoodBVYVbV.

)#)44!$).) [b[]]ede 02%3)$%.4%$%,,!2%05"",)#! $%054!4)

#!-%2! $%)$%054!4)

3%.!4/2)

Y^[dec_dW

3%.!4/$%,,! 2%05"",)#!

\ehcWde ),0!2,!-%.4/

),02%3)$%.4%$%,#/.3)',)/

Y^[[b[]][_b

Y^[dec_dW_c_d_ijh_

f[h\ehcWh[_b '/6%2./

106

+)3+6%*-%

Il Presidente della Repubblica Supremo organo di garanzia e di controllo del rispetto della Costituzione (la legge fondamentale su cui si basa l’organizzazione dello Stato italiano) e dell’indipendenza dei poteri dello stato è il EgZh^YZciZYZaaVGZejWWa^XV. Egli non viene eletto direttamente dal popolo, ma dai membri del Parlamento; in quanto 8VedYZaadHiVid è in possesso di ijii^ZigZ^ediZg^, infatti: s promulga le leggi approvate dal Parlamento, cioè le fa entrare in vigore; s nomina il Presidente del Consiglio; s è il capo supremo della Magistratura. Quando le parti politiche non trovano un accordo sul governo del paese, può sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni. Ü L’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

IIMPAROASTUDIARE ✔Ileb]_"_di_[c[Yed_jke_YecfW]d_"kdWf_YYebWh_Y[hYW[h_ifedZ_Wbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ ” 9ec[i_Y^_WcW_bFh[i_Z[dj[Z[b9edi_]b_eWjjkWbc[dj[_dYWh_YW5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” 9^_„_bc_d_ijheY^[i_eYYkfWZ[bbWiYkebW5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” GkWb„_bdec[Z[bfh[i_Z[dj[Z[bbW9Wc[hWZ[_:[fkjWj_5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” ;gk[bbeZ[bfh[i_Z[dj[Z[bI[dWje5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” GkWdZei_iedeilebj[b[kbj_c[[b[p_ed_feb_j_Y^[5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ” GkWdZeZelh[XX[heileb][hi_b[fheii_c[5$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ✔9ecfb[jW_bi[]k[dj[iY^[cW"Y^[h_Wiikc[bÊehZ_dWc[djeZ[bbWH[fkXXb_YW_jWb_WdW" YeiˆYecʄfh[l_ijeZWbbW9eij_jkp_ed[$ 02%3)$%.4%$%,,!2%05"",)#!

Fej[h[b[]_ibWj_le EdiZgZaZ\^haVi^kd

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Fej[h[]_kZ_p_Wh_e

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

=el[hde

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

I[dWje

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Z[bbW H[fkXXb_YW

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

107

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

L’Italia politica 7°

10°

11°

12°

13°

47°

46°

VALLE D’AOSTA

Sondrio

LO M BA R D I A

Verbania

FRIULI-

Bolzano

SL

Belluno VENEZIA Udine

16°

17°

18°

19°

Trento

Pordenone

VENETO

Gorizia

EN

Trieste

Treviso Vicenza Varese Bergamo Verona Monza Novara Biella Brescia Venezia Padova Milano Mantova Vercelli Lodi Torino Rovigo Pavia Cremona Piacenza Parma Asti Ferrara Alessandria Modena Reggio Emilia PIEMONTE Bologna Ravenna LIGURIA

Capoluoghi di provincia

IA

Urbino

43°

UMBRIA

Grosseto

Ancona

CORSICA (FRANCIA)

42°

Terni

Arcipelago della Maddalena (OT)

Asinara (SS )

41°

Olbia

Sassari

Isole Ponziane (LT)

R

R

Nuoro

E

SARDEGNA

40°

Oristano Lanusei

A

O

Napoli

Foggia

Barletta Trani Andria

Benevento

C A M PA N I A Potenza

Avellino

Ischia (NA)

S. Pietro (CA )

39°

Brindisi Taranto

Matera

Salerno

Lecce

BASILICATA

Capri (NA)

N

Bari

P U G L I A

O

Tortolí

Cosenza

Sanluri Iglesias

BOSNIAERZEGOVINA

Isole Tremiti (FG)

Campobasso Caserta

I

C

I

MOLISE

Isernia

Roma Frosinone

R

Tempio Pausania

I

Z

ABRUZZO

Latina

T

T

Chieti

L A Z I O

A

A

Pescara

Rieti

Viterbo CITTÀ DEL VATICANO

M

I

A

Teramo L’Aquila

Giglio (GR)

R

Macerata Ascoli Fermo Piceno

Perugia

Siena

D

MARCHE

TOSCANA

Capraia (LI) Elba (LI)

A

CALABRIA

Cagliari

Catanzaro

Carbonia

Isole Eolie (ME)

Ustica (PA)

S. Antioco (CA )

Vibo Valentia

Messina

38°

37°

36°

108

Isole Egadi (TP)

Trapani

S I C I L I A Caltanissetta

T U N I S I A

Catania

Linosa g ie ( A G) Lampione Lampedusa

Isol

M

Enna

Agrigento

Pantelleria (TP)

A L G E R I A

Reggio di Calabria

R

M E D I T E R R A N E O

Palermo

A

M A R

Crotone

IO

N C I A F R A

MAR LIGURE

R

Cesena Rimini Pesaro REP. DI

Forlì

La Spezia Carrara Pistoia Prato Massa SAN MARINO Lucca Firenze Pisa Arezzo Livorno

Imperia

A

O

Savona

M

R

EMILIA-ROMAGNA

Genova

Regioni a statuto speciale

C

44°

Cuneo

21°

Capoluoghi di regione

Aosta

45°

20°

Capitale dell’Italia

OV

GIULIA

Lecco

Como

15°

A U S T R I A

TR E NTI NO ALTO ADIG E

E R A Z Z I S V

14°

N I O

Siracusa Ragusa

e Pe la

MALTA

0

50

100

150 Km

+)3+6%*-%

Le regioni amministrative Come puoi vedere dalla carta politica della pagina a ďŹ anco, lâ&#x20AC;&#x2122;Italia è di.' %124   visa in '%gZ\^dc^. Questa suddivisione permette di amministrare meglio il territorio. Ogni regione ha una cittĂ  XVedajd\d Y^ Amministrare un territorio gZ\^dcZ ed è divisa in province amministrate da un capoluosigniďŹ ca regolarne e sorvegliarne la vita e le attivitĂ . go. La XVe^iVaZYÂź>iVa^V è GdbV, dove hanno sede il Capo dello Stato, il Governo e il Parlamento. Cinque regioni, a causa della loro particolare posizione geograďŹ ca (tre conďŹ nano con altri stati e due sono isole) e per la presenza di minoranze linguistiche, hanno ottenuto dallo Stato italiano maggiore autonomia. Sono il Trentino-Alto Adige, la Valle dâ&#x20AC;&#x2122;Aosta, il Friuli-Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna e vengono chiamate gZ\^dc^VhiVijidheZX^VaZ; le altre regioni italiane sono, invece, a hiVijiddgY^cVg^d. Allâ&#x20AC;&#x2122;interno del territorio italiano ci sono anche due piccoli hiVi^^cY^eZcYZci^: la 8^ii| YZaKVi^XVcd, che si trova allâ&#x20AC;&#x2122;interno della cittĂ  di Roma, e la GZejWWa^XVY^HVcBV" g^cd, situata tra lâ&#x20AC;&#x2122;Emilia-Romagna e le Marche.

IIMPAROASTUDIARE

CXZXikX[Ă&#x2039;`[\ek`k~[\ccĂ&#x2039;@kXc`X

â&#x153;&#x201D;Iejjeb_d[Wd[bj[ije_bdec[Z[bb[h[]_ed_W ijWjkjeif[Y_Wb[$ Â&#x201D; :el[iedeYebbeYWj[5?dZ_l_ZkWb[ikbbWYWhjW$ Â&#x201D; ?dY^[YeiWbeijWjkjeif[Y_Wb[b[Z_\\[h[dp_W ZWbb[Wbjh[5

VALLE Dâ&#x20AC;&#x2122;AOSTA

PIEMONTE

EMILIALIGURIA ROMAGNA

Ciascuna delle 20 gZ\^dc^ italiane è suddivisa in egdk^cXZ (in tutta Italia sono 110), formate a loro volta da diversi Xdbjc^ (complessivamente sono circa 8100). Regioni, province e comuni sonoZci^adXVa^, cioè organi amministrativi direttamente a contatto con le esigenze della popolazione. Sarebbe difďŹ cile, infatti, per lâ&#x20AC;&#x2122;amministrazione centrale situata a Roma, individuare e soddisfare i bisogni di ogni singola zona della penisola.

Ancona Urbino Macerata Fermo

e

n

Regioni, province e comuni

Pesaro

Reg i o

TRENTINO- FRIULIALTO ADIGE VENEZIA GIULIA VENETO LOMBARDIA

TOSCANA

P

Jlg\iĂ&#x201D;Z`\0)&')'-ac( 8Y`kXek`0+/')'(.:Xg`kXc\0HecW Dfe\kX0[khe JkXk`ZfeĂ&#x201D;eXek`0<hWdY_W"Il_pp[hW"7kijh_W"Ibel[d_W I\^`fe\g`Â&#x201C;\jk\jX0I_Y_b_W I\^`fe\d\ef\jk\jX0LWbb[ZĂ&#x160;7eijW I\^`fe\g`Â&#x201C;XY`kXkX0BecXWhZ_W I\^`fe\d\efXY`kXkX0LWbb[ZĂ&#x160;7eijW

MARCHE UMBRIA

ro

vin

cia Macerata

ABRUZZO LAZIO

MOLISE CAMPANIA

PUGLIA BASILICATA

C o mu

SARDEGNA

CALABRIA

SICILIA

ne

Macerata

109

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

La regione La regione è l’ente locale con maggiori poteri; infatti può approvare leggi vere e proprie, valide per tutto il suo territorio. Ognuna delle 20 regioni è rappresentata da un egZh^YZciZ e da un Xdch^\a^dgZ\^dcVaZ, che sono eletti ogni cinque anni dai cittadini maggiorenni residenti. Il consiglio regionale ha sede nella città XVedajd\d Y^gZ\^dcZ. Il presidente della regione nomina una \^jciVgZ\^dcVaZ, composta dagli VhhZhhdg^ che si occupano dei diversi settori. Qui sotto vedi raffigurate le principali competenze della regione.

>higjo^dcZegd[Zhh^dcVaZ 6ii^k^i|ZXdcdb^X]Z

IjiZaVYZaa¼VbW^ZciZ

6hh^hiZcoVhVc^iVg^V AVkdg^ejWWa^X^ Ijg^hbd

La provincia Ha una struttura simile a quella della regione; emana regolamenti validi su tutto il suo territorio, ma poiché non può avere leggi proprie deve fare riferimento a quelle regionali e nazionali. Gli organi amministrativi, eletti ogni cinque anni dai cittadini, sono formati dal egZh^YZciZYZaaVegdk^cX^V, con la sua \^jciV, e dal Xdc" h^\a^degdk^cX^VaZ; risiedono nel XVedajd\dY^egdk^cX^V. Nel capoluogo hanno sede anche la egZ[ZiijgV, che controlla le amministrazioni provinciali e comunali, la fjZhijgV, che organizza le forze di polizia, e il ig^WjcVaZ, dove si svolgono i processi. Qui sotto vedi raffigurate le principali competenze della provincia. AVkdgd

:Y^a^o^VhXdaVhi^XV BVcjiZco^dcZYZaaZ higVYZegdk^cX^Va^

110

IgVhedgi^ejWWa^X^

IjiZaVYZaa¼VbW^ZciZ

+)3+6%*-%

Il comune Il comune è l’ente locale più vicino ai cittadini. È amministrato dalh^cYVXd, eletto direttamente dai cittadini con le elezioni amministrative, insieme ai membri del Xdch^\a^dXdbjcVaZ. Il sindaco, a sua volta, nomina gli VhhZhhdg^, con i quali forma la \^jciVXdbjcVaZ. Il luogo dove lavora l’amministrazione comunale si chiama bjc^X^e^d. Qui sotto vedi raffigurate le principali competenze del comune. Ü Sala del Tricolore nel municipio di Reggio-Emilia.

H^XjgZooVejWWa^XV

HVajiZZ^\^ZcZejWWa^XV HZgk^o^hdX^Va^

<Zhi^dcZY^Vh^a^c^Yd ZhXjdaZbViZgcZ

AVkdg^ejWWa^X^ HedgiZiZbeda^WZgd

GVXXdaiVg^[^ji^

IIMPAROASTUDIARE ✔9ecfb[jWbWYWhjWZÊ_Z[dj_j}Wcc_d_ijhWj_lWZ[bbke]e_dYk_l_l_$ ?bc_eYeckd[„0¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$ ?bi_dZWYei_Y^_WcW0¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$ ?bc_eYeckd[\WfWhj[Z[bbWfhel_dY_WZ_0¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾ BWc_Wfhel_dY_Wi_jhelWd[bbWh[]_ed[0¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾ ?bYWfebke]eZ[bbWc_Wh[]_ed[„0¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

111

- " # 0 3 "50 3 * 0

Come studiare le regioni Stai per iniziare un viaggio attraverso il territorio italiano, di regione in regione. Ti mostriamo alcuni strumenti che ti aiuteranno a conoscere le diverse regioni.

5NWh[e]hWccW TIMOSTRERรทLEPERCENTUALI DIcedjW]dW Yebb_dW Ef_WdkhWCHECOMPONGONO ILTERRITORIODELLAREGIONE

5NAYWhjW][e]hWร“YWร“i_Ye#feb_j_YW TIPERMETTERรทDIRICAVAREINFORMAZIONI DETTAGLIATESUGLIASPETTIรผSICIEANTROPICI DELTERRITORIO 0EROGNIREGIONETROVERAIANCHEUN _ije]hWccWCONLEPERCENTUALIDEGLI eYYkfWj_d[_jh[i[jjeh_bWlehWj_l_ EDEIZ_ieYYkfWj_

5NAf_YYebWYWhjWfeb_j_YW Z[bbรŠ?jWb_WTIMOSTRERรทLAPOSIZIONE DELLAREGIONEEVIDENZIATAINROSSO RISPETTOALTERRITORIOITALIANO

!LCUNEZecWdZ[ TIFORNIRANNOUNATRACCIA CHEPOTRAISEGUIREPER LAb[jjkhWZ[bbWYWhjW

112

,ARUBRICA TI PERMETTERรทDIAPPROFONDIREALCUNIASPETTI DELLASTORIA DELLACULTURAEDELPATRIMONIO NATURALISTICODELLAREGIONE

- " # 0 3 "50 3 * 0

Gli indicatori della regione Per studiare una regione non basta conoscere gli aspetti fisici e antropici che la caratterizzano, ma è necessario comprendere anche i rapporti che legano gli uni agli altri. Attraverso gli indicatori della regione ti proponiamo un percorso che potrai utilizzare per organizzare le informazioni che trovi nel libro. Usa questo schema per ciascuna delle regioni che studierai (fotocopia e incolla in ogni scheda la carta muta da colorare che vedi qui sotto).

regione STORIA

ORGANIZZAZIO ORGANIZZAZI O NE PO P O LITICA E AMMINISTRATIVA

Eh_]_d[Z[bdec[ [Y[dd_ijeh_Y_ikb YWfebke]e

šIjWjkje š9Wfebke]eZ_h[]_ed[ šFhel_dY[

POSIZIONE GEOGRAFICA

šFei_p_ed[Z[bbWh[]_ed[h_if[jje

:fcfiX cXI<>@FE< jlccXZXikXdlkX [\ccË@kXc`X

Wbj[hh_jeh_e_jWb_Wde š9edÓd_

TERRIT TERRI TORIO, O O, AMBIENT AMBIEN BI N T E E CLIMA CL A

š9WhWjj[h_ij_Y^[Ói_Y^[Z[bj[hh_jeh_e š<behW[\WkdW šJ_feZ_Yb_cW

CO N CONDIZIONI O ON FAVOREVOLI FAVOREVOL O R OL LI

CONDIZIONI CO ON ONDIZIONI ON NI SFAVO S FAVO V O REVO VOLI

š9b_cWc_j[ šJ[hh[def_Wd[]]_Wdj[ š9eij[XWii[[iWXX_ei[

š9b_cW\h[ZZe šIYWhi_j}ZÊWYgkW šJ[hh[d_Wh_Z_

ATTIVITÀ ECONOMICHE

šF[hY[djkWb[Z[bbWfefebWp_ed[ eYYkfWjW_de]d_i[jjeh[ š7jj_l_j}[Yedec_Y^[fh[lWb[dj_ š?dj[hl[dj_ikbj[hh_jeh_e

POPOLAZIONE POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO

šFefebWp_ed[Yecfb[ii_lWZ[bbWh[]_ed[ š:[di_j}c[Z_WZ[bbWfefebWp_ed[ š:_ijh_Xkp_ed[Z[bbWfefebWp_ed[ikbj[hh_jeh_e

113

La Valle d’Aosta

Aosta deriva da Augusta Praetoria, un accampamento militare fondato nel 25 a.C. e chiamato così in onore dell’imperatore romano Augusto. Nel centro di Aosta sono ancora ben conservati la cinta muraria con la Porta Pretoria, il teatro (nella foto) e l’arco di Augusto.

I\^`fe\XjkXklkfjg\Z`Xc\ A E R Z Z I S V n

i

Courmayeur

AOSTA

La Thuile

St. Pierre

F R

St. Vincent

Parco Nazionale

N C

I

8fjkX

Gressoney La Trinité

D o r a B a l tea

Colle del Piccolo S. Bernardo 2188

A

Capoluogo di regione

Fénis

A

del Gran Cogne raie Paradiso i G p 4061 l A Gran Paradiso

P

4637 M. Rosa

Ly s

100%

Buthi

Territorio

e

n

er

n

BreuilCervinia

e

Colle Traforo del Ferret Gran S.Bernardo 2537 2473 Traforo del Colle del M. Bianco P e Gran S.Bernardo 4807 p i l M. Bianco A

4478 M. Cervino

Marmor

Jlg\iÔZ`\0)(,)ac( GfgfcXq`fe\0'(*.'(WX_jWdj_ ;\ej`k~0).WX_jWdj_f[hac(

Verrès Issogne Arnad PontSt. Martin

t e o n m i e

Province 7eijW

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_ijWj_[YedgkWb_h[]_ed_  YedÓdWbWLWbb[ZÊ7eijW5 ” GkWb[YWj[dWcedjkeiWeYYkfW  _dj[hWc[dj[_bj[hh_jeh_e5 ” GkWb_iedeb[Y_c[f_’[b[lWj[Z[bbW  h[]_ed[5 ” GkWb[Ókc[WjjhWl[hiWbWh[]_ed[5  :WZel[dWiY[5:_gkWb[]hWdZ[  Ókc[„W\Ôk[dj[5 ” GkWb_jhW\eh_Yebb[]WdebWLWbb[  ZÊ7eijWYed_fW[i_YedÓdWdj_5

114

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA La Valle d’Aosta è la più pic-

cola delle venti regioni italiane e il suo territorio è completamente montuoso. Qui le Alpi raggiungono le cime più elevate: il BdciZ7^VcXd, che con i suoi 4807 metri è la cima più alta d’Europa, ilBdciZGdhV, il BdciZ8Zgk^cd e il <gVcEVgVY^hd. La Valle d’Aosta è ricca di torrenti e ruscelli che, scendendo dai ghiacciai alpini. Essi confluiscono nella 9dgV7VaiZV (uno degli affluenti del fiume Po), che nasce alle pendici del Monte Bianco e attraversa interamente la regione. Il clima è Vae^cd: l’inverno lungo e freddo è caratterizzato da frequenti nevicate, l’estate è breve e fresca. VIE DI COMUNICAZIONE La regione è attraversata da una mo-

derna VjidhigVYV; due igV[dg^ la collegano ai paesi confinanti: quello del Monte Bianco alla Francia e quello del Gran San Bernardo alla Svizzera.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Valle d’Aosta non è

solo la regione più piccola d’Italia, ma è anche quella con il b^cdgcjbZgdY^VW^iVci^. Ciò è dovuto alla conformazione del suo territorio, che è totalmente montuoso. I paesi sorgono tutti nei [dcY^kVaaZ, nei tratti più riparati dal vento e meglio esposti al sole. La vicinanza con la Francia ha influenzato cultura e tradizioni valdostane; la popolazione è W^a^c\jZ: a scuola i bambini imparano sia l’^iVa^Vcd sia il [gVcXZhZ e anche le principali indicazioni sono scritte in entrambe le lingue.

IIMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ bWlehWj_l_[Z[_Z_ieYYkfWj_$Fe_ h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ 69,6%

25%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

La Valle d’Aosta ha un’agricoltura limitata, mentre è sviluppato l’Va" aZkVbZcid, soprattutto di Wdk^c^, che forniscono XVgcZ e aViiZ; dal latte si ricava un [dgbV\\^d caratteristico della regione, la [dci^cV. L’abbondanza di fiumi favorisce la produzione industriale di ZcZg" \^VZaZiig^XV. I numerosi laboratori artigianali lavorano soprattutto il aZ\cd. Il settore con più occupati è però quello del ijg^hbd, che è la risorsa principale della regione: moderne stazioni sciistiche favoriscono il ijg^hbd^ckZgcVaZ, mentre le bellezze naturali e gli antichi castelli medievali quello estivo.

5,4%

primario secondario

3,4%

terziario

disoccupati

” GkWb„_bi[jjeh[[Yedec_Ye f_’il_bkffWje5 ” GkWb[Wjj_l_j}Z[bi[jjeh[j[hp_Wh_e „fWhj_YebWhc[dj[Óeh[dj[d[bbW h[]_ed[5F[hY^ƒ5 ✔Iejjeb_d[Wb[fh_dY_fWb_h_iehi[ jkh_ij_Y^[Z[bbWh[]_ed[$

Un itinerario… … storico-artistico La Valle d’Aosta è famosa per i suoi castelli medievali che s’innalzano a difesa delle valli. Uno tra i più belli è il castello di Fénis (nella foto) che affidava la sua sicurezza a una doppia cinta di mura merlate. All’interno è decorato da splendidi affreschi e arredato con mobili medievali.

115

Il Piemonte

Piemonte è un nome di origine medievale e significa «ai piedi del monte». Torino, il capoluogo di regione, è una città di origine romana. Insieme a Milano è la maggiore città industriale italiana. Alp i Le p onti n e

A

2005

M. Rosa

Domodossola Parco Naz. Val Grande

Verbania

4637

Territorio

Sesia Varallo

ll Va

A o s ta e d’

ai

Gr

Alpi

Po

Bormida

a

L

di De monte

Mondovì

Alpi Marittime 1908 M. Argentera Colle di Tenda

A

p

p

n o n i e n ia

i

Cuneo

g

u

3297

TERRIT TERRI TORIO E AMBIEN AMBIENT TE

472 Passo dei Giovi e r u L i g

r

L

A N C I A F R

Fossano

aro Tan

Stura

g

Novi Ligure

e

ia

Colle dell’Agnello 2748

ia ard

n

h

riv Sc

Monviso

Alba

Saluzzo

n a d a p a

Alessandria

Asti

Pinerolo

z i e C o

3841

mb

o Ticin

i

” 9edgkWb_h[]_ed_[ijWj_YedÓdW_b   F_[cedj[5 ” GkWb_iedeb[YWj[d[cedjkei[f_’   _cfehjWdj_5;b[Y_c[f_’Wbj[5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhede_bj[hh_jeh_e5  :WZel[dWiYede5GkWb„_bf_’   _cfehjWdj[5 ” ?dZ_l_ZkW_Zk[bW]^_i_jkWj_WdehZ0  WgkWb[WbjhWh[]_ed[WffWhj_[d[bW  ifedZWeh_[djWb[Z[bBW]eCW]]_eh[5

r a P i a n u M o n f e r r at o

l

1996 Colle della Maddalena

, ,%''/,ACARTA

Sesia

A

a Balte

Sestriere

Colle del Monginevro

Casale Monferrato

Po

p

7b[iiWdZh_W" 7ij_" 8_[bbW" 9kd[e" DelWhW" Jeh_de" L[hXWde#9ki_e# EiiebW"L[hY[bb_

se

Province

Bardonecchia

1850

Vercelli

Chivasso

TORINO

a

Novara

Santhià

e

Kfi`ef

Colle del Moncenisio 3538 2083 Rocciamelone Traforo del Fréjus Dora R 2538 ipari

o

Capoluogo di regione

Ivrea e Orc C a n a v

Dora

30%

Lo

Biella

Parco Nazionale del Gran 4061 Paradiso Gran Paradiso

27%

Lago Stresa Maggiore Lago d’Orta Borgomanero

M

Emilia-Romagna

43%

116

e

R

Passo del Sempione

nin

E

iP en

I Z S V

Z

Alp

Jlg\iÔZ`\0(+*&(ac( GfgfcXq`fe\0*)+(.(.WX_jWdj_ ;\ej`k~0'-'WX_jWdj_f[hac(

AR

LIG

URE

La regione è delimitata da due catene di monti: le 6ae^ da sud-ovest a nord e gli 6eeZcc^c^ a sud. Numerosi passi permettono il collegamento tra il Piemonte e le regioni e gli stati confinanti. Ai piedi delle montagne si trova una vasta fascia collinare. Dalle colline delle AVc\]Z e del Bdc[Zg" gVid si passa direttamente alla E^VcjgVeVYVcV, attraversata dal fiume Ed e dai suoi affluenti, come la 9dgVG^eVg^V, il IVcVgd e la 7dgb^YV. I laghi più estesi sono il AV\dBV\\^dgZ (che la regione condivide con la Lombardia) e il AV\dY¼DgiV.

+)3+6%*-% CLIMA

Il clima è Vae^cd sulle montagne; Xdci^cZciVaZ, con estati calde e inverni freddi e nebbiosi, in collina e in pianura. Intorno ai laghi gli inverni sono più miti e le estati meno calde.

IIMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_"fe_Yed\hedjW _ZWj_Yedgk[bb_Z[bbWLWbb[ZÊ7eijW$

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO

La popolazione si concentra in pianura e in collina, dove si trovano i maggiori centri urbani. In Piemonte la popolazione ha avuto un forte incremento verso la metà del Novecento per l’arrivo di aVkdgVidg^ dalle gZ" \^dc^ bZg^Y^dcVa^, attratti dalla possibilità di occupazione nelle numerose industrie della regione. Oggi il flusso migratorio è costituito soprattutto da ZmigVXdbjc^iVg^. ATTIVITÀ ECONOMICHE ECONOMICH

In pianura e in collina è sviluppata l’V\g^XdaijgV (ortaggi, cereali, patate). Molto rinomati sono i k^c^, prodotti nei vigneti delle zone collinari, e i iVgijÄ, di cui i boschi della regione sono ricchi. Nelle province di Vercelli e Novara si coltiva il g^hd, di cui la regione è il primo produttore italiano. In montagna e in pianura si allevano Wdk^c^. Torino è la sede di una delle più grandi ^cYjhig^Z bZiVabZX" XVc^X]Z italiane, per la produzione di autoveicoli e macchine agricole: la ;^Vi. Questa grande azienda ha permesso lo sviluppo di tante altre industrie, che producono pneumatici, pezzi di ricambio e accessori; negli ultimi anni a causa della crisi economica internazionale che ha colpito il mercato delle auto è stato ridotto il numero di operai e di stabilimenti. Oggi la Fiat è in netta ripresa. Nella regione sono svilippate anche l’industria iZhh^aZ a Biella e quella Va^bZciVgZ e YdaX^Vg^V ad Alessandria e ad Alba. Il hZiidgZiZgo^Vg^d è avanzato soprattutto nei servizi bancari, assicurativi e commerciali. Il turismo è in crescita nelle zone di montagna e sulle rive dei laghi.

Ö Lo stabilimento della Fiat.

60,4% 35,9%

3,7%

primario secondario

4%

terziario disoccupati

” ?dgkWb[h[]_ed[bWf[hY[djkWb[  Z_eYYkfWj_d[bi[jjeh[i[YedZWh_e  „cW]]_eh[5  LWbb[ZÊ7eijW$ F_[cedj[$ ✔Iejjeb_d[W_dheiied[bj[ije b[fh_dY_fWb__dZkijh_[[_dl[hZ[ _fheZejj_Z[bbÊW]h_YebjkhW$

á Le risaie di Vercelli.

117

Un itinerario… … storico-artistico T i è stata, d Torino dall 1 1861 al 1864, la prima capitale d’Italia. Il suo centro storico è ricco di palazzi antichi, come Palazzo Madama (nella foto in basso), e di monumenti. Il simbolo della città è la Mole Antonelliana, alto edificio in muratura costruito a fine Ottocento.

A Torino si trova il famoso Museo Egizio, secondo per importanza solo al Museo de Il Cairo. Qui si possono ammirare statue in pietra o in legno dipinto, sarcofagi, mummie, dipinti, papiri e scritti che documentano aspetti della civiltà egizia dal 4000 a.C. al 31 a.C., data in cui l’Egitto divenne parte dell’Impero romano. … naturalistico Il Piemonte condivide con la Valle d’Aosta il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il parco, di cui puoi vedere uno scorcio nella foto, è stato istituito nel 1922 ed è il più «antico» d’Italia. Vi si possono ammirare camosci, linci, volpi, marmotte, la maestosa aquila reale e lo stambecco. Quest’ultimo è l’animale simbolo del parco, un vero acrobata delle rocce, che proprio grazie all’istituzione del parco è stato salvato dall’estinzione.

118

La Liguria

Liguria deriva dal nome dell’antico popolo dei Liguri, i quali occupavano zone paludose chiamate ligu. Genova, il capoluogo di regione, è ricca di monumenti e di palazzi che ricordano la sua antica potenza di Repubblica marinara.

B or m ida

en te

M A l p i

n

o

P i

d

a

r

Au

rel

ia

a

Sestri Levante Parco Nazionale

iv ie ra

G U R E L I

Territorio

Ci

d i

n q delle Cinque ue T e r rTerre e

65%

ra

e

a r i t t i m

i P Tan ar o

F R A N C I A

r e Passo di Cento Croci 1055

a

iv

M

Jlg\iÔZ`\0+*((ac( GfgfcXq`fe\0',&-.-.WX_jWdj_ ;\ej`k~0(/-WX_jWdj_f[hac(

na

n

ia Ro

R

ie

R

u

ag

a

Albenga Alassio

A

Via

Portofino R

g

m

c

Finale Ligure

930 Colle di Nava

Rapallo

i

s

Savona

GENOVA

G o l f o d i G e n ov a

L

Ro

o

435

Tre

r Va

2200 M. Saccarello

Sestri Ponente

Colle di Cadibona

a-

T

e

e

p

p

A

i 472 532 Sc rivi Passo del a Turchino

n

i bb

ili

ag

m

n

n

Passo dei Giovi

M

o

o

a

n

Em

e

t

Le v a La Spezia n t G. di e

La Spezia

Imperia San Remo Ventimiglia

35%

Capoluogo di regione >\efmX

Province =[delW"?cf[h_W"BWIf[p_W" IWledW TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

La Liguria è una delle regioni più piccole d’Italia. Si estende ad arco sul BVgA^\jgZ. Le montagne occupano quasi interamente il suo territorio e si trovano a ridosso del mare: sono le 6ae^BVg^ii^bZ e l’6e" eZcc^cdA^\jgZ, separati tra loro dal 8daaZY^8VY^WdcV. L’arco costiero è diviso in due da Genova: a est della città si trova la G^k^ZgVY^AZkVciZ, a ovest la G^k^ZgVY^EdcZciZ. Nella Riviera di Levante le XdhiZ sono VaiZZgdXX^dhZ, con piccolissime spiagge di sassi e ghiaia, mentre la Riviera di Ponente ha un profilo più dolce e vi si trovano anche he^V\\ZhVWW^dhZ. I Äjb^ della regione sono brevi e a carattere torrentizio. Il clima è b^iZ perché è influenzato dalla presenza del mare e perché le montagne proteggono la fascia costiera dai venti freddi provenienti da nord.

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_h[]_ed_[ijWj_YedÓdW bWB_]kh_W5 ” IkgkWb[cWh[i_W\\WYY_WbWh[]_ed[5 ” GkWb_iedeb[YWj[d[cedjkei[f_’ _cfehjWdj_5 ” :el[iedei_jkWj[b[Y_jj}5F[hgkWb[ cej_le5 ” 9ec[i_Y^_WcWde_Zk[jhWjj_Z_ YeijWW[ij[Wel[ijZ_=[delW5 ” GkWb_YWhWjj[h_ij_Y^[Z[bj[hh_jeh_e h[dZede_bYb_cWc_j[5

119

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Liguria ha un alto nu-

mero di abitanti rispetto alla superficie del suo territorio. La popolazione si concentra lungo la XdhiV, dove sorgono i più importanti XZcig^ ijg^hi^X^e le ^cYjhig^Z. La città di Genova ha avuto un grande sviluppo industriale grazie ai XVci^Zg^cVkVa^ e alle industrie sorte vicino al suo edgid, che è uno dei più importanti del Mediterraneo.

IIMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_1fe_h_ifedZ_ Wbb[ZecWdZ[$ 76,6%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

La conformazione fisica del territorio non è adatta all’agricoltura, ma l’uomo sui pendii delle colline e delle montagne più basse ha costruito strisce di terreno pianeggiante: i terrazzamenti, dove coltiva k^i^ e ja^k^. Nelle serre della Riviera di Ponente crescono Ädg^ esportati in tutta Italia e nel mondo. La Liguria produce quasi tre quarti dell’intera produzione nazionale di fiori coltivati in serra. L’allevamento non è molto sviluppato perché i terreni adatti al pascolo scarseggiano. L’^cYjhig^V Y^ WVhZ (con raffinerie, acciaierie e stabilimenti chimici) lavora le materie prime provenienti dall’estero. Le XZgVb^X]Z, i e^oo^ e i \^d^Zaa^ prodotti dagli artigiani liguri sono apprezzati in tutta Italia. I porti di Genova, Savona e La Spezia sono importanti scali anche per il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. La presenza di porti ha favorito il Xdb" bZgX^d, ma nel settore terziario è molto sviluppato anche il ijg^hbd, soprattutto balneare. Infatti la regione attira turisti italiani e stranieri in ogni stagione dell’anno, sia per la bellezza dei suoi paesaggi sia per il clima mite.

21,2% 2,2%

primario secondario

4,8%

terziario disoccupati

” ?dgkWb[i[jjeh[iede_cf_[]Wj_ bWcW]]_ehfWhj[Z[_bWlehWjeh_5 ” GkWb_iedeb[Yebj_lWp_ed_j_f_Y^[5 ” ?dgkWb[Wh[W„YedY[djhWjWbWcW]]_eh fWhj[Z[bb[_dZkijh_[5 ” 9^[YeiWbWlehWdeb[_dZkijh_[Z_XWi[5 ” ?bjkh_ice„bÊWjj_l_j}fh[lWb[dj[ Z[bj[hp_Wh_e1YedeiY__bdec[ Z_gkWbY^[\WceiWbeYWb_j}jkh_ij_YW5

á Stabilimenti industriali nella zona portuale di Genova.

120

Ö Terrazzamenti lungo la costa di San Remo. La città di San Remo è nota anche per il suo Festival della canzone italiana.

Un itinerario… itine a io … turistico Genova h ha sempre dovuto affrontare il problema della mancanza di spazio (stretta com’è tra le colline e il mare) e, per questo, ha avuto uno sviluppo verticale. Scalinate, ripide rampe e ascensori collegano i vari livelli. L’area del porto antico (foto in alto a destra) oggi è stata trasformata in un quartiere per la cultura e il tempo libero. Qui si trova anche il parco marino più grande d’Europa: l’Acquario di Genova (nella foto sotto), che ospita migliaia di pesci di tutte le specie. … naturalistico Nel tratto di costa tra Levanto e La Spezia si trovano le «Cinque terre», cinque bellissimi paesini arroccati sulla scogliera: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore (nella foto in basso a destra). La bellezza del paesaggio può essere completamente apprezzata percorrendo a piedi il sentiero di dieci chilometri, che unisce le cinque località. Sempre sulle coste rocciose della Riviera di Levante si affacciano le famose località turistiche di Portofino (nella foto in basso a sinistra) e Santa Margherita Ligure.

121

La Lombardia

Lombardia significa «terra dei Longobardi». Dopo la caduta dell’Ipero romano d’Occidente, i Longobardi si stabilirono nella regione e fondarono il loro regno, con capitale Pavia. Nella foto puoi vedere il Castello Sforzesco di Milano, capoluogo della regione. Livigno 2757 Passo

lio

o n i c a Og

a

lC am

ian

Ser

Va l

Ad d o

Po

Mincio

Og lio

a u r a P i a n

p a d a n a

Po repò Olt se Pave

Emi

Mantova

Cremona

lia-R omagna

Secchia

Pavia

Sirmione

n e t o V e

Se rio

Lodi

br

mellina

Va

in

e

RA

nt po

ZE Al

pi

Le

IZ

onte Piem Lo

Salò Lago di Garda

Brescia

m La

8[h]Wce"8h[iY_W"9ece" 9h[cedW"B[YYe"BeZ_"CWdjelW" C_bWde"CedpW[8h_WdpW"FWl_W" IedZh_e"LWh[i[

MILANO

Vigevano

Lago d’Iseo

Bergamo

o

Province

a

Monza

in Tic

D`cXef

Legnano

Brianz

lto Adige

Capoluogo di regione

Lecco

Como

Varese

Adda

n a V a l t e l l i e a l p i r P

Tre Signori

Cantù

47%

Lago 2554 di Como Pizzo dei

o-A

Lago di Lugano Lago Maggiore Campione d’Italia

12%

Sondrio

tin

SV

41%

ti Alpi Re Passo del Pizzo Bernina Bernina 4050 3678 M. Disgrazia

Passo dello Spluga

Territorio

dello Stelvio Ortles 3905 M. Cevedale 3764 Parco Naz. dello Stelvio 1883 Passo del Tonale 3554 Adamello

c h e 2323

en

Jlg\iÔZ`\0().**ac( GfgfcXq`fe\0/+*+**'WX_jWdj_ ;\ej`k~0*&&WX_jWdj_f[hac(

Tr

2115

Po

M. Lesima 1724

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA La Lombardia è caratterizza-

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_ijWj_[h[]_ed_YedÓdWdeYed  bWBecXWhZ_W5 ” 9ecʄ_bj[hh_jeh_eZ[bbWh[]_ed[5  :WgkWb[]hWdZ[f_WdkhW„eYYkfWje5 ” GkWb_iedeb[YWj[d[cedjkei[[b[  Y_c[f_’_cfehjWdj_5 ” GkWb_Ókc_WjjhWl[hiWdebWh[]_ed[5  :_gkWb[]hWdZ[Ókc[iedeW\Ôk[dj_5 ” GkWb[bW]ei[fWhWbWBecXWhZ_WZWb  L[d[je[gkWb[ZWbF_[cedj[5

122

ta da diversi paesaggi. Guardando la carta da ovest a est s’incontrano le 6ae^, con maestose montagne alte anche 4000 metri, numerosi ghiacciai e bellissime valli, come la KVaiZaa^cV e la KVa 8Vbdc^XV. Scendendo verso sud si trovano le EgZVae^, che si estendono dal AV\dBV\\^dgZ al AV\dY^<VgYV. Alle Prealpi seguono le colline, che sono disposte ad arco e digradano verso la pianura. La E^VcjgVeVYVcV si estende a sud ed è attraversata dal fiume Ed, che per un lungo tratto segna il confine con l’Emilia-Romagna. Il Po riceve le acque di importanti affluenti, come il I^X^cd, l’6YYV e il B^cX^d, che scorrono in Lombardia. Il clima della Lombardia è Vae^cd sui monti e Xdci^cZciVaZ in pianura, in inverno sono frequenti i banchi di nebbia.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Lombardia è una delle

regioni italiane più ricche e quella con il bV\\^dgcjbZgdY^ VW^iVci^. La zona più popolata è quella prealpina della bassa pianura. L’intenso popolamento di Milano e della sua area circostante dipende dal forte sviluppo industriale. Anche Varese, Como, Lecco, Mantova (nella foto), Bergamo e Brescia sono molto industrializzate e hanno un’alta densità abitativa. Inoltre negli ultimi decenni nelle città lombarde si sono stabiliti molti ^bb^\gVi^ stranieri.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_1fe_h_ifedZ_ Wbb[ZecWdZ[$ 61,4% 37%

3,7%

1,6%

primario secondario

ATTIVITÀ ECONOMICHE

I terreni fertili della Pianura padana hanno favorito l’V\g^XdaijgV: grazie all’uso di macchinari agricoli si ottengono ottimi raccolti di XZgZVa^, [gjiiV e dgiV\\^. Nelle zone collinari si produce jkV da vino. L’allevamento di Wdk^c^ e hj^c^ ha favorito lo sviluppo di industrie alimentari. La Lombardia è la gZ\^dcZ e^‘ ^cYjhig^Va^ooViV Y¼>iVa^V con industrie di ogni tipo: X]^b^X]Z, [VgbVXZji^X]Z, bZiVabZXXV" c^X]Z, ZY^idg^Va^, Va^bZciVg^ e iZhh^a^. La grande presenza di industrie e il traffico intenso, favorito da una rete di comunicazioni molto estesa, hanno provocato nella regione una serie di problemi come quello dell’^cfj^cVbZcidYZaa¼Vg^V, dovuto anche alla limitata presenza di spazi verdi nelle città. Il ijg^hbd è sviluppato soprattutto nella zona dei laghi, nelle località sciistiche delle Alpi e nelle città d’arte, come Pavia, Mantova e Milano. Ma è il settore dei hZgk^o^ a offrire le maggiori opportunità di lavoro: le attività commerciali sono intense, spesso collegate a iniziative economiche come Xdc\gZhh^ e ÄZgZ; numerose sono le banche, le società di informatica e le agenzie pubblicitarie. Milano è la sede della 7dghV ^iVa^V" cV; inoltre nella metropoli lombarda si svolgono prestigiose manifestazioni legate alla bdYV, che sono fonte di lavoro e di ricchezza per molte persone.

terziario

disoccupati

” ?dgkWb[i[jjeh[fheZkjj_le„  eYYkfWjWbWcW]]_ehfWhj[Z[bbW  fefebWp_ed[5 ” 9ed\hedjWbWf[hY[djkWb[Z_eYYkfWj_  d[bbÊ_dZkijh_Wh_if[jjeWbbWc[Z_W  dWp_edWb[l[Z__b]hWÓYeWfW]_dW.+$  9^[YeiWd[Z[ZkY_5 ” :el[i_YedY[djhWdeb[f_’  _cfehjWdj__dZkijh_[5 ” GkWb_Wjj_l_j}Z[bj[hp_Wh_ee\\hede  cW]]_eh_effehjkd_j}Z_bWlehe5 ” GkWb_fheZejj_W]h_Yeb_l[d]ede  Yebj_lWj_5GkWb_Wd_cWb_i_Wbb[lWde5

á Il nuovo polo fieristico di Milano-Rho, che ospiterà l’Expo 2015.

123

Un itinerario itinerario… … storico-artistico Mil Milano ha sempre rappresentato il cuore della h regione: il suo nome latino Mediolanum significava forse «città nel mezzo». Oggi è considerata la capitale economica dell’Italia, ma è anche un’importante città d’arte. I suoi monumenti e gli edifici di interesse storico-artistico sono molti, fra i quali spiccano il Duomo, con la celebre Madonnina; il Castello Sforzesco; la Pinacoteca di Brera, dove sono custoditi quadri di grande valore; il Teatro alla Scala (nella foto), il più prestigioso teatro italiano.

In Val Camonica, nelle Alpi Retiche, si trova il Parco nazionale delle Incisioni Rupestri. In una vasta zona boscosa si trovano rocce con graffiti incisi dai Camuni, un antico popolo di cacciatori (vedi storia a pagina 28). Le scene di caccia e di vita quotidiana costituiscono un’importante testimonianza sulla vita degli uomini preistorici.

… turistico Il turismo è sviluppato oltre che nelle città d’arte, anche nella zona dei laghi e nelle località montane. La regione, inoltre, ospita impianti sportivi dove si svolgono gare e tornei di interesse mondiale. Nell’immagine puoi vedere uno scorcio del Lago di Como, ricordato da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Prende il nome dalla città di Como, famosa per i suoi setifici, i più importanti d’Italia e d’Europa.

124

Il Trentino-Alto Adige

Trento, città di origine romana, è situata sulla riva sinistra dell’Adige. È ricca di monumenti medievali e rinascimentali. Da visitare sono la piazza del Duomo con la cattedrale di San Vigilio (nella foto) e i palazzi storici con le caratteristiche facciate dipinte.

Vipiteno M. Palla 3736 Bianca

e

Noc

Territorio

l

100%

3151 Gruppo di Sella 2239 Passo del 3343 Pordoi Marmolada

o

2996 S. Martino di Castrozza Pala di

Va

l

S. Martino

i n a

V

Sugana al

Capoluogo di regione

Brenta

o

r

g

La

Va l l e

Sarca

Lago di Garda

a

o isi e Av m m

e F i 2490 d i M. Croce

pp

od i Brenta

1883 Madonna Tovel Passo del di Campiglio L. di Tonale Cima Tosa Molveno 3173 M. Adamello u G r TRENTO 3554

ld

L. di Carezza

m

r de na

D

le So

i ld Va L. di

Riva di Garda

Ga

Tre Cime di Lavaredo 2998

Jlg\iÔZ`\0'),&-ac( GfgfcXq`fe\0//*-&)WX_jWdj_ ;\ej`k~0-)WX_jWdj_f[hac(

o

Bolzano

Adig e

M. Cevedale

Ortisei

on di N Val

L o m b a r d i a

Va l Ve n osta 2757 Passo dello Parco Naz. Stelvio dello Stelvio Ortles 3905 3764

a

Brunico Va l B ad ia i t i

Isa

Merano

Adige

nza

rco

ne s Va l di Fu

V e n o s t e

Va

i A l p

R ie

Bressanone

Rovereto

n V e

e

t

i

Resia

Val Puster i

I\^`fe\XjkXklkfjg\Z`Xc\

i Fa ssa

A

U

Passo del Brennero 1375 Pan di Brennero 3507 Zucchero A t e s i n e i p A l

Va l

Passo di Resia 1508

S

2911 3499 Picco dei Tre Signori

Ki\ekf

Province

in

SVIZZERA

Vetta d'Italia

I A T R

ss Le Cima nti M o 2259 Carega

8ebpWde"Jh[dje

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

Il Trentino-Alto Adige è una regione completamente montuosa. Nel suo territorio si trova la KZiiV Y¼>iVa^V, che rappresenta il punto più a nord del nostro paese. Procedendo da ovest verso est s’incontrano il settore iniziale delle 6ae^ dg^ZciVa^ e una parte della catena delle 9dadb^i^. Tra le catene montuose si aprono ampie valli di origine glaciale; la più grande è la KVaaZ YZaa¼6Y^" \Z, che prende il nome dal fiume che percorre la regione. L’6Y^\Z e il suo affluente >hVgXd sono stati per molti secoli importanti vie di comunicazione fra il Trentino e l’Europa centrale. Nella regione ci sono molti laghi: dai piccolissimi laghetti alpini, tra cui il suggestivo AV\dY^8VgZooV nelle Dolomiti, al AV\dY^<VgYV, a sud della regione. Il clima Vae^cdè caratterizzato da inverni freddi e nevosi e da estati brevi e fresche.

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_iede_YedÓd_Z[bbWh[]_ed[5 ” 9ecʄ_bikej[hh_jeh_e5 ” GkWb_iedeb[YWj[d[cedjkei[  f_’_cfehjWdj_5 ” GkWb_iedeb[Y_c[f_’[b[lWj[5 ” ?dJh[dj_de#7bje7Z_][i_jhelW  bWY_cWf_’WdehZZÊ?jWb_WYec[  i_Y^_WcW5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhede_bike  j[hh_jeh_e5 ” GkWb[Ókc[i_][jjWd[bBW]e  Z_=WhZW5 125

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO In passato parte del terri-

torio della regione apparteneva all’Austria, per questo la popolazione dell’Alto Adige (o Sud Tirolo) parla iZYZhXd ed esso viene insegnato nelle scuole insieme all’italiano. Nella zona delle Dolomiti vive un gruppo etnico che parla un antico dialetto di origine latina: il aVY^cd. Per tutelare le differenze culturali e linguistiche degli abitanti, la regione è a hiVijidheZX^VaZ.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_1fe_h_ifedZ_ Wbb[ZecWdZ[$ 68,1%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’V\g^XdaijgV è praticata nei fondivalle e sui pendii soleggiati. Si producono soprattutto bZaZ (il Trentino fornisce circa la metà dell’intera produzione italiana) e jkV, dalla quale si ricavano vini pregiati. L’allevamento di Wdk^c^ è sviluppato grazie ai numerosi pascoli ed è praticato con l’antico sistema dell’alpeggio. Data la presenza di numerosi boschi, il Trentino-Alto Adige è il primo produttore italiano di aZ\cVbZ. L’abbondanza di acqua favorisce la produzione di ZcZg\^V ZaZiig^XV, utilizzata da bdW^a^ÄX^, hZ\]Zg^Z e da altri stabilimenti industriali. La maggioranza della popolazione si dedica alle attività legate al ijg^hbd; le Dolomiti, per esempio, con i loro paesaggi suggestivi e la loro disponibilità di impianti sciistici, sono un richiamo sia in estate sia in invermo per moltissimi villeggianti.

Un itinerario… … naturalistico F il Trentino Fra T i e la l Lombardia L si trova il Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei primi parchi istituiti in Italia, è il più esteso dell’arco alpino. Ospita cervi, stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini, oltre a numerose specie di uccelli tra cui l’aquila reale (nella foto), simbolo del parco.

126

26,1% 5,8%

primario secondario

2,8%

terziario disoccupati

” ?dgkWb[i[jjeh[fheZkjj_le„   eYYkfWjWbWcW]]_ehfWhj[Z[bbW  fefebWp_ed[5 ” GkWb_iede_fheZejj_W]h_Yeb_   Yebj_lWj__dJh[dj_de#7bje7Z_][5 ” GkWb_Wd_cWb_i_Wbb[lWde5 ” GkWb_iedeb[fh_dY_fWb__dZkijh_[  Z[bbWh[]_ed[5

Il Veneto

Veneto deriva dall’antico popolo dei Veneti, che s’insediò nella regione unendosi pacificamente agli Euganei, che già popolavano quei luoghi. A Venezia splendidi palazzi e chiese testimoniano la potenza raggiunta dalla città in epoca medievale e rinascimentale.

Jlg\iÔZ`\0'.)//ac( GfgfcXq`fe\0*--)++*WX_jWdj_ ;\ej`k~0(+/WX_jWdj_f[hac(

Territorio 29% 15%

56%

Capoluogo di regione M\e\q`X

Province 8[bbkde"FWZelW"Hel_]e"Jh[l_ie" L[d[p_W"L[hedW"L_Y[dpW

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA La maggior parte del terri-

torio è occupata dalla E^VcjgV kZcZiV, proseguimento naturale della Pianura padana. La fascia collinare, costituita dai 8daa^:j\VcZ^ e dai Bdci^7Zg^X^, collega la pianura alla zona montuosa formata dalle 6ae^8Vgc^X]Z, dalle 9dadb^i^ e dalle EgZVae^ kZcZiZ. I fiumi sono numerosi: il Ed segna il confine con l’Emilia-Romagna, l’6Y^\Z attraversa la regione da ovest a est, il 7gZciV e il E^VkZ percorrono la parte centrale. Appartiene al Veneto la sponda orientale del AV\dY^<VgYV. L’area costiera è in gran parte lagunare perché i detriti trasportati dai fiumi si accumulano formando a^Y^ hVWW^dh^ e eVajY^. Il clima è Vae^cd sulle montagne; Xdci^cZciVaZ nell’interno; b^iZ sulle rive del Lago di Garda e lungo la costa.

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_iede_YedÓd_Z[bL[d[je5 :WgkWb[cWh[„XW]dWje5 ” GkWb[]hWdZ[f_WdkhWeYYkfW bWcW]]_ehfWhj[Z[bikej[hh_jeh_e5 ” GkWb[\WceiWYWj[dWcedjkeiW i_jhelWd[bdehZZ[bbWh[]_ed[5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhede_bikej[hh_jeh_e5 ” GkWb[Ókc[i\eY_Wd[bCWh7Zh_Wj_Ye  YedkdW]hWdZ[\eY[WZ[bjW5

127

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La popolazione è ben di-

stribuita in numerosi centri di medie dimensioni. Fino agli inizi del secolo scorso il Veneto era una regione povera, con un’economia basata sull’agricoltura. Molto diffuso era il fenomeno dell’Zb^\gVo^dcZ: le persone si trasferivano in altre regioni o all’estero per trovare lavoro. Nel giro di alcune decine di anni l’aspetto economico della regione si è notevolmente trasformato.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 57,5% 38,8%

3,7%

4%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’V\g^XdaijgV è praticata in pianura e la regione è il primo produttore italiano di bV^h. Si coltivano anche [gjiiV, WVgWVW^ZidaZ YV ojXX]Zgd, eViViZ, hd^V e [dgV\" \^d. Sulle colline si producono jkZ che danno ottimi k^c^. La produzione di foraggio ha favorito l’VaaZkVbZcid dei Wdk^c^. Importante è la eZhXV d’alto mare nelle zone di Chioggia. Nella laguna si allevano Vc\j^aaZ e bdaajhX]^. Lungo le principali vie di comunicazione sono sorte medie e piccole ^cYjhig^ZVa^bZciVg^,iZhh^a^ e di VWW^\a^VbZcid. Le grandi industrie eZigdaX]^b^X]Z e bZiVabZXXVc^X]Z concentrate a Mestre e Porto Marghera, vicino a Venezia, sono fonte di inquinamento per la laguna. Oggi stanno attraversando un periodo di crisi. L’Vgi^\^VcVid ha un’antica tradizione: sono famosi i kZ" ig^ di Murano e i bZgaZii^ di Burano. Tra le attività del terziario la più importante è il ijg^hbd, favorito dalla varietà dei paesaggi naturali e dalla presenza di splendide città d’arte, prima fra tutte Venezia. Il Veneto è oggi la prima regione italiana per il turismo.

128

á Tipica maschera veneziana dipinta a mano.

primario secondario

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” I[YedZej[WY^[YeiW„Zelkje  _bdej[leb[il_bkffe[Yedec_Ye  Z[bbWh[]_ed[5 ” GkWb_i[jjeh_[Yedec_Y_iede  il_bkffWj_5Iejjeb_d[Wb__dheiied[b  j[ije$ ” GkWb_[b[c[dj_^Wdde\Wleh_je  beil_bkffeZ[bjkh_ice5

à La zona industriale di Porto Marghera, nei pressi di Venezia.

Un itinerario… … storico-artistico Il V Veneto è ricco i di città i d’arte. Venezia è sorta su un centinaio di isolotti della Laguna veneta, separati da oltre 150 canali, il più famoso dei quali è il Canal Grande. I canali costituiscono le principali vie di comunicazione e sono percorribili da vaporetti e gondole. Circa 400 ponti permettono di raggiungere a piedi ogni parte della città. Venezia è ricchissima di monumenti e di stupendi palazzi, che sembrano sorgere dal mare. La bellissima piazza San Marco, su cui si affaccia la Basilica di San Marco (foto in alto), è il simbolo della città. A Padova, antica sede universitaria, si trovano la Basilica di Sant’Antonio (nella foto a sinistra) e la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi del grande pittore Giotto. Verona è nota per l’Arena, un anfiteatro romano che ogni anno ospita una celebre stagione lirica e altre manifestazioni culturali. Lungo le rive del Brenta, tra Venezia e Padova, si possono ammirare centinaia di splendide ville costruite tra il Quattrocento e il Settecento per le più nobili famiglie venete. Molte sono state progettate dall’architetto Andrea Palladio (nella foto a destra vedi Villa Pisani) e sono caratterizzate da archi, colonne e affreschi.

129

Il Friuli-Venezia Giulia

Trieste (nella foto) fu unita all’Italia nel 1918. Le vie cittadine sono caratterizzate dalla presenza di grandi palazzi ottocenteschi e piazza Unità d’Italia è la più grande piazza italiana affacciata sul mare.

e

o av

Monfalcone

C

a

r s

Lagune di ado Marano e Gr Grado Lignano Sabbiadoro

IC M A R A D R I AT

o

o

A

Aquileia

I

130

t

Gorizia

o

” 9edgkWb_ijWj_[khef[_[YedgkWb[  h[]_ed[_jWb_WdWYedÓdW_b<h_kb_#  L[d[p_W=_kb_W5 ” :WgkWb[YWj[dWcedjkeiW „i[]dWje_bYedÓd[YedbÊ7kijh_W5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhedebWh[]_ed[5 GkWb[f_WdkhWWjjhWl[hiWde5 :el[i\eY_Wde5 ” ;i_ijedeped[bW]kdWh_5?dgkWb[  WbjhWh[]_ed[iedefh[i[dj_5

Palmanova

nz

, ,%''/,ACARTA

ta ne ve

Iso

=eh_p_W"FehZ[ded["Jh_[ij[" KZ_d[

za

Province

ra nu Pia

en

Ki`\jk\

e

Capoluogo di regione

Codroipo

N

Liv

n

38%

Udine

E

e

Pordenone

Cividale del Friuli

O V S L

V

19%

Spilimbergo Aviano

Tag li am ent o

S. Daniele del Friuli

43%

Tim

Territorio

l P r e a

Jlg\iÔZ`\0-.+.ac( GfgfcXq`fe\0'('(,&(WX_jWdj_ ;\ej`k~0'+*WX_jWdj_f[hac(

A U S 1360 A l p i C a r n i c h e 2780 T R I A Sella di 1530 M. Coglians Passo di Monte Camporosso 813 Croce Carnico Passo di Pramollo Tarvisio le 2678 M. Mangart Ca na r n i a Val a 1156 C Passo Passo del Mauria Tolmezzo Predil 1298 li to iu men e a i l G g M. Pramaggiore Ta h pi Al ic 2478 r n Lago del a C p Vajont i p i a l G i u l i e P r e Natisone

I\^`fe\XjkXklkfjg\Z`Xc\

G. di Trieste

O

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

TRIESTE

Il Friuli-Venezia Giulia è la regione dell’Italia settentrionale situata più a est. Il territorio è diviso in due parti: a nord si trovano le 6ae^XVgc^X]Z, le 6ae^ \^ja^Z e le EgZVae^, che digradano in una fascia collinare; a sud si estende una vasta pianura alluvionale, che è il proseguimento della Pianura padana. Il territorio pianeggiante si affaccia sul BVg6Yg^Vi^Xd con una serie di aV\jcZ. A est del Golfo di Trieste si trova il 8Vghd, un altopiano costituito da rocce calcaree particolarmente friabili. La regione è attraversata dai fiumi IV\a^VbZcid, >hdcod e I^bVkd: quest’ultimo è un fiume carsico che scorre sotto terra per circa quaranta chilometri, creando grotte, fessure e spaccature particolari. Il clima è Vae^cd sulle montagne, Xdci^cZciVaZ in pianura e b^iZ sulle coste. D’inverno, soprattutto nella zona di Trieste, soffia un vento freddo e impetuoso, la WdgV, le cui raffiche possono raggiungere i centocinquanta chilometri orari.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO Il Friuli-Venezia Giulia è

una regione a hiVijidheZX^VaZ; oltre agli italiani, soprattutto nella parte orientale della regione, vivono minoranze di iZYZ" hX]^ e hadkZc^. La popolazione è concentrata soprattutto nella zona costiera e nella bassa pianura. Ig^ZhiZ, il capoluogo, è una città ededadhV con un grande porto.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 63,4%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’V\g^XdaijgV è produttiva soprattutto nella bassa pianura; si coltivano WVgWVW^ZidaZYVojXX]Zgd, \gVcdijgXd e [gjbZcid. È importante anche la produzione di [gjiiV. In collina sono diffusi i k^\cZi^ che danno vini molto pregiati come il Pinot, il Cabernet e il Prosecco. L’VaaZkVbZcid dei Wdk^c^ è sviluppato sulle Alpi, quello dei hj^c^ è concentrato in pianura. Il egdhX^jiidXgjYdHVc9Vc^ZaZ è conosciuto in tutto il mondo. Nella regione hanno avuto grande sviluppo le medie e piccole imprese che operano nel settore iZhh^aZ, bZX" XVc^Xd, Va^bZciVgZ, YZa aZ\cd e YZ^ bdW^a^. Grandi complessi industriali X]^b^X^ e XVci^Zg^hi^X^ si trovano nelle zone di Trieste, Pordenone e Monfalcone. L’Vgi^\^VcVid ha un’antica tradizione e produce coltelli, forbici e oggetti di bronzo. Il ijg^hbd è sviluppato sulle Alpi, lungo le coste (località come Grado e Lignano attraggono turisti soprattutto da Austria e Germania) e nei luoghi storici, come Aquileia e Palmanova.

Un itinerario…

33,7%

3,5%

2,9%

primario secondario

terziario

disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” ?dgkWb[\WiY_WZ[bbWh[]_ed[„  il_bkffWjWbÊW]h_YebjkhW5F[hY^ƒ5 ” GkWb_fheZejj_l[d]edeYebj_lWj_5  Iejjeb_d[Wb_d[bj[ije$ ” :el[iedei_jkWj[b[ped[_dZkijh_Wb_  Z[bbWh[]_ed[5 ” GkWb_iedeb[_dZkijh_[f_’_cfehjWdj_5 ” ?dgkWb_ped[„il_bkffWje_bjkh_ice5

… naturalistico

Alle spalle di Trieste puoi ammirare l’altopiano del Carso, caratterizzato da un paesaggio brullo e roccioso. Il terreno è composto da rocce di natura calcarea che al passaggio dell’acqua si consumano con facilità, formando gallerie e cavità. L’acqua scorre nel sottosuolo, dando origine a fiumi sotterranei e a grotte, con la formazione delle caratteristiche stalattiti e stalagmiti.

131

L’Emilia-Romagna

Emilia deriva dall’antica via Emilia, fatta costruire dal console romano Emilio Lepido. Romagna deriva invece da Romània, il nome con cui la regione veniva chiamata dai Bizantini. Bologna (nella foto), capoluogo della regione, è una città di origine etrusca.

a

n

u

Correggio

Parma

r

Pan

a

p

Modena

a

en

d

a

Sassuolo

a

del Po

milia

Imola no

Passo dell’Abetone

T

T o

2165

s

c

M. Cimone

s

-

E

m

i

Passo 903 della Futa

1388

o

o

c

a

Ravenna

Via E

Sasso Marconi

ter

za

En

c Se

o

Comacchio Valli di Comacchio

o

n

a

Faenza

Forlì

l

i

a

n

o

Cesena

Cervia Cesenatico

O

A p 1041 Passo p e della Cisa n n 2121 i n M. Cusna

n

De

BOLOGNA

ch ia

n Pa za rm a

ga Ba

lta

Ferrara

aro

Rimini

Savio

i

IC

a

Tar o

re

o

AT

i

P

Reggio nell’Emilia

1055 Passo di Cento Croci

r

ilia

Fidenza

gu

t

Po

Em

Arda

e

n

e

V

RI

9fcf^eX

u

Li

a

i

d

AD

Capoluogo di regione

g

ino

r

a

R

48%

i

enn

b

S an

e on Tid

M. Lesima

L

27%

Nure Tre bbi a

1145

m

MA

Piemonte

Passo del Penice

1724 A p p

25%

Via

o

Po

R

Territorio

Piacenza

Mo nto ne

L

Jlg\iÔZ`\0((''-ac( GfgfcXq`fe\0*(()(,*WX_jWdj_ ;\ej`k~0'/'WX_jWdj_f[hac(

Riccione

SAN Parco Naz. M. Falterona, MARINO Campigna e Foreste M. Falterona Casentinesi 1654 arch M. Fumaiolo

M

e

1407

Province 8ebe]dW"<[hhWhW"<ehbˆ#9[i[dW" CeZ[dW"FWhcW"F_WY[dpW" HWl[ddW"H[]]_ed[bbÊ;c_b_W" H_c_d_

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_h[]_ed__jWb_Wd[YedÓdW bÊ;c_b_W#HecW]dW5 ” GkWb[YWj[dWcedjkeiWi_[ij[dZ[ WikZZ[bbWh[]_ed[5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhede_bike j[hh_jeh_e5:el[i\eY_Wde5 ” GkWb[f_WdkhWWjjhWl[hiWde5 ” IkgkWb[Wdj_Yef[hYehieieh]ede b[cW]]_eh_Y_jj}5 

132

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA In Emilia-Romagna il Ed se-

gna quasi interamente il suo confine settentrionale. Gran parte del territorio è occupato dalla E^VcjgVeVYVcV, che è attraversata dal Po, con i suoi affluenti di destra, dal GZcd e da altri corsi d’acqua. Tutti si gettano nel BVg6Yg^Vi^Xd. Fra il delta del Po e il Reno si trovano le KVaa^Y^8dbVXX]^d, un’area paludosa, oggi bonificata, in cui rimangono numerose zone d’acqua salmastra. Le XdhiZ sono WVhhZ e hVWW^dhZ. Nella parte meridionale della regione si trovano l’6eeZcc^cda^\jgZe quelloidhXd"Zb^a^Vcd, le cui vette non raggiungono altezze elevate: solo il BdciZ8^bdcZ e il BdciZ8jhcV superano i 2000 metri. Tra l’Appennino e la pianura si estende una zona collinare formata da terreni argillosi e friabili, in cui l’azione dell’acqua piovana ha tracciato solchi profondi chiamati XVaVcX]^. Il clima è Xdci^cZciVaZ, caratterizzato in inverno da fitte nebbie.

+)3+6%*-%

POPOLAZIONE POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO In Emilia-Romagna la po-

polazione non è distribuita in modo uniforme sul territorio. La popolazione si concentra soprattutto lungo il percorso dell’antica k^V:b^a^V, da Piacenza a Rimini, dove sono situati i XZcig^VW^iVi^e^‘^bedgiVci^. Le zone di montagna si stanno invece spopolando.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 60,5%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Grazie alla fertilità dei terreni e all’impiego di moderne macchine agricole, l’V\g^XdaijgV è molto progredita. Si coltivano [gjbZcid e WVgWVW^ZidaZYVojXX]Zgd, dgiV\\^ e [gjiiV. È diffuso l’allevamento di Wdk^c^ e di hj^c^, collegato alla produzione di formaggi e salumi apprezzati in tutto il mondo, come il eVgb^\^VcdgZ\\^Vcd, il egdhX^jiidXgjYdY^ EVgbV e la bdgiVYZaaV. La eZhXV è praticata in tutti i centri costieri: nelle Valli di Comacchio è caratteristico l’allevamento delle Vc\j^aaZ. Il settore industriale è molto sviluppato, soprattutto quello Va^bZciVgZ. Nella regione, inoltre, hanno sede importanti XVhZVjidbdW^a^hi^X]Z (Ferrari, Maserati e Lamborghini). Le industrie X]^b^X]Z e bZXXVc^X]Z forniscono fertilizzanti, mangimi e macchine agricole. Molte aziende in questa regione sono da tempo organizzate in XddeZgVi^kZ, che dividono i guadagni, ma anche le spese per l’acquisto dei macchinari. Il ijg^hbd ha grande importanza; i centri balneari della Romagna ospitano ogni anno milioni di turisti italiani e stranieri. à Una raffineria nei pressi di Ravenna.

35,2%

4,3%

primario secondario

3,4%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” I[YedZej["_dgkWb[\WiY_WZ[bbW h[]_ed[„il_bkffWjWbÊW]h_YebjkhW5 ” Eii[hlWbWYWhjWÓi_YW0bÊW]h_YebjkhW fkYedjWh[ikkdÊ[b[lWjWfh[i[dpW Z_Yehi_ZÊWYgkW5 ” GkWb_iede_fh_dY_fWb_fheZejj_ Y^[i_h_YWlWdeZWbbÊWbb[lWc[djeZ_ Xel_d_[ik_d_5Iejjeb_d[Wb_d[bj[ije$

à Stabilimenti balneari lungo la costa adriatica.

133

Un itinerario… itinerario … storico-artistico A Ravenna, nella Basilica di San Vitale, si possono ammirare splendidi mosaici (foto a destra) risalenti al VI secolo d.C. Parma possiede un magnifico Duomo con un grande battistero. Molto importante nel Medioevo, Bologna ha un’antica tradizione culturale ed è la sede di una delle più prestigiose università italiane. Nel centro storico è evidente l’impronta medievale. I simboli della città sono le due torri della Garisenda e degli Asinelli (foto a sinistra), che risalgono al XII secolo; sono tra le poche torri rimaste fra le oltre duecento che vennero costruite dalle famiglie nobili della città.

… naturalistico Ill Parco regionale i l d dell Delta del Po (foto a destra) è il più grande dell’Emilia-Romagna. È uno degli ambienti naturali più affascinanti del nostro paese; qui si possono osservare piante e animali tipici delle zone paludose ormai quasi scomparsi in Italia. Sono numerose le specie di uccelli che nidificano in queste zone e che vi trovano rifugio durante le migrazioni. La Repubblica di San Marino

134

Tra e le T l’Emilia-Romagna l’E ili R l Marche si trova San Marino, la più antica repubblica d’Europa. Fu fondata nel IV secolo d.C. da una comunità cristiana che si rifugiò in questo luogo per sfuggire alle persecuzioni. Il piccolo territorio, di soli 61 chilometri quadrati, comprende il Monte Titano e una serie di colline circostanti. Sul monte si trova la capitale, San Marino (foto a sinistra), pittoresca cittadina di origine medievale che attira numerosi turisti in ogni periodo dell’anno.

+)3+6%*-%

?f`dgXiXkfX%%%



'SRJVSRXEVI

?dXWi[WgkWdje^W_ijkZ_Wje[YedbĂ&#x160;W_kjeZ[_Z_i[]d_"iYh_l_ikbgkWZ[hde

b[Wjj_l_j}[Yedec_Y^[Z_e]d_h[]_ed[Z[bbĂ&#x160;?jWb_Wi[jj[djh_edWb["fe_Yed\hedjWb[\hWbehe$

Valle dâ&#x20AC;&#x2122;Aosta

Piemonte

Liguria

Lombardia

Primario

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Trentino-Alto Adige

Veneto

Friuli-Venezia Giulia

Emilia-Romagna

Primario

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

135

Le Marche

Marche deriva dalla parola germanica marka, che significava «segno di confine». I Greci fondarono in questa zona diverse colonie, tra cui Ancona che nel Medioevo divenne un’importante Repubblica marinara. Nella foto puoi vedere il porto di Ancona.

Bocca Trabaria

Foglia

D

o

Me Fossombrone

Urbino p

t

p

e

730

n

ANCONA

n

i

n

M. Conero

o Esin

Grotte di Frasassi o

ne uso

Fabriano

b

r

te n Po

o

-

Tolentino Camerino

a

ien Ch

Aso

h

1570

c

g i

a

2332 M. Priora o

ni

illi

Sib

Parco Naz. dei Monti Sibillini 2476 M. Vettore

Laz

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_h[]_ed_YedÓdWdeb[CWhY^[5 ” GkWdjWfWhj[Z[bj[hh_jeh_e „eYYkfWjWZWbb[Yebb_d[5 ” :el[i_jhelWdef_YYeb[Wh[[ f_Wd[]]_Wdj_5 ” GkWb_Ókc_f[hYehhedebWh[]_ed[5  :WZel[dWiYede5:el[i\eY_Wde5 ” BWYeijWcWhY^_]_WdW„h[jj_b_d[W effkh[„Whj_YebWjW_ddkc[hei_ ]ebÓ[fhecedjeh_5

136

Ascoli Piceno

nti

n

Mo

7dYedW"7iYeb_F_Y[de"<[hce" CWY[hWjW"F[iWhe#KhX_de

S. Benedetto del Tronto

i

a

Province

M. Pennino

Fermo

na

Ten

ti

r

i

8eZfeX

Civitanova Marche

O

M

r

Capoluogo di regione

Colle di Fossato

Macerata

za

C

733

b

69%

Recanati

m

m

M

o

tin Sen

U

572

I

U

Castelfidardo

T

Bocca Serriola

R

sa

A

Senigallia Falconara Marittima

ro

tr

au

el

A

31%

ef

na

1049

A

Fano nt

Mi

To

a sc

R

no

Mo

A

Pesaro

sa

-

I

Territorio

a ili

M

agna SAN MARINO

Ce

Jlg\iÔZ`\0/,/*ac  GfgfcXq`fe\0'+),&/.WX_jWdj_ ;\ej`k~0'+.WX_jWdj_f[hac(

Em

(

m Ro

io

nto Tro

A

b

r u

o z z

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA Il territorio delle Marche può

essere diviso in tre fasce: quella lungo la costa adriatica, stretta e pianeggiante, quella collinare e quella delimitata dall’6eeZcc^" cdjbWgd"bVgX]^\^Vcd. Le valli della regione sono attraversate da numerosi fiumi, dal corso breve, perché le montagne da cui nascono sono vicine alla costa. I principali sono il Igdcid, il BZ" iVjgd e il ;d\a^V. Le XdhiZ sono generalmente WVhhZ e hVWW^dhZ, interrotte solo dal promontorio roccioso del BdciZ8dcZgd, vicino ad Ancona. Nella fascia costiera il clima è mitigato dall’^cÅjhhd YZa bVgZ, anche se i kZci^ provenienti da est rendono gli inverni freddi e con scarse precipitazioni. Nella zona appenninica il clima è Xdc" i^cZciVaZ e caratterizzato da piogge abbondanti.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La popolazione marchi-

giana è edXdcjbZgdhV e si concentra lungo le coste, dove si trovano le città principali e dove si sono sviluppate le vie di comunicazione e le attività economiche principali.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 58,1%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Data la conformazione del territorio, nella regione prevalgono le coltivazioni tipicamente collinari, comek^iZ e ja^kd.Vicino alla costa si coltivano dgiV\\^, [gjiiV e e^VciZ ^cYjhig^Va^: girasoli, soia e barbabietole da zucchero. L’VaaZkVbZcid più diffuso è quello dei hj^c^. Molto sviluppata è la eZhXV: le Marche sono al quarto posto in Italia per la quantità di pesce pescato e San Benedetto del Tronto è uno tra i più importanti centri pescherecci italiani. L’^cYjhig^V, di recente sviluppo, è formata da piccole e medie imprese, che spesso hanno avuto origine dalle antiche attività artigianali della regione. È diffusa la produzione di XVgiV (famosa quella di Fabriano), higjbZci^ bjh^XVa^ (sono prestigiose le fisarmoniche prodotte a Castelfidardo), VWW^\a^V" bZcid e XVaoVijgZ. Notevole sviluppo ha avuto negli ultimi anni anche il ijg^hbd WVacZVgZ (lungo il litorale adriatico), XjaijgVaZ (in città d’arte come Urbino) e gZa^\^dhd (presso il Santuario di Loreto).

39,3%

4,6%

2,6%

primario secondario

terziario

disoccupati

✔I_dj[j_ppWb[fh_dY_fWb_Wjj_l_j} [Yedec_Y^[Z[bb[CWhY^[" iejjeb_d[WdZe_dl[hZ[_fheZejj_ Z[bbÊW]h_YebjkhW[_dheiie_fheZejj_ _dZkijh_Wb_j_f_Y_$

Un itinerario… … naturalistico Le Grotte di Frasassi si trovano nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, nella provincia di Ancona. Ogni anno sono visitate da migliaia di turisti, affascinati dallo spettacolo offerto dal loro percorso sotterraneo, lungo 23 chilometri. All’interno delle grotte si possono ammirare laghetti e antri oltre a stalagmiti e stalattiti che raggiungono i 20 metri di altezza.

137

L’Umbria

Perugia (nella foto), abitata da Umbri, Etruschi e Romani, in epoca rinascimentale divenne un importante centro culturale. Oggi è sede della più grande università per stranieri del nostro paese.

a

Bocca Serriola p p 730 e n Città di n i n Castello

o

U

m b

rin

r

r

s

e

Chia

er

- M

v Te

a

a

a

Assisi

c

o a n g i h i r c

1570

1290

h

M. Subasio

Topin

e

Deruta

cio

M. Pennino

Lago PERUGIA Castiglione Trasimeno del Lago

o

71%

Foligno

Mon

ti S ibi ll

Ne

ra

i

ian

Ch

Capoluogo di regione

M

be

Gubbio

o

T o s c a n

A

Ti

29% 2 9% %

1049

al

Territorio

Bocca Trabaria

V

Jlg\iÔZ`\0.*+,ac( GfgfcXq`fe\0.-(/,-WX_jWdj_ ;\ej`k~0'&)WX_jWdj_f[hac(

G\il^`X

Province

L

re

Teve

F[hk]_W"J[hd_

M. Martano

Lago di Corbara

M o Orvieto nti Vo lsi ni

” GkWb_iede_YedÓd_Z[bbWh[]_ed[5 ” GkWb[YWj[dWcedjkeiWWjjhWl[hiW bWh[]_ed[5 ” GkWb[_cfehjWdj[Ókc[bWf[hYehh[5 ” 9^[YeiW\ehcW_bÓkc[L[b_de gkWdZei_][jjWd[bÓkc[D[hW5 ” GkWb„_bbW]ef_’[ij[ie5

138

ra

i

Spoleto

Terni Narni

Ne

z

, ,%''/,ACARTA

1094

V

i

Parco Naz. dei Monti 2476 Sibillini M. Vettore

Cascata delle Marmore

no e li

a

Todi

in

o

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA L’Umbria è l’unica regione

dell’Italia centrale a non essere bagnata dal mare. Il suo confine verso est è costituito dall’6eeZcc^cdjbWgd"bVg" X]^\^Vcd e dai Bdci^H^W^aa^c^. Il resto della regione è attraversato da nord a sud dal fiume Tevere ed è coperto di colline. Un altro fiume è il KZa^cd che, gettandosi nelle acque dal CZgV, forma la spettacolare 8VhXViVYZaaZBVgbdgZ. Nella regione si trova anche il lago più esteso dell’Italia centrale: il AV\dIgVh^bZcd, che ha la particolarità di essere poco profondo (le sue acque non superano i sei metri di profondità). Il clima è Xdci^cZciVaZ ed è caratterizzato da inverni freddi ed estati calde. Le precipitazioni sono abbastanza abbondanti.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO L’Umbria è una delle re-

I IMPAROASTUDIARE

gioni italiane con il b^cdgcjbZgdY^VW^iVci^. La popolazione si concentra nelle città di Perugia e di Terni e nei piccoli centri collinari: una buona parte degli abitanti vive, infatti, lungo le valli del Tevere e dei suoi affluenti.

✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 64,2%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

In Umbria l’agricoltura non è molto sviluppata a causa della natura del terreno; si coltivano ja^k^, [gjbZcid, iVWVXXd (di cui la regione è una della maggiori produttrici italiane), \^gVhda^ e WVgWVW^ZidaZYVojXX]Z" gd. Si raccolgono cdX^ e iVgij[dcZgd. L’allevamento più diffuso è quello dei hj^c^, soprattutto nella zona di Norcia, dove si producono salumi molto apprezzati. Il settore industriale comprende piccole e medie imprese di vario tipo: Va^bZciVg^, YZaa¼VW" W^\a^VbZcid, iZhh^a^ e YdaX^Vg^Z. Nella provincia di Terni ci sono grandi industrie di base: h^YZ" gjg\^X]Z, YZaa¼VXX^V^d, X]^b^X]Z e bZiVaajg\^X]Z. Molto fiorente è l’artigianato della XZgVb^XV dipinta a mano. È sviluppato il ijg^hbdgZa^\^dhd, per esempio ad Assisi e Cascia, e XjaijgVaZ nelle città d’arte e in occasione di grandi manifestazioni artistiche come Umbria Jazz e il Festival dei due mondi a Spoleto.

32,1%

3,7%

primario secondario

5,1%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” ?dKcXh_WY^[YeiWh[dZ[Z_\ÓYebjeie  beil_bkffeZ[bbÊW]h_YebjkhW5 ” GkWb_iede_fheZejj_f_’Yebj_lWj_5 ” GkWb_iedeb[_dZkijh_[f_’  _cfehjWdj_5 ” ?dgkWb_ped[„il_bkffWje_bjkh_ice5

Un itinerario… … religioso e artistico Numerosi turisti e pellegrini visitano la città di Assisi (nella foto), a cui sono legate la vita e la predicazione di San Francesco e di Santa Chiara. Tra le altre località dell’Umbria vi sono Orvieto, con il suo celebre Duomo, Spoleto e Gubbio, rinomate per la produzione di ceramiche dipinte a mano.

139

La Toscana

Toscana deriva dal nome dei primi abitanti della zona: i Tusci (Etruschi). Fu poi occupata dai Longobardi e dai Franchi, finché intorno al 1000 d.C. divenne un libero comune. Firenze, il capoluogo, raggiunse il suo splendore artistico e culturale nel periodo rinascimentale. p

A

Ga

T o s c o n a 1388 2165 na E m 903 Passo M. Cimone Passo Passo M dell’Abetone Se 932 della della Futa u g e l rch lo Porretta i

i

V

Siev

e

o

Cortona

Monteriggioni

A

Cecina

R

Siena

Larderello Colline

Montepulciano

T E

ne bro

R

M r

N

a

M. Amiata 1738

Grosseto

m

O

g

e

a

Piombino Om

R

Parco Nazionale Formiche o dell’Arcipelago di Grosseto Toscano Laguna Pianosa T o di Orbetello s c 635 a n Giglio M. Argentario Montecristo o m

L

a

z

a

140

l

e

” 9edgkWb_h[]_ed_YedÓdWbWJeiYWdW5 :WgkWb[cWh[„XW]dWjW5 ” GkWb_fWii_Yebb[]WdebWJeiYWdW WbbÊ;c_b_W#HecW]dW5 ” GkWb_h_b_[l_i_jhelWdeWdehZ#[ij GkWb_"_dl[Y["WikZ5 ” :el[i_jhelWdeb[Wh[[Yebb_dWh_5 ” GkWb_iede_cW]]_eh_Ókc_jeiYWd_5 :el[i\eY_Wde5 ” GkWb_iedeb[f_’_cfehjWdj__ieb[ Z[bbÊ7hY_f[bW]ejeiYWde5

Elba

ip

, ,%''/,ACARTA

r c

7h[ppe"<_h[dp["=heii[je" B_lehde"BkYYW"CWiiW#9WhhWhW" F_iW"F_ije_W"FhWje"I_[dW

Chianciano Terme

I

Capraia

A

Province

Arezzo

n

Metallifere

=`i\eq\

e Te v e r

o

rn

ia

ti

M

Gorgona

Capoluogo di regione

ti n

l da

Ch

Volterra

67%

S. Giovanni Valdarno

Va

a

S. Gimignano

M

o

M. Fumaiolo 1407

no Ar

FIRENZE

Els

Livorno

n

en

Pisa

a

1654 C

Empoli

i

as

8%

Arno Pontedera

l

M. Falterona

Fiesole

Viareggio

25%

i

c h e ar

Pistoia Prato Montecatini Lucca o

U m b r i a

a

n e il ia s ua er Ap

ri

Carrara

RL I G Massa UR E

ag

rf

lp

na

u

MA

E m i l i a - R o e n m a g n i n a n o

i o

ra

ag

M

g

Territorio

Li

Jlg\iÔZ`\0((//)ac( GfgfcXq`fe\0),).(''WX_jWdj_ ;\ej`k~0'+.WX_jWdj_f[hac(

Passo 1041 della Cisa A p Lu ni gi a

Giannutri

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

Le colline sono un elemento tipico del paesaggio toscano: le più conosciute sono quelle del 8]^Vci^ e le 8daa^cZBZiVaa^[ZgZ. La zona montuosa è costituita dall’6eeZcc^cd idhXd"Zb^a^Vcd, qui si trovano il BdciZ ;VaiZ" gdcV, da cui nasce il fiume 6gcd, e il BdciZ ;jbV^dad, da cui nasce il IZkZgZ. Le 6ae^VejVcZ non hanno cime molto elevate. La pianura si estende principalmente lungo il corso dei fiumi e sulla costa: la pianura più estesa è la BVgZbbV che si trova nella parte meridionale. Le XdhiZ sono per la maggior parte WVhhZ e hVWW^dhZ. Della regione fanno parte anche le isole dell’6gX^eZaV\d idhXVcd, la più grande delle quali è l’^hdaVY¼:aWV. Il clima è b^iZ sulle coste e Xdci^cZciVaZ nell’interno.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La popolazione toscana si

concentra nelle province di Firenze e di Prato, nel Valdarno e nella Versilia. Le egdk^cXZhZiiZcig^dcVa^ hanno, infatti, un’VaiV YZch^i| di popolazione, mentre quelle meridionali sono meno popolate, poiché in passato molti contadini si sono spostati verso il nord in cerca di lavoro. Oggi è in aumento l’^bb^\gV" o^dcZ di stranieri, in particolare di cittadini cinesi.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 66,8%

AT ATTIVITÀ TÀ ECONOMICHE CO O C

In Toscana il settore agricolo è poco sviluppato, ma in alcune zone si ha un’agricoltura fortemente specializzata; k^i^ e ja^k^ danno vino e olio pregiatissimi. In pianura si coltivano [gjbZcid, dgiV\\^ e \^gVhda^, dai cui semi si ricava l’olio. Si allevano hj^c^, XVkVaa^, dk^c^ e Wdk^c^. La Toscana è ricca di g^hdghZ b^cZgVg^Z (mercurio, salgemma, alabastro, ferro); è importante l’estrazione del bVgbd nella zona di Carrara. L’industria è basata su piccole e medie imprese e comprende diversi settori: Va^bZciVgZ, XVaoVijg^Z" gd, iZhh^aZ e [VgbVXZji^Xd. I numerosi laboratori artigianali del Xjd^d, del bdW^aZ, del bVgbd e dell’dgd producono oggetti di alta qualità. Nel settore terziario il ijg^hbd è l’attività più sviluppata: le X^ii|Y¼VgiZ come Firenze, Siena, Pisa e Arezzo e molti centri più piccoli come San Gimignano, Volterra e Montepulciano vengono visitati ogni anno da milioni di turisti. Sono importanti anche le adXVa^i|WVacZVg^ della Versilia e dell’Arcipelago toscano e le adXVa^i|iZgbVa^ come Montecatini e Chianciano Terme.

29,3% 3,9%

primario secondario

4,8%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” :_gkWb_h_iehi[c_d[hWh_[„h_YYW bWJeiYWdW5 ” GkWb_iede_i[jjeh_fheZkjj_l_ Z[bb[f_YYeb[[c[Z_[_cfh[i[5 ” GkWb_iedeb[fh_dY_fWb_beYWb_j} jkh_ij_Y^[Z[bbWh[]_ed[5:_l_Z_b[ \hWY_jj}ZÊWhj["beYWb_j}XWbd[Wh_ [beYWb_j}j[hcWb_"fe_Y[hYWb[ ikbbWYWhjW$

à La Galleria degli Uffizi a Firenze.

á Il famoso marmo bianco di Carrara si estrae nelle Alpi apuane.

141

Un itinerario… … storico-artistico Fi Firenze possiede i d un patrimonio artistico unico al mondo. Visse il suo momento di massimo splendore nel Rinascimento, quando fu governata dalla potente famiglia dei Medici. Fra i monumenti di maggior prestigio vi sono Palazzo Vecchio; la Galleria degli Uffizi, uno dei più importanti musei del mondo; il duomo di Santa Maria del Fiore, con il campanile disegnato da Giotto; il Ponte Vecchio (nella foto in alto), con le caratteristiche botteghe degli orafi. Dal 1865 al 1871 la città fu capitale d’Italia, prima che questa fosse spostata definitivamente a Roma. A Pisa è possibile visitare piazza dei Miracoli con la celebre torre pendente (nella foto a destra).

… folcloristico In Toscana attraggono i turisti numerose manifestazioni tradizionali. Siena (nella foto a sinistra) è conosciuta in tutto il mondo per il suo Palio, una competizione fra le antiche contrade della città. Ad Arezzo la Giostra del Saracino rievoca le crociate ed è preceduta da un corteo storico (foto a lato). A Viareggio migliaia di persone intervengono ogni anno alla sfilata di carri allegorici che si svolge in occasione del Carnevale.

142

Il Lazio

Lazio deriva dal popolo dei Latini, antichi abitanti della regione e antenati dei Romani. Roma, la storica città capitale d’Italia dal 1870, è oggi la metropoli più popolosa del nostro paese.

U

Lago di Bolsena Farnese Bolsena Ischia di Castro

M on t i C im i ni

re

ni ti Sabati Mon Lago di

Tarquinia Civitavecchia

An

ien

e

r

om o

Fiumicino

an

R

Monti

Tivoli

CITTÀ DEL VATICANO

ROMA

I

Ag

R

R E

ro

M. Viglio

C i Fiuggi oc ia ria Mo nti Le pin i

Colli Albani

Ostia

T

2156 Mo nti

Ern

N

nti

Montecassino

Cassino

Lir

no

L. di Sabaudia

O

ici

Monti Au run i ci Parco Naz. M. Petrella 1535 del Circeo Sabaudia

po

20%

Parco Naz. d’Abruzzo M. Petroso 2247 2241 La Meta

Frosinone Abbazia di

Latina

Anzio

26%

A b r u z z Sim bru o in

o

i

M A

ro

Tu r

an

Bracciano Bracciano Cerveteri Ag

Territorio

ve

Lago di Vico

541 M. Circeo

Molise

Viterbo m m Vulci a

Jlg\iÔZ`\0'-(),ac( GfgfcXq`fe\0+*/))&.WX_jWdj_ ;\ej`k~0)*+WX_jWdj_f[hac(

Gaeta Golfo di Gaeta

ia

Mare

m b

pa n

ti Volsini

Ve lin o

M on

m

To

a an

e

M

sc

March

Monti d ella La a 2455 g a i r M. Gorzano Parco Naz. M. Terminillo del Gran Sasso o n 2213 e Monti della Laga ti Re Rieti at in M i on Te ti Sal Sa to bin i

Ca

nziane le Po Iso Zannone Palmarola Ponza

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA Il Lazio presenta diversi

tipi di paesaggio: all’interno si trova l’Appennino con i Bdci^ GZVi^c^, HVW^c^, H^bWgj^c^ ed :gc^X^; verso la costa s’incontrano le colline e alcuni rilievi di origine vulcanica, come i Bdc" i^ Kdah^c^, 8^b^c^, HVWVi^c^ e i 8daa^ 6aWVc^; lungo la costa si estende la pianura che comprende la BVgZbbVaVo^VaZ, l’6\gd gdbVcd e l’6\gdedci^cd. I fiumi della regione sono numerosi, il più importante è il IZ" kZgZ. Nel Lazio ci sono molti laghi di origine vulcanica, come quelli di 7dahZcV e di 7gVXX^Vcd. La XdhiV, in prevalenza WVhhV e hVWW^dhV, è interrotta da due promontori: quello del 8^gXZd e quello di <VZiV. Del Lazio fanno parte anche le >hdaZ Edco^VcZ. Grazie all’influsso del mare il clima è iZbeZgVid sulla costa, mentre è più g^\^Yd e e^dkdhd sui rilievi interni.

54%

Capoluogo di regione IfdX

Province <hei_ded["BWj_dW"H_[j_"HecW" L_j[hXe

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_h[]_ed_YedÓdW_bBWp_e5  :WgkWb[cWh[„XW]dWje5 ” GkWb_h_b_[l_cedjkei_eYYkfWdebW   h[]_ed[5:el[iedebeYWb_ppWj_5 ” GkWdjWfWhj[Z[bj[hh_jeh_e„  eYYkfWjWZWbbWf_WdkhW5 ” GkWb[eh_]_d[^Wdde_bW]^_Z_\ehcW Y_hYebWh[Y^[i_jhelWded[bBWp_e5 9[hYWb_ikbbÊ7jbWdj[[iYh_l__behe dec_ikbgkWZ[hde$

143

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO Il Lazio è jcVYZaaZgZ\^dc^

^iVa^VcZe^‘ededadhZ. Più della metà dei suoi abitanti, però, vive nella provincia di Roma. Intorno alla città di Roma si concentrano le industrie e il settore terziario è molto sviluppato per la presenza del Parlamento, dei ministeri, delle ambasciate e di numerosi enti politici, sindacali ed economici; sono numerose le sedi centrali di banche e assicurazioni.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 78,3%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’agricoltura è praticata soprattutto nelle pianure costiere, dove si coltivano XZgZVa^, dgiV\\^ e [gjiiV, e nelle zone collinari, dove si coltiva lak^iZ, dalle cui uve si ricavano ottimi vini. Nella regione è diffuso l’allevamento di dk^c^ e di Wj[VaZ: dal loro latte si ricavano il famoso formaggio eZXdg^cd e le gustose bdooVgZaaZ. Esistono industrie di vario tipo: Va^bZciVg^, [VgbVXZji^X]Z, bZXXVc^X]Z, bZiVabZXXVc^X]Z ed ZaZiigdc^X]Z. Roma presenta un settore iZgo^Vg^d molto fiorente, legato sia al suo ruolo di capitale sia al suo aspetto di città turistica. Nella capitale, inoltre, si trovano gli studi della GV^ e quelli di 8^cZX^ii|, dove vengono prodotti numerosi film.

19,3% 2,4%

primario secondario

7,5%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_WbbWZecWdZW$ ” HecW„bWY_jj}iWdjWZ[bbWYh_ij_Wd_j} I[YedZej["gk[ijeYec[_dÔk[dpW bÊ[Yedec_WZ[bbWh[]_ed[5 ✔If_[]Wf[hY^ƒ_bi[jjeh[j[hp_Wh_e _cf_[]WkdWf[hY[djkWb[YeiˆWbjWZ_ Y_jjWZ_d_$

á L’ingresso degli studi cinematografici di Cinecittà a Roma.

144

Ö Turisti in visita alla capitale davanti al Foro di Traiano (in alto a sinistra) e di fronte al Colosseo (a fianco).

Un iti U itinerario… i … archeologico R Roma è una delle d ll città i à più ricche di storia al mondo, tanto da meritare l’appellativo di «Città eterna». Ogni anno è visitata da milioni di turisti, attratti dalle testimonianze di tanti secoli di storia. Ammirando lo splendido panorama di Roma dal colle del Gianicolo si può avere un’idea della città, con le rovine, i palazzi, le chiese e le numerose piazze con le caratteristiche fontane (nella foto in alto, la Fontana dei fiumi in piazza Navona). Roma è anche una metropoli moderna; celebri sono l’Auditorium, gli impianti sportivi, i teatri e le manifestazioni d’ogni genere. Gli itinerari archeologici del Lazio etrusco comprendono le necropoli di Cerveteri (foto a destra), di Vulci e di Tarquinia. Gli Etruschi dedicarono molte attenzioni al culto dei morti: le necropoli dell’alto Lazio ne sono una testimonianza importante, veri e propri tesori da scoprire.

… naturalistico

… religioso e artistico All’interno di Roma si trova il più piccolo stato indipendente del mondo: Città del Vaticano, sede del papato e centro della cristianità. La sua superficie è inferiore a mezzo chilometro quadrato e i suoi abitanti sono circa un migliaio. All’interno del Vaticano si trova la bellissima Piazza San Pietro, meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Il Parco Nazionale del Circeo è ricco di ambienti diversi: la selva del Circeo, quattro laghi costieri, alcune paludi e isole. Nelle Isole Ponziane flora e fauna sono molto varie.

145

L’Abruzzo

Anticamente la regione si chiamava Samnium, perché era abitata dai Sanniti; nel Medioevo fu denominata Aprutium, da cui il nome attuale. Il simbolo del capoluogo, L’Aquila, è la Fontana delle 99 cannelle (nella foto). La leggenda narra che questa città sia stata fondata da Federico II che riunì i 99 territori in cui era divisa la zona.

r

a

h e

nto Tro

A

M

c

M

Jlg\iÔZ`\0'&-,)ac( GfgfcXq`fe\0')&/-/-WX_jWdj_ ;\ej`k~0'((WX_jWdj_f[hac(

R

Monti della Laga Giulianova M. Gorzano o in 2455 Teramo Tord Parco Nazionale no Atri Montesilvano del Gran Sasso Voma L. di Pescara A T Campotosto e Monti della Laga IC 2912 Gran S asso Corno Grande d’ I Traforo del talia Ortona Gran Sasso

A

D

R

L

Territorio

I

o

n

no

Pe

M. Sirente M. Velino i n 2349 La Maiella 2487 Atessa o 2795 Parco A M. Amaro Nazionale b r della Maiella Sulmona u M o n t i S i mAvezzano Piana z brui Monti de ni a z i Fr e r del Fucino en s s ta ro i c e g n Roccaraso a Parco S Nazionale M o n t i d ella M d’Abruzzo eta s La Meta l i 2241

Vasto

n

an

i

e

Liri

Province

e

r

M

CË8hl`cX

p

a sc

no

i

Capoluogo di regione

p

Ate r

Trig

z

35%

Chieti

L’AQUILA A

O

a

a

65%

9^_[j_"BÊ7gk_bW"F[iYWhW"J[hWce

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_iede_YedÓd_Z[bbÊ7Xhkppe5 ” GkWb[WcX_[dj[fh[lWb[d[bbW   h[]_ed[5 ” GkWb[fWhj[Z[bj[hh_jeh_e„   eYYkfWjWZW_h_b_[l_5 ” GkWb_iedeb[Y_c[f_’[b[lWj[5 ” GkWb„bWfhel_dY_Wf_’cedjkeiW5 ” :elʄi_jkWjWbWijh[jjW\WiY_W   f_Wd[]]_Wdj[5 ” GkWb_Ókc_i[]kede_YedÓd_WdehZ  [WikZZ[bbWh[]_ed[5

146

M

o

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA L’Abruzzo è una regione pre-

valentemente montuosa e vi si trovano le cime più alte di tutta la catena degli Appennini: il massiccio del <gVcHVhhd, con il 8dgcd <gVcYZ, e quello della BV^ZaaV, con il BdciZ6bVgd. Il paesaggio nelle zone interne è aspro e brullo. Nei terreni argillosi e friabili le acque piovane hanno scavato solchi lunghi e stretti (detti XVaVcX]^). Proseguendo verso la costa, il territorio è collinare; sono pianeggianti la E^VcVYZa;jX^cd, nella quale si trovava un grande lago che è stato prosciugato per ricavare aree coltivabili, e la zona costiera. I fiumi sono brevi e a carattere torrentizio. Le XdhiZ sono generalmente WVhhZ e hVWW^dhZ. Il clima della regione è influenzato dalla presenza del mare e delle montagne, per questo è b^iZ sulla costa eXdci^cZciVaZ nell’interno, dove sono frequenti le nevicate.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO A causa soprattutto della

sua conformazione fisica, l’Abruzzo è jcVYZaaZgZ\^dc^bZcd ededaViZY¼>iVa^V. La popolazione si concentra nelle zone costiere e nell’area compresa tra Pescara e Chieti.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’agricoltura è una risorsa tradizionale della regione, produce: eViViZ, [gjiiV e dgiV\\^. Caratteristiche dell’Abruzzo sono le colture di oV[[ZgVcd (dal cui fiore si ricava una pregiata spezia di colore giallo) e di a^fj^g^o^V. Importantissimo fino ad alcuni decenni fa è stato l’allevamento di dk^c^ praticato con il metodo della igVc" hjbVcoV. Oggi l’allevamento ovino è diventato stanziale e a esso si è aggiunto quello dei Wdk^c^. Anche la eZhXV è abbastanza sviluppata. L’attività industriale si è ampliata di recente soprattutto a Pescara, Chieti e Avezzano, con ^cYjhig^ZVa^bZciVg^, X]^b^X]Z e bZiVabZXXV" c^X]Z (a Sulmona vi è uno stabilimento della ;^Vi). Il ijg^hbd ha avuto un incremento, soprattutto nelle località balneari e nei parchi nazionali; si sta sviluppando anche quello invernale.

66,5%

29,9% 6,6%

3,6%

primario secondario

terziario

disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” GkWb_iede_fheZejj_f_’_cfehjWdj_  Z[bbÊW]h_YebjkhWWXhkpp[i[5 ” GkWb_Wd_cWb_l[d]edeWbb[lWj_5 ” J_h_YehZ__dY^[YeiWYedi_ij[ _bc[jeZeZ[bbWjhWdikcWdpW5 ” ?dgkWb_Y_jj}iedei_jkWj[b[ _dZkijh_[5GkWb_iedeb[f_’ _cfehjWdj_5

Un itinerario… … naturalistico Il Parco Nazionale d’Abruzzo occupa una vasta area montuosa in cui è ancora possibile trovare piante e animali che un tempo erano comuni nelle zone appenniniche. La vegetazione del parco è ricca di faggi secolari. Tra i fitti boschi si trova una particolare varietà di pino nero. Nel parco vivono il camoscio d’Abruzzo, il lupo appenninico, la lontra, il gatto selvatico e l’orso bruno marsicano, che, insieme all’aquila reale, sono le principali attrattive.

147

Il Molise

La regione fu occupata dai Romani, poi dai Longobardi, dai Franchi, e, infine, dai Normanni. Fu in questo periodo che venne chiamata Molise, poiché tra i feudi in cui era divisa prevalse quello dei conti De Molinis. Campobasso (nella foto) è divisa tra una parte medievale, arroccata su un colle, e una moderna, ai piedi del colle. MA

z

a

M. Mauro

La Meta

Venafro

A

p

p

en

A p p e n n i

n

C

9WcfeXWiie"?i[hd_W

, ,%''/,ACARTA ” 9edgkWb_h[]_ed_YedÓdW_bCeb_i[5 ” Dej_iec_]b_Wdp[Ói_Y^[Yed   bÊ7Xhkppe5 ” GkWb[YWj[dWcedjkeiWeYYkfW_b  j[hh_jeh_e5 ” GkWb_iede_Ókc_fh_dY_fWb_5 ” 9ec[i_fh[i[djWdeb[Yeij[5 ” ?bYb_cW„i_c_b[_djkjjWbWh[]_ed[5 ” :el[i_jhelWdeb[cW]]_eh_Y_jj}5

148

rno

r Fo

e Bif

Frosolone ni no

o

Province

Isernia

Vo l t u r n

:XdgfYXjjf

Scapoli

2241

i o a z

Capoluogo di regione

L

45%

Trivento

o

CAMPOBASSO

Sa n n i ta

m

p

re

to

Lago di Occhito

Riccia

C a m p a n o

a

l

Larino

u

Bocca di Forlì

i

Lago di Guardialfiera

1042

M. Capraro 891

O

Guglionesi

o gr an Capracotta Agnone 1730

TIC

P

S

55% %

RIA

Termoli

g

u

A b r

AD

g Tri

z

Territorio

R

no

o

Jlg\iÔZ`\0**).ac( GfgfcXq`fe\0)(&&-*WX_jWdj_ ;\ej`k~0-(WX_jWdj_f[hac(

a

n

i

a

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA Il Molise è, dopo laValle d’Ao-

sta, la regione più piccola d’Italia, ma ha un primato, quello di essere la regione più «giovane» del nostro paese: è stata istituita, infatti, solo nel 1963 (in precedenza era unita all’Abruzzo). Si affaccia per un breve tratto sul BVg6Yg^Vi^Xd e il suo territorio è interamente occupato dai monti dell’6eeZcc^cdhVcc^iV e da una zona collinare. La stretta fascia costiera è l’unica area pianeggiante. IÄjb^ che attraversano la regione hanno carattere torrentizio, con piene in primavera e greti asciutti in estate. Le XdhiZ sono WVhhZ e hVWW^dhZ, escluso il tratto in cui si trova il promontorio di Termoli. Il clima è jb^Yd e [gZYYdnell’interno e sui rilievi, mentre è di tipo bZY^iZggVcZd, con inverni miti ed estati calde, sulla costa.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO Il Molise è un’altra delle

regioni italiane poco popolate. Questo è dovuto alla conformazione prevalentemente montuosa del suo territorio e anche al fatto che non vi sono vie di comunicazione molto efficienti. Lo scarso sviluppo economico, inoltre, ha causato, soprattutto in passato, una forte Zb^\gVo^dcZ.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 63,3%

30,3%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Il territorio montuoso e poco fertile rende l’agricoltura limitata: si coltivano eViViZ e XZgZVa^. Nella fascia pianeggiante, negli ultimi anni, sono sorte moderne aziende che coltivano piante industriali come il \^gV" hdaZ e la WVgWVW^ZidaVYVojXX]Zgd. È abbastanza diffuso l’allevamento di dk^c^, che in passato era una grande fonte di sostentamento. Un formaggio tipico è la g^XdiiV. Le industrie si sono sviluppate solo recentemente. Lo stabilimento più importante è quello della ;^Vi a Termoli. Altre imprese piccole e medie operano soprattutto nei settori iZhh^" aZ e dell’VWW^\a^VbZcid. In questi ultimi anni si stanno sviluppando anche il ijg^hbd^ckZgcVaZ sulle montagne e quello WVacZVgZ sulle coste.

6,4%

primario secondario

9,9%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” ?dgkWb[i[jjeh[„eYYkfWjW bWcW]]_ehfWhj[Z[bbWfefebWp_ed[5 ” GkWb_iedeb[_dZkijh_[ f_’_cfehjWdj_5:el[i_jhelWde5 ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ije_cej_l_f[hYk_ bÊW]h_YebjkhWZ[bCeb_i[ded„cebje h[ZZ_j_p_W$

Un itinerario… … turistico particolare Agnone, in provincia di Isernia, è famosa per la produzione di campane: una tradizione che risale al Medioevo quando i Veneziani insegnarono agli abitanti del posto la lavorazione dei metalli. A Scapoli esistono ancora oggi artigiani che fabbricano le zampogne, antichi strumenti musicali usati dai pastori. Numerosi esemplari si trovano nel Museo della zampogna che si trova in città.

149

+)3+6%*-%

?f`dgXiXkfX%%% 'SRJVSRXEVI

?dXWi[WgkWdje^W_ijkZ_Wje[YedbĂ&#x160;W_kjeZ[_Z_i[]d_"iYh_l_ikbgkWZ[hde

b[Wjj_l_j}[Yedec_Y^[Z_e]d_h[]_ed[Z[bbĂ&#x160;?jWb_WY[djhWb["fe_Yed\hedjWb[\hWbehe$

150

Marche

Umbria

Toscana

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Lazio

Abruzzo

Molise

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Laa Campania L

Napoli fu fondata dai Greci che la chiamarono Neapolis, «città nuova». Nel XIV secolo divenne la capitale del regno dell’Italia meridionale. Il Maschio Angioino (nella foto) è il simbolo della città. M o l i s e

o

Avellino

n I r p i

a

Salerno

C

di D

o

T

IR

R E N O

i

z iano

L a

Palinuro

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

15%

51%

Sala

Consilina del Cilento e i l e n t o Vallo di Diano 1705 M. Sacro ian

Paestum

1742 M. Alburno Parco Naz.

34%

t a

Piana del Sele

Territorio

llo Va

Golfo di Salerno

e

Eboli

A

R

700 Sella di o Conza

n

Ercolano Procida Golfo di Pompei Ischia Amalfi Napoli rc Sorrento ip Positano el ag Capri oC am pan M o

A

a

Ofa

a i c i l B a s

p

Parco Naz. Vesuvio del 1281 Vesuvio

i

o

n

nt

i

a

rigl

n

m

Pomigliano pi Flegre i d’Arco Cam

NAPOLI

n

Benevento Caserta

Jlg\iÔZ`\0')+/&ac( GfgfcXq`fe\0+-/&'.-WX_jWdj_ ;\ej`k~0*(,WX_jWdj_f[hac(

g i

Ga

e

a

l

o

C

Vo

no tur

p

l

Pianura Capua campana

u

io nn

urn

P a

Teano

Vo l t

es e A p

S

2050 M. Miletto M a t

Sel

o

Capoluogo di regione EXgfc`

Province Golfo di Policastro

La Campania si affaccia sul BVgI^ggZcd. La zona più interna è occupata dall’6eeZcc^" cdXVbeVcd, costituito da rilievi aridi e brulli, soggetti a frane e a fenomeni sismici. Procedendo verso la costa s’incontrano una fascia collinare e la zona pianeggiante. I principali fiumi sono il Kdaijgcd, il HZaZ e il <Vg^\a^Vcd. Nelle vicinanze di Napoli sorge il KZhjk^d, un grande vulcano ancora attivo che ha reso fertile la pianura circostante. Anche nella zona dei 8Vbe^;aZ\gZ^ si riscontrano fenomeni di origine vulcanica, con crateri che sprigionano getti di vapore, chiamati [jbVgdaZ. Le XdhiZ sono in gran parte VaiZ e [gVhiV\a^ViZ, interrotte da ampi golfi; il tratto costiero che va da Sorrento a Salerno è conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza e prende il nome di 8dhi^ZgV VbVaÄiVcV. Della regione fanno parte anche le isole dell’6gX^eZaV\dXVbeVcd. Il clima è bZY^iZggVcZd: mite in inverno e caldo in estate.

7l[bb_de"8[d[l[dje"9Wi[hjW" DWfeb_"IWb[hde

, ,%''/,ACARTA ” GkWb„_bfW[iW]]_edWjkhWb[fh[lWb[dj[5 ” GkWb_YWj[d[cedjkei[iedefh[i[dj_5 ” GkWb_iedeb[l[jj[f_’[b[lWj[5 ” 9_iedelkbYWd_5 ” IkgkWb[cWh[i_W\\WYY_WbWh[]_ed[5 ” GkWb_iede_]ebÓf_’_cfehjWdj_5 ” GkWb_iede_Ókc_fh_dY_fWb_5 ” GkWb__ieb[\ehcWdebÊ7hY_f[bW]e YWcfWde5

151

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Campania è al secondo

posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di abitanti, ma ha aVe^‘VaiVYZch^i|Y^ededaVo^dcZ. Gli abitanti, però, non sono distribuiti uniformemente nella regione; infatti, un quinto di tutta la popolazione vive nella città di Napoli e nella sua provincia. La Campania presenta due aspetti contrastanti: da un lato è una regione ricca di risorse, dall’altro ha un’alta percentuale di Y^hdXXjeVi^.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_1fe_h_ifedZ_ Wbb[ZecWdZ[$ 70,8%

24,4%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Grazie al clima mite l’agricoltura è molto sviluppata nella zona costiera e nelle fertili pianure si coltivano XZgZVa^, dgiV\\^ (soprattutto edbdYdg^ della qualità San Marzano) e [gjiiV. Nelle zone collinari, invece, si coltivano V\gjb^, k^i^ e ja^k^. Molti sono i boschi, da cui si ricavano cdX^e cdXX^daZ. Le ^cYjhig^ZVa^bZciVg^ sono molto sviluppate e producono pasta, conserve, olio e vino. I caseifici ricevono molto latte dagli allevamenti di Wj[VaZ, con il quale producono un’apprezzata bdooVgZaaV. Negli ultimi anni, nelle zone di Napoli, Caserta e Salerno si sono sviluppate ^cYj" hig^Z h^YZgjg\^X]Z e bZXXVc^X]Z. L’Vgi^\^V" cVid è molto fiorente: un prodotto esemplare sono le meravigliose edgXZaaVcZ di Capodimonte. Importantissimo è il ijg^hbd: la Campania è ricca di bellezze naturali, adXVa^i| WVacZVg^ (Ischia, Capri e sulla Costiera amalfitana), X^ii|Y¼VgiZ (Napoli e Caserta) e h^i^VgX]Z" dad\^X^ (Ercolano, Pompei e Paestum).

12,8% 4,8%

primario secondario

terziario disoccupati

” ?dgkWb[i[jjeh[„eYYkfWjW bWcW]]_ehfWhj[Z[bbWfefebWp_ed[5 ” BW9WcfWd_W^W_bfh_cWjedWp_edWb[ d[bbWfheZkp_ed[ehje\hkjj_YebW0Zelʄ il_bkffWjWbÊW]h_YebjkhW5F[hY^ƒ5 ” GkWb_iedeb[fh_dY_fWb__dZkijh_[ [gkWb__fheZejj__dZkijh_Wb_f_’ _cfehjWdj_5 ” ?dgkWb_ped[„il_bkffWje_bjkh_ice5

á A Capodimonte si producono raffinate porcellane, note in tutto il mondo.

152

Ö La Reggia di Caserta è una splendida residenza realizzata nel Settecento e circondata da un vasto parco ricco di vasche e fontane.

Un itinerario… … storico-artistico N Napoli li è situata i alle ll pendici del Vesuvio, al centro di un bellissimo golfo. È conosciuta in tutto il mondo per la sua splendida posizione geografica, i suoi monumenti, i tesori d’arte e il carattere aperto dei suoi abitanti. Pompei ed Ercolano furono sepolte, quasi intatte, sotto metri di ceneri e detriti vulcanici dopo la violenta eruzione del Vesuvio, avvenuta il 24 agosto del 79 d.C. Grazie agli scavi archeologici che le hanno riportate alla luce, oggi le due città sono visitate da migliaia di turisti italiani e stranieri. Esperti ricercatori, con calchi di gesso, hanno addirittura ricostruito le persone e gli animali rimasti imprigionati tra le ceneri quasi 2000 anni fa. Nella foto puoi vedere i resti del tempio di Giove, a Pompei.

… turistico L’Arcipelago campano è formato da tre isole, rinomate in tutto il mondo per la loro bellezza: Ischia, Capri e Procida. Ischia è famosa per le sorgenti termali di acqua calda che sgorgano nelle sue spiagge e in mare. Nella foto a destra puoi vedere il cosiddetto isolotto di Ischia Porto, su cui sorge il Castello Aragonese.

153

La Basilicata

Anticamente chiamata Lucania dal nome dei primi abitanti, fu poi denominata dai Bizantini Basilicata, da basilikòs, «governatore». Potenza (nella foto) è una città con origini molto antiche che fu conquistata dai Romani nel II secolo a.C. Oggi sorprende per i palazzi moderni, allineati su terrazzi digradanti dal colle sui cui è sorta. Ofanto

Jlg\iÔZ`\0///+ac( GfgfcXq`fe\0+/')).WX_jWdj_ ;\ej`k~0+/WX_jWdj_f[hac(

P

Melfi 1326

l

i

a

A p

Territorio

g

Venosa

M. Vulture

Pescopagano

u

Brada no

Gr

Matera

a

in

av

Pla

POTENZA

Tricarico

n

tano

e

47%

p

1407 M. S. Croce

n

i n

CWj[hW"Fej[dpW

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_iede_YedÓd_Z[bbW8Wi_b_YWjW5 ” :WgkWb_cWh_„XW]dWjW5 ” GkWb_h_b_[l_cedjkei_eYYkfWde  bWh[]_ed[5:el[iedebeYWb_ppWj_5  GkWb_iedeb[l[jj[f_’[b[lWj[5 ” GkWb„bÊkd_YWpedWf_Wd[]]_Wdj[5 ” GkWb_iede_Ókc_fh_dY_fWb_5 ” ?bj[hh_jeh_e„WZWjjeWbbÊW]h_YebjkhW5  F[hY^ƒ5

154

MA

R TI RRENO

i

Parco Naz. del Pollino 2248

to

Sinn

en

Lauria Golfo Maratea di Policastro

o

M. Sirino 2005

Sa

rm

o nt

MAR ION IO

a

Pian

c

n

Agri

Lago di Pietra del Pertusillo

a d i

u

a

a

Metapontum

Metaponto

Me

L

p i

Gfk\eqX

Province

o

Cavo Pisticci ne

M. Volturino 1835

ent

po

o

m

Capoluogo di regione

B

n

a

45%

as

Laurenzana

ta

C

8%

Eraclea

M. Pollino

C a l a b r i a

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA La Basilicata è la regione più

piccola dell’Italia meridionale. È bagnata dal BVg >dc^d e dal BVgI^ggZcd. Il suo territorio è prevalentemente montuoso e collinare. Le montagne sono costituite dall’6eeZcc^cdajXVcd, la cui cima più elevata è il BdciZEdaa^cd. Le colline, formate da terreno argilloso, sono soggette a frane e occupano la parte orientale della regione. La pianura più estesa è la E^VcV Y^ BZiVedcid. I fiumi, tutti a carattere torrentizio, scendono dall’Appennino verso la costa ionica, bassa e sabbiosa. La breve XdhiV del litorale tirrenico, che si affaccia sul <da[dY^Eda^XVhigd, è invece VaiV e hXdhXZhV. Il clima è vario: nelle zone interne è Xdci^cZciVaZ, con inverni molto freddi caratterizzati da frequenti nevicate; sulle coste è di tipo bZY^iZggVcZd, con estati rese spesso afose dal forte vento di scirocco che soffia dall’Africa.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO Dopo la Valle d’Aosta, la

Basilicata è la regione italiana con la b^cdgZYZch^i|Y^ed" edaVo^dcZ. Questo è dovuto al fatto che nei secoli scorsi ha avuto un grande ZhdYdb^\gVidg^d a causa della mancanza di lavoro. In passato il terreno arido e montuoso e la mancanza di strade e ferrovie hanno reso questa regione povera e isolata.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 62,4%

28,4%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’agricoltura è poco sviluppata; viene praticata soprattutto nella Piana di Metaponto, dove si coltivano dgiV\\^, [gjiiV e piante industriali, come iVWVXXd, \^gVhda^ e WVgWVW^ZidaZ YV ojXX]Zgd. Nell’interno della regione si coltivano \gVcd, dgod e VkZcV. L’allevamento di dk^c^ e XVeg^c^ è praticato nella zona appenninica e in quella collinare. Nella regione si è sviluppato recentemente il settore industriale. Le nuove industrie sono sorte dopo la scoperta di giacimenti di \VhcVijgVaZ, nella valle del Basento, e di eZ" igda^d, nella valle dell’Agri. A Melfi si trova uno stabilimento automobilistico della ;^Vi# Il ijg^hbd si sta sviluppando soprattutto sulla costa e verso la città di Matera.

Un itinerario…

9,2%

primario secondario

10,4%

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” :el[l_[d[fhWj_YWjWbÊW]h_YebjkhW5 ” F[hY^ƒf[Yeh[[YWfh[iede]b_  Wd_cWb_f_’Z_\\ki_5 ” GkWb_iedeijWj[b[h[Y[dj_iYef[hj[  Y^[^WddeZWjekd\ehj[_cfkbieWb  i[jjeh[_dZkijh_Wb[5 ” :el[iedeil_bkffWj[b[_dZkijh_[5

… archeologico

I Sassi di Matera (nella foto) sono dimore antichissime scavate nel tufo calcareo, abitate fin dal periodo Neolitico. Dal 1995 sono state dichiarate «Patrimonio dell’Umanità» dall’Unesco, un’organizzazione internazionale che ha fra i suoi obiettivi quello di proteggere i più bei luoghi del mondo. Oggi i Sassi costituiscono una grande attrattiva turistica.

155

La Puglia

Gli Apuli erano gli antichi abitanti della regione. Da loro derivò il nome Apulia, trasformato poi in Puglia. Bari (nella foto), già importante sotto i Greci, i Romani e i Bizantini, è oggi un notevole centro commerciale e industriale, grazie anche alla presenza di un porto molto attivo. i

Riserva Nat. Marina delle Isole Tremiti t i

Isole

tor e

l i s e

Fo r

o M

a

m

Capoluogo di regione 9Xi`

p

a

i

n

n

o

un

i

e

r

elle rap Ca Cerignola

ia

S a Ofanto n n i t a

i a

Margherita e di Savoia

M

A R

Bisceglie Canosa di Puglia

A

Barletta Trani Andria L

Molfetta

D

R

BARI

I A

Bitonto

T

I C

Monopoli

e

Gioia del B a M Colle s i Gravina in u r l i Puglia g Altamura c a t a

Putignano e

O

Grotte di Castellana

Brindisi

Alberobello Ostuni

Penisola Salentina

Piana di Metaponto

Bra

dan o

Golfo di Taranto

Taranto

M A R

S

a

Lecce l

e

Otranto

n

I O N I O

t

Gallipoli

o

tranto

8Wh_"8Whb[jjW#7dZh_W#JhWd_" 8h_dZ_i_"<e]]_W"B[YY["JWhWdje

n

rvaro a Ce

l

le d’O Cana

Province

o

ll

Foggia

Vieste

Manfredonia Golfo di Manfredonia

v

C

53%

e lon Ce

e n i d e nt Mo p p A

45%

M. Calvo

a

L. di Occhito

2%

T

Territorio

L. di L. di o Varano Lesina a n G a r g Ca Parco Naz. nd el 1055 del Gargano o ar

Jlg\iÔZ`\0'/)+.ac( GfgfcXq`fe\0*&,/.,/WX_jWdj_ ;\ej`k~0('&WX_jWdj_f[hac(

m

Tr e

Leuca Capo Santa Maria di Leuca

, ,%''/,ACARTA ” 9ec[fke_Z[Ód_h[bW\ehcWZ[bbW  Fk]b_W5 ” IkgkWb_cWh_i_W\\WYY_WbWh[]_ed[5 ” 9ec[i_fh[i[djWdeb[Yeij[5 ” GkWb[WcX_[dj[fh[lWb[5 ” :el[i_jhelWdeb[ped[Yebb_dWh_5 ” GkWb_iede_fhecedjeh_"b[_ieb[[  _fehj_f_’_cfehjWdj_5 ” GkWb[]hWdZ[Wbjef_Wdei_[ij[dZ[  WbY[djheZ[bbWh[]_ed[5 

156

TERRIT TERRI TORIO ORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA

Oltre la metà del territorio pugliese è formato da pianure: a nord il IVkda^ZgZ, la più vasta pianura dell’Italia peninsulare; a sud il HVaZcid, una sottile penisola tra il BVg6Yg^Vi^Xd e il BVg>dc^d, che forma il «tacco» dello stivale. I rilievi più importanti sono il promontorio del <Vg\Vcd, i Bdci^YZaaV9Vjc^V e l’altopiano de AZBjg\Z. La Puglia è povera di corsi d’acqua: i più importanti sono il ;dgidgZ e l’D[Vcid. Sul Gargano troviamo i laghi costieri di AZh^cV e KVgVcd. Le XdhiZ, per lo più WVhhZ e hVWW^dhZ, si aprono in due ampi golfi, di BVc[gZYdc^V e di IVgVcid. Di fronte al promontorio del Gargano si trova il piccolo arcipelago delle >hdaZIgZb^i^. Il clima è tipicamente bZY^iZggVcZd, con inverni miti ed estati calde e secche.

+)3+6%*-%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La YZch^i| media della

popolazione in Puglia è abbastanza ZaZkViV. Gli abitanti si concentrano soprattutto nelle cittĂ  costiere e nei grandi centri agricoli dellâ&#x20AC;&#x2122;interno.

I IMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_[ gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$

ATTIVITĂ&#x20AC; Ă&#x20AC; ECONOMICHE CO O C E

PoichĂŠ la Puglia è caratterizzata da piogge poco frequenti, che provocano lunghi periodi di siccitĂ , è stato costruito, allâ&#x20AC;&#x2122;inizio del secolo scorso, lâ&#x20AC;&#x2122;6XfjZYdiid ej\a^ZhZ. Esso preleva le acque dal ďŹ ume HZaZ, in Campania, e le distribuisce in tutta la regione. Grazie allâ&#x20AC;&#x2122;Acquedotto, oggi lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura è molto sviluppata. Si coltivano [gjbZcid, dg" iV\\^ e VaWZg^ YV [gjiid. Sono diffuse anche le colture della k^iZ e dellâ&#x20AC;&#x2122;ja^kd: la Puglia è al primo posto in Italia per la produzione di da^d. La eZhXV è molto praticata e fornisce grandi quantitĂ  di pesce; vengono, invece, allevate ostriche e cozze. La Puglia è la regione piĂš industrializzata dellâ&#x20AC;&#x2122;Italia meridionale: le ^cYjhig^Z sono localizzate intorno alle cittĂ  di Brindisi (sede del polo petrolchimico), Taranto (settore siderurgico) e Bari (medie e piccole imprese alimentari, tessili ed editoriali). A Margherita di Savoia si trovano le hVa^cZ piĂš grandi dâ&#x20AC;&#x2122;Italia. Lâ&#x20AC;&#x2122;Vgi^\^VcVid produce ceramiche, tessuti e oggetti di cartapesta. Ă&#x2C6; sviluppato il ijg^hbdWVacZVgZ: le zone piĂš frequentate sono il Gargano, lâ&#x20AC;&#x2122;arcipelago delle Tremiti e le coste del Salento, per i loro splendidi paesaggi.

64,6%

26,3% 12,7%

9,1%

primario secondario

terziario

disoccupati

â&#x153;&#x201D;H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[ Â&#x201D; ?b/.Z[bj[hh_jeh_efk]b_[i[ Â&#x201E;eYYkfWjeZWj[hh[d_Yebj_lWj_$ GkWb_iede_fh_dY_fWb_fheZejj_ Z[bbĂ&#x160;W]h_YebjkhW5 GkWb_YedZ_p_ed_dWjkhWb_\Wleh_iYede bWYebj_lWp_ed[Z[]b_kb_l_5 7gkWb__dZkijh_[\ehd_iYedecWj[h_[ fh_c[]b_kb_l[j_[bWYebj_lWp_ed[ Z_feceZeh_5 Â&#x201D; :el[iedebeYWb_ppWj[b[_dZkijh_[5 Â&#x201D; GkWb[j_feZ_jkh_iceÂ&#x201E;Z_\\kie5F[hY^Â&#x192;5

Ă  Taranto è stata fondata dai Greci e sorge lungo unâ&#x20AC;&#x2122;insenatura ben protetta, ideale per lo sviluppo del suo porto.

ĂĄ Brindisi è il principale punto dâ&#x20AC;&#x2122;imbarco per i traghetti diretti in Grecia.

157

Un itinerario… … storico-artistico B i posta sulla Bari, ll costa adriatica, era una città importante già al tempo dei Greci e poi dei Romani, per la sua posizione «ponte» tra l’Occidente e il Medio Oriente. Ancora oggi questo ruolo centrale nel Mediterraneo è testimoniato dalla Fiera del Levante, che ospita espositori di tutto il mondo. La città è divisa tra una parte vecchia, che conserva caratteristiche medievali, e una parte nuova, di origine ottocentesca ancora in espansione. Nella foto qui sopra puoi vedere il Castello di Federico II di Svevia che fece costruire anche il noto Castel del Monte (foto a sinistra), una fortezza a pianta ottagonale edificata nel XIII secolo.

Alberobello, nelle Murge, è famosa per i trulli (nella foto), caratteristiche costruzioni circolari, con il tetto a forma di cono e i muri dipinti di bianco che proteggono l’interno dal calore del Sole. … naturalistico Il Parco Nazionale del Gargano protegge il più vasto promontorio italiano e, fino ai laghi costieri di Lesina e Varano, presenta pittoresche coste rocciose, alte e frastagliate. La fascia costiera e collinare è rivestita dalla macchia mediterranea e da folte pinete. Cuore del parco è la Foresta Umbra (cioè «ombrosa»), una fra le più estese foreste di latifoglie presenti in Italia, popolata da: daini, cinghiali, gatti selvatici e ben 200 caprioli, animali inconsueti per il Meridione. Fa parte del parco anche l’arcipelago delle isole Tremiti, un vero e proprio paradiso per i naturalisti.

158

La Calabria

Il territorio fu abitato da varie popolazioni, tra cui i Calabri che diedero il nome alla regione. Catanzaro (nella foto) è situata a pochi chilometri dal Golfo di Squillace. Il centro storico conserva testimonianze dei epoca medievale, con scalinate e vicoli molto pittoreschi. B a s i l i c ata Monte Pollino

Jlg\iÔZ`\0'+&.'ac( GfgfcXq`fe\0'//.&+(WX_jWdj_ ;\ej`k~0')(WX_jWdj_f[hac(

o

2248 Parco Naz.

Sibari

a c

M

n Pia

ibari di S

a

Rossano

u

A

ti Cra

Golfo di Corigliano

R

T r io n t o

n

del Pollino

Scalea

Territorio

L -

o

b

Cosenza

o

Net

r

L. Arvo L. Ampollino

l

vu Sa

Marchesato

CATANZARO

Isola di Capo Rizzuto

C

Lamezia Terme

9%

Crotone

Parco Naz. della Calabria

to

a

Amantea

a

O E N R R T I

Paola

Bivongi Riace

di

to

Stret

Sic

ilia

romon A s p 1955 t e Montalto Parco Naz. dell’Aspromonte

R

Locri

A

A

Villa S. Giovanni

p

Me

ss

in

p

a

e

n

Golfo di Gioia Gioia Tauro

I O N

n

Capo Tropea Vaticano

49%

Capoluogo di regione :XkXeqXif

I

o i

n

Vibo Valentia

Squillace Golfo di Squillace Soverato

O

Riserva Nat. Marina di Capo Rizzuto

Sant’Eufemia Golfo di Sant’Eufemia

42% 4 2% %

Cirò Marina

L. di Cecita Parco Naz. della Calabria S i l a L a 1928 M. Botte Donato

Province 9WjWdpWhe"9ei[dpW"9hejed[" H[]]_eZ_9WbWXh_W" L_XeLWb[dj_W

M

Reggio Roghudi di Calabria

TERRIT TERRI TORIO E AMBIEN AMBIENT TE

La Calabria si affaccia su due mari: il BVgI^ggZcd e il BVg>dc^d. Il territorio è in gran parte occupato dai rilievi dell’6eeZcc^cdXVaVWgd"ajXVcd, in cui si trovano gruppi montuosi separati l’uno dall’altro da zone collinari. Tra questi ci sono l’altopiano de AVH^aV e il massiccio dell’6hegdbdciZ. Vicino alla costa si trovano alcune zone pianeggianti, come la E^VcVY^H^WVg^. Il 8gVi^ e il CZid sono i fiumi più importanti. Gli altri corsi d’acqua sono torrenti molto brevi, detti ÄjbVgZ; hanno una portata irregolare: sono gonfi d’acqua nei periodi piovosi e asciutti in estate.

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_iede_YedÓd_Z[bbWh[]_ed[5 :WgkWb_cWh_„XW]dWjW5 ” ?bj[hh_jeh_e„eYYkfWje_dfh[lWb[dpW ZWh_b_[l_eZWf_Wdkh[5 GkWb_iedeb[Y_c[f_’_cfehjWdj_5 ;b[f_Wdkh[5 ” GkWb_iede_fh_dY_fWb_Ókc_ Z[bbWh[]_ed[5 ” GkWb_]ebÓi_W\\WYY_WdeikbCWh?ed_e [gkWb_ikbCWhJ_hh[de5

159

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

CLIMA A La presenza delle catene montuose determina un cli-

ma particolare: iZbeZgVid sulle coste e[gZYYd in montagna, con abbondanti piogge e nevicate in inverno.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ bWlehWj_l_[gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Calabria ha una bassa

densità di popolazione; come molte regioni dell’Italia meridionale, ha subìto, in passato, forti fenomeni di Zb^\gVo^dcZ, a causa della mancanza di lavoro. Ancora oggi il suo tasso di Y^hdXXjeVo^dcZ è tra i più alti d’Italia.

68,9%

19,4% 11,7%

12,9%

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’agricoltura è un settore importante nell’economia della Calabria: si coltivano soprattutto ja^k^ (la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio), k^i^ e V\gjb^ (tra cui il pregiato WZg\Vbdiid, usato per la produzione di molti profumi). Abbastanza praticati sono l’allevamento di dk^c^ e XVeg^c^ e la eZhXV. La regione è una delle meno industrializzate del nostro paese; le principali imprese sono di piccole dimensioni e sono collegate all’agricoltura (^cYjhig^ZVa^bZciVg^) e all’artigianato (iZhh^a^). Nelle zone di Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria sono sorte alcune industrie X]^b^X]Z, bZiVabZXXV" c^X]Z e eZigdaX]^b^X]Z. Dai laghi artificiali della Sila proviene l’energia idroelettrica necessaria alle industrie. In questi ultimi anni è in crescita ilijg^hbdWVacZVgZ, grazie alla bellezza delle coste. Anche le località dell’interno iniziano a conoscere una certa popolarità, grazie ai eVgX]^cVo^dcVa^ e alle ViigZooVijgZhX^^" hi^X]Z realizzate sulla Sila e sull’Aspromonte.

Ö Le lavorazioni artigianali tipiche della Calabria sono quelle dei tessuti, del vimini, della ceramica e del legno ricavato dai vasti boschi della regione.

Ü Scorcio caratteristico di Frascineto (Cosenza), antico paese di origine albanese.

160

primario secondario

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” GkWb_Wh[[Z[bbW9WbWXh_W iedeWZWjj[WbbÊW]h_YebjkhW5 ” GkWb_\Wjjeh_\Wleh_iYede bWYebj_lWp_ed[Z[]b_W]hkc_5 ” :el[iedefh[i[dj_b[_dZkijh_[5 Iejjeb_d[W_dheiied[bj[ije b[fh_dY_fWb__dZkijh_[Z[bbWh[]_ed[ [b[beheYWhWjj[h_ij_Y^[$ ” F[hgkWb[i[jjeh[[Yedec_Yeiede  _cfehjWdj__bW]^_Whj_ÓY_Wb_Z[bbWI_bW5 ” GkWb_j_f_Z_jkh_iceiedefh[i[dj_  d[bbWh[]_ed[5

Un iti U itinerario… i … storico-artistico P Poco a sud d di C Crotone, sul Mar Ionio, si trova il promontorio di Capo Colonna, chiamato così per la colonna che s’innalza solitaria tra i resti di un tempio greco (nella foto). In epoca preromana il tempio era il santuario più ricco e importante dello Ionio; oggi sono rimasti solo la colonna e alcuni muri, portati alla luce da recenti scavi archeologici.

Nel Museo archeologico di Reggio di Calabria si trovano i Bronzi di Riace, due magnifiche statue in bronzo che risalgono a 2500 anni fa, quando la Calabria faceva parte della Magna Grecia. Ritrovate nel 1972 nelle acque del Mar Ionio, presso Riace, le statue rappresentano due guerrieri greci. Di certo facevano parte di un carico navale e sono una testimonianza degli intensi scambi commerciali tra la Grecia e le sue colonie. … naturalistico In Calabria si può visitare, a sud della regione, l b il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Questo massiccio non supera i 2000 metri di altezza e ha un paesaggio affascinante, solcato da torrenti che concludono il loro corso impetuoso in ampie fiumare. La vegetazione varia con il variare dell’altitudine e comprende vasti boschi di faggi e abeti bianchi. La fauna è piuttosto scarsa, ma può contare su alcune rarità come il driomio, un piccolo roditore simile al ghiro.

161

La Sicilia

Palermo fu fondata dai Fenici; successivamente fu conquistata dai Romani, dagli Arabi e dai Normanni. Fu governata anche dagli Svevi e dagli Aragonesi. Il Palazzo dei Normanni e la Cattedrale (nella foto) sono una preziosa testimonianza della sua ricca storia. Stromboli

Castellammare del Golfo

ca

Monreale

G. di Palermo

d’o

G. di Termini Imerese

ro

O

N

Messina

G. di Patti

Monti

Cefalù

P

Randazzo

ca

Caltanissetta

ni

Plata

Agrigento

ta

ni

3323

Giarre

Etna

Linosa le

Pe

la g

Lampione

M

Caltagirone Piana

Licata

di

Gela Golfo di Gela

Ge

l

a

Province

Valle dei templi

Mo

Catania Piana di Catania

nt

i

A

Augusta Golfo di Augusta

Ib

Siracusa

Ragusa

E D I T E R Modica R A N E O Pantelleria

Golfo di Catania

i

GXc\idf

AR

ni

Dittaino

Capo Peloro

Taormina

le

M

Enna

Piazza Armerina

lso

Si

Selinunte

Iso

a

ri

Acireale

Sa

lic

ti

Be

e

o el

Alcantar

Simeto

on

E

Capo d’Orlando

Pizzo di bro Carbonara Ne i t adonie on Le M M

62%

Noto

Golfo di Noto Capo Passero

Isola delle Correnti

ie

7]h_][dje"9WbjWd_ii[jjW" 9WjWd_W";ddW"C[ii_dW"FWb[hce" HW]kiW"I_hWYkiW"JhWfWd_

R

M

Castelvetrano

Capoluogo di regione

R

1979

Termini Imerese Corleone

Boeo

I

G. di Milazzo

BRI

T

PALERMO

Segesta

Marettimo Favignana Calatafimi I s ol e E g a d i Marsala Capo

Mazara del Vallo

R

n

Riserva Nat. Trapani Marina delle Levanzo Isole Egadi

A

G. di Carini

Vulcano

od iM ess ina A

M Co

14%

Lipari

Riserva Nat. Marina delle Isole Eolie

Capo S. Vito G. di Castellammare

24%

Filicudi Salina

Alicudi

CAL

Ustica

Jlg\iÔZ`\0(+-''ac( GfgfcXq`fe\0+&',.,'WX_jWdj_ ;\ej`k~0'/+WX_jWdj_f[hac(

Territorio

e o l I s

Stret t

I\^`fe\XjkXklkfjg\Z`Xc\

E o l i e Panarea

MAR IONIO

Riserva Nat. Marina di Ustica

Lampedusa

TERRIT TERRI TORIO E AMBIEN AMBIENT T E La Sicilia è la regione più grande

, ,%''/,ACARTA ” :WgkWb_cWh_„XW]dWjWbWI_Y_b_W5 ” GkWb_iedeb[YWj[d[cedjkei[f_’  _cfehjWdj_5:el[i_jhelWbÊ;jdW5 ” 9ec[i_Y^_WcWdeb[_ieb[Y^[   \ehcWdebÊWhY_f[bW]eZ[bb[;eb_[5 ” GkWb_Wbjh_WhY_f[bW]^_Y_hYedZWdebW  I_Y_b_W5 

162

d’Italia e l’isola più vasta del Mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare. I rilievi, tra cui spiccano i Bdci^ EZadg^iVc^, i Bdci^CZWgdY^ e AZBVYdc^Z, sono la continuazione dell’Appennino interrotto dallo HigZiidY^BZhh^cV, che separa la Sicilia dalla Penisola italiana. L’:icV, il vulcano attivo più alto d’Europa, con i suoi 3323 metri di altezza è la cima maggiore della regione. Lungo le coste si trovano zone pianeggianti come la E^VcVY^8ViVc^V, la E^VcVY^<ZaV e la8dcXVY¼dgd. I fiumi siciliani sono brevi e a carattere torrentizio. Le XdhiZ sono varie: gdXX^dhZ e interrotte da promontori o WVhhZ e hVWW^dhZ. Fanno parte della Sicilia gli arcipelaghi delle >hdaZ:da^Z, :\VY^ e EZaV\^Z, oltre alle isole di Jhi^XV e EVciZaaZg^V.

+)3+6%*-%

CLIMA Il clima è tipicamente bZY^iZggVcZd, con estati calde CLIM

e asciutte e inverni miti. Sui rilievi più alti, soprattutto sull’Etna, nevica in inverno.

I IMPAROASTUDIARE ✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$

POP PO P OLAZIONE OLAZ O AZ ONE E INSEDIAMENTO I S IAMENTO La Sicilia è stata una terra

di forte Zb^\gVo^dcZ: all’inizio del Novecento molti suoi abitanti si trasferirono per cercare lavoro in America, in Australia e nelle regioni del Nord. Negli ultimi anni il fenomeno si è arrestato e la Sicilia è diventata una terra di ^bb^\gVo^dcZ: sono molti i nordafricani, per esempio, che vi sbarcano alla ricerca di lavoro come braccianti o pescatori. Il tasso di disoccupazione è ancora alto.

72,8%

18,4%

primario secondario

ATTIVITÀ ECONOMICHE

In Sicilia l’agricoltura è un settore sviluppato, tanto che la regione è la prima produttrice italiana di V\gjb^. Si coltivano anche XZgZVa^, dgiV\\^, [gjiiV (mandorle, fichi e pistacchi) e jkV. Importante è la eZhXV: la Sicilia è al primo posto in Italia per il quantitativo di pesce pescato (tonno, pesce spada, pesce azzurro e crostacei). BVoVgV YZa KVaad è il più grande porto peschereccio del Mediterraneo. La Sicilia ha una discreta disponibilità di g^hdghZ b^cZgVg^Z (sali potassici, zolfo e petrolio) che hanno favorito l’industria di tipo ZhigVii^kd e il sorgere di gV[ÄcZg^Z, anche se le industrie principali sono quelleVa^bZciVg^ e XdchZgk^ZgZ. Il ijg^hbd è un settore importante; grazie alle sue bellezze naturali, artistiche e storiche, la Sicilia ogni anno è visitata da un gran numero di turisti italiani e stranieri.

13,5%

8,8%

terziario

disoccupati

✔Fe_h_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” GkWb_\Wjjeh_\Wleh_iYede bWYebj_lWp_ed[Z_W]hkc_" klW[Y[h[Wb_5 ” GkWb_fh_cWj_Z[j_[d[bWI_Y_b_W5 ” GkWb„_bfehjef[iY^[h[YY_e f_’]hWdZ[Z[bC[Z_j[hhWd[e5 ” GkWb_iedeb[h_iehi[c_d[hWh_[ Z[bbWI_Y_b_W5GkWb__dZkijh_[ \Wleh_iYede5GkWb_iedeb[_dZkijh_[ f_’_cfehjWdj_5 ” GkWb[j_feZ_jkh_ice„il_bkffWje5 à La Conca d’oro, vicino a Palermo, deve il suo nome alle grandi distese di agrumeti che caratterizzano il suo paesaggio.

à La centrale petrolchimica di Gela.

163

Un itinerario… … storico-artistico U d Uno deii lluoghi hi più iù visitati ii della Sicilia è la Valle dei Templi ad Agrigento, il sito archeologico più famoso della Magna Grecia (foto a destra). Altre importanti testimonianze risalenti alla civiltà greca sono le zone archeologiche di Selinunte (foto a sinistra) e Segesta e il teatro grecoromano di Taormina.

… naturalistico Attorno al grande vulcano siciliano si estende il Parco naturale regionale dell’Etna, un ambiente unico, ricco di suoni e di colori. La cima del vulcano è brulla e scura di lava, ma d’inverno si ricopre di neve. Nei boschi vivono volpi, ghiri, istrici e nidificano molte specie di uccelli, come il picchio rosso e la ghiandaia. Fra i rapaci è presente l’aquila reale.

… folcloristico Uno d degli U li aspettii caratteristici della tradizione siciliana è l’Opera dei Pupi: un teatro di marionette che racconta le gesta cavalleresche dell’imperatore Carlo Magno e dei suoi paladini. I vari personaggi sono realizzati ancora oggi secondo la tradizione.

164

La Sardegna

Sardegna deriva dal latino Sardinia, che significa «terra dei Sardi», l’antico popolo che abitava l’isola. Cagliari (nella foto) fu fondata dai Fenici e poi dominata dai Romani. I Pisani, che se ne impadronirono nel Medioevo, costruirono le mura, un castello e il Duomo.

I\^`fe\XjkXklkfjg\Z`Xc\

Jlg\iÔZ`\0(*&/&ac( GfgfcXq`fe\0',+/**)WX_jWdj_ ;\ej`k~0,/WX_jWdj_f[hac(

Territorio 14% 18%

68%

Capoluogo di regione :X^c`Xi`

Province 9W]b_Wh_"9WhXed_W#?]b[i_Wi " C[Z_e9Wcf_ZWdeIWdbkh_ " Dkehe"E]b_WijhWJehjebˆ#BWdk# i[_ "EbX_W#J[cf_eFWkiWd_W " Eh_ijWde"IWiiWh_ Dkel[fhel_dY[_dl_WZ_Z[Ód_p_ed[

TERRIT TERRI TORIO,, AMBIENT AMBIEN T E E CLIMA La Sardegna è, per esten-

sione, la terza regione italiana e la seconda isola del Mar Mediterraneo. È separata dall’isola francese della Corsica dalle 7dXX]ZY^7dc^[VX^d. Il suo territorio è prevalentemente collinare. I rilievi, di origine molto antica, hanno le cime arrotondate a causa dell’azione degli agenti atmosferici. Il massiccio più importante è quello del<ZccVg\Zcij. La pianura più vasta è il 8Vbe^YVcd, che si estende tra Oristano e Cagliari. I fiumi hanno tutti carattere torrentizio. In Sardegna si trovano molti laghi artificiali e alcuni stagni costieri.

, ,%''/,ACARTA ” GkWb_cWh_XW]dWdebWIWhZ[]dW5  GkWb__ieb[c_deh_bWY_hYedZWde5 ” GkWb_iede_cedj_f_’_cfehjWdj_  Z[bbWIWhZ[]dW5 ” :el[i\eY_Wde_Ókc_J_hie  [<bkc[dZeiW5 ” :el[i_jhelWbWf_WdkhWf_’[ij[iW  [Yec[i_Y^_WcW5

165

CË@kXc`X\c\jl\i\^`fe`

I IMPAROASTUDIARE Le XdhiZ sono in maggioranza VaiZ, gdXX^dhZ e frastagliate, ma nella parte occidentale e meridionale se ne trovano di WVhhZ e hVWW^dhZ. Numerosi sono i golfi e le isole, fra queste ricordiamo l’6h^cVgV e quelle dell’arcipelago della BVYYVaZcV. Il clima è bZY^iZggVcZd, caratterizzato da scarse precipitazioni e dal forte vento di maestrale che soffia in tutte le stagioni.

✔Eii[hlWd[b]hW\_YebWf[hY[djkWb[ Z[]b_eYYkfWj_d[_Z_l[hi_i[jjeh_ [gk[bbWZ[_Z_ieYYkfWj_$ 71,9%

21,9%

POP PO P OLAZIONE E INSEDIAMENTO La Sardegna è hXVghVbZc"

6,2%

10,8%

iZededaViV. La popolazione vive per lo più nelle zone costiere, dove sorgono i maggiori centri abitati (Cagliari) e portuali; il porto di Olbia è il primo dell’isola per numero di viaggiatori. primario secondario

ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’attività tradizionale della Sardegna è la eVhidg^o^V; legata non tanto alla produzione di carne e di lana, ma a quella del latte, da cui si ricava il famoso eZXd" g^cdhVgYd. L’agricoltura si è sviluppata in anni recenti, dopo la bonifica delle zone paludose; si coltivano dgiV\\^, [gjiiV, k^i^ e ja^k^. Abbondano le aree boschive con le caratteristiche fjZgXZYVhj\]Zgd, che producono gran parte del fabbisogno italiano e alimentano un fiorente Vgi^\^VcVid. La eZhXV, nonostante l’ampiezza delle coste sarde, non è molto sviluppata. Le industrie sono per lo più Va^bZciVg^, iZhh^a^ e della aVkdgV" o^dcZ YZa hj\]Zgd. La Sardegna è ricca di g^hdghZ b^cZgVg^Z (carbone, zinco, piombo) ma oggi l’industria estrattiva è in crisi per gli alti costi di estrazione. Il ijg^hbd ha un ruolo economico fondamentale nella regione si trovano, infatti, bellissime località balneari come la 8dhiV HbZgVaYV. à Le coste sarde offrono un tipico esempio di macchia mediterranea, con cespugli di mirto, ginepro e rosmarino.

166

terziario disoccupati

✔H_ifedZ_Wbb[ZecWdZ[$ ” GkWb[Wjj_l_j}^WYWhWjj[h_ppWje f[hi[Yeb__bfefebeiWhZe5 Iejjeb_d[WbWd[bj[ije$ ” GkWb_Wd_cWb_i_Wbb[lWde5 GkWb[fheZejjej_f_Yei_h_YWlW ZWbbWbWlehWp_ed[Z[bbWjj[5 ” GkWb„bWl[][jWp_ed[j_f_YW Z[bb[Wh[[XeiY^_l[57gkWb[Wjj_l_j} Z[bi[jjeh[i[YedZWh_e„Yebb[]WjW5 ” GkWb[Wjj_l_j}Z[bj[hp_Wh_e„Z_\\kiW _d9eijWIc[hWbZW5 à La quercia da sughero può raggiungere i 15 metri di altezza.

Un iti U itinerario… i … archeologico Il villaggio ill i nuragico i di Barùmini, vicino a Sanluri, testimonia l’antico passato di quest’isola. I nuraghi sono costruzioni circolari a forma di tronco di cono, realizzate con grandi blocchi di pietra sovrapposti (vedi storia a pagina 30). A Barùmini il villaggio è stato costruito intorno al 1500 a.C. e per la sua importanza, dal 1997, è stato dichiarato dall’Unesco «Patrimonio dell’Umanità». … turistico Porto Cervo, Porto Rotondo, Cala di Volpe sono splendide località turistiche della Costa Smeralda, così chiamata per il colore verde smeraldo del mare. La Costa Smeralda è caratterizzata da numerose insenature ed è fronteggiata da isolotti e scogli, oltre a essere ricca di spiagge meravigliose. … naturalistico Tra il massiccio del Gennargentu e il Golfo di Orosei sorge il Parco Nazionale del Gennargentu. Nella fascia costiera, lontano dalle rotte turistiche, si trovano spiagge bianchissime, dove fino a poco tempo fa le foche monache partorivano i loro piccoli. Altri animali rari, protetti dal parco, sono il muflone, una pecora selvaggia con grandi corna (nella foto), e il cervo sardo.

167

+)3+6%*-%

?f`dgXiXkfX%%% 'SRJVSRXEVI

?dXWi[WgkWdje^W_ijkZ_Wje[YedbĂ&#x160;W_kjeZ[_Z_i[]d_"iYh_l_ikbgkWZ[hde

b[Wjj_l_j}[Yedec_Y^[Z_e]d_h[]_ed[Z[bbĂ&#x160;?jWb_Wc[h_Z_edWb["fe_Yed\hedjWb[\hWbehe$

168

Campania

Basilicata

Puglia

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Calabria

Sicilia

Sardegna

Primario

Primario

Primario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

Secondario e terziario

JZ`\eq\ CXK\iiXe\ccËLe`m\ijf Ij[bb["Yeij[bbWp_ed_"]WbWii_[ ?bIeb[[_bI_ij[cWiebWh[ BWJ[hhW[_ike_cel_c[dj_ BWBkdW BW\ehpWZ_]hWl_j}   TECNOLOGIA



Mf!jnqsftf!tqb{jbmj

?f`dgXiXkfX%%%

'-& '-( '-* '-, '-. '-/ '.& '.'





CË\e\i^`X\c\jl\]fid\ Il calore BÊW]_jWp_ed[j[hc_YW ?bYWbeh[[bWj[cf[hWjkhW BWZ_bWjWp_ed[j[hc_YW BWfhefW]Wp_ed[Z[bYWbeh[ Le forze BÊWjjh_je BW\ehpWZ_]hWl_j}[_bf[ie La forza magnetica Le leve B[l[lWdjW]]_ei["ilWdjW]]_ei[" _dZ_\\[h[dj_ L’elettricità BWYehh[dj[[b[jjh_YW BÊ[b[jjh_Y_j}_dYWiW Educazione alla Salute >eZg^Xda^YZaa¼ZcZg\^VZaZiig^XV B[Y[djhWb_[b[jjh_Y^[

ALPPFBOAZ[dci^Y^ZcZg\^V ?f`dgXiXkfX%%%

@cZfigfldXef L’apparato respiratorio BWh[if_hWp_ed[ L’apparato digerente BÊWiiehX_c[dje Educazione Alimentare DhhZgk^Vbd\a^Va^bZci^

'.( '.* '.* '.+ '., '.'.. '..  './ '/& '/' '/( '/) '/) '/*

 '/+ '/,

L’apparato circolatorio ?lWi_iWd]k_]d_ ?bYkeh[ BWY_hYebWp_ed[ ?biWd]k[ L’apparato escretore BÊWffWhWjekh_dWh_e BWf[bb[ Educazione alla Salute

(&& 

?f`dgXiXkfX%%%

Il sistema nervoso ?bi_ij[cWd[hleief[h_\[h_Ye ?bi_ij[cWd[hleieY[djhWb[ Gli organi di senso BÊeb\Wjje ?b]kije ?bjWjje BWl_ijW BWbkY[ BÊkZ_je  ?bikede 

(&.

(') ('* ('* ('+ (', (', ('. ('/ ((& ((( ((( (() ((* ((* ((+ ((+ ((, ((. ()& ()'



Wjbhhjp!efousp!jm!dpsqp!vnbop

?f`dgXiXkfX%%%

(&( (&* (&+ (&, (&-





BZXXVc^hb^Y^Y^[ZhV/^WViiZg^Z^k^gjh L’apparato riproduttore BW\[YedZWp_ed[ Beil_bkffe Il sistema scheletrico BeiY^[b[jhe[b[eiiW Il sistema muscolare ?ckiYeb_

TECNOLOGIA

'/.

(&/ (&/  (&/ ('&  ('' ('( ('( ('(

@ EJ<IKFJ G<:@8C<

1NYYR ZNPPUV[R `RZ]YVPV NV Z\a\_V

()* (), 

CXK\iiX

%ELE8EFKK<J<I<E8 CFEK8EF;8CC<CL:@;<CC8:@KKZ  8CQ8CFJ>L8I;FM<IJF@C:@<CFM<;I8@C8MFCK8:<C<JK<:FEC8JL8 DFCK@KL;@E<;@JK<CC< (<JK<CC<EFEJFEFJG8IJ<E<CCFJG8Q@F :FD<J<D9I8 D8JFEFI8>>ILGG8K<@E>8C8JJ@< :?<KLKK<@EJ@<D< =FID8EFCFJG8Q@F:FJD@:F;8EF@:?@8D8KF1E@M<IJF Il Big Bang

La formazione dell’Universo 1UALġLlORIGINEDELLl5NIVERSOĜSEMPREESISTITO2IMARR÷SEMPRECOSÝ ,ASCIENZACHESTUDIAGLIASTRISICHIAMAASTRONOMIAEDġUNASCIENZAANTICHISSIMA 3ECONDOUNATEORIAACCETTATADATUTTI Ll5NIVERSOSISAREBBEFORMATOMILIARDI DIANNIFAACAUSADIUNACOLOSSALEESPLOSIONEDETTA"IG"ANG AVVENUTAALLlINTERNO DIUNANUBEPRIMORDIALE INCUILAMATERIASITROVAVAESTREMAMENTECOMPRESSAEQUINDI CALDISSIMA)NSEGUITOALLOSCOPPIOINIZIALE LAMATERIAORIGINARIAFUPROIETTATANELLO SPAZIO SIRAFFREDDĠPROGRESSIVAMENTEEDIEDEORIGINEAIVARICORPICELESTI ,ASPINTAPRODOTTADALLlESPLOSIONEINIZIALECONTINUAANCORAOGGI)CORPICELESTI INFATTI SIALLONTANANOSEMPREPIÚLlUNODALLlALTRO QUINDILEDIMENSIONIDELLl5NIVERSOSONOIN CONTINUAESPANSIONE

170

e\ccĂ&#x2039;Le`m\ijf

.OISIAMOQUI *'%15#+/2#4'4#+

â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 .ELLl5NIVERSOLESTELLENONSITROVANOISOLATELlUNADALLlALTRA 3EOSSERVIILCIELO PUOINOTAREALCUNEZONEINCUILESTELLE SONOPARTICOLARMENTERAVVICINATE ĂźNOAFORMAREVERE EPROPRIEÂ&#x192;NUVOLEDISTELLEÂ&#x2019; 1UESTIENORMIAMMASSISTELLARISONOCHIAMATIGALASSIE /GNIGALASSIARAGGRUPPACENTINAIADIMILIARDIDISTELLE )L3OLEELA4ERRAFANNOPARTEDIUNAGALASSIACHIAMATA 6IA,ATTEA,AFORMADELLA6IA,ATTEAÄĄUNlIMMENSA SPIRALE CONLUNGHIBRACCIDIPOLVERE GASESTELLE CHESIAVVOLGONOINTORNOAUNRIGONĂźAMENTOCENTRALE .ATURALMENTE NONPUÄ ESSEREVISTA NELSUOINSIEME AOCCHIONUDO

â&#x20AC;˘a

individuare le stelle, le costellazioni, le galassie, i pianeti; â&#x20AC;˘ a riconoscere le principali caratteristiche del Sistema solare; â&#x20AC;˘ a capire lâ&#x20AC;&#x2122;importanza del Sole; â&#x20AC;˘ a riďŹ&#x201A;ettere sui movimenti della Terra e della Luna, il satellite del nostro pianeta; â&#x20AC;˘ a conoscere le imprese spaziali che hanno moltiplicato in breve tempo le informazioni a disposizione degli scienziati.

171

CXK\iiXe\ccĂ&#x2039;Le`m\ijf

Stelle, costellazioni, galassie Le stelle CHE COSA SONO O

Le stelle visibili a occhio nudo dalla Terra, in una notte buia e serena, non sono piÚ di 6 000. Riusciamo infatti a vedere solo le stelle a noi piÚ vicine. Le stelle sono giganteschi ammassi di gas, che emettono luce e calore a causa dei moti turbolenti che avvengono al loro interno. Il Sole è una stella. Il celebre astronomo greco Ipparco divise le stelle in gruppi secondo la grandezza. Le venti stelle piÚ luminose sono dette di prima grandezza. Le stelle di seconda grandezza sono molto piÚ deboli, mentre quelle di sesta sono appena visibili a occhio nudo e solo se vi sono ottime condizioni di osservazione.

Le costellazioni CHE COSA SONO O

Per orientarsi osservando il cielo, ďŹ n dallâ&#x20AC;&#x2122;antichitĂ  gli astronomi hanno raggruppato le stelle in costellazioni, in base allâ&#x20AC;&#x2122;immagine suggerita dalla loro disposizione. Le costellazioni hanno nomi presi dalla mitologia araba e greca, dallo Zodiaco e da strumenti marinareschi. Una delle costellazioni piĂš belle è quella di Orione, ben visibile nel cielo invernale durante le prime ore della sera. PiĂš a sud è possibile osservare la costellazione del Cane Maggiore, di cui fa parte Sirio, la stella piĂš luminosa in tutto il cielo. Le costellazioni piĂš note sono quella dellâ&#x20AC;&#x2122;Orsa Maggiore, detta anche Grande Carro per la sua forma, e quella dellâ&#x20AC;&#x2122;Orsa Minore, cui appartiene la Stella Polare. Sono visibili ogni notte dellâ&#x20AC;&#x2122;anno e facilmente riconoscibili.

6DLFKH I[YedZebWc_jebe]_W]h[YW"Eh_ed[ [hWkd]_]Wdj[iYeYWYY_Wjeh[Y_[YeWcWje ZWbbWBkdW$F[hh[Ykf[hWh[bWl_ijWi_h_lebi[ WbIeb["Y^[[iWkZÂ&#x2C6;bWikWfh[]^_[hW$ ?di[]k_jeYedeXX[7khehW"Y^[i__ddWcehÂ? Z_bk_"cWbWBkdW"Yh[Z[dZeZ_[ii[h[ijWjW jhWZ_jW"be\[Y[fkd][h[ZWbj[hh_X_b[iYehf_ed[ W\h_YWde[bejhWi\ehcÂ?_dkdWYeij[bbWp_ed[$

172

ĂĄ La costellazione del Cigno.

.' %124   La costellazione è un gruppo di stelle apparentemente vicine fra loro.

I IMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;H_ifedZ_Wbb[i[]k[dj_ZecWdZ[$ Â&#x201D; 9^[YeiWiedeb[ij[bb[5F[hY^Â&#x192;Xh_bbWde5 Â&#x201D; 9^[YeiĂ&#x160;Â&#x201E;kdWYeij[bbWp_ed[57gkWb[Yeij[bbWp_ed[  WffWhj_[d[bWIj[bbWFebWh[5

7'-)2>)

Le galassie CHE COSA SONO O

Le stelle che vediamo brillare nel cielo notturno, come già sai, fanno parte di un raggruppamento chiamato galassia; in una zona periferica della nostra galassia, la Via Lattea, si trova il Sole. Ogni galassia contiene miliardi di stelle e nell’Universo esistono miliardi di galassie. La galassia più vicina dista da noi circa 60 000 anni luce, quella più lontana finora conosciuta circa 2 000 milioni di anni luce! Questi numeri «tanto» grandi da essere inimmaginabili danno l’idea dell’immensità dell’Universo, di fronte al quale non possiamo che sentirci «tanto» piccoli.

á Ogni galassia costituisce un sistema a sé stante e per questo è anche detta «universo-isola».

TECNOLOGIA Il telescopio è uno strumento ottico che attraverso la combinazione di una serie di lenti consente di vedere anche i corpi celesti più lontani dalla Terra. Il primo scienziato a usare un telescopio fu Galileo Galilei, il padre della scienza moderna. Oggi alcuni telescopi molto potenti sono stati lanciati in orbita e inviano sulla Terra immagini di galassie situate a enormi distanze dal nostro pianeta.

6DLFKH BWbkY[Yehh[l[beY[0f[hYehh[Y_hYW)&&&&&acWbi[YedZe" _bY^[i_]d_ÓYWY^[Yefh[bWZ_ijWdpWjhWbWJ[hhW[bWBkdW_d feYef_’Z_kdi[YedZe$ =b_iY_[dp_Wj_^Wddef[diWjeZ_fh[dZ[h[bWl[beY_j}Z[bbWbkY[ Yec[h_\[h_c[djef[hc_ikhWh[b[Z_ijWdp[_cc[di[[i_ij[dj_ jhW_Yehf_Y[b[ij_"_dl[djWdZekdWfWhj_YebWh[kd_j}Z_c_ikhW0 bÊWddebkY[$KdWddebkY[Yehh_ifedZ[WbbWZ_ijWdpWY^[bWbkY[ f[hYehh[_dkdWdde"Y_e„/*,'c_b_WhZ_Z_Y^_bec[jh_$

I IMPAROASTUDIARE ✔BWbkY[Z[bIeb[_cf_[]WY_hYW -c_dkj_f[hWhh_lWh[ikbbWJ[hhW$ IWfh[ij_YWbYebWh[bWZ_ijWdpW J[hhW#Ieb[_dY^_bec[jh_"kiWdZe dWjkhWbc[dj[kdWYWbYebWjh_Y[5

173

CXK\iiXe\ccËLe`m\ijf

Il Sole e il Sistema solare LE DIMENSIONI

Il Sole, la stella che dà luce e calore ai pianeti del nostro Sistema solare, ha un diametro di circa 1 392 000 km. Si può avere un’idea della sua grandezza soltanto confrontandola con quella della Terra, che ha un diametro di 12 756 km. Il Sole, come tutte le altre stelle, è una sfera gassosa all’interno della quale si verificano reazioni che portano alla trasformazione di una parte di materia gassosa in energia. L’energia si irradia, poi, nello spazio sotto forma di luce e di calore. La superficie solare ha un aspetto granuloso, punteggiato di zone più scure, le macchie solari, nelle quali la temperatura raggiunge i 4 500 °C. In superficie la temperatura è di 6 000 °C, mentre all’interno si raggiungono probabilmente temperature di milioni di gradi. L’osservazione del movimento delle macchie solari costituisce la prova che anche il Sole ruota intorno al proprio asse. DXik\i_jhelW\hWbW J[hhW[=_el[$9ec[ bWJ[hhW"CWhj[^W kdÊWjcei\[hW[W_ feb_fh[i[djWZk[ YWbejj[Z_]^_WYY_e$

D\iZli`f„ _bf_Wd[jWf_’ f_YYebe[f_’ l_Y_deWbIeb[$

BWK\iiX„bÊkd_Yef_Wd[jW M\e\i\i_jhelW\hWC[hYkh_e ikYk_YʄbWl_jWf[hY^ƒi_ jhelWWkdWZ_ijWdpWZWbIeb[ [bWJ[hhW$ÞY_hYedZWje jWb[f[hYk_bÊWYgkW[i_ij[ ZWkdeijhWjeZ_dkleb[ WbbeijWjeb_gk_Ze$Þ_bj[hpe Y^[h_Ô[jjeded[bbeifWp_e bWbkY[Z[bIeb["f[hgk[ije f_Wd[jWfWhj[dZeZWbIeb[$ „bkc_deieYec[kdWij[bbW$

6DLFKH ?bIeb[„Yeij_jk_jeiefhWjjkjjeZW_Zhe][de"Y^[]hWZkWbc[dj[i_jhWi\ehcW_d[b_e$Gk[ijefheY[iiefheZkY[ [dehc_gkWdj_j}Z_YWbeh[[Z_[d[h]_WY^[i_cWd_\[ijWdeYedl_eb[dj[[ifbei_ed_dkYb[Wh_$Gk[ij[[ifbei_ed_" WbehelebjW"fheleYWde_cfh[ii_edWdj_][jj_Z_]Wi"Y^[iÊ_ddWbpWded[bbeifWp_e"Yec[[dehc_b_d]k[ bkc_dei["f[hZ[Y_d[Z_c_]b_W_WZ_Y^_bec[jh_"Y_e„dkc[hei[lebj[bW]hWdZ[ppWZ[bZ_Wc[jhej[hh[ijh[

174

7'-)2>)

Otto pianeti attorno al Sole COME È COM COMP P O ST STO O IL S IST ISTE E M A SO EMA EM S O LAR LA LARE ARE

Intorno al Sole ruotano otto pianeti, che con esso formano il Sistema solare. I pianeti si distinguono dalle stelle perché sono corpi celesti opachi: significa che la materia di cui sono formati non emette né luce né calore. Fanno parte del Sistema solare anche numerosi asteroidi, che orbitano tra Marte e Giove, e un certo numero di comete. LiXef„_bf[dkbj_cef_Wd[jW Z[bI_ij[cWiebWh[1^WkdYebeh[ l[hZ[WppkhheWYWkiWZ[bb[Z[di[ dkX_Y^[beWlleb]ede$?ike_ Wd[bb_iedeijWj_iYef[hj_d[b'/--$

E\kklef „_bf_Wd[jW f_’bedjWde ZWbIeb[$7ffWh[iYkhe f[hb[dkX_Z_Yh_ijWbb_ Z_]^_WYY_eZ_c[jWdeY^[ ]b_hkejWdeWjjehde$

>`fm\„_bf_Wd[jWf_’ ]hWdZ[["Yec[gk[bb_ Y^[bei[]kede"„kdW ]_]Wdj[iYWi\[hW]WiieiW$

JXklief„\Wceie f[h_ike_Wd[bb_" \ehcWj_ZWc_h_WZ_ Z_\hWcc[dj_Z_]^_WYY_e [febl[h["Y^[ ]b_hkejWde_djehde$

6DLFKH <_deWb(*W]eije(&&,_bI_ij[cW iebWh[Wl[lWkdf_Wd[jW_df_’"Fbkjed[$ BedjWd_ii_ceZWbIeb["[hWijWjel_ije f[hbWfh_cWlebjWd[b'/)&$IjkZ_f_’ h[Y[dj_^WddeZ_ceijhWjeY^[ded feii_[Z[kdÊehX_jWfhefh_W[Y^[„ jheffef_YYebef[h[ii[h[Yedi_Z[hWje kdf_Wd[jW$I[YedZeWbYkd[_fej[i_ fejh[XX[[ii[h[kdiWj[bb_j[i\k]]_je WbbÊWjjhWp_ed[Z_D[jjkde$

I IMPAROASTUDIARE ✔HWYYe]b__d\ehcWp_ed_ik_f_Wd[j_Z[bI_ij[cWiebWh[0 ]hWdZ[ppW"dkc[heZ[_iWj[bb_j_"Yebeh["Yecfei_p_ed[¾ ✔?f_Wd[j_^Wddedec_Z_Z_l_d_j}Z[bcedZehecWde$ 9[hYWgkWbY^[dej_p_WikZ_behe[fhelWWYWf_h[_cej_l_ Z[bbWiY[bjW"_dfWhj_YebWh[f[h=_el["L[d[h[[C[hYkh_e$

175

CXK\iiXe\ccĂ&#x2039;Le`m\ijf

La Terra e i suoi movimenti COMâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6; FATTA LA T ERRA CO COMâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6;

La Terra ha la forma di una sfera leggermente schiacciata ai poli. Allâ&#x20AC;&#x2122;inizio era una palla incandescente; con il passare del tempo la sua superďŹ cie si raffreddò, formando una crosta di materia dura. La superďŹ cie della Terra è formata da terre emerse, oceani e mari. Se osservi la foto, scattata da un satellite, ti accorgi che il colore dominante è lâ&#x20AC;&#x2122;azzurro. Infatti su una superďŹ cie di 510 milioni di chilometri quadrati quasi 361 (il 71%) sono occupati dalle acque, mentre sui restanti 149 milioni (il 29%) si estendono le terre emerse. Terre e acque ricoprono la parte esterna e solida della Terra, detta crosta terrestre. Nucleo

La Terra ha una struttura a gusci concentrici: allâ&#x20AC;&#x2122;interno câ&#x20AC;&#x2122;è il nucleo, formato da metalli allo stato liquido. Troviamo poi il mantello, formato da rocce che possono fondersi trasformandosi in magma, cioè in lava, che fuoriesce durante le eruzioni vulcaniche. InďŹ ne câ&#x20AC;&#x2122;è la crosta.

Crosta Mantello

La Terra, come tutti i pianeti del Sistema solare, compie due movimenti: s un movimento di rotazione su sĂŠ stessa; s un movimento di rivoluzione intorno al Sole.

Il movimento di rotazione

Asse terrestre

N

COME SI MUOVE LA TERRA La Terra compie un moto di rota-

zione sullâ&#x20AC;&#x2122;asse terrestre, da ovest verso est, che dura 24 ore, cioè un giorno solare. Questo movimento di rotazione ha come conseguenza lâ&#x20AC;&#x2122;alternanza del dĂŹ e della notte. I raggi del Sole arrivano tutti paralleli sulla Terra e quindi, essendo questa quasi sferica, la illuminano solo per metĂ : la zona illuminata ha il periodo di luce, il dĂŹ, la zona in om.' %124   bra ha il periodo di Lâ&#x20AC;&#x2122;asse terrestre è una linea buio, la notte. immaginaria che va dal Polo Nord al Polo Sud ed è sempre inclinato.

176

Polo Nord

O

Notte

DĂŹ

S

Polo Sud

E

7'-)2>)

Il movimento di rivoluzione C COME SI MUOVE E LA TERRA A Benché si sposti nello spazio all’incredibile velocità di

29,8 km al secondo, per compiere il suo moto di rivoluzione attorno al Sole la Terra impiega 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 se condi, cioè un anno solare. Durante il movimento la Terra segue un percorso, chiamato orbita, che ha forma ellittica, cioè simile a un cerchio leggermente schiacciato; per questo il nostro pianeta non si trova sempre alla stessa distanza dal Sole.

L’inclinazione dell’asse terrestre e il moto di rivoluzione provocano la diversa durata del dì e della notte nei vari punti della Terra con l’alternarsi delle stagioni. Solo all’equatore il dì e la notte durano sempre 12 ore; in Italia, invece, ci sono più ore di luce in estate che in inverno. Nei diversi periodi dell’anno, come puoi vedere dall’illustrazione, le varie zone della Terra sono esposte al Sole in maniera diversa: ciò determina l’alternarsi delle stagioni. Il 21 marzo e il 23 settembre (equinozi di primavera e d’autunno) i raggi solari giungono perpendicolari all’equatore e si ha la stessa durata del dì e della notte (12 ore): nell’emisfero settentrionale (il nostro) iniziano la primavera e l’autunno. Il 22 giugno e il 22 dicembre (solstizi d’estate e d’inverno) nel nostro emisfero iniziano l’estate e l’inverno: il 22 giugno il dì raggiunge la sua massima durata (16 ore), il 22 dicembre la massima durata (16 ore) è raggiunta dalla notte.

I IMPAROASTUDIARE ✔I[]dWYedkdWYheY[jjWbWh_ifeijW[iWjjW$ ” BWJ[hhWhkejW_djehdeWbfhefh_eWii[_d0  (/]_ehd_$ (*eh[$ ” ?bcel_c[djeZ_hejWp_ed[fheleYWbÊWbj[hdWhi_0  Z[bZˆ[Z[bbWdejj[$ Z[bb[ijW]_ed_$ ” ?bcel_c[djeZ_h_lebkp_ed[ZkhW0  ),+]_ehd_$ )&]_ehd_$ ” ?bcel_c[djeZ_h_lebkp_ed[YWkiWbÊWbj[hdWhi_0 Z[bXk_e[Z[bbWbkY[$ Z[bb[ijW]_ed_$  ” ?b((]_k]ded[bdeijhe[c_i\[heYec_dY_W0  bWfh_cWl[hW$ bÊ[ijWj[$ ” D[]b_[gk_dep__bZˆ[bWdejj[^Wdde0  k]kWb[ZkhWjW$ Z_l[hiWZkhWjW$

177

CXK\iiXe\ccĂ&#x2039;Le`m\ijf

La Luna COMâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6; FATTA E COME SI MUOVE

La Luna è lâ&#x20AC;&#x2122;unico satellite della Terra. Dista da noi circa 384 000 km ed è uno dei satelliti piĂš grandi del Sistema solare, anche se il suo diametro misura solamente 3 478 km, poco piĂš di un quarto di quello terrestre. Il paesaggio della superďŹ cie lunare è di sabbia e polvere, ma nel 1998 una sonda ha trovato piccole sacche dâ&#x20AC;&#x2122;acqua ghiacciata allâ&#x20AC;&#x2122;interno di crateri. Non câ&#x20AC;&#x2122;è aria. La Luna non emana luce propria ma riďŹ&#x201A;ette quella solare. La Luna compie tre movimenti: s ruota su sĂŠ stessa (moto di rotazione); s ruota intorno alla Terra (moto di rivoluzione); s ruota attorno al Sole insieme alla Terra (moto di traslazione). I movimenti di rotazione e di rivoluzione hanno la stessa durata, cioè circa 29 giorni; per questo la .' %124   Luna mostra alla Terra sempre la stessa faccia, che però non è ilUn satellite è un corpo celeste luminata dal Sole sempre allo che ruota intorno a un pianeta. stesso modo (fasi lunari). Le fasi lunari sono i vari aspetti che

ĂĄ Sulla Luna non câ&#x20AC;&#x2122;è atmosfera, perciò la sua superďŹ cie è piena di crateri provocati dalla caduta di grossi meteoriti.

assume la Luna a seconda di come è illuminata dal Sole.

Le fasi lunari Quando la faccia della Luna che noi vediamo è opposta al Sole, che non la illumina, la Luna non è visibile (Luna nuova). A mano a mano che la Luna ruota intorno alla Terra, la sua faccia diviene sempre piÚ illuminata. Quando la faccia è interamente illuminata, la Luna appare come un disco luminoso (Luna piena). Proseguendo nel suo moto, la Luna ricomincia a ricevere meno luce e la parte di faccia visibile dalla Terra diminuisce. ,UNANUOVA

178

0RIMOQUARTO

,UNAPIENA

3ECONDOQUARTO

7'-)2>)

La forza di gravitĂ  CH CHE H E COSâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6;

Il moto dei pianeti che gravitano attorno al Sole è regolato dalla legge della gravitazione universale, detta piĂš comunemente forza di gravitĂ , scoperta dallo scienziato Isaac Newton. Secondo questa legge, due corpi celesti si attraggono fra loro sia in rapporto alla loro massa, sia in rapporto alla loro distanza (vedi anche pag. 189): la forza di attrazione aumenta allâ&#x20AC;&#x2122;aumentare della massa e diminuisce allâ&#x20AC;&#x2122;aumentare della distanza. .' Applicata al Sistema solare, la legge spiega come mai il Sole, %124   che ha una massa enorme, attrae a sĂŠ i pianeti e tutti i corpi Si deďŹ nisce massa la quantitĂ  celesti, che sono costretti a ruotargli intorno. di materia di cui è costituito Allo stesso modo è la forza di gravitĂ  terrestre che mantieun corpo. ne la Luna in orbita intorno al nostro pianeta e che esercita attrazione su tutti i corpi che si trovano sulla superďŹ cie terrestre.

6DLFKH DWhhWbWb[]][dZWY^[beiY_[dp_Wje_d]b[i[?iWWYD[mjed',*(#'-(- iYefhÂ&#x2C6;bW\ehpWZ_]hWl_j}c[djh[ijkZ_WlWi[ZkjeWbbĂ&#x160;ecXhWZ_kdc[be$ GkWdZekd\hkjje"ijWYYWjei_ZWbhWce" beYebfÂ&#x2C6;WbYWfe"D[mjedi_Y^_[i[Yec[ cW_bWc[bW"[jkjj_]b_e]][jj_"YWZede Wbikebel[hj_YWbc[dj[[dedi[YedZe kdĂ&#x160;WbjhW Z_h[p_ed[$ D[ YedYbki[ Y^[ jWb[ \[dec[de Â&#x201E; feii_X_b[ _d gkWdje jkjj__Yehf_i_WjjhW]]edejhWZ_behe$ Fe_Y^Â&#x192; bW J[hhW Â&#x201E; cebje f_Â&#x2019; ]hWdZ[ Z[bbWc[bW"bWikW\ehpWZ_WjjhWp_ed[ Â&#x201E; [dehc[c[dj[ cW]]_eh[ [ bW J[hhW Wjj_hWWiÂ&#x192;bWc[bW$Gk[bbWZ_D[mjed Â&#x201E; kdW Z[bb[ f_Â&#x2019; _cfehjWdj_ iYef[hj[ Z[bbĂ&#x160;kcWd_j}$

Ă&#x153; Gli astronauti si muovono nello spazio galleggiando per la mancanza di gravitĂ . Nello spazio infatti la forza di gravitĂ  terrestre non riesce a esercitare la propria inďŹ&#x201A;uenza e dunque i corpi non hanno peso.

I IMPAROASTUDIARE â&#x153;&#x201D;GkWb[_cfehjWdj[b[]][^WiYef[hjebeiY_[dp_Wje _d]b[i[D[mjed5Iejjeb_d[WbWd[bj[ije[Yecfb[jW$ I[YedZejWb[b[]][ÂźZk[Yehf_Y[b[ij_i_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ \hWbehei_W_dhWffehjeWbbWbehe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"i_W_d hWffehjeWbbWbehe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$½$

179

TECNOLOGIA

Mf!jnqsftf!tqb{jbmj La Luna ha sempre incantato gli uomini. Galileo fu il primo a osservarla con il telescopio, nel 1609. Dopo secoli di osservazioni attraverso i telescopi, l’aspirazione degli astronomi divenne quella di riuscire a studiare il nostro satellite da vicino in modo diretto. L’impresa non era facile per diversi motivi, primo fra tutti la forza di gravità terrestre: per superarla occorreva una forza altrettanto grande e contraria, come quella dei razzi che decollano con i loro potentissimi motori. Altra grossa difficoltà era la mancanza di gravità nello spazio: per adattarvisi si dovettero studiare strumenti nuovi e programmi specifici di allenamento per gli equipaggi. Finalmente il 21 luglio 1969 un astronauta americano, Neil Armstrong, poté camminare sulla Luna. «Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità» furono le prime parole pronunciate da Armstrong quando posò i piedi sul suolo lunare.

Mb!dporvjtub!efmmp!tqb{jp La conquista dello spazio ha dato origine per lungo tempo a una competizione tra Russi e Americani. I Russi furono i primi a realizzare una serie di spettacolari imprese. Negli ultimi cinquant’anni, poi, sono stati inviati nello spazio sonde, stazioni spaziali e strumenti scientifici, tra cui un grande e potentissimo telescopio.

4 ottobre 1957 I Russi lanciano lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale.

3 novembre 1957 Lo Sputnik 2 è lanciato dai Russi con a bordo la cagnetta Laika.

12 aprile 1961 I Russi lanciano la capsula spaziale Vostok 1 con a bordo Juri Gagarin, il primo uomo nello spazio.

20 luglio 1969 Neil Armstrong, Edwin «Buzz» Aldrin e Michael Collins arrivano sulla Luna con la navetta Apollo 11.

4 ottobre 1959 La sonda spaziale russa Lunik 3 fotografa per la prima volta la faccia nascosta della Luna. gennaio 2004 Le sonde statunitensi Spirit e Opportunity trasmettono dati e immagini del pianeta Marte mai registrati prima.

E ora si comincia a pensare di andare a vivere sulla Luna!

180

á L’astronauta Anousheh Ansari, prima turista spaziale e prima iraniana nello spazio.

7'-)2>)

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffW[Z[ifed_WleY[gkWdje^W_Wffh[ie$ B[ij[bb[iede]_]Wdj[iY^_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ B[Yeij[bbWp_ed_iede$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ B[]WbWii_[iede$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ?bIeb["bWJ[hhW[bWBkdW\WddefWhj[Z[b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ?bIeb[Â&#x201E;kdW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z_]hWdZ_Z_c[di_ed_$ 9ec[jkjj[b[ij[bb[Â&#x201E;Yeij_jk_jeZW$$$$$$$$$$$$$$$Y^[XhkY_Wde fheZkY[dZe[d[h]_W$ 7jjehdeWbIeb[hkejWdeejjef_Wd[j_"Y^[\ehcWde _bI_ij[cW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ?bcejeZ[_f_Wd[j_Â&#x201E;h[]ebWjeZWbbWb[]][Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Lâ&#x20AC;&#x2122;Universo I VARI CORPI CELESTI CHE NE FANNO PARTEâ&#x20AC;Ś

BWJ[hhWÂ&#x201E;kd$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[^WkdW\ehcW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BWikf[hĂ&#x201C;Y_[Z[bbWJ[hhWÂ&#x201E;\ehcWjWZW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[c[hi[" eY[Wd_[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BWJ[hhWYecf_[Zk[cel_c[dj_0gk[bbeZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" Y^[Wll_[d[ikbfhefh_e$$$$$$$$$$$$$$$$$"[gk[bbeZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" Y^[Z[j[hc_dWbĂ&#x160;Wbj[hdWhi_Z[bb[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BWBkdWÂ&#x201E;bĂ&#x160;kd_Ye$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z[bbWJ[hhW$ Ded[cWdWbkY[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$cWh_Ă&#x201D;[jj[bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z[bIeb[$ 9ecf_[jh[cel_c[dj_0Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[ Z_jhWibWp_ed[]_hWdZe_djehdeWbIeb[_di_[c[WbbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

â&#x20AC;Ś E LA SUA ESPLORAZIONE

*ejjeXh['/+-#?Hkii_bWdY_Wdebe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ )del[cXh['/+-#?Hkii_bWdY_Wdebe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ YedWXehZe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ '(Wfh_b['/,'#$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ (&bk]b_e'/,/#D[_b7hcijhed]";Zm_dÂź8kpp½ 7bZh_d[C_Y^W[b9ebb_di$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ YedbĂ&#x160;7febbe''$ =[ddW_e(&&*#?d_p_WbĂ&#x160;[ifbehWp_ed[Z_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

181

CË\e\i^`X\

/<EQ8CŒ<E<I>@8ELCC8GFKI<99<M@M<I<FDLFM<IJ@  /@;@:<:?<LE8G<IJFE8JK8E:8aGI@M8;@<E<I>@8  D<EKI<LE8G<IJFE8J<DGI<@EDFM@D<EKF a:FEJ@;<I8K8ªG@<E8«;@<E<I>@8 (Œ<E<I>@8aC8:8G8:@KZ;@LE:FIGF;@:FDG@<I<LEC8MFIF  %E=8KK@ HL8E;FJ8C@C<J:8C<FGGLI<:FII@<>@F:?@ @CKLF:FIGFC8MFI8 JM@CLGG8E;FLEDFM@D<EKF

ENERGIA MUSCOLARE

ENERGIA SOLARE

ENERGIA CHIMICA

ENERGIA MECCANICA

Catene di energia )L3OLEFORNISCEILDELLlENERGIACHEARRIVASULLASUPERüCIEDELLA4ERRA /SSERVALACATENADIENERGIAILLUSTRATASOPRA,APRIMAFONTEDIENERGIAġIL3OLE )NFATTISOLOGRAZIEALLlENERGIASOLAREPUĠAVVENIRELAFOTOSINTESICLOROüLLIANA CHEPERMETTELAFORMAZIONEDISOSTANZEENERGETICHENEIVEGETALI CHEALOROVOLTA DANNOENERGIAAGLIANIMALICHESENECIBANO,lENERGIACHIMICACHEDERIVA DAGLIALIMENTIDICUITICIBISITRASFORMANELTUOCORPOINENERGIAMUSCOLARE EQUESTAINENERGIAMECCANICACHEMUOVEILTRICICLO ,lENERGIAQUINDIPUĠTRASFORMARSIDAUNAFORMAALLlALTRAEPUĠTRASFERIRSI DAUNCORPOALLlALTROCOMEINUNALUNGACATENA MALASUAQUANTIT÷RIMANE INVARIATA

182

c\jl\]fid\ )LCALOREDEL3OLEENERGIATERMICA RISCALDALlARIA EPRODUCELlENERGIADELVENTOENERGIAEOLICA 

,lENERGIAEOLICAFAMUOVERE LEIMBARCAZIONIAVELAELEPALE DEIMULINI TRASFORMANDOSI INENERGIAMECCANICA ,lENERGIAMECCANICA SITRASFORMAINENERGIAELETTRICA CHEASUAVOLTAFAMUOVEREITRENI FAFUNZIONAREGLIELETTRODOMESTICI EALTREMACCHINE ,lENERGIAELETTRICASITRASFORMA ANCHEINENERGIALUMINOSAE TERMICA UTILIZZATADALLlUOMO PERILLUMINARE SCALDARSI CUOCERE ICIBI FONDEREIMETALLI

*'%15#+/2#4'4#+

✔?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 •a

,lENERGIA QUINDI PUĠPRESENTARSIINFORMEDIVERSE EPASSAREDALLlUNAALLlALTRAFORMA MATUTTELEFORME DIENERGIAPOSSONOTRASFORMARSIINENERGIA DIMOVIMENTO)LCALORE LlELETTRICIT÷MAANCHE ILSUONOELALUCESONOFORMEDIENERGIA 3COPRIRAINELLEPAGINEDIQUESTAUNIT÷ COMEDAESSESIPUĠSVILUPPAREMOVIMENTO 'LISCIENZIATIINOLTREHANNOSCOPERTOUNlIMPORTANTE LEGGEüSICAOGNIVOLTACHEUNAFORMADIENERGIA SITRASFORMAINUNlALTRAPRODUCECALORE

riconoscere le principali trasformazioni dell’energia; • a capire l’importanza dell’energia termica; • a comprendere il concetto fisico di forza e le sue caratteristiche; • a comprendere il concetto fisico di leva e alcune sue applicazioni; • a capire l’importanza dell’energia elettrica, delle centrali elettriche e di alcune fonti energetiche rinnovabili e non rinnovabili.

183

CË\e\i^`X\c\jl\]fid\

IL CALORE COME SI MANIFESTA Strofina con tutta la tua energia mu-

scolare le mani una contro l’altra per almeno dieci secondi: che cosa avverti? L’energia muscolare ha fatto muovere le tue mani e l’energia meccanica si è trasformata in calore.

Avvicina le mani a un caminetto acceso. Da dove viene quel calore? L’energia chimica contenuta nella legna che brucia si è trasformata in calore. Il calore è una forma di energia, detta energia termica, che deriva dal Sole o dalla trasformazione di altre forme di energia e si trasmette attraverso i corpi.

L’agitazione termica Ü Più un corpo è freddo, più le sue molecole sono lente.

Ü Più un corpo è caldo, più le sue molecole sono veloci.

C HE COS’È CHE O È

La natura del calore è strettamente collegata alla struttura della materia. Per capire che cos’è il calore devi sapere che la materia è fatta di particelle piccolissime dette molecole. Le molecole all’interno dei corpi sono in continuo movimento: questo movimento invisibile si dice agitazione termica. Aumentando o diminuendo l’agitazione termica delle molecole di un corpo esso si riscalda o si raffredda. Quando forniamo calore a un corpo, diamo alle sue molecole l’energia per aumentare il loro movimento. Il calore è dunque una forma di energia in grado di aumentare l’agitazione termica delle molecole di un corpo e quindi di riscaldarlo.



184

F[h[i[]k_h[gk[ije[if[h_c[dje\Wjj_W_kjWh[ZWkdWZkbje$ C[jj_kdWf[djebWZÊWYgkWikkd\ehd[bbeWYY[ie$ Fjj\imX0gkWdZebÊWYgkW„\h[ZZW„\[hcW"Zkdgk[_bcel_c[djeZ[bb[ceb[Yeb[  „$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$1gkWdZebÊWYgkW_d_p_WWh_iYWbZWhi_ded„f_’\[hcW"f[hjWdje_b cel_c[djeZ[bb[ceb[Yeb[„$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾$$1gkWdZebÊWYgkWXebb[i_W]_jW" gk_dZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾$ :feZcl[`0$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

7'-)2>)

Il calore e la temperatura Com’è legata la temperatura al calore? C’è differenza tra calore e temperatura? Fai le tue ipotesi e verificale con questo esperimento.



F[h[i[]k_h[gk[ije[if[h_c[dje\Wjj_W_kjWh[ZWkdWZkbje$

1.L[hiW_dkdf[djeb_dekdgkWhjeZ_b_jheZÊWYgkW[_dkdi[YedZe f[djeb_dec[ppeb_jheZÊWYgkW$

2.C[jj__bf[djeb_deYedc[deWYgkWikkd\ehd[bb_de[b[jjh_Ye [h[]_ijhWgkWdjej[cfe_cf_[]WbÊWYgkWf[hXebb_h[$Gk_dZ__cc[h]_ YedYWkj[bWkdj[hcec[jheZWbWXehWjeh_ed[bf[djeb_de$ Fjj\imX0gkWdj_]hWZ_i[]dW_bj[hcec[jhe5¾¾¾¾¾$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾$$$$¾¾¾¾¾$ 3.C[jj_ikb\ehd[bb_de_bi[YedZef[djeb_de"gk[bbeYedbWgkWdj_j} ZÊWYgkWcW]]_eh["cWdj[d[dZe_dlWh_WjWbWj[cf[hWjkhWZ[bbWf_WijhW" [h_f[j_b[ij[ii[ef[hWp_ed_$ Fjj\imX0gkWdj_]hWZ_i[]dW_bj[hcec[jhe5��¾¾¾¾$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾$$$$¾¾¾¾¾$?bj[cfe_cf_[]Wje f[hhW]]_kd][h[jWb[j[cf[hWjkhW„i[cfh[beij[iie5¾¾¾¾¾$$$$$$$$¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾$ :feZcl[`0bÊWYgkW_d[djhWcX__f[djeb_d_Xebb[W'&&–9cW_dgk[bbeYedc[deWYgkW^W _cf_[]Wjec[dej[cfe"Zkdgk[^W_Zelkje\ehd_h[c[deYWbeh[$

Hai constatato che occorrono quantità diverse di calore per raggiungere la stessa temperatura in quantità differenti della stessa sostanza. Dunque hai capito che calore e temperatura sono due grandezze diverse. Stai bene attento alle parole: la temperatura misura quanto un corpo è caldo o freddo, cioè il livello di caldo o di freddo raggiunto da un corpo per effetto del calore, mentre il calore è energia termica, capace di modificare l’agitazione termica delle molecole di un corpo.

TECNOLOGIA La temperatura dei corpi (dell’aria, dell’acqua, di una persona…) può essere rilevata con uno strumento particolare, il termometro. Il tipo di termometro più diffuso è costituito da un tubo di vetro privo d’aria che contiene un altro tubicino di vetro. Questo ha in basso un rigonfiamento contenente mercurio o alcool colorato. Di fianco c’è una scala graduata. Questo strumento sfrutta il principio della dilatazione dei corpi: l’alcool e il mercurio, se riscaldati, occupano più spazio (vedi pag. 186). Il valore 0 corrisponde alla temperatura alla quale il ghiaccio scioglie; il valore 100 a quella dell’acqua che bolle. La distanza tra 0 e 100 è stata suddivisa in cento parti uguali: ogni parte è un grado centigrado (1 °C). Questa scala di misurazione è detta scala centigrada o Celsius, dal nome dello scienziato che l’ha costruita, Anders Celsius, un astronomo svedese.

185

CË\e\i^`X\c\jl\]fid\

La dilatazione termica Abbiamo visto che un effetto del calore è l’agitazione termica delle molecole. Un altro effetto del calore è la dilatazione termica, cioè l’aumento di volume che si manifesta in una sostanza solida, liquida o gassosa che viene riscaldata. Ciò accade perché le molecole di un corpo che viene riscaldato aumentano la loro agitazione termica, si distanziano e occupano uno spazio maggiore. Usando il termometro, hai visto che l’aumento della temperatura fa dilatare il mercurio (che è liquido), che sale lungo il tubicino occupando più spazio. Verifica ora, attraverso l’esperimento, come questo fenomeno si manifesta in un corpo solido. Ö Anche i binari ferroviari sono soggetti a dilatazione a causa del calore estivo: per questo fra un tratto e l’altro del binario c’è uno spazio libero, che si riduce in caso di dilatazione della rotaia.



;i[]k_gk[ije[if[h_c[djeYedbÊW_kjeZ_kdWZkbje$  1.<ehcWkdWd[bbeZ_ÓbZ_\[hhebkd]e_bZ_Wc[jheZ_kdWced[jW_dceZe Y^[gk[ijWl_fWii_WjjhWl[hie[iWjjWc[dj[$

2. Je]b_bWced[jW"fh[dZ_bWYedkdWcebb[jjWZ_b[]de[j_[d_bWf[hgkWbY^[

c_dkjeikbbWÓWccWZ_kdWYWdZ[bW$

3. FhelWW\WhfWiiWh[Z_dkelebWced[jWWjjhWl[hiebÊWd[bbe$ Fjj\imX0bWced[jWdedfWiiWf_’$ :feZcl[`0_bYWbeh[Z[bbWÓWccW^WfheleYWjekdWZ_bWjWp_ed["Y_e„kdWkc[dje Z_lebkc[Z[bbWced[jW"Y^[eYYkfWYeiˆf_’ifWp_e$ I[bWbWiY_hW\\h[ZZWh[l[ZhW_Y^[bWced[jWfejh}Z_dkelefWiiWh[d[bbÊWd[bbe$

6DLFKH ?b\[dec[deZ[bbWZ_bWjWp_ed[j[hc_YWi_l[h_ÓYW"\ehd[dZeYWbeh["_djkjj__cWj[h_Wb_"i_Wde[ii_ieb_Z_" b_gk_Z_e]Wiiei_$L_„kdÊkd_YW[YY[p_ed["bÊWYgkW"Y^[i_Z_bWjWWdY^[gkWdZe]^_WYY_W$I[Z_c[dj_Y^_ d[bYed][bWjeh[kdWXejj_]b_WZ_l[jhe"f_[dWZÊWYgkW[X[dY^_kiW"h_iY^_Z_jhelWhbW_df[pp_$F[hgk[ije ZkhWdj[bÊ_dl[hde_jkX_Y^[jhWifehjWded[bb[YWi[bÊWYgkWfejWX_b[egk[bbWf[h_bh_iYWbZWc[dje Z[lede[ii[h[fhej[jj_ZWb\h[ZZe"Wbjh_c[dj_"_dYWieZ_][be"fejh[XX[heifWYYWhi_$

186

7'-)2>)

La propagazione del calore COME SI PROPAGA IL C ALORE A O E Tutti i corpi possono possedere calore e

sono anche in grado di scambiarlo con altri corpi. Se appoggi le mani fredde su un termosifone caldo esse si riscaldano. Se appoggi le mani calde su un vetro freddo esse si raffreddano. Ma attenzione! È sempre il corpo più caldo che cede energia, raffreddandosi e riscaldando il corpo più freddo finché i due corpi non raggiungono la stessa temperatura: è il termosifone, infatti, che cede calore alle tue mani e sono le tue mani a cedere calore al vetro. Di conseguenza raffreddare non vuol dire fornire il freddo, bensì togliere calore. A seconda che i corpi siano solidi, liquidi o gassosi il calore si può propagare per conduzione, convezione o irraggiamento.

Conduzione Il calore si sposta da un corpo solido più caldo a uno più freddo (o tra due parti di un oggetto) senza che vi sia spostamento di materia ma solo con un trasferimento di energia termica da molecola a molecola. Un cucchiaio di metallo immerso in acqua bollente, dopo qualche minuto, diventa anch’esso caldo e se lo tocchi corri il rischio di scottarti.

Convezione Il calore si sposta nei corpi liquidi e nei gas grazie a movimenti delle loro molecole. Tale tipo di propagazione è detta convezione. Osserva i movimenti delle lenticchie immerse nell’acqua di una pentola posta sul fuoco. L’acqua riscaldata diventa più leggera e sale verso la superficie, dove si raffredda, diventa più pesante e quindi ridiscende verso il basso, dove di nuovo si riscalda… e così via. Le lenticchie vengono trascinate in questo movimento circolare.

6DLFKH 8ked_YedZkjjeh_Z_YWbeh[iedejkjj_ _c[jWbb_"iefhWjjkjjebÊWh][dje"_bhWc[" bep_dYe"_b\[hhe"bÊWYY_W_e"bÊWbbkc_d_e$ 9Wjj_l_YedZkjjeh_Z_YWbeh["[gk_dZ_ _iebWdj_"iede_bb[]de"_bY[c[dje"_b ik]^[he"_bl[jhe"bWfbWij_YW"bWbWdW$

I IMPAROASTUDIARE ✔KdX_YY^_[h[Z_bWjj[YWbZec[iie_dkd Yedj[d_jeh[YedZ[b]^_WYY_ei_hW\\h[ZZW$ F[hY^ƒ5IY[]b_bWh_ifeijW$ 9[Z[_bikeYWbeh[Wb]^_WYY_e$ 7iiehX[_b\h[ZZeZ[b]^_WYY_e$

Irraggiamento Il calore può propagarsi anche senza che vi sia un contatto diretto fra corpi, come nel caso dei raggi del Sole che raggiungono la Terra attraversando uno spazio vuoto. Il calore che viene ceduto dal Sole si trasmette per irraggiamento ai corpi, che lo assorbono e, a loro volta, lo riflettono in maggiore o minore quantità.

187

CË\e\i^`X\c\jl\]fid\

LE FORZE LE CARATTERISTICHE DI UNA FORZA

Osserva il ginnasta nella foto: con la sua forza muscolare riesce a sollevarsi da terra e a compiere difficilissime evoluzioni. La forza muscolare è quella che noi siamo abituati a vedere più spesso in azione. Infatti per mezzo dei muscoli non solo facciamo muovere il nostro corpo, ma riusciamo anche a spostare e a modificare gli oggetti che ci circondano. Si esercita una forza ogni volta che: s un corpo fermo viene mosso; s un corpo in movimento viene fermato o deviato; s la forma di un corpo viene modificata. La caratteristica principale di una forza è che, quando agisce, fa cambiare lo stato di quiete o di moto di un corpo, oppure lo deforma. La forza si oppone dunque all’inerzia, che è la tendenza di un corpo a mantenere il proprio stato di quiete o di moto.

L’attrito

A seconda della sua natura, più o meno liscia o ruvida, una superficie oppone al movimento di un corpo una forza frenante che si chiama attrito. Se non ci fosse attrito tra la suola delle scarpe e il pavimento non potremmo camminare o correre; senza l’attrito degli pneumatici sull’asfalto le auto non avrebbero tenuta di strada e se la tua bicicletta avesse le gomme perfettamente lisce faresti meno fatica a pedalare ma non sarebbe così facile fermarsi. Senza attrito la matita non lascerebbe tracce sul foglio; grazie all’attrito i polpastrelli delle dita ci consentono di afferrare gli oggetti, senza che questi scivolino dalle nostre mani. Ci sono casi, però, in cui conviene eliminare o ridurre l’attrito. Per esempio, gli ingranaggi delle macchine funzionano meglio quando le loro superfici vengono unte con un sottile strato di olio o di grasso, per impedire che sfreghino l’una contro l’altra. La sciolina applicata sotto gli sci facilita il loro scorrimento sulle piste innevate.

188

7'-)2>)

La forza di gravità e il peso COME SI MISURA A Come tu sai, la forza di gravità è la forza eser-

citata dalla Terra che attira tutti i corpi verso il proprio centro. Puoi facilmente osservare che, se sollevi un qualsiasi oggetto e poi lo lasci andare, ottieni sempre il medesimo risultato: l’oggetto sollevato cade al suolo. La forza di gravità si misura con il peso: infatti il peso di un corpo è la forza con cui è attratto dalla Terra. Tanto più ti allontani dal centro della Terra, tanto più la forza di gravità diminuisce di intensità. Per esempio, con calcoli accurati si è stabilito che un litro d’acqua pesa di più a livello del mare, pesa meno a 1 000 metri di altezza e meno ancora a 4 000 metri. Puoi facilmente capire che il peso di un corpo non è sempre uguale: si dice infatti che il peso è una grandezza variabile. Le variazioni di peso sono molto significative solo a grandi distanze dalla superficie terrestre, là dove non si risente più dell’attrazione esercitata dalla forza di gravità. Nello spazio si verifica infatti il fenomeno dell’assenza di peso. Sulla superficie della Luna la forza di gravità è pari a un sesto di quella terrestre: sulla Luna peseresti quindi un sesto di quanto pesi sulla Terra. Ciò che invece non varia mai, sulla Terra come sulla Luna, è la quantità di materia che costituisce un corpo, cioè la sua massa.

á Anche noi siamo soggetti alla forza di gravità che, dopo un salto, ci fa ricadere a terra.

6DLFKH TECNOLOGIA Per misurare il peso, che come hai imparato è un una na forza, si usa il dinamometro (nella foto) o la bilancia ancia mar arsi a molla, che si basano sulla proprietà di deformarsi isura radi una molla. La deformazione della molla è misuranu uta da un indicatore che si muove lungo una scalaa nudotto o merica graduata: più grande è il movimento prodotto m ro me o dalla forza che allunga la molla, più alto è il numero indicato, quindi maggiore è il peso.

I IMPAROASTUDIARE ✔9WbYebWgkWdjef[i[h[ij_ikbbWBkdW[gkWdjeikCWhj[" C iWf[dZeY^[ikgk[ijef_Wd[jWbW]hWl_j}„kdgk_dje Z_gk[bbWj[hh[ijh[$GkWdjef[i[h[ij_ik=_el["iWf[dZe Y^[bW]hWl_j}„jh[lebj[f_’]hWdZ[Z_gk[bbWZ[bbWJ[hhW5

GkWdZef[i_Wcekde]][jje"_dh[Wbj} c_ikh_WcebWikWcWiiW[ded_bike f[ie$?d\Wjj_d[bI_ij[cW?dj[hdWp_edWb[ Z[_f[i_[Z[bb[c_ikh[i_fWhbWZ_cWiiW [dedZ_f[ie0_bY^_be]hWcce"Yed _ike_ckbj_fb_ [iejjeckbj_fb_" „Zkdgk[bÊkd_j} Z_c_ikhWZ_cWi# iW$BWX_bWdY_WW cebbWY^[i_kiW dehcWbc[dj[ c_ikhWbW\ehpW f[ie[bWYedl[hj[ Z_h[jjWc[dj[ d[bbÊkd_j}Z_ c_ikhWZ_cWiiW$

189

CĂ&#x2039;\e\i^`X\c\jl\]fid\

LA FORZA MAGNETICA

.' %124  

Si deďŹ nisce campo magnetico lo GiĂ  nei tempi piĂš antichi gli uomini conoscevaspazio intorno a una calamita in cui no la strana proprietĂ  della magnetite, un minerale in grado agisce la forza magnetica. La forza di attirare frammenti di metallo. Ti sarĂ  capitato di usare magnetica agisce secondo linee ben qualche volta una calamita artiďŹ ciale e ti sarai accorto delprecise, le linee di forza. la forza che esercita sui corpi che attira: è la forza magnetica. Come funziona? Se metti una calamita sotto un cartoncino ricoperto di limatura di ferro, ti accorgerai che la limatura di ferro si concentrerĂ  nei pressi delle estremitĂ  della calamita: questi punti sono i poli della calamita che è attiva solo lĂŹ. Per convenzione gli scienziati chiamano nord e sud i poli della calamita che hanno forze opposte. La forza magnetica di una calamita agisce entro uno spazio limitato, che si chiama campo magnetico. CHE COSâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6;

TECNOLOGIA

ĂĄ Nellâ&#x20AC;&#x2122;immagine puoi vedere le linee di forza di un campo magnetico che si creano attorno a una calamita.

[Z[bbWb_cWjkhWZ_\[hhe$Fed_d[bbW b_cWjkhWb[YWbWc_j[Z_ifeij[ \hedjWbc[dj[Yed_feb_effeij_$ Fjj\imX0bWb_cWjkhWi_Z_ifed[_db_d[[ Z_\ehpWYedj_dk[jhW_Zk[feb_effeij_$

2. FhelWW]_hWh[kdWZ[bb[Zk[YWbWc_j[$ Fjj\imX0Y^[YeiWikYY[Z[WbbW b_cWjkhW5žžžžžžž$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$žžžžžžžž :feZcl[`0_feb_effeij_Z_Zk[ YWbWc_j[i_WjjhW]]ede"c[djh[_feb_ k]kWb_i_h[if_d]ede$

190



1. Fh[dZ_Zk[YWbWc_j[WXWijedY_de

Una preziosa invenzione che sfrutta la forza magnetica della Terra è la bussola. Lâ&#x20AC;&#x2122;ago punta verso il Nord per effetto del campo magnetico terrestre. La Terra si comporta come un potente magnete che genera attorno a sĂŠ un campo magnetico e tutti gli aghi magnetizzati sulla Terra, come lâ&#x20AC;&#x2122;ago della bussola, si orientano nella direzione nord-sud. Il polo nord magnetico non coincide con quello geograďŹ co, perchĂŠ si trova nellâ&#x20AC;&#x2122;isola di Bathurst, nel Mar Glaciale Artico, a circa 1900 chilometri dal Polo Nord geograďŹ co.

7'-)2>)

LE LEVE Nel mondo contemporaneo i lavori più faticosi sono svolti da macchine complesse. Fin dai tempi antichi, però, l’uomo ha inventato strumenti che gli permettevano di compiere lavori pesanti con il minimo sforzo. In fisica tutto ciò che è in grado di compiere un lavoro si chiama macchina. Le macchine che si utilizzano con la sola forza muscolare sono chiamate macchine semplici; le più comuni tra queste sono le leve. COME SO S O N O FATTE FATT E

La leva è un’asta rigida fissata a un perno fisso detto fulcro (F). In un punto della leva si trova il peso da sollevare, la resistenza (R); in un altro punto viene applicata la forza che serve per sollevare il peso, la potenza (P). A seconda delle posizioni del fulcro, della resistenza e della potenza si hanno á Anche la carrucola è una macchina semplice. tre tipi di leva. Osserva le immagini.

Leva di primo genere R

F

Leva di secondo genere

P

Resistenza e potenza si trovano in posizioni opposte rispetto al fulcro. Ne sono esempi le forbici, le tenaglie, le pinze, il remo.

P

R

Leva di terzo genere

F

La resistenza è al centro; potenza e fulcro sono agli estremi opposti. Sono leve di secondo genere l’apribottiglia, lo schiaccianoci, la carriola.

R

P

F

La potenza si trova tra il fulcro e la resistenza. Ne sono esempi il badile, la canna da pesca, le pinze per il ghiaccio o per il limone.

IIMPAROASTUDIARE ✔9edkdW\h[YY_WYebb[]WWe]d__ccW]_d[bWikWZ_ZWiYWb_W$

B[lWZ_fh_ce][d[h[

B[lWZ_i[YedZe][d[h[

B[lWZ_j[hpe][d[h[

191

CË\e\i^`X\c\jl\]fid\

Leve vantaggiose, svantaggiose, indifferenti COME FUNZIONANO

Quando si usa una leva occorre fare in modo che la distanza tra il fulcro e la potenza sia maggiore della distanza tra il fulcro e la resistenza. È interessante notare come più il braccio della potenza è lungo, maggiore è il lavoro svolto dalla leva: quindi con leve a braccio lungo è possibile spostare pesi molto grandi con minore fatica. Una leva di primo genere può essere vantaggiosa, svantaggiosa o indifferente.

Leva vantaggiosa

F

P

Leva indifferente

Una leva è vantaggiosa quando il fulcro è più vicino alla resistenza: in questo caso la fatica di sollevare il peso è minore.

R P

Leva svantaggiosa

P

F

Una leva è svantaggiosa se il fulcro è più vicino alla potenza.

R

F

R

Una leva è indifferente se il fulcro è posto esattamente alla stessa distanza fra potenza e resistenza.

Le leve di secondo genere sono sempre vantaggiose; le leve di terzo genere sono sempre svantaggiose.



192

Fke_ijkZ_Wh[b[YWhWjj[h_ij_Y^[Z_kdW b[lWeii[hlWdZe_bYecfehjWc[dje Z_kdÊWbjWb[dWWX_b_Ye0i[Z[dZej_Yed _jke_YecfW]d__dlWh_[fei_p_ed_ ikbbÊWii["fejhW_YWf_h[Yec[_bf[ie Z_kdXWcX_dei[ZkjeWkdÊ[ijh[c_j} Z[bbÊWii[feiiW"f[h[i[cf_e" fWh[]]_Wh[gk[bbeZ_Zk[XWcX_d_ i[Zkj_f_’l_Y_deWb\kbYhe$ 

7'-)2>)

L’ELETTRICITÀ CHE COS’È O S ’È È

La materia è costituita di particelle chiamate atomi. Ogni atomo è formato a sua volta da tre tipi di particelle: i protoni, che posseggono una carica positiva (+); i neutroni, senza carica; gli elettroni, che hanno una carica negativa (–). Protoni e neutroni formano il nucleo dell’atomo: il numero di protoni è sempre uguale a quello dei neutroni. Gli elettroni invece, in determinate circostanze, possono abbandonare l’atomo e trasferirsi in atomi diversi. Se strofini un righello di plastica con un panno di lana e poi lo avvicini a dei pezzetti di carta, vedrai che il righello attrae i pezzetti di carta. Per strofinìo, infatti, alcuni elettroni si allontanano dagli atomi della lana e si trasferiscono negli atomi della plastica: la plastica si è caricata di elettricità statica negativa. L’elettricità statica è una forma di energia e si chiama così perché le cariche elettriche, accumulate nel corpo elettrizzato, rimangono ferme nella zona in cui sono state prodotte. L’energia statica non può far funzionare un apparecchio elettrico. Per far questo è necessario che le cariche elettriche si spostino continuamente e in modo ordinato, dando origine a una corrente elettrica.

La corrente elettrica

á Avrai certamente notato, pettinandoti, che a volte i capelli si «elettrizzano».

La corrente elettrica è un flusso di elettroni che si muove in modo ordinato lungo un conduttore. La corrente elettrica viene prodotta con l’uso di generatori (per esempio una pila) che creano in due punti chiamati poli elettrici una diversa concentrazione di elettroni: in un punto ci sono elettroni in eccesso (catodo) e nell’altro elettroni in difetto (anodo). Quando i due poli vengono collegati con un filo conduttore, fra loro si crea un flusso di elettroni, cioè corrente elettrica.

TECNOLOGIA Per produrre la differenza di carica elettrica tra catodo e anodo si usano i generatori di corrente elettrica. Il primo generatore di corrente è stato la pila. Le pile, come i magneti, hanno due poli, uno positivo e l’altro negativo. Quando i due poli vengono collegati per mezzo di un filo di rame a un apparecchio che utilizza l’energia prodotta, si ha un circuito elettrico: dal polo negativo le cariche elettriche si spostano verso il polo positivo, creando una corrente elettrica che fa funzionare l’apparecchio. Se appoggi la lingua tra i due poli di una pila a pacchetto sentirai un pizzicore: è la debole corrente che si sposta tra i due poli, attraversando la tua lingua, che fa da conduttore.

193

CĂ&#x2039;\e\i^`X\c\jl\]fid\

Lâ&#x20AC;&#x2122;elettricitĂ  in casa DOVE SCORRE Le mura di casa sono attraversate da una ďŹ t-

ta ragnatela di cavi che portano la corrente elettrica a tutte le lampade e alle prese di collegamento con i vari elettrodomestici. La guaina isolante dei ďŹ li elettrici è oggi realizzata in PVC (PoliVinilCloruro), un materiale plastico resistente agli acidi e al calore. .' %124   I cavi sono ďŹ li generalmente di rame rivestiti da materiale isolante. Si dice guaina ogni rivestimento ďŹ&#x201A;essibile.

Anche lo spessore dei cavi è cambiato: è aumentato perchĂŠ sono aumentati i consumi e i vecchi ďŹ li non riescono a sopportare i ďŹ&#x201A;ussi di corrente richiesti senza surriscaldarsi. I ďŹ li elettrici allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei muri devono essere inseriti in tubi di plastica ďŹ&#x201A;essibile, che li proteggono dallâ&#x20AC;&#x2122;umiditĂ  e da eventuali contatti: qualcuno potrebbe, piantando un chiodo o trapanando il muro, toccare il ďŹ lo e rimanere folgorato.

Infatti, come sai, il ďŹ&#x201A;usso di elettroni è dovuto alla diversa concentrazione ai due poli: maggiore è la differenza di concentrazione (o tensione), maggiore sarĂ  la forza con cui gli elettroni si spostano da un polo allâ&#x20AC;&#x2122;altro. Lâ&#x20AC;&#x2122;unitĂ  di misura di questa forza è il volt (V). Le normali pile hanno tensioni molto basse, da 1,5 V a 9 V, e quindi non pericolose. La tensione elettrica nelle abitazioni e nelle aziende varia invece da 220 V a 380 V ed è in grado di folgorare una persona.

TECNOLOGIA I cavi elettrici sono in rame perchĂŠ questo metallo è un ottimo conduttore, nduttoree cioè è un materiale che permette facilmente il passaggio degli elettroni e quindi ÂŤconduceÂť la corrente elettrica. Sono conduttori tutti i metalli, la graďŹ te, il corpo umano, lâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Plastica, vetro, legno, gomma, ceramica sono invece isolanti, cioè non permettono il libero passaggio degli elettroni e quindi non si lasciano attraversare dalla corrente elettrica. Per questo i ďŹ li e le prese sono rivestiti di plastica, un materiale che blocca il passaggio dellâ&#x20AC;&#x2122;elettricitĂ .

194

Educazione

Educazione alla Salute

J!qfsjdpmj!efmmÖfofshjb!fmfuusjdb La corrente elettrica di casa ha una tensione di 220 volt, molto più elevata di quella di una pila. Il nostro corpo, poi, composto per il 65% di acqua, è un buon conduttore e si lascia attraversare facilmente dalla corrente. Perché vi sia un passaggio di corrente attraverso il corpo, basta che una parte di esso venga a contatto con un circuito elettrico, cioè che si venga a trovare fra due poli elettrici collegati da un conduttore. Il passaggio di corrente a tensione elevata produce nelle parti del corpo attraversate un aumento di calore e soprattutto una contrazione automatica di tutti i muscoli interessati e può anche causare un arresto del cuore. Per evitare infortuni occorre perciò osservare alcune precauzioni. s Non utilizzare mai apparecchi elettrici con le mani bagnate o a piedi scalzi. s Non tenere elettrodomestici sul bordo della vasca o del lavandino mentre si fa il bagno o la doccia: l’acqua è un ottimo conduttore. s Non utilizzare apparecchi elettrici con cavi sfilacciati e spine non in perfetto stato. s Evitare di inserire troppe spine in un’unica presa. s Non infilare oggetti nelle prese di corrente. s Sostituire le lampadine e aggiustare le prese solo dopo aver disattivato l’interruttore generale.

Per limitare il consumo di energia elettrica, riducendo l’inquinamento e il costo delle bollette, verifica quali dei seguenti accorgimenti potrebbero essere introdotti in casa tua e a scuola. s Non tenere accese inutilmente troppe lampadine. s Quando non si usano, spegnere le apparecchiature con il tasto centrale. s Sostituire le tradizionali lampadine con tubi a fluorescenza o con lampadine a basso consumo. s Mettere in funzione lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico. s Assicurarsi che il frigorifero abbia la guarnizione integra. s Sbrinare il frigorifero con regolarità.

195

CĂ&#x2039;\e\i^`X\c\jl\]fid\

Le centrali elettriche COME FUNZIONANO

Lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo dellâ&#x20AC;&#x2122;energia elettrica è talmente ampio che, se si fermasse anche solo per poco tempo la sua produzione a causa di un black-out, si fermerebbero tutte le attivitĂ , le comunicazioni, le industrie, i mezzi di trasporto. Lâ&#x20AC;&#x2122;energia elettrica viene prodotta nelle centrali elettriche per mezzo di appositi impianti e poi, attraverso cavi aerei sostenuti da piloni, giunge in tutti i luoghi, comprese le nostre case. Lâ&#x20AC;&#x2122;energia elettrica viene prodotta trasformando altre forme di energia, secondo la regola che ÂŤlâ&#x20AC;&#x2122;energia non si può creare dal nulla, ma la si può ottenere utilizzando e trasformando altra energia giĂ  presente in naturaÂť. Per produrre corrente elettrica, alcune centrali utilizzano le turbine, enormi ruote provviste di pale che vengono fatte girare rapidamente sfruttando fonti diverse di energia (acqua, Sole, vento, petrolio, carbone, gas, uranio); il moto delle turbine si trasmette a generatori, chiamati alternatori, che trasformano lâ&#x20AC;&#x2122;energia cinetica (di movimento) in energia elettrica.

.' %124   Il generatore è un dispositivo capace di produrre corrente elettrica. Sono generatori la pila, la dinamo della bicicletta, lâ&#x20AC;&#x2122;alternatore.

Le centrali idroelettriche Se le turbine vengono fatte girare sfruttando la forza di caduta dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua, si parla di centrali idroelettriche. Dal bacino collocato in montagna lâ&#x20AC;&#x2122;acqua scor-re in grossi tubi chiamati condotte forzate; lâ&#x20AC;&#x2122;energia cinetica dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua che cade a valle fa girare le turbine, trasformandosi cosĂŹ in energia meccanica. Le turbine sono collegate a un alternatore, che trasforma lâ&#x20AC;&#x2122;energia meccanica in energia elettrica. Lâ&#x20AC;&#x2122;energia prodotta è pulita, cioè non inquina lâ&#x20AC;&#x2122;aria, ma una centrale idroelettrica occupa enormi spazi e modiďŹ ca profondamente il paesaggio.

b_d[[WZWbjWj[di_ed[

XWY_deWhj_Ă&#x201C;Y_Wb[ Z_]W

YedZejj[ \ehpWj[

jkhX_dW

196

Wbj[hdWjeh[ ][d[hWjeh[

jhWi\ehcWjeh[

7'-)2>)

Le centrali termoelettriche Le centrali termoelettriche sfruttano il vapore prodotto bruciando un combustibile in una caldaia e facendo evaporare acqua. La forza del vapore mette in moto le turbine, e queste azionano un alternatore che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica. Queste centrali utilizjhWb_YY_e zano carbone, gasolio, petrolio o gas metano, che bruciando proYedZkjjkh[ Z[blWfeh[ ducono però anidride carbonica, anidride solforosa e ossido di carbonio, sostanze injkhX_dW quinanti che si disperdono nell’ambiente. jhWi\ehcWjeh[ YWc_de

YWbZW_W

Wbj[hdWjeh[

Le centrali nucleari Le centrali nucleari (o atomiche) funzionano come quelle termoelettriche, ma l’energia che fornisce calore è prodotta dalla fissione nucleare, cioè dalla rottura dei nuclei di atomi di uranio, un elemento chimico radioattivo. L’elettricità così prodotta è poco costosa e non libera gas dannosi jhWb_YY_e nell’atmosfera, ma le centrali nucleari producono b_d[[WZWbjW j[di_ed[ scorie radioattive. Queste scorie rimangono radioattive, quindi pericolose, b_gk_Ze per secoli, perciò è difficih_iYWbZWje iYWcX_Wjeh[ Z_YWbeh[ lissimo smaltirle. Devono YedZkjjkh[ Z[blWfeh[ essere chiuse in contenijhWi\ehcWjeh[ tori ermetici, costruiti con materiali capaci di durare Wbj[hdWjeh[ h[Wjjeh[ jkhX_dW WYgkW dkYb[Wh[ millenni e deposti in luoghi sicuri a grandi profondità.

197

ALPPFBO

ALPPFBO PFFBO ALPPFBO

ALPPFBO

D]^gfla\a]f]j_aY Per millenni l i lâ&#x20AC;&#x2122;uomo lâ&#x20AC;&#x2122; ha h utilizzato tili t solo l fonti f ti energetiche ti h rinnovabili i (Sole, acqua, vento). Poi, con la rivoluzione industriale, ha incominciato a usare in modo sempre piĂš massiccio altre fonti, che la natura offre in quantitĂ  ma che con il tempo si esauriranno. Esistono infatti fonti energetiche di due tipi: rinnovabili e non rinnovabili.

Fonti energetiche non rinnovabili *MPETROLIOoVOMJRVJEPPMFPTP GPSNBUPTJJONJMJPOJEJBOOJJOTFHVJUP BMMBMFOUBEFDPNQPTJ[JPOFEJFOPSNJ RVBOUJUhEJQJDDPMJPSHBOJTNJBOJNBMJ FWFHFUBMJ EFQPTJUBUJTJTVJGPOEBMJEJ NBSJFMBHVOFFQPJSJDPQFSUJEBTUSBUJ EJTFEJNFOUJSPDDJPTJ%BMQFUSPMJPTJ SJDBWBOPCFO[JOB DIFSPTFOF BTGBMUP  NBUFSJFQMBTUJDIF4JFTUSBFEBJQP[[J DPTUSVJUJTVMMBUFSSBGFSNBPJONBSF "EFTUSBQVPJWFEFSFVOBQJBUUBGPSNB QFSMÂľFTUSB[JPOFEFMQFUSPMJP EBJGPOEBMJNBSJOJ *MCARBONEEFSJWBEBMMBUSBTGPSNB[JPOF EJFOPSNJGPSFTUF SJNBTUFTFQPMUFEBHSBOEJ TDPOWPMHJNFOUJEFMMBDSPTUBUFSSFTUSF -BDPNCVTUJPOFEFMDBSCPOFQSPEVDFNPMUPQJ} DBMPSFEJRVFMMBEFMMFHOP NBBODIFQJ}TDPSJF 1FSRVFTUPPHHJJMDBSCPOFWJFOFCSVDJBUP JODFOUSBMJUFSNPFMFUUSJDIFEPWFTPOPQSFTFOUJ HSBOEJJNQJBOUJQFSMBEFQVSB[JPOFEFJGVNJ

198

*MGASNATURALE PMETANO oVODPNCVTUJCJMF HBTTPTP BODIÂľFTTPPSJHJOBUP DPNFJMQFUSPMJP  EBMMBEFDPNQPTJ[JPOFEJSFTJEVJPSHBOJDJ #SVDJBGBDJMNFOUFFJORVJOBQPDPMÂľBSJB  QFSDInSJMBTDJBOFJGVNJQJDDPMF RVBOUJUhEJTDPSJF

Fonti energetiche rinnovabili -µENERGIAIDRICAoRVFMMBQJ}TGSVUUBUB/FMMFDFOUSBMJ JESPFMFUUSJDIFMµFOFSHJBDJOFUJDBEFMMµBDRVB JODBEVUBoUSBTGPSNBUBJOFOFSHJBNFDDBOJDB  DIFHMJBMUFSOBUPSJUSBTGPSNBOPQPJJOFOFSHJBFMFUUSJDB Ã&#x2030;BODPSBQPDPTGSVUUBUB JOWFDF MBFORZADELLEONDE EDELLEMAREE DIFQVxQSPEVSSFFOFSHJBFMFUUSJDB QFSNF[[PEJDFOUSBMJQBSUJDPMBSJ DFOUSBMJNBSFNPUSJDJ 

-µENERGIASOLAREQVxFTTFSFVUJMJ[[BUBQFSSJTDBMEBSFMµBDRVB PMFBCJUB[JPOJBUUSBWFSTPJPANNELLISOLARI QPTUJQSFWBMFOUFNFOUF TVJUFUUJEFMMFDBTF PQQVSFQFSQSPEVSSFDPSSFOUFFMFUUSJDBDPO MFCELLEFOTOVOLTAICHE DPTUSVJUFDPONBUFSJBMJJOHSBEPEJUSBTGPSNBSF EJSFUUBNFOUFMµFOFSHJBMVNJOPTBEFM4PMFJOFOFSHJBFMFUUSJDB

-µENERGIAEOLICAoTFNQSFTUBUBTGSVUUBUBDPOJNVMJOJ BWFOUPFMFJNCBSDB[JPOJBWFMBPHHJWJFOFVUJMJ[[BUBQFS QSPEVSSFFMFUUSJDJUhBUUSBWFSTPHSBOEJUVSCJOF AEROMOTORI  DIFUSBTGPSNBOPMµFOFSHJBDJOFUJDBEFMWFOUP JOFOFSHJBFMFUUSJDB -µENERGIAGEOTERMICAoJMDBMPSFJOUFSOPEFMMB5FSSB5BMF DBMPSFSJTDBMEBMFBDRVFTPUUFSSBOFFFMFGBFWBQPSBSF*MWBQPSF TBMFJOTVQFS¾DJFFWJFOFJODBOBMBUPEFOUSPPQQPSUVOFUVCBUVSF  DIFMPDPOEVDPOPBEB[JPOBSFHFOFSBUPSJBUVSCJOB

-µENERGIADABIOMASSATJQVxPUUFOFSFBUUSBWFSTPMBDPNCVTUJPOF EJTDBSUJMFHOPTJ DIFQSPEVDFDBMPSF PQQVSFDPOMBGFSNFOUB[JPOF EFJ SJ¾VUJ PSHBOJDJ JO BQQPTJUJ DIGESTORI  QFS QSPEVSSF BIOGAS  VO DPNCVTUJCJMF DPOUFOFOUF NFUBOP "ODIF J SJ¾VUJ TPMJEJ VSCBOJ  PQQPSUVOBNFOUFUSBUUBUJFCSVDJBUJBMMµJOUFSOPEJJNQJBOUJDIJBNBUJ TERMOVALORIZZATORI QPTTPOPFTTFSFVOBWBMJEBGPOUFEJFOFSHJB

199

?f`dgXiXkfX%%% 'SQTPIXEVI

9ecfb[jWb[W\\[hcWp_ed_Yedb[fWheb[#Y^_Wl[Y^[^W_jhelWjed[bj[ije$   CĂ&#x2039;\e\i^`X 

Â&#x201E;bWYWfWY_j}Z_kdYehfeZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ dedi_Yh[W[dedi_Z_ijhk]]["fkÂ?iebe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

  CXc\mX 

Â&#x201E;kdWcWYY^_dW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Y^[f[hc[jj[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$



 i_jhWic[jj[WjjhWl[hie_YedZkjjeh_[b[jjh_Y_"Y^[iede_c[jWbb_[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$



CĂ&#x2039;\c\kki`Z`k~

  C\]fek`[`\e\i^`X 

Â&#x201E;Yeij_jk_jWZW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

 dedi_jhWic[jj[WjjhWl[hie]b__iebWdj_"Y^[iede$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ feiiede[ii[h[dedh_ddelWX_b_"Yec[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ feiiede[ii[h[h_ddelWX_b_"Yec[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

9ecfb[jW[h_f[j_WleY[gkWdje^W__cfWhWje$ ?bYWbeh[Â&#x201E;kdW\ehcWZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Y^[fheleYWbWZ_bWjWp_ed["Y_eÂ&#x192;bĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Z[blebkc[Z[_Yehf_$ ?bYWbeh[i_fhefW]Wd[_Yehf_ieb_Z_f[h$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"d[_Yehf_b_gk_Z_[d[_]Wi f[h$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[d[blkejef[h$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BWj[cf[hWjkhWZ_kdYehfei_c_ikhW_d]hWZ_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BĂ&#x160;WYgkW"f[hXebb_h["Z[l[hW]]_kd][h[bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z_$$$$$$$$$$$Â&#x2013;9$?dl[Y[_b]^_WYY_e\edZ[W$$$$$$$$$$Â&#x2013;9$ KdYehfeY^[h_Y[l[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Wkc[djWbWfhefh_W$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$[WdY^[ _bfhefh_e$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$f[h[\\[jjeZ[bbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

6MGSRSWGIVI

IYh_l_i[b[W\\[hcWp_ed_iedel[h[e\Wbi[$ B[YWbWc_j[iedeYehf_ZejWj_Z_\ehpWcW]d[j_YW$      Ded[i_ijedecW]d[j_dWjkhWb_$         IebeWbYkd[YWbWc_j[^Wdde_bfebedehZ[_bfebeikZ$      BWXkiiebW"f[h\kdp_edWh["i\hkjjW_bcW]d[j_icej[hh[ijh[$     KdYehfei_[b[jjh_ppWf[hY^Â&#x192;Wkc[djWdeeZ_c_dk_iYede]b_[b[jjhed_d[_ike_Wjec_$ B[YWh_Y^[[b[jjh_Y^[Z[bbeij[iiej_fei_WjjhW]]ede$      ?bf[hYehieYecf_kjeZWbbWYehh[dj[[b[jjh_YWZkhWdj[_bikekj_b_ppe i_Y^_WcWY_hYk_je[b[jjh_Ye$        

200

' ' ' ' ' ' '

7'-)2>)

7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jWbWcWffWY^[h_Wiikc[b[\ehc[[b[\edj_Z_[d[h]_W" fe_h_f[j_WleY[WbjWgkWdje^W__cfWhWje$ ckiYebWh[

Lâ&#x20AC;&#x2122;energia

j[hc_YW

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Â&#x201E;bWYWfWY_j}Z_

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

i_fh[i[djWiejje lWh_[\ehc[

[eb_YW

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ f[hfheZkhh[Yehh[dj[ [b[jjh_YWÂ&#x201E;jhWi\ehcWjWZW

dkYb[Wh[ c[YYWd_YW

Y[djhWb_ j[hce[b[jjh_Y^[

Y[djhWb_ dkYb[Wh_

Y[djhWb_ _Zhe[b[jjh_Y^[

Y[djhWb_ iebWh_

Y[djhWb_ ][ej[hc_Y^[

kiWde

kiWde

kiWde

i\hkjjWde

i\hkjjWde

khWd_e

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Ieb[

YWhXed[

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Y[djhWb_ [eb_Y^[ W[hecejeh_

Z_][ijeh_" j[hcelWbeh_ppWjeh_ kiWde

i\hkjjWde

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

l[dje $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

c[jWde \edj_h_ddelWX_b_

\edj_dedh_ddelWX_b_

201

@cZfigf

%C:FIGFLD8EFaLE8D8::?@E8D<I8M@>C@FJ8 :?<=LEQ@FE8@ED8E@<I8G<I=<KK88JJLD<E;F:@9F<8:HL8  FJJ@><EF<:8CFI<J@8DF@E>I8;F;@:I<J:<I< :@Fa;@KI8J=FID8I:@ ;898D9@E@@E8;LCK@J@8DF@E>I8;F;@G8IC8I< :8DD@E8I<  :FII<I< =8I<JGFIK GIFM8I<<DFQ@FE@ G<EJ8I<<I@GIF;LI:@

รก Una molecola di DNA dalla tipica forma a doppia elica.

elZc\f fi^Xelc` Z\cclcXi`

d\dYiXeX Z\cclcXi\

Z`kfgcXjdX

รก Cromosomi visti al microscopio.

)LNOSTROCORPOฤกCOSTITUITODAPIรšDIMILIONIDI ITODAPIรšDIMILIONIDICELLULE 4UTTELECELLULEHANNOUNASTRUTTURASIMILE PURDIFFERENZIANDOSISECONDOICOMPITI ELEFUNZIONICHESVOLGONOALLlINTERNODIOGNIORGANISMO !LCENTRODELLACELLULASITROVASEMPREUNNUCLEO RICCODICROMOSOMI BASTONCINI COMPOSTIDIUNASOSTANZACHIAMATA$.!CHECONTIENEIGENI UNITรทBIOLOGICHEINCUI SONODEPOSITATETUTTELEINFORMAZIONINECESSARIEPERยƒCOSTRUIREย’OGNISINGOLOINDIVIDUO

202

ldXef

*'%15#+/2#4'4#+

✔?dgk[ijWkd_j}_cfWh[hW_0 •a

Dalla cellula all’organismo

osservare gli elementi costitutivi del corpo umano; • a riconoscere i fondamentali elementi di anatomia e fisiologia dei vari apparati e sistemi; • a conoscere, la suddivisione dei cibi in elementi energetici, plastici e protettivi; • a collegare i vari organi del corpo umano alle funzioni che svolgono; • a comprendere l’importanza della prevenzione nella tutela della salute.

9;BBKB;

9_WiYkdWCELLULA„_d]hWZeZ_Yecf_[h[ jkjj[b[\kdp_ed_l_jWb_$

J;IIKJ?

D[bYehfeZ_e]d_[ii[h[l_l[dj[b[Y[bbkb[Y^[ileb]edekdWij[iiW\kdp_ed[i_WiieY_Wde [\ehcWdekdTESSUTO$F[h[i[cf_eb[Y[bbkb[Y^[Yeij_jk_iYede_ckiYeb_[Yedi[djede _bcel_c[dje\ehcWde_bj[iikjeckiYebWh[$

EH=7D?

Kd ORGANO „ bÊ_di_[c[ Z_ kde e f_’ j[iikj_ [Z „ Z[ij_dWje W ileb][h[ kdW \kdp_ed[ if[Y_ÓYW$BeijecWYef[h[i[cf_e„kdeh]WdeZ[bbÊWffWhWjeZ_][h[dj[c[djh[_bYkeh[ „kdeh]WdeZ[bbÊWffWhWjeY_hYebWjeh_e$

7FF7H7J?;I?IJ;C?

EH=7D?ICE

F_’ eh]Wd_ Y^[ Yedjh_Xk_iYede Wbbe ileb]_c[dje Z_ kdW ij[iiW \kdp_ed[ \ehcWde kd APPARATO e kd SISTEMA$ D[ „ kd [i[cf_e bÊWffWhWje Y_hYebWjeh_e" Y^[ „ Z[fkjWje WbbW Y_hYebWp_ed[ iWd]k_]dW [Z „ Yeij_jk_je ZWeh]Wd_gkWb__bYkeh["bÊWehjW"b[Whj[h_[[b[l[d[$

BÊ_di_[c[Z[_lWh_WffWhWj_[i_ij[c_"_d]hWZeZ_ileb][h[jkjj[b[\kdp_ed_d[Y[iiWh_[ WbbWl_jW"Yeij_jk_iY[bÊORGANISMO$

203

@cZfigfldXef

L’APPARATO RESPIRATORIO COME FUNZIONA La respirazione consente al nostro organismo di pro-

curarsi ossigeno, sostanza fondamentale che permette alle cellule del nostro corpo di produrre energia con una reazione chimica che, però, produce una notevole quantità di anidride carbonica, un gas velenoso che deve essere prontamente eliminato. L’apparato respiratorio provCAVIT÷NASALE NARICI vede al rifornimento di ossigeBOCCA no e all’eliminazione dell’aniFARINGE dride carbonica. LARINGE POLMONI

TRACHEA BRONCHI

Ecco il percorso dell’aria che entra nel tuo corpo. BRONCHIOLI

Dal naso ai bronchi DIAFRAMMA

L’aria entra attraverso le narici o la bocca, raggiunge la faringe, la laringe e la trachea, un tubo lungo circa 12 centimetri. Nella parte inferiore la trachea si divide in due rami, i bronchi, che dividendosi in tubi sempre più piccoli, chiamati bronchioli, immettono l’aria nei polmoni.

Negli alveoli dei polmoni I bronchioli terminano in cavità elastiche ricche di vasi sanguigni, gli alveoli polmonari, che sono avvolti da una fitta rete di capillari venosi e arteriosi. Negli alveoli avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica trasportata dal sangue. L’ossigeno passa dagli alveoli al sangue e l’anidride carbonica dal sangue agli alveoli. Le due masse che racchiudono gli alveoli polmonari si chiamano polmoni, due organi a forma di tronco di cono elastici e spugnosi, che occupano gran parte della gabbia toracica.

OSSIGENO

ALVEOLIPOLMONARI CONLARETEDICAPILLARI

ANIDRIDECARBONICA ARIA

CAPILLARE ALVEOLO

6DLFKH 204

GkWdZe fWhb_Wce" bÊWh_W Y^[ fWiiW WjjhWl[hie bW bWh_d][\Wl_XhWh[b[YehZ[leYWb_"f_[]^[[bWij_Y^[ Y^[fheZkYedeiked_$Fh_cWZ_kiY_h[ZWbbWXeYYW" _ iked_ feiiede [ii[h[ jhWi\ehcWj_ _d fWheb[ ZW_ Ü Corde cel_c[dj_Z[bbWb_d]kW[Z[bb[bWXXhW$ vocali chiuse.

Ü Corde vocali aperte.

7'-)2>)

La respirazione COME AVVIENE La respirazione consiste nel continuo scambio fra

lâ&#x20AC;&#x2122;aria esterna, che penetra nei polmoni, e lâ&#x20AC;&#x2122;aria interna, che viene emessa nellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. Questo scambio avviene mediante i movimenti respiratori di inspirazione ed espirazione.

Inspirazione febced_ Z_bWjWj_

ARIACHE ENTRA

Con lâ&#x20AC;&#x2122;inspirazione introduciamo aria: i muscoli situati tra le costole si sollevano e il diaframma, una membrana che sta tra il torace e lâ&#x20AC;&#x2122;addome, si abbassa. CosĂŹ la cassa toracica si allarga e lâ&#x20AC;&#x2122;aria entra nei polmoni.

Con lâ&#x20AC;&#x2122;espirazione facciamo uscire lâ&#x20AC;&#x2122;aria: i muscoli tra le costole si rilassano, il diaframma si solleva e la gabbia toracica si restringe. Tutto ciò provoca la compressione dei polmoni e lâ&#x20AC;&#x2122;espulsione dellâ&#x20AC;&#x2122;aria. .' %124  

DIAFRAMMA CONTRATTO

Espirazione POLMONI CONTRATTI ARIACHE ESCE

La gabbia toracica protegge il cuore e i polmoni ed è formata da ossa piatte, le costole, incurvate ad arco.

DIAFRAMMA RILASCIATO

6DLFKH :_[jhe bW XWi[ Z[bbW b_d]kW i_ jhelW bĂ&#x160;[f_]bejj_Z[" kdĂ&#x160;Wb[jjW Z_ YWhj_bW]_d[ Y^[e]d_lebjWY^[_d]^_ejj_Y_Xe"WYgkW e iWb_lW Y^_kZ[ cec[djWd[Wc[dj[ bĂ&#x160;Wf[hjkhW Z[bbW bWh_d][" _cf[Z[dZe Wb Y_XeZ_WdZWh[d[bbWjhWY^[W$ BĂ&#x160;kece Zkdgk[" W Z_\\[h[dpW Z_ Wbjh_ Wd_cWb_" ded fkÂ? Z[]bkj_h[ [ h[if_hWh[ Yedj[cfehWd[Wc[dj[$ I[" f[h [hheh[" Z[bY_Xe[djhWd[bbWbWh_d]["Yec_dY_Wce Wjeii_h[$BWjeii[i[hl[fhefh_eWb_X[# hWh[bĂ&#x160;WffWhWjeh[if_hWjeh_e$

CIBO EPIGLOTTIDE CHIUSA

I IMPAROASTUDIARE

CORDE VOCALI ESOFAGO

LARINGE

â&#x153;&#x201D;:[iYh_l_ikbgkWZ[hde _bf[hYehieZ[bbĂ&#x160;Wh_WZ[djhe bĂ&#x160;WffWhWjeh[if_hWjeh_ekiWdZe b[fWheb[#Y^_Wl[[b[dYWj[$ dWh_Y_#\Wh_d][#bWh_d][#jhWY^[W #XhedY^_#XhedY^_eb_#Wbl[eb_# febced_#[if_hWp_ed[

Educazione alla Salute IedeZ_l[hi[b[cWbWjj_[Y^[feiiedeYebf_h[bĂ&#x160;WffWhWjeh[if_hWjeh_e0hW\\h[ZZeh["_dĂ&#x201D;k[dpW" \Wh_d]_j["XhedY^_j[$$$fkhded[ii[dZecWbWjj_[]hWl_dedlWddejhWiYkhWj[$Feii_Wce Z_\[dZ[hY_ZWgk[ij_f[h_Yebei_WjjWYY^_WbbWdeijhWiWbkj[i[]k[dZeWbYkd[dehc[_]_[d_Y^[0 Â&#x161;h[if_hWh[_bf_Â&#x2019;feii_X_b[Wh_WfkhW1 Â&#x161;YWcX_Wh[ if[iie bĂ&#x160;Wh_Wd[]b_WcX_[dj_Y^_ki_1 Â&#x161;[l_jWh[iXWbp_Z_j[cf[hWjkhW[Yehh[dj_ZĂ&#x160;Wh_W1 Â&#x161;ded\kcWh[[dedijWh[WYYWdjeWY^_\kcW$

205

@cZfigfldXef

L’APPARATO DIGERENTE COME FUNZIONA

I cibi che noi mangiamo devono essere trasformati per poter fornire energia al nostro corpo. L’apparato digerente ha il compito di demolire gli alimenti trasformandoli in sostanze così semplici da poter essere assimilate. Osserva come e in quali organi avviene il processo della digestione.

La digestione nella bocca GHIANDOLE SALIVARI

DENTI

FARINGE

ESOFAGO

FEGATO

PANCREAS

BOLO Nella bocca il cibo viene masticato dai denti e bagnato dalla saliva prodotta dalle ghiandole salivari. Si trasforma così in una piccola massa morbida chiamata bolo. Il bolo passa nella faringe, che sta dietro la bocca, e raggiunge l’esofago, un canale lungo circa 25 cm che, essendo rivestito di muscoli, si contrae dall’alto verso il basso per far avanzare il cibo fino allo stomaco.

STOMACO

La digestione nello stomaco

BILE

CHIMO Lo stomaco è un sacco con le pareti di fibre muscolari che, contraendosi, rimescolano il cibo. Internamente sono presenti numerose ghiandole che secernono il succo gastrico, responsabile della digestione delle proteine. Nello stomaco il bolo si trasforma in una massa semiliquida detta chimo, che passa nell’intestino. L’intestino si divide in due parti: intestino tenue e intestino crasso.

INTESTINO TENUE INTESTINO CRASSO

INTESTINO RETTO ANO

FECI

I IMPAROASTUDIARE ✔Kj_b_ppWdZeb[fWheb[#Y^_Wl[[l_Z[dp_Wj[" Z[iYh_l__bf[hYehieZ[bY_Xed[bb[jh[\Wi_ fh_dY_fWb_$

206

La digestione nell’intestino

CHILO

L’intestino tenue è uno stretto tubo lungo circa otto metri nel quale i grassi vengono scomposti in particelle piccolissime grazie alla bile, prodotta dal fegato. Viene anche completata la digestione delle proteine e degli zuccheri grazie al succo pancreatico, prodotto da una ghiandola chiamata pancreas. Nell’intestino tenue il chimo viene trasformato in chilo, un liquido giallastro.

7'-)2>)

L’assorbimento COME TERMINA LA DIGESTIONE Il chilo è ricco di sostanze nutritive assi-

milabili che vengono assorbite dai villi intestinali, piccole sporgenze ricche di capillari. Il nutrimento entra nel sangue e va a nutrire tutte le cellule. I resti del chilo non assorbiti passano nell’intestino crasso, dove si ha l’assorbimento dei sali minerali e dell’acqua. Dopo l’assorbimento dell’acqua il chilo assume un aspetto consistente; a questo punto le sostanze non più assimilabili raggiungono il retto e vengono espulse attraverso l’ano, sotto forma di feci.

VILLOINTESTINALE CAPILLARI



=b_ Wc_Z_ iede pkYY^[h_ Yecfb[ii_" fh[i[dj_ _d fWhj_YebWh ceZe d[bfWd[1[ii_iedejhWi\ehcWj__dpkYY^[h_f_’i[cfb_Y_]_}d[bbW XeYYWf[hef[hWZ[bbWiWb_lW$Fke_l[h_ÓYWhbeYedgk[ijei[cfb_Y[ [if[h_c[dje$ 1. L[hiW kd feÊ ZÊWYgkW _d Zk[ Yedj[d_jeh_ Z_ l[jhe [ _djheZkY_ d[b fh_ce kd f[pp[jje Z_ fWd[ [ d[b i[YedZe Z[b fWd[ X[d cWij_YWje$ 2. 7]]_kd]_ _d [djhWcX_ _ Yedj[d_jeh_ WbYkd[ ]eYY[ Z_ j_djkhW Z_ _eZ_e"Y^[YebehWZ_Wppkhheb[iebkp_ed_Yedj[d[dj_Wc_Ze$ Fjj\imX0Yec[i_YebehW_bb_gk_Zed[bfh_ceYedj[d_jeh[5¾¾¾¾¾ $$$$$$$$$$$$$¾¾$$$$$$$$$$$$¾¾¾$$$$$¾¾¾$;d[bi[YedZe5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$¾¾¾¾¾¾¾ :feZcl[`0$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Educazione alla Salute KdWcWbWjj_WjhWb[f_’Z_\\ki[d[bcedZe„bWYWh_[Z[djWh_W"YWkiWjWZWbbÊWp_ed[ Z_WbYkd_XWjj[h_Y^[l_leded[bbWXeYYW_gkWb_"f[hdkjh_hi_"jhWi\ehcWde_d ieijWdp[ WY_Z[ ]b_ pkYY^[h_ fh[i[dj_ d[_ h[i_Zk_ Z_ Y_Xe h_cWij_ jhW _ Z[dj_$ BWYWh_[WjjWYYWfh_cWbeicWbjeZ[bZ[dj["fe_f[d[jhWd[bbWZ[dj_dW[_dÓd[ Whh_lWWbbWfebfWZ[djWh_W[Wbb[j[hc_dWp_ed_d[hlei["][d[hWdZe_b¼cWbZ_ Z[dj_½$?XWjj[h__debjh["WjjhWl[hie_lWi_iWd]k_]d_"feiiede[djhWh[_dY_hYebe d[bdeijheeh]Wd_ice[fheleYWh[cWbWjj_[WdY^[]hWl_$ ;YYeWbYkd[i[cfb_Y_dehc[_]_[d_Y^[f[hfh[l[d_h[bWYWh_[0 šdkjh_hi_YedWb_c[dj_h_YY^_Z_YWbY_e[iWb_c_d[hWb_1 š[l_jWh[Z_cWd]_Wh[jheff_ZebY_kc_[Wb_c[dj_WY_Z_1 šdedX[h[b_gk_Z_jheffe\h[ZZ_ejheffeYWbZ_1 š[\\[jjkWh[Yedjhebb_f[h_eZ_Y_ZWbZ[dj_ijW1 šbWlWh[_Z[dj_Zefee]d_fWije[if[Y_Wbc[dj[fh_cWZ_WdZWh[Wb[jje1 škiWh[Yehh[jjWc[dj[ifWppeb_de"Z[dj_\h_Y_e[Óbe_dj[hZ[djWb[$

207

Educazione Alimentare Educazione

Pttfswjbnp!hmj!bmjnfouj In base alle sostanze nutritive che contengono, gli alimenti si possono classificare in tre gruppi: • cibi che svolgono una funzione costruttiva, per produrre le cellule del nostro organismo; • cibi che svolgono una funzione energetica, procurando energia al corpo; • cibi che svolgono una funzione regolatrice o protettiva, che controllano le funzioni biologiche e difendono l’organismo da alcune malattie. Un’alimentazione corretta deve essere varia e fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive fondamentali, poiché ogni alimento svolge una funzione ben precisa.

ALIMENTI COSTRUTTORI =b_alimenti costruttori Yedj[d]edeb[proteine"ieijWdp[Y^[" f[hbWcW]]_ehfWhj["i[hledeWbbWYeijhkp_ed[Z[bb[Y[bbkb[$Iede Wb_c[dj_h_YY^_Z_fhej[_d[bWYWhd["_bf[iY["b[kelW"_bbWjj[[_ ike_Z[h_lWj_"_b[]kc_i[YY^_\W]_eb_"Y[Y_"b[dj_YY^_[¾$

ALIMENTI ENERGETICI =b_alimenti energeticiYedj[d]ede0 šgrassi"Y^[Yeij_jk_iYedeb[[d[h]_[Z_h_i[hlW1iedeYedj[dkj__d eb_e"Xkhhe"bWhZe"kelW¾1 šcarboidrati"Y^[\ehd_iYede[d[h]_W_cc[Z_WjWc[dj[kj_b_ppWX_# b[1i_jhelWde_dpkYY^[he"fWd["fWijW"fWjWj["ZebY_¾

ALIMENTI REGOLATORI E PROTETTIVI =b_alimenti regolatori[fhej[jj_l_Yedj[d]ede0 švitamine"Y^[fhej[]]edeZWWbYkd[cWbWjj_[[Yedjh_Xk_iYede Wbbeil_bkffeZ[bbÊeh]Wd_ice1i_jhelWded[]b_ehjW]]_"d[bbW\hkj# jW"d[b\[]Wje"d[bb_[l_jeZ_X_hhW1 šsali minerali"Y^[i[hledeW\ehcWh[eiiW[Z[dj_"Wfhej[]][h[bW f[bb["W\ehcWh[dkel[Y[bbkb["WbbWdehcWb[Y_hYebWp_ed[Z[biWd# ]k[¾1iedeYedj[dkj_d[]b_ehjW]]_"d[bbW\hkjjWWY_ZkbW"d[_Y[h[Wb_$ Al corpo serve anche molta acqua, che è l’elemento costituente di tutti i liquidi corporei (sangue, saliva, succhi gastrici, sudore, urina...).

208

2 2)&,%44/%2)30/.$/ ” GkWb_[b[c[dj_iedeYedj[dkj_"  _dfh[lWb[dpW"d[_jke_Y_X_  fh[\[h_j_5 ” F[di_Y^[bWjkWZ_[jW]_ehdWb_[hW  i_WYehh[jjW5F[hY^ƒ5Cej_lWbW  jkWh_ifeijW$

7'-)2>)

L’APPARATO CIRCOLATORIO

VENAGIUGULARE

COM’ È FATTO La funzione principale dell’apparato circolatorio COM’È

è quella di: • distribuire a tutte le cellule del corpo le sostanze nutritive assorbite a livello intestinale e l’ossigeno proveniente dai polmoni; • recuperare le sostanze di rifiuto che verranno poi eliminate. L’apparato circolatorio è costituito dal cuore e da una rete di vasi sanguigni, canali nei quali scorre il sangue.

ARTERIA CAROTIDE ARTERIA AORTA

CUORE VENACAVA INFERIORE

I vasi sanguigni I vasi sanguigni possono essere: arterie, vene e capillari. • Le arterie trasportano il sangue arterioso ricco di ossigeno dal cuore verso la periferia. Sono particolarmente robuste ed elastiche e in esse il sangue scorre velocemente. • Le vene trasportano il sangue venoso carico di sostanze di rifiuto dalla periferia verso il cuore. Sono poco elastiche e il sangue vi scorre lentamente. • I capillari sono vasi molto sottili che fanno da raccordo tra arterie e vene, permettendo lo scambio tra sangue arterioso e sangue venoso. Possono dunque essere sia venosi sia arteriosi.

VENAGRANDE SAFENA

VENETIBIALI

ARTERIA FEMORALE

ARTERIE TIBIALI

Il cuore La circolazione del sangue è possibile grazie all’attività del cuore, un muscolo involontario (che cioè si contrae indipendentemente dalla nostra volontà) delle dimensioni di un pugno, situato nel torace fra i polmoni. Il cuore ha il compito di «pompare» il sangue attraARTERIE verso tutto il corpo. È diviso in quattro cavità: due POLMONARI AORTA superiori dette atri e due inferiori dette ventricoli. Ogni atrio comunica con il ventricolo sottostante VENACAVA VENE SUPERIORE mediante un’apertura regolata da una valvola. NelPOLMONARI la parte sinistra del cuore circola sangue ricco di osATRIOSINISTRO ATRIODESTRO sigeno, in quella destra circola sangue contenente anidride carbonica. SANGUERICCODIOSSIGENO VENTRICOLO DESTRO

VENTRICOLO SINISTRO

SANGUERICCODI ANIDRIDECARBONICA

209

@cZfigfldXef

La circolazione COME FUNZIONA

L’intero percorso che il sangue compie attraversando tutto il corpo si chiama circolazione sanguigna. Il sangue la compie passando due volte nel cuore con due percorsi precisi: la piccola circolazione o circolazione polmonare e la grande circolazione.

ARTERIA POLMONARE

VENA POLMONARE

La piccola circolazione Il sangue carico di anidride carbonica parte dal ventricolo destro e, attraverso l’arteria polmonare, arriva ai polmoni. Negli alveoli polmonari il sangue cede l’anidride carbonica e si rifornisce di ossigeno poi, attraverso le vene polmonari, ritorna al cuore, entrando nell’atrio sinistro. POLMONEDESTRO ARTERIA POLMONARE

POLMONESINISTRO VENA POLMONARE CUORE

AORTA VENACAVA INFERIORE

CAPILLARI VENOSI

CAPILLARI ARTERIOSI

ATRIO DESTRO VENTRICOLO DESTRO

ATRIO SINISTRO VENTRICOLO SINISTRO

La grande circolazione Dall’atrio sinistro il sangue passa nel ventricolo sinistro ed entra nell’arteria aorta. Questa si dirama in arterie sempre più piccole, fino a diventare un reticolo di vasi sottilissimi, i capillari arteriosi, attraverso i quali il sangue cede l’ossigeno e le sostanze nutritive alle cellule. Qui la combustione delle sostanze nutritive portate dal sangue consuma l’ossigeno e produce anidride carbonica. Il sangue arterioso diventa così sangue venoso: si carica di anidride carbonica e, attraverso i capillari venosi e le vene, giunge nell’atrio destro del cuore, passa nel ventricolo destro e da qui ricomincia la piccola circolazione. I vasi che portano il sangue in «partenza» dal cuore sono arterie, mentre quelli che portano il sangue in «arrivo» sono vene.



210

F[hY^ƒ„Yeiˆ_cfehjWdj[bÊeii_][def[h_bdeijheYehfe5Fke_l[h_ÓYWhbeYed kdi[cfb_Y[[if[h_c[dje"Y^_[Z_f[hbÊW_kjeZ_kdWZkbje$ 1. C[jj_ kdW pebb[jjW Z_ pkYY^[he ik kd f_Wjj_de [ ZWbb[ \keYe Yed kd ÓWcc_\[he$ Fjj\imX0Y^[YeiWWYYWZ[5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾$$$ 2.Fh[dZ_kdÊWbjhWpebb[jjWZ_pkYY^[he"ZWbb[\keYe[Yefh__bf_Wjj_deYedkd lWi[jjeZ_l[jhe$ Fjj\imX0Y^[YeiWWYYWZ[5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾$$$ :feZcl[`0WdY^[d[bdeijheYehfeb[ieijWdp[dkjh_j_l["f[h[i[cf_e]b_pkYY^[h_"XhkY_Wdeiebei[„ fh[i[dj[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$?dYWieYedjhWh_ebWYecXkij_ed[ded„feii_X_b[[b[ieijWdp[ dkjh_j_l[dedfeiiedegk_dZ_[ii[h[kj_b_ppWj[$

7'-)2>)

Il sangue DA CHE COSA È COMPOSTO

Il sangue ha la funzione di trasportare l’ossigeno, le sostanze nutritive e le sostanze di rifiuto attraverso tutto l’organismo. Il sangue è un tessuto ed è composto da un liquido trasparente, il plasma, in cui sono immersi i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.

Il plasma è un liquido formato per il 90% circa da acqua e per il 10% da proteine e sali minerali disciolti.

I globuli rossi sono cellule di color rosso per la presenza di emoglobina, una proteina che si combina alternativamente con l’ossigeno e l’anidride carbonica e ne permette il trasporto.

I globuli bianchi sono cellule che hanno la funzione di difendere l’organismo dagli attacchi di batteri e virus. Le piastrine sono corpuscoli che consentono al sangue di coagulare (cioè rapprendersi) in caso di ferite. Senza le piastrine, dunque, potremmo morire dissanguati anche per una piccola ferita.

I IMPAROASTUDIARE ✔9ebb[]We]d_fWhebW#Y^_Wl[ WbbWikW\kdp_ed[$ =beXkb_X_WdY^_ 9WjjkhWbÊeii_][de$ ;ce]beX_dW

:_ijh_Xk_iYede bÊeii_][deWbb[Y[bbkb[$

=beXkb_heii_

:_\[dZede_bYehfeZW_ c_Yheh]Wd_ic_ZWddei_$

Educazione alla Salute B[cWbWjj_[Z[bbÊWffWhWjeY_hYebWjeh_eiedeZelkj[iefhWjjkjje WYWjj_l[WX_jkZ_d_Z_l_jW$F[hfh[l[d_hb[„_cfehjWdj[eii[hlWh[ WbYkd[h[]eb[\edZWc[djWb_0 šWl[h[WX_jkZ_d_Z_l_jWYehh[jj["[l_jWdZekdWl_jWjheffe \h[d[j_YW1 ši[]k_h[kdÊWb_c[djWp_ed[lWh_W[Z[gk_b_XhWjW"fh[\[h[dZe_ ]hWii_l[][jWb_"Yec[bÊeb_eZÊeb_lW"Wgk[bb_Wd_cWb_"Yec[_b Xkhhe"Y^[feiiedeZWdd[]]_Wh[b[Whj[h_[[_bYkeh[1 šileb][h[h[]ebWhc[dj[kdÊWjj_l_j}ifehj_lWeYeckdgk[\Wh[ cel_c[dje1 šded\kcWh[f[hY^ƒ_b\kce"ebjh[WZWdd[]]_Wh[]b_eh]Wd_ Z[bbÊWffWhWjeh[if_hWjeh_e"Z_c_dk_iY[bÊeii_][dWp_ed[Z[b iWd]k[[fheleYWbÊ_dZkh_c[djeZ[bb[Whj[h_[$

211

@cZfigfldXef

L’APPARATO ESCRETORE COM’È FATTO FATTO Svolgendo le funzioni vitali il nostro organismo produce varie so-

stanze di rifiuto: • le sostanze non utilizzate vengono eliminate, sotto forma di feci, dall’ultima parte dell’intestino; • l’anidride carbonica viene eliminata attraverso l’apparato respiratorio; • una parte dell’acqua e dei sali minerali in eccesso sono eliminati con il sudore attraverso la pelle; • altre sostanze di rifiuto, tossiche per l’organismo, sono eliminate con acqua e sali minerali in eccesso dall’apparato urinario. L’insieme dei vari apparati e organi che collaborano all’eliminazione dei rifiuti si chiama apparato escretore.

L’apparato urinario RENI

COME FUNZIONA Gli organi principali dell’apparato urina-

URETġRI

VESCICA URġTRA

rio sono i reni, situati nella parte posteriore dell’addome, ai lati della colonna vertebrale. Hanno la forma di due grossi fagioli, ciascuno grande come un pugno. Funzionano come veri e propri depuratori dell’organismo: infatti il sangue che entra nel rene è saturo di sostanze di rifiuto o in eccesso e quello che ne esce è depurato. I reni filtrano circa 170 litri di sangue ogni giorno, producendo 1,8 litri di urina. Sostanze di rifiuto, acqua e sali minerali in eccesso vengono raccolti dai reni e vanno a formare l’urina. L’urina esce dai reni e giunge, attraverso due piccoli tubi detti uretèri, nella vescica, un serbatoio che si svuota periodicamente per mezzo dell’urètra, un corto canaletto attraverso il quale l’urina viene espulsa dall’organismo.

La pelle

POROSUDORIPARO EPIDERMIDE

COME FUNZIONA La pelle è l’organo più grande del nostro

212

DERMA

corpo. Oltre ad avere la funzione di rivestimento protettivo del corpo ed essere l’organo di senso del tatto (vedi pag. 225), contribuisce a depurare l’organismo. Nel derma infatti abbondano le ghiandole sudoripare, formate da un lungo tubulo che da una parte è arrotolato e dall’altra sbocca in superficie con una minuscola apertura detta poro. Acqua e sali minerali in eccesso filtrano dal sangue nel tubulo e con un processo detto traspirazione sono espulsi attraverso il poro sotto forma di sudore, un liquido limpido e incolore. GHIANDOLASUDORIPARA

Educazione

Educazione alla Salute

Nfddbojtnj!ej!ejgftb;!j!cbuufsj!f!j!wjsvt I batteri vivono in qualsiasi ambiente. Alcuni vivono normalmente nel nostro organismo, dove formano la ďŹ&#x201A;ora batterica intestinale che facilita la digestione di molte sostanze alimentari. Altri batteri, invece, sono pericolosi: se penetrano nellâ&#x20AC;&#x2122;organismo attraverso bocca, naso o ferite, entrano nelle cellule e si moltiplicano velocemente nutrendosi delle sostanze cellulari, producendo scorie pericolose, le tossine. Quando è aggredito da batteri di questo tipo, lâ&#x20AC;&#x2122;organismo reagisce: il sangue circola piĂš velocemente e la temperatura corporea si alza (febbre), ĂĄ Virus dellâ&#x20AC;&#x2122;inďŹ&#x201A;uenza. mentre i linfociti .' %124   producono gli anticorpi speciďŹ ci per quel batterio. Gli anticorpi sono proteine particolari che attaccano I linfociti sono particolari globuli bianchi prodotti continuamente esclusivamente il microrganismo invasore cui sono dai linfonodi, ghiandole situate dirette. Se lâ&#x20AC;&#x2122;organismo è forte, in breve tempo il nuprevalentemente nel collo, sotto le mero di batteri nocivi diminuisce, diminuiscono anascelle, nella zona inguinale, nella che gli anticorpi e inizia la guarigione. Un grande zona del torace. aiuto ai meccanismi di difesa del nostro corpo si è avuto con la scoperta della penicillina e degli antibiotici. I virus sono circa 50 volte piĂš piccoli dei batteri. Sono parassiti, quindi possono vivere solo come ospiti allâ&#x20AC;&#x2122;interno di unâ&#x20AC;&#x2122;altra cellula. Per riprodursi entrano nel nucleo della cellula costringendolo a fabbricare in continuazione copie di sĂŠ stessi. Quando il loro numero è elevato la cellula scoppia, liberando migliaia di nuovi virus che invadono le cellule vicine. Non possono essere distrutti dagli antibiotici. Alcuni virus provocano malattie molto lievi, come il raffreddore e lâ&#x20AC;&#x2122;inďŹ&#x201A;uenza, altri producono malattie terribili come lâ&#x20AC;&#x2122;AIDS.

Le vaccinazioni, che ognuno di noi è chiamato a praticare piĂš volte nei primi anni di vita, servono a far produrre dai linfonodi anticorpi speciďŹ ci contro alcuni tipi di microrganismi molto pericolosi: chi è stato vaccinato contro una malattia ha le difese necessarie per tenerla lontano. Controlla sul tuo certiďŹ cato medico contro quali malattie hai ricevuto vaccinazioni.

213

@cZfigfldXef

L’APPARATO RIPRODUTTORE COME È FATTO FATTO Tra i compiti dell’apparato riproduttore vi è quello di produrre

particolari tipi di cellule, le cellule sessuali, che unendosi danno origine a un nuovo individuo appartenente alla stessa specie dei genitori. • L’apparato riproduttore femminile è formato da ovaie, utero e vagina. • L’apparato riproduttore maschile è formato da testicoli e pene. L’apparato riproduttore si trova in tutti e due i sessi nella parte bassa del ventre, ma nella donna gli organi che lo formano sono interni mentre nell’uomo sono esterni. Le ccellule uovo o ovuli sono le cellule sessuali femminili. Ve Vengono prodotte dalle ovaie, due ghiandole collegate al all’utero per mezzo di due sottili condotti detti tube. N tero si svilupperà la nuova vita. Nell’utero

Gli spermatozoi sono le cellule sessuali maschili. Sono prodotti dai testicoli, due ghiandole conte-nute in una sacca di pelle che li protegge. La produzione degli spermatozoi inizia tra gli 11 1 e i 14 anni e dura per tutta la vita. Gli ovuli sono presenti nelle ovaie in numero fisso sin dalla nascita; tra gli 11 e i 14 anni iniziano a maturare al ritmo di un ovulo ogni 28 giorni circa. Questa attività termina verso i 45-50 anni.

La fecondazione COME FUNZIONA CO FUNZIO O A Quando uno spermatozoo incontra una

cellula uovo e vi penetra ha inizio la fecondazione, da cui ha origine una prima cellula chiamata zigote. Questa comincia a dividersi velocemente fino a formare un grappolo di cellule chiamato embrione, che raggiunge l’utero, organo dell’apparato riproduttore femminile. Inizia così la gravidanza, il periodo di circa 9 mesi (40 settimane) tra la fecondazione e il parto.

FECONDAZIONE DIVISIONECELLULARE UTERO EMBRIONE

214

OVULO

OVAIA

7'-)2>)

Lo sviluppo COME AVVI AVVIE E N E Le cellule sessuali contengono le informazioni genetiche che ri-

guardano le caratteristiche fisiche dei genitori; queste informazioni contribuiranno a determinare nel nuovo individuo il colore dei capelli e degli occhi, la forma delle orecchie e tutti quei caratteri ereditari che lo faranno somigliare ai genitori. Osserva lo sviluppo del nuovo individuo nell’utero della donna. 1

2

3

Alla fine del primo mese l’embrione è lungo circa 50 mm (foto 1). Nel secondo mese si formano gli arti e il viso con le orecchie e il naso: l’embrione prende il nome di feto (foto 2). Il feto comincia a muoversi verso il quinto mese, poi incomincia a percepire la luce e le voci (foto 3). Nel corso del suo sviluppo, il futuro bambino vive immerso nel liquido amniotico, all’interno del sacco amniotico; riceve nutrimento e ossigeno dal sangue della madre attraverso la placenta, alla quale è collegato dal cordone ombelicale, ricco di vasi sanguigni. Quando il feto è completo è generalmente in posizione rannicchiata con la testa rivolta verso il basso. Al momento del parto l’utero inizia a contrarsi e a spingere il feto verso l’esterno: il collo dell’utero si dilata e il bambino esce attraverso la vagina. Con il primo pianto i polmoni si espandono e inizia la respirazione; il cordone ombelicale viene tagliato e dopo alcuni giorni il pezzetto rimasto si staccherà, lasciando una piccola cicatrice: l’ombelico.

I IMPAROASTUDIARE ✔9ecfb[jW_bXh[l[j[ijeYedb[fWheb[#Y^_Wl[Y^[^W_Wffh[ie$ GkWdZekde$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$f[d[jhW_dkd$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Wll_[d[bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ BÊ$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$\[YedZWjeYec_dY_WW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$l[beY[c[dj["fe_hW]]_kd][ bÊ$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"eh]WdeZ[bbÊWffWhWje$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$\[cc_d_b[$?d_p_WYeiˆbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" f[h_eZeZ_Y_hYW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$c[i_ZkhWdj[_bgkWb[i_Yecfb[jWbW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Z[bXWcX_de$

215

@cZfigfldXef

IL SISTEMA SCHELETRICO CHE FUNZIONI H A Il sistema scheletrico è la struttura portante del nostro corpo e

svolge diverse funzioni: • sostiene il corpo e permette la posizione eretta; • protegge alcuni organi vitali, per esempio il cervello contenuto nella scatola cranica; • consente il movimento, in perfetta coordinazione con i muscoli.

Lo scheletro e le ossa COME È FATTO Lo scheletro è una struttura solida e rigida formata

da circa 208 ossa. Le ossa sono costituite in prevalenza da sali minerali (per esempio sali di calcio) che le rendono rigide e compatte, e da osseina, che le rende elastiche. Lo scheletro si suddivide in tre parti: scheletro della testa, scheletro del tronco e scheletro degli arti.

Scheletro della testa Be iY^[b[jhe Z[bbW j[ijW „ \ehcW# jeZWbbWiYWjebWYhWd_YWeYhWd_e[ ZWbbW\WYY_W$ BW iYWjebW YhWd_YW „ \ehcWjW ZW ejjeeiiWf_Wjj[Y^[iÊ_dYWijhWdeb[ kd[Yedb[Wbjh[[^W_bYecf_jeZ_ fhej[]][h[_bY[hl[bbe$7dY^[d[bbW \WYY_W b[ eiiW iede kd_j[ \hW behe1 bÊkd_YeeiieceX_b[„bWcWdZ_Xe# bW"Y^[YedbWcWiY[bbWf[hc[jj[bW cWij_YWp_ed[$

Scheletro del tronco Be iY^[b[jhe Z[b jhedYe „ \eh# cWje ZWbbW YebeddW l[hj[XhWb[ [ ZWbbW]WXX_WjehWY_YW$BWYebeddW l[hj[XhWb[ „ Yeij_jk_jW ZWbb[ l[h# j[Xh["eiiWW\ehcWZ_Wd[bbeie# lhWffeij[b[kd[Wbb[Wbjh["Z[djhe b[gkWb_fWiiW_bc_Zebbeif_dWb[$ BW ]WXX_W jehWY_YW fhej[]][ _b Ykeh[ [ _ febced_ [Z „ \ehcWjW ZW'(eiiWbkd]^[[f_Wjj[ike]d_ bWje"b[Yeijeb["Whj_YebWj[Yed'( l[hj[Xh[$F[hieij[d[h[b[XhWYY_W d[bbW]WXX_WjehWY_YWiedefh[i[d# j_Zk[iYWfeb[[Zk[YbWl_Yeb[$ ?b XWY_de kd_iY[ iY^[b[jhe Z[]b_ Whj__d\[h_eh_[iY^[b[jheZ[bjhed# Ye$ÞYeij_jk_jeZWjh[eiiWf_Wjj[ iWbZWj[_di_[c[[^WbW\ehcWZ_kd Y[ij_de"f[hYedj[d[h[bÊ_dj[ij_de" bWl[iY_YW[bÊWffWhWje][d_jWb[$

Scheletro degli arti superiori BÊWhjeikf[h_eh[„\ehcWjeZWXhWY# Y_e ZWbbW ifWbbW Wb ]ec_je" WlWc# XhWYY_e [ cWde$ D[bbe iY^[b[jhe Z[]b_ Whj_ ikf[h_eh_ bʍc[he Z[b XhWYY_ei_Yebb[]WZWkdWfWhj[WbbW iYWfebW[WbbWYbWl_YebW[ZWbbÊWbjhW WhWZ_e[kbdWZ[bbÊWlWcXhWYY_e$B[ cWd_iede\ehcWj[ZWjWdj[f_YYe# b[eiiW"f_’Z_kdgkWhjeZ_jkjj[b[ eiiWZ[bYehfe$

216

Scheletro degli arti inferiori BÊWhje _d\[h_eh[ „ \ehcWje ZW YeiY_W" ]WcXW ZWb ]_deYY^_e Wb f_[Z[ [ f_[# Z[$D[bbeiY^[b[jheZ[]b_Whj__d\[h_eh_"_b \[ceh[ Z[bbW YeiY_W" _b f_’ ]hWdZ[ [ he# XkijeeiieZ[bYehfe"i_Yebb[]WZWkdW fWhj[WbXWY_de[ZWbbÊWbjhWWj_X_W[f[# hed[$ D[b f_[Z[ Y_ iede dkc[hei[ f_Y# Yeb[ eiiW1 WbYkd[ iede iWbZWj[ _di_[c[ [\ehcWde_bYWbYW]de$

7'-)2>) FEMORE

Tipi di ossa Le ossa svolgono funzioni diverse e possono essere classificate in: • ossa lunghe, sviluppate in lunghezza come, per esempio, il femore, la tibia, l’omero; • ossa corte, in cui lunghezza, larghezza e spessore sono simili, per esempio quelle del polso, del calcagno, della caviglia e le vertebre; • ossa piatte, lunghe e larghe e di spessore ridotto, per esempio le ossa del cranio, del bacino e le scapole.

CALCAGNO

Le articolazioni SCAPOLA

Le ossa dello scheletro sono collegate tra loro per mezzo di articolazioni. Le ossa delle articolazioni semimobili e mobili sono avvolte da cartilagine, un tipo di tessuto molto elastico che attutisce gli urti, e sono lubrificate dal liquido sinoviale, che riduce l’attrito fra le superfici a contatto. In base alla possibilità di movimento le articolazioni si dividono in tre gruppi. SUTURE

FEMORE

LEGAMENTI

VERTEBRA

CARTILAGINI

CARTILAGINE MENISCO

LIQUIDO SINOVIALE

TIBIA

šArticolazioni fisse0dedf[hc[j# jedeWbYkdcel_c[djef[hY^ƒb[ eiiWiede_dYWijhWj[jhWbehe$Iede Whj_YebWp_ed_ Óii[ gk[bb[ Z[b YhW# d_e"Y^_WcWj[ikjkh[$

š Articolazioni semimobili0 f[h# c[jjedecel_c[dj_fWhp_Wb_"Ye# c[gk[bb_Z[bbWYebeddWl[hj[XhWb[$

š Articolazioni mobili0 f[hc[j# jede cel_c[dj_ b_X[h_ [ Wcf_$ IedeWhj_YebWp_ed_ceX_b_gk[bb[ Z[bb[]_deYY^_W"Z[_]ec_j_"Z[bb[ YWl_]b_[$



L[h_ÓYWbWfh[i[dpWZ_eii[_dW[iWb_c_d[hWb_d[bj[iikjeeii[e Yedgk[ijei[cfb_Y[[if[h_c[dje$ 1.BWiY_WWXW]def[hkdWi[jj_cWdW_dkdh[Y_f_[dj[f_[deZ_ WY[jeeikYYeZ_b_ced[kdeiieZ_febbeX[dfkb_je[Y^[ded i_WijWjeYejje$ 2.;ijhW_be[fhelWWf_[]WhbeYedb[Z_jW$ Fjj\imX0Y^[YeiWWYYWZ[5BÊeiiei_f_[]W\WY_bc[dj[[Z„ Z_l[djWje$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ :feZcl[`0bÊWY[je^WZ_iY_ebje_iWb_c_d[hWb_Y^[h[dZedeb[ eiiW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$"bWiY_WdZeiebe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Y^[b[ h[dZ[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

217

@cZfigfldXef

IL SISTEMA MUSCOLARE COME È FATTO Il sistema muscolare è responsabile di tutti i

movimenti del nostro corpo. Esso è formato da muscoli, organi in grado di contrarsi (accorciarsi) e poi rilassarsi (allungarsi) per tornare allo stato iniziale, grazie alle particolari proprietà delle loro cellule. I muscoli sono circa 600 e complessivamente costituiscono quasi la metà del peso corporeo; possono avere forme diverse. I muscoli scheletrici, per esempio, sono generalmente fusiformi e sono collegati alle ossa attraverso cordoni fibrosi detti tendini. Per funzionare, i muscoli hanno bisogno di energia, che ricavano in particolare dagli zuccheri. Ecco perché molti sportivi, prima di una gara, mangiano cibi ricchi di carboidrati. L’attività muscolare, inoltre, è causa di produzione di calore nel nostro corpo. Con il movimento, infatti, le cellule dei muscoli consumano zuccheri e ossigeno e producono energia sotto forma di calore.

TEMPORALE GRANDEPETTORALE

FRONTALE

BICIPITE

DELTOIDE TRICIPITE ESTENSORE RADIALE

RETTO DELLlADDOME

OBLIQUO DELLlADDOME

QUADRICIPITE

ADDUTTORE LUNGO SARTORIO

VASTOESTERNO

VASTOINTERNO

TIBIALEANTERIORE

6DLFKH ?ckiYeb_c_c_Y_"fh[i[dj_d[blebje"iedef_’Z_'&&[ded iedeWjjWYYWj_Wbb[eiiWcWi_jhelWdeikX_jeiejjebWf[bb[$ =hWp_[Wbehefeii_WceceijhWh[b[deijh[[cep_ed_0 f[hiehh_Z[h[„d[Y[iiWh_e_bcel_c[djeZ_f_’Z_)&ckiYeb_

218

7'-)2>)

I muscoli COME FUNZIONANO I muscoli che si contraggono e si rilas-

sano eseguendo i comandi del cervello si dicono muscoli volontari. Ne sono un esempio i muscoli del volto e quelli degli arti. Altri muscoli, invece, come quelli dello stomaco, dell’intestino, delle arterie e il cuore si contraggono e si rilassano indipendentemente dalla nostra volontà. Si dicono muscoli involontari e sono in attività anche quando riposiamo.

I IMPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ijeb[Z[\_d_p_ed_Z_ ckiYeb_lebedjWh_[ckiYeb__dlebedjWh_$<W_ gkWbY^[[i[cf_ef[hif_[]Wh[b[Z_\\[h[dp[ jhWgk[ij_Zk[j_f_Z_ckiYeb_$

Muscoli antagonisti I muscoli scheletrici permettono il movimento di un osso rispetto a un altro, per esempio fanno flettere l’avambraccio sul braccio. Questo movimento si realizza perché mentre il muscolo bicipite si contrae, un altro muscolo, il tricipite, si rilassa. I muscoli che, come il bicipite e il tricipite, compiono azioni opposte e contemporanee di contrazione e rilassamento si dicono muscoli antagonisti. BICIPITECONTRATTO

TRICIPITERILASSATO

BICIPITERILASSATO

TRICIPITECONTRATTO

Educazione alla Salute B[ Wjj_l_j}Ói_Y^[ hW\\ehpWde [ ZWdde [bWij_Y_j} WbbW Yebed# dWl[hj[XhWb[[WbbWckiYebWjkhW1ij_cebWdefebced_"Ykeh[ [Y_hYebWp_ed["Y^[b_X[hWdef_’\WY_bc[dj[b[ieijWdp[de# Y_l[1fh[l[d]edeijhWff_ckiYebWh_"j[dZ_d_j_[ielhWff[ie$ BW j[dZ_d_j[ „ kdÊ_dÓWccWp_ed[ ZebeheiW Z[b j[dZ_d[" Ze# lkjW ][d[hWbc[dj[ W i\ehp_ Yedj_dk_ e Wbb[dWc[dj_ jheffe _dj[di_$=b_ijhWff_ckiYebWh_iedehejjkh[Z[bj[iikjeck# iYebWh[_di[]k_jeWi\ehp_[YY[ii_l_eWcel_c[dj_XhkiY^_$ Þ \edZWc[djWb[ fhWj_YWh[ kdÊWjj_l_j} ifehj_lW1 „ Yedi_]b_Wje iefhWjjkjje_bdkeje"kdeifehjY^[W_kjWcebjed[bbWYh[iY_# jWiWdW[Z[gk_b_XhWjWZ[bbÊeh]Wd_ice$

219

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

9ecfb[jW]b_iY^[c_kj_b_ppWdZeb[_d\ehcWp_ed_Y^[^W_Wffh[ie[Z[ifed_WZWbjWleY[$

Il corpo umano 8GG8I8KFI<JG@I8KFI@F

8GG8I8KF;@><I<EK<

\ehd_iY[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ WbbĂ&#x160;eh]Wd_ice[Z[b_c_dW Wd_Zh_Z[YWhXed_YW$

jhWi\ehcW]b_Wb_c[dj__d ieijWdp[i[cfb_Y_kj_b_ppWX_b_ ZWbbĂ&#x160;eh]Wd_ice$

Â&#x201E;\ehcWjeZW eXjf"_dYk_fWiiWbĂ&#x160;$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Y^[l_[d[h_iYWbZWjW" kc_Z_Ă&#x201C;YWjW[fkh_Ă&#x201C;YWjW$ cXi`e^\"Y^[Â&#x201E;i[Z[Z[bb[ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ kiXZ_\X"Y^[Yebb[]WbW$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$W_XhedY^_$ YifeZ_`"hWc_Ă&#x201C;YWp_ed_Z[bbW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Y^[f[d[jhWded[_febced_$ gfcdfe`"eh]Wd_ifk]dei_ Z[djhe_gkWb_Wll_[d[ beiYWcX_e\hWeii_][de [Wd_Zh_Z[YWhXed_YW$

220

Â&#x201E;\ehcWjeZW YfZZX"Zel[_bY_Xel_[d[ cWij_YWje[_d_p_WbW jhWi\ehcWp_ed[Z[]b_Wc_Z_ _dpkYY^[h_$

8GG8I8KF:@I:FC8KFI@F Â&#x201E;\ehcWjeZW _d[iieY_hYebW_b jXe^l\"Y^[fehjWeii_][de[ ieijWdp[dkjh_j_l[Wbb[Y[bbkb[[ h_ckel[$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ [ieijWdp[Z_h_Ă&#x201C;kje fheZejj[ZWbb[Y[bbkb[$ Â&#x201E;\ehcWjeZW

\jf]X^f"Y^[Yebb[]WbWXeYYW Wbbe$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

gcXjdX ^cfYlc`ifjj`

jkfdXZf"Zel[_bY_Xe l_[d[h_c[iYebWje[_d_p_WbW Z_][ij_ed[Z[bb[fhej[_d[$

^cfYlc`Y`XeZ_`

`ek\jk`ef

g`Xjki`e\

ikZZ_l_ie_d k\el\" Zel[l_[d[ Yecfb[jWjW bWZ_][ij_ed[ Z[]b_ Wb_c[dj_$

ZiXjjf" Zel[b[ ieijWdp[ kj_b_iede WiiehX_j[[ b[ieijWdp[ Z_h_Ă&#x201C;kje [b_c_dWj[$

Zlfi\"Y^[fecfW_biWd]k[ d[_lWi_iWd]k_]d_$ mXj`jXe^l`^e` ikZZ_l_i__d Xik\i`\

m\e\

ZXg`ccXi`

7'-)2>)

Il corpo umano 8GG8I8KFI@GIF;LKKFI<

J@JK<D8J:?<C<KI@:F

J@JK<D8DLJ:FC8I<

i[hl[f[hbWh_fheZkp_ed[$

ieij_[d[_b$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" fhej[]][]b_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" l_i_WjjWYYWde_ckiYeb_$

\Wckel[h[_bYehfe

i_Z_\\[h[dp_W_d ]\dd`e`c\

dXjZ_`c\

„\ehcWjeZW

„\ehcWjeZW

mX^`eX

g\e\

lk\if

k\jk`Zfc`

„\ehcWjeZW

YhWd_e ZXgf

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

jg\idXkfqf`

kifeZf

i_kd_iYedeYedbW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Y^[Z}eh_]_d[W kddkele[ii[h[$

\WYY_W YebeddW $$$$$$$$$$$¾¾¾¾$

Y^[fheZkYede

dljZfc` Y^[feiiede[ii[h[

fjjX

fmX`\ Y^[fheZkYede

i_ikZZ_l_Z[_d

„\ehcWjeZW

mfcfekXi`" Yec[_ ckiYeb_ Z[bbW\WYY_W [Z[]b_ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$" Yec[_bYkeh[" _ckiYeb_ Z[bbeijecWYe [gk[bb_ Z[bbÊ$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾

]WXX_W $$$$$$$$$$$¾¾¾¾$ XWY_de ikf[h_eh_

Xik` $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

8GG8I8KF<J:I<KFI< [b_c_dW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ [_h_Ókj_Z[h_lWdj_ZWbbÊkj_b_ppe Z_ieijWdp[dkjh_j_l[$ \kdp_edWWjjhWl[hie

„\ehcWjeZW

i\jg`iXq`fe\ Wd_Zh_Z[ YWhXed_YW

gfcdfe`

kiXjg`iXq`fe\ ikZeh[

XggXiXkfli`eXi`f

\jZi\q`fe\ li`eXi`Xkh_dW

g\cc\

Yeij_jk_jeZW i\e` m\jZ`ZX li\kiX

221

@cZfigfldXef

IL SISTEMA NERVOSO CHE FUNZIONI HA Grazie al sistema nervoso il nostro organismo è continuamente

in contatto con gli altri organismi e con lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente esterno ascoltando, vedendo, percependo odori, sapori e sensazioni. Il sistema nervoso è una ÂŤcentrale di controlloÂť, che ha le funzioni di ricevere gli stimoli e di elaborare risposte adeguate da inviare agli organi adatti a reagire allo stimolo. DENDRITI PARTE TERMINALE DELLlASSONE

COME Ă&#x2C6; ORGANIZZATO O Il sistema nervoso è costituito da mi-

liardi di cellule nervose o neuroni. Il neurone è formato da un corpo cellulare, che si prolunga da una parte in molteplici e brevi ďŹ lamenti detti dendriti e dallâ&#x20AC;&#x2122;altra in un unico lungo ďŹ lamento chiamato assone. PiĂš assoni formano una ďŹ bra nervosa, fasci di ďŹ bre nervose formano un nervo. Il sistema nervoso è costituito da: â&#x20AC;˘ sistema nervoso centrale, che comprende lâ&#x20AC;&#x2122;encefalo e il midollo spinale; â&#x20AC;˘ sistema nervoso periferico, formato dai nervi sensitivi e motori; comprende il sistema nervoso autonomo.

NUCLEO

CORPO CELLULARE ZONADI COLLEGAMENTO TRADUENEURONI SINAPSI

ASSONE

 %124.' 

ĂźBRANERVOSA

ASSONE

NERVO

La parola neurone deriva dal greco neuron, che signiďŹ ca ÂŤnervoÂť. Chi è il neurologo? Cerca questa parola sul vocabolario. Dalla stessa parola greca deriva nervo. I nervi sono paragonabili a fasci di cavi elettrici che portano segnali in tutte le parti del corpo.

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Il sistema nervoso periferico COME Ă&#x2C6; FATT FATTO O Il sistema nervoso periferico è formato da una rete di nervi che

si diramano in tutto il corpo e collegano il sistema nervoso centrale con gli organi di senso e i muscoli. Parte dei nervi del sistema periferico controlla lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  del cuore e dei muscoli degli organi interni che, come hai imparato, lavorano indipendentemente dalla nostra volontĂ , cioè sono involontari, e garantiscono funzioni vitali quali la digestione, la respirazione, la circolazione. Lâ&#x20AC;&#x2122;insieme di questi nervi forma il sistema nervoso autonomo.

222

SISTEMA NERVOSO PERIFERICO

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

7'-)2>)

Il sistema nervoso centrale COME È FATTO FATTO Il sistema nervoso centrale è formato dall’encefalo, racchiuso nella

scatola cranica, e dal midollo spinale, racchiuso nel canale vertebrale. Entrambi sono protetti da tre membrane, le meningi.

CERVELLO

CERVELLETTO

L’encefalo L’encefalo si suddivide in cervello, cervelletto e midollo allungato. • Il cervello presiede alle attività della vita di relazione ed è diviso in due emisferi cerebrali da un profondo solco centrale; la sua superficie, detta corteccia cerebrale, presenta numerose pieghe ed è suddivisa in diverse aree, ciascuna delle quali è specializzata a elaborare stimoli e risposte di un particolare tipo: c’è un’area che controlla il linguaggio, una che influenza MIDOLLOALLUNGATO comportamento ed emozioni, una che controlla i movimenti… • Il cervelletto, posto dietro al cervello, coordina i movimenti e mantiene EMISFERO l’equilibrio del corpo. DESTRO • Il midollo allungato, sotto il cervelletto, collega cervello e midollo spinalee e ha la specifica funzione di controllare i movimenti involontari, per esempio il battito del cuore o il ritmo del respiro.

Il midollo spinale

MIDOLLO SPINALE

Il midollo spinale è un lungo cordone di tessuto nervoso situato nel canale vertebrale; svolge un compito delicatissimo: raccoglie i comandi dell’encefalo e li trasmette ai muscoli e alle ghiandole e, viceversa, passa al cervello gli impulsi originati negli organi di senso.

6DLFKH ?d WbYkd[ Y_hYeijWdp[ _b c_Zebbe if_dWb[ fh[dZ[ Z[Y_i_ed_ fh_# cW ZWb Y[hl[bbe$ 9_ WYYWZ[" f[h [i[cf_e" gkWdZe fh[dZ_ _d cWde _dWll[hj_jWc[dj[ kd e]][jje cebje YWbZe$ BW i[diWp_e# d[ Z_ YWbeh[ fWiiW WjjhWl[hie kd d[hleY^[fWhj[ZWbbWcWde[Whh_lW Wb c_Zebbe if_dWb[" Y^[ bW h_YedeiY[ Yec[ f[h_YebeiW1 W gk[ije fkdje" i[dpWWjj[dZ[h[bÊ_dj[hl[djeZ[bY[h# l[bbe"_bc_Zebbeif_dWb[_dl_WkdehZ_# d[W_ckiYeb_Z[bbWcWde$Gk[ijeYe# cWdZel_W]]_Wbkd]e_bd[hle[Whh_lW ikX_jeWbbWcWde"Y^[i_Wfh[[bWiY_W YWZ[h[bÊe]][jjejheffeYWbZe$

SCATOLA CRANICA EMISFERO SINISTRO

NERVO SPINALE CERVELLETTO

MIDOLLO ALLUNGATO

VERTEBRA

I IMPAROASTUDIARE ✔Iejjeb_d[Wd[bj[ijeb[h_ifeij[Wbb[ i[]k[dj_ZecWdZ[$ ” GkWb_\kdp_ed_ileb][_bi_ij[cW  d[hleie5 ” 9^[YeiWiede_d[khed_5 ” :WgkWb_fWhj_„\ehcWje_bi_ij[cW  d[hleieY[djhWb[5 ” :WgkWb_fWhj_„\ehcWjebÊ[dY[\Wbe5 ” :WY^[YeiW„\ehcWje_bi_ij[cW  d[hleief[h_\[h_Ye5

223



@cZfigfldXef

GLI ORGANI DI SENSO COME FUNZIONANO Gli organi di senso (naso, lingua, pelle, occhi,

orecchie) raccolgono gli stimoli provenienti dal mondo esterno e li trasmettono al cervello, che li ÂŤdecodiďŹ caÂť e reagisce. Questi organi hanno cellule nervose, dette recettori, specializzate nel captare un solo tipo di stimolo (odori, sapori, sensazioni tattili, immagini e suoni) trasmettendolo al cervello. Ogni senso è .' %124   collegato a una parte del cervello I recettori sono particolari cellule che interpreta le informazioni nervose specializzate nella ricezione raccolte. e trasmissione di stimoli.

Lâ&#x20AC;&#x2122;olfatto CO COME FUNZIONA O Lâ&#x20AC;&#x2122;olfatto è la capacitĂ  di percepire gli odo-

ri. Lâ&#x20AC;&#x2122;organo di questo senso è il naso. Gli odori sono prodotti da microscopiche particelle che le diverse sostanze diffondono nellâ&#x20AC;&#x2122;aria. Quando inspiriamo, parte di quelle particelle odorose penetra nel naso e stimola le cellule olfattive, che trasmettono le informazioni raccolte al cervello. Il cervello interpreta queste sensazioni e sceglie il comportamento piĂš adatto: lâ&#x20AC;&#x2122;avvicinamento se si tratta di un profumo gradevole o lâ&#x20AC;&#x2122;allontanamento se si tratta di un odore sgradevole. Per stimolare le cellule olfattive gli odori devono essere sciolti in un liquido. Il sottile strato di muco che inumidisce lâ&#x20AC;&#x2122;interno del naso ha proprio il compito di sciogliere le particelle odorose.

6DLFKH BĂ&#x160;eb\WjjeÂ&#x201E;Xkeded[b ]WjjecWd[bYWd[Â&#x201E; \ehc_ZWX_b["ZW'&W '&&c_b_ed_Z_lebj[ ikf[h_eh[Wgk[bbe Z[bbĂ&#x160;kece$ D[]b__di[jj_bWi[Z[ Z[bbĂ&#x160;eb\WjjeÂ&#x201E;feijWf[h bef_Â&#x2019;ikbb[Wdj[dd[" c[djh[d[_h[jj_b_i_ jhelWd[bfWbWje$

224

7'-)2>)

Il gusto COME FUNZIONA Il gusto è la capacità di avvertire i sapori.

La sensazione del gusto è intimamente collegata a quella dell’olfatto: il sapore del cibo, infatti, risulta dalla somma di entrambe. L’organo del gusto è la lingua. Se osservi la tua lingua allo specchio, puoi vedere sulla sua superficie numerose piccole sporgenze: sono le papille gustative, ricche di recettori sensibili ai sapori. Essi sono distribuiti sulla lingua in aree ben precise, ciascuna delle quali recepisce un determinato sapore: amaro, acido, dolce o salato. Affinché il sapore venga percepito è necessario che il cibo sia parzialmente disciolto nella saliva.

RADICEDELLALINGUA

AMARO ACIDO

Ü Papille gustative viste al microscopio.

ACIDO

SALATO

Il tatto

SALATO DOLCE

COME FUNZIONA Il senso del tatto risiede nella pelle, che oltre a rivestire e proteggere

il corpo è in grado di raccogliere gli stimoli tattili (liscio, ruvido, molle, duro), gli stimoli termici (caldo e freddo) e quelli del dolore. Questo accade perché sotto l’epidermide, lo strato più esterno della pelle, esiste uno strato più profondo, il derma, in cui si trovano moltissimi recettori. I recettori non sono diffusi su tutto il corpo in modo uniforme, ma sono più numerosi in zone particolarmente sensibili, come le labbra, i polpastrelli, i palmi delle mani, le piante dei piedi. PORO SUDORIPARO

RECETTORE RECETTORE DELDOLORE DELLA PRESSIONE

DERMA

EPIDERMIDE

RECETTORIDEL FREDDO

PELO

GHIANDOLA SUDORIPARA

PRESSIONE

DOLORE

SüORAMENTO

FREDDO

MUSCOLO ERETTOREDELPELO

GHIANDOLA SEBACEA

225

@cZfigfldXef

La vista COME È FATTA Gli organi della vista sono gli occhi, che si tro-

vano in due cavità del cranio chiamate orbite. Gli occhi sono organi molto delicati e sono protetti: • esternamente dalle sopracciglia, che evitano al sudore di scivolare dentro l’occhio, dalle palpebre e dalle ciglia, che proteggono l’occhio da corpi estranei e dalla luce troppo intensa; • internamente da una membrana, la congiuntiva, mantenuta pulita e umida dalle lacrime costantemente prodotte dalle ghiandole lacrimali.

L’occhio COME FUNZIONA

Osserva nel disegno il funzionamento dell’occhio seguendo le varie sequenze.

1 ? hW]]_ bkc_dei_ f[d[jhWde d[bbÊeYY^_eWjjhWl[hiebWglg`ccX" Y^[„_bXkYed[heY[djhWb[Y^[ l[Z_Wce Z[djhe _b deijhe eY# Y^_e$?djehdeWbbWfkf_bbWi_jhelW bÊ`i`[\"kdWd[bbeY^[fkWl[h[ Yebeh_ Z_l[hi_ cWhhed[" l[hZ[" Wppkhhe$ BÊ_h_Z[ „ fhell_ijW Z_ ckiYeb_ Y^[ \Wdde Z_bWjWh[ e h[ijh_d][h[bWfkf_bbWWi[YedZW Z[bbWgkWdj_j}Z_bkY[fh[i[dj[$

2 BWbkY[WjjhWl[hiW_bZi`jkXcc`$ ef"Y^[i_jhelWZ_[jhebWfkf_bbW$ ?bYh_ijWbb_de\kdp_edWYec[kdW b[dj[ Y^[ fhe_[jjW b[ _ccW]_d_ ikbbWi\k`eX$B[_ccW]_d_Whh_lW# deWbbWh[j_dWYWfelebj[[h_c# f_YY_eb_j[$

3 BWi\k`eXhWYYe]b_[b[_ccW# ]_d_[b[jhWic[jj["WjjhWl[hie_b e\imf fkk`Zf" Wb Y[hl[bbe" Y^[ b[ hWZZh_ppW [ b[ _d]hWdZ_iY[" jhWi\ehcWdZeb[ d[bbÊ_ccW]_d[ h[Wb[$

226

CRISTALLINO IRIDE

SCLEROTICA

NERVO OTTICO

CORNEA PUPILLA

RETINA

I IMPAROASTUDIARE ✔:[iYh_l__b\kdp_edWc[djeZ[bbÊeYY^_ekj_b_ppWdZeb[fWheb[#Y^_Wl[$ fkf_bbWÅ_h_Z[ÅYh_ijWbb_deÅh[j_dWÅd[hleejj_Ye ✔Iejjeb_d[Wiebeb[W\\[hcWp_ed_]_kij[$ ” BWh[j_dW„bWfWhj[X_WdYWl_i_X_b[d[bbÊeYY^_e$ ” IkbbWh[j_dWi_\ehcWdeb[_ccW]_d_YWfelebj[$ ” ?bYh_ijWbb_de\kdp_edWYec[kdWb[dj[$ ” BWfkf_bbW_dl_W_cfkbi_bkc_dei_WbY[hl[bbe$

7'-)2>)



Fke_ eii[hlWh[ _b ceZe _d Yk_ b[ _ccW]_d_ i_ \ehcWde ikbbW h[j_dW Yeijhk[dZekdWiYWjebW\eje]hWÓYW$ 1.Ieij_jk_iY_kdWZ[bb[Zk[\WYY[f_’f_YYeb[Z_kdWiYWjebWZWiYWhf[ Yedkd\e]b_eZ_YWhjWZWbkY_Ze_dYebbWdZebebkd]e_XehZ_$ 2.9edkdY^_eZ_de\W_kd\eheZ_Y_hYWc[ppeY[dj_c[jheWbY[djhe Z[bbW\WYY_WeffeijW$ 3.9^_kZ_bWiYWjebWYed_bYef[hY^_e"fe_eiYkhWbÊWcX_[dj[[h_leb]__b \ehel[hiekdWYWdZ[bWWYY[iW$ Fjj\imX0Yec[WffWh[bWYWdZ[bWikbbWYWhjWZWbkY_Ze5 ¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ ¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ :feZcl[`0WdY^[bÊ_ccW]_d[Y^[i_\ehcWikbbWh[j_dW„$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$h_if[jjeWbbÊe]][jje$

La visione binoculare Nell’uomo gli occhi distano circa 5-6 cm l’uno dall’altro, pertanto forniscono al cervello immagini dello stesso oggetto leggermente diverse, dato che sono viste da differenti angolazioni. Gli stimoli che giungono al cervello si combinano e si fondono in modo da dare non solo un’immagine che riproduce fedelmente l’oggetto osservato, ma anche il senso della profondità (cioè dello spazio occupato) dell’oggetto e il senso della distanza alla quale l’oggetto si trova.

Educazione alla Salute =b_eYY^_iedecebjeZ[b_YWj_[lWddefhej[jj_YedYkhW$ šDed W\\Wj_YWhb_ fWiiWdZe jheff[ eh[ ZWlWdj_ Wb j[b[l_ieh[ [WbYecfkj[h$ šDed[ifehb_WbkY_jheffe_dj[di[$ šIjkZ_W[bWlehWi[cfh[YedkdWieh][dj[bkc_deiWik\ÓY_[dj[$ š;l_jWZ_kiWh[e]][jj_Wffkdj_j_d[bb[l_Y_dWdp[Z[bl_ie$ š;l_jWZ_jeYYWh[]b_eYY^_Yedb[cWd_ifehY^[f[hY^ƒl_i_ fejh[XX[he_djheZkhh[c_YheX_f[h_Yebei_$

6DLFKH ?bYWd[[_b]Wjjeded iede_d]hWZe Z_Z_ij_d]k[h[_Yebeh_ cWWll[hjedeiebjWdje _bX_WdYe"_bd[he [lWh_[]hWZWp_ed_ Z_]h_]_e$BWY_l[jjW„ kdÊWX_b_ii_cWYWYY_Wjh_Y[ WdY^[]hWp_[WbbWikW l_ijWY^["Yec[gk[bbW Z_jkjj_]b_kYY[bb_hWfWY_" „Y_dgk[lebj[f_’ il_bkffWjWZ[bbWdeijhW$

227

@cZfigfldXef

La luce CHE COS’È COS’ È Per vedere sono necessari due elementi: gli occhi e

la luce. Se ti trovi in una stanza buia, non riesci a vedere nulla. Appena accendi la luce, però, tutti gli oggetti ti appaiono visibili, perché i nostri occhi possono vedere i colori e gli oggetti solo quando sono luminosi o illuminati. La luce è una forma di energia che si diffonde per mezzo di raggi, o onde luminose. Vi sono corpi luminosi che emettono luce propria, come il Sole, il fuoco o una lampadina accesa, e corpi che non emettono luce ma sono visibili solo se illuminati.

6DLFKH H_YehZ_5BWbkY[l_W]]_WWkdWl[beY_j} \ehc_ZWX_b[0h_[iY[Wf[hYehh[h[ )&&&&&ac_dkdiebei[YedZe" WbbÊ_dY_hYWbWij[iiWZ_ijWdpWZ[bbW BkdWZWbbWJ[hhW$

Corpi trasparenti e opachi COME SONO

I corpi illuminati possono essere trasparenti oppure opachi. Aria, vetro, acqua poco profonda ti consentono di vedere con chiarezza quello che c’è dietro o sotto di essi perché si lasciano attraversare completamente dalla luce: sono corpi trasparenti.

Un muro, un libro, una tavola di legno, un foglio di cartoncino, il corpo umano sono invece corpi opachi poiché non si lasciano attraversare dalla luce e non ti consentono di vedere gli oggetti che si trovano dall’altra parte.

Fenomeni luminosi Quando la luce colpisce un oggetto liscio e lucido, come uno specchio, rimbalza su di esso in una sola direzione: è il fenomeno della riflessione.

Quando la luce colpisce un corpo opaco, come il pavimento, rimbalza su di esso e viene deviata in direzioni diverse: questo fenomeno si chiama diffusione.

Quando la luce passa da un corpo trasparente, per esempio l’aria, a un altro corpo trasparente di diversa densità, per esempio l’acqua, subisce una deviazione: questo fenomeno si chiama rifrazione.

228

7'-)2>)

Luci e colori COME SONO

A noi la luce appare bianca. Come mai allora vediamo i colori se i corpi opachi vengono tutti colpiti da una luce bianca? In realtà la luce è un fascio di luce di sette colori, quelli dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.



F[heii[hlWh[Y^[bWbkY[„YecfeijWZWi[jj[Yebeh_fke_\Wh[gk[ije i[cfb_Y[[if[h_c[dje$ 1.C[jj_kdWXWY_d[bbWf_[dWZÊWYgkWikbZWlWdpWb[Z_kdWÓd[ijhW [ifeijWWbIeb[$ 2.?cc[h]_d[bbWXWY_d[bbWkdeif[YY^_e"\WY[dZe_dceZeY^[_hW]]_ Z_bkY[Yebf_iYWdebWfWhj[Z_if[YY^_e_cc[hiWd[bbÊWYgkW$ 3.J_[d_kdYWhjedY_deX_WdYeZWlWdj_Wbbeif[YY^_ef[h_dj[hY[jjWh[ bWbkY[Y^[l_[d[h_Ô[iiW$ Fjj\imX0ikbYWhjedY_deX_WdYeWffWh[kdW\WiY_WZ_Z_l[hi_Yebeh_$ :feZcl[`0bWbkY[ded„X_WdYWcW„\ehcWjWZWZ_l[hi_Yebeh_$ BeiY_[dp_Wje_d]b[i[?iWWYD[mjedY_hYW)&&Wdd_\WYeijhkˆkdi[cfb_Y[ ijhkc[dje"Y^_WcWjeZ_iYeZ_D[mjed"f[hfhelWh[Y^[bWbkY[X_WdYW „kd_di_[c[Z_Yebeh_$ 1.Fh[dZ_kdZ_iYeZ_YWhjedY_deX_WdYeZ_Z_[Y_Y[dj_c[jh_Z_Z_Wc[jhe$ :_l_Z_be _d i[jj[ if_YY^_ Y^[ Yebeh[hW_ Yed _ i[jj[ Yebeh_ ZW Yk_ „ YecfeijWbWbkY[$ 2.?dÓbWWbY[djhekdWcWj_jWYedbWfkdjWh_lebjWl[hie_bXWiie[\W_ hkejWh[_bZ_iYel[beY[c[dj["Yec[\eii[kdWjhejjebW$ Fjj\imX0Y^[YeiWikYY[Z[5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾ GkWb[Yebeh[l[Z_ZkhWdj[bWhejWp_ed[5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ :feZcl[`0bWbkY[X_WdYW„\ehcWjWZWkd_di_[c[Z_i[jj[Yebeh_$

Ma se la luce che colpisce gli oggetti è formata da sette colori, perché una mela ci appare rossa e una foglia verde? Quando un raggio luminoso colpisce un corpo, alcuni colori vengono assorbiti dalla superficie dell’oggetto, altri vengono riflessi. Noi vediamo solo i colori riflessi. Per esempio la superficie della mela rossa riflette solo il rosso, la superficie della foglia verde riflette solo il verde, e così via. I IMPAROASTUDIARE Un oggetto bianco, invece, riflette tutti i colori della luce, mentre uno nero li as✔If_[]WikbgkWZ[hdef[hY^ƒl[Z_Wce heiiWbW\hW]ebW"]_Wbbe_bb_ced["X_WdYekd sorbe tutti. Il colore di un oggetto opaco, dunque, non è \e]b_eZ_YWhjW[d[he_bYWhXed[$ una caratteristica dell’oggetto ma dipende dal colore che l’oggetto stesso è in grado di riflettere. 229

@cZfigfldXef

L’udito COME È FATTO

L’organo dell’udito è l’orecchio che ci permette di ricevere suoni e rumori. Generalmente consideriamo organo dell’udito solo la parte visibile delle nostre orecchie, cioè il padiglione; in realtà, l’orecchio comprende tre parti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno.

Orecchio Esterno ?bfWZ_]b_ed[Wkh_YebWh[hWYYe]b_[_iked_[b_Yedle]b_W d[b YedZejje kZ_j_le$ ?b \edZe Z[b YedZejje „ Y^_kie ZWbj_cfWde"kdWiejj_b[c[cXhWdW[bWij_YWY^[[djhW_d l_XhWp_ed[WbbÊWhh_leZ[bikede$

Orecchio Medio ?b j_cfWde jhWic[jj[ b[ ik[ l_XhWp_ed_ W jh[ eii_Y_d_0 _b cWhj[bbe" bÊ_dYkZ_d[ [ bW ijW\\W$ ? jh[ eii_Y_d_ Wcfb_ÓYWde b[ l_XhWp_ed_ [ b[ jhWic[jjede WbbW Y^_eYY_ebW" Y^[ „ bÊeh]Wde kZ_j_lel[he[fhefh_e$

ORECCHIOESTERNO

ORECCHIOMEDIO

ORECCHIOINTERNO

MARTELLO INCUDINE

CHIOCCIOLA NERVOACUSTICO

STAFFA

Orecchio Interno BWY^_eYY_ebW„kdjkXeWif_hWb["f_[deZ_b_# gk_Ze"Yedb[fWh[j__dj[hd[Yef[hj[Z_f_YYe# b_f[b_Yebb[]Wj_Yed_bd[hleWYkij_Ye$GkWd# ZeWhh_lWkdÊedZWiedehW_bb_gk_Zel_XhW[\W ckel[h[_f[b_"Y^[iebb[Y_jWde_bd[hleWYk# ij_Ye1gk[ijejhWic[jj[fe_WbY[hl[bbebWi[d# iWp_ed[ Z[b ikede f[hY[f_je$ D[bbÊeh[YY^_e _dj[hdei_jhelWdeWdY^[_YWdWb_i[c_Y_hYebW# h_"Y^[i[hledeWcWdj[d[h[bÊ[gk_b_Xh_e$

PADIGLIONE AURICOLARE

CONDOTTO UDITIVO TIMPANO

CANALISEMICIRCOLARI



230

7Y^[YeiWi[hl[Wl[h[Zk[eh[YY^_[5L[h_ÓYWbeYedgk[ije[if[h_c[dje$ 1.9^_kZ_]b_eYY^_[_dl_jW_jke_YecfW]d_Wc[jj[hi__dY[hY^_e_djehdeWj[[WfheZkhh[Wjkhde kdb_[l[hkceh[$ Fjj\imX0i[__d]hWZeZ_ijWX_b_h[bÊ[iWjjWfhel[d_[dpWZ_kdikede"iefhWjjkjjegkWdZe]_kd][ ZWZ[ijhWeZWi_d_ijhW5$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ 2.EhW\Wj[bWij[iiWYeiWcWYedkdeh[YY^_ejWffWje$ Fjj\imX0_bYecf_jeZ_l[djWf_’\WY_b[ef_’Z_\ÓY_b[5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$ F[hY^ƒ5¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾$$$$$$$$$$$$$$$$$$ :feZcl[`0_Zk[fWZ_]b_ed_Wkh_YebWh__di_[c[Yedi[djedeZ_Z_ij_d]k[h[c[]b_e bW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Z[_iked_$

7'-)2>)

Il suono CHE COS’ OS’È È

Se, mentre parli, appoggi una mano sulla gola, sentirai le vibrazioni delle tue corde vocali. Ogni suono è prodotto da qualche cosa che vibra. Se tendi un elastico fra le dita e lo pizzichi si mette a vibrare e produce un suono, anche se molto debole. Le vibrazioni dell’elastico si trasmettono alle particelle dell’aria sotto forma di onde sonore sferiche, simili alle onde prodotte da un sasso gettato nell’acqua. Ü Le vibrazioni delle corde della chitarra producono onde sonore che si propagano nell’aria.

Le caratteristiche dei suoni I suoni si differenziano l’uno dall’altro per tre caratteristiche: l’intensità, l’altezza e il timbro. L’intensità, definita in modo improprio anche volume, dipende dalla forza con cui il suono è stato prodotto. Se il volume dello stereo è alto, il suono è forte, se il volume è basso il suono è debole. L’intensità di un suono si misura in decibel. SECONDO

SUONOACUTOALTAFREQUENZA

SECONDO

L’altezza di un suono dipende dalla frequenza delle vibrazioni. Un suono alto o acuto corrisponde a molte vibrazioni al secondo, un suono basso o grave a poche.

SUONOGRAVEBASSAFREQUENZA

6DLFKH Il timbro dipende dal modo particolare di vibrare dei corpi: possiamo distinguere la stessa nota emessa da un violino e da una chitarra, anche se ha la stessa altezza e la stessa intensità, perché ha un timbro diverso. Rispetto al timbro i suoni si distinguono in armonici e melodici. Si possono definire armonici i suoni prodotti dagli strumenti a corda e melodici quelli degli strumenti a fiato.

BWcW]]_ehfWhj[Z[]b_Wd_cWb_ ^Weh]Wd_f[hf[hY[f_h[ _iked_"WdY^[i[jWblebjWded iedel_i_X_b_$?f[iY_i[djede iebeYedbÊeh[YY^_e_dj[hde" Y^[h[W]_iY[Wbb[l_XhWp_ed_ Z[bbÊWYgkW$=b__di[jj_^Wdde _h[Y[jjeh__deh]Wd_Z_l[hi_"f[h[i[cf_ed[bb[ Wdj[dd[pWdpWh["d[bb[pWcf[]h_bb_"YWlWbb[jj[ ed[bbÊWZZec[Y_YWb[$

231

@cZfigfldXef

Come si propaga il suono Le onde sonore non si propagano nel vuoto, ma si trasmettono e arrivano alle nostre orecchie solo attraverso un mezzo, per esempio l’aria. Nello spazio o sulla Luna non riusciresti, dunque, a sentire i suoni. Il suono si propaga nei vari mezzi con velocità diversa: maggiore nei solidi, minore nei liquidi e ancora inferiore nei gas. Ciò accade perché le molecole che compongono i solidi e i liquidi sono più vicine le une alle altre e quindi trasmettono meglio le vibrazioni delle molecole dei gas. La velocità del suono nell’aria è di circa 340 metri al secondo, nell’acqua è di circa 1430 metri al secondo, mentre nei solidi supera i 5000 metri al secondo. La sostanza attraverso la quale il suono si propaga, oltre a determinarne la velocità, assorbe di più o di meno il suono á Durante un temporale il bagliore del lampo stesso. Alcune sostanze lo assorbono poco e sono dette buoni precede il boato del tuono, perché luce e suono conduttori del suono (i liquidi, il suolo, i metalli), altre lo as- viaggiano nell’aria a velocità molto diverse. sorbono molto e vengono dette isolanti acustici o fonoassorbenti (la gomma, la lana di vetro, il sughero, il polistirolo...).

%%$5#!:)/.%!,,!3!,54% ?bhkceh[„kd[b[c[djedWjkhWb[Z[bbWl_jW$E]]_jkjjWl_W„Z_l[dkjekd[b[c[djeif[iiedeY_le$=b_iY_[d# p_Wj_fWhbWde_d\Wjj_Z__dgk_dWc[djeWYkij_Ye"Y^[fkhWffh[i[djWh[kdh_iY^_ef[hbWdeijhWiWbkj[$?hkceh_" ebjh[WfheleYWh[Z_ijkhXe"feiiede_dÔk_h[ikbXWjj_jeYWhZ_WYe[ik_fheY[ii_Z_][ij_l_"fheleYWdZe_f[hj[d# i_ed[[Z_i\kdp_ed_YWhZ_WY^[1_debjh[feiiedefheleYWh[iehZ_j}$Eii[hlWbWjWX[bbWgk_iejje$

;<:@9<C

<==<KK@ ;8EEFJ@ d`jj`c\`egXik\eqX

(/' 

C<J@FE@8CCËFI<::?@F

X\i\f

(,' dlj`ZXX[Xckfmfcld\

;8EE@8CCËL;@KF

(''$()' 

kiX]ÔZf`ek\ejf

/'$('' k\c\m`jfi\X[Xckfmfcld\

-'$/'

232

8==8K@:8D<EKF ;<CCËFI<::?@F

7'-)2>) onde sonore

La riflessione del suono

ostacolo

Se lanci un urlo in montagna, dopo poco puoi sentire l’urlo come provenire dalla montagna stessa. Le onde sonore, che si propagano nell’aria, quando incontrano un ostacolo posto a una certa distanza vengono riflesse, cioè tornano indietro. Questo fenomeno si chiama eco.

eco

Sul principio dell’eco si basa il funzionamento del sonar, utilizzato dalle navi per localizzare relitti, banchi di pesci o ostacoli situati nelle profondità del fondale marino. Il sonar, posto sotto la nave, emette onde sonore. Quando l’onda incontra un ostacolo viene riflessa e ritorna alla nave, dove viene registrato l’istante di arrivo. In base al tempo trascorso tra l’emissione e la ricezione del suono e conoscendo la velocità del suono nell’acqua del mare, è possibile calcolare la distanza tra la nave e l’ostacolo.

Se la frequenza di vibrazioni di un suono è molto alta, quel suono si dice ultrasuono e il nostro orecchio non può più udirlo. Alcuni animali, come pipistrelli, cani, delfini e alcune specie di insetti, riescono a percepire anche gli ultrasuoni. In particolare, i pipistrelli sono anche in grado di emettere ultrasuoni per orientarsi nell’oscurità. Gli ultrasuoni, quando incontrano un ostacolo, ritornano indietro come un’eco e vengono percepiti da un organo che i pipistrelli hanno sul muso. In questo modo l’animale capisce se c’è un ostacolo, una preda o un nemico, anche nel buio più totale. Allo stesso modo il delfino è in grado di stabilire la distanza di ostacoli o la presenza di cibo nelle vicinanze.

IIMPAROASTUDIARE ✔If_[]W"YedfWheb[jk["_bi_]d_\_YWje Z_¼[Ye½"¼iedWh½"¼kbjhWikede½$

233

TECNOLOGIA

Wjbhhjp!efousp!jm!dpsqp!vnbop Grazie ai progressi scientifici e tecnologici, oggi abbiamo a disposizione apparecchiature molto sofisticate che sono in grado di riprodurre sezioni del corpo umano, oppure di fornire immagini di organi interni. Una conoscenza così dettagliata permette al medico una diagnosi più accurata della malattia e una terapia migliore. Ecco alcuni degli strumenti più utilizzati. COME FUNZIONA?

CXiX[`f^iXÔX Ti sei fatto male alla gamba cadendo dalla bicicletta. Corri al pronto soccorso. La gamba è analizzata con una macchina che emette raggi X e fornisce un’immagine molto particolare. L’immagine, infatti, somiglia a un grande negativo fotografico: la pelle e i muscoli non si vedono, ma le ossa appaiono in bianco. Il medico può così vedere se c’è qualcosa di rotto!

CË\Zf^iXÔX La tua mamma, quando era incinta, si è sottoposta a ecografie per controllare che tu crescessi bene. Un medico le ha fatto passare una sonda, una specie di scatoletta, sulla pancia e lei ha potuto osservare la tua immagine su uno schermo. Il dottore l’ha aiutata a leggere l’immagine, che non era molto chiara, e ha potuto dirle se eri sano e se eri un maschio o una femmina. L’ecografia permette anche di osservare alcuni organi interni: i reni, il fegato, il cuore o le vene.

COME FUNZIONA? BW iedZW Y^[ _b c[Z_Ye fh[c[ ikbbÊWZZec[ fheZkY[ edZ[ Z_ kbjhWiked_" Y^[ f[d[jhWde WbbÊ_dj[hde Z[bbÊeh# ]Wd_ice [ l[d]ede h_Ô[ii[" WbYkd[ ZW]b_ ijhWj_ f_’ ik# f[hÓY_Wb_" Wbjh[ ZW]b_ ijhWj_ f_’ fhe\edZ_$ =b_ [Y^_ Z[]b_ kbjhWiked_ YWfjWj_ ZWbbW iedZW l[d]ede Yecfeij_ ZWb Yecfkj[h_dkdÊ_ccW]_d[$

234

BÊWffWh[YY^_e[c[jj[hW]]_N"_dl_i_X_# b_WeYY^_edkZe$Gk[ij_WjjhWl[hiWde b[fWhj_cebb_Z[bYehfe[hW]]_kd]ede bWf[bb_YebW\eje]hWÓYWfeijWZWbbÊWbjhe bWje"Y^[WYedjWjjeYed[ii_i_Wdd[# h_iY[$ CW b[ fWhj_ Zkh[" Yec[ b[ eiiW [_Z[dj_"\[hcWde_hW]]_N"\ehcWdZe ikbbWf[bb_YebWkdÊecXhWf_’Y^_WhW$

TECNOLOGIA COME FUNZIONA?

CXK8:kfdf^iXÔXXjj`Xc\Zfdglk\i`qqXkX  È una tecnica di diagnosi per immagini. La TAC è particolarmente utile per rilevare lesioni anche minime e masse tumorali nel cervello, nelle ossa, nell’addome e nei polmoni.

?b fWp_[dj[ l_[d[ \Wjje iZhW_Wh[ ik kd b[jj_de Y^[ iYehh[ cebje b[djWc[dj[ WbbÊ_dj[hdeZ_kdjkXehejWdj[$Gk[ije [cWdWhW]]_N[hWYYe]b_[b[_ccW]_d_ Z[bbWfWhj[ZW[iWc_dWh[1b[i[gk[dp[ ceijhWde _d ikYY[ii_ed[ WdY^[ f_YYeb[ Z_\\[h[dp[ jhW j[iikj_ iWd_[cWbWj_$Gk_bWf[bb_YebW\e# je]hWÓYW„ieij_jk_jWZWh[Y[jjeh_ i_ij[cWj_d[bjkdd[b$ Kd Yecfkj[h [bWXehW b[ _ccW# ]_d_ jhWic[ii[ ZWbbW cWYY^_dW" h_Yeijhk[dZe kdÊkd_YW _ccW]_d[ Wjh[Z_c[di_ed_$

CXi`jfeXeqXdX^e\k`ZX La risonanza magnetica è stata inventata nel 1973, è una tecnica molto precisa e all’avanguardia e, a differenza della TAC e dalla radiografia, non utilizza raggi X, nocivi per la salute. La risonanza magnetica è perfetta per esaminare parti del corpo complesse come il cuore o il cervello. Permette di dividere l’organo in parti e di vederlo sotto tutte le angolazioni. COME FUNZIONA? ?bfWp_[dj[l_[d[\WjjeYeh_YWh[iZhW_Wjeik# f_de WbbÊ_dj[hde Z_ kd bkd]e jkdd[b$ Gk_ _b Yehfel_[d[[ifeijeWZk[Z_l[hi_\[dec[d_$ KdW ]heiiW YWbWc_jW" i_ij[cWjW d[b jkdd[b" fheZkY[ _djehde WbbÊeh]Wd_ice kd YWcfe cW]d[j_YeY^["_di_[c[WedZ[hWZ_e"Wbj[hW j[cfehWd[Wc[dj[ ]b_ Wjec_ Z[bbÊeh]Wd_ice \WY[dZe behe [c[jj[h[ Z[_ i[]dWb_ [b[jjhe# cW]d[j_Y_$?i[]dWb_YWfjWj_l[d]edeh[]_ijhW# j_[Z[bWXehWj_ZWkdYecfkj[h[jhWi\ehcWj_ _dkdÊ_ccW]_d[l_i_X_b[ikkdced_jeh$

235

?f`dgXiXkfX%%% 7MRXIXM^^EVI

[cWd[hleie e[[Z Z[]b_eh]Wd_Z_i 9ecfb[jWbWcWffW[Z[ifed_WleY[b[YWhWjj[h_ij_Y^[Z[bi_ij[cWd[hleie[Z[]b_eh]Wd_Z_i[die$

J@JK<D8E<IMFJF YedjhebbWb[\kdp_ed_Z[bYehfe"h_Y[l[ ]b_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ZWbcedZe[ij[hde [Z[bWXehW$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Â&#x201E;\ehcWjeZWY[bbkb[Z[jj[ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Â&#x201E;ikZZ_l_ie_d J`jk\dXe\imfjf $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

J`jk\dXe\imfjf $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

h_ifedZ[W]b_ h_ h_if ifed edZ[ Z[W]b_ ij_ceb_Z[]b_

[dY[\Wbe c_Zebbe $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

J`jk\dXe\imfjf $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

FI>8E@;@J<EJF

Y^[iede

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ eb\Wjje

b_d]kW $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

f[bb[ $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

eYY^_ l_ijW

eh[YY^_[ kZ_je

i[di_X_b[ W]b_eZeh_

i[di_X_b[ W_$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

i[di_X_b[W0 iXWbp_j[hc_Y_ YWbZe[\h[ZZe

i[di_X_b[ WbbWbkY[

i[di_X_b[ W_iked_

ij_ceb_c[YYWd_Y_ \ehcW[ikf[hĂ&#x201C;Y_[ Z[bYehfe Zebeh[

236

DXk\dXk`ZX @eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe` La numerazione romana I numeri naturali 2`R_PVgV  Le potenze 2`R_PVgV  Le potenze del 10 I numeri decimali I numeri relativi 2`R_PVgV  L’addizione Lasottrazione Lamoltiplicazione Ladivisione Bep[he[bÊkded[bb[gkWjjheef[hWp_ed_ Cebj_fb_YWh[[Z_l_Z[h[f[h'&"'&&"' &&& 

Multipli e divisori Inumeriprimi Criterididivisibilità Leespressioni ;ifh[ii_ed_[fheXb[c_ FheXb[c_[Z_W]hWcc_ =_\OYRZV  ?f`dgXiXkfX%%% 

C\]iXq`fe`\`eld\i`[\Z`dXc`

(). ()/ (*& (*' (*( (*) (** (*+ (*, (*(*. (*/ (+& (+' (+) (+* (++ (+, (+- (+. (,& (,' (,(

(,)

(,,

Frazioni proprie, improprie, apparenti <hWp_ed_Yecfb[c[djWh_[Z[gk_lWb[dj_ Dall’intero alla frazione Dalla frazione all’intero Frazioni e numeri decimali 2`R_PVgV  Frazioni e percentuali FheXb[c_YedbWf[hY[djkWb[ Lo sconto 2`R_PVgV R ]_\OYRZV  ?f`dgXiXkfX%%% 

(,- (,. (,/ (-& (-' (-( (-* (-+ (-, (-(-.

C\^iXe[\qq\\c\d`jli\

(.&

Le misure di lunghezza Le misure di capacità Le misure di massa Le misure di superficie

2`R_PVgV R ]_\OYRZV  Lemisuredivalore L’arrotondamento Ilrapportodicambio Compravendita Pesonetto"tara"pesolordo Lemisureditempo

Ef[hWp_ed_Yedb[c_ikh[Z_j[cfe

Tempo, velocità, spazio ?f`dgXiXkfX%%%  

(.' (.( (.) (.* (.+ (., (.(..  (./ (/& (/' (/( (/) (/*

CfjgXq`f\c\Ô^li\^\fd\ki`Z_\ (/,

Il disegno geometrico Le rette e gli angoli I poligoni e i triangoli I quadrilateri Trasformazioni simili 2`R_PVgV  Le isometrie 2`R_PVgV  Il perimetro dei poligoni L’area dei poligoni =_\OYRZV  I poligoni regolari

BWje[Wfej[cWZ[_feb_]ed_h[]ebWh_ BÊWh[WZ[_feb_]ed_h[]ebWh_

 2`R_PVgV   La circonferenza e il cerchio Misuriamo la circonferenza Area del cerchio 2`R_PVgV  I solidi geometrici 7h[WbWj[hWb[[Wh[WjejWb[ Misure di volume Il volume dei solidi ?f`dgXiXkfX%%% 

(/(/. (// )&& )&' )&( )&* )&+ )&)&. )'' )'( )') )'* )'+

)', )')'. )'/ )(& )(' )(( )() )(*

CXcf^`ZX#cXgifYXY`c`k~\cXjkXk`jk`ZX)(, Classificazione e diagrammi Giochi di relazione Proposizioni logiche Probabilità e percentuali 2`R_PVgV  Rappresentazione dei dati statistici ?bZ_W]hWccWYWhj[i_Wde BÊ_ije]hWccW[_bYWhje]hWccW BÊ_Z[e]hWccW BÊWh[e]hWccW ?f`dgXiXkfX%%% 

@e]fidXk`ZX

Comunicare in rete Navigare nel web Creare una pagina web Pubblicare un file sul web La posta elettronica

)(, )(. ))' ))( ))) ))* ))* ))+ )), )). )*&

)*) )*) )*) )** )*)*.

@eld\i`#`gif

%CEFJKIFJ@JK<D8;@ELD<I8Q@FE<a98J8KFJLCM8CFI< GFJ@Q@FE8C<;<CC<:@=I<<=L@EKIF;FKKF@E%K8C@8M<IJF@C J<:FCFXIIIJFGI8KKLKKF>I8Q@<8CCÂ&#x152;FG<I8;<CD8K<D8K@:F G@J8EF(<FE8I;F"@9FE8::@ &INOALVENIVAUSATOILSISTEMADINUMERAZIONEINVENTATO DAI2OMANIINTORNOAL))SECOLOD#1UELLODEI2OMANINON ERAUNSISTEMADINUMERAZIONEPOSIZIONALE BENSĂ?ADDITIVO PERCHĂ&#x20AC;INUMERISIOTTENEVANOADDIZIONANDO ILVALOREDEIVARISIMBOLI /GGIQUESTANUMERAZIONENONÄĄPIĂ&#x161;USATA MAINMOLTICASINOI USIAMOANCORAINUMERIROMANIPERINDICARELEORESUALCUNI OROLOGI ICAPITOLIDIUNLIBRO IVOLUMIDIUNAENCICLOPEDIA I NOMIDEI0APIODEIRE"ENEDETTO86) %LISABETTA))  LEDATE CHEACCOMPAGNANOILNOMEDELLEVIEODELLEPIAZZE0IAZZA886 APRILE a LEVARIESEZIONIDIUNACLASSE6! 6" a 

*'%15#+/2#4'4#+ # +/2#4'4#+

â&#x153;&#x201D;?dgk[ijWkd_j}WdZhW_WbbWiYef[hjW

Z[_i[]h[j_Z[_dkc[h_[_cfWh[hW_0 â&#x20AC;˘a â&#x20AC;˘a â&#x20AC;˘a

operare con i grandi numeri; utilizzare il concetto di potenza; eseguire le quattro operazioni e riconoscerne le proprietĂ ; â&#x20AC;˘ a riconoscere e operare con multipli, divisori e numeri primi.

In questi disegni puoi notare alcuni casi in cui ancora oggi si usano i numeri romani.

238

Yc\d`#c\fg\iXq`fe` La numerazione romana 1

5

10

50

100

500

1 000

10 000

100 000

I

V

X

L

C

D

M

X

C

Il bambino che vedi nel disegno a lato ha scritto il numero -(. in cifre romane. Gli antichi Romani per scrivere i numeri, usavano sette simboli. s¬ I simboli I, X, C, M potevano essere scritti di seguito fino a tre volte. s¬ I simboli V, L, D, invece, non potevano essere ripetuti neppure due volte. s¬ Un trattino sopra il simbolo moltiplicava per 1 000 il valore del simbolo stesso. Inoltre, i Romani seguivano queste due regole: s¬ ogni cifra veniva addizionata a quella che seguiva: per esempio: II''( VI+', XI'&''' s¬ una cifra più piccola scritta a sinistra di una più grande si sottraeva. per esempio: IV+'* IX'&'/ XC'&&'&/& 1

9ecfb[jW"iYh_l[dZe_dkc[h_Y^[cWdYWde$ VI IV XI IX

5 5 10 10

XLVI LXIX CCXV XCII 2

   

1 1 1 1

 ...........  ...........  ...........  ...........

LX XL CX XC

850  10#  6  .......... 60  810  1#  .......... 200  810  5#  .......... 8100  10#  2  ..........

50  10 50  10 100  10 100  10

 ...........  ...........  ...........  ...........

CDLXXXI MCMXCII DCCXLVI XCMLIII

DC CD MC CM

500  100 500  100 1 000  100 1 000  100

 ...........  ...........  ...........  ...........

8500  100#  50  30 1  .......... 1 000  81 000  100#  8100  10#  2  ...... 500  200  850  10#  6  .......... 10 000  81 000  100#  50  3  ......

9ebb[]WY_WiYkddkc[heWbYehh_ifedZ[dj[dkc[heiYh_jje_dY_\h[hecWd[ XXVI XXXV XLIX CLXX

35 49 170 26

XCIX LXXI CMLI DCXX

620 951 99 71

MMMLI MDLXI CDXVI DXXXV

416 3 051 1 561 535

DCCXV CMXIV MMCCC CMLXI

961 2 300 914 715

239

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

I numeri naturali I numeri naturali sono infiniti e si possono ordinare in successione, cioè uno dopo l'altro, in modo che ogni numero sia maggiore di quello precedente e minore di quello successivo. Esistono numeri che esprimono quantità o misure molto grandi come quelli scritti nei fumetti del disegno in basso. Esaminiamo da vicino questi numeri così grandi! ?TW\fgTamTgeT\_Fb_X X_TGXeeTW\ $',)#####^`!

Fh_abfgebc\TaXgTi\ibab ),##,#####TU\gTag\! Il nostro sistema di numerazione è decimale e si basa sui successivi 1 decina, 10 decine 1 centinaio, raggruppamenti per 10: 10 unità 1 migliaio, … e così via. 10 centinaia

1 000 000 000

100 000 000

10 000 000 1 000 000

100 000

10 000

unmiliardo

centomilioni

diecimilioni unmilione centomila diecimila

10

1 000 mille

100

10

1

cento dieci uno

Se osservi la tabella, puoi notare che in ogni gruppo o classe si succedono nello stesso ordine le unità, le decine e le centinaia. È sufficiente, quindi, saper leggere i primi 999 numeri per essere in grado di leggere tutti gli altri. Basta, infatti, aggiungere via via le parole «b^aV», «b^a^dcZ», «b^a^VgYd». 130

130 000

centotrenta

centotrenta mila

130 000 000 centotrenta milioni

130 000 000 000 centotrenta miliardi

Osserva ora come si leggono i numeri scritti nel disegno in alto. miliardi

h

da

milioni

u 6

240

migliaia

unità semplici

h

da

u

h

da

u

h

da

u

1

4

9

6

0

0

0

0

0

149 milioni 600 mila

9

0

0

9

0

0

0

0

0

6 miliardi 900 milioni 900 mila

2`R_PVgV 1

9ecfb[jWbWjWX[bbWjhWiYh_l[dZe_dY_\h[_dkc[h_ iYh_jj__db[jj[h[$ pianeti

miliardi

milioni

migliaia

unità semplici

h da u

h da u

h da u

h da u

Venere

centoottomilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Marte

duecentoventottomilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Giove

settecentosettantottomilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Saturno

unmiliardoquattrocento­ ventisettemilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Urano

duemiliardiottocentosettantamilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Plutone

4

'&&&

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Nettuno

3

distanza dal Sole in km

'&&&

centocinquantottomilioni

Mercurio

2

'&&&

quattromiliardiquattrocen­ tonovantasettemilioni cinquemiliardiottocento­ novantanovemilioni

..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... ..... .....

Eii[hlWb[i[cf_e[Yecfb[jWbWjWX[bbW$ 46 586 375 000

9 300 000 000

10 500 800 000

150 000 000 000

n. delle migliaia

46 586 375 ..............................

..............................

..............................

..............................

n. dei milioni

46 586 ..............................

..............................

..............................

..............................

n. dei miliardi

46 ..............................

..............................

..............................

..............................

Eii[hlWbÊ[i[cf_e[Yecfb[jW$ 86 000 000 000  ......................... 580 000 000  86 580 350 500 = .............................. 346 295 860 750 = ..............................  .........................  24 345 859 280 = ..............................  .........................  7 843 580 615 = ..............................  ......................... 

350 000 ............... ............... ............... ...............

   

500 ......... ......... ......... .........

Eii[hlWbÊ[i[cf_e[Yecfb[jW"iYh_l[dZe_bdkc[heY^[fh[Y[Z[[gk[bbe Y^[i[]k[_cc[Z_WjWc[dj[_bdkc[heiYh_jje$ 999 999 1 000 001 ........................ 999 999 999 ........................

1 000 000 ........................ ........................ 750 100 000 ........................ 2 000 009 ........................ ........................ 15 500 100 ........................ 800 000 ........................ ........................ 450 260 999 ........................ 1 700 000 ........................

........................ ........................ ........................ ........................

241

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

Le potenze 1

Osserva come Fabio ha raggruppato le sue 15 palline e quali operazioni ha scritto.



2  2  2  2 82  2#  82  2#

 

2  2 82  2#





 2  2

 1 15  1 15

Come puoi notare, Fabio al posto di 2 2 ha scritto 22 e al posto di 22  2 3 ha scritto 2 . Ha usato delle potenze, che sono un modo più rapido per scrivere moltiplicazioni che hanno tutti i fattori uguali. La potenza di un numero, infatti, indica quante volte il numero viene moltiplicato per se stesso.

15

82 2# 2 2

3



22



1

2

 2015

Osserva negli esempi come si leggono le potenze. 0

2 21 2 2 3

2 2

¼([b[lWjeW&½effkh[ ¼(WbbWfej[dpWp[he½ ¼([b[lWjeW'½effkh[ ¼(WbbWfh_cWfej[dpW½ ¼(WbbWi[YedZWfej[dpW½ effkh[¼(WbgkWZhWje½ ¼(WbbWj[hpWfej[dpW½ effkh[¼(WbYkXe½

1 2

I termini della potenza 23 2 2 2 3 fattori

224 2  2 2 8

base

23

esponente

Leggi la descrizione del disegno a lato. Scopri che cosa indicano i vari punti dello schema in basso e scrivi il valore delle varie potenze.

;bW\fXZaTgb\ahaXfTZbab&ge\TaZb_\! ;bTZZ\hagbcb\\abZa\ge\TaZb_b &dhTWeTg\X\abZa\dhTWeTgb&chag\! DhTag\chag\[bW\fXZaTgb\aghggb2 d$[iW]ed_

1

0 3 ……

d$jh_Wd]eb_

3

3 ……

d$gkWZhWj_

(3  3)

2 3 ……

d$fkdj_

(3  3  3)

3 3 ……

242

1

2`R_PVgV 1

2

JhWi\ehcWe]d_[ifh[ii_ed[l[hXWb[d[bbWh_if[jj_lWfej[dpW$ sette alla terza  .............

nove al quadrato  .............

il cubo di sette  .............

quattro al cubo  .............

tre alla quarta  .............

nove alla sesta  .............

otto alla seconda  .............

due alla quinta  .............

il quadrato di tre  .............

JhWi\ehcWe]d_fej[dpW_dkdÊ[ifh[ii_ed[b_d]k_ij_YW$ 9 4  quattro alla nona ........................................ 3 6  ..........................................................

93  ..........................................................

2 5  ..........................................................

4 5  ..........................................................

2 7  ..........................................................

Avrai notato negli esercizi precedenti che: t Ogni numero è la prima potenza di se stesso.

t 3

31 3 21 2 41 4 La potenza 0 di tutti i numeri è 1.

151 15

30 1

150 1

40 1

Eii[hlWbÊ[i[cf_e[Yecfb[jW$ 2

4

20 1

20 1 1 2 2 2 2 2 2 3 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2

5  5  5  25 .............................

5  5  5 = ........ = ........

7  7  7 = ........ = ........

4  4  4 = ........ = ........

3  3  3  3 = ........ = ........

3  3 3  3  3 = ........ = ........

2  2  2  2 = ........ = ........

6  6  6 = ........ = ........

2  2  2  2  2 = ........ = ........

8  8 = ........ = ........

10  10  10 = ........ = ........

10  10  10  10 = ........ = ........

2 10  10  10  100 ....................................

72 = ............................................

3 2 = ............................................

4 3 = ............................................

5 3 = ............................................

4 2 = ............................................

1 6 = ............................................

6 2 = ............................................

5 2 = ............................................

5 = ............................................

1 14 = ............................................

6 2 = ............................................

3 7 = ............................................

2 = ............................................

Eii[hlWbÊ[i[cf_e[Yecfb[jW$

4

2

7

2 = ............................................

0

9 = ............................................ 3

10 = ...........................................

$0 -"5 8gX^`eX()0 [\chlX[\ieffg\iXk`mf

3*

6

$&

5 = ............................................

(*0$"$0/-"$"-

243

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

Le potenze del 10 Nella tabella i numeri 1, 10, 100, … sono scritti sotto forma di ediZcoZYZa&%. È più comodo 5 scrivere 10 che 100 000. In pratica l’esponente ci dice quanti zeri devono seguire il numero 1. milioni

1

2

migliaia

unità semplici

h

da

u

h

da

u

h

da

u

100 000 000

10 000 000

1 000 000

100 000

10 000

1 000

100

10

1

108

107

106

105

104

103

102

101

100

Osserva l’esempio e completa. ,('+

*'&)

.'&+

('&-

)'&/

,'''' .....................

.....................

.....................

.....................

.....................

)'&,

-'&.

+'&+

.'&,

,'&(

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

('&)

*'&+

,'&*

/'&-

+'&.

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.&&&&&&&&

,&&&&&&&&&

-&&&&&

*&&&&&&&

*(' .....................

.....................

.....................

.....................

.....................

-&&&&&&&&

/&&&

+&&&&&

-&&&&&&&&&

/&&&&

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

Osserva l’esempio e completa. *'''''' -

MIESERCITO 1 Eii[hlWbÊ[i[cf_e[Yecfb[jW$

244

88  106 # 89  103 # 86  102 # 8 009 600  ........................................................

320 000  ............................................

15 000 000 ........................................................

740 500 ............................................

3 500 000 ........................................................

590 ............................................

8 800 000 000 ........................................................

580 000 ............................................

1%8)1%8-'%

I numeri decimali Conosci già i numeri decimali formati da una parte intera, che precede la virgola e da una parte decimale che segue la virgola. Fai un breve ripasso con i seguenti esercizi. 1

2

Indica con una crocetta il valore della cifra 9. migliaia h

da

unità semplici u

h

da

u

Completa, come nell'esempio. 20  8  0,5  0,07 28,57  ........................................

parte decimale d

c

235,6  ........................................

m

0,754 ........................................

72,869

431,8 ........................................

900 000

3

385,9

632,08 ........................................

95 164

9,46 ........................................

316,492

0,046 ........................................

Completa scrivendo i numeri che mancano. 0

0,25

........

........

1

........

........

........

........

2

........

........

3

MIESERCITO 1 IYecfed__i[]k[dj_dkc[h_Yec[d[bbÊ[i[cf_e$ 9 h 7 da 5 u 8 d a. 975,8  .............................. b. 1 270,3  ........................

c.

0,008  ..........................

175,2  ..............................

82,5  ............................

16,07  ...........................

78,253  ...........................

3,753  ..........................

275,6  ..........................

277,38  ...........................

877,9  ..........................

453,7  ..........................

2 D[_i[]k[dj_dkc[h_iejjeb_d[WYed_bheiiebW

fWhj[_dj[hW[Yed_bl[hZ[bWfWhj[Z[Y_cWb["fe_ iYh_l_b__db[jj[h[ikbgkWZ[hde$ 86,23

745,2

1 432,47

0,345

67 534,22

56 348,767

43 000,54

345,876

3 JhWi\ehcW_i[]k[dj_dkc[h__ddkc[h_Z[Y_cWb_" Yec[d[bbÊ[i[cf_e$ 37 d = 3,7 .................. 6 c  ........................... 0 u e 26 m  ..............

370 c  ..................... 7 u e 5 m  ...............

90 m  ....................... 34 u e 28 c  .............

16 u e 4 m  ............. 40 u e 36 c  ............

245

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

I numeri relativi <_fhUfVXfb T $#`6[XYeXWWb

<_gXe`b`Xgeb fXZaT &“6

Per indicare che il subacqueo è andato sotto il livello del mare (livello %), a una profondità di 10 m, si è scritto «·&%m». Per indicare che il termometro è sceso a tre gradi sotto zero si è scritto «·(•8». Per misurare la temperatura noi usiamo il \gVYd 8Zah^jh (•8). Nella scala Celsius lo % indica la temperatura del ghiaccio che fonde. Le temperature sopra lo zero si considerano positive e si indicano con il segno «», mentre le temperature sotto lo zero si considerano negative e si indicano con il segno «».

?dkc[h_fh[Y[Zkj_ZWbi[]de¼½eZWbi[]de¼½ iede_eld\i`i\cXk`m`"Y^_WcWj_Yeiˆf[hY^ƒ_bbehe lWbeh[Z_f[dZ[ZWbi[]deY^[b_fh[Y[Z[$GkWdZe dedYʄfeii_X_b_j}Z_Yed\ki_ed["_dkc[h_fei_j_l_i_ iYh_ledei[dpW_bi[]de$ 1

Osserva la successione dei numeri relativi sulla retta numerica. Scrivi nelle targhette i numeri indicati dalle frecce. ........

2

........

........ 10

........ 5 4

3 2 1

0

1 2 3 4

........

5

Scrivi la temperatura segnata da ciascun termometro o colora i termometri in modo che segnino la temperatura indicata. +40 +35 +30 +25 +20 +15 +10 +5 0 -5 -10 -15

246

5 ........

........ ........ ........

........ ........ ........

10

25

15

10

20

15

2`R_PVgV 7dY^[f[hYWbYebWh[bWZ_\\[h[dpW Z[bb[h[j_i[]dWj[ZkhWdj[_b YWcf_edWjeZ_YWbY_e"X_ie]dW YedeiY[h[_dkc[h_h[bWj_l_ 1

t t t

t

Nella tabella è riportata la classiďŹ ca fatta durante lo svolgimento di uno degli ultimi campionati di calcio di serie A. La tabella non è completa. Completala tu, scrivendo per ogni squadra la differenza reti. Prima, però, impara a leggere le informazioni che la tabella ti fornisce. ?bnomeZ[bb[20igkWZh[Y^[fWhj[Y_fWdeWb YWcf_edWje$ ?puntijejWb_ppWj_0 3f[he]d_l_jjeh_W"1f[h e]d_fWh[]]_e"0f[he]d_iYedĂ&#x201C;jjW$ B[partite0gkWdj[iedeijWj[]_eYWj[ G$"gkWdj[l_dj[V$"fWh[]]_Wj[N$3 d[kjhWb_ppWj["f[hi[P$$I[dej_",igkWZh[ ^Wdde]_eYWjekdWfWhj_jW_dc[deY^[Z[lede h[Ykf[hWh[$ B[reti0i[]dWj[F3\Wjj["ikX_j[S$[bWbehe Z_\\[h[dpW$I[dej_"WfWh_j}Z_fkdj[]]_e"bW Z_\\[h[dpWh[j_YedjW

squadre

punti

Inter

partite

reti

G.

V.

N.

P.

F.

S.

diff.

43

17

13

4

0

37

9

28

Roma

36

17

10

6

1

33

18

15

Juventus

35

17

10

5

2

35

15

Udinese

29

17

8

5

4

22

21

Fiorentina

28

17

7

7

3

26

16

Palermo

25

17

6

7

4

25

27

Napoli

23

17

6

5

6

25

22

Atalanta

22

16

5

7

4

23

21

Sampdoria

21

17

6

3

8

22

24

Catania

21

16

5

6

6

17

19

Genoa

19

17

4

7

6

16

23

Milan

18

14

4

6

4

21

12

Parma

18

17

4

6

7

19

24

Lazio

18

17

4

6

7

19

25

Torino

17

17

2

11

4

15

20

Livorno

15

16

3

6

7

19

27

Empoli

15

17

3

6

8

14

24

Siena

14

17

2

8

7

17

25

Reggina

13

16

2

7

7

12

25

Cagliari

10

17

2

4

11

13

33

5

10

Indovina! DhTaWbYTVT_Wb YeXWWb.dhTaWbYTYeXWWb VT_Wb!6[XVbfĂ&#x2020; 2

F[hl[h_Ă&#x201C;YWh[i[^W__dZel_dWje\WĂ&#x160;YeiÂ&#x2C6;$ t EhZ_dW_dkc[h_iYh_jj__dXWiieZWbcW]]_eh[Wbc_deh[$ t Iejjee]d_dkc[heiYh_l_bWb[jj[hWYehh_ifedZ[dj[$ O 11

L I 7 7

O 3

7 9 ........ ........



........ ........

M 1

I 9

N 13

E 3

S 5

T 5

R 1

E 15

F 9

........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........

247

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

L'addizione ?dkdW]_ehdWjWZ_f[iYW"=_eh]_e^WYWbWjejh[lebj[b[ik[ h[j_$BWfh_cWlebjW^Wf[iYWje((+a]Z_f[iY["bWi[YedZW )"-a][bWj[hpW'+a]$GkWdj_Y^_be]hWcc_Z_f[iY[^W f[iYWje_djkjje=_eh]_e5 1

Per risolvere il problema devi eseguire un’addizione, cioè l’operazione che permette di unire due o più quantità, di aggiungere, aumentare, ... Utilizza i dati del problema per eseguire l’operazione in colonna e per ripassare le proprietà dell’addizione. FHEL7

Proprietà commutativa

9WcX_WdZebÊehZ_d[ Z[]b_WZZ[dZ_"bW ieccWdedYWcX_W$

225  3,7 15  ........... 3,7 15 225  ...........

addendo 225 

.......... 

addendo

3,7 

.......... 

addendo

15 

.......... 

243,7 somma o totale 243,7

Proprietà associativa

?bh_ikbjWjededYWcX_W i[WZk[ef_’WZZ[dZ_i_ ieij_jk_iY[bWbeheieccW$

225  3,7 15 .......... 228,7

15 ..........

225  3,7 15 .......... 225 18,7

..........

MIESERCITO 1 ;i[]k_ikbgkWZ[hde_dYebeddWYedbWfhelW$ a. 30 007  127 100  9 650 000  154,78  4 897  81,397  3 500  10 730  178 000  191 635  58,898  1 673,73  1 200 300  6 750  65 300 

248

b.

809  85,478  8 245,86  1 456 377  3 136 439  43  89 156  2 157,18  1 278,85  43 031  191 300  5 640  7,91  25,738  293,64 

2 ;i[]k__YWbYeb_ikbgkWZ[hdeWffb_YWdZeWf_WY[h[b[fhefh_[j}Y^[YedeiY_$ a. 756  998  102  434  b. 8 052  91  488  109  30,4  85,5  40,6  32,5 

120  4,73  310  2,27 

1%8)1%8-'%

La sottrazione Ikkdjh[del[d]edeYWh_YWj[c[hY_f[hkdjejWb[ Z_*',").a]$I[d[bbWijWp_ed[ikYY[ii_lWd[ l[d]edeiYWh_YWj[/)"'/a]"gkWdj_Y^_be]hWcc_Z_ c[hY[h_cWd]edeikbjh[de5 1

Per risolvere il problema devi eseguire una sottrazione, cioè l’operazione che permette di togliere, pareggiare, calcolare differenze, … Utilizza i dati del problema per eseguire l’operazione in colonna con la prova.

416,38

 93,19

323,19

 93,19

minuendo

416,38 

............. 

sottraendo

93,19 

............. 

323,19

Proprietà invariantiva

2

FHEL7

resto o differenza

416,38

Completa applicando la proprietà invariantiva della sottrazione.

7ZZ_p_edWdZeeiejjhW[dZe beij[iiedkc[heW[djhWcX_ _j[hc_d_Z_kdWiejjhWp_ed["_b h_ikbjWjededYWcX_W$

487  137  .........  13  13

465  315  .........  15  15

500  150  .........

450  300  .........

525  275  .........  25  25

849  319  .........  19  19

746  286  .........  14  14

.........  .........  .........

.........  .........  .........

.........  .........  .........

698  418  .........  18  18

583  433  .........  17  17

998  693  .........  13  13

.........  .........  .........

.........  .........  .........

.........  .........  .........

788  538  .........  12  12

826  616  .........  16  16

685  415  .........  15  15

.........  .........  .........

.........  .........  .........

.........  .........  .........

MIESERCITO 1 ;i[]k_[YedjhebbW_bh_ikbjWjeYedbWfhelW$ 435,62  83,59  279,34  156,89  425,72  198,71 

70 000  835,3  73,691  43,72  25,197  14,896 

2 ;i[]k_Wffb_YWdZebWfhefh_[j}_dlWh_Wdj_lW$ 7 890  2 590  6 751  4 626  10 345  6 225 

68 700  25 700  26 215  3 415  86 850  21 650 

249

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

La moltiplicazione La moltiplicazione è l’operazione che ci aiuta a risolvere problemi in cui ci viene richiesto di ripetere la stessa quantità o di calcolare le combinazioni possibili. 1

Ripassa le proprietà della moltiplicazione e completa.

qmoltiplicatore

2,5 

1,5 

1,5 

2,5

prodotto parziale prodotto parziale

125 250

fattori

Proprietà commutativa

2,5  1,5  ...........

9WcX_WdZebÊehZ_d[ Z[_\Wjjeh_"_bfheZejje dedYWcX_W$

1,5  2,5  ...........

moltiplicando

3,75

....... ....... prodotto

3,75

Proprietà associativa

?bh_ikbjWjededYWcX_W i[WZk[ef_’\Wjjeh_ i_ieij_jk_iY[_bbehe fheZejje$

(50  3)  5 

800  5  4  .......

4 000  4  .......

800  20  .......

(50  5)  (3  5)  250  15  ......... 250

4  (20  5) 

800  5  4  .......

15

(4  20)  (4  5)  80  20  .......... 80

Proprietà distributiva

F[hcebj_fb_YWh[kdWieccWf[h kddkc[he"i_fkcebj_fb_YWh[ e]d_WZZ[dZef[h_bdkc[he [fe_WZZ_p_edWh[_fheZejj_ ejj[dkj_$

20

MIESERCITO 1 Eii[hlWbÊ[i[cf_e[YWbYebWWffb_YWdZebWfhefh_[j}Z_ijh_Xkj_lW$ 24 10  ............. 2 #  ............. 240  ............. 48  ............. 288 24  12 .............  8.............

2 ;i[]k__dYebeddW ikbjkegkWZ[hde$

a.

5,46  23,9 

7  85  .............  8.............  .............#  .............  .............  ............. 35  11  .............  8.............  .............#  .............  .............  ............. 12  13  .............  8.............  .............#  .............  .............  .............

65,7  81,2 

b.

25  11  .............  8.............  .............#  .............  .............  ............. 42  21  .............  8.............  .............#  .............  .............  .............

250

1 564  7,93  560,4  562 

6  55  .............  8.............  .............#  .............  .............  ............. 8  35  .............  8.............  .............#  .............  .............  .............

74,5  19,7 

47,28  19,4 

c.

347,5  24,6  328,1  4,25  52,43  798 

1%8)1%8-'%

La divisione La divisione è l’operazione che ci aiuta a risolvere problemi in cui ci viene richiesto di raggruppare quantità o di distribuire una quantità in parti uguali. 1

Ripassa la proprietà invariantia della divisione e applicala, scrivendo i risultati che mancano. Proprietà invariantiva

350 : 50 = ....... 2 2 700 : 100 = .......

Cebj_fb_YWdZeeZ_l_Z[dZe f[hkdeij[iiedkc[he Z_l[hieZW&_bZ_l_Z[dZe[_b Z_l_ieh["_bh_ikbjWje dedYWcX_W$ 2

3

350 : 70 = ....... : 10 : 10 35 : 7 = .......

Calcola a mente applicando la proprietà invariantiva: dividi per 10, 100 o 1 000. 450 : 50 = ...........

2 400 : 600 = ...........

56 000 : 7 000 = ...........

210 : 30 = ...........

5 400 : 900 = ...........

320 000 : 4 000 = ...........

630 : 70 = ...........

7 200 : 800 = ...........

42 000 : 6 000 = ...........

320 : 40 = ...........

1 800 : 200 = ...........

270 000 : 3 000 = ...........

Puoi incontrare diversi casi di divisioni in colonna. Ripassali. a

dividendo decimale

dividendo

divisore

prova

3 6,5 23 109 5 73 0 0 8 3 9,5

8 3 9,5 23 69 36 ,5 quoziente 1 49 1 38 115 115 resto 0

839,5 : 23 = Se il dividendo è decimale, devi mettere la virgola al quoziente quando cominci a dividere i decimali, cioè quando abbassi la prima cifra dopo la virgola.

   

La divisione è l'operazione inversa della moltiplicazione. : 23

839,5

36,5

 23

9WbYebW_bgkep_[dj[[iWjje[i[]k[dZeb[Z_l_i_ed_\_deW_c_bb[i_c_"i[d[Y[iiWh_e$

a.

70,183 : 53  6 500,34 : 22  1 649,25 : 45  342,24 : 31  144.664 : 52 

b.

456,512 : 56  248,976 : 24  1 657,5 : 25  4 175,73 : 83  1 514,95 : 41 

c.

2 150,25 : 75  2 571,702 : 42  10 184,7 : 51  4 529,556 : 36  1 769,6 : 14 

d.

366,175 : 151  1 166,397 : 251 2 150,25 : 705  2 509,76 : 341  1 514,8 : 541 

251

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

b

dividendo e divisore interi, quoziente decimale

prova

1 4 0 4,0 1 5 135 9 3,6 54 45 90

1 404 : 15 = Quando la divisione non dà resto 0, puoi continuare per calcolare le cifre decimali.

1 4 0 4,0 1 5 135 9 3,6 54 45 90 90 0

9 3 ,6  1 5 468 0  936 0  1 4 0 4 ,0

9WbYebW_bgkep_[dj[[iWjje[i[]k[dZeb[Z_l_i_ed_\_deW_c_bb[i_c_"i[d[Y[iiWh_e$

a.

c

1 548 : 72  1 692 : 45 

b.

1 391 : 26  3 096 : 96 

dividendo minore del divisore

c.

5 000 : 40  250 : 16 

36 : 80 =

Aggiungi al dividendo gli zeri necessari per renderlo maggiore del divisore. Al quoziente scrivi zero seguito dalla virgola 8l’80 nel 36 sta 0 volte# e continua la divisione normalmente.

d.

1 175 : 125  4 830 : 175 

3 6, 0 0 8 0 00 0, 4 5 36 0 32 0 4 00 4 00 0

9WbYebW_bgkep_[dj[[iWjje[i[]k[dZeb[Z_l_i_ed_\_deW_c_bb[i_c_"i[d[Y[iiWh_e$

a.

12,3 : 41  38,4 : 48 

b.

14,7 : 35  34,32 : 52 

c.

5,775 : 25  4,828 : 34 

d.

15 : 25  36 : 96 

d divisore decimale Se il divisore è decimale, applica la proprietà invariantiva per renderlo intero, moltiplicando per 10, 100 o 1 000.

420 12 36 35 60 60 0

42 : 1,2 =  10  10 420 : 12 =

9WbYebW_bgkep_[dj[[iWjje[i[]k[dZeb[Z_l_i_ed_\_deW_c_bb[i_c_"i[d[Y[iiWh_e$

a.

252

110,2 : 3,8  139,2 : 2,9  22,36 : 0,43  7 055 : 8,5 

b.

106,6 : 0,41  7,2 : 0,45  3,225 : 0,129  832,5 : 22,5 

c.

4 991,4 : 5,31  177,84 : 0,312  1 670,4 : 4,64  199,64 : 0,217 

d.

15 112 : 14,2  4 228,7 : 8,63  3,068 : 0,236  129,36 : 1,54 

1%8)1%8-'%

Lo zero e l’uno nelle quattro operazioni 1

2

Completa le seguenti VYY^o^dc^. 50055 0  16  16  0  16

I[be0i_jhelWWbiejjhW[dZe"dedceZ_ÓYW_b c_dk[dZe$I[„Wbc_dk[dZe"X_ie]dWh_Yehh[h[ W_dkc[h_h[bWj_l_$

9ec[l[Z_"be0dedfheZkY[WbYkd[\\[jje0i_Z_Y[ Y^[„neutrof[hbÊWZZ_p_ed[$

3

400  0  .........

536  .........  536

340  0  .........

750  .........  750

0  800  .........

.........  452  452

658  0  .........

.............  0  972

64  0 6  .........

.............  0  210

37  0  3  .........

267  .........  267

4

Completa le seguenti bdai^ea^XVo^dc^. 70070 Be0„assorbentef[hbWcebj_fb_YWp_ed[f[hY^ƒ ¼WiiehX[½WddkbbWjkjje$

5

Completa le seguenti hdiigVo^dc^. 808 0  5  5

Completa le seguenti bdai^ea^XVo^dc^. 15515 BÊ1dedfheZkY[WbYkd[\\[jje0i_Z_Y[Y^[„neutro f[hbWcebj_fb_YWp_ed[$

360  0  .........

480  .........  0

400  1  .........

350  .........  350

0  517  .........

.........  546  0

1  800  .........

.........  874  874

25  0  16  .........

819  .........  0

15  1  10  .........

..............  1  439

Completa le seguenti Y^k^h^dc^.

0

:7

0

0

7

:9

0

9

0 : 0  qualsiasi numero   

?d\Wjj_0 &0&' f[hY^ƒ' &&  &0&(f[hY^ƒ( &&  &0&)f[hY^ƒ) && 6:16 I[_bZ_l_ieh[„1"_bh_ikbjWje„k]kWb[ WbZ_l_Z[dZe$

9ec[l[Z_0 : 7  0 f[hY^ƒ&n-3&$I[bezeroi_ jhelWWbdividendo"_bh_ikbjWje„i[cfh[p[he"f[hY^ƒ& cebj_fb_YWjef[hgkWbi_Wi_dkc[heZ}i[cfh[&$ F[hgk[ijecej_le"0 è multiplo di qualsiasi numero. 1:0?

2:0?

3:0?

B[Z_l_i_ed_Yedzero al divisorei_Z_Yede impossibilif[hY^ƒded[i_ij[kddkc[heY^[" cebj_fb_YWjef[h&"Z_WYec[h_ikbjWje'"(")"$$$ 8:81

42 : 42  1

E]d_dkc[heZ_l_ief[hi[ij[iieZ} Yec[h_ikbjWje1$

265 : 1  .........

930 : 0  .........

0 : 569  .........

258 : 258  .........

0 : 693  .........

0 : 472  .........

1 840 : 1  .........

784 : 0  .........

481 : 0  .........

348 : 1  .........

643 : 643  .........

0 : 0  .........

253

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

Moltiplicare e dividere per 10,100,1000 1 Eii[hlW]b_[i[cf_[Yecfb[jW$ 26  10  260

90 : 10  .........

37 10  .........

4,5  10  45

38 : 10  .........

370 : 10  .........

38  10  380

152 : 10  .........

48,5 10  .........

18,6  10  .........

360 : 10  .........

943 : 10  .........

125  10  .........

9 000 : 10  .........

121 10  .........

4,75  10  .........

3 870 : 10  .........

2 530 : 10  .........

2 Eii[hlW]b_[i[cf_[Yecfb[jW$ 9  100  900

400 : 100  ..................

3,7  1100  ..................

7  100  700

580 : 100  ..................

3,7  110  ..................

4,5  100  ..................

879 : 100  ..................

750 : 100  ..................

85  100  ..................

4 800 : 100  ..................

750 :

4,57  100  ..................

2 650 : 100  ..................

6,57  1100  ..................

382  100  ..................

7 374 : 100  ..................

1 250 : 100  ..................

8  1 000  8 000

9 000 : 1 000  ..................

7,6  1 000  7 600

2,5  1 000  2 500

2 000 : 1 000  ..................

7,6  100  760

4,85  1 000  ..................

3 260 : 1 000  ..................

7,6  10  76

0,600  1 000  ..................

6 875 : 1 000  ..................

8 000 : 1 000  .........

3,6  1 000  ..................

4 500 : 1 000  ..................

8 000 : 100  .........

2,450  1 000  ..................

700 : 1 000  ..................

8 000 : 10  .........

10  ..................

3 Eii[hlW]b_[i[cf_[Yecfb[jW$

4 ?de]d_ef[hWp_ed[iYh_l__bdkc[heY^[cWdYW$

254

294 : .................  2,94

64 : .................  0,64

.............. : 10  0,4

.............. : 100  2,5

184 : .................  0,184

.............. : 100  0,47

46  .................  460

850  .................  8 500

58  .................  580

..............  10  88

.............. : 1 000  1,8

50 : .................  0,5

2750 : .................  27,5

..............  10  12,8 540 : .................  0,54

1%8)1%8-'%

Multipli e divisori 1

Per ogni gruppo di tre numeri, scrivi due moltiplicazioni e due divisioni. 9ed_jh[dkc[h_ 5 8 40fke_iYh_l[h[0  +.*&  .+*&  *& 0 +.  *&0 .+ *&„ckbj_fbeZ_+[.$ ?\Wjjeh_+[.iedeWdY^[ Z_l_ieh_Z_*&$

4, 36, 9

7, 8, 56

72, 8, 9

6, 42, 7

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... ..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

..... :..... .....

I_Z_Y[divisorekddkc[he Y^[„Yedj[dkjekddkc[he[iWjje Z_lebj[_dkddkc[heZWje$

I_Z_Y[multiplokddkc[he Y^[d[Yedj_[d[kdWbjhe kddkc[he[iWjjeZ_lebj[$ 2

Completa il grafo, scrivendo i numeri che mancano e il valore della freccia viola. Dove scriverai i multipli comuni (cioè, i multipli sia di 3 sia di 4)? 4 8 ...... ...... ...... ...... ...... 4 ...... ...... 3

......

0

? ...... 3

......

3 ......

6 ......

......

......

......

......

......

......

......

Osserva che cosa dicono le frecce e completa. è multiplo di

12

è multiplo di

4

8

....

è divisore di

è divisore di

è multiplo di

è multiplo di

3

....

5

....

è divisore di

è divisore di

è multiplo di

è multiplo di

9

è divisore di

6

.... è divisore di

(*0$"$0/-"$"-

$0 -"5 8gX^`eX(), [\chlX[\ieffg\iXk`mf

$&

è divisore di

.... è divisore di

7

....

14

è multiplo di

3*

....

è multiplo di

255

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

I numeri primi 1

Leggi con attenzione le seguenti osservazioni e trova i numeri primi minori di 100.

s¬ & ha un solo divisore. s¬ Tutti i numeri hanno come divisore &. Tutti i numeri sono multipli di &. s¬ I numeri che hanno solo due divisori (1 e se stessi), si dicono cjbZg^eg^b^. s¬ ' è l’unico numero pari che ha due divisori. ' è un cjbZgdeg^bd. s¬ Ogni numero è multiplo e divisore di se stesso. s¬ I numeri che hanno più di due divisori si dicono cjbZg^Xdbedhi^. Il matematico greco :gVidhiZcZ, vissuto tra il 296 e il 196 a. C. trovò un metodo per distinguere i numeri primi dai numeri composti. Chiamò questo metodo «`Œh`^cdc» (= hZiVXX^d, Xg^kZaad, kV\a^d). Il setaccio è un arnese usato per separare le parti più fini da quelle più grosse. Il metodo di Eratostene consiste, appunto, nell’eliminare i numeri non primi, lasciando scritti i numeri primi. Prova anche tu seguendo le indicazioni.

s¬ Cancella il numero 1 che non è primo perché ha un solo divisore. s¬ Cancella i multipli di 2, eccetto il 2. s¬ Cancella i multipli di 3, eccetto il 3. s¬ Cancella i multipli di 4, eccetto il 4. s¬ Cancella i multipli di 5, eccetto il 5. s¬ Cancella i multipli di 7, eccetto il 7. s¬ … e così di seguito.

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

41

42

43

44

45 46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

73

74

75

76

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

96

97

98

99 100

I numeri non cancellati sono i numeri primi minori di 100.

MIESERCITO 1 Eii[hlWbÊ[i[cf_e[iYecfed__dkc[h_Yecfeij__ddkc[h_fh_c_1fe_jhWiYh_l_bWiYecfei_p_ed[$ 20

12 2

256



6

2



2

 .......

44 2

 .......

63 3

 .......

3

.......  .......

.......  .......

.......  .......

12  2  2  3

20  2  ...........

44  ....................

63  ....................

1%8)1%8-'%

Criteri di divisibilitĂ  1

Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false.

t 9ÄĄDIVISOREDI36 t 60ÄĄDIVISIBILEPER2 t 19ÄĄDIVISIBILEPER2 t 3ÄĄDIVISIBILEPER63

' ' ' '

   

t 47ÄĄMULTIPLODI2 t 51ÄĄMULTIPLODI3 t 5ÄĄDIVISOREPER95 t 100ÄĄMULTIPLODI25

' ' ' '

   

Ancora prima di eseguire una divisione, seguendo delle regole molto semplici, è possibile capire se un numero è divisibile per un altro oppure no. 2

3

In ogni gruppo câ&#x20AC;&#x2122;è un intruso, un numero che non è divisibile per quello indicato. Cancellalo e veriďŹ ca con l'aiuto della calcolatrice di aver risposto correttamente. Un numero è divisibile per 2 se è pari.

32

56

124

239

1 864

5 370

Un numero è divisibile per 3, quando la somma delle sue cifre è un numero divisibile per 3.

24 21

38 33

129 306

159 372

5 352 2 739

9 342 4 650

Un numero è divisibile per 4, quando le ultime due cifre sono due zeri o formano un numero divisibile per 4.

16 64

44 38

100 600

312 432

2 500 3 524

3 572 6 900

Un numero è divisibile per 5, quando termina per 0 o per 5.

35

70

100

427

3 600

2 735

Un numero è divisibile per 6, quando è pari e la somma delle sue cifre è divisibile per 3.

384 436

Un numero è divisibile per 9, quando la somma delle sue cifre è un numero divisibile per 9.

27 45

63 72

864 666

711 252

8 532 6 543

3 132 9 379

Un numero è divisibile per 10, quando termina per 0.

30

95

170

930

1 300

2 750

8 256 5 246

3 540 2 082

7 902 9 615

5 688 6 174

Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false.

t 6 265 ÄĄDIVISIBILEPER2 ' t 4ÄĄDIVISOREDI 5 732 ' t 9 783ÄĄMULTIPLODI9 ' t 3ÄĄDIVISOREDI5 333 '

   

t 38 640ÄĄMULTIPLODI5 ' t 9ÄĄDIVISOREDI 78 935 ' t 3 850ÄĄDIVISIBILEPER 5 ' t 10ÄĄDIVISOREDI4 630 '

    257

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

Le espressioni 1

;T\abgTgbV[X\e\fh_gTg\ WX__XWhXXfceXff\ba\ fbabW\iXef\2

Calcola il valore delle due espressioni. 850  7#  3 ........ 43

50  87 3# ........ 50  10

 3 ........

........

?dkdW[ifh[ii_ed[b[fWh[dj[i__dZ_YWdeb[ef[hWp_ed_ZW[i[]k_h[f[hfh_c[$ GkWdZe_d[ifh[ii_ed_YediebeWZZ_p_ed_[iejjhWp_ed_dedY_iedefWh[dj[i_"b[ ef[hWp_ed_i_[i[]keded[bbÊehZ_d[_dYk_iedeiYh_jj[$BWfh_cW[ifh[ii_ed["f[h [i[cf_e"fej[lW[ii[h[iYh_jjWYeiˆ050 – 7 + 3 = 46 2

3

4

Calcola il valore delle seguenti espressioni. 15  5  3  .........

56  6  20  .........

4 999  1  700  300  ..............

15  85  3#  ......... 12  82  1#  .........

56 86  20#  .........

4 999  1 8700  300#  ..............

39  9  1  .........

2 905  5  900  100  ..............

12  2  1  .........

39  89  1#  .........

2 905  5 8900 100#  ..............

Quando è necessario, metti le parentesi per indicare l'operazione da eseguire per prima, in modo da ottenere i risultati scritti, come nell'esempio. 11  6  2  7

35  5  2  28

90  60  40  20  50

11  86  2#  3

35 5  2 32

90 60  40  20 10

16  4  2  10

39  9  1  31

60  40  10  20  10

16  4  2  14

39 9  1  29

60  40  10  20  30

82  10#  3 ........ 12 3

;T\abgTgbV[X \e\fh_gTg\WX__X WhXXfceXff\ba\ fbabW\iXef\2

Calcola il valore delle due espressioni.

 3 ........

2  810  3# ........ 2 

30

........

Quando è necessario, metti le parentesi per indicare l'operazione da eseguire per prima, in modo da ottenere i risultati scritti, come nell'esempio.

258

9  6  4  50

70 : 7  5  5

10  5  3  25

20  6 : 2  17

9  86  4#  18

70 : 7  5  35

10  5  3  45

20  6 : 2  7

8  7  3  80

30 : 5  1  7

34  4  2  26

18  9 : 3  9

8  7  3  59

30 : 5  1  5

34  4  2  60

18  9 : 3  21

1%8)1%8-'%

In genere, quando le operazioni da eseguire per prime sono moltiplicazioni o divisioni, non si mettono le parentesi. Quindi, quando non ci sono le parentesi, bisogna eseguire prima le moltiplicazioni e le divisioni, poi le addizioni e le sottrazioni come indicato negli esempi dell’esercizio seguente. 1

2

Calcola il valore delle seguenti espressioni. 18  64 : 8

18  864 : 8#

18  8

 .........

20  21 : 7  .........

40 30  7

40  830  7#

40  210  .........

50  32 : 8  .........

81  54 : 9

81  854 : 9#

81  6

 .........

40  15  4  .........

40  5  70

840  5#  70

200  70  .........

70  13  2  .........

Completa scrivendo i numeri 2, 3, 5 in modo da ottenere il risultato scritto. 8.........  .........#  .........  21 8.........  .........#  .........  9

8.........  .........#  .........  16 8.........  .........#  .........  25

8.........  .........#  ......... 5 8.........  .........#  .........  4

MIESERCITO 1

9WbYebW_blWbeh[Z[bb[i[]k[dj_[ifh[ii_ed_"[i[]k[dZefh_cWb[ef[hWp_ed_iYh_jj[jhWb[fWh[dj[i_ jedZ[8¾#"fe_gk[bb[iYh_jj[jhWb[fWh[dj[i_gkWZh[F¾G[_d\_d[gk[bb[Z[djheb[fWh[dj[i_]hW\\[H$$$J$ 4,5  F 821  9# : 6  887  72# G 

36 : H36 : F 36 : 836 : 36# G J : 36 

4,5  F ......... : 6  ......... G 

36 : H36 : F 36 : ......... G J : 36 

4,5  F

36 : H36 :

4,5  F

.........  ......... G  .........

 .........

36 :

.........

J : 36 

.........

: 36 

.........

: 36  .........

F817  13#  2  5  8 101  81#G : 10  F .........  2  5  F

.........

......... G

: 10 

G

: 10 

......... .........

: 10  .........

H62  F8 8  4  7  3#  4  2 G J : 2  H62  F8 .........  ......... #  4  2 G J : 2  H62  F

10  F826  14# : 4 887  60#G 

H62  F

10  F ......... : 4  .........

G

H62 

10  F

.........  .........

G

10 

.........

 .........

.........

 4 2 G J : 2  .........

.........

 2 GJ : 2 

.........

J :2 : 2  .........

259

@eld\i`#`gifYc\d`#c\fg\iXq`fe`

Espressioni e problemi 1

Leggi i seguenti problemi e completa le espressioni che li risolvono. 9h_ij_Wd^W_dYebbWjeikbikeWbXkc+&Ó]kh_d[$ BWdeddW]b_^WYecfhWje*Xkij_d[Y^[ Yedj[d]ede+Ó]kh_d[Y_WiYkdW$GkWdj[Ó]kh_d[ ^W_djkjje9h_ij_Wd5 8.........  .........#

 ......... figurine comprate

8.........  .........#  .........  ......... figurine in tutto 2

8......... : .........#

 .........

8......... : .........#  .........  .........

pagine completate pagine dell'album

Leggi con attenzione i seguenti problemi, calcola il valore delle espressioni e segna con una crocetta quella che indica la soluzione del problema. <hWdYW^WYecf[hWje)gkWZ[hd_Y^[YeijWde '")&Y_WiYkde[kdWbXkcY^[YeijW("'&$ GkWdje^Wif[ie_djkjje5

3

?de]d_fW]_dWZ[bbÊWbXkcZ_HeX[hjeYʄifWp_e f[h-Ó]kh_d[$<_dehW^W_dYebbWje-&Ó]kh_d[[ ^WWdYehW((fW]_d[lkej[$GkWdj[fW]_d[^W bÊWbXkcZ_HeX[hje5

<WX_WdWWl[lWd[biWblWZWdW_e/XWdYedej[ZW +[khe$:khWdj[bWi[jj_cWdW^Wif[ie*[khe$ GkWdj_[kheY_iedeWdYehWd[biWblWZWdW_eZ_ <WX_WdW5

81,30  3#  2,10  ...............

9  85  4#  ...............

82,10  3#  1,30  ...............

89  5#  4  ...............

Leggi il seguente problema e osserva come può essere risolto con un’espressione. Completa scrivendo i numeri che mancano. :[_'((Wbkdd_Z[bb[YbWii_gk_dj[Z_kdWiYkebW"iedeWdZWj__d]_jW_(+Wbkdd_Z[bbW L8[]b_Wbkdd_Z[bbWL:[L;Y^[iede(*f[hY_WiYkdWYbWii[$GkWdj_Wbkdd_Z_ gk_djWdediedeWdZWj__d]_jW5 824  2# F25 824  2#G 122  F25 824  2#G

alunni della V D e della V E n. alunni delle tre classi in gita n. alunni di quinta che non sono andati in gita

122  F25  .........#G 122  .........  .........

(*0$"$0/-"$"-

$0 -"5 8gX^`eX()) [\chlX[\ieffg\iXk`mf

3* $&

260

F[hh_iebl[h[_bfheXb[cWYed kdÊ[ifh[ii_ed["Z[l_[i[]k_h[ fh_cWbÊef[hWp_ed[iYh_jjWjhWb[ fWh[dj[i_jedZ["fe_gk[bbWiYh_jjW jhWb[fWh[dj[i_gkWZh[[_dÓd[ bÊkbj_cWef[hWp_ed[$

1%8)1%8-'%

Problemi e diagrammi Quando per risolvere un problema sono necessarie più operazioni, siamo di fronte a «egdWaZb^XdbeaZhh^». Ogni operazione corrisponde a un «egdWaZbVZaZbZciVgZ», cioè con una operazione. Ogni operazione è la risposta a una domanda che il più delle volte devi scoprire tu perché il problema presenta una sola domanda. 1

Leggi il seguente problema, scopri le domande nascoste e risolvilo completando il diagramma corrispondente. BWcWccWYecf[hW([jj_Z_XkhheY^[ YeijW&".+[khebÊ[jje"+^]Z_\ehcW]]_eY^[ YeijW)"+&[khebÊ[jje[c[ppeY^_beZ_fWd[ Y^[YeijW&"-&[khe$ I[fW]WYedkdWXWdYedejWZW(&[khe" gkWdjeh_Y[l[Z_h[ije5

a.

c.

Ricerca i YVi^. 2 hg di burro = quantità di burro acquistata

Inserisci i dati nel diagramma e calcola. 0,85

2

3,50

5





.........

.........

0,85 euro = costo di un etto di burro

5 hg di formaggio = quantità di formaggio acquistata



.........

3,50 euro = costo di un etto di formaggio

......... 

20

.........

0,70 euro = costo del pane 

b.

.........

Scopri le domande nascoste.

t GkWdZeif[dZ[f[h_b..................................5 t GkWdZeif[dZ[f[h_b.................................5 t GkWdjeif[dZ[_djkjje5

d.

Rispondi. BWcWccWh_Y[l[Z_h[ije..........

261

=_\OYRZV 1

H_iebl__i[]k[dj_fheXb[c_Yecfb[jWdZe_h[bWj_l_Z_W]hWcc_$Fe_"ikbjkegkWZ[hde" jhWi\ehcWe]d_Z_W]hWccW_dkdÊ[ifh[ii_ed[Wh_jc[j_YW[h_iebl_bW$

a. La zia compra 3 hg di prosciutto a  2,40

b. In cartoleria, Matteo acquista 4 gomme che

✪ ✪ ✪

✪ ✪ ✪

l’etto, mezzo chilo di parmigiano a  12,90 al chilogrammo. Se paga con una banconota da  50, quanto riceverà di resto?

.........

.........

.........

.........

costano  1,20 l’una, 3 quaderni che costano  2,50 l’uno e 1 evidenziatore del costo di 4,50 euro. Se paga con una banconota da 50 euro, quanto riceve di resto?

.........

.........

.........

.........









.........

.........

.........

.........

.........





.........

.........

......... 



.........

.........

......... 

.........

2

H_iebl__i[]k[dj_fheXb[c_YedkdZ_W]hWccW[YedkdÊ[ifh[ii_ed[Wh_jc[j_YW$

a. La famiglia di Lorenzo ha acquistato un nuovo ✪ ✪ ✪

soggiorno che costa 4 750 euro. Il papà ha versato un acconto di 1 321,60 euro, il resto lo pagherà in 12 rate. A quanto ammonta cia­ scuna rata?

b. In un’azienda ortofrutticola sono stati raccolti ✪ ✪ ✪

262

264 kg di pesche e 75 kg di albicocche. Le pesche vengono sistemate in ceste da 24 kg ciascuna e le albicocche in cestini che ne con­ tengono 1,5 kg l’uno. Quante ceste di pesche e quanti cestini di albicocche vengono riempiti in totale?

c. Per la festa del patrono viene organizzata ✪ ✪ ✪

una lotteria. Per acquistare i premi gli organiz­ zatori hanno speso 1 775,95 euro. Vengono venduti 5 624 biglietti a 1,30 euro l’uno. Quan­ to denaro rimane nelle casse del comitato organizzatore?

d. In profumeria la mamma ha speso  24,40. ✪ ✪ ✪

Ha acquistato un profumo da  19,60 e 3 sa­ ponette uguali. Quanto ha pagato una sapo­ netta?

1%8)1%8-'%

?f`dgXiXkfX%%% 3TIVEVIGSRMKVERHMRYQIVMIPITSXIR^I  Eii[hlWbĂ&#x160;[i[cf_e[Yecfb[jW$ miliardi

h

da

milioni

u

h

da

migliaia

u

h

da

unitĂ  semplici

u

h

da

u

1011 1010 109 108 107 106 105 104 103 102 101 100 8

8 008 000 000

0

0

8

0

0

0

0

0

9 6 (8  10 ) (8  10 ) (....................................)

0

5 000 900 000

(....................................)

700 000 400

(....................................)

6 000 003

(....................................)

900 200

(....................................)

 Eii[hlWbĂ&#x160;[i[cf_e[Yecfb[jW$ 9 370 500 000 9 000 000 000  300 000 000 70 000 000 500 000 600 800 400 ..................................................................................................................................... 30 250 000 ..................................................................................................................................... 4 610 308 .....................................................................................................................................

3TIVEVIGSRMRYQIVMVIPEXMZMIVMWSPZIVIIWTVIWWMSRM  EhZ_dW_dkc[h_iYh_jj_Z_\_WdYe"ZWbc_deh[WbcW]]_eh[" d[bh_gkWZhe[ikbbWb_d[WZ[_dkc[h_$

6 2 â&#x20AC;&#x201C;4 4 â&#x20AC;&#x201C;2 â&#x20AC;&#x201C;6 0

........ ........ ........ ........ ........ ........

 9ecfb[jWiYh_l[dZed[bb[jWh]^[jj[_dkc[h__dZ_YWj_ZWbb[\h[YY[$ ........

........

........

........ 10

........

........

........

........ 0

........

........

........

........

5

 9ecfb[jWiYh_l[dZe_dkc[h_4"5"6_dceZeZWejj[d[h[_bh_ikbjWjeiYh_jje$ 8.........  .........#  .........  44 8.........  .........#  .........  54

8.........  .........#  .........  50 8.........  .........#  .........  10

8.........  .........#  .........  6 8.........  .........#  .........  4

263

?f`dgXiXkfX%%% )WIKYMVIPIUYEXXVSSTIVE^MSRMIVMGSRSWGIVRIPITVSTVMIXk  I[dpWYWbYebWh[_bh_ikbjWje"iYh_l_iebebĂ&#x160;ef[hWp_ed[Y^[Yehh_ifedZ[WY_WiYkdW\hWi[$ 

Â&#x161;9WbYebebWieccWZ_*([-

..............



Â&#x161;KdWZepp_dWf_Â&#x2019;(*

..............

 Â&#x161;9WbYebebWZ_\\[h[dpWjhW*([-

..............



Â&#x161;?bjh_fbeZ_(*

..............



Â&#x161;7*(jeb]e-

..............



Â&#x161;7(*W]]_kd]e-

..............



Â&#x161;9WbYebe_bfheZejjeZ_*([-

..............



Â&#x161;IejjhW]]e-W(*

..............

 Â&#x161;9WbYebe_bgkep_[dj[jhW*([-

..............



Â&#x161;Kdj[hpeZ_(*

..............



Â&#x161;KdY[dj_dW_ec[de*(

..............



Â&#x161;BWc[j}Z_(*

..............



Â&#x161;Cebj_fb_Yef[h-_b*(

..............



Â&#x161;?bZeff_eZ_(*

..............



Â&#x161;C[ppWZepp_dWf_Â&#x2019;i[jj[

..............



Â&#x161;:_l_Ze(*f[h)

..............

 ;i[]k_b[i[]k[dj_ef[hWp_ed_$ a.

16 017  126 000  9 125 613  1 260 121  0,719  1 318,15 

b.

c.

85 000  17 218  139 120  87 913  176,55  109,28 

218  26  987  18  816,5  2,8 

d.

5 613 : 28  82,8 : 92  135 : 2,5 

 IYh_l_d[bgkWZhWj_debWb[jj[hWYehh_ifedZ[dj[WbbWfhefh_[j}Wffb_YWjW$ 6 Commutativa

4 Associativa

< Invariantiva